La domenica n.15 Dicembre/Gennaio 2014

 

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La domenica n.15 Dicembre/Gennaio 2014

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N.15 | Dicembre\Gennaio 2014 - ANNO II d'informazione con inchieste, reportage, cronaca, storie, interviste, cultura Disastro San Carlo Due anni fa denunciavamo l’occupazione familistica del Massimo partenopeo. Ora i protagonisti di quel disastro ci riprovano Il grande paci catore Il governatore Caldoro e il suo cerchio magico Leggi a pagina 8 Bevi Napoli... L’Espresso inventa un titolo e si nasconde Leggi a pagina 10 Assolto lo sbirro Vittorio Pisani e lo strano collaboratore Leggi a pagina 14 Il giornalismo Ucciso Pippo Fava ancora in trincea Leggi da pagina 24-29

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I Siciliani giovani “A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?” www.isiciliani.it Ricordiamo Giuseppe Fava lavorando 5 gennaio Vive 1984-2014 Ancora monopolio della stampa e ancora potere mafioso. Perciò noi lottiamo Antonio Roccuzzo Miki Gambino Claudio Fava Giovanni Caruso Norma Ferrara Ester Castano Umberto Santino Loris Mazzetti Fabio D’Urso Arnaldo Capezzuto Riccardo De Gennaro Luciano Mirone Antonio Masseo Giancarla Codrignani Carlo Gubitosa Sebastiano Gulisano Rino Giacalone Luca Rossomando Franceco Feola Paolo Petrucci Sabina Longhitano Antonio Cimino Salvo Ognibene Fabio Vita Lorenzo Baldo Pietro Orsatti Graziella Proto Martina Mazzeo Mattia Maestri Valeria Grimaldi Giorhio Ruta Vincenzo Rosa Domenico Pisciotta Giulio Pitroso Jack Daniel Alessandro Romeo Maurizio Parisi Tano D’Amico Giuseppe Fava/ I quattro cavalieri dell’apocalisse ma osa, L’ultima estate senza i missili e altri articoli di libertò Caselli/ Chi non si è fermato Dalla Chiesa/ La storia, il segno EBOOK GRATIS dicembre 2013

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 3 4 6 11 13 16 22 30 31 32 “Ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società” Pippo Fava 5 gennaio 2014 anniversario dei 30 anni dal suo omicidio Lo scandalo San Carlo Commissariamenti, debiti e amici Sepe, Masaniello della monnezza Le amnesie di un cardinale La classifica delle città De Luca: “Faciteme 'o piacere” Nuovo romanzo criminale All'Asl cosi fan tutti... Il calendario della speranza Al “Pascale” i mesi che verranno Il Capodanno Napoli seduttrice Scampia per cambiare Il Natale della solidarietà Don Patriciello La denuncia diventa libro Aiutiamo “i Siciliani” Sottoscrizione popolare LA SVISTA Non esistono gli amici *** C ari lettori si conclude un altro anno e me inizia un altro. Bello o brutto che sia stato è tempo di bilanci, riflessioni e di pensare a un futuro migliore. Questo piccolissimo giornale muove i suoi passi e siamo soddisfatti per il lavoro fatto sin qui. Abbiamo immaginato altre cose per il nuovo anno. Stiamo lavorando per creare una nuova piattaforma più funzionale e veloce. Il portale comincerà ad essere un po' più autonomo dal mensile e dialogherà con maggiore costanza con gli altri giornali raccolti sotto la testata de “I Siciliani Giovani”. Fatemelo dire si celebrano i 30 anni dall'uccisione di Pippo Fava, un grande giornalista che guardava attraverso le notizie. Occorre andare sempre controcorrente e diffidare da coloro che fingono di stare dalla parte dei buoni. Loro sono buoni in ragione dei cattivi. Insomma se non ci fossero i cattivi-cattivi sarebbero a loro volta dei cattivi. I cronisti cioè chi racconta le cose ha il dovere d'informare. Non esistono notizie belle o brutte ci sono le notizie, i fatti, la realtà da narrare e indagare. La strada è lunga. Tanti nemici, tanto onore. Sono i lettori che sapranno giudicare. Come sempre vi auguro buona lettura e più che altro un sereno e ricco anno nuovo. LA FOTO Periodico d'informazione con inchieste, reportage, cronaca, storie, interviste, cultura. Giornale in Pdf scaricabile da http://www.ladomenicasettimanale.it N.15 - Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II Reg. Stampa Tribunale di Napoli n. 30 del 23 maggio 2012 Responsabile del trattamento dati (D.LGS- 30/06/2003 n.196) Arnaldo Capezzuto Editore TUTTI GIU' X TERRA Associazione Onlus - CF 94223580633 Direttore responsabile Arnaldo Capezzuto Redazione vico Provvidenza, 16 80136 – Napoli info. 3495064908 mail ladomenicasettimanale@gmail.com Facebook www.facebook.com/ladomenicasettimanale.it Twitter https://twitter.com/#!/LaDomenica7 Consulente editoriale Giulia Rosati Gestione e ottimizzazione social network Lina Andreozzi Progetto editoriale settimanale GAJ - Graphic Art Julia Hanno collaborato gratuitamente: Filomena Indaco, Monica Capezzuto, Genny Attira, Pier Paolo Milanese, Luigi Fonderico, Claudio Riccardi www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre/Gennaio 2014 - Anno II 4 Giù le mani dal San Carlo Il lavoro era rimasto a metà e qualcuno ha ri-comissariato il teatro Nel cda del lirico c'era anche il “decaduto” Giggino a' Purpetta e “Questa vince c’èquesta perde. Non c’è trucco. Non inganno. Ecco signori contemporaneamente deputato e presidente per molti anni è stato gestito da Salvatore della Provincia di Napoli. Alla vigilia delle Nastasi, (l’enfant prodige di Gianni Letta) fate il vostro gioco, puntate”. Le tre carte sono nuove elezioni nazionali fu votata o meglio potente funzionario del Ministero, direttore disposte sul tavolino con la certezza che vincerà pilotata la sua decadenza. Al suo posto fu generale per gli Spettacoli dal vivo e più che solo chi organizza il gioco. E se per designato il suo delfino Antonio Pentangelo, altro l’inventore del fondo Valore e Cultura. coincidenze astrali non vincono i soliti noti assessore provinciale ai Trasporti. Ora se 2+2 fa Nastasi da commissario straordinario, da capo allora spuntano i fedeli compari che rovesciano 4 nel cda della Fondazione Teatro San Carlo in di gabinetto del Mibac, ma anche da direttore il tavolo. È quello che è accaduto al Teatro quota della Provincia di Napoli ci doveva generale per lo “Spettacolo dal vivo”, modificò San Carlo di Napoli. C’è il presidente della essere seduto Pentangelo, ma non Cesaro. lo statuto della Fondazione Teatro San Carlo Ancora mistero. Tra l’altro le aprendolo al sociale e introducendo una serie di Fondazione, il sindaco di Napoli numerose assenze di Giggino ‘a attività tra cui la nascita di un museo, corsi di Luigi de Magistris che ha detto no “Una legge che purpetta alle convocazioni dei formazione, eventi e tante altre cose. all’adesione del lirico partenopeo parla solo a Consigli d’ amministrazione spesso Casualmente parte di queste stesse attività alla legge Valore Cultura. Una chiacchiere di non hanno fatto raggiungere il hanno visto l’importante contributo legge che parla solo a chiacchiere di legale dell’Ente professionale di Giulia Minoli, moglie di Valore e di Cultura, ma nei fatti Valore e di Cultura, numero impone un taglio del 35% dei salari ma nei fatti impone paralizzando la stessa governance Nastasi e più che altro figlia dell’inventore di della Fondazione. Ma la cosa che Mixer, Giovanni. Uno statuto più flessibile delle lavoratrici e dei lavoratori, un taglio del 35% anche per avere una maggiore oltre che un taglio della stessa pianta dei salari e più che davvero non si capisce è quali impegni economici “Il Teatro San Carlo autonomia e accogliere società organica e più che altro spalanca le altro spalanca le la stessa Provincia di per molti anni è esterne di produzione. Ecco è un porte a strane esternalizzazioni. Napoli, la Regione stato gestito da dejavù. Il Teatro San Carlo Come spesso accade il primo porte a strane Campania, la Camera di Salvatore Nastasi, governato per anni da Nastasi è cittadino parla arabo e nessuno lo esternalizzazioni” Commercio e il ministero marito di Giulia stato un banco di prova per la capisce. Del resto lui non è non dei Beni culturali hanno messa appunto della legge Valore politico e le ciucciuvettole lo danno Minoli figlia di e Cultura. Una legge a cui già morto e sepolto. Insomma i componenti del preso verso il Teatro San Carlo. Boh! molti teatri – gravati da debiti e consiglio d’amministrazione non si aspettavano Stranamente gli stessi rappresentanti Giovanni e che il morto parlasse e allora presi alla di queste istituzioni – debitori incalliti coinvolta dal marito non è il caso del Teatro San Carlo – sprovvista ma ampiamente messisi d'accordo verso il lirico – hanno risposto tutti in alcune attività ad hanno aderito cedendo la loro autonomia agli azzeccagarbugli del prima hanno rovesciando il tavolo (la metafora alla convocazione dell’ultimo Cda, si hoc del lirico” ministero. Forse qualcuno dall’alto di cui sopra). Curioso, davvero curioso. E tra i sono alzati e si sono dimessi si è ricordato di Napoli ed ha dimissionari del Cda di soppiatto è spuntato all’unisono. Che coincidenza. E anche il deputato berlusconiano Luigi Cesaro, considerando che in Italia nessuno si dimette, deciso di riprendere il lavoro lasciato a metà. meglio conosciuto come ‘Giggino a’ purpetta‘. mi sembra il tutto alquanto sospetto. Ucci, ucci, Allo scoccare dell’ora x i Stefano Caldoro, i Un politico di lungo corso e con un passato ucci...Il commissariamento del Teatro San Riccardo Villari, i Luigi Cesaro, i Maurizio le solite maschere da pesante che non è mai passato, anzi. La Carlo era già stato ampiamente deciso. Il Maddaloni ovvero domanda sorge spontanea: ma l’onorevole ministro Massimo Bray si è prestato sfilando al palcoscenico hanno abbassato il sipario. Giggino a’ purpetta a che titolo sedeva nel cda Comune di Napoli la gestione del lirico della Trasformando il teatro San Carlo in un tempio del teatro San Carlo? Mistero. Cesaro era città. Un destino già visto. Il Teatro San Carlo per i soliti mercanti. www.ladomenicasettimanale.it © Riproduzione riservata

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 5 Lirico partenopeo, ostaggio di una lobby Potere, clientele, intrighi e tanti affari E' LA PROTESTA caos. Il più antico Teatro d'opera Detto fatto, il commissario del d'Europa ostaggio di una strana San Carlo c'è. L'ira dei lobby. Michele Lignola, attuale direttore lavoratori non si trattiene. Il dell'Unione Industriali di Napoli, è stato malumore serpeggia nominato commissario del San Carlo. Una accompagnato dalla seria preoccupazione di vedere il decisione d'imperio adottata dal ministro proprio posto di lavoro ad alto Bray. Nei fatti un ceffone assestato sul volto rischio. Il neo commissario del sindaco Luigi De Magistris. Un epilogo Michele Lignola, direttore per molti scontato a cui il primo cittadino si generale di Confindustria ha è opposto con un ricorso al Tar. Ci sono le incontrato i lavoratori che ricordiamolo - sono sulle stesse sacrosante e preoccupate ragioni dei posizioni del sindaco di Napoli, lavoratori e l'inquietudine per il destino del cioè contrari all'adesione al Massimo partenopeo, istituzione culturale e decreto Valore Cultura (e al artistica tra le più prestigiose e antiche commissario). Uno schiaffo d'Europa. Su tutto si staglia il silenzio della istituzionale che assomiglia a soprintendente Rosanna Purchia. Bilanci un vero e proprio agguato per favorire noti giochi di potere forse solo sulla carta perfetti e trasparenti. Sospetti che hanno spinto il primo cittadino a chiedere un rapporto minuzioso sulla vera migliaia di euro per convegni, foto, cachet situazione economica del Teatro. Un degli ospiti ma anche e soprattutto stipendi pastrocchio che giorno dopo da capogiro per il gruppo giorno si arricchisce di particolari “Bilanci solo sulla dirigente della Fondazione e dettagli che fanno arrossire. carta perfetti e quando l'amministrazione della Come, ad esempio, crediti, quelli trasparenti. Fondazione era saldamente della Regione, del Teatro Festival Sospetti che hanno nelle mani del potente che vanta la Fondazione e mai spinto il primo commissario straordinario incassati. Si va avanti con cittadino a Salvatore Nastasi. A suo tempo assemblee e contro assemblee, chiedere un fu proprio il burocrate a bracci di ferro, proposte, riunioni rapporto nominare Rosanna Purchia operative, occupazioni e minuzioso sulla come nuovo sovrintendente del spettacoli che saltano. E' il caos, vera situazione” San Carlo. Il mandato della appunto. C'è di fatto che Purchia era legato alla mission all'appello della Fondazione San Carlo dello stesso Nastasi. Nel momento in cui mancano circa 40 milioni di euro, una terminava il potere commissariale era voragine finanziaria. Il Comune di Napoli giusto e naturale nominare un nuovo dal canto suo con generosità e soprintendente. Ciò non è senso di responsabilità – prima del “Il mandato della avvenuto. La Domenica commissariamento - aveva messo Purchia era legato settimanale è stato l'unico a disposizione degli immobili alla mission di giornale che - denunciò - le bancabili come garanzia per Nastasi. Era giusto dubbie politiche industriali accendere un mutuo e nominare un (gestione Nastasi) e le strane ricapitalizzare la fondazione. Ma nuovo direttore al iniziative di sviluppo del teatro. la situazione non è proprio termine del Segnalammo la presenza semplice anzi si è aggravata anche commissariamento nell'organizzazione del Lirico alla luce del pronunciamento della invece si è della moglie di Nastasi ovvero Corte dei Conti che ha bocciato il preferito di no” Giulia Minoli, figlia dell' piano di rientro di Palazzo San inventore di Mixer. A lei un Giacomo. Uno sforzo che incarico come responsabile del museo l'amministrazione stava conducendo per dedicato al Massimo partenopeo e ripianare il dissesto finanziario ereditato inaugurato dal presidente della Repubblica dalle precedenti amministrazioni. Eppure Giorgio Napolitano. E' il Teatro dei misteri quei 40 milioni di euro sono una somma dove interessi, potere, amicizie e clientele la spropositata. Non è chiaro come il San fanno da padroni. Un bel giocattolo finito Carlo abbia accumulato un deficit cosi nelle mani dei padroni di Napoli che più di pesante. Ci sarebbero state spese per prima mostrano di stare in salute. L'asterisco Sedie e tavolini kitsch Al Teatro San Carlo accade proprio tutto anche che venga contestata una gara per l’affidamento della gestione della buvette, dell’Opera Cafè, vinta dalla pasticceria Scaturchio. Un gruppo di imprenditori del settore - infatti - hanno fatto la voce grossa e presentato dei ricorsi. Nel mirino è finito il sovrintendente Rosanna Purchia che avrebbe gestito le fasi procedurali della gara d’appalto. Qualche curiosità a novembre, all’inaugurazione del locale parteciparono proprio in tanti per lo più tutti bassoliniani. Tra loro spiccava lo stesso ex governatore e l’europarlamentare Andrea Cozzolino con sua moglie l’imprenditrice Anna Normale. Ps le sedie, i tavolini nello spazio antistante il lirico partenopeo sono davvero inguardabili, un pugno nello stomaco... www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 6 Sepe, Masaniello della “Terra Fuochi” Un inedito cardinale di Napoli si accoda al #fiumeinpiena Nel 2008 però disse “fate più i sacerdoti e non gli ecologisti” Due nipoti furono assunti all'Eco4, consorzio vicino a un clan N di Arnaldo Capezzuto Lo cerca. Lo rincorre. Ci va sottobraccio. Si fa fotografare insieme. Il cardinale Crescenzio Sepe marca Don Maurizio Patriciello. Il parroco di Caivano diventato un vero e proprio fenomeno mediatico ma più che altro colui che incarna la protesta senza se e senza ma contro l'avvelenamento della Terra dei Fuochi adesso è molto corteggiato. É una corsa o meglio una rincorsa di pezzi importanti della chiesa, amministratori, leader politici, ministri, magistrati smemorati, intellettuali tutti interessati a rifarsi una verginità. Allora in fila in attesa di abbracciare don Patriciello. on c'è più religione. Adesso perfino pattumiera. L'acuto lo si ascolta quando il cardinale di Napoli Crescenzio dal palco della manifestazione “Marciare Sepe lancia invettive contro gli per non marcire” svoltasi a inquinatori e gli avvelenatori “Crescenzio Marano, pochi giorni fa, l'ex Papa Sepe lancia della terra dei fuochi vestendo i invettive contro Rosso prende la parola e dice: panni di un inedito Masaniello gli inquinatori e “Per amore del mio popolo non ambientalista. Forse sarà la moda gli avvelenatori tacerò. La chiesa non può tacere del momento, chissà. L'alto della terra dei davanti agli scempi perpetrati fuochi vestendo prelato partecipa a cortei contro i panni di un contro gli uomini e il territorio. il biocidio e a fiaccolate di inedito Chi commette questi delitti, si protesta. A favore di telecamera Masaniello macchia di un peccato grave. abbraccia e bacia don Maurizio ambientalista” Pecca nei confronti degli uomini e Patriciello, chiacchiera con di Dio”. Si resta in apnea. Manca parroci da sempre in prima linea “Il capo il fiato e lo stomaco è in dell'Arcidiocesi e rappresentanti dei comitati subbuglio. Come? Perché? Non ci di Napoli civici. É un nuovo protagonismo in una accalorata posso credere. Non si può credere. dell'Arcivescovo che si riscopre denuncia a Il capo dell'Arcidiocesi di Napoli movimentista. Insomma alla Marano - in una accalorata denuncia soglia dei 70 anni si è accorto “Marciare per adopera le parole di don Peppino non marcire” come un sistema malavitoso, adopera le parole Diana? Ecco. Cosa c'entra il formato da imprenditori corrotti, pronunciate da porporato partenopeo per storia politici venduti, camorristi, don Diana” personale, curriculum, funzionari di Stato infedeli, frequentazioni, scandali inchieste massoni, broker, negli anni hanno ridotto giudiziarie con l'autore la Campania Felix in una gigantesca www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 7 di “Per amore del mio popolo non tacerò”? Il documento-manifesto contro il sistema criminale e camorrista pensato e scritto da Don Peppino e diffuso a Natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana. Quell'atto fu una rottura anche dentro la chiesa, un impegno anomalo, una estrema testimonianza solitaria che ben presto sancì la condanna a morte di Don Diana. I killer della camorra - il 19 marzo del 1994 - (giorno dell'onomastico di don Peppino) entrarono nella sagrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, e spararono contro il parroco cinque proiettili: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo. Ma negli stessi anni dello strapotere dei clan e dell'aggressione ai territori cosa faceva e dov'era il futuro cardinale di Napoli? Nonostante Sepe sia originario di Carinaro, comune del Casertano, non molto lontano da Casal di Principe, ha avuto sempre uno sguardo distante da quei luoghi martoriati. Qui le tre scimmiette non c'entrano niente. E' stato lo Spirito Santo a guidare e instradare il giovane prete Sepe verso una grande e luminosa carriera all'interno dei piani alti dei palazzi del Vaticano. Oggi – cioè in tempi di magra – lo si ascolta in comizi moraleggianti, in proclami e in filippiche. Serpeggia un forte disorientamento tra i molti cattolici campani. Capita - ad esempio - che durante la grande mobilitazione #fiumeinpiena se solo si evoca il cognome di sua Eminenza parte una bordata di fischi. C'è un suono sordo. Un fruscio che disturba. Una contraddizione di fondo. Il cardinale Sepe indagavano sugli appalti per il G8 di strumento per assumere persone gradite ai nel 2008 fu duro, durissimo con i “conoscere da tempo il Cardinale Sepe” potenti emerge che due nipoti sacerdoti di Napoli Nord che gli tra l'altro anche quest'ultimo finito nel dell’arcivescovo Crescenzio Sepe furono chiedevano di non vendere la Cava di mirino dell'inchiesta nella sua ex veste di assunti. Con tarallucci e vino tutto si Chiaiano che avrebbe accolto una mega Prefetto a Propaganda Fide. Tanto è vero confonde, si mimetizza, si capovolge. discarica nel parco collinare della città. che lo stesso alto prelato – in questi giorni Allora può accadere di ascoltare un Siamo in piena emergenza rifiuti. – mette le mani avanti: “In risoluto cardinale Sepe che dice: Il tutto avvenne grazie alla “I parroci che alcuni casi sono stati “La terra dei “Chi inquina non è in grazia di concessione dei suoli di proprietà provarono a sequestrati nostri fuochi è una Dio e non può fare la comunione". dell’Arciconfraternita dei schierarsi contro appezzamenti, dove le forze strana storia fatta Titoloni dei giornali, news, di vuoti di Pellegrini. I parroci che la discarica, dell'ordine hanno rinvenuto memoria, di dirette. Si, ma che significa in protestando, provarono a schierarsi contro la rifiuti tossici. La Curia farà smemoratezza, e concreto? Che il prete prima di discarica, vennero bacchettati vennero uno screening perché di inediti dispensare la comunione deve dalla Curia di Napoli e invitati a bacchettati dalla episodi del genere non si Masanielli consultare una banca dati e “fare più i sacerdoti che gli Curia di Napoli ripetano, dobbiamo esigere ecologici che scoprire chi inquina e chi no? La e invitati a 'fare ecologisti”. L’Arciconfraternita terra dei fuochi è una strana storia più i sacerdoti che chiarezza”. Insomma la indossano la dei Pellegrini mise infatti a gli ecologisti'” conversione ecologista di berretta” fatta di vuoti di memoria, di disposizione il sito tra Sepe è miracolosa. E' un smemoratezza, di cassetti chiusi l’imbarazzo generale. All’epoca prodigio. Occorre iniziare una pratica di per 20 anni, di documenti dimenticati, di a gestire l'emergenza dei rifiuti a Napoli beatificazione, c'è poco da fare. Certo nessuno sapeva e tutti sapevano ed ora c'era Guido Bertolaso (Opus Dei), un sono quisquilie se da un'inchiesta sul anche di nuovi e inediti Masanielli vecchio amico di Sepe. E' lo stesso consorzio Eco4, una società mafiosa ecologici che indossano la berretta. sottosegretario alla Presidenza del controllata dai fratelli Orsi, dai Bidognetti © Riproduzione riservata Consiglio che dirà ai pm di Perugia che e, secondo l’accusa, da Nicola Cosentino, www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 8 L'Arcidiocesi tesse la tela per costruire un “nuovo” orizzonte politico E' già campagna elettorale Sepe scende in campo Presenta il “suo” movimento La Kermesse organizzata dalla Curia Partenopea al Palabarbuto in collaborazione con i sindacati della Uil e Cisl è costata oltre cento mila euro. Uno spettacolo voluto fortemente dal cardinale per parlare di etica e responsabilità sociale ma soprattutto costruire una inedita lobby politica di Pier Paolo Milanese Ministri, leader sindacali, esponenti nazionali dei movimenti cattolici, rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali tutti attorno all'ex Papa Rosso S palti affollati – studenti ben selezionati - sventolio di bandiere, slogan gridati, boati di entusiasmo, ola, cori coinvolgenti. Una maglietta con la scritta “Ladro è chi ruba e chi mantiene il sacco”. Una coreografia perfetta. Forse troppo. Occasione è il “Forum delle associazioni cattoliche - Etica e responsabilità sociale. Giovani interrogano la politica”. Una kermesse politicamente strategica e voluta con forza dal Cardinale di Napoli, Un' organizzazione e una regia impeccabili. Il palazzetto dello sport “Palabarbuto” a Napoli da tempo così non si vedeva. Pubblico precettato dalle scuole, dai sindacati e dalla chiesa. Non c'è da meravigliarsi. Del resto quando gli eventi li cura direttamente il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, il successo è garantito. L'arcivescovo è un vero “maste 'e fest”. Non dimentichiamolo: l'arcivescovo fu il motore del Grande Giubileo dell'Anno 2000. L'ex potente capo di Propaganda Fide demansionato a Napoli dal Papa ora emerito Benedetto XVI dopo un iniziale momento di sbandamento – vedi inchieste e scandali – sta tornando ai suoi livelli. Tesse la tela, costruisce lobby, detta l'agenda politica, indica l'orizzontesceglie i suoi figliocci da sostenere. E si sa il cuore di Sepe batte per Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania. Ospite gradito il Governatore Il governatore è molto vicino agli ambienti dell'Arcidiocesi di Largo Donnaregina. Ricordiamolo è stato l'unico presidente di Regione italiana a partecipare a un vertice della Cei. Stessa accondiscendenza verso il politico socialista di centro-destra anche presso Ordini, Arciconfraternite e Gruppi di preghiera. Al Forum gli amici non mancano. C'è il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, il ministro della difesa Mario Mauro, il trasversale Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera nonché marito del ministro dell'Agricoltura Nunzia de Girolamo. Quest'ultima al centro di uno scandalo di vaste proporzioni. Qualche mese fa lo segnalammo: Sepe è sceso in campo. Il fatto l'alto prelato venga considerato dal Vaticano un impresentabile non conta. Insomma Sepe fa Sepe e fa valere la sua influenza sullo scacchiere partenopeo e campano. “La politica ha bisogno di un’etica, altrimenti le crisi continueranno”. E’ quanto ha sostenuto in sintesi l’arcivescovo durante il Forum, insomma la coerenza paga!. © Riproduzione riservata www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 9 San Stefano Caldoro prepara la scalata per un futuro ruolo nazionale Il Grande Pacificatore Un cerchio magico e inquisiti a seguito Consiglieri arrestati e assemblea sotto inchiesta per spese pazze averlo visto camminare Qualcuno giuradeldi Lungomare partenopeo. sulle acque Conferenza regionale dei vescovi. É la prima volta che vi partecipa una non testa coronata Altri, ancora, di aver notato l'effige del volto dal potere religioso. Il suo staff in Regione è impressa su di un muro sgangherato del blindato. Li chiamano i Caldoro boy's. Sono palazzo della Regione Campania in via Santa i quaranta-cinquantenni, in giacca e cravatta Lucia. Il “Santo subito” è il governatore e con fare molto manager. Brillanti ed Stefano Caldoro, socialista craxiano, saltato efficienti. Vanno su e giù, si agitano, a volte alla prima ora sulla scialuppa di Silvio non si sa perché, sempre muniti dei due Berlusconi. Il timoniere della Regione più cellulari d'ordinanza. Un cerchio magico che importante del Mezzogiorno d'Italia è una sembra una sovrastruttura di poteri. Crocevia persona mite, riservata, garantista e solidale per il futuro. Sì, in via Santa Lucia ci anche di fronte a una condanna definitiva. É credono e sognano in grande. Se si stato, infatti, tra i primi ad accorrere al verificassero alcune coincidenze astrali (in capezzale dell'ex premier all'indomani della parte verificate - implosione del Pdl) con sentenza definitiva a quattro anni di carcere l'orizzonte da sottovuoto della classe per frode fiscale. San Stefano Caldoro è un dirigente nazionale, uno come Caldoro pacificatore nato, mette tutti d'accordo. Non potrebbe essere catapultato ai massimi livelli lo chiamate neo consociativismo. di governo della nazione. É Solo pensarlo è peccato e suona “Il presidente della stimato e apparentemente onomatopeicamente brutto. Lui è Regione Campania competente. Non è un calcolo stato sottosegretario e ministro nei sembra il “Fabio campato in aria. I ragionamenti governi Berlusconi. É uomo di Fazio” della nelle segrete stanze dei piani alti Stato. Nel suo curriculum è stata politica. É sempre del palazzo della Regione si fanno sbianchettata solo una piccola bravo, perfetto e e come. C'è un però che pesa sconfitta elettorale, di qualche anno pedagogico. Un come un macigno. Il bravo, buono fa, alla presidenza della Provincia personaggio da libro e bello San Stefano Caldoro, di Napoli. Acqua passata. Stefano 'Cuore' vicino al attentissimo alla comunicazione e Caldoro sembra il “Fabio Fazio” cardinale Sepe” alla propaganda deve però della politica. É sempre bravo, fronteggiare uno tsunami perfetto e pedagogico. Addirittura giudiziario che in poco tempo ha quando l'ex coordinatore regionale del Pdl ed fatto traballare la sua parte politica. Indagini, ex carcerato Nicola Cosentino lo voleva far comunicazioni giudiziarie e arresti. L'ultimo passare per un abituale frequentatore di trans caso esploso è quello di Angelo Polverino, – sulla scia della vicenda personale dell'ex presidente della Commissione Affari presidente della Regione Lazio Piero generali, uomo forte del Pdl, alle regionali Marrazzo - per soffiargli la candidatura alla del 2010 incassò nella circoscrizione di Regione Campania, lui ridimensionò Caserta 21.335 voti, mentre già pensava alle l'accaduto. Ora c'è un processo. Caldoro è europee del 2014 è finito dietro le sbarre. Poi parte lesa. Sembra un personaggio c'è il caso di Alberico Gambino (Pdl), primo fuoriuscito dal libro “Cuore”. Saranno le sue eletto nel 2010 a Salerno con 27.194 frequentazioni a pesare sulla sua indole. Un preferenze, sindaco di Pagani, la città dove socialista ma molto cattolico. É in fu ammazzato l'onesto primo cittadino confidenza con il cardinale Crescenzio Sepe Marcello Torre - è stato arrestato nel luglio e vicino a importanti ambienti di potere del 2011, condannato nel marzo 2013 a due dell'Arcidiocesi di Largo Donnaregina. anni e 10 mesi di carcere. Poi c'è Giovanni Leggi Ordini Cavallereschi e giù di li - fino Baldi, secondo dopo Gambino con 21.906 all'Opus Dei. Una corrispondenza di amorosi voti, presidente commissione speciale sensi ricambiata. L'alto prelato partenopeo Politiche giovanili e poi Attività produttive ha invitato il governatore a presiedere la finito il mese scorso agli arresti domiciliari. Poi c'è il consigliere Massimo Ianiciello. Pure lui del Pdl. Eletto con 14.186 voti e l'anno scorso finito ai domiciliari. Dopo l'arresto, la condanna e svariate altre inchieste è tornato sui banchi del Consiglio regionale anche Roberto Conte, eletto con una lista fai da te che appoggiava Caldoro presidente, è stato condannato a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Ci sono ancora aperte due inchieste: rimborsi elettorali e fondi per la comunicazione dei gruppi politici distratti per attività private. Indagati in un clima di pacificazione perfetta quasi tutti i consiglieri. Il freddo addosso è poco. I brividi percorrono la schiena. Ma Santo Stefano Caldoro è tranquillo. Anche se la Regione Campania indossa la maglia nera per prestazioni sanitarie, per livelli di inoccupazione, per ritardi di spesa dei fondi europei e altro. I dati contenuti nel rapporto Eurostat 2013 parlano chiaro. Collocano la Regione Campania tra le ultime in Europa per prodotto interno lordo. Ma tutto questo non è importante. Roba vecchia. Cose inutili. Il “Fabio Fazio” va avanti per la sua strada. Lassù c'è qualcuno che lo protegge. Allora viva Santo Stefano Caldoro. © Riproduzione riservata www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 10 É stata direttamente la Us Navy, l'organizzazione americana che aveva ordinato lo studio dell'acqua partenopea nel 2009 e 2011 al fine di tutelare la salute dei propri dipendenti in forza alla base Nato in Campania a smentire il servizio apparso sull'Espresso. Neppure nel corso del confrontato con il sindaco De Magistris su Sky tv Manfellotto ha ammesso l'errore anzi giunto a Napoli per un convegno ha mostrato la solita arroganza. all'editore de “L'Espresso”. Si è gettato fango su una città e una popolazione spacciando l'inchiesta giornalistica del settimanale come un contributo alla trasparenza e all'informazione. Falso. Si tratta, invece, di un attacco diffamatorio senza precedenti ad una città italiana. Nel paese di Alice nessuno paga. Anzi la casta dei giornalisti partenopei invece di prendere una posizione critica verso il direttore ha fatto come sempre: far finta di niente. L'unico risultato raggiunto dall'Espresso è stato forse quello di vendere qualche copia in più. Del resto il settimanale sembra non godi di buona salute. I poligrafici, infatti, da mesi protestano contro il nuovo piano industriale della testata che li vedrebbe espulsi o quanto meno ridimensionati dal ciclo di lavoro. Una volta esisteva lo stile “Espresso”, un modo di intendere e vivere il mestieraccio con serietà e verifica zelante dei fatti. Una scuola rigorosa per generazioni e generazioni di cronisti. Di quello stile resta ben poco. Bruno Manfellotto, (vedi foto) - tra l'altro napoletano attuale direttore de “l'Espresso” anche di fronte all' imbarazzante errore neppure ci ha pensato un attimo a chiedere scusa. Oppure a dare alle stampe una copertina risarcitoria Niente. Ciò che ha colpito della bruttissima vicenda è l'autorefenzialità e l'essere staccati dai fatti di quelli dell'Espresso. Bastava chiedere i dati all'azienda idrica napoletana ABC oppure consultare il sito della stessa con tutti i rilevamenti aggiornati strada per strada oppure ancora chiedere all'Asl Napoli 1. L'acqua di Napoli è pulita, potabile e superiore qualitativamente in media all'acqua corrente che si beve in tutta Europa. Di fronte a dati scientifici inequivocabili, incrociati, garantiti e aggiornati qualcuno dovrebbe chiedere scusa a Napoli. © Riproduzione riservata L'Espresso nella bufera Vergogna Falsa copertina Choc per screditare Napoli IL DIRETTORE BRUNO MANFELLOTTO NONOSTANTE TUTTO RESTA AL SUO POSTO NON CHIAMATELO GIORNALISMO D'INCHIESTA di Arnaldo Capezzuto É stato un pestaggio mediatico. Ma soprattutto un pacchiano e sospetto analfabetismo giornalistico senza pari. Ecco, in un paese normale già ci sarebbero state le dimissioni, irrevocabili del direttore responsabile della testata e dei cronisti che hanno firmato l'articolo con cui si faceva passare l'acqua di Napoli come inquinata e pericolosa per la salute. Riga dopo riga si è costruito un atto d'accusa gravissimo e ingenerato un procurato allarme nella popolazione. Si è scatenata una vera e propria psicosi sociale che inizialmente ha provocato l'assalto dei partenopei ai supermercati a caccia di confezioni d'acqua. “Bevi Napoli e poi muori” è la copertina choc o meglio il “pacco” comparso sull'ex autorevole settimanale “L'Espresso” del gruppo editoriale targato De Benedetti. Un servizio confezionato o più giusto pre-confezionato con superficialità e pressapochismo. Un danno d'immagine internazionale valutato dall'amministrazione comunale in un miliardo di euro. E' quanto il Comune di Napoli con l'appoggio dell'opposizione ha chiesto attraverso i suoi avvocati .www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 11 “Faciteme 'o piacere” Erri De Luca e la classifica del Sole 24 Ore I di Luigi Fonderico l dossier annuale sulla Qualità della vita nelle città italiane curato da Rossella Cadeo, Roberto Del Giudice, Giuseppe Siciliano, Giacomo Bagnasco per conto del Sole 24 Ore - come sempre - suscita un vespaio di polemiche. C'è ancora il Trentino Alto Adige, con Trento e Bolzano ai primi due posti, in vetta alla classifica 2013. Al capo opposto della classifica, invece, con un 107esimo e ultimo posto, ci sono Napoli e la sua provincia. Non si capisce il grado di scientificità e neppure i parametri adottati per costruire la classifica di qualità. Le categoria di valutazione prese in considerazione sono tenore della vita, servizi e ambiente, affari e lavoro, ordine pubblico, popolazione, tempo libero. Di più non si sa. L'effetto è scontato e virale. Il dibattito mortificante. La Napoli descritta in quei numeri distribuiti a casaccio e con base statistica molto lacunosa non corrisponde alla verità. Qui di seguito un intervento di Erry De Luca su cosa significa Qualità della vita. “Ignoro i criteri di valutazione ma dubito che siano adeguati allo scopo. C’è qualità di vita in una città che vive anche di notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco. Considero qualità della vita poter mangiare ovunque cose squisite e semplici a prezzi bassi, che altrove sarebbero irreali. Considero qualità della vita il mare che si aggira nella stanza del golfo tra Capri, “Considero qualità Sorrento e Posillipo. della vita Considero qualità della vita il vento che spazza l’eccellenza del il golfo dai quattro caffè napoletano punti cardinali e fa e della pizza, la l’aria leggera. cortesia e il sorriso Considero qualità della entrando in un vita l’eccellenza del negozio, la musica caffè napoletano e della pizza. Considero per strada” qualità di vita la cortesia e il sorriso entrando in un negozio, la musica per strada. Considero qualità della vita la storia che affiora dappertutto. Considero qualità della vita la geografia che consola a prima vista, e considero qualità della vita l’ironia diffusa che permette di accogliere queste graduatorie con un “Ma faciteme ‘o piacere”. Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare”. LO SCRITTORE E' stato definito “lo scrittore del decennio”. Erri De Luca dopo gli studi al Liceo classico Umberto I, nel 1968, a diciotto anni, raggiunge Roma, dove prende parte al Gaos (Gruppo di Agitazione Operai e Studenti), gruppo che fonderà Lotta Continua a Roma. Erri diventerà in seguito il responsabile del servizio d'ordine di Lotta Continua. In seguito, svolge numerosi mestieri in Italia e all'estero, come operaio qualificato, camionista, magazziniere, muratore. assassas L'asterisco Il New York Times “sedotto” da Napoli U n lungo reportage del New York Times, firmato da Rachel Donadio e intitolato “Sedotti da Napoli” celebra la bellezza randagia di una città unica e inimitabile. Non è una marchetta amministrativa ma una fotografia dei contrasti di una tra le metropoli più conosciuta al mondo. Il quotidiano newyorchese celebra la città, vittima molte volte di stereotipi negativi e globali. Scrive la cronista illustrando le bellezze delle città “Se si ha la pazienza di esplorarla, Napoli ti conquisterà e non ti abbandonerà più”. L'articolo apparso sul New York Times nel quale la giornalista Rachel Donadio elogia la città e le sue tradizioni storico culturali segna una tendenza. A differenza di altre città italiane e europee Napoli è sempre più meta di turisti provenienti da tutto il mondo. Una constatazione che trova l'attenzione e l'elogio delle testate straniere ma l'indifferenza e la critica feroce dell'informazione cittadina. Appunto una bellezza contraddittoria. Ovvero una grave contraddizione se disinforma... IL REPORTAGE AMERICANO Qui accanto la copertina del reportage pubblicato dal New York Times e firmato da Rachel Donadio, intitolato “Sedotti da Napoli” dove la giornalista americana celebra la bellezza randagia di una città unica e inimitabile. www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 13 Sull'asse Caserta-Napoli un nuovo romanzo criminale Coinvolti insospettabili, colletti bianchi, amici degli amici e camorristi Imprenditori, politici e boss tutti seduti allo stesso tavolo U Francesco Greco. Le carte delineano fatti perfettamente in grado di pilotare tutte le n romanzo criminale. Una trama specifici organici che insieme formano un gare”. Il giovane collaboratore è molto fittissima dove politica, romanzo criminale. Le carte giudiziarie addentro, è in buoni rapporti con politici, imprenditoria, colletti bianchi e camorra grondano di omissis a testimonianza che funzionari, colletti bianchi, imprenditori e s'impastano e diventano sistema d'affari. quest'indagine potrebbe aprire scenari camorristi. Il suo racconto disegna contorni Asl, strutture sanitarie e ospedali inediti e devastanti sulla gestione del e dinamiche nuove. La forza è il muoversi trasformati in centri di potere per il potere. sottobosco del potere periferico ma insieme, organizzare gruppi d'interessi Questa sembra una strana storia ma è la riconducibile al gioco grande: quello della coesi, vere e proprie lobby di potere che solita storia dove tutto si confonde, tutto si politica nazionale. Senza rincorrere le agiscono condividendo valori e strategie. tiene e diventa maledettamente normale. Il cronache colpisce la storia singolare di Una gara d'appalto da 27 milioni di euro fattore geografico è secondario. E' l'Italia. Giuliano Pirozzi, appena 33 anni, gola per l'affidamento del servizio di pulizie C'è chi fa l'anticamorra, combatte profonda, che con la sua decisione dell'Asl di Caserta. Una lobby che l'illegalità ma è anche il braccio destro del - l'anno scorso - di collaborare con “Una gara agisce su più piani modellando e boss. C'è il funzionario intransigente che la giustizia ha vuotato il sacco d'appalto da 27 pilotando atti, procedure, “dice sempre no”, si professa equidistante, spiegando ai magistrati come nasce milioni di euro assegnazioni. Lo spaccato è però prende ordini da pezzi importanti e si struttura una macchina del per l'affidamento inedito. Il denaro veniva investito della politica. Ci sono imprenditori che potere su più livelli. Giuliano del servizio di in Africa e poi spostato in gestiscono aziende e ottengono appalti, sub sfugge ai soliti cliché. Figlio di un pulizie dell'Asl Svizzera. Ci sarebbero nomi di Caserta. Una appalti e proroghe inaspettate per la bravo e onesto impiegato pubblico lobby che agisce eccellenti che avevano un enorme vicinanza al clan. In mezzo c'è il mondo e di una insegnante. Vive una su più piani potere discrezionale nel muovere inesplorato della burocrazia piegata ai doppia vita: frequenta una modellando e le pedine con le nomine come l'ex servigi della politica compulsata certa borghesia ma non pilotando atti” sottosegretario all'Economia dalla camorra. Il fine è sempre lo “In mezzo c'è disdegna di vivere la strada. Nicola Cosentino e l'ex sindaco di il mondo stesso: drenare denaro pubblico, inesplorato La sua è una scalata in due mondi Roma Gianni Alemanno. Non sono i soli. fare affari, alimentare clientele, della burocrazia solo apparentemente lontani nel Ci sarebbero molti altri nomi di politici infiltrarsi nelle istituzione e piegata ai servigi quale interfacciarsi. Diventa il locali e nazionali che a vario titolo gestire dal di dentro la cosa della politica braccio destro del boss Feliciano fingevano di non sapere o meglio non pubblica. Del ciclone giudiziario compulsata Mallardo, a capo dell'omonimo facevano nulla per bloccare la lobby anzi la che si è abbattuto di recente dalla camorra. Il clan-famiglia con roccaforte a favorivano. sull'Asl di Caserta ciò che fine è sempre © Riproduzione riservata Giugliano, comune alle porte di colpisce non sono tanto le lo stesso: drenare Napoli. Contemporaneamente però ordinanze di custodia cautelare denaro pubblico” enfant prodige s'impegna nella che hanno raggiunto - tra l'altro politica attiva, nel volontariato e coltiva Franco Bottino, 71 anni, direttore tanti rapporti di amicizia. E' fondatore e dell'ospedale di Caserta, Angelo Polverino, presidente dell'associazione “Giugliano 56 anni consigliere alla Regione Campania Ambiente” che si batte per la legalità e nelle fila del Pdl, Giuseppe Gasparin, 63 contro la camorra. Ma – sostengono i anni, ex sindaco di Caserta e alto magistrati – l'associazione è stata “creata funzionario Asl, Angelo Grillo, 63 anni, appositamente dal clan Mallardo per tenere imprenditore. Ciò, che invece, colpisce è la sotto controllo tutto il settore ambiente del pervasività, la complessità dei rapporti, il Comune di Giugliano”. E' lo stesso Pirozzi reticolo di poteri, le connessioni tra parti e a verbale a chiarire, illustrare e spiegare mondi lontani ma vicini. E' un'inchiesta relazioni e meccanismi: “Il mio ruolo era alle battute iniziali. Ci lavorano i magistrati quello di intercettare fondi pubblici che Giovanni Conzo, Luigi Landolfi, avrebbero potuto essere destinati al Annamaria Lucchetta della Dda di Napoli Comune di Giugliano e di conseguenza al coordinati dal procuratore aggiunto clan Mallardo in quanto noi eravamo www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 14 Chiedetegli scusa Assolto lo sbirro Vittorio Pisani Due anni di processo e accuse infamanti Chi è veramente Salvatore Lo Russo ? “I LA SUA SQUADRA l fatto non sussiste”. Vittorio Pisani, Vittorio Pisani senza timori e a il super-poliziotto, il cacciatore di viso aperto si fece fotografare con latitanti di camorra più inafferrabili e la sua squadra di investigatori. pericolosi è stato assolto. L’ex capo della Seguirono delle polemiche e Squadra Mobile di Napoli non ha anche all'interno della polizia non tradito la divisa. Non ha spifferato mancarono critiche. Ma Pisani liquidò il tutto a modo suo. “Chi notizie riservate a imprenditori in lavora per lo Stato e per i cittadini odore di camorra. Non ha chiuso un deve metterci la faccia” occhio su un riciclaggio di denaro sporco. Non ha mai protetto nessuno. Non ha mai falsificato documenti. Non ha mai intascato soldi. Non ha mai allo Sco. Al Viminale sanno il valore di approfittato del suo ruolo istituzionale Vittorio Pisani. Un investigatore vecchio per trarne vantaggi personali. A due stampo che possiede grandi doti intuitive anni esatti dal rinvio a giudizio dello e furbizia. Ma soprattutto sa leggere gli “sbirro” si conclude, dunque, con eventi e collegarli. Comprende la un’assoluzione piena un processo psicologia dei criminali e ne individua i controverso e, a tratti, acceso, che ha punti di debolezza. E’ uno dei più famosi scosso la polizia napoletana e gli equilibri “sbirri” d’Italia. I suoi successi della stessa Procura di Napoli. E’ stata la investigativi ormai fanno scuola. Su tutti: settima sezione penale (presidente Rosa la cattura dell’ex primula rossa Michele Romano), a emettere la sentenza di Zagaria e Antonio Iovine, ai vertici del assoluzione al termine del primo grado di clan dei Casalesi. Gli arresti di boss giudizio del processo su un presunto giro latitanti del calibro di Salvatore Russo, di riciclaggio di soldi sospetti tra Chiaia e Paolo Di Mauro, Eduardo Contini, Cesare la Svizzera. E’ un sollievo. Vittorio Pisani Pagano, Raffaele Amato. Con i metodi di è il regista dei blitz più eclatanti effettuati Pisani e della sua Squadra Mobile i morti negli ultimi anni dalla polizia di Stato. ammazzati della camorra si sono Uno stratega che con i suoi uomini è ridimensionati sensibilmente nel tempo. I riuscito a decapitare clan e storici sodalizi clan sono sempre più deboli e nei fatti si è criminali. Disarticolato organizzazioni che rotta la trasmissione della leadership avevano un potere non solo nazionale ma criminale. Ormai i gruppi malavitosi sono internazionale basato su vere e proprie sempre più deboli e guidati da holding dei traffici illegali. giovanissimi. Resta adesso da L’azione della sua Squadra “Occorre capire capire a cosa puntasse il Mobile è stata martellante. a cosa puntasse collaboratore di giustizia Indagini particolareggiate e di Salvatore Lo Russo, Salvatore Lo Russo, detto ‘O straordinaria efficacia. Uffici e detto ‘O Capitone Capitone nell’accusare reparti investigativi portati nell’accusare Pisani. Pisani. Le sue dichiarazioni all’eccellenza. Pisani è soprattutto Le sue dichiarazioni nei fatti hanno colpito uno un uomo scomodo. Con un hanno colpito uno sbirro che da almeno 15 anni carattere non proprio facile. Di sbirro che da ha messo sulla graticola le origini calabrese ma napoletano di almeno 15 anni ha cosche della camorra. vissuti. Per dirne una, in un messo sulla Qualcuno ipotizza che Lo intervista rilasciata al “Corriere graticola i clan” Russo è stato agito. Tutti della Sera Magazine”, disse senza nell’ambiente della camorra mezzi termini che lui, la scorta a Roberto sapevano che ‘O Capitone era un Saviano, non l’avrebbe mai concessa. confidente dell’ex capo della Squadra Pisani è fatto così. Quando fu messo Mobile – veniva chiamato anche ‘O sott’accusa, il compianto capo della Spione – quindi non c’era nessuno meglio Polizia Antonio Manganelli – senza di lui che lo potesse inguaiare e servire neppure pensarci su – gli diede la per conto dei clan una vendetta fredda. massima fiducia trasferendolo a Roma Salvatore Lo Russo su Pisani non ha mai assassas assasa convinto. Dichiarazioni contraddittorie, circostanze raccontate in modo artefatto, verbali zeppi di particolari poco credibili. L’effetto era certo: una concreta incompatibilità ambientale con le funzioni esercitate da Pisani. Uno stop e un allontanamento forzato di quel piedipiatti troppo in gamba. Insomma l’uscita di scena di Pisani garantisce un sospiro di sollievo per le organizzazioni criminali. E’ un sistema investigativo che salta. E’ un mondo di conoscenze e esperienze cancellato in un colpo solo. E’ la Squadra Mobile dei record che viene azzerata. Se uno ci pensa è tra i successi più importanti dell’Antistato degli ultimi anni: fermare lo sbirro. Un risultato ottenuto senza alcuna guerra. Senza alcuna strategia della tensione. Solo con una regia raffinatissima. Vittorio Pisani è stato assolto. A questo punto ora occorre capire, comprendere e leggere quali interessi veramente ha portato avanti l’ex boss di Miano. Tra l’altro è molto strano che il clan capeggiato dal collaboratore di giustizia Salvatore Lo Russo goda di ottima salute e di un potere enorme. Generalmente quando c’è un “infame” il suo gruppo di appartenenza implode. Così non è stato per i Capitoni. Anzi il clan si è rafforzato in quei quartieri di Napoli dove i gruppi criminali si sono scissi. Strano, davvero strano. Anzi insolito. Un gruppo che nonostante tutto a Miano (quartiere cuscinetto di Napoli) gode di buone coperture. Un esempio? Antonio Lo Russo, figlio de ‘O Capitone è tranquillamente latitante da diversi anni. Chi lo protegge e perché? Speriamo che Vittorio Pisani con i suoi uomini possa riprendere a Napoli le sue inchieste che qualcuno ha voluto che lasciasse. © Riproduzione riservata www.ladomenicasettimanale.it

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La Domenica Settimanale N. 15 | Dicembre\Gennaio 2014 - Anno II 15 Annalisa Durante, uccisa due volte A Forcella si continua a sparare Nel rione anche la chiesa ha alzato bandiera bianca E bbene che si sappia. Annalisa Durante è perché voleva portare il clan familiare ai vecchi morta inutilmente. A Forcella niente doveva splendori di un tempo. Per conto dello zio Ciro essere più uguale a prima. Invece non è detto ' O barone (poi ammazzato nel corso di un cambiato nulla. Quel rione popolare continua ad agguato) tentò proprio a cavallo tra il 2003 e essere la grande periferia del Centro storico di 2004 una sorta di “Colpo di Stato” ovvero far Napoli dove la camorra la fa da tornare grande il clan Giuliano. Un padrone. Si trova a pochi passi dai “Il sacrificio di piano che non andò avanti. Vengo alla Decumani e dal Duomo ma resta una Annalisa Durante cronaca tragica di venerdì scorso. In via maledetta terra di sangue. Tra poco più non è servito. Giudecca Vecchia, stradina poco di tre mesi saranno dieci anni Lo sappia bene la distante dal luogo dell'omicidio di dall'omicidio dell'Angelo biondo di sua famiglia. Annalisa, un commando ha massacrato Forcella. Era il 27 marzo del 2004. Era E' una sconfitta a revolverate Massimo Castellano, 43 sabato sera. Le viuzze attorcigliate di collettiva che anni, esponente di un altro clan quel ventre molle erano vuote e brucia come una egemone ma decadente, i Mazzarella. silenziose. La partita del Napoli faceva ferita. A distanza Tre colpi di pistola esplosi alla schiena da sottofondo ai soliti rumori di strada. di dieci anni, non e alla nuca. Poi la fuga. Un agguato Un silenzio irreale e sinistro. Un clima è cambiato nulla” portato a termine alle ore 19 con strade da coprifuoco. Nell'aria segni e vicoli affollati di turisti per la festa di premonitori. Qualcosa doveva accadere. Istanti. Natale. E' stato il caso, la fortuna e la buona Far West in via Vicaria Vecchia. Sul selciato tecnica dei killer ad evitare che sulla traiettoria resta Annalisa, 14 anni. Bionda, occhi azzurri, dei colpi si trovasse l'ennesimo innocente. sorriso stampato sulle labbra e tanti sogni scritti Qualcosa si sta muovendo in quei vicoli. di getto sul suo diario segreto. Un proiettile le Quindici giorni fa è stato sorpreso e arrestato il trafigge l'occhio e le devasta il cervello. Tre boss del rione Sanità Salvatore Savarese, 60 giorni di agonia e muore. Il consenso della anni, pizzicato con una decina di pregiudicati famiglia. L'espianto degli organi, un grande mentre si riuniva in vico dei Zuroli a Forcella gesto d'amore e di speranza, nonostante tutto. per un summit. In questo clima di faida emerge Sette persone oggi vivono grazie a lei. Avrebbe una “nuova professione” i “portatori di guaine”. 24 anni. Forse sarebbe già mamma. Una vittima Sono giovani senza presente né futuro - vuoti a innocente. Una delle tante. Un'ecatombe. perdere - che per conto di boss e gregari, (più L'ennesimo simbolo da celebrare e ricordare dai esposti a controlli e perquisizioni), portano con professionisti della liturgia anticamorra. E solo qualche mese prima morì il 10 dicembre del 2003 Claudio Taglialatela, ucciso non molto distante da Forcella nel corso di una rapina. Annalisa annotò sul suo diario: “Oggi abbiamo visto i funerali di Claudio in televisione. Abbiamo pianto tanto. Mia madre è sconvolta, dice che è la cosa più orribile perdere un figlio. A me mi è venuto il freddo addosso. Che tragedia. Perché si deve morire così? Non è giusto”. E' rabbia e rancore. Non cambia niente. Sul dolore continua a scorrere la logica dei clan e dell'immane violenza. Guardare in faccia i fatti. Tra buona condotta, benefici, indulti c'è da ipotizzare che Salvatore Giuliano, ora 30enne, l'assassino di Annalisa, esca di galera. Sarà accolto come un leader, un capo, un mammasantissima dalla sua famiglia-dynasty di camorra. Una maledetta gramigna del male che trova dentro la loro indegna storia criminale la forza di rinascere. Del resto Sasà - questo il soprannome del killer - si è cacciato nei guai sé le armi cariche e pronte a cederle in caso di agguati. E' chiaro che i Giuliano come in passato stanno tentando di riprendersi il controllo e l'egemonia su quel pezzo di città. Possedere i vicoli e le attività illegali a Forcella significa avere voce in capitolo e cominciare a sedersi ai tavoli che contano. Forcella è un teatro di guerra indegno e scandaloso per una grande e bella città come Napoli. Non si possono più tollerare quei vicoli armati. C'è uno stuolo di giovanissimi fratelli, nipoti, cugini di cognome Giuliano che ci riprovano. Armi alla mano, arroganza da padroni, paranoie e cocaina sniffata. Vogliono fare il salto di qualità. Non hanno niente da perdere. Hanno costruito alleanze inedite e trasversali ma sono anche pronti a romperle. Niente patti d'onore criminale. Sono quattro bamboccioni, viziati e codardi. Vogliono denaro e potere. E' feccia umana. Il sacrificio di Annalisa Durante non è servito. Lo sappia bene la sua famiglia. E' una sconfitta collettiva che brucia come una ferita. Le tante indagini, arresti, condanne – ultima quella dell'inchiesta “Piazza Pulita” – sono servite a poco. Non si è riuscito ad incidere dentro la vita delle famiglie che popolano quei vicoli. Anche la chiesa ha abdicato. A distanza di dieci anni, i pensieri annotati da Annalisa sul suo diario restano e sono una clamorosa denuncia dimenticata. © Riproduzione riservata Uccisa a 14 anni. La rabbia ai funerali www.ladomenicasettimanale.it

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