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La tutela e la valorizzazione del made in è di importanza prioritaria quale strumento di promozione della competitività dell’industria padovana, soprattutto nell’attuale contesto di globalizzazione dei mercati e del conseguente inasprirsi della concorrenza internazionale. Per far conoscere e diffondere lo spirito creativo del nostro territorio è nato qualche anno fa il progetto “Made in Padova”, promosso dalla Camera di Commercio di Padova in collaborazione con Confindustria, Upa, Cna, Parco Scientifico e Tecnologico Galileo e Scuola Italiana Design di Padova. Al progetto è legato il Premio “Design Made in Padova”, che punta a comunicare l’identità produttiva padovana e del suo territorio in maniera coordinata ed efficace, per valorizzare e rendere note le eccellenze produttive nell’industria e nell’artigianato padovani, potenziando così nuove opportunità di visibilità e promuovendo, in un’ottica di rete tra le imprese, il Sistema Padova all’estero. In questa quarta raccolta delle aziende padovane selezionate per il Premio si ribadisce in maniera forte quanto la creatività e la cultura del design possano essere davvero un ottimo volano per la competitività delle nostre imprese industriali. La pubblicazione fotografa le 8 aziende selezionate dal concorso Design Made in Padova e, come nelle pas- sate edizioni, stiamo parlando di “perle” produttive che hanno puntato sul design e sulla leva della creatività innovativa per crescere e incidere sul mercato. La Camera di Commercio di Padova è fortemente convinta che questo progetto possa avere ricadute positive e qualificanti su numerosi ambiti di promozione territoriale: in primis, una maggiore abilità del territorio a rappresentarsi all’esterno, sia a livello nazionale che internazionale. Puntiamo inoltre a sviluppare una maggiore vitalità e distinzione dei prodotti e delle eccellenze produttive made in Padova, mirando a rendere il più possibile concrete e visibili l’innovazione e l’eccellenza dei prodotti che identificano il marchio Padova in Italia e nel mondo. Fra l’altro, quest’edizione apre al turismo industriale e introduce anche il concetto di “azienda aperta” per poter visitare gli outlet aziendali permettendo così di valorizzare i prodotti made in Padova con la formula del “chilometro zero”. E’ un approccio che punta a creare un “ponte” fra produzione e turismo, aumentando il patrimonio e l’offerta turistica del nostro territorio. L’industria e le sue peculiarità sono cultura, e come tali vanno valorizzate. Roberto Furlan Presidente della Camera di Commercio di Padova The uphold and enhancement of the “made in” is of prime importance as an instrument for the promotion of the competitiveness of the industry of the area of Padua, especially in the current context of market globalization and the consequently exacerbating international competition. In order to promote and publicize the creative spirit of our region, a few years ago the “Made in Padova” project has been initiated, promoted by the Chamber of Commerce of Padua and with the collaboration of Confindustria, Upa, Cna, the Galileo Science and Technology Park, and the Scuola Italiana Design of Padua. Linked to this project is the “Design Made in Padova” Award, which aims to disclose the productive identity of Padua and its region in an organized and efficient manner, in order to enhance and endorse the productive excellence of the local industry and crafts trade, boosting new opportunities for visibility and promoting the “Sistema Padova” abroad in terms of B2B networking. In this fourth collection of Padua based companies that have been selected for the Award, we strongly emphasize how creativity and the culture of design could truly be an excellent catalyst for the competitiveness of our industrial corporations. The issue portrays the 8 companies that have been selected by the “Design Made in Padova” contest, and, as in the past editions, we are talking of productive “gems” that have aimed at Design and the appeal of innovative creativity, in order to grow and stand out on the market. The Chamber of Commerce of Padua is strongly convinced that this project may have positive and qualifying effect on various areas related to the promotion of the region: primarily, an enhanced capacity of the region to present itself to the outside, both nationally and internationally. Additionally we aim to develop more dynamism and distinction for the outstanding products that are “made in Padova”, with the intent to concretize and showcase the innovation and excellence of these products that distinguish the Padova trademark in Italy and around the globe. As a matter of fact, this edition of “Made in Padova” opens up to the tourist industry and introduces the concept of the “open factory”, in order to encourage visits to factory outlets and allow for the endorsement of “made in Padova” products with the “zero kilometres” formula. This approach aims at the creation of a “bridge” between production and tourism, boosting the cultural heritage and touristic offer of our region. The industry and its peculiarities are culture, and as such must be enhanced. Roberto Furlan Chairman of the Chamber of Commerce of Padua Nelle “Lezioni americane” del 1985 Italo Calvino individuava in leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità i “valori letterari da conservare nel prossimo millennio” (il nostro). Questi valori dovrebbero informare, secondo le sue parole, “non solo l’attività degli scrittori ma ogni gesto della nostra svagata, troppo sciatta esistenza”. L’analisi di Calvino rivela oggi tutta la sua profondità, ed il valore quasi profetico di quella intuizione. Visibilità e molteplicità sono attributi oggi essenziali per i prodotti dell’industria culturale; leggerezza, rapidità ed esattezza lo sono non di meno per quelli dell’industria tout court. Se ci proponessimo di replicare oggi quella analisi, dovremmo riconoscere che il valore di riferimento che definisce la nostra contemporaneità è la creatività: un valore di grande attualità, riconosciuto al nostro Paese come proprio in molti ambiti. Qui si intende la creatività non in senso romantico, come l’esercizio astratto dell’ispirazione, ma come la capacità ideativa in grado di trovare nuovi modi, nuove tecniche, nuove espressioni formali e funzionali per rispondere ai mutevoli bisogni di rappresentazione, comunicazione, innovazione dei nostri tempi. Il design industriale, che è sintesi di elementi progettuali a forte contenuto culturale, è per elezione il campo di applicazione della creatività. La diffusione del design industriale ed il suo apprezzamento da parte del mercato hanno generato di fatto la progressiva estensione dell’approccio basato sul design creativo a settori sempre più ampi dell’industria e dei servizi sino a comprendere, come testimonia questo quarto numero di “Made in Padova”, anche il settore agroalimentare. Ciò che accomuna questa selezione così diversificata di prodotti eccellenti è infatti una qualità intrinseca legata ai loro contenuti “immateriali”. A definire il prodotto intervengono in questo caso non solo gli aspetti prestazionali ma anche quelli “emozionali”, che fanno riferimento a contenuti estetici e più in generale di carattere eminentemente culturale. La creatività è protagonista di questa evoluzione dei prodotti e dei servizi, ed è quindi l’elemento che muove la società moderna. La creatività, unica risorsa di cui possiamo dirci veramente detentori, è alla base della capacità competitiva delle imprese ma anche dei sistemi sociali, che cercano nuove risposte nella “fertilizzazione incrociata” che deriva dal confronto dei mondi sovrapposti di arte e industria, di scienza e società, di cultura e comunicazione. Porre la valorizzazione dei processi creativi, in tutti gli ambiti, come obiettivo prioritario potrà contribuire all’ identificazione di Padova come “città della creatività”: un traguardo ambizioso, che una città così ricca di tradizione e di nuovi fermenti culturali merita di raggiungere. Massimo Malaguti Direttore Generale PST Galileo Scuola Italiana Design In his “Six memos for the next millennium” of 1985 Italo Calvino identified in lightness, quickness, exactitude, visibility e multiplicity the values of literature he felt were important to preserve for the coming millennium, which is ours. In his words, these values should influence “not only the activities of literary writers, but rather each act in our distracted and too carelessly lived existence”. Today the analysis of Calvino reveals all of its profoundness, and the almost prophetic value of that insight. Visibility and multiplicity are nowadays essential features for the products of the culture industry, whereas lightness, quickness and exactitude are no less for those of the regular industry. Should we today propose to replicate that analysis, we would have to acknowledge that the referential value which defines our contemporary world is creativity: a value of up-to-date topicality, credited to our country as inherent to many fields. In this case we refer to creativity not in its romantic connotation, as an abstract exercise of inspiration, but as the conceptual ability of thinking new ways, new techniques, new functional and stylish expressions to respond to the changing needs of representation, communication and innovation of our times. Industrial design, which is the synthesis of design elements with strong cultural concepts, is by general consensus the field of application of creativity. The popularization of industrial design and its appreciation by the market have in fact resulted in the progressive extension of an approach based on creative design, which comprises increasingly broad fields of the production and service industry, and, as this fourth edition of “Made in Padova” testifies, also the agro-food industry. What unites this so diversified selection of products of excellence is in fact an intrinsic quality which has to do with their intangible contents. In this case it is not merely its performance that defines a product, but also its “emotional” features, which refer to its aesthetic contents and more generally to its inherent cultural traits. Creativity is the key player in this evolution of products and services, and hence the element that moves modern society. Creativity, the only resource of which we can truly call ourselves holders, is the key element of corporate competitiveness, but lies also at the foundation of social structures that look for new answers in the “cross-fertilization” that ensues the debate of the overlapping worlds of art and industry, of science and society, culture and communication. To set the enhancement of the creative processes in all fields as a priority will help to profile Padua as “creative city”: an ambitious aim, which a city that is so rich of traditions and new cultural ferment, deserves to achieve. Massimo Malaguti General Manager Galileo STP Italian School of Design

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INDICE / INDEX BIASETTO - p. 10 PRODOTTO: PASTICCERIA / PRODUCT: PASTRY INTERVISTA: LUIGI BIASETTO / INTERVIEW: LUIGI BIASETTO DOVE: SELVAZZANO DENTRO / WHERE: SELVAZZANO DENTRO BONALDO - p. 14 PRODOTTO: ARREDAMENTO / PRODUCT: FURNITURE INTERVISTA: ALBERTO E SABRINA BONALDO / INTERVIEW: ALBERTO E SABRINA BONALDO DOVE: VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO / WHERE: VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO BONOLLO - p. 18 PRODOTTO: DISTILLATI / PRODUCT: SPIRITS INTERVISTA: ELVIO BONOLLO / INTERVIEW: ELVIO BONOLLO DOVE: CONSELVE / WHERE: CONSELVE DE CHECCHI - p. 22 PRODOTTO: BATTISCOPA / PRODUCT: BASEBOARD INTERVISTA: FERDINANDO DE CHECCHI / INTERVIEW: FERDINANDO DE CHECCHI DOVE: SAONARA / WHERE: SAONARA ELVOX - p. 26 PRODOTTO: COSTRUZIONI ELETTRONICHE / PRODUCT: ELECTRONIC CONSTRUCTIONS INTERVISTA: FLAVIO MIOZZO / INTERVIEW: FLAVIO MIOZZO DOVE: CAMPODARSEGO / WHERE: CAMPODARSEGO PAOUL - p. 30 PRODOTTO: CALZATURE DA BALLO / PRODUCT: DANCING SHOES INTERVISTA: KATIA PIZZOCARO / INTERVIEW: KATIA PIZZOCARO DOVE: SAONARA / WHERE: SAONARA RIRI - p. 34 PRODOTTO: BOTTONI E CERNIERE A LAMPO / PRODUCT: BUTTONS AND ZIPS INTERVISTA: OTELLO LUCIETTO / INTERVIEW: OTELLO LUCIETTO DOVE: PADOVA / WHERE: PADOVA VASSILLI - p. 38 PRODOTTO: TECNOLOGIE ERGONOMETRICHE / PRODUCT: ERGONOMETRIC TECNOLOGIES INTERVISTA: BERTO VASSILLI / INTERVIEW: BERTO VASSILLI DOVE: SAONARA / WHERE: SAONARA

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ALBERTO DEL BIONDI - p. 44 PRODOTTO: FASHION DESIGN / PRODUCT: FASHION DESIGN INTERVISTA: ALBERTO DEL BIONDI / INTERVIEW: ALBERTO DEL BIONDI DOVE: NOVENTA PADOVANA / WHERE: NOVENTA PADOVANA ALKè - p. 48 PRODOTTO: VEICOLI UTILITY ELETTRICI / PRODUCT: ELECTRIC UTILITY VEHICLES INTERVISTA: LAMBERTO SALVAN / INTERVIEW: LAMBERTO SALVAN DOVE: PADOVA / WHERE: PADOVA CIAK RONCATO - p. 52 PRODOTTO: ARTICOLI DA VIAGGIO / PRODUCT: TRAVEL ARTICLES INTERVISTA: FEDERICA RONCATO / INTERVIEW: FEDERICA RONCATO DOVE: CAMPODARSEGO / WHERE: CAMPODARSEGO DIEMME - p. 56 PRODOTTO: CAFFè / PRODUCT: COFFEE INTERVISTA: GIANNANDREA DUBBINI / INTERVIEW: GIANNANDREA DUBBINI DOVE: ALBIGNASEGO / WHERE: ALBIGNASEGO MALVESTIO - p. 60 PRODOTTO: ARREDAMENTI OSPEDALIERI / PRODUCT: HOSPITAL FURNITURE INTERVISTA: MARINO MALVESTIO / INTERVIEW: MARINO MALVESTIO DOVE: VILLANOVA / WHERE: VILLANOVA MAZZARI - p. 64 PRODOTTO: PASTICCERIA / PRODUCT: PASTRY INTERVISTA: MAURIZIO MAZZARI / INTERVIEW: MAURIZIO MAZZARI DOVE: PADOVA / WHERE: PADOVA PUB COMPANY- p. 68 PRODOTTO: SOFTWARE PUBLISHING / PRODUCT: SOFTWARE PUBLISHING INTERVISTA: ANDREA GAIBA / INTERVIEW: ANDREA GAIBA DOVE: S. GIACOMO DI ALBIGNASEGO / WHERE: S. GIACOMO DI ALBIGNASEGO PUBCOMPANY *w w w . p u b c o m p a n y . c o m THE PUBLISHER'S SERVICE COMPANY * VALBONA - p. 72 PRODOTTO: CONSERVE ALIMENTARI / PRODUCT: CANNED FOOD INTERVISTA: CRISTINA MARCHETTI / INTERVIEW: CRISTINA MARCHETTI DOVE: LOZZO ATESTINO / WHERE: LOZZO ATESTINO

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ATLAS FILTRI - p. 78 PRODOTTO: FILTRAZIONE E TRATTAMENTO ACQUE / PRODUCT: WATER FILTRATION AND TREATMENT INTERVISTA: GIOVANNI COSTANTINI / INTERVIEW: GIOVANNI COSTANTINI DOVE: LIMENA / WHERE: LIMENA BORILE - p. 82 PRODOTTO: MOTO / PRODUCT: MOTORCYCLES INTERVISTA: UMBERTO BORILE / INTERVIEW: UMBERTO BORILE DOVE: Vò EUGANEO / WHERE: Vò EUGANEO FANTON - p. 86 PRODOTTO: MATERIALE ELETTRICO E CABLAGGIO / PRODUCT: ELECTRICAL EQUIPMENT AND CABLING INTERVISTA: GIANNI FANTON / INTERVIEW: GIANNI FANTON DOVE: CONSELVE / WHERE: CONSELVE LAGO - p. 90 PRODOTTO: DESIGN E ARREDAMENTO / PRODUCT: DESIGN AND FURNITURE INTERVISTA: DANIELE LAGO / INTERVIEW: DANIELE LAGO DOVE: VILLA DEL CONTE / WHERE: VILLA DEL CONTE PASTICCERIA ESTENSE - p. 94 PRODOTTO: PASTICCERIA / PRODUCT: PASTRY INTERVISTA: PAOLO LUNI / INTERVIEW: PAOLO LUNI DOVE: PADOVA / WHERE: PADOVA SCHIAVON - p. 98 PRODOTTO: BILIARDI / PRODUCT: POOLS INTERVISTA: ZELINDO SCHIAVON / INTERVIEW: ZELINDO SCHIAVON DOVE: PADOVA / WHERE: PADOVA SQUIKY I&C - p. 102 PRODOTTO: IMMAGINE E COMUNICAZIONE / PRODUCT: IMAGE AND COMMUNICATION INTERVISTA: ANDREA TURETTA / INTERVIEW: ANDREA TURETTA DOVE: ALBIGNASEGO / WHERE: ALBIGNASEGO STENAL - p. 106 PRODOTTO: SAUNE E BENESSERE / PRODUCT: SAUNAS AND WELLNESS INTERVISTA: MIRCO STEVANATO / INTERVIEW: MIRCO STEVANATO DOVE: ABANO TERME / WHERE: ABANO TERME

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BELMONTE - p. 112 PRODOTTO: CAMICIE / PRODUCT: SHIRTS INTERVISTA: SARA BELLINI / INTERVIEW: SARA BELLINI DOVE: CERVARESE SANTA CROCE / WHERE: CERVARESE SANTA CROCE BERTELLI - p. 116 PRODOTTO: SALUMI / PRODUCT: CHARCUTERIE INTERVISTA: PAOLO BERTELLI / INTERVIEW: PAOLO BERTELLI DOVE: MONTAGNANA / WHERE: MONTAGNANA GREGGIO - p. 120 PRODOTTO: ARGENTERIE / PRODUCT: SILVERWARE INTERVISTA: BARBARA GREGGIO / INTERVIEW: BARBARA GREGGIO DOVE: SARMEOLA DI RUBANO / WHERE: SARMEOLA DI RUBANO LAPALMA - p. 124 PRODOTTO: ARREDAMENTO / PRODUCT: FURNITURE INTERVISTA: DARIO E ROMANO MARCATO / INTERVIEW: DARIO AND ROMANO MARCATO DOVE: CADONEGHE / WHERE: CADONEGHE NOEMA- p. 128 PRODOTTO: BENESSERE / PRODUCT: WELLNESS INTERVISTA: CLAUDIO CAMPORESE / INTERVIEW: CLAUDIO CAMPORESE DOVE: CAMPODARSEGO / WHERE: CAMPODARSEGO PRODOTTO: IMBALLAGGI DI PLASTICA / PRODUCT: PLASTIC PACKAGING INTERVISTA: GIOVANNI GIANTIN / INTERVIEW: GIOVANNI GIANTIN DOVE: PADOVA / WHERE: PADOVA PLASTICNORD - p. 132 PRODOTTO: VINO / PRODUCT: WINE INTERVISTA: GIORGIO SALVAN / INTERVIEW: GIORGIO SALVAN DOVE: DUE CARRARE / WHERE: DUE CARRARE SALVAN - p. 136 TECNOEKA - p. 140 PRODOTTO: FORNI PROFESSIONALI / PRODUCT: PROFESSIONAL OVENS INTERVISTA: CRISTINA LORA / INTERVIEW: CRISTINA LORA DOVE: CAMPOSAMPIERO / WHERE: CAMPOSAMPIERO

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BIASETTO BONALDO BONOLLO DE CHECCHI ELVOX PAOUL RIRI VASSILLI 01

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BIASETTO www.pasticceriabiasetto.it Se la cucina italiana occupa posizioni di rispetto nel panorama mondiale e se i suoi ristoranti continuano a stupire lo si deve anche ad ambasciatori del calibro della famiglia Biasetto. Pasticceri che con maestria sanno portare avanti una concezione dell’arte fatta di pregiate materie prime, squisite ricette al cioccolato e meticolosa attenzione alla qualità e ai dettagli. La strada di Biasetto si inserisce nel rispetto della tradizione con la consapevolezza che l’artigianato non deve esaurirsi nella conservazione ma continuare a proporre ciò che non esiste già, deve poter sorprendere il palato con la capacità di unire sapori e visioni piacevoli attraverso nuovi equilibri. Non solo, deve essere capace di guardare al mondo, di esportare l’autenticità, il piacere e la bellezza dei propri prodotti. Come la “Setteveli ®”, deliziosa torta al cioccolato con cui l’Italia ha raggiunto i massimi traguardi mondiali. Grazie alla volontà di stupire e insistere nella qualità totale del proprio fare quotidiano Biasetto ha ricevuto riconoscimenti importanti, dal Gambero Rosso all’associazione internazionale dei Relais Dessert, che riunisce i migliori professionisti del settore della pasticceria. Per scoprire meglio questa realtà viva ed eccellente del territorio padovano abbiamo incontrato Luigi Biasetto nel suo atelier dove si è subito colpiti dalla tecnologia, dalla pulizia degli ambienti, dall’organizzazione dei reparti. Se non fosse per i profumi caldi, dolci e avvolgenti sembra di essere in un laboratorio scientifico di qualche istituto di ricerca... «L’Atelier non è altro che una rappresentazione spaziale della visione Biasetto. Oggi per competere a certi livelli non basta il buon prodotto, servono manodopera qualificata, attrezzature adeguate, una gestione dei tempi e degli spazi. In sintesi bisogna lavorare con qualità e nel settore alimentare questo significa anche rispettare tutte le norme e le procedure necessarie alla sicurezza e all’igiene degli ambienti oltre che dei prodotti. Queste componenti non sono mai scontate. Le risorse umane qualificate sono un vero problema. Non è facile trasmettere la nostra filosofia oltre che i saperi concreti ai collaboratori, richiede tempo, attenzione, insomma investimenti. Oggi i pasticceri che hanno maturato uno o due anni di esperienza vogliono spostarsi per iniziare una loro attività. La nostra pasticceria è realizzata ancora con pazienza e nel rispetto della tradizione e dell’identità artigianale. L’uomo è ancora protagonista, non sono le macchine a comandare, a 10 imporre i loro tempi. Questo per noi è indispensabile per creare dei dolci non imitabili o riproducibili alla scala industriale. Non vogliamo e non dobbiamo adeguarci a logiche che ci allontanano dalla tradizione italiana, dalle nostre origini e dal primato di personalità che tutto il mondo ci riconosce.» Più che di dolci è meglio parlare di creazioni? «La creatività è una componente significativa del fare pasticceria. Il nostro laboratorio è costantemente impegnato nel realizzare prodotti capaci di affascinare i sensi del consumatore. Come la torta al cioccolato “Setteveli ®” con cui l’Italia ha vinto l’edizione 1997 della Coppa del Mondo di Pasticceria. Un nome che rimanda alle sette componenti che ne fanno una straordinaria armonia di sapori e consistenze: i veli di cioccolato, la bavarese alle nocciole pralinate, il fondo di gianduia, il pan di Spagna, i fiocchi di mais, la mousse e la glasse al cioccolato. Sette veli che rievocano, come la danza di Salomè, le qualità della donna, una metafora quindi di armonia, dolcezza, seduzione ma anche di forza, determinazione e audacia.» Creazioni che riuscite anche ad esportare all’estero? «Abbiamo aperto uno spazio a Bruxelles, in Belgio, paese in cui siamo nati e abbiamo studiato pasticceria. È stato impegnativo all’inizio perché abbiamo voluto presentarci con il nostro stile, con lo stile Biasetto. Quindi significa qualità dei prodotti ma anche attenzione al cliente, competenza e disponibilità. Insomma un approccio anche culturale. In fondo siamo Veneti di origine, amiamo divertirsi ma sappiamo anche essere seri e rigorosi in quello che facciamo. Siamo un popolo lavoratore, artigiano nell’animo, capace di produrre in un modo sempre straordinario e difficilmente imitabile. Forse questo coraggio, questa grinta ci arriva dalle nostre radici povere. È nel dna del nostro territorio. Ovviamente la volontà non basta se l’obiettivo è quello di dare l’opportunità a Paesi anche molto distanti di assaggiare le nostre delizie. Se vuoi, come mi è capitato di recente con una degustazione a Seoul di 350 partecipanti, che i dolci siano nella tavola in 24 ore, occorre una grande capacità organizzativa e di gestione dei tempi di produzione. Questa è la sfida che l’artigianato contemporaneo deve saper cogliere per proseguire e diffondere la propria tradizione. Non dimentichiamoci che il Tiramisù è il dolce più consumato al mondo.» If Italian cuisine occupies a position of respect in the global scenery and if its restaurants continue to amaze, this is also due to ambassadors of the likes of the Biasetto family. Pastry chefs that know how to masterfully carry on an art concept made of fine raw matter, exquisite chocolate recipes and meticulous care for quality and detail. The Biasetto road unfolds with regard for tradition and with the awareness that the craft should not wear off in conservation, but rather offer whatever not exists yet, delighting the palate with the ability to combine taste and pleasant appearance through new harmonies. Not just that, it should also be capable of looking at the world, exporting the genuineness, the pleasure and the beauty of its products. Like the “Setteveli ®”, a delicious chocolate cake with which Italy has reached the highest achievements in the world. Thanks to the desire to amaze and insist on the overall quality of its workaday affairs, Biasetto has received important awards, from the Gambero Rosso as from the international association of the Relais Desserts, that combines the most extraordinary professionals in the field of pastry making. To discover more about this live and excellent reality of the Paduan district we have met Luigi Biasetto in his workshop where we were immediately struck by the technology and cleanliness of the rooms and the organization of the departments. If it weren’t for the warm, sweet and full-flavoured fragrances, one would believe finding himself in some scientific research centre... «The workshop is nothing but a spacial interpretation of the Biasetto philosophy. Today for competing at a certain level, a good product is not sufficient, it requires skilled labour, adequate equipment and management of spaces and time. In short, we need to work with quality, and in the food industry this also means respecting all the standards and procedures that are required for the safety and hygiene both of the environments as well as of the products. These behaviours are never obvious. Qualified human resources are a real problem. It is not easy to convey our philosophy as well as the concrete flavours to our co-workers, it requires time, care, investments in short. Today, pastry makers that have accumulated one or two years of experience want to move on to start their own shop. Our pastry confectionary is still directed with patience, and with regard for the tradition and craftsmanship. Man is still the leading actor, it’s not the ma- chines to command, to impose their schedules. This is essential for us to create inimitable pastry that can not be reproduced on industrial scale. We do not want, nor must we adapt to rationales that remove us from the Italian tradition, from our roots and our primacy of personality that the whole world acknowledges us.» Rather than of pastries, should we speak of creations? «Creativity is a significant component of pastry making. Our lab is constantly committed to creating products that will captivate the customer’s senses. Like our “Setteveli ®” chocolate cake, with which Italy has won the 1997 edition of The World Confectionery Championship. A name that refers to the seven components that make it an extraordinary harmony of flavours and textures: its chocolate veils, bavarois cream with hazelnut pralines, foundation of gianduja, sponge cake, corn flakes, mousse and its chocolate glaze. Seven veils that evoke, like Salome’s dance, the qualities of a woman, thus becoming a metaphor of harmony, sweetness, seduction but also of strength, determination and boldness.» Creation that you also succeed to export abroad? «We have opened a confectionery in Brussels. In the beginning it has been challenging because we have wanted to introduce ourselves in our own style, the Biasetto style. Meaning quality products but also customer care, expertise and helpfulness. In short also a cultural approach. At heart we are from the Veneto, we love to have fun but we also know how to be serious and rigorous in what we do. We are a working people, craftsmen at heart, capable of producing in an always unique and hardly imitable way. Perhaps this boldness, this drive arises from our poor roots. It is in the DNA of our territory. Obviously this will is not enough if your target is to give even to very distant nations an opportunity to taste your delights. If, as has happened recently in a tasting with 350 participants in Seoul, you like to have the pastries on the table within 24 hours, you will need great organizational capacity and skilful management of the production schedules. This is the challenge that modern craftsmanship must be able to face in order to carry on and popularize our tradition. Let’s not forget that Tiramisù is the most popular dessert in the world.»

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PAGINA PRECEDENTE: ALCUNE DELLE DELIZIOSE TORTE FIRMATE DA BIASETTO. A DESTRA: ALESSANDRO BIASETTO, TITOLARE CON IL FRATELLO LUIGI DELL’OMONIMA PASTICCERIA. SOTTO: INTERNI E RITRATTI DELL’ATELIER BIASETTO. PREVIOUS PAGE: SOME OF THE DELICIOUS CAKES SIGNED BY BIASETTO. RIGHT: ALESSANDRO BIASETTO, OWNER WITH HIS BROTHER LUIGI OF THE HOMONYMOUS PASTRY. BELOW: INTERIORS AND PORTRAITS AT THE BIASETTO ATELIER. 12

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BONALDO www.bonaldo.it Riassumere 70 anni di vita aziendale attraverso un’intervista non è certo cosa semplice. Significa ripercorrere la storia: dalla guerra al boom economico, dai ruggenti anni 90’ alla crisi più recente, con tutte le evoluzioni e il susseguirsi di generazioni che necessariamente il fare impresa comporta. La Bonaldo inizia la propria avventura imprenditoriale nel 1936 con Giovanni Vittorio, fabbro abile nella lavorazione del ferro. Produzione di letti e reti per conto di grandi gruppi caratterizzano gli esordi dell’azienda. Poi il mercato negli anni Ottanta spinge la famiglia a diversificare, arricchendo il proprio know how di nuovi materiali e specializzazioni. La domanda di trasformabili richiede l’uso della gomma, il taglio dei tessuti e altre nuove competenze che la Bonaldo si attrezza a soddisfare costituendo società ad hoc per la lavorazione del poliuretano espanso così come dei letti imbottiti. Con gli anni Duemila emergono ancora nuove esigenze: la riorganizzazione della produzione e il rafforzamento del brand in primis. Obiettivi che sono raggiunti mediante un processo di fusione per incorporazione delle diverse unità produttive sotto il marchio storico di Bonaldo. Contestualmente viene avviata una politica strategica di collaborazione con designer internazionali che contribuirà in modo significativo al riposizionamento del prodotto sulla fascia alta del mercato e alla crescita di una concezione della progettualità orientata all’innovazione, alla ricerca, al futuro. I premi di design conseguiti da Bonaldo sono in questo senso tappe di riconoscimento ma anche testimonianza degli importanti investimenti e patrimonio aziendale al pari delle macchine di un tempo oggi raccolte nel museo privato. Questo legame con le origini, con una lunga tradizione del saper fare è alla base del successo di Bonaldo e perciò abbiamo chiesto a Sabrina e Alberto Bonaldo di raccontarci innanzitutto come scelgono i loro designer. «I 29 designer con cui abbiamo collaborato fino ad oggi vengono individuati sia per le comprovate capacità, pensiamo a Ron Arad, Karim Rashid o Toshiyuki Kita per citarne alcuni, ma anche tra i giovani provenienti dalle scuole di Design. Nei giovani cerchiamo soprattutto spunti potenziali, idee fresche, prospettive magari non immediatamente realizzabili tuttavia sviluppabili. In aggiunta coltiviamo rapporti con i designer espressione del nostro territorio, come ad esempio Gino Carollo o Mario Mazzer, 14 coinvolgendoli nelle giurie dei bandi di progettazione che periodicamente apriamo per i giovani in concomitanza di eventi speciali.» Poi tutti questi disegni bisogna saperli realizzare? «Ed è qui che entra in gioco la tradizione Bonaldo, con le sue conoscenze tecniche e le grandi abilità manuali rigorose in tutte le fasi lavorative, dalla materia prima al prodotto finito. Impieghiamo macchine sofisticate, robot e sistemi computerizzati, tutti strumenti indispensabili ad una produzione di alta precisione e qualità. L’uomo poi garantisce all’assemblaggio il controllo, l’abbinamento delle essenze del prodotto e la cura estrema di ogni dettaglio. Ad esempio i nostri rivestimenti sono realizzati con tecnica sartoriale e quindi grande artigianalità nell’esecuzione.» La conoscenza dei materiali e le sapienti lavorazioni sono il frutto di una lunga esperienza ma anche di una continua ricerca? «Nessuno nasce “imparato”. Già negli anni Cinquanta e Sessanta per la realizzazione delle reti da letto la Bonaldo si era dotata di tecniche di produzione avanzate per l’epoca, che hanno permesso di raggiungere risultati importanti. Oggi per affrontare i nuovi concept di progetto come quelli che ricorrono all’impiego delle materie plastiche ci avvaliamo di stampi specifici e attrezzature a iniezione che vengono ingegnerizzati e realizzati internamente in azienda. Ciò richiede notevoli investimenti ma è l’unica strada per eccellere ed essere considerati qualcosa di più di un “semplice” marchio.» Ogni prodotto poi deve incontrare il gusto del consumatore finale? «Da sempre Bonaldo investe nella creatività del proprio linguaggio e in un’adeguata comunicazione. Partecipazione alle fiere che contano, pubblicità certo, ma non solo. Il futuro deve poggiare anche su basi solide, sulla storia. Per questo abbiamo completato recentemente la riconversione di una nostra ex unità produttiva in uno show room di 6.000 metri quadri che può ospitare oltre che i nostri prodotti, il museo aziendale e quindi eventi culturali o di comunicazione. L’architettura dell’edificio in realtà è estensione della mentalità dell’azienda, poiché concepito come spazio luminoso, aperto e così capace di accogliere le collezioni e di interpretarle in un ambiente sempre rinnovato attraverso l’arte, il design e la tecnologia.» To summarize 70 years of corporate life through an interview certainly is not an easy thing. It means tracing history: From the war to the economic boom, from the roaring nineties to the more recent crisis, with all the evolutions and the succession of generations that entrepreneurship necessarily involves. Bonaldo starts its business venture in 1936 with Giovanni Vittorio, a skilled blacksmith. Production of beds and wire mesh bases on behalf of large groups characterize the beginning of the company. Then the market of the eighties leads the family to diversify, enhancing its expertise in new materials and specializations. The demand of sofa beds requires the use of rubber, the cutting of tissues and other new skills that Bonaldo is getting equipped for, instituting adhoc companies for both the fabric of polyurethane foam and upholstered beds. With the Millennium more new requirements emerge: The reorganization of the production and primarily the reinforcement of the brand. Goals that are achieved through a fusion process for the incorporation of several production units under the historical Bonaldo brand. At the same time a political strategy of cooperation with international designers is started, which will significantly contribute to the repositioning of the product on the high end market and to the growth of a planning concept which is focused on innovation, research, on the future. From this point of view the design awards achieved by Bonaldo are marks of acknowledgement but also tokens of important investments and corporate assets equalling the machines of the old days now sheltered in the private museum. This bond with the roots, with a long tradition of know how, is the foundation of Bonaldo’s success and hence we have asked to Sabrina and Alberto Bonaldo to tell us first of all how they choose their designers. «I 29 designers with whom we have collaborated up till now are picked out both for their proven skills, and here we think of Ron Arad, Karim Rashid or Toshyuki Kita, just to name a few, but also among the young people that come out of the design schools. In the young people we look above all for potentials, fresh ideas, views that might not be immediately feasible but nevertheless expandable. In addition we cultivate ties with the expression designers of our area, like for example Gino Carollo or Mario Mazzer, involving them in the juries of competition notices for projects that from time to time we open for young people in conjunction with special events.» And then one must know how to accomplish these designs? «And here the Bonaldo tradition enters the picture, with its technical expertise and great craftsmanship, rigorous in all processing stages, from the raw materials to the final product. We use sophisticated machinery, robots and computer systems, all vital instruments for a high precision and quality production. Man then guarantees for the control of the assembly, the matching of the essences of the product and the extreme care for each detail. Our upholsteries for example are made with tailoring technique and hence with great craftsmanship in the fabric.» The cognition of the materials and the skilful fabrics are the result of a long experience but also of a continuous research? «Nobody is born “learned”. Already back in the fifties and sixties, for the make of the wire mesh beds Bonaldo was equipped with production techniques that were advanced for those days and have allowed for the achievement of important results. In order to deal with the new project concepts, like those that turn to the application of plastic materials, today we use specific moulds and injection equipments that engineered and produced internally in our company.This requires substantial investments, but is the only way to excellence and to becoming something more that merely a brand.» Every product will have to meet the tastes of the end consumer? «Ever-since Bonaldo has invested in the creativity of its language and in adequate communication. Taking part in the fairs that matter, advertising of course, but not only. The future must lean on solid foundations, on history. Therefor we have recently completed the conversion of our former production unit in a 6.000 square meter show room, ready to accommodate, besides our products, also the corporate museum and cultural or communicative events. The architecture of the building actually is an extension of our corporate spirit, as it was conceived as a bright open space, ready to accommodate our collections and render them in an environment always renovated towards art, design and technology.»

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