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L’INFORmAZIONE PROFESSIONALE PER LA PASTA FRESCA E SECCA 120 ANNO XVIII DICEMBRE 2013 Tariffe R.O.C. Poste Italiane - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n° 46) Art. 1 comma 1 DCB Bologna Delverde: il marketing promuove l’eccellenza L’Europa protegge i maccheroncini di Campofilone In questo numero: ASSOCIAZIONE PRODUTTORI PASTA FRESCA: «ALL’INDUSTRIA DELLA PASTA FRESCA SERVE IDENTIFICAZIONE E VISIBILITÀ» ISSN1824-9523

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Sommario Colophon Comitato tecnico e scientifico Alfio Amato Alimentazione e salute ■ EDITORIALE di Rina Poletti L’arte del fare la sfoglia 2 ■ TECNICHE DI PRODUZIONE di Serena Bolognino Domenico Ciappelloni Materie prime Pasta fresca “alternativa” per chi soffre di intolleranze alimentari 14 Giacomo Deon Presidente Confartigianato Alimentazione ■ Appf: «All’industria della pasta fresca serve identificazione e visibilità» di Justo Bonetto L’OPINIONE Gianni Mondelli Tecniche di produzione 22 Maurizio Monti Tecnico farine a grano tenero Miller’s Mastery L’Europa protegge i maccheroncini di Campofilone di Delia Sebelin ■ RICONOSCIMENTI Giorgio Stupazzoni Economista Agrario 26 Roberto Tuberosa Genetica agraria ■ ECCELLENZE di Delia Sebelin Studio Legale Avv. Gaetano Forte Sicurezza alimentare Delverde, quando il marketing promuove l’eccellenza 28 36 International partners ■ REPORT INDIA M.B. Naqvi Chief Coordinator AgriBusiness & Food Industry Rivista leader in India per il settore agroalimentare industriale Media Today Group, New Delhi - India Pasta italiana leader sul mercato globale di Francesca Benetti ■ MADE IN ITALY di Delia Sebelin Aidepi: «La qualità della pasta italiana è garantita anche con grano estero» 44 ROMANIA Viorel Marin Presidente Anamob Associazione nazionale dei mugnai e dei panificatori della Romania ■ ALIMENTAZIONE a cura della Redazione Le sane abitudini alimentari? I giovani insegnano 46 TURCHIA Zübeyde Kavraz Miller Magazine / Degirmenci Dergisi Rivista per la trasformazione dei cereali della Turchia Parantez Group, Istanbul - Turchia ■ RUBRICHE • Fatti e notizie • Pasta e dintorni • Le aziende informano • Agenda 8 10 53 58 Direttore responsabile Claudio Vercellone Direttore tecnico Gianni Mondelli Redazione Delia Sebelin ufficiostampa@avenuemedia.eu 051 6564337 Pubblicità Massimo Carpanelli carpa@avenuemedia.eu 051 6564342 In questo numero F. Benetti, S. Bolognino, J. Bonetto, R. Poletti, D. Sebelin. Gli autori sono pienamente responsabili degli articoli pubblicati che la Redazione ha vagliato e analizzato. Ciò nonostante, errori, inesattezze ed omissioni sono sempre possibili. Avenue Media pertanto, declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nelle pagine della rivista. Ufficio Abbonamenti abbonamenti@avenuemedia.eu Abbonamento 40 Edizione, direzione, redazione, pubblicità e amministrazione Avenue Media srl Via Riva Reno, 61 - 40122 Bologna Tel. 051 6564311 - Fax 051 6564350 avenuemedia@avenuemedia.eu www.avenuemedia.eu Stampa Sate srl Via C. Goretti, 88 44100 Ferrara Registrazione N. 8297 del 27/02/2013 del Tribunale di Bologna. Rivista fondata a Parma nel 1995. La rivista è stata chiusa in tipografia a dicembre 2013. PASTA&PASTAI 120 DICEMbrE

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Editoriale L’arte del fare la sfoglia L 2 di Rina Poletti, pluripremiata “sfoglina” dell’Emilia Romagna La sfoglia, da sempre emblema della cucina emiliano romagnola, amata e imitata in tutto il mondo, fonte nutritiva di generazioni contadine, mai come di questi tempi ha visto un ritorno alle sue origini. Si parla di sfoglia fin dai tempi antichi, attribuendole varie origini, da quelle nordiche fino all’antico Egitto. Ci sono testi che riportano immagini di impasti realizzati solo con acqua, o altri liquidi, tirati con strumenti rudimentali. Ma la sfoglia di cui vi voglio parlare ha origini più moderne, contadine e che, ancora oggi, è una tipica prelibatezza dell’Emilia Romagna. Possiamo parlare di sfoglia quando un impasto viene realizzato con farina di grano tenero a cui sono aggiunte solo uova, e poi tirato con il matterello. L’utilizzo delle macchine oggi ci permette di ottenere una sfoglia di qualità, ma sicuramente meno tradizionale. Come tutte le preparazioni la sfoglia tradizionale ha una sua ricetta, che prevede l’utilizzo di farina di grano tenero in percentuale di 100 g per 1 uovo del peso medio di 60-70 g. Appena varchiamo i confini dell’Emilia Romagna la percentuale di uovo rispetto alla farina diminuisce, fino a sparire « Per la sfoglia emiliana servono farina di grano tenero, uova e… mattarello » PASTA&PASTAI 120 DICEMbrE

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Editoriale andando verso il sud Italia. L’uovo lascia il posto all’acqua e la farina di grano tenero alla semola di grano duro oppure alla semola rimacinata. In questo caso si può parlare di pasta fresca ma non può e non deve essere confusa con la sfoglia tradizionale. Solamente rispettando i dosaggi e gli alimenti che abbiamo indicato potremmo dire di realizzare la tipica sfoglia emiliana con cui preparare tutti i tipi di formati che la cucina territoriale prevede: tagliatelle, tortellini, tortelloni, pasta al forno e così via. La farina. Durante i tanti anni di lavoro in un laboratorio artigianale, ma soprattutto ora che insegno l’arte del fare la sfoglia, mi pongono spesso questa domanda: «Ma che farina occorre per fare un prodotto di qualità?». Partiamo quindi da qui per orientarci nel mondo delle farine che troviamo sugli scaffali dei supermercati. La prima regola è scegliere una farina di grano tenero tipo 00 che, nelle indicazioni sulla confezione, contenga anche la dicitura: “Indicata per pasta fresca all’uovo” (e non solamente “Pasta fresca” per le ragioni di cui sopra). Molte aziende molitorie hanno immesso sul mercato farine specifiche per questo utilizzo. Possono costare un tantino in più rispetto alla classica 00 perché Rina, “rezdóra” doc Rina Poletti, “rezdóra” doc di Finale Emilia (Mo), nonché gloria vivente dell’enogastronomia della Bassa modenese, ha diretto per più di trent’anni un laboratorio specializzato nella produzione di pasta fresca artigianale. L’amore per il suo lavoro l’ha portata a migliorarsi continuamente; tuttora, pur essendo in pensione, non ha alcuna intenzione di appendere il matterello al chiodo. Ha vinto numerosi concorsi, regionali e nazionali, sulla preparazione della sfoglia. È fondatrice e presidente dell’associazione Miss…ione Matterello per la raccolta di fondi a favore dei comuni emiliani colpiti dal terremoto nel 2012. Collabora con Slow Food Italia ed è spesso chiamata come docente da Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno (Pr). questo prodotto è bianchissimo (non a caso è chiamato anche “Fior di farina” o, semplicemente, “Fiore”), privo di particelle cruscali e con una percentuale di glutine ridotta rispetto alla farina tipo 0. Inoltre, essendo povero di sali minerali (ceneri) darà origine ad un impasto più elastico e di un giallo limpidissimo che non ingrigisce nel tempo. Il processo per eliminare le particelle cruscali durante la macinazione permette di ottenere una farina così raffinata da sembrare persino diversa al tatto: meno “farinosa”, meno grumosa, che tende a non rimanere appiccicata alle dita e, soprattutto, bianchissima. Queste caratteristiche non si possono trovare a basso prezzo. Se, invece, volete realizzare la sfoglia con una farina tipo 0, essendo quest’ultima meno raffinata e con una percentuale di glutine maggiore, dovrete faticare di più durante la stesa. Inoltre, l’impasto - e di conseguenza la pasta - con il passare delle ore tenderà ad ingrigire. Le uova. Per ottenere una sfoglia di qualità servono anche uova di qualità. Il mercato avicolo spesso distingue le uova in categorie di peso e tipologia di allevamento (galline allevate a terra oppure in gabbia), ma per quel che riguarda il colore «La sfoglia tradizionale » non va confusa con la pasta fresca 4 PASTA&PASTAI 120 DICEMbrE

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Editoriale rispetto alle giornate umide ma, nel primo caso, asciugherà più rapidamente. Il “Fiore” «una farina è priva di particelle cruscali» ci dobbiamo affidare solo al nostro occhio, a spaccatura di uovo avvenuta. Quante volte ci siamo trovati di fronte a uova pallidissime che non esaltano la preparazione della nostra sfoglia! Per questo dobbiamo imparare a distinguere bene le proposte del mercato. Facendo attenzione, troverete evidenziato in alcune etichette la dicitura: “Uova di pasta gialla”. Purtroppo non sono molte le aziende che propongono questo prodotto, offerto spesso solo alle pasticcerie e ai laboratori di pasta fresca artigianale. Sono uova che presentano un albume denso e un tuorlo di un giallo tendente all’arancio. Sono uova per nulla sofisticate, anzi, hanno più vitamine e sali minerali che causano una pigmentazione superiore del tuorlo e un albume più proteico. Provate a farvi semplicemente un uovo al tegamino e sentirete la bontà di queste uova. Purtroppo, anche in questo caso, il prezzo è superiore rispetto alle altre uova. Gli strumenti. Una volta forniti di farina specifica e uova di qualità possiamo realizzare la vera sfoglia emiliana. Gli strumenti necessari per parlare di sfoglia tradizionale sono le mani e il matterello, niente di più. Dobbiamo poi tenere conto di alcuni fattori determinanti, quali la temperatura ambiente e le condizioni atmosferiche. Durante le giornate ventose la sfoglia sarà più difficile da stendere La sfoglia non ama correnti d’aria, quindi nella stanza in cui la stendiamo dobbiamo tenerci lontano da finestre e porte e, nello stesso tempo, anche da fonti di calore come termosifoni e fiamme. Un impasto è ottimo se non si attacca alle mani e all’asse di legno, e se è liscio e levigato. Una volta terminato deve necessariamente riposare per un minimo di venti minuti - fino ad arrivare ad ore nella stagione fredda - e va conservato in un sacchetto per alimenti privo d’aria possibilmente in un posto fresco (evitando però il frigorifero). La fase di riposo permette all’impasto di diventare elastico, per cui sarà più facile stenderlo con il matterello. Piccole variazioni dell’impasto ci permetteranno di ottenere prodotti diversi. Per le tagliatelle serve una sfoglia ottenuta da un impasto sodo, mentre per le paste ripiene (tortellini, tortelloni) l’ottimale è una sfoglia derivata da un impasto più morbido per permettere la chiusura del prodotto. Negli ultimi anni l’industria della pasta fresca sta avendo un grosso successo, a dimostrazione che la pasta è amata da molti per non dire da tutti. Ma da vera professionista della sfoglia quale sono mi piace scherzare e definire le paste industriali, pur riconoscendone la bontà, “le mentite sfoglie”. Fare la sfoglia a mano non è solo un atto d’amore verso i nostri cari ma anche un risparmio economico, con la certezza di mangiare un prodotto di qualità freschissimo perché realizzato nel momento del bisogno. Da sempre io amo la tagliatella: la sua forma mi ricorda un laccio, che unisce tutti i componenti della tavola. La si può assaporare con diversi condimenti anche se la ricetta tradizione la vorrebbe con il ragù alla bolognese, con l’eccezione del prosciutto e piselli per la primavera o l’estate. In qualsiasi modo la vogliate consumare una cosa è certa: davanti ad un buon piatto di tagliatelle tutto si ridiscute, tutto si ridimensiona, tutto si placa: è una magia - lo so - è la Tagliatella. ❙❘❘ Rina Poletti 6 PASTA&PASTAI 120 DICEMbrE

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Fatti e notizie Buitoni Barilla Accordo Nestlè-Cremonini per i ripieni di carne Arriva la no-gluten di Barilla Barilla ha da poco lanciato sul mercato la sua pasta gluten free, pensata per i celiaci ma non solo. «Volevamo un prodotto - ha detto Giuseppe Morici, chief marketing officer Barilla - che fosse appetibile per chiunque». La pasta senza glutine di Barilla arriva dopo anni di ricerca e un accurato studio sugli ingredienti. «Mais bianco, mais giallo e riso - ha spiegato Giancarlo Minervini, product development director Barilla - è un mix che garantisce un colore giallo brillante a crudo, simile alla pasta di semola dopo la cottura». Il prodotto, di prezzo inferiore rispetto ai principali player del settore, è proposto in quattro formati: spaghetti n. 5, penne rigate, fusilli e tortiglioni. Le confezioni, simili alle scatole blu a cui il marchio emiliano ha abituato i propri clienti, riportano una fascia verde chiaro per garantire la differenziazione e i due marchi distintivi dei prodotti per celiaci (il bollino del Ministero della Salute e la Spiga Sbarrata dell’Aic). ❙❘❘ Spaghetti al konjac ZenPasta presenta in Italia un nuovo tipo di spaghetti di origine giapponese, gli shirataki, composti da una fibra solubile che si estrae dalla radice di una pianta asiatica, il konjac. Questa fibra, fanno sapere dall’azienda, proveniente da agricoltura biologica, non contiene carboidrati, grassi, proteine, glutine, lattosio. La consistenza degli shirataki cotti è simile a quella degli spaghetti occidentali e la loro preparazione è altrettanto semplice: basta immergerli in abbondante acqua bollente, o acqua del rubinetto ben calda, e lasciarli riposare per almeno sette minuti per far assorbire l’acqua, scolarli in uno scolapasta e risciacquarli bene sotto il rubinetto con acqua calda per rimuovere la piccola quantità di zuccheri utilizzata nel processo di essicazione. Condirli poi con sughi a base di verdure, carne o pesce e servire. ZenPasta è distribuita da erboristerie, farmacie, parafarmacie, negozi biologici e on line su www. zen-pasta.com/shop. ❙❘❘ Pasta & sostenibilità ZenPasta Nestlè Italia ha firmato un accordo con Inalca, società del Gruppo Cremonini, per l’utilizzo da parte di Buitoni di carne di manzo 100% italiana. In pratica, tutti i bovini impiegati per la produzione di pasta ripiena fresca Buitoni saranno capi nati, allevati e macellati in Italia. Obiettivo dell’intesa è assicurare l’italianità dei prodotti Buitoni. Soddisfatto Leo Wencel, capo mercato di Nestlè Italia: «Acquistare le nostre materie prime in Italia in un momento come questo - osserva - significa agire concretamente per fare sistema e dare il nostro contributo alla creazione di valore aggiunto nel Paese e per il Paese». Dello stesso avviso Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Inalca Gruppo Cremonini: «L’accordo con Nestlè è importante per la filiera perché significa investire per valorizzare i contenuti positivi che stanno dietro la vera italianità dei prodotti». ❙❘❘ Luciana Mosconi protegge la natura Il pastificio marchigiano Luciana Mosconi ha concluso con successo il progetto di riduzione delle emissioni di CO2 lanciato a novembre 2012 in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. L’iniziativa ha previsto il calcolo dell’impronta ambientale della pasta all’uovo secca del marchio e la compensazione delle emissioni tramite l’acquisto di crediti di carbonio per il progetto Kariba Redd+ di riforestazione in Zimbabwe. «Siamo particolarmente orgogliosi di questo importante traguardo perché per noi rappresenta un grande fattore di differenziazione competitiva, visto che il consumatore finale è diventato sempre più sensibile al valore ambientale delle proprie scelte alimentari», ha commentato Marcello Pennazzi, amministratore delegato di B&G Alimentare, proprietaria del marchio Luciana Mosconi. ❙❘❘ 8 PASTA&PASTAI 120 DICEMbrE

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Fatti e notizie Varietà Sis per la pasta Ghigi I frumenti duri Sis in prima linea nel progetto di pasta con grano 100% italiano del Pastificio Ghigi. Nell’ambito del progetto di rilancio del pastificio romagnolo da parte della società Cai-Consorzi agrari d’Italia, sono stati proposti agli agricoltori contratti di coltivazione che vedono Sis-Società Italiana Sementi presente con alcune sue varietà di frumento duro: Cesare, Marco Aurelio e Massimo Meridio, distribuite da quattro consorzi agrari. «Ghigi ha scelto di utilizzare grano coltivato esclusivamente in Italia per valorizzare il rapporto diretto con gli agricoltori del territorio - spiega il presidente di Sis, Gabriele Cristofori - Questa filosofia permette di garantire ai consumatori un prodotto finale sicuro perché, oltre ad essere controllato ogni giorno nei laboratori del pastificio, per ogni pacco di pasta possiamo risalire a quale agricoltore e in quale campo è stato coltivato il grano e quali sementi Il presidente di Sis, Gabriele Cristofori, con il direttore generale, Claudio Mattioli (a destra). sono state utilizzate». ❙❘❘ Marketing Materie prime Gioca con Napoli Magazine e vinci Garofalo Napoli Magazine e Pasta Garofalo regalano gustosi premi. Basta partecipare alla schedina e al fantacalcio di Napoli Magazine, la testata giornalistica on line di informazione sportiva, attualità e cultura. A fine anno saranno premiati i primi 10. Il primo premio consiste in una confezione assaggio di Pasta Garofalo da 12 kg, mentre chi si classificherà dal 2° al 10° posto riceverà 1 kg di Pasta Garofalo e un grembiule del Napoli. Per partecipare alla schedina di Napoli Magazine occorre iscriversi gratuitamente al forum della testata e inserire nell’apposito post, ad ogni gara di campionato, i propri pronostici sulle dieci gare di giornata. I partecipanti al fantacalcio di Napoli Magazine, con la propria squadra, gareggiano, sempre gratuitamente, totalizzando punti in base ai gol realizzati dagli 11 calciatori schierati in campo di settimana in settimana. ❙❘❘ De Cecco Nella pasta tutto il sapore del mare “Pasta damare”, il nuovo libro promosso da De Cecco ed edito da Agra, celebra il connubio della pasta con le bontà del mare: pesce, molluschi e crostacei. Un tema illustrato dal fotografo Janez Puksic, narrato dal docente Iulm Daniele Tirelli, scandito dagli incontri tra il critico Luigi Cremona e 16 grandi chef, e “autorizzato” dal dietologo Nicola Sorrentino: «La pasta col pesce è un piatto completo e bilanciato», sostiene l’esperto. Il binomio tra pasta e pescato «ha radici antiche - sottolinea Tirelli - ma solo negli ultimi cinquant’anni ha potuto svelare le sue infinite declinazioni». La parte centrale del volume è affidata al critico enogastronomo Luigi Cremona che delinea il profilo di alcuni tra i più importanti chef italiani (da Cristiano Andreini a Heinz Beck, da Pino Cuttaia a Mauro Uliassi, solo per citarne alcuni) e ne descrive il rapporto personale e professionale con la pasta, recuperando racconti e aneddoti della loro storia. Ne deriva un libro particolarmente ricco di informazioni, spunti, notizie e naturalmente ricette d’autore (156 pagine, 30 euro). ❙❘❘ PASTA&PASTAI 120 DICEMbrE 9

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Pasta e dintorni Trend Mondiali dei formaggi Reggono i surgelati, ko i “ricettati” «Il settore dei surgelati dovrebbe chiudere il 2013 con volumi di consumi pari o lievemente inferiori a quelli dell’anno precedente; questo può essere considerato quasi un successo visto l’andamento globale in decisa frenata del settore alimentare», fa sapere il presidente dell’Istituto italiano alimenti surgelati (Iaas), Vittorio Gagliardi. Ancora una volta il comparto dei vegetali si sta rivelando il più importante in termini di volumi, con un progresso di circa lo 0,5% nei primi otto mesi dell’anno; bene anche le patate surgelate. Continua a scontare la contingenza negativa, invece, il comparto dei piatti ricettati (paste, risotti, gnocchi…) con un’ulteriore perdita dell’11%: «il dato fa comprendere - rileva lo Iaas - come il consumatore, malgrado il grande apprezzamento da sempre mostrato per questa categoria di prodotti sottozero, sia costretto attualmente a rivolgersi verso preparazioni decisamente più economiche». ❙❘❘ Medagliere record per il parmigiano Dodici medaglie per la nazionale del parmigiano reggiano in Inghilterra: è record per un formaggio. L’annuncio arriva da Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del parmigiano reggiano, alla fine del World Cheese Awards 2013, competizione dedicata alle delizie casearie del Good Food Show, esposizione internazionale sul buon cibo. «Una grande vittoria nella storia del parmigiano reggiano all’estero, segno che il prodotto sa puntare al mercato internazionale e anche a nuovi consumatori». Ben 2.777 formaggi in gara da 30 Paesi, e la nazionale del parmigiano reggiano (rappresentata da 18 caseifici di Reggio Emilia, Parma e Bologna) si è aggiudicata 4 ori, 6 argenti e 2 bronzi a cui si sommano, per il medesimo prodotto, 2 medaglie d’argento e 1 di bronzo di importatori di parmigiano reggiano in Inghilterra. ❙❘❘ Pasta & Pastai, sfogliala on line Il sito di Pasta & Pastai (www. pastaepastai.it) offre oggi un’importante novità: in home page, cliccando sulla copertina, è possibile sfogliare la rivista dalla prima all’ultima pagina. Un modo efficace, al passo con le richieste dei lettori, per essere ancora più vicini a tutti gli operatori e gli appassionati del mondo della pasta e della sua filiera. Inoltre, è anche possibile scaricare il file in formato pdf. On line è disponibile il numero pubblicato due mesi prima rispetto a quello in uscita. Che aspetti? Vieni a trovarci on line! ❙❘❘ Eccellenze Comunicazione Presentato il Giulio Ferrari Collezione Forte di una tradizione lunga oltre un secolo, la famiglia Lunelli ha da poco presentato a Milano l’ultimo capolavoro dell’azienda, il Giulio Ferrari Collezione, l’unica bollicina italiana a vedere la luce dopo 18 anni di affinamento nel silenzio della cantina. La prima edizione è espressione della vendemmia 1995, che fu di eccezionale qualità tanto da passare alla storia come “l’annata del secolo”. La sboccatura è del febbraio 2012. Il Giulio Ferrari Collezione è un Trentodoc, Chardonnay in purezza. La nuova etichetta, proposta in un’edizione limitata di 1.500 bottiglie numerate, sarà creata solo nelle annate eccellenti che lasciano presagire la nascita di vini di eccezionale longevità. ❙❘❘ 10 PASTA&PASTAI 120 DICEMbrE

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Pasta e dintorni Oltreoceano la pasta è servita È da poco uscito negli Stati Uniti un libro sulla pasta scritto dalla bolognese Oretta Zanini De Vita (foto) coadiuvata dalla newyorkese Maureen B. Fant. “Sauces and Shapes: Pasta the Italian Way” è un invito a cucinare il nostro piatto principe in casa secondo le tradizioni italiane più veraci. Il volume, ricco anche di disegni e foto a colori, insegna a cuocere sia la pasta fresca che la secca in modo appropriato «ma soprattutto - spiega l’autrice emiliana - chiarisce come abbinare correttamente i sughi e le salse ai diversi formati». Nel libro si trovano ricette classiche della tradizione tricolore, dalle tagliatelle alla bolognese alla carbonara, ma anche piatti sfiziosi da abbinare a condimenti a base di carne, pesce e tante verdure. ❙❘❘ Alimentazione Novità editoriali I menù con le calorie fanno mangiare meglio I menù dei ristoranti che riportano il calcolo delle calorie e l’elenco nutrizionale funzionano. Si introducono in media dalle 155 alle 400 calorie in meno. Lo dimostra una ricerca pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine, condotta alla Drexel University School of Public Health. «In media, mangiare al ristorante fa accumulare approssimativamente 1.600 calorie in un solo pasto, quando molte persone hanno bisogno di 2.000 calorie per l’intera giornata spiega Amy Auchincloss, responsabile dell’indagine - Se i menù riportano il calcolo nutrizionale e calorico dei piatti si tagliano circa 155 calorie, 224 milligrammi di sodio e 3,7 grammi di grassi saturi». Dallo studio risulta che l’80% dei clienti legge i conteggi sui menù e il 26% li utilizza per ordinare. ❙❘❘ Una scuola del vino piemontese in Svezia Un wine club dedicato al barolo e una “Scuola del vino piemontese” a Stoccolma. Sono i progetti per la Svezia del Consorzio “I vini del Piemonte” che ha partecipato, nella capitale del Paese scandinavo, alla XII edizione degli Italian Wine Gourmet Days. «Abbiamo in programma - spiega Daniele Manzone, direttore del Consorzio - di nominare un “Ambasciatore dei vini del Piemonte in Svezia”, come abbiamo già fatto in Svizzera, Polonia, Hong Kong e Danimarca, e presto saranno organizzati appuntamenti mensili dedicati alla conoscenza e alla degustazione dei nostri grandi vini». ❙❘❘ Vini 12 PASTA&PASTAI 120 DICEMbrE

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