Colletti Verdi - Gennaio/Febbraio 2014

 

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Colletti Verdi Gennaio/Febbraio 2014

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Spedizione in A.P. - Tariffa R.O.C.: “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, NE/PD” - Autorizzazione Tribunale di Forlì, N. 642/84 Direttore Responsabile Prof. Mentore Bertazzoni Direzione, redazione e amministrazione: SOCIETÀ EDITORIALE NEPENTHES s.r.l. Poste Succursale n. 1 - 47122 Forlì Tel. 0543.723771 - Fax 0543.795569 ATTENZIONE! In caso di mancato recapito, rinviare all’Ufficio di Padova per la restituzione al mittente che si impegna a corrispondere la tariffa dovuta. INTESA AGROTECNICI CONFCOOPERATIVE Editato dal 1984 al 2011 con il nome Il grande progetto della Fabbrica Italiana Contadina SCUOLA AGRARIA DI FIRENZE: 100 ANNI! Periodico mensile di economia, politica, scienze agrarie, zootecniche, ambientali e naturali Gli Agrotecnici entrano in “F.I.CO.” ARECHI 2020: IL POLO DI BENEVENTO Gennaio-Febbraio 2014 N. 1/2 Anno XXXI ISSN: 1722-5779

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È USCITA LA SECONDA EDIZIONE DEL MANUALE DELL’ESAME ABILITANTE ALLA PROFESSIONE DI AGROTECNICO E DI AGROTECNICO LAUREATO Dopo il successo della prima edizione (completamente esaurita) è stata data alle stampe la seconda edizione dello specifico “Manuale” per gli esami abilitanti alla professione di Agrotecnico e di Agrotecnico laureato, utile anche per i candidati agli esami abilitanti di altre categorie professionali similari (come Dottori Agronomi e Forestali e Periti agrari). Fino ad ora, infatti, in commercio esistevano solo manuali generici, spesso datati e costosi. Oggi invece i candidati agli esami abilitanti alla professione di Agrotecnico e di Agrotecnico laureato ed i candidati di altri esami abilitanti del settore, possono disporre di un testo specifico, aggiornato all’attualità e con un ottimo rapporto di prezzo, frutto del lavoro dei molti docenti che, negli ultimi anni, hanno organizzato i Corsi di preparazione agli esami. Il “Manuale” inoltre è conforme all’art. 18 comma 4 del Decreto 6 marzo 1997 n. 176 e dunque i candidati possono portarlo con se e consultarlo liberamente durante le due prove scritte dell’esame. Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha autorizzato il “Manuale” e redatto la Prefazione. Seconda edizione Codice: 978-88-907671-8-0 Autore: AaVv Num. Pagine: 968 Costo: euro 38,00

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IL GIORNO DELLA MEMORIA Chi fu “Persona” nella Shoah ggi, 27 gennaio, è il “Giorno della Memoria” la ricorrenza istituita dal Parlamento italiano (legge n. 211/2000) per ricordare l’olocausto, per ricordare la “shoah” (una parola ebraica che significa “distruzione”), lo sterminio di un intero popolo per mano dei nazisti e dei loro alleati fascisti. È quella del ricordo una scelta condivisa da molti altri Paesi dell’Unione Europea e del mondo, anche a seguito della risoluzione dell’ONU del 1 novembre 2005. Lo scopo della ricorrenza è quello di conservare vivido il ricordo di quel tragico periodo, di averne sempiterna coscienza perchè non si abbia più a ripetere. Il giorno scelto, il 27 gennaio, è anch’esso simbolico perchè in quel giorno del 1945 l’Armata Rossa entro nel campo di sterminio di Auschwitz scoprendone gli orrori. Ad Auschwitz venne deportato anche Primo Levi, partigiano ed antifascista torinese, ebreo; catturato dei nazifascisti vi fu trasferito dal campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi (MO) -si, anche noi italiani avevamo i nostri lager-, nella primavera del 1944. Levi sopravisse fortunosamente fino alla liberazione, salvandosi grazie alla sua laurea in chimica O (ed al fatto di avere studiato su di un testo di chimica tedesco), cosa che lo rese un prigioniero “speciale”, con funzioni di rilievo nell’impianto di Buna-Werke, garantendogli così una migliore razione di cibo e preservandolo dai lavori pesanti e dal terribile freddo dell’inverno polacco. Ma Primo Levi non poté essere preservato al vedere, dal sentire, dal respirare l’orrore che ogni giorno, ogni ora della sua prigionia si svolgeva attorno a lui. E che poi raccontò in un libro terribile e bellissimo, in quello che personalmente considero il suo capolavoro, “Se questo e un uomo”, scritto subito dopo la liberazione ed il rientro in Italia. Quel libro (che tutti, almeno una volta, dovrebbero leggere) è come un documentario di quello che Levi vide, non contiene quasi mai giudizi sui persecutori, ma è un’opera di testimonianza. Il che lo rende ancora più tragico e sconvolgente. Poche cose mi hanno colpito più della lettura di quel libro; penso di poter dire che nella mia vita c’é stato un “prima”, prima di averlo letto, ed un “dopo”. Dopo, il mio modo di pensare, di agire, di ragionare è cambiato. Senza quel libro io sarei stato, non ho dubbi, un uomo diverso. Il nazismo fu un fenomeno complesso ed ancora oggi, per 3

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IL GIORNO DELLA MEMORIA certi versi, inspiegabile. Fu come una “religione” infernale che riuscì a scatenare i peggiori istinti degli esseri umani, la parte più ferina che è in ogni individuo, tale da renderlo spietato verso i propri nemici e magari, al tempo stesso, un padre od una madre amorevoli e protettivi verso i propri figli, senza che questa abissale contraddizione producesse un qualche effetto. Naturalmente vi fu chi, nel trovarsi a dover scegliere fra il bene ed il male, anche senza averne piena consapevolezza, scelse d’istinto il bene. A rischio della propria vita. Lo fecero gli avversari dei nazisti ma anche appartenenti alla “razza eletta”, così come fra i fascisti: tutti conosciamo la storia di Oskar Schindler (resa memorabile dal film-capolavoro di Steven Spielberg “Schindler’s list”), un industriale iscritto al Partito Nazionalsocialista tedesco, che alla prova dei fatti salvo più di 1.200 ebrei, “comprandoli” uno per uno (fino a ridursi in miseria) dai responsabili dei campi dove erano detenuti o quella di Giorgio Perlasca, fascista italiano che, trovandosi a Budapest nel 1942 mentre il filonazisti ungheresi rastrellavano gli ebrei, si finse Console di Spagna, salvandone oltre 5.000, fornendo loro falsi documenti spagnoli, rispettati dai nazisti perchè all’epoca la Spagna, benchè neutrale, era governata dal dittatore filo-fascista Francisco Franco. E come loro, come Perlasca e Schindler, vi furono centinaia, migliaia di uomini e donne -spesso rimasti ignoti- che si prodigarono per aiutare il popolo d’Israele, nascondendolo nelle loro case, nei conventi, nelle chiese, agevolando la loro fuga ed in mille altri modi. Il bene ed il male sono dentro ogni persona e scegliere l’uno o l’altro spesso dipende dalle circostanze di contesto, non solo dalla nostra cultura o dagli insegnamenti che abbiamo ricevuto. Il nazismo rendeva facile, più conveniente ed anche legittimo scegliere il male. É quella “banalità del male” di cui ha parlato Hannah Arendt nei memorabili resoconti del processo ad Adolf Eichmann. Ecco perchè tante persone (che in altre condizioni non lo avrebbero fatto) allora abbracciarono quella ideologia di morte. A spingerli anche la scientifica propaganda nazista che dipingeva gli ebrei come esseri inferiori, corruttori della purezza ariana, parassiti, sub-umani indegni di vivere; questo giustificava ogni sopruso, ogni violenza nei loro confronti. Così 4 GENNAIO/FEBB GENNAIO/FEBBRAIO 2014 l’ingresso nei campi di sterminio (lo evidenza magistralmente Primo Levi nel libro che ho citato) di ogni nuovo prigioniero prevedeva anzitutto la sua distruzione psicologica, l’abbandono e l’accettazione ad un destino di morte. Contribuivano le regole, spesso insensate, la privazione del cibo (sempre insufficiente alle necessità vitali), le violenze continue, il freddo, l’assenza di qualunque intimità, la nulla igiene personale, le nudità spesso esposte agli aguzzini. Prima di togliere la vita ai deportati i nazisti dovevano togliergli ogni dignità. Prima di schiantarne il fisico, dovevano spezzarne la psiche. Le fotografie dei campi di sterminio ci rendono le immagini di nazisti orgogliosi nelle loro belle divise, ritti su lucidi stivali, ed attorno a loro un brulicare di esseri denutriti, malati, pieni di pidocchi, con il corpo cosparso di piaghe, tremanti per il freddo o la febbre tifoide. E si vede bene nei sorrisi delle SS, nei loro occhi, la contentezza di non essere come quei loro tristi prigionieri, di essere una “razza” superiore. Eppure quelle larve umane emaciate e sofferenti, che ad un passo dalla morte ancora lottano, sono persone. Per quello che possono, per quanto le circostanze consentono, ma sono persone. Gli altri, le SS fiere nelle loro linde divise, con i guanti di pelle nera e le decorazioni appuntate sul petto, persone non lo sono, forse lo erano prima di vestire quelle divise, ma ora non lo sono più. Hanno venduto al diavolo la loro umanità, e sono persi. Irrimediabilmente. Che lo si sappia. Perchè l’umanità non è vaccinata dall’odio razziale, perchè dopo Auschwitz molti altri campi di sterminio sono stati aperti in altri luoghi (dalle steppe siberiane all’America latina, fino nei Balcani, alle porte della civile Europa) ed ancora se ne aprono, perchè la battaglia fra il bene ed il male, fra la luce e le tenebre, si combatte ogni giorno e riguarda anche ciascuno di noi. ROBERTO ORLANDI Presidente Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati

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SOMMARIO 7 Lettere al direttore 10 19 21 23 25 27 27 29 ARECHI 2020 Grow the future, save the water 14 La Scuola Agraria di Firenze compie 100 anni Verso il PSR Marche 2014-2020 21 Attualità 33 6 7 10 12 13 14 17 La posta dei lettori Professione Agrotecnico Gli Agrotecnici entrano in F.I.CO. L’intesa tra Agrotecnici e Confcooperative Gli Agrotecnici in piazza a Vanzaghello I nuovi parametri per le gare d’appalto L’Agrotecnico di oggi nell’agricoltura del domani La “Consulta del Verde” degli Agrotecnici 31 32 33 35 38 40 41 42 44 45 Bando INAIL 2014: contributo al 65% Giovani imprenditori in agricoltura: il panorama delle opportunità Salvi i fondi agricoli UE per l’Italia I cambiamenti fiscali targati 2014 A tavola con gli insetti Il Roero, il territorio, i prodotti, le tradizioni L’autostrada d’acqua non è più una chimera Il paesaggio rurale e boschivo nuova risorsa nel PSR A tavola con antiche tradizioni Biomonitoraggio con l’ape sentinella Vita dei Collegi Cambio della guardia in Emilia Romagna I Collegi di Teramo e Treviso si rinnovano Tecnica Iasma Informa Presentato l’Annuario della Scuola e consegnati 119 diplomi Per esigenze di spazio su questo numero non sono state pubblicate le rubriche “Fiere e convegni” ,“Vita dei collegi”, “Panorama Regionale”, “Dicono di noi”, “Mercatino”, “Tempi di recapito” e “Aziende Informano”. Ce ne scusiamo con i lettori. L’aforisma del mese L’esperienza è il tipo di insegnante più diff icile: prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione. Oscar Wilde (1854 - 1900) Per la pubblicità su questa rivista: NEPENTHES S.r.l. Poste succursale n. 1 - 47122 Forlì Tel. 0543.723771 Fax 0543.795569 info@agro-oggi.it CONTRO I RITARDI POSTALI LEGGI “COLLETTI VERDI” ONLINE NEL SITO WWW.AGROTECNICI.IT Direzione, Redazione e Amministrazione SOCIETÀ EDITORIALE NEPENTHES SRL Poste succursale n. 1 - 47122 Forlì Tel. 0543 723771 - Fax 0543 795569 E-mail: info@agro-oggi.it Autorizzazione Tribunale di Forlì 24/12/1983, N° 642 Iscrizione al R.O.C. n. 906 IVA assolta dall’editore ai sensi dell’art.74, 1° comma, lettera C del D.P.R. 633/1972 e art. 1 del D.M. 29/12/1989. La ricevuta di pagamento di conto corrente postale è documento idoneo e sufficiente per ogni effetto contabile e pertanto non si rilasciano fatture. pe Q Questa rivista è stampata col sole. Fondato da ROBERTO ORLANDI il 4 maggio 1984 Direttore responsabile: MENTORE BERTAZZONI La testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 Coordinatrice di redazione: Gloria Miserocchi In Redazione: Alessandro Basso, Mauro Bertuzzi, Moreno Dutto, Davide Frumento, Marcello Ortenzi, Maurizio Ranucci, Gaetano Riviello, Davide Giuseppe Ture. Hanno collaborato a questo numero: Giuseppe Surico, Claudio Piccinini, Carmine Agostinelli, Tatiana Tomasetta, Giovanni Sogari, Marcello Ortenzi, Francesca D’Onofrio, Edvige Cuccarese Abbonamento annuo: Italia Euro 26,00 Estero Euro 42,00 Arretrati: un numero Euro 5,00 Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Fotocomposizione - Fotolito Stampa: Grafica Veneta s.p.a. - Trebaseleghe Grafica e impaginazione: CartaCanta soc. coop. Forlì Questa rivista è stata chiusa in redazione il 24 gennaio 2014 e in tipografia il 19 febbraio 2014

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LETTERE AL DIRETTORE GENNAIO/FEBBRAIO 2014 La posta dei lettori Prof. Mentore Bertazzoni, il Direttore QUANDO IL COMMITTENTE NON “CONOSCE” LA CASSA DI PREVIDENZA Signor Direttore, mi rivolgo a lei per esporre il caso che mi riguarda e che non so come risolvere. Sono iscritto all’Albo da due anni, non ho mai aperto P.IVA (per l’incertezza degli incarichi professionali), avvalendomi sempre delle favorevoli disposizioni della Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati che consentono l’iscrizione anche ai titolari di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (senza P.IVA): ed io ne ho uno, fattomi dalla mia Regione. Solo che, alla presentazione della prima parcella gravata del 2% per la Cassa di previdenza degli Agrotecnici, me la sono vista rifiutare. Secondo l’Ufficio regionale io dovrei iscrivermi all’INPS, non alla Cassa Agrotecnici. Il mio Collegio di appartenenza, al quale avevo chiesto informazioni prima di firmare il contratto di collaborazione, invece mi aveva detto il contrario. Come mi devo comportare? Al momento mi hanno bloccato i pagamenti. La ringrazio anticipatamente e la prego di non pubblicare il mio nome, per ovvi motivi. Lettera firmata Gentile Agrotecnico, è un bel problema, il suo, e tutto attribuibile alla “ignoranza” di alcuni funzionari della Pubblica Amministrazione i quali, in luogo di pontif icare od imporre soluzioni preconcette, farebbero meglio ad informarsi. Ed oggi, con internet, farlo è facilissimo. Venendo al punto le dico subito che ha ragione il suo Collegio provinciale di iscrizione: se le mansioni che lei svolge nell’ambito del contratto di collaborazione hanno contenuto “professionale” lei è obbligato (sottolineo: obbligato) ad iscriversi alla Cassa degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati presso l’ENPAIA. L’INPS non centra nulla e lei si è comportato correttamente nel presentare una parcella gravata dal contributo integrativo del 2% a favore della Cassa di previdenza. Infatti l’art. 1 del Regolamento previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, nel testo approvato dal Ministero del Lavoro recita: “Gli iscritti all’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati che esercitano attività autonoma di libera professione, senza vincolo di subordinazione, ivi compresi i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’art. 49 comma 2 lettera e del TUIR, approvato con DPR 22.12.1986 n. 917 …. sono obbligatoriamente iscritti, come previsto dall’art. 1 del D.Lgs n. 103/96, alla Gestione separata dell’ENPAIA”. Mentre l’iscrizione alla Gestione separata INPS riguarda solo i soggetti privi di un Albo professionale. Faccia presente quanto sopra e, magari, suggerisca al funzionario regionale che le ha dato una risposta così fuori luogo e di visitare il sito http:// www.enpaia.it/home/gsa/agrotecnici.php 6

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PROFESSIONE AGROTECNICO Gli Agrotecnici entrano in F.I.CO. Il grande progetto della Fabbrica Italiana Contadina che sorgerà al CAAB di Bologna te tridimensionale’ per una full immersion nell’educazione uando alla fine del 2015, a Milano, l’EXPO chiualimentare, e al tempo stesso elemento catalizzatore per derà i battenti, quella grande kermesse internal’approvvigionamento zionale non enogastronomico nel sesi concluderà in modo gno della qualità e della sterile, perché un erede tipicità. ne prenderà il testimone: sarà Bologna, che per La Fabbrica Italiana quella data avrà pronto Contadina, infatti, sarà F.I.CO.-Fabbrica Italiala grande occasione per na Contadina. esporre quel patrimonio F.I.CO. Eataly World di gusti, sapori e tipicirappresenterà il grantà che nel 2013 è valso de parco dell’eccellenza all’Italia il record storico agro-alimentare italiana di esportazione dei proconcepito come struttudotti agroalimentari, arra di riferimento per la Un rendering della Fabbrica Italiana Contadina rivato a quota 33 miliardi divulgazione e la conoscenza dell’agroalimentare italiano, di euro. attraverso la ricostruzione delle principali filiere produttive. Nel corso del 2015 si aprirà ai visitatori italiani e stranieri, Sorgerà infatti presso il CAAB, il Centro Agro Alimentare che le prime previsioni stimano in 6 milioni all’anno quandi Bologna, presieduto dal Prof. Andrea Segrè, professore e do sarà a pieno regime. I dati sul cibo italiano, d’altra parte, Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroparlano chiaro: nel 2013 un prodotto alimentare italiano su alimentari all’Università di Bologna ed inventore del last cinque è stato venduto all’estero, e quasi il 40% delle imminute market. Il CAAB mette a disposizione del progetto prese alimentari si è impegnato proficuamente sui mercati 80.000 metri quadrati (di cui 50.000 destinati a funzioni “core” internazionali. “In vista del 2015, anno dell’Expo -spiega il e 30.000 a funzioni integrate e strutture di supporto) articolati presidente del CAAB Andrea Segrè- è arrivato il momento in aree specifiche fra coltivazione, produzione, ristorazione, di trovare una ‘casa’ stabile per custodire, raccontare e tramanstudio, ricerca, didattica e commercializzazione. Stalle, acdare una delle risorse più vitali dell’economia italiana: il cibo. quari, campi, orti, officine di produzione, laboratori, banchi Per questo, d’intesa con il Sindaco di Bologna Virginio Meserviti, grocery e ristoranti racconteranno l’enogastronomia rola, nel 2012 abbiamo pensato ad un parco agroalimentare, italiana dal raccolto e dalla produzione ai sapori delle nocondividendo poi il progetto con il presidente di Eataly Oscar stre tavole. Si tratta di un vero e proprio “itinerario della Farinetti. Il risultato di un lavoro intenso e appassionante è produzione e del gusto” per apprezzare le caratteristiche del appunto FICO Eataly World: una sorprendente ma reale vecibo italiano nella loro insuperabile eccellenza, un “Expo” trina dell’eccellenza agro-alimentare italiana, educazione e inpermanente dell’eccellenza agroalimentare italiana. Un pertrattenimento assieme in forma di parco tematico per dare al corso che sarà efficacemente attrezzato con cartellonistica, cibo il valore che merita. Un’idea talmente forte che in pochi audio guide e accompagnatori didattici per diventare punto mesi ha saputo raccogliere l’adesione di una trentina di investidi riferimento museale, didattico e degustativo: un ‘atlantori privati, a copertura e garanzia di un progetto che valorizza Q 7

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PROFESSIONE AGROTECNICO GENNAIO/FEBBRAIO 2014 Alla conferenza stampa di Milano per la presentazione del progetto F.I.CO.: da sinistra Oscar Farinetti, Andrea Segrè, Andrea Guerzoni, Silvia Giannini, Alessandro Bonfiglioli ed Andrea Cornetti anche uno spazio pubblico”. Ad un progetto simile non potevano restare estranei gli Agrotecnici e gli Agrotecnici laureati, una categoria professionale che, partendo dal gradino più basso, ha saputo diventare il primo Albo del settore, come numero di candidati agli esami abilitanti di accesso alla professione. Ma come si relaziona la categoria degli Agrotecnici, rappresentata da un Collegio Nazionale (che è un ente pubblico non economico, cioè impedito a realizzare attività lucrative), con il progetto F.I.CO.? Semplice. Attraverso un altro soggetto, piena espressione degli Agrotecnici liberi professionisti: la Cassa di Previdenza. Il 12 dicembre 2013, infatti, il Comitato Amministratore della Cassa di Previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati (inclusa nella Fondazione ENPAIA) ha deliberato di entrare nel Fondo chiuso degli investitori del Progetto F.I.CO. versando 1,5 milioni di euro, con opzioni per successive ed ulteriori quote, prima Cassa previdenziale di professionisti ad investire direttamente nel progetto (e sicuramente, come si è visto in passato, altri si affretteranno ad imitare le intuizioni degli Agrotecnici). Un forte segnale della stabilità e dell’ottimo stato di salute della Cassa di previdenza dell’Albo, forte degli ottimi risultati economici conseguiti in questi anni, come la garanzia della sostenibilità previdenziale ben oltre i 50 anni richiesti per legge e la proposta di rivalutazione dei contributi previdenziali in misura del 50% superiore agli indici di legge (proposta al momento bloccata dal Governo, ma reiterata dagli Agrotecnici). Soddisfazione per la decisione è stata espressa dal Presidente della Fondazione ENPAIA, Carlo Siciliani, e dal Direttore 8 generale Gabriele Mori, per il quale “la scelta presa dal Comitato è importante in un contesto agroalimentare dove la categoria potrà svolgere un ruolo cartamente fattivo per il suo futuro”. Il Coordinatore del Comitato Amministratore, l’Agr. Dott. Alessandro Maraschi, ha aggiunto: “Certamente il coinvolgimento della Cassa a questa iniziativa è per la nostra categoria un’occasione in più per farsi conoscere meglio e quindi per divulgare l’attività svolta dall’Agrotecnico”. Per il Presidente Nazionale dell’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, Roberto Orlandi, l’iniziativa della Cassa di previdenza costituisce la naturale continuazione delle politiche messe in atto in questi anni dal Collegio Nazionale, volte ad ampliare le offerte professionali per gli iscritti attraverso la creazione di strutture dedicate o tramite la stipula di accordi strategici. “La presenza degli Agrotecnici nel Progetto FICO -dichiara il Presidente Orlandi- rappresenta un valore aggiunto e rientra nella politica di promozione dell’agro-alimentare italiano, che chiede non già prodotti indistinti ma la presenza di tecnici qualificati che diano valore alle eccellenze alimentari, quelle stesse che tutto il mondo ci invidia. Del resto la categoria, dopo avere dato vita a numerose strutture per l’avvio alla professione dei giovani iscritti, si cimenta ora con questa nuova opportunità. E fa piacere ritrovare in questa avventura dei partner già noti agli Agrotecnici, per avere con loro in passato realizzato iniziative significative, come Legacoop e Confcooperative”. Sono venticinque gli investitori che consentono di avviare lo start up del progetto F.I.CO., mentre il fundraising prosegue sul piano nazionale e internazionale, dove FICO ha già destato parecchio interesse in occasione delle recenti presentazioni in Asia e in Europa, e la quota complessivamente raccolta ad

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PROFESSIONE AGROTECNICO Con tanto impegno penso che ce la faremo”. oggi è pari a 40 milioni di euro. F.I.CO. significa anche occupazione: sono già previsti cir“Mi sono candidato alla presidenza del CAAB con questa idea ca 5.000 posti con in testa -ha detto 1.340 addetti diretSegrè-; è stata proti (fra ristorazione posta a Farinetti e commercializzache ha detto immezione) e con 3.550 diatamente di sì, posti ulteriori che quindi sfrutteremo si apriranno per adil marchio ‘Eataly’ detti nell’indotto: senza il quale non accoglienza, filiera sarebbero arrivate agricola, trasporti e milionate di invelogistica, commerstimenti”. Oltre cio e servizi. che per Bologna, Il grande Parco teFICO rapprematico dell’agrosenta un investimento per il paese Il Presidente del CAAB, Andrea Segrè assieme all’Agr. Dott. Alessandro Maraschi, Coordi- alimentare italiano natore del Comitato Amministratore della Cassa di Previdenza degli Agrotecnici rispetterà la natura intero che esporta e funzionerà grazie all’energia del sole, con energia verde e solo 32 miliardi di prodotti agroalimentari, “paradossalmente a km zero: quella prodotta dal più grande impianto fotola metà di un paese come l’Olanda -continua Segrè-. Dobbiavoltaico in Europa installato da Unendo Energia sui tetti mo assolutamente essere pronti per quando finirà l’esposizione del CAAB. milanese perché dovremo prenderne il testimone. L’idea è di far “FICO rappresenta una modalità nuova di valorizzazione del andare in termini promozionali Expo e Fico insieme, con una patrimonio immobiliare, spesso sottoutilizzato, di cui dispodifferenza: Expo finirà in sei mesi, Fico durerà”. ne il nostro Paese -spiega il Direttore generale del CAAB Il presidente di Eataly, Oscar Farinetti, ha parole entuAlessandro Bonfiglioli-; non la semplice dismissione di asset, siaste per descrivere F.I.CO. 2015: “Sarà un luogo immenso spesso a prezzi di saldo, ma la creazione di un progetto imprene gioioso dove la bellezza del settore agroalimentare italiano ditoriale di eccellenza e di rilevanza internazionale. In queverrà presentata e narrata dalla sua nascita nella terra madre sto modo si interviene sia sul numeratore sia sul denominatore fino al suo arrivo nel piatto e nel bicchiere. Un luogo dove i del rapporto debito/PIL, si crea ricchezza ed indotto economibambini e i giovani di tutta Italia potranno capire l’immenso co mentre si riduce il debito, creando valore per tutti gli attori patrimonio della propria nazione e una moltitudine di turisti coinvolti e in definitiva per il Paese nel suo insieme. Un esempio da tutto il mondo godranno delle meraviglie dell’agroalimenin cui pubblico e privato operando sinergicamente sono riusciti a tare e dell’enogastronomia del nostro Paese. Questo luogo avrà garantire tempi e procedure certe ed aggregare a tempo di record un cognome, F.I.C.O e un nome, EatalyWorld. Avrà una casa, le rilevanti risorse economiche necessarie alla realizzazione. Un il CAAB di Bologna e sarà anche meta di cittadini emiliani e caso che speriamo possa ripetersi in tante altre occasioni”. turisti italiani. Centinaia di piccole e medie imprese italiane di alta qualità potranno mostrare in diretta la loro arte manifatdi GLORIA MISEROCCHI turiera. Questo è il nostro progetto e ora proviamo a realizzarlo. Primi gli Agrotecnici, gli altri seguono Mentre andiamo in stampa giunge la notizia che nel mese di febbraio 2013 un’altra Cassa di Previdenza professionale, quella dei Periti agrari, ha deciso di seguire l’esempio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e di entrare, a propria volta, nel capitale sociale di F.I.CO.. È senz’altro un’ottima scelta, della quale i colleghi Periti agrari crediamo possano avere significative e future soddisfazioni. Più i progetti hanno partners, più sono forti e più facilmente gli obiettivi vengono raggiunti; del resto rafforzare il made in Italy agroalimentare è quasi un dovere nazionale. Ci fa anche piacere constatare come, per l’ennesima volta, siano gli Agrotecnici -con le loro idee ed il loro dinamismoa tracciare la rotta. E gli altri a seguire. 9

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PROFESSIONE AGROTECNICO GENNAIO/FEBBRAIO 2014 L’intesa tra Agrotecnici e Confcooperative “Professionisti in cooperativa”: opportunità di lavoro per i giovani e sviluppo di servizi multidisciplinari e di qualità altri professionisti. er molti anni gli organi di rappresentanza degli Albi Questo fino al 2012, quando è entrato in vigore l’art. 10 della professionali hanno lamentato l’ impossibilità di legge 12.11.2011 n. 183 utilizzare (“legge di stabilità”), che i modelli societaha profondamente inri tipici invece ad novato il regime delle altri consentiti; ai professioni regolamenliberi professionisti tate nel sistema ordiera infatti proibito nistico, consentendo la costituire “società pressochè generalizzata tra professionisti” e adozione del modello l’unico sbocco erasocietario nell’esercizio no le “associazioni dell’attività, attraverso professionali”, però tutti i “tipi” codistici soggetti unicamenesistenti nel Codice te strumentali nello civile. Dunque anche svolgimento dell’atattraverso “le società tività. cooperative. Peraltro le “associazioni professionali”, Il processo di evoluziobenchè regolate da ne normativa si è poi completato con il Deuna disposizione del 1939 (legge 23 creto 8 febbraio 2013 Il Presidente di Confcooperative Maurizio Gardini assieme a Roberto Orlandi, Presin. 34 recante il “Regonovembre 1939), dente Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecni laureati hanno avuto molta lamento” in materia di fortuna e larga diffusione, forse perché unico sfogo alla nesocietà professionali , previsto dalla legge n. 183/2011. Si sono in tal modo aperti nuovi orizzonti professionali, che cessità di operare in forma associata, Il divieto di costituire “società professionali” aveva origini gli Agrotecnici hanno deciso di esplorare. Il Collegio Naantiche, risalenti alle leggi razziali fasciste, ed il primo a rizionale ha perciò avviato collaborazioni con le due principali muovere quel divieto fu il Ministro Bersani (con la legge n. Centrali Cooperative italiane (Legacoop e Confcooperative), 266 del 1997), ma l’abrogazione era mal scritta e non chiariva che hanno portato alla stipula di altrettanti “Accordi”, l’ultiche tipo di Società si potessero fare. Seguì un periodo di inmo dei quali, il 13 gennaio 2014, con Confcooperative (mencertezza giuridica che non portò a nulla. tre nel luglio del 2013 era stato chiuso l’accordo con Legacoop). Le partnership avviate consentono di unire il know-how Solo le professioni tecniche ingegneristiche avevano un loro spazio (art. 17 legge “Merloni” n. 109 del 1994), potendo costispecifico dei principali attori del mondo cooperativo con il tuire le “società di ingegneria”, ma solo “ai fini di quella legge” know-how professionale dell’Albo degli Agrotecnici, per ofe cioè per il solo settore delle opere pubbliche. Un po’ poco, frire ai giovani (ma anche ai meno giovani) che si affacciano ma pur sempre meglio di nulla. Rimanevano al palo tutti gli alle porte della libera professione nuovi strumenti per eserci10 P

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PROFESSIONE AGROTECNICO tare l’attività in maniera più performante. Chi vorrà costituire una “società professionale cooperativa” potrà così contare su di un doppio aiuto, quello dell’Albo e quello, certamente più robusto, della Centrale cooperativa di riferimento. Del resto, non ci sono dubbi che il modello societario coperativo sia quello che più di ogni altro si adatta ai professionisti, nel caso questi vogliano svolgere la loro attività in forma non individuale; la cooperativa consente infatti di modulare con flessibilità l’ammissione di soci, anche in differenti sezioni, nonché di ammettere soggetti non professionisti soltanto per prestazioni tecniche o per finalità di investimento, perché la disciplina del socio terzo di capitale (che tante polemiche ha determinato) risulta già perfettamente normata nel Codice civile, in maniera tale che già adesso i soci non professionisti non possono essere più di un terzo rispetto ai professionisti. Inoltre è facilissimo costituire società cooperative “interprofessionali”, ad esempio mettendo insieme Agrotecnici, Geologi, Ingegneri od Agronomi, cioè in grado di fornire servizi completi alla clientela, possibilità particolarmente interessante anche per chi, come i professionisti che operano nei CAA (i Centri Agricoli di Assistenza Autorizzata, si trovano ad avere una clientela che richiede prestazioni tecniche (e qui serve l’Agrotecnico o l’Agronomo od il Perito agrario)), fiscali e di bilancio (e qui serve il Commercialista od il Ragioniere) e di consulenza del lavoro. Con queste premesse il 13 gennaio 2014, a Roma, il Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, Roberto Orlandi, ha dunque firmato il protocollo d’intesa con Confcooperative, per agevolare i giovani professionisti che vogliono sfruttando appieno le novità normative prima descritte, per lo sviluppo di servizi multidisciplinari e di qualità. “Assumere una maggiore e crescente tempestività nella lettura dei cambiamenti che interessano lo sviluppo imprenditoriale del Paese”. È questo il fine ultimo dell’accordo siglato tra Confcooperative e l’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati come ha dichiarato Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative. I due Presidenti hanno convenuto come l’utilizzo dello strumento societario fra i liberi professionisti (una volta superate alcune incertezze di carattere fiscale, che ancora permangono), presenti grandi potenzialità soprattutto per le attività professionali complesse, ed al tempo stesso rappresenta una valida opportunità di inserimento nel mondo del lavoro per i giovani, che vivono difficoltà crescenti di inserimento, più facilmente superabili se aff rontate collettivamente e con il supporto dello strumento cooperativo. “Il mondo dei professionisti da un lato e la cooperazione dall’altro, anche attraverso questo protocollo, vogliono continuare a dare il loro contributo per innescare nuovi processi di crescita che possano contribuire a rilanciare la competitività del paese leggendone i cambiamenti in chiave innovativa. La società tra professionisti in cooperativa, infatti, per le sue caratteristiche è quella che meglio di altre -concludono i Presidenti Gardini e Orlandi- riesce a mettere in rete servizi professionali multidisciplinari”. Tra i vari punti dell’accordo, oltre alla diffusione della cooperativa tra professionisti considerata un’innovativa e interessante opportunità di sviluppo del paese, Confcooperative e il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati si impegnano a mettere in rete le rispettive esperienze professionali per promuovere le migliori sinergie in materia di promozione e formazione, a favorire la costituzione di nuove società cooperative anche nella fase di start up ed a promuovere le azioni finalizzate alla conciliazione fra lavoro e famiglia quale elemento basilare per la qualità del lavoro di ogni persona. La Confederazione Cooperative Italiane -di cui Confcooperative è la denominazione abbreviata- è la principale organizzazione, giuridicamente riconosciuta, di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo e delle imprese sociali. Rappresenta 20.000 imprese, 550.000 persone occupate, e registra un fatturato aggregato di 66,7 miliardi di euro. Si ispira ai principi cooperativi, fissati e periodicamente aggiornati dall’ACI (Alleanza Cooperativa Internazionale) e, in ragione della funzione sociale costituzionalmente riconosciuta alla cooperazione, ne promuove lo sviluppo, la crescita e la diffusione attraverso le azioni di volta in volta più adeguate. Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è, da due anni, l’Albo professionale del settore agrario con il maggior numero di candidati agli esami abilitanti alla professione. La rete dell’Albo conta 61 Collegi territoriali, 16 Federazioni regionali ed interregionali ed oltre 14.000 professionisti iscritti. di GLORIA MISEROCCHI 11

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PROFESSIONE AGROTECNICO GENNAIO/FEBBRAIO 2014 Gli Agrotecnici “in piazza” a Vanzaghello Ammessi al bando per la valorizzazione della piazza della città anzaghello è un comune della provincia di Milano situato nella sua zona ovest al confine con la provincia di Varese, nell’Altomilanese, ed è inserito nella lista dei Comuni che fanno parte del Parco naturale lombardo della Valle del Ticino. Il Comune di Vanzaghello nacque nel Medioevo in quanto sede di parrocchia. La sua prima soppressione risale al 4 novembre 1809 quando il governo di Napoleone ritenne i suoi 762 abitanti troppo poco numerosi per giustificarne l’autonomia, e annesse il territorio a Magnago. Se tale provvedimento fu annullato dagli austriaci al loro ritorno, fu riproposto da Vittorio Emanuele II il 10 marzo 1869, quando l’abitato contava 1220 residenti. L’autonomia comunale fu restaurata, un secolo dopo, il 28 maggio 1968. Oggi la sua storia si intreccia con quella degli Agrotecnici. Il Comune di Vanzaghello, infatti, nel dicembre 2013 ha indetto un concorso di idee per la riqualificazione e la valorizzazione della piazza Sant’Ambrogio, che è il riferimento dei cittadini sia come luogo di ritrovo sia per la presenza di numerosi negozi. L’obiettivo del concorso è la valorizzazione dell’identità della piazza e dei suoi dintorni tramite interventi mirati in particolare sul verde urbano, per creare una nuova riconoscibilità degli spazi, valorizzare gli edifici significativi, qualificare gli spazi aperti e potenziare il ruolo del commercio. La partecipazione al concorso era riservata solo ad Ingegneri ed Architetti, mentre non era citata la categoria degli Agrotecnici. Tuttavia, le competenze richieste per il concorso di idee (conoscenze agronomiche, fitopatologiche e botaniche) rientravano a pieno titolo tra quelle degli Agrotecnici e sono, 12 V fra l’altro, oggetto dell’esame di Stato abilitante alla professione di Agrotecnico e di Agrotecnico laureato. Gli Agrotecnici, infatti, sono competenti anche in materia di direzione, progettazione e manutenzione di parchi e di giardini, anche localizzati in aree urbane. Dopo avere ricevuto varie segnalazioni da parte degli iscritti all’Albo, il Collegio Nazionale, nella persona del Presidente Roberto Orlandi, ha chiesto all’Amministrazione comunale che il bando fosse integrato con l’indicazione della figura professionale dell’Agrotecnico e dell’Agrotecnico laureato. Il Comune di Vanzaghello, con estrema correttezza e tempestività, ha provveduto a pubblicare sul proprio sito internet la rettifica dell’avviso pubblico ed ha così consentito la partecipazione al concorso di idee anche agli Agrotecnici. Ma ha fatto di più, prorogando il termine ultimo per la presentazione delle domande e degli elaborati dal 23 dicembre 2013 al 22 gennaio 2014. L’Amministrazione comunale di Vanzaghello, inoltre, ha un occhio di riguardo per il lavoro giovanile: “per rendere più rapido l’inserimento delle giovani generazioni nel mondo del lavoro -si legge nel bando-, incoraggiare il confronto delle idee e delle metodologie operative, tra componenti di diversa estrazione e generazione, in ogni gruppo di progettazione dovrà essere garantita la presenza di un professionista abilitato da non più di cinque anni”. Sulla stessa linea è l’Albo professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici, che riserva costante attenzione ai giovani che si affacciano per la prima volta alla professione. di GLORIA MISEROCCHI

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PROFESSIONE AGROTECNICO I nuovi parametri per le gare di appalto È stato pubblicato il decreto che ne determina i criteri opo un lungo periodo di gestazione, è finalmente stato approvato il Decreto sui nuovi parametri per le gare di appalto -pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 298 del 20 dicembre 2013- che riguardano anche gli Agrotecnici e gli Agrotecnici laureati, i quali hanno fornito il proprio parere durante l’elaborazione del decreto. Il nuovo Regolamento individua i parametri per la determinazione del corrispettivo da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all’architettura ed all’ingegneria e definisce la classificazione delle prestazioni professionali relative a questi servizi. Occorre ricordare, però, che questi parametri non possono condurre alla determinazione di un importo a base di gara superiore a quello derivante dall’applicazione delle tariffe professionali vigenti prima dell’entrata in vigore di questo decreto, che si prefigge di superare la situazione di indeterminatezza che si è venuta a creare a seguito dell’elaborazione di tutta la disciplina in materia di tariffe professionali. Ed è stato proprio questo divieto di non superare i lavori previsti dalle precedenti tariffe professionali (ora abrogate) il vero pomo della discordia, che ha opposto Ordini professionali, Ministero della Giustizia e Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; si è infatti posto il problema di chi debba essere il soggetto preposto a verificare che le nuove tariffe non superino per importo quelle precedenti. Per il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici tale compito andava affidato al RUP-Responsabile Unico del Procedimento, contrari invece la maggior parte degli ordini professionali (ma non gli Agrotecnici, i quali erano invece disponibili ad accogliere questa proposta). Alla fine, come sempre in Italia, si è arrivati ad un compromesso ed il decreto non esplicita particolari procedure da seguire (ciascuna stazione appaltante farà le verifiche che crede). Il Regolamento si compone di nove articoli, di cui il D primo si occupa dell’oggetto e delle finalità del provvedimento, con la specificazione che il corrispettivo è costituito dal compenso e dalle spese ed oneri accessori. Il compenso si ricava dalla sommatoria dei prodotti tra il costo delle singole categorie componenti l’opera, la complessità delle prestazioni e la sua specificità. L’importo della spesa e degli oneri accessori, invece, è determinato in maniera forfettaria e fa riferimento all’importo dell’opera e, qualora si tratti di altre prestazioni, il corrispettivo a base di gara deve tenere conto dell’impegno del professionista, l’importanza della prestazione e del tempo impiegato. Il decreto specifica le fasi in cui si articolano le prestazioni e le categorie di opere cui si riferiscono: sono l’edilizia, le strutture, gli impianti, le infrastrutture per la mobilità, l’idraulica, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il paesaggio, l’ambiente, la naturalizzazione, l’agroalimentare, la zootecnica, la ruralità, le foreste, il territorio e l’urbanistica. Le prestazioni professionali si articolano in varie fasi, a seconda della categoria dell’opera e del gradi di complessità: pianificazione e programmazione, attività propedeutiche alla progettazione, progettazione, direzione dell’esecuzione, verifiche e collaudi, monitoraggi. Il provvedimento è stato sottoposto all’esame del Consiglio superiore dei lavori pubblici, dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. È stato infine pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dopo l’imprimatur del Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e degli altri Ordini del settore agrario, insieme a quelli degli Ingegneri, Architetti, Geometri, Periti Industriali. NOSTRO SERVIZIO 13

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PROFESSIONE AGROTECNICO GENNAIO/FEBBRAIO 2014 L’Agrotecnico di oggi nell’agricoltura del domani Un Convegno all’Istituto “Serpieri” di Avezzano (AQ) sul ruolo dell’Agrotecnico sulla nuova PAC mercato sempre più complesso”. Ha concluso esortando i prei è svolto il 1° febbraio 2014 presso l’Istituto di senti a privilegiare un’agricoltura a Km zero ed un consumo Istruzione Superiore “A. Serpieri” di Avezzano (AQ), eco-sostenibile, il Conuna filosofia vegno “L’Agroadottata già da tecnico di oggi tempo dall’Istinell ’Agricoltututo “Serpieri”, ra del domani”, che ha una proorganizzato duzione propria dall’Istituto in di pasta. A tal collaborazione proposito, due con il Collegio alunne della provinciale declasse 5B, Sara gli Agrotecnici Fraschetti ed e degli AgroAmbra Iantecnici laureati notti, coordidell’Aquila. nate dal Prof. L’incontro è Vincenzo Rostato aperto La Vicepreside dell’Istituto Agrario, Prof.ssa Rosa Damiani, apre i lavori del Convegno sati, sono intervenute raccontando la filiera cerealicola dalla Vicepreside della scuola, la Prof.ssa Rosa Damiani, dell’Istituto Agrario, esponendo le fasi di produzione a che, dopo aver salutato e ringraziato i presenti, ha parlato partire dalla semina fino ad arrivare al prodotto finale, la del ruolo centrale che l’agricoltura occupa nella cultura, pasta. nella società e nel futuro dell’umanità. Centrale è anche il La parola è poi passata al Consigliere Nazionale, l’Agr. ruolo della figura professionale dell’Agrotecnico, che supFranco Volpe, che ha esposto le peculiarità e le opportuporta, affianca e istruisce gli operatori del settore. Oggi più nità lavorative del profilo dell’Agrotecnico, una professioche mai, di fronte il fallimento delle politiche industriali e ne intellettuale riconosciuta con l’istituzione del relativo del settore del manifatturiero, è indispensabile motivare i Albo professionale nel 1986. Ha spiegato agli studenti giovani ad un ritorno all’agricoltura. qual è l’iter per diventare Agrotecnico e quali requisiti sono È intervenuto al Convegno anche il Presidente del Collenecessari per accedere all’esame di Stato per l’abilitazione gio provinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laualla libera professione. I diplomati devono essere iscritti reati dell’Aquila, l’Agr. Dott. Marco Santucci, che ha vonel Registro dei praticanti e avere svolto per almeno 18 luto evidenziare i vantaggi professionali dell’Agrotecnico, mesi la pratica professionale presso lo studio tecnico di un che oggi trova occupazione presso aziende agricole, zooAgrotecnico, di un Perito Agrario o di un Agronomo. In tecniche e cooperative. “L’Agrotecnico -ha detto- è anche un alternativa ai 18 mesi di pratica, è possibile svolgere per consulente che si occupa di produzione, contabilità, contributi, almeno tre anni l’attività tecnica subordinata con manf inanziamenti e commercializzazione del prodotto; è una f isioni tipiche del diploma di Agrotecnico, oppure un corso gura indispensabile per le aziende agrarie, che operano in un S 14

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PROFESSIONE AGROTECNICO IFTS di quattro semestri, perché coerente con le attività libero-professionali di Agrotecnico. Per i laureati, invece, è necessario essere in possesso di una delle otto Classi di laurea idonee per l’accesso all’Albo (e precisamente in Biotecnologie; Ingegneria civile ed ambientale; Urbanistica e scienze della pianif icazione territoriale; Scienze dell’economia e della gestione aziendale; Scienze e tecnologie agrarie e forestali; Scienze e tecnoloUn momento del Convegno gie agro-alimentari; Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura; Scienze zootecniche e delle produzioni animali). Il Consigliere Volpe, in seguito, ha proposto una panoramica delle Università italiane convenzionate con il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati per lo svolgimento del praticantato professionale, sottolineando l’importanza di queste Convenzioni, che permettono ai laureati di accedere direttamente all’esame di Stato per l’abilitazione con il riconoscimento del tirocinio professionale svolto presso la loro Università. E, in merito alle opportunità lavorative, ha affermato: “La polivalenza delle competenze dell’Agrotecnico nel campo dello Sviluppo Rurale ed Ambientale, nei Servizi alle Imprese, nelle stime, perizie e valutazioni, lo rendono la professione del futuro”. L’Agrotecnico, infatti, opera nel campo della progettazione e direzione di piani aziendali, di opere di trasformazione e miglioramento fondiario, dell’assistenza tecnica per gli interventi fitosanitari, di accertamento e liquidazione degli usi civici. Si occupa di progettazione del verde, valutazione di incidenza ambientale, piani e progetti forestali, direzione e amministrazione di aziende agrarie e zootecniche, rilascio di attestati di certificazione e qualificazione energetica. Un Agrotecnico può anche aprire un Centro di Assistenza Agricola (attraverso, ma non solo, il C.A.A. CANAPA), svolgere la consulenza aziendale nelle imprese agricole e fare attività di controlli PAC, ricordando come l’Albo abbia promosso strutture dedicate ad avviare i neo-iscritti (e chiunque altro lo voglia) allo svolgimento di queste attività. “Il Collegio Nazionale -ha aggiunto- promuove associazioni ed iniziative che valorizzano e tutelano la f igura del professionista e che funzionano da incubatori: indirizzano i propri iscritti nel mondo del lavoro e ne attuano i progetti. Con questo obiettivo, l’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha siglato di recente dei protocolli d’intesa con Confcooperative, per lo sviluppo di opportunità professionali, e con il Corpo Forestale dello Stato”. L’Agr. Angela Colangelo, Coordinatrice di Confcooperative dell’Abruzzo, ha parlato della nuova Politica Agricola Comunitaria nel 2014-2020: “Il negoziato sulla riforma della Pac -ha affermato- si è chiuso il 24 settembre 2013 con l’accordo del Parlamento europeo con il Consiglio e la Commissione dell’Unione europea sui punti legati al quadro f inanziario pluriennale. Nonostante la riduzione del budget del 10% rispetto alla programmazione attuale, rimane per i prossimi Abruzzo, una regione dove la professione punta in alto Le ultime due sessioni (2012 e 2013) degli esami di Stato abilitanti sono state per gli Agrotecnici un successo senza precedenti: aumentati i giovani che all’Albo si rivolgono per avviare il loro percorso di vita professionale e, fra loro, più laureati. E più donne. Un risultato che brilla ancora di più se confrontato con quello delle altre professioni tecniche, che presentano in generale indici fermi allo zero oppure negativi. Non in tutte le Regioni però l’incremento dei candidati agli esami è stato identico e ci sono territori dove ancora “si marca il passo”. Ma non è il caso dell’Abruzzo, dove i candidati agli esami abilitanti alla professione di Agrotecnico e di Agrotecnico laureato sono pressoché raddoppiati: dai 53 (del 2012) ai 69 (del 2013). E di quei 69 candidati ben 34, la metà esatta, erano in possesso di un titolo accademico. 15

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