IL GEOMETRA MOLISANO n. 6

 

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IL GEOMETRA MOLISANO n. 6

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PERIODICO D’INFORMAZIONE DEL COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO n. 6 Anno 2008 Catasto Topografia Urbanistica Cultura Edilizia Sicurezza Immobili & Condominio Attività del collegio Finestra sull’Istituto per Geometri “G. Pittarelli” Registrazione periodici presso il Tribunale di Campobasso n. 239/99 POSTE ITALIANE Spa - Spedizione in abbonamento postale art. 1 comma 2 del D.L. n. 353/03 conv. in L. n. 46/04. Direzione Commerciale Business Campobasso

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Km. 290 della S.S. 17 dell'Appennino Abruzzese Appulo SanniticoAntroloco Foggia- Punto Trigonomet

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Pagliaio di canne

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Un cerro centenario

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COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI della Provincia di CAMPOBASSO Piazza Molise, 25-27 86100 CAMPOBASSO Tel. 0874 493841 0874 494034 Fax 0874 493862 e-mail: sito web: info@geometricb.it www.geometricb.it Consiglio Direttivo quadriennio 2005 - 2009 Presidente MOLINARO geom. Alberto Vice Presidente MASCIA geom. Gennaro Segretario SULIANI geom. Benito F. Tesoriere D’ANGELO geom. Marco Consiglieri D’ADDARIO geom. Giovanni DEL BALSO geom. Giovanni DI BIANCO geom. Antonio DI RENZO geom. Claudio QUIQUERO geom. Giuseppe Orario di apertura al pubblico Ufficio Collegio dal lunedì dalle 9.00 alle 13.00 - dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00

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PERIODICO D’INFORMAZIONE DEL COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO Redazione Piazza Molise, 25-27 86100 CAMPOBASSO Tel. 0874 493841 0874 494034 Fax 0874 493862 e-mail: sito web: info@geometricb.it www.geometricb.it Direttore responsabile Cesare ROMANO Coordinatori Editoriali Marco D’ANGELO Benito SULIANI Comitato di redazione Michele CIANCIULLO Antonella BIZZARRO Giancarlo LIONELLI Giancarlo PETTI Giannino SIMIELE Nicola TRIVISONNO Maurizio DI CRISTOFARO Giovanni d’OTTAVIO Editing Giancarlo LIONELLI Stampa Tipolitografia Fotolampo Fotografie Michele CIANCIULLO

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pag. 4 pag. 5 pag. 8 pag. 15 pag. 19 pag. 21 pag. 24 pag. 34 pag. 39 pag. 41 pag. 46 pag. 52 EDITORIALE Il ruolo del geometra nella programmazione 2007/2013 DAL CONSIGLIO DIRETTIVO CATASTO Fabbricati nascosti… l’Agenzia si mobilita TOPOGRAFIA Applicazioni di Laser Scanner CULTURA La Canna e i suoi utilizzi Il Flauto di Canna EDILIZIA Impiantistica Sportiva SICUREZZA Analisi e confronto fra il D.LGS n 494/1996 sui cantieri… CONSULTA FEMMINILE Consulta Provinciale Femmile “Donne Geometra” FINESTRA SULL’ISTITUTO PER GEOMETRI “G. PITTARELLI” AGGIORNAMENTO ALBO PROFESSIONALE DAL CONSIGLIO NAZIONALE Strumenti di pagamento Art. 32 D.L. 112

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EDITORIALE Il ruolo del geometra nella programmazione 2007/2013 a cura di Cesare ROMANO In Molise procede da alcuni mesi il percorso politico e burocratico per la definizione della nuova programmazione dei fondi europei per il periodo 2007/2013. Si tratta di un passaggio decisivo per le sorti dell’economia molisana, che nei prossimi sette anni potrà disporre di ingentissime risorse pubbliche provenienti da Bruxelles per lo sviluppo industriale, agricolo, rurale, sociale e territoriale della Regione. Al di là delle decisioni strategiche che saranno compiute, è importante sapere che molto difficilmente in futuro disporremo di tali e tante risorse pubbliche comunitarie, considerato che i Paesi nuovi entranti in Europa diventeranno i principali destinatari di quei finanziamenti. Per questo mi sembra fondamentale che questa fase così importante e delicata venga gestita con estrema attenzione e rigore per creare effettivamente delle opportunità di sviluppo per la nostra regione, compiendo scelte coraggiose, condivise e lungimiranti che possano produrre ricadute oggettive sul tessuto socio-economico molisano. Parimenti importante, al riguardo, è che ci sia un’adeguata informazione-comunicazione sulle opportunità che offriranno i bandi pubblici di prossima uscita, sia per gli enti territoriali che per i privati, imprenditori o professionisti, interessati alle varie misure. Anche il Collegio dei Geometri può e deve svolgere un ruolo da protagonista nella fase di programmazione che sta per tagliare il traguardo. Certamente attraverso l’organizzazione di corsi di formazione ed aggiornamento per illustrare e spiegare le varie linee di intervento ammissibili a finanziamento, ma anche stimolando un dibattito sulle modalità attraverso cui ottimizzare al meglio quelle finalità di sviluppo e, eventualmente, suggerendo anche soluzioni alternative per orientare alcune linee di intervento. Un argomento centrale nella programmazione 2007/2013 è quello dell’ambiente e della sostenibilità energetica, con particolare riguardo alle fonti rinnovabili, ma anche le misure per sostenere ed incentivare la pianificazione urbanistica e territoriale, nell’ottica di uno sviluppo locale complessivo, infrastrutturale, turistico ed imprenditoriale. In una fase così importante per il Molise, dove le scelte di oggi incideranno sulla fisionomia della regione del domani, è importante che la categoria svolga un ruolo da attore protagonista, non limitandosi a subire passivamente delle scelte ma attivandosi per proporre, suggerire, criticare, orientare. 4

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DAL CONSIGLIO DIRETTIVO di Alberto MOLINARO Riecco il nostro giornale di categoria, che non è stato pubblicato con la regolare cadenza non per nostra volontà, ma per i numerosi impegni che hanno caratterizzato questo ultimo periodo della vita del Collegio nonché per un disguido verificatosi con le poste inerente il contratto di spedizione. Nonostante ciò il Collegio ha continuato a lavorare alacremente, come d’altronde siamo abituati da diversi anni, restando al passo con i tempi e cercando di fornire agli iscritti tutti i servizi necessari. Certo, come ben sapete, noi abbiamo sempre inteso il Collegio come un’azienda che deve necessariamente soddisfare le esigenze degli utenti ed in questa direzione ci siamo sempre mossi, cercando di aggiornarvi continuamente mediante la formazione professionale continua nonché cercando di ottimizzare le capacità e le risorse di ognuno di noi. Per fare ciò era necessario dotarsi di una sede adeguata e l’abbiamo fatto, tant’è che oggi riusciamo ad effettuare tutti i corsi di formazione presso la nostra sede, evitando ulteriori aggravi di spese, in modo che voi tutti vi sentiate sempre a casa vostra. E’ di pochi giorni fa la notizia che la Cassa di Previdenza ha deliberato un contributo a favore del Collegio di Campobasso per la realizzazione di un’aula multimediale, potremo quindi dotare la nostra sede di dodici postazioni con PC per effettuare corsi di formazione a livelli tecnologicamente elevati. A proposito di Cassa di Previdenza mi corre l’obbligo di evidenziare un importante traguar- do raggiunto dal Collegio di Campobasso e cioè la nomina dell’amico Salvatore Ciocca a Sindaco in seno al Collegio dei Revisori contabili presso la Cassa. Questo è un traguardo importante per un collegio piccolo come il nostro ed è il premio per l’attività svolta da Salvatore come delegato presso la Cassa, è motivo d’orgoglio per il geom. Ciocca ma deve esserlo per tutti noi iscritti. In seguito a tale nomina è subentrato, come delegato cassa in rappresentanza del nostro Collegio, il geom. Oliver Gallina al quale voglio rivolgere pubblicamente le mie felicitazioni nonché gli auguri per un proficuo lavoro. Questa è la dimostrazione che lavorando di squadra i risultati arrivano e l’immagine del nostro Collegio va incrementandosi nel panorama nazionale grazie alla serietà, capacità e professionalità dimostrata da tutti noi nello svolgere i ruoli assegnatici, grazie soprattutto alla squadra del Consiglio Direttivo che mi onoro di presiedere, un gruppo di nove amici, uniti in un unico intento, affiatati, operativi, attenti alle critiche costruttive ed indifferenti alle critiche artatamente costruite con secondi fini che nulla hanno a che vedere con gli interessi di categoria. Voglio pubblicamente ringraziare l’intero Consiglio Direttivo nonché il personale di Segreteria che si prodiga per il raggiungimento dei risultati che ci siamo prefissi andando ben oltre quelli che sono i compiti istituzionali. Grazie al lavoro di tutti abbiamo organizzato corsi PREGEO e DOCFA sia su Campobasso che su Termoli, un corso sulla sicurezza (D.lgt. 494/96 e s.m.i.) cui hanno partecipato circa settanta iscritti non solo Geometri ma anche Ingegneri, Architetti, Tirocinanti e Pubblici Dipendenti. Abbiamo organizzato una giornata di studio sulla certificazione energetica nonché sulle nuove disposizioni in materia di sicurezza sui cantieri; ci siamo occupati anche delle problematiche connesse ai rifiuti dei cantieri edili, nonché della sicurezza nei luoghi di lavoro. Abbiamo affrontato l’annoso problema connesso al mancato pagamento delle parcelle inerenti le Perizie di Stima della ricostruzione postsisma, predisponendo anche le bozze di diffide da inoltrare alla committenza, raggiungendo dei risultati che magari non sono quelli sperati ma 5

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DAL CONSIGLIO DIRETTIVO qualcosa è stato ottenuto. La Regione ha provveduto ad erogare un acconto del 30% sulle Perizie, resta irrisolto il problema connesso a quelle con danno nullo, è stato inoltre effettuato un ulteriore cambiamento delle regole disponendo che le perizie relative alle opere pubbliche, seppur controllate e verificate dalla struttura commissariale venissero pagate con un misero acconto. Certo non dipende da noi, sapete bene che nella ricostruzione post-sisma sono state cambiate tante regole nel corso dello svolgimento delle attività, gli ordini professionali non sono stati interpellati ma, probabilmente, la vera motivazione che porta ad emanare tali disposizioni non è altro che la carenza di risorse finanziarie. Stiamo portando avanti anche, nostro malgrado, una battaglia sulle competenze professionali, soprattutto dobbiamo prendere atto del fato che giornalmente veniamo attaccati dagli ordini professionali dei laureati che ormai non fanno più i tecnici bensì si sono messi la toga e si sono vestiti da “giudici dei geometri”. Questo è un aspetto fondamentale sul quale vi prego di prestare notevole attenzione: la legge italiana dispone che l’unico organo competente a disporre sulle competenze professionali è il giudice, pertanto sarebbe giusto che nel momento in cui si riscontra che un geometra effettui una prestazione professionale che esula dalle proprie competenze venisse denunciato per esercizio abusivo della professione di ingegnere o di architetto. A questo punto si svolgerebbe un regolare processo in cui esiste un’accusa ed una difesa nonché un giudice che stabilisce, ai sensi di legge, chi ha torto o chi ha ragione. I geometri quindi, nel pieno rispetto della legge, accettano di essere giudicati ma dai giudici non già dagli ingegneri ed architetti che invece si avventurano in pareri sulle competenze professionali dei geometri, si arrogano il diritto di stabilire se quella prestazione professionale sia o meno di competenza di un geometra. Abbiamo addirittura assistito ad atteggiamenti assurdi da parte di alcuni tecnici comunali che hanno avuto l’ardire di fotocopiare (senza alcun assenso, alla faccia della legge sulla privacy) progetti redatti da geometri ed inviarli all’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti chiedendo un parere sulle competenze. Immaginate voi se gli Ingegneri e gli Architetti avrebbero mai sostenuto la competenza dei geometri, ma il fatto grave è che abbiano espresso un parere su un progetto redatto da un tecnico non iscritto nel proprio Albo e questo, a mio modo di vedere, esula indiscutibilmente da quelli che sono i loro compiti, a meno che sia stata emanata una legge, che noi non conosciamo, nella quale si disponga che i giudici deputati a valutare le competenze dei geometri siano i tecnici laureati e non più i magistrati. Per non parlare di altri tecnici che all’interno dei consigli comunali, qualificandosi per consiglieri degli ordini professionali, affermano che quel progetto non è competenza dei geometri, ora basta dobbiamo cominciare a denunciarli per “esercizio abusivo della professione di magistrato”. Vi prego pertanto di segnalare al collegio tali iniziative affinché possiamo rivolgerci ai giudici, quelli veri, e fare chiarezza una volta per tutte. Il problema lo sta affrontando anche il nostro Consiglio Nazionale, da poco rinnovatosi, colgo l’occasione per inviare nuovamente, tramite questo giornale, gli auguri di buon lavoro al nuovo Presidente, Fausto Savoldi, ed a tutto il Consiglio da lui presieduto. Abbiamo ammirato il grande lavoro che il nuovo Consiglio ha svolto in appena due mesi di attività e siamo orgogliosi di averli eletti, si sono da subito rimboccati le maniche e stanno lavorando alacremente per dare alla nostra categoria l’attenzione ed il risalto che merita. Tra le varie lodevoli iniziative intraprese, giudichiamo favorevolmente l’invio delle comunicazioni mediante posta elettronica a tutti i consiglieri dei collegi, in modo da informare anche quei consiglieri che non partecipano attivamente alla vita del collegio; la nuova denominazione in “Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati” era un atto dovuto in esecuzione del D.lgs 328 ed era necessario dare un segnale affinché fosse evidente che questa è la casa anche dei geometri che hanno conseguito la laurea triennale. Il 15 luglio u.s. si è inoltre tenuta a Roma l’assemblea dei Presidenti in cui è stata deliberata, all’unanimità, l’iscrizione all’albo dei pubblici dipendenti. Badate bene iscrivere i pubblici dipendenti 6

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DAL CONSIGLIO DIRETTIVO all’albo non significa dargli la possibilità di effettuare la libera professione ma solo ed elusivamente di esercitare per conto dell’Ente di appartenenza con un timbro speciale che rechi il nome dell’Ente; ovviamente per essere iscritti bisognerà sostenere l’esame di abilitazione, effettuare la formazione continua obbligatoria presso il Collegio nonché sottostare alle disposizioni dell’ordinamento professionale e del codice deontologico vigenti. Ci sembra questa una scelta quanto mai opportuna in quanto oggi viviamo una situazione molto confusa: vi sono collegi che non iscrivono i pubblici dipendenti, ve ne sono altri che hanno istituito un elenco speciale all’interno dell’albo, ve ne sono altri ancora che li iscrivono facendo riferimento ad un parere espresso dal Procuratore della Repubblica che sostanzialmente vieta loro l’esercizio della libera professione e non già l’iscrizione all’albo, vi sono pubblici dipendenti che sono divenuti tali dopo essere iscritti all’albo e che mai hanno comunicato il loro status e pertanto rimangono iscritti, altri ancora che lavorano presso le scuole ed ai sensi del D.P.R. 417/74 possono essere iscritti all’albo. All’assemblea dei Presidenti si è inoltre deliberato di riformulare l’art. 16 del Regolamento Professionale datato 1929 ed ormai non più al passo con i tempi. Le sentenze a noi sfavorevoli continuano a rapportare il concetto di modesta entità a quella che poteva essere nel ’29, ovviamente dobbiamo essere consapevoli che l’iscrizione all’Albo non consente a tutti di fare tutto, bensì è giusto che faccia chi sa e dimostra di saper fare, pertanto da oggi in poi la categoria dovrà difendere i diritti solo di coloro che possiedono i requisiti formativi ed organizzativi per operare in uno specifico settore della nostra attività. Pertanto alla formazione dovrà essere garantito il livello equivalente a “specializzazione universitaria” in modo che in futuro non rilevi tanto il titolo quanto la qualità, nell’Albo dovranno essere indicate le specializzazioni formative conseguite, dovrà essere effettuato un serio controllo sugli aggiornamenti formativi, dovranno essere individuati i contenuti minimi di qualità per ogni prestazione, nonché rivedere le norme che regolano il praticantato. Voglio infine formulare i migliori auguri al neo eletto Presidente della Cassa di Previdenza Fausto Amadasi nonché all’intero consiglio direttivo. Un augurio speciale all’amico Diego Buono, Presidente del Collegio di Napoli e neo eletto all’interno della Giunta esecutiva della Cassa. Un augurio a tutti voi di buone vacanze restando, come sempre, a completa disposizione. 7

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CATASTO Fabbricati nascosti… l’Agenzia si mobilita. blicitari, interviste e locandine, significativo e famoso è quello su radio 2, dalla voce di un hostess : “ Signori e Signori buongiorno l’Agenzia del Territorio vi da il benvenuto a bordo di questo aereo. Stiamo sorvolando i fabbricati d’Italia e scattando delle bellissime foto. Se siete proprietari di immobili mai dichiarati, non più rurali o che hanno subito modifiche mai registrate usate l’uscita di sicurezza, registrateli ora al catasto conviene, risparmierete su oneri sanzioni e interessi sulle imposte: La lista delle particelle su cui ricadono i fabbricati non registrati è consultabile sul sito www.agenziaterritorio.it affrettatevi il tempo vola”. Inoltre nel quadro delle iniziative di comunicazione avviate per sensibilizzare tutti i soggetti interessati al tema dell’aggiornamento dei fabbricati non registrati, è stata programmata l’organizzazione di una serie di convegni insieme alle categorie professionali e le associazioni del mondo agricolo sul tema: Il catasto e i fabbricati “nascosti” con il seguente calendario: Napoli 13 marzo 2008, Reggio Calabria 8 aprile 2008, Piacenza 15 aprile 2008, Padova 22 aprile 2008, Roma 29 aprile 2008. Obiettivi, metodi e risultati Gli obbiettivi da conseguire sono mirati a: • identificare i fabbricati non dichiarati, in tutto o in parte, in catasto attraverso l’uso di immagini territoriali ad alta risoluzione • incrociare le banche dati catastali con quelle della Anagrafe Tributaria e di InfoCamere per individuare fabbricati per cui è venuto meno il requisito soggettivo per la ruralità I metodi per ottenere i risultati previsti affrontati in coordinamento con l’Agea sono: • l’Agenzia del Territorio fornisce ad Agea la cartografia vettoriale (nel sistema di riferimento Gauss-Boaga) • Agenzia e Agea acquisiscono sul mercato, ove non disponibili in Agea, prodotti ed ortofoto a colori di risoluzione 50 cm • L’Agea sovrappone la cartografia catastale e le a cura di Giannino SIMIELE Sfruttando le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dai mezzi di comunicazione di massa, in collaborazione con l’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), la Ns. Agenzia del Territorio (Catasto) si mobilita per stanare i fabbricati nascosti. Prima lo fa radiografando il territorio attraverso un’azione di tele rilevamento e poi mettendo insieme la pubblicità “che è l’anima del commercio” e l’informazione “motore della prevenzione” e delle decisioni che ognuno di noi affronta dopo essere stato informato. Sensibilizzare il cittadino con una campagna informativa è il passo più importante per ottenere risultati prefissati. Infatti sono stati attuati spot radio, banner pub- 8

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CATASTO orto foto ed esegue un “fine adjustment”, individua i fabbricati non presenti nella cartografia catastale, fornisce l’elenco delle particelle con fabbricati non presenti nella cartografia catastale. Un esempio di sovrapposizione: metodologia manuale eseguita con sovrapposizione di cartografia catastale vettoriale orto foto a colori con risoluzione al suolo di 50 cm. Ed analitica con metodologia automatica eseguita con trattamento di - DTM e DSM - immagini all’infrarosso cartografia catastale vettoriale con controllo manuale, nei casi di incoerenza, mediante orto foto a colori con risoluzione al suolo di 50 cm. Le regole valgono per i fabbricati con superficie > di 30 mq., fabbricati con altezza > 3 m. (solo per foto identificazione analitica). I criteri per la foto identificazione analogica e per i controlli in quella analitica sono rappresentati dalla presenza di strada di accesso, ombra del fabbricato, forma e sagoma, falde multiple del tetto o parte rialzate del tetto, colore del tetto. Caratteristiche delle immagini satellitari risoluzione geometrica Un’immagine telerilevata è costituita da elementi base, o celle, detti pixel (picture element). Data un’immagine elementare si dice pixel ognuna delle superfici elementari che la costituiscono. Ogni pixel è caratterizzato da due coordinate che individuano la sua posizione all’interno dell’immagine stessa e da un numero di DN. La dimensione geometrica al suolo dei pixel influisce sulla riproduzione dei dettagli della scena ed è determinata dalla distanza del sistema di ripresa e dalle caratteristiche del sensore (diametro). Essa può variare da 1-10 cm (dettagli elevatissimi) a più di 1 km (studio di intere regioni del globo). È importante notare che più possibilità tonali ci sono e maggiore possibilità avremo di differenziare oggetti diversi. • L’Agenzia del territorio avuta al disponibilità di orto immagini ad alta risoluzione, del DTM, del DSM e di immagini all’infrarosso esegue i controlli di qualità incrocia i dati forniti da Agea con le altre banche dati catastali (amministrativo-censuarie) enuclea le particelle con fabbricati già censiti (presenti negli archivi amministrativo censuari) pubblica l’elenco delle particelle con fabbricati sconosciuti al catasto come è stato comunicato dalla G.U. Legge 28/02/2008, n. 31 (modifiche all’art.26 bis del d.l. n. 248 del 2007). La fotoidentificazione può essere analogica con I risultati ottenuti con i suddetti metodi di individuazione sono stati incrociati con altri criteri di controllo e successiva pubblicazione attraverso un’azione rivolta a: • individuare i fabbricati mediante una fase di accertamento massiva, attraverso incroci con altre banche dati (ottenuti anche con il supporto della Guardia di Finanza) o utilizzando le informazioni fornite da soggetti pubblici nell’ambito dei loro compiti istituzionali. • utilizzare le informazioni relative all’iscrizione - dei soggetti titolari degli immobili oggetto di accertamento - al Registro delle imprese (sezione agricoltura) per le persone fisiche e al Registro IVA per attività agricole per le persone giuridiche, limitatamente all’anno 2007. Da rilevare che nella prima pubblicazione del 28/12/2007, al fine di restringere il campo di interesse agli immobili di maggior valenza fiscale, l’indagine è stata limitata ai soli nuclei urbani, escludendo quegli immobili di minor consistenza, che saranno oggetto di una seconda pubblicazione – prevista entro il corrente anno – dove saranno presenti gli immobili esclusi dalla prima pubblicazione. Cosa devono fare i proprietari delle particelle identificate? I soggetti titolari di diritti reali sulle particelle 9

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CATASTO iscritte al Catasto terreni presenti nelle liste pubblicate devono provvedere a dichiarare i fabbricati o ampliamenti di fabbricati presenti su esse all’Agenzia del Territorio, rivolgendosi ad un professionista di loro fiducia non più entro 90 giorni ma sette mesi a partire dalla data di pubblicazione dei comunicati nella G.U. Legge 28/02/2008, n. 31 (modifiche all’art.26 bis del d.l. n. 248 del 2007). Per segnalare eventuali incoerenze riscontrate sull’elenco degli immobili iscritti sono stati predisposti due modelli, che vi riporto in allegato, uno relativo ai fabbricati mai dichiarati ed uno q quelli che hanno perso i requisiti di ruralità da compilare e presentare all’Ufficio Provinciale di appartenenza. Attività di surroga: Il mancato adempimento di parte entro la scadenza di 7 mesi comporta che gli Uffici Provinciali dell’Agenzia del Territorio provvedono, in surroga del soggetto obbligato inadempiente e con oneri a carico dello stesso, all’accatastamento attraverso la predisposizione delle dichiarazioni redatte ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle Finanze 19 aprile 1994, n. 701 e alla notifica dei relativi esiti. Viene dato al soggetto preavviso dell’attività di surroga fissando la data del sopralluogo a questo punto il soggetto interessato può comunque informare l’Agenzia che ha già ha dato incarico ad un professionista abilitato di presentare la dichiarazione che dovrà avvenire prima della data di sopralluogo, per interrompere l’attività di surroga. Ma l’attenzione tanto decantata intorno ai fabbricati ancora non basta. Se da un lato l’Agenzia si è rimboccata le maniche, anche se appena sotto il gomito, dall’altro ci sono alcuni Enti Impositori che ancora indossano i guanti rimanendo totalmente indifferenti alla problematica che offre loro sicuri vantaggi di equo e corretto recupero dell’evasione attraverso il rispetto di un’attività di pagamento dell’imposte. A mio avviso questi ultimi dovrebbero promuovere sul loro territorio una campagna informativa che arrivi direttamente al cittadino attraverso un porta a porta o con lettere aperte analoghe a quelle dell’invito al pagamento dell’ICI e TARSU. In ogni caso, i fabbricati non si possono nascondere, allora tutti sappiamo qual’è il problema di fondo, la mancanza di accertamento diretto e ci auguriamo ancora una volta che tutto non sia una bufala come quella dei condoni e di chi li ha ignorati. Perché accatastare. Accatastare tutti i fabbricati è un’esigenza sociale di una corretta inventariazione dell’edificato. Noi tecnici professionisti, svolgiamo da sempre un ruolo di collegamento tra la pubblica amministrazione ed il cittadino proprietario con competenza dell’onere dell’informa-zione, secondo principi di: civiltà, correttezza, trasparenza ed uguaglianza fiscale. Inventariazione dell’edificato significa: • Mantenute costantemente aggiornate le banche dati e i pubblici archivi al di là degli scopi fiscali; • Aggiornare la cartografia catastale in coerenza con lo stato di fatto; • Accatastare i fabbricati nella loro reale consistenza e classificati puntualmente secondo le funzionalità e le destinazioni d’uso; • Fiscalità correlabile, non significa collegamento automatico con la classificazione e corretta rappresentazione degli immobili accatastati. Bisogna capire che le esenzioni fiscali previste e dovute, debbono essere riconosciute dall’Ente Impositore indipendentemente dall’inventariazione. Faccio rilevare che le attuali norme fiscali che gravano sugli immobili ancora rurali, quindi censiti al catasto dei terreni con rendita zero, ci portano al momento del loro trasferimento per qualsiasi causa, a dover dichiarare un valore che in mancanza di accatastamento non verrà ritenuto equo anche se suggerito dagli stessi Uffici delle Entrate oltre che da noi tecnici o ufficiali roganti. Infatti il dichiarato verrà puntualmente accertato dall’Ufficio Stime del Territorio, appositamente incaricato dall’Agenzia delle Entrate, 10

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CATASTO ed i parametri di valutazione su cui dover pagare la differenza delle imposte con: sanzioni, interessi e more non sono certo quelli provenienti dalla rendita catastale di un fabbricato censito, ma molto al di sopra ed a volte anche superiori a quelli di mercato. Gli adempimenti post-accatastamento a volte non terminano, anche se non di nostra competenza, in molti casi il cittadino proprietario ci coinvolge nella fase successive che è quella di dover dimostrare presso gli Enti Impositori i propri requisiti soggettivi, strettamente collegati alla ruralità dell’immobile ma che possono cambiare anche dalla sera alla mattina. E’ opportuno ricordare che gli accatastamenti obbligatori riguardano: Fabbricati mai dichiarati al Catasto o se costruiti dopo l’11/03/1998; Fabbricati che hanno perso i requisiti della ruralità; Fabbricati nuovi o già censiti in catasto terreni se variati dopo l’11/03/1998; Fabbricati oggetto di interventi edilizi modificativi della consistenza e destinazione d’uso anche se già accatastati. Fabbricati non correttamente accatastati. E’ stato oramai accertato che le verifiche massive dell’Agenzia del Territorio hanno messo alla luce l’esistenza di più di un milione di fabbricati non accatastati. Si tratta di immobili mai dichiarati, che hanno perso i requisiti di ruralità, solo condonati o denunciati e mai gestiti dalla stessa Agenzia o addirittura abusivi. Ritengo che ce ne siano almeno altrettanti non correttamente accatastati, con scadenze in atto che hanno lo scopo di recuperare prima possibile l’evasione fiscale collegata a questi immobili, ma che nei fatti, come ci insegna la storia raramente producono da subito l’effetto e l’esito auspicato. Proroga dei termini e ultime norme Vi ricordo che la Legge n. 31 del 28 febbraio 2008 - Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. n. 248 del 2007 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria”. Con le modifiche all’articolo 26 bis viene prorogata con la scadenza prevista per l’adempimento sponta- neo. Non più 90 giorni ma sette mesi di tempo a partire dalla data di pubblicazione dei comunicati nella G.U. Dopo l’articolo 26 è inserito il seguente: «Art. 26-bis. - (Proroghe in materia di presentazione degli atti di aggiornamento catastale). All’articolo 2, comma 36, terzo periodo, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni, le parole: “novanta giorni” sono sostituite dalle seguenti: “sette mesi”. All’articolo 2, comma 38, primo periodo, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: “30 novembre 2007” sono sostituite dalle seguenti: “31 ottobre 2008”; b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “fermo restando che gli effetti fiscali decorrono dal 1º gennaio 2007”. Le modifiche apportate dal comma 2 non danno luogo ad alcun diritto al rimborso di somme eventualmente gia` riscosse a titolo di sanzione». Poiché le scadenze sono un effetto indesiderato che si ripercuote sulle spalle di chi opera sul territorio, quindi su noi professionisti, ribadisco che questi ulteriori tempi imposti non ci permettono di operare ed informare in modo unitario, adeguato e capillare gli utenti ultimi che sono i cittadini proprietari. Buon accatastamento. 11

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