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anno ii n°1 gennaio 2011 free press
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anno ii numero uno gennaio 2011 sommario anno ii n°uno 07 editoriale 08 che lavori fanno gli immigrati in italia enrico pugliese 12 l ingegnere operaio e il medico badante franz gustincich 16 la crisi economica colpisce tutti paolo cordova 19 la legge e lo sfruttamento dei lavoratori franz gustincich 22 una ciambella in ereditÀ pietro licciardi 24 tra diritti e doveri i conti non sempre tornano 27 quando la legge non fa differenze elisa mencarini 29 il diversity management 31 la responsabilitÀ delle imprese nel sociale marco di lullo 34 marco di lullo bassam saleh 38 la necesidad de aprender italiano marta cuervo martìnez la gestione della diversitÀ in azienda marco di lullo 40 3 euro al giorno nel golfo persico franz gustincich 43 c È un teatro sotto i treni elisa mencarini 45 fatima È troppo stanca non ha piÙ voglia di pensare a niente 50 roma fu fondata da un rifugiato sergio kraisky karim metref 4
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questo simbolo indica che l articolo è scaricabile in mp3 dal sito www.meltingweb.it gennaio 2011 53 monica adriana magdo 56 rahid ahmed 58 vegabond 61 marco wong 62 good morning aman l integrazione al cinema elisa mencarini 66 il calcio che unisce paolo cordova 68 i limiti del reato di permanenza illegale massimo ribaudo 70 che cosa È la busta paga 72 visto libero per albanesi e bosniaci 73 decreto flussi 2010 il governo italiano autorizza 74 convegno congiunto simm glnbi sip bambini e migrazioni 86.080 nuovi ingressi e 12.000 conversioni 76 lettere 78 l amore ai tempi di melting/2 massimo ribaudo 81 colophon 82 leaders of men fabio fontanella copertina ph franz gustincich copsa mica romania 1990 5
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editoriale a bbiamo ricevuto alcune critiche a proposito dell immagine di copertina del numero due di melting la foto riproduceva un cartello con la scritta affittasi no stranieri no animali la stessa che presa da un annuncio selezionato tra centinaia con la stessa dicitura era stampata sopra l editoriale i pochi autori delle critiche non hanno ritenuto necessario leggere gli articoli che di questo fenomeno xenofobo parlavano le critiche per noi di melting sono sempre ben accette è il significato più profondo della democrazia in questo caso però hanno ignorato le intenzioni di quella copertina il nostro obbiettivo era denunciare un fatto una realtà che esiste che abbiamo riscontrato in annunci di affitto sparsi su web e giornali e che riportavano questa espressione abbiamo raccontato le difficoltà spesso le discriminazioni che incontrano gli stranieri nel cercare casa non era nostra intenzione offendere qualcuno ne creare sensazionalismi con una copertina forte e d impatto come ci ha fatto notare un nostro lettore arabo la stessa cosa accadeva in germania non molti anni fa dove negli annunci di affitto si diceva no animali no italiani fossimo stati in germania in quegli anni avremmo scritto le stesse cose e pubblicato la stessa copertina perché spesso non si impara dalla storia e spesso le sconcezze della storia si ripetono a distanza di tempo a distanza di chilometri e tutti ne sono vittime senza distinzione di nazionalità il lavoro è il motivo per il quale si lascia il proprio paese ma non sempre le cose vanno come si vorrebbe le qualifiche gli studi e le competenze che ha l immigrato le lascia quasi sempre nella propria terra per svolgere in italia un nuovo mestiere questo fatto è stato giustamente definito spreco di cervelli i numeri ci dicono che circa il 9 degli immigrati possiede una laurea che qui non viene riconosciuta ma i numeri ci dicono anche che in italia l 8,2 della forza lavoro di quella parte di popolazione cioé che è attiva in qualche mestiere o professione è straniera i diritti dei lavoratori immigrati regolari sono gli stessi dei lavoratori italiani questi diritti sono stati faticosamente conquistati da cento e più anni di lotte sindacali ma i lavoratori stranieri non sempre li conoscono e in alcuni casi sono volutamente ignorati il rispetto delle norme sulla sicurezza sui contributi previdenziali che garantiscono assistenza e pensione al lavoratore sono obblighi del datore di lavoro spesso però ai diritti si rinuncia pur di averlo il lavoro in questo modo si gioca contro gli altri lavoratori e il benessere raggiunto si perde ogni giorno di più senza l aiuto dei lavoratori che denuncino le illegalità e lo sfruttamento ben poco potranno fare gli ispettori del lavoro la redazione 7
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che lavori fanno gli immigrati in italia di enrico pugliese professore ordinario di sociologia del lavoro università sapienza roma l incidenza dei lavoratori immigrati sulle forze di lavoro italiane è andata crescendo in maniera significativa negli ultimi decenni e la stessa crisi in corso pur colpendo in maniera grave i lavoratori immigrati spingendoli nella condizione di disoccupati o conseguentemente a volte nel lavoro nero non ne ha ridotto l importanza per l economia e per la società italiana per quel che riguarda la collocazione professionale gli immigrati presentano una chiarissima suddivisione in due aree fondamentali quella del lavoro alle dipendenze delle famiglie che assorbe la stragrande maggioranza delle lavoratrici immigrate e quella del lavoro alle dipendenze delle imprese in agricoltura nell industria e nel terziario dove la maggior parte dei lavoratori sono maschi naturalmente non manca un consistente numero di donne occupate alle dipendenze di imprese dei servizi ma il lavoro per eccellenza delle immigrate è quello domestico o quello di cura insomma quello di colf o di badanti se le prime dominavano in passato e fino agli anni novanta ora dominano le assistenti familiari in gergo appunto le `badanti l elevata incidenza delle donne sul totale degli immigrati e il loro lavoro alla dipendenze di famiglie è una caratteristica tipica non solo dell italia ma dell intera area mediterranea 8 ph sintesi
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più complessa e articolata è la composizione dell occupazione degli uomini immigrati elevata è la loro presenza sia nell industria in senso stretto manifatturiera che nell edilizia da questo punto di vista c è stata una evoluzione dell occupazione giacché nei primi decenni dell esperienza migratoria italiana l occupazione industriale tra gli immigrati era assolutamente modesta ora siamo passati dalle poche decine di migliaia alle diverse centinaia di migliaia all interno del settore manifatturiero un peso di tutto rilievo è quello del ramo metalmeccanico che raccoglie a sua volta più di un terzo degli occupati nell industria se l industria ha rappresentato uno dei canali di inserimento e di integrazione più forti va detto che con la crisi in corso sono emerse anche serie difficoltà si registra per la prima volta un significativo incremento dell effettiva disoccupazione degli immigrati che interessa anche e soprattutto il nord italia questo naturalmente rende più difficile anche il superamento di una situazione di discriminazione degli immigrati espressa dalla loro concentrazione nei livelli più bassi e nelle mansioni più pericolose della scala gerarchica nell ambito di una stessa occupazione un altro aspetto che merita di essere menzionato è quello delle condizioni di sicurezza o mancata sicurezza sul lavoro espresso ad esempio dagli incidenti che risultano essere aumentati in misura più che proporzionale rispetto al numero degli immigrati dagli 82.210 infortuni occorsi a stranieri denunciati nell anno 2001 si è passati a 143.561 infortuni per l anno 2008 e questo riguarda solo i lavoratori ufficialmente registrati secondo la documentazione statistica corrente i lavoratori immigrati sono concentrati prevalentemente nelle regioni del centro-nord solo una parte piuttosto modesta risulta essere occupata nel mezzogiorno dove però in buona parte rientrano nell area del lavoro nero all interno di quest area la situazione di maggior disagio è quella dei braccianti agricoli sta gionali sulla quale non a caso si focalizza l attenzione della grande stampa nazionale e internazionale a partire dai fatti di rosarno senza però contribuire a fare chiarezza sulla questione basti pensare che rappresentanti istituzionali di altissimo livello dichiararono che gli immigrati irregolari il termine usato è clandestini fanno parte di una sorta di esercito della criminalità organizzata mentre molti studiosi e operatori sociali ritengono al contrario e a ragione che essi siano soprattutto vittime della criminalità organizzata attraverso lo sfruttamento lavorativo si tratta di una realtà sulla quale la documentazione è scarsissima comunque frequenti sono i casi di abuso a danno di questi lavoratori immigrati dalla violazione di accordi relativi al salario e mancato pagamento del dovuto pur trattandosi di paghe molto inferiori a quelle previste dai contratti di lavoro a minacce per non parlare di discriminazioni sul lavoro questi lavoratori finiscono spesso per trovarsi alla totale mercé del `caporale il gestore controllore della mano d opera la cui presenza è diffusa in molte aree del mezzogiorno da questo punto di vista gli immigrati rappresentano le vittime di un antico e consolidato sistema di super sfruttamento un sistema che sembrava fosse sparito grazie alle lotte bracciantili degli anni passati purtroppo invece in questi ultimi anni il fenomeno del caporalato in agricoltura sta riacquistando una crescente significatività soprattutto sociale e i caporali operano sia pure in maniera meno grave e diffusa anche in edilizia ma questo non riguarda solo gli irregolari la particolare collocazione nel mercato del lavoro italiano genera una forte vulnerabilità sociale legata al grave sfruttamento lavorativo la loro estrema flessibilità ha consentito in passato agli immigrati di trovare sempre un occupazione magari passando da un lavoro all altro da un lavoro istituzionale a uno al nero ed è notorio che la disponibilità al cambiamento e la adattabilità sono considerati un pregio della forza lavoro in un contesto nel quale la legisla 9
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anno ii numero uno gennaio 2011 zione sul lavoro tende a favorire temporaneità di impiego flessibilità e precarietà ma tutto questo contrasta con le norme che regolano il mercato del lavoro immigrato a partire dalla legge bossi-fini e l introduzione del contratto di soggiorno norme che invece postulano una estrema stabilità lavorativa dell immigrati stabilendo sia il legame diretto tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro subordinato che la corrispondenza diretta tra la durata del permesso di soggiorno e la durata del contratto di lavoro in questo modo così come sta succedendo oggi per effetto della crisi un immigrato perdendo il lavoro perde anche il diritto alla condizione di regolarità correndo perciò il rischio di essere espulso o deportato la questione della irregolarità è stata in generale affronta in passato con le regolarizzazioni sanatorie se si considera il numero attuale dei lavoratori immigrati e il numero di quelli che si sono regolarizzati con le varie sanatorie che si sono succedute dal 1987 a oggi si scopre che i due numeri in sostanza corrispondono il che è comprensibile se si pensa che è in italia è praticamente impossibile entrare legalmente per ricerca di lavoro le regolarizzazioni sia che si definiscano sanatorie sia che assumano altri nomi come strumento legislativo per l emersione dei lavoratori immigrati irregolari dall area del lavoro nero hanno inciso positivamente sulle condizioni degli immigrati più vulnerabili ed esposti ai percorsi di scivolamento nelle condizioni di supersfruttamento e abuso si tratta certamente di uno strumento criticabile ma l unico che ha ridotto la clandestinità se si vuole riassumere in poche parole la collocazione dei lavoratori immigrati nella situazione italiana si può dire che esiste da un lato una vasta area di lavoratori che pur tra molte difficoltà sono riusciti almeno fino alla crisi in corso a trovare una collocazione per loro accettabile nella società italiana dall altra soprattutto nel mezzogiorno una più modesta numericamente area di marginalità lavorativa e sociale la crisi in corso nell attuale quadro normativo rischia di determinare un estensione di questa seconda area 10 ph sintesi
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l italia è una repubblica dem
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ocratica fondata sul lavoro copsa mica romania 1990 ph franz gustincich
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anno ii numero uno gennaio 2011 l ingegnere operaio e il medico badante l immigrazione qualificata non trova sbocchi professionali adeguati di franz gustincich a decisione di partire per cercare di migliorare la propria condizione economica non è mai una scelta facile molto spesso si pensa che i propri studi le proprie qualifiche e le capacità che si possiedono possano essere retribuite meglio in un altro paese una volta arrivati si scopre che non è così i titoli di studio non sono riconosciuti la lingua è un ostacolo più grande del previsto e anche se si parla una lingua franca come l inglese in italia si parlano poco le altre lingue e anche questo serve a poco maria carolina brandi dell istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del cnr consiglio nazionale delle ricerche ha condotto una ricerca durata alcuni anni sul tema del lavoro e gli immigrati scoprendo e documentando che la maggior parte degli immigrati ad alta qualificazione proviene dall asia cina filippine e india in particolare l introduzione di lavoratori qualificati nei paesi di immigrazione ha permesso un elevato tasso di innovazione e maggior competitività sui mercati internazionali grazie al trasferimento di conoscenze il rientro nei paesi d origine degli immigrati a sua volta trasferisce ulteriori conoscenze.visto in questa prospettiva il fenomeno detto fuga dei cervelli per indicare il trasferimento all estero di personale qualificato si trasforma in una circolazione di cervelli e chiaro che tra molte nazioni europee vi sia una forte competizione per avere e sfruttare competenze di immigrati qualificati sebbene con notevoli differenze tra paese e paese l italia ad esempio insieme a grecia spagna e portogallo è ultima nella capacità di offrire impieghi adeguati ai cervelli stranieri alcuni stati hanno strutturato una politica di immigrazione che privilegia la qualifica i consolati nei vari paesi stabiliscono un punteggio basato sulla conoscenza della lingua gli l studi i lavori svolti e le eventuali esperienze all estero permettendo l ingresso nel paese d accoglienza già con il permesso di soggiorno per lavoro non sempre ha funzionato perché poi bisogna confrontarsi con il mercato del lavoro e con le richieste dei datori di lavoro che spesso sono influenzate anche da pregiudizi e da stereotipi anche se gli immigrati qualificati hanno un tasso di impiego più alto di chi non ha qualifiche i livelli più alti restano in mano ai cittadini del paese che li accoglie nei paesi dell europa meridionale il fenomeno della circolazione dei cervelli potrebbe prendere invece il nome di spreco di cervelli qui le qualifiche contano poco ed è cosi che troviamo ingegneri a vender scarpe nelle bancarelle e medici ad attendere un ingaggio a giornata come manovale davanti agli smorzi questo fenomeno accade anche per le qualifiche più basse e il caso di giovanni così si fa chiamare un romeno che ci mostra le sue qualifiche di lavoratore specializzato in più di un mestiere dell edilizia che viene reclutato solamente per lavori bassa manovalanza e in seguito ad un incidente non ha nemmeno avuto il risarcimento perché il datore di lavoro non ha voluto denunciare nulla all inail altre qualifiche interessanti si possono trovare nell industria della carne dove chimici biologi e altri laureati in diverse in discipline sono finiti a fare i facchini per il trasporto di quarti di manzo su questo fatto bisognerebbe aprire un capitolo a parte poiché nella lavorazione delle carni si usa moltissima manodopera proveniente da cooperative che aprono e chiudono in breve tempo per non pagare tasse contributi e ferie a lavoratori che peraltro guadagnano cifre da fame ma torniamo alla sottoqualificazione italiana con alcune 14
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ph rahid ahmed giovanni operaio rumeno mostra le sue qualifiche cifre il 9 degli stranieri in italia possiede una laurea ed il 3 un diploma universitario ma solo la metà svolge mansioni adeguate al titolo di studio lo spreco di cervelli appunto bisogna considerare che in molti casi i titoli di studio non vengono riconosciuti nel nostro paese ma anche che lo straniero subisce due tipi di discriminazione il primo linguistico ed il secondo xenofobo.a questo si aggiunge che l italia ha un numero di studenti stranieri nelle università molto inferiore alla media europea l area di provenienza presa in esame da maria carolina brandi riguarda soprattutto l est europa ed in particolare ucraina e romania che insieme all albania rappresentano il 28 dell immigrazione in italia si tratta di una popolazione con un alto tasso di scolarizzazione e dalla ricerca si scopre una cosa di interesse e valore politico gli immigrati da quest area geografica non erano sottoqualificati nei loro paesi e hanno trovato lavoro solo dopo essere arrivati in italia questi due dati letti insieme dimostrano quanto sia poco adeguata la legislazione italiana in materia di immigrazione che permette di ottenere il permesso di soggiorno per lavoro e la residenza solo a chi è in possesso di un lavoro regolare per ottenere il quale è necessaria la residenza ecco che la qualificazione serve a poco perché nella maggioranza dei casi bisogna sopravvivere e si è disposti ad accettare un qualsiasi lavoro irregolare e lontano dalla propria qualifica abbiamo verificato che molte donne ucraine assunte come badanti possiedono specializzazioni infermieristiche e in alcuni casi hanno svolto la professione medica nel loro paese trovare lavoro sebbene sottoqualificato per loro è stato relativamente semplice e una questione di organizzazione scopriamo così che esistono in ucraina delle agenzie di collocamento internazionale che raccolgo le richieste e propongo i curricula delle candidate enrico allasino in una ricerca evidenzia le difficoltà di ottenere il riconoscimento dei titoli di studio in italia sino al paradosso per cui un ricercatore universitario romeno che fa parte della commissione d esame per l iscrizione a un albo professionale italiano non ha i requisiti formali per iscriversi a suo volta se lo desiderasse chi ha avuto successo spesso non l ha avuto nel proprio campo e difficilmente potrà ritornare indietro bastano pochi mesi di allontanamento da una disciplina scientifica per restarne fuori senza aggiornamenti senza reti di relazioni specifiche e con la necessità di sopravvivere che assorbe tutte le energie questo è lo spreco di cervelli di cui il legislatore dovrebbe tenere conto in una auspicabile nuova legge sull immigrazione retribuire pagare per un lavoro fatto lingua franca si usa per indicare una lingua usata come strumento di comunicazione internazionale o comunque fra persone di differente lingua madre e per le quali è straniera competitività concorrenza rivalità ingaggio assunzione reclutamento scolarizzazione livello di istruzione paradosso situazione contraria al senso comune che risulta per questo strana auspicabile si dice di qualcosa che si spera succeda 15
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