p. 1
il giornale di tutti gli stefanaconesi nel mondo the newspaper of all stefanaconesi around the world natale 2010 associazione culturale franza il portale di stefanaconi cultural association franza the portal of stefanaconi c on la fine del 2010 si sta chiudendo un libro che abbiamo riempito di emozioni nuove avventure e tanti momenti indimenticabili sta arrivando il momento di aprirne uno nuovo di 365 pagine vuote fa di ogni giorno il tuo capolavoro usa tutti i colori della vita sorridi sempre non arrenderti mai e soprattutto non pentirti mai di quello che fai perché quello che scrivi è la tua meravigliosa storia tanti auguri e che questo 2011 sia pieno di gioia serenità e dolci ricordi e che ti riservi tante indimenticabili sorprese by sabrina staropoli buono no buono dei ragazzi di franza no buono il poco rispetto per chi è diverso da noi no buono l amministrazione comunale che non ha slanci creativi ed è lontana dai giovani buono l imminente apertura della biblioteca comunale no buono il largo uso di un linguaggio volgare tra i ragazzi e soprattutto tra le ragazze no buono la mancanza di entusiasmo di curiosità e di voglia di imparare soprattutto nei ragazzi buono una sede più grande per franza visto i numerosi ragazzi no buono il maschilismo che regna in tante situazioni no buono l istituzione dell amministrazione dei ragazzi che poi non è coinvolta in stefanaconi piazza della vittoria dopo la nessuna attività nevicata del 4 gennaio 1993.
[close]
p. 2
stefanaconi friends perché il natale si festeggia il 25 dicembre pagina 2 ono trascorsi 25 anni dalla pubblicazione della prima monografia su stefanaconi ad opera del nostro erudito compaesano don g battista fortuna opera monumentale quella del prof fortuna che è da guida per tutti nelle ricerche su stefanaconi una citazione da lui fatta mi colpì e mi insegnò la vera strada che uno franza il portale di stefanaconi studioso deve seguire la verità amicus plato sed magis amica veritas mi è amico platone ma mi è più amica la verità È www.instefanaconi.it questa una locuzione latina brevissima ma che trasuda di grandissima saggezza ecco l intento dell articolo che segue la ricerca della indirizzo via ferdinando santacaterina 89843 stefanaconi vv italia verità la parola natale significa letteralmente nascita dalla nuova enciclopedia cattolica dell ordine francescano edita nel 1941 leggiamo per inspiegabile che sembri la data di vuci di mamma nascita di cristo non è nota i vangeli non ne indicano né il giorno di paolo procopio né l anno fu assegnata la data del solstizio d inverno perché in quel giorno in cui il sole comincia il suo ritorno nei cieli boreanu cotrareju ciangi li i pagani che adoravano mitra celebravano il dies natalis solis nto filu da nottata invicti giorno della nascita del sole invincibile la mamma nta li vrazza da internet l annaca e l accarizza a festività del dies natalis solis invicti giorno di nascita -figghju chi voi chi ciangi del sole invitto veniva celebrata nel momento dell anno in pecchì mi fai stu picchju cui la durata del giorno iniziava ad aumentare dopo il solstizio d into mamma è penijata verno la rinascita del sole il termine solstizio viene dal latino stanca di la fatiga solstitium che significa letteralmente sole fermo da sol sole puru to patri è stancu e sistere stare fermo infatti nell emisfero nord della terra tra il e tu l hai risbigghjatu 22 e il 24 dicembre il sole sembra fermarsi in cielo fenomeno tanveninci sonnu veni to più evidente quanto più ci si avvicina all equatore in termini e dormi hjatu meu astronomici in quel periodo il sole inverte il proprio moto nel senmo lu figghjolu meu so della declinazione cioè raggiunge il punto di massima distanla ninna faciza dal piano equatoriale il buio della notte raggiunge la massima lu cotrareju guarda la mamma estensione e la luce del giorno la minima si verificano cioè la notcapisci a volu lu so parrari te più lunga e il dì più corto dell anno subito dopo il solstizio la e s addormenta la ninna faci luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della comu `ncantu nta la nottata notte a ridursi fino al solstizio d estate in giugno quando avremo vuci di mamma cu na capisci il giorno più lungo dell anno e la notte più corta il giorno del soldi pocu misi lu cotrareju stizio cade generalmente il 21 ma per l inversione apparente del senti la mamma poi s addurmisci moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo il sole quindi nel solstizio d inverno giunge nella sua fase più debosommario le quanto a luce e calore pare precipitare nell oscurità ma poi riperché il natale si festeggia il 25 dicembre 2 segue a pag 3 vuci di mamma 2 torna vitale e invincibile sulle stesse tenebre il mondo è quel disastro che vedete non tanto per i guai combinati dai malfattori ma per l inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare a einstein s l natale 3 natus est vobis 4 ricordi 6 i carbonai di gerocarne 7 dormono sulla collina 8 il passero solitario e la sua avventura 9 il braille la scrittura dei non vedenti 10 napoli scafati e un giretto a pompei 11 save paieradi 12 ave maria 13 la festa di san nicola a north altona 14 u `ngrisi stefanacotu 14 e natale zippuli e curujicchji 15 canzuni di sdugnu 15 stefanaconi imbiancata 16 ai nostri lettori hiunque di voi ha una storia un ricordo da raccontare o una foto da condividere con gli altri può farlo utilizzando stefanaconi friends e-mail dell associazione franzastefanaconi@gmail.com e-mail della redazione stefanaconi friends anno iii n 4 natale 2010 c editore franza il portale di stefanaconi direttore responsabile giovanni battista bartalotta redazione impaginazione e realizzazione grafica g b bartalotta attilio bartalotta articoli anna e g b bartalotta sabrina staropoli pino isaia mimma lococo daniela suriano antonio tripodi sonia demurtas carmine varriale paolo procopio domenic e nazzareno foti e nick lo guarro stefanaconi@gmail.com n tel in via di attivazione skype franzastefanaconi msn franzastefanaconi@gmail.com
[close]
p. 3
natale 2010 l natale forse più ancora delle altre feste cristiane compresa la domenica è stato investito da un ondata di secolarizzazione che ha ridotto l evento centrale della storia dell umanità a un esasperato consumismo natale di chi molti neppure se lo chiedono il festeggiato che dovrebbe essere gesù bambino viene oscurato dalla figura bonacciona di babbo natale invece della grotta di betlemme dai negozi e invece della grazia della redenzione dai regali il fenomeno ci rattrista ma non ci sorprende il paganesimo è sempre nascosto in qualche angolo del cuore mentre il cristianesimo è una grazia che occorre continuamente conquistare e conservare il mondo celebri pure i suoi miti ma il cristiano non si lasci catturare e fondamentale che i credenti vivano il natale come un evento di fede e di grazia detto nel più semplice dei modi la festa del natale è il compleanno di gesù cristo il figlio di dio fatto uomo celebriamo con la massima segue da pag 2 i natale solennità questo evento perché la nostra fede ha come punto di riferimento la persona di gesù la nascita di gesù nella povertà e nella precarietà è sfida aperta a cercarlo nelle cose semplici e scritta nei vangeli maria lo depose in una mangiatoia perché non c era posto per loro nell albergo questa precisazione per loro ci fa capire che invece per quelli che potevano pagare il posto c era un famoso biblista ha scritto dopo venti secoli ogni anno il natale ritrova il mondo in preda all ingiustizia deserto di amore e di pace se tutti i cristiani facessero lo sforzo di rinnovarsi veramente dentro e fuori di sé di rinnovare la loro vita privata familiare e sociale la pace non sarebbe più una speranza ma una bellissima realtà ma il nostro modo di vivere è un continuo rifiuto non c è posto allora come adesso non c è posto per il dio che viene la strada che può salvare l uomo del di antonella la torre pagina 3 le tragiche e amare conseguenze del suo egoismo è una sola quella dell amore della solidarietà del rispetto reciproco riconosciamolo la stragrande maggioranza dei nostri mali proviene dall egoismo che ci porta ad assalire i più deboli ingordi di denaro e di potere preoccupati solo dei nostri interessi e sordi ai bisogni degli altri soprattutto noi cristiani dobbiamo ritornare a credere che l unico salvatore dell uomo è il bambinello di betlemme noi per primi dobbiamo rispondere all invito sempre attuale di giovanni paolo ii aprite la porta a cristo e lui l amore la vita la grazia non vi è salvezza in nessun altro nome se veramente vogliamo festeggiare il natale di gesù dobbiamo accettare il messaggio che porta un messaggio d amore di pace di perdono di carità di gioia non preoccupiamoci solo degli acquisti natalizi ma anche della nostra preparazione spirituale auguriamoci dunque un buon natale di gesù nei nostri cuori e nelle nostre famiglie e proprio il 25 dicembre sembra rinascere ha cioè un nuovo natale questa interpretazione astronomica può spiegare perché il 25 dicembre sia una data celebrativa presente in culture e paesi così distanti tra loro tutto parte da una osservazione attenta del comportamento dei pianeti e del sole e gli antichi per quanto possa apparire sorprendente conoscevano bene gli strumenti che permettevano loro di osservare e descrivere movimenti e comportamenti degli astri prima di diventare celebre come compleanno di gesù la data del 25 dicembre è stata giorno di festa universale per i popoli di culture e religioni molto distanti tra loro nel tempo e nello spazio le origini comuni di questi antichi culti vanno ricercate in ciò che è principio della vita sulla terra e che dal principio è stato oggetto di culto e di venerazione il sole per questo le popolazioni dell egitto e dell asia occidentale prima della grecia e dell antica roma poi rappresentavano sotto i nomi di osiride tammuz adone attis dioniso bacco mitra la deca denza e la rinascita della vita che essi personificavano come un dio che ogni anno moriva e poi di nuovo resuscitava il natale come giorno della nascita di gesù cristo nasce in tempi recenti intorno al iv secolo dopo cristo poiché i vangeli non facevano alcun riferimento ad un eventuale data di nascita la chiesa che originariamente non festeggiava la nascita di gesù decise di fissare una data da celebrare per arginare i culti pagani e possibilmente inglobarli nelle proprie celebrazioni nel corso degli anni furono commemorate le date più disparate il 6 gennaio il 25 marzo il 10 aprile il 29 maggio la chiesa d oriente si decise per il 6 gennaio che era presso i greci il giorno dell epifania apparizione di dionysos per la chiesa d occidente la data del 25 dicembre apparve ufficialmente nel corso del quarto secolo dopo cristo al fine di fare coincidere la nascita di gesù con le festività del solstizio d inverno e della nascita del sole celebrate da tempo immemorabile dai popoli europei nel 1100 il natale era diventata la festa religiosa più importante dell europa.
[close]
p. 4
stefanaconi friends l natus est vobis pagina 4 di antonio tripodi annunzio della nascita ai pastori di betlem in una gelida notte d inverno ebbe il suo compimento nel resurrexit non est hic pronunziato dall angelo all alba di un giorno di primavera per rassicurare le pie donne costernate per non aver visto il corpo del signore nel sepolcro la scena della nascita del salvatore venuto nel mondo nelle sembianze di un povero ed umile bambino continua ad affascinare i credenti di ogni luogo e di ogni lingua per divina disposizione la data della sua nascita rimane avvolta nel mistero l anno che da diciassette secoli è riportato in tutti i documenti e libri è inficiato da un errore di calcolo di quattro sei anni commesso nel iv secolo dal monaco scita dionigi il piccolo il giorno ed il mese furono stabiliti nel 354 dal pontefice liberio per contrapposizione alla festa della nascita del sole invitto che i pagani celebravano appunto il 25 dicembre la prima raffigurazione della nascita del signore risale al ii secolo dell era cristiana e si può vederla in un affresco nelle catacombe di priscilla sono raffigurati il bambino in braccio alla madonna ed un profeta che indica la stella e la stessa iconografia si vede nel iii secolo nelle catacombe dei santi pietro e marcellino martiri nelle catacombe di san sebastiano nel secolo iv il bambino è rappresentato tra il bue e l asinello che col calore del loro fiato mitigavano il rigore del freddo di quella notte invernale le figure dei genitori del bambino cominciarono a comparire dopo che il concilio di efeso nella sessione dell 11 ottobre 431 definì il dogma della divina maternità di maria la presenza di questa e di san giuseppe fu resa obbligatoria nel 787 dal concilio celebrato nel 787 la devozione del presepe si diffuse dopo la prima rappresentazione allestita nella notte di natale dell anno 1223 a greccio ri da san francesco d assisi non mancò una voce in contrasto con l universale accettazione della data del 25 dicembre secondo uno scrittore francese il natale avvenne nella primavera nello stesso periodo in cui si celebra la pasqua l unico dipinto che ambienta la scena in un ridente paesaggio fu affrescato dal pinturicchio nelle sale borgia in vaticano a settimana precedente il natale fino a tanti ani fa,nelle case si era affaccendati per preparare la devozione del presepio questo infatti era per l autore la vetrina della creatività ed anche della disponibilità economica il muschio si raccoglieva nei castagneti poco distanti dal paese ed il rifornimento della sabbia avveniva lungo la strada del ritorno nelle fiere o nei mercati annuali dei paesi viciniori o presso le botteghe degli artigiani del luogo ciascuno faceva la provvista delle statuine di terracotta esposte sulle bancarelle nella fiera dell immacolata a dasà che si svolgeva nei giorni dal 6 al 9 dicembre un indescrivibile colpo d occhio era offerto dai pastori disposti lungo il lato sinistro della discesa davanti alla chiesa parrocchiale l uso del sughero era molto diffuso perché sulle rocciose montagne si creavano le strade per i pastori avviati verso la capanna nel presepio popolare si riproducevano le scene pastorali che si potevano osservare quotidianamente nelle campagne calabresi sopra un ripiano si disponeva il gregge di pecore e di capre custodito da uno o più cani per i pastori c era il pagliaio e per gli animali lo steccato si rappresentavano contemporaneamente tre scene che dovevano essere diversificate nell arco della giornata il mangiaquajiata che seduto sopra un tronco d albero mangiava la ricotta che prendeva da una scodella tenuta sulle ginocchia eol cucchiaio di legno retto dalla mano destra mentre un pastore dormiva tranquilla l il presepio scarabattolo napoletano
[close]
p. 5
stefanaconi friends pagina 5 mente nella grotta un altro u smaravijiatu si riparava con la mano sulla fronte dal bagliore dell angelo reggente il cartiglio con la scritta annunzio vobis gaudium magnum nelle mani vicino un altro pastore era intento alla sorveglianza delle pecore e delle capre al pascolo stando con le mani sotto il mento appoggiate sul bastone non potevano mancare alcuni vistosi falsi storici il frate francescano con la bisaccia sopra la spalla il cacciatore col fucile nell atto di sparare ad un uccellino tranquillo sopra un albero od addirittura i carabinieri nel paesaggio gli anacronismi erano rappresentati dalla hiesa col campanile e dal turrito castello medioevale che anticipavano di sette secoli l erezione del primo e di un millennio la costituzione dei feudi quanto ai doni portati dai pastori le licenze erano anch esse abbastanza vistose i piccoli pesci potevano essere pescati in un lago non era razionalmente spiegabile la provenienza dei grossi tonni e neanche i giardini di angurie erano di facile impianto in quella regione della palestina nella capanna della natività che si conservava per essere impiegata negli anni successivi trovavano posto il bue e l asinello ed in mezzo ad essi sulla paglia si adagiava il bambinello se spazio scarseggiava san giuseppe e la madonna si ponevano all esterno esposti alle intemperie sopra si attaccava l angelo col cartiglio gloria in excelsis deo per completare la scena legati a fili di ferro si calavano dal soffitto cori di angeli musicanti successe una volta che un gruppo modellato di fresco è caduto durante il canto del te deum laudamus essendosi staccato dal gancio che lo tratteneva intorno alla metà del 700 in sicilia il pittore vito d anna palermo 1718 1769 dipinse a tempera su cartoncino alcune figure per il presepio le circa duecento salvate dalla dispersione sono conservate in una collezione privata di palermo dove nel corso dell ultimo decennio del 900 una parte è stata esposta in una mostra nell 800 erano molto diffusi i presepi a teatrino le figure erano stampate su cartoncino e dopo essere state ritagliate si incollavano a forma di libro su due supporti in modo che aprendosi si disponevano su due o più piani offrendo una visione tridimensionale della scena un esemplare di fattura francese della fine del detto secolo xix fa parte della raccolta del museo del presepe di brambile di dalmine se ne producevano ancora a metà degli anni 40 del 900 il presepista antonin celoud 1839 1918 di trbc moravia occidentale fu autore di un presepe con seicento figure di carta colorate a mano lungo cinque metri che si può ammirare nel museo cittadino si conoscono tre scarabattoli racchiudenti artistici presepi ottocenteschi di carta proveniente dalla svevia 1868 è quello del museo di mindelheim i due austriaci uno del 1800 circa e l altro di gabriel frey 1858 sono conservati nel museo popolare di basilea dove sono esposte anche cinquantatre figure presepiali dipinte a mano e laccate nel 1820 da un autore ignoto con le quali si compongono alcune scene del mistero natalizio si indica col nome di scarabattolo una vetrinetta parallelepipedo in miniatura con i vetri sui quattro lati nel cui interno si poneva un bambinello una natività del signore od altro santo i nostri antenati li tenevano in mostra su mensole appositamente fissate ai muri oppure sul comò o nella vetrina se ne salvati alcuni che i discendenti ancora gelosamente conservano notizie sulle costruzioni dei presepi nelle chiese si rinvengono spigolando nei superstiti documenti d archivio nel presepe serrese era e continua ad essere dominante la figura dell eterno padre collocata in un cerchio sul quale sono applicati angioletti e cherubini nel passato erano sagome di legno ma da quasi mezzo secolo le figure sono d argilla modellate dagli ultimi pastorari dilettanti per l anno 1773 il dott chirurgo pasquale farina fu esentato dal pagamento della retta annuale di 0,26 ducati per aver fatto il presepe nella chiesa della confraternita dell immacolata di dasà alla quale era iscritto nel registro di contabilità del convento dei minori osservanti di polistena nel mese di agosto 1775 si riscontra
[close]
p. 6
stefanaconi friends pagina 6 un pagamento di 2,40 ducati per caparra del prese natività con pastori pio in messe ed un altro di 1,90 ducati nel mese di in una stanza comunicante con la galleria del novembre dello stesso anno per li personaggi del palazzo del defunto magnifico pasquale stanganelli presepe di pizzo il 26 novembre 1803 fu inventariata una si rileva dal libro dei conti che nella seconda metà cassa con il presepe del 700 nella chiesa parrocchiale di zungri nelle nella casa del dottor cattedratico antonio cutuli feste natalizia si faceva il parato le spese per tra in tropea il 15 giugno 1816 fu inventariato un piccosporto delle carte potrebbe significare che si espo lo presepio la presenza di una libreria con libri nevano rappresentazioni di episodi legati al mistero di medicina di diversi autori antichi e moderni non della nascita del signore può lasciar dubbi che il defunto era un medico nei libri di contabilità della mensa vescovile di la presenza di una nicchia vecchia con dentro un mileto si leggono le bambino di cera valutata 4,00 lire spese per l acquisto dei nella casa di donna maria antonia filazzoli dell angelo suriani e di una campana di veper la notte del santo tro contenente la natività di gesù natale nella seconda cristo stimata 1,00 lira nella casa metà dell 800 della gentildonna raffaela fiaschè nelle carte entrambe in monteleone sono note archivio ed in preripettivamente dagli inventari redatti valenza negli inventari il 28 aprile 1864 ed il 22 giugno sia di istituzioni eccle1878 siastiche che post nell inventario della confraternita mortem di cittadini del rosario di nicotera ormai da più o meno abbienti tempo non frequensono registrate le pretata redatto il 28 senze di quadri raffigumaggio 1904 è anranti la natività di nonotato un presepio stro signore e di portatile di rilevante scarabattoli racchiugrandezza con pastoscarabattolo napoletano denti bambinelli o la ri lavoro romano ricordi di pino isaia entivo la necessità di ripescare dai meandri della mia mente quei ricordi che adesso appaiono sbiaditi dagli anni i momenti vissuti nei luoghi dell infanzia luoghi che mi hanno visto crescere circondato dagli amici luoghi di giochi di litigi e di riappacificazioni di risate e di pianti i luoghi del mio paese natio un paese in cui i rapporti umani erano molto più profondi di quanto non lo siano adesso un paese dove potevi frequentare indifferentemente piazza della vittoria piazza madonnina s maria ecc sicuro di trovare qualcuno con il quale confrontarsi dialetticamente un paese che pur avendo le sue varie anime non appariva spaccato in fazioni rancoroso e poco propenso al rispetto del prossimo il ricordo delle interminabili partite a calcio del circolo galassia della radio dei mini festival delle serate passate seduti sotto il tiglio a discutere di tutto e non venire a capo di niente con pochi soldi in tasca ma senza grandi pretese avevamo però delle certezze eravamo tutti lì eravamo insieme eravamo amici s
[close]
p. 7
natale 2010 l paese sorge la metamorfosi durava nelle serre vibonesi a monte circondato dal bo due settimane sino a che la carbonaia da turgida che sco morano e a valle da una corona di ulivi gran era alla partenza s appiattiva un poco era il segnale parte della forza lavoro di gerocarne era dedita alle il carbonaio doveva governare con l occhio attività boschive taglio degli alberi preparazione l orecchio l olfatto giorno e notte all odore e al codel legname per l artigianato legna da ardere e lore dei fumi ai crepitii al variare della forma,con carbonaie l acqua sempre a portata di mano bastava che per la legna da bruciare e il carbone erano molto ricer caso s aprisse un varco all ossigeno e la montagnola cati dai paesi circonvicini sin oltre monteleone oggi fumante presto s afflosciava ridotta a un cumulo di vibo valentia perché allora,nelle case si cucinava e cenere era veramente complicato il loro mestiere ci si riscaldava bruciando quei prodotti nel focolare degno d antichi sapienti trasmesso da padre a figlio o nei caratteristici bradopo la cottura al punto cieri di rame o di altro giusto si procedeva a materiale era lontano scarvunari ossia a togliel avvento del metano e re piano piano il carbone del petrolio il carbone dalla carbonaia con pazienè un prodotto antico za ed arte per non rovinare nato col il progredire il prodotto subito dopo dell uomo entravano in funzione le la lavorazione attrapersone che dovevano traverso le carbonaie è stasportare i sacchi pieni di ta lungamente attiva e carbone i mulattieri o remunerativa vaticali che con asini questa piccola indumuli e carretti lo portavano stria con una ciminiera per la vendita in tutto il molto singolare nella circondario una carbonaia di gerocarne struttura era fiorente questa fonte primaria nefino agli anni 60 danto lavoro a un buon numero di cessaria indispensabile per la società del passato,ha famiglie gerocarnesi il bosco morano era la fonte quasi ceduto il passo a tutte le altre fonti di energia primaria da dove proveniva la legna per la trasfor il carbonaio conosceva tutte le piante da tagliare per mazione in carbone da una ricerca su documenti di il suo carbone il valore della qualità e del buon progerocarne del 1915 risulta che il valore della legna dotto era nella qualità del legno ricavata dal bosco morano ammontasse a £ 100 dobbiamo dire che forse era una gran bella somma per quei tempi le gare di appalto dei boschi venivano espletate con l aggiudicazione delle candele accese il lavoro del carbonaio era duro e comportava tanti sacrifici dovevano dormire in baracche di legno per essere vicini alle loro carbonaie richiedenti una assistenza continua anche durante la notte la composizione della carbonaia era fatta tutta con pezzi di legno appoggiati dal basso verso l alto a forma conica disposta in modo tale che dovesse bruciare a fuoco lento e senza mai ardere tutto questo lavoro apparentemente semplice comportava una esperienza ed un arte veramente complessa doveva essere abbeverata con secchi d acqua e civata cioè imboccata con pezzetti di legno la combustione incompleta si da melissandra.it verificava solo in assenza d ossigeno la materia sopra la nuova dirigente dell istituto comprensivo doveva restarvi tutta era quella alla fine l unica di sant onofrio e stefanaconi alla sua sinistra loro ricchezza l insegnante e compaesana luisa franzè i i carbonai di gerocarne pagin di carmine varriale
[close]
p. 8
stefanaconi friends di maria teresa staropoli dormono sulla collina pagina 8 h epitaffio di george gray o osservato tante volte il marmo che mi hanno scolpito una nave con le vele ammainate in un porto in verità questa non è la mia destinazione ma la mia vita perché l amore mi fu offerto e io fuggii le sue lusinghe il dolore bussò alla mia porta ma io ebbi paura l ambizione mi chiamò e io temetti i rischi eppure bramavo sempre di dare un senso alla vita ora so che bisogna alzare le vele e farsi portare dai venti della sorte dovunque spingano la nave dare un senso alla propria vita può condurre a follia ma una vita senza senso è la tortura dell inquietudine e del vano desiderio è una nave che desidera il mare ardentemente ma ha paura edgar lee masters antologia di spoon river epigramma di george gray fa parte della raccolta intitolata antologia di spoon river scritta da e l master tra il 1914 e il 1915 e pubblicata dapprima sul mirror di st louis il poeta sulla scia dei poeti greci e di alcuni epigrammi del poeta latino marziale fa parlare i morti di un cimitero di un villaggio del middle west americano attraverso gli epitaffi i defunti stessi raccontano se stessi la propria vita i ricordi i rimpianti i rimorsi i desideri e i sogni dormono sulla collina gli abitanti del villaggio e finalmente liberi dalle catene delle convenzioni dalle finzioni della realtà senza l influenza del giudizio degli altri danno libero sfogo ai loro pensieri pur essendo morti conservano nel cuore i sentimenti della vita ciò che cambia è solo il coraggio di metterli in piazza si costruisce così una galleria di personaggi tutti con il loro piccolo o grande segreto portato fino alla tomba tutti a raccontare una vita di stenti e povertà segnata dalla rassegnazione o pronti a rivangare vecchi dissapori o finalmente a confessare i propri sporchi intenti in tutto si hanno 244 personaggi che formano 19 storie di gente attaccata alle piccole cose alle necessità pratiche che non riesce ad elevarsi dalla quotidianità dimostrando quanto l animo umano può essere superficiale e limitato la vita è la mano gigante che ci afferra e distrugge proprio quando dopo tante fatiche si è raggiunto il proprio scopo in italia l antologia fu tradotta da fernanda pivano e la prima edizione risale soltanto al 1943 l opera ha grande fortuna tanto che nel 1971 esce un album l di fabrizio de andrè che sceglie nove poesie creandone altrettante canzoni non al denaro né all amore né al cielo racconta otto storie che toccano i due grandi temi dell invidia e della scienza l invidia è il sentimento in cui più si rispecchia il tentativo dell uomo di misurarsi con gli altri di imitarli e superarli mentre la scienza è il prodotto di quel progresso che è nelle mani del potere crea invidia e non riesce a risolvere i problemi esistenziali il giudice era stato perseguitato dalle malelingue a causa della sua bassa statura per cui trasformando la sua invidia in sete di potere prepara gli esami al lume del rancore per vendicarsi degli altri il chimico si dedica così tanto alla scienza e all unione degli elementi che ha paura di amare il malato di cuore vince l invidia grazie all amore i buoni propositi del medico che vuole curare i poveri sono schiacciati dal sistema che lo obbliga ad essere disonesto e poi lo imprigiona l ottico vuole trasformare la realtà per mostrarne una più vera ed infine il suonatore jones l unico a cui de andrè lascia il nome rappresenta l alternativa alla vita vista come lotta per raggiungere i propri scopi È proprio in quest ultimo personaggio che il cantautore si rivede e la morale dell album è contentarsi di poco per vivere felici il violinista jones che nell album diventa un flautista ha fatto una scelta di libertà per lui la musica non è un mestiere egli non cerca di raggiungere il successo o i soldi non pensa né al denaro né all amore né al cielo ma fa quello che gli piace e per questo può morire senza rimpianti totalmente diversa la storia di george gray ma non meno ricca di poesia il nome gray in inglese è un altro modo per dire grigio ciò che è grigio è privo di colore di gioia di allegria è qualcosa che è spento noioso calmo senza novità senza sbalzi d umore senza dolore e senza amore sulla sua tomba hanno scolpito una nave con le vele ammainate giunta nel porto sicuro che è la morte ma il defunto spiega che in realtà tutta la sua vita potrebbe essere rappresentata da una nave che non è mai salpata amore dolore ambizione non fecero parte del suo mondo egli sempre ha sfuggito queste emozioni per paura non aveva il coraggio di affrontare la vita sfugge all amore per paura di essere tradito e soffrire sfugge all ambizione per paura di trovarsi davanti imprevisti e fallimenti sfugge così anche al dolore nonostante ciò aveva fame di significato di un senso per la sua vita nessun uomo può vivere senza
[close]
p. 9
natale 2010 pagina 9 un senso lasciarsi vivere senza essere perseguitato dall insoddisfazione dall inquietudine dalla noia bisogna alzare le vele bisogna partire bisogna agire guidati dai venti del destino cercare di dare un senso alla propria vita può portare dei rischi ma vivere senza un senso è vivere a metà torturati da vani desideri anelando a realizzare i propri progetti ma temendone i rischi si dovrebbe cercare di inseguire sempre i propri sogni di realizzarli di fare sempre qualcosa per cambiare ciò che non piace e non arrendersi mai non fermarsi mai e rialzarsi ogni volta che si cade accettare l amore accettare di affrontare il dolore correre dei rischi e sentirsi vivi la vita porta con sé sia gioia sia dolore la gioia ci arricchisce di emozioni nuove ci rende migliori più buoni il dolore ci fa crescere e non dimentichiamo che è proprio dal fascino di quest ultimo che nasce l arte nel 2006 l antologia di spoon river viene raccontata per immagini grazie al fotografo americano william willinghton che si reca nei veri luoghi in cui la raccolta è ambientata ne nasce l album spoon river il passero solitario e la sua avventura di anna bartalotta d in su la vetta della torre antica o forse sarebbe stato meglio iniziare giù nelle gole prive di vegetazione certo l effetto panico con la natura la fusione tra l elemento naturale e l aspetto umano non sarebbe stato lo stesso forse leopardi si è lasciato manovrare dalla sua stessa infelicità dipingendo il piccolo uccello come un essere divinamente solo e signore non ha bisogno di spassi non di compagni il volatile in realtà non è il triste protagonista cantato dal poeta si trattiene sulle pareti rocciose ama le piccole valli percorse da fiumi e fiancheggiate da dirupi molto erti ed è per questo che il passero onorandoci della sua presenza ha scelto come sua dimora anche la vallata del mesima e le dolciastre acque del joghà canta e quel canto si diffonde ovunque riempie e domina dall alto tutta la valle colorato con pennellate di malinconia il passero emer ge come un personaggio statico ma in realtà è un uccello allegro e vivace molto agile e svelto nella corsa quanto nel volo dal piumaggio azzurroardesia e con ali lunghe coda corta e quadrata domina il cielo come afferma il suo stesso nome sembrerebbe che il nostro piccolo protagonista preferisca trascorrere il proprio tempo in solitudine apparentemente amante del vivere in disparte in realtà così non è giorno 18 novembre il passerotto risalendo le pendici scoscese del fosso joghà è andato alla ricerca di compagnia incontrando la mia famiglia confuso dalla nuova esperienza l uccello entra in casa qualcosa va storto non riesce più ad uscire ma con un piccolo aiuto riesce a librarsi nell incontaminata volta della vallata stefanaconese inondando il tutto col suon della sua voce a silvia leopardi cosa stesse cantando questo a noi umani non è possibile saperlo ma armandoci di fantasia affermerei così tra questa immensità s annega il pensier mio e il naufragar m è dolce in questo mare l infinito leopardi
[close]
p. 10
stefanaconi pagina 10 l braille è un sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti messo a punto dal francese louis braille nella prima metà del xix secolo consiste in simboli formati da un massimo di sei punti impressi con un punteruolo su fogli di carta spessa o più raramente di plastica il punteruolo viene orientato da chi scrive entro caselle della grandezza di circa 3 × 2 millimetri inserite in un regolo in plastica o in metallo di lunghezza variabile che viene fatto scorrere su un telaio incardinato su una tavoletta scanalata dello stesso materiale su cui si blocca il foglio i caratteri di questo sistema segno-grafico possono anche essere riprodotti mediante una macchina detta dattilobraille questa macchina è formata principalmente da sei tasti per cui ogni tasto imprime un punto sulla carta più il tasto spaziatore per separare le varie parole con la dattilobraille il non vedente è in grado di sentire subito ciò che scrive mentre con la tavoletta braille il cieco scrive al contrario rispetto al reale posizionamento dei simboli il sistema braille è pure utilizzato in informatica infatti display tattili display braille che riproducono caratteri ad otto punti consentono ad un non venell immagine sotto sono riportati in braille gli auguri che il mio amico giovanni barberio presidente della sede di vibo valentia della uci indirizza agli stefanaconesi ricambiamo di vero cuore augurando a tutti i ciechi e agli ipovedenti che la ricerca e la scienza riesca sempre più a pro i dente di leggere i contenuti che appaiono sullo schermo di un calcolatore in questo caso si utilizzano due punti in più per indicare in una sola casella ad esempio il segno di maiuscola e la lettera in questione e il segue numero più il numero mentre normalmente occorrerebbe utilizzare due caselle per questo scopo da wikipedia gredire diminuendo sempre di più il disagio che la mancanza della vista crea loro g b bartalotta uci sezione provinciale di vibo valentia via s giovanni bosco 13 89900 vibo valentia tel e fax 0963.472047 e-mail uicvib@uiciechi.it auguri di buon natale e felice 2011 dall unione italiana ciechi e degli ipovedenti di vibo v alla comunità di stefanaconi e in particolare a franza il presidente giovanni barberio
[close]
p. 11
natale 2010 seguito della un giretto gita di settembre ad amalfi e positano noi ragazzi di franza abbiamo organizzato una gita per visitare la via dei presepi a napoli la visita al presepe con il più grande meccanismo d europa a scafati e non poteva mancare un giretto anche a pompei deciso all improvviso vedi napoli e poi muori a chi non viene da aggiungere da puzza non scandalizziamoci visto che giorni dopo a stefanaconi come nelle vicinanze è arrivata napoli via san gregorio armeno una gran folla e nulla di speciale ho trovato nei presepi mi aspettavo una mostra ed invece ho trovato un mercato tanto per fare economia scafati ne sono rimasta incantata il grandioso presepe rappresentava tutta la storia di gesù partendo dalla nascita arrivando alla crocifissione e poi alla resurrezione sembrava visitandolo quasi di star facendo una via crucis un paesino a napoli scafati e a pompei di sabrina staropoli pagina 11 vero e proprio sembrava che trasmetteva nei nostri cuori armonia e felicità nel guardare il pastore macellaio la parrucchiera i pastori che giocavano a briscola fino ad arrivare alla donna che faceva la pipì pompei chi mai si aspettava di trovare una città così calma e per niente caotica mi ha suscitato un emozione interna mi ha trasmesso serenità e voglia di vivere ci sarà un souvenir che ci riporterà solo certi momenti tra risate urla applausi canzoni specie maria i lucrezia cummari sabejuzza e la piccola martina scrugli qualcuno che si perdeva e qualcun altro che era sempre in ritardo qualcuno che non si sa se era anormale o cosa e ancora qualcuno che ci ha dato un tantino fastidio per tutte le ore di viaggio in autobus siamo riusciti comunque a lasciare una traccia indelebile su napoli gran bel gruppo grazieee.
[close]
p. 12
stefanaconi friends pagina 12 di fajettu ca coppula russa questa è la storia di un nostro paesano che vuole sapere toccare con mano perché a pajeradi è vietato l accesso e se per entrare serve il permesso a quella domanda qualcuno si sputti ma dai qua in paese lo sanno già tutti la terra ha ceduto l assesto è precario occorre un restauro assai straordinario quindi della chiesa dobbiamo stare senza perfino la madonna ha cambiato residenza dalla nicchia è scesa e non sa quando risale ospite suo malgrado della chiesa parrocchiale la gente devota si lagna scontenta se esce il discorso che fa si lamenta del prete del vescovo si fa un gran sparlare ma trovane uno a darsi da fare s i attendono i soldi per metterci mano però non arrivano guarda che strano così il tempo passa ed il danno peggiora bisogna far qualcosa e occorre farla ora così non si può stare lo dice la ragione la chiesa cade a pezzi serve una soluzione se siete convinti che questo vi sdegna tra voi che leggete qualcuno si impegna pesso succede che l abitudine si insinua silenziosamente nelle pieghe della nostra vita a volte non ce ne accorgiamo neanche non vorrei che a forza di vedere la chiesa di paieradi chiusa ed inagibile la gente si sia abituata ed abbia smesso di chiedersi perché il tempo passa e non succede nulla le lamentele ci sono quando si tratta di criticare siamo tutti bravi però ci siamo lamentati abbastanza adesso sarebbe opportuno andare oltre e fare qualcosa perché con le sole parole i muri della chiesa non si aggiusteranno di certo le autorità competenti hanno emesso il verdetto la terra cede per cui la chiesa deve rimanere chiusa fino a quando non si interverrà con dei restauri ma i restauri costano la regione ha promesso di stanziare dei soldi ma ad oggi non si sono ancora visti chi deve farsi carico di questo don salvatore e dove li prende i soldi non mi risulta che abbia vinto alla lotteria ed ha già dovuto tribolare e non poco a pagare le spese per i lavori della chiesa parrocchiale s giustamente non se la sente di partire con piccole cifre sperando di trovare il resto strada facendo per un lavoro appena sufficiente servono almeno 80.000 euro per una ristrutturazione seria almeno 200.000 euro ogni volta che in paese esce fuori il discorso ognuno dice la sua questo perché la nostra gente è da sempre attaccata alla chiesa di paieradi e alla madonna delle grazie e non solo noi anche gli abitanti di sant onofrio si sentono coinvolti specie quelli di stefanacheju e poi ci sono gli emigrati qualcuno di loro si è reso disponibile per dare degli aiuti economici qualche mese fa l argomento è approdato anche sul forum di franza alla discussione ha partecipato anche don salvatore ma sinceramente a parte lui il sottoscritto e battista bartalotta nessun altro è intervenuto a commentare alla fine si è convenuto che non possiamo continuare ad aspettare i soldi promessi che non arrivano siamo noi che dobbiamo fare qualcosa don salvatore per primo ha detto che avrebbe messo a disposizione un intero mese di stipendio il mio parere è stato quello di coinvolgere tutti abitanti emigrati santonofresi amministrazione comunale associazioni confraternite e negozianti se ognuno contribuisce per come può non dovrebbe essere poi tanto difficile a parte il contributo economico personale delle singole persone ho pensato che si poteva anche rinunciare ai festeggiamenti delle prossime feste e devolvere i soldi destinati a cantanti banda fuochi d artificio alla riparazione della chiesa battista ha avuto un idea che a parer mio è la migliore di tutte una onlus che nasce con l intento di riparare la chiesa e terminerà una volta ottenuto lo scopo il tutto con la massima trasparenza da questa proposta sono passati mesi ma nessuno ha dato risposta questa volta nemmeno don salvatore e quindi che si fa si continua ad aspettare o facciamo qualcosa in quella chiesa davanti alla madonna delle grazie molti di noi si sono battezzati e sposati quanti di noi si sono rivolti a quella madonna per chiedere una grazia adesso capita l occasione in cui siamo noi a poter fare qual-
[close]
p. 13
natale 2010 pagina 13 cosa per lei senza dover aspettare ed elemosinare i soldi che non arrivano il forum è sempre aperto se volete possiamo continuare a discuterne lì oppure le personalità che in paese contano sindaco parroco assessori priori presidenti delle associazioni ecc potrebbero organizzare un incontro per parlarne tutti insieme ma teniamo presente che in questa cosa c è un fattore ave maria di sonia demurtas dedicata alla chiesa di paieradi che continua a viaggiare contro e non è da sottovalutare il tempo non sappiamo quanto ne rimane ed aspettare ancora potrebbe significare vedere un crollo del muro della chiesa la madonna è al sicuro nella chiesa parrocchiale ma non è quello il suo posto riusciamo per una volta a lavorare insieme in un unica direzione per un bene comune mi maÑana per i nostri emigrati di lingua spagnola riportiamo la poesia tradotta in spagnolo dall autrice l a più dolce ave maria l ho cantata in una chiesa vuota su un altare profumato di mimosa evocava pensieri prometteva illusioni e ho cantato di me nel silenzio forgiando autunni in un cielo immenso aspettando velleità nello scorrere del tempo e pregavo di appassire come foglia che cade dal ramo per non sentire t amo dalla bocca di nessuno nessuno che non fosse lui che amo la più dolce poesia l ho scritta in mezzo al mare tra le sbarre di un dolore lacerante più del fuoco consumato a poco a poco sotto il sorgere del sole in un abisso e tremavo di malinconia usignoli e falchi portavano via la storia mia occorreva un grande amore per amarsi l abbiam fatto ora cosa resta alle mie ore in questo lento naufragare del mio cuore l a más dulce ave maria la he cantado en una iglesia vacía sobre un altar perfumado de mimosa evocaba pensamientos prometía ilusiones y he cantado de mí en el silencio forjando otoños en un cielo inmenso esperando veleidad en el correr del tiempo y rogué de marchitar como hoja que cae del ramo para no sentir te amo de la boca de ninguno ninguno que no fuese él a quien amo la más dulce poesía la he escrito en medio del mar entre las barras de un dolor lacerante más que el fuego consumado poco a poco bajo el surgir del sol en un abismo y temblé de melancolía ruiseñores y halcones llevaron fuera mi historia hizo falta una gran amor para amarse lo habíamos hecho ahora qué cosas le restan a mis horas en este lento naufragar de mi corazón ho conosciuto per caso sonia il dramma g razie a facebook compaesana acquisita e artista coglie stemperato dell anima che dannunzianamente demurtas nostra viene con visioni paesistiche un dibatpoeta scrittrice e pittrice dotata di una sensibilità elevatissima per primo fui spinto dalla curiosità di vederla tra gli amici di franza pur avendo un cognome sardo ma ancor di più furono le sue poesie i sentimenti che sprigionano da quei versi a spingermi a contattarla parlando di paieradi sonia dice amo quella chiesetta il volto della madonna che sta impresso sull altare mi ha dato conforto tutte le volte che mi sono inginocchiata in quella chiesa a pregare il professore cinquegrana alla presentazione dell ultimo libro di sonia così si è espresso leggendo la poesia su paieradi sopra riportata qui si tersi tra la voluttà sensuale e la volontà di infrangere la suggestione un modus agendi anche perché come ebbe a scrivere garcia lorca la poesia non cerca seguaci cerca amanti e sonia continua sulla poesia dedicata alla madonna della grazia di paieradi dicendo per me significa molto di più è uno stato d animo profondo che solo certe donne quelle con la d maiuscola possono comprendere solo chiedendosi il perché di certe sofferenze può svelarsi il senso di una poesia un grazie di cuore a sonia per la gentile collaborazione nella speranza che questa possa continuare giovanni battista bartalotta
[close]
p. 14
stefanaconi friends pagina 14 omenica 5 dicembre 2010 nella sede dell italian social club di altona north si è celebrata la festa in onore di san nicola come ogni anno la festa è stata un gran successo i festeggiamenti sono cominciati con la celebrazione della santa messa seguita dalla processione del santo per le vie del quartiere nel pomeriggio sono stati organizzati giochi per grandi e piccoli e venuto a trovarci anche babbo i festeggiamenti si sono conclusi in serata con i natale che ha portato doni per tutti i bambini fuochi d artificio davvero una bellissima giornata d di nick lo guarro e mimma lococo f u `ngrisi-stefanacotu di mimma lococo ra i nostri emigrati in nazioni di lingua inglese è molto comune l uso di una serie di parole o espressioni che sono un incrocio tra inglese italiano e dialetto io mi sono divertita con l aiuto dei miei figli a cercarle e per mezzo di questa piccola rubrica farvele conoscere poco alla volta italiano neologismo inglese frase in uso significato camion canguro ciambelle cinese contadino costruire multa traccu cancaruni donazzi ciainisi farmista abbildari buccari truck u traccu smesciau cu bassu kangaroo jimmu o zoo e vittimu nu cancaruni donuts chinese farmer to build to book ti piacinu i donazzi ca jamma mamma mia quanti scioppi cianisi faci u farmista m aiutaru m abbildamu a casa a polizia u buccau un camion si è scontrato con un autobus siamo andati allo zoo e abbiamo visto un canguro ti piacciono le ciambelle con la marmellata mamma mia quanti negozi cinesi ci sono fa l agricoltore il contadino mi hanno aiutato a costruire la casa la polizia lo ha multato.
[close]
p. 15
natale 2010 pagina 15 i dolci tipici di stefanaconi di daniela suriano tradizione nel paesino che nel È zio si preparanonostro dolci tipici tutteperiodo natalidue le tavole del mondo a natale abbondano di panettoni e torroni ma a stefanaconi non mancano i zippuli e i curujicchji questi dolciumi sono preparati con una ricetta tramandata di generazione in generazione i curujicchi sono pasta di pane con aggiunta di patate bollite dopo aver dato loro la caratteristica forma intrecciata vengono fritti nell olio bollente i zippuli sono fatte con lo stesso impasto ma con l aggiunta dell uva passa si prendono con un cucchiaino e anche loro vengono fritte nell olio bollente una volta erano i dolci dei poverelli saranno anche dolci dei poveri ma sono veramente buoni provate a farli facci di nu carduni amariusu chi sempi subba o stomacu mi vai vattindi nta nu cantu e statti chiusu sempi lordu sì e nettu mai feti comu l ogghiu di limusa feti la ruga e la casa chi stai s i na muntagna di rosi celesti cu mmia no cumbenia mu ti la guasti cu tutti fusti sincera e cu mmia no fusti ma a mmia sempri sinceru mi trovasti o facci di nu lupu sinza cuda ti vai vantandu ca nesci cca fora si nesci ti la pigghjiu la misura e ti fazzu la scimberga nova nova di spini ti la fazzu la sciamberga chjina di curtijiati la lavuru o facci di na buffa untata d ogghiu tu vai dicendu ca jeu moru pe ttia vattindi a mari e stricati a nu scogghiu fattilla na lavata di lissia e poi mi mandi a diri si ti vogghiu vogghiu na malapasca mu ti pigghia zingara nigra si fatta di terra fusti mpastata di crita e limarra adduvi pratichi tu nc è sempi guerra miji mali nci mbischi a cu ti parra bruttu lu survu e brutta la survara tu si cchiu brutta di la malanova va stricati a nu culu di coddara e pe sett anni non nesciri fora bruttu bruttazzu si fattu di terra nci mbischi milli morbi a cu ti parra o bruttu lignu stortu di ficara ci ndi mentisti difetti a la bandera donna dimmi chi hai dimmi chi boi cu stu parrari a botti chi mi fai vaju a parrari all atri e tu non boi vaju a parrari a ttia e tindi vai di mimma lococo australia nazzareno foti australia dominic foti canada fajettu e g b bartalotta.
[close]