Il Picchio di Torresina - mese di Febbraio 2014

 

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Distribuzione gratuita Giornale di quartiere Anno 0 - Numero 2 Febbraio 2014 TORRESINA, QUARTIERE CARDIOVIRTUOSO orresina nel Cuore è partito! Il servizio di emergenza cardiaca che si basa sul collocamento in strada di due defibrillatori è stato inaugurato sabato 25 gennaio, alla presenza del Presidente del Municipio Valerio Barletta, che ha auspicato una diffusione su tutto il territorio municipale della cultura della prevenzione cardiaca. In Italia ogni anno muore di arresto cardiaco improvviso una persona ogni mille abitanti; in europa colpisce oltre 700 mila individui, attestandosi come una delle principali cause di decesso. I servizi di pronto soccorso riescono a salvare sette persone ogni cento poiché c’è pochissimo tempo per intervenire e per ristabilire un ritmo di pompa normale è necessaria la scarica erogata da un T defibrillatore; le possibilità di sopravvivenza (di Giantonino Ianitusi) della vittima sono maggiori se tale scarica viene erogata entro 5 minuti dall’evento. Per essere in grado di offrire una tempestiva azione di soccorso, oggi, molti luoghi pubblici sono provvisti di apparecchiature DAE (Defibrillatori Automatici o Semiautomatici Esterni) ad accesso pubblico, utilizzabile da cittadini che non abbiano la qualifica di medici o infermieri (laici) purché ab b ian o co nse gu ito co n su cce sso un corso di BLSD (Basic Life Support il coordinatore del progetto, Massimo Defibrillation), divenendo in questo Paolini e sotto: Il logo del Progetto modo capaci di soccorrere in maniera tempestiva le persone c o l p i t e d a a r r e s t o cardiaco improvviso. Continua a pagina 8 La presentazione del Progetto alla Cittadinanza. Da sinistra: A NTONIO P ICCIAU (P r esident e “ C omit a t o Q ua r t ier e T or r esina ” ), V ALERIO B ARLETTA (P r es ident e Mu nic i pio X I V ), D OTT. S TEFANO G AMBIOLI (I s t r ut t or e “American Heart Association”), ING. HENRY ROBERT TRACCI ( Amm. unico Soc. “SEI SAFE” srl), DOTT.GABRIELE GUERRIERO ( Vice Presidente “Diagnosticare onlus”), I defibrillatori cardiaci, donati dal Municipio XIX (oggi XIV), per il Progetto “Torresina nel cuore”

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L’angolo della Poesia MALINCONIA EMOZIONI NEL CUORE AMORE PLATONICO In una chiesetta buia, che me fa paura, tocco er pullover che me sta un po’ stretto, mo che so’ vecchio nun ve dico quanto, penso sempre ad ogni amico de quanno me pensavo de esse fico. Accenno ‘na candela a la Madonna, mo so’ vecchietto, nun te porto fiori, ho tanto sofferto ne la vita! Mo che so’ vecchio nun me vonno più, io so’ d’impaccio, a li fijetti mia! Io te prego pe loro, Madonnina , daje tanta salute, e nun je manchi niente. Portateme pure all’ospizio, ma nun me maltrattate, so rassegnato, ho già sofferto tanto in vita mia, … e poi ve prego, nun me portate fiori, ma riccojete tutto in una busta e portatela alli poverelli! P rima di vederlo in cielo, il sole, fallo sorgere dentro te. P Prima di abbatterti e perderti d'animo, guarda a quello che hai, vedrai che sembra poco, ma è tutto. Prima di cominciare una nuova giornata, semina alla tua finestra, germogli di speranza, innaffiali con la volontà e li vedrai sbocciare rigogliosi. Prima di tutto, rispetta e ama la vita, rispetta e ama chi ti circonda e cammina col sorriso sotto il tetto del nuovo giorno. er te amore esplorerei la luna e attraverserei l'Amazzonia a piedi, per i tuoi baci darei una fortuna e lascerei le cose che tu vedi. Andrei senz'acqua nel deserto e senza vele navigherei lontano, per una tua carezza sognerei di certo e vorrei svegliarmi sentendoti la mano. Tu sei la mia gioia infinita, senza te non sarebbe più vita.... Però, mo famme vede in pace 'sta partita. Maurizio Montanari (Carmen Pistoia) copiato da Fb. Ignazio Scafidi DALLA REDAZIONE D E L P I C C H I O Servizio pubblico: sconti del 50% per gli under 30 La Regione Lazio stanzierà 12 milioni di euro a copertura dello sconto del 50% sugli abbonamenti al servizio di trasporto pubblico, riservato a tutti gli under 30. Ad usufruirne saranno gli under 30 con reddito Isee inferiore a 20.000 euro, ma non solo. Sono previsti ulteriori bonus, che possono arrivare dal 70% al 90% nei casi di particolare disagio sociale e di particolari condizioni familiari, come la presenza di handicap gravi a carico del beneficiario o di componenti del nucleo familiare. Gli studenti che si sono distinti per particolari meriti scolastici e gli studenti lavoratori possono avere uno sconto del 70%. Per gli studenti meritevoli, con un reddito Isee superiore a 20.000 euro è prevista un’agevolazione del 50%.Info: www.atac.roma.it. Anche per il 2014 si rinnova la convenzione tra Atac e l'amministrazione Capitolina, per la concessione dell’agevolazione Over 70 ai cittadini residenti a Roma che abbiano compiuto 70 anni e dispongano di un reddito, calcolato col parametro ISEE, non superiore a 15mila euro. Fino al 31 marzo presso le biglietterie di ATAC S.p.A. i possessori della card Over 70 del 2013 possono rinnovarla per l’anno in corso, presentando la certificazione ISEE in corso di validità, rilasciata da CAF o sedi e agenzie INPS, e compilando l’apposito modulo scaricabile anche sul sito aziendale www.atac.roma.it. Da venerdì 24 gennaio, l'ufficio postale all'interno del centro Commerciale Torresina che osserverà l'orario prolungato: Lunedì - Venerdì dalle ore 8,20 alle 19,05- Sabato dalle 8,20 alle 12,35. Poste Italiane 2

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AFORISMA DI FEBBRAIO Sommario TORRESINA, QUARTIERE CARDIOVIRTUOSO LE “STOLPERSTEINE” CIRCOLO LETTERARIO A TORRESINA ABITUDINI QUOTIDIANE SI, VIAGGIARE…. AMELIA ROSSELLI OCCHI E ORECCHIE OVUNQUE GIOIA E TRISTEZZA… CARNEVALE NEL LAZIO ZAFFERANO, CARDAMOMO E TIMO FEBBRAIO 2014 1 5 6 6 7 9 10 10 11 15 Rubriche 2 2 4 8 12 13 14 15 L’angolo della Poesia Le News della Redazione del Picchio Le lettere dei lettori Le dediche dei lettori L’intervista ….all’Assessore Daniela Scocciolini News dal Comitato di Quartiere Torresina Letti per Voi Cucinati per voi Diventa anche tu “Amico del Picchio di Torresina” su Facebook” Rileggici su TORRESINA.NET-Archivio delle edizioni Commenta l’articolo e Condividilosu Facebook” Dopo la lettura, “il Picchio” ti invita a gettare il giornale negli appositi cassonetti per la carta, perché “il Picchio” è a favo re de lla racc olta differenziata. Anno 0 - Numero 2 Febbraio 2014 Reg. Tribunale di Roma n. 306 del 27 dicembre 2013 (già n. 559 del 17 dicembre 2007) SEDE: Via Paolo Rosi, 76 - 00168 Roma EDITORE: Associazione di Promozione Sociale “Noi di Torresina Onlus”-Via Paolo Rosi, 76 - 00168 Roma Cellulari: 3396531743, 3387078816. e-mail: ilpicchioditorresina@yahoo.it DIRETTORE RESPONSABILE: Jean-Luc Giorda CAPO REDATTORE: Stefania Giannetto IN REDAZIONE: Marcella Speranza, Daniela Moretti, Aurelia Colarossi, Cinzia Pezzola, Antonio Picciau, Antonella Salerno, Antonio Di Siero, Luigi Spagnoletti, Antonella Longobardi, Sonia Luche. IMPAGINAZIONE, PROGETTO GRAFICO-EDITORIALE, PUBBLICITARIO, GESTIONE INTERNET: Roberto Delle Case, HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Giantonino Ianitusi, Ignazio Scafidi, Carmen Pistoia Maurizio Montanari, Sonia Luche, Roberto Vasaturo, Cinzia Del Bello, Martina Peloso, Andrea Delle Case, Antonella Longobardi, Michela Fabbri, Antonio Giustiniani. STAMPATO PRESSO: Tipografia River Press Group S.r.l. Via Menalca 30 - tel. & fax: 062294420 - 062295925 e-mail: rpg@mclink.it. Dove posso trovare ogni mese la mia copia de “ll picchio di torresina” ? T u t t i i n e go z i e g l i s t u d i Via Federico Borromeo, 67 professionali di Torresina Biblioteca Casa del Parco Tutti gli inserzionisti esterni di Via della Pineta. Sacchetti, 78 Le Edicole Via Torrevecchia Centro anziani Torrevecchia 87-239-348 Monte Mario - Primavalle Negozi di Via Pietro Gasparri 71-73 AMA di Torrevecchia Alcuni negozi di Via Pietro Maffi Santa Maria della Pietà: Alcuni negozi di Via Torrevecchia •Uffici Municipali pad. 29-30-31 e Largo Arturo Donaggio •Padiglioni 13, 26 e 32 L’edicola di Via Pietro Maffi •Centro Antea - Atletica Monte Mario Alcuni negozi di Via Andersen Scuola di Via Andersen Municipio 19° di Via Mattia Battistini Bar di Via Vittorio Montiglio, 21 XIX Gruppo VVUU Via F. Borromeo Bar di Largo Millesimo La Biblioteca Basaglia Mercato Rionale di Via Pasquale II° Invitiamo tutti i lettori che vogliono scrivere articoli, poesie, dediche o che vogliono raccontare momenti di vita, lagnandosi o ringraziando, ad inviarci i loro elaborati presso ilpicchioditorresina@yahoo.it, oppure lasciando i loro scritti dal giocattolaio NUVOLONI, Via Pietro Maffi 28/32, da ROBERTO il tabaccaio di Viale I. Montanelli, o all' EDICOLA VIDI di Viale Montanelli. Questo numero è stato chiuso in redazione il 31/01/2014. Gli scritti dovranno essere accompagnati dalla firma dell'autore (che potrà L'associazione “Noi di Torresina onlus” scegliere di non essere citato sul giornale, ma apparire solo con le iniziali o un ringrazia tutti coloro che con le loro donazioni nomignolo) e un recapito telefonico. ci permettono di pubblicare il Picchio. 3

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Esercizio convenzionato con il C. di Q. Torresina LE lettere dei lettori. Salve, sono un abitante di Via Podere Fiume. Credo che il mio non sia un lamento originale, visti i disservizi del trasporto pubblico! Dove il servizio c’è gli utenti, poveri cristi, debbono sopportare tutte le inefficienze, i problemi di un servizio male organizzato, che per noi è addirittura inesistente. Prendiamo il caso del 46/. Oltre a fare un percorso spropositato e inutile, da V. Barbato a via Paola, che provoca ritardi, soppressione di corse ecc. (quando sarebbe sufficiente che si attestasse alla Metro), fa due volte il giro tra le strade di Torresina, in Spett.le Redazione, mi è capitato di leggere il vostro articolo sulle novità riguardanti il rinnovo della patente e denoto alcune dissonanze rispetto alla realtà : - I costi delle spese amministrative ammontano sì a 25,00 euro ma non sono stati aggiunti i 3,60 euro di tasse postali, dunque la spesa ammonta a 28,60. - I 6,80 euro sono il costo previsto per la lettera assicurata di Sono arrivata da poco ad abitare a Torresina 2 e ho avuto l’occasione di leggere il vostro giornale. Vorrei raccontare quali sono le difficoltà che ho incontrato e con le quali cozzano tutti gli abitanti di Torresina. Il bisogno e il desiderio di una casa nostra, ci ha spinti ad acquistare qui. Non mi aspettavo di dover abitare in questa zona sprovvista di tutto: niente strade (però sappiamo a chi saranno intitolate, quando verranno fatte, magra consolazione!), quando piove una pozzanghera continua ci conduce fino a casa e dobbiamo fare attenzione, dopo il tramonto, perché non c’è neanche la luce, cosa che ci espone a pericoli non indifferenti. Le fogne sono collegate provvisoriamente, l’acqua arrivo e in uscita. Come se non bastasse entra tra le case popolari di Torrevecchia, facendo lo stesso percorso che già altre due linee percorrono. Non si può razionalizzare, servendo le zone scoperte dal servizio e facendo passare più frequentemente i mezzi??? Quando l’Atac deciderà di rivedere i tracciati delle linee, rendendoli più adatti alle esigenze di tutti i cittadini e non soltanto alle esigenze di qualcuno? Cosa possiamo fare? A chi dobbiamo rivolgerci? Diego F. recapito della nuova patente e non il costo della visita. - I costi della visita medica non possono essere menzionati causa la loro variabile, dovuta al medico abilitato o alla struttura abilitata a cui ci si rivolge. Tutto ciò per chi intende fare da se anziché rivolgersi alla classica agenzia di pratiche auto. Cordialmente Stefano Venanzi potabile arriva tramite una pompa perché la pressione non è sufficiente. Possiamo bearci, però, del profumo che emana un allevamento di ovini e bovini, proprio sotto le finestre. Ricordo, tanto per la precisione, che Torresina 2 è una zona di Roma Capitale!!! Quando si costruiscono case, non sono previste le opere di urbanizzazione? I costruttori non hanno l’obbligo di urbanizzare, prima di costruire? Oppure, chi le deve fare? Perché non si fanno? Chi può rispondermi? Ho letto che il Municipio risponde ai lettori. Sarò fortunata anche io? GRAZIE A. S. Rileggici , sfogliaci, scarica il giornale su: http://www.torresina.net/il-picchio-di-torresina/archivio-edizioni-il-picchio 4

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Gunter Demnig LE “STOLPERSTEINE” I monumenti più piccoli di Roma. Foto: Andrea Maurizi (da Roma Today ) di Marcella Speranza 27 gennaio è il dorati davanti alle loro giorno della memoria, abitazioni. istituito nel 2000 dal Un uomo, in silenzio, Parlamento Italiano, in con una piccozza ricordo del 27 gennaio 1945. solleva un sampietrino Quel giorno l’Armata dal marciapiede, con Rossa apriva i cancelli gesti semplici e ormai del campo di sterminio usuali, toglie l’involucro di Auschwitz, svelando ad un altro sampietrino gli orrori che vi erano che ha una lastra di ottone su una faccia: stati consumati. Per non dimenticare, per inciso un nome, la data di nascita e quella di deportazione, impedire la negazione di un luogo (quasi sempre un campo di sterminio) e la data della morte, spesso chiamata assassinio. ciò che è successo. Anche il Municipio 14 ha Un uomo semplice, che con piccoli gesti evoca rumori aderito all’iniziativa “Memorie d’inciampo” giunta alla e azioni di un funerale postumo. V edizione, che si inserisce nelle celebrazioni che Roma Intorno la commozione è tangibile, il ricordo un dolore struggente. Capitale dedica alla giornata della Memoria. Nel nostro Municipio, al Borghetto Aurelio, una Quell’uomo è Gunter Demnig, un artista tedesco che ha “pietra d’inciampo”, una piccola targa commemorativa dedicato la sua vita alla memoria di chi, da quelle case, è installata su un sampietrino, è stata posizionata il 13 gennaio uscito per non tornare più. scorso, davanti all'ex casa del Popolo, in memoria di Alberto L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro alla ricerca e alla testimonianza Di Giacomo. Di Giacomo, partigiano, detenuto per motivi politici nel dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle Carcere di Regina Coeli, il 4 Gennaio del 1944 venne persecuzioni naziste: ebrei, politici, rom, omosessuali. Le prime Stolpersteine furono istallate nel 1995 a Colonia, prelevato, con altri 291 detenuti. da allora sono più di 40 mila le pietre d’inciampo Furono caricati su un convoglio ferroviario. Il viaggio durò nove giorni, con una sola sosta nel Campo di posizionate in tutta Europa per mano dello stesso Demnig. concentramento di Dachau; destinazione finale il Campo L’artista sceglie il marciapiede prospiciente la casa in cui di sterminio di Mauthausen, dove Di Giacomo giunse il hanno vissuto uno o più deportati e vi installa altrettante 13 Gennaio 1944 e venne immatricolato con il numero “pietre d’inciampo”. L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, il fatto di essere collocate a terra, costringe la 42101. Deceduto il 15 settembre 1944 ad Hartheim, una persona che le nota ad abbassare lo sguardo, oltre che materialmente, anche idealmente, per rendere omaggio dipendenza del Campo principale di Mauthausen. Presenti all’evento, i familiari di Alberto Di Giacomo, il alle migliaia di persone che hanno sperimentato sulla Presidente del Municipio 14 Valerio Barletta e alcuni propria pelle quanto l’animo umano possa essere consiglieri, rappresentanti ANPI (Associazione Nazionale disumano e stupido. Partigiani d'Italia), dell'ANED (Associazione Nazionale Ex «Sì, “pietre di inciampo” per non cadere nell'errore di Deportati), associazioni di quartiere e numerosi cittadini. banalizzare il male. Vogliamo obbligare a fare i conti con Nel suo intervento Barletta ha più volte sottolineato l'alto la propria storia, inserirla nella quotidianità, perché valore di questa iniziativa dedicata alla memoria ed ha guardando per terra venga la voglia di alzare gli occhi al concluso dicendo:“Spero che tutti sappiano riconoscere il cielo e non dimenticare» dice Gunter Demnig. valore di quelle persone, o quantomeno il dolore ancora vivo, delle famiglie delle migliaia di deportati di Roma” Il 13 e 14 gennaio 2014, altre 14 “stolpesteine” sono state collocate in tutti i M un icipi di Ro ma, aggiungendosi alle 191 già impiantate in precedenza. Il progetto delle Stolpersteine ("pietre d'inciampo") nasce da un'idea dell'artista tedesco Gunter Demnig in ricordo dei deportati razziali e politici di tutto il mondo. Per ricordare le vittime di una Alberto Di Giacomo in due foto e la sua scheda carceraria: uno dei tanti uomini, donne e bambini delle pagine più dolorose della rastrellati, deportati, ammassati come animali nei carri bestiame, tradotti nei campi di nostra storia, installa dei cubetti concentramento e lì uccisi. (fonte foto-documento http://www.deportati4gennaio1944.it/Di Giacomo.html). Il 5

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CIRCOLO LETTERARIO A TORRESINA Quando un’idea non teme confronti “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”. Daniel Pennac rossimamente, a Torresina vedrà la luce un’altra bella iniziativa, una di quelle per le quali ci si chiede spesso “ma perché non c’ho pensato anche io?”: un circolo letterario. Nel contesto di un territorio periferico, quale il nostro Municipio, la presenza di un punto culturale rappresenta un indiscutibile arricchimento del tessuto urbano e dei suoi abitanti. Il circolo letterario vuole essere un respiro culturale dal sapore antico, tipico di quei salotti parigini del ‘700 e ‘800, che tanto grande hanno fatto la nostra cultura europea e che, con il suo libero scambio di idee sui contesti culturali, passati e attuali, vuole contribuire a sollecitare quel senso culturale oramai sorpassato e pronto ad essere dimenticato. Qualcosa di più di una biblioteca, un luogo di incontro privato per promuovere la cultura, l’arte, la circolazione delle idee per smuovere quel subtrato culturale sopito in di Sonia Luche e Stefania Giannetto P ciascuno di noi ed educare al riciclo dei libri, grazie alla collaborazione con l’Associazione H2, già promotrice dell’iniziativa LiberaLibri, attualmente in essere nel nostro Municipio. Il Centro Commerciale Torresina e, nello specifico, il box destinato all’iniziativa Liberalibri, infatti, saranno palcoscenico inconsueto di questo nuovo progetto, che ha lo scopo di riscoprire la bellezza di autori, grandi e piccoli, attraverso la lettura e la condivisione di alcuni testi. La partecipazione è assolutamente libera e chiunque potrà apportare il proprio contributo consigliando testi o suggerendo una prospettiva diversa di lettura. Organizzare queste risorse nel territorio significa rafforzare, laddove non vada proprio tessuta, la socialità; significa stimolare la curiosità e la fantasia; significa fondere cultura e amicizia in un’unica spirale. L’obiettivo è quello di creare un contenitore per numerose attività di promozione sociale e culturale. Ecco cosa succede quando le idee si incontrano liberamente e iniziano a giocare tra di loro: la nascita di un circolo letterario a Torresina. di Roberto Vasaturo ABITUDINI QUOTIDIANE Impara qualcosa di nuovo “…lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine…” Verissimo! non lasciare che le abitudini ti facciano credere che non ci sia più nulla da imparare, ma abituati ad ampliare la mente a fare spazio a nuove cose, nuove idee, lascia che la tua mente e il tuo spirito siano contaminati dal nuovo, lascia che ogni giorno ci sia qualcosa di nuovo da imparare. Imparare per vivere bene. Ancora un passaggio della poesia ci aiuta: “…essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare!…” La qualità della tua vita dipende dall’impegno che metti nell’imparare cose nuove e nel metterle in pratica. Ci sono veramente tante cose che non si conoscono e che vale la pena imparare, non in modo nozionistico, ma comprendendone il significato e perché no l’utilità; come possiamo utilizzarle per migliorare la qualità della vita. Se ne fai un’abitudine quotidiana, a piccole dosi ampli le tue conoscenze e arricchisci il tuo sapere. Tutto diventa parte di te, tutto si può trasformare in una passione magari quella che ti fa schizzare fuori dal letto la mattina perché non vedi l’ora di iniziare. E TU OGGI COSA IMPARERAI? C ” Lentamente muore….”Martha Medeiros onosci questa poesia? E’ un canto dolce e un inno alla vita che sprona a dedicarci ogni giorno a crescere, a migliorare e a guardare con occhi meravigliati tutto quello che ci circonda senza darlo per scontato od eterno. E se ci buttiamo con passione in questa esperienza possiamo trovare sempre qualcosa di nuovo che meriti di essere scoperto, imparato e vissuto. L’ultimo e…Il primo. E’ come ribaltare la famosa domanda ” se fosse l’ultimo giorno della tua vita cosa faresti?” qualsiasi cosa fosse, probabilmente ci sarebbe un pò di tristezza, di follia o di rimpianto, perché non avresti più altro dopo. Sai che è l’ultimo, poi buonanotte!… Ma se fosse il tuo primo giorno di vita? Con quale spirito guarderesti le cose intorno a te, con quale intensità vorresti assaporare la vita? Questo potrebbe essere lo spirito con cui dovresti vivere le tue giornate. Di sicuro troveresti sempre qualcosa di nuovo da scoprire, dalle cose semplici come una nuova ricetta, oppure imparare un nuovo modo per relazionarti con gli altri. Tornando alla poesia il primo passaggio dice 6

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di Cinzia Del Bello SI, VIAGGIARE… La cosa che mi fa sorridere di più è la teoria del clacson. E’ la strana convinzione di alcuni automobilisti che il clacson abbia un magico potere, capace, se azionato in successione, di spingere avanti la coda di macchine. Per questo motivo in alcune code che si formano, qualche volta parte il clacson a catena delle auto di questi operosi “maghi” della strada! A questi signori bisognerebbe ricordare che il clacson è uno strumento che va usato in casi di emergenza, non uno stravagante strumento musicale monotonale! Infine c’è il guidatore modello, quello in via di estinzione, che si ferma alle strisce pedonali per far attraversare le persone e che agevola il traffico, che non parcheggia in doppia fila, ma cerca pazientemente un parcheggio, anche se lontano da dove deve andare. Lui ha rispetto per la città e per chi la abita. Rispetta le regole e guida con prudenza. Probabilmente anch’egli ha gli stessi problemi di noi tutti, ma anziché sfogare il nervosismo alla guida e mettere in pericolo se stesso e gli altri, cerca faticosamente di guidare in modo corretto e civile in questa città dove, in molte occasioni, sembra che si sia perso il senso civico. Spesso si parla di assassini al volante, un termine coniato dai media. L’imprudenza alla guida può essere un’arma letale. Bisogna sempre essere concentrati e vigili, avere mille occhi e non bisogna mai azzardare manovre pericolose. E’ sempre bene ricordare che è meglio arrivare in ritardo che non arrivare affatto! Non dobbiamo permettere al nervosismo di condizionare il nostro comportamento. Spesso andare piano e godersi il viaggio alla guida può essere piacevole. Dipende solo da come ci rapportiamo ad esso. ome buona parte della popolazione di Roma e zone limitrofe, anche la sottoscritta ogni mattina esce di casa armata di una necessaria dose di pazienza per affrontare il traffico in cui ci si imbatte alle otto di mattina, per andare a lavorare. In questo frangente si incontrano tante tipologie di guidatori. C’è quello che deve sorpassare per forza. Per lui è una questione di principio. Non può mettersi in fila e aspettare, allora via a sorpassare anche se la fila scorre! Oppure, ancora peggio, sorpassa per poi parcheggiare in seconda fila, 50 metri più avanti, per andare al bar! C’è quello che usa il pilota automatico. Ah, davvero? Non esiste il pilota automatico nelle macchine! Allora se con una mano tiene il telefono e con l’altra fuma, come fa a guidare? Poi c’è quello che si crede pilota di formula uno in un circuito cittadino. Il personaggio in questione fa sorpassi azzardati, accelera in curva, come se stesse per vincere il gran premio di Indianapolis! Poi c’è il guidatore fashion, o meglio dire la guidatrice fashion, che approfitta dei semafori per sistemarsi trucco e capelli. Perché bisogna sempre essere impeccabili! Non si sa mai che incontri l’uomo dei propri sogni, magari tamponandolo mentre si aggiusta il lucidalabbra. C’è quello che tiene la radio ad un volume tanto alto che lo sentono anche dall’altra parte della città. Va bene darsi una svegliata la mattina, ma così mi pare un po’ esagerato! Chissà se ha mai sentito parlare di “inquinamento acustico”, probabilmente no, considerato che potrebbe essere già diventato sordo. C’è quello ostinato, che non ti fa passare o immettere nella sua corsia nemmeno se scendi e lo supplichi in ginocchio, perché la strada è sua e di nessun altro! C 7

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Continua da pagina 1- “TORRESINA, QUARTIERE CARDIOVIRTUOSO” L’inaugurazione e della teca di Viale I n d r o M o n t a n e l l i contente il defibrillatore, la benedizione da parte del Parroco di Torresina Fabio Alfonsi, Provider American Heart Association Acaya Consulting L’inaugurazione della teca di Via Paolo Rosi, con il cartello segnaletico del Progetto con le indicazioni di soccorso ed emergenza La diffusione della conoscenza d’intervento tra i cittadini aumenterà anche la consapevolezza dell’importanza di conoscere e saper usare un defibrillatore e questo diminuirà in maniera significativa il tasso di mortalità. Nelle comunità che hanno già adottato tale i n i z i a t i v a s i è v e r i f i ca t o u n n o t e v o le incremento del tasso di sopravvivenza; un esempio per tutti è la città di Orvieto, città che si definisce “Cardioprotetta” dal lontano Il defibrillatore, posto 2005, dove ad una conoscenza di massa all’interno della teca che lo protegge dagli d e l l ’ u s o d e l d e f ib r i lla t o r e e d i l lo r o agenti atmosferici: posizionamento su strada, ha corrisposto un così per i volontari è drastico calo dei decessi. “a portata di mano”. Tornando a Torresina, il progetto è organizzato Sotto: vista esterna d a l l o c a l e C o m i t a t o d i Q u a r t i e r e e della teca di protezione dall’associazione DiagnostiCare onlus e punta a farla diventare un quartiere “Cardiovirtuoso” proprio come le città di Orvieto, Piacenza e recentemente Ciampino. Tutto è cominciato nella primavera dello scorso anno, quando sono stati reclutati quasi trenta volontari (residenti del quartiere o persone che ci lavorano durante il giorno) che hanno dato la disponibilità a far parte della rete del soccorso locale; sono stati formati con certificazione internazionale dell’American Heart Association ed i loro numeri di telefono sono stati inseriti in un software realizzato per l’occasione dalla AIRTELCO di Ferrara, specializzata nel settore delle comunicazioni sms e vocali e partner dell’iniziativa. Come funziona la procedura? In caso di emergenza cardiaca, dopo aver chiamato il 118, i cittadini chiameranno un numero di telefono (distribuito nel quartiere) Da sinistra: Il Presidente dell’AVIS, Dott. Biagio Bosco e il Coordinatore del Progetto Massimo Paolini nel quale dovranno lasciare un breve messaggio in segreteria; il messaggio sarà inoltrato automaticamente a tutti i volontari che si attiveranno per prendere il defibrillatore e soccorrere la persona in difficoltà. Sembra facile, quasi banale, ma prima non esisteva! “Ma se si fregano i defibrillatori?”. Roma non è Orvieto ed una delle prime domande a cui hanno dovuto rispondere gli organizzatori è stata proprio questa; paradossalmente, c’è voluto più tempo per dare una risposta adeguata a questa esigenza di sicurezza che a trovare Volontari! L e te c h e so n o s t a te po s te so t to v id e o sorveglianza, allarmate ed accessibili solo con codice d’accesso (conosciuto dai volontari e dai mezzi di soccorso del 118); i defibrillatori (donati dal Municipio, usati ma in ottimo stato), sono stati marchiati e provvisti del sistema d’allarme satellitare GPS. Basterà a dissuadere i malintenzionati? Lo scopriremo solo vivendo, possibilmente, con un defibrillatore a portata di cuore. LE DEDICHE DEI NOSTRI LETTORI Per TIZIANA Il 6 febbraio una bella donna, una ottima moglie e madre, una brava padrona di casa, una stimata professionista, compie gli anni! Tanti auguri di BUON COMPLEANNO ! 5 e 20 febbario 2014 Ai 2 uomini della mia vita: Massimiliano e Simone. Tantissimi auguri di Buon Compleanno!!! Siete l'essenza della nostra famiglia, vedervi giocare insieme è bellissimo, per non parlare di quando passeggiate Ti vogliamo bene! sulla spiaggia mano nella mano ..... sembra di vedere la stessa persona, proiettata Marcella nel tempo, prima piccolo e poi grande.... e Antonio Vi voglio un mondo di bene! Elisabetta detta anche La Mamma 8

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di Martina Peloso Tra i poeti “inventori di mondi”è l’ultimo apostolo del secolo breve. Ultimo degli appuntamenti della Rassegna “Inventore dei mondi”, scopriamo insieme i segreti della poetica di una grande poetessa del nostro secolo. aramente nella letteratura nascono autori la cui voce va ben oltre l’elaborazione di un mondo peculiare, di uno spazio “fisico” entro i confini dei quali è possibile pensarsi e perfino muoversi. Pochi stellati scrittori aggiungono a questa capacità tipica dei grandi la proprietà di fare di quel mondo un “luogo di non ritorno”. La poesia di Amelia Rosselli è irreversibile. Con quest’affermazione non intendo semplicemente consigliare la “svolta” che la poetessa rappresentò (la svolta canonica che contraddistingue ogni classico) ma voglio indicare la vera e propria “perdizione” nella quale precipitiamo facendo la conoscenza dei suoi versi e, non secondariamente, l’esasperazione dell’agonia del novecento, il termine ultimo che rappresenta, oltre il quale era possibile solo inaugurare un’epoca letteraria nuova. Amelia Rosselli fu l’ultimo apostolo della crisi, quella crisi che ebbe al centro i due conflitti mondiali e che vide la fine del primato europeo, con il disfacimento di ideologie, convinzioni e costumi del secolo breve, del quale ne fu interprete sublime. Fu lì, nella curvatura del secolo, suo malgrado: nacque a Parigi dall’inglese Marion Cave e da Carlo Rosselli, antifascista e ideologo di un’inedita linea politica che da Giustizia e Libertà confluì nel Partito d’Azione. Era appena bambina quando perse il padre, ucciso nell’esilio francese da sicari fascisti: questo costrinse lei e la madre a peregrinare per buona parte dell’esistenza. Visse in Svizzera, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, ma solo in età adulta si stabilì in Italia. Amante e studiosa della musica, indagatrice delle possibilità della lingua, sperimentò lo strazio dei manicomi, ostaggio della malattia psichica e fisica (fu colpita da un precoce morbo di Parkinson). Si suicidò nel 1996, gettandosi dal balcone del suo appartamento romano. La sua poesia è dimorata dalla nevrosi, il pensiero è una frattura multipla e scomposta e nella sintassi disgregata, il lapsus insiste come una giustificazione. Frequenti sono le immagini appaiate senza nesso apparente e così an che le parole , che si susseguono traboccando l’una nell’altra: tutto si muove a zigzag, che trova relazioni/rivelazioni di suono e di ritmo, corrispondenze inesplicabili nei pensieri sepolti. E proprio il lapsus è una tecnica voluta e ricercata, ma anche un gesto involontario: d’altra parte la libera associazione di idee è una tecnica psicologica e contemporaneamente un atto con cui la psiche si sbriglia senza controllo. “Barocco bello tutt’impigliato bianca ginestra con la solita Maria blu sul liquido cero nudo scandalosamente il Cristo attraente alle bambine. Cristo Jesù legno che non marcisci con lo cuore spinoso.” (da Prime Prose Italiane). AMELIA ROSSELLI R Amelia Rosselli impiegò questo tipo di andamento nelle tre lingue della sua scrittura: il francese, l’inglese e l’italiano. E se l’inglese fu la lingua madre, forse il francese fu la lingua dell’infanzia e l’italiano la “lingua padre”. Alessandro Baldacci in un saggio paragonò la Rosselli ad una bambina che smonta e rimonta i giocattoli: la poetessa scompose e ricompose le tessere minime del linguaggio e forse, cercando le regole, tentò di riabbracciare il “padre”. La tecnica di ricomposizione fu presa in prestito dalla musica. Così la poesia di Amelia Rosselli è un pentagramma tutto suo, fatto di parole e di ricordi personali e collettivi e il suo “s-regolarsi” è insieme la norma e l’infrazione. La memoria collettiva nei versi di Amelia Rosselli è la guerra, nominata esplicitamente o evocata nel ritmo che mima l’ossessione delle sirene, le bombe di San Lorenzo. L’incontro con la guerra e lo straniamento del conflitto ci appaiono anche nella compresenza di lingue diverse. Una Babele che ci respinge… Eppure, se tentiamo di calarci nella torre, capiamo che si tratta di un coro di voci che le appartengono, affatto estranee l’una all’altra, ma dialoganti tra loro. Sono le voci nella mente, ma voci familiari: quella della madre, del padre, di Amelia bambina… Ame lia Ro sse lli ave va u n an imo ado le scen te, meravigliosamente incagliato nella sua “fame di assoluto” (Alessandro Baldacci). L’immaturità, la malattia non sono zavorre, ma vanno ad impreziosire la sua figura di “classico”. Un classico è chi in letteratura ha compiuto una rivoluzione: in via generale chi compie la rivoluzione fa la guerra. Amelia Rosselli partecipò a suo modo alla guerra e alla rivoluzione. Pur consapevole dei suoi limiti, inchiodata al suo tempo, fu augure del futuro: “Siamo pronti per un’altra storia” disse ai suoi contemporanei in una poesia che resta a raffigurarla per sempre nel luogo del suo suicidio, epitaffio di Via del Corallo a Roma. 9

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di Andrea Delle Case OCCHI E ORECCHIE OVUNQUE L'era dello spionaggio cibernetico C he fossimo spiati in modo anche subdolo e subliminale dai geni di quella scienza malata chiamata Marketing, che si occupa di monetizzare i gusti del popolo, quello lo sapevamo da molto tempo. Ma quello che non sapevamo, o meglio, sapevamo solo in parte, è che fossimo spiati dai servizi d'intelligence americani. Qualche mese fa, ha fatto scalpore la notizia che l'Agenzia Nazionale della Sicurezza degli Stati Uniti, per l'appunto NSA abbia ascoltato, tramite dei geolocalizzatori, le chiamate e gli sms di molte persone di diversi paesi, tra cui anche il nostro. Nel mirino sarebbero finite anche persone di spicco della classe dirigente italiana. Pochi giorni dopo arrivano i dati che possono essere considerati "ufficiali": i Men in Black statunitensi avrebbero totalizzato un quantitativo di 5 miliardi di telefoni spiati per un ammontare complessivo di 27 Terabyte. Cifre astronomiche non solo per la gente normale ma anche per chi tutte queste diciture le mastica tutti i giorni. C'è chi pensa subito a teorie complottistiche che mettono in gioco uno dei simboli più famosi: L'occhio della provvidenza. Quest'occhio, simbolo attribuito alla massoneria, è stampato sulle banconote statunitensi e starebbe a significare, secondo molti, che ogni azione che intraprendiamo è controllata dall'alto. E così infatti è stato. Ma non siamo osservati soltanto da questi geni della sicurezza.Sulla rete circolano articoli riguardanti quelli che vengono chiamati "amici spia" di Facebook e Twitter che, appunto, spiano i nostri interessi e i nostri desideri. Ci sono addirittura aziende che tramite un compenso economico, (di Antonio Giustiniani) vendono centinaia di profili falsi (fake). Questi sono molto simili a quelli di persone reali e ci permettono di diventare popolari grazie ai loro "mi piace" fasulli e sono in grado di intrattenere conversazioni "veritiere" con chi è dall'altra parte dello schermo. I fake sono controllati da un operatore o molte volte un bot, un meccanismo computerizzato, che, in base alle nostre domande, formula le risposte adeguate, registrandole e inviandole a terzi. Oramai la linea di distinzione tra reale e virtuale si sta assottigliando sempre di più, tanto da diventare una cosa immaginaria. Le identità false sono in rapida crescita e nella corsa alla popolarità si accetta qualsiasi cosa pur che questa ci faccia arrivare al nostro obiettivo. Dominati dal Dio Denaro, il genere umano ha monetizzato i rapporti umani, arrivando così alla punta dell'iceberg. Nel documentario "Virtual Revolution", andato in onda su Rai 5 durante il periodo natalizio, si è parlato di come le grandi aziende vengano a mettere le mani anche sulle ricerche fatte nei motori come ad esempio il grande Google. Il sistema registra il nostro indirizzo IP, ovvero il nostro computer e le parole chiave immesse in quel piccolo campo bianco. Il sistema invia in un grande database tutte le nostre ricerche e grazie ad esse le grandi multinazionali possono stilare un nostro profilo. Impressionante. Siamo veramente sicuri di essere in buone mani? A chi stiamo affidando le nostre credenziali ogni volta che facciamo il login? A cosa serviranno tutte queste informazioni? Impossibile saperlo, ma una cosa possiamo sperare: che tutte le informazioni e i nostri profili non cadano mai in mani sbagliate. GIOIA E TRISTEZZA... er un refuso, nel numero precedente de Il Picchio abbiamo pubblicato alcune foto della raccolta alimentare precedente (1 dicembre 2012). Ci scusiamo con gli interessati pubblicando le foto della raccolta dello scorso 8 dicembre, che è stata caratterizzata da un triste episodio di cronaca. Se infatti il materiale alimentare raccolto è stato consegnato la sera stessa all'Associazione Salvamamme che lo ha poi trasferito presso il Centro Nutrizionale del Bambino (via degli Olimpionici, 19 Villaggio Olimpico), li purtroppo, l'anno nuovo è iniziato con una brutta sorpresa: P inferriate divelte, porte scardinate e gazebo sfondati. La sede dell'associazione Salvamamme è stata presa di mira da dei ladri che hanno rubato latte, omogeneizzati, pannolini, vestitini per i nascituri, vestiario e giocattoli, questi ultimi destinati ai bambini per l'imminente epifania. Non possiamo che condannare un tale atto che è andato a colpire i più indifesi, mamme e bambini tutti e rinforzare il nostro sostegno nei confronti dell'associazione e di tutti i suoi Volontari. 10

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di Antonella Longobardi CARNEVALE NEL LAZIO FESTE E MANIFESTAZIONI Domenica: si svolge il "Corso di Gala", sfilano per le strade i carri allegorici preparati da mastri artigiani della città, accompagnati da maschere e bande musicali. Lunedì: le diverse confraternite si cimentano nell'offrire cibo e vino ai cittadini e ai visitatori (maccheroni, polenta, fagioli e cioccolata, accompagnati dal vino). Sono i "Nasi Rossi", tipica maschera insolita ed enigmatica, che il lunedì grasso di ogni anno, diventa la maschera di tutti i ronciglionesi e da vita a quel singolare rituale detto "la pitalata". Vestiti con un camicione bianco, i Nasi Rossi calano come un esercito sulla piazza, cantano un inno al vino, rincorrono gli spettatori, salgono con scale sui balconi, entrano nelle case per offrire, con dissacrante insistenza, i maccheroni che tengono caldi in un vaso da notte, il pitale appunto. Il Naso Rosso incarna l'anima buontempona, satirica, godereccia che è innata nel ronciglionese. Lo Statuto dei Nasi Rossi risale al 1900. Martedì grasso: è il giorno di chiusura del Carnevale, con la finalissima delle "Corse a vuoto" e la premiazione della scuderia vincitrice, che riceverà nella sala del Consiglio comunale il "palio", simbolo della vittoria e del potere conquistato.La "Compagnia della Penitenza", quindi, catturerà il "Re Carnevale", che verrà cacciato dalla città legato ad un pallone aerostatico, dal cui volo si trarranno gli auspici per la stagione agricola. La sera si svolgerà il "Veglionissimo", la festa di addio al "Re Carnevale", con musica, vino e balli in maschera. Anche il Carnevale a Tarquinia (per info www.tarquiniaturismo.it) viene vivacizzato dalle de cor azion i carn e valizie , i do lci tipici de l Carnevale come le bugie e le chiacchiere, le sfilate dei carri e delle maschere. Quest'anno la manifestazione sarà inaugurata con le sfilate dei carri allegorici e dei grup pi m as c he r at i ne l cen tr o cittadino che si te rr an no il 3 e d il 27 febbraio, il 2 marzo ed il martedì grasso (4 marzo). I cortei avranno inizio intorno alle ore 15.00 in piazza G iaco mo Matteotti con musica, castagnole e vin brulé per tutti.....e allora Buon Carnevale 2014 ! !! ! Carnevale è tradizionalmente il periodo che precede la quaresima ed è festeggiato con feste mascherate, sfilate di carri allegorici, danze. Si conclude il giorno di martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima. Quest’anno l’ultimo giorno di Carnevale è martedì 4 marzo. Il nome deriva probabilmente dal latino medievale “carne levare”, cioè "togliere la carne" dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto nella religione cattolica, di mangiare la carne durante i quaranta giorni di quaresima che precedono la Pasqua. La celebrazione del Carnevale ha un'origine molto lontana, probabilmente attinge dalle feste religiose pagane, in cui si faceva uso delle maschere per allontanare gli spiriti maligni. Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente un divertimento popolare. Durante il Medioevo e il Rinascimento i festeggiamenti del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica. In queste epoche raggiunsero il più grande splendore a Venezia, Firenze e Roma, dove si svolgevano svariate ed allegre manifestazioni, che si concludevano con festose mascherate su carri allegorici infiorati. Ancora oggi il Carnevale rappresenta un'occasione di divertimento e si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate, le feste. Attualmente diverse forme carnevalesche hanno ripreso a fiorire, rinnovando tradizioni locali come ad esempio il Carnevale di Ronciglione che quest'anno ha un programma che si sviluppa nella settimana dal 27/2 al 04/03 (per info www.prolocoronciglione.it): Giovedì grasso: è il giorno di apertura, con la prima "Cavalcata degli Ussari". Sabato: giorno di inizio delle "Corse a vuoto":18 cavalli di 9 “scuderie" (contrade) differenti, si sfidano alla corsa divisi in 3 batterie, solo chi arriverà su l podio po tr à acce de re alla finalissima del "martedì grasso". I cavalli gareggiano senza essere montati da alcun fantino. Il 11

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di Stefania Giannetto L’INTERVISTA A... ALL’ASSESSORE DANIELA SCOCCIOLINI accoglie cordialmente nel suo ufficio, una stanza semplice e grande del Liceo Pasteur di Roma, di cui è Preside, per parlare di un argomento quotidianamente al centro di polemiche: la scuola pubblica. Assessore, lei è insegnante, Preside e oggi Assessore con delega alla scuola, quindi non si può dire che i meccanismi della scuola le siano sconosciuti, si può parlare di cambi di prospettiva in questo crescendo di posizione? Che cosa è cambiato in questi passaggi? E come concilia, oggi, il doppio ruolo di Preside ed Assessore? Entrare nel mondo dell'Amministrazione locale con un incarico politico avendo una lunga esperienza prima di insegnante poi di dirigente, per me è stata una grande facilitazione, perché mi ha permesso di entrare nei problemi con rapidità. D'altra parte, ho sempre pensato che chi ha uno specifico incarico politico su un settore debba avere una base di competenza su quel settore, altrimenti si corre il rischio di non saper dare le giuste linee di politica e, soprattutto, le giuste soluzioni ai problemi. Questa competenza Io l'ho sentita come una cosa che mi ha molto aiutato e mi ha consentito di entrare pienamente nell'incarico. Come le concilio? Nell'arco della giornata c'è il tempo per assolvere sia all'uno che all'altro compito. Ci sono ore da dedicare alla scuola e ore per il municipio, il tempo non mi manca, certo ho la giornata di dodici ore tutta piena che a volte si prolunga anche la notte, ma le due funzioni mi consentono di arricchire sia l'una che l'altra posizione. La prospettiva da cui guardo ai problemi non è assolutamente cambiata perché ritengo che l'Amministrazione locale debba il suo dovere nella legalità e nella trasparenza. Ci sono dei problemi seri che vanno risolti da parte del dirigente e da parte dell'Amministrazione locale in stretta collaborazione quindi la mia prospettiva è rimasta sempre la stessa. Quello che si deve fare si deve fare. Garantire la sicurezza? Provvedere agli spazi scolastici che sono fondamentali? Lo pensavo da insegnante, lo penso da dirigente, lo penso adesso da Assessore. Oggi, capisco un po’ di più le difficoltà che ho avuto da dirigente nei confronti dell'Ente Locale perché vedo la difficoltà di reperire i fondi e tutte le questioni di lentezza, a volte burocratica, che affollano l'ente locale. Come ha vissuto le riforme sulla scuola? Penso di averle vissute un po’ come tutti gli insegnanti e i dirigenti responsabili. Sono state riforme spesso mal strutturate da un punto di vista pedagogico, formativo culturale. E poi, soprattutto, sono state riforme senza soldi, sono stati, molto spesso, interventi chiamati strumentalmente riforme ma non si poteva parlare di riforme, quanto piuttosto di riorganizzazione del sistema formativo, soprattutto, per andare verso un taglio delle risorse finanziarie. Io credo che da parte dei decisori politici ci doveva essere una maggiore consapevolezza di quanto un sistema formativo sia importante per il proprio paese. E questo non so se sia stato fatto. Nessuno ci ha creduto, in passato, e mi auguro che i nostri decisori politici oggi, - qualche piccolo segnale mi sembra di vederlo - si siano persuasi che la scuola, nella crescita, nello sviluppo, nel benessere economico sia veramente importante. Inutile dire che per me ovviamente lo è. Mi Veniamo al nostro Municipio. Quali sono le aspettative nel suo doppio ruolo? Che cosa verrà realizzato e soprattutto cosa lei si auspica che venga realizzato? Ho dovuto confrontare le mie aspettative con la realtà dei tagli delle risorse ai comuni e quindi ai municipi; detto questo, il mio obiettivo fondamentale è quello di lubrificare, disostruire i canali di comunicazione tra la scuola (dirigenti, personale) e il municipio. Vorrei attivare e far funzionare bene questa comunicazione perché ho notato molta diffidenza nei confronti della figura del politico, certamente per alcuni aspetti fondata. Spesso le richieste che vengono dalle scuole non trovano neanche una risposta nel senso semplice "abbiamo ricevuto e cerchiamo di provvedere o stiamo provvedendo". Pertanto, per evitare di far avere la sensazione che tutte le richieste di intervento cadano nel vuoto, sostengo una comunicazione biunivoca, costante, per eliminare quella frustrazione del "gridare nel deserto". Questo è il primo punto, maggiore comunicazione e per questo mi incontro periodicamente con dirigenti, funzionari educativi e genitori presidenti dei Consigli di istituto. Come secondo punto, vorrei chiamare la comunità dei genitori e degli utenti intorno alle scuole. E’ opportuno che tutti prendano coscienza che la scuola, la scuola dei loro figli è una cosa importante, che deve entrare nella loro vita come un elemento fondamentale, come accade nella scuole europee. Quindi, vorrei chiamare i genitori a conoscere come funziona la scuola, quali sono i compiti che deve avere il municipio e quelli che deve avere la scuola. Ciò perché in questo momento, le scuole hanno un grande bisogno dei genitori, l'opera dei genitori puó essere di sostegno, di supporto e deve essere accolta e fortemente valorizzata, incanalandola in forme corrette e trasparenti. Si dovrebbe sapere quanta disponibilità mettono in campo i genitori per compensare le mancanze dell'amministrazione dello Stato in tutte le sue forme! Per fare un esempio, abbiamo un'aula sporca? Puliamo le pareti; abbiamo il giardino in disordine? Organizziamo una giornata di pulizia. Ecco, la scuola ha fortemente bisogno di essere oggetto di cura da parte della comunità dei genitori e vorrei anche che si smussassero certe punte di opposizione, anche di aggressività che hanno alcuni di loro nei confronti di chi gestisce le scuole. Questo l'ho notato con un certo rammarico. Vorrei avvicinarmi al modello di tutti i paesi europei in cui veramente la scuola è fortemente sentita dalla comunità locale, è sentita come un patrimonio proprio, una ricchezza da tutelare, affinché quest’atteggiamento possa passare anche ai figli, per educarli ad un maggior rispetto e amore per la scuola, e chissà potremmo avere anche meno muri e banchi scarabocchiati! E poi l'obiettivo degli obiettivi sarebbe quello di offrire un'edilizia scolastica sicura, razionale, pulita, luminosa, aperta, adeguata alle necessità, ma a questo obiettivo da sola non ce la faccio. A proposito di quest'ultimo punto, da un rapporto stilato da Legambiente è emerso che le scuole sono vecchie e poco sicure. Parliamo di anagrafica dell'edilizia scolastica? Continua a pagina seguente 12

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Continua da pagina precedente Io mi sto muovendo proprio in questo senso, per vedere se esiste un'anagrafica dell'edilizia scolastica in modo da sapere qual è il patrimonio delle scuole municipali e delle scuole dello stato affidate al comune. Pare, ma la questione è ancora da vedere, che sia stata fatta in parte anche una ricognizione degli alunni frequentanti in rapporto agli spazi. Ci sono alcuni istituti che sono molto affollati, le cui aule sono congestionate, altri che invece hanno spazi vuoti ed inutilizzati. Ora questa non solo è una diseconomia ma una questione attinente le condizioni di sicurezza, poiché non puó stare nelle aule un numero di studenti superiori a quelli previsti dalle norme. C'è poi la manutenzione degli edifici, ordinaria e straordinaria, il cui obiettivo importantissimo é la messa in sicurezza e la ristrutturazione degli edifici pericolanti. Ci sono otto progetti che riguardano otto istituti che sono stati presentati al bando regionale per l'edilizia scolastica; si tratta di otto istituti con progetti di ristrutturazione, bonifica dell'amianto, messa in sicurezza per la statica. Abbiamo esempi noti a tutti, come la Assarotti, la Bellingeri, la Lambruschini e altre scuole che attendono da tempo di essere messe in sicurezza e naturalmente poi ci sono quasi il 90% degli edifici che necessitano di messa a norma antincendio, ma questo è un dato che riguarda tutta la città. Ma finora ho parlato dell'istruzione statale. Che vogliamo dire di quella comunale? Ci sono asili nido nuovi da completare e da aprire, scuole dell'infanzia da risanare e attrezzare meglio, personale educativo e funzionari educativi e scolastici da incrementare, arredi ed elettrodomestici da acquistare e manutenere, giardini e spazi esterni da curare. Questa fascia del servizio è importantissima, nel nostro municipio ci sono bravissime Funzionarie ed educatrici che si spendono in ogni modo per far fronte alle necessità nel guidare e seguire una fascia di età sulla quale si costruisce la personalità e le potenzialità di ogni individuo. Il problema è che si sono stratificati, sovrapposti anni ed anni di incuria, come si fa di colpo a risanare tutto? In conclusione posso dire che quello di assessore alla scuola è un incarico appassionante, ma talvolta un po’ frustrante dal punto di vista delle risposte che ci danno quelli che stanno più in alto. Speriamo che qualcosa cambi e presto.. NEWS dal Comitato di Quartiere “Torresina” TORRESINA NEL CUORE. Da sabato 25 gennaio 2014 Torresina è un quartiere Cardioprotetto di Roma. Il progetto è stato illustrato ai residenti alla presenza del Presidente del Municipio, Valerio Barletta che ha auspicato una diffusione su tutto il territorio municipale della cultura della prevenzione cardiaca. Alla fine della presentazione c'è stato un piccolo rinfresco offerto da Primo Bar ed Alchimista. Si r in graziano vivamen te M au r izio e Lo re n zo !!! Torresina nel Cuore si pone l'obiettivo d'intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco improvviso; a disposizione del quartiere quasi trenta Volontari certificati American Heart Association e due defibrillatori custoditi in teche chiuse, allarmate (anche con GPS) e videosorvegliate. Aggiornamenti e dettagli sul progetto sono consultabili presso il sito ht tp://c uore .torre sina.net/ (raggiungibile anche da Torresina.net). APERTURA POMERIDIANA UFFICIO POSTALE TORRESINA. Siamo lieti d'informarvi che da venerdì 24 gennaio, l'Ufficio Postale all'interno del Centro Commerciale Torresina osserverà l'orario prolungato : LUNEDI’ – VENERDI’ DALLE ORE 8:20 ALLE 19:05; SABATO DALLE 8:20 ALLE 12:35. TESSERAMENTO 2014. Il Comitato di Quartiere è lieto di invitare tutti coloro che vogliono aderire in qualità di Soci ad iscriversi o a rinnovare la Tessera per il 2014, recandosi presso il box sito al piano interrato del Centro Commerciale Torresina nei seguenti orari: MARTEDI’ e GIOVEDI’ 10.00-12.00 e 16.00-18.00. Il tesseramento prevede il contributo di € 5 e da l'opportunità di accedere alle agevolazioni proposte dagli Amici di Torresina, un insieme di Professionisti, Associazioni ed Esercizi Commerciali con cui il Comitato ha stipulato delle convenzioni (consultabili sul sito www.torresina.net). Certi della vostra partecipazione vi aspettiamo numerosi. IL TUO QUARTIERE NON È UNA DISCARICA. Il Comitato Torresina ringrazia tutti coloro che hanno partecipato al pr imo appun tame nto de ll’anno co n l’in iziativa “Il tuo quartiere non è una discarica” per i Municipi neo PARI. La prossima raccolta straordinaria gratuita dei rifiuti ingombranti avrà luogo domenica 16 marzo dalle ore 8.00 alle ore 13.00 sempre nel parcheggio di via Andrea Barbato, sul lato opposto al capolinea del 46/. Ama ricorda che sono quotidianamente a disposizione dei cittadini altri due canali per disfarsi gratuitamente dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici, che non devono e non possono essere assolutamente conferiti nei cassonetti stradali: i 13 centri di raccolta aziendali aperti tutti i giorni e il servizio di ritiro a domicilio fornito dal lunedì al sabato su appuntamento per i materiali fino a 2 metri cubi di volume, sia al piano stradale che, dallo scorso 27 dicembre e per 3 mesi, al piano abitazione. Centro di raccolta Battistini, Via Mattia Battistini, 537-Apertura: dal LUNEDI’ al SABATO ore 7.00-12.00 e 14.00-19.00; DOMENICA e FESTIVI 7.00-13.00. Puoi consegnare gratuitamente: Apparati elettronici, Batterie al piombo, Carta e cartone, Consumabili da stampa, Farmaci scaduti, Grandi elettrodomestici, Inerti/ Calcin acci, In go mbr an ti, Le gn o , Me talli, Ne on , Oli vegetali, Pile, Termometri, Vernici e solventi LIBERA LIBRI vi aspetta al Box al piano interrato del Centro Commerciale Torresina; l'iniziativa è arrivata a Torresina la scorsa primavera ed è un invito alla lettura con una sua formula magica: “Chi vuole porta, chi vuole prende, ma si può anche solo prendere o portare, tutto completamente gratuito”. Curata dall’Associazione H2, in collaborazione con il Comitato di Quartiere e l’associazione Scaffali, si basa sul libero scambio di libri. Per evitare situazioni spiacevoli, è stato posto un limite di 3 libri prendibili alla volta. Ci vediamo ogni MARTEDI’ e GIOVEDI’, ore 10.00-12.00 e 16.00-18.00 e la DOMENICA ore 10,30 -12,30. INFO. Potete contattarci attraverso l’indirizzo mail: c o m it at o t o r re si na @g m ai l .c o m o ppu re pe r segnalazioni urgenti chiamare direttamente i consiglieri i cui numeri sono reperibili sulla pagina web www.torresina.net/comitatotorresina. Grazie. 13

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di Antonio Di Siero TOXIC AVENGER UN CULT IGNORANTE er noi “nerd” degli anni '90 l'aggettivo “ignorante” indicava un prodotto mediatico (film, cartone animato, videogame, gioco di ruolo ecc.) pieno di violenza gratuita, sangue e ironia sboccata. Manifesto di questa “corrente” sono i primi due film di P. Jackson, “Fuori di testa” e “Splatters– gli schizzacervelli”. Ma risalire alle origini del genere, significa andare a rispolverare la saga per antonomasia del produttore indipendente Troma, vero portabandiera del cinema più gretto, che si fa fregio dell'aggettivo “trash”, spesso usato per definire i prodotti Troma. “Toxic Avenger”: Melville Junko (“Junk”=“Rottame”) è lo sfigatissimo garzone di una palestra. Debole e stupido, Melville cade vittima di un ignobile scherzo dei culturisti del posto e cade da una finestra dentro un fusto di rifiuti tossici mentre indossa un tutù da ballerina e porta uno spazzolone per pulire i pavimenti. Quella notte Melville si trasforma in Toxie, il sanguinario “supereroe con forza e aspetto disumani” (avete notato le locandine? Sì, appare proprio così!) che porta giustizia nella corrotta città di Tromaville (viva la fantasia!). “Toxic Avenger II”: dopo l'ottimo avvio, K&H cannibalizzano lo spassoso soggetto a favore di una sorta di noioso documentario turistico sul Giappone. L'infame Apocalipse Inc. è determinata a trasformare Tromaville in un deposito di rifiuti tossici e a corrompere Toxie rimuovendo i suoi “tromatoni” (particelle che lo spingono a fare a pezzi i malvagi). Nel frattempo Toxie, caduto in depressione decide di andare a trovare il padre in Giappone (in windsurf!). Nonostante qualche buona scena, come quella di Toxie che fa fulmini e saette seduto sulla tazza del cesso, la noia regna sovrana. “Toxic Avenger part III – Last Temptation of Toxie”. Un dieci per il titolo. P Leggermente migliore del precedente, ma ancora inferiore al primo episodio. La Apocalipse Inc. corrompe Toxie promettendogli di far recuperare la vista alla moglie, una biondona da pagina centrale di Playboy completamente cieca. Toxie cede e permette alla A.Inc. di riprendere la conquista di Tromaville. Ripresosi dall'illusione del successo, Toxie si ritrova a combattere con il presidente della Apocalipse: il diavolo in persona. NB. Molte scene ti “TApIII – LtoT” non sono altro che eccessi di girato di “TAII”. “Toxic Avenger IV – Citizen Toxie”: con il quarto capitolo Kaufman chiede scusa ai fan (non è un modo di dire, nel riassunto all'inizio del film Toxie porta le scuse della protezione per i primi due sequel!). Un attacco dell'infame “Diaper Mafia” alla scuola per ragazzi handicappati di Tromaville apre una porta verso la dimensione parallela di Amortville (“Amort”=“Troma” pronunciato al contrario). Mentre Toxie si perde nelle infette strade della città, a Tromaville, il malvagio Noxie, il Vendicatore Nocivo, controparte malvagia di Toxie, stabilisce un impero di terrore. Il film riscatta alla grande la delusione dei due film precedenti e si concede delle “comparsate” eccellenti. I fan Troma riconosceranno Kabuki-Man, dal film “Sergeant Kabuki-Man – Los Angeles Police” e, anche senza i suoi storici baffoni, la voce dei Motorhead, Lemmy Kilmester. Conclusioni? “TA” è questo: volgare, sanguinolento, cinico, sboccato, ma soprattutto genuino. Senza falsi sentimenti, senza finta satira... Rappresenta lo stomaco dell'America bigotta e maschilista così come in Italia Alvaro Vitali ed Edvige Fenech hanno rappresentato un'Italia pigra, ignorante e orgogliosa di esserlo. Potete amarlo o odiarlo, ma se questo è trash, allora c'è qualcosa che ci è sfuggito! In sequenza da destra verso sinistra: “Toxic Avenger”: di L. Kaufman e M. Hertz (USA 1985); “Toxic Avenger II”: di L. Kaufman e M. Hertz (USA 1989); “Toxic Avenger part III – The last temptation of Toxie” di L. Kaufman e M. Hertz (USA 1989); “Toxic Avenger IV – Citizen Toxie” di L. Kaufman (USA 2000). 14

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di Michela Fabbri ZAFFERANO, CARDAMOMO E TIMO …..alleati della salute ome nel precedente numero, In ambito culinario il cardamomo è oggi parleremo di altre molto utilizzato per insaporire spezie e aromi che, nonostante dolci e nelle miscele di spezie, facciano parte del quotidiano uso oppure nella preparazione del culinario, hanno molte proprietà caffè alla turca. Ci sono due tipi di cardamomo, il nutrizionali che ignoriamo. Oggi parliamo dello Zafferano, cardamomo verde, che ha un gusto intenso e fortemente aromatico del Cardamomo e del Timo. Lo zafferano è una pianta coltivata e il cardamomo nero, che è in molti paesi del bacino del leggermente amaro e con un sentore di menta. Ma nonostante Mediterraneo. Il fiore dello Zafferano In Italia infatti sono numerose le questa grande differenza, spesso I semi del Cardamomo colture e si trovano principalmente delle Marche, Abruzzo, il cardamomo nero viene utilizzato in sostituzione al cardamomo verde perché più economico. Umbria, Toscana e Sardegna. Il termine Zafferano deriva dall’arano che significa In Iran e India, il cardamomo verde è utilizzato nella “giallo”, non a caso è una pianta ricca di carotenoidi, medicina tradizionale per la cura di infezioni orali come il licopene, ed hanno ottime proprietà antiossidanti (denti e gengive), per curare il mal di gola e l’alitosi, e sono i precursori della Vitamina A. Inoltre contiene e per le congestioni polmonari. Può essere utilizzato anche come digestivo. buone quantità di Vitamina B1 e B2. Anche il cardamomo nero ha le sue Un tempo, lo Zafferano veniva utilizzato proprietà fitoterapiche, infatti, nella in medicina per le sue proprietà medicina tradizionale cinese o antispastiche e antidolorifiche iranina viene utilizzata per i (sedative), inoltre nella medicina distur b i gastr ici, dal mal di ayurvedica veniva impiegato contro stomaco alla stitichezza. le patologie del fegato e dei reni. Il timo prende il suo nome dal Nella medicina tradizionale cinese greco, e significa forza e coraggio, invece si presumeva che avesse che risveglierebbe in coloro che capacità antidepressive e preventive dei ne odorano il profumo balsamico. disturbi mestruali o post partum. Da questo la classificazione come Ma oggigiorno, recenti studi, pianta aromatica. h ann o dimostr ato ch e gr an di Il Timo viene utilizzato in fitoterapia quantitativi di questa spezia possono per le s u e p r o p r i e t à a n t i s e t t i c h e a provocare gravi effetti collaterali quali livello gastrointestinale e delle vertigini, torpore e manifestazioni v i e urinarie. emorragiche a causa della riduzione delle In erboristeria il suo uso è consigliato piastrine. E’ difficile incorrere a questo per le affezioni dell’apparato respiratorio, rischio, viste comunque le piccole quantità come ad esempio tosse e asma. utilizzate in ambito culinario per il risotto Ovviamente da non sottovalutare il alla milanese! suo uso in ambito culinario, per gli Il cardamomo è una spezia conosciuta sin dai appassio n ati de l b alsamico , n ien te di tempi degli antichi romani e dei greci più gr adito ! che lo utilizzavano per fare i profumi. I rami del Timo di Marcella Speranza C INGREDIENTI: TORCIGLIONI DI CARNEVALE 500 gr. di farina 00-25 gr. di lievito di birra (o 100gr. di lievito madre)raddoppiato il suo volume, versatelo su una spianatoia infarinata e sgonfiatelo leggermente: poi con l’aiuto di un mattarello stendete la pasta in una sfoglia rettangolare, dello spessore di circa mezzo centimetro. Ritagliate dei bastoncini della lunghezza di 10 – 12 centimetri e larghi circa 3.Ripiegate i bastoncini a metà e tenendo unite le estremità arrotolateli su se stessi. In una padella profonda scaldate abbondante olio d’oliva o di semi di arachidi e quando l’olio sarà bollente friggete tre o quattro torciglioni alla volta; dopo 1 minuto circa, girateli con l’aiuto di una pinza in modo che possano dorarsi da entrambi i lati. Buon Appetito! 120 gr. di ricotta- 25 gr. di burro-150 gr. di latte fresco-3 tuorli-20 gr. di zucchero semolato1 presa di sale-zucchero a velo-Olio di semi di arachidi o olio e.v.o. PREPARAZIONE: Setacciate la farina in una ciotola capiente, unite la ricotta, il burro fuso, il lievito di birra sbriciolato, i tre tuorli delle uova, lo zucchero semolato e un pizzico di sale. Mescolate con le fruste per circa 5 minuti, aggiungere il latte, precedentemente intiepidito, poco per volta continuando ad amalgamare. Una volta che avrete formato l’impasto proseguite a lavorare fino a che l’impasto sarà liscio e omogeneo. Formate una palla coll’impasto e mettetela in una ciotola capiente, coprendola con un canovaccio. Mettete la ciotola in un luogo tiepido a lievitare per circa 2 ore. Passato il tempo necessario, quando l’impasto avrà 15

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