Le Campane di San Giuliano 141 - Dicembre 2013

 

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Bollettino della parrocchia di San Giuliano in Como - Dicembre 2013

Popular Pages


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Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como n. 141 dicembre 2013 Per un Natale negli occhi e nel cuore Il concorso dei presepi A febbraio la visita pastorale del Vescovo

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SOMMARIO Potete trovare e sfogliare “Le Campane di San Giuliano” anche sul sito www.parrocchiasangiulianocomo.it 3 4 6 8 9 11 12 15 17 18 19 20 21 22 23 È Natale finalmente! Il Natale cristiano Concorso di Natale La stella nel secchio 15 febbraio 2014 Il Vescovo Coletti a San Giuliano per la visita pastorale Dai documenti del Concilio Vaticano II Gennaio 2007. Il nuovo Vescovo: Diego Coletti Vivere la fede nel quotidiano Anno della Fede... Un cammino che prosegue con gioia! “Uno di noi” Anniversari di matrimonio Anagrafe L’importanza della stampa cattolica Scuola: impedita la visita alla mostra su Rolando Rivi C’è un posto per tutti … Il quadro con San Pasquale Baylon Programma festività natalizie 2013/14 2 dicembre 2013 NOVENA DI NATALE Lunedì 16, mercoledì 18, giovedì 19, venerdì 20 e lunedì 23 dicembre 7.00 Lodi mattutine Martedì 17 dicembre 7.00 S. Messa Sabato 21 dicembre 8.00 Lodi mattutine Martedì 24 dicembre 7.00 Lodi nella Messa CONFESSIONI Sabato 21 dicembre 8.30/12.00 (don Roberto Pandolfi) 14.00/17.45 (don Roberto Pandolfi e don Roberto Bartesaghi) Martedì 24 dicembre 8.30/12.30 (don Roberto Pandolfi) 14.00/18.30 (don Roberto Pandolfi e don Roberto Bartesaghi) ELEVAZIONE SPIRITUALE Sabato 21 dicembre ore 21.00 SS. MESSE NATALE Martedì 24 dicembre Ore 18.00: S. Messa vespertina nella vigilia Ore 23.30:Veglia natalizia e S. Messa della Notte Mercoledì 25 dicembre SS. Messe alle ore 10.00, 11.30 e 18.00 S. STEFANO Giovedì 26 dicembre S. Messa alle ore 10.00 MARIA SS. MADRE DI DIO Martedì 31 dicembre 18.00 S. Messa e canto del “Te Deum” Mercoledì 1° gennaio 2014 SS. Messe alle ore 10.00, 11.30 e 18.00 (solenne) EPIFANIA DEL SIGNORE Lunedì 6 gennaio SS. Messe alle ore 10.00, 11.30 e 18.00 15.00 Benedizione dei bambini Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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È Natale, finalmente! G di Don Roberto Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ià, è Natale. E il Signore ci offre un’altra occasione per guardare con i suoi occhi. Come sono gli occhi di Gesù Bambino? Io li penso uguali a quelli di tanti altri bambini che scoprono il mondo un po’ alla volta. E li immagino stupiti e incuriositi davanti a quel gruppo di persone rozze e male in arnese che dicevano di aver ricevuto un messaggio dagli Angeli e di essere arrivati fin lì per vedere il Salvatore, il Cristo Signore. E allo stesso modo avrà guardato gli altri, con quegli animali grandi e strani e con quegli abiti così ricchi e appariscenti. Anche loro dicevano di essere arrivati per adorare un Re, che avevano visto la sua stella e che da essa erano stati guidati. E che regali, così diversi dai poveri frutti dei pastori: oro, incenso e mirra. Serviranno per giocare? Occhi stupiti di un bambino. Occhi capaci di meravigliarsi, sgranandosi per la sorpresa. Chiediamo anche per noi questo regalo di Natale: occhi che sanno ancora stupirsi, che sanno colmarsi di lacrime di tristezza e di gioia. Occhi che sanno sorridere e rimproverare benevolmente. Occhi mai cattivi. Poter guardare con uno sguardo di amore tutto quello che ci circonda, inorridendo dolorosamente davanti al male e gioendo fanciullescamente davanti al bene: questo potrebbe essere il dono più bello per tutti noi. Ma, in fondo, gli occhi li abbiamo già. Il problema è il cuore. Signore, donaci un cuore nuovo, togli da noi il cuore di pietra e donaci un cuore di carne, che sappia amare come Tu vuoi, che sia pieno della Tua tenerezza. Lo sguardo è lo specchio dell’anima. Che cosa vedono dentro di noi coloro che ci guardano? Quale cuore scorgono coloro che fissano i nostri occhi? Che sia davvero Natale, negli occhi e nel cuore. 3 dicembre 2013

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Il Natale cristiano 4 dicembre 2013 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como l Natale, forse più ancora delle altre feste cristiane, compresa la Domenica, è stato investito da un’ondata di secolarizzazione che ha ridotto l’evento centrale della storia dell’umanità a un’orgia consumistica. Natale di chi? Molti neppure se lo chiedono. Il festeggiato, che dovrebbe essere Gesù Bambino, viene oscurato dalla figura bonacciona di Babbo Natale. Invece della grotta di Betlemme i negozi, e invece della grazia della redenzione i regali. Il fenomeno ci rattrista, ma non ci sorprende. Il paganesimo è sempre nascosto in qualche angolo del cuore, mentre il cristianesimo è una grazia che occorre continuamente conquistare e conservare. È fondamentale che almeno i credenti vivano il Natale come un evento di fede e di grazia. Det- I

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È Natale È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. È Natale ogni volta che non accetti quei princìpi che relegano gli oppressi ai margini della società. È Natale ogni volta che speri con quelli che si disperano nella povertà fisica e spirituale. È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri. Madre Teresa di Calcutta 5 dicembre 2013 I IN GGIORNAT IMANERE A LE ATTIVITÀ PER R EALE” SUL “TEMPO R ROCCHIA DELLA PAR TE IL SITO CONSULTA iulianocomo.it cchiasang www.parro CRIVETEVI E IS S LETTER. ALLA NEW Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como to nel più semplice dei modi, la festa di Natale è il compleanno di Gesù Cristo. È nella notte del 25 dicembre di oltre duemila anni fa che il Figlio di Dio fatto uomo è stato donato al mondo dalla Vergine Maria. Noi celebriamo con la massima solennità questo evento centrale del cristianesimo, perché la nostra fede ha come suo punto di riferimento la persona di Gesù. La grandezza immensa del Natale corrisponde a quella del Festeggiato. È una grandezza divina, perché il cuore della fede cristiana è la divinità di Gesù Cristo. Guardando a quel Bambino, che Maria porta in braccio, noi vediamo il volto di Dio. È possibile vedere il volto di Dio con i nostri occhi? Sì, è possibile, perché Dio ha inviato il suo Verbo perché si facesse uomo e divenisse in tutto simile a noi, fuorché il peccato. Il volto di Dio che ci presenta il Natale è quello dell’umiltà, della tenerezza e della familiarità. Guardando a quel Bambino che ci sorride aprendoci le braccia, come sarebbe possibile avere paura di Dio? Quel Bambino ci dice che Dio è accessibile, è accogliente e merita la nostra fiducia assai più dei grandi di questo mondo. L’evento che Maria, Giuseppe e i pastori hanno vissuto nella realtà storica, noi oggi siamo chiamati a riviverlo nei nostri cuori. Ciò che è accaduto a Betlemme deve rinnovarsi nel cuore di ogni cristiano. La tradizione unanime sottolinea che il Natale deve essere prima di tutto un avvenimento interiore. È Natale ogni volta che ci rivolgiamo a Dio per farlo entrare nei nostri cuori. Buon Natale a tutti.

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di Gabriella Butti I 6 dicembre 2013 Concorso di Natale Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como l successo ottenuto lo scorso anno dall’iniziativa ha spinto anche quest’anno la parrocchia a riproporre il “Concorso-Presepi”. Le regole per partecipare sono rimaste le stesse: - ai partecipanti è stata fornita una tavola quadrata di 50cm di lato; - non potranno essere utilizzati elementi preconfezionati (statuine, alberi, case, ecc.); - tutto dovrà essere frutto della creatività, con ogni tipo di materiale e tecnica. I presepi dovranno essere consegnati sabato 14 dicembre in oratorio (da lunedì a sabato dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e la domenica dalle 11.00 alle 11.30) e resteranno esposti in chiesa fino al giorno della premiazione. Ogni presepe dovrà essere corredato da una breve scheda (6 righe al massimo), che ne illustri la tecnica e gli eventuali simbolismi. La premiazione avverrà domenica 19 gennaio 2014 alle ore 15.00 in chiesa, ed ogni famiglia ritirerà il proprio presepe entro la settimana successiva. Sicuramente anche quest’anno ne vedremo delle belle e ci accorgeremo che la fantasia e la creatività dei nostri ragazzi (e adulti…) non hanno limiti. Quindi nei giorni prima e dopo Natale, invitiamo tutti a visitare l’esposizione dei presepi in chiesa,

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È il mattino di Natale alla stazione tutto normale. Ecco Giovanni nel suo angolino sembra che dorma, pare un bambino. Ha ritrovato il suo Natale è tornato al focolare. Giuditta Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como per ammirarli (e votarli!), ma anche per fare qualche riflessione più profonda sul nostro modo di vivere il Natale. Ogni anno sembra di ripetere le stesse cose, si mettono addobbi, si prepara il presepe, si fanno gli stessi propositi (pregherò… farò… sarò più…) e poi tutto torna come prima. Natale sembra sempre uguale, un’oasi di buoni sentimenti, forse qualche volta riesce ad essere perfino una pausa di riflessione, che subito però finisce riassorbita dalla frenesia della quotidianità. Eppure in quei giorni qualcosa cambia dentro di noi, perchè anche solo un pochino il nostro cuore si è allargato per accogliere Gesù, per prestare attenzione alla sua venuta nel mondo e per dargli un po’ di spazio nella nostra vita. In quei giorni riusciamo a essere più sorridenti, ad avere qualche attenzione in più verso gli altri, a fare qualche buona azione. Ci ritroviamo davanti a quel Bambino nel presepe e riusciamo ancora a provare stupore, perchè ci rendiamo conto che Dio è lì ed è venuto anche per noi. Beh non possiamo negarlo, in quei giorni ci sentiamo meglio, più leggeri, più felici. Ma allora viene da chiedersi: se davvero una volta l’anno riusciamo almeno a provare a essere “buoni” e questo ci dà gioia e ci dà pace, perché non continuare? Invece tutto torna sempre come prima. C’è una vecchia canzone di Luca Carboni intitolata “O è Natale tutti i giorni, o non è Natale mai”. E se provassimo per una volta ad applicare questa frase anche alla nostra vita? Tutti i giorni abbiamo la possibilità di scegliere se accogliere Gesù nella nostra giornata oppure lasciarlo ad aspettare che venga un altro Natale per ricordarci di lui. È troppo comodo inscatolare anche Gesù in cantina con le bocce, le ghirlande e le statuine, in attesa di rispolverarlo un anno dopo. Gesù aspetta di essere accolto nella nostra quotidianità, ogni giorno ci chiede di abitare nel nostro cuore e di lasciarci trasformare da lui. Quest’anno proviamo a chiederci come riuscire a trasferire in ogni nostra giornata un po’ dello stupore di questo Natale. Ogni giorno può essere Natale se accogliamo Gesù e se ci impegniamo a vivere con amore come lui ci ha insegnato. Se veramente ogni giorno riusciremo a far spazio alla presenza di Gesù nella nostra vita, allora sarà Natale davvero. IL NATALE DI GIOVANNI Giovanni è un “Barbone” che vive in stazione, lo sguardo severo non tende la mano. Sembra perduto in un mondo lontano, ha gli occhi azzurri da eterno bambino, e ti sorride se gli vai vicino. Domani è Natale, Giovanni che fai? Lui non risponde si mette a pensare, poi ti racconta di tempi lontani di un fuoco acceso in un grande camino; sono ricordi di lui bambino. È difficile raccontare e troppo triste ricordare; così si addormenta per sognare. E sogna Giovanni, è tornato piccino sogna che aspetta Gesù Bambino. 7 dicembre 2013

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di Giuditta LA STELLA NEL SECCHIO Durante il viaggio i Magi persero la stella. Come si fa a perdere la stella? Forse l’avevano troppo a lungo fissata. I due re bianchi, i sapienti, si misero a calcolare, tracciarono segni per terra coi bastoni, si grattarono il mento…ma la stella era svanita come svanisce un’idea. Quei savi piansero perché avevano perso la guida, così alzarono le tende e vi si rifugiarono. Ma il re nero, disprezzato dagli altri si disse: “Pensiamo alla sete che non è la nostra, bisogna dar da bere lo stesso agli animali”. E… mentre sosteneva il suo secchio per l’ansa, nello specchio di cielo in cui bevevano i cammelli, egli vide la stella d’oro che danzava in silenzio. (Da un racconto di E. Rostand) A proposito di stelle comete: dalla pagina di astronomia del “Corriere del 25 novembre 2013” è stata pubblicata una bella notizia! “Il prossimo Natale la cometa non ci accompagnerà soltanto nella fantasia ma la vedremo luminosa in cielo addirittura fino all’Epifania”. La notizia è stata, però, smentita. Non ci sarà la stella cometa, ma possiamo pensare alla “nostra stella” che forse non era una cometa ma con la sua luce aveva condotto Pastori e Magi ad adorare Gesù (Mt 2,2 abbiamo visto spuntare la sua stella…). Non manchiamo di allestire il presepe nelle nostre case e collocare la stella sopra la capanna. Coltiviamo nei bambini questa tradizione perché oggi si rischia di spegnere lo stupore per la stella nelle troppe luci dei supermercati. 8 dicembre 2013 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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15 febbraio 2014 Il Vescovo Coletti a San Giuliano per la visita pastorale a Visita Pastorale costituisce per ogni Vescovo un obbligo imposto dal Codice di diritto canonico (can. 396), ma non va intesa tanto come il semplice adempimento di un dovere burocratico, quanto piuttosto come “autentico tempo di grazia e momento speciale [...], segno della presenza del Signore che visita il suo popolo nella pace” (Esort. ap. Pastores gregis, n. 46): mediante la Visita Pastorale, infatti, il Vescovo – successore degli Apostoli – mantiene e rafforza i contatti con il clero e gli altri membri del Popolo di Dio, sull’esempio di Gesù buon Pastore che si prende cura del suo gregge. In questa occasione il Vescovo ha l’opportunità di lodare, incoraggiare e consolare gli operai del Vangelo toccando con mano gioie, preoccupazioni e speranze di ogni comunità: l’aspetto più peculiare della Visita Pastorale, infatti, è proprio quello dell’incontro con le persone e specialmente con gli ammalati, i giovani e i componenti della cosiddetta “comunità apostolica”, cioè l’insieme di coloro che a vario titolo collaborano in parrocchia. La Visita Pastorale dovrebbe inoltre comprendere l’esame dell’amministrazione e conservazione della parrocchia: tuttavia, per poter dedicare più tempo all’incontro con la comunità, il L Vescovo è solito delegare ai Convisitatori il compito di esaminare le questioni di carattere più propriamente amministrativo. Tre sono i punti che stanno particolarmente a cuore al nostro Vescovo: la verifica dello stato della fede, per vagliarne gli elementi positivi ma anche le lacune o le superficialità; la crescita della comunione e della stima reciproca; infine, un rinvigorimento dello slancio missionario, contro la tentazione del ripiegamento delle comunità su se stesse. L’auspicio è che la Visita Pastorale divenga occasione per favorire la maturazione di uno stile di partecipazione dei laici alla vita ecclesiale sempre più profondo e collaborante. Dalla lettera di indizione della visita pastorale … Essa è un’occasione in cui il successore degli apostoli, il Vescovo che è venuto per servire in nome di Cristo e per amore suo, viene a visitare le comunità cristiane della diocesi. Questo gesto vuole essere un richiamo e un segno della presenza e della prossimità del Signore nella comunità dei suoi discepoli e nei luoghi che essi abitano e illuminano con la loro testimonianza. Potete capire come questo pensiero mi faccia 9 dicembre 2013 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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sentire anzitutto il “timore e il tremore” del mio servizio apostolico. Il sentimento della mia fragilità, della sproporzione tra quello che sono e quello che il Signore mi chiama ad essere con voi e per voi, è ben presente alla mia coscienza fin dal primo giorno, più di due anni fa, del mio ministero tra voi, quando mi avete accolto, il giorno dell’ingresso, della mia prima “visita”, accettando di riconoscere in me uno dei segni attraverso i quali il Signore viene a visitare questa terra e questo popolo. Pregate molto perché io possa essere meno indegno di questo compito. Perché io possa esercitare in fedeltà e umiltà, obbedendo alla parola apostolica: “pascete il gregge di Dio che vi è affidato non per forza, ma volentieri, non per vile interesse ma di buon animo, non spadroneggiando sulle persone a voi affidate ma facendovi modelli di gregge” (cfr 1Pt 5,2-3). Le speranze e le attese - Poiché la Visita Pastorale tocca tutta la diocesi con le sue varie categorie di persone, di luoghi sacri, strutture ed istituzioni, essa offre al Vescovo una felice occasione di lodare, stimolare, consolare gli operai del Vangelo, di rendersi conto personalmente delle difficoltà dell’evangelizzazione e dell’apostolato, di riesaminare e rivalutare il programma. - Mi sta a cuore in particolare che tutti noi arriviamo a farci un’idea più chiara e realistica di quello che chiamerei “lo stato della fede” delle nostre comunità. Con questa espressione intendo riferirmi ad un tema che mi sta particolarmente a cuore e che mi avete sentito richiamare più volte. Mi riferisco alla qualità propriamente cristiana della nostra fede e della nostra testimonianza al Vangelo. Occorre cioè essere molto vigilanti nei confronti di una fede che rischia di diventare generica e quasi senza sapore e senza luce (… “se il sale perdesse il sapore” …). Le minacce più pericolose non vengono alla Chiesa da nemici esterni, presunti o reali, ma dalla sua debolezza interna e dallo smarrimento della forza e della bellezza tipiche del Vangelo! La visita può essere occasione preziosa per fare insieme questa verifica e risvegliare, ove fosse necessario, questa vigilanza. Senza atteggiamenti d’inquisizione o di giudizio, ma cercando insieme di renderci conto dove ci sono risorse d elementi positivi, dove si registrano, viceversa, lacune, ritardi o superficialità. - L’intenzione del nostro stare insieme, pregando, riflettendo, confrontandoci con la realtà del nostro tempo, dovrebbe essere sempre quella di far crescere la comunione, l’amore fraterno e la stima reciproca, la necessaria cura della relazione interpersonale, fondamento di ogni processo di evangelizzazione e di educazione, la giusta convergenza di diversi, verso un’unica speranza e un unico progetto di vita e di evangelizzazione. Stile e modi - La visita deve essere anzitutto un pellegrinaggio di fede e di comunione, essa va animata da uno spirito di ascolto e di accoglienza reciproca e diretta. Cerchiamo di prepararci a un incontro vero e schietto. Diamoci il tempo necessario per dialogare in verità e carità. Anche se è giusto che non manchino momenti di festa e di solennità, è bene che la Visita non si esaurisca in essi. Il Vescovo deve poter incontrare la comunità “normale” nella sua vita “normale” con, al centro, la celebrazione eucaristica. - La Visita intende anche favorire la maturazione di uno stile di partecipazione dei laici alla vita della comunità sempre più profondo e collaborante. Essi saranno ascoltati durante gli incontri del Consiglio Pastorale, del Consiglio per gli Affari Economici, e nell’incontro di coloro che formano la “Comunità Apostolica” con responsabilità e impegni di vario genere, ma con tratto caratteristico di servizio e di testimonianza della propria fede. Ai fedeli laici verrà offerta, in quanto possibile, qualche occasione per un saluto personale al Vescovo. 10 dicembre 2013 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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DAI DOCUMENTI DEL CONCILIO VATICANO II La missione degli Apostoli è continuata dai Vescovi. La missione divina affidata da Cristo agli Apostoli, durerà fino alla fine dei secoli (cfr. Mt 28,20), poiché il Vangelo che essi devono predicare, è per la Chiesa il principio di tutta la sua vita di ogni tempo. Per questo gli Apostoli, in questa società gerarchicamente ordinata, ebbero cura di costituirsi dei successori. I Vescovi dunque assunsero il servizio della comunità con i loro collaboratori, sacerdoti e diaconi (11), presiedendo in luogo di Dio il gregge (12), di cui sono pastori, quali maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto, ministri del governo della Chiesa (13). Come quindi permane l’ufficio del Signore concesso singolarmente a Pietro, il primo degli Apostoli, e da trasmettersi a suoi successori, così permane l’ufficio degli Apostoli di pascere la Chiesa, da esercitarsi in perpetuo da sacro ordine dei vescovi (14). Perciò il sacro Concilio insegna che i Vescovi per divina istituzione sono succeduti al posto degli Apostoli (15), quali pastori della Chiesa, e che chi li ascolta, ascolta Cristo, chi li disprezza, disprezza Cristo e Colui che ha mandato Cristo (cfr. Lc. 10, 16) (16). I Vescovi governano le Chiese particolari come il Buon Pastore I Vescovi reggono le Chiese particolari a loro affidate, come vicari e legati di Cristo (58), col consiglio, la persuasione, l’esempio, ma anche con l’autorità e la sacra potestà, della quale però non si servono se non per costruire il proprio gregge nella verità e nella santità, ricordandosi che chi è più grande si deve fare come il più piccolo, e chi comanda, come si serve (cfr. Lc. 22,26-27). Questa potestà, che personalmente esercitano in nome di Cristo, è propria, ordinaria e immediata, quantunque il suo esercizio sia in ultima istanza sottoposto alla suprema autorità della Chiesa e, entro certi limiti, in vista dell’utilità della Chiesa o dei fedeli, possa essere circoscritto. In virtù di questa potestà Vescovi hanno il sacro diritto e, davanti al Signore, il dovere di dare leggi ai loro sudditi, di giudicare e di regolare tutto quanto appartiene al culto e all’apostolato. I sacerdoti sono i primi collaboratori del Vescovo: loro rapporti con Cristo, coi Vescovi, con i confratelli e col popolo. A Cristo, santificato e mandato nel mondo dal Padre (cfr. Gv. 10,36), per mezzo degli Apostoli ha reso partecipi della sua consacrazione della sua missione i loro successori, cioè i Vescovi (62), i quali hanno legittimamente affidato, in vario grado, l’ufficio del loro ministero a vari soggetti nella Chiesa. Così il ministero ecclesiastico istituito da Dio, viene esercitato in diversi ordini, da quelli che già anticamente sono chiamati Vescovi, Presbiteri, Diaconi (63). I Presbiteri pur non possedendo l’apice del sacerdozio e dipendendo dai Vescovi nell’esercizio della loro potestà, sono tuttavia a loro congiunti per l’onere sacerdotale (64), e in virtù del sacramento dell’ordine (65) ad immagine di Cristo, sommo ed eterno Sacerdote (cfr.Eb. 5,1-10; 7,24; 9,11-28), sono consacrati per predicare il Vangelo, pascere i fedeli e celebrare il culto divino, quali veri sacerdoti del Nuovo Testamento (66). Partecipi, nel loro grado di ministero, dell’ufficio dell’unico Mediatore Cristo (cfr. 1 Tm. 2,5), annunziano a tutti la divina parola... 11 settembre 2013 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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IL SALUTO DEL NUOVO VESCOVO “AI CRISTIANI DELLA DIOCESI DI COMO”: DICEMBRE 2006 “Vengo per servire la verità e la comunione” are sorelle e cari fratelli in Cristo, grazie e pace a voi da Dio Padre nostro e del Signore Gesù Cristo. Da pochi momenti è stata resa pubblica la scelta del santo Padre che mi invia a voi per il servizio del Vangelo e la cura della comunione ecclesiale, come vostro Vescovo. Un saluto speciale riservo al vescovo Alessandro, al quale esprimo affetto e prometto un particolare ricordo nella preghiera. Ai presbiteri, diaconi e seminaristi, primi collaboratori della fatica apostolica, l’augurio di guardare al nostro cammino futuro con speranza e generoso impegno. Potete immaginare la varietà e l’intensità dei sentimenti e dei pensieri che si agitano dentro di me in queste ore. Mi è venuta in mente più volte un’espressione della lettera di San Paolo ai Romani che mi sembra esprimere in verità qualcosa di quello che provo per voi. Scrive l’Apostolo: “Ho un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati, o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io”. Mi sembra importante pensare così alla vita di chi è chiamato a servire “come gli Apostoli”: siamo posti al servizio della verità e della bellezza del Vangelo, e per questo siamo impegnati a condividere con tutti la gioia del nostro incontro con il Signore. Come ci ricorda il Papa nella sua Enciclica: “… all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande >> Le foto sono state scattate a settembre 2012 durante la visita del Vescovo per i 90 anni della nostra Parrocchia. “C 12 dicembre 2013 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. Il mio lavoro per voi e con voi non può avere altro scopo se non quello di propiziare e sviluppare questo incontro. Il mondo ne ha bisogno più di ogni altro bene. Anche se non sempre è cosciente di questo bisogno. Sta a noi servire questa verità con coraggio, con dolcezza e rispetto, per riaccendere nel cuore di tanti nostri contemporanei una speranza che non delude. Dalla verità del Vangelo e dalla grazia di Dio nasce la Chiesa: una nuova comunione di donne e di uomini, radunati dallo Spirito del Risorto, perché il mondo creda. Sei anni fa scelsi come motto del mio servizio episcopale le parole del Vangelo di Giovanni “consummati in unum”, per indicare con queste parole “…siamo perfetti nell’unità” la cura suprema che tutti dobbiamo avere per la comunione fraterna e la testimonianza di carità che in essa esprime. Nei giorni che ci separano dal nostro incontro mi piacerebbe che meditassimo a lungo tutto il capitolo diciassette del Vangelo di Giovanni. La grande preghiera di Gesù al Padre, che per certi aspetti è a Lui riservata e per altri può essere fatta propria da ogni battezzato, suscita nel cuore di un successore degli Apostoli risonanze specifiche e profonde. Aiutatemi a renderla vera con voi e per voi. Infatti tutti sapranno che siamo discepoli di Gesù dall’amore che avremo gli uni per gli altri. Ritengo che questa sia sollecitudine primaria del Vescovo e premessa indispensabile per dare il sapore cristiano, il vero sale della terra, a tutte le altre mansioni e ministeri che il Signore mi concederà di svolgere per voi.Tornando alla lettera di Paolo ai Romani, trovo scritto: “Chiedo sempre nelle mie preghiere che per volontà di Dio mi si apra una strada per venire fino a voi”. La strada, che l’obbedienza al Santo Padre mi ha aperto verso di voi, non è fatta di pietre o di asfalto. È la strada del cuore. È la strada della condivisione di verità e di misericordia, di giustizia e di pace, sulla quale lo Spirito di Gesù ci fa camminare, per condurci insieme verso l’abbraccio del Padre. Il vostro Vescovo Diego Coletti 13 dicembre 2013

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MONS. DIEGO COLETTI Nato a Milano il 25 settembre 1941. Entra in seminario nell’autunno del 1960 a Milano, dopo gli studi classici frequentati al Liceo Parini, viene ordinato presbitero della diocesi di Milano il 26 giugno 1965. Nello stesso anno consegue la licenza in teologia a Milano e dal 1965 al 1968 è studente del Seminario lombardo presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Dal 1968 al 1977 è docente nel biennio teologico del seminario arcivescovile di Saronno. Nel 1972 ottiene il dottorato in filosofia alla Gregoriana. Dal 1972 al 1983 mons. Coletti è rettore della comunità di teologia nei seminari milanesi, dal 1977 al 1983 rettore del seminario teologico di Venegono Inferiore. Il 1983 lo vede all’abbazia di San Girolamo in Roma, un anno sabbatico per verificare un’eventuale vocazione monastica; dopodiché viene nominato assistente di studio del card. Carlo Maria Martini per la preparazione del convegno di Loreto. Nell’anno 1984/85 è parroco della comunità di Pino Lago Maggiore (VA), nella diocesi di Milano, e assistente diocesano dall’AGESCI, e dal 1985 al 1989 assistente diocesano e regionale (Lombardia) dell’Azione Cattolica. Dal 1989 al 2000 è rettore del Pontificio seminario lombardo in Roma, mentre nel 1991 svolge il compito di consulente della congregazione per gli Istituti di vita consacrata. Negli anni 1996/2000 è presidente dell’ARCER (Associazione dei Rettori dei Collegi Ecclesiastici di Roma) e dal 1997 è assistente nazionale dell’AGESCI. Il 9 dicembre 2000 viene nominato Vescovo di Livorno. Consacrato nel Duomo di Milano il 13 Gennaio 2001 dal card. Carlo Maria Martini, prende possesso della diocesi il 4 febbraio 2001. Nominato vescovo di Como il 2 dicembre 2006. Inizia il Ministero nella nostra Diocesi il 28 gennaio 2007. 14 dicembre 2013 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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di don Roberto Bartesaghi Madeleine Delbrêl Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como ertamente molti si chiedono chi sia e che cosa faccia quel prete che abita al quarto piano dell’Oratorio di San Giuliano e che non si vede quasi mai. Approfitto di questo articolo, che mi è stato commissionato, per iniziare a dirvi che, tra le varie cose, mi occupo degli adulti e delle famiglie dell’Azione Cattolica Diocesana. Per questo mi sposto molto avanti e indietro per tutta la Diocesi, da Livigno alle Valli Varesine, per seguire la formazione soprattutto spirituale degli aderenti all’Azione Cattolica. Traggo da questo lo spunto per proporvi questo articolo sulla figura di Madeleine Delbrêl, alla cui spiritualità è legato quest’anno il sussidio nazionale di formazione degli adulti dell’Associazione. Credo possa essere un valido esempio di spiritualità laicale ed insieme un richiamo per tutti, alla luce dell’Anno della Fede che si è appena concluso, a ricercare il modo di fare entrare la fede nella vita di tutti i giorni. Madeleine Delbrêl nasce nel 1904 nel sud della Francia. Di famiglia cattolica praticante, durante l’adolescenza si allontana dalla fede fino a dichiararsi, a 17 anni, atea. Il trasferimento con la famiglia a Parigi accentua il problema, ma è proprio la desolata periferia parigina ha permettere a Madeleine di incontrare Cristo e abbracciare la causa dei poveri, degli emarginati, degli indifesi. La vocazione monastica di un amico apre la crisi spirituale e Madeleine, sotto la guida del parroco, si riavvicina alla fede, aderendo allo scoutismo. Attraverso la preghiera, come lei stessa dirà, rimane “abbagliata” da Dio e decide di fare del mondo il suo “monastero”. A 29 anni, diventata assistente sociale, si sposta a Ivry-sur-Seine, all’estrema periferia di Parigi, per vivere nel quotidiano l’esperienza del Vangelo. Qui C Vivere la fede nel quotidiano Quando non “puoi danzare tu, fa’ danzare la tua anima (M. Delbrêl) “ PREGHIERA PER RESTARE SVEGLI O Signore, che continuamente c’incitasti a star svegli a scrutare l’aurora, a tenere i calzari e le pantofole, fa’ che non ci appisoliamo sulle nostre poltrone nei nostri anfratti, nelle culle in cui ci dondola questo mondo di pezza, ma siamo sempre attenti a percepire il mormorio della tua Voce, che continuamente passa tra fronde della vita a portare frescura e novità. Fa’ che la nostra sonnolenza non divenga giaciglio di morte e - caso mai - dacci Tu un calcio per star desti e ripartire sempre. 15 dicembre 2013

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