Il Picchio di Torresina . mese di Marzo 2014

 

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Distribuzione gratuita Giornale di quartiere Anno 1 - Numero 3 - Marzo 2014 di Roberto Delle Case C’E’ MANCATO POCO…. ia Paolo Rosi è una strada che, partendo da Via Torresina, una collinetta e riempiendo una depressione del terreno. senza altri sbocchi, termina nella incompiuta e Là sotto sono stati addirittura trovati dei ruderi ancora non collaudata Piazza Pallotta (vedi "Il Picchio” romani, tanto che la Sovrintendenza ai Beni Archeologici Lug-Ago 2011 e Apr 2013 ), posta all’estremità dell’abitato. nel 2001-2002 bloccò i lavori di costruzione, con il I suoi residenti, a febbraio, hanno rischiato di rimanere relativo ritardo della consegna delle case ai proprietari. Lo sanno bene i residenti che per vedere la futura isolati dal resto del mondo. La via, prevista per i residenti di Torresina1, ora serve dimora che non veniva consegnata, facevano “il viaggio anche parte dei nuovi cittadini di Torresina2, che entrano al della speranza” percorrendo Via di Torresina ingombra civico 70. Questi ultimi potrebbero, potenzialmente, uscire di rifiuti e imboccando la collinetta dove oggi c’è il anche su Via di Torresina, ma non possono, a causa di un civico 21 di Paolo Rosi, su una strada sterrata di cantiere cancello sbarrato e rinforzato da un grosso cumulo di terra, che scendeva nella vallata sottostante e risaliva sull’altra collinetta, verso il civico 70. messo proprio lì per impedire il passaggio a chiunque. L’accesso su via Paolo Rosi già oggi è fondamentale per la Tutta terra di riporto in quel tratto, così poco solido che vita delle persone che vi risiedono e lo diventerà ancora di con il passaggio dei mezzi pesanti e a quello senza limiti dei camion e mezzi più quando questa strada di cantiere per la costruzione sarà collegata con la zona di Torresina2, sprofonda di Monte del Marmo e quindi continuamente, (vedi con l’uscita sul G.R.A.: "il Picchio” Dic 2008 e Dic diver r à un ’arter ia di scorrimento per il traffico di 2009), ed oggi la differenza di quota di quel tratto con il tutto il quadrante Nord-Ovest. piano stradale della stessa Buona parte di Via Paolo Rosi via, risulta non solo più (tra i civici 21 e 70) è stata costruita su terreno di riporto, Il luogo, a riparazione avvenuta. Da notare, i tecnici che verificano il basso, ma addirittura tende durante l’edificazione di cedimento del terreno, che ha compromesso anche la stabilità ancora a scendere. anche dell’armadio dei servizi, rovesciatosi di conseguenza. Torresina1, demolendo Continua a pag. 8 V

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Esercizio convenzionato con il C. di Q. Torresina L’angolo della Poesia SUPPLICA NOI E L’ANTRI (dedicato agli …altri..) I figli del sole. L'alba è in arrivo e io aspetto impaziente che spunti il sole, Er poro regazzino trovatello girava pe ‘stà Roma ‘nfreddolita con fojo dé giornale pe cappello, ‘nà giacca zozza longa pe dù dita “fate la carità, so poverello !” diceva co ‘nà voce ‘mpò stranita ma se perdeva sotto quarche ombrello in mezzo all’egoismi de ‘stà vita così ‘gni tanto que la mano stesa riscanza quarche lacrima de pianto che nun se vò stacca, ...pure si pesa ! ma si la vita nun jà dato tanto nun fa conosce gnente de l’offesa che “er popolo” jé fà…come pé vanto !! ma tarda e allora lancio la mia supplica. Forza sole esci e illumina questi tuoi figli scaldando i nostri cuori per tutto il giorno fino a sera, quando ci dovrai lasciare per andare a illuminare l'altra parte del mondo. Anche loro ti aspettano. E noi ti aspettiamo domani. Ti prego, non ci abbandonare mai . Marcello Finocchio 14 FEBBRAIO 2014 E’ stato un giorno favoloso, decisamente unico per mamma Valentina e papà Junio, è nato un bellissimo bambino. Ben arrivato SAMUELE, per la gioia dei tuoi fantastici genitori, assolutamente adorati da tutto il nostro quartiere. Tantissimi auguri, felicità ed amore a questa meravigliosa famiglia. Loreto Di Marco Il 13 marzo 1971, nasceva ANTONIO. Bhe, che notizia è? Ne nascono tanti di bambini! Ma dopo 43 anni, possiamo dire che Antonio non è una persona normale…è SPECIALE! Un vulcano di idee, confusionario, generoso, operativo, sempre presente quando serve. Un amico che tutti dovrebbero avere. BUON COMPLEANNO, Antonio, grazie di esserci. LE DEDICHE DEI NOSTRI LETTORI La redazione de “Il Picchio di Torresina” ed i Volontari di “Torresina nel Cuore” Comitato di Quartiere e Redazione del Picchio Anto 44 anni e non sentirli....:) Un augurio speciale ad un uomo molto speciale. Buon Compleanno!!! 2

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Esercizio convenzionato con il C. di Q. Torresina Sommario C’E’ MANCATO POCO…. LA VOCE DELLA SCUOLA ANDERSEN DOPO LA PIOGGIA LA VIA FRANCIGENA NEL LAZIO LOOKBACK POPOLO DI SOGNATORI… FITWALKING STAVO PERDENDO LA VITA... PSI…CHE? ROBERTO DE NARDO SOCIAL STREET O COMMUNITY STREET ? MENTA, MIRTO E SENAPE MARZO 2014 1 4 5 6 7 8 10 11 12 13 13 15 L’angolo della Poesia Le dediche dei lettori L’intervista a...IVAN ERRANI Rubriche 2 2 9 11 14 15 Letti per Voi News dal Comitato di Quartiere Torresina Cucinati per voi Diventa anche tu “Amico del Picchio di Torresina” su Facebook” Dopo la lettura, “il Picchio” ti invita a gettare il giornale negli appositi cassonetti per la carta, perché “il Picchio” è a fa vo re de lla racc olta differenziata. Rileggici su TORRESINA.NET-Archivio delle edizioni Dal 2007 ad oggi siamo qui ! Anno 1 - Numero 3 Marzo 2014 Reg. Tribunale di Roma n. 306 del 27 dicembre 2013 (già n. 559 del 17 dicembre 2007) SEDE: Via Paolo Rosi, 76 - 00168 Roma EDITORE: Associazione di Promozione Sociale “Noi di Torresina Onlus”-Via Paolo Rosi, 76 - 00168 Roma Cellulari: 3387078816 - 3396531743. e-mail: ilpicchioditorresina@yahoo.it DIRETTORE RESPONSABILE: Jean-Luc Giorda CAPO REDATTORE: Stefania Giannetto IN REDAZIONE: Marcella Speranza, Daniela Moretti, Cinzia Pezzola, Antonio Picciau, Antonella Salerno, Antonio Di Siero, Luigi Spagnoletti, Antonella Longobardi, Sonia Luche. IMPAGINAZIONE, PROGETTO GRAFICO-EDITORIALE, PUBBLICITARIO, GESTIONE INTERNET: Roberto Delle Case, HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Marcello Finocchio, Loreto Di Marco, Francesca Cappetta, Dove posso trovare ogni mese la mia copia de “ll picchio di torresina” ? T u t t i i n e go z i e g l i s t u d i Via Federico Borromeo, 67 professionali di Torresina Biblioteca Casa del Parco Tutti gli inserzionisti esterni di Via della Pineta. Sacchetti, 78 Le Edicole Via Torrevecchia Centro anziani Torrevecchia 87-239-348 Monte Mario - Primavalle Negozi di Via Pietro Gasparri 71-73 AMA di Torrevecchia Alcuni negozi di Via Pietro Maffi Santa Maria della Pietà: Alcuni negozi di Via Torrevecchia •Uffici Municipali pad. 29-30-31 e Largo Arturo Donaggio •Padiglioni 13, 26 e 32 Le Edicole di Via Pietro Maffi •Centro Antea - Atletica Monte Mario Alcuni negozi di Via Andersen Scuola di Via Andersen Municipio 19° di Via Mattia Battistini Bar di Via Vittorio Montiglio, 21 XIX Gruppo VVUU Via F. Borromeo Bar di Largo Millesimo La Biblioteca Basaglia Mercato Rionale di Via Pasquale II° Diego D’angeli. Roberto Giordano, Cinzia del Bello, vogliono raccontare momenti di vita, lagnandosi o ringraziando, ad inviarci i Alessandro Mingarelli, Mchela Fabbri, Fattino Tedschi. STAMPATO PRESSO: Tipografia River Press Group S.r.l. Via Menalca 30 - tel. & fax: 062294420 - 062295925 e-mail: rpg@mclink.it. Invitiamo tutti i lettori che vogliono scrivere articoli, poesie, dediche o che Questo numero è stato chiuso in redazione il 28/02/2014. L'associazione “Noi di Torresina onlus” ringrazia ,tuti gli inserzionisti e tutti coloro che con le loro donazioni, ci permettono di pubblicare il Picchio. loro elaborati presso ilpicchioditorresina@yahoo.it, oppure lasciando i loro scritti dal giocattolaio NUVOLONI, Via Pietro Maffi 28/32, da ROBERTO il tabaccaio di Viale I. Montanelli, o all' EDICOLA VIDI di Viale Montanelli. Gli scritti dovranno essere accompagnati dalla firma dell'autore (che potrà scegliere di non essere citato sul giornale, ma apparire solo con le iniziali o un nomignolo) e un recapito telefonico. 3

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Esercizio convenzionato con il C. di Q. Torresina di Francesca LA VOCE DELLA SCUOLA ANDERSEN loro scelte, e queste saranno dettate dalla consapevolezza e non dalla curiosità verso ciò che ci è sempre stato tenuto lontano. Ma, anche quest’anno, sono stati in molti a dare fiducia alla nostra scuola e, molto probabilmente, anche il prossimo settembre riusciremo a formare due prime. Mi auguro che, per quella data, venga riformata la scuola in modo da rendere più stabile e continuativo il lavoro del personale docente. Nell’attesa vi illustro alcune iniziative che docenti e genitori stanno portando avanti con tanto entusiasmo e tanta voglia di crescita per la nostra scuola, per renderla sempre di più un punto di riferimento per tutto il territorio. Il 21/02/2014 si è svolta una riunione del Comitato Genitori che ha lanciato una serie di iniziative tra cui corsi d’informatica e d’inglese per adulti e bambini, naturalmente a classi separate. Le preiscrizioni continuano a essere aperte presso la scuola per capire anche il grado d’interesse da parte di tutti. Altra bellissima iniziativa delle nostre insegnanti sotto il periodo di carnevale è di fare un piccolo corteo mascherato con i bambini, sul territorio. Si sta cercando di sensibilizzare gli organi competenti per le criticità che oramai tutte le scuole hanno e che, per fortuna, per la nostra struttura rimangono sempre marginali rispetto ad altre, ma che ugualmente debbano essere sanate. Fortunatamente c’è ancora molta collaborazione da parte di tutti, per riuscire a consolidare sempre più l’importanza della scuola pubblica nel nostro territorio. Ci saranno tante nuove iniziative, ma di questo ne parleremo nel prossimo numero del giornale per tenere alta la curiosità dato che ne vedremo veramente delle belle!!! N ei giorni scorsi sono state consegnate le schede di valutazione ai bambini della scuola Andersen, speriamo vivamente che tutti, chi più chi meno, abbiano avuto la giusta riconoscenza per lo sforzo fatto in questo primo quadrimestre scolastico. L’impegno e le risorse che ogni bambino investe in questo viaggio bellissimo deve avere il giusto peso. Intanto si sono aperte le iscrizioni online per la scuola dell’Infanzia, la scuola primaria e secondaria per l’anno 2014/2015 e tanti sono i dubbi che hanno i genitori, riguardo la scelta o meno della scuola Andersen per i propri figli: “Gli insegnanti saranno didatticamente preparati? Chi sarà il compagno di banco di mio figlio? Le cattedre sono di ruolo o corro il rischio che mio figlio abbia un’insegnante con incarico annuale?” Riguardo la prima domanda, posso dire con certezza che conosco personalmente tutti gli insegnanti della scuola Andersen e sono tutti perfettamente all’altezza del ruolo. Naturalmente troverete sempre chi avrà opinioni più o meno lusinghiere su un insegnante, ma questo deve essere tenuto in considerazione con le dovute cautele… Purtroppo, spesso siamo noi genitori, con le nostre ossessive invadenze o ancor peggio con il disinteresse verso quella che è la vita scolastica dei nostri figli, a far nascere attriti nei rapporti con gli insegnanti. Se nostro figlio ha problemi a scuola, non è automaticamente perché l’insegnante non svolge bene il proprio lavoro…… Forse ci sono altri problemi. Buona parte del lavoro viene fatto a scuola con gli insegnanti, ma spetta comunque a noi genitori seguirli anche a casa, insomma l’importante è stabilire un buon rapporto di collaborazione Scuola-Famiglia. Il compagno di banco? E’ un bambino/a come nostro figlio/a, né più né meno. A questa età non esistono altre distinzioni. Dobbiamo essere noi genitori a guidare i nostri bambini e fargli capire che ci sono bambini più fortunati e altri che lo sono meno, che se il compagno di banco dice una parolaccia non deve ripeterla…anzi deve dirgli “non si dice”. Insomma, siamo noi genitori che dobbiamo insegnare ai nostri figli a coesistere in questa società e a distinguere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Se iniziano ora a capire, acquisendo la consapevolezza che viviamo in una realtà eterogenea sotto svariati punti di vista, quando saranno adolescenti potranno fare le 4

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di Diego D’Angeli DOPO LA PIOGGIA ATTENZIONE! Raccogliere ed utilizzare le piante può essere pericoloso, il fai da te è vivamente sconsigliato se non si hanno gli strumenti tecnici e culturali per il riconoscimento delle specie. crisi di astinenza da passeggiate nel verde, ho approfittato immediatamente dei primi tiepidi raggi di sole primaverili per fare due passi nei prati di Torresina. Da questo breve giro nasce qualche nuovo scatto fotografico ed un articolo sulle prime fioriture che qui vi propongo. Mentre nuvole gonfie e nere elargivano abbondante pioggia, le piante preparavano i boccioli ed in molti casi iniziavano a fiorire approfittando, senza lamentarsi, della vitale acqua piovana. L’arrivo precoce della primavera, con le splendide fioriture che la annunciano a dispetto del mal tempo, è una sorpresa annunciata che ci offre colori e spunti di ogni genere a proposito di ecologia, fitoterapia, alimentazione e così via. Ecco qualche esempio di ciò che ho visto e fotografato. In Il Tarassaco ha proprietà depurative, colagoghe, diuretiche, amaro-toniche e lassative. Le proprietà drenanti, detossicanti e diuretiche lo indicano come ipocolesterolemizzante. E’ impiegato nella medicina popolare principalmente nelle "cure di primavera" per eliminare le sostanze tossiche accumulate, aiutando così l'organismo nel periodo che comporta il maggiore sforzo di rinnovamento. A tale scopo la massima attività è posseduta dalla radice e dal fusto sotterraneo, ma tradizionalmente vengono consumate anche le foglie in insalata. La Pratolina possiede proprietà depurative, diuretiche ed astringenti. In omeopatia si utilizza una tintura estratta dalla Bellis perennis fiorita, per tonificare i vasi sanguigni. Le foglie si mangiano crude in insalata da sole o con aggiunta di cicoria selvatica, pimpinella, olive nere e verdi e groviera. I boccioli conservati sott’aceto sono ottimi per accompagnare le uova sode. L’Anemone è una specie dall’aspetto molto gradevole e delicato, ma è una pianta tossica come quasi tutte le ranuncolacee. Sintetizzare e contenere nei tessuti delle sostanze velenose o sgradevoli al gusto è uno stratagemma evolutivo molto diffuso tra i vegetali per difendersi dagli animali erbivori. Il nome di questa essenza è legato al vento (dal greco ànemos) che disperde con grande facilità i delicati petali. Ramolaccio o Ramoraccio (Raphanus raphanistrum). E’ una sorta di broccoletto selvatico, ottimo commestibile, è diuretico, espettorante e stimolante. Tagliando a fettine la radici e lasciandole riposare per qualche ora ricoperte dal sale, si ottiene un succo utile per schiarire le macchie della pelle. Falsa Ortica o Lamio Maculato (Lamium maculatum). Le foglie vengono raccolte prima della fioritura e consumate crude in insalata, oppure cotte da sole o insieme ad altre erbe selvatiche. Questa pianta è utilizzata per le sue proprietà depurative, astringenti ed antiemorragiche, vulnerarie, antispasmodiche ed espettoranti. Il Celidonio è una pianta erbacea che cresce nelle zone ombrose caratterizzata da una linfa di colore arancione molto persistente, subito visibile asportando una qualsiasi parte vegetativa. Tutta la pianta e specialmente le radici risultano tossiche per il loro contenuto in alcaloidi come la chelidonina e la cheleritrina, quest’ultima fa starnutire e provoca sensazione di soffocamento. Nella medicina tradizionale veniva utilizzata per combattere porri e verruche. Rileggici , sfogliaci, scarica il giornale su: http://www.torresina.net/il-picchio-di-torresina/archivio-edizioni-il-picchio 5

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LA VIA FRANCIGENA NEL LAZIO ll'inizio del II m il l enni o l'Europa fu percorsa da una moltitudine di pellegrini alla ricerca della perduta patria celeste. I tre maggiori poli di attrazione per questa umanità in cammino erano: Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo, fondatori della comunità ecclesiale cristiana; la Terra Santa dove si ricercavano i luoghi della passione di C r i st o e S a n t i a g o d i Compostela, estrema punta dell'Europa Occidentale, dove riposava San Giacomo Apostolo. L'Europa divenne un grande collettore di strade, sentieri e direttrici, tutti convergenti verso i luoghi di pellegrinaggio. L'accesso a Roma era assicurato dalla strada forse più importante dell'epoca, la via “Francigena” o “Romea” che, proveniente dalle Alpi Occidentali e dalle regioni Renane, fu percorsa per almeno per sette secoli da Sovrani, Imperatori, plebi e religiosi. La via Francigena è un itinerario della Storia, una via maestra percorsa da migliaia di pellegrini in cammino. A quell'epoca il viaggio non era una semplice avventura, esso portava con sé un aspetto devozionale: il pellegrinaggio ai luoghi Santi della religione Cristiana. Oggi siamo in grado di ricostruire questo itinerario grazie ad un documento lasciatoci da Sigerico, Arcivescovo di Canterbury che nel 994, tornando da Roma alla sua diocesi, scrisse il diario delle varie tappe toccate durante il viaggio. 6 di Roberto Giordano A Il cammino della Via Francigena attraversa le Alpi in Valle d'Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia nella pianura Padana, valicava l'Appennino verso Berceto, attraversava la Toscana e il Lazio per raggiungere Roma. Ancora oggi sono rintracciabili sui nostri territori frammenti e memorie di quegli itinerari che fondano la storia d'Europa. Analizzandone una parte, indichiamo il percorso e le tappe nella Tuscia: da Proceno, stazione di posta, ad Acquapendente, tappa fondamentale per i p e l l e g r i n i , g r a z i e a d u n a p r e z i o s a reliquia portata dalla Terra Santa; da Bolsena, importante per il ricordo del miracolo del Corpus Domini, a Montefiascone; quindi Viterbo che, sviluppatosi proprio grazie alla via Francigena, divenne uno dei cardini dell'intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie storiche. Il passaggio della via Francigena per Viterbo pose il problema dell'attraversamento dei Monti Cimini tentato, a seconda dei periodi, a destra e a sinistra del Lago di Vico. Da una parte si incontrava Ronciglione e la chiesetta di S. Eusebio, dall’altra, sono riconoscibili tratti dell'antico percorso tra i boschi di castagno nei pressi dell'Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino. Si proseguiva per Vetralla, dove una strada campestre conduceva alla chiesetta di Santa Maria in Forcassi, quindi Capranica, Sutri, Monterosi, per poi abbandonare la Cassia per la via Trionfale fino a Roma.

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di Stefania Giannetto LOOKBACK Ed ecco, che in poco tempo, oltre agli utenti che lo utilizzano per svago, appaiono anche coloro che vi riversano tutte le frustrazioni personali, i livori interiori che altrimenti non potrebbero sfogare. Ho visto famiglie sfasciarsi sotto il peso di una frase buttata lì con uno spirito, ma letta e interpretata con un peso diverso; scenate di gelosia del marito per un “mi piace” messo dalla moglie ad una foto di un amico comune. E tutto avviene sotto gli occhi di tutti, alcuni attenti e vigili, altri assenti e superficiali. Comunque, al di là dell’utilizzo distorto o meno, avete notato come è cambiato il nostro approccio alla cultura? Sicuramente oggi, con Facebook, siamo tutti più informati ma che tipo di informazione ci viene offerta? Camminiamo costantemente in cerca di connessione per leggere cosa? Magari gli aforismi di Popper, ridicolmente apparsi sul nostro wall subito dopo il post con le foto della cena del cugino lontano. Ma quanti di noi sono in grado di conoscere l’impianto ideologico che ha portato Popper a dire quella frase? No, non ditelo, Popper potrebbe agitarsi nella tomba. Vi siete chiesti cosa ci chiede in cambio? Il nostro tempo, prezioso, unico ed esclusivo. Nel corso di questi anni, l’utilizzo di Facebook sta depauperando i nostri rapporti esclusivi con le persone. Stiamo idealmente in una frenetica piazza e parliamo con tutti ma senza quel contatto umano, fondamentale per i rapporti umani. Parliamo attraverso emoticon, senza neanche una grossa fatica visto che sono già predisposti con il nostro umore. Ma volete paragonare un sorriso vero con un emoticon sorridente? Volete paragonare uno sguardo intenso con una faccina seria? A onor del vero c’è chi lo fa, ma non per questo è meno umano, è solo un modo ricorrente nella moderna comunicazione. Certo è obbligatorio dire de gustibus, ma non trovate che la cosa faccia riflettere? un’occasione per riflettere Quest’anno ricorre un anniversario tutto particolare: quello di Facebook. Numeri da far girare la testa ai migliori marketing manager e milioni di utenti, tutti molto social. E sattamente dieci anni fa nasceva quello che sarebbe diventato, nel giro di pochi anni, uno dei Social più amati e controversi dagli internauti. Il compleanno di Facebook. E invece di aspettare di ricevere il regalo, è lui che lo fa a noi con il Lookback, ovvero la possibilità di creare un video con i momenti più importanti e significativi trascorsi sul social network. Per carità, nulla di impegnativo o difficile per l’utente, visto che l’unica forma di creatività richiesta è di accettare di condividere un video con foto e frasi, pubblicate sul profilo, che hanno guadagnato più “mi piace”. Non c’è che dire, un’ennesima vittoria per il team di Mark Zuckerberg, visto che questo “sguardo al passato”, italianizzando il termine, ha raggiunto la quota di 100 milioni di condivisioni. Personalmente, l’ho trovata solo una sterile manovra marketing (bene o male purché se ne parli, come diceva il grande Oscar Wilde) nella quale, lo ammetto, da assidua frequentatrice di Facebook, sono caduta anche io. In quel video c’è molto poco di mio e questo, probabilmente, mi ha fatto riflettere e porre una domanda: quanto di veritiero o nostro c’è in quello che postiamo, ma soprattutto, quanto possono sapere di noi coloro che riescono a “vederci” solo attraverso il nostro profilo? Nell’era globale della comunicazione “mordi e fuggi”, in cui è necessario rivolgersi a più persone contemporaneamente, dislocate in luoghi diversi, Facebook ben si presta ad essere utilizzato come strumento di comunicazione e il suo dovere lo fa egregiamente, rispondendo perfettamente alla necessità. I nostri amministratori municipali ne sono un esempio. Tuttavia, da strumento controverso quale è, Facebook si presta anche ad essere utilizzato in modi diversi, lontani dalla finalità per cui è nato dieci anni fa: la condivisione di interessi comuni. 7

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Continua da pag. 1 - C’E’ MANCATO POCO... Il cedimento dall’altra parte della strada, con l’armadio rovesciato La voragine che si è verificata a febbraio, si è prodotta proprio dove c’è stato lo scavo per l’allaccio della corrente ACEA per le palazzine di Torresina2 (allaccio provvisorio, basta guardare come sono sistemate gli armadi della corrente, in quanto la zona si modificherà ulteriormente con nuove urbanizzazioni); i lavori furono realizzati in una sola notte d’estate, proprio su quel terreno da riporto, con un solco sul manto stradale di un metro e mezzo di larghezza. Immediatamente a fianco, a meno di mezzo metro, altro scasso per l’allaccio, provvisorio, in fogna. Questo lavoro è stato realizzato, non solo per dare ai soci delle cooperative la possibilità di poter entrare ed abitare nei loro alloggi di Torresina2, ma soprattutto per far vendere ed affittare gli allora invenduti e sfitti appartamenti. Ma la regola sulla costruzione edilizia dei Piani di Zona, non dovrebbe essere quella di costruire prima le infrastrutture e poi i palazzi? Se qui le cose si sono invertite, perché è potuto accadere questo? Chi o cosa lo ha permesso? C’e’ stato il controllo sul rispetto di queste regole? Speriamo che le cose cambino e che prima di costruire palazzi ci siano strade, fogne e servizi. Quasi da subito, sono iniziati a manifestarsi i cedimenti della strada: è stupefacente che un “lavoro a regola d’arte”, si deteriori con tale velocità, ma si vede che lì, le forze della natura sono state proprio “eccezionali”! I primi cedimenti interessarono una sola carreggiata. Mitico è stato un tombino picchettato e restato lì inerte per mesi, al centro della strada, fino a quando i residenti, stanchi di quel pericolo stradale quotidiano (guarda che caso strano…), non gli hanno dedicato un “Buon Compleanno per il suo 2° mese di permanenza….”(vedi "il Picchio Feb 2011-pag.2). Poi sono iniziati i cedimenti su entrambi i bordi della strada, più di una volta, e ogni volta sempre peggio: questa volta i cedimenti sui due lati della strada sono stati piuttosto importanti: è stato coinvolto un autobus, fortunatamente senza gravi conseguenze (è rimasto intrappolato dalla voragine, ma essendo restato bloccato solo con una ruota e con pochissimi passeggeri è riuscito anche ad uscirne, con l’aiuto dei Vigili del Fuoco. Le due voragini laterali, questa volta, hanno rischiato di interessare tutta la larghezza della strada, tanto che i Vigili del fuoco in un primo momento, ne hanno decretato addirittura la chiusura all’accesso: la misura di prevenzione avrebbe isolato tutti i residenti di Via Paolo Rosi e nessuno avrebbe potuto accedervi, ma neanche uscirne, nemmeno in caso di emergenza e in fondo alla via c’è un asilo nido. Dobbiamo invece la sua riapertura parziale a chi, il Presidente del Comitato di Quartiere Antonio Picciau, intervenuto al momento dell’accaduto all’autobus, ha interloquito non solo con i Vigili del Fuoco, ma anche con la Polizia Municipale e gli Organi Istituzionali del Municipio XIV, facendo presente a tutti che quanto si stava facendo, seppur corretto nelle forma ed in nome della sicurezza, avrebbe avuto un impatto devastante sulla vita dei residenti. Pertanto le Autorità, riunite al capezzale della voragine, hanno trovato la soluzione che salvava “capra e cavoli”, con un t ransennamento ai bordi e un passaggio a una corsia centrale, rinforzata con lastre di acciaio. Nonostante che i cassonetti di Ama siano stati spostati sulla curva prima della voragine ed il servizio bus sospeso, i disagi, grazie alla rapidità con cui si sono svolti i lavori ed il collaudo, sono stati contenuti a solo una settimana (in altri casi, in passato in circostanze meno gravi, ci sono volute ben 3 settimane di attesa dell’intervento e 2 solo per il collaudo). Restano delle domande sospese: la colpa di quanto succede, visto che si ripete troppo spesso, è dei “fattori ambientali o di qualcuno”? A chi, “portare il conto” del disagio dei cittadini? In futuro, resteremo isolati oppure riusciremmo ad avere una viabilità “normale”? Confidiamo che prima possibile si faccia una strada per gli abitanti di Torresina 2, che entrano da Via Paolo Rosi 70, poiché oggi, per arrivare alle loro abitazioni, debbono percorrere un tratturo sterrato, che quando piove diventa fango, melma liquida, e con l’approssimarsi della bella stagione diventerà polvere. Confidiamo inoltre, che sia rimessa a norma l’unica via di uscita per gli abitanti di Via Paolo Rosi verso la civiltà, rifacendo il manto stradale, ma soprattutto il fondo stradale, ad “opera d’arte”, onde evitare inutili spese di risistemazione provvisoria. di Cinzia Del Bello POPOLO DI SOGNATORI… iamo un popolo di sognatori. Andiamo a dormire la sera sperando che l’indomani tutti i problemi si siano risolti come per magia. Viviamo un periodo al limite della follia, dove ognuno pensa a se stesso e l’egoismo regna sovrano. I problemi personali vengono sempre al primo posto. Abbassiamo la testa e ci lanciamo in lunghe disquisizioni sulle nostre mancanze e rinunce. Quanti di noi guardano un po’ più in là del proprio naso? Pochi, molto pochi. Quand’è stata l’ultima volta che abbiamo sorriso a un estraneo? Quand’è l’ultima volta che abbiamo sorriso in generale? Viviamo in un’Italia, dove il popolo è stato dimenticato. Sono realmente di parte ma parlo di una persona a me molto vicina. Come si può andare avanti senza percepire lo stipendio da ventisei mesi e pretendere che si paghino le tasse su uno stipendio che non è mai stato accreditato? Si pensa sempre che domani sarà il giorno giusto, che sarà la volta buona e ci sediamo in attesa. 8 S Che cosa stiamo lasciando alle generazioni future? Pochissimi valori, pochissimo lavoro e tanti, troppi problemi. Da quello che si sente continuamente sui notiziari, pare che l’unica realtà che i “ragazzi” di oggi abbiano colto è che vince chi picchia più forte. Se fai il bullo, puoi prendere tutto quello che ti pare. Picchia e fai branco e sei forte. Hanno tolto l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole. Volete sapere cosa sogno io? Io sogno di svegliarmi una mattina e di scoprire che tutti possano guadagnare il minimo per sopravvivere senza cadere nella disperazione. Sogno che i nostri figli possano tornare a giocare per strada, senza paura che qualcuno li molesti o li porti via. Sogno che il nostro Paese abbia da offrire un futuro alle nuove generazioni, che li stimoli a studiare e che premi adeguatamente chi lo merita. Infine sogno che questi giovani possano mantenersi e formarsi una famiglia, senza avere paura di perdere il lavoro, e con uno stato che li aiuti a diventare adulti.

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di Marcella Speranza L’intervista a... Ivan Errani, SIGNORI, SI CAMBIA…I rifiuti, non un problema ma una risorsa. D) Come potranno essere conferiti i rifiuti, lla fine del 2014 gli obiettivi fissati dal “Patto per Roma” con il nuovo metodo di raccolta? dovranno essere raggiunti. R) Ad ogni famiglia verranno consegnati La raccolta differenziata dovrà interessare contenitori per la raccolta individuale. almeno il 50% dei rifiuti urbani. I condomini saranno forniti di bidoni carrellati Nel 2016 dovrà raggiungere il 65%. ed altri contenitori condominiali, per il vetro invece rimarranno le campane, che Una percentuale che ci farebbe avvicinare a saranno l’unico contenitore su strada. quei Paesi, dove i rifiuti non sono un problema, ma una opportunità. I cittadini dovranno abituarsi, ma con un Ho incontrato Ivan Errani, Assessore con deleghe piccolo sforzo individuale, diventerà normale dividere all’Ambiente e al Turismo del Municipio XIV, e abbiamo correttamente i rifiuti, che verranno raccolti seguendo fatto una chiacchierata a tal proposito. un calendario che sarà consegnato ad ogni famiglia. Strade più libere, più pulite, garantiranno una migliore D) Cosa cambierà, nei prossimi mesi, per la raccolta qualità di vita, e sappiamo tutti quanto ce ne sia bisogno. dei rifiuti? R) Il progetto di Roma Capitale e AMA prevede: D) M a i ci tt a di ni, a ma r gi ne di quest o picco l o ● l’introduzione in tutta la città della raccolta differenziata impegno, avranno anche vantaggi economici? della frazione organica; R) Al raggiungimento completo dell’obiettivo, le materie ● separazione del vetro dagli altri rifiuti da imballaggio, prime (carta, vetro, metallo, ecc) potranno essere attraverso un circuito autonomo di raccolta (modalità vendute e riciclate. della campana); Questo influirà sicuramente sul costo della raccolta ● diffusione della raccolta “porta a porta” in tutte le aree e dello smaltimento dei rifiuti che da “problema” cittadine che hanno una situazione urbanistica idonea diventeranno “risorse” e questo sarà a favore dei cittadini. a questo tipo di raccolta. D) Come pensate di informare la popolazione? D) Quali sono i criteri per individuare le zone dove si R) Il Municipio dovrà presentare il progetto e dialogare farà la raccolta porta a porta (PaP)? co n i cittadin i de l ter r ito r io per age vo lare la Noi a Torresina saremo interessati? comprensione del modello di raccolta, per facilitare R) Saranno interessati alla raccolta PaP, circa un milione un avvio corretto e condiviso; dovrà raccogliere di abitanti del Comune di Roma. il punto di vista del cittadino, esplicitare le I criteri per individuare le zone sono la densità p o s s i b i l i difficoltà, organizzarsi per rispondere abitativa, le caratteristiche urbanistiche, il traffico, alle esigenze operative. l’ampiezza degli spazi comuni. L’AMA, da parte sua, dovrà garantire un servizio Sulla base della perimetrazione preliminare sono state assolutamente efficiente, agevolando eventuali individuate alcune zone (in fase ancora progettuale e esigenze, là dove possibile. quindi non definitive) del nostro Municipio, che sono: I cittadini dovranno attenersi alle condizioni del servizio, T r io n fale , T r agliate lla, La Sto r ta, Valle San ta, per massimizzare i benefici in termini di qualità, Selva Candida, Palmarola, Ottavia, Torresina, Santa quantità ed efficienza della raccolta. Maria della Pietà, Monte Mario alto. Stiamo organizzando incontri con la gente, per spiegare, ascoltare, decidere. D) Non sarà facile cambiare le abitudini dei cittadini! Spero di riuscire ad incontrare i cittadini di Torresina R) Non sarà facilissimo, ma una informazione precisa sulle entro il mese di marzo, e siccome sarà importante difficoltà iniziali e sui vantaggi che ne deriveranno, avviare questo servizio nel miglior modo possibile, renderanno meno traumatico il cambiamento. ci vedremo ancora…ancora…ancora. Un vantaggio sarà subito evidente: non ci saranno più i cassonetti nelle strade, quindi non ci sarà più spargimento Grazie Assessore! Una speranza è ora possibile: di immondizia, abbandono dei sacchetti fuori e mai più Malagrotta. intorno, depositi di materiali di ogni genere che cittadini poco attenti lasciano nei pressi. In una città più pulita, vivremo tutti meglio, cambiare abitudini per migliorare non sarà difficile. A 9

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di Stefania Giannetto FITWALKING Quando camminare è un’arte La U bella e tanto sospirata stagione si avvicina e il fisico necessita di respirare all’aria aperta e di ritemprarsi dalle corse non proprio salutari che, nostro malgrado, dobbiamo affrontare per tener fede al nostro quotidiano. bacino, tronco, braccia e spalle fanno nel corso dell’azione di Fitwalking. Il contatto del suolo con il tacco deve essere ben accentuato in modo da permettere al piede di compiere con eleganza il passaggio verso l’appoggio di piena pianta e la successiva spinta. La posizione corretta del piede nel momento dell’appoggio a terra è leggermente esterna. Tale posizione sarà mantenuta sino al completo appoggio a terra e al raggiungimento del massimo punto di spinta. Il piede determina anche la direzione del cammino e la sua posizione dovrà essere lineare. Sembrerebbe uno sport adatto a tutti, aiuta a combattere le alterazioni del tasso di colesterolo ed altri grassi nel sange, l'osteoporosi e l’ipertensione. Può aiutare a tenere sotto controllo o a ridurre il peso corporeo; è utile per chi ha il diabete. Mantiene più fluido il sangue, in molti casi aiuta a perdere il vizio del fumo. La pratica di questo sport è talmente elementare che, da qualche anno, sta prendendo sempre più piede (e scusate il gioco di parole), tanto da essere inserito in alcune delle più importanti competizioni. Sezioni riservate proprio ai camminatori veloci ci sono, infatti, nella Corri Umbria, nella Firenze marathon e in altre occasioni di sport che si svolgono nelle città di Tuscia, Roma, Ragusa, Parma. Potrebbe essere sfidante l’idea di partecipare ad una di queste manifestazioni, dopo solo pochi mesi di semplice ma costante preparazione, che ne dite? no dei metodi più efficaci non solo per perdere il peso in eccesso ma anche per rigenerare il proprio spirito è quello di scaricare le tensioni accumulate praticando uno sport alla portata di tutti: il f it wa lk ing . Non è necessario avere un fisico atletico, basta saper camminare. In pratica il fitwalking altro non è che una passeggiata a piedi, fatta con un ritmo leggermente più veloce di quello a voi naturale. Si, si cammina semplicemente ma bene. Infatti, per praticare il fitwalking è necessario osservare poche e semplicissime regole. Un paio di scarpe da ginnastica, ad esempio quelle utilizzate dai corridori alle prime armi e una postura corretta del corpo e delle braccia. La postura è fondamentale. Il gesto atletico del fitwalking si caratterizza per un uso consapevole degli arti superiori. Il braccio deve risultare piegato sino a raggiungere un’angolazione di circa 90° e deve oscillare avanti ed indietro con un movimento che tende a spingere la mano verso un immaginario punto posto centralmente di fronte al petto. Il busto è lievemente inclinato in avanti (questo facilita la spinta e favorisce l’essere più veloci) ma soprattutto deve essere rilassato, così come il collo e le spalle che devono evitare ogni rigidità. Trattandosi di una camminata, inoltre, occorre fare attenzione a come si appoggia il piede, poiché questo governa tutti i movimenti che gambe, STAVO PERDENDO LA VITA... ...IL MIO PUNTO VITA uando si diventa grandi molte cose cambiano e con loro il nostro metabolismo, così ci ritroviamo a fare diete assurde, digiuni o magari a ricorrere alla chimica. E’ capitato anche a me, ed ero angosciata. A 23 anni, obesa ed invisibile al mondo, avevo iniziato una dieta ed in 2 anni avevo perso 40 kg, divenendo stranamente visibilissima. Da allora ho sempre saputo come mantenere la linea, ma ad un certo punto quelle regole non valevano più, ero disperata e disposta a tutto, non tanto per l’estetica ma soprattutto per evitare seri problemi alla schiena. Poi una mia amica posta su Facebook un messaggio, parla di fitwalking, incomincio a girare su i vari motori di ricerca e trovo la camminata a passo sostenuto e tutti i suoi benefici. Quanti, fateveli dire dal vostro medico o dal vostro specialista, io avevo un obiettivo: dovevo perdere chili. L’unico investimento sono state le scarpe, che, in effetti, sono importanti, poi ho iniziato a dedicare 30 minuti della mia giornata a questa camminata veloce, 5 volte a settimana. Dopo i primi giorni avevo l’acido lattico in muscoli che 10 di Cinzia Pezzola Q non credevo di avere, qualche dolorino alle ginocchia e alle caviglie e qualche dito dei piedi incerottato … brutta la vecchiaia, ma dopo la prima settimana vedevo già i primi risultati. Non contenta, ed ancora abbastanza sfiduciata per altri tentativi andati male, ho continuato e mai più smesso da allora, non riuscivo a crederci, finalmente quella bilancia scendeva di peso. Incredula più che mai, cerco di non mancare nemmeno un appuntamento e se piove vado con l’ombrello. Ridete pure, non si corre, si cammina e si può fare anche con l’ombrello, basta essere costanti ed ovviamente fare una dieta corretta. Con il passare dei mesi, in quei 30 minuti, farete percorsi più lunghi e più velocemente, perché viaggerete con una zavorra più leggera. Io in poco più di 3 mesi ho tolto 10 kg …ve lo consiglio spassionatamente, non esagerate, prendetela con filosofia, ma con continuità e valuterete anche voi i benefici ottenuti semplicemente camminando.

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di Antonio Di Siero ALLE ORIGINI DI UN'ICONA POP “Voterò il primo che si mostrerà Più in dettaglio: il mondo reale con la maschera di V for Vendetta” è il prodotto di una serie (Vignetta su Facebook) infinita di azioni, ognuna di queste azioni genera una ei primi anni '90 il mondo è avvolto dalle fiamme di reazione. La cosa più semplice che può una guerra nucleare. Il regno unito emerge dalle ceneri grazie a un'alleanza fare un autore è chiudere un'azione dichiarando il trionfo tra gruppi di estrema destra e imprese private. Nel 1997 il paese è sotto il giogo di una dittatura di stampo del bene e la fine della storia. marcatamente fascista che mantiene l'ordine attraverso Un esempio: Biancaneve sposa degli organi di sorveglianza chiamati rispettivamente il Principe. “Occhio”, il sistema di telecamere diffuso per le strade; E po i? Av ranno dei figli? “Mano” che grazie ai suoi agenti (chiamati “dita”) reprime Lei lo tradirà con lo stalliere? ogni forma di ribellione nelle strade; “Fato”, il sistema di Lui la picchierà? E i genitori Testi di Alan Moore propaganda radiofonico; e “Naso”, la polizia scientifica. di lui, come reagiranno al La notte in cui la giovane Evey Hammond, orfana di presentarsi di una fidanzata di Disegni di David Lloyd. (Rizzoli) padre e di madre e disoccupata, scende in strada con dubbia provenienza? l'intento di prostituirsi, viene salvata da un aggressione Moore insegue in modo quasi ossessivo l'idea di riempire ogni vuoto che la parola “Fine” della trama principale o dalle dita da un individuo mascherato. La mossa successiva dell'uomo è attivare delle cariche le sottotrame possono lasciare. Anche a costo di creare inizi di trame che solo la fantasia che radono al suolo il parlamento. L'individuo (di cui non vedremo mai il viso nell'intera del lettore può riempire. graphic novel), si fa chiamare semplicemente “V”, da un La drastica, ma necessaria (per gli standard hollywoodiani), motto latino inciso su un arco nel suo rifugio sotterraneo, semplificazione di questi schemi ha reso la trasposizione non si fa scrupolo ad usare la violenza contro i vertici dei Wachowsky Bros. l'ennesimo obbrobrio commerciale che vanta la firma di un grande autore. della tirannia che opprime il popolo. E' inoltre pronto ad insegnare, anche attraverso metodi Era già successo con le trasposizioni di “From Hell” e traumatici, il senso della libertà e della propria lotta alla “La lega degli straordinari gentlemen”. Arriviamo finalmente alle “icone pop”, oggetto di questo sua giovane allieva Evey. “VfV” è una grafic novel britannica pubblicata in madre articolo, simboli che, per un motivo o per un altro entrano patria in due parti. La prima tra il 1982 e il 1983, la nell'immaginario collettivo di intere generazioni, anche dopo che il senso originale è stato perduto. successiva tra il 1988 e il 1989. La fama all'esterno del Regno Unito si deve però al film E' un esempio il logo di una casa discografica che dei Fratelli Wachowsky, resi celebri dalla trilogia mostrava un cane seduto davanti a un grammofono “Matrix”. Come spesso mi capita con le opere di Alan attratto dalla musica. Moore (“Watchmen”, “From Hell”), ho avuto molte Sebbene non abbia nulla contro queste mode, l'uso fatto dell'eroe di Moore mi disturba. difficoltà ad arrivare alla fine. Non perché i contenuti fossero Parliamo dell'abito diffuso tra i giovani di sfruttare la particolarmente disturbanti, maschera di V come una sorta di certificazione di neanche per la gran quantità di giustizia (vedi il cappello dell'articolo). testo che è parte integrante delle Nella convinzione di essere ribelli, questi poveri ragazzi opere di Moore, ma perché finiscono infatti per farsi strumentalizzare da gruppi leggere questi fumetti non marcatamente fascisti che promettono, prima ancora di significa solo gustarsi una storia un futuro di giustizia e lavoro retribuito, la distruzione del “criminale politico”, elemento che coincide fatalmente e delle scene d'azione. La narrazione di Moore pone da con chiunque non appoggi l'ideologia del gruppo. sempre questioni difficili, Moore parla in modo molto preciso delle differenze tra nate da una documentazione tirannia, libertà e anarchia. approfondita da parte dell'autore Elementi totalmente dissimili tra loro, sarebbe quindi e da un bisogno maniacale di buona idea, prima di indossare ancora la maschera di V, riempire ogni possibile vuoto mettere da parte il DVD del film e leggere approfonditamente l'opera originale. narrativo. N DA QUESTO MESE IL PICCHIO DI TORRESINA È ANCHE SU TWITTER er tutti i lettori che vogliono seguirci, da questpo mese, la Redazione del nostro giornale, sarà a vostra disposizione anche su Twitter. Dopo la nostra presenza su DALLA REDAZIONE Facebook, formidabile strumento di DEL PICCHIO P collegamento tra le persone, estendiamo la nostra presenza comunicativa anche su un altro social network cliccatissimo. L’obiettivo è sempre e comunque, raccogliere le vostre istanze, problematiche per esservi sempre più vicini nella realtà che viviamo. 11

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di Alessandro Mingarelli Psicologo della S a l u t e Un pò di chiarezza sulla professione dello psicologo aranno passati quasi una decina d'anni, ma lo ricordo come se fosse ieri: mi trovavo al centro per il trattamento dei fattori di rischio cardiovascolare di un noto ospedale romano e, in qualità di psicologo, stavo effettuando un colloquio per valutare quali fattori di personalità incidevano sulla salute cardiaca di un utente. Ad un certo punto la persona che avevo davanti, interrompendo il colloquio, mi chiese: "lei ha detto di essere psicologo, ma non è proprio medico?", le risposi che in Italia, dagli ann i ' 70, la fo r mazio ne psico logica è completamente indipendente da quella medica, che il metodo di lavoro di queste due professioni è notevolmente diverso, e ricevetti come risposta: "che strano, lei dice con fierezza di non essere medico". Mi rendo perfettamente conto che, in questo paese, è raro fare un colloquio con uno psicologo in un reparto ospedaliero che non riguardi la salute mentale, ed è quindi legittimo chiedere le specifiche professionali, ma in quell'episodio mi aveva spiazzato l'affermazione successiva ai miei chiarimenti, che sottolineava come l'unica professionalità a cui aspirare in ambito sanitario fosse quella medica e che probabilmente il mio interlocutore non possedesse i criteri per distinguere le due professioni. Questo è solo un episodio, ma spesso mi confronto con persone che hanno una gran confusione rispetto alle caratteristiche del mio lavoro. Aspetti che hanno favorito la confusione Nonostante la professione di psicologo sia riconosciuta legalmente in Italia dal 1989, questa confusione ha una lunga storia che nasce probabilmente da quando l'insegnamento della psicologia fu eliminato nelle scuole durante il periodo fascista. Altri elementi che hanno favorito questa confusione sono la diffusione della professione psicologica in concomitanza al movimento antipsichiatrico di chiusura dei manicomi degli anni '70 che, per associazione d'idee, ha fatto ritenere che lo psicologo dovesse necessariamente lavorare con i così detti "malati mentali", e una frequente e deplorevole presenza di alcuni colleghi nei programmi televisivi d'intrattenimento, che in veste di opinionisti elargiscono consigli, gli stessi consigli che potrebbe dare anche un parente o amico. Con questi presupposti è forse meglio chiedersi come si fa a non esser confusi su cosa faccia lo psicologo. 12 PSI…CHE? S Un pò di chiarezza Tutte le attività dello psicologo sono orientate al perseguimento del ben-essere e della salute dell’individuo, dei gruppi e delle organizzazioni. E' utile ricordare che la salute non è semplice assenza di malattia ma, come dichiarato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948, è "...uno stato di benessere, fisico, mentale e sociale...". L'aspetto "mentale" influenza tutti gli ambiti, come la qualità di vita di un quartiere, il clima di sinergia che ha un gruppo di lavoro, il ben-essere di un individuo. Detto in modo sintetico quindi, lo psicologo aiuta le persone a vivere meglio. Non a caso la formazione di base di uno psicologo riguarda la conoscenza dei processi mentali (pensiero ed emozioni), le dinamiche relazionali tra le persone, lo sviluppo della personalità, le influenze dei tratti individuali sull'organismo. Lo psicologo, in funzione di queste conoscenze, orienta l'utilizzo degli strumenti professionali adattandoli alle situazioni. Strumenti quali il colloquio, i questionari, le tecniche psicofisiologiche (es. conduttanza dell'elettricità della pelle, registrazione pressione arteriosa e frequenza cardiaca, registrazione tensione muscolare), delle attività (es. giochi su come si risolvono i problemi in un gruppo di lavoro). Attraverso l'uso di questi strumenti, e la riflessione emozionata sull'esperienza, lo psicologo favorisce la destrutturazione dei modi abituali di funzionamento e il cambiamento verso un migliore grado di benessere. Qualche esempio sulle attività Ad esempio nella scuola, relativamente alla problematica del bullismo, il ruolo dello psicologo può essere quello di aiutare il corpo docente e le famiglie a migliorare il rapporto tra di loro e con/tra gli allievi, quindi a migliorare le competenze nell'affrontare le situazioni conflittuali. Difatti la capacità di avere buone relazioni con gli altri rientra appieno nel mandato istituzionale della scuola, che è lo sviluppo individuale e sociale dell'allievo, ed è anche una dimensione rilevante per il ben-essere delle persone. Oppure nel caso di una persona che si rivolge a uno psicologo per problemi gastrici. Il lavoro psicologico, dopo una adeguata valutazione delle caratteristiche individuali, può essere quello di costruire assieme alla persona nuovi modi per affrontare le situazioni percepite come stressanti, abbassando di conseguenza il livello di attivazione fisiologica dell'organismo.

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di Fattino Tedeschi ROBERTO DE NARDO della pittura e anche oggi ci sentiamo illuminati dalla magnificenza di quelle opere che hanno saputo creare un tessuto di cultura e di civiltà. De Nardo percorre un’avventura che ci aiuta a capire nel tempo quel fascino intatto delle opere. Si può in tu ir e facilme n te l’interesse dell’artista per questo capitolo importante dell’arte sacra, e basta avvicinarsi alle sue tavole dipinte per sentire la positività del messaggio sacro, narrato col calore che difficilmente sarà dimenticato. L’artista vuole portare a termine il suo grande progetto per ritrovare fra segni, forme e colori, il significato delle storie dei personaggi che si accomunano nella rappresentazione dell’opera. Cercare la luce, le masse di colore, la forza interiore, il coraggio e la paura per assegnare ai personaggi il volto più credibile. Frenare l’istinto emotivo per creare carattere, forza rappresentativa e interpretativa, dando alle scene delle stazioni del dolore una regia coordinata, per far sentire tutti indistintamente protagonisti. Nell’armonia creativa c’è il ritmo unitario in una sintesi di forma e di colore e una geometria rigorosa delle sue opere, dove il ruolo della morte di Cristo s’inserisce nella storia e nell’animo di tutti gli uomini nel divenire nel tempo sulla terra. oberto De Nardo, pittore, lavora da tempo per portare a termine un’opera di grande impegno sociale e culturale. Il suo progetto: “Con la luce dei suoi occhi, porta al mondo i racconti evangelici con gli occhi di Gesù”. De Nardo ha dato un nuovo significato di iconografia, facendo uno studio particolare intorno alla storia della passione di Cristo. In quest’opera c’è una bellezza estetica, istintiva e spirituale, raccontata con un classicismo nuovo. Un gran numero di tavole numerate, che pendono nel suo studio di Monte Mario gremito di tele, di pennelli e di colori, in cui è incisa con sapienza l’espressione dei figuranti di un mondo arcano e misterioso. L’idea di questa monumentale opera prende lo spunto dalla grande rappresentazione storica che si svolge nelle Marche, a Cantiano, che ogni anno richiama milioni di persone. Cantiano è un borgo d’arte ai piedi del monte Catria. Un percorso di grande suggestione, quello di Roberto De Nardo, che riporta ai grandi maestri dei secoli in cui l’arte italiana ha raggiunto il massimo splendore universale con Giotto, Leonardo, Tiziano, Caravaggio. Tali sommi artisti riuscirono ad incarnare l’idea medesima R SOCIAL STREET O COMMUNITY STREET ? CONDIVIDERE BISOGNI E SCAMBIARE SOLUZIONI di Daniela Moretti G Federico Bastioni, giornalista 36enne, racconta che “….Passeggiando sotto i portici, mi sono accorto che, nonostante abitassi qui da tre anni, non conoscevo nessuno e questo mi intristiva, e poi ho un bimbo piccolo e volevo che conoscesse i figli dei vicini, perché spesso è solo. irovagando su internet alla ricerca di buone pratiche L’intento originario è stato costruire relazioni improntate da cui trarre ispirazione per attivare risposte nuove alla fiducia reciproca. a bisogni nuovi sono incappata in una strana storia: Sapere di poter contare sul proprio vicino è rassicurante e un a Bologna è nata la “Social Street”, la prima strada sociale forte antidoto al senso diffuso di solitudine e isolamento”….. in cui i residenti si conoscono, fanno gruppo su facebook Strano ma leggere di quest’esperienza, richiama alla mente e cominciano ad incontrarsi per scambiarsi piccoli i tanti momenti di festa e di solidarietà che da anni aiuti quotidiani come prestarsi un trapano, aiutarsi a animano la vita della nostra Comunità di Torresina: salvare il cibo di un frigo che si il capodanno al parco, la festa dei rompe e si scongela, una baby vicini di via Montanelli, la festa dello Sport, il Babbo Natale, come il sitter all’ultimo minuto, un aiuto Carnevale o lo spazio Libera Libri, traduzione per un compito la notte sbianca delle pulizie, d i un figlio, lettura di bollette, consigli per orti in terrazza le raccolte per il Salvamamme, e giardini e balconi fioriti in il rigiocattolo per la Comunità di S. Egidio e non ultimo la gestione ogni stagione, pr an zi so ciali do ve o gn un o cucina per tutti, del Parco e “Torresina nel cuore”. Che ne dite siamo anche noi una cambiare una gomma ma anche recuperare un’area verde Lo stesso esempio di attività sociale, in due posti Social Street molto molto speciale, diversi del pianeta: a destra - Newcastle (Australia) o meglio Community Street? e pulire vie…ecc.ecc. e a sinistra - Roma-Torresina (Italia) "Sapere di poter contare sui vicini di casa è rassicurante, fa sentire protetti e parte di una piccola comunità che ha già un punto condiviso: la residenza” 13

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NEWS dal Comitato di Quartiere “Torresina” A P E R T U R A sito al piano interrato del Centro P O M E R I D I A N A Commerciale Torresina nei seguenti UFFICIO POSTALE orari: MARTEDI’ e GIOVEDI’ 1TORRESINA. Siamo lieti d'informarvi 0.00-12.00 e 16.00-18.00. che da venerdì 24 gennaio, l'Ufficio Il tesseramento prevede il contributo Postale all'interno del Centro di € 5 e da diritto di voto alle assemblee Commerciale Torresina osserverà dei Soci e l’opportunità di accedere l'orario prolungato : da LUNEDI’ a alle agevolazioni proposte dagli Amici VEN ER D I ’ o re 8: 20 - 19 :05 ; di Torresina, un insieme di Professionisti, Associazioni ed Esercizi Commerciali SABATO 8:20 - 12:35. Altra novità del Centro Commerciale con cui il Comitato ha stipulato convenzioni è l'apertura nel mese di marzo di (vedi sito www.torresina.net). Mamma Pizza, Tavola Calda e Pizzeria. Vi aspettiamo numerosi. TESSERAMENTO 2014. Il Comitato di DOMENICA 16 MARZO RACCOLTA Quartiere è lieto di invitare coloro VESTITI E GIOCATTOLI che vogliono aderire in qualità di Socio, Si a m o l i e t i d ' i n f o r m a r e c h e ad iscriversi o a rinnovare la Tessera DOMENICA 16 MARZO, dalle 8,00 per il 2014, recandosi presso il box alle 13,00 in concomitanza con la raccolta ingombranti dell'AMA, verranno RACCOLTI GIOCATTOLI E VESTITI (per ogni età) USATI MA IN OTTIMO STATO a favore dell'Associazione SALVAMAMME. IL TUO QUARTIERE NON È UNA DISCARICA. Secondo appuntamento dell’anno con l’iniziativa “Il tuo quartiere non è una discarica” per i Municipi neo PARI. Appuntamento domenica 16 marzo dalle ore 8.00 alle ore 13.00 nel parcheggio di via Andrea Barbato, sul lato opposto al capolinea del 46/. Ama ricorda che sono a disposizione dei cittadini altri due canali per disfarsi gratuitamente dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici, che non devono e non possono essere assolutamente conferiti nei cassonetti stradali: i 13 centri di raccolta aziendali aperti tutti i giorni e il servizio di ritiro a domicilio, fornito dal lunedì al sabato su appuntamento, per i materiali fino a 2 metri cubi di volume, sia al piano stradale che, dallo scorso 27 dicembre e fino al 27 marzo, al piano abitazione. Centro di raccolta Battistini, Via Mattia Battistini, 537 Apertura: dal LUNEDI’ al SABATO ore 7.00-12.00 e 14.00-19.00; DOMENICA e FESTIVI 7.00-13.00. Puoi consegnare gratuitamente: Apparati elettronici, Batterie al piombo, Carta e cartone, Consumabili da stampa, Farmaci scaduti, Grandi elettrodomestici, Inerti / Calcinacci, Ingombranti, Legno, Metalli, Neon, Oli vegetali, Pile, Termometri, Vernici e solventi LIBERA LIBRI vi aspetta al Box al piano interrato del Centro Commerciale Torresina; l'iniziativa è un invito alla lettura con una sua formula magica: “Chi vuole porta, chi vuole prende, ma si può anche solo prendere o portare, tutto completamente gratuito”. Curata dall’Associazione H2, in collaborazione con il Comitato di Quartiere e l’associazione Scaffali, si basa sul libero scambio di libri. Per evitare situazioni spiacevoli, è stato posto un limite: si possono prendere, al massimo, 3 libri alla volta. Aperto MARTEDI’ e GIOVEDI’, ore 10.00-12.00 e 16.00-18.00 e DOMENICA ore 10,30 -12,30. INFO. Potete contattarci attraverso l’indirizzo mail: comitatotorresina@gmail.com oppure per segnalazioni urgenti chiamare direttamente i co n siglie r i i cu i n ume r i son o r e pe r ib ili su lla pagin a we b www.torresina.net/comitatotorresina. Grazie 14

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di Michela Fabbri MENTA, MIRTO E SENAPE I segreti della natura Menta è una pianta erbacea perenne fortemente aromatica, dal tipico sapore pungente e piccante, conosciuta già dal tempo degli La pianta di Menta Egizi e dei Romani, e usata da Galeno come pianta medicinale. Ogni specie o ibrido ha differenti usi alimentari. Dalle preparazioni dolci a quelle salate. Viene utilizzata nella preparazione di piatti a base di riso o pasta soprattutto freddi, nella carne, soprattutto nell’agnello, o nel pesce. Ovviamente è usata anche per la preparazione di dolci, caramelle, gomme da masticare e liquori o super alcolici. A livello, invece, fitofarmacologico la menta ha un ottima funzione digestiva, stimola infatti le funzioni gastriche, è un buon antisettico e antispasmodico. Si dice sia anche sconsigliata assumerla di sera, come decotto o infuso, perche essendo un tonico stimolante non è indicata per favorire il sonno! Le uniche controindicazioni sono per chi ha problemi già conclamati al tratto digerente, come ad esempio reflusso gastroesofageo o ulcere gastriche. Piccola curiosità! Per chi soffre il mal d'auto o mal di mare la menta è l'ideale, basta fare un infuso e berne due tre giorni prima del viaggio oppure conservarlo nel thermos e berlo durante il viaggio, appena sente i primi sintomi di nausea e vomito. Il Mirto è un piccolo arbusto alto dai 50 ai 300 cm molto fitto. E’ una specie spontanea delle regioni mediterranea e della Macchia Mediterranee, soprattutto in Corsica e Sardegna (ovviamente!). Infatti, rimanendo in tema, il prodotto più importante, dal punto di vista quantitativo, è rappresentato dalle bacche, utilizzate per la preparazione del liqu or e di mirto propriamente detto, ottenuto per infusione alcolica delle bacche La pianta di Mirto a t t r a v e r s o di Marcella Speranza La macerazione o corrente di vapore. Per il suo contenuto in olio essenziale (come ad esempio il mirtolo), tannini e resine, è un'interessante pianta dalle proprietà aromatiche e officinali. Al mirto infatti sono La pianta di Senape attribuite proprietà balsamiche, antinfiammatorie, astringenti, leggermente an tise ttiche , pe r tan to tr o va impie go in campo erboristico, fitoterapico e farmaceutico per la cura di affezioni a carico dell'apparato digerente e del sistema respiratorio. Con il termine Senape si possono indicare alcune specie di piante come alcune salse piccanti che vengono ricavate dalla pianta stessa. Le piante di Senape raramente raggiungono un'altezza superiore ai 2 metri, hanno un fiore giallo a forma di pannocchia che sviluppa il frutto, che contiene numerosissimi semi piccoli e arrotondati da cui si ricava la famosa salsa di condimento, dal sapore tipicamente aspro e piccante. La senape è nota sin dai tempi dei Romani, che ne conoscevano le proprietà antiossidanti e la usavano per conservare frutta, verdura, succhi di frutta e mosto di vino. La senape pero data la presenza di specifiche proteine può essere causa di allergia alimentare nei soggetti predisposti. Ma vediamo un po di usi della senape: nell’europa orientale i semi vengono mischiati con il miele e assunti per sedare la tosse; nel Canada viene usata per il trattamento delle affezioni del sistema respiratorio. Anche l’olio essenziale di senape (impropriamente detto Olio di mostarda) viene utilizzato nella medicina Ayurvedica per frizioni nel caso di dolori reumatici e nevralgie. INGREDIENTI: 8 foglie grandi di borragine – 1 bocconcino di mozzarella – filetti d’alice sott’olio – 1 uovo – farina q.b. – birra q.b. – un pizzico di sale – olio per friggere. PREPARAZIONE: Preparare la pastella miscelando, con una frusta, l’uovo con la farina ed aggiungendo un poco alla volta la birra. Mescolare fino ad avere una pastella liscia, non troppo fluida. Aggiustare di sale e lasciare riposare in frigorifero. Lavare le foglie di borragine ed asciugarle delicatamente. Tagliare la mozzarella, ricavando 8 fettine, sgocciolare i filetti di alice e tagliarli a metà. Disporre la mozzarella e l’alice su ogni foglia, che andrà avvolta su se stessa cercando di ripiegare i bordi verso l'interno formando un fagottino. Fermare con uno stuzzicadenti (o legare con un filo di erba cipollina). Se la foglia si rompe o non si riesce a inserire bene all’interno il ripieno avvolgere una seconda foglia e sigillare, (in questo caso servono più foglie di borragine). Immergere nella pastella e friggere in abbondante olio. Scolare su carta assorbente e servire caldi. Se rimangono inutilizzate alcune foglie, immergetele nella pastella e friggetele, sono ottime! Buon Appetito! 15 FAGOTTINI DI BORRAGINE

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