n. 03 Giornalino Nostra Signora di Giampilieri - 21 Febbraio 2014

 

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Giornale Cristiano Cattolico del Centro di Spiritualità L'Emanuele.

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Nostra Signora di Giampilieri 21 Febbraio 2014 N. 3 “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”

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Nostra Signora di Giampi- Nr. 3 21 Febbraio 2014 Sommario: 3 . Vengo dal cielo per condurvi a Cristo 6 . E’ necessario pregare e fare penitenza 8 . Don BOSCO, padre, maestro e amico 10 . 12 . 13 . 14 . 16 . 18 . 20 . 22 . La confessione L’angolo della conversione Gesù insiste affinché voi vi convertiate Pellegrini a Giampilieri Quando verrò, troverò ancora la Fede ? Grati alla Madonna Coroncina di ringraziamento Messaggio di Gesù www.nostrasignoradigiampilieri.it +393425868437

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Gesù è la luce per l’umanità avvolta nelle tenebre A cura di Gaetano LICATA VENGO DAL CIELO PER CONDURVI A CRISTO E d i t o r i a l e C alice di luce apparso sopra la cappella di Nostra Signora di Giampilieri. Carissimi amici, mi chiamo Gaetano Licata, sono il progettista della cappella che abbiamo realizzato a Giampilieri Marina, edificata in onore di Nostra Signora di Giampilieri. Da qualche mese gli amici e sostenitori dell’associazione di Giampilieri Marina hanno voluto affidarmi l’incarico di dirigere questo stupendo giornalino on-line, non posso che ringraziarli, prego ogni giorno affinché la Mamma di Gesù possa illuminare tutti noi, per essere validi e fervidi testimoni dell’amore di Cristo Gesù. In questo numero, vorrei raccontarvi un episodio che ha dello straordinario, un episodio che conferma il grande progetto di Dio in questo piccolo paese di Giampilieri Marina, durante i lavori di ultimazione della Cappella… Di solito, durante la fase dei lavori è mia abitudine fare delle foto e conservarle. Se non ricordo male, proprio in quel giorno (30 settembre) io e alcuni collaboratori siamo scesi da Napoli a Giampilieri Marina, proprio per Terminare il lucernario (Acciaio e vetro con forma piuttosto circolare), rappresentando nel suo insieme la Corona di dodici stelle della Vergine Maria. Ho scattato decine e decine di foto, già dal primo pomeriggio. In tarda serata verso le ore 22,00 volevo rendermi conto dell’effetto che la Cappella avrebbe avuto dal cortile esterno e iniziai a scattare alcune foto. Dopo qualche giorno, rientrato già a Torre del Greco, nel mio studio, mi venne a trovare il carissimo amico Enzo, fabbro che ha realizzato la struttura in acciaio dell’intera Cappella, chiedendomi se potevo dargli alcune foto scattate durante le fasi terminali della costruzione della Cappella e dove vi erano tutte le fasi di montaggio inerenti al suo intervento. Dal quel giorno non avevo nemmeno visto le foto scaricate sul computer, ma era giunto il momento di farlo. Mentre le guardavo velocemente, mi accorgo che delle tantissime foto fatte, una era venuta sovraesposta, quindi la stavo cancellando, proprio in quel momento il caro amico Enzo, mi fa notare una cosa: “Gaetano hai visto bene cosa c’è sopra la Cupola?”, ed io inizio a ingrandire l’immagine, fin quando mi accorgo che effettivamente si notava qualcosa di molto strano! Una luce soffusa sembrava formare la forma di un calice. Ancora più incuriosito, dopo qualche giorno faccio vedere la foto ad un altro collega, il quale con un software fotografico, inizia a dare maggiore esposizione all’immagine sopra la Cupola, effettivamente la cosa diviene sempre più chiara e delineata, un vero Calice di Luce. Ma attenzione, focalizzando anche con altre esposizioni (Contrasti diversi, anche al negativo) ci accorgiamo che l’anima del Calice è caratterizzata da una forma molto particolare, sembrerebbe la sagoma della Vergine Maria con il mantello e le mani semi aperte verso il basso, come ad esempio la raffigurazione della Madonna della Medaglia Miracolosa. Anche con l’ingrandimento e con il diverso contrasto nella foto il tutto sembra confermato. E’ importante annotare, che la foto in questione è stata scattata, come le altre, senza l’uso del flash! Ebbene sì, questo è il mio semplice racconto di ciò che avvenuto quella sera del 30 settembre. Perché proprio il Calice ? ...Perché ? A mio parere, la presenza del Calice, non può che confermare la presenza del Dio vivente in mezzo a noi, quel calice che ci redime e ci conduce al Padre per mezzo del Figlio. Quel calice è un chiaro messaggio Eucaristico.. Cristo Gesù salvaci! Nel prossimo numero, vi racconterò un altro eccezionale evento accaduto all’interno della Cappella, di cui è legata fortemente l’intera icona della Madonna venerata in questo luogo. Nostra Signora di Giampilieri prega per noi! Gaetano Licata

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Foto sovraesposta di + 4 punti, E’ chiaramente visibile la forma di calice che la luce forma. Foto al negativo.

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Foto con effetto neon sui contorni, guardate con attenzione l’anima del calice che forma acquista. Ecco come appare la foto al naturale, sulla destra lo schema del software per aumentare o diminuire l’esposizione.

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E’ necessario prega A cura di Fabiana D’URSO La Quaresima è un periodo di attenzione profonda al nostro vero obiettivo su questa terra: lottare e resistere all’inganno del maligno per ritornare al Padre. La Madonna nei suoi messaggi ci invita ad una presenza “forte” in chiesa durante questi quaranta giorni, e ci predispone attraverso le sue parole materne ad aprire il cuore a Dio accettandone la volontà e restando umili nell’obbedienza. E’ bene ricordare per cosa siamo stati battezzati e a chi apparteniamo. I quaranta giorni che ci preparano alla Santa Pasqua hanno una fondamentale importanza nella storia liturgica. Costituisce un periodo di intensa preparazione al Battesimo, amministrato poi alla Vigilia di Pasqua. Il periodo dura quaranta giorni durante i quali si pratica il digiuno, l’elemosina e la preghiera. In questo breve tempo, non si possono celebrare matrimoni, né mangiare carne di venerdì e si cerca di fare penitenza per non lasciarsi distrarre dalle tentazioni terrene, ma soprattutto si prega per ascoltare in maniera più profonda la parola di Dio. Si lascia aperta la porta del proprio Spirito e ci si sente peccatori e immeritevoli di fronte al Signore. Un giorno i discepoli di Giovanni si avvicinarono a Gesù e gli domandarono stupiti perché durante quel periodo così particolare lui e i suoi discepoli, a differenza degli altri e dei Farisei, non digiunassero. Gesù rispose che non avrebbe avuto alcun senso mettersi a lutto finché lo sposo era insieme a loro. Avrebbero avuto in seguito il giusto tempo per digiunare dopo che quello stesso sposo gli sarebbe stato tolto. (Mt. 9, 14-15). I primi Cristiani si ricordarono ben presto delle parole di Gesù e presero così a digiunare in particolar modo nei tre giorni del mistero della Redenzione, e cioè dal Giovedì Santo fino alla mattina di Pasqua. Sul significato numerico dei quaranta giorni la Bibbia spesso veicola i messaggi attraverso determinati e ripetuti “Segni” che attestano una linea profonda e unica della parola di Dio. Nella Genesi, 7,12 “Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti”, Esodo 24,18 “Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti”, Re, 19,8 “Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb”. Matteo 4-1,11 “Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo e dopo aver digiunato per quaranta giorni e quaranta notti ebbe fame”. La Chiesa oggi ci domanda attenzione meditativa alla nostra vita spirituale, digiuno e conversione, ascolto e penitenza. Il periodo della Quaresima dovrebbe essere un attento ascolto a ciò che ci circonda dall’alto durante questa breve vita terrena. Il mercoledì delle ceneri il sacerdote ci ricorderà che siamo fatti solo di polvere e quindi che sia questa la base su cui sentirci fortemente sostenuti dal Signore. Abbandoniamoci tra le braccia della Vergine Santissima e cullati dalle sue materne attenzioni ascoltiamo la parola di Dio che tutto rinfranca e a tutto da il giusto senso. Siamo stati battezzati quali figli di Dio e questo periodo che precede la Santa Pasqua vuole farci ricordare che quello stesso Dio che tutto può ha portato santamente e con pazienza la croce dei nostri peccati e da essa ci ha sollevati ridandoci la dignità e la speranza. Che la Croce sia sempre lo stemma sul nostro cuore.

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are e fare penitenza “Pregate, offrite, amate il Pregate, Signore e la speranza rinasca in voi” voi Il digiuno e la preghiera, nel tempo di Quaresima, siano le nostre armi per conoscere ed avvicinarsi a Gesù. Se non ci fosse conversione e pentimento, in questo tempo cosi particolare, cadremo tutti nel baratro. Questa è la strada che ci aiuterà ad aprirci e ad amare, senza trascurare il fatto che anche la croce diventi per noi una grazia che Dio dona, in sacrificio per i poveri peccatori. Siamo capaci di digiunare in tutti i sensi ? Digiuno della gola e degli occhi, delle orecchie e della lingua; siamo capaci di mortificarci per rinnovare la preghiera del nostro corpo ? Siamo capaci di rinunciare ? Di sacrificarci e offrire ? Di pregare per non cadere in tentazione? Il digiuno permette di ottenere la grazia di Dio solo se avviene nel silenzio: che nessuno sappia che digiunate. Alla stessa maniera si comporterà colui che, per ricevere la grazia di Dio, soccorrerà un povero. Non è da poco ripulire i nostri cuori con la confessione perché è l'unica salvezza per la nostra anima. Preghiamo con ardore, preghiamo e supplichiamo perché solo con la preghiera, le rinunce ed il digiuno staremo lontani dagli attacchi del maligno. Sia per noi il tempo di Quaresima un tempo di grazia, conversione e Misericordia al fine di camminare nella luce attraverso le tenebre della nostra umanità. Maria Cannolicchio Tempo di Quaresima La Quaresima dipende essenzialmente dalla Pasqua che per sua massima importanza ha suggerito un periodo di preparazione, sul numero di quaranta giorni. E' un numero simbolico molto significativo ispirato ai quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto prima di iniziare il suo ministero pubblico. Proprio in ossequio al digiuno, la Quaresima fu anticipata nel rito romano al Mercoledì detto poi delle Ceneri. Dunque, per noi battezzati, dà un inizio di preparazione alla penitenza.

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DON BOSCO: “ Padre , Maestro e Amico “ VI HO DONATO GRANDI SANTI IN OGNI GENERAZIONE, PERCHÉ FOSSERO LUCE DA SEGUIRE... Apri il nostro cuore a Cristo, sostieni il nostro impegno in questa società cui si fa esperienza dei valori del vangelo attraverso i giochi, la musica, allenando gli stessi fanciulli ad essere persone libere e critiche in una società che spesso li manipola per gli scopi più immorali e disonesti. San Giovanni Bosco, più che un teorico della pedagogia, fu un grande educatore in atto. Con il suo sguardo penetrante e con le sue parole che toccavano il cuore dei ragazzi, anche dei più timidi o schivi al primo incontro con lui, riusciva a trasformarli poco alla volta in giovani sereni e allegri, aperti ad un futuro da onesti cittadini e buoni cristiani. Ma fece anche di più : seppe individuare e formare chi, tra loro, avrebbe potuto e voluto condividere la missione che il Signore gli aveva affidato. Don Bosco, evidentemente, non era soltanto un grande educatore ed un attento psicologo, l 31 gennaio il mondo salesiano si stringe intorno a San Giovanni Bosco con infinito affetto e gioia. Il Santo dei giovani spirò all’alba del 31 gennaio 1888 all’età di 73 anni, spesi tutti per il bene dei ragazzi per il quale fu padre, maestro e amico. L’amore infinito verso Dio Padre e la paterna protezione e amorevolezza di San Giovanni Bosco verso i ragazzi più bisognosi e abbandonati dispose l’animo del santo alla realizzazione dell’opera salesiana di fondare l’oratorio. Luogo educativo per il benessere dei ragazzi e ambiente in Quando parlava di salvezza dell’anima, come allora si usava dire, egli aveva di mira il giovane nella sua concretezza e totalità, l’uomo creato da Dio, redento da Cristo e destinato al cielo. Non mirava solo a prepararlo a guadagnarsi onestamente il pane, ma ad aiutarlo a conseguire il suo ultimo fine : la salvezera un santo conquistatore di anime! Per tutta la sua vita non ebbe altro scopo che quello di procurare la salvezza eterna dei giovani affidati alle sue cure.

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za eterna. Don Bosco è sempre stato fedele alla sua missione di carità effettiva: là dove un misticismo disincarnato avrebbe rischiato di tagliare i ponti con la realtà, la fede lo ha obbligato a restare in trincea per atto di estrema fedeltà all'uomo bisognoso; là dove poteva subentrare stanchezza e rassegnazione, lo sorresse la speranza; là dove non sembrava esserci rimedio, lo spinse ad agire la via indicata da Paolo: «Caritas Christi urget nos» (1 Cor 5,14). La carità vissuta da Don Bosco non si arrestava di fronte alle difficoltà: «Mi sono fatto tutto per tutti per salvare ad ogni costo qualcuno» (1 Cor 9,22). Non erano le sconfitte ad essere temute in campo educativo, ma l’inerzia e il disimpegno. Ciò che a Don Bosco premeva era che i Salesiani consacrassero tutta la loro vita alla salvezza delle anime e santificassero il loro lavoro offrendolo a Dio; la preghiera doveva intervenire come elevazione dell'anima a Dio, come petizione e come alimento. Nella strenna del Rettor Maggiore per il 2014 viene posta in evidenza la profonda spiritualità di Don Bosco, ossia la sua carità educativa pastorale. Di certo questa sua spiritualità nasce dal timor di Dio, dalla preghiera quotidiana e dal culto del lavoro inculcati sapientemente, ancora fanciullo, da Mamma Margherita. Questa spiritualità Egli l’ha poi elevata, a sublime missione, guidato per mano da Dio stesso e da Maria Ausiliatrice ad una vita da cristiano fervente mirata alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime. La spiritualità di Don Bosco si concretizzava nel quotidiano ad una azione verso il prossimo di amore non a parole ma supportato dai fatti. Si percepiva che ti voleva bene perché nell’amore di Dio trovava la forza di lavorare con semplicità, umiltà e grazia, specialmente per i suoi giovani e, mentre provvedeva ai loro bisogni materiali e spirituali, aveva per ciascuno paterna delicatezza in quanto : “ l’amore di Dio aiuta ad amare i giovani e l’amore dei giovani spinge ad amare Dio “. Dalla sua spiritualità scaturiva tutto il suo agire regolato da una coerenza ineccepibile: usava maniere gentili con tutti, i suoi occhi lasciavano trasparire la grandezza e la bontà dell’anima, chi lo avvicinava scopriva in lui virtù da ammirare; tutti, indistintamente, ricchi, poveri, buoni e cattivi trovavano un amico, un consolatore, un padre: era di una bontà straordinaria e di un’amabilità singolare, ma paziente oltre ogni limite illuminata dalla luce di Dio. Quando occorreva fermezza sapeva dare risposte piene di tanta carità da soddisfare chiunque. Era prodigo di sapienti consigli a chi li chiedeva ed aveva sempre un sorriso per tutti. Da buoni cristiani meditando Don Bosco, chiediamogli l’aiuto della sua intercessione presso Dio affinché ravvivi la nostra fede ispirandoci ad amare sempre più il nostro prossimo. Adriano BIANCO Maria PERSICO

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Tratto dal Catechismo della Chiesa Cattolica NELLA CONFESSIONE SONO MEDICO, NELL’EUCARESTIA SONO MEDICINA La Confessione (La Penitenza - La Riconciliazione) La remissione dei peccati, che ha luogo nel giudizio della penitenza, è un vero e proprio sacramento distinto dal Battesimo. Essendo un sacramento il segno sensibile si ha, come per gli altri sacramenti, nei tre elementi: materia, forma, ministro. 1. La materia della Penitenza si ha negli atti del penitente (esame, dolore, proponimento, confessione e accettazione della soddisfazione), che vengono detti, dai teologi seguaci di S. Tommaso, quasi materia, poiché manca una sostanza corporea. 2. La forma essenziale della Penitenza si ha nelle parole dell'assoluzione sacramentale: «Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». 3. Il ministro della Penitenza è il sacerdote. Per fare una buona Confessione Si richiedono cinque cose: 1 - esame, 2 - dolore, Quan accost La Confessione (o Penitenza o Riconciliazione) è il sacramento in cui mediante l'assoluzione del sacerdote vengono rimessi i peccati commessi dopo il Battesimo a chi, veramente pentito, li confessi con sincerità e accetti la penitenza impostagli dal confessore. sacerdo confessa guardate sacerdote santo o un perché so present aspetto a ape Il potere della Chiesa di rimettere i peccati La Chiesa ha ricevuto da Gesù Cristo il potere di rimettere tutti i peccati commessi dopo il Battesimo. «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete, saranno ritenuti» (Gv. 20,21-23).

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3 - proponimento, 4 - confessione, 5 - soddisfazione. 1 - L'esame di coscienza è una diligente ricerca dei propri peccati. Si incomincia con una preghiera, affinché il Signore ci illumini a conoscere le nostre colpe, che poi dovremo manifestare al sacerdote confessore. Si pensa ai peccati commessi: si vede prima di tutto se ci sono peccati mortali e poi si cercano i veniali. Si incomincia ad esaminare la coscienza dall'ultima confessione ben fatta, richiamando alla mente i peccati commessi in pensieri, parole, opere e omissioni, passando in rassegna: L'effetto principale del sacramento della Penitenza è la riconciliazione del peccatore con Dio. La riconciliazione con Dio comprende non solo la remissione dei peccati, ma anche l'infusione della grazia santificante. Questa viene restituita o, se non era perduta per il peccato mortale, aumentata. Con la colpa è anche rimessa la pena eterna, mentre le pene temporali non sempre vengono rimesse completamente. Con la grazia santificante (restituita o viene aumentata) concessa anche la grazia sacramentale e la reviviscenza dei ndo vi meriti perduti con il peccato mortale. Il sacramento della Penitenza produce inoltre, come effetto secondario, grande pace e serenità della coscienza e grande consolazione spirituale. Chi ha i miei comandamenti e li osserva, mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, ed io l'amerò e mi manifesterò a lui» (Gv. 14,21). «Ti dico che le sono rimessi i suoi molti peccati, perché molto ha amato» (Lc. 7,47). tate al ote per arvi, non e chi è il e, se è un n peccatore ono IO lì te che vi a braccia erte di Giovanna SCUTELLA’

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A cura di M. BERTUCCELLI mabertu75@gmail.com Giampilieri, si reca lì a pregare, ma non una preghiera fatta con il cuore, ma con il semplice movimento delle labbra. Passa il tempo e la sua famiglia viene sconvolta dalla scoperta di una malattia agli occhi del piccolo nipote Giuseppe, che presto o tardi rimarrà cieco! Lui quando apprende la notizia si trova da solo a casa e, sconvolto, piange disperatamente chiedendo alla Madonna di dare la vista al piccolo che si affacciava ora alla vita e toglierla a lui, uomo ormai maturo e di una certa età, ma la Donna vestita Sole, la Regina di tutti i Santi, la Consolatrice nel pianto, la Madre amabile, la Porta del cielo, concede loro la “grazia” e Giuseppe, dopo essere stato visitato dai medici, viene dichiarato guarito, ma in maniera inspiegabile. Il cuore di Pippo, liberato da questo enorme peso, sta incominciando ad ammorbidirsi, accoglie i suggerimenti dello Spirito santo, vede la retta via da seguire e il desiderio ardente di unirsi al Sommo Bene, principio e fine di ogni cosa. Ma la vera conversione avviene solo quando con i suoi occhi vede lacrimare quelli della Madonna. Allora si sente spiazzato, non può giustificare quell’ evento straordinario, perché vissuto in prima persona. La Madonna ha preso il suo cuore nelle mani e lo ha deposto dentro la fornace del suo cuore di mamma e lo ha introdotto nel profondo del Cuore Divino del Figlio. Incomincia a vivere alimentandosi della parola di Dio, recita quotidianamente il Santo Rosario, converte la sua famiglia e conoscenti...si sente scosso, svegliato da un lungo letargo, si rende conto che senza Dio l’ anima vive in un deserto e in una totale aridità... nella sua vita quello che gli mancava era l’amore di Dio!. Se tutti noi fossimo illuminati ed accarezzati dalla luce di Dio, se tutti noi vivessimo il Vangelo, vivremmo secondo la volontà di Dio, nostro Padre. “LA MADRE STA PORTANDO AGLI UOMINI LA PAROLA DI SUO FIGLIO E LA SUA GRANDE RICHIESTA E’ LA CONVERSIONE” a nostra Mamma celeste desidera da ognuno di noi l’abbandono totale alla volontà di Dio padre, sicché lo Spirito Santo, soffio leggero e soave, operi per condurci a vivere la pienezza della vita nella nostra quotidianità. Ed ecco che Pippo, gran padre di famiglia, uomo temuto e stimato nel lavoro, cristiano ma non praticante (si vergognava sentire la propria moglie recitare il SS. Rosario ed era un grande bestemmiatore), diventa un uomo pieno della luce di Dio, quella luce che redime, quella luce che illumina, quella luce che fa discernere il bene dal male. Si dichiara innamorato della Madonna, perché grazie a Lei è arrivato a Gesù, Redentore del mondo, infinitamente Misericordioso, Lui vera pace e vero amore nei cuori. Prima che il suo cuore si aprisse, rendendolo disponibile a spogliarsi di tutte le impurità, attaccamenti ed egoismi della vita, ed essere libero di accogliere l’ amore di Gesù, è passato non poco tempo ! Incuriosito dagli avvenimenti straordinari di

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Nel corso di questi 24 anni, l’attenzione su Giampilieri non è mai diminuita. Ancora oggi chi arriva in questo luogo rimane colpito; quegli occhi di Cristo rivolti verso l’alto sono luminosi e straordinari. Chi entra in quella stanza non può che restare in silenzio e contemplare le meraviglie di nostro Signore. Tante sono le grazie ricevute, tante le testimonianze di conversione. Da quel lontano 1989, a fare da custode a tutto ciò, c’è lei: Pina MICALI, una donna veramente umile, buona, riservata e timida. Questa donna vive nel nascondimento da sempre. Dialogando con lei, si percepisce che ha in se la scintilla Divina, i suoi occhi brillano, emanano una pace profonda. La sua semplicità nel descrivere questi avvenimenti, lascia esterrefatti. Il modo in cui descrive ciò che ha nel cuore, emoziona. Capisco, custodisce un immenso tesoro. Colloquiare con Pina suscita in me tanta tenerezza, si coglie la presenza e la grandezza di Dio. Da lei c’è tanto da imparare. D: Pina, come vivi la tua Quaresima ? R: Da tanti anni, ogni qualvolta arriva la Quaresima, rivivo su di me i segni di nostro Signore Gesù Cristo, la vivo del tutto normale. Nonostante le sofferenze, mi sento felice di aiutare Gesù. Tutti i miei dolori fisici e spirituali, li offro a Lui con tutto il mio cuore. D: Tu dici di essere felice, nonostante le sofferenze, perché ? R: Gesù ogni volta mi chiede se voglio soffrire per la conversione di tutti i poveri peccatori e la salvezza delle anime. Avere gli stessi dolori di Gesù su di me, mi rende felice in quanto salveranno tante creature. D: Da ciò che mi dici, deduco che la sofferenza è importante ! R: Si certo, solo la sofferenza, la Croce, ti porterà direttamente in Paradiso. D: Cosa ti chiedono più spesso Gesù e sua Madre Maria ? R: Sicuramente la conversione. Oggi l’uomo rifiuta l’aiuto di Dio, la salvezza, dandosi spontaneamente al mondo, a satana. La Madonnina dice sempre di pregare e di far pregare il Santo Rosario perché il peccato può essere vinto. Il mondo deve tornare alla preghiera, alla fede, all’amore. Lei Dice: NON CI SARANNO MAI LACRIME NEGLI OCCHI DI CHI CREDE VERAMENTE IN GESU’. D: In tutti questi anni, che cosa è cambiato nella tua vita ? R: La mia vita non è cambiata. Prima che Gesù si presentasse a me, vivevo nella mia semplicità e timidezza sempre fuori dagli agi del mondo. La mia vita, come oggi, si svolgeva nell’’accudire la mia famiglia. Le mie giornate, diversamente oggi, le passo andando in chiesa e in preghiera affinché tutti, proprio tutti trovino la strada che porta al Signore. Francesca GORPIA

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Pellegrini a Giampilieri Pregate intensamente nei cenacoli. Io, la vostra Mamma, sono in mezzo a voi insieme a mio figlio Gesù che vi ha preparato un posto, un posto particolare per ciascuno di voi a cura di Sara Cassano cassanomariarosaria@gmail.com L a piccola Cappella Nostra Signora di Giampilieri, continua ad essere meta di numerosi pellegrini provenienti da tutt’Italia. La pagina che segue vuole riportare la testimonianza attraverso le foto di questi momenti di intensa preghiera vissuti qui a Giampilieri …

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