Il Campanile - Carnevale 2006

 

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Il giornale della Pro Loco Stefanaconi, curato all'epoca da G. B. Bartalotta

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anno xiv numero unico carnevale 2006 il campanile m u testamentu d u porcu d assu a testa a lu baruni ca nci servi pe lampiuni dassu u pilu a la zi monica mu si fa na bella tonica dassu l unghji `e cavaleri mu si fannu i tabaccheri a li ricchi e a li notari mu si fannu i calamari dassu a merda a li scarpari ca nci servi pe ncirari u capistru e lu varduni nci li dassu a lu patruni aschera tradizionale della calabria tenuta in grande considerazione tanto da essere rappresentata nella commedia dell arte nei teatri di tutta italia il suo nome significa giovanni dalla gola piena fu ideato dai calabresi che volevano mettere in ridicolo le persone che imitavano i cavalieri siciliani spagnoleggianti questa maschera è nata per mettere in ridicolo un tipo di personaggio dell epoca stravagante vanaglorioso millantatore donnaiolo sempre affamato giangurgolo è presente nella società del tempo che si identifica in modo caricaturale negli arroganti signorotti calabresi che imitavano gli atteggiamenti boriosi e insolenti carnalivari degli ufficiali spagnoli il carattere della maschera si rafforzò nella seconda metà del 700 come una versione peggiorativa del capitano fanfarone e codardo a volte è raffigurato come un vecchio altre come un giovane infatti dai suoi comportamenti e dal suo modo di parlare giangurgolo appare un nobile ricco e spavaldo che incute rispetto o timore mentre in effetti è tutto il contrario fanfarone vanaglorioso fifone che dinanzi all avversario temerario cerca sempre di scantonare ogni sentore di rissa di svignarsela o di defilarsi alla chetichella si rivela anche un corteggiatore galante capace dinanzi ad una bella fanciulla di mettere da parte le solite espressioni truculenti e di rivolgersi con toni languidi e parole pompose.

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p agina 2 www.prolocostefanaconi com ilcampanile il campanile è aperto alla collaborazione di tutti foto e manoscritti devono pervenire alla sede della pro loco sita in piazza santa maria oppure alla e-mail ilcampanile @prolocostefanaconi.com e-mail presidente@prolocostefanaconi.com ilcampanile@prolocostefanaconi.com sagra@prolocostefanaconi.com staff@prolocostefanaconi.com serviziocivile@prolocostefanaconi.com comitato di redazione nicola arcella giovanni battista bartalotta redazione anna arcella nicola arcella anna bartalotta g.b bartalotta raffaella d alconzo angela d amico nicola defina carmelo griffo giuseppe morelli e francesco solano impaginazione e grafica giovanni battista bartalotta stampa fotocopiato in proprio indirizzo piazza santa maria s.n 89843 stefanaconi vv tel 0963-508192 fax 0963-508192 bacheca piazza della vittoria bacheca piazza della madonnina bacheca morsillara a breve i l manifesto che vedete sopra e le foto riportate in questo numero si riferiscono alla riuscitissima manifestazione di carnevale che la pro loco stefanaconi appena costituitasi era riuscita ad organizzare nel lontano febbraio del 1993 in alcune pagine e nella penultima di copertina riportiamo delle immagini di quella magnifica giornata sono sfilati quattro carri costruiti senza una lira ed in pochissimi giorni questo per sottolineare qualora ce ne fosse bisogno quanto sia importante la volontà e la voglia di fare rispetto all oramai dio denaro un prototipo di auto ecologica con relativa grasta condotta da alti cci prelati un carro che ricreava il magico mondo dei cartoni accompagnato dalle feste dei nostri bambini un carro sul quale grandi luminari della medicina hanno fatto dimostrazione di buona sani tà operando con sega e martello il malcapitato vicenzuni che ovviamente per colpa sua è morto ed alla fine è stato ciangiutu dai suoi parenti sul quarto carro la fattoria degli animali gioiosi ed insospettabili compaesani hanno divertito e si sono divertiti vestendo tutti gli animali della fattoria non è mancata neanche la tradizionale mascherata che nel rispetto della tradizione i maschi hanno vestito abiti femminili e le donne quelli maschili alla fine della sfilata dei carri in piazza vittoria si è celebrata la farsa popolare di vicenzuni morto per aver troppo mangiato e per la stupidità di alcuni dottori indaffarati quanto inconcludenti viene ciangiutu in piazza da tutta la popolazione ed in particolare dalla moglie corajisima o vicenzuni meu mortu malatu non haju na cammisa mu ti mutu o vicenzuni meu mortu malatu no ssacciu a quali santu mu ti vutu o vicenzuni meu mortu malatu ti vutu a chiju pezzu di salatu la farsa si conclude con il funerale di vicenzuni e il suo corpo viene dato alle fiamme attorno al rogo la danza di tutti si fa frenetica e roboante fino a concludersi

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a nnoxiv numerounicopagina 3 il carnevale di anna arcella o nella tradizione locale nella storia nella letteratura nell arte gni anno subito dopo natale prima ancora che giunga febbraio e l epifania che tutte le feste porta via carnevale attraverso gli scaffali e le vetrine dei negozi comincia a fare capolino sono in mostra i dolci tipici pignolata chiacchiere ravioli nacatuli inframmezzati da coriandoli stelle filanti e palloncini multicolori le clave oggi di plastica le bombolette di schiuma che sostituiscono la farina in uso nei tempi passati attirano l attenzione dei bambini non mancano vestiti che richiamano alla memoria noti personaggi del passato e del presente pur essendo venuto meno in parte l entusiasmo del tempo passato questa festa è ancora diffusa in tutte le regioni italiane e in molte altre parti del mondo ufficialmente ha inizio una settimana prima delle ceneri che la concludono e aprono la quaresima il periodo di quaranta giorni che precede la pasqua e obbliga alla penitenza in particolare all astensione dal consumo della carne in determinati giorni della settimana palese è l influsso esercitato dalle manifestazioni a carattere nazionale su quelle locali che poco differiscono anche tra loro va ascritto a merito della pro loco stefanaconi allora al suo esordio l ideazione e la realizzazione di tre carri allegorici che hanno partecipato alla sfilata organizzata nella vicina vibo riscuotendo ampi consensi da alcune delle farse ­ genere teatrale di carattere comico e grossolano rappresentate decenni fa a tiriolo paese della provincia di catanzaro si trascrivono i versi che seguono carnalavari mori e cerca aiutu si vidi di l amici abbandunatu duvi su l amici mei duve su iuti tutta la roba mia sannu scialacquatu carnalavari di napuli veni veni in carrozza comu nu signore e le rise su di lu cucchiere pecchì non ha dinari mu lu paga carnalavari è n uominu buonu sempri allegru ti fa stari va cercandu vinu pruppettelle e carne la morte di vicenzuni organizzata durante il carnevale del 1993 divertimenti mascherate e ballerine a stefanaconi al pari di altri luoghi le maschere indossavano abiti nuziali divise da militari tonache di religiosi la sfilata per le vie aveva inizio da una delle due bettole esistenti e si concludeva nell altra con la morte di carnevale raffigurato da un pupazzo simile ad uno spaventapasseri,al quale veniva appiccato il fuoco durante il percorso a somiglianza delle prefiche romane e delle ciangiuline di pizzo le maschere accanto alla carriola che apriva il corteo e trasportava il defunto esternavano il proprio dolore purtroppo però la festa quasi sempre si concludeva tragicamente e non solo nel nostro paese ecco perché la chiesa mette in guardia per una parte contro i pericoli richiamando al senso di responsabilità interiore ed esteriore che ciascuno deve avere e alle finalità superiori della vita umana in contrapposto alle concezioni semplicemente naturalistiche o meglio pagane per l altra invita i buoni a riparare con la preghiera le offese fatte a dio dalle deviazioni del carnevale ad esempio con l adorazione delle quarantore soprattutto nei tre giorni antecedenti l inizio della quaresima all incirca nello stesso periodo che oggi si festeggia il carnevale gli antichi organizzavano grandi feste per simboleggiare la rinascita della natura cioè la primavera i romani celebravano i saturnalia in onore del dio saturno queste feste erano aspettate con impazienza da tutti ma specialmente dagli schiavi che per tre giorni erano liberi dalle loro penose fatiche e potevano fare quello che loro più aggradava a venezia a ivrea a firenze nei secoli passati il carnevale era celebrato in maniera splendida oggi in italia è rinomato quello di viareggio il più famoso è però quello che si svolge a rio in brasile oltre ai saturnali i romani celebravano i lupercali in onore di fauno e i baccanali in onore di bacco il dio del vino al carnevale si sono ispirati poeti e pittori il trionfo di bacco e arianna è uno dei canti carnascialeschi più noti scritti da lorenzo il magnifico signore di firenze guido reni allievo del caravaggio raffigurò il suo bacchino con la testa ornata di grappoli d uva e con in mano una coppa della pupazzetta raffigurante quaresima che puntuale pendeva nel vano di una finestra delle vecchie case popolari diremo in appresso in chiusura delineiamo la figura di giangurgolo tipica maschera calabrese capitano di origine spagnola è sempre affamato e sempre senza soldi in bolletta ha la marsina e i pantaloni gialli a righe rossastre ha il cappello a cono con piuma di pavone e il corsetto rosso ha uno spadone che tira fuori dal fodero solo quando si trova davanti a persone deboli o stupide scappa via veloce quando si accorge di avere a che fare con potenti e signorotti le sue origini si fanno risalire al 1650 periodo in cui veniva rappresentato in molti teatri italiani napoletani in particolare il suo nome pare significhi gianni gola piena o l ingordo

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p agina 4 ilcampanileq uando ogni anno si arriva in questo periodo nell animo di chi scrive albergano strani sentimenti e si vivono contrastanti emozioni forse sono sensazioni che molti di voi coetanei del sottoscritto condividono e mi auguro che sia veramente cosi ma i ragazzi di oggi non le conoscono e non le possono gustare e a loro che dedico questa mia riflessione sul passato e a voi miei coetanei a loro perché scoprano quanto era bello il periodo che mi appresto a descrivere e a voi perché possiate rivivere con me sensazioni sopite da tempo e da tempo mai fatte rinascere dunque cominciamo col dire che il carnalavari di noi bambini cominciava già dalla terza domenica antecedente vale a dire da quando si mentia u signuri a santa maria in quella domenica infatti cominciava una tradizione antichissima con l esposizione del santissimo nella chiesa di santa maria per l intera giornata con la congrega e i congregati impegnati nelle funzioni religiose e nei preparativi della visita che avrebbero fatto a quella chiesa il carnevale del 983 la congrega e i congregati dell altra confraternita quella dell assunta era la domenica detta di cummari in tutte le case si preparavano le polpette di maiale che veniva macellato per l occasione e le vie e le contrade di stefanaconi profumavano tutte di quell odore caratteristico del prodotto cucinato rigorosamente nelle tijèie di terracotta e sul fuoco dei carboni era l occasione per fare festa perché c erano polpette per tutti qualche buon bicchiere di vino e un pezzo di carne cotta la domenica successiva toccava alla chiesa dell assunta esporre il santissimo e quello che la domenica prima si faceva a santa maria con tutte le cerimonie connesse era prerogativa della chiesiola farle era la domenica di parenti già per le strade si vedevano i primi mascaràti preludio di quello che sarebbe stato il carnevale vero e proprio la domenica successiva di carnevale appunto quando il santissimo veniva esposto nella chiesa madre e questa volta per tre giorni vale a dire fino a martedì compreso era la domenica di l amici non c erano né carri allegorici né lo sfarzo di oggi ma per le strade tanta allegria e tanti rumori squadre di mascaràti percorrevano le vie del paese in lungo e largo gridando e cantando al suono di chitarre battenti ed erano per lo più adulti e anziani travisati in fogge strane e ridicole spesso vestiti da di francesco defina donna con seni finti essendo i petti riempiti di pezze non avevano le forme eleganti e perfette delle maschere di oggi ma non c erano problemi un vecchio foulard nu frazzulettuni cappellacci giacche indossate al contrario scarpe rotte e nodosi bastoni per appoggiarsi imitando l andatura stanca e pesante dei vecchi tanto bastava per fare scena e tanto spettacolo seguiti e rincorsi da frotte di bambini sorridenti e felici ques tesqua a carnalavari ogni d r e scherzu vali e cu entras affendi è nu vano maiali nelle ca se dove erano pronte le polpette calde e fumanti e tanto tanto vino là si abbandonavano alle delizie culinarie del momento accettando volentieri l ospitalità offerta finito il giro delle case era inevitabile una conseguenza i più si ubriacavano e spesso si finiva a botte per una palora mala ntisa l immancabile intervento dei carabinieri a cavallo che scendevano da vibo poneva fine ad una giornata intensa e faticosa stesse scene il martedì detto di l azata stessi movimenti con l aggiunta di squadre di mascarati che venivano da fuori che ai puntini dopo aver cantato e ballato sceneggiavano improvvisando a morti i carnalavari e di vicenzuni si parlava di marti i l azata azari letteralmente significava stipari cioè conservare ed era l atto di conservare per dopo per martedì quello che non si era consumato la domenica di carnevale in verità non era molto quello che si conservava per martedì perché era già scarso quello della domenica però qualcosa c era si doveva necessariamente stipari a carnalavari cu qualcosa anche s offendi è nu per rispettare la tradizione dell azata se non ave fetenti ed è figghjiu vi niente da stipari chi di serpenti azata era la dominica di parenti amara chija famigghia chi no n avi nenti diceva un proverbio che tutti conoscevano con l avvento del mercoledì delle ceneri finivano i bagordi e gli schiamazzi di carnalavari e di marti i l azata e cominciava il periodo di sacrificio di coreìsima cioè quaresima periodo di penitenza e di càmmaru che ci avrebbe portato alla pasqua ma questa è u-

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a nnoxiv numerounicopagina 5 numeri passati n on avete trascurato qualcuno neiragione e vai del campanile finalmente i nostri papà ammettono che abbiamo che soddisfazione non vogliamo offendere i nostri compaesani nel titolo della rubrica ci riferiamo ai nostri amici animali che curiamo con tanto amore e che ce ne restituiscono molto di più questa rubrichetta che vorremmo portare avanti su ogni numero del campanile si occuperà dei nostri cani gatti ed altri amici animali portandoli alla popolarità ed al vostro apprezzamento daremo qualche consiglio flash poche parole insomma perché per scrivere ci impegnano abbastanza la scuola ed i compiti da fare a casa se qualcuno di voi bambini vuole scrivere qualcosa un annuncio un consiglio o vuole pubblicare la foto dei suoi amati amici animali deve venire nella sede della pro loco che si trova in piazza santa maria nelle ore pomeridiane saremo felici di fare la conoscenza dei nostri compaesani animali ciao a tutti in particolare a tutti i bambini di stefanaconi isabella bartalotta arianna e isabella solano olevamo raccomandare a tutti quelli che guidano le automobili di evitare di fare del male ai nostri amati animali purtroppo noi abbiamo perso i nostri gaia e rolly a cui volevamo tanto bene cercate di guidare piano potete così evitare meglio un animale lui non capisce di trovarsi in pericolo vi ringraziamo anticipatamente sia noi che i nostri amici animali grazie v s iamo arianna e isabella solano ed avevamo un cagnolina che purtroppo è morta e quella nella foto sopra e si chiamava gaia speriamo in futuro di poterne coccolare una abbiamo parecchi cuginetti gattini a bivona che vivono con nostra nonna isabella e che andiamo a trovare ogni fine settimana arianna e isabella solano vivisezione nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni si dice come cani e gatti ma sarà vero albert einstein a destra vedete i miei amati sussy e aki sussy è una gattina di razza europea che ad aprile farà 1 anno ed è esperta in fare le fusa le piace essere coccolata e ha scelto me come sua figlia infatti non vede l ora di pulirmi leccandomi aki il cane ha 5 anni ed è un meticcio dolcissimo ed intelligentissimo non ama né essere preso in braccio ne l acqua al contrario mangia come un maialino senza offesa.isabella bartalotta fateci conoscere i vostri amati animali un bacione a tutti

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p agina 6 ilcampaniles di anna bartalotta i sta avvicinando il periodo di carnevale il periodo più bello e desiderato da tutti i bambini possono realizzare così il sogno di diventare per un breve periodo il loro eroe preferito vestendo il costume di batman uomo ragno zorro il principe azzurro la fatina la principessa e così via le maschere più importanti però sono quelle che caratterizzano ogni regione pulcinella balanzone arlecchino colombina brighella ecc anche la nostra calabria ne possiede alcune che avrebbero il diritto di essere conosciute anche al di fuori della nostra terra sarebbe bello farle conoscere a tutti come si conoscono quelle napoletane siciliane venete torinesi ecc ricche di simpatia ma anche di una particolare originalità viviamo in una società dove il vecchio tende ad essere messo da parte dimenticando che il nostro futuro è indissolubilmente legato col nostro passato proviamo a scoprire insieme alcune maschere calabresi la più famosa e conosciuta è quella di giangurgolo e stata una maschera molto amata nel passato e rappresentata nella forma teatrale della commedia dell arte da napoli fino alla sicilia ed anche a firenze e a venezia da bravi attori del tempo quali natale consalvo e ottavio sacco questa particolare figura è stata sempre rappresentata come una sorte di capitano calabro-spagnolo donnaiolo spavaldo e mangione viene raffigurato con capello tronco-conico scuro con fascia rossa e gialla una camicia bianca e una giubba di velluto molto colorata particolari sono i suoi pantaloni rigonfi a righe gialle e rosse allacciati sotto le ginocchia e il simbolo della ignoranza popolare e delle abitudini da schiavo delle quali non riesce a liberarsi giangurgolo non risulta simpatico al pubblico in quanto simboleggia anche un popolo affamato e crapulone incline a piegarsi ad ogni potente pur di riempirsi la pancia sembra che il nome giangurgolo derivi dall unione di gian giovanni e gurgolo contrazione atipica di ingurgitare ma come tutte le maschere giangurgolo ha una bellissima leggenda che lo descrive invece come un intellettuale e un poeta nasce a catanzaro nel 1580 e viene abbandonato dai genitori il giorno di san giovanni da qui il nome di battesimo sulla porta di un convento di suore che lo accolgono e gli danno come cognome rota da ruota marchingegno posto sotto la porta di alcuni conventi che serviva a portare dentro i bambini abbandonati cresciuto dalle suore viene successivamente affidato alle cure e all istruzione del priore di un convento di giovani cap puccini fino alla maggiore età dopo qualche anno vive in una baracca in campagna e frequenta l osteria di un certo pietro panza che ha una bella e giovane figlia di nome anna pacchianella della quale s innamora nell osteria conosce un arguto popolano di nome hjohà che assumerà in seguito al suo servizio ma durante una battuta di caccia la vita di giovanni cambiò trova morente di malaria il capitano spagnolo gurgolos e lo porta nella sua baracca ma nonostante le sue cure dopo circa una settimana muore prima di morire però lascia a giovanni una casetta con dentro i documenti necessari perché eredi i suoi averi a patto che adotti il suo cognome e vesta i suoi abiti di capitano il giovane accetta con un solenne giuramento e diventa così gianni gurgolos che egli stesso abbrevierà in giangurgolo quando insieme a hjohà e a pacchianella metterà su una squadra di comici che denunciano i soprusi e le malefatte dei ricchi un altra bellissima maschera calabrese è quella di hjohà come ho già accennato è un popolano arguto un po rozzo fido servitore di giangurgolo questo personaggio rappresenta il popolo calabrese buono ed onesto ospitale e indifeso costretto a subire numerosi insulti la sua maschera ha un abbigliamento più nostrano risentendo dei costumi popolari calabresi del 1600 cappello basco e fazzoletto a quadri vivaci che porta legato al collo giacca di velluto pantaloni di fustagno e calzettoni di lana rossi porta scarpe a stringhe di cuoio e bastone lungo ma la maschera che io preferisco di più è pacchia-

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a nnoxiv numerounicopagina 7 nella essa a mio giudizio ha un ruolo ben preciso a fianco di giangurgolo allo stesso modo di colombina per arlecchino e il simbolo della bellezza e della grazia popolare il suo abbigliamento semplice rappresenta i costumi delle donne calabresi del 1600 si compone di una prima sottana bianca una rossa e una terza verde scuro corpetto nero a mezze maniche e scarpe grembiule calze nere porta uno scialle bianco alcune volte anche a fiori e orecchini grandi a cerchio ecco queste sono le nostre bellissime maschere spero che questo mio articolo sia da stimolo specialmente in noi giovani al piacere della ricerca e della riscoperta delle nostre origini penso infatti che sia molto importante ricordarsi del passato e cercare di non fare scomparire tutte quelle figure che caratterizzano la nostra calabresità carnevale 1993 a stefanaconi maschera di giangurgolo associazione culturale pro loco stefanaconi motta san demetrio fevràru curtu e bilancio consuntivo maggio dicembre 2005 amaru ti mangi i sordi o focularu vi presentiamo il bilancio consuntivo dell anno 2005 a partire dall amministrazione dall attuale consiglio direttivo presieduto da arcella nicola con raffaela d alconzo tesoriere se consideriamo il contributo di 500,00 concessoci dall amministrazione provinciale il totale attivo di cassa al 31 dicembre 2005 è di 1.518,06 e con soddisfazione che possiamo affermare che a fronte di moltissime manifestazioni organizzate siamo riusciti a mettere da parte una discreta somma volevamo ricordare a grandi linee le manifestazioni che ci hanno visto impegnati fino al 31 dicembre 2005 comuninfiera a serra san bruno mostra mercato bambini down sagra del pane i° raduno d auto d epoca ludobus mostra d arte convegno 100 anni del terremoto del 1905 mostra sul terremoto presso le scuole di stefanaconi e presso l archivio di stato di vibo valentia regalo ossa di morti ai bambini delle scuole diffusione gratuita de il campanile natali i na vota canti natalizi e libretto diffuso gratuitamente l albero sulla costiera.

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p agina 8 ilcampanile del perché abbiamo deciso di chiamare la pro loco stefanaconi motta san demetrio di giovanni battista bartalotta deciso di dare alla pro loco p erché abbiamonome motta san demetrio stefanaconi il già da tempo sono state intraprese ricerche storiche mirate alla ricostruzione della storia della motta l insegnante anna arcella e il prof sac giovambattista fortuna hanno lavorato e studiano molto in questo senso anche il sottoscritto sta cercando di dare un contributo nella ricerca storica locale ma anna arcella e g.b fortuna rimangono i punti di riferimento assoluti in questo campo l amministrazione comunale di stefanaconi ha anche organizzato una campagna di scavi ne abbiamo accennato nel numero precedente del campanile e lo faremo nelle pubblicazioni successive che ha riportato alla luce reperti di notevole interesse il sindaco fortunato griffo con la collaborazione dell accademia di belle arti fidia la pro loco stefanaconi e la supervisione della soprintendenza per i beni archeologici della calabria e l università mediterranea di reggio calabria sta organizzando una seconda ricognizione da parte di un gruppo di archeologi diretti dalla dott.sa maria teresa iannelli e dal prof antonio cuteri dalla prima ricognizione effettuata risulta come motta san demetrio distrutta dal terremoto del 1659 richiama alla tradizione bizantina il prof cuteri ha evidenziato come dai resti ritrovati non si evince la presenza di una chiesa ma di mura di cinta di un insediamento che presenta alcuni tratti contraddittori da una parte i resti di strutture molto semplici e dall altra i resti di insediamenti più ricchi testimoniate anche dal ritrovamento di un servizio da tavolo in ceramica risalente al 1300 e di un crogiolo utilizzato per la fusione dei metalli quest ultimo rappresenta una scoperta interessante dal punto di vista storico in quanto lo stesso risulta essere l unico del genere rinvenuto in calabria e si aggiunge alle poche decine di esemplari rinvenuti in tutta italia altra interessante scoperta per il prof cuteri è stata il recupero di una bellissima fontana di cui già si conosceva l esistenza e di una grotta che è stata battezzata dagli studenti la grotta delle ninfe per l enorme quantità di acqua sorgiva presente al suo interno per il prof cuteri è necessario approfondire gli studi su questo antichissimo borgo i cui risultati potrebbero stravolgere la storia esistente fino a questo punto sull origine di stefanaconi questo nonostante il fatto che molti resti sono andati perduti a seguito dei lavori di realizzazione dell autostrada eseguiti attorno agli anni 50 quando probabilmente il borgo è stato utilizzato ahinoi come cava insomma c è un risveglio generale della nostra gente nel tentativo di ritrovare e recuperare le nostre radici storiche che sono le fondamenta della nostra comunità un solo flash storico per concludere nella foto al centro di questa pagina riportiamo il frontespizio di un atto notarile stipulato nel 1715 tra i sindaci di monteleone e il sindaco di stefanaconi e motta san demetrio riportiamo di seguito la trascrizione del testo per una migliore comprensione copia informe d istrumento stipulato dal notaio giuseppe monterosso della convenzione passata tra l università di monteleone e casali con l università di stefanaconi e motta di s demetrio cioè che l una con l altra non si molestino per causa di bonatenenza dogana baronale jus di carceri ed altro con esser altresì comune il jus di pascolare tagliar legna dei boschi e fare reciprocamente ognuna di esse come se fossero nel proprio territorio il 22 maggio 1715 si riuniscono dal notaio giuseppe monterosso per monteleone i sindaci domenico boriani e leoluca pappalo insieme agli eletti del popolo fabrizio signoretti antonio comito e domenico candela e per motta san demetrio e stefanaconi il sindaco giovanni guastalegname e gli eletti dal popolo domenico matina e carmine rubino si può dedurre che per un certo periodo dopo l abbandono di motta san demetrio da parte degli ultimi abitanti sopravvissuti al terremoto del 1659 ed alle successive malattie stefanaconi e la motta si fondono in una sola università conservando anche il nome di motta san demetrio motta san demetrio richiama tragici momenti ai ricordi dei nostri antenati i quali raccontavano dell esistenza di un convento di cui rimangono le campane installate nella chiesa matrice racconti intrecciati di miti e leggende che si tramandano di generazione.

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a nnoxiv numerounicopagina 9 i n una delle tante riunione tenute nei locali dell associazione abbiamo discusso del movimento spontaneo creatosi a locri all indomani dell omicidio fortugno ho ricevuto l incarico da parte di alcuni soci di scrivere le mie impressioni su tale tema vi chiedo scusa anticipatamente se non riuscirò a trasmettervi le mie emozioni che vi assicuro sono molto molto forti adesso ammazzateci tutti ed un lenzuolo bianco sono i simboli che facendo il giro del mondo rappresentano la rivolta civile e democratica nonché pacifica dei ragazzi di locri dopo l efferato delitto dell on fortugno locri è una delle città più grandi della provincia reggina baciata dal sole bagnata dalle limpide acque dello ionio con panorami incantevoli ricca di storia cultura e sapere assurta alla ribalta nazionale per eventi delittuosi che ne hanno caratterizzato la sua storia recente in questo lembo di terra la ndràngheta spadroneggia dettando le sue leggi decidendo progettando proponendo eseguendo e portando avanti un disegno criminoso tendente ad annichilire le coscienze in questo pezzo di calabria un antistato si è sostituito allo stato costituito e democratico l illegalità il malaffare l intrallazzo hanno soppiantato la legalità la trasparenza gli affari leciti e puliti questa parte di calabria che è quasi una repubblica autonoma uno stato nello stato dove le leggi non sono quelle vigenti che fanno riferimento all ordinamento democratico ma dettate dalla sopraffazione dalla violenza dalla raffica assordante del mitra dal frastuono delle canne mozze che vigliaccamente dettano la loro volontà in questa terra martoriata si è consumato un tragico delitto l ennesimo che ha colpito al cuore le istituzioni democratiche della regione calabria falciato l on fortugno dai colpi sparati da una mano occulta ammazzato dinanzi ad un seggio elettorale presidio di democrazia nel compimento di un diritto civile la regione calabria colpita al cuore ferita mortalmente in uno dei suoi massimi rappresentanti uno degli uomini del nuovo corso quello del riscatto ho partecipato a tante manifestazioni tenutesi a locri ho visto un ampia partecipazione di gente spontanea decisa e di nicola arcella determinata ad opporsi definitivamente alle angherie ed alle ingiustizie ho notato la rabbia la voglia di ribellarsi la volontà di riscatto a non subire più passivamente ogni tipo di sopraffazione protagonisti i ragazzi di locri non più spettatori passivi costretti a subire ogni tipo di ingiustizia ma artefici del loro futuro del loro destino speranzosi in un domani che non sia più macchiato dal sangue delle tante vittime innocenti non più disposti a lasciarsi andare in mano di gente senza scrupoli i ragazzi di locri che come i giovani di tutto il mondo vorrebbero una società più giusta più pulita che permetta la realizzazione dei loro sogni i ragazzi di locri che con coraggio hanno sposato una causa che passa solo attraverso il riscatto sociale politico e culturale i ragazzi di locri che sono stati tacciati di superficialità di essere vuoti poco sensibili e propensi all impegno hanno dimostrato invece il contrario i giovani sono stati bollati semplicisticamente da una società cieca chiusa egoista i ragazzi di locri hanno dimostrato di essere attenti vigili impegnati preoccupati da quanto accade nel mondo e di cosa stanno ereditando abbiamo creduto che i ragazzi di locri così come i loro coetanei siano degli eterni sognatori e degli eterni peter pan i ragazzi di locri che stanno gridando al mondo intero la loro volontà a cambiare ad invertire lo stato di cose presenti ad essere i protagonisti delle scelte e del loro futuro i ragazzi di locri che con il loro candore la loro genuinità la loro spontaneità lanciano messaggi che sarebbe gravissimo non raccogliere destinatari i politici le istituzioni la chiesa gli imprenditori e tutte le forze sane e pulite della calabria mi auguro al pari dei ragazzi di locri che l omicidio fortugno sia l ul timo e possa chiudere definitivamente un lungo e triste capitolo che ci riguarda come calabresi le pagine di questo libro scritte con il sangue di tanti innocenti che parla di violenza sopraffazione illegalità delitti che chiede incessantemente giustizia i ragazzi di locri ci hanno indicato una strada che per tanti anni abbiamo fatto finta di non vedere volutamente chiudendo gli occhi e giunta l ora del riscatto della rivolta democratica dell emancipazione sociale culturale e politica dell insediamento della legalità e della democrazia da sempre sostengo che dinanzi a certi fenomeni la tolleranza deve essere zero se si vuole risalire la china jovanotti a capodanno ha tenuto un concerto a i pochi passi da palazzo nieddu sede del municipio di locri invitato dai giovani locresi a loro ha dedicato la serata esortandoli ad andare avanti senza paura così come stanno facendo i ragazzi di locri hanno lanciato la sfida hanno gettato il guanto spetta adesso alla società calabrese raccogliere l invito portare avanti la sfida è l imperativo d obbligo non farlo significherebbe condannare inevitabilmente alla sconfitta ed alla rassegnazione la società civile della calabria sarebbe la fine di un sogno a volte i sogni possono divenire realtà bisogna che per la loro realizzazione si concorra tutti i muri di gomma non si possono rompere si possono però superare così come state facendo voi avete già vinto riconoscendoli affrontandoli sfidandoli a viso aperto avete scelto la strada della lotta in un modo piatto che non ama i lottatori ma chi si allinea alle forze dominanti queste le parole di augurio che il cantautore ha rivolto nel suo messaggio di commiato ai ragazzi di locri non lasciamo da soli i ragazzi di locri sarebbe l ennesimo ed impunito delitto consumatosi in terra di calabria vuoi essere felice impara prima a soffrire i s turgenev 1818-1883

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p agina 1 0 ilcampanile fujiru q uarant anni già ndi jiru quarant anni si quarant anni s ono anni che a fine anno negli zione p.i.g.u.l.a progetto internaziouffici in cui lavoro ma penso nale gruppo uomini liberi associati che la stessa cosa succeda anche con l intento di contribuire a rafforzare sugli altri posti di lavoro si scatena tutte le condizioni sociali e culturali la caccia al calenda vibbu non nonché a promuovere scambi culturali può iniziare un buon anno nuovo se con i calabresi residenti all estero la il calenda vibbu non è già nelle virtù più grande ed apprezzata di nazzamie mani in ufficio è pericoloso reno anello è stata quella di valorizzare esporlo il suo posto ideale è a casa il dialetto in un periodo dove l interesse al posto di un quadro di un grande per lo stesso era poco considerato pittore che mai potremo avere ma muore il 22 ottobre 2004 niente ha da invidiare a quel nonnostro-quadro perché il calenda vibbu ci accompagnerà non a quindicesima solo per l anno corrente benedittu lu signuri edizione del ma anche per gli anni calenda vibbu è una futuri ci strapperà un benedittu lu signuri edizione amara persorriso ci strapperà una chi mbiscau nta chiji hjuri ché realizzata senza lacrima ci strapperà un chija frunda di la vigna il suo fondatore ma sospiro ci accompagne mu ti fai na silipigna nello stesso tempo rà il ricordo e le opere di nel segno della conquel poeta che non c è benedittu lu signuri tinuità con l impepiù ma che ci manca gno di simone nainsieme alla sua poesia chi cu peni e cu doluri talia e francesca nazzareno anello nasce cu nu toccu di lu taccu suoi adorati ragazzi a vibo valentia il 26 ndi criau chiju tabbaccu in questa edizione febbraio 1947 nel 1986 l omaggio a nazzainizia la sua collabora benedittu lu signuri reno e alla sua poezione al quindicinale capumastru di l amuri sia rappresenta il pronto qui calabria chi ndi dissi mu criscimu npstro modo per dire nel 1987 viene chiamato che è qui con noi a collaborare al radio e mu ndi moltiplicami che la sua creatura giornale pagina apernon è stata abbandota ha partecipato con lusinghiero nata ma anzi si cercherà di farla crescesuccesso a vari concorsi di poesia re sempre più bella e con l obbiettivo nel 1989 raccoglie e pubblica u che possa raggiungere con la sua sempligiardinu subba u mari nel 1992 cità e la ricchezza dei suoi contenuti idèa e realizza con la collaborazione sempre più appassionati della nostra di antonio la gamba enzo rapisar cultura perché la vera cultura è quella da e salvatore scillari il calenda che si nutre delle nostre radici e ci indica vibbu creazione tuttora molto ap la strada per riprendere il cammino prezzata sia nel vibonese sia all eantonio la gamba stero dove vengono spedite molte copie nel 1993 fonda insieme ad un comu na mamma ja v aspetta gruppo di vibo-amatori l associasempri pregando nterra si jetta na fati cchjù suffriri vinni l ura c a di giojiri iangi sta terra oji di nuju ognunu avi i dari lacrimi amari è cchjù curata ncuna cosa avi i fari pe figghji vicini povara terra allitteratu o nalfabeta e pe chiji luntani com è malata zzappaturi o pojeta sula si senti tornati o calabbrisi tutti veniti è abbandunata a sta terra a stu paisi stàtici ntornu eppuru nu tempu vecchi randi e figghjoli ca sta suffrendu fu mbidiata ca sta terra cca vi voli ca sta morendu l parùnu nenti parùnu tanti mi li passu ccà davanti ncuna cosa certu fici e mi sentu assai felici ncuna cosa vozzi fari ma non certu li dinari vozzi u scrivu cu dialettu chiju ch aju nta stu pettu pemmu rimu quattru palori chi mi detta a mmia lu cori scrissi sempri jestimandu quasi sempri criticandu stu paisi sti perzuni chi nci su a muntaleuni chissu pe diri a verità pecchì amu sta città antica mediovali moderna e gioviali pe dduvi è sistemata ch è di tutti mbidiata ha li munti la marina a tutti i dui ija è vicina ccà nescivi e vogghju u moru nta sta terra stu tesoru e quandu veni chija ura ccà vogghju a sipurtura e c difficile cominciare a scrivere a volte non si trovano le parole adatte per esprimere ciò che abbiamo dentro ma era una delle cose che tu riuscivi in modo naturale il padrone di casa è andato via lasciando tutto in disordine sei andato via in fretta lasciandoci impreparati ad un addio così improvviso il sorriso comparso dopo pochi attimi dal tuo ultimo saluto non può essere altro che l incontro con la tua adorata o mammiceja o mammiceja mia e quel tuo sorriso è la nostra ragione di vita sei volato via o caro pigulusu ma sappiamo che il tuo sguardo è rivolto a noi figli dopo tutto quello che ci hai dato e che ci hai insegnato il minimo che possiamo fare è continuare a far vivere la tua creatura il calendavibbu certi che questo contribuirà a mantenere quel tuo sorriso francesca natalia simone anello

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a nnoxiv numerounicopagina 1 1 i la natura in tasca i wwf e l assessorato provinciale all ambiente hanno promosso una iniziativa tendente a pubblicizzare e responsabilizzare i giovani alla conoscenza e rispetto della natura con l ausilio della pro loco stefanaconi hanno distribuito nelle scuole del paese elementare e media un kit contenente del materiale illustrativo che servirà da stimolo ai ragazzi che osserveranno più da vicino l ambiente che ci circonda tema di grande importanza e di attualità che coinvolge tutti indistintamente educandoci al rispetto ed all osservanza delle regole che sono alla base del vivere in armonia con la natura la pro loco stefanaconi ha aderito all iniziativa perchè convinta sostenitrice di queste tematiche condividendo e comprendendo pienamente la validità della stessa un plauso al wwf ed all assessore provinciale all ambiente che promuovono partendo dai ragazzi una campagna di educazione e di rispetto verso la natura e le sue tante espressioni di vita il campanile 4 volte l anno i l nostro periodico è sempre più richiesto dai nostri compaesani in particolar modo dagli emigrati residenti in italia ed all estero vorremmo perciò fare uno sforzo ulteriore e tentare di pubblicare quattro numeri l anno carnevale pasqua estate e natale che ci impegneranno parecchio sia dal punto di vista organizzativo che da quello finanziario se volete darci una mano a realizzare questa nostra idea vi chiediamo di collaborare abbonandovi per tutte le uscite dell anno donandoci la somma di 10 agli abbonati residenti fuori stefanaconi che ci comunicheranno la loro e-mail manderemo il file del campanile in formato pdf compresso conserveremo loro anche una copia cartacea che consegneremo non appena possibile avremo così il piacere di incontrarci quando rientreranno nella loro stefanaconi q preghiere e poesie ai seminatori di morte uesto è il titolo della raccolta di poesie scritte dalla sig.ra fortunata cugliari nostra compaesana che ha voluto dare in omaggio alla pro loco quale riconoscimento per l impegno di promozione sociale e culturale profuso in tutti questi anni la dedica è molto semplice ma altrettanto efficace alla pro loco di stefanaconi complimenti ai giovani abbiamo ringraziato doverosamente la signora ho personalmente letto la raccolta ed ho apprezzato diverse poesie tra le quali gioia spezzata all agente 007 buon giorno bambini senza voce ai seminatori di morte la lettura scorre piacevolmente così come è stato piacevole scoprire queste qualità in una mamma di famiglia non allitterata ma che con semplicità d animo e predisposizione di cuore sente quanto scrive un tema ricorrente sono i bambini gli esseri più indifesi e vulnerabili di questa nostra società sui quali scarichiamo la nostra rabbia e la nostra frustrazione cara signora fortunata ci accomuniamo a lei nella speranza che nel mondo non ci siano più guerre che si possa vivere in pace e serenità quella serenità che traspare dalle sue poesie per il raggiungimento di un mondo di pace non smetta di pregare e continui a coltivare questa sua bella passione con affetto filiale n arcella c di fortunata cugliari ari terroristi seminatori di morte credo non fate le cose corrette non mi permetto di giudicare ma spero tanto potreste cambiare cambiare in meglio so che anche voi avete un cuore a qualcuno avete donato tantissimo amore magari siete delusi arrabbiati ma vi prego pensateci un po non potete sprecarvi così dietro di voi lasciate rabbia e dolore lasciate pure la morte nel cuore perdete la vita per niente il guaio è che fate morire la gente innocente gente comune che lavora o fa lo studente perché colpite il debole che non c entra niente prego dio che vi da vita serena così la gente non sta sempre in pena ormai queste guerre sono entrate nel cuore di notte li sogni di giorno li pensi a tutte le ore mi scuso cosa guadagnate ad ammazzare la gente vi prego cambiate godetevi le famiglie serenamente voglio augurare a voi un felice avvenire così potremmo vivere finalmente tutti sereni vi prego cambiate vita questo argomento mi induce a parlare della peggiore fra le creazioni quella delle masse armate del regime militare voglio dire che odio con tutto il cuore disprezzo profondamente chi è felice di marciare nei ranghi e nelle formazioni al seguito di una musica costui solo per errore ha ricevuto un cervello un midollo spinale gli sarebbe più che sufficiente bisogna sopprimere questa vergogna della civiltà il più rapidamente possibile l eroismo comandato gli stupidi corpo a corpo il nefasto spirito nazionalista come odio tutto questo albert einstein

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a nnoxiv numerounicopagina 1 2 s embra incredibile ma nel nostro territorio attaccato a pajeradi esiste questa bellissima realtà che consente ai nostri giovani di conseguire una laurea in materie ad altissimo contenuto culturale se ci pensate bene è il sogno di noi genitori il poter far conseguire la laurea ai nostri figli senza mandarli in città dove sono sottoposti oltre che al sacrificio dello studio e di restrizioni economiche anche allo stress di avere lontana la famiglia che li ha cresciuti per non pensare poi alle famiglie che difficilmente possono sostenere le spese di vitto alloggio e studio del loro figliolo certo sono particolari gli indirizzi di laurea disponibili ma per stefanaconi poter ospitare una sede universitaria nel proprio territorio è di un prestigio senza pari per non parlare poi della disponibilità che i dirigenti della struttura hanno nei confronti l a nuova e prestigiosa sede dell accademia di belle arti fidia è sita in stefanaconi contrada paieradi ed è operativa già da qualche anno la sede si erge nel mezzo di una radura-verde e di rigogliosi alberi di quercia circondata da un parco con impianti sportivi per il divertimento poco distante dallo svincolo autostradale a/3 vibo valentia nord sulla provinciale sant onofrio stefanaconi vibo valentia la sede consta di ampi spazi circa 1500 metri quadrati con parcheggio privato laboratori funzionali con attrezzature all avanguardia tutti i corsi attivati sono aperti agli allievi dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e dalle ore 14.30 alle ore 20.00 tutti i giorni i corsi preparano con una didattica assolutamente innovativa i futuri operatori nel campo della pittura della scenografia e della scultura gli allievi sono a contatto fin dall inizio con operatori capaci ed esperti sviluppando l esperienza didattica con simulazioni del lavoro utilizzando le nuove tecnologie multimediali più avanzate tutto nell intento di promuovere iniziative e opportunità di lavoro a seguito della legge n 508/1999 di riforma delle istituzioni di alta cultura il comitato scientifico ha deciso dall anno accademico 2004/2005 di avviare l ammodernamento del suo intero assetto didattico attivando corso triennale 1 ° livello laurea breve arti visive e discipline dello spettacolo corso sperimentale biennale 2° livello arti visive e discipline dello spettacolo negli indirizzi pittura scenografia scultura coerentemente con tale modernizzazione il sistema di vantazione di moduli e di crediti è equiparato al sistema di votazione in uso nelle univer sità italiane e straniere tel 0963262962 fax 0963772250 e mail info@accademiafidia.it sito w eb www.accademiafidia.it

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a nnoxiv numerounicopagina 1 3 l a candilora che si festeggia il 2 febbraio è la festa della presentazione al tempio di gesù 40 giorni dopo la sua nascita e della purificazione della vergine dal vangelo secondo luca 2,22 24 quando venne il tempo della loro purificazione secondo la legge di mosè portarono il bambino a gerusalemme per offrirlo al signore come è scritto nella legge del signore ogni maschio primogenito sarà sacro al signore e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi come prescrive la legge del signore nello stesso giorno si ricorda anche la purificazione di maria per gli ebrei una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al tempio per purificarsi il nome candelora deriva dal largo uso di candele appositamente benedette che i fedeli mettevano in vista nella camera da letto ai ceri benedetti venivano attribuiti poteri miracolosi contro le forze della natura e contro gli spiriti maligni infatti non venivano accesi solo al capezzale del moribondo per allontanare la morte ma anche per proteggersi contro le avversità della natura a stefanaconi nella prima mattinata del 2 febbraio alla chiesiola si celebra la messa con l esposizione di santa maria della candilora o della purificazione ai piedi della statua viene posto un cesto con due giovani colombe o due tortore e durante la messa vengono benedette le candele accese presenti nella serata della stessa giornata dopo il rosario dalla chiesiola una volta benedette le candele accese presenti la statua della madonna e le colombe vengono portate in processione al seguito dei fedeli che portano le candele accese passando per piazza vittoria e per via carullo si arriva alla chiesa matrice dove viene celebrata una messa tempo fa era in uso portare i figli maschi nati nell anno precedente al seguito della processione e poi l entrata in chiesa si diceva che trasunu `n santu cioè venivano presentati al tempio come gesù alla fine della messa le colombe rimanevano in chiesa e la processione si avviava in processione per via procopio poi via stlion la piazza ed infine nella chiesiola la madonna della candelora o santa marìa della purificazione esposta il 2 di febbraio di ogni anno nella chiesa dell assunta da un paio d anni la festa della candelora che dal punto di vista religioso era stata quasi dimenticata è stata recuperata sotto la spinta di pasquale bruzzano priore della chiesiola che come ben sapete è attaccatissimo al recupero delle tradizioni con una particolare attenzione per quelle sacre diversi sono invece i detti e i proverbi usati durante la festa della candelora a seconda del tempo atmosferico a candelora du mbernu simu fora ma anche a candilora a mbernata è menza dintra e menza fora ma il saggio contadino dice anche che quando arriva a candilora simina pipi e pumadora ma anche p a candilora nesci l urzu fora in questo periodo di carnalavari durante il quale il consumo di carne è d obbligo pa candelora cu non havi carni si mpigna a figghjola quindi bisogna avere carne a costo di impegnare la figlia

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a nnoxiv numerounicopagina 1 4 orizzontali 1 il ferdinando poeta di stefanaconi 13 antico nome di via marconi 14 unione europea 15 panze in italiano 16 era nostrano 17 automobil club italia 18 in mezzo a via speranza 20 bretelle a stefanaconi 23 gnuri inglese 26 mezza napoli 28 si in francia 29 farina doppio zero 30 esprime dubbio 31 lo zirconio 32 in fila 33 commerciante in breve 34 molto 36 rubare le noccioline a natale 39 nel 1905 fece 66 morti a stefanaconi 42 nome della chiesa dell assunta 43 dio della luna verticali 1 via di stefanaconi 2 strumento a corde 3 costruì l arca 4 sigla di triste 5 tre quinti delle vocali 6 magro malaticcio paesano 7 moto italiana 8 cappelli papali 9 iniziali di nazzari 10 mezza rana 11 noci paesane 12 vocali di abeti 17 dispari in anton 19 nota sovrana 21 attaccato alla lenza 22 parte del tempio greco 23 e campione del mondo rossi 24 via stilon al contrario 25 trasporta merci 27 con labora 30 si commemorano il due novembre 32 si a bonn 33 disordine 35 suoi in paese 36 indirizzo in internet 37 mare inglese 38 centimetro in breve 40 esercito italiano 41 menzu roju ubriaco a stefanaconi mbriacu e mbriacuni si conzau si fici na timpa na ttaccia na silipigna nu picuni na zappa nu piruni na vara na sarma u vinu su mbivunu cola u gattu e mbari natu u pizzitanu e l atri lavanu i gutti omani di vinu ogni centu nu carrinu porci e figghioli comu i mpari i trovi indovinello sugnu tutti `n fila e nuja si movi ma ciàngiunu tutti quandu chjovi indovinello misericordia chissà chi jè avi li corna e voi non è avi lu mbastu e ciucciu non è misericordia chissa chi jè?

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