Papacqua Dicembre 2010

 

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istituto di psicosintesi centro di grosseto in questo mondo dove tutto va a rotoli e prevale l incertezza per il domani mi ritengo una persona fortunata con la mia pensione vivo dignitosamente e posso permettermi pure due volte la settimana di andare a giocare a tennis che dire meglio di così però c è un però vado alle partite di tennis condividendo questa passione sportiva con persone fortunate come me con cui mi fermo a chiacchierare come da tradizione nel post partita dopo la doccia una volta si spettegolava sul cornuto o la cornuta di turno sulle forme graziose e provocanti di quella o di quell altra e alla fine grandi risate e tutti contenti ora invece arrabiatissimi non facciamo altro che discutere di politica ognuno sostenendo il proprio schieramento di destra di centro di centro-destra di centrosinistra di sinistra di estrema destra e di estrema sinistra restando saldamente e ovviamente tutti di parte ribadendo che il proprio partito è pulito e limpido come l acqua di fonte mentre tutti gli altri sono monnezza e corruzione allora ci si chiede é davvero possibile chi sono questi politici e questi schieramenti che ci coinvolgono in queste assurde diatribe diamo un occhiata ai loro stipendi i parlamentari percepiscono una media che varia dai 15.000 ai 17.000 euro mensili escluse tutte le varie aggiunte del caso e tutti gli enormi benefici e privilegi loro eletti da noi per tutelarci una volta al governo chiedono ad operai cassaintegrati pensionati che vivono con meno di 1.000 euro al mese sacrifici e ristrettezze mentre per loro niente cinghia anzi dopo una legislatura vanno pure in pensione osservatori internazionali hanno fatto un identikit del politico italiano il più pagato al mondo il meno presente il più interessato ai gossip che ai problemi veri della gente e soprattutto il più corrotto recentemente il presidente napolitano ha detto che per queste ragioni teme una disaffezione verso la politica da parte dei giovani e aggiungo io non solo loro ma pure noi fortunati e privilegiati pensionati informazione di culture diverse un lavoro anzi molto di piu iniziare una nuova esperienza che corre sul filo sottile che lega il proprio lavoro con la propria passione ­ quindi in sostanza abbracciare una fortuna ­ è come impugnare una macchina fotografica e mettere a fuoco l immagine e un processo graduale che aggiunge dettagli piano piano e acquista il colore che tu vuoi dargli ma insieme ti restituisce ciò che hai davanti con poche ­ fortuna o sfortuna che sia ­ possibilità di personalizzazione mi spiego meglio iniziare a lavorare per il papacqua è stato come puntare l obiettivo verso un paesaggio lontano di cui conoscevo l esistenza ma che non mi ero mai fermata ad osservare qualche veloce spesa a mondosano un paio di pranzi al biobar era tutto ciò che fino ad un anno fa mi legava a quest angolo di anconetta dai colori naturali poi la richiesta che arriva da un collega ­ enrico che ringrazio di cuore ­ giunta a lui da velleda anima ed energia del papacqua serve un direttore responsabile per il giornalino del circolo dobbiamo registrarlo e pensò a me così conobbi velleda e subito capii che il mio non sarebbe stato solo un nome in calce in fondo a questa pubblicazione ma un aiuto diverso più ricco più necessario ancora e così è stato in questi mesi ho scritto comunicati stampa e-mail modificato volantini e brochure ho corretto e firmato testi ho fatto telefonate e organizzato eventi ma mai da sola accanto a me velleda e tante altre persone che sono papacqua dalle sue origini in poi come una nuova piccola foglia che spunta dall estremità del ramo mi sto aggrappando con fiducia alle loro esperienze tentando di trasformare in parole ciò che questo piccolo mondo produce instancabilmente ogni mese per questo non è solo un lavoro ma è anche il sapore del latte di riso l abbandono alle mani energiche e intelligenti dello shiatsu il profumo degli agrumi nell aria e la consapevolezza che il benessere di chi al papacqua ci entra per la prima volta è importante tanto quanto il benessere di chi ci lavora ogni giorno.

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informazione di culture diverse voci dal festivaletteratura la repubblica dell immaginazione incontro con la scrittrice azar nafisi ogni cultura ha qualcosa di cui vergognarsi ma ha anche il diritto di cambiare e questo diritto all iran di oggi è negato nelle parole limpide e appassionate della scrittrice iraniana che proviene da una famiglia di intellettuali e personalità politiche si fondono continuamente esperienza privata e voce pubblica discorsi sulle libertà individuali e le libertà politiche la libertà di leggere ­ che oggi nel suo paese è severamente disciplinata ­ è proprio ciò che viene celebrato nel suo famoso romanzo leggere lolita a teheran 2003 basato sugli incontri che la scrittrice e docente di letteratura inglese teneva di nascosto con un piccolo gruppo di studentesse nella sua casa per leggere e discutere le opere dei grandi scrittori che non potevano essere insegnati nelle università nafisi parla di letteratura certo ma di letteratura come espressione viva della memoria e dell identità di un popolo e ci ricorda anche che così come il suo paese pur con una gloriosa tradizione di poesia è oggi un regime totalitario che coltiva una cultura della morte e dell oblio così i paesi occidentali non sono solo la culla di grandi scrittori ma anche di storie di schiavitù inquisizione fascismi e repressione dei diritti umani battaglie contro i libri e la libertà di stampa decidendo che cose le persone potessero o non potessero leggere la paura delle parole contrapposta al piacere del dibattito io credo che tutti i lettori appassionati sappiano istintivamente cosa sia la repubblica dell immaginazione ma è dal confronto con situazioni politiche come l iran di oggi e le altre dittature nel mondo che emerge tutta la portata di un valore che noi diamo per acquisito ovvero la facoltà di scegliere le letture che più ci piacciono ascoltando le parole di nafisi e rileggendo le pagine in cui racconta quanto fosse vitale per lei e le sue studentesse riunirsi per leggere i grandi capolavori della letteratura mondiale mi è venuto in mente un altro grande scrittore primo levi forse qualcuno ricorderà quella pagina ­ per me commovente ­ del celebre libro se questo è un uomo in cui l autore nel lager cerca di tradurre con un grande sforzo di memoria alcuni versetti danteschi a un compagno polacco vale la pena riportare gran parte di questo capitolo il canto di ulisse chissà come e perché mi è venuto in mente ma non abbiamo tempo di scegliere quest ora già non è più un ora chi è dante che cosa è la commedia quale sensazione curiosa di novità si prova se si cerca di spiegare in breve che cosa è la divina commedia ma misi me per l alto mare aperto di questo sì di questo sono sicuro sono in grado di spiegare a pikolo di distinguere perché misi me non è je me mis è molto più forte e più audace è un vincolo infranto è scagliare se stessi al di là di una barriera noi conosciamo bene questo impulso l alto mare aperto pikolo ha viaggiato per mare e sa cosa vuol dire è quando l orizzonte si chiude su se stesso libero diritto e semplice e non c è ormai che odore di mare dolci cose ferocemente lontane mare aperto mare aperto so che rima con diserto quella compagna picciola dalla qual non fui diserto ma non rammento più se viene prima o dopo e anche il viaggio il temerario viaggio al di là delle colonne d ercole che tristezza sono costretto a raccontarlo in prosa un sacrilegio non ho salvato che un verso ma vale la pena fermarcisi acciò che l uom più oltre non si metta si metta dovevo venire in lager per accorgermi che è la stessa espressione di prima e misi me quante altre cose ci sarebbero da dire e il sole è già alto mezzogiorno è vicino ho fretta una fretta furibonda ecco attento pikolo apri gli orecchi e la mente ho bisogno che tu capisca la scrittrice usa un espressione eloquente la repubblica dell immaginazione È la repubblica più democratica che ci sia ed è quello spazio fatto di libertà di leggere di circolazione delle idee di condivisione che così radicalmente si contrappone all asfissia delle dittature che perseguono l annullamento dell identità culturale anche attraverso la censura delle parole e l invasione nel privato dei singoli nafisi ci ricorda che coltivare e preservare questo spazio non significa solo coltivare una dimensione privata ma anche la memoria e l identità di un popolo non è un caso che i regimi totalitari e i dogmatismi abbiano sempre condotto delle considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza come se anch io lo sentissi per la prima volta come uno squillo di tromba come la voce di dio per un momento ho dimenticato chi sono e dove sono 2

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informazione di culture diverse 1947 è una scrittrice e docente di letteratura inglese nata a teheran proviene da una famiglia di intellettuali e persone di spicco del mondo politico iraniano il padre fu sindaco della città e la madre fu tra le prime donne ad essere ammesse come membri del parlamento iraniano e si occupò attivamente dei diritti civili delle donne nafisi fu mandata a studiare in inghilterra all età di 13 anni e successivamente completò la sua istruzione universitaria negli stati uniti insegnò letteratura inglese all università di teheran ma in seguito all ascesa al potere dell ayatollah khomeini 1979 si ribellò alle limitazioni esercitate dal governo sulla libertà di insegnamento nonché all obbligo per le donne di coprirsi nei luoghi pubblici non sentendosi più libera di insegnare nel 1997 emigrò negli stati uniti dove vive e lavora tutt ora come docente della johns hopkins university ha scritto saggi sulle donne nella letteratura persiana classica e nel romanzo iraniano contemporaneo sulle donne che sfidano il fondamentalismo nella repubblica islamica dell iran e sullo scrittore vladimir nabokov ha acquisito fama internazionale con il libro leggere lolita a teheran 2003 dove racconta le letture clandestine organizzate da lei e dalle sue studentesse dei romanzi inglesi e americani che non potevano essere insegnati negli spazi accademici tradizionali e rigidamente controllati dal governo iraniano nel 2008 ha pubblicato le cose che non ho detto uno straordinario viaggio nella storia dell iran del secolo scorso tracciato attraverso la storia della sua famiglia basato su ricordi personali racconti dei parenti e i diari di entrambi i suoi genitori un viaggio dove gli antichi racconti della letteratura persiana infiammano la fantasia della bambina azar e si accompagnano alle vicende personali e alla cronaca storica pikolo mi prega di ripetere come è buono pikolo si è accorto che mi sta facendo del bene o forse è qualcosa di più forse nonostante la traduzione scialba e il commento pedestre e frettoloso ha ricevuto il messaggio ha sentito che lo riguarda che riguarda tutti gli uomini in travaglio e noi in specie e che riguarda noi due che osiamo ragionare di queste cose con le stanghe della zuppa sulle spalle sbrindellata dei porta-zuppa degli altri kommandos i nuovi giunti ci si accalcano alle spalle kraut und rüben kraut und rüben si annunzia ufficialmente che oggi la zuppa è di cavoli e rape choux et navets káposzta és répak infin che `l mar fu sopra noi rinchiuso primo levi se questo è un uomo 1947 non si potrebbe immaginare situazione più sterile ­ umanamente prima che intellettualmente ­ del lager nazista eppure in quel momento di estrema deprivazione un uomo ha bisogno di raccontare dante a un altro uomo perché quell uomo ha bisogno di ricordare la sua umanità di ritrovare la dignità insita nella sua condizione di essere umano che dante ha immortalato con il suo poema e consacrato ­ pur condannandone il gesto di sfida ­ nella figura di ulisse icona per eccellenza della ricerca e dell ansia di conoscenza perché per levi quei versi sono vitali in quel preciso momento sono necessari alla sua stessa sopravvivenza questa pagina mi ha sempre messo un brivido mi ha sempre fatto sentire piccola di fronte a quello struggimento e alla forza umana che trasuda e penso anche con un sorriso alla difficoltà e alla svogliatezza con cui molti studenti delle scuole superiori di tutte le generazioni si avvicinano a dante forse sarebbe interessante iniziare a leggere la divina commedia attraverso questa lente inedita questa pagina soprattutto così come la testimonianza della scrittrice nafisi mi ricordano nel profondo perché studio quello che studio e in un certo senso mi aiutano a guardare alla letteratura con una nuova responsabilità mi ricordano che le parole della letteratura sono il riflesso più alto dell autocoscienza individuale la carne e le ossa della nostra memoria collettiva quando mi apparve una montagna bruna per la distanza e parvemi alta tanto che mai veduta non ne avevo alcuna sì sì alta tanto non molto alta proposizione consecutiva e le montagne quando si vedono di lontano le montagne oh pikolo pikolo dì qualcosa parla non lasciarmi pensare alle mie montagne che comparivano nel bruno della sera quando tornavo in treno da milano a torino basta bisogna proseguire queste sono cose che si pensano ma non si dicono pikolo attende e mi guarda darei la zuppa di oggi per saper saldare non ne avevo alcuna col finale mi sforzo di ricostruire per mezzo delle rime chiudo gli occhi mi mordo le dita ma non serve il resto è silenzio È tardi è tardi siamo arrivati alla cucina bisogna concludere tre volte il fe girar con tutte l acque alla quarta levar la poppa in suso e la prora ire in giù come altrui piacque trattengo pikolo è assolutamente necessario e urgente che ascolti che comprenda questo come altrui piacque prima che sia troppo tardi domani lui o io possiamo essere morti o non vederci mai più devo dirgli spiegargli del medioevo del così umano e necessario e pure inaspettato anacronismo e altro ancora qualcosa di gigantesco che io stesso ho visto ora soltanto nell intuizione di un attimo forse il perché del nostro destino del nostro essere oggi qui siamo oramai nella fila per la zuppa in mezzo alla folla sordida e 3

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informazione di culture diverse ogni mattina il colore delle verdure e ra il 2006 quando amina chowdhury arrivò al papacqua ed era il 2001 quando lasciò il bangladesh per raggiungere il marito cercare un lavoro costruirsi un futuro non sapeva ancora che varcando la soglia di mondosano avrebbe trovato se stessa dopo anni di lavori necessari per vivere ma privi di passione e fascino con accento esotico in italiano incerto ma perfettamente comprensibile amina ci racconta quanta magia esista nella sua cucina alla scuola di mia figlia quando la mamma di una sua compagna mi disse che velleda stava cercando una cuoca e io avevo voglia di imparare quando una persona cucina prima di mettersi ai fornelli deve aprire il proprio cuore e l arte che sento dentro mi dà serenità mi fa stare bene psicologicamente e fisicamente ed è un vero e proprio rito ma quello che più amo sono i colori contengono vitamina a e c prevengono i tumori ma adoro anche l arancio e la zucca che ho conosciuto qui a mantova il cuore sta bene quando i nostri occhi vedono tutti i colori ho studiato queste tecniche mi tengo informata sull accostamento dei sapori dei colori dei profumi si là ho tutta la mia famiglia sono la quinta di 8 fratelli e ho lasciato il mio paese per seguire mio marito ora abbiamo due bambine di 6 e 8 anni in italia ho cercato un lavoro e un po di sicurezza per il futuro della nostra famiglia ho trovato me stessa ho fatto vari lavoretti prima di conoscere il papacqua ma niente che corrispondesse davvero a ciò che so fare meglio cucinare iniziò tutto davanti si mi piacciono molto i colori prendo le verdure che uso per i miei piatti e le divido per colore sulla tavola verdi bianche rosse arancioni perché inizio a pensare con tranquillità a cosa creare quali colori accostare velleda dice che anche se i miei gesti non sono mai veloci riesco a fare il doppio degli altri in metà tempo il piatto che preferisco in assoluto è la carbonara vegetale con il tofu affumicato e zafferano ma a casa mangio anche la carne ho abituato mio marito e le mie figlie a mangiare un po di tutto e ogni giorno scelgo cose diverse ci vuole varietà riso carne di agnello cavallo manzo pollo ­ niente maiale perché la mia religione non lo permette pesce verdura molti pakistan nepal sri lanka india grecia thailandia germania ma anche la cucina tirolese e naturalmente quella mediterranea il verde nel piatto non deve mai mancare i cibi verdi fanno bene alla pelle e agli occhi pronto giulia pronto giulia ah ciao laura a quest ora di mattina si ti volevo chiedere come fai a fare il vitel tonnè mi ha detto tuo figlio che quello che fai tu è buono facile comperi un bel pezzo di tacchino biologico tacchino si il vitello è troppo filoso e si sbriciola tutto il maiale fa malissimo non resta che il tacchino che tra l altro costa anche poco e poi lo fai bollire con la cipolla e l aglio e lo metti in un tupperware il giorno dopo fai la salsa col tonno i capperi un cetriolo e se lo vuoi dietetico usi la finta majo senti ma cos è `sta finta majo dove si compra al biomarket dell albero al centro mondo sano dove c è anche il papacqua e il mappamondo in via daino lì trovi anche i biocapperi e il biotonno ma non so se ti piace sei difficile da accontentare tu eh mmhh va avanti poi tagli il tacchino a fette e alterni strato salsa strato tacchi strato salsa strato tacchi e così avanti finchè ce n è poi metti il coperchio e lo mangi il giorno dopo ché è più buono una volta l ho fatto con l arrosto un altra col brasato ma prima bisogna bollire e lavare tutto bene con l acqua calda e no no fermati per carità non sarà come il tiramisù che fai con la bioricotta e le briciole dei biscotti vecchi e le merende biologiche dimenticate in macchina d estate o le polpette di minestrone macrobiotico spacciate per nuvole di verdure agnoli col tofu budino coi kiwi e la tapjoca biosavoiardi e yogurt magro al caffè diventano una finta zuppa inglese adesso non me ne ricordo altre ma questa telefonata è un dejavù beh io non butto via niente sono creativa io si ma almeno dovresti chiamare le cose col loro nome questo vitel tonnè è piuttosto un tacchin tonnè o meglio ancora un tacchino al biocappero come vuoi allora non farlo peggio per te ma tuo figlio lo sa cosa ci metti nel vitel tonnè ha dei sospetti ma del resto l ho abituato a mangiare tutto anche il bancario si lamenta ma poi spazzola via qualunque cosa povera gente li prendi per fame per forza mangiano tutto ma fare un arrosto che sia un arrosto no eh troppo banale e poi i miei ricicli sono insuperabili e gli ingredienti sono naturali bisogna superare `ste tradizioni e poi li vedi tutti e due i miei uomini come sono belli sani dopo mi ripasso l artusi che è meglio vipera aspide io tu si con quello che mangi io lo so quello che mangio so da dove viene so chi lo fa e chi lo vende ma tu lo sai 4

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informazione di culture diverse alla fine di una vita cosa resta di quel che sei stato i l grande rumi 1207 ­ 1273 poeta e mistico sufi diceva è veramente tuo solo quello che riesci a portare con te in un naufragio ora noi abbiamo un corpo ed è bello averlo fino a che è abbastanza forte e sano ma verrà il momento in cui la fatica di vivere sarà troppo grande e sarà opportuno lasciarlo ma nulla si crea e nulla si distrugge tutto si trasforma l esperienza quotidiana ci conferma che ad ogni fine corrisponde sempre un inizio e non si tratta di un semplice riciclaggio ma di evoluzione la materia gli esseri viventi l umanità e l universo sono soggetti ad un processo di evoluzione continua questo presuppone una memoria una intelligenza che la gestisca e una volontà sappiamo che gli atomi le cellule e gli organi hanno una memoria e quindi una intelligenza e una volontà e poi abbiamo la mente che gestisce un intelligenza centrale ma non basta ci deve essere un livello superiore facciamo un esperimento rilassiamoci e osserviamo noi stessi ed i nostri pensieri chi è che osserva la mente pensante la psicosintesi chiama questo livello superiore di consapevolezza sé transpersonale che è parte del sé universale inoltre tutti questi centri di energia sono collegati tra loro non solo in modo lineare ma anche diffuso perché l energia si espande sempre in ogni direzione non è logico pensare che la nostra esistenza si risolva tutta in un attimo di eternità il sé superiore continuerà ad evolvere dopo la morte fisica ma non potrà portare con sé altro che l esperienza maturata e dobbiamo inoltre mettere in conto momenti di stasi o di temporanea involuzione sia individuale che collettiva e opportuno quindi che imparando a vivere ci prepariamo a morire abbiamo qualcos altro da fare tanti anche tanto più grandi di noi ci hanno preceduto sulle diverse vie dell evoluzione personale e hanno lasciato tracce interessanti alcuni esempi sulla via del guerriero si incontrano quattro nemici la paura la chiarezza il potere e la vecchiaia la paura può condizionare negativamente superando la paura si acquisisce la chiarezza la conoscenza ma il sapere è sufficiente sintonizzarsi sulla stessa fine a sé stesso può bloccare al semplice lunghezza d onda dell universo per livello di erudito se si va oltre si ottiene acquisirne la conoscenza potere ancora una volta l attaccamento ai privilegi può portarci su una strada sbagliata qualsiasi via il guerriero scelga deve avere un cuore alla fine si incontra la vecchiaia la stanchezza non deve essere un alibi ma uno stimolo a ricercare soluzioni nuove l esperienza può compensare il calo di energia non si finisce mai di imparare il vero cuore della cerimonia del tè è la purificazione dei sensi la vista con la contemplazione dei fiori e dei dipinti l odorato con il profumo dell incenso l udito con il suono dell acqua che bolle il gusto con il sapore del tè il tatto con la postura corretta quando purifichi i cinque sensi anche il cuore diventa puro quindi la funzione della cerimonia del tè è quella di purificare il cuore cerco di mantenere costantemente questo stato dell essere e di non dimenticare mai il cuore della cerimonia del tè non per mero diletto 5

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informazione di culture diverse la banca etica a mantova s ono la coordinatrice della circoscrizione locale dei soci di banca etica della provincia di mantova assieme ad un ristretto ma motivato gruppo di soci/volontari da anni organizziamo partecipiamo e sosteniamo iniziative pubbliche legate ai valori della finanza etica banca etica non è solo una banca ma un utopia che si è concretizzata nata ufficialmente nel 1999 grazie alla tenacia e alla determinazione di una ventina di organizzazioni del non profit e decine di cittadini responsabili per dare risposta all esigenza di coniugare etica ed operatività bancaria l intento comune era ed è quello di essere i pionieri di una nuova idea di banca intesa come luogo di incontro dove le persone e la banca manifestino trasparenza solidarietà e partecipazione facendone uno strumento anche culturale per la promozione di un economia che ritiene fondamentale la valutazione sociale ed ambientale del proprio agire oggi quel sogno conta 13 filiali e una rete capillare di promotori finanziari chiamati banchieri ambulanti su tutto il territorio nazionale che portano la banca laddove non sia presente con un proprio sportello proprio come a mantova a dieci anni dalla sua nascita banca etica ha raggiunto una raccolta di capitale sociale di più di 25 milioni di euro conferito da oltre 33 mila soci di cui circa 4.000 sono persone giuridiche tra queste 9 regioni 40 province 300 comuni l istituto raccoglie oltre 600 milioni di euro di depositi e sta finanziando più di 3.400 progetti dell economia solidale per un valore superiore ai 440 milioni di euro la circoscrizione di mantova conta oltre 350 soci e come tutte le altre sparse sul territorio nazionale rappresenta uno dei pilastri su cui si fonda l`intero progetto di banca etica grazie a questa struttura il socio può entrare nei processi decisionali della banca può contribuire all organizzazione di iniziative culturali che sempre di più in questi anni si cerca di condividere anche con altre associazioni che sul territorio sono impegnate a costruire un idea diversa di economia e società informando e offrendo proposte di riflessione e confronto reciproco ringrazio velleda e i suoi collaboratori per averci ospitato su questo interessante e originale giornalino gli spazi per riflettere comunicare e conoscere in modo costruttivo e non alienante o omologato non sono mai abbastanza se di qualità poi sempre meno frutta verdure conserve e tradizioni delle colline moreniche del garda via bosco scuro 8 cavriana mn tel 0376 82455 email robrasi@libero.it

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informazione di culture diverse c i tre tipi di cura un percorso di questo tipo porta anche a provare gratitudine e riconoscenza verso ciò che ci accade e a considerare sacra la vita nelle sue molteplici manifestazioni implica anche la dimensione costante dell ascolto sia del proprio corpo e degli eventuali segnali di malessere che esso ci invia sia dei disagi esterni a noi la cura di sé intesa in questo modo perciò raffina la sensibilità e crea un orizzonte di grande apertura nei confronti della diversità i sono vari modi per prendersi cura di sé noi conosciamo quello più tradizionale che è quello della cura allopatica la cura allopatica fa riferimento alla medicina occidentale che come sappiamo ha messo a punto conoscenze anatomiche fisiologiche e patologiche e mezzi diagnostici e terapeutici sempre più perfezionati in questo caso tuttavia il paziente tende a delegare la cura del proprio corpo a uno specialista vorrei parlare però di altri due tipi di cura che non escludono la medicina allopatica ma anzi si possono integrare con essa si tratta della cura olistica e dell autoguarigione nel primo caso la persona acquisisce una maggiore consapevolezza del proprio corpo nella sua interezza che include la dimensione fisica e quella psichica la cura quindi sarà affidata a rimedi naturali quali omeopatia fitoterapia discipline bionaturali come lo shiatsu la meditazione attività fisiche mirate e alimentazione naturale anche in questo caso la persona delega a uno specialista ma si fa carico di una maggiore responsabilità verso la salute del proprio corpo inoltre si va alla ricerca della causa del proprio malessere o malattia prendendo in esame la fondamentale correlazione che esiste tra la dimensione fisica e quella psichica/spirituale per quanto riguarda l autoguarigione essa comporta un ulteriore passo si tratta di un percorso che la persona sceglie di intraprendere a partire dalla maggiore responsabilità acquisita nella pratica costante di quelle discipline e cure elencate sopra si tratta in sostanza di uno stile di vita l autoguarigione è frutto di un percorso spontaneo e naturale e per la persona che lo intraprende esso entra a far parte della vita di tutti i giorni do-in e auto shiatsu dal mio impiego a tempo indeterminato lascio il computer e quel freddo rapporto a due per dedicarmi completamente allo shiatsu facendomi travolgere dalle forti sensazioni ed emozioni che si provano quando si entra con il cuore in questa arte termino così i quattro anni di formazione sostengo l esame per diventare operatore shiatsu e comincio a praticare ora vi starete chiedendo cosa lega lo shiatsu al do-in il do-in è una disciplina orientale che opera sul riequilibrio psico-fisico della persona sono esercizi di stiramenti automassaggio respirazione rilassamento esercizi in cui si impara a conoscere ascoltare e prendersi cura del proprio corpo esercizi insegnati agli allievi della scuola di shiatsu fin dalla prima lezione il do-in mi ha sempre sostenuta mi fortifica mi educa lo pratico quotidianamente perchè prepara la mia mente il mio corpo e il mio spirito al lavoro di operatrice shiatsu lo insegno e mi ritengo fortunata perchè ho la possibilità di fare quello che amo e in cui credo sono contenta quando le persone escono da una lezione e stanno bene si sentono rilassate ed è così che dovrebbero sentirsi tutti i giorni e così che dovremmo imparare a vivere nell ascolto di ciò che proviamo verso noi stessi e verso il prossimo nell imparare ad accettare i cambiamenti nell essere sempre presenti in quello che facciamo nel dare e nell avere continuo nell andare appunto verso la propria via m i è stato chiesto di scrivere in poche battute che cosa è per me il do-in do-in significa verso la via raccontarlo è complicato perché conoscere il do-in mi ha letteralmente sconvolto la vita spiegare e riassumere un tale cambiamento non è facile ma ci provo il mio percorso inizia sei anni fa quando mi iscrivo alla scuola internazionale di shiatsu è amore a prima vista mi ci butto ci entro totalmente metto in discussione le mie convinzioni crollano tutte le mie certezze mi spoglio dei miei pregiudizi e mi rivesto di speranze ci soffro ma ci credo fortemente e inizio a cambiare mi licenzio 7

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cafÉ philo al papacqua conviene essere virtuosi la mia prima volta al café philo sono uscito con le idee un po confuse ma è stato un utile allenamento al dialogo e dopo qualche giorno di riflessione questo è il mio punto di vista la virtù è l abilità ripetuta e ripetibile ad operare positivamente per sé e per gli altri può essere etica e/o estetica il suo opposto è il vizio ma i confini fra i due non sono sempre netti ed inequivocabili la capacità organizzativa diventa viziosa quando viene usata per lo sfruttamento ripetuto e costante di altre persone a fini egoistici ma come in natura di solito non si trovano elementi allo stato puro così spesso un comportamento altruistico può avere anche motivazioni egocentriche e viceversa due esempi l imprenditore attento alle condizioni dei suoi dipendenti avrà lavoratori più motivati e quindi un ritorno di maggior produttività il ricco che costruisce e dona un ospedale forse si aspetta qualche riconoscimento pubblico o spera di essere eletto alle prossime elezioni penso quindi che sia necessario parlare di virtù ma dobbiamo smettere di farlo in modo retorico e vizioso per controllare le masse o avere servitori fedeli vediamo che anche i più accaniti sostenitori della competizione hanno bisogno di riconoscersi in un gruppo una squadra o di appartenere ad una cultura ad un popolo o una nazione in definitiva anche loro hanno bisogno di collaboratori dobbiamo passare da una mentalità competitiva ad una armoniosa e collaborativa per far questo abbiamo bisogno di più coraggio più sincerità più onestà più giustizia che sono da sempre considerate virtù informazione di culture diverse valeria dalcore mario sassi velleda coazzoli valentina bugada samanta trivellini alberto facchini paolo bonfà emanuele gnasso attilio magnani giulia roversi beatrice azzoni luisa pasino circolo culturale papacqua mantova ­ via daino 1 zona anconetta tel 0376 364636 ­ fax 0376 1810618 info@papacqua.it www.papacqua.it ­ www.shiatsu.it dhiaforà il numero di dicembre 2010 è stato chiuso in redazione lunedì 13 dicembre la tiratura è stata di 1500 copie il giornalino è consultabile anche online all indirizzo pubblicazione semestrale a cura del circolo culturale papacqua autorizzazione del tribunale di mantova n 5/2010 del 27/04/2010 socio ordinario euro 15,00 socio sostenitore euro 50,00 via berlino 1 46047 porto mantovano mn tel 0376 408577 fax 0376 385812 email info@dhiafora.it

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