N.82 - 2014

 

Embed or link this publication

Description

Il Giornale Italiano de Españaa

Popular Pages


p. 1

“L’export italiano di beni e servizi ammontava nel 2012 a circa 453 miliardi; l’Ice si propone di contribuire ad aumentare questa quota del 30% entro il 2015.” Direttore ICE-Spagna MARCO VERNA 82/2014 | GIORNALE ITALIANO DE ESPAÑA - GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

[close]

p. 2

MARCO VERNA, DIRE Il 95% delle imprese italiane è formato ancora da aziende di piccole dimensioni, dalle quali dipende il futuro del nostro Paese. Il perdurare della crisi le sta mettendo in grossa difficoltà. Il decreto “Destinazione Italia” varato dal Governo italiano contiene un set di interventi per gli investitori dando maggiori certezze sul fisco, sulla giustizia e sull’industria. ha subíto un processo di riorganizzazione trasformandosi in una Agenzia snella e più vicina alle esigenze del mondo imprenditoriale. Il ruolo del’ICE-Agenzia, secondo il nuovo contesto normativo, è quello di una moderna Trade Promotion Agency. Gli obiettivi della nuova Agenzia per l’export nel breve termine sono particolarmente ambiziosi: l’export italiano di beni e servizi ammontava nel 2012 a circa 453 miliardi; l’Ice si propone di contribuire ad aumentare questa quota del 30% entro il 2015. L’ICEAgenzia è inoltre attivamente impegnata nell’attrazione degli investimenti esteri in Italia, che rappresenta infatti una occasione di crescita per il Sistema Paese e di proiezione dell’Italia nel mondo e le opportunità per le imprese italiane all’estero. Il decreto “Destinazione Italia” appena varato dal Governo italiano contiene un set di interventi per offrire agli investitori maggiori certezze sul fisco (con accordi fiscali preventivi per i grandi investitori), sulla giustizia (con l’ampliamento delle competenze del tribunale delle imprese e la definizione di nove fori dedicati alle imprese straniere operanti in Italia), sull’industria (con il credito di imposta sulla ricerca e sviluppo e le agevolazioni per i siti inquinati da bonificare). zionalizzazione delle imprese è patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri ed è promosso e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. All’evento inaugurale di Biella del 27 gennaio e a quello di Bari del 12 febbraio, seguiranno le tappe di Milano, Ancona, Mantova, Reggio Emilia, Perugia, Napoli, Bologna, Roma, Padova, Cagliari, Genova, Monza, Catania, Cremona, Udine, L’Aquila, Reggio Calabria, Potenza. Ciascun evento si aprirà con una sessione plenaria, che vedrà l’intervento di esperti nel settore dell’internazionalizzazione, che illustreranno opportunità e strumenti per accedere ai mercati esteri. Le imprese, in base a un calendario prestabilito, potranno poi incontrare, nel corso della giornata, gli specialisti di settore per la messa a punto di piani di internazionalizzazione. Le prime due sessioni hanno già dato dei risultati tangibili. L’ufficio da me diretto è stato raggiunto da una serie di richieste di studi di approccio al mercato per i settori più disparati. Le motivazioni che stanno dietro alla scelta della Spagna come mercato target, peraltro facilmente intuibili, la dicono lunga su quale sia il grado di internazionalizzazione delle piccole imprese italiane. Il primo approccio è diretto verso i mercati/paesi vicini e maturi, che sono quelli geograficamente e culturalmente vicini all’Italia. intervista di Paola Pacifici Direttore parliamo dei compiti dell’ICE? L’ICE-Agenzia ha il compito di agevolare, sviluppare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l’estero - con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti - e opera al fine di sviluppare l’internazionalizzazione delle imprese italiane nonché la commercializzazione dei beni e servizi italiani nei mercati internazionali. Attraverso la sede di Roma, l’Ufficio di Milano e la rete nel mondo l’Agenzia svolge attività di informazione, assistenza, promozione a imprese e istituzioni, di formazione a imprese e a giovani laureati e promuove la cooperazione nei settori industriale, agricolo e agro-alimentare, della distribuzione e del terziario. L’ICE-Agenzia opera all’estero nell’ambito delle Rappresentanze diplomatiche italiane, in sinergia con le organizzazioni imprenditoriali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati, assicurando un supporto coordinato alle imprese e reti nazionali che si impegnano nel processo di internazionalizzazione con l’obiettivo di promuovere l’immagine del prodotto italiano nel mondo. L’ICE tra il 2011 e il 2012 Pag. 2 Le tipologie delle imprese italiane come sono cambiate nel tempo? Il 95% delle imprese italiane è formato ancora da aziende di piccole dimensioni, dalle quali dipende il futuro del nostro Paese. Il perdurare della crisi le sta mettendo in grossa difficoltà. Un tessuto imprenditoriale così variegato e così ricco di eccellenze, riconosciute in tutto il mondo, non va disperso, ma piuttosto salvaguardato con interventi tempestivi e mirati a valorizzarne le peculiarità. C’è sicuramente bisogno di maggior concretezza attuativa e soprattutto di misure che sappiano sostenere il Made in Italy, tuttavia è innegabile che molte di queste imprese dispongono di un potenziale inespresso di internazionalizzazione. A tale proposito l’ICE ha appena iniziato un Road show itinerante per l’internazionalizzazione delle imprese; si tratta di un’iniziativa che vede per la prima volta insieme tutti i soggetti - pubblici e privati - del Sistema Italia, impegnati in un’azione congiunta di medio termine su tutto il territorio nazionale. Pianificato dalla cabina di regia” per l’Italia internazionale, il Road show per l’interna- Con la crisi quanto e come aumenta, se aumenta o diminuisce, il vostro lavoro? Mi fa piacere che lei mi abbia fatto questa domanda, che mi offre lo spunto per una riflessione su quello che considero un paradosso: all’insorgere di una crisi come quella attuale le aziende si aspettano un’assistenza maggiore da parte dello Stato. E invece, in un contesto economico globale di crisi, tutti gli attori pubblici sono costretti ad operare in presenza di risorse scarse. Le difficoltà possono essere riassunte nei problemi legati dalla finanza pubblica, in qualche modo derivanti dai vincoli imposti da Bruxelles. La situazione per alcuni versi appare appunto paradossale se si pensa che paesi come l’Italia e la Spagna, in questa fase congiunturale della loro storia, contraddistinta da una forte contrazione della domanda interna, fanno grande affidamento sull’export. Fortunatamente il governo italiano sembra aver recepito le richieste pervenute in tal senso dal mondo imprenditoriale e la dimostrazione sta nel fatto che 82/2014

[close]

p. 3

ETTORE ICE - SPAGNA nell’ultima legge di stabilità approvata dal Parlamento sono previste dotazioni finanziarie maggiori a favore dell’ICE-Agenzia. È un dato questo da non sottovalutare se si pensa che l’ICE è stata l’unica amministrazione dello Stato ad avere fondi aggiuntivi, a dimostrazione del fatto che il nostro lavoro rappresenta un perno dello sforzo di crescita all’estero del Paese. In questo senso il 2014 si presenta come un anno molto importante per l’ICE che sarà chiamato, attraverso i suoi uffici all’estero, a generare un flusso di attività sempre maggiore a cui si aggiunge una intensificazione dei servizi a maggior valore aggiunto in favore delle aziende italiane. vittorie del passato. Occorre investire e migliorarsi in continuazione. Per fare questo le aziende possono e devono contare sulla collaborazione dell’ICE. L’ICE rappresenta l’ambasciatore e il testimone del Made in Italy, il passaporto per il mondo per moltissime piccole e medie imprese italiane la cui storia, la cui abilità e le cui straordinarie possibilità non sarebbero conosciute senza il supporto della mia Agenzia. re attenzione al prodotto e alle esigenze del consumatore. Quali sono i fattori dell’offerta italiana che, secondo Lei, sono più apprezzati all’estero? Ovviamente non esiste una risposta univoca a questa domanda, considerato che molto dipende dal prodotto a cui facciamo riferimento. Le faccio un esempio: nel settore della moda la qualità dei materiali, il design, l’attenzione ai particolari e l’innovazione sono fattori determinanti del successo dei prodotti Made in Italy. Nel comparto delle calzature, in aggiunta a questi elementi, entrano in gioco la comodità e la vita del prodotto, caratteristiche queste proprie delle calzature italiane. Nel campo dell’alimentazione gioca un ruolo determinante l’affinità culturale tra i due paesi. In questo senso, la Dieta Mediterranea, recentemente riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO, rappresenta un valido esempio. Essa si sostanzia in un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea, (dal greco diaita, o “stile di vita”), oltre a rappresentare un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e garantisce la conservazione e lo svi- Cosa serve oggi ad una impresa per entrare sul mercato straniero? Dimenticando per un attimo la crisi, secondo il mio parere il punto di partenza è sempre il prodotto, con specifico riferimento alla qualità. In un mercato globalizzato e dove qualunque articolo è già presente, l’unico modo per entrare, e a maggior ragione in periodi di crisi, è legato alle caratteristiche dell’offerta. Esse possono dipendere dal prezzo, ma soprattutto dal grado di innovazione e dalla qualità. Recenti studi sociologici hanno dimostrato che la determinazione all’acquisto da parte del consumatore passa attraverso una qualche forma di garanzia, qualità, origine, status, appartenenza e prezzo; il prezzo è la classica garanzia dei prodotti importati e della Grande Distribuzione, status e appartenenza sono le garanzie dei marchi pubblicizzati, qualità ed origine sono le garanzie dei prodotti doc, dop, igt, igp e 100% Made in Italy. Appare sufficientemente chiaro che nessun prodotto può ambire ad avere una prospettiva di distribuzione senza essere portatore almeno di una delle forme di garanzia sopra indicate. Le imprese italiane sembrano aver compreso questi concetti. La crisi le spinge infatti verso maggiori innovazioni, maggio- Il Made in Italy è sempre un “bel biglietto da visita”? Per rispondere a questa domanda mi permetta di citare un grande giornalista italiano, Indro Montanelli, che in un’intervista dichiarò: “nonostante tutto sono orgoglioso di essere italiano”. Ecco, vede, in un mondo sempre più globalizzato e in una società sempre più veloce, il mio lavoro mi consente di scoprire, ogni giorno, che esistono tanti motivi per essere orgogliosi di essere italiani. Quando mi viene fatta questa domanda rispondo proponendo un gioco: se io le chiedessi cosa le viene in mente pensando all’Italia, con ogni probabilità lei mi direbbe “la cucina”; straordinaria da nord a sud, in ogni regione e provincia con le proprie specificità i suoi piatti tipici e i suoi vini. Ma forse penserebbe anche al “turismo e all’arte”. Lo sa che in Italia è conservato il 70% dei beni artistici e culturali del pianeta? Le mete e le attrazioni turistiche e culturali del nostro paese sono pressoché infinite. Che altro le viene in mente? La moda forse? Italia è sinonimo di moda, di calzature, di tradizioni orafe e artigiane. Potremmo preseguire questo gioco per ore... dimenticando qualcosa, dalla Ferrari, alla nautica passando per i mobili, le ceramiche e l’arredamento in genere. Insomma Italia è sinonimo di bellezza, bontà e qualità e “Made in Italy”, è l’espressione che evoca in tutto il mondo l’idea dei prodotti italiani e che riassume questi 3 aggettivi. Il motivo della fama di questa espressione che nel tempo è diventata un vero e proprio brand, è la qualità che caratterizza le eccellenze artigianali e industriali italiane. Per questo il “Made in Italy” è diventato negli anni uno dei marchi più conosciuti e apprezzati al mondo. E ora torniamo alla sua domanda: il “Made in Italy” è sempre un bel biglietto da visita? Sicuramente si, a condizione di non cullarsi sugli allori, vale a dire rimanere inoperosi, godendo dei successi e delle 82/2014 Il Direttore Marco Verna e l’Ambasciatore Italiano Pietro Sebastiani in occasione dell’evento organizzato dall'ICE a favore delle Film Commission Italiane presso l'ambasciata (novembre 2013). Pag. 3

[close]

p. 4

nia, Francia e Cina. La quota italiana sul totale import spagnolo si è attestata nei primi nove mesi del 2013 al 5,8% (6,2% nello stesso periodo del 2012). La stessa posizione occupa l’Italia nella graduatoria dei clienti dell’export spagnolo, preceduta da Francia, Germania e Portogallo. Il peso dell’Italia sul totale delle esportazioni spagnole è del 7,1%. Come pensa che saranno, in futuro, queste relazioni commerciali? Poco prima di arrivare in Spagna ho letto un editoriale del vicedirettore di un noto quotidiano spagnolo che definiva Italia e Spagna come due sorelle ma non gemelle. Il rapporto che esiste tra i nostri due paesi è infatti paradossale. Sono due Paesi che si attraggono e che, a volte, si rifiutano. Tra ambedue i Paesi si verifica una cosa molto peculiare: a mano a mano che spagnoli ed italiani si conoscono, scoprono che i loro modi di essere sono molto più diversi di quello che inizialmente appare. La Spagna oscilla tra l’Atlantico ed il Mediterraneo, l’Italia tra il Mediterraneo e la Mitteleuropa. La Spagna è molto occidentale, in Spagna finisce la terra anticamente conosciuta (Finisterre); l’Italia ha delle porte che conducono ad Oriente: le porte di Venezia e dell’Adriatico. La Spagna ha uno Stato antico di notevole complessità interna che, in certi periodi, si scontra con forze centrifughe, come è il caso ora della Catalogna; l’Italia è lo Stato più giovane dell’Europa occidentale e controlla con cautela il potere regionale che va via via assumendo un peso sempre maggiore. L’Italia è riuscita ad ottenere posizioni strategiche importanti nell’economia spagnola (Endesa, la principale società elettrica, è di proprietà dell’Enel e Mediaset detiene una posizione preponderante nell’ambito della televisione privata) e la Spagna è appena riuscita a rompere il «catenaccio» italiano (casi Abertis/Autostrade e Telefónica/Telecom). La Spagna e l’Italia recentemente hanno scoperto che dall’«unione dei deboli» potevano mutare gli equilibri in ordine ai rapporti di forza all’interno dell’UE. Un ultimo dato: il volume commerciale dell’Italia e della Spagna è di oltre 30.000 miliardi di euro, cifra superiore alla somma del commercio dell’Italia con Brasile, Cina ed India. Due Paesi fratelli, ma non gemelli, appunto. Ecco, secondo me, e nonostante l’attuale congiuntura economica, l’Italia e la Spagna sono stati e continueranno ad essere partner politici, economici e commericali irrinunciabili. L’Ambasciatore Pietro Sebastiani, il Direttore ICE Marco Verna e il Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana a Madrid Giovanni Aricò, durante la consegna dei premi all’Ospitalià organizzata dalla Camera di Commercio presso il Consolato Italiano a Madrid. luppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nei paesi del Mediterraneo come Spagna e Italia, appunto. Parlando di moda non possiamo ignorare cosa rappresenti storicamente la moda italiana nel mondo. Fin dal 1700 l`Italia emerse in queste arti creando nuovi modi di vestire, esaltando in qualche caso lo sfarzo o la funzionalità degli abiti e degli accessori, ed esportarono la moda anche nel nuovo mondo e nelle colonie. Nell’800 specialmente nell’Italia del nord, tra Milano e Torino, nacquero numerosi sarti professionisti e scuole di cucito e vennero inventate alcune macchine che accelerarono il lavoro del cucire e del tessere. Mentre sarti e cucitrici formavano nuove corporazioni, alcune persone geniali e fantasiose, gli stilisti, i veri inventori della moda, fondarono degli atelier che crearono le tendenze del vestire. In questa arte che realizzava solo modelli unici, tra il 1800 ed il 1900 emerse appunto la moda italiana, alle cui spalle però, per poter trasformare i modelli in una grande quantità di abiti d’uso comune, si era costituito un consistente gruppo di industrie tessili, d’abbigliamento e di accessori, con maestranze specializzate che doveva rielaborare i modelli in abiti per tutti e per ogni occasione. Gli Armani, i Versace, i Trussardi, i Valentino e numerose altre firme prestigiose, eredi delle precedenti esperienze, condizionano oggi la moda di buona parte del mondo civile, creano ricchezza ed impiegano nell’industria derivata migliaia di lavoratori nel nostro paese e in altre nazioni. I programmi ICE per questo anno 2014? Il Piano promozionale ICE 2014 è caratterizzato da una stretta integrazione operativa e finanziaria tra i principali soggetti coinvolti nella promozione dell’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. Perno del processo, la cabina di regia per l’internazionalizzazione. Complementarietà con altri Programmi in essere (es. Made in Italy: Follow-up missioni di sistema, Piano Export Sud ecc.). Il Piano è articolato, secondo la formula sperimentata con successo nell’ultimo biennio, su 45 progetti di filiera, facilitando in tal modo l’approccio cross marketing sui mercati internazionali. Una quota del 20% dell’investimento promozionale è dedicata alla realizzazione di interventi nei paesi BRIC, per dare continuità all’azione intrapresa; in crescita la quota destinata ai nuovi mercati emergenti ad elevato potenziale, pari al 21% delle risorse (es. EAU, Qatar, Libia, Indonesia, Messico, Arabia Saudita, Serbia, Thailandia..). Cresce inoltre l’investimento sui mercati africani. Sono previste iniziative in Libia, Sud Africa, Algeria, Marocco, Tunisia, Mozambico, Etiopia, Angola, e Senegal, prioritariamente nei comparti della meccanica. Quanto alla Spagna e all’ufficio che dirigo abbiamo molti programmi, ed in continua evoluzione. La perfetta sinergia con gli altri attori presenti in Spagna, a cominciare dall’Ambasciata, dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Enit (ente preposto alla promozione del turismo) mi permettono di dire l’attività di supporto del Made in Italy messa in campo dal 82/2014 Come sono le relazioni commerciali tra Italia e Spagna oggi? La bilancia commerciale italo-spagnola ha subito una fortissima contrazione del surplus italiano fino a cambiare segno negli ultimi anni. Nel 2012 il saldo negativo per l’Italia si è attestato sui 656 milioni di euro ed i dati provvisori relativi al periodo gennaio/settembre 2013 confermano l’aggravamento di questa tendenza. Infatti, il deficit italiano è passato dai 410 milioni di euro dei primi nove mesi del 2012 agli attuali 1.580 milioni di euro. Il commercio italo/spagnolo si concentra nel macrocomparto delle materie prime, prodotti industriali e beni strumentali che, nel periodo in esame, ha rappresentato il 67,2% delle vendite italiane al mercato spagnolo ed il 61,3% di quelle spagnole verso l’Italia. I beni di consumo sono, per l’Italia, il secondo gruppo dell’interscambio con una quota del 25,4% del totale. Per la Spagna rappresentano il 16,5% delle esportazioni al nostro Paese. L’Italia comunque si colloca al quarto posto nel ranking dei fornitori della Spagna, preceduta da GermaPag. 4

[close]

p. 5

mio ufficio è quella che possiamo definire un costante “work in progress”. E questo rende la sfida ancora più affascinante. Limitatamente al primo trimestre 2014 posso dirle che stiamo organizzando la partecipazione ufficiale italiana alla fiera Alimentaria di Barcellona, l’organizzazione di un seminario sulle macchine per fonderia a Bilbao e la partecipazione di start up innovative italiane alla fiera GSMAMWC di Barcellona, missioni commericali nelle principali fiere specializzate italiane. Sempre a favore delle start up innovative parteciperemo in forma ufficiale all’ECCM di Siviglia dal 20 al 28 giugno 2014, una palestra scientifica e tecnologica dedicata ai materiali compositi. Quello che verrà dopo è ancora in fase di studio e progettazione; tanto per fare alcuni esempi intendiamo organizzare iniziative a supporto della cucina italiana in occasione del congresso Gastronomika di San Sebastian che vede l’Italia come paese ospite, raccogliere la partecipazione ufficiale italiana delle numerose aziende alla Fruit Attraction di Madrid, organizzare una esposizione workshop, con incontri B2B per il settore dei tessuti tecnici, nel quale l’Italia rappresenta un’eccellenza assoluta a livello mondiale. Abbiamo in programma un supporto in favore dei produttori di gelato artigianale italiano, in occasione della tappa spagnola del Festival del Gelato 2014. Stiamo ipotizzando di poter Informazioni generali e di primo orientamento Il nostro personale e i nostri analisti all’estero sono in grado di fornire rapidamente informazioni generali su possibilità di esportazione, internazionalizzazione e accesso a mercati di potenziale espansione per l’impresa interessata, prima di valutare se sia il caso di affrontare analisi di mercato più specifiche. Guide al mercato: realizzate in collaborazione con Unioncamere e Ministero degli Affari Esteri, sono uno strumento più esauriente ma pur sempre di facile consultazione sulle caratteristiche dei mercati e sulle opportunità per il “Made in Italy”. Contengono informazioni sul quadro economico generale, sul rischio del Paese, sull’interscambio commerciale e i flussi di investimento, sulla normativa doganale, fiscale e societaria e un’analisi delle opportunità per i prodotti italiani con l’indicazione dei settori promettenti in ogni mercato. Il tuo prodotto sul mercato (*): mini guida realizzata dagli uffici dell’Agenzia ICE all’estero sulla situazione del Paese di riferimento e sul settore specifico, corredata da vari dati riguardanti il prodotto di interesse. Contiene notizie sul mercato (cenni congiunturali, informazioni contrattuali, disciplina del lavoro, ecc.) e informazioni sul prodotto (interscambio, informazioni doganali, fiscali e tecniche, principali fiere, benchmarking dei concorrenti, liste nominativi). Informazioni on-line: comprendono una serie di notizie flash, alimentate in tempo reale dalla Rete Estera dell’Agenzia ICE, relativi a finanziamenti internazionali, opportunità di business, aggiudicazione di grandi progetti, gare internazionali, ecc. organizzare un Punto Italia alla prossima edizione della Fiera Iberjoya; la gioielleria italiana tradizionalmente incontra il gusto degli spagnoli, soprattutto per quanto riguarda gli articoli di design moderno, di qualità elevata e con elementi innovativi. Non a caso l’Italia si trova tra i primi posti nella classifica dei fornitori di gioielleria in Spagna. Considerato che il settore dell’editoria italiana sta acquisendo una maggiore rilevanza tra le case editrici spagnole, sempre come Punto Italia di partecipare alla Fiera Liber di Barcellona, la manifestazione più rilevante del settore in Spagna. Organizzazione di eventi in favore del vino italiano da effettuarsi, presumibilemte, in occasione della Festa della Repubblica, e organizzare un corso di cucina italiana presso l’Università delle Scienze Gastronomiche e il Centro per l’Innovazione e la Ricerca Gastronomica, riuniti sotto la sigla del Centro Culinario Basco di San Sebastian. La scelta non è casuale, la città basca è nota al “pubblico gourmet” per una concentrazione di “ristoranti stellati” che non ha eguali, la lunga tradizione conviviale legata alle società gastronomiche, i congressi internazionali. Nel contesto del 60º anniversario del Centro Firenze per la Moda Italiana l’ufficio da me diretto intende inoltre instaurare un rapporto di collaborazione con Pitti per le consuete presentazioni della fiera che gli organizzatori tengono Statistiche (*): elaborazioni statistiche relative a dati macroeconomici e d’interscambio dell’Italia, con livelli di disaggregazione per settore, prodotto, area geografica o Paese. Indagini di mercato (*): strutturate sulle esigenze dell’impresa, per valutare le concrete possibilità di introduzione del prodotto nei singoli mercati. Ricerca clienti e partner esteri (*): prevede una serie di step progressivi. a) selezione di un elenco di imprese locali potenzialmente interessate; b) invio di documentazione e/o campioni, forniti dal richiedente alle imprese selezionate, con lettera di accompagnamento dell’ufficio dell’Agenzia ICE all’estero ed eventuale questionario; c) follow-up telefonico per riscontrare l’interesse all’offerta; d) relazione finale sui risultati. Organizzazione di incontri d’affari (*): preparazione e organizzazione di incontri bilaterali sia con partner economici selezionati dagli uffici dell’Agenzia ICE all’estero sia con operatori segnalati dagli utenti, con consulenza specializzata del personale degli uffici. Informazioni riservate su imprese estere (*): reperite attraverso società di rating esterne, a costo ridotto, contengono interessanti notizie sulla stato amministrativo e sulla solvibilità di potenziali clienti esteri. Il tuo consulente per l’estero (*): affiancamento dell’azienda con un funzionario esperto di mercati esteri che, in qualità di Personal Advisor, sviluppi con l’azienda: Esame delle possibilità di internazionalizzazione; Selezione dei mercati; Guida personalizzata all’acquisto dei servizi più idonei per l’orientamento e la conoscenza dei mercati di interesse; Monitoraggio e coordi- ogni semestre a Madrid e Barcellona. E molto altro ancora. Un messaggio ai nostri imprenditori che in questo momento soffrono per questa crisi ed a quelli che vogliono intraprendere un’attività aziendale. Questa è una domanda molto difficile alla quale rispondere. Potrei parafrasare Steve Jobs e dire: “siate affamati ma non siate folli”. Siate affamati perché è nell’etimologia stessa della parola impresa che risiede quella che considero essere una vocazione: essa deriva dal latino “prahendere” vale a dire farsi carico. L’imprenditore è quindi colui che inizia qualcosa, qualcosa di cui si fa carico… un compito impegnativo ma dall’esito incerto. L’Italia e gli italiani hanno tutti i numeri e le qualità per uscire da questa situazione. Credo che li abbiano nel DNA. La creatività, l’inventiva, il lavoro e la fantasia, sono tutti elementi che li caratterizzano e li differenziano dalle altre popolazioni rendendoli, a mio modo di vedere, speciali. Certo ci sono margini di miglioramento e c’è molto lavoro da fare, a cominciare dalle Istituzioni, e credo che l’ICE in questo senso stia realmente facendo la sua parte. namento dei servizi; Esame dei risultati ottenuti; Definizione di successive azioni e strategie per entrare in altri mercati. Eventi promozionali e di comunicazione (*): servizi che riguardano un mix di strategie, strumenti, azioni di marketing, promozione e relazioni pubbliche utili a promuovere individualmente l’azienda sul mercato prescelto. Includono: partecipazione a fiere e mostre autonome; distribuzione materiale informativo in occasione di eventi; organizzazione di convegni e simposi tecnologici; organizzazione di presentazioni aziendali; organizzazione di conferenze stampa; missioni in Italia di operatori e giornalisti esteri; azioni promozionali presso i punti vendita; organizzazione di seminari, degustazione di vini e di prodotti alimentari; iniziative di formazione nazionale e internazionale. Pubblicità su media esteri (*): dalla singola inserzione fino alla pianificazione di piani pubblicitari personalizzati, con selezione dei media più idonei, sviluppo dei contatti e redazione dei testi. Vetrine virtuali (*): creazione di una propria presentazione sul siti dell’Agenzia ICE, con la possibilità di interagire con controparti estere, inviando e ricevendo proposte di affari. Assistenza sui mercati (*): interventi specifici sui mercati ove le imprese già operano, con interventi mirati per questioni legali, doganali e fiscali, consulenza per partecipazione a gare, utilizzo delle strutture dell’Agenzia, azioni di ricerca personale, terreni, edifici, assistenza per la soluzione di controversie commerciali. (*) I servizi contrassegnati dall’asterisco possono essere soggetti a tariffazione. I SERVIZI ICE I SERVIZI ICE I SERVIZI ICE 82/2014 Pag. 5

[close]

p. 6

ICE - AGENZIA PER LA PROMOZIONE ALL’ESTERO E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE L'ICE venne istituito nel 1926 con il regio decreto n. 800 con il nome di INE (Istituto nazionale per le esportazioni) con il compito principale di "promuovere lo sviluppo delle esportazioni dei prodotti del suolo e dell'industria italiana". Nel 1935 l'Istituto acquisisce competenze specifiche anche nel campo delle importazioni cambiando la denominazione in "Istituto nazionale per gli scambi con l'estero". Successivamente nel 1945 assume la denominazione (ICE - Istituto nazionale per il commercio estero). Precursore dell’ICE, istituito nel 1926, fu la fiera campionaria galleggiante allestita sulla nave Italia partita il 18 febbraio 1924 da La Spezia con l’intento di promuovere i prodotti italiani nell’America Latina. Nacque così, sotto l’alto patronato del presidente del Consiglio dei ministri, con gli auspici di Gabriele D’Annunzio e presieduto dal senatore Pellerano il Comitato per la crociera commerciale nell’America Latina. A bordo della “Regia Nave Italia” fu allestita la “Mostra campionaria itinerante” per mostrare le eccellenze dell’allora poco conosciuto Made in Italy. Le sale dell’esposizione erano dedicate rispettivamente alla seta, alla lana, agli orafi e affini, ai cotoni, ai filati, alla seta artificiale, ai prodotti chimici, ai profumi, ai medicinali, al libro. Fu realizzato un atrio principale, attorniato da direzione, uffici, bar ed ufficio cambio. Adiacenti a tale zona erano inoltre la sala dei marmi, la sala delle ceramiche e affini, la sala dei ministeri e delle rappresentanze ufficiali, il patronato industrie femminili e piccole industrie operaie, la sala dell’arredamento della casa, delle industrie belliche e affini, dell’industria della carta, la tipografia, la sala degli strumenti musicali, dei vini, dei liquori, dei prodotti alimentari, delle industrie elettriche e meccaniche, delle macchine per l’agricoltura. Vi era inoltre la sala delle automobili, dei cicli e dei motocicli. Gino Coppedè progettò una sala del libro italiano, ispirata ad una stanza di Firenze con vista sui colli fiesolani. Tra i prodotti esposti vi erano le macchine da scrivere Olivetti, i feltri Borsalino, il cioccolato Perugina, le ceramiche di Faenza, i vetri di Murano, le pistole Beretta, gli occhiali Salmoiraghi, le automobili della FIAT, i biscotti della Lazzaroni, il bitter Campari, la seta artificiale della Snia Viscosa, le stoffe di Fortuny, i ferri battutti di Mazzucchelli e di Carlo Rizzarda, i vasi di Gio Ponti e di Venini, le medicine della Carlo Erba. La Lega navale italiana espose il busto di Cristoforo Colombo e due targhe, una delle quali riproduceva una parte del testamento del navigatore, mentre l’altra replicava una lettera di Colombo, inviata alla Repubblica di Genova, contenente la frase «siendo io nascido a Genova ...». La nave imbarcò inoltre 500 opere d’arte, scelte da un comitato presieduto da Giulio Aristide Sartorio e comprensivo anche, tra gli altri, di Vincenzo Gemito, Adolfo De Carolis, Antonio Mancini e Francesco Paolo Michetti. Lo stesso Sartorio incluse numerose proprie opere, molte delle quali eseguite al fronte durante la prima guerra mondiale; durante la traversata il pittore dipinse più di 200 paesaggi. Nel 1935 l’Istituto acquisisce competenze specifiche anche nel campo delle importazioni cambiando la denominazione in “Istituto nazionale per gli scambi con l’estero”. Successivamente nel 1945 assume la denominazione “ICE - Istituto nazionale per il commercio estero”. A partire dal 1 gennaio 2013 l’Agenzia ICE opera con circa 60 uffici nel mondo, in stretta collaborazione con la rete diplomatico-consolare e con le Camere di Commercio Italiane all’estero. Presidente e direttore generale attuali dell’Agenzia sono Riccardo Maria Monti e Roberto Luongo. L’ATTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI ESTERI Per promuovere il Paese, attrarre investitori esteri, oppure favorire all’estero l’investimento di aziende italiane, l’Agenzia ICE propone un nuovo servizio tailor-made: la ricerca di investitori esteri (*). Il servizio prevede un’analisi in base alla situazione economica dell’area geografica di interesse, alla normativa locale, ai finanziamenti disponibili, allo stato economico e patrimoniale nonché al potenziale di mercato dell’azienda, con una valutazione conclusiva. Una volta selezionati i mercati esteri verso i quali rivolgere la ricerca di potenziali investitori, vengono attivati gli uffici dell’Agenzia ICE per la realizzazione di una ricerca di potenziali controparti. A questo punto viene avviata la consulenza iniziale e nella fase intermedia delle trattative con i partner scelti mediante: raccolta di informazioni aggiuntive sul partner e i suoi progetti di investimento; consulenza per la predisposizione di documentazione economica e giuridica; consulenza contrattuale, anche tramite l’ausilio di professionisti specializzati; mediazione nell’espletamento delle procedure richieste dalle norme italiane e locali; mediazione dei rapporti con i soggetti italiani, pubblici e privati, coinvolti nella realizzazione dell’investimento. (*) I servizi contrassegnati dall’asterisco possono essere soggetti a tariffazione Legenda: * Dati provvisori - ** Variazione % rispetto all’identico periodo dell’anno precedente.  Prodotti chimici: chimica organica, inorganica, agrochimica, farmachimica, materie prime e semimanufatti di plastica, caucciù, smalti ceramici, pitture e vernici, sappone e detersivi, chimica alimentare e altri prodotti chimici.  Prodotti senza elaborazione: minerali metallici e non metallici, legno, vetro, mat. prime per l’industria della carta, rame, zinco. Fonte: Estacom (Statistiche di commercio estero dell'ICEX España Exportación e Inversiones) - elaborazione dati ICE Madrid. Pag. 6 82/2014

[close]

p. 7

RISORSE PIANO PROMOZIONALE PER AREE GEOGRAFICHE (1) azioni che coinvolgono paesi appartenenti ad aree geografiche diverse (es. incoming) (2) azioni non attribuibili ad una specifica area geografica (es. formazione manageriale, siti web) LE RISORSE PER COMPARTO (1) azioni rivolte a più di un settore (es. promozione private label) e grandi eventi (es. Italy for sport) (2) azioni trasversali (es. Comitato Leonardo) LE RISORSE PER TIPO DI INTERVENTO (1) collaborazione industriale e partenariato, Italian Festival, Italy for Sport, azioni di promozione combinate, eventi di networking, centri tecnologici 82/2014 Pag. 7

[close]

p. 8

FERRERO: “INFORME ANNUAL” ALL’AMBASCIATA prodotti: cacao, mandorle, zucchero di canna, olio di palma, caffè e uova. La politica della RSC stabilisce un uso sostenibile delle materie prime in equilibrio con lo sviluppo dei ricorsi naturali. Il compromesso della Ferrero si basa nel rispettare non solo l’intorno ma anche la sostenibilità agricola delle sue materie. In questo caso si faranno piani di tracciabilità e si cureranno fonti di forniture naturali come le mandorle o lo zucchero di canna. In questo modo il 100% della produzione delle materie prime di base, si reggeranno su delle direttive rispettose con l’intorno medio ambientale. Su questo impegno per preservare il medio ambiente, la Ferrero si è posta mete ambiziose per la riduzione di emissione di gas ad effetto serra. La compagnia diminuirà di un 40% la sua emissione di CO2 derivate da attività della produzione. Nel 2013 ridusse più di 30mila tonnellate di CO2 equivalenti all’emissione totale annuale di 14mila macchine. L’emissione del CO2 deriva dalla produzione di prodotti e anche dalla distribuzione degli stessi. Per questo la Ferrero stabilisce come suo obiettivo quello di ridurre di un 30% l’emissione di gas originata dalle attività provenienti dalle attività di trasporto ed immagazzinaggio. Il Grupo Ferrero ha marcato 10 obiettivi per il 2020 che si inquadrano in 4 grandi settori. MADRID di Paola Lungarini Il Grupo Ferrero ha presentato nell’ambasciata italiana in occasione del 25° anniversario della sua succursale in Spagna e Portogallo, l’”informe anual de responsabilidad social corporativa”. La pubblicazione di questo documento dimostra l’impegno della compagnia per il rispetto dei diritti umani del medio ambiente, i ricorsi naturali e lo sviluppo per una migliore vita dal punto di vista della salute. Per il medio ambiente l’importante compagnia italiana, conferma la responsabilità ed un maggiore impegno per promuovere uno sviluppo produttivo sostenibile. In questo campo la Ferrero lavora su un piano di efficienza energetica a livello internazionale, per avere una produzione equivalente al 75% dell’energia consumata da tutti i suoi impianti europei prima che finisca il 2014. L’impegno prevede che il 25% dell’energia sia proveniente da fonti rinnovabili. Questa responsabilità medio ambientale si è concretizzata nel raggiungere in anticipo uno degli obiettivi che si erano previsti per il 2020. La compagnia è riuscita a ridurre il consumo energetico per unità di produzione in un 5% e nello stesso tempo è riuscita a diminuire di un 20% il consumo dell’acqua. Questi risultati si inquadrano nel principale obiettivo di minimizzare l’impatto medio ambientale e la riduzione dei gas per effetto serra del Grupo Ferrero. Il processo di elaborazione dei suoi prodotti è basato su efficaci parametri di qualità alimentare, con efficaci principi di produzione, distribuzione e commercializzazione basati sulla sostenibilità. La Ferrero impiega sei materie prime per la produzione dei suoi Pag. 8 L’Ambasciatore d’Italia a Madrid Pietro Sebastiani, l’allenatore della squadra spagnola Real Madrid Carlo Ancelotti, il Direttore Generale di Ferrero Iberiac Philippe Steyaert José Antonio Busto, Presidente de la Federación Española de Banco de Alimentos; Nieves Palacios Gil de Antuñano, Jefe de Servicio de Medicina, Endocrinología y Nutrición del Centro de Medicina del Deporte del CSD e memmbro del Comité de expertos del Programa Thao; Theresa Zabell, Presidenta de la Fundación Ecomar. Lourdes Martínez, giornalista e presentatrice de “Las Noticias de las 3”, di Antena 3; Roberto Torri, Direttore delle Relazioni Istituzionali e Corporative della Ferrero Ibérica. D. Philippe Steyaert; Pietro Sebastiani, l’Ambasciatore d’Italia a Madrid 82/2014

[close]

p. 9

IMPEGNI FERRERO ENTRO IL 2020 Il Grupo Ferrero ha marcato 10 obiettivi per il 2020. Questi vengono inquadrati in quattro grandi settori: i diritti umani, l’ambiente, la sostenibilità delle materie prime per i loro prodotti e sostenere uno stile di vita sano e salutare. MADRID di Paola Lungarini NOTA: Il Grupo Ferrero fondato in Italia nel 1946 oggi ha 46 sedi e uffici operativi nel mondo. La compagnia gestisce 20 piante di produzione e 6 imprese agricole, come anche un impianto con 25mila lavoratori, grazie ad essere leader a livello internazionale, la Ferrero fattura 7,8milioni di euro e ha commercializzato i suoi prodotti in 160 paesi. Questi dati hanno collocato la compagnia come il quarto gruppo a livello mondiale nel settore alimentare dei dolci. La succursale in Spagna e Portogallo, ha compiuto 25 anni nella Penisola Iberica dal 1988. Nei suoi inizi la Ferrero Iberica cominciò con 5 impiegati e al giorno d’oggi conta 150 persone. Le sue vendite hanno raggiunto i 200milioni di euro, e si sono commercializzate 18milioni di tonnellate di prodotti. 82/2014 Pag. 9

[close]

p. 10

MADRID di Paola Lungarini PALABRAS DE SU MAJESTAD EL REY JUAN CARLOS EN LA CLAUSURA DEL IX ENCUENTRO COTEC EUROPA novación, a desarrol lar proyectos conjuntos y a formalizar propuestas para la mejora de la innovación. Con su labor, nos ayuda a entender mejor nuestra propia realidad, situándola en una perspectiva europea de más innovación y mayor avance. Este año, la cuestión central de nuestros trabajos es la reindustrialización. Una materia objeto de interés en toda Europa por su importancia para la revitalización de las economías, la lucha contra el paro y el aumento de las exportaciones. De hecho, los países más desarrollados indus trialmente han sido los que mejor han afrontado el impacto de la crisis y donde el desempleo ha sido menor. Por otro lado, el aumento de la capacidad innovadora de las economías depende, en gran medida, del peso de la industria, sector que tiene un import ante efecto tractor sobre el resto de ámbitos de actividad económica. Para impulsar una positiva reindustrialización a nivel europeo es preciso, pues, promover la innovación y continuar mejorando los conocimientos y habilidades de los trabajadores. Asimismo, es necesario conseguir una financiación más competitiva, especialmente para las pymes, que son un pilar fundamental de nuestras economías. También debemos avanzar en el mercado interno de la Unión Europea y en el acceso a los mercados internacio nales. En torno a estas cuestiones, la Unión Europea ha dado pasos importantes, como lo demuestra la “Estrategia Europea 2020” que subraya la política industrial como una de las prioridades estratégicas de nuestro continente para los próximos años. Señoras y Señores, estoy seguro de que el ejercicio de colaboración a través del debate y del intercambio de ideas desarrollado hoy redundará en beneficio de nuestras sociedades y economías. Termino mis palabras reiterando mi agradecimiento al Presidente Cavaco Silva y mi felicitación a cuantos han contribuido a la realización de este provechoso e ncuentro. Muchas gracias. Muito obrigado. Sua Maestà il Re ed i Presidenti della Repubblica Italiana e del Portogallo hanno presieduto a Lisbona al IX “encuentro Cotec Europa”. El Rei Don Juan Carlos, il Presidente Giorgio Napolitano ed il Presidente Anìbal Cavaco Silva, hanno presieduto nella sede de la Fundacao Champalimaud a Lisbona come Presidente di onore e principale promotore delle istituzioni Cotec dei tre Paesi. 250 gli impresari italiani presenti, oltre al presidente e direttori generali dei tre Cotec, al ministro de economia portoghese, Antònio Pires de Lima, al vice presidente della Commissione Europea per l’industria e l’imprenditorialità, Antonio Tajani, il direttore generale dell’impresa/industria della Commissione Europea Daniel Calleja. Si è presentato durante l’incontro un bilancio della situazione del sistema di innovazione dell’Italia, Portogallo e Spagna, e un documento sulla visione dei tre Cotec come migliori soluzioni per impulsare l’industrializzazione in Europa, un problema che preoccupa specialmente la Commissione Europea e che è imprescindibile per rilanciare le economie europee e migliorare le loro competitività. Il progetto Cotec Europa che è stato possibile grazie all’impulso personale di Sua Maestà il Re e che ha l’appoggio permanente dei capi di stato dell’Italia e del Portogallo, nacque dalla possibilità di condividere interessi comuni fra le tre istituzioni Cotec, in materia di sviluppo delle innovazioni e dell’opportunità di far arrivare alla commissione Europea le inquietudini specifiche sopra lo sviluppo delle innovazioni dei tre Paesi del Sud Europa, che rappresentano nell’insieme a più di 100milioni di europei. La nuova Europa industrializzata dipenderà dalla capacità tecnologica ed innovatrice, così che i tre Cotec hanno presentato un’analisi comparando su scala globale la situazione dell’industria Europea ed in particolare in Italia, Portogallo e Spagna, che mette in evidenza la debolezza delle economie europee in questo ambito. Questa situazione si deve principalmente al fatto che durante molti anni in Europa, si sia pensato che sarebbe stato possibile mantenere un sistema economico senza contare su un settore manifatturiero sviluppato, questo ha portato allo smantellamento dei grandi settori industriali europei. Infatti, il forte sviluppo industriale dei paesi emergenti e la lunga crisi europea, hanno evidenziato l’insostenibilità di questa situazione e l’urgente necessità di recuperare, nel breve tempo possibile, la capacità industriale perduta. Una responsabilità che dovrà essere assunta tanto nel settore pubblico come in quello privato, anche se saranno valide molte le idee che appoggiano gli strumenti che un giorno permisero di stabilire e mantenere l’attività industriale in Europa, saranno necessarie altre che permetteranno di accelerare il processo di reindustrializzazione sulla base della tecnologia e l’innovazione per garantire la competitività del nuovo settore manifatturiero europeo. Pag. 10 Desejo, em primeiro lugar, agradecer ao Presidente da República Portuguesa, Excelentíssimo Senhor Doutor Cavaco Silva, pelo seu amável convite para prosseguirmos uma tradição que nos permite comprovar, a cada ano, o curso da atividade inovadora dos nossos três países. Envio, nesse sentido, os parabéns à Cotec Portugal pela impecável organização desta nona edição da Cotec Europa. Agradeço também a participação do Presidente Napolitano neste encontro no qual se tratam questões de tanto interesse para o maior progresso das nossas sociedades, e cumprimento com todo o meu afecto ao Vice-Presidente da Comissão Europea, Senhor Tajani, que nos acompanha por terceira vez. Doy las gracias, por último, a todos los asistentes que aportan su experiencia y conocimientos. Cotec Europa ha dedicado tiempo y esfuerzo a comprender las similitudes y diferencias de nuestros sistemas nacionales de in- INTERVENTO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO AL IX SIMPOSIO COTEC EUROPA Signor Presidente della Repubblica, Maestà, Signor Vice Presidente della Commissione europea, Signori Ministri, Signori Presidenti delle Fondazioni nazionali COTEC, Signore e Signori, oggi, nella splendida sede della Fondazione Champalimaud, prendendo la parola in virtù della prosecuzione - voluta dal Parlamento - del mio mandato di Presidente della Repubblica, vorrei cercare di guardare al futuro ed individuare insieme a voi quali dovrebbero essere gli assi portanti dell'azione di COTEC-Europa negli anni a venire. Nel 2012, l'Europa ha attraversato una delle pagine più difficili della sua storia: i nostri Paesi, duramente colpiti da una crisi economica e finanziaria senza precedenti nel secondo dopoguerra, costretti a scelte tanto dolorose quanto improcrastinabili per consolidare i propri conti pubblici, hanno visto chiudersi spazi di crescita e aumentare drammaticamente la disoccupazione. Ne è conseguita una contrazione dei consumi e del prodotto lordo, tradottasi in pericolosa recessione. Oggi, in una situazione ancora fragile, Portogallo, Spagna e Italia sembrano avviarsi verso una prima timida ripresa, pur nella consapevolezza che molto deve essere ancora fatto per trasformare le positive indicazioni di fine 2013, corroborate dalle più recen- 82/2014

[close]

p. 11

ti proiezioni del Fondo Monetario Internazionale, in tendenze concrete e durature. Sono certo che alle nostre tre Fondazioni spetti dare un contributo rilevante all'individuazione di meccanismi idonei a declinare tali primi positivi segnali in un più deciso impegno a rafforzare i settori della ricerca e dell'innovazione, chiavi di volta di ogni azione mirata ad elevare la competitività del nostro sistema produttivo, a stimolare la crescita ed a generare occupazione. COTEC Europa ha energie, competenze e strumenti per affrontare questo delicato compito e può rappresentare quindi un prezioso volano di impulso e rilancio. I legami tra ricerca e innovazione, crescita e competitività, sono evidenti. Lo dimostra in maniera lampante l'Innovation Scoreboard 2013 dell'Unione Europea, mettendo in luce realtà forse sgradite, che devono condurre però ad una riflessione e - lo auspico fortemente - ad uno scatto di orgoglio e ad un atteggiamento fortemente proattivo dei nostri tre sistemi-paese, delle nostre tre COTEC e della loro espressione "federativa". Secondo l'Innovation Scoreboard, il divario tra i Paesi leader nei processi di innovazione (Svezia, Germania e Danimarca) e i cosiddetti "innovatori moderati" (tra cui rientrano Portogallo, Spagna e Italia) cresce; gli Stati Membri che hanno continuato a investire in ricerca e innovazione anche durante la crisi hanno ottenuto risultati migliori di quelli che non l'hanno fatto; la capacità di innovazione dell'UE è stata trainata principalmente dalle Piccole e Medie Imprese. Da queste considerazioni emerge con chiarezza la via da seguire : colmare il divario che ci separa dai Paesi più avanzati sulla via dell'innovazione al fine di rilanciare le nostre economie. Occorrerà ancorare fortemente il mondo della ricerca e dell'innovazione a quello dell'impresa e in particolare a quello delle Piccole e Medie Imprese che in Italia, nonostante i colpi della crisi, restano un tessuto vitalissimo e rappresentano una larghissima parte del tessuto produttivo nazionale. Bisogna però aver presente - e lo ha ricordato di recente il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che "l'Italia risponde ancora in maniera insufficiente alla sfida dell'innovazione tecnologica e della globalizzazione dei mercati. Ritengo quindi che il tema del IX Simposio COTEC - la re-industrializzazione - rifletta ampiamente gli interessi di Lisbona, Madrid e Roma e sono certo che il dibattito odierno, insieme alla Dichiarazione dei Ministri, fornirà valide indicazioni operative per rafforzare quello che resta il vero motore di crescita dell'economia. In un mondo in continua evoluzione, dove la Cina sta assumendo posizioni sempre più forti nella produzione e nel commercio internazionale, la strada della re-industrializzazione in Europa deve necessariamente passare attraverso un'attenzione sempre maggiore all'innovazione e alla ricerca, affinché la produzione europea rimanga sempre all'avanguardia dal punto di vista qualitativo e tecnologico. Solo così le nostre imprese potranno sempre meglio competere sullo scacchiere internazionale e cogliere le opportunità legate al continuo incremento della produzione mondiale, che il World Economic Outlook Update di fine gennaio situa intorno al 3,7% per il 2014, e la crescita del commercio internazionale, che l'Organizzazione Mondiale per il Commercio prevede si attesti intorno al 4,5% nell'anno in corso, grazie ad una spinta decisiva delle importazioni e delle esportazioni dei Paesi emergenti - nonostante le difficoltà recenti di alcuni di essi - e dei Paesi in via di sviluppo. Più innovazione MADRID di Paola Lungarini Il Presidente Giorgio Napolitano con il Presidente della Repubblica Portoghese Anibal Cavaco Silva e il Re di Spagna Juan Carlos al Palacio da Cidadela di Cascais durante il IX Symposium COTEC e più ricerca, inoltre, ci consentiranno di cogliere anche le opportunità che si schiuderanno con il Transatlantic Trade and Investment Partnership. Tenendo presenti questi dati di fondo, si può ben dire : quello che sarà dell'Europa e dell'Occidente dipenderà in buona parte anche da noi. Dipenderà dalla nostra capacità di innovare, cambiare ed adattare la nostra cultura di impresa per affrontare le sfide poste dalla competizione dei Paesi emergenti. Ma è ovvio che il necessario balzo in avanti non potrà essere demandato esclusivamente al singolo imprenditore, alla singola azienda, per quanto "innovation oriented and driven" essi siano. È un cambiamento che deve coinvolgere l'intero Sistema Paese in Italia, come in Portogallo e Spagna, e deve trovare il necessario ancoraggio a Bruxelles. Occorre, a questo proposito, tener conto delle radicali trasformazioni tecnologiche intervenute e ancora in corso; si deve quindi procedere - dove non lo si sia già fatto - a riforme dei sistemi formativi e del mercato del lavoro, investire in conoscenza, ricerca, preparazione della giovane forza lavoro a nuove opportunità e forme di occupazione. Una crescita sostenuta e qualificata richiede certamente riforme strutturali, ma richiede in pari tempo un rilancio, oltre che di investimenti privati, anche di ben mirati investimenti pubblici, al servizio di progetti europei e nazionali. E richiede un'attenzione particolare alle Piccole e Medie Imprese che sono il cuore dell'economia europea e necessitano di regole semplici ed efficaci, che limitino gli oneri amministrativi e fiscali e facilitino l'accesso al credito e all'innovazione. Per quanto riguarda l'Italia, va sottolineato l'impegno del governo di procedere con misure di sostegno immediato alle attività innovative e di ricerca delle imprese, prevedendo a tal fine il ricorso a fondi strutturali europei per le regioni del Mezzogiorno e a fondi nazionali per le regioni del Centro-Nord. Occorre promuovere di più la spesa in Ricerca e Sviluppo, area nella quale - come ho già detto - i nostri tre Paesi investono una percentuale del PIL inferiore alla media europea. La Strategia "2020" dell'Unione sostiene prioritariamente gli sforzi nazionali nel campo dell'innovazione. Ad essa si accompagna la componente essenziale dello "Spazio europeo della ricerca", inteso a fare dell'innovazione e delle nuove tecnologie la leva di una riconversione industriale centrata sulla sostenibilità, sull'efficienza e sull'integrazione fra la ricerca e l'applicazione dei suoi risultati. Il Consiglio Europeo di ottobre ha dal canto suo confermato l'obiettivo della realizzazione di un mercato unico digitale entro il 2015. Anche il programma della Commissione Europea in tema di clima ed energia per il 2030 racchiude in sé strumenti di sicuro interesse per continuare a puntare sull'efficienza e la sostenibilità dei processi produttivi, incentivando l'uso di fonti di energia rinnovabile. Infine, il prossimo Consiglio Europeo di Marzo toccherà, tra le altre, la questione da noi affrontata in questa sessione COTEC, del rafforzamento del tessuto industriale europeo per incentivare crescita e occupazione. Sono tessere di un unico mosaico che descrivono un'Europa largamente in grado di mettere in opera gli strumenti necessari ad uscire dalla crisi in cui è rimasta presa negli ultimi cinque anni (e ancor più) e di mostrarsi più competitiva sul piano internazionale. Dobbiamo peraltro essere consapevoli - e cito ancora il governatore Visco - che "la fiducia faticosamente riguadagnata non deve essere indebolita dal riaccendersi di timori sulla risolutezza dell'Italia, e di tutti i paesi dell'area dell'Euro, a proseguire sulla strada delle riforme e della responsabilità". Politiche ed iniziative su cui le COTEC nazionali devono saper fare leva, non in competizione, ma in sinergia le une con le altre, in special modo per accrescere il grande potenziale rappresentato dalla vasta area delle Piccole e Medie Imprese. Insieme le tre Fondazioni possono farsi interpreti autorevoli di un patto federativo per l'innovazione che incentivi investimenti pubblici e privati, avvicini il mondo imprenditoriale e il mondo della ricerca, valorizzi le giovani generazioni aprendosi con fiducia alle loro idee, creando nuove opportunità e suscitando concrete speranze per il futuro. Con questa nota di ragionevole ottimismo e fiducia nelle nostre capacità e nella nostra visione rinnovo il mio apprezzamento per questa esperienza e iniziativa comune ai nostri tre Paesi, augurando alla COTEC un pieno successo negli anni a venire. 82/2014 Pag. 11

[close]

p. 12

DISCURSO DO PRESIDENTE DA REPÚBLICA ANIBAL CAVACO SILVA NA CERIMÓNIA DE ENCERRAMENTO DO IX ENCONTRO DA COTEC EUROPA Permitam-me que comece por agradecer à Fundação Champalimaud, na pessoa da sua Presidente, a disponibilização deste lugar, inspirador do conhecimento e da excelência, para os trabalhos do 9º Encontro Cotec Europa, este ano dedicado ao tema da reindustrialização. É com um sentimento de profunda amizade que saúdo a presença, que muito nos honra, de Sua Majestade o Rei de Espanha, D. Juan Carlos, e do Senhor Presidente da República de Itália, Giorgio Napolitano. Gostaria também de agradecer a participação do Senhor Comissário Antonio Tajani, que nos trouxe uma perspetiva do maior interesse sobre as recentes propostas da Comissão Europeia em matéria de reindustrialização na Europa. Dirijo igualmente uma saudação ao Senhor Ministro da Economia, que liderou o encontro interministerial sobre os desafios comuns para a política industrial dos nossos países. Senhoras e Senhores, Durante anos, predominou a ideia de que uma economia avançada poderia dispensar uma base industrial forte e competitiva. Dizia-se que a Europa inventaria a tecnologia com que outros produziriam os bens. Face à globalização dos mercados, que de resto não poupou os serviços, a desindustrialização das nossas economias foi ampliada pela dificuldade da Europa em responder aos seus desafios internos e em encetar as reformas necessárias. Neste contexto, os grupos industriais internacionais encararam a Europa como um destino menos atrativo para os seus investimentos. Este declínio da atratividade do setor industrial europeu e a crise financeira de 2008 intensificaram os riscos de desmantelamento de boa parte do tecido produtivo, especialmente notórios nos setores com bases industriais mais frágeis e orientadas para uma produção de baixo valor acrescentado. A verdade é que a indústria constitui uma importante base de inovação tecnológica, sendo, além disso, o principal pilar das exportações. Em comparação com outros setores, a indústria mantém um nível mais estável de emprego e uma maior produtividade média. Alguns tenderão a confundir a ideia de reindustrialização da Europa com uma visão obsoleta e saudosista das grandes indústrias pesadas, de baixo valor acrescentado, com um uso intensivo de energia e recursos naturais, com uma relação precária, ou mesmo nociva, com o ambiente e com a qualidade de vida das populações. Esta é a imagem da indústria do passado, cujo regresso não desejamos. A indústria do futuro deve ser, pelo contrário, uma atividade produtiva capaz de conciliar as dimensões económicas, ambientais e sociais do desenvolvimento sustentável. A produção industrial deverá basear-se numa utilização mais eficiente da energia e dos recursos naturais, com uma atenção mais responsável à segurança e à qualidade dos produtos e à sua relação com o ambiente. A subida tendencial dos custos dos fatores de produção nas economias emergentes e a adoção intensiva de tecnologias de automação estão a criar oportunidades para a relocalização da produção industrial nas economias mais desenvolvidas e estruturadas. Senhoras e Senhores, Apesar do bom comportamento das exportações nos últimos anos, e de todas as reformas empreendidas, os níveis de produção industrial nos países do sul da Europa continuam a situar-se em valores inferiores aos de 2008, ao contrário de países que recuperaram quase totalmente os níveis anteriores à crise. A descida dos custos unitários do trabalho deu um impulso à competitividade das empresas. Mas estes ganhos só poderão ser mantidos, de forma sustentada, através da melhoria do capital humano e da adoção de processos de inovação. As empresas que saíram mais fortes da crise conseguiram racionalizar custos e recuperar níveis de rentabilidade. O seu sucesso assenta no investimento continuado na inovação, numa estreita cooperação com clientes e fornecedores, na especialização em nichos setoriais com melhor desempenho e, por fim, na expansão através da diversificação geográfica. A elevação da competitividade das nossas empresas não pode depender só do ajustamento dos custos do trabalho. As empresas com maior sucesso são, visivelmente, as que mais investem em Investigação & Desenvolvimento e na formação do seu capital humano. O tecido industrial dos nossos países é caracterizado, como sabemos, pela pequena dimensão das empresas, o que diminui, ainda mais, a já escassa capacidade de investimento e de incorporação de conhecimento e tecnologia. A existência de políticas de transferência tecnológica que potenciem o crescimento das nossas empresas representa, por isso, um fator essencial para elevar a especialização e aumentar a produtividade. Segundo o relatório apresentado no último encontro COTEC Europa, em Madrid, as diferenças de produtividade entre as micro e as grandes empresas nos setores transformadores podem variar entre duas e quatro vezes. A necessidade de estabilização macroeconómica e consolidação orçamental tem feito pesar sobre os nossos países sacrifícios de diversa ordem. Em matéria do desempenho na inovação, a convergência que se verificava há mais de uma década foi, segundo os dados da Comissão Europeia, interrompida pela primeira vez em 2012. Há que evitar o enfraquecimento das políticas de Investigação & Desenvolvimento, porque tal significaria, a médio prazo, reduzir a eficiência dos sistemas de inovação e alargar o fosso que nos separa dos países mais competitivos da União Europeia. Menos investimento em inovação conduziria ao agravamento do défice tecnológico das empresas nas economias do Sul, que se situa em cerca de 20 por cento face à média da União Europeia. Se ambicionamos ser nações inovadoras e se queremos competir com países que têm vindo a intensificar a aposta em áreas tecnológicas de elevado potencial de crescimento, não podemos continuar a reduzir o investimento na produção de conhecimento e desenvolvimento tecnológico. A nossa estrutura produtiva terá que beneficiar da transferência de um nível mais elevado de conhecimento e de tecnologia, quer através de uma maior interação com os agentes de inovação nacionais, quer por meio de uma maior participação nas redes do espaço europeu de inovação. Uma grande parte das nossas empresas economicamente viáveis, com destaque para as PME, tem enfrentado custos financeiros desmesurados. O facto de as empresas exportadoras, em particular, suportarem encargos de juro muito superiores às suas congéneres europeias prejudica seriamente a sua competitividade, afeta as decisões de investimento e dificulta a penetração em novos mercados.Face à fragmentação que se verifica no mercado financeiro europeu, é urgente a concretização, à escala da União Europeia, de novas fontes de financiamento não-bancário. No novo quadro financeiro Europeu, os fundos comunitários devem contemplar o relançamento industrial, com uma aposta decisiva nas novas indústrias e nas indústrias criativas. As políticas europeias de reindustrialização devem ter presente as necessidades específicas dos vários Estados-membros, atendendo, por exemplo, ao peso que as PME possuem em certas economias. A reindustrialização tem, pois, de ser concretizada de uma forma harmoniosa e coerente em toda a Europa, estando ao serviço do aprofundamento da integração e da coesão. Complementarmente, em matéria de política de energia, exige-se um novo modelo energético, mais competitivo e mais eficiente. Os pilares desse modelo não poderão esquecer, contudo, os objetivos e as estratégias de investimento público, já consagrados por diversos Estados-membros, nos sistemas de produção energética baseados em energias renováveis. O esforço de reindustrialização tem de ser acompanhado, finalmente, por uma política comercial comum da União Europeia mais eficaz e mais exigente. Se isso não acontecer, dificilmente teremos efeitos visíveis no crescimento da economia e na criação de emprego. A União deve defender os seus interesses, de forma mais rigorosa e integrada, quer no quadro da Organização Mundial de Comércio, quer através de parcerias de cooperação com outras regiões do mundo. É essencial que o free trade seja também um fair trade. Se o comércio mundial não for leal, nunca será verdadeiramente livre. A União Europeia continua a sofrer os efeitos de práticas de distorção da concorrência a nível mundial, como o dumping, os auxílios de Estado, as diferentes regras e exigências em matéria social ou ambiental. E, se os efeitos destas distorções de mercado se projetam na capacidade comercial da União como um todo, o certo é que afetam certas economias de forma particularmente significativa. Senhoras e Senhores, A nova iniciativa da Comissão Europeia para uma estratégia industrial, integrada na Estratégia Horizonte 2020, constitui uma oportunidade para inverter as assimetrias na competitividade das nossas economias e para conferir um novo incentivo ao investimento e à criação de emprego qualificado e mais estável. Trata-se de um Programa orientado para as empresas em áreas de enorme relevância – indústria transformadora, transportes, saúde e bem-estar, por exemplo -, que poderá dar um novo impulso à cooperação entre as universidades e o tecido empresarial e gerar maior envolvimento e proximidade dos jovens investigadores a problemas de interesse industrial. Importa por isso, conseguir uma forte mobilização junto de universidades, centros tecnológicos, associações empresariais e setoriais, de forma a criar uma dinâmica de organização e cooperação que permita tirar o máximo partido desta nova oportunidade de transferência tecnológica e de modernização da nossa indústria. A Estratégia Horizonte 2020 será, de resto, uma boa oportunidade para reforçar os laços de cooperação entre redes de empresas e universidades dos nossos três países. As organizações COTEC poderão ter aqui, segundo creio, um papel de grande influência. Continuar a investir no incremento do conhecimento científico e tecnológico e na sua difusão à economia deverá ser uma prioridade. Reforçar o conteúdo tecnológico e a cultura de inovação dos nossos tecidos produtivos, que mantêm ainda fragilidades preocupantes, continua a ser um desígnio estratégico comum a Espanha, Itália e Portugal. Estou certo de que a reflexão resultante deste Encontro sobre os desafios da reindustrialização da Europa dará um contributo de relevo para a definição de uma nova política industrial na União. Agradeço a participação de todos vós. Sei que todos os que aqui se encontram partilham a mesma ambição de um futuro melhor para a União Europeia e para os povos que a integram. Muito obrigado. MADRID di Paola Lungarini SPECIALE COTEC tutti gli interventi su www.ilgiornaleitaliano.net 82/2014 Pag. 12

[close]

p. 13

MADRID di Paola Lungarini DISCORSO TAJANI - L’INDUSTRIA È NECESSARIA PER CRESCERE E CREARE LAVORO ne. La prima forza dell'Europa sono i tanti milioni d'imprenditori mossi da un sogno, da un'idea da realizzare. E' la vera linfa vitale della nostra società. Ostacolare questa energia significa boicottare il lavoro, la crescita e, lo stesso modello di economia sociale di mercato. L'Europa non può permettersi di far fuggire le imprese. Per questo, il cambiamento più profondo che dobbiamo realizzare riguarda proprio il contesto in cui operano. Non ci siamo fermati alle buone intenzioni. Abbiamo dato l'esempio, avviando un ampio processo di semplificazione e applicando il test di competitività ad ogni nuova proposta legislativa. Ma anche gli Stati devono fare la loro parte. E, talvolta, gli appelli da soli non bastano. Rinascimento Industriale significa anche norme europee che obblighino le amministrazioni a pagamenti e licenze in 30 giorni, avvio di un'impresa in 3 giorni con 100 euro, riduzione dei tempi giudiziari. L'industria che vogliamo deve essere, prima di tutto, competitiva sui mercati internazionali. Dobbiamo puntare, senza ingenuità, su accordi di libero scambio che garantiscano alle nostre imprese un accesso effettivo, a parità di condizioni, ai mercati. A cominciare da quello degli Stati Uniti. Siamo la prima potenza economica, industriale e commerciale al mondo. Il nostro saper fare e la qualità dei nostri prodotti sono richiesti ovunque. E' una grande forza dell'Europa che va fatta valere anche con una diplomazia economica. In un mondo che cambia velocemente, con l'emergere di nuovi grandi attori globali quali Cina, India, Brasile, Messico o Indonesia, nessuno Stato europeo è abbastanza ricco o popolato per pesare davvero. Imparare a parlare, sempre più, con una voce sola, è essenziale per garantire gli interessi della nostra industria; a cominciare da un accesso sicuro e a prezzi concorrenziali alle materie prime e all'energia. Per questo dal 2011 ho guidato molte missioni per la crescita con imprese europee per promuovere opportunità economiche e formalizzare accordi di cooperazione. A gennaio le tre imprese europee che lavorano all'allargamento del Canale di Panama, mi hanno scritto chiedendo alla Commissione di facilitare una soluzione del contenzioso in corso. Questo ha rafforzato la mia convinzione sulla necessità di una forte diplomazia economica. No puedo concluir mi discurso sin referirme a uno de los principales problemas que tenemos en Europa: el alto paro juvenil. Las "Misiones para el Crecimiento" también se organizan dentro de la Unión Europea y tienen la ventaja que vienen empresas de toda Europa a una ciudad en un mismo momento. Es la segunda vez en poco tiempo que vuelvo a Lisboa. El pasado 29 de noviembre reunimos casi 800 (ochocientas) empresas, de las que 185 (ciento ochenta y cinco) eran no portuguesas, para invertir y hacer negocios en Portugal. Sé que hay una segunda edición de esta Misión en Lisboa a inicios de abril y me felicito. Como estas reuniones empresariales funcionan bien en la lucha contra el paro juvenil, estoy organizando una en Valonia, Bélgica ahora en Febrero. Iré después a Italia, primero a Campania a mediados de marzo y a Sicilia a final de marzo. Acabaré esta serie de Misiones para el Crecimiento en España en Andalucía y Extremadura a primeros de abril. Conclusioni - Come ha ribadito il Primo Ministro greco Antonis Samaras da BusinessEurope, serve un'Industrial Compact che bilanci e integri il Fiscal Compact; con un consiglio Competitività che abbia un peso analogo a quello dell'Ecofin. Il solo patto fiscale, applicato con rigidità e troppa austerità, ha contribuito alla spirale recessiva che ancora distrugge la nostra base industriale e il lavoro. Solo orientando il timone verso l'economia reale, le Piccole e Medie Imprese e il lavoro, possiamo tagliare l'erba sotto i piedi ai populismi, a chi vorrebbe la fine dell'euro, della libertà di circolazione, a chi vede l'Europa come un nuovo Leviatano. Serve più solidarietà. Serve un bilancio federale, serve un vero governo economico. Serve una Banca Centrale capace di guardare alla stabilità, ma anche alla disoccupazione. Serve una Banca centrale capace si di contrastare l'inflazione, ma anche il reale pericolo di oggi: la deflazione. Ecco perché, tutti insieme, dobbiamo avere il coraggio innovativo dei Padri Fondatori nel perseguire un percorso iniziato molti anni fa che non può fermarsi oggi, pena il fallimento. Alle prossime elezioni europee la politica dovrà saper convincere a partecipare a un nuovo progetto di Europa che torni a fare sognare. Trasformando la protesta in voglia di cambiamento. Vorrei concludere il mio discorso rivolgendo un pensiero ai fucilieri della Marina Italiana che da due anni sono trattenuti in India con l'infamante accusa di terrorismo. Si trovavano nell'oceano Indiano a difendere la nostra libertà di commerciare i prodotti delle nostre imprese. Non riconoscere il loro ruolo di difensori della legalità comporterebbe, come ha detto Catherine Ashton, gravi ripercussioni, non solo in Italia, ma in tutti i Paesi coinvolti nella lotta contro la pirateria. Mi vengono in mente le parole di San Francisco Javier, uno spagnolo nato in Navarra, formatosi a Roma e al quale i portoghesi avevano affidato il compito di evangelizzare l'Asia. Le sue reliquie si trovano oggi in India, nella cattedrale di Goa. Diceva questo sacerdote missionario che: "Aunque nadie ha podido regresar y hacer un nuevo comienzo…cualquiera puede volver a comenzar y hacer un nuevo final". Sono parole di speranza che rivolgo ai fucilieri di Marina italiani, con l'augurio di tornare presto in Patria. Ma sono parole che rivolgo anche a tutti coloro che vogliono innovare e quindi costruire un nuovo sogno europeo: gli Stati Uniti d'Europa. Excellentissimo Senhor Presidente da Republica Portugesa, Majestad, Signor Presidente della Repubblica Italiana, Signore e Signori, Creio que uma das ações de maior impacto destes últimos cinco anos foi o ter posto a economia real, o trabalho e a indústria no centro da agenda politica. Esta nova rota da Comissão Europeia tem tido um largo reconhecimento, inclusive da parte do Presidente do Parlamento Europeu, Martin Schulz. Non era scontato. All'inizio del nostro mandato imperava il pensiero dominante di un'Europa post industriale, focalizzata su servizi e finanza. La crisi ci ha fatto vedere i rischi legati a una finanza autoreferenziale e senza regole. E ci ha fatto constatare la fragilità di economie prive di una solida base industriale e di capacità d'innovazione. Abbiamo finalmente aperto gli occhi: senza industria non si cresce e non si crea lavoro. Buona parte delle nostre esportazioni, dell'occupazione, della ricchezza, dipendono dall'economia reale. Senza radici profonde nel manifatturiero, anche i servizi s'inaridiscono. E' dal processo industriale che nasce la maggior parte dell'innovazione. La parola stessa, industriarsi, evoca creazione, ricerca continua di nuove frontiere, una spinta a essere migliori. La sua essenza è l'ingegno, che ha fatto di Ulisse, protetto da Atena, il vero eroe dei poemi omerici. L'eroe di Itaca è il primo uomo europeo che affronta con la forza della mente le sfide e l'avventura verso l'ignoto. Quella stessa spinta all'esplorazione di nuove rotte, nuove scoperte, nuove vie commerciali, ha animato i grandi navigatori, capitani d'intrapresa portoghesi, spagnoli o italiani. Anche grazie a loro si è sviluppato il Rinascimento economico e culturale europeo. In questa nuova visione di centralità dell'industria si guarda al futuro. Non vecchie ciminiere inquinanti, ma una produzione moderna, con in primo piano: qualità, sostenibilità e nuove tecnologie. In un sistema dove servizi, finanza e manifattura, lungi dall'essere contrapposti, sono indissolubilmente legati. Rimettere l'industria al centro non basta. Ora dobbiamo agire. L'eccesso di austerità ha fortemente indebolito la nostra base produttiva. Abbiamo perso investimenti e milioni di posti di lavoro. Siamo al record negativo, con solo il 15% di PIL legato al manifatturiero. Abbiamo perso competitività a livello globale. Anche perché investiamo molto meno di USA, Giappone o Corea in innovazione. Per questo, la nostra strategia per riportare il PIL del manifatturiero al 20% entro il 2020, parte proprio da innovazione e formazione, anima e cuore pulsante della rivoluzione industriale di cui vogliamo essere leader. Solo con più investimenti in innovazione industriale l'Europa può rispondere ai problemi di crescita, occupazione, scarsità delle risorse, surriscaldamento, che abbiamo davanti. Ecco perché nella strategia su industria - energia - clima appena approvata, è proprio l'innovazione a suggellare il matrimonio tra industria e sostenibilità: accanto a misure per la lotta ai cambiamenti climatici viene tracciata la via "Per un Rinascimento Industriale Europeo". Per la prima volta non è solo l'agricoltura ad avere risorse: quasi 1/6 del bilancio comunitario da qui al 2020 è destinato all'innovazione e alla competitività industriale. Con i cofinanziamenti nazionali, i prestiti della Banca Europea d'Investimento e le risorse private possiamo mobilizzare fino a 1000 miliardi. In parallelo, molti governi, tra cui quelli italiano, portoghese e spagnolo, ci sostengono con l'iniziativa degli “Amici dell’industria” per definire un’ambiziosa agenda per la riunione dei Capi di Stato e di Governo del mese di marzo, la prima dedicata all'industria. Il mio auspicio è che questo Vertice non sia un'occasione persa. I leader europei non devono limitarsi a enunciazioni di principio, ma garantire vera coerenza delle politiche su ricerca, infrastrutture, energia, ambiente, o educazione, con l'obiettivo della reindustrializzazio- 82/2014 Pag. 13

[close]

p. 14

Pag. 14 82/2014

[close]

p. 15

GIANPIERO D’ALIA ALLA MONCLOA PER LE “RIFORME DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI EUROPEE” Il già Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D'Alia, ha partecipato al Palazzo della Moncloa di Madrid a una giornata di lavori dedicata alle riforme delle pubbliche amministrazioni europee, conclusasi con l’intervento del premier spagnolo Mariano Rajoy. Nel corso della conferenza, organizzata dal vicepremier spagnolo Soraya Saenz de Santamaria, il ministro D'Alia ha messo a confronto i temi della pubblica amministrazione italiana con quelli di altri cinque stati europei, attraverso il dibattito e lo scambio di esperienze con altrettanti suoi omologhi: presenti, oltre alla vicepresidente spagnola, il ministro francese per la riforma dello Stato, Marylise Lebrachu, il ministro del Cabinet Office della Gran Bretagna Francis Maude, il vicepremier portoghese Paulo Portas e Rafal Trzaskowski, ministro polacco per l'amministrazione e la digitalizzazione (foto 1 e 2). Inoltre si è incontrato con l’Ambasciatore, Pietro Sebastiani (nella foto 3), e, sempre in ambasciata, con il segretario generale del Ppe, Antonio LopezIsturiz. È stato presente anche ad un incontro con alcuni rappresentanti della comunità italiana a Madrid, ricevendo poi la stampa (foto 4). MADRID di Paola Lungarini PROGRAMMA AREA ITALIA LUNEDì 10/03/2014 // 10.30 - 13.00 INAUGURACIÓN // 13.30 - 14.30 (DELICANDI) Show cooking y degustación "El oro rojo y verde de Sicilia en tu plato" // 15.30 - 16.30 (LAB CAFÉ) Presentación de producto y degustación // 17.00 - 18.00 (MADONNA D'ITRIA SOC. COOP. ) Show cooking y degustación “Viaje sensorial en el Sabor de la Isla” // 18.15 - 19.00 (NEGRINI) Cata de Vino de Apulia y maridaje con burrata MARTEDì 11/03/2014 // 10.30 - 11.30 (MADONNA D'ITRIA SOC. COOP.) Show cooking y degustación “Viaje sensorial en el Sabor de la Isla” // 12.00 - 13.00 (DI BUONO): Show cooking y degustación "Porchetta di Ariccia IGP - El secreto mejor guardado de Italia" // 13.30 - 14.30 (IL PASTAIO) Show cooking y degustación "Fantasia al tartufo" // 15.30 - 16.30 (MADONNA D'ITRIA SOC. COOP. ) Show cooking y degustación “Viaje sensorial en el Sabor de la Isla” // 17.00 - 18.00 (TÍPICO SARDINIA)Show cooking y degustación de platos tradicionales con productos tipicos de Cerdeña // 18.15 - 19.00 (DELICANDI) Presentación de productos y degustación: Aceite de Oliva Virgen Extra Candiloro MERCOLEDì 12/03/2014 // 10.30 - 11.30 (IL PASTAIO) Show cooking y degustación "Salmone con vinagrette al tartufo" // 12.00 - 13.00 (DI BUONO) Show cooking y degustación "Aplicaciones culinarias de la Porchetta y de la Coppa di testa" // 13.30 14.30 (TÍPICO SARDINIA) Show cooking y degustación de platos tradicionales con productos tipicos de Cerdeña // 15.30 - 16.30 (LAB CAFÉ ) - GIOIA CAFFÉ Presentación de productoy degustación: café verde // 17.00 - 18.00 (MADONNA D'ITRIA SOC. COOP. ) Show cooking y degustación: “Viaje sensorial en el Sabor de la Isla” // 18.15 - 19.00 (NEGRINI) Cata de Vino espumosos y maridaje con diferentes variades de Mortadella GIOVEDì 12/03/2014 // 10.30 - 11.30 LAB CAFÉ - GIOIA CAFFÉ(degustazione) // 13.30 - 14.30 (MADONNA D'ITRIA SOC. COOP. ) Show cooking y degustación “Viaje sensorial en el Sabor de la Isla” // 15.30 16.30 (NEGRINI) Show Cooking :"Sorprese di pasta italiana" Un ricco programma di attività per scoprire i migliori prodotti italiani nel Salone Internazionale il Club de Gourmets di Madrid I nove espositori presenti nell’ “Area Italia” gestita dalla CCIS saranno protagonisti di degustazioni, show cooking e presentazioni di prodotti che si svolgeranno durante i 4 giorni della manifestazione organizzati dal Gruppo Gourmets. Alla XXVIII edizione del Salón Internacional del Club de Gourmets, la principale fiera in Spagna dedicata ai prodotti alimentari e bevande di alta qualità, quest’anno vedrà una importante presenza di aziende dall’Italia e distributori di prodotti tipici italiani. Grazie alla partecipazione della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS), nel Salone viene allestita un’area espositiva dedicata ai prodotti italiani tipici e di qualità, tra cui i tartufi Umbri, Porchetta e insaccati tipici del centro Italia, pane carasau, il pistacchio di Sici82/2014 lia, formaggi e altri prodotti tipici della Sardegna, il caffè macinato di qualità, e altri prodotti di diverse regioni d’Italia. Eventi collaterali organizzati nella stessa “Area Italia” per conoscere i prodotti italiani più emblematici e le ricette della nostra tradizione regionale. Con la presenza di Luigi Pomata, chef dei ristoranti “Da Nicoló” a Carloforte e “Next door” a Cagliari, Cristian Aru, Enrica Barni, chef dell’Accademia del Gusto di Madrid e Fernando Legido Sanchez, chef e co-proprietario del ristorante “La Gamella”di Madrid. Le Pentole Agnelli, impresa italiana leader nella produzione di utensili e stoviglie per uso professionale, dal 1907 legata alla più alta tradizione culinaria, patrocinano alcuni eventi. Per informazioni sull’ “Area Italia” gestita dalla CCIS: Donatella Monteverde (Dipartimento Servizi commerciali e Ferie) Tel +34 915 900 900 - E-mail: donatella.monteverde@italcamara-es.com La Scuola Italiana di Madrid organizza la prima edizione del Concorso di Cortometraggio Giovanile. Nell’ambito più ampio delle relazioni culturali tra le istituzioni italiane presenti a Madrid, la Scuola Statale e l’Istituto Italiano di Cultura collaborano per la promozione della prima edizione di cortometraggio giovanile nelle scuole internazionali di Madrid. L’iniziativa vuole offrire a tutti gli studenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni l’occasione di esprimere la loro creatività attraverso un prodotto visuale di breve durata che ha, quest’anno, come tema “Vivir Madrid”, un modo originale di vedere la realtà madrilena attraverso una rielaborazione personale. - Ha dichiarato il Dirigente Scolastico Cosimo Guarino, ricordando che - il concorso si svolge con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia di Madrid. Il regolamento e il programma sono scaricabili dai siti www.ilgiornaleitaliano.net e www.mondoitaliano.net e www.italianinspagna.org Pag. 15

[close]

Comments

no comments yet