Spiagge d'Italia

 

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Gennaio-Marzo 2014

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IL CAMMINAMENTO SPIAGGIA FAST FLOOR FAST FLOOR è: Arrotabile Robusto Colorato Facile da installare Garantito inoltre FAST FLOOR facilita l’accesso di carrozzelle e passeggini DEPA produce il FAST FLOOR, il camminamento spiaggia per eccellenza. FAST FLOOR può essere utilizzato come una pavimentazione temporanea. FAST FLOOR è adatto per ampliare la zona bar o il ristorante sulla spiaggia. Con una spesa contenuta è possibile aumentare il numero di coperti in un solo giorno. Scegliete la qualità italiana, scegliete DEPA. DEPA SRL VIA TOLOTTI 2/B - 25040 ESINE (BS) - ITALIA T. +39 0364 360260 - F. +39 0364 360657 www.depatech.com - info@depatech.com M A D E I N I T A L Y

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som mario 40 Gennaio/marzo 2014 Bagno da Oscar 2013 Il concorso indetto ancora una volta da Spiagge d’Italia per premiare l’innovazione dimostra che il settore è in costante fermento, sia per quanto riguarda gli investimenti che per ciò che concerne le idee innovative che contraddistinguono molte realtà balneari. Spiagge d’Italia ha voluto premiare gli stabilimenti che nel corso della stagione estiva 2013 si sono fatti notare per i loro servizi originali e di qualità 8 Terre di nessuno Si fa presto a dire spiagge libere. Ma chi le gestisce? Chi garantisce la sicurezza e i servizi essenziali all’utenza? I Comuni non sempre ce la fanno da soli: il privato può rappresentare un valido aiuto 18 Fun for all Puntare sul gioco in spiaggia non significa solo ingannare il tempo libero dei più piccoli, ma anche stuzzicarli con un apprendimento divertente. Non a caso, la nuova frontiera dei giochi coinvolge anche un pubblico adulto 30 Reportage Sun 2013 2 Spesso si pensa che nel mercato balneare non ci sia più nulla da inventare. Invece c’è sempre margine per innovare e guadagnare competitività. Fornendo più servizi e attenzione alla clientela. Vediamo insieme le proposte più interessanti dell’edizione 2013 del Sun Le rubriche 56 FOTO: ZEUS BEACH Novità prodotto: scelte vincenti per l’estate Su www.spiaggeditalia.net Una speciale sezione raccoglie l’archivio di tutte le uscite di Spiagge d’Italia, compresa quest’ultima. Le riviste possono essere sia sfogliate direttamente on-line, sia scaricate in formato pdf. Avviso ai lettori Spiagge d’Italia si impegna ad affrontare e sviluppare con sempre maggiore attenzione le tematiche calde del mercato. Non mancate di scriverci (lettere@spiaggeditalia.net) per condividere con noi e col mercato i vostri pensieri e le vostre esperienze. Saranno più che graditi anche i suggerimenti di argomenti che vorreste fossero affrontati sulle nostre pagine. FOTO: POSEIDONIA BEACH CLUB

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PERIODICO PROFESSIONALE INDIPENDENTE PER GLI OPERATORI DEL TURISMO BALNEARE Direzione, Redazione, Pubblicità, Amministrazione: Via Emilia Ponente, 26 - 40133 Bologna Telefono: 051 385 700 - Telefax: 051 384 793 info@spiaggeditalia.net - http://www.spiaggeditalia.net Direttore Responsabile Giovanna Glionna Condirettore Michele Glionna Direttore Editoriale Mario Addario Segreteria di Redazione Arianna Pelagalli Redazione Matteo Barboni, Lucia Casadei, Vincenzo Clemeno, Salvatore Ferraiuolo, Giovanni Fini, Laura Genovesi, Francesco Giovannini, Leonardo Glionna, Laura Guerra, Lidia Malacarne, Nicola Marra, Andrea Sganzerla Promozione e Sviluppo Giovanni De Risio, Luca Gallina, Paolo Maggiorelli, Ornella Pietropaolo Grafica Silvia Carbonaro Amministrazione Alba Cassanelli Ottimizzazione Servizi Beatrice Pecchioli Pubblicazione edita dalle Edizioni Miglio srl - Divisione Periodici. Registrazione Tribunale di Bologna nr. 7556 del 30/06/2005. Spedizione Posta Target Magazine Editori - Aut. NAZ/453/2008. Pubblicità inferiore al 45%. Proprietà e diritti riservati. Manoscritti, foto e disegni, anche se non pubblicati, non saranno restituiti. Delle opinioni manifestate negli scritti sono responsabili gli autori, dei quali la direzione intende rispettare la piena libertà di giudizio. Stampa: NanniStampa, Viserba di Rimini. Opera depositata a norma di legge presso l’ufficio proprietà Letteraria Artistica Scientifica Roma. Rivista a carattere culturale ed economico riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, RNS n° 2003 del 23.10.1986 – ROC 6121. ABBONAMENTI: La spedizione di Spiagge d’Italia in Italia avviene in abbonamento postale, gratuito per gli operatori del settore (stabilimenti balneari, produttori, agenti). Per le altre categorie, è necessario sottoscrivere un abbonamento annuale versando euro 20,00 su c/c postale n. 22897409 intestato a Edizioni Miglio. È necessario inoltre inviare via fax copia del bollettino comprovante l’avvenuto pagamento, con i dati per il recapito della rivista. L’abbonamento decorrerà dal primo numero raggiungibile a far data dal ricevimento del fax. ARRETRATI: I numeri arretrati possono essere richiesti direttamente presso gli Uffici delle Edizioni Miglio, a Bologna, e vengono inviati in contrassegno al costo di euro 8,00. LEGGE 675/1996 SULLA PRIVACY. Le Edizioni Miglio garantiscono la riservatezza dei dati. L’invio dei dati alle Edizioni Miglio è indispensabile per quanto riguarda la gestione di abbonamenti gratuiti, la partecipazione a manifestazioni fieristiche o informazioni commerciali. Il mancato invio renderà impossibile lo svolgimento dei suddetti servizi. In base all’articolo 13 Legge n. 675/96, si potrà in qualsiasi momento esercitare i relativi diritti, tra cui consultare, integrare, correggere e cancellare i dati personali ed anche opporsi all’utilizzo per finalità di marketing diretto. Basterà scrivere a: Edizioni Miglio srl – Via Emilia Ponente, 26 – 40133 Bologna. 4

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i Puliscispiaggia P.F.G. srl COSTRUZIONE MACCHINE E ATTREZZATURE PER PULIZIA SPIAGGE Via Moroni, 96 - 47039 Savignano sul Rubicone (FC) - Tel 0541 944009 - Fax 0541 807756 www.pfgsnc.com - pfg@pfgsnc.com - Export Department: Tel. +39 0541 385666 - Fax +39 0541 388020

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Elenco delle aziende citate in questo numero A Altoadriatiko 3, 58 EFGHI Eco del Mare 52 Neatech Nuovo Ombrellificio Romano 13, 61 11, 61 B Bagni 77 Balnearia 50, 51 39 JK Janus Energy 27, 62 O Off Carr 34, 63 L Lido Blu Marine Lietomare Link Telecomunicazioni 55 37, 58 23, 56, 59 PQ P.F.G. Poseidonia Beach Club 4-5, 56, 59, 63 44, 45 C Carpenteria Fossano CFC CNA Cantiere Nautico Collina Co.m.e.s.i. 16-17, 57, 64 58, 61, 62 29, 57, 63 25, 57 35, 60 R Retificio Ribola Giovanni Ri.Da.P. Rive di Traiano 59 7, 56, 61 42, 43 M Maracana 54 Martini Costruzioni Nautiche Meucci Giampiero 46, 47 6, 34, 62, 64 II cop., 58, 64 D Depa Doggy Beach Dronyx 6 1, 60, 62 53 15, 60 STUVWXY Sip 33, 57 N Nave di Serapo 48, 49 Z Zeus Beach 54 www.martininautica.com PRODOTTI 2014 Produzione tutta italiana di: Natanti a pedali, Pattini a remi e Salvataggio omologati CE, Canoe mare e Kajak, accessori, Giochi e Relax spiaggia e piscina, Barche a remi. LIN E A C A NOE Una linea completa di canoe mare, lago, kajak, ideali per il noleggio, offerta villaggi turistici e il tempo libero, dal monoposto impilabile che stà dentro una stationwagon, al 3 posti “familiare” sicuro e stabile, al kajak sportivo e da escursione con spazio per bagaglio e tenda da campeggio. Con linea accessori per un canottaggio più confortevole e sicuro. AKITA DOUBLE Ideale per il noleggio. L I N E A S U N N Y® La famosa linea professionale di natanti a pedali, corredata da tanti accessori studiati per il divertimento sull’acqua in tutta sicurezza. Ideali per il noleggio, tanti modelli con le più varie caratteristiche, tutti con grande qualità e affidabilità garantite con il miglior servizio di sempre. RICHIEDI IL CATALOGO 2014: MARTINI Costruzioni Nautiche 45° Tel.+39(0)547-325121 Fax.+39(0)547-325316 info@martininautica.com Via Tarcento, 130 - CAP 47522 S. GIORGIO di CESENA (FC ) ITALY JOLIE ha 6 posti di serie e una straordinaria snellezza nonostante le dimensioni maggiorate.

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per discutere 8 Terre di nessuno

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Sopra: volontari ambientalisti all’opera su una spiaggia libera. Si fa presto a dire spiagge libere. Ma chi le gestisce? Chi garantisce la sicurezza e i servizi essenziali all’utenza? I Comuni non sempre ce la fanno. E il privato può arrivare in aiuto 9 M ettete idealmente 83mila automobili una dietro l’altra. Oppure pensate alla distanza che separa Roma da Bologna. Ci avete pensato? Ecco, tanto è lunga la ‘fila’ di mozziconi di sigarette raccolti dai volontari dell’associazione Marevivo sulle coste italiane, nell’ambito della campagna “Ma il mare non vale una cicca?”, giunta quest’anno alla quinta edizione (patrocinata, tra gli altri, dal Sib, il sindacato dei balneari, e dal ministero dell’Ambiente). Da Spiagge d’Italia il plauso ai mille che hanno battuto oltre 400 spiagge distribuendo migliaia di posacenere tra i bagnanti. Uomini e donne di buona volontà che, tra l’altro, ci ricordano che occorrono da uno a cinque anni per smaltire un singolo mozzicone di sigaretta e che basterebbe posare le cicche nel posacenere invece che lasciarle sulla sabbia per evitare che finiscano in mare. Tutto vero, se non fosse che nella maggior parte delle spiagge italiane i posacenere non ci sono, se non quelli smistati solo una volta all’anno dai volontari. Iniziative lodevoli ma purtroppo sporadiche, appunto. Ecco dunque un buon esempio di educazione civica che, allo stesso tempo, ci riporta l’attenzione al problema della gestione delle spiagge italiane, specie di quelle libere. Un problema di pulizia, inquinamento, certo. Ma anche di sicurezza, di decoro, per esempio. Il problema può essere posto in questi termini. Esiste un sacrosanto diritto del cittadino di avere spiagge libere. Bene fanno, dunque, le associazioni di consumatori a vigilare affinché questo diritto venga rispettato, e a denunciare eventuali violazioni. Parallelamente, esiste tutta una serie di doveri – di legge, ma anche di buonsenso – che riguarda il modo di comportarsi in spiaggia e, da parte dello Stato, il modo di gestire le spiagge. Il dovere civico dei cittadini, ammesso ma non concesso che sia una costante, non risolve di per sé il problema della gestione delle spiagge libere: dove questo finisce interviene il dovere dello Stato – nella fattispecie, dei Comuni – a garantire spiagge pulite, sicure. E magari anche confortevoli, aspettativa che cittadini e turisti reclamano sempre più come un proprio diritto. Sul piano pratico le cose però appaiono meno semplici.

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per discutere Sul piano pratico, appunto, entra in gioco una serie di elementi che fa emergere il problema nella sua maggiore complessità. L’obiettivo della gestione ottimale delle spiagge dipende da vari fattori: le risorse a disposizione, l’agenda politica, la qualità degli amministratori, tanto per citare i più importanti. Il risultato pratico è che i Comuni non sempre riescono a garantire il raggiungimento di quell’obiettivo. Vuoi perché stremati dai tagli della spending review, vuoi perché poco capaci di cogliere l’importanza di garantire quei servizi, vuoi perché anche il loro mondo è fatto di (altre) priorità. Sottolineando questo, naturalmente, non è nostra intenzione sottovalutare le politiche di alcuni amministratori locali e la loro sensibilità verso il problema, ma solo dare alla questione della gestione delle spiagge demaniali il risalto che merita. Il fattore economico 10 Del resto, sarebbe sbagliato liquidare l’argomento su un piano meramente formale di diritti e doveri, senza per esempio tenere presente l’importanza che il turismo balneare riveste nell’economia del nostro Paese. È un dovere dello Stato garantire il diritto dei suoi cittadini a spiagge libere, ma è anche un dovere del Paese Italia garantire al turista un buon servizio, specie di fronte a una cospicua domanda proveniente da visitatori stranieri, i quali si aspettano trovare un trattamento all’altezza delle nostre bellezze naturalistiche. Oggi il grosso della domanda turistica balneare, interna ed esterna, è rivolto agli oltre 30.000 stabilimenti gestiti da privati. E questo anche perché – è inutile negarlo – la gestione privata delle spiagge date in concessione, con tutti i suoi limiti legati a servizi non sempre al passo con la concorrenza straniera, ha svolto una funzione ‘sussidiaria’ importante, fornendo a cittadini e turisti quei servizi e garantendo molti di quei diritti ‘sostanziali’ che il pubblico non sempre riusciva e riesce a garantire, dalla semplice pulizia degli arenili alla sicurezza, fino al servizio di assistenza a categorie di clientela svantaggiate come i portatori di handicap. Parallelamente, le difficoltà riscontrate Il bagnino è la figura professionale più apprezzata dai bagnanti. Tanti diritti, altrettanti doveri. Esiste un sacrosanto diritto del cittadino di avere spiagge libere. Bene fanno, dunque, le associazioni di consumatori a vigilare affinché questo diritto venga rispettato, e a denunciare eventuali violazioni. Parallelamente, esiste tutta una serie di doveri – di legge, ma anche di buonsenso – che riguarda il modo di comportarsi in spiaggia e, da parte dello Stato, il modo di gestire le spiagge dai Comuni, sono aumentate nella misura in cui la domanda di servizi balneari si è diversificata a causa di un mercato sempre più segmentato. Quella del salvataggio, inoltre, è un’attività spesso prestata anche a favore degli utenti delle spiagge libere, a conferma dell’importanza che riveste questa professione nell’ambito della pubblica sicurezza. Del resto, l’assenza dello Stato dal grosso degli arenili liberi italiani ha trasformato spesso questi lidi in terre di nessuno e, nei casi peggiori, in luoghi in cui prolifera l’abusivismo, il mercato nero di lettini e ombrelloni, peraltro senza che queste forme di illegalità siano accompagnate da quel minimo di sicurezza (in mare e in spiaggia) che solo una figura qualificata come il bagnino può garantire. Il problema della sicurezza, tra l’altro, è I bagnini e la sicurezza Tra le figure professionali più apprezzate dal turista spicca il bagnino di salvataggio. Una stima del Sib ne conta oltre 60mila nel settore privato. Personale qualificato, che garantisce al pubblico un servizio di sicurezza e assistenza su più fronti, dal soccorso in mare (oltre 200mila interventi di salvataggio ogni anno) al controllo degli ombrelloni (dove i bagnanti a volte lasciano anche oggetti di valore), dalla pulizia di spiagge ai servizi igienici.

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andato via via aumentando con il prolungamento delle stagioni balneari, nonché con le esigenze di controllo e mantenimento degli impianti, durante i mesi invernali, per l’esercizio dei servizi complementari alla balneazione (bar, ristorante). Sul fronte dell’assistenza, invece, le difficoltà si moltiplicano (spesso anche nelle strutture private, a dire il vero) in presenza di categorie di utenti bisognose di servizi extra, come gli anziani o i soggetti portatori di handicap. Categorie che, tradizionalmente, proprio nel servizio pubblico trovano la tutela dei loro diritti ‘sostanziali’, ma che quando si tratta di andare al mare spesso devono ‘rifugiarsi’ nel privato per poter avere i servizi aggiuntivi di cui hanno bisogno. La questione della pulizia degli arenili e, più in generale, della loro tutela spesso si incontra e si scontra con la giusta causa di garantire decoro a località di alto valore turistico. Sopra: l’area sottostante il Pontile di Forte dei Marmi è stata recintata per impedire bivacchi. 11

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per discutere Anche qui i limiti dei comuni sono legati, oltre che alle risorse disponibili, a culture politiche poco attente al valore economico del turismo balneare. Ma anche politiche apprezzabili attuate da alcuni amministratori a volte vanno a confliggere con la domanda di spiagge libere “senza se e senza ma” proveniente da associazioni e forze politiche. Domande in cui il concetto di libertà, appunto, viene esteso a tal punto da andare a scontrarsi con i doveri paralleli delle istituzioni di garantire la salvaguardia del territorio, l’ordine pubblico, il decoro delle spiagge. L’esempio più recente, in tal senso, è quello fornito da una decisione presa dal sindaco di Forte dei Marmi che ha suscitato un vespaio di polemiche. Umberto Buratti, già famoso per essersi inventato, ai tempi in cui era presidente dei balneari locali, gli osservatori per la sicurezza che pattugliavano le spiagge a ‘caccia’ di commercianti abusivi, ha scelto di chiudere con un recinto l’area sottostante al famoso Pontile di Forte dei Marmi che si allunga nel mare. Un provvedimento preso, spiega, per scoraggiare bivacchi e l’abbandono di rifiuti vari, e quindi garantire ordine pubblico e decoro in un luogo di attrazione turistica. La decisione ha fatto scoppiare una guerra tutta interna alla sinistra locale (Buratti è sindaco in quota Pd), con le frange più radicali ad accusare il primo cittadino di voler “impedire ai venditori ambulanti di usufruire di un po’ di ombra”. Senza entrare troppo nel merito, la vicenda dimostra come spesso sia difficile per un amministratore pubblico trovare il giusto equilibrio tra diritti dei cittadini e doveri pubblici, specie quando nelle valutazioni entra in gioco anche la variabile turismo. Doggy Beach di Lignano Sabbiadoro, è uno dei format di spiaggia attrezzata dedicata agli amici a quattro zampe. 12 Il buon comportamento dei cittadini non risolve di per sé il problema della gestione delle spiagge libere: dove questo finisce interviene il dovere dello Stato – nella fattispecie, dei Comuni – a garantire spiagge pulite, sicure. E magari anche confortevoli, aspettativa che cittadini e turisti reclamano sempre più come un loro diritto pacifica convivenza tra questi e i bagnanti. Altra questione emergente è quella di una crescente domanda proveniente dal mondo naturista. In Italia, secondo fonti delle associazioni di riferimento, i naturisti sono più di mezzo milione, ma gran parte della domanda arriva anche dall’estero: solo l’Europa conta circa 20 milioni di ‘praticanti’, negli Usa raggiungono i 40 milioni. Persone di tutte le età, generalmente di estrazione sociale medio-alta, disposte a investire in una diversa tipologia di vacanza. Insomma, un segmento di utenza che un Paese a vocazione turistica come l’Italia non può trascurare, e che invece è spesso costretto a cercare alternative all’estero. Da noi, le spiagge in cui il naturismo è ufficialmente riconosciuto si contano sulla punta delle dita. Ce n’è una in Campania, a Marina di Camerota; una in Veneto, a Eraclea Mare; una in Toscana, a San Vincenzo; una in Emilia Romagna, a Ravenna e una nel Lazio, a Ostia. Ci sono, poi, una ventina di spiagge in cui il naturismo è solo tollerato. Tanto per fare un confronto, si pensi che in Spagna (la cattolicissima Spagna), una delle nostre principali concorrenti nel mercato del turismo, gli arenili riservati ai nudisti sono oltre 200. Il problema, in questo caso, prima che relativo ai servizi, è dunque legato alla scarsità di spazi in cui poter praticare la filosofia ‘naturista’. Anche qui si tratta di diritti, doveri, ma anche interessi turistici spesso in conflitto tra loro, che ancora non hanno trovato sintesi nella normativa statale. In Italia non esiste infatti una legge che regolamenti il nudismo. La Nuove domande Il problema dell’assistenza nelle spiagge negli ultimi anni si è andato complicando a seguito di una sempre maggiore segmentazione dell’utenza. Si pensi alle famiglie che voglio andare in spiaggia con i loro animali e che nel pubblico (ma a volte anche nel privato) non sempre trovano servizi idonei a coprire le loro esigenze, quelle cioè di garantire, da un lato, i diritti degli animali e, dall’altro, la

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domanda dei naturisti deve fare i conti col nostro codice penale, che punisce con sanzioni amministrative pecuniarie “chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza”. Un principio vago, che la giurisprudenza della Corte di Cassazione per fortuna ha in parte definito, rendendo di fatto legittimo il naturismo nei luoghi in cui è consuetudine, e ritenendo penalmente irrilevante il nudo integrale, se praticato in spiagge appartate, frequentate da soli naturisti. In attesa di una normativa nazionale (in questi anni non sono mancati i disegni di legge per la depenalizzazione e la legalizzazione della pratica), intanto alcune Regioni, consapevoli della valenza turisticoeconomica del fenomeno, hanno fatto da sé, approvando apposite leggi regionali. A luglio, per esempio, Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato un progetto di legge per la pagina JOB 210X125.pdf 17-06-2011 17:36:38 NaturIstI ItalIa Europa usa Dati forniti dalle associazioni di naturisti. 500.000 20.000.000 40.000.000 13

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