Idea Dicembre 2010

 

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Giornale Parrocchia Immacolata Adelfia

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parrocchia immacolata anno 24 n 72 dicembre 2010 piazza galtieri 34 70010 adelfia tel e fax 0804594746 http www.adelfiaparrocchiaimmacolata.it e-mail dtonio.lob@virgilio.it questi diktat divini stonano con la nostra voglia di autodeterminarci di trovare in noi stessi la fonte del bene e della felicità salvo poi arrenderci al signore quando le cose ci vanno un po storte o fatichiamo a dipanare la matassa della nostra vita per fortuna dio non cessa di venire incontro all uomo anzi non può non farlo è questa la sua «incapacità» È sempre lui che per primo viene a cercare l uomo che sembra non soffrire della sua mancanza il suo braccio non si è accorciato dio è dio sempre anche in questo tempo non siamo noi a doverci esibire in numeri acrobatici è lui a compiere il miracolo card bagnasco se puoi ora parlami torna che mi manchi e mi sembra impossibile io prego te a amoroso e allora dobbiamo invocarlo questo nostro dio che nel natale ancora s è fatto carne che sempre ci parli che ci dia continua a pagina 6 d il progetto di dio sulla famiglia uest anno il natale del signore e la festa della santa famiglia quasi si rincorrono e si sovrappongono il 25 l uno il 26 dicembre l altra il fatto che la nascita del salvatore lasci immediatamente il posto a questa festa ci dice in maniera ancora più eloquente che dio non ama la solitudine e che come è trino ed è comunione in cielo così fatte le debite differenze è trino e comunione in terra l onnipotente ed eterno dio prende forma nel grembo vergine di maria e si lascia teneramente accompagnare quaggiù da san giuseppe ma non dalla madonna e dal papà putativo separatamente alla stregua ahimè di tante famiglie d oggi quasi sballottato nei giorni feriali da una e nei weekend dall altro no dalla madonna e dal santo falegname insieme di tribolazioni ne hanno avute anche loro eccome però questa strana coppia ha tenuto duro e ha fatto posto nel cuore prima che nella casa al mistero che domandava accoglienza e impegno loro incapaci di dio per natura giorno dopo giorno hanno ripetuto il loro fiat avvenga come ci dici ci fidiamo q don tonio di te e dio si è fidato di loro facendoli capaci di lui e come un bambino che ha bisogno di cure devi stargli vicino devi dargli calore preparargli il cammino il terreno migliore quando nasce un amore un amore canta anna oxa saprò farmi grembo ospitale sarò gravido di accoglienze farò attenzione a chi mi sta accanto a cominciare proprio dai miei familiari che talvolta son quelli che trascuro di più le famiglie quella santa di nazaret ma anche le nostre che sono meno sante vanno venerate preghiamo un po di più per tutte le famiglie particolarmente per quelle che stanno percorrendo strade ardue il rapporto genitori-figli non è mai stato facile o scontato tanto che c è voluto un comandamento per ribadire ciò che è già nella natura certo c è bisogno che i figli amino i genitori e li ascoltino e li onorino e li accudiscano in vecchiaia ma è necessario che anche i genitori si comportino allo stesso modo verso le loro creature e non facciano mai differenza tra figlio e figlio i figli prediletti non esistono o quantomeno non dovrebbero esistere e per contro se un figlio avesse maggior consapevolezza di un bisogno del genitore e si rendesse più disponibile non si stia là a puntualizzare come il figlio maggiore della famosa parabola chi ama sente una comunione tanto forte con i genitori e con i fratelli che neanche la morte riesce ad infrangere chi non ama e mercanteggia anche all interno dell ambito familiare sfrutterà ogni minima occasione per far valere i propri diritti e litigare quanti genitori e figli che non si parlano da una vita pur sapendo che la vita è una sola non si tratta qui di voler bene quasi fosse un obbligo come cantava de andrè onora il padre onora la madre e onora anche il loro bastone bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore l onore che si deve ai genitori è un esigenza del cuore li ami anche quando sbagliano perché non puoi non amarli nel padre e nella madre sforziamoci di veder dio all opera la loro genitorialità è riverbero della paternità divina anche il maestro nella santa famiglia faceva l alunno gesù stava sottomesso ai suoi genitori lc 2,51 più d una volta dio intima a san giuseppe attraverso un suo angelo ciò che deve fare prima deve fuggire in egitto e restarvi poi potrà tornare nella terra d israele dio dice giuseppe esegue facciamo fatica oggi più che mai a comprendere all interno bonus pastor et verus pater sdraiati sulla croce la politica secondo me educare alla vita buona del vangelo 2 3 4 5 a prescindere dai risultati 6 c è di ama la gente i poveri soprattutto natale secondo i nostri bambini ridi che ti passa 7 7 8 8

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d ragioni al proprio amore pagina 2 a don vito angiuli originario della nostra diocesi e neo vescovo di quella di ugento-s maria di leuca abbiamo rivolto qualche domanda lo ringraziamo per la disponibilità quanto segue è frutto di una registrazione trascritta caro don vito auguri dalla comunità della parrocchia immacolata di adelfia le chiediamo di rispondere a delle domande per un intervista che sarà pubblicata sul nostro giornale parrocchiale il papa l ha nominata vescovo cominciamo da una domanda impertinente se l aspettava a una domanda impertinente bisogna rispondere in maniera sincera già da qualche tempo il mio nome era presente tra le persone che potevano essere chiamate a svolgere questo ministero non me lo aspettavo nel senso che la nomina è sempre sottoposta ad un discernimento del papa e quindi non dipende ovviamente da noi comunque va considerata come una chiamata da parte di cristo attraverso la chiesa e non come un desiderio da parte della persona quindi l aspettativa è più nel senso di una risposta ad una chiamata che non nel senso di un adesione ad un proprio desiderio o ad una propria prospettiva di vita ecco in questo senso si può dire che ero e sono pronto a dare la mia risposta affermativa non ad un mio desiderio ma ad una chiamata di cristo sacerdote da 33 anni cosa cambia nella sua vita con la chiamata all episcopato potrei quasi dire cosa sta già cambiando perché il cambiamento avviene attraverso il conferimento della grazia attraverso il sacramento e quindi attraverso l ordinazione episcopale e si tratta di un cambiamento reale profondo direi quasi misterico perché la grazia opera dentro di noi e ci trasforma tuttavia già da ora sento un cambiamento che riguarda anche la mia sensibilità umana e chiaro che avverto sempre di più sempre più profondamente quello che un vescovo dovrebbe fare e cioè essere un padre per tutti il documento del concilio vaticano ii christus dominus dice appunto che il vescovo deve essere bonus pastor et verus pater cioè deve essere un buon pastore ed un vero padre e questo che sta avvenendo progressivamente nella mia persona e che l ordinazione confermerà e mi darà la grazia di poterlo vivere gratia supponit naturam et perficit eam la grazia presuppone la natura e la porta a compimento s tommaso d aquino quali i tratti salienti della sua personalità che la grazia di dio esalterà sarà più vescovo di testa o di cuore credo che la grazia mi concederà ancora di più la capacità di vivere una paternità spirituale verso tutti a partire naturalmente dai sacerdoti dai seminaristi alle consacrate ai consacrati a tutto il popolo di dio e con particolare attenzione agli ultimi agli ammalati ai giovani vorrei essere un vescovo di testa e di cuore perché sono importanti tutti e due bisogna amare ma bisogna amare anche con un discernimento con una razionalità con una sapienza del cuore se posso dire una parola quello che chiedo è ciò che chiedeva anche salomone all inizio della sua scelta come re di israele la sapienza del cuore o un cuore sapiente quindi un cuore che ama ma che ama non soltanto con il sentimento ama con tutto l affetto ed anche con la capacità di dare cosa accomuna di più la nostra diocesi con quella di ugento e cosa la differenzia di più al fondamento le due diocesi sono due comunità particolari cioè due chiese particolari e questo le unisce non ci sono profonde differenze perché evidentemente è lo stesso mistero della chiesa che deve realizzarsi sia pure in territori diversi ciò che le differenzia nasce dalla diversa struttura del territorio della grandezza della diversità culturale che riguarda le due diocesi entrambe hanno ricchezze sia la diocesi di bari come anche la diocesi di ugento che sto scoprendo pian piano io credo che anche attraverso il mio ministero si possano mettere in comunicazione le ricchezze dell una e dell altra e far crescere dei doni che l una può fornire e può dare all altra cosa le mancherà di sannicandro il suo paese e cosa della diocesi di bari-bitonto ugento è un paese più o meno simile a sannicandro più o meno gli abitanti sono gli stessi quindi da un punto di vista esterno non dovrebbe mancarmi nulla del mio paese peraltro come ho messo nel mio stemma tutti e due hanno un castello e quindi guardando il mio stemma ricorderò sia sannicandro sia ovviamente ugento comunque di sannicandro mi mancherà quell atmosfera tipica del nostro paese cioè un paese che da una parte sa riconoscere i doni ma dall altra ha tutte le debolezze proprie di un paese in cui i fatti si conoscono da tutti non manca una modalità quasi morbosa di guardare gli avvenimenti della vita della diocesi di baribitonto mi mancherà soprattutto la capacità di elaborazione pastorale che avevamo cominciato a vivere insieme a tutta la diocesi spero di poterlo fare in maniera diversa nella diocesi di ugento ha già delle priorità nella sua agenda questa è la domanda che certamente mi sentirò fare continuamente soprattutto quando arriverò ad ugento anche dagli altri giornalisti si pretende sempre che un vescovo quando va in una diocesi debba avere già un programma le priorità le sue prospettive pastorali ovviamente non vado in maniera disarmata qualcosa credo di averla dentro di me però la priorità per un vescovo è quella di mettersi in ascolto della storia del popolo della fede che ha accompagnato una comunità di scoprire i doni che questa comunità ha e quindi di saper valorizzare tutta la storia ecclesiale la chiesa di ugento non nasce con me c era già prima e il mio primo dovere è quello di saper riconoscere la grazia che è stata seminata negli anni precedenti dagli altri pastori e di mettermi nel solco del cammino che già è stato tracciato due parole sul suo motto in laudem gloriae ef 1,6 potremmo fare una lunga trattazione di natura anche biblica e teologica d altra parte nel sito della nostra diocesi ne ho messo anche la spiegazione lo vorrei però dire in maniera molto più semplice in laudem gloriae significa che dobbiamo avere i piedi per terra cioè saldamente legati al nostro mondo senza fughe misticheggianti e il cuore rapito in cielo quindi dobbiamo amare con un cuore che già guardando le realtà celesti ama le persone i luoghi le realtà che sono in questo mondo quanto conteranno le relazioni personali nel suo ministero oggi più che mai il ministero come ogni altra opera educativa si svolge e si realizza soprattutto attraverso le relazioni interpersonali io darò un gran rilievo a questo e spero di poter svolgere tutto il mio ministero con una capacità relazionale che esalti le qualità le doti del mio

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d interlocutore faccia riconoscere i suoi doni e sappia far mettere a frutto quello che chiunque si accosterà possiede nel vocabolario della chiesa i giovani i poveri e gli ammalati sono molto gettonati un aggettivo che definisca ciascuno di questi tre ambiti mi fa innanzitutto piacere che queste tre categorie di persone siano molto gettonate spero che dopo oltre ad essere gettonate siano anche oggetto di un reale servizio non tanto di parole di propaganda ma di un reale amore che il più delle volte deve svolgersi nella maniera più semplice e quotidiana senza tanti clamori direi che a tutti e tre bisognerebbe dare un comune indirizzo la speranza ai giovani la speranza deve colorarsi di capacità di guardare al futuro ai poveri con la capacità di fidarsi e affidarsi al sostegno che dio mai farà mancare e agli ammalati con la speranza che deve colorarsi di una sapienza del mistero pasquale di pagina 3 gesù per offrire la propria sofferenza insieme a quella di cristo e quindi dare un valore redentivo anche alla malattia grazie don vito le chiediamo un saluto alla comunità parrocchiale dell immacolata di adelfia e ad adelfia tutta e magari anche una promessa a ritornare a venire a trovarci da vescovo la promessa la faccio subito non appena potrò e se capiterà l occasione certamente verrò adelfia ha un bel nome significa fratelli che si incontrano che si riconoscono che si amano e questo io auguro a tutta la comunità sia dell immacolata sia della parrocchia di san nicola le mie radici sono un po anche nel paese di adelfia perché le origini di mio padre sono a montrone quindi in qualche modo mi sento legato anche a questo paese e non appena mi sarà possibile e le condizioni lo permetteranno volentieri verrò in tutte e due le parrocchie vi saluto tutti e vi chiedo di accompagnarmi con la vostra preghiera e con il vostro affetto al signor carlo castagna marito padre e nonno di tre delle quattro vittime della strage di erba 11 dicembre 2006 che tanto ha fatto discutere per aver da subito concesso il suo perdono a chi gli aveva barbaramente strappato i suoi affetti più cari abbiamo chiesto di aprirci il cuore scrivendo una lettera a gesù bambino tanto lo ringraziamo scusandoci per l insistenza a scrivere nonostante i suoi molteplici impegni facciamo tesoro della sua testimonianza u invito di don tonio che chiama e richiama carlo perché apra il suo cuore a gesù bambino carlo sente il dovere di aderire all invito in ringraziamento alla grazia ricevuta del perdono e dell abbondanza di misericordia con il suo aiuto e con l aiuto dei miei cari ripercorrerò i ricordi le emozioni le sofferenze che il padre buono mi ha lenito nella certezza come dice il caro don giovanni che se vissute cristianamente queste si tramutano in gioia aveva ragione quando lo affermò durante la sua omelia del giorno di santo stefano nella chiesa si sant eufemia in erba erano trascorsi quindici giorni dalla tragedia quattro persone innocenti mia moglie paola mia figlia raffaella con il figlio youssef e la vicina di casa la signora valeria con le rispettive famiglie si preparavano in un clima di grande gioia e di grande attesa vissuta con fede alla sua venuta i preparativi della festa sacri e profani avevano preso possesso delle loro abitazioni presepi con statuine lignee o in altro materiale dalle caratteristiche e provenienze diverse abeti in vaso addobbati cordoni elettrici con lampadine colorate disposte sui parapetti dei balconi mi ricordo che come da tradizione affrontai questi preparativi aiutato da mia moglie mia figlia e dal nipotino youssef il giorno 8 dicembre festa dell immacolata la partecipazione del piccoletto era allegra di scoperta di novità poi una sera carlo sposo felice padre affettuoso nonno gioioso si trova ad affrontare un evento dolorosissimo una tragedia che lo colpisce negli affetti più cari un fatto inimmaginabile raggiunta la casa di raffaella a seguito di un inspiegabile ritardo a rientrare di mia moglie paola vengo avvicinato s dal comandante dei carabinieri di erba apprendendo quanto era avvenuto in casa di mia figlia dall ora della tragedia alla mia presa di conoscenza sono trascorse ben due ore e dieci minuti raffaella youssef e paola sono nati al cielo alle ore 20.05 entrando nella luce del suo volto nella corte del palazzo dopo aver appreso quanto di più drammatico tremendo e disumano si era consumato avverto una mancanza di reazione scomposta un senso di pace di aiuto di sostegno di accettazione solo un abbondanza di misericordia e di grazia concessemi dal padre anche per l intercessione dei miei cari ed in particolare di paola mi avevano evitato di cadere nelle tenebre dell odio della vendetta del rancore mi ero affidato nelle sue mani confidando nel suo amore misericordioso con mamma lidia mamma di paola che mi rifiuto di chiamare suocera mi incontrai al mattino seguente trovando grande conforto e profonda partecipazione e medesimi sentimenti di accettazione e di affidamento al padre carlo dobbiamo chiedere al signore la forza di sdraiarci sulla croce mamma le dissi se accettiamo la croce lei ci sorregge ma se la rifiutiamo ci schiaccia con paola avevo letto parecchie volte questa frase sulla fiancata di una chiesa carlo dobbiamo perdonare altrimenti non potremo più recitare il padre nostro mamma le prime vittime sono state i responsabili di questo grave fatto mi sento di perdonare loro sono state vittime del demonio il principe delle tenebre il perdono mi aiuterà a trovare la pace del cuore e la preghiera per gli uccisori e a continuare a considerarli fratelli in cristo caro gesù bambino tu sai che da quando ho iniziato a battere sulla tastiera del mio pc il mio cuore è aperto a te e lo stesso mio cuore ha provato gioia per la tua nascita dolore per le umiliazioni subite e per la tua morte di croce poi con la tua risurrezione il mio cuore i cuori dei miei figli pietro e beppe di mia nuora di giacomo e tommaso i cari nipotini e di mamma lidia hanno gioito rendendo grazie a dio caro gesù bambino tu sai quanto mi mancano i miei cari e sai anche che li sento sempre vicini tu sai quanto soffro e che questa sofferenza la vivo cristianamente anche grazie al tuo aiuto facendola diventare gioia quando si è amato tanto si deve soffrire tanto e tu che per noi e per i nostri peccati hai dato la vita ben lo sai caro gesù bambino ti ringrazio per aver aiutato mio nipote giacomo a trovare quelle belle parole davanti al luogo di sepoltura dei nostri cari saputo che la nonna paola non era sepolta vicino alla zia raffaella ed al cuginetto youssef sepolti in tunisia quindi molto lontani così si esprimeva nonno non fa niente il cielo è uno solo non aveva ancora sei anni grazie gesù bambino tuo carlo.

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d pagina 4 in vista della competizione elettorale che si vivrà nel nostro paese tra qualche mese abbiamo realizzato una sorta di intervista doppia al ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale raffaele fitto e al governatore della regione puglia nichi vendola li ringraziamo per aver risposto all invito a scrivere per il nostro giornale da parte nostra non abbiamo suggerimenti tecnico-politici da offrire salvo un invito sempre più accorato e pressante a cambiare registri a fare tutti uno scatto in avanti concreto e stabile verso soluzioni utili al paese e il più possibile condivise non è più tempo di galleggiare dalla prolusione del card bagnasco dell 8 novembre u.s tanti problemi messi in fila per ordine decrescente prima i più importanti e via via i meno rilevanti e risolverli possibilmente tutti uno dopo l altro un lavoro difficile che richiede molta abnegazione e una personale passione per il lavoro ben fatto qualcosa che fa pensare più all artigiano che all artista a volerla definire più di cuore che di testa il fare la politica è questo e poi c è il punto che per risolvere i problemi bisogna poterlo fare in altre parole avere il potere per risolverli il tema del potere è avvolto in una nuvola di chiacchiere ma forse è solo la forma della sostanza costituita dal consenso che si ha fiducia credibilità quindi voti di politica in giro ce n è anche troppa giornali televisione internet in una corsa perenne alla visibilità un nuovo mito che appare irrinunciabile mi viene in mente che tra tanto clamore la politica possa persino essere qualcosa che deve trovare parole dal tono pacato e soprattutto di senso concreto e realistico rischio di farne una cosa noiosa e possibile ma non credo che la politica debba necessariamente essere divertente per divertirsi che letteralmente significa distogliere l attenzione c è altro il cinema la televisione le vacanze e invece la politica richiede attenzione molta attenzione una decisione in un senso o nell altro condiziona la vita dei cittadini e allora meglio valutare calcolare prevedere che divertire ma questa è amministrazione non politica già purtroppo è amministrazione modesta impiegatizia amministrazione non sarebbe meglio se la politica fosse creativa e piena di fantasia forse ma già basterebbe una politica efficace ed efficiente in grado di consentire alla società civile di essere creativa e fantasiosa non è meglio quella cosa roboante ridondante declamante e via rumoreggiando che il 900 ci ha lasciato in eredità prese della bastiglia e di palazzi d inverno masse tumultuanti e sventolare di bandiere inni e cortei va detto che quest idea novecentesca e retorica della politica non ha portato molta fortuna un paio di guerre mondiali i gulag i campi di sterminio c è poi un altro punto chi fa politica in genere è pagato dai cittadini allora la politica deve necessariamente essere un lavoro e di questo lavoro si deve rispondere ai propri datori/committenti si deve portare il risultato del proprio lavoro giustificare il potere e lo stipendio che si sono ricevuti e si apre la questione della responsabilità letteralmente della capacità di rispondere alle domande che ci sono state poste dai cittadini insomma non ho un idea eroica della politica quella bella cosa fatta di slanci e di slogan a proposito di slogan ho scoperto in un libro di una leggenda scozzese che narra degli eserciti dei morti che si combattono nelle notti gelide sugli highlands il loro grido di battaglia è lo sluagh ghairm da questa espressione deriva la parola slogan slogan è il grido di battaglia dei morti allora meglio una sana tranquilla responsabile e saggia capacità di amministrare la cosa pubblica raffaele fitto cosa è la politica come si può e si deve fare politica oggi sono domande impegnative alle quali nessuno di noi deve sfuggire la lettera apostolica octogesima adveniens emanata da paolo vi nel 1971 in occasione dell 80° anniversario della rerum novarum definisce la politica una maniera esigente di vivere l impegno cristiano al servizio degli altri n 46 e aggiunge pur riconoscendo l autonomia della realtà politica i cristiani sollecitati ad entrare in questo campo d azione si sforzeranno di raggiungere una coerenza tra le loro opzioni e il vangelo e di dare pur in mezzo ad un legittimo pluralismo una testimonianza personale e collettiva della serietà della loro fede mediante un servizio efficiente e disinteressato agli uomini condivido questa definizione la condivido da credente e da attento seguace del ministero pastorale del compianto don tonino bello ma dato che sono chiamato a esprimere una testimonianza diretta devo dire che mi convince molto quel passaggio della gaudium et spes che parla di politica come arte nobile e difficile pongo però l accento sull aggettivo difficile per aver vissuto e vivere quotidianamente da presidente della regione puglia la difficoltà di realizzare interventi tanto radicali quanto attesi un politico non può restare indifferente al grido di dolore delle centinaia di migliaia di persone afflitte dalla precarietà e di giovani della generazione lavoro mai e sento sulla mia pelle la responsabilità della mia generazione che ha permesso questo scempio e se ascolto un ministro che addirittura mena vanto di aver emanato provvedimenti che stanno portando a una diminuzione di 300 mila unità lavorative nel pubblico impiego capisco la distanza abissale che si è creata fra la politica e le persone cito questo dato perché in questi giorni e in queste ore va in onda il duro confronto fra il governo pugliese che all inizio dell anno ha avviato con legge regionale l internalizzazione di 4500 dipendenti ospedalieri finora dipendenti privati di ditte che svolgevano attività connesse al servizio sanitario regionale con maggiori costi per la regione e minore salario e minori tutele per loro e le loro famiglie e il governo nazionale che ha fatto opposizione al provvedimento davanti alla corte costituzionale lo iato fra il primato della famiglia proclamato ad ogni occasione dal governo nazionale e i provvedimenti concreti per la famiglia pari a zero è diventato insopportabile e insostenibile mentre la puglia con il finanziamento di 118 asili nido con 4000 famiglie pugliesi che usufruiscono dell assegno di cura regionale per il sostegno e l assistenza ai soggetti non autosufficienti anziani o disabili con circa 6000 disabili e i loro nuclei familiari che hanno avuto accesso ai contributi economici per l acquisto di personal computer e di ausili informatici è la dimostrazione che una politica diversa si può fare che la politica può essere davvero un arte nobile ecco in sintesi la mia idea di politica passione e servizio per questa mi sono battuto e continuerò a battermi in tutte le sedi e da ogni postazione nichi vendola

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d pagina 5 i vescovi italiani hanno da poco pubblicato gli orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 centrati sull educazione ne pubblichiamo uno stralcio in gesù maestro di verità e di vita che ci raggiunge nella forza dello spirito noi siamo coinvolti nell opera educatrice del padre e siamo generati come uomini nuovi capaci di stabilire relazioni vere con ogni persona È questo il punto di partenza e il cuore di ogni azione educativa una delle prime pagine del vangelo secondo giovanni ci aiuta a ritrovare alcuni tratti essenziali della relazione educativa tra gesù e i suoi discepoli fondata sull atteggiamento di amore di gesù e vissuta nella fedeltà di chi accetta di stare con lui e di mettersi alla sua sequela giovanni battista posa il suo sguardo su gesù che passa e lo indica ai suoi discepoli due di loro avendo udito la testimonianza del battista si mettono alla sequela di gesù a questo punto è lui a volgersi indietro e a prendere l iniziativa del dialogo con una domanda che è la prima parola che l evangelista pone sulle labbra del signore «che cosa cercate?» 1,38 suscitare e riconoscere un desiderio la domanda di gesù è una prima chiamata che incoraggia a interrogarsi sul significato autentico della propria ricerca È la domanda che gesù rivolge a chiunque desideri stabilire un rapporto con lui è una provocazione a chiarire a se stessi cosa si stia cercando davvero nella vita a discernere ciò di cui si sente la mancanza a scoprire cosa stia realmente a cuore dalla domanda traspare l atteggiamento educativo di gesù egli è il maestro che fa appello alla libertà e a ciò che di più autentico abita nel cuore facendone emergere il desiderio inespresso in risposta i due discepoli gli domandano a loro volta «maestro dove dimori?» mostrano di essere affascinati dalla persona di gesù interessati a lui e alla bellezza della sua proposta di vita prende avvio così una relazione profonda e stabile con gesù racchiusa nel verbo dimorare «venite e vedrete» 1,39 il coraggio della proposta dopo una successione di domande giunge la proposta gesù rivolge un invito esplicito «venite» a cui associa una promessa «vedrete» ci mostra così che per stabilire un rapporto educativo occorre un incontro che susciti una relazione personale non si tratta di trasmettere nozioni astratte ma di offrire un esperienza da condividere i due discepoli si rivolgono a gesù chiamandolo rabbì cioè maestro è un chiaro segnale della loro intenzione di entrare in relazione con qualcuno che possa guidarli e faccia fiorire la vita «rimasero con lui» 1,39 accettare la sfida accettando l invito di gesù i discepoli si mettono in gioco decidendo d investire tutto se stessi nella sua proposta dall esempio di gesù apprendiamo che la relazione educativa esige pazienza gradualità reciprocità distesa nel tempo non è fatta di esperienze occasionali e di gratificazioni istantanee ha bisogno di stabilità progettualità coraggiosa impegno duraturo «signore da chi andremo?» 6,68 perseverare nell impresa l itinerario educativo dei discepoli di gesù ci conduce a cafarnao cfr 6,1-71 dopo aver ascoltato le sue parole esigenti molti si erano scoraggiati e non erano più disposti a seguirlo il loro abbandono suscita la reazione di gesù che pone ai dodici una domanda sferzante «volete andarvene anche voi?» 6 67 i discepoli misurano così il prezzo della scelta la relazione con gesù non può continuare per inerzia ha invece bisogno di una rinnovata decisione come dichiara pubblicamente pietro «signore da chi andremo tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di dio» 6 68-69 egli solo ha parole che rendono la vita degna di essere vissuta «signore tu lavi i piedi a me?» 13,6 accettare di essere amato nel cenacolo prima della festa di pasqua la relazione di gesù con i discepoli vive un nuovo e decisivo passaggio quando questi apre il suo animo compiendo il gesto della lavanda dei piedi cfr 13,2-20 l evangelista prepara il lettore al sorprendente racconto con un espressione che ricapitola tutta la vita di gesù «avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò fino alla fine» 13,1 la lavanda dei piedi è un gesto rivoluzionario che rovescia i rapporti abituali tra maestro e discepoli tra padrone e servi il rifiuto di pietro di farsi lavare i piedi lascia intuire l incomprensione del discepolo davantia un iniziativa così sconvolgente e lontana dalle sue aspettative pietro fa fatica ad accettare di essere in debito è arduo lasciarsi amare credere in un dio che si propone non come padrone ma come servitore della vita È difficile ricevere un dono con animo libero nell atto di essere lavato da cristo pietro intuisce di dovergli tutto «come io ho amato voi così amatevi anche voi gli uni gli altri» 13,34 vivere la relazione nell amore prima di congedarsi dai suoi gesù consegna loro il suo testamento tra le sue parole spicca il comandamento dell amore fraterno l amore è il compimento della relazione il fine di tutto il cammino il rapporto tra maestro e discepolo non ha niente a che vedere con la dipendenza servile si esprime nella libertà del dono tre sono le sue caratteristiche l estrema dedizione «nessuno ha un amore più grande di questo dare la sua vita per i propri amici» 15,13 la familiarità confidente «tutto ciò che ho udito dal padre mio l ho fatto conoscere a voi» 15,15 la scelta libera e gratuita «non voi avete scelto me ma io ho scelto voi» 15,16 il frutto di questa esperienza è la missione che gesù affida ai suoi discepoli «da questo tutti sapranno che siete miei discepoli se avete amore gli uni per gli altri» 13,35 oltre le linee programmatiche dei vescovi italiani per il prossimo decennio il cammino pastorale della nostra chiesa locale nell anno 2010-2011 si caratterizza per due attenzioni particolari la centralità della domenica nel cammino di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi e la preparazione al convegno ecclesiale regionale sul laicato 28 aprile 1 maggio 2011 oltre il cammino della nostra diocesi ci siamo dati due priorità per la nostra comunità 1 la caritas abbiamo bisogno di più volontari della carità soprattutto giovani e uomini attenzione vogliamo porre alla mensa diocesana per i senza fissa dimora al servizio civico al dopo scuola per i bambini e i ragazzi di nostre famiglie svantaggiate all affidamento familiare 2 i giovanissimi e i giovani abbiamo bisogno di accompagnatori appassionati oltre gli educatori che già vivono il proprio servizio a favore di questa fascia d età

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d balotelli non è stato il primo abbiamo avuto liverani fer rari santacroce e altri nella u21 e l immagine di un paese che cambia dove l immigrazione inizia ad essere intervista a cesare prandelli commissario tecnico stanziale non dimentichiamoci due fattori importanti della nazionale di calcio la mancanza di colonie come per la francia ha partecipato all incontro nazionale dei ragazzi l inghilterra l olanda ad esempio e il fatto che sino e dei giovanissimi di azione cattolica del 30 ottobre a pochi anni fa l italia era piuttosto un paese di u.s a roma emigrazione cesare prandelli lei è l uomo che tra meno di due anni dovrà condividere i risultati del suo lavoro con circa lasci passare l approssimazione in difetto 45 milioni di italiani ne è consapevole vero in verità già sono due mesi che sto condividendo i risultati assumendomi in prima persona la responsabilità delle mie scelte e del mio operato allenare la nazionale è veramente qualcosa di importante soprattutto sotto il profilo delle emozioni su tutte l onore di rappresentare il nostro paese e competere al massimo livello sportivo allenare la nazionale è un salto di qualità cosa cambia rispetto alla vita in un club e un salto di qualità e un modo di pensare impostare e vivere il proprio lavoro in maniera diversa con il club i rapporti umani l attività sportiva e le verifiche fanno parte del quotidiano con la nazionale invece ci si incontra dieci volte in un anno e per periodi di tempo limitati nei quali bisogna ottimizzare al massimo il lavoro da svolgere il suo predecessore marcello lippi è passato dall altare alla polvere nel giro di quattro anni non teme anche lei queste amnesie collettive la scarsa cultura sportiva è un problema endemico del nostro paese ed è soprattutto per questo che si tende a surriscaldare l ambiente calcistico in maniera eccessiva e in qualsiasi contesto che in sudafrica la nazionale abbia avuto difficoltà è un dato di fatto ma da qui a negare i meriti di lippi per quanto fatto con la nazionale ce ne corre sembrava che la vittoria del 2006 non fosse mai esistita mario balotelli è il primo giocatore di colore [mi corregga se sbaglio a vestire la maglia della nazionale maggiore è l immagine di un paese che cambia o di uno che invece fa fatica ad accettarlo le altre nazioni europee sono state più veloci di noi anche in questo il cesare prandelli calciatore viene lanciato in a dall atalanta e vince tutto quello che c è da vincere con la juventus tra il 79 e l 85 chi o cosa ricorda con più piacere di quegli anni che eravamo un gruppo di ragazzi molto unito e solidale dotato di un forte senso di appartenenza e spiccato spirito di squadra era una società strutturata per vincere ci dica il nome dell avversario più difficile che ha affrontato io le suggerisco maradona lei che dice le dico simpaticamente che la risposta era scontata il 29 maggio 1985 la juventus si aggiudica la sua prima coppa dei campioni battendo il liverpool allo stadio heysel di bruxelles 39 tifosi però perdono la vita quel giorno a causa degli incidenti del pre-partita lei di quella gara giocò gli ultimi minuti dopo tutti questi anni qual è la sensazione che il calcio non riesca proprio a liberarsi dalla violenza i recenti episodi di violenza accaduti a genova fanno purtroppo riflettere su come il calcio sia ancora oggi vittima di fenomeni del genere porto dentro una grande amarezza soprattutto nei confronti di tanti bambini che con passione e candore si avvicinano al nostro sport e ne vengono respinti da manifestazioni di barbarie senza senso intanto come succede a trieste si riempiono gli stadi con sagome di tifosi e il segnale che qualcosa va cambiato e presto in cosa l attività da sportivo è stata fondamentale nella sua crescita da ragazzo la pratica sportiva è un microcosmo della vita fatto di sacrifici applicazione nel lavoro rispetto delle regole successi e delusioni ma è soprattutto un modo sano di intendere la vita a prescindere dai risultati che ciascuno può ottenere pagina 6 dalla prima pagina segni forti di lui che corregga con fermezza i nostri progetti sbagliati che raddrizzi le strade storte in definitiva l unico comando l unico obbligo da cui non possiamo esimerci è alla felicità il paradosso è che dio vuole per noi più di quanto noi desideriamo per noi stessi noi ci accontentiamo lui no fidiamoci beatitudine non è assenza di problemi o di guai ma sentirsi accompagnati sapere di non essere soli è una spalla amica su cui poter piangere e gioire l avvertiamo questa compagnia divina camminiamo nelle vie del signore e permettiamo a lui di camminare sulle nostre e questo il momento propizio per dire a dio eccoci davanti a te col fiato grosso dopo aver tanto camminato molti passi li abbiamo consumati sulle viottole nostre e non sulle tue forse mai come in questo crepuscolo dell anno sentiamo nostre le parole di pietro «abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla» ad ogni modo vogliamo ringraziarti ugualmente perché ci distogli dalle nostre presunzioni corrose dal tarlo dell efficientismo e raffreni i nostri desideri di onnipotenza e non smetti di scommettere su di noi don tonino bello beatitudine non è aver fatto tanto ma quel poco o molto che si è realizzato averlo fatto col cuore prendendo a prestito san giovanni della croce potremmo dire che alla sera di questo anno oltre che alla sera della vita siamo e saremo giudicati sull amore non su altro sull amore che il nuovo anno ci trovi pronti ad amare di più auguri don tonio

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d c è di diventiamo grandi insieme questo è stato il tema principale dell incontro nazionale tenutosi a roma il 30 ottobre scorso dove noi ragazzi e giovanissimi di azione cattolica abbiamo avuto l occasione di incontrare il santo padre la persona ideale con cui approfondire il vero senso dell amore e proprio su questo tema che ci siamo basati per organizzare questa avventura preparando magliette e striscioni con quella meravigliosa scritta c è di che ci fa riflettere molto su ogni cosa abbiamo voluto crearle noi in modo da avere ancora un momento per stare riuniti tutti insieme a condividere i nostri pensieri il viaggio in pullman è stato abbastanza faticoso ma anche molto divertente perché abbiamo scoperto un modo diverso di passare la notte ci siamo divertiti davvero tanto ridendo e scherzando ci siamo addormentati per un po ma poi tutti di nuovo in piedi alla riscossa la mattina presto quando siamo arrivati a roma tutto sembrava strano avevamo quella voglia di scoprire di più quella voglia di ammirare una città così tanto famosa ma a noi sconosciuta siamo scesi a cinecittà e per recarci a piazza san pietro abbiamo dovuto prendere la metropolitana per alcuni è stata un esperienza nuova forse non molto soddisfacente ma altrettanto divertente perché ci siamo trovati in una situazione di disagio che insieme abbiamo saputo superare una volta arrivati all entrata di piazza san pietro volevamo a tutti i costi curiosare questo luogo tanto amato e dopo una grande fatica per entrare abbiamo potuto ammirare lo spettacolo siamo rimasti tutti a bocca aperta a vedere quell immensa piazza quasi interminabile con al centro due meravigliose fontane che ci facevano sentire in paradiso e stata davvero un esperienza speciale soprattutto per alcuni di noi che hanno avuto la possibilità di ammirare questo spettacolo dall alto ci è stata offerta questa siamo davvero divertiti pagina 7 possibilità che tutti noi abbiamo apprezzato con gioia e tra canti e balli ci ad un tratto ci siamo raccolti in un momento di preghiera ed ecco l arrivo il pontefice con la papamobile in quel momento ci siamo emozionati davvero tutti perché non credevamo ancora che questa esperienza straordinaria fosse capitata proprio a noi e molto amare importante imparare amare dir ei ad fondamentale veramente imparare l arte del vero amore ha dichiarato benedetto xvi a sottolineare l importanza di persone speciali che come un onda circondano la nostra vita e il nostro modo di vivere e proprio l amore che dà senso al mondo e grazie alla sua forza nei nostri cuori c è quel di che lega ognuno di noi attraverso la fede inoltre sono stati evidenziati i cambiamenti adolescenziali che noi ragazzi affrontiamo durante questo periodo di scelte decisive e fondamentali per il futuro l amicizia è uno dei tanti valori che viviamo in prima persona tra litigi amori e simpatie e la cosa più bella che possa esistere e grazie a questa meravigliosa esperienza abbiamo avuto la possibilità di conoscere nuovi amici che insieme a noi hanno condiviso la gioia di incontrare il papa dopo l interessante e coinvolgente incontro in piazza san pietro ci siamo recati a villa borghese dove abbiamo mangiato e giocato allegramente durante il percorso ci siamo divertiti cantando e ballando affettuosamente in modo originale alla fine della giornata eravamo tutti distrutti ma consapevoli di quella gioia immensa che ci portavamo nel cuore e stata un esperienza indescrivibile fantastica spettacolare assolutamente da ripetere l ac per noi è come la nutella non puoi davvero farne a meno rossella sonia fabio e angelica stavano insieme e avevano ogni cosa in comune vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti secondo il bisogno di ciascuno atti degli apostoli l chiesa in questo periodo di ristrettezze a economiche e di difficoltà esistenziali si pone con atteggiamento fraterno verso quanti vivono tali problematiche l aiuto che essa offre è effettuato attraverso i suoi organi e la caritas è uno di questi l caritas locale ha intrapreso ormai da a tempo il cammino rivolto verso il povero e accanto alle forme tradizionali di aiuto si sperimentano strategie per fronteggiare le vecchie e nuove fragilità con diverse iniziative si sostengono alcune famiglie in difficoltà dopo un attenta indagine e verifica con i servizi sociali per evitare ogni forma di assistenzialismo particolare attenzione è rivolta ai bambini futuro della nostra società attraverso il progetto dopo scuola per i bambini svantaggiati avviato ormai da anni e con incontri sull affido familiare realizzati grazie alla collaborazione degli psicologi del t ribunale minori È una caritas che da un lato cerca di affrontare al meglio le necessità del proprio comune e dall altro si apre e risponde ai richiami degli organi superiori come la caritas diocesana di bari bitonto partecipando con scadenze periodiche alla preparazione dei pasti per i senza fissa dimora del territorio l ultimo appuntamento è stato il 12 dicembre scorso questo è un cammino di pellegrinaggio verso il povero al quale si sono affiancati anche i giovani di azione cattolica ben vengano anche gli altri e altre associazioni melograno e comitato feste ciò dimostra che si può lavorare insieme in comunione d intenti e in un ottica sinergica l carità richiede spirito di collaborazione di sensibilizzazione di solidarietà e a di fede t sono i percorsi intrapresi e tanti da programmare e la caritas anti parrocchiale s impegna a lavorare al meglio pronta ad accogliere chiunque voglia dare il proprio contributo l divina provvidenza l auto tassazione la raccolta a viveri annuale sono le fonti del nostro sostentamento a tal proposito comunichiamo che la prossima raccolta viveri la vivremo sabato 29 gennaio rendersi partecipi e collaboranti come la prima comunità cristiana descritta negli atti degli apostoli avere un cuor solo e un anima sola e ogni cosa in comune è l impegno fondamentale del cristiano d oggi gli amici della caritas

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d pagina 8 per due denti ma cosa vuole che siano disse il dentista tutto per me rispose il tricheco perché i pesci hanno le spine perché nel mare c è la corrente le piacerebbe giocare col mio nuovo cane sì ma mi sembra molto feroce morde e proprio quello che vorrei scoprire al bar cosa prendi quello che prendi tu due caffè per favore allora due anche a me qual è il cane più dolce il can-dito e il più intonato il cantante e il più chiuso il can-cello e quello con la vista più potente il can-nocchiale cosa dice il tartarugo alla tartaruga dopo una lite cara pace com è composto il miglior doppio di tennis da un avvocato e un meteorologo il primo conosce i diritti e il secondo i rovesci un tale si avvicina ad un carabiniere e chiede scusi mi sa indicare la via più breve per il cimitero il carabiniere certo vada dritto alla prima curva i bambini erano stati tutti fotografati e la maestra stava cercando di convincerli a comprare una copia della foto di gruppo pensate come sarebbe bello quando sarete grandi guardare questa foto e dire questa è sara è un avvocato o questo è giorgio è un dottore pierino con una voce squillante dal fondo della classe gridò e questa è la maestra è morta ulisse non sarebbe mai riuscito a scappare con i sui compagni dalla terra dei ciclopi se polifemo non avesse chiuso un occhio una cicogna vola su una città trasportando un vecchietto di 75 anni dopo un po l uomo sospira dimmi la verità ci siamo persi .

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