IL GEOMETRA MOLISANO n. 4

 

Embed or link this publication

Description

IL GEOMETRA MOLISANO n. 4

Popular Pages


p. 1

PERIODICO D’INFORMAZIONE DEL COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO n. 4 Anno 2006 Catasto Urbanistica Cultura Edilizia Sicurezza Immobili & Condominio Attività del collegio Finestra sull’Istituto per Geometri “G. Pittarelli” Registrazione periodici presso il Tribunale di Campobasso n. 239/99 POSTE ITALIANE Spa - Spedizione in abbonamento postale art. 1 comma 2 del D.L. n. 353/03 conv. in L. n. 46/04. Direzione Commerciale Business Campobasso

[close]

p. 2

COLLEGIO DEI GEOMETRI della Provincia di CAMPOBASSO Piazza Vittorio Emanuele, 9 86100 CAMPOBASSO Tel. 0874 415786 0874 311891 Fax 0874 318744 e-mail: sito web: info@geometricb.it collegiogeometricb@libero.it www.geometricb.it Consiglio Direttivo quadriennio 2005 - 2009 Presidente MOLINARO geom. Alberto Vice Presidente MASCIA geom. Gennaro Segretario SULIANI geom. Benito F. Tesoriere D’ANGELO geom. Marco Consiglieri D’ADDARIO geom. Giovanni DEL BALSO geom. Giovanni DI BIANCO geom. Antonio DI RENZO geom. Claudio QUIQUERO geom. Giuseppe Orario di apertura al pubblico Ufficio Collegio dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12,00

[close]

p. 3

PERIODICO D’INFORMAZIONE DEL COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO Redazione Piazza Vittorio Emanuele, 9 86100 CAMPOBASSO Tel. 0874 415786 0874 311891 Fax 0874 318744 e-mail: sito web: Direttore responsabile Cesare ROMANO Coordinatori Editoriali Marco D’ANGELO Benito SULIANI Comitato di redazione Michele CIANCIULLO Maurizio DI CRISTOFARO Giovanni d’OTTAVIO Giancarlo LIONELLI Giannino SIMIELE Nicola TRIVISONNO Editing Giancarlo LIONELLI Stampa Tipolitografia Fotolampo Fotografie Michele CIANCIULLO info@geometricb.it collegiogeometricb@libero.it www.geometricb.it

[close]

p. 4

pag. 4 pag. 5 pag. 8 pag. 10 EDITORIALE Molise: è tempo di bilanci DAL CONSIGLIO DIRETTIVO CASSA NAZIONALE GEOMETRI CATASTO PREGEO 9.00 e DCFA 3.00.4 Nuovi termini per l’accatastamento CULTURA Le case colombaie nel Molise EDILIZIA Il Project Financing nella realizzazione degli impianti sportivi Sistemi solari fotovoltaici, applicazioni e costi CONDOMINIO Riforma del condominio: ultime novità ATTIVITÀ DEL COLLEGIO Visita del presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri a Campobasso SICUREZZA Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Nuove professionalità Vigilanza, sanzioni e sanatorie nell’edilizia FINESTRA SULL’ISTITUTO PER GEOMETRI “G. PITTARELLI” Ragazzi i poeti e l’oceano Qui Gatta si…”inscena” (Cronache dal Pittarelli) SENTENZE E CIRCOLARI pag. 16 pag. 18 pag. 20 pag. 22 pag. 30 pag. 31 pag. 32 pag. 36 pag. 39

[close]

p. 5

EDITORIALE Molise: è tempo di bilanci di Cesare ROMANO Qualcuno, forse, troverà strano che in questo editoriale non mi occuperò di problemi direttamente connessi alla professione del geometra. Stavolta preferisco svolgere alcune riflessioni di carattere generale, rivolgendomi ai colleghi lettori in qualità di molisani. Nei mesi scorsi abbiamo assistito ad una fase ad altissima intensità politica: ad aprile le politiche, a maggio comunali e provinciali, a giugno il referendum sulla riforma della Costituzione. A novembre ci sono le regionali. Come vanno le cose in Molise? Negli ultimi anni il Molise ha beneficiato di una quantità impressionante di finanziamenti pubblici, in massima parte riconducibili ai drammatici eventi calamitosi come terremoto ed alluvione. Per una Regione così piccola e con un tessuto socio-produttivo ed economico di dimensioni così ridotte, queste iniezioni di denaro pubblico avrebbero potuto (dovuto) rappresentare un’opportunità irripetibile per colmare le lacune strutturali ed i ritardi infrastrutturali che relegano il Molise in una condizione per molti versi di arretratezza. Non ho elementi, al momento, per dire se la classe dirigente della regione abbia saputo cogliere questa opportunità, ossia se sia stata capace di abbandonare le solite logiche clientelari per affrontare una programmazione seria degli interventi urgenti e delle priorità strategiche. Quando parlo di classe dirigente non mi riferisco soltanto ai politici, bensì anche ai dirigenti della pubblica amministrazione, agli enti pubblici territoriali, ai professionisti, agli imprenditori, alle organizzazioni di categoria. E, in parte, anche alla stessa società civile. Perché per invertire la rotta è necessario uno sforzo collettivo che riguarda tutti i settori e tutti gli attori della società. Pensiamo al cosiddetto “articolo 15”, programma di investimenti per la ripresa produttiva e per l’incremento dell’innovazione tecnologica. L’art. 15 è un tipico esempio di iniziativa dove si può cogliere l’importanza del saper fare ed essere squadra, di creare delle sinergie tra programmazione politica e mondo imprenditoriale, tra esigenze del territorio e bisogni produttivi. Mi piacerebbe conoscere i progetti che saranno finanziati, le idee che li sorreggono, i business plan, le prospettive di sviluppo che sono in grado di produrre, la durata delle iniziative, l’investimento in nuove tecnologie. Oppure pensiamo ai finanziamenti per la ricostruzione post-sisma. In quanti anni i Comuni colpiti torneranno alla normalità? Per quanto tempo si continuerà a vivere nei prefabbricati? Il discorso che si sta facendo per il Molise vale, ovviamente, per tutto il territorio nazionale. Riguarda una scelta politica precisa. E si può sintetizzare nell’antico dilemma se sia preferibile la logica dell’intervento a pioggia oppure quella di una strategia pianificata e concertata. In altri termini, se si debba dare a tutti un po’, così da non scontentare nessuno, oppure se sia preferibile ragionare a lungo termine e fare una scelta coraggiosa tesa ad individuare le priorità irrinunciabili e a risolverle. Io propendo per questa seconda soluzione. Occorre colmare il gap infrastrutturale industriale e produttivo che ostacola, ed ostacolerà per sempre, la crescita e la prospettiva di futuro della nostra Regione. Credo che in questi anni si sia fatto molto. E so bene che chi amministra non ha la bacchetta magica. Ma so anche che sulla Bifernina continuano ad esserci i semafori, e da casa mia, a Bojano, fino a Termoli si impiegano comunque 65-70 minuti. Come venti anni fa. 4

[close]

p. 6

DAL CONSIGLIO DIRETTIVO di Alberto MOLINARO Ci rincontriamo su questo giornale che ormai ha assunto un ruolo determinante per la nostra professione e che è divenuto un appuntamento sistematico con tutti gli iscritti. Dopo la pausa estiva ci vediamo ad affrontare alcune problematiche d’interesse vitale per la nostra categoria che hanno surriscaldato il periodo vacanziero: il Decreto Legge 4 luglio 2006, n.223 (c.d. “Decreto Bersani”) convertito con la legge 248/2006 pubblicata sul Supplemento Ordinario della Gazzetta Ufficiale n°186 del 11.08.2006, il problema delle competenze professionali, la manovra finanziaria. Prima di passare agli argomenti sopra elencati devo comunicarvi che abbiamo compiuto un riassetto delle cariche sociali all’interno del Consiglio Direttivo del Collegio. Il consigliere Giovanni Del Balso ha ceduto la carica di Vice Presidente al consigliere Gennaro Mascia, mentre Claudio Di Renzo ha ceduto la carica di segretario a Benito Suliani. Si è trattato di un avvicendamento dibattuto a lungo all’interno del Consiglio e successivamente votato all’unanimità, nell’ottica di conferire ulteriori responsabilità a quei consiglieri che hanno dimostrato di avere maggior disponibilità di tempo da dedicare alla nostra categoria. Non si tratta di bocciature o di promozioni, come qualche maligno ha cercato di stru- mentalizzare, bensì di alcuni aggiustamenti volti ad ottenere il meglio per i nostri iscritti, pian piano il consiglio si va amalgamando, ci conosciamo meglio e cerchiamo di conferire ad ognuno la carica e l’impegno che gli è più confacente. In quest’ottica di democrazia e di confronto non è escluso che vi possano essere ulteriori aggiustamenti, anche riguardanti la mia figura di Presidente, perché nel dialogo più totale noi siamo abituati a metterci in discussione giornalmente, non ci vedo nulla di strano, mi sembra anzi un segnale positivo, ma, sia chiaro, il gruppo è compatto e sempre più affiatato, perciò lasciateci lavorare e collaborate con noi, … le chiacchiere non ci sfiorano, anzi ci rafforzano. Perdonatemi la parentesi, ma è giusto che sappiate come stanno le cose da una voce ufficiale che è appunto quella del Presidente; passiamo ora ad affrontare gli argomenti d’indubbio interesse per la nostra categoria. Per quanto riguarda il “Decreto Bersani” abbiamo organizzato una giornata di studio che si è tenuta il 25 settembre u.s., presso l’Hotel Eden di Campobasso, riscuotendo un largo consenso tra gli oltre centocinquanta partecipanti. Gli illustri relatori: il Notaio Eliodoro Giordano, il Prof. Donato Toma e l’Avv. Lucia Liberatore sono stati brillanti nell’esporre le novità che riguardano la nostra categoria e nel rispondere ai quesiti posti dagli intervenuti, mi corre l’obbligo di ringraziarli pubblicamente perché grazie al loro contributo, a titolo completamente gratuito, è stato possibile chiarire alcuni aspetti equivoci inerenti le sostanziali novità introdotte. E proprio grazie alle relazioni multidisciplinari abbiamo potuto trattare le argomentazioni relative ai trasferimenti di beni immobili, alla tenuta della contabilità, ai conti correnti bancari, ai risvolti di carattere legale. Mi corre l’obbligo di ringraziare anche i Presidenti dei Collegi e i delegati cassa 5

[close]

p. 7

DAL CONSIGLIO DIRETTIVO delle regioni limitrofe che hanno voluto onorarci con la loro presenza e che mi auguro abbiano tratto utili informazioni sugli argomenti trattati. Passiamo quindi a trattare l’argomento che ha surriscaldato l’estate trascorsa, quello delle competenze professionali: come molti di voi ben sanno, con l’approssimarsi della scadenza per la redazione dei Progetti Edilizi Unitari (P.E.U.) inerenti la ricostruzione post-sisma parte la corsa per accaparrarsi l’incarico. All’inizio dell’estate, infatti, il Presidente della Regione Molise, On. Michele Iorio, ha provveduto a finanziare i progetti di classe “A” in tutti i Comuni della Provincia, mettendo nel piatto una gran fetta di incarichi professionali e, conseguentemente, sostanziali opportunità di lavoro per i tecnici. E, guarda caso, proprio in questo particolare lasso temporale, casualmente, sono partite verso i Comuni Molisani una serie di lettere, dal tono che definirei intimidatorio, da parte degli Ordini Professionali dei tecnici “laureati” che asserivano, senza lasciar trasparire ombre di dubbio, la non competenza dei geometri nel redigere tali progettazioni. Mi dispiace, ma questo i Geometri non lo possono accettare, per chi non lo sapesse voglio informarvi che gli Ordini e Collegi delle Professioni Tecniche sono riuniti in un soggetto che è stato denominato “Osservatorio delle Professioni Tecniche del Molise”, in quella sede si affrontano le problematiche che riguardano i tecnici e null’altro traspare, mi sento continuamente ripetere che dobbiamo essere uniti, compatti, difendere i nostri iscritti, rappresentare a livello istituzionale le nostre ragioni. Poi leggo lettere assurde volte a discreditare la nostra categoria che, a seconda dei casi, viene ritenuta utile o dannosa al raggiungimento della causa: in poche parole ti uso quando mi servi e quando osi pestarmi i piedi ti butto a mare. Non spetta a me stabilire da che parte è la ragione, queste problematiche la Costituzione Italiana le demanda ai Tribunali e ai Giudici e non accetteremo mai di essere giudicati da un Responsabile del Procedimento dipendente di un Comune, magari anche iscritto all’Ordine Professionale a noi concorrente, e quindi, peraltro, non proprio imparziale. Certo siamo giornalmente additati, ma, grazie a Dio, i geometri non hanno causato alcuna catastrofe nella nostra Regione, altrimenti a quest’ora saremmo già stati crocifissi e certo… non saremmo mai resuscitati. Siamo stati sempre consapevoli di non essere competenti a calcolare strutture in cemento armato in zone classificate sismiche, ad esclusione delle cosiddette modeste costruzioni (dove poi il concetto di modestia non è mai stato quantificato, ma calibrato da alcune sentenze, peraltro contrastanti tra di loro), ma che non avessimo competenza sulle strutture in muratura portante lo abbiamo scoperto solo da pochi giorni. Ebbene si, siamo stati giudicati, ma non da un giudice, nel rispetto della Costituzione, bensì da Ordini Professionali a noi concorrenti, che non hanno alcun interesse ad assolverci, … anzi!!! Noi, di stile ne abbiamo da vendere, non ci siamo mai permessi di giudicare altre figure professionali, ma non perché non fossimo informati, di sentenze contrarie agli Architetti inerenti acquedotti e fognature, impianti di pubblica illuminazione, ecc. ne conosciamo tante, ma non le abbiamo mai inviate a nessuno, … è una questione di etica. Sappiamo bene che gli Ingegneri sono diversificati, non sono tutti edili, e pertanto non hanno tutti le stesse competenze, ma quando ci siamo trovati di fronte ad un progetto redatto da un Ingegnere non edile, abbiamo sorvolato, … perché eravamo consapevoli che non spettava a noi giudicare. Allora cari amici se ritenete che è giunto il momento di fare chiarezza, beh allora dobbiamo farla a 360 gradi, non solo su quello che conviene… e non dobbiamo sostituirci al legislatore o ai giudici e dobbiamo prendere atto, purtroppo, che l’Ordine dei tuttologi non è ancora stato istituito. Colleghi cominciate ad aprire gli occhi, cominciamo tutti insieme a vigilare su tutto 6

[close]

p. 8

DAL CONSIGLIO DIRETTIVO e su tutti. Per fortuna il tentativo avviato da un noto Comune Molisano nei nostri confronti è svanito, grazie anche e soprattutto al fattivo intervento del Consiglio Nazionale, devo ringraziare il Presidente geom. Piero Panunzi ed il vice Presidente geom. Giudo Moschella che mi hanno ricevuto d’urgenza il 9 agosto u.s., nel periodo delle ferie, e che sono stati mai quanto ora solerti e precisi nel rivendicare le nostre ragioni, smontando difatto le accuse mosse nei nostri confronti. Di seguito troverete pubblicati la lettera predisposta dal nostro collegio ed inviata a tutti i Comuni della Provincia, nonché quella inviata dal Consiglio Nazionale al Comune sopra citato. Infine sulla manovra finanziaria non voglio soffermarmi più di tanto, è sicuramente penalizzante per tutti i lavoratori autonomi e quindi per noi geometri, veniamo additati come evasori fiscali e bastonati senza l’onere della prova contraria, ma lascio il giudizio ad ognuno di voi, altrimenti entreremmo nel campo della politica. Sapete, nella Regione Molise stiamo attraversando un periodo pre elettorale ed io, insieme al Consiglio Direttivo abbiamo sempre ribadito che la politica deve stare lontano dall’Ordine Professionale, certo, ognuno di noi ha una sua idea politica, vi sono consiglieri con idee opposte, e questo favorisce un dialogo costruttivo, ma, badate bene, non è consentito a nessuno di usare la nostra categoria per scopi politici di carattere personale. Sono certo che in questi giorni vi arriveranno lettere e pubblicità elettorali, sarete contattati, avvicinati, come forse è giusto che sia, ma sappiate che il Collegio dei Geometri è totalmente lontano da ognuna di queste iniziative, non sponsorizziamo nessuno e non ci permetteremo mai di fornire alcuna indicazione al riguardo. Chi lo farà agisce solo ed esclusivamente a titolo personale. A conclusione di questo articolo voglio inviare un ringraziamento a nome di tutto il Consiglio Direttivo, e a nome dell’intera categoria, alla squadra di calcio del nostro collegio, al mister, agli accompagnatori, ecc. che hanno ben figurato al torneo della sanità svoltosi a Campobasso nel mese di giugno classificandosi al terzo posto. Avete onorato la nostra categoria ed a voi va il nostro sentito ringraziamento con la speranza che il prossimo anno si possa ottenere un risultato ancora migliore. 7

[close]

p. 9

CASSA NAZIONALE GEOMETRI 2008, in euro 2000,00 per gli anni 2009 e 2010, in euro 2250,00 per gli anni 2011 e 2012 ed in euro 2500,00 a decorrere dal 1° gennaio 2013. Unitamente a ciò, si avrà un aumento dell’integrativo minimo che dal 2007 sarà pari ad euro 700,00 sino al 2008, dal 2009 sarà pari ad euro 800,00 sino al 2010, dal 2011 sarà pari ad euro 900,00 sino al 2012, dal 2013 sarà pari ad euro 1000,00. di Salvatore CIOCCA Nell’ultima riunione del comitato dei Delegati Cassa di fine Maggio, è accaduto di nuovo: la maggioranza dei colleghi Delegati presenti ha votato, su proposta del Consiglio di Amministrazione, tra le altre cose, ulteriori modifiche del regolamento contributi, praticamente, dopo lunghe e sofferte sedute sia della Commissione Legislativa che del Comitato dei Referenti ( spesso congiunte), si è rimesso le mani alla contribuzione degli iscritti. ART. 1 REGOLAMENTO CONTRIBUTI Il contributo soggettivo obbligatorio, riferito alla percentuale di reddito professionale (attualmente al 10% per il reddito sino ad euro 78.200,00 e al 3,50 % per l’eccedente), verrà aumentato nella maniera seguente: a) reddito sino ad euro 130.000,00 al 10% dal 1°.1.2007 al 31.12.2007; 10,5% dal 1°.1.2008 al 31.12.2009; 11,00% dal 1°1.2010 al 31.12.2011; 11,50% dal 1°.1.2012 al 31.12.2013; 12,00 % a decorrere dal 1°.1.2014; b) reddito eccedente euro 130.000,00 3,50%. ART. 2 REGOLAMENTO CONTRIBUTI E’ in ogni caso dovuto un contributo minimo, fissato in euro 1750,00 per gli anni 2007 e Sebbene le giustificazioni siano state molteplici con tesi variegatamente sostenute, nel ripetere che i provvedimenti appaiono necessari in virtù del graduale passaggio al sistema contributivo e tenendo conto del mutato quadro di riferimento del sistema pensionistico generale e della evoluzione del mondo del lavoro e delle professioni, per garantire ancora più nel tempo la sostenibilità del bilancio e di rinviare la data in cui le pensioni elargite diventano superiori di importo ai contributi versati ( praticamente sarebbe lo stallo del sistema che non reggerebbe più), sia il sottoscritto che molteplici altri delegati, non abbiamo partecipato al voto esprimendo palese negatività sull’operazione, evidenziando le perplessità causate dalla proposta che, appare palliativa, estremamente penalizzante per i piccoli redditi, non risolutiva ma anzi poco migliorativa nel complesso. Lo statuto vigente, affida ai 2/3 dei presenti ( e non dei delegati) la possibilità di variare norme e regolamenti, quindi paradossalmente decisioni di tale portata, potrebbero essere assunte anche da una minoranza qualificata, ma ad onore del vero in questo caso ciò non è successo in quanto quasi tutto il nord ed il centro compattamente nonché molteplici colleghi del sud, hanno votato ed approvato tali provvedimenti. La maggioranza del comitato interregionale Campania-Molise ( ad eccezione dei tre delegati di Napoli) non ha parteci- 8

[close]

p. 10

CASSA NAZIONALE GEOMETRI pato alle operazioni di voto. E’ troppo semplice infatti procedere a colpi di aumenti, senza considerare altro, giustificando il tutto riaffermando che non si può mettere in discussione il patrimonio immobiliare, ultima risorsa nel caso di estrema negatività; Proprio nei momenti di difficoltà bisognerebbe trovare un’altra strada che non sia di semplice carico agli iscritti, già in difficoltà per l’andamento della professione, spessi ostacolati sul mercato da professionisti laureati, ogni giorno più agguerriti e concorrenziali anche nei campi tradizionalmente a noi congeniali ( rammento altresì che ancora siamo solo noi al 4% del Contributo immediato in fattura mentre gli altri restano al 2%), orfani della riforma scolastica che non ci vede assolutamente protagonisti per il futuro ( si spera in possibili variazioni essenziali del Governo in tal senso). L’orgoglio di categoria ci porta spesso a barricarci in noi stessi, ma se non ci saranno iniziative di peso unitamente al Consiglio Nazionale, altro che fusione con i Periti Agrari ed Industriali a formare l’albo unico dei diplomati ( a proposito non se ne sente quasi più parlarre). Se vogliamo uscire da questa situazione, ci sono a mio parere solo poche strade, o cominciare a pensare alla fusione con le altre Casse Previdenziali ( in primis con quelle dei tecnici Laureati), portando in dote e garanzia proprio il nostro patrimonio e chiedere al Governo la possibilità di operare in campi di investimenti diversificati sino ad oggi a noi preclusi, quali le assicurazioni, le banche, le società di leasing etc., altrimenti sia proprio lo stesso Stato ad intervenire seriamente in maniera da impedire la scomparsa della grande tradizione della figura del Geometra con idonea legge che finalmenti aggiorni la nostra professione ed allarghi i nostri campi di azione nella società. Nonostante tutto, c’è da dire che le modifiche su approvate ( altre più marginali ce ne sono state e saranno tutte pubblicate integralmente su GeoCentro), inizialmente prevedevano una proposta applicativa immediata nei massimi e non dilazionati nel tempo; almeno questo siamo riusciti a fare, unitamente al mantenimento delle agevolazioni per i colleghi giovani che si iscrivono per la prima volta alla Cassa i cui contributi di cui ai predetti commi, 1 e 2, sono ridotti ad un quarto per i primi due anni di iscrizione ed alla metà per i successivi tre anni ( fino al compimento del trentesimo anno di età), anche se la consolazione è veramente poca e resta l’amarezza di non comprendere bene come mai, le date di sostenibilità del sistema previste sino a poco tempo fa sino al 2025 - 2030 si allungano ed accorciano volta per volta e si passa da eccessi di entusiasmo ad eccessi di pessimismo che conducono comunque a nuove e sempre più gravose imposizioni contributive, a tutti sicuramente poco o difficilmente sostenibili. Dovrà obbligatoriamente venire il tempo dei cambiamenti radicali, al momento prevale la sola rabbia di non aver potuto fare di più. 9

[close]

p. 11

CATASTO PREGEO 9.00 e DOCFA 3.00.4 (Trasmissione degli atti catastali per via telematica) di Giovanni D’ADDARIO Lo stato, a seguito dell’evoluzione tecnologica, l’ammodernamento delle procedure e risoluzione delle burocrazie dell’amministrazione della cosa pubblica, impone ai professionisti un continuo aggiornamento atto ad informatizzare tutte le attività, accelerando il processo di crescita delle proprie banche dati, ponendo in condizione la categoria, stando comodamente seduti, di risolvere le varie problematiche catastali (Pregeo e Docfa) attraverso sistemi informatici, che, in modo sano e continuativo, noi professionisti giornalmente forniamo alle strutture catastali. I Geometri, anziani e giovani devono essere convinti che la crescita e lo sviluppo della nostra attività professionale passa obbligatoriamente attraverso il rinnovamento, l’ammodernamento degli strumenti e delle attrezzature, la quantità e la qualità delle nostre conoscenze, l’aggiornamento del nostro umile sapere e quindi il miglioramento del nostro prodotto intellettuale, sistemi inevi- tabili per la conservazione in codesta società tecnologica e veloce di una professione se pur antichissima, renderla moderna, all’avanguardia ed assolutamente indispensabile. Al 43° Congresso Nazionale svoltosi a Palermo nell’anno 2005, in cui questo Consiglio Direttivo ha avuto modo di partecipare, è stato con forza ribadito da parte del Presidente Nazionale Piero PANUNZI la necessita dell’aggiornamento della categoria a mezzo di corsi formativi rivolti a tutti i geometri, iscritti e tirocinanti. Questo Consiglio Direttivo, a tal proposito, in collaborazione con l’Agenzia del Territorio di Campobasso, ha organizzato un corso di quattro giornate inerente l’aggiornamento delle procedure Pregeo 9.00 e Docfa 3.00.4 presso la sede del Collegio dei Geometri di Campobasso e lo stesso è stato ripetuto a Termoli nei giorni 12 e 14 giugno c.a. corso Pregeo e 19 e 21 giugno Corso Docfa. A tal proposito è opportuno puntualizzare la scarsa presenza di tirocinanti e nuovi iscritti, forse non abbisognevoli di aggiornamenti, ma a rincuorare la buona riuscita del corso è stato l’impegno che in modo costante e costruttivo gli iscritti che da alcuni anni esercitano la loro professione e che in queste occasioni pongono la loro esperienza di casistiche al servizio delle categoria. Nelle trasformazioni in corso, dobbiamo essere protagonisti, non dobbiamo aver paura di parteciparvi, con tutta la nostra esperienza, con tutta la nostra conoscenza, ma anche con tutta la nostra umiltà, possiamo contribuire ad aggiustare un sistema non perfetto, proponendo il nostro ruolo insostituibile presso l’Agenzia del Territorio. L’Agenzia del Territorio di Campobasso ha attivato la trasmissione telematica degli atti di aggiornamento sia per il Catasto Fabbricati (DOCFA 3.00.4) che per il Catasto Terreni (PREGEO 9.00), alla quale tutti coloro che maggiormente operano nel settore dovrebbero essere interessati. E’ pur vero che in un primo momento verranno evidenziate e segnalate le criticità 10

[close]

p. 12

CATASTO della procedura, che dovranno essere affrontati dall’Amministrazione Catastale di Campobasso per correggere quello che in qualche caso non funziona, ma come ben sappiamo, ad elogio del nostro catasto, si risolverà nei brevi tempi che tutt’oggi opera. Con questa nuova procedura si può trasmettere l’atto di aggiornamento in qualunque orario della giornata, senza dover fare le file ed affrontare quelle distanze chilometriche che ancora oggi siamo costretti tutti noi Colleghi. Con la trasmissione telematica degli atti di aggiornamento, i nostri elaborati devono necessariamente essere precisi e corretti, per poter superare indenni le verifiche formali e di merito. In tal modo, la figura professionale della nostra categoria, acquisisce prerogativa nuova e determinante nei confronti della società e della committenza, diventando di fatto tecnici certificatori, in quanto, oltre a certificare la bontà tecnica dell’aggiornamento presentato, garantiremo anche la custodia per cinque anni delle firme in originale degli aventi diritto ed obbligo di sottoscrizione del documento. La nostra consulenza garantisce la consistenza, i diritti, la corrispondenza urbanistica ed edilizia del bene che viene compravenduto ed il rispetto del principio determinato dalla legge 47/85, cioè la garanzia puntuale della corrispondenza tra edificato, assentito ed accatastato. Un aspetto importante che emerge da questa nuova procedura telematica, risulta essere quello dell’eliminazione della discrezionalità nella presentazione e nella ricezione degli atti, discrezionalità che da anni risulta essere la fonte delle più grandi incomprensioni e conflittualità tre noi tecnici esterni e tecnici dell’Agenzia del Territorio di Campobasso. L’impegno del Direttivo del collegio dei Geometri, che si è posto dal giorno del suo insediamento, è quello ribadito anche a Palermo, la formazione continua dei nostri iscritti. Il nostro impegno va profuso nella formazione dei colleghi giovani e meno giovani, anche in questa materia, in modo da non temere i collaudi ed i controlli da parte dei tecnici dell’Agenzia del Territorio di Campobasso ed altre province dove si andrà ad operare. Presso il nostro collegio vi è la possibilità di iscriversi ad un elenco di tecnici che vorranno sperimentare la trasmissione telematica degli atti di aggiornamento catastali, con l’augurio che questa iniziativa da noi intrapresa possa portare benefici a tutti i nostro iscritti. 11

[close]

p. 13

CATASTO Nuovi termini per l’accatastamento. Fabbricati ai raggi “X” e addetti ai lavori sotto “STRESS”… con sanzioni in corso ed in arrivo.. di Giannino SIMIELE Tempi duri per i fabbricati (che saranno passati al setaccio) e tempi sempre più stretti per i contribuenti e gli addetti ai lavori. Sembra evidente che stiamo entrando in una fase sempre più circoscritta di vera e propria prevenzione contro il cosi detto fenomeno di “elusione fiscale” per chi venga meno alla presentazione in ritardo dell’atto di aggiornamento catastale. Non a caso proprio in questi giorni i soggetti interessati si sono visti notificare il cosiddetto “atto di contestazione per le violazioni di norme tributarie” che irroga sanzioni ai sensi dell’art.16 del D.Lgvo n.472/97 anche su denunce presentate prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, le quali, hanno modificato il primo comma del R.D.L. n.652/39 e quindi contravvenendo alle disposizioni stabilite dagli artt.20 e 28 del citato R.D. Le sanzioni pecuniari irrogate per tali infrazioni partono dalla misura stabilita dall’art.8 della Legge 01.10.1969, n.679, e sono rivalutate dall’art.8 comma 1, D.L. 332/89, art.51 comma 2 e 3 del D.Lgvo n.213/98. Si riporta quanto disposto dal citato articolo 8: Cambiamento nello stato dei terreni in dipendenza di costruzioni di fabbricati urbani. “I possessori di particelle censite nel catasto terreni sulle quali vengono edificati nuovi fabbricati ed ogni altra stabile costruzione nuova, da considerarsi immobili urbani ai sensi dell’articolo 4 della legge 11 agosto 1939, n. 1249 (7), e successive modificazioni, indipendentemente dalle dichiarazioni previste dall’articolo 28 della suddetta legge, hanno l’obbligo di denunciare all’Ufficio tecnico erariale il cambiamento verificatosi nello stato del terreno per effetto della avvenuta edificazione”. E’ a tutti Voi è noto delle ultime disposizioni che sono piovute sulle procedure di accertamento delle dichiarazioni di nuova costruzione o variazione sulle unità immobiliari già censite, che ha apportato l’articolo 34-quinquies del Decreto Legge 10 gennaio 2006, n.4, aggiunto in sede di conversione della legge 9 marzo 2006, n.80. che riporto integralmente: - (Disposizioni di semplificazione in materia edilizia). - 1. Per attuare la semplificazione dei procedimenti amministrativi catastali ed edilizi, con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro otto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, sono stabilite le modalita’ tecniche e operative per l’istituzione di un modello unico digitale per l’edilizia da introdurre gradualmente per la presentazione in via telematica ai comuni di denunce di inizio attivita’, di domande per il rilascio di permessi di costruire e di ogni altro atto di assenso comunque denominato in materia di attivita’ edilizia. Il suddetto modello unico comprende anche le informazioni necessarie per le dichiarazioni di variazione catastale e di nuova costruzione da redigere in conformita’ a quanto disposto dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, che pervengano all’Agenzia del territorio ai fini delle attivita’ di censimento catastale. In via transitoria, fino a quando non sara’ operativo il modello unico per l’edilizia, l’Agenzia del territorio invia ai comuni per via telematica le dichiarazioni di variazione e di nuova costruzione presentate a far data dal 1° gennaio 2006 e i comuni verificano la coerenza delle caratteristi- 12

[close]

p. 14

CATASTO che dichiarate dell’unita’ immobiliare rispetto alle informazioni disponibili, sulla base degli atti in loro possesso. Eventuali incoerenze riscontrate dai comuni sono segnalate all’Agenzia del Territorio che provvede agli adempimenti di competenza. Con decreto del direttore dell’Agenzia, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono regolamentate le procedure attuative e sono stabiliti tipologia e termini per la trasmissione telematica dei dati ai comuni e per la segnalazione delle incongruenze all’Agenzia del territorio, nonche’ le relative modalita’ di interscambio. 2. Al fine della razionalizzazione dei procedimenti di presentazione delle domande di nuova costruzione o di mutazione nello stato dei beni: a) al primo comma dell’articolo 28 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, le parole: “il 31 gennaio dell’anno successivo a quello” sono sostituite dalle seguenti: “trenta giorni dal momento”; b) le dichiarazioni relative alle mutazioni nello stato dei beni delle unita’ immobiliari gia’ censite, di cui all’articolo 17 primo comma, lettera b), del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, devono essere presentate agli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio entro trenta giorni dal momento in cui esse si sono verificate. L’articolo legislativo di cui sopra è stato recepito dall’Agenzia del Territorio con l’emanazione della circolare n.3/2006 prot.28334 del 11.04.2006 la quale ha dato le dritte agli uffici della Direzione Centrale ed a quelli Regionali e Provinciali. Cari colleghi alla luce di queste ultime disposizioni normative pare che si è passati da un eccesso di tempo molto ampio ad uno estremamente ridotto per quelli come noi addetti ai lavori, riferendomi ai “trenta giorni” per i quali non ci è consentito derogare per motivi personali. Bisogna fare attenzione poichè da un lato l’Agenzia delle Entrate concede 12 mesi per presentare la denuncia di successione con mutazioni che partono dalla data di apertura della stessa, anche in merito alla dichiarazione dei fabbricati che dalla categoria esente passa a quella soggetta ad imposta (ex fabbricati rurali) in conto agli eredi che non sono coltivatori diretti e dall’altro le ultime citate disposizioni riducono in tempi in maniera drastica e quindi con un effetto sanzionatorio quasi inevitabile. Sulle nuove costruzioni o variazioni in ampliamento, per evitare le sanzioni, ci dobbiamo attrezzare a predisporre il “tipo mappale” prima della fine dei lavori. E se la fine dei lavori e parziale o relativa solo ad una parte dell’immobile?. E se dovessimo rifare la pratica presentandoci allo sportello della Ns. Agenzia del Territorio il trentesimo giorno, a parte la fila, incappando in assenza di linea e quindi mancato funzionamento dei terminali?. A quanto pare bisogna fare attenzione anche alle disposizioni del comma 2, della circolare n.3/2006 che come riferimento temporale del termine dei -trenta giorni- puntualizza che debba partire dal momento in cui i fabbricati sono divenuti “……abitabili o servibili all’uso a cui sono destinati” pertanto ci potremmo trovare di fronte a fabbricati ultimati e resi abitabili ma se al momento privi di arredo e mobilia non servibili ?. Come potete notare molti sono gli interrogativi in questione e vorrei capire i confini tra le Ns. responsabilità e quelle del committente…. contribuente che fino ad oggi dormiva sonni tranquilli e di colpo si risveglia agitato in un mare di …..“Sanzione che va e sanzione che viene”. Quindi è in atto un vero è proprio nuovo strumento di rilievo delle variazioni delle mutazioni che potremmo definire il “SANZIONOMETRO”. Prima di essere colpiti dalla sindrome della “sanzionopatia” e bene che rivedere i Ns. tempi di lavoro dove non ci è consentito nemmeno di ammalarci rischio della pena…”autosanzionamento”. ICI un caso particolare Commissione tributaria regionale del Veneto Applicazione dell’Ici a un fabbricato di proprietà di una cooperativa agricola. Fino al 1997, in mancanza di identità soggettiva tra proprietario dell’immobile e proprietario dei terreni cui lo stesso risulta asservito, non può riconoscersi il carattere di ruralità e quindi l’esenzione dal tributo. 13

[close]

p. 15

CATASTO L’immobile di proprietà di una cooperativa esercente attività agricola non possiede i requisiti per essere qualificato come “fabbricato rurale” e va, pertanto, regolarmente assoggettato all’imposta comunale sugli immobili, se il terreno cui è asservito non è di proprietà della cooperativa, ma dei soci della stessa. Questo, in sintesi, il contenuto della sentenza n. 18/19/05 emanata il 6 aprile 2005 dalla Commissione tributaria regionale del Veneto, sezione XIX, depositata il 6 giugno 2005. Il caso affrontato dalla Commissione tributaria regionale del Veneto. Con la pronuncia in esame, la Commissione tributaria regionale del Veneto si è espressa in ordine al contenuto della sentenza con cui la Commissione tributaria provinciale di Vicenza rigettava il ricorso proposto da una cooperativa agricola avverso un avviso di accertamento Ici relativo al 1997, emesso in relazione a un fabbricato ritenuto privo dei requisiti di ruralità. Nella sentenza resa dalla Ctp di Vicenza, in particolare, i giudici avevano ritenuto legittimo il recupero d’imposta operato dal Comune di ubicazione del fabbricato, basandosi sul principio secondo il quale l’esclusione dall’imposta comunale sugli immobili è prevista per le “costruzioni rurali” come definite dall’articolo 9 del decreto legge 557 del 1993 (nel testo vigente nell’anno 1997, al quale si riferisce l’imposta oggetto del recupero eseguito), tra le quali non rientrerebbe l’immobile della cooperativa ricorrente; ciò in quanto non risulterebbe rispettato il requisito di cui alla lettera a), comma 3, del richiamato articolo 9, in base al quale, ai fini del riconoscimento della ruralità di un fabbricato ai fini fiscali, è necessario, tra l’altro, che esso sia posseduto dal proprietario del terreno cui il fabbricato è asservito (o dall’affittuario o titolare di altro diritto reale sul terreno, ovvero da chi a vario titolo lo conduce).In altre parole, a giudizio dei primi giudici, occorre che vi sia coincidenza tra la figura del proprietario o utilizzatore del fabbricato e quella del proprietario o utilizzatore dei terreni; fattispecie, questa, che non si verifica nel caso in esame, in cui il fabbricato di proprietà della cooperativa è asservito a terreni di proprietà dei soci della stessa. Avverso la sentenza della Ctp di Vicenza, la cooperativa ha proposto appello innanzi alla Commissione tributaria regionale del Veneto, sostenendo l’illegittimità della pronuncia nella misura in cui non ha riconosciuto il carattere di ruralità del fabbricato e non ha, per l’effetto, annullato l’avviso di accertamento Ici. L’esclusione ai fini Ici dei fabbricati rurali. Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del Dlgs n. 504/1992, il presupposto dell’imposta comunale sugli immobili consiste nel possesso, tra l’altro, di fabbricati, compresi quelli strumentali all’esercizio di impresa, arte o professione. L’articolo 2 del medesimo decreto chiarisce che per fabbricato deve intendersi qualsiasi unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano. Dal coordinamento delle due norme, emerge come il legislatore abbia di fatto voluto escludere dall’applicazione dell’imposta le costruzioni rurali, che, sulla base del Dpr n. 1142/1949, non dovevano essere accatastate. L’articolo 9 del Dpr n. 557/1993 ha sancito l’obbligo di iscrivere nel “catasto dei fabbricati”, anche i fabbricati rurali, senza però modificare la disciplina dei presupposti dell’Ici, che riguardano soltanto i fabbricati non rurali. Ai fini dell’esatta qualificazione di un immobile come “rurale”, il citato articolo 9 del decreto legge n. 557/1993, nel testo attualmente in vigore, stabilisce che è necessario il ricorrere dei requisiti già indicati precedentemente dal punto 1 al punto 5 del presente. La posizione della Commissione tributaria regionale. Investita della suddetta problematica, la Commissione tributaria regionale del Veneto ha confermato la posizione espressa dai primi giu- 14

[close]

Comments

no comments yet