Stefanaconi & Friends Pasqua 2009

 

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Il giornale dell'associazione Franza il portale di Stefanaconi

Popular Pages


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il giornale di tutti gli stefanaconesi nel mondo the newspaper of all stefanaconesi around the world pasqua 2009 easter 2009 associazione culturale franza il portale di stefanaconi cultural association franza the portal of stefanaconi noi giovani del sud e l avvento della pasqua di antonella lopreiato di riconoscere le belle g randioso messaggio dei no quello posto forse perchécose siamo del stri padri andate per la nostro ci alvostra strada studiate o lavorate ma con grande orgoglio perché siete eredi della grande calabria continuiamo a vedere le grandi cose che ha fatto l uomo e ci rende felici quando quell uomo è della calabria la nostra meravigliosa terra e perché nessuno quasi di noi giovani se ne rende conto io come tanti miei concittadini abbiamo un grande dono che è lontanati per studiare e avendo avuto esperienza fuori del nostro ambiente ci siamo resi conto che comu u paisi nostru non c è nenti quando usciamo nelle grandi città è piacevole vedere posti di grande rilievo come i monumenti o grandi opere d arte eppure chi è fuori porta con se i ricordi della propria infanzia gli amici i vecchi compagni di scuola le marachelle e perché no anche le grandi litigate tra parenti e amici e si perché questa è la vita non ci deve importare di chi sbaglia perché tale azione ci ha aiutato a crescere umili e ad essere orgogliosi di come siamo fatti dentro ognuno sceglie di essere ciò che vuole e di fare ciò che crede della propria vita ma chi rimane con di orsola procopio l animo ogno un paese che viva la sua politica non come momento di scontro ma come occasione di scambio di idee di piena ed attiva partecipazione alla sua crescita sogno un paese in fermento nella sua vita socio-culturale attraverso l intreccio delle diverse iniziative che ogni associazione ha la capacità di partorire sogno un pastore che guidi il suo gregge seguendo il tratturo tracciato dalla storia del suo credo sogno una comunità che lavora per costruire un paese migliore da lasciare a chi verrà dopo di noi sogno realtà è che i sogni difficilmente si avverano sommario editoriale 2 save paieradi 3 roccangitola e la sua fine 4 u pignateju 5 il muro dei loschiavo 5 emigrati stefanaconesi joe foti 6 amedeo vella 7 ma tu a cui apparteni 8 arrivaru i pupi 9 il pettirosso 10 gli e-book di franza gli introvabili 11 1° concorso di slide show 11 superstizione e malocchio 12 le donne e la chiamata di santi 13 stefanaconi facebook 13 parole parole parole 14 oh che belle parole 14 natu u chiovaru 14 breve storia dell emigrazione in australia 14 scuola primaria e comunitarium 2009 15 neologismi australiani 15 anagrammi cruciverba 16 canzuni i sdegnu 16 u tempu di gnuranti 16 stefanaconi e il pallone ieri e oggi 16 s sogno e realtà di pino isaia saluti e mio desiderio salutare i nostri È emigrati quelli che mi conoscono e quelli che lo faranno risalendo ai miei nonni lasciando scivolare i cassetti dei loro ricordi persone che adesso si ritrovano sparse per il mondo che sentono ancora nelle orecchie il battere continuo delle onde contro la nave che li ha portati nel loro lungo viaggio partiti uomini e donne con valigie di speranza e di futuro incerto nostalgie focolari e rimpianti raminghi nella propria solitudine e povertà alla ricerca di una vita migliore dietro di loro un piccolo paese troppo piccolo forse davanti a loro una terra nuova coraggio e tanti sogni ho conosciuto diversi emigrati che hanno ricostruito la propria vita la famiglia persino le vecchie abitudini oltre stefanaconi e nonostante tutto nutrono dentro i loro cuori infinito amore per segue a pag 3 questa terra nativa chiudendo gli occhi riescono a sentirne gli odori e ricordare com era quando sono partiti immagini scolpite che tramandano ai figli ogni viaggio è una storia un riscatto è nostalgia focolare le distanze un sacrificio e per molti la tristezza di non ritorno alcuni sono emigrati per studio o lavoro ma le ristrettezze del sud non permettono il reintegro nemmeno ai nostri giorni e una storia che continua a ripetersi l emigrazione e una destinazione mi sembra doveroso salutare tutti quelli che recano con sé l appartenenza a stefanaconi alle sue tradizioni che ne ricordano persone e soprannomi ma anche familiari e amici che sperano un giorno di rivedere a chi sente questa terra come il proprio focolare scrigno d infanzia e ricordi orgoglio di una nuova vita con affetto orsola.

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stefanaconi friends so che dirò cose inopportune e a me non convenienti ma editoriale di g b bartalotta d eccoci al secondo appuntamento col nostro giornale sembra sia stata molto apprezzata la prima uscita molto gradito ovviamente tra i nostri emigrati e con la scusa dell inglese qualche figlio di stefanaconese siamo pure riusciti a franza il portale di stefanaconi coinvolgerlo e pasqua ci si aspetterebbe un www.instefanaconi.it editoriale che sprigioni felicità e speranza ma così non è sia per il mio caindirizzo via ferdinando santacaterina rattere che per la realtà purtroppo mol89843 stefanaconi vv italia to lontana dal volemose bene di mattina di pasqua rientriamo nella realtà e-mail dell associazione nazzareno è morto molti continuefranzastefanaconi@gmail.com ranno a piangerlo nel segreto del loro e-mail della redazione cuore la vita continua e ci si preoccustefanaconi@gmail.com perà del perché le italiane di calcio son tel in via di attivazione no uscite dall europa del perché hanno skype franzastefanaconi eliminato la tal dei tali dal grande msn franzastefanaconi@gmail.com fratello e nulla ci distoglierà dalle banalità quotidiane ricordiamoci però che non bisogna andare veloci con i mezzi di trasporto e ancor meno guidare in stato di ebbrezza diciamocelo altrimenti ci sfugge la realtà e imputiamo al fato ciò che in molti casi come quello di nazzareno era evitabile stefanaconi transito delle reliquie di san franceho perso venti sco da paola incrocio tra via guglielmo marconi anni fa la persona e via nicola matina già viale santa maria più cara che la vita mi per questioni di natura economica siamo costretti a avesse regalato fino a quel creare due versioni separate di stefanaconi momento e stato un dolore indicibile friends diffonderemo due versioni del giornale una eppure era notevolmente mitigato da in italiano e una in inglese così da diminuire il numero di pagine necessarie su franza sono scaricabili quasi due anni di sofferenze e di dolori tutte e due le versioni in formato e-book se c è qual tremendi quella morte era una liberacuno che vuole darci una mano finanziando l uscita zione metteva fine a un calvario del giornale può mettersi in contatto con noi grazie la morte improvvisa di un giovane figlio è per la madre il crollo di un mondo e niente mitiga o può aiutare stefanaconi friends anno ii n 1 pasqua 2009 questo oltraggio della natura se non una editore incrollabile irrazionale fede in dio franza il portale di stefanaconi e andato via nazzareno e il dolore rimarrà a lungo nel cuore di molti ma direttore responsabile giovanni battista bartalotta sono convinto ahimè che quella morte redazione stesura e impaginazione mimma lococo teresa lococo marilena matina g b bartalotta realizzazione grafica teresa lococo e g b bartalotta articoli anna bartalotta g b bartalotta luca d antino francesco defina domenic foti nicola franzè pino isaia mimma lococo antonella lopreiato giuseppe roberto loschiavo stefano mandarano marilena matina orsola procopio antonio tripodi carmine varriale traduzioni isabella bartalotta chiara lococo daniela lococo mimma lococo teresa lococo il mondo è quel disastro che vedete non tanto per i guai combinati dai malfattori ma per l inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare a einstein e non ci farà crescere come ogni volta la tragedia vissuta non riuscirà a renderci più umili più disponibili verso il prossimo continueremo a renderci l esistenza più amara odiando l altro perché non ha la nostra stessa fede religiosa la nostra stessa fede politica i nostri gusti invidieremo ed ostacoleremo l altro per l idea che ha avuto prima di noi cercando di farlo fallire pur sapendo che sarebbe convenuto a tutti se quella idea avesse potuto continuare a vivere cureremo l aspetto esteriore del cuore e vivremo con coloro che la pensano come noi facendo finta che gli altri quelli diversi da noi non esistano guarderemo non già il sentimento d amore verso una persona ma se quella persona è o non è dello stesso sesso ci accaniremo a voler tenere in vita un corpo come quello di eluana dimenticando le migliaia di bambini nel mondo che avrebbero potuto vivere con gli stessi soldi che sarebbero serviti a mantenere vivo per un solo giorno quel corpo predicheremo la comunione e l amore per il prossimo ma cercheremo di rinserrare le fila per l attacco che il diverso da noi può tentare nel nostro piccolo mondo scomunicheremo coloro che fanno abortire una bambina di nove anni violentata e incinta di due gemelli facendo credere che solo noi siamo a difesa della vita viviamo signori in un mondo di ipocrisia altro che amore per la vita temo che non servirà a nulla neanche questa morte nazzareno sarà morto invano se non guarderemo di più nei nostri cuori aprendoci al dialogo con tutti ma temo che ciò non avverrà perché i nostri cuori sono stati inariditi dalle comodità del mondo moderno un augurio di cuore a tutti gli abitanti di stefanaconi affinché possiate trascorrere una santa e serena pasqua michelina siciliano figlia di don calogero a tutti voi di stefanaconi un angelo ha aperto la finestra del paradiso mi ha guardata e mi ha domandato cosa desideravo io ho detto niente solo che abbiate cura della persona che sta leggendo questo messaggio perché desidero che stia bene e che sia felice auguri di buona pasqua e tanti cari saluti da vittoria barbuto una buona e serena pasqua a tutti i compaesani da salvador fabian loschiavo ai nostri lettori chiunque di voi ha una storia un ricordo da raccontare o una foto da condividere con gli altri può farlo utilizzando stefanaconi friends vorremo che in particolare gli emigrati in terre lontane ci raccontassero della loro vita nella nazione dove risiedono potete inviarci i file sulle nostre e-mail o portarli nella nostra sede sita in via santacaterina vecchio municipio a stefanaconi grazie per la vostra gentile collaborazione.

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pasqua 2009 da pag 1 umile e gentile vivrà sempre nel bene e il nostro animo che ci rende unici com è meraviglioso accorgersi che la vita è una e bisogna viverla nel bene chi fa opere buone si sente ricco e carico di buona volontà che esempio grande ci dà un padre che ha un animo unico e pensa prima per gli altri e soprattutto per la famiglia e poi per sé che bello sapere che le nostre mamme quando siamo fuori paese in quella che vedono una città grande ci chiamano al telefono costantemente e continuano col dire stati attenti ca u mundu cangiau tutto questo fa parte dell animo del calabrese buono e generoso e con un carattere forte pronto ad affrontare le battaglie della vita spesso la gente di fuori ci confonde ma appena ci conoscono bene si innamorano delle nostre tradizioni e della nostra bontà le feste di paese che ci uniscono sono irripetibili perché ogni anno portano un nuovo dono e nuovi vissuti vorrei parlare della pasqua che a me piace in modo particolare perché appena si arriva in paese ci si saluta con tanto affetto e si danno gli auguri a qualcuno non piace abbracciarsi perché pensano che ci sia falso perbenismo perché invece non ammettere che quel giorno speciale è per tutti noi ed è grandioso perché in fondo è bello che bella l affrontata emozionante vediamo gente anziana e i nostri genitori far scendere colate di lacrime c è chi porta in dono qualcosa alla madonna qualcuno che ha nel proprio cuore un pensiero che lo rende triste e che col voto porta quel dono alla grande madre un desiderio colmo di tanto amore il papa nell enciclica ci ricorda sempre chi sta nell amore dimora in dio e dio dimora in lui giorno di pasqua vedo finalmente il paese unito e ricolmo di gioia impaziente nell ammirare l affrontata davanti alla piazza la gente si unisce e gli amici si abbracciano con grande gioia ricordo che l anno scorso per tutta la settimana di pasqua veniva al bar una colomba bellissima stava sempre vicino a mio padre e la gente meravigliata si chiedeva come mai ed io mi sono sempre detta che quello era un dono un riconoscimento del signore durante il periodo dell avvento per tutti coloro che potevano ammirare quel gesto divino l affrontata è l incontro della ma donna con gesù e tutto avvie pagina 3 ne perché san giovanni va ad annunciare alla madre che il proprio figlio è vivo così appena la madonna lo vede gioisce e si spoglia dalle vesti di lutto con una veste color del cielo ammirare un evento così grande è di una felicità immensa i cuori si aprono alla gioia e allora godiamoci la nostra meravigliosa ed unica pasqua ci sono paesi in calabria che hanno delle tradizioni diverse dalle nostre infatti il detto dice paisi chi vai usanzi chi trovi ricordo quando andammo io e la mia famiglia a dasà è stato toccante appena i santi venivano presi si correva da una grande salita e tutti vestiti in lutto gridavano e piangevano tutto avveniva in un arco di tempo abbastanza breve perché si corre tantissimo noi della famiglia avevamo scelto un posto a nostro avviso confortevole e di grande veduta ma appena abbiamo visto tutta quella folla di gente venirci incontro ci siamo resi conto che tutto quello spazio era per l evento e che noi rischiavamo di rimanere schiacciati in fin dei conti abbiamo avuto una bella esperienza ma la nostra affrontata a mio parere è la più bella e la più emozionante antonella lopreiato save paieradi la chiesa di paieradi quale sarà la sua fine giovanni battista bartalotta maria grazia marturano ranza il portale di stefanaconi chiede con forza a chi di dovere comune chiesa il motivo per il quale non sono iniziati i lavori di recupero della chiesa di paieradi che dal 1839 ospitava la statua della madonna della grazia opera di nicola corrado della vicina dasà la statua è da tempo esposta nella chiesa matrice di stefanaconi ma la sua collocazione naturale rimane l antichissima chiesetta di paieradi non comprendiamo il silenzio che è calato intorno a questa ultracentenaria chiesa che anticamente apparteneva al territorio di motta san demetrio e le cui prime notizie risalgono al xii sec nel 1310 il rettore costantino della chiesa di paieradi versò 2 tarì per la seconda decima il 2 luglio prossimo per la prima volta la statua della vergine potrebbe non entrare nella sua abituale dimora da 170 anni speriamo che almeno si tenga la processione per le vie del paese una tradizione questa la chiesa di paieradi primi del `900 f che affonda le radici in un lontano passato e che è sempre stata molto sentita dai numerosi credenti che nutrono nei confronti della madonna della grazia sincera e profonda devozione la chiesa di la chiesa di paieradi com è ora paieradi ci è stata lasciata dai nostri avi e perché noi non dobbiamo fare altrettanto con i nostri figli perché non formare un comitato o meglio una onlus che si occupi di trovare i fondi per il recupero della chiesetta gestire e verificare i lavori portando a conoscenza la comunità delle entrate delle uscite e dell esecuzione dei lavori il portale di franza potrebbe essere lo strumento attraverso il quale rendere conto a tutti dell andamento della raccolta dei fondi e delle spese non a consuntivo ma con una certa periodicità anche ogni 15 giorni in modo che tutti possano verificare in tempo reale l andamento dei lavori la madonna della grazia

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stefanaconi friends nei dintorni di stefanaconi pagina 4 olitari sulla collina lambita in parroco e di celebrare la messa sei il malinconico epilogo di una storia millenaria basso dalle acque del fiume giorni nella settimana ed ogni anno roccangitola e la sua fine angitola svettano da oltre due secoli di versare trenta ducati ad un penidi antonio tripodi i ruderi di quella che era tenziere del pizzo che avrebbe svolroccangitola si possono ancora to tutte le settimane due lezioni di riconoscere il castello baronal e la casi morali e di inviare cinquanta chiesa parrocchiale ed alcune case ducati al seminario diocesano per il che ancora resistono alla distruzione mantenimento di un seminarista del della natura l origine del centro paese soppressa la parrocchia i abitato si vorrebbe farla risalire beni furono devoluti tutti al detto all epoca della prima colonizzazione seminario ellenica identifi candolo con la greca l abbandono del paese per analogia crissa che avrebbe cambiato il nome con altre situazioni e non per in rocca niceforo dopo la presunta documentazione accertata è ricostruzione ad opera del generale concordemente attribuito alle bizantino niceforo foca che l anno infezioni prodotte dal sottostante 885 l aveva sottratto al dominio dei fiume angitola ma furono altre le saraceni il nome di roccangitola si l antico stemma di rocca angitola scoperto dai fratelli cause determinanti che spìnsero i riscontra nelle fonti documentarie antonio e nicola monteleone consegna a maierato e alla pochi ed indifesi abitanti a trasferirsi aragonesi nel 1420 ed in quelle sua comunità un pezzo di storia perduta altrove si apprende da una tevaticane il 6 gennaio 1549 un saluto e un augurio di una buona pasqua va ai nostri stimonianza del 28 maggio 1762 che i1 ricordo di una calamità che amici della pro loco rocca angitola di maierato così le 15 persone ancora presenti nell orintorno alla metà del `500 aveva gentili e disponibili ad ogni evento da noi proposto mai spopolato paese vivevano nel segnato la vita della comunità terrore dei rubbamenti e recatti dei rocchese è tramandata dall istrumento di bre 1625 che si era trasferito alla parroc malviventi che si aggiravano nei dintorni e fondazione della cappella di santa cateri chia di san foca di francavilla che a quanti incontravano chiedevano con na v e m nella chiesa parrocchiale angitola per l avvenuto cambio col par insistenza notizie sugli averi del parroco redatto in destructa civitate roccae roco bernardino bulletta pasquale malerba originario del pizzo angitulae l 11 ottobre 1568 dal notaio nell altare maggiore si celebrava la nei dieci anni che seguirono la perapostolico geronimo boraggina nello messa ogni giorno mentre era sprovvisto manenza in quel luogo sempre più desostesso documento è scritto che era di tutto l altare di san leonardo di ju lato si era resa impossibile il giorno di diruta la chiesa di san nicola di porta spatronato della famiglia iannizzi l alta mercoledì 29 gennaio 1772 gli ultimi piccola non è dato sapere se si trattò di re di santa caterina v e m fondato col abitanti avevano lasciato per sempre le un terremoto o di un assalto di pirati già citato istrumento dell 11 ottobre 1568 proprie case la decisione era stata presa avvenimento quest ultimo non dal magnifico leonardo cutà coll obbligo dai quattro capifamiglia dopo che otto infrequente durante l età moderna nei della celebrazione di una messa ogni set giorni prima la notte del 21 di quel mese centri rivieraschi e nell immediato timana era juspatronato della famiglia i malviventi avevano ucciso giuseppe entroterra tornese del luogo quarantaquattro anni bova e ferito martino curugliano la si rileva dalle fonti vaticane che in dopo il 26 gennaio 1674 l altare di san mattina della seguente domenica 2 febcastro roccae il 3 aprile 1324 i leonardo non fu menzionato probabil braio si portò dal pizzo a roccangitola il sacerdoti giovanni giliuri e nicola mente perché la famiglia iannizzi s era sac bruno malerba fratello dell indispoprasimo versaromo rispettivamente 0,24 estinta o s era trasferita in altro paese sto parroco l accompagnavano quattro e 0,20 ducati per la deci ma alla camera il visitatore trovò gli altari della ma concittadini compreso il notaio giorgio apostolica donna del rosario e di santa caterina v e pirrone verbalizzante ed il regio giudice nella chiesa di santa maria in m nella quale si celebrava due volte ai contratti gregorio asturi giunto da roccaniceforo era eret to un beneficio ogni settimana l ultima visita è del 9 maierato con altri due amici quando si dedicato a san giovanni battista questo giugno 1750 la chiesa parrocchiale retta fece mezzogiorno dopo aver più volte il 19 dicembre 1447 fu confermato a ia dal sac francesco pompò era ben tenuta suonato le campane della chiesa e fatto il copo minerva rettore della chiesa di san e dotata dei sacri arredi e suppellettili per giro tra le rovine col campanello in segno giorgio di capua ed il 6 luglio 1604 al le celebrazioni liturgiche il juspatronato di avvertimento per la messa domenicale chierico paolo erasmo della diocesi di sull altare di santa caterina v e m appar ai fedeli che si sapevano ormai lontani spoleto la dispersione del terzo volume teneva ai monardo passando per gli scri il sacerdote celebrò la messa per l ultima delle visite pastorali eseguite dal vescovo si visitò il sacello dei principi feudatari volta e consumò anche le particole ancora di mileto mons marcantonio del tufo sotto il titolo di santa maria ad nives custodite nel tabernacolo spiegando ai nel 1586 contenente tra le tante anche ben ornato e provvi sto dei sacri arredi e presenti che ciò faceva per evitarne la quella di roccangitola consente la cono delle suppellettili non improbabile profanazione essendo il scenza dell asset to religioso a datare dalla su suolo lateranense l anno 1540 era paese completamente disabitato il buon prima metà del `600 il delegato vescovi stata fondata dal padre matteo arlotta sacerdote nel compiere quel rito liturgico e le il 14 ottobre 1630 visitò la chiesa par domenicano la chiesa di santa maria del pronunziando quel discorsetto non si renrocchiale di santa maria della cattolica soccorso annessa ad un ospizio per i deva forse conto che stava consegnando retta dai sacerdoti giovanni fragalà e domenicani di passaggio che fu soppres alla storia l atto di morte di roccangitola pietro piscitelli riguardo al secondo so nel 1653 i beni furono assegnati ad un passati esattamente due mesi il 2 risulta dalla bolla pontificia del 25 otto cappellano con l obbligo di coadiuvare il aprile 1772 il clero del pizzo inoltrò al s

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pasqua 2009 `u pignatieju di carmine varriale pagina 5 sovrano la petizione per l assegnazione delle rendite e dei sacri arredi della chiesa dell ormai estinta roccangitola ad una delle quattro chiese dei borghi cittadini e meglio a quella dell immacolata destinando quale economo curato quell ex parroco pasquale malerba successivamente una richiesta di identico contenuto era stata presentata allo stesso sovrano da alcuni cittadini del pizzo il principe francesco pignatelli il 5 giugno 1784 spedì al vicario generale di mileto la richiesta di situare il parroco dell abbandonato paese di roccangitola fra il numero di quelle parrocchie da erigere nel pizzo le tergiversazioni di una parte del clero dovute anche a motivi economici ed il tiepido interessamento dei civici amministratori vanificarono le attese dei fedeli pizzitani nota le notizie sono estratte dal volume di g greco rocca angitola dal saggio di a.tripodi l ultimo decennio di rocca angitola dai volumi 1° 2° 5° e 6° di f russo regesto valicano per la calabria da carte varie e dai verbali delle visite pastorali dell archivio storico diocesano di mileto e dai protocolli dei notai pizzitani francesco salomone e giorgio pirrone conservati nell archivio di stato di vibo valentia alve mi chiamo giuseppe roberto loschiavo sto cercando di trovare un po di informazioni in più sulla mia famiglia risalenti a cinque generazioni fa a stefanaconi io scriverò tutto ciò che so e se qualcuno leggendo riconosce le persone lo pregherei di contattarmi mio padre mio nonno ed io abbiamo tutti lo stesso nome giuseppe roberto loschiavo io sono il terzo mio nonno giuseppe aveva una sorella maggiore di nome dorothy e un fratello minore di nome paolo che è vivo tuttora sono tutti nati negli stati uniti i genitori dei miei nonni sono paolo e alvina macchione paolo e alvina nacquero entrambi in italia e la loro prima figlia dorothy è nata a filadelfia in pennsylvania al momento dell avvio del censimento nel 1930 è stata adottata dorothy aveva quasi 4 anni il che significa che paolo e alvina vennero per la prima volta in america nel 1926 paolo loschiavo il mio bisnonno aveva cinque fratelli e una sorella raffaele il suo fratello maggiore è rimasto negli stati uniti insieme ad antonio nato nel 1893 tutti gli altri fratelli di paolo sono rimasti in italia o si trasferirono in un altro paese questa è la parte sulla quale ho bisogno di alcuni pezzi del puz ai ricordi della nostra fanciullezza emergono figure scomparse che il tempo attuale non può più darci solo la nostra memoria può ripescarle e riportarle alla luce e dare la freschezza del passato fino agli anni 60 si vedeva girare in questi nostri paesi per fare la raccolta dell olio un frate dell ordine di san francesco il religioso detto il questuante si chiamava fra martino mirenda di caria una figura simpatica da non dimenticare era alto asciutto con una bisaccia ad armacollo sulle spalle il compito di questo religioso era di girare per le contrade del nostro comprensorio lasciando ad ogni famiglia un vasetto di terracotta in dialetto `u pignatijeu nel mio paese gerocarne dove da parecchi secoli lavorava una forte corporazione di vasai oggi pochissimi che costruiva questi recipienti di argilla molte copie venivano offerti per devozione al convento francescano il frate faceva il giro delle famiglie lasciando a ciascuna `u pignatieiu per la http www.loschiavo.it d raccolta del grasso e dell olio un po prima del tempo di carnevale affinché il vasetto potesse essere riempito di olio o di strutto da parte dei fedeli dopo un po di tempo il buon frate rifaceva il giro delle famiglie per prelevare le loro offerte nel mio paese era usanza a carnevale che dopo la bollitura del grasso suino al momento della conservazione prima di tutto veniva riempito `u pignatieju per sant antonio e poi si procedeva alla sistemazione di quanto si preparava con la carne del maiale il gesto era fatto con fede e carità da gran parte delle famiglie che ne avevano la possibilità viene in mente il capolavoro di alessandro manzoni il cappuccino fra galdino del convento di pescarenico bussò alla casa di agnese e lucia per la cerca delle noci poi invitato da agnese raccontò il miracolo delle noci di padre macario con il gheriglio delle noci si otteneva dell olio che i frati del convento distribuivano ai più bisognosi e fra galdino era solito dire noi siamo come il mare che riceve acqua da tutte le parti ma poi la restituisce a tutti i fiumi s il muro dei loschiavo di giuseppe roberto loschiavo traduzione di chiara lococo zle mancanti nicolina l unica sorella di mio nonno è rimasta in italia insieme a salvatore che andò negli stati uniti nel 1908 ma che tornò in italia nel 1914 domenico faceva il falegname e giuseppe il muratore quest ultimo tornò in italia nel 1952 dopo aver vissuto per 4 anni in argentina paolo il mio bisnonno e il resto dei suoi otto fratelli erano figli di elisabetta morelli e di giuseppe loschiavo giuseppe nacque nel 1870 e morì nel 1938 lui servì nell esercito italiano nella cavalleria e lui un mio trisavolo elisabetta morelli nacque nel 1875 e morì nel 1940 giuseppe aveva due fratelli e una sorella la sua sorella maggiore caterina morì con tutta la sua famiglia nel 1905 durante il terremoto domenico era il fratello maggiore più vecchio di giuseppe egli era un fornaio e morì in italia nel fari a cui figghi e a cui figghiastri fare distinzione tra figli e figliastri 1904 antonino era il fratello subito dopo cioè fare particolarità tendenza a favorire di lui era un povero contadino che è con spirito di parzialità determinate persone morto in italia nel 1932 giuseppe era il figlio più giovane era sposato con elisabetta morelli che aveva tre fratelli paolo giuseppe e franco paolo morelli morì in italia nel 1948 giuseppe si trasferì a buenos aires in argentina ed è divenne un calzolaio di successo franco si trasferì negli stati uniti e visse a canton nello stato di ohio per tutta la sua vita e lì morì la madre di giuseppe e dei suoi tre fratelli si chiamava nicolina non so il suo nome da nubile e raffaele era il nome del padre entrambi possedevano e mandarono avanti un sartoria a stefanaconi non conosco le loro date di nascita e di morte elisabetta la moglie di giuseppe era figlia di caterina morelli che è nata nel 1833 e morì nel 1898 caterina sposò salvatore morelli che era nato nel 1827 e morì nel 1897 questa è tutta la storia della mia famiglia che io conosco risalendo all italia se leggendo questo documento vi sembra di riconoscere i nomi non esitate a contattarmi via e-mail tramite franza grazie a tutti!

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stefanaconi friends emigrati stefanaconesi giuseppe joe foti pagina 6 febbraio g iuseppe foti è nato a stefanaconi il 2 2000 1919 ed è morto a toronto il 19 gennaio uomo di una semplicità unica riuscì a far fruttare le sue incredibili doti umane intessendo legami umani e sociali che gli consentirono di avere come amici le più alte cariche del canada fu amico degli uomini più importanti del canada costruendo il tutto col suo carattere gioioso disponibile con tutti e sempre pronto ad aiutare il bisognoso con un particolare riguardo per i calabresi e gli stefanaconesi in particolare una delle sue espressioni più divertenti che pronunciava nei suoi frequenti rientri a stefanaconi era poveru figghiu vi rimandiamo al portale per conoscere meglio questo nostro compaesano che con la sua semplicità fu capace di essere amico delle più alte cariche politiche del canada ha j oe foti uno degli italo canadesi piùlefamosi di toronto,alla ricevuto ieri dal sindaco mel lastman chiavi della città presenza del primo ministro canadese jean chrétien il comune di toronto ha voluto così riconoscere l impegno dell ottantunenne di origine calabrese per il servizio reso alla comunità e per lo zelo e la sollecitudine dimostrata da sempre al partito liberale joe foti è l organizzatore del famosissimo barbecue che ogni estate raduna migliaia di gente e uomini politici nel suo giardino davanti ad un joe foti emozionatissimo il primo ministro ha affermato e bello dividere questo momento con te joe sei uno dei migliori uomini di toronto mel lastman invece rivolgendosi al premiato ha detto finalmente dopo tanti anni siamo noi a dirti you re beautiful si sei proprio una bella persona joe il sindaco mel lastman consegna le chiavi della città di toronto a joe foti l abbraccio tra il primo ministro jean chrétien e joe foti joe foti riceve le chiavi della città di brad honywill traduz di isabella bartalotta il formidabile joe foti traduzione di daniela lococo n ex custode del comune di toronto divenuto noto per i suoi famosi barbecue nel giardino sarà onorato la prossima settimana con le chiavi della città joe foti che è stato gravemente ammalato riceverà l onore durante una cerimonia nella sala del comune probabilmente martedì l emigrato italiano ottantenne cominciò a organizzare l annuale barbecue nel 1980 per alcuni consiglieri comunali ed i loro amici presto l evento cominciò ad attrarre anche le personalità importanti del paese da ministri a premier particolarmente del partito liberale prima d andare da qualche parte devono parlare con me dice foti all evento di quest anno i barbecue sono diventati cosi grandi che foti ha comprato i giardini dei suoi vicini il barbecue del 24 luglio di quest anno ha attratto 3000 persone nella casa sita in via winona e l uomo più dolce che io conosca ha joe foti con il nipote domenic assieme a ed mirvish detto ieri il sindaco mel lastman u l formidabile sig joe foti l ha rifatto di nuovo con una liberale dose della dolce vita il 24 luglio per il 19annovesimo anno di fila ha organizzato un grande barbecue nel giardino di una delle sue quattro case in via winona che ha richiamato il fior fiore dei liberali da tutti e tre livelli di governo inclusi il sindaco mel il ministro della difesa art eggleton e mpp mike colle senza menzionare all incirca 3000 tra i più cari amici di joe fami i liari e compagni paesani dalla calabria sul menù c erano 500kg di salsicce piccanti calabresi e altri 500 kg di carne argentina insieme ad abbondanti quantità di insalata pasta birra e vino rosso da quando si è trasferito in canada dopo la seconda guerra mondiale foti oggi un ottantenne portinaio in pensione della city hall ha servito come intermediario fra i 500.000 residenti di toronto di origine italiana e i loro rappresentanti politici tra gli altri notabili partecipanti all evento che foti chiama il migliore barbecue in canada c era anche la personalità leggendaria della radio multiculturale chin johnny lombardy e honest ed mirvish cavandosela bene a far festa mirvish ha organizzato una grande festa di compleanno il giorno dopo su markham street accanto al suo emporio di affari bloor st mirvish ha 84 anni.

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alla memoria di joe foti è dedicato a toronto un vicolo walk way che sottolinea così il riconoscimento delle qualità umane del nostro caro compaesano pagina 7 un sorridente joe foti mentre riceve da mel lastman le chiavi della città di toronto un vibonese d adozione amedeo vella È tutta la comunità vestita a festa si la la porterà attraversando tutta via marcoreca in piazza a scambiarsi i tradizionali auguri e a festeggiare la resurrezione di cristo in attesa dell affrontata è consuetudine far visita ai parenti specialmente ai più anziani o a quelli ammalati fino a qualche anno fa vi era oltre all affrontata un evento nell evento stesso il cosiddetto incanto era l asta che durante la mattinata creava fermento e movimento in quelle ore i devoti prendevano accordi formavano i gruppi cercavano di recuperare i soldi per potersi accaparrare l onore di portare a spalla i santi durante l affrontata anni fa questo rito è stato abolito dal vescovo non voglio entrare nel merito di quella decisione sotto molti aspetti condivisibile però mancano a molti di noi quei momenti frenetici in cui ci si informava su chi aveva offerto di più e quanto erano momenti che destavano parecchia curiosità e la piazza riceveva un sussulto da tutto questo andirivieni quantu u pagaru a san giuvanni e a madonna e u signuri ma non è di questo che voglio parlare in questo articolo quanto del momento struggente in cui la madonna addolorata esce dalla chiesiola per recarsi in via santa croce dove attenderà il momento in cui incontrerà suo figlio risorto l`affruntata l uscita dalla chiesiola della madonna è spesso sottolineato da una musica una marcia funebre struggente bellissima la banda l esegue seguendo la madonna addolorata in processione che dalla chiesioni poi via matina e infine via roma a posizionarsi nascondendosi in via santa croce e da questo luogo che la madonna partirà per fare l affrontata con gesù cristo risorto e quella marcia quella musica tragica che accompagna la madonna in quel cammino sottolineandolo sono sempre riecheggiate in me familiari quelle note ma non pensavo che l autore di questa musica avesse vissuto così vicino a stefanaconi a monteleone È amedeo vella l autore di quella marcia conosciuta per lo più come a vella amedeo vella nasce a naro agrigento il 28 agosto 1839 da calogero e da pacinella giuseppa da un registro della popolazione di naro della seconda metà dell ottocento si rileva che la famiglia di don calogero vella era composta da detto don calogero padre e capofamiglia di professione musicante da donna giustina figlia e di professione cucitrice da don amodeo patrizio figlio e di professione musicante militare da don alfonso figlio ed anch egli musicante militare la moglie di don calogero pacinella giuseppa risulta deceduta il 17.7.1850 all età di 40 anni per cui amodeo patrizio aveva 11 anni al momento della morte della madre nei successivi atti del comune di naro il la mattina di pasqua di g b bartalotta maestro vella venne nominato amedeo e non più amodeo vella fu un compositore precocissimo si sposò con nazarena pulerà da cui ebbe quattro figli gesualdo giuseppina matilde ed irene amedeo prestò servizio militare nel 54° fanteria partecipando alle campagne di guerra del 1860 e del 1866 e meritandosi due medaglie al valore per qualche tempo fu capo-musica di banda militare poi insegnò nell orfanotrofio di vibo valentia qui si spense il 5.7.1923 compose marce ballabili opere sacre di genere e didattiche ed anche marce funebri ma ritorniamo alla nostra struggente a vella il cui titolo è invece una lacrima sulla tomba di mia madre e che fu resa celebre soprattutto dal suo utilizzo nei film pane amore e di de sica 1956 e amarcord di fellini 1974 questa marcia è molto nota non solo nel vibonese col nome `a vella cioè con il nome dell autore da notare come l iniziale del nome sia diventato in dialetto articolo determinativo il giudizio dal punto di vista prettamente musicale riconosce che la peculiarità forse maggiore della marcia sta nello straordinario alternarsi delle classi di strumento si ha un crescendo che dai clarinetti conduce ai baritoni e alle trombe il passaggio tonale di questo ritornello simboleggia chiaramente l allontanamento del concetto di morte e la ricerca di una conseguente alba di riscatto aggiunge un mio caro amico rosario romano maestro nella banda di san calogero che solo bande di una certa professionalità e con un organico completo possono cimentarsi nell esecuzione della vella che può essere usata come metro di misura per definire una buona banda

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stefanaconi friends volte del paese simile q uante capitato ad ognuno di voi vecchie campagne prendiamo ancora ad sarà di intrattenersi in una capinera ma in una conversazione con un caro amico d infanzia o di scambiare piacevolmente quattro chiacchiere al bar con gli amici di una vita o semplicemente sarà capitato di incontrare per strada un perfetto sconosciuto che vi chiede alcune informazioni si tratta di circostanze di vita assolutamente comuni facenti parte del nostro quotidiano poniamo caso ora che mentre state seduti comodamente al bar a sorseggiare una birra fresca uno dei vostri amici ammiccando un sorriso dica sapiti chiju chi nci ncappau a paulu a farvetta a quel punto l intera compagnia particolarmente incuriosita sprona l amico a non tenere la notizia riservata ma a rivelarla in modo che tutti possano gustare l ennesima cialtroneria di questo buffo personaggio di paese non c è persona che non lo conosca non c è persona che non scoppi a ridere nel momento in cui si raccontano le sue varie peripezie supponiamo ora invece che dopo tanto tempo vi troviate con un vostro caro amico davanti ad una foto ingiallita dal tempo che vi ritrae nel primo giorno di scuola classe 1970 sorridete constatando quanto siate cambiati e come gli anni passino velocemente fate a gara con il vostro amico per vedere chi ancora ricorda tutti i nomi dei compagni di classe che figurano in quella stessa foto la memoria non è del tutto labile e nonostante il tempo trascorso entrambi ricordate perfettamente come si chiamasse ogni componente della classe ma ad un certo punto il vostro amico puntando il dito su un ragazzo esile mingherlino basso di statura ma dal viso spigliato dice lo ricordi paolo strati voi vi stranite per un attimo pensando che egli si stia sbagliando meravigliandovi anche di come faccia a non ricordarsi di un personaggio tanto curioso e singolare come paulu a farvetta poi però continua dicendo erano memorabili i suoi salti da quelle alture che solo lui aveva il coraggio di scalare solo a questo punto capite che state parlando della stessa persona riconducendo l aneddoto raccontato dal vostro amico alla più spiccata caratteristica di questo famoso paulu a farvetta così nominato proprio per la sua imparagonabile capacità di volare dai più alti pendii presenti nelle esame un altro caso supponiamo ora che un perfetto sconosciuto incontrato per strada vi chieda alcune informazioni su un tale paolo strati completamente ignari di chi stia parlando lo congedate certi di non conoscere la persona che il tizio stava cercando del resto voi conoscete paulu a farvetta e non paolo strati ecco questi analizzati sono solo alcuni di una miriade di esempi esistenti di come quello che viene propriamente indicato come soprannome sia un elemento di identificazione di gran lunga superiore allo stesso nome anagrafico una tendenza questa che affonda le sue radici in epoca romana ereditata poi dalla cultura del nostro tempo e nata per la necessità di una maggiore distinzione tra le classi sociali sicché agli antichi gentilizi si sono aggiunti i cosiddetti agnomina e supernomina diventati col tempo dei veri e propri cognomi aldilà del dato puramente storico i soprannomi sono carichi di un indiscussa valenza informativa sugli usi e costumi popolari essendo il riflesso di un incontaminata e ingenua mentalità quella popolare appunto che fissa con intendimenti di varia natura o significato qualità e difetti fisici e morali circostanze e situazioni atteggiamenti e tratti caratteristici con la conseguente nascita di nomignoli affettivi o caricaturali basta un semplice pretesto un qualsiasi nonnulla a suggerire la creazione di un soprannome per dare il giusto peso ad una tradizione che merita di essere presa in considerazione ho voluto creare una rubrica che si propone di prendere in esame di volta in volta e soprattutto attraverso la gentile collaborazione degli stessi concittadini i soprannomi presenti nel nostro territorio io per prima ho provato una certa curiosità nel capire il motivo per cui la mia famiglia da tempo porta il suo caratteristico nomignolo e alla mia indagine si sono prestati altri due cari concittadini mimma lococo e paolo defina che si sono gentilmente offerti di raccontarmi l origine del rispettivo soprannome ecco la situazione i sabini è il nomignolo con cui viene identificata la mia di marilena matina pagina 8 famiglia essi costituiscono una delle più antiche razze della penisola italica comparsa intorno al secolo decimo-nono il nome sembra derivi da sebo figlio della principale divinità dei sabini provenendo dalle regioni più impervie dell appennino centrale e meridionale i sabini si stanziano intorno al sesto-quinto secolo lungo il basso tevere e con l andare del tempo vengono direttamente a contatto con la nuova città di roma fondendosi con i romani e diventando loro stessi cittadini romani ma soprattutto portando con sé l indole tenace il temperamento austero proprio delle popolazioni montanare a quanto pare la severità e l intransigenza dei miei avi hanno dato spunto alla nascita del soprannome sabini il soprannome che invece porta la famiglia di mimma lococo è quello di luppinari pare infatti che la mamma di suo nonno giuseppe lococo caterina carrà originaria di zammarò insieme ad altre due sorelle maria e grazia vendessero luppini da qui il nome d arte luppinari col passare degli anni ecco come può essere fuorviante un soprannome e che potrebbe portare a chi lo analizza superficialmente a trarre conclusioni sbagliate prendiamo il caso di paulu i paravati il nostro caro concittadino paolo defina la cui famiglia porta da generazioni questo soprannome sembrerebbe semplice trarre la conclusione che i suoi avi provenissero da quel piccolo centro poco distante da noi dove è nata e vive natuzza evolo invece così non è gli avi di paolo defina coltivavano delle terre nella valle di mesima l appezzamento di terreno confinante a sud col loro era coltivato da una famiglia di paravati per identificare gli avi d u zi paulu essendo il cognome defina molto comune gli stefanaconesi dell epoca li indicavano come quelli chi hannu a terra vicinu a chiji i paravati È molto interessante sapere anche che uno studioso tedesco di nome gerard rohlfs si è interessato allo studio e all analisi dei soprannomi presenti su tutto il territorio calabrese dando vita ad un vero e proprio dizionario nel quale ha riservato una sezione anche al nostro piccolo paese i soprannomi stefanaconesi indicati nel dizionario sono in tutto cinquantotto ne cito qui alcuni per poi presentare gli altri nei prossimi numeri del giornale crisara bajuccia sirtu cannizza ciaramida.

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pasqua 2009 opo più di 20 anni l altra sera nella cornice di villa elena si sono esibiti i pupi del maestro domenico formica l evento pubblicizzato a dovere ha richiamato tantissimi bambini ed allo stesso tempo tanti adulti che non volevano perdersi lo spettacolo il sig formica giunto in paese è stato salutato da applausi scroscianti sembra che per lui il tempo si sia fermato poiché è lo stesso di 20 anni fa quando girovagando per il paese faceva il suo spettacolo alle feste dell unità ha salutato cordialmente quanti lo conoscevano ed erano in tanti si è presentato ai giovanissimi scusandosi per non avere dimestichezza nel parlare direttamente alla gente riconoscendo che è più facile per lui farlo da dietro un tenda quella del suo teatrino ai bambini silenziosi affascinati e rapiti ha presentato uno alla volta i protagonisti del suo spettacolo e cioè i pupi veri protagonisti delle sue esibizioni li ha tirati fuori dalla cascia esibendoli come i protagonisti assoluti della scena in ordine pulcinella il protagonista per eccellenza poiché lo spettacolo si muove intorno al suo personaggio quindi la principessa che però sotto le sue belle sembianze nasconde un altra faccia quella terribile e brutta della morte il padrone con il suo bel vestito elegante il cane della serbia pronto ad azzannare tutti e per ultimi il servo ed il prete il sig formica si è scusato perché l età avanzata e qualche problema alle dita delle mani impedendogli di far muovere i pupi non gli hanno permesso l esibizione ha però deliziato i bambini e noi altri mettendosi la pipetta in bocca e parlando con la voce particolare e curiosa di pulcinella e muovendo i pupi lo zio micu aiutato dalla tecnologia moderna ha fatto proiettare un filmato che comprendeva per intero la sua esibizione anzi con un fuori programma ha fatto vedere le fasi di preparazione i segreti del suo spettacolo presentati alla folta platea attenta e vigile iniziano con il montaggio del palchetto si sistemano le casse si apre la cascia dei pupi si copre il tutto con il tendone e si parte con lo spettacolo l esibizione dura una mezzoretta e parla di pulcinella maschera napoletana noto per la sua arguzia e furbizia usata per sbarcare il lunario si esibisce in canti balli e recite avvicendandosi con tutti i personaggi presentati prima cercando di canzonarli e prenderli in giro tante risate accompagnano lo spettacolo grandi e piccini accomunati dalle risate che spontaneamente si odono nel d arrivaru i pupi sono arrivati i pupi da stefanaconi tra passato presente e futuro storie di ordinaria quotidianità pagina 9 silenzio assoluto la storia si conclude con il ballo di pulcinella e la bella principessa che cerca di circuire il malcapitato nel mezzo del ballo la principessa scopre il suo vero volto al posto del bel viso di madonna compare il volto della signora in nero che vuole a tutti i costi prendersi il povero pulcinella alla sua vista il furbastro incomincia a gridare cercando di sfuggire ma inutilmente questo a significare che dinanzi alla morte non c è scampo tutti prima o poi dovremo fare i conti con lei che non guarda in faccia niente e nessuno nemmeno le furbizie l arguzia di pulcinella possono niente lei è venuta a prenderselo e lo farà la storia si conclude tra battute esilaranti balli grida il malcapitato pulcinella deve piegarsi dinanzi alle leggi della natura e suo malgrado costretto a seguire la morte tutti a ridere e ad applaudire i pupi salutano da attori consumati il pubblico congedandosi ho voluto portare il mio bambino all esibizione dei pupi egli mi ha posto tante domande alle quali ho risposto con piacere vedendolo coinvolto ho notato la gioia e lo stupore sulle loro facce mentre quelli di una certa età seguendo l esibizione hanno rinvangato il loro passato tornando indietro nel tempo per pochi attimi come detto prima lo zio micu veniva spesso in paese e si esibiva perché chiamato per le feste dell unità altro pezzo di storia andata montando in piazza il suo teatrino e facendo in ogni angolo dei paese la sua bella esibizione arrivava di mattina presto in piazza sotto l albero montava il tutto e da li partiva il suo spettacolo ambulante i bambini a flotta lo seguivano nelle sue performance e lo accompagnavano in giro per il paese in ogni piazzetta in ogni vicolo faceva esibire i suoi pupi richiamando sempre tante gente e tanti curiosi nelle calde giornate estive sudando e sbuffando si trascinava dietro il suo teatro rinnovando in ogni via la magicità dell esibizione quanti ricordi quanta malinconia per quello che ha rappresentato quanti anni trascorsi ricchi di spensieratezza di giovinezza richiamati seppure per pochissimo tempo da pulcinella ed i suoi amici pupi siamo ritornati tutti bambini facendoci coinvolgere nelle storie sapientemente raccontate e recitate dallo zio micu grazie al suo amore per l arte portando di paese in paese oramai da più di 50 anni le storie e allegria delle gesta di pulcinella e soci storie di tutti i giorni condite da iro nia sale e pepe della vita che altrimenti sarebbe scialba e vuote storie che nella loro semplicità nascondono pagine di vita vissuta di difficoltà e problemi quotidiani affrontati a volte a muso duro ma che andrebbero vissuti con ironia con semplicità quella che ci insegna e ci consiglia pulcinella grazie allo zio micu con la speranza che la sua arte non vada dispersa che qualcuno raccogliendo il suo testimone sia capace di portare in giro con semplicità maestria e tanta passione la storia di pulcinella e degli amici pupi g b bartalotta domenico formica e i suoi pupi articolo sui pupi è tratto dalla lodevole iniziativa della pro loco motta san demetrio di stefanaconi e dal lavoro dei ragazzi del servizio civile dell anno 2007/2008 il libro da loro realizzato dal titolo stefanaconi tra passato presente e futuro storie di ordinaria quotidianità racconta spaziando in molti campi di tutto ciò che riguarda stefanaconi la sua storia le sue tradizioni e la vita di oggigiorno non per spirito di polemica ma per amore della verità volevo ricordare agli autori dell articolo che l idea di riportare i pupi a stefanaconi e l organizzazione della serata sotto tutti gli aspetti è stata dell associazione franza il portale di stefanaconi e stranamente sfuggito questo particolare non da poco all autore del piacevole articolo vista la pubblicità data all evento che ancora oggi può essere visto in filmato sul nostro portale www.instefanaconi.it dare a cesare quel che è di cesare non già per vanto quanto per amor della verità visto che quel libro consegnerà ai pòsteri una verità distorta la mia associazione continuerà sulla strada intrapresa nel recupero della memoria delle tradizioni e di ogni altra attività legata alla storia di stefanaconi coinvolgendo tramite internet quella preziosissima risorsa che sono gli emigrati ancora estremamente legati al loro natio loco g b bartalotta l

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stefanaconi friends rano passati mesi da quando aveva messo su casa in un anfratto della vecchia grondaia di quel vetusto palazzo signorile là nella piazza principale del paese ed il pettirosso si sentiva arrivato e felice col tempo si era costruito un bel nido non senza sacrifici andando avanti e indietro per parecchie giornate e portando nel becco e tra le zampette ora pagliuzze ora piume ora quant altro necessario alla bisogna alla fine era soddisfatto di quanto compiuto e pur non disdegnando veloci scorrerie nei dintorni e anche oltre in cerca del necessario sostentamento quotidiano trascorreva il suo tempo affacciato per così dire al davanzale scrutando e registrando tutto quello che accadeva sotto di lui lì nella piazza del paese gli umani di qualunque età si avvicendavano nelle loro apparizioni lì sulla strada ora passando veloci su strani attrezzi rombanti che lasciavano dietro una scia di fumo puzzolente ora a piedi con più o meno fretta spesse volte stazionando seduti sulle panchine sotto l albero grande della piazza aveva imparato col tempo le abitudini degli uomini e sapeva distinguere per istinto e per esperienza acquisita quando questi si riunivano e passavano a frotte in silenzio era segno che accompagnavano un loro simile che era morto quando sempre numerosi passavano nella piazza vocianti e allegri in quella occasione o festeggiavano qualche santo come lo chiamavano gli umani o celebravano qualche matrimonio o ricorrenza felice com era diverso quel mondo dal suo il pettirosso comprese molte cose nel suo mondo quando qualcuno moriva in modo naturale se non mangiato prima da qualche prepotente gattaccio veniva lasciato lì dov era in attesa che si disfacesse o che qualche rapace ne facesse boccone prelibato non c era festa o ricorrenza né baldoria né particolare mestizia tutto si svolgeva alla giornata e si campava alla buona di dio come sentì proferire una volta sulla piazza in un parlare tra due umani avanti negli anni loro i sui simili animali intendo non avevano particolari necessità se non quelle del mangiare e del procreare a dispetto degli uomini che di necessità ne avevano tante eccome e si affannavano a procurarsele con qualunque mezzo lecito e spesse volte illecito anche rubando e ammazzando nel suo mondo lui al massimo aveva rubato una sola volta e il pettirosso pagina 10 di francesco defina per la verità la moglie ad un suo simile ma era stato per pochi attimi e mica quello se l era presa tanto sul serio affatto a suo tempo quella aveva fatto un uovo forse due e da allora i pettirossini che erano nati erano stati accolti in famiglia come gli altri senza tante storie e geroglifici tra gli uomini la cosa era diversa tempo prima aveva sentito litigare due per uno sgarbo che uno addebitava all altro poi erano venuti alle mani era spuntato chissà come un coltello uno era caduto insanguinato e l altro era finito legato ai polsi tra due uomini vestiti alla stessa maniera con una riga rossa lungo i pantaloni chiamati d urgenza il primo ch era insanguinato se l era no portoti via degli uomini vestiti di bianco ch erano intanto sopraggiunti su un mezzo rombante con sirena com era strano il mondo degli uomini e com era affascinante ogni volta che analizzava quel mondo gli veniva una strana voglia di scendere giù sulla strada mischiarsi tra quegli esseri urlanti che erano più giovani e che bighellonavano parecchio là vicino al monumento fumando schiamazzando e spesse volte esprimendosi in maniera poco corretta che parlavano di calci a una palla o di voti a scuola ogni volta però che veniva assalito da questa strana voglia matta l istinto lo frenava qualcosa dentro gli diceva che se lo avesse fatto avrebbe passato dei guai e lui all istinto dava retta eccome se dava retta in parecchie occasioni aveva salvato la pellaccia avendo data retta all istinto e anche stavolta pur non sapendo o comprendendo quale genere di pericolo si nascondesse se si mischiava con gli uomini aveva deciso in cuor suo di starsene buono lì sulla grondaia ad osservare ed ascoltare almeno per il momento eh si perché ogni volta che in cuor suo si riprometteva di starsene buono e non scendere lì sulla piazza ogni volta dicevo che l istinto lo vincolava alla grondaia ed in fondo era contento ogni volta si ripeteva la stessa domanda per i funerali passi per le feste e le ricorrenze pure ma per quella occasione speciale che tra gli uomini ricorreva puntuale una volta l anno la voglia di scendere giù in strada era veramente tanta e non c era istinto che poteva tenere avrebbe tenuto avrebbe resistito veramente fino a quel momento aveva tenuto ma ora che era marzo e di domenica sarebbe successo lui avrebbe resistito a starsene buono o si sarebbe lanciato dalla grondaia per mischiarsi tra gli uomini nella sua vita l unica cosa degli uomini che non aveva ancora compreso era quella folla di gente che si riuniva in piazza quella domenica con le campane che suonavano a festa la banda musicale che girava per il paese la gente tutta ben vestita che si scambiava gli auguri e si baciava e poi quelle statue come li chiamavano che correvano su e giù per la piazza portati a spalla da baldi giovanotti lo aveva colpito in particolare una statua più delle altre due che faticava non poco questa correva come un matto avanti e indietro si fermava davanti un altra vestita di nero forse diceva qualcosa e poi tornava indietro l aveva contato andava su e giù per tre volte poi alla terza volta compariva un altra statua sempre correndo diversa dalla prima che finiva la sua corsa davanti alla terza col vestito nero che correndo incontro perdeva il nero e diventava di celeste in quell attimo succedeva il finimondo la gente applaudiva qualcuno e più di qualcuno piangeva altri si accalcavano attorno ai portatori per congratularsi con loro la banda intonava pezzi in un festoso scampanio della vicina chiesa e nel vociare di grandi e piccini mentre sulla prospiciente costiera qualcuno cominciava una serie di botti terrificanti con bagliori e fumo i suoi simili passeri merli colombi e gazze compresi fuggivano in ogni dove spaventati a morte lui no stava fermo dov era l esperienza gli aveva insegnato che in fondo tutto quel frastuono era solo fumo appunto e niente arrosto come imparò dal discorso di un altro umano in una circostanza delle tante l sulla via solo e semplice fumo pertanto innocuo era abituato per natura ad andare a nanna presto e svegliarsi il giorno dopo di buon

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pasqua 2009 mattino lo faceva sempre e lo fece anche quella fatidica domenica che tanto lo affascinava e lo spaventava insieme anzi a dire il vero proprio perché aspettava con ansia quel giorno e quel momento la notte di sabato non riuscì a chiudere occhio quando albeggiò cominciò a cantare allegro e felice in attesa che la piazza si riempisse si librò poi nell aria in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti pardon nel becco poi sazio tornò al nido e si mise in attesa scrutando il tutto in poco tempo la piazza assunse le caratteristiche di ogni anno la banda la gente le campane il frastuono il vociare e le statue tutto come ogni anno tutto come sempre più i minuti passavano più in lui cresceva la voglia di scendere tra quella folla e seguire quella statua che correva per vedere cosa andare a fare in fondo dietro la curva ed in particolare vedere il comportamento di quello che precedeva la statua correndo tra le due ali di folla con in mano un bastone rigido infiocchettato di rosso aveva imparato anche quello la gente lo definiva mazza e aveva il compito di tenere a bada gli astanti ai margini della strada la voglia era tanta si decise al secondo viaggio di quello che correva si sarebbe liberato delle sue titubanze e dalla grondaia sarebbe volato per seguire quello strano corteo sulla via calcolò il tempo e le distanze poi quando vide spuntare in fondo la mazza con la statua che correva dietro dispiegò le ali e si lasciò cadere nell aria fu una corsa rapida e repentina in un attimo arrivò nei pressi della mazza e della pagina 11 statua assaporando la gioia intima di quella compartecipazione tra gli uomini fu l ultima cosa che poté percepire da vivo perché poi non percepì più nulla la sua vita fu stroncata da un colpo di bastone di quello davanti che vedendosi arrivare un oggetto non definito assestò una botta così forte che il povero uccellino rimbalzando andò a finire morto sulla grondaia nel nido da dove era partito attimi prima nessuno si accorse di nulla forse nemmeno il mazziere autore del colpo solo un gatto tempo dopo finita la cerimonia ed il frastuono festeggiava la pasqua a modo suo lì sulla grondaia gli e-book di franza gli introvabili idea semplice consiste nell impaginare e rendere disponibili in formato digitale pubblicazioni difficilmente reperibili in commercio e riguardanti stefanaconi e il vibonese sono molti i libri che per vari motivi sono introvabili il loro contenuto è però un tesoro che deve essere reso disponibile a un pubblico più vasto in particolar modo a quello degli emigrati che si sentiranno così più vicini alla loro terra d origine ringraziamo gli autori per la disponibilità nel consentirci di diffondere gratuitamente il loro lavoro gli introvabili numeri già disponibili 1 le ali del vento e le rivoluzioni sognate di gaetano foto di domenic foti che ringraziamo luciano 2 ruderi della motta san demetrio in calabria di luigi toronto canada anni `80 l attore comico franco franchi morto nel 1992 insieme ai nostri compaesani domenic foti nicola gallè pitimada tra i due e dietro a sinistra stefano dinami prossimamente appunti su stefanaconi di anna arcella l franza il portale di stefanaconi 2008 1° concorso di slideshow stefanaconi dintorni 2009 2° concorso di slideshow ieri e oggi urante l estate scorsa la nostra associazione ha proposto il 1° concorso di slideshow sul tema stefanaconi dintorni le slideshow sono delle presentazioni con fotografie musica ed eventuale commento ci sono 1 ai piedi di una collina di sabrina staropoli 2 fontana barone di nicola arcella 3 il castello da stefanaconi di davide meddis 4 il ferro e l arte di domenico mercadante 5 itinerari dell arte di angela bruzzano 6 antiche abitazioni di annunziata fiorillo 7 le rughe di stefanaconi di maria ass bruzzano 8 luoghi sacri a stefanaconi di antonio dibetta 9 ninna nanne gli alunni della scuola primaria 10 porte e portali di via roma di g b bartalotta d state molte adesioni a questa prima edizione del concorso e sono state presentate al pubblico 19 filmati nella bella cornice di villa elena i lavori sono stati presentati ad un folto ed attento pubblico incuriosito dall iniziativa e piacevolmen11 primavera in canada di domenic foti 12 scorci di stefanaconi di franco delorenzo 13 sculture a stefanaconi di natascia messina 14 segnali stradali di giuseppe bartalotta 15 stefanaconesi col papa di ciccio chiarella 16 stefanaconi friends italian social club 17 stefanaconi del gruppo scout stefanaconi 1 18 vasche e fontane di lucia bartalotta 19 w gli anziani di anna e isabella bartalotta concorso finanziato da axa assicurazioni e investimenti di domenico cugliari te sorpreso dal risultato raggiunto dai partecipanti abbiamo potuto scoprire e riscoprire luoghi e prospettive insolite del nostro bel paesino soprattutto per la fantasia dei partecipanti che ci hanno messo sfruttando le tecnologie informatiche più avanzate il grande amore per la loro terra il successo avuto nella prima edizione ci apre tranquillamente la strada alla seconda edizione che sarà senz altro più interessante appena dopo le festività pasquali stabiliremo le modalità i tempi e il tema di questa seconda edizione se avete dei suggerimenti da darci sono ovviamente più che benvenuti in ogni caso sappiate che avendo franza la sede quest anno sarà molto più facile organizzarci e anche assistere gli autori che pur avendo l estro e la volontà di realizzare la loro opera non hanno la macchina fotografica o non conoscono i programmi per creare un artistica slideshow vi attendiamo nella sede di franza nel vecchio municipio per discutere della vostra idea del vostro progetto.

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stefanaconi friends on è vero ma ci credo questa affermazione scaramantica che potrebbe tranquillamente essere adottata come motto dai superstiziosi divenne il titolo di una celebre commedia scritta da peppino de filippo e da lui stesso interpretata insieme ai suoi non meno illustri fratelli eduardo e titina sempre peppino questa volta nei panni dello spassoso pappagone per proteggersi dal malocchio usava ripetere la frase aglio fravaglie fatture ca nun quaglie corna bicorna cape e alice e cape d aglio all alba del terzo millennio nell era del progresso e della tecnologia siamo ancora schiavi delle superstizioni la superstizione ha radici molto antiche già presente nelle culture greca e romana che distinguevano il malocchio dalla iettatura il malocchio il cui termine significa occhio che getta il male un tempo detto fascino è dovuto ad un complimento rivolto ad un altra persona espresso ad alta voce o anche solo pensato fatto in buona fede o per invidia e può causare mal di testa e sbadigli la iettatura è invece un influenza maligna determinata dalla presenza di persone che con il loro sguardo portano iella e che di conseguenza vengono evitate come la peste a difesa dai pericoli di questi influssi maligni si sono diffusi una lunga serie di riti scongiuri amuleti e formule magiche spesso grotteschi miscugli tra sacro e profano tra gli oggetti in grado di tenere lontano il malocchio troviamo i ferri di cavallo la treccia d aglio o di peperoncino il gobbetto u gobbettu chi pedi russi il cornetto le corna di bue o caprone la zampa di coniglio nastrini rossi santini pezzetti di sale o d incenso quando si costruisce una nuova casa si usa mettere in bella vista un paio di corna o un vecchio vaso da notte che raccoglierà l invidia della gente megghiu di cani muzzicati ca di mali vicini `mbidiati la persona adocchiata che avverte un malessere per rimediare può rivolgersi ad alcune persone in genere donne anziane del paese in grado di annientare il malocchio attraverso un rituale particolare in dialetto si usa il verbo cermari tramandato di generazione in generazione ed una formula secondo alcuni per imparare la formula bisogna dormire con la persona che può insegnarla secondo altri la formula è da imparare rigorosamente la notte di natale la pratica consiste nel fare segni di croce sulla fronte del malcapitato e nel recitare preghiere in genere tre gloria un pater noster e un credo accompagnate da una lunga serie di sbadigli che sono prova inconfutabile della presenza del malocchio si continua poi n superstizione e malocchio di luca d antino recitando una formula che varia da paese a paese una di queste è stata trascritta dall arciprete pasquale marcello nella sua monografia su s onofrio occhiu lupignu vattindi a lu mari e chjiu non tornari cornutu vattindi e chjiu no tornari incensu benedittu che di terra fusti fattu sii ccà e si llà torna a chistu la saluti chi avia madonna mia torna a chistu la saluti chi avia una delle formule in uso a stefanaconi è la seguente tre volte il segno di croce a ttia cu t adocchia lu cori `nci schjantu cu l occhji e cu la menti stu malocchiu nommu è nenti tre volte il segno di croce trasi occhjiu benedittu e nesci occhjiu smaledittu tre volte il segno di croce trasi occhjiu benedittu e nesci occhjiu smaledittu tre volte il segno di croce trasi occhjiu benedittu e nesci occhjiu smaledittu pagina 12 alla cerca del malocchio da cacciare a laureana di borrello si usa un altra variante nesci occhiu smalidittu pemmu trasi gesù cristu pe lu nomi di gesù nesci malocchiu e no tornari chjiù e pe la santa notti di natali amu squagghi comu l onda du mari durante il rituale in un piatto pieno d acqua che viene passato sulla testa dell adocchiato vengono fatte cadere alcune gocce d olio d oliva le gocce d olio possono rimanere integre oppure sciogliersi nel piatto questi comportamenti determinano la presenza del malocchio e l annullamento dello stesso a monterosso la formula anche se più lunga non è molto diversa dalle precedenti cull occhiu ti guardanu la saluti ti feriscinu occhiu lucignu vattindi lupignu all onda du mari ca mu peri e chjiu nommu cumpari passa a madonna e bona ti dassa passa u signuri cu la trumba sonandu e l angeli accurrendu vannu nta ll ortu mu chiantanu na troffa di finocchiu cu li mani la chiantavanu e cu li pedi la scorpisavanu ci tradenu la saluti di nome dell adocchiato vattindi all onda du mari ca mu peri e chjiu nom mu compari quandu gesù bambinu di roma venia li palmi e l olivi alli mani portava passau u papa e lu benediciu fora malocchiu di nome dell adocchiato nesci malocchiu e trasi bonocchiu nesci malocchiu e trasi bonocchiu tri furu ca t adocchiaru e la vita nci trascinaru cu l occhiu e cu la menti nesci malocchiu ca nun c è nenti vattindi all onda du mari ca mu peri e chjiu nommu compari una volta completato il rituale l acqua con l olio veniva gettata in strada dicendo acqua ti jettu menzu a la via nesci malocchiu di la casa mia visto che potenzialmente tutti possono essere veicolo anche involontario del malocchio per scongiurarlo le persone usano prevenire con una frase che lo annullerebbe ad esempio benedica cummari chi figghiu pulitu c aviti ferma l occhiu non è difficile trovare persone che per esperienza personale con convinzione e sicuramente buona fede possono testimoniare che questo rituale funziona veramente esistono quindi persone in grado di mettere il malocchio e altre che sono in grado di toglierlo oppure il potere della suggestione riesce ad ottenere effetti straordinariamente sorprendenti bisogna considerare che se davvero l invidia volontaria o involontaria delle persone potesse gettare il malocchio probabilmente nessuno potrebbe più uscire di casa altro che mal di testa dovremmo essere sdocchiati ogni cinque minuti cos è in fondo la superstizione se non la manifestazione della fragilità dell uomo di fronte a qualcosa di ignoto che dev essere a tutti i costi motivato in maniera apparentemente razionale sempre l arciprete marcello ci tramanda una formula che veniva recitata da alcune donne anziane per guarire dai dolori di pancia quandu u passeggeri caminandu jia u maritu l alloggiava e a mugghieri nun volia acqua rasa pagghia spasa u maritu bonu e a mugghieri marvasa sutta acqua subba turmenti in nomi di diu onnipotenti mu ti passa sta dogghia di ventri la superstizione col tempo è diventata parte integrante della cultura popolare alcune credenze sono molto pittoresche altre sfiorano il ridicolo eppure ancora oggi continuano ad esistere al passaggio di una processione religiosa o di un corteo funebre l ammalato viene messo a sedere nel letto per non farlo aggravare guai a rovesciare l olio o il sale o a girare il pane sottosopra sul tavolo al contrario rovesciare inavvertitamente del vino è di buon auspicio.

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pasqua 2009 pagina 13 sentire il pigolio notturno della civetta porta male non è il luogo in cui si posa la civetta ad essere oggetto del cattivo augurio ma la direzione in cui guarda a tavola non bisogna mai sedersi in tredici e non si devono incrociare le posate incrociare le mani durante i saluti è di cattivo augurio bisogna evitare di passare sotto le scale di sposarsi o partire di martedì e di venerdì se un gatto nero attraversa il nostro cammino conviene cambiar strada o aspettare che qualcun altro passi prima di noi rompere uno specchio porta 7 anni di sventura mai aprire un ombrello in casa appoggiare un cappello o delle grucce sul letto o ancora usare in tre lo stesso fiammifero se si scopa sui piedi di una persona nubile e celibe si rischia di non far trovare loro marito o moglie raccogliere un ago trovato a terra porta sfortuna almeno quanto uccidere un ragno quando cadono a terra le forbici prima di raccoglierle bisogna posarci sopra il piede per annullare il cattivo presagio sognare la caduta di un dente preandi anna bartalotta nuncia un lutto in casa non bisogna mai dormire con i piedi rivolti alla porta della stanza perché quella è la posizione in cui si mettono i morti mai regalare dei fazzoletti o oggetti appuntiti aghi spille senza ricevere in cambio anche solo una simbolica moneta i primi porterebbero lacrime i secondi rischiano di far troncare il rapporto di amicizia a sedersi all angolo del tavolo si rischia di non sposarsi per non essere punti dalle zanzare bisogna mangiare fichi secchi il primo giorno del mese di maggio chi brucia il giogo dei buoi avrà una lunga agonia un tempo infatti sotto il cuscino dei moribondi si usava mettere un pezzetto di giogo per non farli soffrire a lungo per allontanare il cattivo augurio si usava portare nelle tasche dei sacchettini con dentro terra proveniente da tre cimiteri attraverso la posizione della pancia della gestante alcune donne credono di saper presagire il sesso del nascituro un tempo si faceva scegliere alla gestante di sedersi su un cuscino piuttosto che un altro i due cuscini nascondevano degli oggetti non conosciuti dalla futura mamma e a seconda dell ignara scelta si sareb be stabilito il sesso del bambino la rottura delle stringhe delle scarpe annuncia cattive novità il giorno del matrimonio la sposa non deve mai incontrare lo sposo prima di giungere in chiesa per il rito inoltre per buon augurio deve indossare una cosa nuova una cosa vecchia una cosa usata una cosa prestata ed una cosa di color blu la lista potrebbe continuare ma gli esempi citati proiettati nel nostro quotidiano danno sicuramente l idea di quanto ancora oggi chi più e chi meno siamo condizionati dalla superstizione concludiamo simpaticamente questo piccolo viaggio nel mondo delle credenze popolari con un affermazione di eduardo de filippo che diceva essere superstiziosi è da ignoranti ma non esserlo porta male aviri a faccia i jettaturi avere la faccia del jettatore si usa definire con tale modo di dire chi secondo la superstizione è ritenuto capace di portare disgrazia con la sua presenza o di lanciare col suo sguardo malefici influssi si indica così anche una persona che si compiace di fosche previsioni derivato di voce iettare lat eiectare vale letteralmente gettatore di malocchio anche le donne alla chjamata di santi lcuni paesini della provincia di vibo nel periodo pasquale diventano protagonisti di importanti cerimonie con valenze non solo educative ma anche di trasmissione delle tradizioni un tipico evento del mio paesino stefanaconi sito ai piedi della collina su cui è posta la nostra provincia è la chiamata dei santi nel nostro dialetto a chjamata di santi un momento atteso da molti dai più anziani che ricordano i loro tempi passati e dai più giovani che con stupore guardano le belle e maestose statue che percorrono tutto il paese i protagonisti di questo evento sono san giovanni la madonna e gesù morto in dialetto u cataletteju le statue poste nella chiesa più piccola e più bella di stefanaconi chiamata a chiesiola prese in groppa da alcuni devoti i quali offrono una somma alla chiesa per avere questo onore vengono chiamate dal sacerdote che si trova invece nella chiesa madre del paese insieme ai fedeli vengono così trasportate solitamente da uomini ma quest anno c è stato un eccezionale evento la statua di san giovanni che da secoli veniva contesa dalla gioventù maschile di stefanaconi è stata invece portata da quattro ragazze tra le quali era presente la nostra compagna di istituto maria assunta bruzzano il fatto ha lasciato molti allibiti per la prima volta le donne sono diventate protagoniste di questo particolare momento così dopo che le statue vengono presentate alla comunità inizia la processione per tutto il paese per questo momento sacro i protagonisti principali sono gli uomini essendo le statue abbastanza pesanti bisogna essere forti ma queste ragazze non sono state da meno hanno trasportato per tutto il paese la statua senza mai lamentarsi con leggiadria ed eleganza stefanaconi facebook g b bartalotta a acebook non è telefonare non è chattare non è scriversi non è video-chiamarsi è tutt altra cosa ma come ogni strumento di comunicazione va usato va utilizzato e sfruttato l importante è non diventarne dipendenti come purtroppo è avvenuto con la televisione facebook è oramai una certezza un modo diverso di comunicare fatto per i giovani nei miei modi di fare e di comunicare mi sono sempre ritenuto vecchio eppure frequento facebook e mi trovo molto a mio agio imbattendomi in molti vecchi anche di 15 anni non sono gli anni dunque a frenare la frequenza di fb una delle peculiarità di fb è la possibilità di mettere in comunicazione intellettiva generazioni diverse superando l impedimento dovuto alle distanze alla differenza d età e alla mancanza di luoghi di ritrovo a stefanaconi vi descrivo con un fatto personale un altro aspetto positivo di fb da 43 anni avevo perso i contatti con una bambina di allora della mia età con cui ho frequentato il doposcuola dalla monacheja isabella calafati e la figlia di don calogero siciliano che molti ancora ricordano e che gestiva un piccolo negozio di fronte alla guardia medica dopo tanti anni michelina è riuscita grazie a fb a mettersi in contatto con me ma vediamo come siamo messi noi di stefanaconi con facebook ecco i gruppi creati da stefanaconesi che hanno un certo interesse il numero corrisponde agli iscritti al 2 aprile 2009 di cui molti sono studenti ed emigrati residenti in italia e all estero save paieradi di g b bartalotta e maria grazia marturano 21 stefanaconi friends di franza il portale di stefanaconi 107 noi quelli che ndi vidimu o pedi a cruci di pasquale staropoli 42 stefanaconi province of vibo valentia di dennis calafati 66 quelli di stefanaconi di flavio calafati 58 quelli dello stefanaconi 1 gruppo scout privato 17 stefanaconi c5 della nostra squadra di calcio a 5 95 chi beve non deve guidare di domenico arcella 80 f

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stefanaconi friends duomo di vibo valentia speciale comunitarium 2009 stefanaconi e vibo valentia di nicola franzè di pino isaia pagina 14 valentianum oh che belle parole h che belle parole quali slanci mediatici la solennità di un incontro religiosodiplomatico regala ai lettori belle parate da anni 80 scialbe e anacronistiche direi ci istruiscono e ammoniscono sul nostro dovere di cittadini e sul nostro essere comunità sulle problematiche attuali e passate che hanno contraddistinto la nostra storia ricordandoci come se già non lo sapessimo chi siamo e come viviamo bello il comunitarium nella sua idealità espressiva quale momento di riflessione di incontro di scambio culturale che dovrebbe vedere le nostre comunità impegnate e collaborative in un progetto di crescita comune all insegna dei valori religiosi del cristianesimo quest anno è toccato al nostro paese l onere di rappresentare i paesi della provincia vibonese in occasione del comunitarium 2009 e il nostro sindaco egregiamente direi si è fatto portavoce di un gravoso quanto annoso problema quello della costruenda tangenziale est lanciando un messaggio forte e preciso all indirizzo di chi responsabile potrebbe fare tanto per risolvere o per meglio dire arginare il problema al fine di salvaguardare l incolumità di noi tutti auguriamoci che il parole parole parole messaggio venga raccolto e che ci si arole parole parole vecchia canzone attivi in tempi utili altrimenti dovremo tutti noi dare ragione al giorinterpretata dalla grande mina insieme alnalista del quotidiano quando nella l indimenticabile alberto lupo testata dell articolo relativo al coparole parole parole quelle che ancora una munitarium 2009 in cui viene ri volta sono risuonate nelle orecchie dei partecipanti tratto il nostro primo cittadino nel al comunitarium 2009 manifestazione che si svoll atto di ricevere le chiavi del capo ge il 1° di marzo di ogni anno in occasione della luogo afferma vibo piu vici festa di san leoluca patrono di vibo valentia e che na a stefanaconi si vede coinvolti il comune capoluogo ed a rotazione sicuramente più vicina non in sen uno dei comuni della provincia vibonese dissertazioni filosofiche sul senso della vita so letterale metaforico com era nell intenzione del giornalista ma in esposizioni colte su come affrontare il quotidiano quello più materiale e tragico visto messaggi in politichese che non dicono nulla di che la costiera si sta sgretolando nuovo o di diverso dal solito ma in mezzo a rovinando ahimè inesorabilmente tanto blaterare improvvisamente qualcuno esce a valle fuori dal coro ed osa il sindaco di stefanaconi cari concittadini non esagero prof saverio franzè addossandosi le responsabilirischiamo l isolamento dal resto della tà che gli derivano dall essere il primo cittadino provincia con danni irreversibili per della nostra comunità fa le sue osservazioni diffila nostra comunità già provata da cilmente contestabili sullo stato di abbandono della una disgregazione sociale marcata strada provinciale vibo stefanaconi è sullo scemdall indifferenza alle problematiche pio compiuto ai danni della nostra collina attraverdel territorio dimostrata in passato dai so quella mostruosità che prende il nome di nostri governanti dalla mancanza di tangenziale est il comunitarium da questo momento assume un qualsivoglia forma di collaborazione attiva tra i cittadini e le istituzioni che carattere diverso le parole assumono una valenza che danno risalto ad un qualcosa di concreto una ci governano badate la gente comune osser minaccia reale sospesa sulla testa dei cittadini di va non è né ignorante né insensibile stefanaconi si frappone tra le belle e vuote disquiai problemi ma di anno in anno non sizioni e la realtà con tutta la sua drammaticità abbracci sorrisi scambi di doni forse non hanno ha altro potere che quello di demandare al governante che crede miglio più lo stesso significato il comunitarium 2009 consure il compito di dirigerla verso un ma il suo rito annuale affievolendo le sue luci facendo futuro più sereno e prospero sta alla intravedere nella penombra qualche crepa nel muro bontà e lealtà del governante della politica nulla in confronto alle voragini procurao rtunato scegliere poi le giuste strategie te al nostro territorio dalla stessa e delle quali nessuno comito è di successo si sente responsabile parole parole parole nato a stefanaconi da nicola e breve storia dell emigrazione italiana in australia il 16.11.1925 ed di mimma lococo è morto a vibo valentia il a presenza degli italiani in austra torità che passò alla storia con il nome di 13.06.1996 lia risale a tempi vecchissimi barricate d eureka fortunato detto si crede infatti che i primi italiani a metpoi furono le piantagioni di canna da natu `u chiova tere piede sul suolo australiano siano zucchero del queensland del nord ad ru era una persona molto modesta e stati due marinai giacomo matra e an attrarre un gran numero di italiani umile uomo semplice e laborioso era tonio ponto che si trovavano a bordo la più grande ondata di emigrazione sorretto da una incrollabile fede in dio della nave endeavour di capitano james verso l australia avvenne dopo la fine dedicò tutta la sua vita al lavoro parte cook nel suo viaggio di scoperta del 1770 della seconda guerra mondiale e raggiuncipando attivamente ad ogni attività nel 1788 con la prima flotta arrivò se la punta massima agli inizi degli anni religiosa di stefanaanche un galeotto siciliano giuseppe settanta da allora l emigrazione in auconi era fratello tuzo che scontata la sua pena si trasferì stralia subì un grande declino nella confraternita a sydney la corsa all oro del 1850 nel gli italiani fanno parte di uno dei più dell assunta era victoria e del 1890 nell australia occi grandi gruppi etnici presenti in australia e quasi sempre lui a dentale attrasse centinaia di italiani fra non vi è alcun dubbio che con la loro preportare la croce dugli italiani del victoria si trovava anche senza il loro lavoro e il loro grande sacrifirante le processioni raffaello carboni che assistette e docu cio hanno contribuito allo sviluppo culturaun brav uomo mentò la rivolta tra cercatori d oro e au le ed economico di questo paese opfl

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pasqua 2009 pagina 15 l iniziativa del comunitarium 2009 che ha visto il l° marzo scorso protagonista la comunità di stefanaconi non si è limitata a coinvolgere le rappresentanze istituzionali delle due comunità interessate ma ha registrato anche la partecipazione di alcune altre componenti sociali tra queste certamente il mondo della scuola si è ritagliato un posto di riguardo nella manifestazione attraverso la partecipazione al concorso scolastico indetto dalla stessa organizzazione del comunitarium così gli alunni della scuola secondaria di stefanaconi e quelli di due classi della primaria unitamente ai pari età di alcune scuole del capoluogo si sono cimentati su un argomento di stretta attualità connotato da significativi spunti di riflessione l elaborato proposto dalla segreteria del comunitarium infatti ha avuto come oggetto l elezione di barack obama vista attraverso la lente interpretativa delle sacre scritture questa la traccia sulla quale si sono misurati gli alunni «gli stati uniti con la recente elezione a presidente di barack obama un afroamericano hanno dato al mondo un segnale di superamento delle razze questo in sintonia con l annunzio evangelico secondo il quale tutte le persone agli occhi di dio sono uguali paolo grande missionario di cristo lo afferma ripetutamente ed in particolare nella sua lettera ai galati non c è giudeo né greco non c è schiavo né libero non c è più uomo né donna poiché tutti voi siete in gesù cristo gli elaborati hanno così potuto spaziare dai temi dell attualità politica mondiale a quelli dell insegnamento biblico esprimendo talvolta pensieri di notevole profondità e di inaspettata lucida percezione del mondo gli elaborati premiati per le scuole di stefanaconi sono stati in tutto sei tre riconoscimenti sono andati alla scuola primaria che ha partecipato con lavori di gruppo e tre alla scuola secondaria con elaborati individuali ii lavoro di gruppo giudicato migliore dalla commissione composta da insegnanti delle scuole di vibo è stato quello di un gruppo di alunni della classe v con il capogruppo francesco costantino che ha ritirato la coppa e i libri in palio per il primo posto al secondo posto un altro gruppo della classe v capitanato da elvira raniti mentre al terzo posto si è piazzato il lavoro del gruppo della classe iv capitanato da anna lopreiato altri premi sono andati agli alunni della scuola secondaria che hanno preso parte al concorso con elaborati personali il primo premio è andato a paola piperno della classe iii per il secondo posto è stato premiato l elaborato di rossella gli alunni della scuola primaria di stefanaconi suriano della classe i in terza posizione si è piazzata francesca matina classe iii anche per loro trofeo ricordo e libri in premio dalla direzione dell istituto comprensivo di sant onofrio stefanaconi fanno comunque sapere che «il concorso ha visto coinvolti tutti gli alunni della scuola secon daria e le iv e v classi della scuola primaria di stefanaconi sensibilizzati a vivere operosamente e fruttuosamente l iniziativa definita di grande valenza sociale ed educativa ii team dei docenti coadiuvati dalla dirigente elisa masè ha seguito gli alunni con professionalità ed attenzione la scuola è stato ribadito con tutte le sue valenze si deve aprire al territorio per agire con un azione incisiva e collaborativa» stefano mandarano neologismi australiani di mimma lococo ra i nostri emigrati in nazioni di lingua inglese è molto comune l uso di una serie di parole o espressioni che sono un incrocio tra inglese italiano e dialetto f italiano neologismo inglese frase in uso significato barattolo biglietto bidone bicicletta bistecca bolletta borsa tinu tichetta binu baika stecca billu beca tin ticket bin bike steak bill bag mu passi u tinu da pittura a ccattasti a tichetta du bassu u portasti fora u binu di rabbisci chi bella baica ti portau babbu natali a stecca era tennara arrivau u billu da luci a quali scioppu t accattasti a beca mi passi il barattolo con la pittura l hai comprato il biglietto dell autobus l hai portato fuori il bidone della spazzatura che bella bicicletta ti ha portato babbo natale la bistecca era tenera e arrivata la bolletta della luce a quale negozio hai comprato la borsa?

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