IL GEOMETRA MOLISANO n. 12

 

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IL GEOMETRA MOLISANO n. 12

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PERIODICO D’INFORMAZIONE DEL COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO n. 12 Anno 2011 Estimo Catasto Cultura Edilizia Sicurezza Attività del collegio Finestra sull’Istituto per Geometri “G. Pittarelli” Registrazione periodici presso il Tribunale di Campobasso n. 239/99 POSTE ITALIANE Spa - Spedizione in abbonamento postale art. 1 comma 2 del D.L. n. 353/03 conv. in L. n. 46/04. Direzione Commerciale Business Campobasso

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PERIODICO D’INFORMAZIONE DEL COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO Redazione Piazza Molise, 25/27 86100 CAMPOBASSO Tel. 0874 493841 0874 494034 Fax 0874 493862 e-mail: info@geometricb.it - collegio.campobasso@geopec.it sito web: www.geometricb.it Direttore responsabile Cesare ROMANO Coordinatore editoriale Giovanni D’ADDARIO Cercemaggiore (Cb) Orologio a sei ore Comitato di redazione Benito SULIANI Marco D’ANGELO Michele CIANCIULLO Giancarlo LIONELLI Giancarlo PETTI Nicola TRIVISONNO Editing Giancarlo LIONELLI Fotografie Michele CIANCIULLO Stampa Tipolitografia Fotolampo

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COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI della Provincia di CAMPOBASSO Piazza Molise, 25/27 86100 CAMPOBASSO Tel. 0874 493841 0874 494034 Fax 0874 493862 e-mail: info@geometricb.it collegio.geometri@geopec.it sito web: www.geometricb.it Consiglio Direttivo quadriennio 2009-2013 Presidente MOLINARO geom. Alberto Vice Presidente D’ADDARIO geom. Giovanni Segretario DI RENZO geom. Claudio Tesoriere D’ANGELO geom. Marco Consiglieri DI BIANCO geom. Antonio MASCIA geom. Gennaro QUIQUERO geom. Giuseppe SULIANI geom. Benito F. Orario di apertura al pubblico Ufficio Collegio dal lunedì al venerdì dalle 8.30-12.30 martedì e giovedì 8.30-12.30 e 15.30-19.00

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pag. 4 EDITORIALE Fuori dalla crisi DALLA PRESIDENZA & CONSIGLIO DIRETTIVO Attività del Collegio SICUREZZA Lavori in spazi confinati dalla qualifizione delle imprese e dei lavori autonomi alle procedure per l’esecuzione dei lavori EDILIZIA SPORTIVA Nuova procedura informatica per il rilascio dei pareri C.O.N.I. sull’impiantistica sportiva CULTURA San Celestino V Papa ATTIVITÀ DELL’ISTITUTO TECNICO PITTARELLI Il percorso di formazione e inserimento professionale del geometra “Moschea del Molise” CONSULTA FEMMINILE Nuove opportunità professionali per i geometri CATASTO Agenzia del Territorio OMI e GEOPO AGGIORNAMENTO ALBO PROFESSIONALE Note dalla segreteria pag. 6 pag. 8 pag. 12 pag. 14 pag. 17 pag. 18 pag. 26 pag. 30 pag. 33

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EDITORIALE Fuori dalla crisi a cura di Cesare ROMANO Il 12 novembre, alle ore 21,42 Silvio Berlusconi ha rassegnato le dimissioni da Premier. Dopo ventiquattro ore il Presidente della Repubblica Napolitano ha affidato al professore Mario Monti l’incarico di formare il nuovo governo. Più o meno nelle stesse ore, in Molise veniva proclamato il nuovo Governatore: a 25 giorni di distanza dalle urne, la Corte d’appello confermava l’elezione di Michele Iorio, per la terza volta consecutiva Presidente della Regione Molise. Situazioni diverse, motivazioni differenti, contesti politici e condizioni economiche non paragonabili. Non sappiamo se Monti riuscirà a creare le condizioni per una convergenza delle forze politiche in grado di assicurare una maggioranza parlamentare al suo Governo tecnico. Né sappiamo quanto fondati saranno i ricorsi elettorali che si preannunciano in Molise all’indomani della proclamazione e che potrebbero determinare, come già accadde nel 2001, un ritorno anticipato alle urne. Ma tanto a Roma quanto a Campobasso la richiesta di un cambio di rotta nella gestione della cosa pubblica è ugualmente forte e diffusa. Come la sensazione che non ci sia più molto tempo da aspettare. Patrimoniale, reintroduzione dell’Ici, innalzamento dell’età pensionabile: sono queste alcune delle misure impopolari che la Bce, la Ue e i mercati avrebbero posto a Mario Monti quale banco di prova per misurare la capacità dell’Italia di scongiurare il rischio default a cui, sembra, siamo andati vicinissimo. E probabilmente il pericolo non è ancora scampato del tutto. E poi la riforma della legge elettorale, non certo una condizione di natura economica dettata dalle Istituzioni monetarie né dai mercati finanziari, bensì un’esigenza di ordine giuridico ed istituzionale per restituire ai cittadini il diritto costituzionalmente riconosciuto di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento, fino ad ora nominati da 4 o 5 segretari di partito e non invece eletti dagli italiani, per colpa di una legge che il suo stesso autore, il Ministro leghista Calderoli, non esitò a definire una “porcata”. In Molise, ai problemi del Paese se ne aggiungono altri non meno gravi e non meno urgenti. Finita la campagna elettorale, le emergenze restano tutte sul tappeto e richiedono soluzioni immediate e probabilmente, esattamente come a Roma, impopolari. La pressione fiscale più alta d’Italia per effetto del disavan- 4

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EDITORIALE zo sanitario rischia di scoraggiare ogni forma di nuova intrapresa economica e addirittura di compromettere le preesistenti; i ritardi, da parte degli enti locali e delle aziende sanitarie, nei pagamenti di beni servizi e forniture verso i creditori rischiano di strozzare ulteriormente un mercato già sofferente; le misure di razionalizzazione del sistema sanitario, ivi inclusa la prevedibile ulteriore riduzione di posti letto ove non addirittura di interi ospedali, con ogni conseguenza anche in termini occupazionali e di livelli di assistenza socio-sanitaria ai pazienti; e poi la vera e propria tragedia di quanti hanno perso il posto di lavoro e si ritrovano, a distanza di anni, non soltanto a non sperare neppure di riaverlo indietro ma anche di vedersi esaurire gli ammortizzatori sociali che fino ad ora, tra cassa integrazione e altre integrazioni finanziate con il fondo sociale europeo, aveva garantito loro un reddito dignitoso; e poi la crisi strutturali di alcuni comparti trainanti, quali l’edilizia e i lavori pubblici. Per non parlare della condizione veramente assurda del cratere sismico, dei cittadini costretti ancora a stare fuori casa o nelle casette di legno e delle imprese alle prese con l’incognita del rifinanziamento degli interventi. Durante la campagna elettorale era sembrato che finalmente dopo anni di rinvii il Governo centrale avesse sbloccato i fondi per le aree sottoutilizzate, il cd. Fas. Al Molise – era stato detto – spetteranno 1,5 Miliardi di euro, tra cui i fondi per completare la ricostruzione, quelli per l’autostrada, quelli per le emergenze meteorologiche (grandinata ecc.) quelle per le misure di sviluppo. Una cifra enorme, che al di là delle comprensibili divergenze di opinioni politiche, avevano offerto un po’ a tutti un elemento di sollievo e una speranza di riscatto. Oggi, a distanza di alcuni mesi da quell’annuncio, sembrerebbe che il provvedimento sia ancora al vaglio delle istituzioni contabili per il visto di legittimità. Dunque che non ancora un centesimo sarebbe a disposizione delle esigue casse regionali. Ed infatti gli interventi del terremoto sarebbero ripresi proprio grazie e solo grazie ad una anticipazione di cassa di 80 Milioni di euro di risorse regionali e non invece di nuovi finanziamenti dello Stato. Da cittadino, oltre che da professionista, mi auguro che quelle risorse aggiuntive arrivino effettivamente nelle disponibilità del bilancio regionale. Sarebbe un bel guaio se ci svegliassimo un giorno e qualcuno ci spiegasse: “abbiamo scherzato”. Ma sarebbe ancora peggio se quelle risorse, e tutte le altre a disposizione, fossero utilizzate, come purtroppo è accaduto in passato, in favore di interventi della cui necessità ed urgenza più di qualcuno ha ragione di dubitare. L’auspicio è dunque quello di prendere atto che il tempo delle vacche grasse è finito da un pezzo e che il nostro territorio ha bisogno di una programmazione seria e concreta delle misure più urgenti da adottare per rilanciare innanzitutto lo sviluppo e l’occupazione. A cominciare, mi permetto di suggerire, da un modo più sobrio e meno arrogante di gestire il capitolo dei cosiddetti “costi della politica”. 5

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PRESIDENTE Attività del Collegio a cura di Alberto MOLINARO Siamo giunti alla fine del 2011 che ritengo sia un anno che rimarrà impresso nella storia del nostro Paese così come nella storia della nostra professione. E’ stato un anno difficile, fatto di ristrettezze economiche, di ristrettezze in campo lavorativo, di sofferenze, soprattutto relativamente ai pagamenti. Ormai la clientela privata, impaurita dalla crisi economica mondiale, non investe nell’edilizia, gli accatastamenti che tanto lavoro hanno dato alla nostra categoria sono stati ultimati ed il pubblico rallenta i pagamenti. Questa è la situazione che ha caratterizzato quest’anno e che non lascia intravvedere spiragli positivi nel breve periodo. Ma in tutto questo bisogna necessariamente vedere positivo, rendersi conto che la poliedricità della nostra professione ci consente di spaziare in tanti ambiti professionali e pertanto il geometra, come sempre, se la cava. Se non si fa il progetto, si fa l’accatastamento, il frazionamento, la perizia, l’im- pianto fotovoltaico, la forestazione, i rilievi topografici e potrei continuare fino a riempire la pagina. Provate ad immaginare un ingegnere strutturista, in una situazione del genere, che fa? Nel suo studio si sono sempre fatti solo calcoli strutturali ed ora che quel tipo di lavoro manca si ritrova davvero con le braccia incrociate. I periodi di crisi hanno sempre scatenato contenziosi tra le varie categorie professionali perché le altre figure provano ad inserirsi nei nostri ambiti, provano a fare i geometri, si buttano negli ambiti catastali ed in altri tipi di lavori di cui mai si sono occupati. Ed ecco che entra in gioco la qualità della prestazione resa dalla nostra categoria, il percorso della formazione continua che ormai abbiamo intrapreso dal 2007 e che oggi viene reso obbligatorio dalla legge per tutti i liberi professionisti, in questo siamo sicuramente avvantaggiati, siamo avanti, siamo pronti a dimostrare di poter lavorare con i massimi standard qualitativi. L’attività svolta dal nostro collegio in questa direzione è stata assidua, qualificata e solerte rispetto ad ogni innovazione in tutti i campi che la nostra professione abbraccia. Oggi possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto dal nostro collegio e del livello qualitativo delle prestazioni rese dai nostri iscritti. I sacrifici, come sempre pagano, ed oggi devo pubblicamente ringraziare quei consiglieri del Collegio di Campobasso che con grande spirito di abnegazione si sono dedicati anima e corpo ad organizzare corsi e seminari per la categoria. Certo si può fare di più e meglio, perché nessuno può avere la pretesa di non aver commesso degli errori, si sa che chi fa sbagli e chi non fa non corre il rischio di commettere errori di sorta. E’ vero che non tutti hanno fornito la propria disponibilità per 6

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PRESIDENTE portare avanti le iniziative progettate, qualcuno ha preferito dedicarsi esclusivamente al proprio studio e non privarlo di tempo ed energie da dedicare al Collegio in modo del tutto gratuito ad esclusione di qualche misero rimborso per il quale oggi veniamo anche attaccati da chi ha preferito dedicarsi solo ed esclusivamente a percepire i lauti compensi che provengono dalla capitale. E’ facile criticare, è facile tirarsi fuori da un gruppo che lavora compatto da anni e che crede fermamente in un progetto di categoria che prevede volontariato e spirito di abnegazione che purtroppo non viene lautamente remunerato come altre attività. Ma noi siamo uniti e andiamo avanti per la nostra strada, abbiamo grande rispetto nella categoria che legittimamente e democraticamente ci ha conferito il mandato di amministrare il Collegio e di difendere a tutti i livelli la nostra professionalità. Vedete questo mio sfogo non vuole essere una critica ma è solo ed esclusivamente il modo per far capire che chi non collabora non ha diritto di critica verso coloro che lavorano, se si hanno idee diverse la cosa giusta sarebbe quella di rimboccarsi le maniche e dimostrare a tutti la bontà di una strada che sia, eventualmente, anche diversa dall’opinione condivisa dal consiglio direttivo. Noi abbiamo sempre accettato i consigli, le critiche, i suggerimenti, ma solo quelli fatti per migliorare le cose non per strumentalizzarle. Ed a proposito di strumentalizzazioni voglio chiarire che noi mai abbiamo accettato interferenze esterne, mai abbiamo consentito alla politica di entrare nella nostra categoria, il nostro consiglio è composto da persone che sicuramente hanno idee politiche contrapposte ma che mai hanno strumentalizzato il lavoro del Collegio ed oggi se qualcuno ha queste intenzioni troverà un muro di cemento armato di fronte a se. Così come non accettiamo ingerenze che vogliono venire da Roma a decidere cosa bisogna fare a Campobasso, chi come e dove lo stabiliamo noi, poi saranno gli iscritti a giudicarci con la loro espressione di voto libera e incondizionata e confermeranno la bontà delle nostre scelte oppure le bocceranno ed indicheranno direzioni diverse. Nei momenti difficili bisogna unirsi e fare squadra, mettere da parte i personalismi e puntare dritto agli obiettivi, la squadra è sempre stata e sempre sarà la nostra forza perché siamo convinti che chi sale in alto con un gruppo solido alle spalle ha la possibilità di rimanerci e di far valere il suo peso, chi invece sale con artifizi, menzogne e giochini ed appoggi esterni corre il rischio di andare giù a picco molto facilmente. Chiedo pertanto alla nostra categoria di starci vicino, di rinsaldare la nostra compattezza e di collaborare, ognuno in base alle proprie possibilità e capacità, affinchè la nostra professione esca indenne da questo periodo di crisi e con l’auspicio di intravvedere al più presto l’alba di un nuovo giorno che possa determinare il rilancio della nostra attività professionale. Siamo giunti al Natale e mi auguro che tutti possano essere più buoni, caritatevoli, cristiani, che si mettano da parte gli asti e gli egoismi e che queste prossime festività portino nelle vostre case tanta gioia ma soprattutto tanta serenità. Auguri di cuore a tutti voi. 7

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SICUREZZA Testo unico della sicurezza Lavori in spazi confinati dalla qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi alle procedure per l’esecuzione dei lavori anche a seguito della serie di incidenti che si sono tristemente succeduti nel triennio 2008 – 2010 prendendo spunto per molti aspetti complementari dai decreti e da tutte le linee guida (per esempio la Guida operativa dell’Ispesl di giugno 2008) che lo hanno preceduto. Per spazio confinato si intende un qualsiasi ambiente limitato, in cui il pericolo di morte o di infortunio grave è molto elevato, a causa della presenza di sostanze o condizioni di pericolo (ad es. mancanza di ossigeno). Gli spazi confinati sono facilmente identificabili proprio per la presenza di aperture di dimensioni ridotte, come nel caso di: • serbatoi; • silos; • recipienti adibiti a reattori; • sistemi di drenaggio chiusi; • reti fognarie. Altri tipi di spazi confinati, non altrettanto facili da identificare ma ugualmente pericolosi, potrebbero essere: • cisterne aperte; • vasche; • camere di combustione all’interno di forni; • tubazioni; • ambienti con ventilazione insufficiente o assente. Non è possibile fornire una lista completa di tutti gli spazi confinati. Alcuni ambienti, infatti, possono comportarsi da spazi confinati durante lo svolgimento delle attività di Marco D’ANGELO Il “Decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 177 Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti, a norma dell’articolo 6, comma 8, lettera g), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.”, è entrato in vigore dal 23 novembre 2011. Il decreto nasce per regolamentare la sicurezza nelle attività lavorative svolte in ambienti definiti come confinati, 8

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SICUREZZA Testo unico della sicurezza lavorative cui sono adibiti o durante la loro costruzione, fabbricazione o successiva modifica. Agendo sulla base della qualificazione degli attori e su regole chiare, il DPR 177/2011 pone in campo nuovi e diverse parametri di confronto rispetto al passato. Buona parte degli argomenti era già contenuta di fatto nel D.lgs. 81/08 ma viene fortemente ribadita in un unico testo indirizzato al settore specifico in modo da rafforzarne la valenza preventiva. In particolare, sono due le novità che saranno oggetto di adeguamento da parte delle aziende chiamate ad operare in spazi confinati. Veniamo ora alle novità. La prima novità riguarda la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi che possono operare in spazi confinati. In aggiunta a tutti gli obblighi già gravanti in materia, si è provveduto (in attesa di una definizione di un più complessivo sistema di qualificazione) a definire in maniera puntuale una serie di requisiti in modo da selezionare i soggetti che svolgeranno tali attività. In specifico è prevista: - l’obbligatorietà di informazione, formazione e addestramento specifici, da ripetere periodicamente. Ovviamente l’aspetto più importante è l’addestramento inteso come riferito all’uso degli strumenti di prevenzione (DPI, rilevatori di ossigeno ecc.) ma anche alle procedure da adottare in caso di emergenza o anomalia; - il possesso di Dispositivi di Protezione Individuale specifici, strumentazioni ed attrezzature, idonei a prevenire i rischi propri dell’ attività. Anche il Committente dovrà fare la sua parte, infatti avrà il compito, fondamentale, di verificare che le misure tecnico-organizzative che l’impresa o il lavoratore autonomo vorrà adottare siano efficienti ed efficaci; - l’obbligo di presenza, durante tali attività, di personale esperto (non inferiore al 30% della forza lavoro destinata alla attività medesima) con contratti definiti; - l’integrale rispetto degli obblighi contributivi; - l’applicazione delle norme, non solo alla azienda che acquisisce il contratto o che esegue i lavori al proprio interno, ma anche a qualsiasi soggetto che interviene nelle lavorazioni (subappalti, ecc). A questo proposito il decreto, giustamente, si sofferma ampiamente sulla regolamentazione degli appalti, al fine di evitare quanto già visto in passato negli incidenti più grandi. Dall’esame del Decreto non sembrano esserci divieti per le aziende che vorranno effettuare autonomamente i lavori,quindi i requisiti applicabili dovranno essere rispettati con riferimento al personale coinvolto in tali attività. La seconda novità riguarda la specifica indicazione della necessità di una pro- 9

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SICUREZZA Testo unico della sicurezza cedura per l’esecuzione dei lavori in spazi confinati. Il titolo dell’articolo 3 del decreto infatti definisce le “Procedure di sicurezza nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati”. La richiesta esplicita e corretta di redigere una procedura scritta con specifici requisiti che sia adottata durante tutte le fasi, o altri criteri quali l’informazione prima dell’accesso (per un periodo non inferiore ad un giorno) o l’individuazione di un rappresentante del committente formato ed addestrato che vigili sulle attività, sono novità fondamentali, già richiamate peraltro nelle linee guida ISPESL del 2008. L’idea di definire un processo univoco e ben definito per l’esecuzione di attività pericolose è qualcosa che nelle culture anglosassoni era già presente da metà degli anni ’90 e che ha trovato larga attuazione in alcuni settori come il petrolchimico proprio per la tipologia di lavoro di cui stiamo parlando. L’applicazione del metodo a tutti i settori, anche a quelli in cui il lavoro in spazi confinati può apparire meno pericoloso, punta all’obiettivo di evitare che il rischio sia sottovalutato. Infatti è questo il problema che ha generato molti degli incidenti che si sono verificati negli ultimi anni. Sarà possibile, in futuro, in alternativa alle procedure utilizzare le buone prassi in corso di approvazione (qualora siano però validate dalla Commissione consultiva permanente). Sarà comunque necessario adeguare le stesse alla effettiva organizzazione del lavoro dei vari soggetti coinvolti. Le due novità appaiono perfettamente in linea con alcuni punti riportati nei sistemi di gestione (Norma OHSAS 18001). Viene infatti escluso il mero intervento di formazione in aula fine a sé stessa a cui abbiamo tutti assistito negli ultimi anni. Addestramento fattivo, formazione costante e permanente sull’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale specifici ed atti allo scopo. Speriamo per il futuro che finalmente si faccia un grande salto di qualità e si passi da una sicurezza sulla carta e poco fattiva ad una sicurezza vera ed applicata. La procedura che costituisce il fondamento del DPR, sarà definita e fatta rispettare dal datore di lavoro, o chi per lui, dopo avere bene analizzato le fattispecie di lavori a cui potrà/vorrà partecipare. Non potrà né dovrà essere generica perché ad essa è legata la scelta della organizzazione del lavoro, dei metodi di lavoro e soprattutto la scelta dei DPI di terza categoria. Soltanto per questo motivo, le buone prassi potranno essere di aiuto ma non saranno determinanti, in quanto anche solo la presenza di due tipi di ambienti confinati 10

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SICUREZZA Testo unico della sicurezza porterà a procedure dedicate e specifiche di quella azienda e del mondo in cui opera. La procedura diventa il punto da cui partire per le scelte e del know how dell’azienda qualificata a lavorare in ambiente confinato che a questo punto deve essere perfettamente conosciuto, definito ed analizzato. Anche i criteri di soccorso, sono legati al tipo di intervento svolto, alle attrezzature in dotazione all’impresa, ai DPI adottati, all’addestramento ricevuto e non ultimo alle professionalità dei dipendenti dell’impresa. La formazione sarà fondamentale e per questo motivo dovrà essere prepotentemente effettuata sulla procedura aziendale dedicata al tipo di lavorazioni svolte. Allo stesso modo l’addestramento dovrà essere fatto in campo e non in aula, in questo caso si rivelano preziose le linee guida ISPESL del giugno del 2008, che tracciano suggerimenti importanti sui DPI necessari, sugli equipaggiamenti e sulla strumentazione atta ad individuare la presenza di sostanze pericolose. Tali linee suggeriscono un aggiornamento dell’addestramento almeno annuale. Si tratta di un addestramento approfondito e multisettoriale che spazia dalle tecniche di ingresso a quelle di recupero, passando per le analisi in campo delle atmosfere riscontrate. Purtroppo non viene definita la competenza dei docenti, ma trattandosi di tecniche di soccorso unite ad una conoscenza approfondita dei DPI di terza categoria, delle schede delle sostanze presenti e dei relativi limiti, così come della strumentazione, sarà necessario l’apporto di più professionisti e medici che operino di concerto per offrire adeguato addestramento, la cui durata è normata nei termini minimi (almeno un giorno). Riassumendo, il nuovo Decreto pur esprimendo concetti noti e già espressi nella normativa attuale, ha il pregio di renderli chiari ed espliciti al fine di una applicazione fattiva che riconduca ad un sistema di gestione della sicurezza più completo. Difficile infatti immaginare la gestione, l’aggiornamento e la manutenzione di corsi, attrezzature, strumentazioni, senza un approccio definito da un sistema gestionale più o meno complesso. Poi ovviamente sta a tutti gli attori che si trovino ad operare nel settore della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori fare la propria parte al fine di poter passare ad una prevenzione fattiva con l’obiettivo dichiarato di evitare le tragedie viste in passato. 11

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EDILIZIA Impiantistica Sportiva Nuova procedura informatica per il rilascio dei pareri C.O.N.I. sull’impiantistica sportiva verifica finale dei lavori sarà in funzione, un nuovo “Sistema Gestione Pareri” su internet. L’attivazione del metodo prevedeva, ovviamente, una fase transitoria di coesistenza della procedura cartacea con quella informatizzata fino alla fine di settembre u.s. Dal 1 ottobre 2011, badate bene, non sarà consentito esprimere pareri se non per via informatica. a cura di Giancarlo LIONELLI Il Consiglio Nazionale del C.O.N.I. approvando con deliberazione n. 1421 del 25/06/2010 il nuovo “Regolamento per l’emissione dei pareri di competenza del C.O.N.I. sugli interventi relativi l’impiantistica sportiva”, consentirà l’attivazione delle nuove procedure e soprattutto quelle di tipo informatizzate per l’emissione dei citati pareri. Dunque, per l’emissione dei pareri in linea tecnico sportiva e dei pareri per la Con il nuovo “Sistema Gestione Pareri” le operazioni di richiesta e di emissione dei pareri potranno essere effettuate via internet, accedendo direttamente al sito 12

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EDILIZIA Impiantistica Sportiva http://impiantisportivi.coni.it seguendo la procedura guidata. e Il nuovo iter riunisce e collega le diverse fasi, in seguito specificate: - registrazione del soggetto richiedente - compilazione del modulo di richiesta parere dell’istruttoria ed emissione del parere, del finanziamento da parte dell’Istituto per il Credito Sportivo e dell’emissione del parere per la verifica finale dei lavori finanziati sempre dall’I.C.S. integrativa, chiarimenti, modifiche degli elaborati ecc… e tutte le relative risposte dovranno avvenire attraverso il modulo del “Sistema Gestione Pareri”, quest’ultimo provvederà in automatico a segnalare l’approssimarsi della scadenza dei termini per l’emissione del parere richiesto. Attenzione, quindi, perché nella fase di compilazione del modulo di richiesta del parere, tutta la documentazione progettuale cartacea che dovrà essere trasmessa assieme alla domanda (relazione illustrativa, disegni, computo metrico e stima dell’intervento con quadro economico riepilogativo e ricevuta del versamento per l’istruttoria) dovrà essere predisposta in formato elettronico non modificabile (pdf). La richiesta di parere e la relativa documentazione progettuale verranno automaticamente inoltrate e notificate dal sistema a tutti i soggetti aventi titolo ad esprimere le eventuali osservazioni. Tutte le richieste di documentazione Le eventuali osservazioni, digitate nel modulo dagli aventi titolo, verranno automaticamente rese visibili ai soggetti chiamati ad esprimere il parere. Tutto questo, dunque, sarà obbligatorio dal 1 ottobre 2011 e l’iter potrà avvenire solo via internet tramite il sito http://impiantisportivi.coni.it 13

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CULTURA San Celestino V Papa di Michele CIANCIULLO Ogni anno il 20 agosto un nutrito gruppo di instancabili camminatori, fedeli di Papa Celestino V, parte da Sant’Angelo Limosano, paese a pochi chilometri da Campobasso, e raggiunge L’Aquila per partecipare alla cerimonia della “ Perdonanza ” nella chiesa di Collemaggio. Questo viaggio è un vero e proprio avvenimento che racchiude in se tante curiosità, principalmente dal punto di vista religioso ma anche dal punto di vista culturale, ambientalistico, paesaggistico e di conoscenza del territorio. Intorno al gruppo promotore dell’iniziativa, costituito da sei amici, ruotano altri gruppi o singole persone che si aggregano per una sola giornata o per l’intero percorso e tutti insieme vivono con entusiasmo nuove esperienze e nuovi incontri. La durata del pellegrinaggio è di quattro giorni, e ripercorre la strada che calpestò Pietro Angelerio, il futuro Santo salito al soglio Pontificio con il nome di Celestino V. Si tratta di una notevole escursione, sia per la lunghezza sia per il profilo altimetrico dell’intero percorso, occorrono buone gambe ma soprattutto tanto entusiasmo, qualità che sicuramente non mancarono al Santo Celestino V che con il suo bravo e fedele asinello, impiegò sicuramente molti giorni in più dei nostri amici camminatori per coprire la stessa distanza. L’anno scorso (Agosto 2010) anche io ho percorso la prima giornata di cammino, quella che da Sant’Angelo Limosano arriva a Monte Pizzi, vicino Carovilli . Si parte quando è ancora buio e durante il cammino si assiste al sorgere del sole che piano piano, come per incanto mette in evidenza tutto il variopinto andirivieni delle colline e vallate molisane tempestate di paeselli che si affacciano al nuovo giorno con mille colori, è uno spettacolo unico. La tappa è lunga, il primo tratto è agevole e si percorrono delle mulattiere per poi immettersi, a Bagnoli del Trigno, sul regio tratturo che porta direttamente a L’Aquila. Una breve sosta in una masseria presso Pietrabbondante per consumare una colazione, e poi si riparte per l’altra metà del percorso. L’esperienza è stata davvero bella e interessante, e mi è servita soprattutto per conoscere meglio la figura di un grande uomo, figlio della nostra piccola regione. L’immagine di papa Celestino V, così come viene spesso illustrata a scuola, ma soprattutto come viene descritta da Dante 14

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