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anno v nr 12 gennaio 2011 speciale oceanografia a tutti noi è capitato almeno una volta di confrontare due fotografe prese a distanza di anni che cosa abbiamo notato differenze o in senso positivo o in senso negativo ecco se facciamo la stessa cosa con le immagini dei ghiacciai noteremo che si sono modifcati anch essi purtroppo in senso negativo provate a prendere una foto del kilimanjaro di una cinquantina d anni fa e confrontatela con una odierna vedreste che il cappello bianco formato dalle nevi perenni si è drasticamente ridotto badate bene si tratta di un arco temporale a dir poco ridicolo eppure la differenza è notevole quindi preoccupante se pensiamo che la maggior parte dei ghiacci terrestri si accumula nelle banchise polari e che il loro spessore non è rilevabile a occhio nudo possiamo iniziare ad avere un idea di quanto sia allarmante una differenza così visibile oceani la circolazione oceanica alessandro sabatini a pag 3 clima indici teleconnettivi amo e pdo giancarlo modugno a pag 4 e 7 inmeteo ecco il nuovo social network meteo social continua a pagina 5 diventa socio inmeteo con meno di 1.70 al mese potrai usurfruire delle nostre convenzioni sconti sull acquisto delle stazioni meteo sconti su libri biblioteca on line francesco ladisa a pag 10 quota complessiva 20 euro valida per 365 giorni dal momento del versamento © associazione culturale inmeteo
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2 editoriale inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 in balia delle onde di giancarlo modugno uno dei sottosistemi climatici più importanti è l idrosfera ovvero tutto ciò che abbia a che vedere con l acqua allo stato liquido sulla terra un pianeta come il nostro composto all esterno principalmente da acqua deve avere un clima che ne viene fortemente infuenzato quali sono i meccanismi con cui gli oceani infuenzano il clima mondiale non è facile dare una risposta a questa domanda infatti sappiamo che l intero complesso degli oceani del globo è caratterizzato da equazioni non lineari e le interazioni sono così complicate che divengono quasi imprevedibili tuttavia gli studi di oceanografa dividono gli oceani in vari settori in maniera tale da ottenere una minima schematizzazione ogni settore è rappresentato da trattazioni fsico matematiche abbastanza complicate e condizioni al contorno che semplifcano il tutto grazie a queste semplifcazioni è stato possibile creare dei modelli matematici che cercano di spiegare le caratteristiche principali delle correnti oceaniche i meccanismi di trasporto e scambio di calore direttore responsabile domenico papandrea associazione culturale inmeteo sede legale via generale cantore 73 bitonto ba email info@inmeteo.net sito www.inmeteo.it grafica giancarlo modugno associazione inmeteo autorizzazione del tribunale di bari con decreto n 8 del 28/02/2007 info inserzioni pubblicitarie 3935913079 3337957686 info@inmeteo.net e quantità di moto accanto alla trattazione deterministica va sempre portata avanti una trattazione statistica e ciò non deve destare troppo stupore se pensiamo alla grande turbolenza del sistema gli indici climatici e oceanici sono un utilissimo mezzo per studiare e perché no cercare un minimo di previsione probabilistica in questo numero abbiamo pubblicato due articoli con intervista amo e pdo che mostrano una possibile via per comprendere al meglio il cambiamento climatico globale e continentale sono contenitori di un altra importantissima variabile la co2 essa viene immagazzinata negli oceani quando la temperatura è abbastanza bassa e l aumento globale delle temperature sta inibendo il processo di assorbimento di questo gas creando un feedback favorevole al la risposta al perché dell enorme riscaldamento globale tutto ciò provoca importanza attribuita agli oceani è da anche un aumento dell acidità oceanica ricercare nella loro enorme inerzia termica fora e fauna se ne stanno già accorgendo essi possono essere considerati degli enormi noi invece contenitori di energia la quale viene poi rilasciata all atmosfera attraverso processi complicati e nel tempo allo stesso tempo sede redazione bitonto ba via generale cantore 73 3935913079 capo redattore giancarlo modugno vice capo redattore michele cotugno de palma comitato di redazione giancarlo modugno michele cotugno de palma ivonne carpinelli francesco ladisa roberta marinelli chiara antonucci alessandro sabatini la redazione di inmeteo magazine è alla ricerca di nuovi redattori per articoli di natura scientifca e nuove rubriche si ricercano sia giornalisti pubblicisti sia non giornalisti coloro che intendono eseguire il praticantato per la licenza di pubblicista saranno sottoposti a una selezione coloro che sono alle prime armi e/o non hanno esperienza seguiranno un corso on line e-learning con i nostri redattori si richiede massima serietà inviate i vostri curriculum vitae in formato europeo o domande a info@inmeteo.net con oggetto curriculum invia le tue foto a inmeteo magazine le migliori verranno pubblicate dal prossimo numero nella nuova rubrica foto meteo mail magazibe@inmeteo.net con oggetto foto inmeteo magazine è un periodico trimestrale distribuito gratuitamente
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3 inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v oceanografia la circolazione termoalina oceanica di alessandro sabatini fu durante la seconda guerra mondiale che si svilupparono prevalentemente gli studi sulla circolazione termoalina la parte di circolazione oceanica dovuta alle differenze di densità tra le varie parti dell oceano una circolazione spezzettata ma fondamentale per le infuenze climatiche lo studio di questa circolazione fu fatta da henry stommel con alcuni articoli a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta le variazioni di densità nell oceano sono dovute a differenze di temperatura e di salinità all interno di esso stesso questo fattore fa si che la circolazione oceanica termoalina sia molto più estesa interessa tutti e tre gli oceani terrestri e lenta il periodo è di circa 1000 anni della circolazione dovuta allo stress del vento prima di parlare in dettaglio della termoalina bisogna rifettere su cosa causi le differenti densità tra regioni all interno degli oceani la differenze di densità è infuenzata a sua volta da due fattori la differenza di temperatura e la differenza di salinità la differenza di temperatura è dovuta al differente irraggiamento delle varie parti dell oceano a causa delle latitudini la differenza di salinità è dovuta al mix tra prepitazioni ed evaporazione in particolare ci sarà una più alta salinità dell oceano alle medie latitudini laddove la cella di hadley lascia il posto a quella di ferrel in atmosfera in questa parte del mondo l evaporazione sovrabbonda la precipitazione altro bacino fondamentale di salinità nell oceano atlantico è il mediterraneo con il quale scambia acqua attraverso lo stretto di gibilterra il mediterraneo è un mare con una fortissima salinità dovuta al fatto di essere un bacino quasi isolato e soggetto ad una forte evaporazione superfciale ultima cosa da rimarcare prima di seguire il percorso della circolazione termoalina è quella che essa è legata anche alla circolazione guidata dal vento in particolare alla corrente del golfo e a quella di kuroshio partendo proprio dal golfo del messico l acqua risale verso nord seguendo la costa ovest degli stati uniti portando acqua relativamente calda e salata verso le coste del labrador man mano che risale la costa l acqua oceanica cede calore all atmosfera e si stacca dalle coste orientali americane per andare verso quelle inglesi norvegesi e groenlandesi in questo percorso il vento e le temperature più rigide causano un forte raffreddamento super f ciale l acqua diventa gravitazionalmente instabile poiché più densa dell acqua circostante e qui che l acqua sprofonda dalla superfcie verso il fondo portando nutrienti e co2 disciolta in essa verso le profondità abissali l acqua profonda così formatasi scende verso sud e si collega alla corrente antartica risalendo tramite la termoclina in regioni non ben identifcate nell oceano indiano e nell oceano pacifco la termoalina quindi passa dall oceano indiano risalendo nel pacifco nell oceano pacifco questa corrente si collega alla corrente di kuroshio quindi torna verso l oceano indiano senza in questo caso sprofondare poiché nel pacifco l acqua non è così salata come nell atlantico la via del ritorno nel golfo passa per l india e per le coste occidentali dell africa per ricominciare ancora una volta il suo giro l importanza della termoalina è quella dal punto di vista climatico di ridistribuire il calore nello stesso modo che fa l atmosfera infuenzando il clima dell europa le sue variazioni possono creare grosse variazioni di temperatura come accaduto nel medioevo la sua intensifcazione ha prodotto un periodo caldo nel nostro continente tra il 1000 e il 1300 e il suo indebolimento invece ha causato la cosiddetta piccola età glaciale tra il 1500 e il 1800 certo è che la circolazione termoalina è estremamente sensibile all acqua dolce per un fattore 1 a 15 se per una qualche ragione venisse introdotta molta acqua dolce nelle zone di sprofondamento la termoalina si indebolirebbe di un fattore 15 volte rispetto al f usso di acqua dolce introdotta in circolo alcuni esperti ritengono che la fusione dell intera calotta glaciale della groenlandia possa portare all interruzione della termoalina e alla sua inversione l ultima volta che ciò è accaduto fu alla fne dell ultima era glaciale migliaia di anni fa durante lo scioglimento dei ghiacci in america del nord l acqua dolce ha iniziato a defuire non più attraverso il missisipi ma ha creato una via di fuga creando i laghi superiore michigan huron erie ed ontario e sfociando alla fne attraverso il san lorenzo e immettendo acqua dolce vicino al labrador questo fusso ha interrotto e invertito la termoalina facendo ripiombare il mondo di nuovo in una piccola età del ghiaccio fonti henry stommel thermoaline convection with two stable regimes of fow 1961 tellus xiii 224 s.rahmstorf on the freshwater forcing and transport of the atlantic thermoaline circulation 1996 climate dynamics 12 799.
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inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v 4 climatologia indici teleconnettivi pacific decadal oscillation di giancarlo modugno la pacifc decadal oscillation pdo è un indice teleconnettivo legato alla variabilità climatica dell oceano pacifco ed è legata a quanto accade con il fenomeno del niño il segnale venne studiato e descritto per la prima volta da steven hare nel 1996 durante una ricerca che metteva in relazione la vita dei salmoni dell alaska e il clima dell oceano pacifco la pdo si differenzia dall enso in due particolarità innanzitutto il tempo di scala è molto maggiore gli eventi della pdo del ventesimo secolo sono durati per molti decenni mentre quelli dell enso solo per qualche anno o anche meno spazialmente inoltre gli eventi della pdo sono legati a quanto avviene nel nord del pacifco e all america del nord con una secondaria infuenza sui tropici l opposto avviene per el niño/la niña il ciclo della pdo è ventennale nelle serie meteorologiche i cicli di vent anni appaiono molto frequentemente e a volte sono strettamente correlati con il doppio ciclo delle macchie solari il cosiddetto hale cycle una delle maggiori correlazioni si ha nella presenza di siccità negli stati uniti occidentali un ipotesi alternativa è l infuenza della luna sulle maree con un ciclo di 18.6 anni nel secolo scorso ci sono stati solamente due cicli completi di pdo il regime freddo è prevalso dal 1890 al 1924 dal 1947 al 1976 mentre il regime caldo ha dominato dal 1925 al 1946 e dal 1977 fno a metà degli anni 90 i termini freddo e caldo si riferiscono all infuenza delle temperature oceaniche superfciali tropicali sst mentre quelle del nord pacifco tendono a comportarsi in maniera opposta i maggiori cambiamenti nell ecosistema marino del nord-est pacifco sono correlati al cambiamento di fase della pdo si ritiene che i periodi caldi siano correlati a un alta produttività biologica oceanica sulla costa dell alaska e a una produzione inibita sulle coste occidentali degli stati uniti mentre le fasi fredde ne invertono la produttività le cause che portano alla pdo non sono ancora conosciute anche se il tempo di scala dell oscillazione è molto simile a quello dell onda di rossby alle medie latitudini oceaniche nonostante ciò quel che è risaputo è che la natura del meccanismo di rialzo dei valori di pdo permette di effettuare previsioni climatiche decennali volendo chiarire il concetto con un esempio è stato dimostrato che gli aspetti della variabilità dell enso sono predicibili in tempi dell ordine di un anno questo periodo di tempo è correlato al periodo di tempo che le correnti e le temperature equatoriali oceaniche necessitano per rispondere ed equilibrarsi al cambiamento nei venti tropicali per analogia se la pdo aumenta l interazione tra aria e male richiede 10 anni per equilibrarsi e quindi i fenomeni relativi saranno in teoria predicibili per i successivi 10 anni un aumento delle precipitazioni più del normale negli inverni relativi le traiettorie delle depressioni alle medie latitudini tendono a dividersi in due percorsi il primo porta perturbazioni al sud nella california e il secondo a nord in alaska tuttavia gli effetti maggiori vengono riscontrati quando el niño e la pdo sono in fase ovvero quando sono entrambi in periodo caldo caldo o freddo freddo ma non nelle altre combinazioni nelle simulazioni numeriche si nota che le oscillazioni di pdo sono simili a quelle della nao il che si traduce in un interazione tra le anomalie di sst nelle correnti occidentali e le variazioni di durante la fase positiva della pdo le coste intensità nelle westerlies e nel trasferimento dell alaska centrale tendono a essere di calore latente interessate da un rafforzamento del fusso ciclonico con conseguente arrivo di aria calda e umida la quale situazione porta a fonti mantua n.j 1999 the pacifc decadal oscillation a brief overview for non-specialists to appear in the encyclopedia of environmental change the pacifc decadal oscillation and climate forecasting for north america by nathan mantua ph d joint institute for the study of the atmosphere and oceans university of washington seattle washington usa.
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5 inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v climatologia conseguenze del cambiamento climatico sugli oceani di tommaso intini a tutti noi è capitato almeno una volta di confrontare due fotografe prese a distanza di anni che cosa abbiamo notato differenze o in senso positivo o in senso negativo ecco se facciamo la stessa cosa con le immagini dei ghiacciai noteremo che si sono modifcati anch essi purtroppo in senso negativo provate a prendere una foto del kilimanjaro di una cinquantina d anni fa e confrontatela con una odierna vedreste che il cappello bianco formato dalle nevi perenni si è drasticamente ridotto badate bene si tratta di un arco temporale a dir poco ridicolo eppure la differenza è notevole quindi preoccupante se pensiamo che la maggior parte dei ghiacci terrestri si accumula nelle banchise polari e che il loro spessore non è rilevabile a occhio nudo possiamo iniziare ad avere un idea di quanto sia allarmante una differenza così visibile la massa glaciale raccoglie da sola circa il 75 di tutta l acqua dolce esistente se dovesse fondere farebbe aumentare il livello degli oceani di 60 metri le conseguenze sarebbero catastrofche scomparirebbero quasi tutte le metropoli costiere e buona parte dei continenti da queste due considerazioni nasce la preoccupazione della comunità scientifca mondiale che ha generato una serie infnita di studi e ricerche non sempre ben accette dai governi planetari È ovvio che non bisogna darsi a facili allarmismi ma è naturale correre ai ripari innanzitutto si devono stabilire due punti quanto ghiaccio si fonde e quanto tempo impiega la stessa quantità di ghiaccio a fondersi la seconda stima è molto importante perché dà un idea dell accelerazione del processo o del suo rallentamento in generale si può affermare che questa velocità e conseguentemente la quantità di ghiaccio sciolta si è raddoppiata negli ultimi anni È pur vero che la banchisa antartica orientale si sta incrementando ma questo aumento non riesce a compensare le perdite della groenlandia e della banchisa antartica occidentale il saldo è quindi negativo a ciò va aggiunta la quantità di ghiaccio persa dai ghiacciai terrestri il quadro che ne deriva non è dei più felici quale l impatto di tutto questo sulla vita del pianeta le conseguenze sono due la prima e più grave è quella del prosciugamento delle falde e dei corsi d acqua essi alimentano sia la fornitura idrica per scopi agricoli e/o personali sia le centrali idroelettriche risultano evidenti i problemi che ne deriverebbero la seconda è ancora più grave se vista nel lungo periodo ed è a sua volta duplice minore ghiaccio signifca anche minore superfcie in grado di rifettere le radiazione solare quindi aumento termico quindi incremento nello scioglimento della superfcie ghiacciata e così via in un circolo vizioso dal canto suo l acqua dolce che deriva dallo scioglimento di banchise e nevi perenni infuenza in modo signifcativo la vita dell ecosistema oceanico e anche la nostra dobbiamo tenere bene a mente che la maggior parte delle città sono state costruite durante gli scorsi due millenni cioè quando il clima si è mantenuto pressoché costante esse sono sorte quasi sempre o in riva al mare o vicino a fumi e laghi se escludiamo problemi episodici l acqua in generale è sempre stata fonte di benessere per i loro cittadini ora se diamo per vero ciò che gli scienziati predicano da tempo le cose inizieranno a cambiare molto presto durante tutto il xx secolo il livello degli oceani è cresciuto ad un ritmo di circa 1,5-2 mm l anno nella sola prima metà di questo secolo il valore è salito a 3,1 mm l anno dato il circolo vizioso di cui sopra si stima che il valore sia destinato a salire ancora piccola precisazione non è lo scioglimento delle banchise glaciali che porta all aumento del livello degli oceani in quel caso si tratta di acqua che già pesa nel totale solo che appare in forma diversa se si getta un cubetto di ghiaccio in un bicchiere d acqua il livello di quest ultima sale subito e non dopo che il cubetto s è sciolto ciò che fa aumentare il livello delle acque è da un lato lo scioglimento dei ghiacci continentali per intenderci il ghiaccio che si trova sulla terraferma e dall altro la maggiore radiazione solare che incide sugli oceani se nel primo caso le dinamiche sono chiare è forse necessario un chiarimento per la seconda accezione si sa che una massa riscaldata aumenta di volume con lo sciogliersi delle banchise aumenta la superfcie marina e questa assorbe e accumula molto più calore in pratica si riscalda pertanto aumenta di volume pur rimanendo identica la quantità d acqua presente si potrebbe obiettare che una maggiore superfcie marina causerebbe una maggiore evaporazione e quindi maggiori precipitazioni che tornerebbero ghiaccio una volta cadute in prossimità delle calotte polari sappiamo che ciò non è vero in quanto la circolazione atmosferica globale porterebbe le nubi verso le zone temperate dando origine a pioggia e non a neve una volta stabilito che il livello delle acque è destinato ad aumentare è necessario comprendere lo scenario che ci si prospetta in modo da riuscire a contrastarlo universalmente si ritiene che incrementi eccessivi ed immediati siano da escludere quindi per fortuna nessuna apocalisse a cui siamo stati abituati da flm recenti è in programma resta il fatto che questo aumento può portare con sé gravissimi problemi diluiti nel tempo È ovvio che questa situazione è la diretta conseguenza dell opera dell uomo se si escludono le glaciazioni e le variazioni climatiche dovute ad eventi eccezionali come la caduta del meteorite che portò all estinzione dei dinosauri o eruzioni vulcaniche catastrofche la storia climatica della terra è stata abbastanza regolare ed è dipesa più che altro dai movimenti geotettonici che hanno portato interi continenti più vicino o più lontano dall equatore si tratta quindi di tempi lunghissimi È anche vero che non esistono prove a conferma di quanto esposto perché il clima non lascia tracce fossili ma proprio basandosi sui fossili di animali e piante si è potuto ricostruire una sorta di storia climatica del pianeta giungendo alla conclusione che è senza dubbio l intervento umano a causare i cambiamenti vistosi degli ultimi due secoli la conseguenza più deleteria che la civiltà umana ha portato con sé è stato l enorme incremento di emissione di anidride carbonica essa non solo innesca l effetto serra ma infuenza anche gli oceani perché questi ultimi ne assorbono circa un terzo di quella presente nell atmosfera la sua reazione con le molecole dell acqua genera acido carbonico responsabile dell aumento dell acidità marina come tutti gli acidi fonte climate institute www.climate.org
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inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v 6 climatologia anche questo scioglie il calcio eliminando la materia prima con cui sono costituite le conchiglie e le barriere coralline le conseguenze che deriverebbero da una loro sparizione sarebbero disastrose per l ecosistema marino e anche per noi che traiamo dal mare tanti benefci altro grave impatto del ritiro dei ghiacciai con conseguente immissione nelle acque oceaniche di grandi quantità di acqua dolce è la probabile modifcazione della circolazione termoalina cioè una stasi delle correnti oceaniche o una variazione della situazione attuale in entrambi i casi i cambiamenti sarebbero notevoli e senza dubbio a noi sfavorevoli ecco come È provato che l acqua salata e l acqua fredda sono più dense quindi più pesanti dell acqua più dolce e calda possiamo generalizzare dicendo che negli oceani lo strato superfciale è formato da acque calde e poco salate mentre quello profondo è freddo e ricco di sali ora sappiamo che il vento sposta lo strato superfciale verso latitudini più elevate e questo produce due conseguenze 1 si consente allo strato inferiore di emergere 2 si convogliano acque calde verso i poli nel primo caso quindi l acqua sale portando con sé ossigeno e microorganismi alla base della dieta di molte specie viventi nel secondo le acque calde intiepidiscono il clima delle zone cui vanno incontro si pensi agli inverni delle coste inglesi e a quelli delle corrispondenti coste canadesi per poi diventare di nuovo fredde quando la massa d aria sovrastante ha temperatura molto inferiore alla loro l acqua ora fredda e pesante scende verso il fondo dell oceano e il ciclo ricomincia un incremento nell apporto di acqua dolce negli oceani altererebbe per prima cosa la salinità e l acqua più dolce avrebbe molta diffcoltà ad inabissarsi perché troppo leggera il ciclo sopradescritto verrebbe quindi a rallentarsi o ad interrompersi questo porterebbe a notevoli cambiamenti climatici e anche alla estinzione di molte specie marine perché senza il ricambio necessario le acque profonde non potrebbero salire in superfcie come si può vedere il futuro degli oceani è strettamente legato alla nostra stessa esistenza in vita se vogliamo salvaguardare i nostri interessi non economici ma come specie vivente è necessario agire adesso lasciando da parte tutte le invidie monetarie e di progresso purtroppo da questo orecchio molte persone importanti sono sorde la redazione di inmeteo magazine è alla ricerca di nuovi redattori per articoli di natura scientifca e nuove rubriche si ricercano sia giornalisti pubblicisti sia non giornalisti coloro che intendono eseguire il praticantato per la licenza di pubblicista saranno sottoposti a una selezione coloro che sono alle prime armi e/o non hanno esperienza seguiranno un corso on line e-learning con i nostri redattori si richiede massima serietà inviate i vostri curriculum vitae in formato europeo o domande a info@inmeteo.net con oggetto curriculum fonte climate institute www.climate.org
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7 inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v climatologia indici teleconnettivi atlantic multidecadal oscillation di giancarlo modugno l atlantic multidecadal oscillation amo è un indice teleconnettivo legato alla variabiliàt climatica dell oceano altantico settentrionale ed è principalmente legato alle temperature superfciali marine sst nonostante il suo utilizzo nei modelli sia molto supportato dalle osservazioni storiche vi sono ancora numerose controversie e in particolare circa l attribution delle sst verso lo sviluppo degli uragani questo indice venne identifcato da schlesinger e ramankutty nel 1994 il suo segnale viene defnito a partire dalla variabilità delle sst nel nord atlantico una volta che viene eliminato ogni trend lineare il che è utile per non inglobare nella sua analisi l infuenza del riscaldamento globale indotto dai gas serra con questo metodo è possibile di conseguenza capire se l effetto periodico di riscaldamento raffreddamento dell oceano è una delle cause che porta insieme alle altre alla descrizione del comportamento del riscaldamento globale complessivo diminuire la salinità rendendo più dolce l acqua oceanica e più lenta la corrente del golfo a questo punto gli scambi termici tra nord e sud sono più limitati e questo porterà a un nuovo aumento delle temperature oceaniche tropicali per accumulo facendo ripartire il ciclo in alto fg.1 andamento indice amo al centro fg.2 andamento anomalie termiche globali in basso fg.3 l area interessata nei calcoli dell indice amo tuttavia le osservazioni storiche non sono suffcienti per studialo a fondo vi sono solo l indice amo è correlato con la 130-150 anni di dati strumentali ma con temperatura dell aria e le precipitazioni su l aiuto di ricostruzioni mediante i proxy si è gran parte dell emisfero boreale in potuto ricostruire un periodo di 424 anni particolar modo su america ed europa nonostante questo risultato non è vi sulle precipitazioni del brasile nord ancora un modo deterministico per predire orientale e dell africa del sahel sulle l andamento dell amo e quindi bisogna stagioni estive dell europa e del nord affdarsi alle proiezioni probabilistiche america È altrettanto associata ai assumendo che il ciclo dell amo è quasi di cambiamenti di frequenza dei periodi di 70 anni il picco dell attuale fase calda si siccità del nord america e degli uragani dovrebbe avere verso il 2020 oppure proprio come l indice pdo nel pacifco basandosi sul suo quasi ciclo di 50-90 anni il meccanismo che porta all identifcazione tra il 2000 e il 2040 gli altri picchi si sono della variabilità di questo indice è legato ai avuti nel 1880 e nel 1950 piccoli cambiamenti della circolazione uno degli effetti più vistosi dell amo è la termoalina nel nord atlantico possiamo capacità di incrementare o diminuire gli dividere il suo ciclo in fasi fredde positive effetti del forcing antropogenico infatti tra e fasi calde negative nella fase calda vi il 1951 e il 1975 le temperature medie è un forte riscaldamento dell oceano globali hanno subito una diminuzione e atlantico nella zona tropicale e per pare che questa sia stata enfatizzata dalla convezione ciò porta a un aumento delle presenza dell amo in fase fredda piogge nella zona il fusso della corrente negativa ma successivamente negli anni del golfo si rinvigorisce e quindi aumenta il 80 e negli anni 90 l indice è passato nella trasferimento di calore verso nord il fase calda ed è facile notare che passaggio a fase fredda è però l incremento delle temperature è stato conseguenziale l aumento delle molto sensibile precipitazioni dove si assume che la quantità di sali marini sia costante fa fonti http en.wikipedia.org/
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inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v 8 climatologia una peculiarità fondamentale da tenere presente quando si considerano gli effetti dell amo a livello globale è l essere in fase con gli altri indici oceanici in particolar modo pdo ed enso infatti è proprio nei relativi periodi di sincronizzazione di fase che gli effetti di riscaldamento e raffreddamento sono più visibili e amplifcati inoltre se nei periodi di amo positiva si riscontra anche un aumento del forcing radiativo solare allora è possibile ottenere un ulteriore amplifcazione del segnale ovvero dell aumento delle temperature oceaniche superfciali volendo mettere a confronto l andamento degli indici amo pdo ed enso con le anomalie delle medie termiche globali è possibile riscontrare proprio il comportamento di amplifcazione su citato nel grafco in fgura 4 possiamo notare varie situazioni dal 1920 al 1945 circa vi è una fase positiva sia per amo sia per pdo dell enso non si hanno dati e contemporaneamente le temperature salgono bisogna ricordare che per visualizzare meglio i comportamenti nello stesso grafco tutti i valori sono stati normalizzati dal 1945 fno ai primi anni 70 l indice amo è ancora nella fase calda ma è nella sua parte decrescente mentre la pdo è nettamente in fase fredda essendo in controfase come già descritto nell articolo sulla pdo di questo stesso numero di inmeteo magazine non vi è un particolare effetto sulle temperature globali se non quello di farle diminuire gradualmente siamo anche nel periodo in cui la grande presenza di solfati abbassa le temperature globali e l enso non gioca un ruolo signifcativo nei giochi di amplifcazione anzi nell ultima parte di questo periodo è decisamente in controfase con gli altri due indici e quindi si potrebbe pensare che abbia portato a un piccolo controbilanciamento infne notiamo che dal 1980 fno a oggi amo e pdo sono nuovamente in fase si noti in particolare il periodo a fne degli anni 90 in cui anche l enso è in fase positiva e si ritrova l anomalia termica maggiore di tutto il periodo considerato come già detto non è ancora possibile effettuare previsioni deterministiche e volendo dare uno sguardo al futuro potremmo pensare che si potrebbe entrare in una fase di temperature pressocchè decrescenti se non stabili tutto ciò se si ammettesse il fatto che le altre variabili in gioco nel sistema climatico possano rimanere costanti infatti bisogna considerare anche l andamento dei solfati non facilmente misurabili e del biossido di carbonio nonché altri gas serra i quali hanno un ruolo fondamentale nell andamento del clima globale in sostanza il sistema è complesso e una possibile fase di temperature decrescenti non dovrebbe essere preso come un segnale del fallimento delle teorie sul global warming accumulo del calore no possono avere qualche riscontro anche su periodicità di uno/due anni vedi il ciclo di el nino solo che in questo caos l estrema variabilità delle situazioni rende diffcile caratterizzare trend o almeno parametri statistici di una certa signifcatività ad uso statistico dottor pasini nei suoi studi attraverso le reti neurali è scaturito che il forcing relativo ai gas serra è responsabile del trend generale relativo alle temperature medie globali e invece i vari indici teleconnettivi seppur non legati direttamente a dei forcing riuscivano a spiegare bene la variabilità interannuale tra i vari indici teleconnettivi vi era l indice amo e l indice enso i quali hanno portato a una buona ricostruzione dell andamento complessivo delle temperature quali motivi fsici ammettono il loro inserimento nel problema di attribution abbiamo intervistato due esperti nel settore ovvero la professoressa marina serio docente di dinamica dei fluidi geofsici presso l università degli studi di torino e il dottor antonello pasini ricercatore del cnr di roma per far luce sulle dinamiche sopra descritte professoressa serio la sincronizzazione di fase degli indici oceanici permette di infuenzare notevolmente le temperature medie globali nel giro di alcuni anni quali sono i meccanismi con cui il trasferimento di calore da oceano ad atmosfera porta alla modifca della circolazione atmosferica la quale modifca permette di registrare le anomalie termiche classicamente con l attribution si vuole studiare e quantifcare l importanza di determinate forzanti esterne al sistema clima sull andamento di alcune variabili come la temperatura e le precipitazioni facendo ciò si può capire se la mancanza sicuramente l evaporazione che trasferisce di determinate forzanti mina decisamente la possibilità di ricostruire ad esempio la serie calore e materia all atmosfera e la temporale di temperature globali e una trasmissione termica di calore volta considerate tutte le forzanti esterne conduzione/convezione in presenza di che si ritengono infuenti si ottiene una vento/correnti e piu effcace il secondo ricostruzione in generale piuttosto buona canale della serie stessa i due meccanismi sono a doppio verso il problema è che se si vanno a calcolare i quindi occorre considerare il bilancio entrata/uscita e poi tenere conto che non e residui tra ricostruzione e serie osservata si riscontrano alcune discrepanze specie nei un bilancio defnitivo ma temporaneo e quindi il fattore tempo/periodicita entra in periodi di stasi o leggera oscillazione negativa di t gioco pesantemente ed e sicuramente ora dal punto di vista dei modelli dinamici diverso tra oceano e atmosfera non possiamo fare un granché la dinamica inoltre piccole variazioni possono dei modelli talvolta unita al problema di comunque rimanere nell ambito della condizioni iniziali che non forniscono la stabilità per l oceano e degenerare in corretta fase delle oscillazioni non è ancora instabilità in atmosfera tale da essere in grado di ricostruire perfettamente le oscillazioni gli effetti nei periodi di stesse dal punto di vista di un modello sincronizzazione si possono constatare anche in brevi periodi di regressivo non lineare come le reti neurali invece si possono studiare questi residui e si tempo es 1-2 anni o la grande inerzia termica oceanica li permette vede che essi sono ricostruiti in maniera fedele ed affdabile con un modello neurale solo dopo un certo periodo di fonti http en.wikipedia.org/
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9 inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v climatologia a partire da alcuni indici come amo pdo e enso componendo linearmente le due ricostruzioni si vede come la serie storica di t sia ricostruita quasi perfettamente infne per utilizzare appieno le capacità non lineari di una rete neurale si possono mettere questi indici sullo stesso piano delle forzanti esterne facciamo fnta che considerandole contemporaneamente come input di un modello più complesso in questo caso la ricostruzione appare veramente indistinguibile dalla serie osservata e noto che quando gli indici amo pdo ed enso entrano in fase allora la capacità di infuenzare le temperature a livello globale è netto e maggiore quindi maggiore riscaldamento o maggiore raffreddamento alcuni hanno in questo modo utilizzato questa caratteristica per smentire l effetto hai una stazione e un sito meteo effettui del riscaldamento globale a opera misurazioni da molto tempo allora invia una scheda con i dei gas serra indicando che dati alla seguenti campi e il tuo sito verrà pubblicizzato su inmeteo magazine mano vi è in un periodo particolare di risonanza tutti gli indici sono 1 nome e cognome età lavoro abbastanza in fase e che presto la 2 città descrizione geografca e climatica tendenza si invertirà cosa 3 fotografa della stazione meteo risponde in merito a quanto ne so il fantomatico periodo di risonanza non può durare così tanto e dovrebbe costituire un picco più stretto rispetto al periodo di riscaldamento globale che stiamo vivendo da tanto tempo a questa parte viceversa in tutti i modelli dinamici e neurali si vede molto bene il trend dovuto in gran parte alle attività umane se continuiamo così dunque la tendenza globale non si invertirà si potranno avere solo brevi oscillazioni dovute alla variabilità naturale tipologia stazione meteo strumenti utilizzati sito web medie di ogni valore temperatura pressione umidità ecc per mese e anno con eventuali grafci 8 record di ogni valore max e min 4 5 6 7 cosa aspetti invia la tua scheda in formato word a magazine@inmeteo.net con oggetto stazione meteo schede non complete e stazioni non a norma non verranno prese in considerazione quindi fate particolare attenzione nell inviare foto chiare e nitide e tutte le informazioni richieste fonti http en.wikipedia.org/
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inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v 10 inmeteo meteo social network un nuovo mezzo per condividere la passione per la meteorologia di francesco ladisa nel mese di novembre è nato un nuovo meteorologica in streaming 24 ore su 24 con flmati previsioni e video progetto ovvero un sistema network di storici comunicazione fra utenti destinato agli appassionati di meteorologia ma anche di galleria di foto natura ambiente scienza o coloro i quali piace semplicemente immortalare paesaggi con foto si tratta del primo vero e proprio social network a stampo climatico-meteorologico un luogo virtuale dove poter anche registrare dati e segnalazioni meteo l idea nasce da uno dei responsabili del sito meteo www.pugliameteo.it facente parte dell associazione inmeteo quindi come progetto a livello regionale ma la community è aperta a tutti abitanti del nord del centro e del sud che vogliano partecipare e contribuire e possibile anche caricare diversi formati di ma vediamo in breve le funzioni e le applicazioni che si possono utilizzare innanzitutto è consigliata la registrazione rapida e gratuita che vi permetterà di visualizzare tutto il materiale e le sezioni nascoste agli ospiti utenti non registrati una volta registrati · f rendendoli visibili le direttamente sul nostro portale ad esempio una presentazione powerpoint sono garantite naturalmente anche le principali funzioni tipiche dei social network che ormai stiamo un po tutti imparando a conoscere quindi messaggistica pubblica e privata con chat richiesta di amicizia agli utenti tag di amici creazione e gestione di gruppi possibilità di pubblicare commenti sui contenuti del sito per il resto vi invitiamo a registravi e a navigare direttamente sul sito raggiungibile all indirizzo web www.pugliameteo.it/meteosocial sarà possibile utilizzare il proprio proflo e le proprie pagine per anteprima della bacheca del sito inserire link a un sito locale ad esempio alla propria stazione meteorologica condividere segnalazioni meteo ed eventualmente situazioni di allerta meteo-climatica pubblicare album foto video strumenti fondamentali ad oggi per comunicare online curare un proprio blog pubblicando notizie e articoli dunque approfondire anche la conoscenza della meteorologia e di altre scienze con il materiale condiviso dagli stessi utenti della community guardare gratis la nostra tv · · · · fonti www.pugliameteo.it
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11 inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v inmeteo dal blog redazione inmeteo cliccasulti to loperleggerel inte ro a rt icolodelb lo g cerchiamo redattori per la rivista inmeteo magazine la redazione di inmeteo magazine di proprietà dell associazione inmeteo è alla ricerca di nuovi redattori per articoli di natura scientif ca e nuove rubriche si ricercano sia giornalisti pubblicisti sia non giornalisti coloro che intendono eseguire il praticantato per la licenza di pubblicista saranno sottoposti a una selezione coloro che sono alle prime ar mi e/o non hanno esperienza seguiranno un corso on line e-lear ning con i nostri redattori si richiede massima serietà inviate i vostri curriculum vitae in for mato europeo o domande a info@inmeteo.net quel metodo scientif co che nacque nel medio evo forse non tutti sanno che il metodo scientif co proposto e messo in pratica da galilei nacque molti secoli prima della nascita del f sico toscano molti f losof già nell era antica hanno mostrato molto spirito d osservazione rispetto ai fenomeni naturali vedasi aristostele uno dei precursori della meteorologia e tolomeo i problemi principali di cui si parlava riguardavano l aria atmosferica e i suoi fenomeni la pesantezza il terrore per il vuoto la sua presenza e la continuità agli antipodi ciò faceva già presupporre che la terra fosse sferica e non piatta i climi e temperature in funzione della latitudine l agricoltura era fondamentale per le popolazioni dell epoca tanto che molte piante e alberi venivano divinizzati e venivano dedicate loro parecchie feste tutto ciò successivamente andò in contrasto con le ideologie cristiane e alcuni ipotizzano oggi che la stessa chiesa creò un avversione nei riguardi dell ecologia per questi motivi come funziona una rete neurale controllata [parte 2 in un precedente post abbiamo visto il principio di funzionamento generale di una rete neurale controllata introducendo in particolare la struttura matematica paragonando la rete neurale a una autovettura potremmo pensare che la struttura descritta precedentemente possa essere paragonata a motore e telaio quindi la parte fondamentale questa volta vedremo invece quali sono gli optional invia il tuo articolo o ricerca a info@inmeteo.net e la pubblicheremo sul blog e sul magazine analisi di fourier dell indice nao una previsione con l estrapolazione sulla nao sconto del 10 su tutti i prodotti meteo in un post precedente abbiamo introdotto un metodo di indagine avevo promesso in un post statistica f nalizzata alla previsione precedente di analizzare meglio il parlando in particolare di comportamento dell indice nao non interpolazione ed estrapolazione tanto per puro divertimento ma vediamo oggi come gestire le tanto per poter capire se ci fosse informazioni e i risultati di queste qualche possibilità di prevederne tecniche basandoci su alcuni dati l andamento dell indice nao mostrando ricorriamo in questa discussione particolare attenzione al fatto che il all analisi tramite la trasfor mata di metodo possa rivelarsi utile o meno fourier in breve questo metodo può essere utilizzato per scoprire da quali frequenze è caratterizzato un segnale dato che teoricamente è possibile sempre ricostruirlo tramite la somma di seni e coseni che nell argomento presentano una pulsazione e una fase quali sono le frequenze che caratterizzano l indice nao grazie alla convenzione con meteosystem ora i soci inmeteo potranno avere lo sconto del 10 sui prodotti meteorologici stazioni pluviometri webcam clicca per visualizzare il listino modalitÀ d uso della convenzione per poter usurfruire del 10 di sconto bisogna essere soci inmeteo e aver pagato la regolare quota associativa annuale inoltre bisognerà contattare il nostro addetto alle convenzioni tramite la mail associazione@inmeteo.net
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