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naturfoto magazine e gennaio 2011 n°22 non si vede ma si sente ovvero il porciglione ì un incontro inaspettato con lo zigolo di scatto le modalità p delle nevia s m una giornata memorabile naturfoto magazine e a 1
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naturfoto magazine non si vede ma si sente ovvero il porciglione a cura di federica cenci finalmente l inverno una stagione adatta al freddo alla neve al letargo per chi ci va alle serate davanti ad un bel caminetto acceso magari in una baita di montagna e all osservazione di un volatile particolarmente raro da scorgere il porciglione ebbene sì mentre per tanti altri animali è la primavera la stagione ideale per gli avvistamenti e la caccia fotografica questo clima rigido è il momento migliore per andare a scovare uno tra i volatili sicuramente più schivi ed elusivi questo piccolo uccello appartenente alla famiglia dei rallidi infatti possiede un indole molto riservata ed è una preda molto ambita da tutti i birdwatcher che dedicano alla sua 2 osservazione pazienti ore di appostamento celato nel folto della vegetazione palustre questo timido animale invia spesso segnali della propria presenza attraverso il suo caratteristico richiamo ma preferisce di gran lunga rimanere nascosto fra i canneti piuttosto che uscire allo scoperto e lasciarsi ammirare le condizioni climatiche di questa stagione invece lo spingono o forse vista la scarsità di cibo sarebbe meglio dire lo costringono a frequentare il margine del canneto e se le temperature scendono sotto lo zero e gli specchi d acqua si gelano a trascorrere il tempo appollaiato su qualche cespuglio o qualche giunco per
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naturfoto magazine la gioia di tutti gli amanti della natura che con un pizzico di fortuna possono finalmente avere il piacere di osservare questa vera e propria rarità delle aree umide di lunghezza non superiore ai ventisei centimetri il porciglione è un uccello di taglia medio-piccola e il suo peso si aggira intorno ai novanta centoventi grammi piccole dimensioni che lo agevolano nel condurre una vita appartata e gli consentono di rintanarsi in ogni anfratto mentre il corpo appiattito lungo i fianchi gli facilita il passaggio nei più fitti canneti fa contrasto alla sua indole così introversa una livrea davvero variopinta nella parte superiore del corpo il piumaggio è di un bel bruno olivastro per gli individui di entrambi i sessi non è presente nessun tipo di dimorfismo sessuale e anche le variazioni stagionali della colorazione sono quasi impercettibili con delle macchiettature nere grigio azzurro sul capo sul collo e sul petto i fianchi presentano delle striature alternate bianche e nere mentre la coda bruna stretta e arrotondata è caratterizzata da una macchia bianca nella parte inferiore alla prima avvisaglia di pericolo il porciglione la solleva dritta mostrandone la parte bianca questo segnale di pericolo lo accomuna a molte altre specie basti pensare alla gallinella d acqua che sfruttano lo stesso codice comunicativo per avvisare i propri simili e gli altri animali presenti di una minaccia incombente la nota caratteristica di questo particolare volatile rimane comunque il becco di un bel rosso corallo lungo e sottile leggermente ricurvo nella parte terminale che si accompagna degnamente alla pupilla anch essa di un rosso intenso e vivace le zampe infine sono giallastre e fornite di dita molto lunghe che garantiscono al nostro beniamino un solido appoggio sul suolo fangoso e nei 3 morbidi fondali delle zone palustri che sono il suo habitat di elezione il porciglione infatti ama frequentare stagni lenti corsi di fiume specchi d acqua dolce e salmastra dove gli è possibile trovare sia gli spazi più adatti alla riproduzione e alla cura dei nuovi nati che le fonti di nutrimento per una dieta che si presenta assai variata lombrichi insetti larve ragni vermi molluschi crostacei rane pesciolini micro-mammiferi e uccelli di piccola
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naturfoto magazine giunchi con la testa ben dritta questo volatile segue una serie di tragitti abituali quando è alla ricerca di cibo e questa peculiarità ne potrebbe facilitare l avvistamento a patto di avere la fortuna di individuare uno fra questi percorsi dietetici la sua abilità nel restare immobile e la sua agilità nello spostarsi fra la vegetazione il continuo passaggio fra le canne e il fogliame ruvido consuma letteralmente il piumaggio delle sue ali che tra agosto e settembre subiscono una muta completa ne fanno invece il compagno invisibile di ogni escursione nelle aree umide è infatti un uccello particolarmente rumoroso una peculiarità decisamente contraddittoria per un animale che ama trascorrere il tempo in un prudente isolamento i suoi caratteristici grugniti si accompagnano ad una ricca varietà di suoni e di squittii di cui questo volatile fa ricco sfoggio soprattutto nella stagione degli accoppiamenti quando la sua timidezza raggiunge livelli altissimi ma proporzionalmente cresce anche la sua voglia di farsi sentire ed è il sesso debole a fare la parte del leone in questo caso ad aprile infatti quando il periodo riproduttivo viene inaugurato sono le femmine che prendono l iniziativa e cominciano a corteggiare il proprio partner con il canto camminando intorno al maschio e strofinando il proprio becco a quello del compagno se il corteggiato gradisce le offerte amorose dell audace seduttrice a sua volta la accarezza con il becco sul collo e la coppia è ben presto formata i due novelli sposi si apprestano quindi a costruire un nido per la futura progenie con steli di canna e giunco dove ma è ovvio nel folto della vegetazione lì al riparo da sguardi indiscreti la femmina depone dalle cinque alle dieci uova che accudisce per circa tre settimane durante le quali viene nutrita dal maschio che le porta il cibo direttamente nel nido e che solo per brevi momenti si alterna a lei nella cova tra aprile ed i primi di settembre la femmina 4 taglia sono tutti i componenti di un menù dalle molteplici portate dove non si disdegnano neppure bacche semi erbe radici o piante acquatiche sondando il fango con l apposito becco pescando nell acqua bassa o camminando a grandi passi tra le canne ed i
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naturfoto magazine può deporre anche una seconda covata perché i pulcini di questo volatile sanno rendersi ben presto indipendenti a pochi giorni dalla schiusa già lasciano il nido e dopo solo due settimane smettono perfino di essere nutriti direttamente dai genitori che cessano di imbeccarli e continuano ad accudirli solo fino all ottava settimana di vita età in cui i nuovi nati sanno ormai essere perfettamente autosufficienti l unico elemento che continua a distinguerli ancora dagli individui adulti è il piumaggio che presenta una colorazione fulva al posto di quella grigio azzurra del capo del collo e del petto una divisa ben poco mimetica rispetto al piumaggio nerastro che madre natura gli ha fornito alla nascita ma a cui suppliscono in modo più che sufficiente le abitudini di vita ritirata che l istinto fin da subito suggerisce a questo animale che purtroppo è ancora oggi una vittima della caccia non rientrando tra le specie protette e rischia di diventare preda dell uomo tra settembre 5 e gennaio proprio nel periodo in cui le popolazioni che abitano le zone più settentrionali dell europa scendono nelle regioni a clima più temperato per svernare pur non essendo particolarmente dotato per il volo il porciglione con una apertura alare che supera abbondantemente i quaranta centimetri è in grado di mantenere comunque una buona velocità nonostante le zampe lasciate penzoloni e di seguire le rotte migratorie degli altri uccelli di passo che vengono ad incrementare l avifauna del nostro paese quando le temperature si fanno più rigide in italia questa specie è stanziale e nidificante anche se dato il comportamento elusivo degli individui resta molto difficile farne un censimento preciso e viene incrementata in inverno sarà forse per questo che è più facile avvistarli dalla popolazione proveniente d oltralpe solo in questi ultimi anni però con specifici
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naturfoto magazine provvedimenti destinati alla salvaguardia delle aree umide questa specie ha potuto prosperare in passato infatti la bonifica di molte aree umide aveva considerevolmente ridotto l habitat specifico di questo volatile che solo di recente ha potuto ritrovare la stabilità e la tutela necessarie grazie alla protezione accordata alle poche paludi superstiti del nostro territorio scrivi agli autori folaga@naturfoto.it foto © federica cenci e diego pelliccia contatta la redazione info@naturfoto.it vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi forma dei contenuti del presente documento senza il consenso scritto degli autori 6
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naturfoto magazine una giornata memorabile a cura di flavio nobile sono le ore 6:30 di un freddo mattino di fine dicembre metto gli ultimi oggetti nel bagagliaio prima di partire e controllo soprattutto che le macchine fotografiche siano complete dei loro fondamentali accessori sarebbe molto spiacevole accorgersi di essersi dimenticati una memoria e dover rinunciare allo scatto oppure accorgersi troppo tardi di aver lasciato sul comodino le batterie appena ricaricate mi pare ci sia tutto l occorrente in questi casi un secondo controllo è d obbligo mi attende una giornata in compagnia di alcuni amici fotografi con i quali ho appuntamento dalle parti del lago di scanno in abruzzo attendevo questo momento da diverso tempo poiché sapere di poter passare in sana compagnia una intera giornata all insegna dell amicizia 7 e del rispetto della natura è una situazione sempre più rara da realizzarsi ai giorni d oggi durante il tragitto che mi separa dalla meta ancora risentendo della rigida temperatura mattutina mi abbandono al pensiero dei luoghi di quell abruzzo brullo e selvaggio che riempiono i trasferimenti dalla mia abitazione al posto di lavoro atmosfere luci e paesaggi mi sembra già di vederli l unica cosa che mi impedisce di sognare ad occhi aperti è la necessaria attenzione che devo dedicare alla guida un appropriato sottofondo musicale di un cd che ho inserito nell autoradio fa da colonna sonora a questo turbinio di immagini che si affollano nella mia mente lascio roma ed i suoi frenetici ritmi alle mie spalle.presa l autostrada a24 dopo non molto una prima galleria mi separa da
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naturfoto magazine tutto questo mondo trasportandomi una volta attraversata in un contesto che conserva un aspetto rurale il paesaggio campestre è abbellito dalle recenti e copiose nevicate che nei giorni precedenti hanno ammantato il terreno di un bianco lucente a pochi chilometri dalla capitale tutto improvvisamente si trasforma gli arbusti e la vegetazione spontanea assumono un fascino particolare e spettacolare data la copiosa quantità di neve che li ricopre sembra di essere nel magico mondo del primo episodio delle cronache di narnia ciò rende ancor più suggestivi i chilometri che mi separano dall appuntamento che ho con i miei amici uno dopo l altro li sommo a buon ritmo mentre l asfalto risente del cambio di altitudine si presenta ormai come una lastra ghiacciata che mi invita alla prudenza arrivo seguendo il nastro argentato della carreggiata fino all uscita di pratola peligna ad attendermi ci sono fabrizio c e la sua fidanzata claudia scendo subito ad abbracciarli come faccio pure con il padre di lui che li ha accompagnati dopo i brevi ma sinceri saluti riprendiamo con la mia vettura il cammino verso scanno la gioia di rivedersi è sempre tanta e subito i nostri discorsi vertono sulla bellezza del mondo naturale e sui mille interrogativi che ci poniamo in merito a quanto riusciremo a concludere fotograficamente oggi le condizioni meteorologiche sono dalla nostra parte nonostante il freddo pungente la voglia di scattare immagini è tanta come pure quella di osservare che non deve mai mancare al vero naturalista l attento spirito di osservazione consente di riuscire ad essere più fortunati che con le macchine fotografiche perché permette di cogliere degli istanti troppo 8 brevi persino per il fotografo più attento la nostra memoria è la miglior pellicola perché riusciamo con essa a rivivere le sensazioni legate anche alla percezione del più breve spettacolo che la natura può regalarci ciò avverrà solo se saremo degli attenti e rispettosi testimoni oculari di quei frangenti in cui essa ci offre un emozione che non avremmo il tempo di catturare con altri mezzi procediamo altri chilometri vengono percorsi ed il paesaggio modula le sue forme che si fanno sempre più aspre gli antichi profili delle rocce calcaree si fanno più imponenti e convergenti costringendo la via ad attraversarne le gole la strada si snoda sinuosa assecondando le curve disegnate dall orografia del luogo si apre ora uno spaccato meraviglioso sul panorama del lago di san domenico le cui acque blu lo colmano raggiungendo il limite delle arcate di un ponte che lo attraversa esso dirige il forestiero od il devoto verso l eremo del santo che intorno all anno 1000 si rifugiò in una grotta parietale inserita in una straordinaria cornice naturale a 920 metri sul livello del mare un vero gioiello nonostante tutti e tre abbiamo percorso indipendentemente e chissà quante volte questo itinerario lo stupore si rinnova di fronte a tanta bellezza il cielo è abbastanza sereno anche se nel pomeriggio è previsto un peggioramento ma il nostro umore non può essere contagiato da questa notizia lo star bene in compagnia rende bella anche la giornata più uggiosa arriviamo nei pressi dello specchio d acqua del lago di scanno il bacino ben inserito nel contesto delle montagne circostanti riflette sulla sua superficie appena accarezzata dal vento le parti
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naturfoto magazine sommitali dei rilievi coperte dalla neve un panorama che ispira calma e serenità due preziose risorse per chi viene dalla città avendo due corpi macchina a disposizione ne cedo volentieri uno a claudia per il suo battesimo di fotografa naturalista fabrizio che aspira all acquisto di un obiettivo superiore nutre una sana invidia nei confronti della sua compagna tecnicamente meglio equipaggiata subito la segue nei suoi primi scatti che anche noi dedichiamo all avifauna presente ci sono le immancabili e litigiose folaghe i germani reali e gli svassi maggiori avvistiamo anche un cormorano anche le papere si mettono i mostra e formano un trio indissolubile sulla terra ferma approfitto del loro candido piumaggio per dare qualche suggerimento a fabrizio su come regolarsi per evitare che le loro immagini vengano sovraesposte curiamo insieme poi gli aspetti che riguardano l inquadratura e lo sfondo e ne esce un interessante scambio che arricchisce il nostro reciproco sapere sull argomento lungo le sponde del lago una notte non certo tiepida ha lasciato il segno oltre la neve che sotto la pressione dei nostri passi fa sentire la sua voce anche delle piccole gemme di ghiaccio adornano gli steli ormai secchi ed affioranti a mo di preziosi pendenti restituendo loro quasi una seconda giovinezza anche il canneto partecipa al contesto proponendosi nella sua eleganza gli amici fabrizio e claudia 9
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naturfoto magazine si ode solamente il rumore meccanico dovuto ai nostri scatti che quasi sembra stonare inserendosi tra i versi degli abitanti delle placide acque continuiamo la nostra esperienza fotografica in attesa dell arrivo di giuseppe c e di suo fratello davide il tempo di pensarli ed eccoli spuntare dalla vicina strada fabrizio mi ha parlato bene di loro e non posso che confermare le sue impressioni siamo tutti in sintonia giuseppe mi racconta dei suoi monitoraggi riguardo alla fauna aviaria presente indicandomi i luoghi delle sue recenti riprese in merito quanto mi riferisce non fa altro che accrescere lo stimolo a cercare nuove situazioni e un montanaro vero che conosce a menadito la zona essendo originario del posto decidiamo di spostarci alla ricerca di qualche esemplare di cervo che sicuramente si cela nei boschi più in alto i sopralluoghi non portano ad esiti positivi ma le tracce dei passaggi lasciati sulla soffice ed abbondante neve fanno ben sperare sono le ore centrali della giornata gli spostamenti della specie umana sono al di sopra della media in questo periodo di feste natalizie un fattore che non va certo a nostro vantaggio decidiamo così di andare a dare un occhiata alle aree faunistiche di civitella alfedena per incontrare le linci ed il lupo vedere questi animali in ambienti controllati per quanto vasti rattrista sempre un po ma bisogna tener presente che sono anche le uniche occasioni che il grande pubblico ha per poter apprezzare la bellezza ed il comportamento di queste creature un prezzo che sotto il profilo didattico e divulgativo è necessario pagare anche se il cuore dice di volerne fare a meno rimane comunque l entusiasmo dei presenti per aver avuto questa che vogliamo per una volta intendere come una occasione finita la visita e le riflessioni che ne sono seguite passata una mezzora giuseppe e suo fratello davide devono salutarci per via di un pranzo al quale sono attesi dai parenti e solo un arrivederci ci incon10
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naturfoto magazine treremo nuovamente nel tardo pomeriggio per fare il bilancio della giornata fotografica il tempo peggiora come da previsione il celo si fa plumbeo con tutti i problemi che l attenuazione della luce provoca al fine della realizzazione di buone immagini non ci perdiamo d animo e spostandoci di zona iniziamo a scrutare ogni minimo dettaglio delle radure innevate e dei pendii circostanti alla ricerca del minimo indizio della presenza di fauna selvatica la coltre nevosa in questi casi costituisce un vantaggio perché mette allo scoperto gli animali che si spostano calpestandola il tempo sembra essersi fermato come spesso accade in queste situazioni dove il surreale sposa il reale i rovi imbiancati come pure gli intricati rami degli alberi fanno assumere al paesaggio un aspetto fiabesco facendoci vivere un sogno in questa magnifica realtà come in una bella favola aspettiamo fiduciosi la comparsa dei suoi personaggi l attesa è ricca di tensione ciò rende ancor più avvincente la sfida già una sfida che ci viene concesso di vincere secondo i tempi ed i modi dettati dalla natura mi rivolgo ai miei due amici a tal riguardo dicendo loro che le certe situazioni capitano e le meritano quelle persone che hanno la giusta sensibilità per apprezzarle la pazienza è spesso l obolo richiesto e noi tutti siamo disposti a versarlo una bella scena capita durante la nostra perlustrazione alcuni cavalli di montagna che guadano il fiumiciattolo del fondovalle sovrastati dalla vegetazione impreziosita dalla neve una scena bucolica dal sapore antico che sembra rievocare un mondo apparentemente lontano in cui i ritmi 11
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naturfoto magazine erano scanditi dal mutare delle stagioni ci dedichiamo a ritrarre questi animali domestici poco più avanti sul candido manto notiamo una sagoma che prudente e diffidente si aggira curiosando la seguiamo a distanza per stabilirne l identità si tratta di una magnifica volpe dalla folta coda non è vicinissima ma è inevitabile portarne a casa un ricordo per immagini scattiamo emozionati anche se le luci ci penalizzano ma che importa l estetica in questi casi viene dopo altri fattori molto più importanti già il solo poter assistere a questo spettacolo gratuito ci riempie di gioia vediamo procedere il canide con una andatura moderata intervallata da delle pause durante le quali utilizza il suo fine udito per localizzare le sue prede sotto i cristalli del manto nevoso deve essere proprio duro l inverno per gli animali in queste condizioni la lotta per la sopravvivenza diventa ancor più dura il futuro si scrive istante per istante strappando aliti di vita ogni qual volta si riesce a procacciarsi qualcosa da mettere sotto i denti.la maggior parte di noi umani così illusi da sensazioni di egoistica onnipotenza oggi non sarebbe capace di sopravvivere nemmeno una notte in questi luoghi durante la stagione avversa.un minuto essere come la volpe ci insegna con le sue silenziose fatiche quanto abbiamo bisogno di essere più umili a distogliermi da queste considerazioni è una sagoma che compare lontana tra la vegetazione riparia quasi scherzando mi rivolgo a fabrizio e claudia esclamando con fare ironico ragazzi c è un lupo escludendo per scetticismo la possibilità di poter vedere in natura ed 12
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naturfoto magazine il nostro primo avvistamento di lupo appenninico canis lupus italicus in pieno giorno un così schivo animale do un ulteriore occhiata confortato dalla conferma di fabrizio capisco che il mio è tutt altro che uno scherzo abbiamo avvistato il lupo appenninico un animale leggendario nel mio immaginario non avendone mai visto uno in libertà prima d ora naturalemente l emozione di tutti è palpabile ed indescrivibile allo stesso tempo un brivido mi percorre l intero corpo certamente non è dovuto alla temperatura che si aggira intorno ai due gradi sopra zero sono le quindici e trentotto minuti credo che non me lo dimenticherò mai.rimaniamo per un momento sconcertati da ciò che abbiamo avuto la fortuna di avvistare allo stesso tempo siamo consapevoli che sono istanti preziosi ci prepariamo frettolosamente ad immortalare la scena abbellita dalla cornice di rami all interno della quale casualmente si è venuto a trovare l esemplare in questione un immagine catturata più col cuore che con gli obiettivi lo splendido lupo si guarda intorno con il tipico atteggiamento fiero dei predatori dopo pochi istanti si manifesta un comportamento inatteso l animale si rotola nella neve quasi in modo giocoso probabilmente per asciugare la pelliccia come ho visto fare nei documentari ce lo godiamo osservandolo dal mirino delle nostre macchine fotografiche che cercano di rubare istanti indescrivibili siamo quasi ai limiti di distanza e luce per ottenere un discreto risultato non si può certo pretendere di più ne siamo felicemente consapevoli possiamo avvalerci di questo privilegio per una ventina di minuti dovendoci accontentare di fare osservazioni difficoltose dovute agli ostacoli che si interpongono tra noi e il nostro mitico soggetto ancora non ci crediamo ci piacerebbe non essere svegliati se fosse un dono di morfeo così come è comparso il silenzioso lupo svanisce nel sottobosco risalendo i pendii della montagna ci regala quella sensazione di selvaggio che ogni naturalista brama poter provare sulla sua pelle la luce sta calando considerevolmente come fosse un sipario al termine di una rappresentazione teatrale torniamo sui 13
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naturfoto magazine nostri passi meditando sulla eccezionalità di questo incontro a voler rubrare la scena al predatore per eccellenza delle montagne appenniniche è proprio una sua preda un magnifico imponente elegante maschio di cervo che domina la scena dall alto di una parete rocciosa il suo palco è meraviglioso rimaniamo basiti cerco di approfittare di questo incredible momento per portarne a casa e a voi lettori la testimnonìanza dopo alcuni scatti anche il cervo si dilegua con esso le ultime luci utili torniamo a scanno dove davide e giuseppe ci attendono li raggiungiamo e gli narriamo la giornata alla quale in un primo momento i due stentano a credere pensando che l incontro con il lupo fosse uno scherzo le immagini hanno evaso ogni dubbio per tutta risposta giuseppe ci mostra un filmato di un altro lupo da lui ripreso dalle parti di casa sua una presenza definita dallo stesso autore abituale ma che per me rimane eccezionale continuando a commentare le reciproche esperienze ci rechiamo presso un forno a consumare dei tranci di pizza e a festeggiare i nostri successi fotografici e la fortuna che li ha resi possibili per tutto ciò che è accaduto rimarrà una giornata memorabile scrivi all autore nobile@naturfoto.it foto © flavio nobile 14
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naturfoto magazine i ferri del mestiere e le modalità di scatto p a s m a cura di diego pelliccia le attuali reflex molte bridge e alcune delle più evolute compatte oltre alla modalità automatica di scatto offrono all utente quattro ulteriori modalità che danno al fotografo una certa libertà di controllo sul metodo di cattura dell immagine la modalità automatica attraverso un algoritmo calcola l esposizione della scena ripresa ed imposta i migliori valori per quello scatto in realtà la modalità automatica in certi casi oltre ai valori per lo scatto regola e gestisce altre funzioni come per esempio la messa a fuoco il bilanciamento del bianco la compensazione dell esposizione la misurazione spot la sensibilità iso e altre funzioni tutto questo aiuta molto quei fotografi che sono alle prime armi consentendogli di produrre buone foto con il minimo ma efficace sforzo per sfruttare a pieno le capacità di una reflex però è necessario o meglio consigliabile apprendere il funzionamento delle altre quattro modalità che permettono a chi scatta di personalizzare in modo anche artistico le proprie foto queste modalità vengono indicate comunemente con le seguenti lettere p modalità program programma a modalità aperture priority priorità apertura av per canon s modalità shutter priority priorità tempi tv per canon m modalità manual manuale per meglio comprendere come funzionano queste modalità di scatto dobbiamo fare un piccolo passo indietro rispolverando il concetto di esposizione che in alcuni dei numeri precedenti del nostro magazine abbiamo già trattato quand è che una fotografia è perfettamente esposta cerchiamo di rispondere prima a questa domanda e sicuramente dopo sarà più facile comprendere come agiscono le modalità di scatto le moderne macchine fotografiche hanno internamente un esposimetro che misura la quantità della luce riflessa dal soggetto che stiamo per fotografare e fornisce un valore di esposizione ev grazie al quale la fotocamera imposta la coppia tempo/diaframma per lo scatto tale coppia è legata da una proporzionalità inversa tale che se uno dei due valori aumenta l altro diminuisce in modo tale da restituire sempre lo stesso valore ev in tutto questo se vogliamo essere più precisi entra in gioco anche la sensibilità iso che aumenta la percettibilità del sensore nei confronti della luce che lo colpisce e che quindi interferisce nel calcolo dei valori della coppia tempo/diaframma maggiore sarà il valore iso più saremo in grado di fotografare in situazioni di scarsa illuminazione alla base di tutto questo discorso appare evidente che per esporre una fotografia abbiamo a disposizione due elementi principali la velocità 15
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