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anno xiv numero unico pasqua 2006 il campanile
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p agina 2 www prolocostefanaconi com ilcampanile il campanile è aperto alla collaborazione di tutti foto e manoscritti devono pervenire alla sede della pro loco sita in piazza santa maria oppure alla e-mail ilcampanile @prolocostefanaconi.com e-mail presidente@prolocostefanaconi.com ilcampanile@prolocostefanaconi.com sagra@prolocostefanaconi.com staff@prolocostefanaconi.com serviziocivile@prolocostefanaconi.com comitato di redazione nicola arcella giovanni battista bartalotta redazione anna arcella nicola arcella anna bartalotta g.b bartalotta raffaella d alconzo angela d amico nicola defina carmelo griffo giuseppe morelli e francesco solano impaginazione e grafica giovanni battista bartalotta stampa fotocopiato in proprio indirizzo piazza santa maria s.n 89843 stefanaconi vv tel 0963-508192 fax 0963-508192 bacheca piazza della vittoria bacheca piazza della madonnina bacheca morsillara solidarietà proseguendo con l esposizione dei prodotti tipici locali e dell artigianato a serra san hi di voi si ricorda di quando è nata la pro loco bruno riproposti nella xiii° edizione della sagra sicuramente tanti poiché essa ha rivoluzionato la del pane arrivando alla mostra fotografica sul vita di stefanaconi si ricorderanno sicuramente i terribile terremoto del 1905 che ha riscosso no soci fondatori che nelle interminabili riunioni trac tevole successo in paese e fuori l aver voluto ciavano le linee guida da percorrere la pro loco intestare la pro loco motta san demetrio è il nasceva per volontà di un gruppo di giovani i quali coronamento di questo nuovo corso attenti alle richieste della collettività avevano ritenuto nel precedente numero de il campanile abnon più rinviabile un simile progetto si poneva all at biamo ampiamente spiegato le motivazioni che tenzione dell opinione pubblica con l onere e l impe ci hanno spinto a muovere questo passo e nogno di colmare un vuoto istituzionale trasformatosi in stra intenzione continuare su questa strada privipochi anni in una voragine per queste grosse assen legiando le tradizioni la cultura i giochi i costuze spinti da tanto entusiasmo giovanile passione ci mi e quanto serve a far conoscere e a farci covile amore per stefanaconi e la costruzione del no noscere la storia di stefanaconi stro futuro avevamo intrapreso questa avventura le tante iniziative promosse per le feste paun percorso difficile e tortuoso a volte con ostacoli squali hanno questo unico denominatore abbiainsormontabili più grossi di noi stessi a dispetto di mo voluto presentare ai nostri figli alcuni giochi tutto siamo ancora qua tanti avvicendamenti molti in uso nella nostra fanciullezza che loro non cotrasferimenti ed ultimamente tanti vecchi soci che noscono la mostra fotografica che ci ha visti hanno fatto rientro con il loro bagaglio di intelligenza impegnati a soriano calabro con tema gli aned esperienza da mettere al servizio del paese ab ziani ci ha permesso di onorare la memoria dei biamo inaugurato un nuovo corso e finita la fase e nostri avi che hanno contribuito con modestia mergenziale nella quale abbiamo dato il nostro contri laboriosità e con la semplicità del lavoro quotibuto non esente da errori si è aperta una nuova diano a scrivere alcune pagine significative del stagione nella quale abbiamo deciso di privilegiare i nostro passato veri compiti di una pro loco in un paesino come il nonostante queste nostre scelte qualcuno nostro senza grosse pretese ma con tanta buona strumentalmente ci accusa di essere volontà accomodanti o morbidi o addirittura anche stefanaconi ha la sua storia certo non ripor omologati a certi progetti politici non volevatata sui libri ma con protagonisti tanti uomini e donne mo farlo ma riteniamo sia giusto sgomberare comuni gente di tutti i giorni gente che ha contribuito definitivamente il campo da simili illazioni ci a scrivere nel libro della vita pagine di cultura tradi sono tante persone intelligenti e capaci nella zioni usi costumi e dialetto che per troppo tempo nostra associazione e in virtù di questo un siabbiamo voluto dimenticare quasi come se ce ne ver mile discorso sarebbe improponibile persone gognassimo abbiamo ritenuto opportuno come si libere perciò non abituate a legami di nessuna conviene ad una comunità che tiene molto al suo pas natura non rispettarle sarebbe un gravissimo sato che per essere attuali dovevamo riappropriarci errore che non ci potremmo perdonare e perdelle nostre tradizioni del nostro passato e farlo cono mettere la disomogeneità del nostro gruppo è scere alle giovani generazioni gli inizi sono stati mol la sua forza tante esperienze diverse che convito incoraggianti ed hanno riscosso tanto successo che vono perché legate da un unico filo la promozioci ha colti piacevolmente impreparati ad onor del ne del paese nelle sue molteplici potenzialità il vero abbiamo ricevuto anche qualche salutare critica voler mettere in evidenza i tanti aspetti positivi che ci sprona a migliorare il rendimento in questa che possano contribuire a rilanciare come si direzione erano indirizzate le iniziative che ci hanno conviene una nuova immagine di stefanaconi visto protagonisti con la promozione della solidarietà ribadiamo fermamente l assoluta indipendenper le fasce più svantaggiate con il mercatino della za però riconosciamo che gli uomini e le donne c
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a nnoxiv numerounicopagina 3 hanno le proprie idee che difendono propagandano e portano avanti con dignità in modo corretto leale e rispettoso senza servirsi subdolamente dell associazione o dei soci la pro loco è patrimonio di tutto il paese gli sforzi ed i passi che stiamo compiendo vanno in questa direzione chi pensa il contrario è in errore l esperienza del passato ci è servita da lezione l associazione vivrà ed avrà motivo di esistere se saprà tenersi alla larga da questi temi questi li lasceremo ad altri più titolati e qualificati di noi come è giusto che sia la storia decreterà se vi hanno saputo adempiere il sodalizio ha deciso che i suoi obbiettivi sono altri e ad essi vuole dedicarsi con passione le cose da mettere in cantiere sono tante non si può perdere ulteriore tempo dietro queste carrette a testimonianza di tutto ciò il lavoro svolto nel 2005 sperando possa esserlo anche quello in programma per il 2006 con l auspicio e l augurio così come per il recente passato che la gente del paese condividendo le nostre scelte ci aiuti nell attuazione di questo nuovo ambizioso programma la pro loco di stefanaconi motta san demetrio è un cantiere aperto una fucina di idee e che l avventura continui buona pasqua a tutti e-mail ricevute periodico il campanile di natale 1994 c era n el vostroche appartenevagentilezzagiuseppe p.5 mioun articolo a fusca nonno vorrei sapere se con si può mandare a me qualsiasi informazione che avete di mio nonno sto cercando la storia della mia famiglia e vi ringrazio per l informazione che potete dare scusatami la mia prima lingua è inglese nicola fusca australia r e icevo con piacere il vostro periodico e vi faccio i complimenti l idea di uno strumento di comunicazione nell ambito di una comunità è certamente motivo di evocazione di grande interesse e culturalmente innovativo a prescindere desidererei riceverlo regolarmente una gentile richiesta potete pubblicare sul sito la ricetta delle zeppole cordialità sandro bartalotta ferrara gr sig presidente leggo su il campanile che avete inaugurato il 1° raduno d auto d epoca nel mese di agosto scorso in occasione della festa del emigrato pertanto mi compiaccio per la vostra organizzazione ed in qualità di presidente del valentia club amatori veicoli d epoca regolarmente riconosciuto a.s.i fin dal 1997 vorrei dichiarare la nostra disponibilità di club nazionale a partecipare il prossimo anno alla vostra manifestazione grazie battistino fuduli vibo valentia la cucina di san giuseppe u na delle tante tradizioni che si stanno perdendo con grande rammarico di tutti è la tipica cucina di san giuseppe il 19 marzo nella fredda coda dell inverno che a breve lascerà il posto alla fiorente primavera si festeggia san giuseppe il mastro falegname padre putativo di gesù che nella sua bottega lo avviava alla vita terrena per ricordare questo padre e tutti i papà del mondo tale data è stata riconosciuta come la loro festa torniamo alla cucina tipica del giorno che consiste nel preparare la pasta possibilmente bucatini con le rape i ceci e lo stocco questo piatto semplice ed umile tipicamente contadino e popolare richiama alla nostra mente una tradizione che affonda le sue radici nel tempo la semplicità nel reperire tali ingredienti la contraddizione dei suoi sapori forti lo hanno fatto diventare un piatto di facile preparazione da consumare per rispetto in tale festa ho avuto occasione di consumare la cucina di san giuseppe apprezzandola e gradendo molto di più il voler proseguire con queste tradizioni contadine e popolari che ci legano indissolubilmente al nostro passato continuare su questa strada crediamo sia giusto nonché necessario i l giorno di pasqua 2006 coincide con il 79° compleanno del papa a lui vanno gli auguri più sinceri di una buona pasqua da tutti i fedeli di stefanaconi papa benedetto xvi benedictus xvi al secolo joseph alois ratzinger marktl am inn baviera germania 16 aprile 1927 è il 265° vescovo di roma e papa della chiesa cattolica il 264° successore di pietro anche se il suo è il 267° pontificato dal momento che benedetto ix è stato papa ben tre volte nonché primate d italia e sovrano dello stato vaticano È stato eletto al soglio di pietro il 19 aprile 2005 il 25 gennaio 2006 è stato diffuso il testo della sua prima lettera enciclica di grande elevazione filosofica che porta il titolo di deus caritas est dio è amore l enciclica è stata tra l altro un grande successo editoriale in italia ed in tutto il mondo a lato riportiamo la copertina del primo numero pasquale de il campanile distribuito durante le festività della pasqua del 1984 la nostra speranza è che da questo anno agli auguri che ci scambieremo facciamo seguire i fatti che sia pace vera tra di noi che ci sia più tolleranza e aiuto reciproco proviamo ad affrontare insieme i problemi che ci accomunano e vedrete che li supereremo non aspettiamo che siano gli altri a fare un passo indietro facciamolo noi per primi.
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a nnoxiv numerounico di nicola arcella pagina 4 c hi scrive ha poco più di quaranta anni ed il mezzo di cui mi accingo a parlare mi ha accompagnato negli anni spensierati dell infanzia quando ero bambino non c erano i tanti giocattoli di moda che ci sono oggi quei pochi erano destinati a chi poteva permetterselo ed io non ero tra quelli molto diffuso tra i ragazzi del tempo era il carru cu i cuscinetti e si faceva a gara nel costruirlo più bello e veloce degli altri questo mezzo di divertimento era formato da una tavola base sulla quale sedersi e ad essa era avvitato uno sterzo di legno che serviva a far fare le curve al carro sotto la base da una parte si inchiodava un asse di legno manico di scopa ed alle estremità dell asse si infilavano i cuscinetti uno per lato l altro asse si posizionava sotto lo sterzo a coprire la fessura lasciata per inserire il cuscinetto anteriore nella costruzione il difficile era trovare i cuscinetti poiché essi venivano smontati dalle frizioni delle poche auto che c erano allora il cuscinetto posto davanti era di solito più grande di quelli posti dietro e questo faceva in modo che il carro fosse leggermente inclinato per vincere l attrito e fare in modo che chi guidava si trovasse in una posizione più comoda i modi di guidare il carro erano diversi ognuno aveva il suo stile personale però quelli più in uso erano due il primo posizionandosi seduti normalmente sulla base ed azionando lo sterzo sia con le mani che con i piedi per rendere la guida più comoda si usava legare allo sterzo una corda che permetteva di guidarlo senza abbassarsi troppo l altro modo di guidare era coricarsi pancia in giù sulla base ed azionare con le mani lo sterzo il carro poteva essere costruito in modi e materiali diversi a secondo di quello di cui si disponeva si potevano montare invece che tre cuscinetti quattro due per asse e questo rendeva il carro più stabile con una maggiore tenuta di strada il numero dei posti a sedere variava a secondo della lunghezza della tavola base più grandi erano i cuscinetti più lunga e capiente era la base personalmente non ho mai avuto la fortuna di possedere un mio carro però tanti miei amici ne erano proprietari e questo mi ha permesso di poter guidare e diventare un asso dello sterzo del carro ho un ricordo molto bello anche se incomincia a perdersi nei meandri dell oblio in paese veniva un signore cicciu di longobardi che aveva dei parenti a stefanaconi nelle sue visite arrivava con un carro che per quei tempi rappresentava la ferrari dei carri era molto lungo e costruito benissimo con quattro cuscinetti grandi che lo sollevavano molto da terra e gli facevano acquistare grande velocità allo sterzo aveva legata una catena per migliorare la guida e tanti altri piccoli accorgimenti che ci facevano invidiare un mezzo così sofisticato in tanti hanno cercato di copiare questo carro portentoso nessuno però è mai riuscito nell intento mi ricordo di tante gare svolte in paese ci lanciavamo senza paura dalle discese asfaltate raggiungendo velocità sostenute ed il più delle volte ribaltandoci prendevamo tante di quelle botte che ci hanno lasciato i ricordi che ci portiamo dietro da allora cadendo rovinosamente sull asfalto le gambe erano soggette ad escoriazioni per lo sfregare a quelle velocità non solo ci riempivamo di ferite ma strappavamo i pantaloni in corrispondenza delle ginocchia e consumavamo le scarpe nei vani tentativi di frenare e diminuire la velocità nonostante queste mascate era un piacere ripartire più forte di prima dimentichi dei danni fatti e delle ferite riportate proprio l altra sera si parlava dei carri nella pro loco alcuni soci hanno pensato di riproporre ai nostri ragazzi questi modi popolari di giocare parlando con i miei figli ho constatato che non conoscevano assolutamente niente sui carri cu i cuscinetti mi sono riproposto di colmare questa grave lacuna e di insegnare loro come si costruisce un vero carro e soprattutto come si guida non è da escludere che più in là con la bella stagione non si possa organizzare una gara tra carri è un modo diverso di far divertire i ragazzi di oggi ed una maniera inconsueta che riporta indietro negli anni i ragazzi di ieri ed oltre il riscoprire i nostri giochi gli usi e le nostre tradizioni migliori è un modo che rende meno traumatico il ricambio generazionale la pro loco forte del suo ruolo con impegno passione ed un pizzico di nostalgia si è assunta tale onere con vero piacere in quegli anni bastava poco per essere felici un pizzico di fantasia e via oggi è lo stare insieme che manca ai nostri figli perchè chiusi nelle loro stanze con il freddo ed asettico computer navigano in un mare aperto alla conoscenza ma fatto di silenzi di solitudine deserto e muto orfano anche del continuo movimento delle onde riscoprire il vero piacere del gioco quello reale e coinvolgente anche con l ausilio di strumenti poveri a tutti accessibili che diano l opportunità di scavare nell intimo dei bambini per tirare fuori quelle potenzialità creative represse da un crescere velocemente a tutti i costi e sempre come primi della classe in tutto quello che scegliamo noi grandi per loro la fanciullezza è un età che passa troppo velocemente e tutti abbiamo di essa ricordi più o meno piacevoli è forse la parentesi più importante della vita di ognuno di noi e in essa si gettano le basi sulle quali si formerà l adulto facciamo che sia veramente così vorrei tornare bambino per un attimo per rigiocare a petruzzi o permessu a cavallina a cinta e longa a mutati pignata a forti ti pigghjiu forti ti tegnu a pallone nelle strade e nelle piazze per ripopolarle farle rivivere tra urla grida schiamazzi questo è il sogno di tutti e tutti lo conserviamo gelosamente nel cassetto so di chiedere tanto e troppo chiedo scusa e ripongo il sogno nel solito cassetto arrivederci alla prossima la pro loco ha deciso di rivalutare e far conoscere specie ai giovani questi modi di giocare che non conoscono e che hanno contribuito al nostro divertimento ed alla nostra crescita per questo abbiamo pensato di abbinare per la riffa pasquale oltre che il classico uovo di pasqua un vero carru cu i cuscinetti costruito dalle abili mani del socio franco solano secondo le tecniche di una volta sperando di suscitare l interesse dei nostri fìgli auguri a tutti di una buona pasqua.
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a nnoxiv numerounicopagina 5 ti riguardanti la passione di gesù oralmente trasmessi soggetti perciò ad errori nell interpretazione stralciamo e trascriviamo alcuni versi piangiti cristiani di anna arcella di bon cori la morti e la passioni di lu signuri fu misu e risorto il capo santo ncruci senza fari mali pe riscattari a nui li peccatori più non posa nel sudario l affritta di maria si vozi partiri mu va mu trova a e risorto dall un canto dell avello solitario rrodi cu ppilatu tutti li strati li vinni a perdiri e sula sta il coperchio rovesciato nta nu voscu nci ha scuratu nci facia lustru la luna e li così il manzoni nell inno la risurrezione stiji e lu bellu suli nci stavia di latu e poi cumparzaru gli fa eco in versi dialettali l avvocato procopio milli serafini e tutti l angiali di lu celu hannu calatu poeta locale significative alcune similitudini il sangue scorreva come quandu la grolia cala li campani vajuni nel sepolcro c è carceratu l orienti chiju chi si ribbejanu a festa e di lu celu duna lumi a ttutti quanti lu vennari e ssantu si canta n angialu scindi e dici cu nu velu lu lamentu quantu gesù patiu pe ttutti quanti cristu è risuscitatu o cristiani il lunedì dopo pasqua quando di solito si fa una scamagli ebrei la pasqua ricorda la fuga dall egitto e il pagnata viene denominato pasquetta natale con i passaggio del mar rosso tuoi e pasqua dove vuoi recita uno dei tanti proverbi per i cristiani è la commemorazione della risurresulla festività zione di gesù nella bibbia sono tanti gli alberi menzionati tra essi per avere una celebrazione uniforme in tutto il un posto di primo piano l occupa l ulivo simbolo di pace mondo cristiano e per differenziarsi dagli ebrei il a noe la fine del diluvio fu annunziata dal ramoscello concilio di nicea tenutosi nell anno 325 stabilì che fosse una festa mobile e che si celebrasse nella d ulivo nel becco della colomba rami di ulivo oltre che di palma agitavano i gerosoliprima domenica dopo il plenilunio successivo al mitani andati incontro a gesù che rientrava da betània ventuno marzo inizio della primavera rimase solo e sudò sangue nell orto degli ulivi gesù alla festività pasquale sono collegate molte usanze alcune delle quali richiamano antichissime con l olio di oliva alimentava lumi e lucerne quello consacrato ancora oggi viene usato nei battesimi nelle cresuetudini distribuzione di uova simbolo di rinascita benedizione e distribuzione dell acqua santa bene sime nell`unzione degli infermi l olivo è una delle piante più longeve e può superare dizione delle case preceduta da una purificatrice i 1000 anni.esemplari molto antichi di questi alberi capulizia generale dono quotidianamente sotto i nostri occhi basta fissare a stefanaconi dolci tipici del periodo sono le pittepie ripiene di uva passa sminuzzata la sacra i tronchi enormi di quelli siti nel parcheggio del cimitero e in località murejo lungo la strada che conduce a rappresentazione detta affruntata che ha luogo la mattina di pasqua richiama molti emigrati e anche sant onofrio la misura della circonferenza supera i quattro metri alcuni forestieri se incontrando gesù risorto la madonna si libera con i versi di pasqua di risurrezione di ada negri la maestrina di lodi concludiamo questo scritto agevolmente del mantello nero secondo le credenze di alcuni anziani è un buon auspicio se nella io canto la canzon di primavera caduta si inceppa è un triste presagio andando come libera gitana le congreghe locali in passato affidavano ad un in patria terra ed in terra lontana bambino che devotamente la teneva al collo la con ciuffi d erba ne la treccia nera chiave dell urna contenente gesù eucaristia al cene con un ramo di mandorlo in fiore tro del sepolcro unitamente ad un offerta la chiaa le finestre batto e dico aprite ve veniva restituita a pasqua cristo è risorto e germinan le vite oltre al rivoggiu che è il più noto sono tanti i cane ritorna con l april l amore pasqua a la pupazzetta quaresima completamento di quanto già accennato sul carnevale alla pagina tre del precedente numero di questo periodico si trascrive quanto si legge su una nota rivista calabrese dell anno 1981 per il periodo quaresimale la fantasia creatrice e popolare degli antichi si è sbizzarrita tra le tante manifestazioni esteriori fino a pochissimi anni fa era possibile ammirare appesa ad un balcone o all esterno della porta di ingresso a pupa `e corajsima vestita a nero con u dubrettu spaddatu in segno di lutto per la morte di carnalavari nel classico atteggiamento di una vecchia filatrice nella fattispecie filatrice del tempo la pupa veniva adagiata su un limone nel quale erano state conficcate sette penne di gallina nella simbologia popolare il limone indicava il magro e il digiuno mentre le penne di gallina le sette domeniche ricadenti nei quaranta giorni quaresimali le quali venivano tolte una alla volta fino alla settima che andava eliminata la domenica di pasqua
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p agina 6 ilcampanile peggia una scritta oramai sbiadita dal tempo che riporta l acqua è nostra e non si tocca a dimoi ritorna a parlare prepotentemente della que strazione di quanto vecchio ed annoso sia il prostione acqua perché in questi giorni a città del blema e di come sia sentito dalla gente che non messico si stanno tenendo le giornate mondiali tollera su di essa speculazioni di nessun genere nel mondo la carenza di acqua ha assunto dell acqua la distribuzione del liquido è diventato un affare planetario poiché circa 3 miliardi di per dimensioni gigantesche poco meno di 400 milioni sone non ne hanno la piena disponibilità l acqua di persone non possono usarla con regolarità oè causa di tante guerre e controversie tanti sono i gni 15 secondi un bimbo muore per aver bevuto conflitti scoppiati per la sua gestione ed il suo mo acqua non potabile il 40 di essa si perde negli nopolio il tema è attuale anche nella nostra provin acquedotti e nelle fatiscenti reti di distribuzione cia dopo diversi anni la consulta dei sindaci ha dinanzi a queste cifre allarmanti si pone l imperadefinitivamente respinto la privatizzazione del servi tivo di correre ai ripari per un uso più corretto pianificato e razionale zio di gestione del ciclo inteognuno di noi usando grato delle acque essa è un piccoli accorgimenti può bene primario ed universale limitare lo spreco d acqua un diritto per tutti e non può basterebbe chiudere il assolutamente essere vendugiacomo leopardi pensieri rubinetto quando ci laviata o privatizzata mo i denti i piatti e così l accordo trasversale nato via a livelli più alti si chiede un intervento di mae che di fatto ha decretato la bocciatura dell iniziativa di privatizzazione indica che dinanzi a certe nutenzione costante agli impianti di distribuzione e problematiche prevale l interesse della collettività di raccolta il problema oggi scarsamente consinon c è colore politico o appartenenza a partiti che derato scoppierà nella sua drammaticità è facile giustifica la ingerenza privata nella gestione dei essere delle cassandre tra qualche decennio ai servizi primari nel nostro paese al pari di tanti al grandi della terra si chiedono investimenti nella tri il problema acqua si presenta nella sua totalità ricerca altre forma di reperimento un uso razioin pieno periodo estivo anche se ad onor del vero nale ed una migliore distribuzione l acqua è un bene primario e deve esserlo per da diversi anni esso è limitato su alcuni muri cadi tutti le ricchezze della terra non possono essere esclusivamente appannaggio dei popoli benestanti anche su questo si apre una discussione che meriterebbe ben altra considerazione facciamo tesoro di questo e comportiamoci in maniera pprofittiamo di questo piccolo spazio per assennata contribuendo nel nostro piccolo ad aliesprimere il nostro parere in merito ad un mentare la speranza per un mondo più giusto s sos h2o nessuna qualità umana è più intollerabile che l intolleranza a la strada per vibo valentia che prevalga il buonsenso argomento che interessa la nostra comunità la costruendo tangenziale est abbiamo assistito da spettatori attenti al botta e risposta per mezzo di manifesti murali tra maggioranza ed opposizione la pro loco pur non entrando in merito alla diatriba ritiene sia necessario nonché urgente che su un tema di interesse comune si arrivi ad una convergenza per tutelare gli interessi generali di stefanaconi rinchiudere la questione in una inutile quanto sterile polemica crediamo non possa recare vantaggi a nessuno tanto meno al nostro paese sarebbe altresì opportuno che unificando le intenzioni e gli sforzi si vigilasse affinché i lavori vengano eseguiti a regola d arte cercando di creare minori disagi possibili tutti insieme dobbiamo pretendere che a lavori ultimati la strada venga messa in sicurezza per evitare di mettere a repentaglio l incolumità degli utenti e dei residenti tutti gli altri discorsi sono per noi inutili e vani che prevalga il buonsenso v ogliamo salutare il timone il nuovo periodico della sezione della sinistra giovanile peppino impastato di stefanaconi qualsiasi espressione di idee indipendentemente dal colore politico non può che fare bene alla nostra comunità che oramai da molti anni ha perso l abitudine a dialogare e affrontare insieme i problemi del vivere comune che sono di tutti gli stefanaconesi.
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a nnoxiv numerounicopagina 7 c arlo iii di borbone 1716-1788 quinto figlio di filippo v e di elisabetta farnese con il nome di carlo iii governò il regno di napoli dopo averlo ritolto all austria durante la guerra di successione polacca del 1734 prima di diventare sovrano di spagna 1759 servendosi anche dell opera intelligente del marchese fiorentino bernardo tanucci non solo arricchì napoli di monumentali edifici ma si distinse quale riformatore in vari settori della vita del regno per quel che ci riguarda al momento ricordiamo in particolare la creazione del catasto onciario apprezzato strumento di politica fiscale per tutti i comuni del regno di napoli e di sicilia il catasto onciario da oncia unità dì misura in vigore in quasi tutti gli stati italiani prima dell unità è oggi un documento di fondamentale importanza per la conoscenza delle condizioni non solo economiche e sociali dei nostri popoli nel secolo xviii e un documento che non può mancare alla gente di stefanaconi giacché non esiste più nell archivio comunale perché distrutto in tempi passati non so se un talestrumento sia mai esistito a stefanaconi ma ritengo di sì visto che il catasto onciario era redatto in due copie una rimaneva nell università il comune di oggi l altra era conservata presso la sommaria a napoli e cosa fare allora nonostante i pochi finanziamenti e i tagli agli enti locali in particolar modo alla cultura il sindaco fortunato griffo molto entusiasta del nostro progetto mi aveva proposto di accedere all archivio di stato di napoli per verificare la fattibilità e il costo della microfilmatura di tutte le pagine dei vari volumi di cui è composto il catasto onciario di stefanaconi ma il suggerimento della nostra storica per eccellenza l insegnante anna arcella la necessità di evitare spese difficilmente sostenibili ed un ancor più sgradito viaggio a napoli della mia pigra persona mi ha fatto accedere all archivio storico del comune di vibo valentia la disponibilità la gentilezza la cordialità e la professionalità di tonino pititto della dirigente dott.sa luciana carlizzi e del sindaco franco sammarco sono stati senza pari in men che non si dica tutte le pagine oltre 2.000 del catasto onciario di stefanaconi erano su un cd rom su 1.113 file immagine il tutto a costo zero non sappiamo come ringraziare il comune di vibo valentia per questa loro generosità forse una cattiva microfilmatura ha purtroppo sporcato moltissime di queste immagini quasi tutte le foto hanno catturato le scritte poste nella parte posteriore delle pagine stesse rendendo molto difficoltosa la lettura sarebbe nell intenzione della pro loco stefanaconi affrontare l ambizioso progetto di informatizzare questi documenti il lavoro da affrontare consisterà nella ripulitura tramite computer di tutte le pagine che saranno divise poi in cartelle secondo le fasi di compilazione dei catasti onciari contemporaneamente un altro gruppo più pratico nella lettura di testi antichi leggerà tutte queste pagine che saranno poi digitate su file testo leggibili anche questi file saranno poi catalogati in cartelle come le pagine del catasto originario alla fine tutto il lavoro si tramuterà in uno o più file pdf per sfruttare appieno le potenzialità di questo formato informatico per socializzare al massimo il lavoro e renderlo disponibile per eventuali altri studi avremo dunque pagine da consultare da studiare da confrontare che ci consentiranno di riportare alla memoria importanti frammenti della storia di stefanaconi chiunque volesse partecipare al progetto di pulitura di lettura e di digitazione dei testi potrà dare la sua disponibilità col mezzo che riterrà opportuno sarà poi contattato dal sottoscritto per i chiarimenti e gli accordi successivi abbiamo già avuto l adesione di un nostro emigrato che parteciperà via internet al progetto usate una delle nostre e-mail per contattarmi e necessario l amore per stefanaconi una buona dose di volontà e di altruismo visto che il riconoscimento sarà quello di aver partecipato a riportare alla memoria un pezzo della storia del nostro amato paesino e squarci di vita vissuta dai nostri avi a metà del 1700 giovanni battista bartalotta
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p agina 8 1a mostra fotografica ilcampaniled al 31 marzo al 1 aprile 2006 si è svolta a soriano calabro nell antico convento di san domenico la terza conferenza nazionale di gerontologia organizzata dal dipartimento di medicina dell invecchiamento diretto dal dott giuseppe battaglia nei due giorni di lavori sono intervenuti i più grandi luminari della gerontologia nazionale tra i quali i professori lorenzo altomonte roberto bernabei santino branca nicola gentiloni rosario rossi renzo rozzini pietro sandro tagliaferro marco trabucchi il tema centrale della conferenza è stato l anziano come persona fragile e disabile l affascinante sfida che la geriatria moderna deve affrontare con l occasione della conferenza è stata allestita la 1a mostra fotografica sul tema gli anziani senza amore muoiono all organizzazione della mostra abbiamo partecipato anche noi della pro loco stefanaconi motta san demetrio con un pannello che riproduciamo in questa pagina l obiettivo che la segreteria organizzativa della mostra diretta dalla i.p serafina fiorillo nostra compaesana è quello di favorire un integrazione tra i servizi assistenziali e quelli sociali presenti sul territorio e far conoscere alcune delle realtà presenti ed operanti a favore delle persone anziane ultrasessantacinquenni nel territorio di stefanaconi opera in modo encomiabile oramai da molti anni il centro di aggregazione sociale per gli anziani attual mente amministrato da un direttivo il cui presidente è francesco defina non vogliamo elencare in questo articolo le innumerevoli iniziative che fin dalla nascita il centro è riuscito ad organizzare e neanche della geniale idea dell organizzazione di una compagnia teatrale voglio solo riportare l esortazione che in un campanile il centro fece a tutti gli stefanaconesi ci siamo costituiti e anche se siamo solo agli inizi si spera che con l aiuto di tutti il centro possa crescere e andare avanti per questo è sorto si coglie l occasione per ricordare ad eventuali arrotini affila-forbici che il centro è aperto a tutti e che essi stessi se oggi giovani con l aiuto di dio un giorno saranno anziani anche loro potranno trovare nel centro stesso quel punto di aggregazione che al presente magari per motivi oscuri cercheranno di evitare e boicottare il centro è anche vostro sta a voi e a noi difenderlo e farlo crescere stando insieme vedrete si starà bene età f m totale 66 70 71 75 76 80 81 85 86 90 91 95 50 50 51 27 16 6 1 1 202 37 44 36 24 9 3 0 0 153 87 94 87 51 25 9 1 1 355 al 31 marzo 2006 sono residenti a stefanaconi 2.422 persone 1.230 femmine e 1.192 maschi gli ultrasessantacinquenni sono 202 femmine e 153 maschi per un totale di 355 cioè il 14,6 della popolazione residente la percentuale nella provincia di vibo valentia è del 17,9 in calabria è del 17,6 perché a stefanaconi la percentuale è così bassa i di ciccio defina n questo mondo dove in frenesia e correr dietro al vento ognuno aspira in questo mondo dove fantasia ha ormai lasciato posto a sorda ira in questo mondo dove la paura del posto del domani del malanno ha già passato il segno e ognuno giura che ormai non ci può esser maggior danno in questo mondo dove l ingiustizia la guerra povertà sete la fame empiono i cuori pieni di mestizia vive l anziano e vive al par di un cane spesso da solo senza cure e amore senza qualcuno a cui poter parlare sia uomo o donna in petto batte un cuore che affetto cerca e affetto vuole dare 96-100 +di 100 totale ma il mondo ingiusto di béceri formato non ti curar di lor ma guarda e passa appare come estraneo frastornato da luci suoni e rumori di grancassa e l anziano quest esser dignitoso lungi dal lamentarsi o far congiura rivolge l occhio stanco e speranzoso al giovane che corre e non si cura e a questi dice pieno di saggezza oggi tu corri hai altro cui pensare ricordati però che giovinezza presto se n`và e sarai tu a invecchiare!
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a nnoxiv numerounicopagina 9 l di antonio tripodi a chiesa parrocchiale di stefanaconi si presenta con la dedicazione a santa maria già nei registri dei collettori pontifici nel 1310 anno in cui il sac costantino versò due tarì per la seconda decima nel corso dei secoli il titolo si trasformò in santa maria e san nicola vescovo come si legge nell apprezzo dello stato di soriano del 1650 si rileva dallo stesso documento che fuori dall abitato era eretta la chiesa di santa maria della consolazione che da altre fonti si apprende essere stata la vecchia parrocchiale intitolata soltanto a san nicola vescovo la chiesa parrocchiale è riportata il 10 gennaio 1674 i diritti dei parroci del paese sono noti da una testimonianza giurata resa il 2 luglio 1769 dai magnifici pasquale di natolo sindaco e domenico lopreiato eletto dai mastri felice precoci ora procopio e antonio matina e da altri dodici cittadini i sedici dichiararono qualmente sanno benissimo anche su loro coscienza per quanto publicamente si è detto il rettore della chiesa ex arcipretale sotto il titolo di santa maria della consolazione che sta situata fuori di detta terra di decima esigeva centosessantasette e mezzo tomoli di grano tra scotreme e bianco alla colma in ragione di cinque stuppelli lo stuppello 1/8 di tomolo da ciascun bracciale nove stuppelli da ogni massaro di buoi ed in più un quarto di tomolo dalle vedove e dalle pizzocche dette anche monache di casa ed altri dodici tomoli di grano scotreme alla rasa per l affitto di alcune terre per un totale di duecentosette tomoli in questa chiesa aveva la propria sede la confraternita dell assunta per censi perpetui si esigevano diciannove e rotti circa ducati altri circa cinque ducati di censi bullali e due rotoli il rotolo 0,891 kg di cera cedrina e dieci melajne di olio all anno dagli affitti degli oliveti per i diritti di stola l arciprete poteva contare su circa venti ducati secondo l occorrerne naturali più o meno su queste rendite erano infissi gli obblighi dell arciprete che consistevano soltanto nella celebrazione di due messe ogni settimana nella chiesa ex arcipretale della consolazione e della messa propopulo nella chiesa universale situata dentro detta terra la quale ultima era ovviamente l arcipretale di san nicola ed alla corresponsione di ventiquattro ducati per il mantenimento dell economo le cappelle del santissimo sacramento e delle anime del purgatorio della chiesa universa le si assumevano l onere dei vestimenti sopraletteli leggere suppellettili cera incenzo argenteria ed ogni altro bisognevole lo stuppello di grano in più era dato sia dal massaro che dal bracciale per l offerta seù per la devozione della candelora che si distribuisce a naturali di essa terra per ogni anno questi dovevano versare tredici grani 0,13 ducati all epoca dell esazione della decima oppure lo stuppello di grano dopo il raccolto nella chiesa della consolazione assistita così di giorno che di notte da due eremiti era eretta una numerosa fratellanza sotto il titolo della beata vergine dell assunta che provvedeva a proprie spese per i sacri paramenti fiori cera candelieri incenso e olio per le lampade scotreme tipo di grano duro stuppello antica misura equivalente all ottava parte di un tomolo tarì antica moneta d argento del regno delle due sicilie d l affruntata opo la s messa viene fatto il sorteggio dei fortunati che porteranno a spalla le statue della madonna vestita a nero s giovanni e gesù risorto la madonna sosta dietro via santa croce e gesù risorto sosta presso la piazza della madonnina s giovanni annuncia per due volte alla madonna che gesù è risorto san giovanni in ogni viaggio da gesù alla madonna è sempre preceduto da un uomo con la mazza della confraternita la mazza ha il manico d argento al terzo viaggio dì s giovanni che accompagna gesù risorto avviene il commovente incontro della madonna con suo figlio allora alla madonna viene fatto cadere il drappo nero che la ricopre segno di lutto per la morte di suo figlio e si presenta nella ricca veste azzurra suscitando brividi e grande emozione tra la gente il momento della svelazione della madonna è molto atteso perchè è in effetti l istante più toccante di questa circostanza la statua è sempre la stessa ma il passare dal drappo nero alla veste azzurra è come passare da un momento di interminabile angoscia a una immensa gioia dimostrata da uno scrosciante applauso per seguire l affruntata affluisce gran parte della popolazione di stefanaconi nell intera settimana santa ci sono durante la celebrazione dei riti liturgici momenti molto emozionanti che vanno dal giovedì al sabato santo ma se ci pensiamo un attimo l affrontata non rientrando nei riti liturgici è il momento più bello ed emozionante dell intera settimana santa perchè non solo rievoca l incontro tra la madonna e cristo risorto ma diventa un momento di raccoglimento per ognuno di noi buona pasqua di salvatore procopio
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a nnoxiv numerounicopagina 1 0 spiritu santu meu datimi aiutu mu mi risbigghiu stu senzu nzenzatu avi gra ttempu chi su surdu e mutu di nuja vertù mi ndaju approfittatu cu l aiutu di diu su risolutu fari na cosa chi ddeu l ha segratu e stu rivoggiu quantu nd a patutu sona vintiquattr uri è già spiratu a li vintiquattr uri ha dimandatu di la so cara matri la licenza o cara matri lu temp è passatu avimu di fari l urtima spartenza vu cu na lancia m aviti minatu jeu restu mortu affrittu e di vu senza a li vintiquattr uri ognun ci penza cristu facia la cena nquella ura chija grandi muntagna non ci penza si vota cristu cu n amuri pura giustizzia di notti nprima ura sutta specia di nostru pani redenturi si suttamisi cu nu ver amuri ora c a juda lu volia sarvari giuda c avia lu cori tradituri ora giuda penzava a li dinari penzamunci o dolenti o peccaturi cristu non dassa modi chi non paga a li tri uri gesù je adurari la passioni sua nci stave accorta lu calaci e la cruci cosa amara lu pataternu già lu vozi mortu lu pataternu si misi a pregari n angialu mu nci manda pe cumportu a li quattr uri gesù stand all ortu la passioni sua penzava e bidìa penzava all agonia già ch era mortu sudava sangu e la terra abbundia chiju chi patiu lu patiu pe tortu o peccaturi lu patiu pe tia a li cinq uri gesù ca vidia lu juda avanzi e la turba a gridati giuda nu baciu a li giudei nci cia pigghjati a cristu ca l aju mustratu e li giudei npeccaru nquella via quandu lu nomi di jesu è palisatu iju li guarda e mori d a dolia pe pagari nci namu nu peccatu a li sei uri gesu fu ligatu li mani d arredi e la turba nci affanna giacumu e petru l hannu abbandunatu san giuvanni li seguita e no parra cu boffuli e catini strascinatu e fu levatu a li pilazzi d anna po ja ha statu di marcu schiaffiggiatu mpacci sputatu ntortu a la cundanna a li sett uri la turba nci affanna ca vonnu a gesu cristu cundannatu grida la turba e cristu nci cundanna fu cundannatu a mani di cafassu cafassu sti paroli nci domanda tu no si giustu re ca si re farzu si re di morti nci dissi cafassu si re d ar cielu e di nujatra vanda all otturi no poteva dunari nu passu ca jera di la turba malattrattatu lu levaru nta na stalla stancu e lassu di li capiji fu ndringulijatu scindiru li schiavi cu n cori di sassi cu l unghj la so carni hannu scarnatu iju li guarda cu gralimi d impassi pe no n aviri pietà l hannu abbindatu a li nov uri gesu fu negatu di l amatu discipulu c avia canta lu gallu e petru l ha negatu canta lu gallu e petru già vidia cercau perdunu di lu so peccatu a li so occhi dui cannali avia a li deci uri gesu no potia e fu levatu ncasa di pilatu a pilatu n omu giustu nci paria mu lu cundanna nci paria peccatu pilatu sti paroli nci dicia di rodi aviti d essari cundannatu all undici uri a rodi fu portatu e rodi mu nci parra disiava cu na candida vesta fu pigghjatu gesù cristu di pacciu fu trattatu pacciu fu rodi chi tantu ha penzatu na bianca vesta a la gent ha mustratu e rodi ca restau scumunicatu avvertinci cristu ca no nci parrai a dudici uri la so cara matri avia arrivatu e gesù lu ritornanu a pilatu mentri pilatu sta cundanna nci arma nci namu na frustata e poi lu libaramu prestu la frusta nci hannu preperatu ncignaru di novu a battari li toni e tantu chi l hannu forti malattratatu volenu mu lu spiccianu a nu jornu la cara matri di fora pregava pregava lu pataternu pemmu torna pregava lu pataternu pemmu torna mu campa cca e nommu pati cchiù nci affannava la turba in quelli giorni pe fari na curuna di quelli spini crudi spini pungenti a na dura culonna fu nculonnatu a li quattordici uri mo sindi parra di li quindici uri pemmu si sapi lu quantu e lu comu pilatu c affacciau di lu barcuni nci lu mustrau a lu populu all acci omu e nci lu dissi a quell agenti crudi nui si lu libbaramu fussi bonu tutti gridaru a la cruci signuri nci arza pilatu e nci chiusi li toni e perzu di la facci lu decoru guarda a chi binni la grannipotenza o ternu patri chist è to figghjolu com è riduttu a tanta penitenzia e scrittu lu so nomi nsidici uri è cundannatu a morti la sentenzia.
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a nnoxivpagina 1 1 a li diciassett uri ogn om ci pensa o chi doluri chija matri avia vidia a sso figliu a ttanta penitenzia levari la cruci ncoju no potia pi caminari facia violenza milli voti ha cadutu pe la via e quandu a munti carvariu si jungiru a gesu lu nchjanaru a strascinuni e li so vesti mbiscati l avia nci li tiraru cu arrabbia e fururi e li so caji rinovat avia penzava a li fracelli cu dolore penzamu lu doluri di maria ca resta affritta scunsulata e sula la cara matri nchjovari sentia fu nposto ncruci a li dicedott uri arzamu l occhj a li dicennov uri di cori mu nd amamu o peccaturi cu n amuri nproffetta amuri vera ndi vozi libbarari di lu mpernu patri perdugnu a sti crucifissuri ca su pacci e no n hannu sentimentu a li vint uri fici testamentu giuvanni la matri sua lasciat avia e li spiriti soj li jia perdendu ed ijiu ancora patari volia subitu dissi sizziu a nu mumentu feli ed acitu preperatu avenu e nci lu dezaru a gesù mbivendu e cunzumatum est lu dicenu si vota e bidi n atra tirannia e nu langinu na lanciata nc iuna abbattaru li petri di la via scuraru li stelli lu suli e la luna giuseppe oramaddeu dissi a chij ura o nicoddemi chistu è n omu bbonu nci sciupparu li chjiova di la curuna nci li levaru a maria mortu di tuttu e la madonna trovau und era sula di cori lu piangeva a piantu ruttu nova lanzola e nova sipurtura a li vintiquattruri fu nzipurcu e mo che dittu stu rivogiu tuttu cumpatisciti si dissi difettu e si ndi dissi ndi dissi pe murtu ca no l avia l aiutu veru e scertu cu ama lu signuri veru e giustu lu paradisu lu pigghja di pettu e cu npeccatu stavi e no n è giustu vaci a lu mpernu e sapitilu certu di lu celu calau nu corpu santu calau cu na campana dolimentu e quandu nci arza lu calaci santu u n idiofono è uno strumento musicale il cui suono è prodotto con il materiale stesso del corpo dello strumento senza ad esempio l aiuto di corde ance o membrane sono idiofoni il triangolo lo xilofono le campane e molti altri strumenti a percussione la tocca e il carici sono degli idiofoni il carici è un idiofono a raschiamento mentre la tocca è un idiofono a percussione e vengono impiegati per accompagnare le processioni della settimana santa o per annunciare la messa quando le campane sono legate in segno di lutto per la morte di gesù cristo il carici in italiano raganella è costituito da un semplice telaio di legno o di canna da cui è ricavata una linguetta che poggia su una ruota dentata alloggiata entro lo stesso telaio e imperniata su un manico esterno impugnando il carici per il manico e facendolo ruotare intorno al proprio asse si provoca l azione di raschiamento della linguetta contro i denti della ruota la tocca in italiano tabella battola o martelletto consiste in una tavoletta di legno con l impugnatura ricavata internamente lungo uno dei lati su ambedue le superfici sono incernierate una o più maniglie metalliche oppure ante di legno tenendo saldamente la tocca per l impugnatura e facendola ruotare lungo il proprio asse ora da un lato ora dall altro si provoca la percussione degli elementi mobili contro la tavoletta v olevamo ringraziare i cari compaesani paolo staropoli e domenico barbalaco che hanno scavato nei loro ricordi e hanno realizzato con perizia e maestria le tocche in verità poco conosciute che potete ammirare nelle foto sopra e che saranno in mostra davanti alla chiesiola la mattina di pasqua grazie a loro abbiamo avuto la possibilità di riscoprire quegli strumenti che in un tempo remoto contribuivano a creare l atmosfera della pasqua a stefanaconi ella serata del santo si nuna celebrazionevenerdì missa alostorta e ordicelebra la caratteristica questa che non segue schema nario si inizia con la lettura del vangelo segue poi la preghiera universale dei fedeli e la comunione con le ostie consacrate la sera precedente chiude la funzione la predica un omelia solenne che rievoca le fasi drammatiche della passione e morte di cristo a missa a storta
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a nnoxiv numerounicopagina 1 2 di g.b bartalotta l identikit grandangolo sull attività della lachesi c on questo numero vogliamo iniziare una rubrica nella quale riportare ciò che i nostri compaesani compiono nella loro vita lontano da stefanaconi e che ci fanno inorgoglire per la loro onestà capacità intelligenza caparbietà e a volte come nel caso di domenico lopreiato genialità stefanaconi è sempre ricordato in modo negativo e quasi sempre sfuggono le cose positive che i nostri concittadini fanno residenti e non non sempre riusciamo noi della pro loco stefanaconi a venire a conoscenza di questi eventi per cui è importantissimo che siate voi lettori ad aiutarci segnalandoceli se non potete farlo di persona potete telefonarci o anche scrivere una e-mail a il campanile@prolocostefanaconi.com i brevetti renosystem sistema wireless che monitora e segnala la stabilità dei ponti in condizione di crisi meteo sistema wireless che monitora e segnala la sicurezza delle linee telefoniche e elettriche segnala la presenza di utenze in una regione spaziale vertipole lopcs brevetto sistema wireless che monitora e venduto il budget fatturato 2005 500 mila euro finanziamenti 150mila euro dalla fondazione torino wireless per brevettare tre soluzioni innovative e sperimentare il renosystem dieci dipendenti da il sole 24 ore maria luisa colledani torino quando arrivò a torino da stefanaconi calabria profonda la prima cosa che fece fu l abbonamento alla juventus ora dopo dodici anni con i suoi studi in ingegneria meccanica al politecnico domenico lopreiato ha un abbonamento con i brevetti a soli 31 anni insieme ai sei ingegneri che lavorano con lui nella sua azienda lachesi ha studiato tre sistemi tutti brevettati da utilizzare in caso di calamità naturali da bambino quando giocava con il mare di troppa sognava di fare l indomenico premiato ventore proprio così con da a profumo a.d fessa se pensavo al mio di unicredit banca futuro mi vedevo creatore inventore oggi renosystem vertipole e lopcs sono tre nomi quasi impossibili di sistemi che monitorano l ambiente quello di cui lopreiato va sicuramente più orgoglioso è renosystem e un sistema wirelless che monitora la stabilità dei ponti in caso di crisi meteo spiega durante un alluvione il sistema uno strumento del diametro di venti centimetri se applicato alla struttura di un ponte invia alla centrale della protezione civile i dati relativi all altezza delle acque di modo che i responsabili della circolazione possano decidere se chiudere o meno il ponte lo strumento studiato dalla lachesi anche grazie ai 150mila euro di finanziamenti a fondo perduto concessi dalla fondazione torino wireless costa 40mila euro ed ha destato gli interessi di molte amministrazioni pubbliche in italia e anche negli usa dopo la fase di avvio dell azienda durata dal dicembre 2004 a metà dello scorso anno lopreiato e i suoi collaboratori hanno deciso che era necessario dotarsi anche di una struttura commerciale per veicolare gli strumenti prodotti sono state assunte tre persone che seguono i mercati lachesi che ha sede nel campus del politecnico di torino e che nel 2005 ha vinto il premio unicredit banca quale migliore azienda tecnologica dell anno ha in programma altre assunzioni nel 2006 dei 500mila euro fatturati nel 2005 più di 300mila saranno destinati a nuovi studi dice lopreiato dobbiamo migliorare ancora vertipole il sistema wireless utilizzato per segnalare la sicurezza dei pali in legno che sostengono le linee telefoniche ed elettriche sempre a stretto contatto con il politecnico l università di torino l istituto boella e cercando un confronto diretto con gli studiosi della silicon valley o quelli della lettonia particolarmente esperti in materia di sicurezza dei pali in legno intanto ad ottobre 2005 è nata lachesi pow er una joint-venture con il gruppo di aosta ecogas per sviluppare unità energetiche alternative con biomasse e fotovoltaico vanno risolti i destini legati alla sal-
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a nnoxiv numerounicopagina 1 3 secondo consecutivo pro loco p er il usufruito annoservizio civile lavolontario ha del che vede impegnate due ragazze di stefanaconi le volontarie sono state scelte dopo una selezione pubblica e dopo aver presentato regolare domanda per l ammissione il bando è stato ampliamente pubblicizzato con l affissione nelle bacheche dell associazione per un tempo utile le due ragazze molto responsabilmente hanno assunto il compito garantendo l apertura della sede della pro loco sia di mattina che di pomeriggio da lunedì a venerdì dietro indirizzo del direttivo portano avanti un lavoro di ricerca e catalogazione sistemando su supporto magnetico il periodico il campanile dalla sua nascita ad oggi il lavoro è quasi ultimato si procederà dopo con una ricerca che prevede la consultazione dei vecchi registri anagrafici che si a proposito del servizio civile volontario trovano nel comune e che risalgono al 1809 siamo sicuri che questo lavoro sarà di estrema utilità a quanti vorranno conoscere la storia del nostro paese o magari la storia della loro famiglia perchè spinti da curiosità o per motivi di studio da questo lavoro si riscopriranno nomi e cognomi che si sono persi negli anni mestieri e professioni che nessuno conosce o ricorda più questo tipo di lavoro portato avanti con abnegazione e passione rientra in quella ricerca più ampia che la pro loco motta san demetrio ha promosso e che tende a farci riappropriare delle nostre radici e riscoprire la storia ed il passato con la certezza e la speranza che tutto questo possa servire da insegnamento alle giovani e nuove generazioni un sentito ringraziamento a caterina e francesca per la serietà dimostrata e per il lavoro svolto con determinazione e soprattutto con passione e questo indice di spiccato senso di appartenenza per il loro paese e rispetto verso la loro gente il direttivo coloro che non hanno riguardo per i propri antenati non possono averne per i propri posteri pazione sui dati raccolti relativamente al 1809 anno in cui i dati anagrafici prima raccolti dai parroci venivano archiviati presso i comuni ricordiamoci che in quel periodo erano i francesi di napoleone a governare l italia meridionale nel 1809 il sindaco si chiamava giovanni lojacono nascono 38 bambini 19 maschi e 19 femmine ci sono 8 matrimoni gli sposi e le spose sono tutti di stefanaconi muoiono 42 persone 18 femmine e 24 maschi anni sesso giorni 1 18 19 50 di 50 totali maschi 11 4 7 2 24 femmine 7 2 1 8 18 stefanaconi nel 1809 i nostri avi s i è già iniziato un nuovo progetto che prevede la consultazione e l archiviazione dei dati presenti sui vecchi registri anagrafici che si trovano al comune e che risalgono al 1809 vedi riquadro saranno archiviati su tre distinti data-base con access tutti i dati presenti sui certificati di nascita di morte e di matrimonio si potranno conoscere abbastanza facilmente alcuni dati sui nostri avi per farli rivivere nei nostri ricordi definirlo lavoro è riduttivo perché il piacere di riportare alla vita frammenti di vita vissuti dai nostri avi è incredibile cognomi oramai scomparsi mestieri nomignoli vecchi nomi di vie fatti luttuosi ma anche eventi lieti i nomi dei sindaci dei testimoni degli eventi i segretari del comune o gli addetti all anagrafe tutti dati che ci aiuteranno a ricostruire un pezzo della nostra storia come avete potuto leggere nel precedente numero de il campanile quello di carnevale questa operazione è possibile grazie all opera meritoria di recupero che alcuni decenni fa fu eseguita da nazzareno lopreiato e giuseppe febbraro specialmente verso quest ultimo che i più ricordano come u campusantaru va il nostro pensiero anche per quella sua tragica fine ringraziamo il sindaco fortunato griffo per aver compreso l importanza di questo progetto e per l aiuto che ci dà proviamo a dare qualche antici morti durante il 1809
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a nnoxiv numerounicopagina 1 4 s i stenta a credere che sia stata lei la nostra amata diana a scegliere la nostra casa come sua dimora senza averci mai visti prima a dire di molti vagava da giorni in paese spesso maltrattata ma una mattina si è fermata da noi cercando un po di attenzione le sue condizioni erano davvero pessime malnutrita e malata aveva una profonda ferita al collo provocata da due strette corde ci siamo premurati a sfamarla e a curarla per qualche giorno senza pensare però di poterla tenere con noi perché in casa avevamo già altri cagnolini così anche se a malincuore l abbiamo affidata a conoscenti in una campagna un bel po distante dalla nostra casa in stefanaconi ma di certo non era questo che lei voleva da noi ed infatti eccola di nuovo davanti al portone a chiedere ancora con i suoi grandi occhi e quel modo buffo di muovere la coda il nostro aiuto stupiti da come fosse potuta tornare da così lontano non abbiamo esitato ad adottarla cominciando così un lungo periodo di convivenza con lei che ci aveva scelto come suoi amici e forte della nostra presenza e delle continue cure diventava ogni giorno più affettuosa sicura di sé e più bella da un anno diana non c è più ma di certo non per questo abbiamo smesso di volerle bene e di parlare spesso di lei che è riuscita a darci tanto ed a lasciare in noi un così dolce ricordo di paoletta patanè c rocky ari lettori sono isabella solano e vi voglio raccontare la storia di un cagnolino di nome rocky lui abita a stefanaconi di fronte alla mia casa e appartiene alla razza dei pit bull e molto nervoso perché una volta è stato investito e zoppica qualche volta scappa da casa e noi ci impauriamo ma non per questo dobbiamo trattarlo male ma anzi dobbiamo volergli bene e rispettarlo il veterinario ono isabella bartalotta il suggerimento e l invito che vi faccio questa volta è quello di voler bene e rispettare non solo i vostri animali ma anche tutti gli altri e non solo cani e gatti portateli dal veterinario per le vaccinazioni ed i richiami annuali la dritta che vi voglio dare in questo numero è se trovate una zecca conficcata nella pelle del vostro animale passate prima dell alcool sopra la zecca e aspettate un minuto prima di estrarla s foto di diana sarò un cane una scimmia o un orso tutto tranne quel vanitoso animale che si vanta tanto di esser razionale j wilmot a satire against mankind s rispettare gli animali ono arianna solano e ho 8 anni vi voglio raccontare che gli animali si devono rispettare perché sono come noi persone gli animali sono bravi e alcuni selvaggi quelli che piacciono a me sono i cagnolini che non crescono ma stanno di taglia piccola ciao e vi raccomando rispettate gli animali breve nota biografica il signor evangelista mignolo nato a piscopìo da molti anni è residente a stefanaconi tanto da essere considerato stefanaconese a tutti gli effetti tra i tanti hobby che cura quello che più lo gratifica è il recitare nella compagnia teatrale del centro di aggregazione sociale per anziani di stefanaconi per l ecletticità ed il modo di interpretare certi personaggi ha riscosso e riscuote grandi consensi sia in paese che fuori la pro loco stefanaconi gli è riconoscente perchè è stato adottato quale elettricista manutentore ufficiale poiché provvede a controllare e sistemare le serie di lampadine che serviranno per il montaggio dell albero sulla costiera grazie di vero cuore il direttivo pro loco motta san demetrio di stefanaconi quattro zampe buono due zampe cattivo g orwell la fattoria degli animali ignore pensaci tu per il povero ancor di più se viene l ammalato o l affamato sei sempre tu o buon gesù pensa al debole ed al forte affinché a nessuno faccia del male pensa al giusto,al saggio ed all innocente perché del male non si ricava niente pace e bene e mignolo s pasqua
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a nnoxiv numerounicopagina 1 5 orizzontali 1 torrente ad est di stefanaconi affluente del mesima 11 senza senza nza 13 affanno 14 tipo di farina 15 inizio di stefanaconi 16 liberazione 19 iniziali di gaber 21 vocali di ufo 23 figlio di nessuno 24 strumento rumoroso usato a pasqua 26 dispari in hard 27 sodio 29 pari in casa 31 cervide del nord 32 vocali in missa 33 il generale di stefanaconi 36 scooby 37 tassa reale 39 medico condotto di 30 anni fa 43 lo fu delle sabine 44 venezia 45 cuccuma in fondo 46 signore trasteverino 48 due romano 49 principale maschera calabrese 52 vulcano della sicilia 53 monti euro-asiatici 54 eroe troiano 55 l accademia di belle arti a stefanaconi 56 un saluto a giulio cesare verticali 1 protegge u fenu 2 ammenzu a fami 3 gran bretagna 4 gallo nostrano 5 dispari in host 6 incognita matematica 7 vocali in voi 8 la festa tra natale e pasqua 9 aiuto 10 sostituisce le campane a pasqua 11 specialità di cittanova 12 escursionisti esteri 15 città con la cattolica 17 pari in casa 18 giuda lo fece a gesù 20 grata nostrana 22 la yoko moglie di lennon 25 lo iato di pieno 28 arte nell antica roma 30 woody regista usa 33 più volte sindaco di stefanaconi 34 energia cinetica 35 se inglese 38 malattia dell orecchio 40 frutto di sipali 41 difficile da trovare 42 il simbolo del cristianesimo 46 un tipo di olio di semi 47 in mezzo a mola 50 mezza chitarra inglese 51 taglio al centro 52 enna ti minu nu ti minu na buffettuni scoppuluni cazzottu cinculiri schiaffu fantaluni cefalu pellaru tumpuluni saravallu lalleru paccaru papagnu ienduvenendu jiffula sarda mascata trampata manata fantalata caci dinocchjiata puntata culata briscula se è un manrovescio si dice a storta un anagramma difficile ma in tema con la pasqua e con gli anziani qui orsu papa ornami panna o banane la soluzione è a pag 8 arrivanu i fransè abbagiurra paralume abat-jour putiga bottega boutique brocca forchetta broche buffetta tavolono buffet accattari comprare acater ajumari accendere allumer dubrettu gonnella doublet simana settimana semine viatu presto viaz gattugghiari solleticare chatouiller amore di f o nei miei momenti di angoscia lei è lì al mio fianco quando sono disperato lei è lì al mio fianco quando sto male e piango lei è lì al mio fianco certo che questa qui porta una sfiga
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