Giornalino GENNAIO 2014

 
no ad

Embed or link this publication

Description

Giornalino GENNAIO 2014

Popular Pages


p. 1

ACCADEMIA DELL’ INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio della parrocchia “S. Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) Esce in data non prestabilita ed è destinato ai fedeli cristiani praticanti ai sodali del gruppo dei poeti del capoluogo e delle frazioni bonifatesi ai compaesani appartenenti all’associazione “Radici” residenti a Roma GENNAIO 2014 ____________________________________________________________________________________________________________ Ai lettori auguriamo un anno veramente “nuovo”, ricco di soddisfazioni Nell’antica chiesa di Cittadella del Capo intitolata a san Michele PRIMO BATTESIMO NEL ‘29, TANTE LE CRESIME A FINE GUERRA di Pasquale Filippelli Come ho varie volte riferito sul Giornalino, e da ultimo nel mio libro “Fatti nostri” del 2011, il primo edificio pubblico di culto cristiano cattoli-co venne costruito nel nostro paese con il contri-buto dei fedeli nel 1927 su una striscia di terre-no donata dal nobiluomo Pasqualino De Aloe. Nel ’29 la chiesa cittadellese fu posta alle dipen-denze, organizzative e non anche economiche, della vicina parrocchia di Cirimarco già funzio-nante da tre lustri, e cominciarono ad esservi battezzati i bambini. A capo della vicaria di Cittadella si avvicendarono fino all’immediato secondo dopoguerra questi sacerdoti facenti funzione di parroco: Agostino Rugiero dal 1929 al ’31, Gustavo Lo Gullo ’32-’33, Carlo Fabiani ’33-’37, Guido Giglio ’38-’39, Pio Del Trono ’39-’45, Michele Viggiano ’45-’54, Umile Feraco ’54-’58. Nel maggio del 1958 giunse l’allora 30enne don Ferdinando Lon-go che, diventato pastore della neoeretta parroc-chia nel ’61, rimase poi alla guida della comunità cristiana cittadellese fino al 2003, anno in cui, collocato in pensione, gli subentrò don Giovanni Celìa. Nel registro dei battezzati in anno Domini 1940 io figuro al numero 94 del 16 luglio. Compivo quel giorno due mesi circa di vita. Quale il motivo di tanta fretta? Andò così: entrata l’Italia in guerra il 10 giugno, il 24enne mio papà Salvatore ricevette di lì a poco la cartolina di chiamata alle armi; disse allora a mia madre Fidalma: Chi va in guerra rischia di non tornare, dunque bat-tezziamo questo bambinello prima che io parta. Detto, fatto. Ebbi per padrino il valentuomo Francesco Tramontano e per madrina sua figlia Lucia. Mi regalarono un bell’anello con incasto-nato uno smeraldo, che conservo tuttora. Quanto a mio padre, partì per l’Africa, fronte libico, e non è mai più tornato. Le prime cresime del secondo dopoguerra furono celebrate nella nostra chiesa - parroco vicario don Michele Viggiano - il 6 ottobre del Quarantasette. Nel novero dei “confirmati” c’ero anch’io, allora fanciullo di 7 anni. Oltre alla cre-sima feci anche la prima comunione. Su richiesta dell’arciprete Viggiano, il vescovo mi ammise al sacramento confermativo giacché l’anno dopo il mio padrino Francesco Borrello da Sant’Agata d’ Esaro (designato da mio padre prima che morisse in Libia da soldato nel ‘42) doveva emigrare l’ anno dopo in Argentina. Fra i tanti cresimati del Quarantasette vi fu anche Aldo Bassarello, all’epoca 11enne, ora Generale dell’esercito in quiescenza, residente a Roma con la moglie prof.ssa Lidia, i figli e i nipoti. Questa la relativa registrazione fatta in bella gra-fia da don Michele Viggiano nel liber confirmato-rum: << Anno Domini millesimonongentesimo XLVII (1947, ndr) die 6 mensis octobris, Bassarel-lo Aldus fil. Anselmi et Tramontano Annae, aeta-tis suae 11 annorum, huius vicariae Sacramen-tum Confirmationis recepit ab Episcopo S. Marci Rev.mo D.D. Michaele Rateni. Patrinus Tramonta-no Ioseph fil. Francisci, huius vicariae. Parochus Michael Viggiano >>. Dell’arciprete don Michele Viggiano, parroco f.f. dal ’45 al ’54, ho riferito tante cose nel mio libro “Fatti nostri” pubblicato tre anni orsono. Ho scritto di lui nell’incipit del capitolo 19 << Per due anni, dall’autunno 1948 fino all’estate del ’50, scolaretto del biennio terminale di scuola elementare con l’ insegnante Anna Trombieri, fui il chierichetto del parroco don Michele Viggiano. Di quel periodo mi sono rimaste in mente molte cose, ma mi limito a riferirne alcune. Benedizio-ne delle case dopo Pasqua. Ci mettevamo circa due settimane a compiere l’operazione girando mattina e pomeriggio, don Michele vestito di cot-ta e stola con il libretto in mano, io con il sec-chiello dell’acqua santa e, per le offerte, un capa-ce “panàru”. Nel paniere i fedeli mettevano per lo più “stucchi i’ savuzìzza, pèzzi i’ furmàggiu e òva”. Talvolta donavano qualche bottiglia di olio o di vino, non di rado gettavano qualche moneta nel secchiello dell’acqua benedetta. Quando ‘u panàru si riempiva, tornavamo a casa per scari-care e poi riprendevamo il giro. L’ultima casa ad essere visitata era quella di don Achille Golletti, nei pressi della chiesa. Stanchissimo dopo tanti giorni di girovagare, appena arrivato in quella signorile dimora don Michele si stravaccava sul divano mentre “donna Mimma” la governante di casa era già pronta a offrirci pandispagna, rosò-lio e maraschino. Il buon parroco a quel punto soleva esclamare, ridendo lui stesso, compiaciuto, del sottile doppio senso della frase: “Oh, che bello: dulcis in fundo!”. Delle offerte ricevute

[close]

p. 2

don Michele ne dava ogni sera una parte a me, così portavo a casa, in quei tempi di magra, del salame, alcune uova, formaggio e qualche volta del buon vino. Le due messe domenicali, alle 8 e alle 10, e le feste di battesimo. (…). Nel mio libro sopra citato sono tanti i fatti che hanno per protagonista o comprimario il reverendo Viggiano: Il parroco incontra un fantasma; Da Sant’Agata arriva Santa Lucia; La par-rocchia, eretta nel dopoguerra. Don Michele era nativo di Sant’Agata d’Esaro. Della religiosità e del senso civico di quel nobile paese portò fin-ché visse l’impronta chiara e marcata. Sul piano affettivo si legò anche a Cittadella, suo amato borgo d’adozione dove risiedé nel difficile primo decennio postbellico. Uno dei suoi fratelli, l’inse-gnante elementare Raffaele, sposò una di qui, Lucia Tramontano, appartenente per linea mater-na alla blasonata famiglia dei Cammarella. ____________________________Pasquale Filippelli Liturgia di Domenica 29 Dicembre 2013 LA SANTA FAMIGLIA Dal Vangelo secondo Matteo (2, 13-15) I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: << Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo >>. Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si com-pisse ciò che era stato detto dal Signore per mez-zo del profeta: << Dall’Egitto ho chiamato mio figlio >>. Dal foglio “la Domenica” Filippo Rappa ssp scrive fra l’altro: << Il Vange-lo odierno invita le famiglie credenti a vedere in Giuseppe un modello straordinario da imitare, un uomo consapevole delle proprie responsabili-tà, totalmente distaccato dai propri interessi, che accetta con fede l’invito del Signore a mettersi in cammino, per difendere la vita della sua fami-glia e vegliare su di essa. Maria, nel testo dell’ evangelista Matteo è chiamata la “madre del bambino”. Tutta la sua vita è incentrata su di lui >>. Dal medesimo foglio sopra citato Lucia Giallorenzo scrive: << La famiglia è speranza e futuro per la società italiana, risorsa di ogni società e patrimonio dell’umanità (…). La famiglia è “risorsa centrale” di ogni società, co-me sottolineato da Monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia il 16 aprile scorso, in occasione della presen-tazione del progetto sul Centro internazionale famiglia di Nazareth. La famiglia è anche “patri-monio dell’umanità, tesoro quanto mai prezioso dei nostri popoli” come scrive l’allora arcivesco-vo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio. Importante tuttavia è anche la testimonianza di una fede vissuta “nella quotidianità dei rapporti di famiglia, di lavoro e di amicizia” come viene evi-denziato da Papa Francesco nell’omelia del 14 aprile scorso durante la sua prima Messa nella Basilica di San Paolo fuori le Mura >>. All’omelia della celebrazione eucaristica del 29 XII il nostro parroco can. don Giovanni Celìa ha invi-tato i numerosi genitori presenti a imitare con grande fede la santa Famiglia. Li ha esortati a provvedere in primo luogo all’educazione e formazione morale, religiosa e civica dei propri figli. Ha quindi citato e condannato i peggiori mali che si registrano oggigiorno nella società: gli aborti, che sono efferati omicidi di creature in grembo materno; i concepimenti prima del matri-monio; le separazioni e i divorzi, che annientan-do l’unità familiare procurano non di rado grave nocumento psichico e a volte anche economico ai figli. __________________________________________________ EPIFANIA ALLA CASA DI RIPOSO VANNINA Dacché venne ad assumere la guida della nostra parrocchia nel 2003, don Giovanni Celìa ha introdotto la bella consuetudine di visitare il 6 gennaio la casa di riposo Vannina gestita e diret-ta dai fratelli Valter e Franca Presta. L’Epifania ci ricorda l’arrivo dei magi coi loro doni (oro, incenso e mirra) nella grotta del sacro Bambino. Dello stuolo di parrocchiani in visita a Casa Vannina hanno sempre fatto parte i coniugi Pina e Massimo Converso, dirigenti del circolo culturale Città di Fella, ed i coniugi Doretta e Massimo Spinelli. Le due coppie hanno di volta in volta collaborato all’organizzazione dell’in-contro dei parrocchiani con gli anziani ospiti della predetta struttura. Ogni anno gli anfitrioni (signora Franca in testa) hanno accolto con viva cordialità il parroco e gli altri visitatori, offrendo loro anche un ricco buffet finale. Più d’una volta, per iniziativa del gruppo Poeti Nostri, coordinato dalla signora Maria Rosaria Marra, e del gruppo parrocchiale Famiglia Via Crucis guidato dal membro anziano Guido Mario Spinelli, è stato proposto agli anziani, schierati e ben attenti nella sala d’ingresso, una minirappre-sentazione della natività di Nostro Signore. Ogni anno il festoso sopraggiungere della Befana è stato salutato con una calda ovazione. Il tradizio-nale personaggio è stato interpretato il più delle volte dalla signora Doretta. Quest’anno, per l’in-disponibilità della medesima, la leggendaria vec-chietta è stata impersonata dalla signora Pina Di Pietro Laino, stretta collaboratrice della parroc-chia. Tutti gli anni il momento conclusivo del rendez-vous è dedicato ai balli, tarantelle in par-ticolare, sulle sapienti note dell’organetto di Bia-gio Liporace. L’impagabile maestro è spesso sup-portato dai validi mandacettari Saruccio, Rita e Carmela. Non pochi anziani della casa di riposo si lasciano coinvolgere nelle danze. Alcuni ne sono dissuasi dalla tarda età, altri esitano un po’ prima di buttarsi nella mischia. È questo il caso del simpaticissimo Nunziato, meglio conosciuto come Nunziatino il canterino mattutino, che ne-gli ultimi anni, 2014 compreso, si è dapprima negato salvo poi cedere alle lusinghe di qualche avvenente ballerina. __________________________________________________ MANIFESTAZIONE POETICA DEL GRUPPO A.N.M.I. Anche in ricordo di Letizia Nàccari Gagliardi, nel 10° anniversario della scomparsa, Sabato 25 gennaio si è svolto nell’accogliente sala convegni del Grand Hotel “San Michele” (in

[close]

p. 3

territorio cetrarese al confine con il nostro Comune) un interessante incontro tra poeti, provenienti la maggior parte dai paesi della riviera tirrenica cosentina. Alcuni sono giunti da Cosen-za, Rende e Fagnano. Nel corso della serata ciascun poeta ha letto propri componimenti in lingua e in dialetto. L’evento è stato voluto (e organizzato con il fondamentale supporto dell’architetto Antonino Apreda) dal benemerito gruppo di BonifatiCittadella dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI) presieduto dal signor Marcello Fi-laci. Dopo l’intervento introduttivo di costui, il recital è stato condotto dal sottoscritto, che di tutte le manifestazioni storico-patriottiche e culturali promosse dal predetto sodalizio nei suoi 13 anni di vita e attività è stato speaker e presentatore. Numerosi e applauditi gl’interventi musicali del giovane violinista Marcello Liporace, i quali hanno contribuito ad allietare la serata. Il recital si è articolato in due parti, la prima dedicata alle poesie vernacolari, la seconda a quelle in madrelingua italiana. All’inizio della se-conda parte la signora Maria Rosaria Marra, fondatrice nel 2002 e tuttora coordinatrice del gruppo cittadellese Poeti Nostri, ha illustrato il suo modo d’intendere la poesia. A ognuno dei 26 poeti partecipanti è stato assegnato un attestato di partecipazione e beneme-renza. Una particolare pergamena è stata attri-buita alla memoria dell’indimenticabile poetessa cittadellese Letizia Nàccari Gagliardi di cui ricor-re quest’anno il decennale della scomparsa. Donna Letizia morì a Roma, dove risiedeva, a fine settembre 2004, dopo aver partecipato un mese prima, precisamente il 24 agosto, alla terza edizione del Premio indetto dal gruppo Poeti Nostri, al quale ella stessa apparteneva. Nel tratteggiare il profilo umano e artistico della Nàccari, la già citata signora Marra ha detto fra l’altro: << Per tutti i sodali del gruppo Poeti Nostri la ca-rissima Letizia era “la poetessa del cuore”. Ap-parteneva per linea materna alla nobile famiglia cittadellese dei Rugiero. Fu madre e donna di ra-ra sensibilità, maestra elementare in Italia e nel-le scuole italiane della Somalia. Fu profonda-mente appassionata per la Poesia. Legatissima al paese d’origine dove trascorse la giovinezza, è stata finché visse il dolce aedo di Cittadella del Capo. Raccolse le sue liriche nel volume “Un po’ per sorridere un po’ per riflettere” edito a Roma nel 2002 >>. La stessa signora Marra ha poi letto questa poesia di Letizia Nàccari: SI STACCA Si stacca una foglia e dice al vento: “portami per le vie del firmamento”. Viaggia la foglia su le ali del vento più in là, più in là, oltre il bosco, oltre la montagna. Vaga la foglia come una farfalla. E mentre si culla, tutta si riposa, il vento tace… Le ali stanche… La foglia cade… Ritrova pace. Io… come quella foglia. Questi i poeti partecipanti all’incontro del “San Michele”, elencati in ordine alfabetico dei cogno-mi: Roberta Bandiera di Sangineto; Salvatore Borrelli, Bonifati; Franco Calomino, Cosenza; don Giovanni Celìa, parroco di Cittadella del Capo; Angelo Console, Scalea; Michele Cosentino, Cetraro; Elvira De Aloe, Cittadella (una delle sue poesie è stata letta dalla signora Nadia Simonato, ex presidente Pro Loco di Bonifati e attuale pa-tronessa ANMI); Osvaldo de Rose, Belvedere Ma-rittimo; Ines Favorita, Cittadella; Pasquale Filip-pelli, Cittadella; Salvatore Filippelli rappresenta-to da sua madre Maria Rosaria Marra, Cittadella; Giovanni Forestiero rappresentato da Carmine Pepere, Cetraro; Ostilio Giglio, Fagnano Castello; Gaitanina Iazzolino, Intavolata; Mario Iazzolino, Cosenza; Elvira Lanzàro, Guardia P.se; Maria Ro-saria Marra, Cittadella; Anna Mazzitelli, Cittadel-la; Armando Nese, Fuscaldo Marina; Carmine Pepere, Cetraro; Teresa Rogato, Belvedere; Attilio Romano, Paola; Silvana Savaglio, San Lucido; Lui-gi Scarpelli, Cosenza; Alessandro Sicilia, Rende; Silvana Sueva, Cittadella. Ci corre l’obbligo di riferire che erano esposti nella sala alcuni quadri della pittrice cittadellese Anna Mazzitelli, partecipante all’incontro in qua-lità di poetessa. È doveroso informare anche che un esaustivo servizio fotografico è stato disim-pegnato dal socio ANMI Franco Poltero di Cetra--ro, funzionario dell’ufficio postale di Cittadella del Capo. Un sentito ringraziamento ai titolari della splendida struttura turistica che hanno ospitato gratuitamente la manifestazione. Complimenti ai bravi organizzatori. A tutti, specialmente ai poeti, un caloroso saluto e un cordiale arrivederci. Pasquale Filippelli SHOAH Anche quest’anno è stato degnamente commemorato nel nostro Comune l’olocausto degli ebrei perseguitati dalle belve naziste che insanguinarono l’Europa da inizio anni Trenta fino alla loro sconfitta militare nel ’45. Nella mattinata di lunedì 27 gennaio e nella serata dello stesso giorno si sono svolte due manifestazioni: la pri-ma nei locali dell’istituto comprensivo scolastico di Cittadella, con la partecipazione di docenti, alunni e autorità municipali; la seconda presso la sede dell’associazione culturale Laboratorio “Civitas” del capoluogo. La sera di martedì 28 gennaio e nella mattinata di mercoledì 29 si sono poi svolte, presso il circolo culturale Città di Fella l’una e nella sala polivalente comunale l’altra, due celebrazioni promosse dall’anzidetto circolo, divenute ormai tradizionali, alla presen-za di un rabbino ed altri esponenti della comuni-tà ebraica italiana. Nel corso dell’ultima manife-stazione è stata messa a dimora dagli alunni, nell’attigua piazzetta “Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa” una pianticella d’ulivo, simbolo di pace. OLOCAUSTO Ndi su’ murti cincu o sei… ‘U sapìti cum’ è statu? Zingarilli, ‘u ristu ebrei, chi scannàt’ e chi vrusciàtu. Ed invec’ èrinu milli… ‘U sapìti addùv’ è statu? Ndr’ i tizzoni e lli fajìlli allu ‘nfernu scatinatu. No, non milli, miliùni…

[close]

p. 4

‘U sapìti chi n’ è statu? Nzim’ ad atri diavuluni, Hittilèrr ‘u scumbinatu. Cchi sciagura, cchi pazzia, Olocàust’ arràssu sia! Maria Rosaria Marra Pasquale Filippelli (segue in 4^ pagina la traduzione in lingua della su riportata poesia) OLOCAUSTO Ne son morti cinque o sei… Lo sapete com’è stato? Zingarelli, il resto ebrei, chi scannato e chi bruciato. Ed invece erano mille… Lo sapete dov’è stato? Fra i tizzoni e le faville all’inferno scatenato. No, non mille, milioni… Lo sapete chi ne è stato? Con degli altri diavoloni, Hitlèr lo scombinato. Che sciagura, che pazzia, Olocausto più non sia! Maria Rosaria Marra Pasquale Filippelli ATTIVITA’ DEL CIRCOLO CITTA’ DI FELLA Tra le manifestazioni proposteci nel periodo festivo di Natale e Capodanno dal circolo culturale cittadellese, presieduto dall’insegnante Giuseppina Bevilacqua, spicca la “Giornata di Sport” svoltasi domenica 5 gennaio in una mattinata di pioggia sul lungomare San Francesco di Paola. Nonostante il maltempo le corse programmate, ben dirette dal segretario del predetto circolo dottor Massimo Converso, hanno avuto regolare svolgimento. Al termine tutti gli atleti, grandi e piccoli, uomini e donne, complessivamente ventisette tra cui un ragazzo di colore, sono stati premiati con medaglie, coppe e attestati di partecipazione. Si sa che le manifestazioni sportive del “Città di Fella” sono eventi non esclusivi, organizzati per la valorizzazione del territorio e a misura dell’uomo. Lo stesso manifesto delle gare del 5 gennaio recitava “Giornata di Sport senza pubblicità commerciali e droghe, alle ore 10,30 - XVIII Corsa della Befana (mt 5000 adulti e varie distanze per ragazzi e bambini)”. È doveroso chiudere accennando al valido supporto organizzativo assicurato alla manifestazione dal colonnello Tullio De Cesare e dal signor Giancarlo Perrotta, nonché dalla coordinatrice del gruppo Poeti Nostri, Maria Rosaria Marra, che nell’occasione ha anche letto ai presenti, che hanno mostrato di gradirla, questa ispirata poesia di Miguel Sanchez: Per te che non sai né di gelo, né di sole, né di pioggia né di rancori. Per te, atleta, che traversasti paesini e città, unendo Stati nel tuo andare. Per te, atleta, che disprezzi la guerra e sogni la pace. Ha efficacemente coordinato tutte le fasi della manifestazione la già citata presidente Bevilacqua; hanno prestato assistenza ad atleti e organizzatori il dottor Roberto Pititto dell’ASL di Paola ed il comandante il nucleo di protezione civile di Cetraro Vincenzo Procle con un suo collaboratore. Il circolo Città di Fella, come sempre tempestivo negli annunci, ha già comunicato il programma delle sue prossime manifestazioni, tra cui le seguenti: 8 Marzo, ore 18 presso la Biblioteca Civica in via Cosenza 24 “Giornata della Donna”; 19 Aprile alle ore 10,30 sul lungomare San Francesco di Paola “XVIII Corsa di Pasqua” aperta a tutti; 21 Aprile “Pasquetta alle torri medievali”; 19 Luglio in piazza Greco, serata con artisti e musicisti dialettali del Tirreno; 9 Agosto “i Turchi alla Marina”; 14 Agosto “Corri per Cittadella”; 18 Agosto “Biciclettata delle Torri”; 23 Agosto “Nuota pi’ lu Capu”. Visto il programma, come gruppo Poeti Nostri ci piace esprimere particolare interesse per l’evento del 19 luglio dedicato agli artisti dialettali della costa tirrenica cosentina. Auspichiamo che larga parte di quella manifestazione venga riservata a un recital di poesie vernacolari. p.f. Testimonianza per il belvederese PER TE, ATLETA Per te che sai di freddo, di calore, di trionfi e di sconfitte, che no, no lo sono. Per te che hai il corpo sano, l’anima larga e il cuore grande. Per te che hai molti amici, molti anèliti, l’allegria adulta, il sorriso dei bambini. NINO ROGATI che il 27 gennaio s’è involato al cielo di Pasquale Filippelli Di Nino fui collega di professione e compagno di sindacato e di partito. Lo conobbi nel ’60, più di mezzo secolo fa, quando lui era segretario della scuola di avviamento agrario di Belvedere ed io suo omologo presso l’avviamento industriale di Cittadella del Capo. Sin da allora cominciammo a frequentarci con assiduità, soprattutto per scambiare opinioni circa il modo di applicare correttamente le circolari del Provveditorato e del Ministero, il più delle volte ridondanti di astruserie burocratesi. Per incontrarci non concordavamo appuntamenti: andavo sempre io a Belvedere a qualsiasi ora del pomeriggio, ben sapendo di trovarlo là, nel suo ufficio, a compulsare carte o compilare tabelle e prospetti. Nino era solito uscire dalla scuola alle otto o alle nove di sera. Quando poi - anni Ottanta e Novanta - invalse la consuetudine di riunirci in gruppo per svolgere corsi di aggiornamento, Nino ed io c’incontravamo con gli altri colleghi della zona, di solito a Diamante o a Cetraro, sedendo l’uno accanto all’altro nell’aula durante le lezioni. Ed era ogni volta lui a prendere gli appunti che avremmo approfondito insieme nel suo ufficio nei giorni successivi. Quando si alzava Nino per esprimere proprie valutazioni o porre quesiti sull’argomento trattato, si faceva silenzio assoluto nella sala e tutti, relatore compreso, si accingevano ad ascoltarlo con vivo interesse e attenzione, tant’era conosciuta e apprezzata la sua bravura sia nell’eloquio che nello speculare. Ho già detto che fui anche suo compagno di partito e di sindacato: Pci e Cgil. Quale purezza di sentimenti animò la profonda passione di Nino per la politica e per l’impegno sindacale!

[close]

p. 5

E infine, per un non breve lasso di tempo a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, ci unì pure la vocazione alla pratica organizzativa calcistica. Lui era uno dei dirigenti del Belvedere, io ero tra quelli del mio paese natio. Carissimo Nino, chi ti potrà mai dimenticare?! Ti vorrò bene sinché avrò respiro. Tuo per sempre fraterno amico Pasquale ____________________________________________

[close]

Comments

no comments yet