MAGAZINE SG.IT SPECIALE ELEZIONI 1-2 APRILE

 

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giornale di facoltà federico II Napoli

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Speciale Elezioni www.studentigiurisprudenza.it #laTUAvoce LEGGI IL NOSTRO PROGRAMMA ELETTORALE MARZO 2014 Cineforum di diritto penale, partecipazione a convegni, esercitazioni, sono alcune delle attività che ci sono state proposte durante il corso di diritto penale dello scorso semestre. Attività diverse dalle consuete lezioni frontali, che potremmo definire di “didattica alternativa”. SEGUE A PAG 19 L’IMPORTANZA DELLA DIDATTICA ALTERNATIVA: PARLIAMONE COL PROF. SERGIO MOCCIA 1 - 2 APRILE 2014 SPECIALE ELEZIONI SEGUE dA PAG. 2 (a cura di f. Cannone) L’Adisu (Azienda per il Diritto allo Studio Universitario) è l’ente regionale che si occupa di erogare borse di studio per studenti uni- 13,6 MILIONI DI EURO SOTTRATTI AGLI STUDENTI? versitari, di fornire alloggi per i fuorisede, servizio mensa, contributi Erasmus e servizi di orientamento. Sulla carta. SEGUE A PAG 12

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MARZO 2014 GUIDA ALLE ELEZIONI STUDENTESCHE Martedì e mercoledì 1 e 2 aprile si voterà per eleggere i rappresentanti degli studenti (per il biennio 2014-2016) in seno a fondamentali organi del nostro ateneo: Senato Accademico, Consiglio di Amministrazione, Consigli di Dipartimento, Consiglio degli Studenti di Ateneo. Le votazioni si svolgeranno dalle 9 alle 18 del 1 aprile e dalle 9 alle 14 del 2 aprile. ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE: ACCENDIAMO I RIFLETTORI! Le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche si terranno ad inizio aprile. Chi è del primo anno (ma non solo) probabilmente avrà idee molto vaghe sugli organi dell’Università, sulle loro funzioni e attribuzioni e sulla loro composizione. Elezioni studentesche significa che tutti gli studenti sono chiamati ad esprimere una sola preferenza verso una lista di candidati. Le associazioni studentesche sono una 2 realtà importante del mondo universitario, un territorio di confronto e di condivisione che potrebbe tuttavia apparire riservato ai più intraprendenti e socievoli. Bandita ogni timidezza, cerchiamo di familiarizzare con la dimensione associativa: abbiamo chiesto aiuto a Francesco Cannone, di StudentiGiurisprudenza.it. Innanzitutto, cosa significa per te far parte di un’associazione studentesca? << Per me vuol dire fare parte di un gruppo che condivide degli scopi, dei metodi, e che s’impegna con il pensiero e con l’azione per raggiungerli: da soli è difficile ottenere qualcosa, c’è bisogno di unirsi. E, sotto un altro aspetto, credo che il sentire e camminare insieme sia fonte di felicità per l’uomo >>. Secondo te qual è il merito delle associazioni studentesche, ciò che le rende fondamentali nella vita di ateneo? << Non credo che tutte le associazioni studentesche abbiano dei meriti; #LATUAVOCE

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#LATUAVOCE dipende dai loro scopi reali (che non sempre coincidono con quelli dichiarati, ndr). Nel nostro ateneo, ad esempio, prevale un cattivo modello di associazionismo studentesco: chi si candida spesso mira a un titolo da apporre sul biglietto da visita. Per questo credo che le associazioni studentesche fondamentali nella vita di un ateneo siano solo quelle che, da un lato, consentono una effettiva partecipazione degli studenti stessi ai processi decisionali e che, dall’altro, arricchiscono la vita universitaria con iniziative di vario genere: culturali, di orientamento, di informazione >>. Cosa credi che ostacoli la formazione di una vera e sana rappresentanza studentesca? << L’assenza di un’opinione pubblica studentesca. “Rappresentanza” è qualcosa che presuppone una relazione attiva e condivisa tra eletti ed elettori, non possono essere soltanto i voti necessari a mettere in collegamento i primi ai secondi >>. Come e perché entrare a far parte di un’associazione? << “Come” è facile: basta contattare i ragazzi già membri dell’associazione cui si è interessati. Quanto al “per- ché”, credo sia importante offrire un proprio contributo per migliorare l’associazione con cui si condividono scopi e metodi. Perciò non bisogna esitare a entrare a far parte di un gruppo, ma non bisogna neanche illudersi: non troverete mai neanche un gruppo la cui linea coincida al 100% con la vostra, ciononostante occorre impegno, senza mai scoraggiarsi >>. Conoscere, interessarsi e magari contribuire in prima persona sono ottimi modi per smettere di essere semplici numeri di matricola: perché non mettersi in gioco? MARTINA VERDE GUARDACI SU YOUTUBE 3 www.StudentiGiurisprudenza.it

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MARZO 2014 L GLI ORGANI DA RINNOVARE: LE FUNZIONI #LATUAVOCE a riforma Gelmini dell’università ha causato molti rilevanti cambiamenti. Sicuramente avrete notato quello più evidente: la scomparsa delle Facoltà. Nel vecchio modello la Facoltà era la struttura responsabile del coordinamento didattico mentre i Dipartimenti erano strutture essenzialmente dedite alla ricerca. La riforma ha riunito didattica e ricerca all’interno dei Dipartimenti, che diventano così le nuove strutture portanti di ogni ateneo, pure restando per gli studenti gli stessi punti di riferimento: strutture, aule, docenti. Il Senato accademico, invece, – si legge nello Statuto post-riforma della Federico II – è l’organo che esercita la funzione di alta vigilanza sulla ricerca, la didattica e i servizi agli studenti; promuove e coordina la complessiva programmazione strategica a garanzia della politica culturale dell’Ateneo. E’ l’organo di governo più importante dopo il Rettore e dopo il Consiglio di Amministrazione, organo di indirizzo strategico e di programmazione finanziaria dell’Università. Il Consiglio degli Studenti, poi, risulta essere un organo semplicemente consultivo, cioè che si limita ad esprimire pareri su alcune materie di paricolare interesse degli studenti. La sua importanza sta, piuttosto, nel continuare ad essere sede privilegiata di confronto tra i rappresentanti di tutte le più importanti associazioni studentesche dell’ateneo. Infine, ci sono le Scuole, importanti strutture di coordinamento, costituite da più Dipartimenti che vi aderiscono sulla base di criteri di affinità culturale, didattica, scientifica e disciplinare (ciascun Dipartimento può fare parte di una sola Scuola) e dotate di autonomia organizzativa, gestionale e di spesa, oltre che regolamentare nelle materie di propria competenza; dispongono di spazi, strutture e personale tecnico-amministrativo occorrenti al proprio funzionamento. I rappresentanti degli studenti nei Consigli di Scuola verranno eletti in maniera indiretta tra i rappresentanti nei Consigli di Dipartimento. 4

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FRANCESCO CANNONE Candidato al consiglio di dipartimento Lista StudentiGiurisprudenza.it #LATUAVOCE I CANDIDATI: NOI E GLI ALTRI Partiamo dal nostro Dipartimento di nelle dinamiche della rappresentanza studentesca non devono entrarci. Noi Giurisprudenza. Come lista n° 1 ci siamo noi: non condividiamo il metodo di tutte “StudentiGiurisprudenza.it”. 1 e 2 quelle associazioni studentesche che aprile NON ti chiediamo un FAVORE, si lasciano influenzare (se non determa ti chiediamo di premiare l’impe- minare) da soggetti esterni (partiti, gno, le battaglie e le conquiste. Ti sindacati o movimenti ecclesiastici) e chiediamo FIDUCIA per un PROGET- dalle loro logiche. Ti chiediamo di voTO ASSOCIATIVO solido che -non é tarci per permetterci di continuare a un caso- continua il suo percorso a perseguire meglio i nostri 3 principali nove anni dalla nascita. Ti chiediamo OBIETTIVI: contribuire alla costrufiducia per potere essere #laTUAvoce zione di un’università migliore (+ inancora una volta. A differenza di al- clusiva + personalizzata + moderna + tri gruppi che si ricordano di farsi vivi meritocratica), difendere i tuoi diritti soltanto sotto elezioni, NOI CI SIAMO di studente, tutelare i tuoi interessi di SEMPRE, ci siamo sempre stati e con- studente di giurisprudenza. E’ in quetinueremo ad esserci. E continuere- sto senso che dal 2006 (anno di fonmo ad essere ciò che siamo sempre dazione della nostra associazione), stati: un’associazione INDIPENDENTE grazie soprattutto alla nostra predi studenti di giurisprudenza che fan- senza negli organi del nostro ateneo no politica universitaria (oltre ad at- e ad un modo positivo di intendere tività culturali ed editoriali). Indipen- la rappresentanza studentesca (cioé dente perché noi vogliamo difendere non come una parola vuota, riempita i diritti e gli interessi della nostra ca- solo dei voti che ogni certo periodo tegoria, non di altre categorie, che di tempo mettono in collegamento www.StudentiGiurisprudenza.it 5

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MARZO 2014 l’elettore all’eletto, ma come una relazione attiva e condivisa), ci siamo impegnati con costanza vincendo numerose battaglie. Oggi sarà proprio la tua fiducia a garantirci la forza di continuare così, per rendere migliore la nostra università e difendere i nostri diritti e interessi (e in futuro vogliamo incidere ancora di più, sviluppando un ragionamento di rappresentanza OLTRE la nostra facoltà e oltre il nostro ateneo). Nelle pagine che seguono puoi leggere nel dettaglio il nostro programma, ulteriori approfondimenti sono sul nostro sito www.studentigiurisprudenza.it . Con il n°2, l’associazione “Giovani Menti”, presente da 5 anni: se siete in cerca di divisioni in matricole, chiedete a loro e trovererete. Nelle liste n°3 e 4, invece, è racchiusa quella che, prima di questa tornata elettorale, insieme a noi di SG.it e insieme a GM, era una delle tre principali anime politiche della nostra Facoltà, incarnata dai ragazzi che fino a qualche giorno fa ruotavano tutti intorno al gruppo universitario (prima del Pdl e ora di Forza Italia) “Studenti per le libertà”, guidato dal giovane e berlusconianissimo Armando Cesaro, figlio di Luigi, ex presidente della Provincia di Napoli. Con il n°3, “L’aria che tira”, la nuova associazione recentissimamente fondata dai cosentiniani Tommaso Pellegrino e Giuseppe Fontana, e che vuole porsi come nuovo gruppo universitario di riferimento per gli 6 studenti di tutto il centrodestra, in aperta polemica con Spl e l’altra metà del partito campano. Con il numero 4, “Noi di giurisprudenza”. Dal n°5 al n°7, nuovi gruppi che si propongono per la prima volta a rappresentare gli studenti della nostra Facoltà. Con il n°5, “Aesef”, acronimo di “Associazione Europea Student & Friends”, nata ad agosto 2012 e in fase di sviluppo; principalmente produce divertimento e occasioni di mondanità, ma non solo. Con il n°6, la “Run” (Rete universitaria nazionale), il gruppo universitario dei giovani del PD. Con il n°7, “Link”, associazione nazionale indipendente di studenti di sinistra, nata nel 2009 in seguito a una scissione dall’Udu (Unione degli universitari, associazione di centrosinistra vicina alla CGIL e che si propone come sindacato studentesco). Proseguiamo con il Consiglio degli Studenti. Con la lista n° 1 ci siamo ancora noi: “StudentiGiurisprudenza.it - uniti per l’ateneo”. Il nostro candidato è Gianluca Flammia ed è lui che vi invitiamo a votare. Con il n°2, tutti insieme appassionatamente, “Confederazione #LATUAVOCE

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VINCENZO DE LISO Candidato al consiglio di dipartimento Lista StudentiGiurisprudenza.it #LATUAVOCE ALESSANDRO DI MARTINO (a destra) Candidato al consiglio di dipartimento Lista StudentiGiurisprudenza.it Al Senato accademico è competizione a tre: “Confederazione degli Studenti – L’aria che tira” contro “Viviunina” (lista composta e sostenuta anche da Run e Udu) e contro “Link”. Al Consiglio d’Amministrazione, “Confederazione degli Studenti”, nella cui lista è candidato anche Tommaso Pellegrino, co-fondatore de “L’aria che tira”, sfida “Viviunina Udu - Run”. FRANCESCO CANNONE 7 degli Studenti - L’ aria che tira - Asu - UNINA - Giovani Menti”. Con il n°3, “Run”. Con il n°4, “Viviunina - Udu”. Con il numero 5, “Link”. Unina è una realtà indipendente di Economia, così come Asu e Viviunina lo sono di Scienze Politiche, ma a differenza delle prime due quest’ultima non collabora ma è schierata contro Confederazione degli Studenti, che è un’associazione indipendente che fa da struttura di collegamento tra tante associazioni indipendenti del Sud Italia, soprattutto nella Federico II, sua roccaforte, dove è il gruppo più forte di tutti gli altri in termini elettorali. www.StudentiGiurisprudenza.it

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MARZO 2014 CONSIGLIO DEGLI STUDENTI DI ATENEO SCHEDA GIALLA BARRA LA LISTA 1 STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT-UNITI PER L’ATENEO SCRIVI #LATUAVOCE 8 #LATUAVOCE GIANLUCA FLAMMIA

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#LATUAVOCE CONSIGLIO DI DIPARTIMENTO BARRA LA LISTA 1 STUDENTIGIURISPRUDENZA.IT SCEGLI TRA Cannone, de Liso, Martucci, di Martino, Mosca, Nocerino, Romano, Massa, Adinolfi, Costa, Vasaturo, Oropallo www.StudentiGiurisprudenza.it 9 i nostri candidati SCHEDA BIANCA

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MARZO 2014 LA CULTURA DELLA CORRUZIONE IN ITALIA: INTERVISTA CON LA PROF. GIULIANA DI FIORE ne. I dati sono preoccupanti: il peso economico della corruzione costerebbe all’economia Europea circa 120 miliardi di euro l’anno e solo l’Italia contribuirebbe per metà della cifra (60 miliardi di euro l’anno). Quali sono secondo lei le cause prime della Corruzione in Italia? Certamente il fenomeno della corruzione deriva da un insieme di concause che trovano un momento unificante nel fatto che nel nostro paese non c’è responsabilità. Si parla tanto di merito, ma esso ha un’altra faccia della medaglia che è la responsabilità! Chi agisce nel bene deve acquisirne il merito, ma chi opera nel male deve risponderne. Rispetto alla corruzione, la responsabilità di tipo penale ha perso peso per una serie di problematiche individuabili nella lentezza della giustizia, nel problema delle carceri e a una serie di leggi che sono state fatte in un ventennio che ha svilito il nostro paese rispetto a tale problema. Non c’è risposta penale e non c’è risposta politica: mentre in passato i corrotti venivano emarginati, oggi vengono rieletti ed assurgono ad incarichi Oggi commettere azioni illecite, aggirando il sistema è divenuta la prassi. Se il condannato per corruzione continua a ricoprire incarichi prestigiosi è ovvio che si determini irresponsabilità e spirito emulativo. “Perché non farlo?” è probabilmente l’interrogativo che si pongono in tanti. Un correttivo potrebbe ricercarsi in una sostanziale semplificazione amministrativa; è lì che si annida il malcostume! StudentiGiurisprudenza.it ne parla con la professoressa Giuliana Di Fiore, docente di Diritto amministrativo. La commissione europea ha presentato lo scorso 3 febbraio una relazione in merito alla lotta alla corruzio10 #LATUAVOCE

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prestigiosi. Non c’è responsabilità sociale e la corruzione non è più considerata un disvalore. Vi è inoltre un problema culturale. La corruzione non è più quella di un tempo, quella della “bustarella”, oggi la corruzione è un fenomeno complesso e non è più socialmente, culturalmente ed eticamente censurata; è diventata la prassi! Qualche segnale lo abbiamo avuto, basti pensare alla legge anticorruzione che ha avuto un iter parlamentare molto difficile, che dà il segno della difficoltà della svolta. Ma adesso i segnali non bastano più. Da un indagine dell’espresso risulta che attualmente in Italia ci sarebbero 11 detenuti per corruzione. Come si spiega lei questo fenomeno? Il problema è, come abbiamo detto, etico-culturale inoltre la corruzione è difficile da scoprire. Quando in Italia si è voluto risolvere un fenomeno come quello del terrorismo si è fatto. “Forse la volontà di risolvere il fenomeno risiede negli stessi luoghi dove risiede il fenomeno…” Secondo lei, le tanto discusse riforme istituzionali che ruolo potrebbero giocare in merito alla corruzione? Non credo che siano le riforme istituzionali che possano avere un ruolo sulla corruzione. Per far fronte alla corruzione ci vogliono leggi serie, chiarezza del diritto, semplificazioni dei procedimenti e un grande cambiamento etico-culturale. Bisogna cominciare dalla società, dai partiti, dai sindacati per poi finire nelle istituzioni. #LATUAVOCE Continua a leggere la nostra intervista su StudentiGiurisprudenza.it (fotografa il codice QR) LUISA QUAGLIA www.StudentiGiurisprudenza.it 11

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MARZO 2014 13,6 MILIONI DI EURO SOTTRATTI AGLI STUDENTI? L’Adisu (Azienda per il Diritto allo Studio Universitario) è l’ente regionale che si occupa di erogare borse di studio per studenti universitari, di fornire alloggi per i fuorisede, servizio mensa, contributi Erasmus e servizi di orientamento. Sulla carta. In realtà la regione Campania detiene il record negativo di copertura delle borse di studio: solo il 27% degli studenti aventi diritto riceve il contributo che gli spetterebbe, gli altri rimangono “idonei non assegnatari”. I fondi vengono reperiti dalla Regione mediante la tassa regionale per il diritto allo studio: l’imposta nel 2012 ha subito un aumento del 125% passando dai precedenti 62€ agli attuali 140. Tuttavia le borse di studio erogate non sono conseguentemente aumentate: scorrendo le graduatorie per l’assegnazione si scopre che solo 62€ sono stati utilizzati per questa finalità a fronte dei 140 versati. La Regione dichiara 10.341.036€ finalizzati all’erogazione delle borse rispetto a un introito totale che dovrebbe essere pari a 23.946.300€, somma ottenuta moltiplicando il numero degli iscritti delle università campane per l’importo della tassa regionale (le cifre sono fornite dall’UDU, il sindacato studentesco Unione degli Universitari). 12 Dove sono finiti i 13,6 milioni di differenza? Potrebbe essere illuminante in tal senso il caso Piemonte. La Regione Piemonte aveva sottratto indebitamente 1,9 mln di euro dal fondo per il diritto allo studio e li aveva destinati al pagamento degli stipendi dei dipendenti dell’ente regionale per il diritto allo studio piuttosto che al finanziamento delle borse; per effetto della sent. 310/2013 del TAR l’ente dovrà restituire la somma agli studenti poiché la relativa tassa regionale è un’imposta di scopo, il cui gettito può essere utilizzato solo per un determinato fine. Che sia successo lo stesso in Campania? È possibile che questi soldi vengano utilizzati per coprire i buchi di bilancio della Regione? Si sta valutando l’opportunità di avanzare un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli per chiedere spiegazioni e verificare in che modo la Regione Campania ha utilizzato i soldi della tassa regionale; è stato nominato come legale per il procedimento alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica l’Avv. Michele Bonetti che seguirà le indagini. CLAUDIA BISCONTI #LATUAVOCE

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#LATUAVOCE MARCO MARTUCCI Candidato al consiglio di dipartimento Lista StudentiGiurisprudenza.it ‘Il dialogo con le altre discipline umanistiche, può rappresentare per il giurista uno strumento indispensabile di lavoro, poiché permette di allargare sensibilmente il quadro positivistico tradizionale, portando alla luce molti di quei contenuti taciti, assunti inespressi e pregiudizi che, dietro il velo delle visioni razionalistiche, condizionano profondamente l’attività dell’interprete, guidandone i processi di comprensione e decisione.’ Così esordisce il giurista Giorgio Resta, in uno dei suoi saggi sulla comparazione tra scienza giuridica e musica. Potrebbe sembrare azzardato e ai limiti del possibile il confronto, ma chi l’ha detto che la cultura in tutte le sue forme non possa essere concatenata? Dall’assunto che uno sguardo “aperto” e “consapevole” sul mondo non può far altro che limitare la benda che copre i nostri occhi, possiamo affermare che la musica costituisce, al pari del diritto, una disciplina ‘performativa’e l’interpretazione è la chiave che lega le due discipline. Infatti, l’interprete musicale, così come quello delle leggi, muove generalmente – con particolare riguardo alla musica classica– da un insieme di grafemi, ordinati secondo un programma intelligente da un compositore. La comprensione del testo rappresenta uno stadio preliminare e servente rispetto www.StudentiGiurisprudenza.it 13 IL DIRITTO E LA MUSICA

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MARZO 2014 alla sua messa in opera, ossia la traduzione in suoni di fronte ad un pubblico. Come il giurista, anche il musicista deve risolvere difficili problemi ermeneutici, i quali reagiscono su un risultato esecutivo, rendendolo più o meno “coerente”, “originale”, “convincente”; o al contrario “incoerente”, “banale”, “non persuasivo”. Se il linguaggio attraverso il quale vengono redatti gli atti normativi è uno strumento altamente imperfetto ed impreciso, altrettanto lo è il sistema della notazione musicale. Non si può fare a meno di notare che Il giurista-interprete assume una precisa responsabilità nei confronti del pubblico e specificamente nei confronti dei soggetti direttamente coinvolti dalle attività di interpretazione ed applicazione del diritto e delle leggi. Lo stesso accade, sebbene con diverse modalità ed implicazioni, per l’interprete musicale in relazione al suo pubblico. Diverse e contrapposte sono state le dottrine a favore o a sfavore del legame tra diritto e musica. Si può citare, per esempio, uno studio moderno condotto nel nord America da Jack M. Balkin e Sanford Levinson, all’interno del generale movimento chiamato “law and humanities”, dove la riflessione è condotta secondo le varianti di “law in music” (studio della rappresentazione del diritto e dei suoi attori nei testi messi in musica) e “law as music” (rilettura del fenomeno giuridico alla luce dei paradigmi della critica musicale, nella prospettiva di una teoria estetica del diritto). Sono, poi, svariate le pratiche istituzionali comuni al diritto e alla musica, nonché le contiguità culturali e le funzioni simboliche convergenti, racchiuse nello stesso vocabolo νόμος che, come ci ricorda Platone, oltre al significato di “legge”, aveva anche quello di “canto”; non a caso uno dei primi e più noti esempi della fusione tra le discipline è rappresentata proprio dai νόμοι cantati, germoglio di una pratica sviluppatasi nei secoli e presente ancora oggi, studiata e approfondita da numerosi studi di antropologia giuridica, che hanno dimostrato, ad esempio, come presso diverse comunità del nord America, le liti vengano risolte prevalentemente attraverso competizioni canore, dove la messa in musica del testo, rappresentano un fattore decisivo per la il giudizio, una sorta di “risoluzione non violenta delle controversie”. MARTA PIGNATIELLO #LATUAVOCE 14

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<< È a Madame Giustizia che dedico questo Concerto, in onore della vacanza che sembra aver preso da questi luoghi e per riconoscenza all’impostore che siede al suo posto. >> È questa l’accusa che “V” nel celebre capolavoro cinematografico pone al sistema. Un discorso con cui spinge il popolo a non sottomettersi al proprio governo, bensì a sottometterlo. Il popolo come voce, reclama dignità e giustizia, non siede da semplice amministrato, o spettatore degli eventi. Alla giustizia si è giunti con stento e fatica, dopo secoli infiniti di battaglie ed oggi sembra messa, fortemente, in discussione. Considerato che l’art.24 Costituzione a proposito dei rapporti civili, afferma che la difesa è un diritto inviolabile e che ai non abbienti sono assicurati i mezzi necessari per difendersi in ogni giurisdizione, diviene ciò il nodo della nostra questione. Il motivo per cui nelle scorse settimane molti, tra i rappresentanti del foro, sono scesi in piazza per gridare ad una voce la necessità dei pilastri della nostra struttura sociale, LA TUTELA DELLA DIGNITÀ UMANA E DEI DIRITTI INDEROGABILI. Lo sdegno è stato rivolto alle riforme approvate in seno alla Giustizia. Porrebbero in rischio la democraticità dei diritti, in primis il Diritto alla difesa. I cittadini hanno diritto ad LA GIUSTIZIA: “UN DUELLO DI CLASSE” #LATUAVOCE avere un processo, garanzia che però “rischierebbe la vita” dati i provvedimenti sostitutivi di gravità unica e lo dimostra, nel caso di specie, la sentenza senza motivazione, ossia “motivazione a pagamento”. Come dichiara uno degli avvocati presenti in corteo, la sentenza è amotivata, perciò se Tizio vorrà venire a conoscenza dei motivi che lo hanno definito non vincitore del processo, dovrà sottoporsi nuovamente al pagamento per intero della causa. La beffa. Si creerebbe una giustizia di classe, per soli privilegiati. Nessuna garanzia ai meno abbienti in una società del “falso progresso” perché il patrocinio gratuito è stato ridotto ulteriormente del 30% mentre, la marca cancellerie per l’iscrizione a ruolo sarebbe aumentata in dieci anni da € 8,00 a € 27,00. Ne consegue che l’aumento registrato è pari al 55% in primo grado,119% nel secondo, ben al 183% nel ricorso per cassazione. I dati sono allarmanti. Si perderebbe di vista il presidio di legalità sul territorio, l’avvocato, figura rappresentante la prima garanzia di difesa per ogni cittadino, come similmente accade per il medico di famiglia con riguardo alla salute. DOVE FINIREBBE LA GIUSTIZIA E DOVE IL DIRITTO ALLA DIFESA? Lo stesso valore-principio rafforzato 15 www.StudentiGiurisprudenza.it

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