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numero 2 dicembre 2013

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Informazioni dall’Istituto Vescovile “G. Marconi” in Portogruaro Numero 2, dicembre 2013 Pubbl. trimestrale - Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Post. D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 2, DCB VENEZIA VIVERE STUDIARE S peciale per FESTA DEL MARCONI 10^ EDIZIONE - 6 OTTOBRE 2013 INTERVENTO DEL PROF. FRANCO GIROTTO CHE LASCIA LA PRESIDENZA DOPO 17 ANNI Don Orioldo mi ha chiesto una riflessione sulla mia esperienza al Marconi. Evidentemente sono entrato ormai nella categoria di chi ha il compito di fare memoria! Una sola parola di autobiografico, di personale, di profondamente sentito mi sento di dire: grazie, grazie per questa esperienza; grazie ai giovani che ho incontrato in questi anni e che mi hanno consentito di imparare; grazie alle loro famiglie; grazie ai colleghi sempre generosi con me; e grazie agli ex presidi don Primo, don Sergio, don Pier Aldo, grazie al compianto don Nello, a don Andrea, al rettore don Otello, e infine a don Orioldo che mi hanno voluto collaboratore, hanno avuto fiducia in me e mi hanno dato sostegno. Svolgerò, dunque, la mia riflessione memore di quanto sta scritto sulla meridiana che s’affaccia sul cortile - prospice simulque respice (guarda avanti e insieme guarda al cammino fatto) -, una riflessione che tende a dare una risposta alla domanda: cosa e come è mutato il liceo classico lungo questi quarant’anni? Ben consapevole dei miei limiti, perché non sono né un pedagogista, né uno studioso di sistemi scolastici, né posso riferirmi ad altra esperienza se non a quella che ho maturato qui al Marconi, mi sono aiutato leggendo alcuni testi che trattano la questione. Procedo per spunti, per cenni. Dal punto di vista di contenuti, discipline, ordinamenti il Classico è mutato ben poco, mentre è mutato, ed è ovvio, il contesto sociale e culturale con ricadute sulle finalità di questo percorso, sulle aspettative ad esso attribuite, e più in generale sulle finalità e aspettative nei confronti della scuola. Quello che cercherò di dimostrare è questo: la scuola (non mi riferisco all’istruzione universitaria) sta diventando sempre meno l’istituzione basata su vincoli comuni di natura culturale e politica (nel senso nobile, nel senso di ciò che attiene all’identità di una società) e sempre più istituzione che mira all’efficienza (nel • Il Liceo classico Marconi • Ex-Cathedra • Contiamo su di te senso di risultati immediatamente verificabili), una istituzione che addestra, una istituzione strumentale al lavoro; in altre parole istruzione ed educazione non sono più alleate; in altre parole ancora, la formazione umanistica non innerva più l’istruzione. Nel 2010 il II ciclo di istruzione è stato riordinato, facendo decadere gli oltre 800 percorsi sperimentali e riducendo, giustamente, il sistema a tre filoni: quello liceale con 6 percorsi, quello tecnico con due grandi ambiti e infine due ambiti anche per il percorso professionale. Per inciso: il nuovo assetto del Liceo classico noi, come Marconi, l’avevamo già configurato nel 1988, almeno come redistribuzione oraria delle discipline e dei programmi disciplinari e da questo punto di vista il riordino non ci ha trovati impreparati. Fra tutti i paesi europei solo 2 3 7 9 10 11 12 13 15

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l’Italia e alcuni länder della Germania conservano il percorso liceale classico, rimasto per impianto di discipline quale è sempre stato. Grazie a Dio, anche gli altri cinque percorsi liceali italiani mantengono una ossatura umanistica, benché da taluni sia giudicata solo una patina superficiale. Quanti frequentano il classico? Nei rituali servizi che la televisione dedica alla scuola all’inizio del nuovo anno, verso la fine dell’ agosto scorso, si poneva in evidenza un calo notevole di iscrizioni al classico: a livello nazionale solo il 6% o poco più degli alunni sceglie questo percorso, in talune regioni, come l’Emilia Romagna, addirittura solo il 3,5%. È di tutta evidenza che il classico non esercita più il suo fascino. Cosa è intervenuto in questi quarant’anni? Il fatto è stato variamente commentato. * Alcuni lo ritengono un fenomeno legato a situazioni momentanee, quali la crisi economica che ostacola la prospettiva di studi a lungo termine e spinge a scegliere scuole che prospettano un ingresso più immediato nel mondo del lavoro. È così? In realtà proprio in questi anni è diminuita la percentuale di diplomati occupati e in modo proporzionale a quella dei laureati occupati. * Altri attribuiscono il fenomeno al fatto che gli studenti di oggi sono meno propensi a spendersi in studi che richiedono impegno e concentrazione e scelgono spesso percorsi che promettono di essere scorciatoie poco faticose; ma questa argomentazione ci porta a riflessioni di altra natura, su cui ritornerò. * Altri commenti denotano un atteggiamento decisamente superficiale e scarsa conoscenza di che cosa significa veramente il percorso formativo del Liceo Classico, perché questi commentatori molte volte descrivono il Classico come una scuola parolaia e retorica, avulsa dalla realtà e incapace di formare nei propri alunni una forma mentis scientifica. È una argomentazione che ripropone l’antica opposizione tra formazione umanistica e formazione scientifica, una opposizione che nessuno dotato di buon senso osa ancora sostenere, perché non è vera la formazione umanistica che non sia scientifica, né è vera la formazione scientifica che prescinda da una formazione umanistica. A queste motivazioni, riferendoci al nostro liceo classico bisogna aggiungere un’altra constatazione. Siamo una scuola di ispirazione cristiana e scuola paritaria; questa qualifica comporta il riconoscimento di un ruolo pubblico alle scuole come il Marconi; ma è un riconoscimento di tipo esclusivamente giuridico, privo di un qualsiasi sostegno economico; caso unico in tutti i paesi dell’Unione Europea, salvo la Grecia; è un riconoscimento recente, marzo dell’anno 2000. Rimaniamo aperti solo con il sostegno delle rette. Per quanto si cerchi di tenere bassa la loro quota, è di tutta evidenza che l’attuale precarietà occupazionale costituisca un reale ostacolo per le famiglie e i giovani che pur apprezzano il nostro progetto educativo. Eppure, la scuola paritaria da un lato costituisce un risparmio per le casse dello stato e dall’altro è l’unica presenza che rende praticabile il diritto costituzionale della libertà dell’educazione. Comunque sia, siamo di fronte al fatto che il percorso liceale classico ha sempre meno adesioni, non è più apprezzato come un tempo. Perché? Molti studiosi inseriscono questo fatto in una tendenza molto più ampia e che è di portata globale e non solo europea; la tendenza a svalutare la formazione umanistica, nel senso di non ritenerla più adeguata alle esigenze della società, a favore invece di sistemi scolastici che pongano in primo piano le conoscenze pratico-scientifiche e le abilità tecniche. Questa tendenza globale è ben analizzata da Martha Nussbaum nel suo libro Non per profitto, anche se l’analisi di questa studiosa riguarda il sistema scolastico dell’India e degli Stati Uniti, ma le conclusioni interessano anche il nostro mondo europeo. L’autrice non intende difendere una presunta superiorità della cultura classica su quella scientifica, bensì ci avverte e dimostra che la democrazia corre seri rischi quando si limita l’accesso a quel tipo di conoscenze che nutrono la libertà di pensiero e di parola, l’autonomia del giudizio, la forza della immaginazione, cioè l’accesso a percorsi di tipo umanistico. Le democrazie, recita il sottotitolo del libro, hanno bisogno della cultura umanistica. Il quotidiano “Avvenire” del 3 settembre scorso, in occasione della pubblicazione del libro La scuola che vorrei di Adolfo Scotto di Luzio, docente di pedagogia dell’Università di Brescia, ha intervistato l’autore e ha titolato l’intervista con una domanda provocatoria: Chi ha ucciso il liceo classico? Qual è la tesi sostenuta da Scotto di Luzio? Egli evidenzia nel sistema scolastico italiano un problema che è rimasto insoluto soprattutto dopo i cambiamenti del 1968. Cioè il sistema scolastico italiano non è ancora riuscito a dare il giusto valore alla scuola professionale, che per sua natura è strumentale alla professione, al lavoro; non le ha dato quella dignità che merita, tant’è che la scuola professionale è in carico alle Regioni, quasi scuola di serie B. Ma nel contempo, quello che è proprio della scuola professionale viene attribuito ai licei. I documenti ministeriali mettono una grande enfasi sul fare, sul laboratorio, sulle competenze. Uno se lo aspetta parlando di istruzione tecnica e professionale. L’intenzione è buona: si ritiene che per questa strada la scuola riuscirà a coinvolgere gli studenti, a motivarli allo studio, facendo loro toccare con mano la concretezza delle questioni; quello che studiano si applica, e applicandolo possono imparare più e meglio che chiusi nei banchi ad ascoltare la lezione frontale di un professore che parla loro di cose astratte e puramente formali. E’ questo il fine della scuola? Se l’insegnamento si riduce ad abilità metodologica, e l’apprendimento alla acquisizione di raffinate tecniche e la valutazione a misurazione sulla base di quiz, si corre anche in Italia il rischio di un 2

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utilitarismo che soffoca la vera funzione della scuola. Insegnare per competenze va ben al di là dell’addestramento per risolvere problemi, significa abilitare a elaborare schemi mentali in grado di condurre la persona dell’alunno a compiere scelte motivate e responsabili. Diceva Flaubert: “Leggiamo per vivere, non per imparare”. Essere uomini: non esiste competenza più importante. Ha il liceo classico un immediato sbocco lavorativo, addestra ad una professione? No, e da qui le conseguenze. Si pensa che la scuola serva ad assecondare gli interessi dei singoli, le loro ambizioni di carriera e di guadagno economico, creando sbocchi di lavoro. Possiamo forse immaginare che nel mondo i milioni di ragazzi che quotidianamente ripetono il rito laico di andare a scuola lo facciano per avere successo, per la carriera? Anche per questo, ma c’è qualcosa d’altro. Compito della scuola è di educare la persona attraverso la cultura. Significa formare la persona, nutrirne la personalità, dare la capacità al giovane di stare autonomamente nel mondo, educandolo al giudizio, cioè a quella capacità che ci permette di distinguere fra ciò che è bello e meritevole della nostra ammirazione e ciò che deve essere senz’altro rifiutato. Fino a quando la scuola si è fondata sulla cultura umanistica, è stata capace di assolvere la sua funzione. Abbandonare la tradizione umanistica e lo studio delle lingue classiche, solo perché “non servono” all’imprenditore rampante costituisce il vero pericolo, un pericolo per la stessa coesione della nostra comunità civile. Credo che nessuno di voi abbia bisogno di essere convinto della validità formativa ed educativa del Liceo classico. Ma consentitemi di fare solo qualche osservazione su quell’impegno che è tipico del liceo classico, cioè il tradurre un testo latino o greco. Tradurre ha una valenza che va oltre la procedura rigorosa e scientifica che si deve applicare ad esempio di fronte ad un problema di matematica: in questo caso, raggiunta la soluzione, la procedura si esaurisce in se stessa, almeno nell’usuale esperienza scolastica. Tradurre, invece, significa confrontarsi col “diverso”, sul piano linguistico e sul piano culturale, e questo confronto, ovviamente in forte sinergia con altre discipline, stimola al senso storico, alla riflessione, induce al dubbio, suscita creatività: cioè un valido strumento per rendere una persona libera. Si dirà che i diplomati del Classico dopo qualche mese o anno non si ricordano più la grammatica latina e greca, non sanno più tradurre. Ma si dimentica o ignora che l’obiettivo non è certo quello di creare filologi o glottologi di professione. Dopo un tale corso di studi rimane qualcosa di ben più importante e duraturo. Tutto è perduto? Riprendo uno schema interpretativo usato nel primo secolo dopo Cristo. Allora ci si chiedeva come mai “l’eloquenza fosse decaduta”. Usando il nostro linguaggio oggi ci chiederemmo: “perché la cultura non è così apprezzata?”. Nel primo secolo dell’età imperiale Quintiliano e poi Tacito attribuivano il fenomeno a tre ragioni fondamentalmente: il sistema scolastico non funziona, son venuti meno i valori della tradizione e infine è venuta a mancare la libertà. Per quanto riguarda l’oggi italiano. Il sistema scolastico non funziona, cioè contenuti, preparazione dei docenti, organizzazione? Risponderei di no! Son venuti meno i valori della tradizione? Ma è una lamentela puramente retorica, perché la nostra società, rispetto a quella antica, è una società complessa e sempre più pluralista. Piuttosto evidenzierei il terzo motivo: una scuola limitata alle mete del mero profitto, del successo, della carriera, asservita alle ragioni dell’economia entra in crisi nel profondo e perde la sua funzione, perché non è più in grado di insegnare il senso del vivere comune. E quanta fatica, oggi, in Italia declinare il significato di bene comune! Quanta fatica superare una visione utilitaristica, declinare i valori che sono propri della nostra convivenza! Quanto sono puramente nominalistici gli appelli al rispetto della Costituzione! Infine, e chiudo rifacendomi a una osservazione di Giuliano da Empoli nel suo libro sottotitolato La rivincita dell’umanesimo. “In pratica, ci troviamo di fronte a un paradosso. Gli studi umanistici declinano, mentre lo spirito dell’umanesimo investe ambiti inattesi”, quelli delle tecnologie più avanzate, della ricerca in tutti i settori. E poi osserva. Chissà che non si ripeta oggi, dopo la crisi economica globale e non solo italiana, quello che avvenne in Firenze nel 1345. Allora fallirono le banche dei Peruzzi e dei Bardi per l’insolvenza del re Edoardo III di Inghilterra e a catena si verificarono il collasso dei mercati e una generalizzata recessione. Proprio in questo contesto di crisi economica due nuovi intellettuali, Petrarca e Boccaccio, preso atto che la vecchia cultura scolastica non era più in grado di dare risposte convincenti, sentirono il bisogno di riandare ai classici, prima latini e poi greci, per riscoprire in loro ciò che rende gli uomini liberi e completi. E proprio da questa frequentazione dei classici si resero capaci di porsi in modo creativo – anche se non esente da ambiguità - di fronte alla vita delle società umane e gettarono le fondamenta di una nuova civiltà, il Rinascimento. Sarà così anche per noi? 3

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studenti un ambiente ed un’esperienza di formazione significativi. La scoperta delle radici grecolatine ed ebraico-cristiane del pensiero occidentale e il confronto con il patrimonio artistico-letterario, storico e scientifi co del passato e del presente, permettono di raggiungere una solida preparazione culturale e metodologica. Grande attenzione è riservata anche alla crescita integrale della persona, attraverso lo sviluppo di una coscienza libera, autonoma e consapevole e di una personalità capace di dialogo, socialità, condivisione e collaborazione. La presenza di un animatore promuove le relazioni tra i ragazzi e le attività di aggregazione, discussione e confronto su temi signifi cativi. Nell’intento di promuovere la formazione culturale ed umana di quanti partecipano alla vita dell’Istituto, i docenti e gli operatori scolastici - che costituiscono un gruppo di lavoro stabile e coeso - curano in modo particolare la qualità della proposta didattica. Il Liceo Marconi ritiene poi indispensabile la creazione di un rapporto di rispetto e dialogo con le famiglie dei suoi allievi, così da poter instaurare una serena e positiva collaborazione nella costruzione del percorso educativo e formativo dei ragazzi. QUADRO ORARIO Il quadro orario previsto per il nuovo Liceo Classico presenta un’equilibrata integrazione fra saperi umanistici e saperi scientifici. L’offerta formativa viene inoltre potenziata dall’introduzione dello studio del Diritto e dell’Economia politica. Questo insegnamento si presenta come interessante punto di incontro, che congiunge utilmente sapere umanistico e realtà del presente. Esso fornisce strumenti utili per capire e interpretare meglio la società attuale avviando allo studio dei fondamenti del Diritto e dell’Economia in un’ottica interdisciplinare: un’occasione di formazione personale per tutti e una prima apertura verso gli studi universitari ed il futuro professionale. DIRITTO ED ECONOMIA ENGLISH CONNECTIONS La padronanza dell’inglese è un requisito indispensabile per le sfi de che il mondo di oggi propone ai giovani. Il nostro desiderio è portare gli studenti a confrontarsi con le opportunità che essi possono cogliere servendosi dell’inglese come lingua di comunicazione. Per suscitare negli allievi interesse e motivazione allo studio, la programmazione del nostro Liceo offre: • la possibilità di ottenere la certifi cazione Trinity (la nostra Scuola è Centro Trinity), valida in ambito europeo, per la valutazione del livello di conoscenza della lingua inglese; la certificazione permette allo studente di monitorare di anno in anno i progressi nell’apprendimento della lingua e può essere utilizzata come credito di lingua inglese riconosciuto in moltissime facoltà universitarie (elenco delle facoltà nel sito www.trinitycollege.it); • l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua inglese denominato “Apprendimento Linguistico Integrato - Content and Language Integrated Learning (CLIL)” introdotto fin dal Biennio Ginnasiale, così da: 4 LICEO CLASSICO PROPOSTA EDUCATIVA Il Liceo Classico Marconi si propone di offrire ai suoi

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- facilitare l’apprendimento della lingua attraverso l’utilizzo diretto; - far sperimentare ai ragazzi la possibilità di mettere in pratica ciò che apprendono mentre stanno apprendendo; - offrire l’occasione di migliorare le capacità comunicative anche in ambito specifico; • la partecipazione a spettacoli teatrali in lingua. INNOVAZIONE DIDATTICA Agli studenti viene offerta una significativa varietà di esperienze laboratoriali, volte ad incentivare la curiosità verso i fenomeni naturali e a sviluppare una mentalità di ricerca. Ogni classe accede con regolarità al laboratorio di fisica e al laboratorio chimicobiologico, in cui sperimentare dal vivo ciò che precedentemente si è studiato in classe. Laboratorio informatico L’utilizzo degli strumenti informatici è una delle caratteristiche indispensabili nell’attuale approccio didattico. Gli studenti lavorano nel laboratorio di informatica completamente rinnovato utilizzando ciascuno un PC in ambiente Windows dotato di connessione ad Internet e sono poi chiamati a perfezionare l’uso degli strumenti informatici anche a casa, sia per la comunicazione fra loro e con gli insegnanti che per lo svolgimento di compiti. Le strutture L’Istituto dispone di una struttura ampia, caratterizzata da una pluralità di spazi che favoriscono molteplici attività didattiche e ricreative: • la palestra al coperto e le strutture sportive all’aperto per lo svolgimento delle ore di scienze motorie e per tornei, giochi, attività sportive pomeridiane; • la mensa del Polo Universitario, di cui possono usufruire gli studenti che desiderano rimanere a scuola per attività pomeridiane di recupero o per gruppi di studio; • l’aula di arte dotata di LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) e di impianto audiovideo; • la Sala delle Colonne (l’Aula Magna) e la Biblioteca Antica, prestigiose sedi attrezzate per la multimedialità e capaci di ospitare incontri, seminari, mostre, iniziative culturali e sociali. Annessa all’Istituto, la Chiesa dei Santi Cristoforo e Luigi, di antica fondazione, costituisce un’importante testimonianza della storia della città e conserva alcune opere di notevole pregio artistico. Essa rappresenta il fondamento dell’esperienza educativa del Marconi. L’attività didattico-formativa dell’Istituto viene arricchita da molteplici iniziative, che consentono ai ragazzi di ampliare i contenuti di studio, di aprirsi al mondo che li circonda, di migliorare il dialogo e le relazioni tra loro e con i docenti. Tra queste iniziative rientrano: • i viaggi di istruzione legati al percorso didattico-formativo, con mete che riguardano il patrimonio storicoartistico e naturalistico nazionale ed internazionale; • le visite a mostre e a musei; • le uscite ricreative al mare e in montagna; • i progetti di approfondimento di carattere disciplinare e interdisciplinare; • la partecipazione guidata a rappresentazioni e spettacoli nei teatri del territorio; • il coinvolgimento in eventi proposti dagli altri Istituti scolastici della città. VIVERE LA SCUOLA 5

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RINNOVAMENTO NELLA CONTINUITÀ Intervento della nuova Preside: prof.ssa Emanuela Gobbat Abbiamo sentito parlare del valore della cultura umanistica: non è solo rispetto della tradizione ma il senso più profondo del significato delle nostre radici. Tuttavia il qui e l'ora ci obbligano, se vogliamo essere cittadini consapevoli e attivi, a gestire la complessità e le opportunità del momento in cui ci troviamo a vivere. Certo priorità della cultura umanistica è la riflessione sui fondamentali problemi umani e sul sapere; la promozione dell'integrazione personale delle conoscenze. Ma non possiamo considerare la cultura scientifica in un'ottica che sembra limitarla a scoperte e teorie, seppur straordinarie e geniali, ma incapace di proporre una riflessione sul destino umano e sul divenire della scienza stessa. C'è bisogno di cultura umanistica, così come c'è bisogno di cultura scientifica, e di competenza nelle lingue che ci facilitano la relazione con il mondo, e ancora di conoscenza dei meccanismi economici che ci regolano. Per non dire della necessità non semplicemente di conoscere e utilizzare bensì di padroneggiare le tecnologie, far sì che siano parte integrante del nostro studio e del nostro lavoro. L'equilibrio tra tradizione e innovazione trova il suo significato nella realizzazione di una "testa ben fatta", che comporta "un’attitudine generale a porre e a trattare i problemi; e l'individuazione di principi organizzatori che permettano di collegare i saperi e di dare loro senso". Ecco cosa cerchiamo di fare oggi qui a scuola, dalla primaria, alla secondaria di primo grado e al ginnasio liceo, cercando di portare avanti una tradizione culturale che ci contraddistingue ma con un'attenzione al presente in cui come insegnanti e studenti facciamo insieme un percorso di apprendimento. Ma tutti noi che oggi siamo qui sappiamo anche che il Marconi non è semplicemente una scuola; chiunque varchi quel portone, studenti, famiglie, insegnanti e personale non docente immagina, cerca, desidera, non un posto dove imparare o lavorare e basta ma un luogo dove è possibile un'esperienza significativa di crescita, di formazione e di relazione. Questa possibilità, parte integrante del Marconi, non è un pacchetto preconfezionato che viene consegnato a chi arriva qui: è invece un progetto che negli anni in molti hanno contribuito a costruire e a portare avanti, nella convinzione interiore, profonda che ciò sia giusto e necessario. Oggi io sento la responsabilità dei tanti desideri e delle tantissime potenzialità che ogni giorno vedo nelle persone che come me cercano di fare il Marconi oggi. E le voglio ringraziare. Voglio ringraziare i bambini e i ragazzi perchè sono una continua iniezione di fiducia e di speranza e costringono, fortunatamente, noi adulti a rivedere continuamente le nostre priorità. Voglio ringraziare le famiglie perché anche in tempi non facili ci danno e ci rinnovano la loro fiducia credendo e condividendo il nostro progetto educativo. Voglio ringraziare gli insegnanti, i più giovani e i meno giovani, per la loro disponibilità, professionalità, la loro esperienza e il loro entusiasmo. Credetemi: è bello lavorare con persone che hanno a cuore i ragazzi. Un grazie alle persone che in modo poco evidente, "silenzioso" ma prezioso ogni giorno apportano un contributo determinante allo svolgimento della vita della nostra scuola. Grazie anche alle persone che non hanno o non hanno più un legame diretto con il Marconi ma continuano, in tanti modi, a far sentire la loro vicinanza. Voglio ringraziare anche il Rettore per il sostegno e l'impegno che tra tante difficoltà cerca di portare avanti: è vero che il Marconi ha bisogno di lui ma credo che altrettanto ne abbia lui di tutti noi che ogni giorno lo costringiamo a vivere il suo ministero in questo contesto. Il mio compito credo sia quello accogliere tutte queste persone così come loro accolgono me e favorire le relazioni e gli scambi nella costruzione di un progetto comune. Ciò è possibile solo lavorando insieme, persone normali che hanno voglia di impegnarsi, non vedo altre possibilità. Nel Regolamento della Scuola secondaria di I grado c'è una frase sulla quale mi soffermo sempre quando questo regolamento viene letto insieme in classe: “Se tutti facciamo la nostra parte sarà un buon anno scolastico!”. Ecco, se tutti facciamo la nostra parte sarà un buon anno scolastico ma soprattutto sarà un buon Marconi. 6

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I MATURATI NEL 1993 SI RITROVANO ALLA FESTA DEL MARCONI Domenica 6 ottobre si è tenuta al Marconi la consueta festa di inizio anno. È stata anche l’occasione per ricordare e festeggiare coloro che si sono diplomati dieci, venti, trenta anni prima (nel mio caso mi spaventa quasi metterla nera su bianco: pensare che sono trascorsi vent’anni dalla maturità!). Ho partecipato con molto piacere a questa giornata, coinvolgendo per quanto possibile sia mio marito sia i miei bambini, pur se ancora piccoli. Mentre varcavo la soglia del nostro collegio, ho avuto l’impressione che il tempo si fosse fermato e mi è parso impossibile che fosse in realtà trascorso così velocemente. Da molto tempo non tornavo al Marconi, da molti anni non avevo avuto l’occasione di incontrare i miei vecchi insegnanti, eppure dal lontano 1993 ad oggi sembra che nulla sia cambiato all’interno delle mura marconiane. La stessa passione di insegnare anima il corpo docente, la stessa sete di apprendere caratterizza gli studenti. L’affetto che mi lega al Marconi, l’orgoglio di aver fatto parte di questa scuola, la gratitudine nei confronti dei miei genitori, che con molti sacr4ifici hanno permesso che io frequentassi il Marconi, non sono mai diminuiti nel tempo. Molto di ciò che sono, la mia preparazione culturale e, soprattutto, i miei valori, li devo agli insegnamenti che lì ho appreso, ai cinque intensi anni che lì ho trascorso. Di certo non sarei la persona che sono (per il momento una felicissima mamma a tempo pieno) se non avessi avuto la possibilità di studiare al Marconi. Qui sono iniziate molte delle amicizie che mi accompagnano tuttora, ed è stata un’emozione profonda incontrare alcuni compagni e compagne che non vedevo da molto, constatare come ciascuno di noi abbia seguito la propria strada, professionale e familiare, senza mai dimenticare da dove siamo partiti. I “maturandi” del 1993 (“annus horribilis” dal punto di vista degli esami), erano suddivisi in tre sezioni, forse la prima volta nella storia del Marconi. Anna, Matilde, Francesco, Serena, Carla, Elisa, Stefano…sono solamente alcuni tra quelli che mi hanno accompagnato in quella bellissima fase della mia vita. Molti altri continuo ad avere nel cuore, con la speranza di ritrovarci ancora, ancor più numerosi, nel prossimo decennale. Auguri Marconi! Martina Gabbana Ci hanno lasciato per la Casa del Padre * Veronese Lamberto, settembre 2013, papà di Augusto e Alberta * Scarpa Adriano, l’11 settembre 2013, papà di Elena e di Irene * Collovini Renzo, 16 settembre 2913, papà di Giulio * Gobbato Gino, il 26 settembre, nonno di Pilosio Corrado * Bembo Mirta ved. Soglian, il 16 ottobre 2013, mamma di Massimo Soglian * Vendrametto Valentino, il 25 ottobre 2013, papà della prof.ssa Valentina * Bisighini Fabio, il 18 novembre 2013, padre di Manrico e nonno di Beatrice e Matilde * Rizzi Roberta, il 21 novembre 2013, ex allieva degli anni ‘80 A QUANTI HANNO CONSEGUITO LA LAUREA * Rossi Pietro in Ingegneria dei materiali (laurea specialistica), il 19 aprile 2013 * Scarpa Bonazza Buora Valentina in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, Luiss di Roma, luglio 2013 * Longobucco Mattia in Ingegneria Elettronica (laurea triennale), Politecnico di Milano, il 29 settembre 2013 * Rossi Giampaolo in Scienza e Tecnologia Agraria (laurea specialistica), il 14 ottobre 2013 * Carlotta Pascotto in Editoria e Giornalismo (laurea specialistica), Università di Verona, il 17 ottobre 2013 * Moretto Martina in Farmacia (laurea specialistica), il 22 novembre 2013 * Blasi Aldo in Giurrisprudenza (laurea magistrale), Università degli Studi di Trieste, il 10 dicembre 2013 Felicitazioni vivissime A QUANTI SI SONO UNITI IN MATRIMONIO * Lazzaro Paolo e Pellegrini Alice il 29 settembre 2013 Ultimissime Questo è lo spazio riservato a tutte le comunicazioni, le notizie, che voi vorrete inviarci, relative ad eventi lieti e tristi che segnano la vita. E’ un modo per partecipare, condividere e per creare famiglia fra tutti noi. A QUANTI SONO DIVENTATI PAPÀ E MAMMA *Girotto Linda e Pantarotto Andrea, mamma e papà di Marco, aprile 2013 SCRIVETECI, SCRIVETECI, SCRIVETECI E-mail: info@collegiomarconi.org fax 0421 281199 - indirizzando a don Sergio Deison 7

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PROGETTO MARCONI 2013-2014 IL MARCONI CONTA SU DI TE Un grazie di cuore a tutti coloro che in questi mesi si stanno impegnando in prima persona per permettere al Marconi di continuare ad operare con maggior serenità e di garantire ed innalzare ulteriormente la qualità dell'offerta formativa. L'impegno tenace e costante di un gruppo di amici del Collegio e di collaboratori, che hanno accettato di mettersi in gioco in questa sfida, ha già dato i primi lusinghieri risultati con il raggiungimento di alcuni obiettivi concreti che ci eravamo prefissati: il rinnovo della dotazione informatica della scuola, la disponibilità di otto borse di studio ad integrazione della retta, a disposizione delle famiglie convinte della bontà della proposta dell'Istituto Marconi nonostante le difficili contingenze economiche. Il pranzo di solidarietà tenutosi nel mese di maggio, la cena del 25 novembre preceduta dalla conversazione tenuta dal Rettore dell'Università di Padova, prof. Zaccaria, lo spettacolo su Lorenzo Da Ponte del 18 dicembre al Teatro Russolo (uno sforzo organizzativo non da poco, realizzato con il sostegno di Banca Generali) sono stati i momenti finora più significativi di questo progetto di sensibilizzazione della città e del territorio verso le emergenze in cui versa la scuola paritaria in Italia e, con essa, il Marconi. Un particolare e rinnovato ringraziamento va a BANCA GENERALI e all'azienda OCM della famiglia D'Agnolo per aver reso possibile la realizzazione del nuovo Laboratorio informatico. Cena 25 novembre Incontro con Prof. Zaccaria 10 MAGGIO 2014 - A ROMA PER UNA SCUOLA LIBERA “Ci sta a cuore la scuola che è bene pubblico, è bene comune da valorizzare e promuovere. La Chiesa è per la scuola, per tutta la scuola; infatti, solo una società che sa investire risorse economiche e umane nella formazione e nell’innovazione, in ambito scolastico, può prepararsi ad un futuro nel quale la persona non venga subordinata alle scelte economiche e finanziarie. Con questo spirito guardiamo all’iniziativa “La Chiesa per la scuola” che vivrà il suo momento culminante nell’incontro del 10 maggio 2014 in Piazza S. Pietro, alla presenza di Papa Francesco. Il Veneto e l’intero Nordest, in modo speciale, sono chiamati a rendere bello e partecipato quest’appuntamento, impegnandosi fin d’ora per garantire una presenza numerosa e qualificata.” Mons. Francesco Moraglia - Patriarca di Venezia - Verona 24/11/2013 Anche il Marconi vuole far suo l'invito del Patriarca e partecipare a questa iniziativa di testimonianza pubblica del valore sociale della scuola in Italia. Sarà la nostra voce a sostegno di tutta la scuola italiana e a difesa della libertà di scelta educativa da parte di ogni famiglia. Vantaggi fiscali per chi sostiene le scuole paritarie - Tutti i contribuenti persone fisiche possono detrarre il 19% dell’importo della donazione dall’Irpef dovuta nella propria denuncia dei redditi, qualsiasi sia l’importo della donazione. In pratica il meccanismo ricorda quello delle spese mediche che tutti sono abituati a detrarre. La donazione deve essere effettuata per il tramite di una Banca o della posta. - Anche le aziende possono effettuare donazioni alle scuole ma il meccanismo di vantaggio cambia. Queste possono dedurre dal reddito d’impresa l’importo della donazione con il limite del 2% del reddito d’impresa dichiarato. La Segreteria è a disposizione per informazioni pratiche. ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE RICONOSCIUTA DALLA REGIONE VENETO AMICI DEL COLLEGIO MARCONI Indica nell'apposita sezione della dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell'Associazione Adesso si può anche collaborare attraverso il 5 per mille Istituto Vescovile “G.Marconi” - scuola paritaria Via Seminario, 34 · 30026 Portogruaro VE c.c.p.: 14926307 · IBAN: IT75V0896536240003001010502 Tel. 0421 281111 · Fax 0421 281199 e-mail: info@collegiomarconi.org 92028250279 Tipografia Mascherin snc - Cusano di Zoppola (PN) internet: www.collegiomarconi.org Orario di Segreteria: Lun. - Ven.: 8.30-12.30 / 16.00-17.00 · Sab.: 8.30-12.30 “Il Marconi”, periodico trimestrale della Fondazione Collegio Marconi, Portogruaro Direttore responsabile: don Leo Collin Coordinatrice di redazione: Elisa Anese Tip.: Mascherin, via Ellero, 13 - Cusano di Zoppola (PN) Reg. al Tribunale di Venezia n.1421 del 22-5-2002 Redazione: via Seminario 34, Portogruaro (VE) Questo numero è stato chiuso il 12 dicembre 2013

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