Giornalino mese di Febbraio 2014

 

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Giornalino della fraternità S. Maria di Gesù "La Gancia" di Termini Imerese mese di Febbraio 2014

Popular Pages


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Anno XIII - n. 2 - Febbraio 2014 Sulle orme di S. Rosa Venerini di Sr Viorica Cosa Anziani da “buttar via” pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 6 IN QUESTO NUMERO Presepe Vivente Termitano Visita Fraterna di Franco Angela La reliquia di Santa Bernadette pag.11 pag.12 pag.13 pag.14 di Enzo Giunta Fiat: aumentano le incertezze Giorgio Lupo Testa o croce? pag. 8 pag. 8 pag.10 di Agostino Mangione Biagio Conte torna a camminare di Maria Grazia D’Agostino La televisione ha sessant’anni di Francesco Inguaggiato Il Signore ci ha donato nuovi fratelli di Pino Grasso La ricetta del mese di Enzo Giunta di Francesca Calderone di Mariella Campagna di Paola Geraci M entre raccoglievo le idee per commentare lo slogan della 36ª Giornata per la Vita, “Generare futuro”, ho chiuso gli occhi e ho cercato di “vedere” quali immagini queste parole evocavano in me. Se ne sono susseguite diverse: un neonato appena nato, come moltissime volte ho visto in Sala Parto, nei 36 anni di lavoro alla Clinica Ostetrica dell’Università di Palermo; due bambini dal diverso colore della pelle, nera e bianca, che mano nella mano salgono per un sentiero di montagna; un albero di mandorlo fiorito; un seminatore che lascia cadere sul terreno grani di frumento; un grande blocco di marmo bianco con venature irregolari di vario

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pag. 2 FEBBRAIO 2014 colore; l’abside della mia Parrocchia dove il Crocifisso ha accanto il Cristo risorto; un uomo e una donna, lei in evidente stato di gravidanza, che guardano l’orizzonte davanti al mare; una riunione di banchieri, che parlano in maniera concitata; un nonno che parla ad alcuni nipotini tenendo fra le mani un tablet mentre una nonna prepara dolci con l’aiuto di altri nipotini; Madre Teresa di Calcutta e alcuni volontari accanto a persone evidentemente povere e ammalate. E mentre le immagini si susseguivano come in un film, sentivo una voce che come una nenia diceva ”qui c’è Dio”. Mi piaceva continuare in questo esercizio ma dovevo cominciare a scrivere e allora … ho aperto gli occhi e ho cercato di dare una spiegazione alle immagini, che la fantasia legata all’esperienza avevano creato nella mia mente e direi anche nel mio cuore. E penso siano gli occhi del cuore, ma anche quelli posti sul viso, che permettono di vedere che “genera futuro” ogni bambino appena nato, che secondo un antico proverbio, oggi sconosciuto o non apprezzato” arriva col suo panierino”, per indicare che la Provvidenza si fa presente davanti ad una nuova vita che si apre al mondo. In una società multietnica, per l’Italia una novità sociale, “genera futuro” la convivenza di bambini che hanno colore di pelle, lingua, cultura diverse, che, già fratelli perché figli di un unico Padre, diventano concittadini per gli spostamenti da un continente all’altro di popolazioni di migranti, che trovano in Italia accoglienza, pur se con varie difficoltà, che comunque i bambini superano nella loro spontaneità. La bella immagine, presente varie volte nella Bibbia, del mandorlo in fiore, albero che per primo sboccia in primavera e che per questo simboleggia la speranza ma che, sfiorendo nell’arco di un breve lasso di tempo, rappresenta anche la delicatezza e la fragilità. Quindi il “generare futuro” con la sua attrattiva e la sua incertezza. Come è immediato il significato di “generare futuro” correlato al seme! Il Seminatore, con la S maiuscola, genera futuro con la Sua azione provvidente, ma richiede che ci sia il terreno capace di sostenere la crescita del seme, con l’impegno del contadino, che deve zappare, innaffiare, togliere le erbacce e le pietre, cacciare gli uccelli che cercano di portare via il seme. Il futuro ha bisogno dell’opera dell’uomo! In Fraternità con Francesco Forse è più difficile leggere immediatamente il significato del “generare futuro” del blocco di marmo ma, se pensiamo alla famosa “Pietà” di Michelangelo o ad altre sculture meno famose, penso sia evidente l’azione dell’uomo che, a partire da una pietra, realizza quell’opera che è racchiusa nel marmo: il futuro è sconosciuto ma è un progetto che a poco a poco va manifestandosi, se abbiamo discernimento e pazienza e andiamo raccogliendo esperienza. Credo che l’immagine del Crocifisso esprima in assoluto il “generare futuro” perché ha in Sé la Risurrezione, il FUTURO per eccellenza, sostenuto dalla fede e dalla speranza, cioè da Gesù. Speranza che sostiene la coppia umana, nel generare un figlio, che ha in sé il futuro. Ricordo l’emozione che provavo ogni volta che visitavo una donna gravida e calcolando la data presunta del parto ci proiettavamo nell’anno successivo: veramente la coppia uomo - donna genera il futuro, sotto lo sguardo amorevole di Dio, Padre della Vita. Ma oggi l’umanità è preda di una follia che, pur essendo convinzione di non molte persone, ha capacità di diffondersi e “fare rumore”, sostenuta da lobby che nel pensiero e nella prassi hanno alla radice l’intenzione di “annullare il futuro”. Abbiamo l’obbligo di illuminare quanti non sono attenti e la Giornata della Vita ha, fra gli altri, anche questo obbiettivo. Potrebbe sembrare che generano futuro solo i bambini e le coppie giovani, capaci di dare vita fisicamente secondo la legge naturale, oggi così attentata e svilita, per dare posto ad una tecnologia aberrante, che condanna la persona umana ad obbedire a leggi dettate dalla tecnologia asservita all’economia, volutamente e falsamente sostenute come espressione di “buona modernità” e di operatori “benefattori dell’umanità”. Ma sono convinta che “generano futuro” anche gli anziani che hanno il gravoso e delicato compito di creare collegamento fra le generazioni, sia “raccontando” la storia, anche utilizzando strumenti tecnici moderni, sia tramandando tradizioni che passano “dalla cucina e dalla tavola”, per eccellenza luogo simbolo della famiglia. Ma che c’entra la riunione di banchieri, mi sono detta, ripensando alle immagini e mi sono ricordata di avere letto un articolo dell’economista Luigino Bruni che dice “Siamo dentro una eclissi del tempo. La logica dell’economia capitalistica, e la sua cultura che sta dominando incontrastata su molta parte della vita sociale e politica, non

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In Fraternità con Francesco FEBBRAIO 2014 pag. 3 conosce la dimensione temporale. Le sue analisi mo nel futuro. Tanta sofferenza, che richiede costi-benefici coprono pochi giorni, mesi, qualche l’intervento di persone che, come Madre Teresa e anno – nella più generosa delle ipotesi. Una tentante altre, toccate dall’Amore di Dio rispondono denza radicale di questo capitalismo è infatti il con altrettanto amore per i fratelli, iniziando un progressivo accorciamento dell’arco temporale tempo nuovo di fratellanza, come è successo ad delle scelte economiche, e quindi di quelle politiAssisi diversi secoli fa. che sempre più guidate dalla stessa cultura ecoE la nenia? Cantiamo nelle nostre Assemblee nomicistica. Continua dicendo che siamo in un liturgiche”Dov’è carità e amore, qui c’è Dio” e mondo troppo simile a quello descritto in Flatsentivo la nenia che, davanti ad ogni situazione land (terra piatta) dall’inglese E.A. Abbott (1884) che genera futuro, ripeteva “qui c’è Dio”, perché e dopo precise analisi conclude con il riferimento solo Dio può generare futuro e nel suo onnipotenai nn. 222-225 della Evangelii gaudium che hante e misericordioso Amore fa partecipe anche la no come titolo Il tempo è superiore allo spazio, singola persona e la coppia uomo - donna di queche invito a leggere. La attuale situazione politista capacità di generare futuro. ca, asservita alla economia, non tende certamente E adesso, se vuoi, chiudi anche tu gli occhi e a generare futuro e se l’uomo, specialmente chi è “vedi” quali immagini queste parole evocano in in punti chiave del pianeta, non ascolta “IL BENE te. “ che parla nel suo cuore, tanta sofferenza vedre- SULLE ORME DI S. ROSA VENERINI “Non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla e dona tutto. Chi si dona a Lui, riceve il centuplo. Si, aprite, spalancate le porte a Cristo e troverete la vera vita. Amen”. Benedetto XVI nel mio cuore scoccò la prima scintilla della vocazione: quello che anni dopo mi ha portato a lavenute dall’Italia a portare fede, istruzione e carisciare tutto e abbracciare la Vita Consacrata. tà nelle povere regioni del Paese ne rimasi affaNel 2000 la Prima Professione, nel 2006 scinata. l’indomani della canonizzazione della Fondatrice Era la prima - la Professione Perpetua, durante la solenne Mesvolta che vedevo sa di ringraziamento celebrata a Viterbo, nel Sanle suore così da tuario della Madonna della Quercia. vicino! Mi ha Lasciare tutto a causa di un amore più grancolpito la loro de… semplicità e il loAmare Dio più di tutti, in un modo Radicale e ro volto che irraAssoluto in una scelta di Dono totale, richiede un diava una luce Amore più Grande. Ci si dona a Dio, corpo e particolare, la anima, e il suo amore colma la vita. bellezza della ViVoglio terminare la mia breve testimonianza ta Consacrata. A con una preghiera che mi è capitata tra le mani vedere le suore prima della Professione Solenne. Vergine Maria, che con il tuo “si” hai cambiato il mondo, prendi a cuore il mio “si” che depongo nelle tue mani per sempre. Tu sai quanto costi questa parola e quanto costi il mantenerla: ottienimi di non indietreggiare di fronte a quello che essa esigerà da me. Insegnami a dirla come te, nell’umiltà, nella purezza, nella semplicità, nell’abbandono alla volontà del Padre. Chiedi al tuo divin Figlio che i “si” che io dirò, dopo questo, durante tutto il corso della vita, mi aiutino, sull’esempio del tuo, a meglio aderire alla volontà di Dio, per la mia salvezza e per quella del mondo intero. Sr. Viorica Cosa mpv anni ragazze del Quando diversi partirefa,alvidi alcunequelle suore mio villaggio seguito di

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pag. 4 FEBBRAIO 2014 In Fraternità con Francesco ANZIANI DA “BUTTAR VIA” a noi anziani siamo davvero così inutili, anzi dannosi? A sentire gli interventi in televisione e sui giornali, da parte di alcuni personaggi emergenti, sembrerebbe proprio di si. Lo stesso Presidente del Consiglio, Letta, in una conferenza stampa di fine anno, ha magnificato la sempre maggiore presenza di quarantenni nei posti di governo e nei partiti. Come se la soluzione dei gravi problemi che affliggono la società italiana e, in particolare, quella del meridione possano essere risolti sulla base della data di nascita dei governanti. Chi mi conosce sa quanto io tenga al rinnovamento e alla valorizzazione delle risorse e delle intelligenze giovani. Ma il ricambio generazionale non deve avvenire necessariamente con l’uso della ghigliottina o, peggio, con il disprezzo e l’emarginazione dell’esperienza e della professionalità acquisita con il maturare dell’età. Vero è che, purtroppo, anche fra gli anziani ci sono elementi dediti alla illegalità, al disonesto arricchimento, all’uso del potere per finalità personali, ma questo non è un fenomeno generazionale, in quanto si riscontra a tutte le età e in tutti i livelli sociali. Infatti, è sufficiente guardarsi attorno per constatare come alcuni giovani rampanti hanno tradito la fiducia loro accordata ovvero si sono dimostrati inadeguati ad espletare il mandato loro affidato. Si dirà che è anche colpa delle generazioni precedenti che non hanno impartito la corretta educazione o, peggio, che hanno dato il cattivo esempio. Vero! Ma ciò non toglie che il malcostume non è caratteristica propria di una generazione e che, accantonando gli anziani, non si risolvono i problemi della società. Non si dimentichi, per esempio, che i nostri padri seppero risollevare il capo, con grandi sacrifici, pur venendo fuori da una guerra tremenda, che aveva portato distruzione e miseria. M Non si dimentichi che, sempre i nostri padri, contribuirono al “miracolo economico” che, negli anni cinquanta del secolo scorso, fece assurgere l’Italia fra le più importanti nazioni industriali. Non si dimentichi, infine, che molti anziani di oggi, pur disponendo talvolta soltanto della pensione sociale, contribuiscono al sostentamento di figli e nipoti, colpiti dalla disoccupazione e dalla indigenza. Eppure molti di noi sono giudicati e considerati inadeguati magari perché non fanno parte del grande mondo virtuale di facebook o di twitter, ovvero perché sanno utilizzare a malapena il telefonino, ma rifiutano il contatto con tablet, smart pad e consimili diavolerie. Ma è proprio questo il modo di discernere la persona capace da quella inaffidabile? Credo proprio di no. Un anziano, anche se non utilizza i sistemi informatici, può essere maggiormente affidabile di un giovane espertissimo nel digitare messaggi. E allora, sì al rinnovamento della classe dirigente, sì alla cooptazione di giovani capaci e onesti, ma senza perdere la ricchezza dell’esperienza di tanti anziani che ancora molto possono e debbono dare alla società. In caso contrario, si rischia di buttare il bambino con l’acqua sporca del bagnetto. Gesto folle e irresponsabile che nessuna mamma farebbe mai. I giovani, pertanto, chiedano pure spazio, mettendo al servizio della comunità il loro vigore, la freschezza degli studi, la novità delle idee. Gli anziani, da parte loro, siano aperti alle novità, si confrontino con i giovani senza preclusioni preconcette, accettino il mondo che cambia, contribuendo a renderlo migliore. In tal modo il ricambio generazionale avverrà senza traumi, senza vincitori e vinti. Garantendo la salvaguardia dei principi di onestà e il conseguimento – giovani e anziani assieme – del Bene Comune. Enzo Giunta

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In Fraternità con Francesco FEBBRAIO 2014 pag. 5 FIAT: AUMENTANO LE INCERTEZZE MENTRE SI CHIAMA A RIGORE IL LINGOTTO Il 2014 si è aperto per i lavoratori della ex Fiat con una certezza: quella del licenziamento per 179 operai delle due aziende dell’indotto, cioè la Lear Corporation (che forniva i sedili per la Lancia Ypsilon) e la Clerprem (che forniva i materiali per i sedili della Lear Corporation). A loro, il 30 dicembre è arrivata la lettera di licenziamento e c’è il reale pericolo che la stessa lettera di licenziamento arrivi a tutti gli altri operai legati alla ex Fiat. Questo infatti accadrà se non ci saranno soluzioni industriali concrete dopo il prossimo 30 giugno, ovvero dopo lo scadere della cassa integrazione in deroga. Così, per riaccendere i riflettori sulla vertenza Fiat e sollecitare il governo nazionale e regionale ad assumere iniziative concrete perché si individui un’alternativa di lavoro nello stabilimento termitano, le tute blu sono in presidio costante dinanzi ai cancelli della fabbrica. Ed annunciano iniziative di protesta in vista del tavolo tecnico del 31 gennaio a Roma, quando si tornerà a parlare dei piani di nuove aziende che dovrebbero prendere il posto della Fiat per il rilancio del sito industriale imerese. Intanto, la Uilm ha lanciato una petizione online, disponibile al link http://bit.do/petizionefiat, con cui si chiede al premier Enrico Letta di «Far cambiare idea a Fiat su Termini Imerese». La Fiat a Termini Imerese è chiusa da due anni con oltre mille operai in cassa integrazione. Ma dagli operai ai sindacati ai politici si vuole che il Lingotto torni ad operare nella città termitana. Lo stesso sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, visitando gli operai in assemblea davanti la fabbrica ha affermato che «ci sono le condizioni per il mantenimento sul nostro territorio del marchio automobilistico torinese». Ed ha aggiunto: «oggi stiamo costruendo l’interporto, Termini è una zona franca e si stanno investendo svariati milioni per migliorare infrastrutture e viabilità». Tutti motivi per i quali, secondo la Vicari, Fiat dovrebbe a buon ragione tornare a Termini Imerese. Anche il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta condivide questa posizione e, partecipando ad una assemblea degli operai promossa da Fim, Fiom e Uilm davanti lo stabilimento, ha garantito l’impegno a far sì che la Fiat riveda la propria posizione. Il ritorno del Lingotto a Termini Imerese è auspicato pure dal sindaco Salvatore Burrafato che ha ricordato come «dal dicembre 2009 si è atteso che si trovasse la soluzione per reimpiegare i 1100 addetti che, ad oggi, non c’è. Il governo nazionale deve quindi chiedere a Fiat di rimeditare la scelta di chiudere lo stabilimento». Si chiede dunque il ritorno di Fiat ma soprattutto il ritorno a lavorare dopo troppi anni di improduttività. Certezze lavorative che il governo nazionale non è stato capace di dare dimostrandosi, invece, sempre meno adatto a sostenere speranze concrete in tal senso. Un governo che, nel caso della Fiat imerese, ha preferito dare agli operai ammortizzatori sociali di vario tipo piuttosto che creare possibilità di lavoro, piuttosto che fare ripartire l’economia locale e, conseguentemente, quella generale. Corrispondere la cassa integrazione (o qualsia-

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pag. 6 FEBBRAIO 2014 si altra forma di sostegno economico) per un tempo così lungo non risolve a monte il problema del lavoro ma lo temporeggia e soprattutto alimenta sempre più uno stato di crisi dal quale sembra non ci si vuole risollevare. I cosiddetti ammortizzatori sociali dovrebbero essere uno strumento da usare per “coprire” i buchi temporali nel passaggio da un lavoro ad un altro. Dovrebbe, quindi, essere interesse primario di un governo “sano” creare condizioni di lavoro e non perpetuare condizioni di assistenza con soldi pubblici. Un’assistenza destinata a morire dal momento che non si produce lavoro e non si produce, conseguentemente, ricchezza nel Paese. Ma la drammatica esperienza della Fiat non è altro che una delle tristi tessere di un mosaico che in questi ultimi tempi ha visto cadere giù l’intero agglomerato industriale termitano, il quale oggi resta con sempre meno imprese in attivo. Ed anche se dovessero esserci i primi interventi (ma restano ancora nella fase della “teoria” non essendo stato posto alcun mattone in tal senso), una reale ripresa sarà difficile da vedere nel breve tempo. In un momento di crisi così forte si riesce solo a “parlare” senza “agire”. Esiste un accordo di programma del 2011 che stanzia 150 milioni di euro da investire nella zona In Fraternità con Francesco industriale termitana. Opere ancora da affidare e sulle quali continua a fare pressioni il comitato per il Lavoro Fillea-Cgil costituito dai disoccupati edili che, più dei metalmeccanici, soffrono la mancanza di lavoro non avendo dalla loro parte ammortizzatori sociali. Obiettivo del comitato è sempre stato, e continua ad essere, l’avvio delle opere (soprattutto quelle rientranti nel’accordo del 2011) che possono assicurare lavoro per un tempo piuttosto lungo e possono così creare le condizioni di sviluppo della città. Ma sarebbero sempre le lungaggini burocratiche a bloccare il tutto. Una burocrazia ed una inerzia che non si sposa bene con la crisi e la fame di lavoro che si vive nel Paese. Sembra quasi assurdo come il governo nazionale riesca così bene a temporeggiare su temi tanto urgenti che, invece, dovrebbero avere la priorità su ogni “gossip” politico o di altra natura. Sembra invece che non ci sia veramente qualcuno capace di focalizzare il problema ed adoperarsi per risollevare le sorti di una nazione i cui cittadini non fanno altro che pagare tasse senza avere diritto al lavoro né diritto ad una vita serena e dignitosa. Maria Grazia D’Agostino LA TELEVISIONE HA SESSANT’ANNI I l rapporto fra la televisione e la mia famiglia, almeno nei primi tempi, non si differenzia da quello di centinaia di migliaia di famiglie italiane. Infatti, l’acquisto di un televisore era fuori dalla nostra portata. Ma nessuno di noi se ne lamentava: era così e basta. Per anni, pertanto, con mia madre e mia sorella profittavamo dell’invito, generoso e sincero, di una famiglia vicina di casa, ovviamente limitato alle ore serali e nei giorni in cui erano previste trasmissioni di grande richiamo. La puntualità era fondamentale, anche perché i pochi privilegiati ammessi, compresi i parenti dei padroni di casa, dovevano essere seduti nei posti assegnati già prima che iniziasse lo spettacolo. La stanza dove era posto l’apparecchio televisivo era il salotto e, all’ora stabilita, si spegnevano le luci, lasciando solo una lampada posta sullo stesso televisore, che proiettava la luce verso l’alto. E così fu, fin quando, assunto in banca nel 1967, con il primo stipendio acquistai a rate un televisore, che fu posto nella sala da pranzo. Da quel momento, i miei familiari, compreso l’anziano zio sacerdote (zio Masino) ebbero la possibilità di

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In Fraternità con Francesco FEBBRAIO 2014 pag. 7 usufruire autonomamente di tale importante mezquest’ultima in un crescendo di cattivo gusto, inzo di comunicazione, che allora trasmetteva solsulsaggine e decadenza. tanto in alcune ore della giornata e, credo, dispoEd ecco le trasmissioni di taglio “nazionalponesse di due canali, con una scelta molto meno polare”, le veline, i concorsi che offrono a milioni limitata rispetto a oggi, ma con programmi genedi persone il sogno - alla fine riservato a una sola ralmente di qualità elevata. - di un attimo di notorietà. E così la sera la nostra In questo tsunami, che trafamiglia, al pari delle tante volge tutti o quasi, i genitori famiglie che, via via, potetalvolta sono i più solerti a vano accedere al mezzo tespingere i figli verso il sogno levisivo, ebbe modo di godedi una improbabile ribalta, re, subito dopo cena (dalle comunque fatta di effimero e ore 20,30), di uno spettacolo di fugace transitorietà. di intrattenimento o di seguiMa c’è di più, l’enorme re uno sceneggiato di alto liscelta che si offre a ciascuno vello e con validi attori di di noi e la diffusione, anche a teatro o di gustare un film. costi contenuti, degli appaDurante le trasmissioni, a recchi televisivi, ha prodotto, casa nostra la luce restava accesa, infatti era stata all’interno di una stessa famiglia, una tacita divisuperata la convinzione iniziale che, per guardare sione: la donna in una stanza a seguire lo scenegla televisione, fosse necessario costituire giato o la soap, l’uomo in un’altra con le inesaul’atmosfera delle sale cinematografiche. ribili serie di partite di calcio e i figli, in un’altra Gli spettacoli, sia quelli di intrattenimento sia ancora, “liberi” di intontirsi dinanzi ai cartoni aquelli culturali, stimolavano anche fra di noi nimati a ciclo continuo o, peggio, dinanzi a tral’approfondimento e il confronto e, quindi, lo smissioni “rosa” o “rosse”. scambio di opinioni e la curiosità di acquisire E la cultura, l’arte, l’ambiente? Di norma sono maggiori cognizioni sugli autori, classici e morelegate in ore impossibili, specie quelle notturne, derni. dove l’audience è naturalmente basso. Ma, tant’è, La televisione, in molte famiglie, fu anche basta che i palinsesti ne comprendano un certo strumento utile per limitare la diaspora serale, in numero di ore..... particolare dei maschi, che in passato giustificaE si potrebbe proseguire. vano le uscite serali con la necessità di un moInsomma, il bilancio oggi non è certamente mento di svago dopo una giornata di lavoro o di positivo e, nel nome di una improbabile libertà di studio. espressione, le trasmissioni sono infarcite di volLa televisione, inoltre, diede un notevole congarità e linguaggio scurrile e spesso sono costruitributo alla diffusione della conoscenza di altre te sugli scontri verbali, i litigi e le offese che si realtà sociali, etniche, religiose, naturalistiche, scambiano i protagonisti. ecc. e, quindi, a “sdoganare” realtà familiari e loIn poche parole: la televisione oggi è il paracali che, per generazioni, erano vissute in ambiti digma di come una cosa bella possa essere immiristretti e limitati. serita e stravolta da finalità esclusivamente basate Anche la cultura ne ebbe un forte impulso, fasul profitto e sullo sfruttamento degli istinti più cendo conoscere a sempre più ampi strati di popobassi dell’uomo. lazione letterati, drammaturghi, poeti, personaggi Il processo e irreversibile? storici e stimolando la curiosità di apprendere, Io credo proprio di no. In quanto si fonda sulle quanto meno nella prospettiva di emulare i “moscelte dei fruitori finali e cioè di ciascuno di noi stri” che, nel più famoso dei quiz televisivi (Lache, con un semplice clic del telecomando, posscia o raddoppia? di Mike Bongiorno), riuscivasiamo effettuare una scelta di libertà, imponendo no a vincere somme importanti. a chi ci vuole imporre “spazzatura” per il proprio Un bel giorno, però, nell’etero fece irruzione la tornaconto economico di dare a noi, alle nostre così detta “televisione commerciale”, che stravolfamiglie e alla società tutta vera cultura, corretta se i canoni di sostanziale compostezza e serietà informazione, sano divertimento. Enzo Giunta cui si era attenuta quella di Stato, coinvolgendo

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pag. 8 FEBBRAIO 2014 In Fraternità con Francesco PRESEPE VIVENTE TERMITANO VII Edizione D a poche settimane si è conclusa la VII edizione del Presepe Vivente termitano, sacra rappresentazione sognata, organizzata e sostenuta dalle varie realtà che costituiscono la Comunità Ecclesiale Termitana e da padre Francesco Anfuso che fin dalla I edizione ne è stato il protettore e la guida spirituale. Migliaia di pellegrini giunti da tutta la Sicilia hanno dato il segno di come la manifestazione termitana sia diventata in pochi anni uno degli eventi più suggestivi e belli del Natale Siciliano. Un evento che è prima di tutto esperienza di fede per i figuranti e che si fa quindi missione evangelizzatrice. Quest'anno il filo conduttore che ha unito le varie scene è stata la Provvidenza di Dio, il suo farsi soccorso e sostegno, il suo essere nella storia e scriverla anche quando il mondo sembra raccontare altro. All'uomo disorientato del nostro tempo abbiamo lanciato un messaggio di speranza e di gioia. Una speranza che è certezza, Dio sta già preparando il suo domani, il futuro è nelle sue mani. Come potrà abbandonare i suoi figli? Ed ecco che la prima scena parte proprio da chi non è rimasta lacerata nell'oggi della croce, ma ha saputo aspettare e sperare nel domani della resurrezione, Maria di Nazareth. Il Presepe Vivente è occasione di confronto e di crescita per chi sceglie di donare il proprio tempo, è occasione di incontro con i fratelli, con volti e sguardi che si somigliano. Quanti sognatori, quanta generosità in chi, con il sorriso sulle labbra, sa dare alla propria stanchezza un significato che è gioia per sé e per gli altri. Sul libro degli ospiti molti pellegrini hanno lasciato commenti entusiastici e da più parti è arrivato l'invito a continuare quella che ormai è diventata una bellissima tradizione natalizia. Stiamo già lavorando sull'ottava edizione, arrivederci al prossimo anno! Giorgio Lupo “… TESTA O CROCE? DUE LATI DELLA STESSA MONETA …!” D al 27 al 30 Dicembre 2013 noi adolescenti Gi.Fra. della Fraternità di Termini Minori abbiamo partecipato al Convegno regionale che si è tenuto a Massannunziata, piccola frazione di Mascalucia. Insieme a me c’erano Giuseppe Gatto, Giuseppe Cusimano, Marino, Salvatore, Roberto, Ilaria, Marta e Chiara; ovviamente non poteva mancare la nostra fantastica animatrice Angela. La mattina del 27 siamo partiti con i ragazzi di Termini Cappuccini e abbiamo raggiunto la struttura che doveva ospitarci verso l’ora di pranzo. Non appena arrivati abbiamo sistemato i nostri effetti personali nelle stanze e ci siamo riposati in attesa che arrivassero i ragazzi delle altre Fraternità. Il Convegno è iniziato nel pomeriggio e, già da subito, lo stesso titolo ci ha portati a riflettere: ”Testa o croce? Due lati della stessa moneta!”. Questa frase ci ha accompagnato durante la nostra permanenza a Massannunziata. Le nostre guide hanno cercato di farci comprendere il significato più profondo del tema attraverso una delle tre parabole della misericordia, la parabola del figliol prodigo. Quest’ultima è stata trattata in un modo molto particolare, infatti è stata ambientata ai giorni d’oggi e attraverso la drammatizzazione abbiamo potuto immedesimarci in quel padre e in quel figlio e capire che molto spesso bisogna mettersi dall’altra parte, analizzare l’altro lato della moneta. Solo così possiamo scoprire tutta la bellezza e la gioia di avere un Padre che ci ama, che fa di tutto per il nostro bene, che ci protegge. Noi siamo il figlio che sbaglia, che pecca di presunzione credendo di essere il centro del mondo, che tentato dalle cose terrene si distacca dai valori, che cede e si allontana dal Signore. Dopo aver visto la prima parte della drammatizzazione, che rappresentava l’allontanamento del Figlio dal Padre, ognuno di noi ha scritto in un foglietto cosa ci allontana da Dio e successivamente abbiamo appeso questi fogli in una croce.

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In Fraternità con Francesco FEBBRAIO 2014 pag. 9 Questo primo momento è stato l’inizio di un percorso formativo e personale che è continuato con il rientro in se stessi ed è terminato con la confessione. Proprio attraverso quest’ultima ci siamo liberati da quei peccati che ci allontanano da Dio e abbiamo percepito l’abbraccio di quel Padre misericordioso, che ci ama infinitamente e gratuitamente e solo dopo la confessione ognuno di noi ha potuto rimuovere dalla croce il proprio foglietto. Subito dopo ci è stata consegnata una lettera il cui argomento era l’amore incondizionato di Dio: Egli ci ama nonostante tutto quello che facciamo, perché come un padre prova un amore spropositato per i propri figli. Quest’esperienza è stata per me molto importante e significativa perché mi ha fatto capire quanto sia grande il suo amore e la sua misericordia. Pro- prio per questo vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile ciò, specialmente i frati che hanno accompagnato il nostro cammino: fra Alberto Foti, fra Alessandro Giannone e fra Salvatore Corsaro e inoltre ringrazio il Consiglio regionale Gi.Fra. e tutti gli adolescenti che sono per me motivo continuo di crescita. Francesco Inguaggiato

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pag. 10 FEBBRAIO 2014 In Fraternità con Francesco IL SIGNORE CI HA DONATO NUOVI FRATELLI Fraternità Gi.Fra. “S. Maria di Gesù” l 6 Gennaio la nostra Fraternità ha vissuto un momento di grande gioia e commozione, celebrando il rito della Promessa per due nuovi Gifrini, Dario Guglioso e Antonio Onizzi, rinnovandola per coloro che erano già promessi e ammettendo nove dei nostri Adolescenti nella Gioventù Francescana. “Essa è la Fraternità dei giovani che si sentono chiamati dallo Spirito Santo a fare l’esperienza della vita cristiana alla luce del messaggio di S. Francesco d’Assisi, all’interno della Famiglia Francescana.”( art.1 “Il nostro Volto”, Statuto della Gi.Fra.). Attraverso il rito della Promessa Dario e Antonio hanno espresso il loro “Eccomi” alla chiamata del Signore che li ha radunati all’interno della nostra Fraternità per essere strumento di evangelizzazione del suo Amore per noi, secondo l’esempio di Francesco, avendo come norma di vita fondamentale il Vangelo e impegnandosi “a passare dal Vangelo alla Vita e dalla Vita al Vangelo”(art.4 Regola OFS). Insieme a loro Angela Franco, Giulia Franco, Valentina Montalto, Maria Cristina Speciale ed io, abbiamo rinnovato la nostra promessa e confermato il nostro “Si” al Signore, manifestando il nostro desiderio di essere una comunità di fede, che ha l’Eucarestia come centro, il Vangelo come guida, la Chiesa come Madre, i poveri e gli ultimi come fratelli. Attraverso il rito di iniziazione o ammissione, Antonio Spalla, Roberto Rosso, Ilaria Franco, Chiara Gatto, Federica Volpe, Francesco Inguag- I giato, Marino Cusimano, Angelo D’Ascoli e Vincenzo Rini, hanno chiesto di entrare in questa Fraternità per seguire Gesù Cristo secondo l’insegnamento e l’esempio di Francesco d’Assisi. Questi ragazzi dopo aver fatto un cammino di discernimento in questi anni, hanno pian piano maturato la consapevolezza della loro vocazione a vivere il Vangelo sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi, attratti da queste due figure sante, si sono avvicinati a Gesù Cristo e scavando all’interno del loro cuore hanno iniziato un cammino alla scoperta della loro Fede. In particolare Angela, Fra Agatino ed io, li abbiamo guidati e sostenuti in questo cammino e abbiamo anche scommesso su di loro, sui loro talenti, sicuri che sarebbero riusciti a comprendere il progetto che Dio ha su di loro. Per noi sono un gran motivo di orgoglio e sono manifestazione dell’Amore di Dio, perché attraverso i loro volti, abbiamo incontrato Gesù Cristo e la loro presenza ha arricchito la nostra Fraternità, dandole la giusta spinta per fare sempre meglio. Ringrazio il Signore per il dono di questi splendidi ragazzi e continuo a pregare affinché sia sempre vivo in loro quel fuoco ardente, che vide in S. Francesco trasformare “ciò che era amaro, in dolcezza”. Chiedo a te lettore, di ricordare questi ragazzi e tutta la nostra Fraternità Gi.Fra. nelle tue preghiere perché siamo sempre pronti a donarci ad ogni richiamo di bene, per essere Araldi del suo pacifico regno. Francesca Calderone.

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In Fraternità con Francesco FEBBRAIO 2014 pag. 11 VISITA FRATERNA 12 Gennaio 2014 “...In virtù della loro vocazione, sospinti dalla dinamica evangelica, conformino il loro modo di pensare e di agire a quello di Cristo mediante un radicale mutamento interiore che lo stesso Vangelo designa con il nome di "conversione", la quale, per l'umana fragilità, deve essere attuata ogni giorno. In questo cammino di rinnovamento il Sacramento della Riconciliazione è segno privilegiato della misericordia del Padre e sorgente di grazia”. Art. 6 c de “Il Nostro Volto” (Cfr. Regola O.F.S.,art.7) on il cuore colmo di gioia e di emozione, domenica 12 Gennaio la nostra fraternità ha vissuto la grazia di sperimentare ancora una volta il dono della Fraternità accogliendo alcuni membri del Consiglio Regionale Gi.Fra.: Maurizio Vassallo, presidente della Gi.Fra. di Sicilia, e Natale Centineo, consigliere. La visita fraterna è una grande opportunità di ricchezza sia per le fraternità che vengono visitate che per il Consiglio regionale: è un momento di confronto e di conoscenza che dà la possibilità di raccontare la storia di una fraternità, il cammino che sta facendo e ancora di comprendere in cosa e come migliorare così da riuscire ad esprimere e testimoniare sempre più concretamente il proprio essere cristiani, francescani appartenenti ad un’unica grande Famiglia. Accolto il Consiglio regionale, abbiamo celebrato un momento di preghiera durante il quale abbiamo presentato la nostra fraternità Gi.Fra. soffermandoci sulla formazione della fraternità giovani e adolescenti, sui rapporti con l’OFS e i frati e il nostro impegno nella chiesa locale. È stato un bellissimo momento di fraternità anche perché la nostra famiglia francescana era tutta presente nelle persone del Consiglio OFS, di fra Agatino e della fraternità Gi.Fra. giovani e adolescenti per completare il quadro mancavano solo le nostre carissime clarisse!! A seguire un pranzo ricco di prelibatezze preparate da tutti noi e arricchito ancora di più dalla presenza della fraternità Gi.Fra. della Madonna della Catena alla quale siamo legati da affetto e stima reciproca. La visita fraterna è stata per noi una giornata di ringraziamento al Signore per le meraviglie che ha operato e continua ogni giorno a operare C nel nostro cammino di fede e per come lo ha cambiato passando da un semplice gruppo di giovani ad una fraternità di giovani, che ha voglia di mettersi in gioco, di lasciarsi travolgere dalla Parola di Dio perché questo è il momento in cui il Signore sta chiedendo ciò alla nostra vita. Risulta difficile esprimere a parole l’infinita gioia che si prova pensando alla nostra fraternità: stiamo imparando a vivere la fraternità e a viverla come luogo di accoglienza reciproca, di condivisione dei doni, di carità, di servizio e “… come luogo privilegiato in cui si sviluppano il senso ecclesiale e la vocazione cristiana e francescana” (art. 7 a de “Il Nostro Volto”). Abbiamo vissuto una vera e propria rivoluzione nel nostro cammino di crescita umana e spirituale e in questo cammino, seppur personale e intimo, siamo stati e siamo sempre accompagnati dall’affetto e l’amore della nostra fraternità OFS e dei nostri frati attuali e da coloro che negli anni si sono susseguiti e hanno creduto in noi: grazie fra Salvatore, fra Domenico e fra Gaetano, quello che siamo diventati è frutto anche dell’amore con cui voi ci avete

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pag. 12 FEBBRAIO 2014 custodito. Un grazie immenso al nostro assistente spirituale fra Agatino, presenza importante, costante e fedele nella nostra vita; al nostro delegato OFS per la Gi.Fra. Ignazio e a Nino perché ci stanno accompagnando in questo cammino di discernimento curando la nostra formazione francescana. Grazie alla fraternità adolescenti: siete ricchezza e bellezza per la nostra fraternità, siete per noi forza e motivo di orgoglio. In Fraternità con Francesco Il grazie più grande va al Signore che ci ha scelti e ci ha chiamati a vivere questa realtà di fede da condividere con i fratelli che Lui stesso ci ha donato. Da parte nostra l’intenzione di impegnarci a donarci ad ogni richiamo di bene per continuare ad essere protagonisti attivi nel nostro cammino di fede e nella nostra vita e per costruire con Cristo un mondo migliore. Franco Angela LA RELIQUIA DI SANTA BERNADETTE A TERMINI IMERESE 12 Gennaio 2014 È perché ero la più povera e la più ignorante che la Santa Vergine mi ha scelta … Santa Bernadette razie al parroco don Raimondo Abbandoni, sacerdote della parrocchia del SS Salvatore, il 19 gennaio è arrivata la reliquia di Santa Bernadette a Termini Imerese. La reliquia alle ore 17 è giunta presso la parrocchia di Sant’Antonio, gremita di fedeli visibilmente commossi. Dopo l’accoglienza da parte di padre Valerio e la recita del Santo Rosario, tutti i presenti, guidati da Don Raimondo, si sono recati in pellegrinaggio con la reliquia verso la parrocchia del SS Salvatore, dove il vescovo ausiliario Carmelo Cuttitta ha presieduto la celebrazione Eucaristica. Ad assistere alla celebrazione non vi erano solo ammalati, ma molte persone che, affidandosi alla protezione di Santa Bernadette, chiedevano un futuro migliore anche per i tanti giovani senza lavoro. Molti fedeli si sono accostati per pregare, in particolar modo i devoti che vorrebbero recarsi a Lourdes, ma non possono. La mia passione durerà fino alla mia morte (Santa Bernadette). La mattina del 20 la reliquia di Santa Bernadette è stata portata presso il Monastero di Santa Chiara, dove insieme alle Sorelle Clarisse la nostra comunità francescana ha partecipato alla celebrazione Eucaristica, presieduta da Fra Venanzio. Con il cuore colmo di commozione, in silenziosa preghiera, ci siamo affidati a Santa Bernadette affinché, come Francesco, possiamo diventare imitatori dell’incondizionata disponibilità della Vergine Maria e raggiungere la perfezione della carità. L’11 febbraio è il giorno dell’ apparizione, ricordiamoci di pregare per gli ammalati, affinché G la nostra Mamma Celeste li abbia sempre sotto il suo candido e dolce manto materno. Un grazie a don Raimondo Abbandoni che ci ha permesso di vivere intensamente questi due giorni di gioia, all’Unitalsi e a tutti coloro che si sono attivati per rendere possibile questo evento. Dopo la mia morte, tutto quello che si scriverà, più semplice sarà e meglio sarà (Santa Bernadette). Agostino Mangione

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In Fraternità con Francesco FEBBRAIO 2014 pag. 13 BIAGIO CONTE TORNA A CAMMINARE GRAZIE ALL’INTERCESSIONE DELLA MADONNA DI LOURDES B iagio Conte miracolato a seguito di un pellegrinaggio a Lourdes? A guardarlo in Cattedrale, in occasione della celebrazione interculturale “Epifania dei popoli”, presieduta dal cardinale Paolo Romeo che celebrava il 30° anniversario di consacrazione Episcopale sembrerebbe proprio di si, perché ha abbandonato la sedia a rotelle dove era relegato ormai da diversi anni ed era ben dritto sulla schiena insieme ai suoi “poveri”. La conferma della inspiegabile guarigione, arriva dallo stesso missionario laico fondatore della missione “Speranza e carità” di via Archirafi e delle altre due comunità di via Garibaldi per l’accoglienza femminile e di via Decollati, denominata “La Cittadella del Povero e della Speranza” dove sono ospitati ben 900 tra immigrati, poveri, senza casa ed ex tossicodipendenti. “Per me è stata una grazia inaspettata - racconta con la sua consueta enfasi fratel Biagio - che ho ricevuto dal buon Dio che ha incaricato la sua madre Maria. Io ho sempre avuto a cuore la Vergine, ma non mi ero mai recato nel santuario di Lourdes, un viaggio che è stato possibile grazie all’Unitalsi che mi ha invitato insieme ai malati”. Biagio Conte, inizialmente non voleva andare in Francia anche per motivi di salute ed arrivato a Lourdes non voleva nemmeno fare il bagno nella vasca. “Io non pretendevo nulla ed anzi ho dato la precedenza agli altri malati – aggiunge il missionario laico – poi mi sono deciso e subito dopo essermi immerso ho avvertito come un fuoco dentro che mi ha permesso di tornare non a camminare, ma a correre verso le tante persone che me lo chiedono”. Il fatto prodigioso è confermato anche da padre Pino Vitrano, il sacerdote che collabora con Biagio Conte nella missione “Speranza e carità”. “Biagio da tempo soffriva a causa di alcune ver- tebre schiacciate che gli impedivano anche di camminare e di altri problemi circolatori che gli facevano gonfiare i piedi – dichiara il sacerdote – subito dopo il ritorno dal pellegrinaggio, me lo sono veduto venire incontro a piedi in maniera clamorosa, senza nessuna difficoltà. Anche i medici da noi interpellati non sanno fornire una spiegazione scientifica plausibile”. Ieri mattina Biagio Conte era attorniato da tanti ospiti della missione ritto in piedi in piena forma come non si vedeva da anni e soprattutto senza la carrozzina, ma soltanto con il bastone in mano. “Dopo il bagno in piscina non ho sentito più il bisogno della sedia a rotelle – continua – e del bastone che però non lascio perché mi ricorda il viaggio fatto nel ’90 da Palermo ad Assisi, infatti da allora lo porto sempre con me e adesso mi fa riassaporare i momenti in cui correvo da una parte all’altra della città”. Questa guarigione significa che Dio le chiederà ancora di più? “Se il Signore mi chiede di più lo faccio volentieri e con tutto il cuore – conclude – a vantaggio degli ultimi. È questo infatti quello che tutti siamo chiamati a fare in un momento così difficile per la nostra società fortemente in crisi. La nostra risposta deve essere quella di andare incontro agli ammalati, ai poveri, ai bisognosi, ai disabili e agli anziani. Soltanto così potremo dare una risposta a ciò che Dio chiede ad ogni uomo”. Diac. Pino Grasso

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pag. 14 FEBBRAIO 2014 In Fraternità con Francesco LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Qual è il più bel regalo di S. Valentino? Beh, sicuramente una bella cenetta romantica, a lume di candela, è un’idea fantastica che lascerà il vostro amato senza parole, specie se la concludete con i Ravioli di San Valentino, un trionfo di cioccolato croccante dal cuore morbido e cremoso. La preparazione di questi dolcini non è difficile, ma dovete assolutamente utilizzare un ingrediente fondamentale, l’Amore, senza il quale non è possibile realizzarli. Ravioli di San Valentino Ingredienti per 6 persone: Per l’impasto: 200gr farina 00, 200gr semola rimacinata, 75gr cacao amaro, 1 cucchiaino caffè in polvere, 4 uova, acqua q.b, olio di arachidi per friggere q.b., zucchero a velo per guarnire q.b. Per la ganasce di cioccolato: 200gr cioccolato fondente, 150 gr cioccolato gianduia, 300 ml panna da montare, 2 cucchiai rum, 50 gr gocce di cioccolato, 60 gr ricotta di pecora. Procedimento: Frullate nel mixer le farine, il cacao, lo zucchero, il caffè le uova e acqua quanto basta per ottenere un composto liscio e omogeneo (come la frolla). Fate riposare l’impasto. Preparate la ganasce: tritate il cioccolato, fate scaldare la panna in un pentolino e unitevi il cioccolato, amalgamando bene il tutto. Versate in una ciotola, fate intiepidire, poi unitevi la ricotta setacciata, le gocce di cioccolato e il rum, amalgamate bene il tutto. Tirate la sfoglia con l’impasto (anche con la nonna papera), spennellatela con l’acqua e distribuitevi il ripieno, ben distanziato, aiutandovi con un cucchiaio, sovrapponete un altro rettangolo di sfoglia e chiudete i ravioli, schiacciandoli bene per far uscire l’aria e sigillarli. Tagliateli con un coppapasta della forma che preferite, oppure con la rotella dentata. Friggete i ravioli di San Valentino in abbondante olio bollente, poi sgocciolateli su carta assorbente da cucina e serviteli spolverizzati di zucchero a velo. Buon San Valentino a tutti ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ Un caloroso saluto a Suor Dorina Balan, delle Serve dei Poveri, che è stata trasferita a Sciacca. Suor Dorina è arrivata all’Istituto Villaurea di Termini Imerese nel 2007, in questi anni ha svolto il servizio con anziani e con i bambini dell’Istituto, ed è stata molto attiva e presente nella nostra comunità, specie per l’animazione liturgica. Ringraziamo il Signore per il dono di Suor Dorina in questi anni, ringraziamo ancora suor Dorina per il servizio svolto e gli auguriamo di continuarlo dove il Signore l’ha chiamata a svolgerlo con la disponibilità e l’amore di sempre. Ricordiamo: • tutti i giovedì dalle ore 16.45 Adorazione Eucaristica, alle 17.30 Celebrazione del Vespro, Benedizione Eucaristica, a seguire la Celebrazione Eucaristica; • ogni primo giovedì del mese Adorazione Eucaristica presso la Cappella “S. Elisabetta d’Ungheria” dell’Ospedale. Alle ore 10.00 esposizione del Santissimo Sacramento, alle ore 12.00 Benedizione Eucaristica e riposizione del Santissimo Sacramento; • il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento;

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In Fraternità con Francesco FEBBRAIO 2014 pag. 15 Invitiamo a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino. ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Festa dell’Eccomi. Sabato 1 febbraio la nostra Comunità Francescana celebra la festa dell’Eccomi degli Araldini. Parteciperemo tutti a questa celebrazione alle ore 18.00 accogliendo gli Araldini della nostra Comunità. Giornata del Malato. Martedì 11 febbraio celebriamo la memoria di nostra Signora di Lourdes e la 22a Giornata del Malato. In preparazione a questa giornata la nostra Fraternità andrà a far visita agli ammalati e quanti desiderano ricevere l’Unzione degli Infermi saranno accompagnati in Chiesa per partecipare alla Solenne Celebrazione Eucaristica. Martedì mattina fra Diego, cappellano dell’ospedale, celebrerà l’Eucarestia presso la Cappella S. Elisabetta d’Ungheria e con i Frati visiterà i ricoverati, e a quanti lo richiederanno sarà amministrato il sacramento dell’Unzione. “Generare futuro”. Questo è il tema della 36a Giornata della vita, che si celebra domenica 2 febbraio. Abbiamo programmato per venerdì 7 un incontro su questo tema, a trattarlo sarà la dott.ssa Paola Geraci. L’incontro si svolgerà alle ore 18.30 nel salone del Convento. Pellegrinaggio al Santuario di Lourdes, di Messina. Il 16 febbraio la nostra Comunità andrà a Messina presso il Santuario dedicato alla Vergine Maria di Lourdes per invocare la sua intercessione sugli ammalati e su tutte le famiglie in difficoltà della nostra città. Per informazioni e prenotazioni, chiedere in Fraternità al Ministro Giusy Fusco o alla consorella Enza Borzelliere. “La famiglia: dono e amore”. Questo è il tema della VIa edizione di “Come a Cana”, l’incontro regionale per le famiglie, proposto dal consiglio Regionale dell’OFS, che si svolgerà il 22 e 23 febbraio presso l’Hotel Club Helios di Marina di Noto (SR). Vi invitiamo ad annunciarlo e divulgarlo per promuovere la partecipazione di quanti vivono il Sacramento del matrimonio ed anche alle coppie di fidanzati che vi si preparano. Si sta predisponendo un pullman per raggiungere Marina di Noto, per informazioni rivolgetevi in fraternità al confratello Mimmo Palmisano. Febbraio 2014 Bova Agostina Gibilaro Maria Rosaria Gatto Cosentino Agata Cipolla Francesca Vega Maria Antonietta Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno 2 3 9 11 16 Romano Giuseppina Amoroso Natalina Piazza Ina Mendolia Giuseppa Franco Angela giorno giorno giorno giorno giorno 18 20 20 24 27 In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIII - n. 2 - Febbraio 2014 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Enza Borzelliere, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Antonio Liotta, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Paola Geraci, Sr Viorica Cosa, Enzo Giunta, Giorgio Lupo, Francesco Inguaggiato, Francesca Calderone, la Fraternità Gi.Fra., Agostino Mangione, Diac. Pino Grasso, Mariella Campagna.

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