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n.5 - giugno 2011

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gazine CM aV Periodico di informazione del Corpo Musicale Villasanta Numero 5 - giugno 2011 www.associazioni.milano.it/cmv e il 150° dell'Unità d'Italia La banda

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2 Editoriale a gazine CMV Infatti, il 27 gennaio 2011 presso il Municipio, il Consiglio Comunale del Comune di Villasanta ha approvato la deliberazione n. 104 con il seguente oggetto: “Riconoscimento in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia del gruppo musicale denominato Corpo Musicale di Villasanta quale gruppo musicale di interesse comunale”. La deliberazione è stata preceduta dall’intervento del nostro Presidente, a dire il vero un po’ agitato per l’occasione, che ha letto un breve riassunto sul ruolo che hanno avuto le bande in Italia a partire dai primi anni dell’800, oltre ad alcune considerazioni sulla storia della nostra associazione che vanta a tutt’oggi 126 anni di attività. Se vi dovesse capitare di assistere ad un consiglio comunale, sede di dibattiti politici a volte anche accesi per la discussione della vita amministrativa di un paese, non credo, salvo qualche scompenso ormonale, che sentendo parlare di bilanci o piani urbanistici potreste emozionarvi. Ma quella sera del 27 gennaio, a parte l’argomento certamente più coinvolgente, tra i consiglieri, indistintamente di maggioranza e opposizione, i funzionari comunali presenti ed il pubblico insolitamente numeroso, c’è stata una tale calorosa partecipazione all’evento che ha di fatto rasentato la commozione generale oltre ad aver trasformato una formale seduta istituzionale in una vera e propria festa. Dopo quanto accaduto, credo che tutti noi della Banda dobbiamo essere in primo luogo orgogliosi di far parte di una associazione che ha di fatto contribuito in modo significativo alla crescita del nostro paese, ma dobbiamo anche sentirci responsabili affinché la nostra Banda continui sulla strada tracciata da coloro che ne vollero l’istituzione. Ma non è finita qui... infatti il Ministero per i beni e le attività culturali, dopo aver recepito tutte le delibere dei Consigli Comunali, le proporrà al Consiglio dei Ministri. Successivamente con direttiva del Presidente del Consiglio, i Gruppi di Musica Popolare ed Amatoriale saranno riconosciuti di Interesse Nazionale, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Lo scorso mese di dicembre il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ha invitato tutti i Sindaci a proporre quale “Gruppo di Interesse Comunale”, le bande musicali, i cori o i gruppi folklorisitici esistenti rispettivamente sui propri territori. A tale proposito si chiedeva di rendere ufficiale tale riconoscimento in seno al Consiglio Comunale, da convocarsi appositamente in seduta aperta a quanti fossero interessati ad intervenire sul tema “La Musica Popolare e Amatoriale dal 1861 ad oggi”. Nonostante da parte dell’A.N.B.I.M.A. (l’associazione nazionale delle bande a cui aderiamo) fosse pervenuta la comunicazione che, in caso di difficoltà a convocare nei tempi previsti il Consiglio Comunale, era possibile inviare una semplice dichiarazione del Sindaco al posto della deliberazione consigliare, la nostra Amministrazione Comunale ha voluto procedere a riconoscere il Corpo Musicale di Villasanta quale “Gruppo di Interesse Comunale” nel modo più “solenne” previsto. Mario Arosio

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Di seguito riportiamo il testo della relazione che è stata preparata e letta dal presidente Giorgio Galli in Comune la sera del 27 gennaio 2011. Per motivi di spazio, abbiamo Nel 1885 i Fratelli Montgolfier attraversavano la Manica sul pallone e Luigi Pasteur metteva a punto il suo vaccino antirabbico. Manfredo Camperio si era appena dimesso dalla direzione della sua rivista “L’Esploratore” per sfortunate vicende africane e Umberto Notari, che aveva sette anni, non immaginava di certo lo scalpore che avrebbero suscitato in tutta Italia i suoi libri ed i suoi contatti con i Futuristi di Marinetti nei primi anni del Novecento. A Villa San Fiorano c’era il colera ed il Comune aveva stanziato la somma di Lire 357,00 per l’acquisto di letti di ferro e materassi per il ricovero dei malati, più Lire 7,00 per il loro trasporto da Milano a mezzo del cavallante Villa Ambrogio. Il compito di seguire tutta la vicenda era stato affidato al medico condotto Dottor Ettore Bancolini. In quello stesso anno fu fondata da un gruppo di appassionati la Società Filarmonica Villa San Fiorano – La Santa con prima sede nella “Curt di Mort”. Il sodalizio era stato voluto e sostenuto dal Sindaco Lorenzo Daelli che ne fu anche il primo Presidente. Fu anche stabilito che l’Amministrazione Comunale desse un contributo per il sostentamento dell’attività. Per inciso, visto che l’aiuto del Comune verso la Banda è una tradizione ormai secolare, io approfitto dell’occasione per ringraziare questa Amministrazione e tutte le precedenti per quanto è stato fatto in nostro favore in tutti questi anni. Questo fu l’inizio. Prima però di illustrare al Consiglio Comunale una breve storia del Corpo Musicale desidero compiere un “excursus” sul ruolo che le Bande hanno avuto in Italia a partire dai primi anni dell’800. Devo questa parte del mio discorso alla passione ed alla competenza del Maestro Carlo Zappa, nostro stimatissimo Direttore e amico, che stasera non può essere presente perché impegnato all’Opera di Vienna ad assistere al Flauto Magico di Mozart, per ora in qualità di spettatore, in futuro non si sa mai. Il termine “banda” ha origine antica col significato di segno, stendardo distintivo di corpi militari che si riunivano sotto la stessa insegna (da qui anche il termine bandiera). Le prime formazioni di musicisti che si riunivano per suonare si trovano infatti in un esclusivo ambito militare. Questa situazione fu tipica del Medioevo e dei secoli immediatamente successivi. I primi decenni del 1800 videro però la nascita anche di bande civili, i cui musicanti all’inizio erano composti perlopiù da ex soldati o ufficiali di fanteria e cavalleria con funzione sia di esecutori che di insegnanti. La loro esperienza musicale veniva quindi messa a disposizione dell’intera collettività. La Banda ha per questo motivo rivestito un ruolo di estrema importanza nella storia della musica italiana. Questo suono itinerante ha da sempre attratto ed entusiasmato la gente comune e quando la banda si spogliò del tutto del suo aspetto esclusivamente militare, divenne nella realtà sociale la più importante espressione musicale destinata ad essere fruita da tutti. Pensiamo ad esempio al ruolo che ha avuto nell’800 nel divulgare il grande repertorio operistico italiano, quando la stragrande maggioranza della gente non poteva certo a gazine CMV 3 dovuto tagliare la parte centrale, che comunque consisteva in un riassunto della storia della banda che avete già avuto modo di leggere sul nostro giornalino. andare a teatro, la radio non c’era, ed aveva l’occasione di ascoltare le sinfonie e le arie di maggiore successo solo col tramite della Banda. Secondo una statistica del Ministero della Pubblica Istruzione, redatta fra il 1871 ed il 1872, l’attività bandistica risultava la più diffusa su tutto il territorio nazionale rispetto ad altri istituti e società musicali quali orchestre, cori, fanfare. Le cifre parlavano di ben 1927 bande in attività, un numero veramente impressionante per i tempi. Oggi, agli albori del XXI secolo, le bande in Italia sono circa 5000, a dimostrazione del crescente interesse che questo tipo di associazionismo sta vivendo, in particolare tra le nuove generazioni. A fianco delle bande che vantano una gloriosa tradizione secolare, essendo spesso tra le associazioni più antiche di un paese, si vedono nascere continuamente nuove realtà. La banda offre la meravigliosa occasione di vivere l’esperienza di fare musica insieme, nel senso di condivisione delle emozioni, del piacere sia fisico che intellettuale. Quindi la musica non é soltanto arte e cultura, e questo è ovvio, ma anche e soprattutto socialità. Fin qui il Maestro Zappa. Ritorniamo ora alla storia della nostra Banda. [...] La necessità di una nuova sede fu subito evidente all’inizio degli anni 2000. Ci siamo dati da fare, il Comune come sempre ci ha aiutato in maniera decisiva e adesso abbiamo una nuova sede che tutti ci invidiano e che, con il suo utilizzo continuo, sta diventando un polo di riferimento musicale non solo per Villasanta. Utilizziamo i locali per ogni genere di musica: per banda naturalmente e poi classica, da camera, folkloristica, jazz, rock e fra poco con la realizzazione dell’Auditorium tramite un adeguato impianto audio-visivo anche operistica e sinfonica. Gli impegni sono sempre tanti (il nostro Bilancio gestisce un ammontare di circa 50.000 € all’anno) ma, come sempre, più gli impegni sono gravosi più i nostri sforzi sono tenaci. Per venire al momento attuale, l’organico è composto da circa 40 elementi e la Scuola Allievi, che prepara i giovani ad entrare nell’organico stesso, conta 35 partecipanti, con in più la sezione Propedeutica dedicata ai bambini dai 4 anni in su con 16 elementi. Devo dire che l’insegnamento, grazie all’impiego di insegnanti sempre più qualificati, vede oggi un livello artistico qualitativamente superiore a quello di alcuni decenni fa. Ne sono prova i ragazzi che vengono ammessi presso i Conservatori di Musica, noi ne abbiamo già tre ed uno anzi è già diplomato e può fregiarsi del titolo di Professore d’Orchestra. Riflettiamo anche sul fatto che molti strumentisti che hanno mosso i primi passi con la banda, li abbiamo poi visti tra le fila delle più importanti orchestre sinfoniche nazionali ed europee. In fondo (si parva licet) anche Giuseppe Verdi cominciò la sua carriera dirigendo la Banda di Busseto. Per finire, riprendendo un concetto già espresso dal Maestro Zappa voglio sottolineare in particolare il ruolo del Corpo Musicale di Villasanta come iniziativa carica di valore sociale per il nostro piccolo paese. La Banda è sempre stata presente sulla scena nei momenti più significativi, dalla festa patronale a ricorrenze, eventi, cerimonie religiose, cortei, inaugurazioni e, a volte, anche funerali. Dunque essa oltre che rappresentare un importante luogo di incontro e di aggregazione, è simbolo di valorizzazione delle tradizioni e delle risorse del nostro paese, proponendosi, nel nome della musica, come punto di riferimento e filo conduttore della storia di Villasanta. La presenza inoltre della Banda ha inciso sul territorio assolvendo alla funzione di conoscenza, di maturazione e di crescita della cultura musicale sia “attiva” (come musicisti) che “passiva” (come ascoltatori) nel mondo giovanile. Entrare a far parte del Corpo Musicale è una splendida avventura per tanti giovani che si accostano alla musica. A maggior ragione se il suo livello tecnico è, grazie alla nostra tradizione, altamente professionale, come hanno dimostrato gli ultimi concerti tenuti a Monza all’Arengario e alla Villa Reale, il cui successo ha fatto dire a qualcuno che la nostra non è una Banda ma un’Orchestra. L’affascinante storia che ho brevemente sintetizzato, sottolineando la continuità con chi ci ha preceduto, è uno scrigno ricco di presenze ed un patrimonio di energie e di passioni che va conservato e valorizzato. Chiudo attingendo ancora dagli appunti che il Maestro Zappa ha preparato per noi. Egli scrive: “Voglio in questa occasione esprimere la mia gratitudine e l’onore di far parte del Corpo Musicale di Villasanta, con il quale iniziai a studiare tromba nel 1978, vedendomi diciannove anni dopo prenderne le redini musicali. Nonostante la mia professione mi porti a dirigere complessi sinfonici anche all’estero, per me il suono, l’antico suono della Banda, rimane sempre il più bello e ricco di emozioni”. Sono Presidente del Corpo Musicale di Villasanta da 12 anni e voglio semplicemente associarmi anch’io a queste dichiarazioni. Ringrazio il Sindaco, l’Assessore alla Cultura, la Giunta, il Consiglio Comunale e tutti i presenti per l’attenzione prestata alle mie parole.

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4 SPECIALE a gazine CMV e il Risorgimento Ai tempi della nascita di Verdi, la nostra penisola era una terra di conquiste divisa in tanti staterelli dal punto di vista politico, economico, culturale e linguistico perché ognuno parlava il proprio dialetto, l'italiano era ancora una lingua per persone colte. Eppure serpeggiava già quella forte spinta all'unità che diede luogo, di lì a poco, al Risorgimento e alla nascita di una Nazione. Nella vasta produzione operistica di Giuseppe Verdi, nessun lavoro fa esplicito riferimento al Risorgimento; eppure il musicista è considerato uno degli artisti più rappresentativi della riscossa nazionale. Ma per comprendere meglio il ruolo di vero e proprio eroe del Risorgimento italiano svolto da Verdi, è importante analizzare il suo percorso biografico. Nasce a Roncole di Busseto, in provincia di Parma, nel 1813. Malgrado le modeste condizioni economiche familiari, riesce a compiere studi musicali grazie all'appoggio di Antonio Barezzi, facoltoso commerciante. Nel 1832 si reca a Milano per completare la formazione musicale presso il Conservatorio cittadino, ma viene respinto all'esame di ammissione. Resta comunque quattro anni nella città lombarda studiando privatamente. Nel 1836 Verdi rientra a Busseto, dove riceve l'incarico di maestro di musica comunale, e sposa Margherita Barezzi, figlia del suo mecenate. Il 1839 è l'anno dell'esordio operistico: riesce infatti a rappresentare al Teatro alla Scala di Milano "Oberto, conte di san Bonifacio", ottenendo un buon consenso di pubblico e di critica. Fra il 1838 ed il 1840 muoiono i due figli e la moglie. Queste vicende, assieme ad alcune difficoltà professionali, lo gettano in un grave stato di prostrazione. Riesce comunque a superare lo sconforto e nel 1842, sempre al teatro alla Scala di Milano, viene allestito il Nabucco: gli esiti sono trionfali. All'affermazione in Italia si accompagna il successo internazionale: nella sua lunga carriera Verdi scrive opere per i teatri di Londra, Parigi, San Pietroburgo e Il Cairo. La produzione dell'artista risulta così davvero imponente: tra i lavori più celebri e acclamati ricordiamo la cosiddetta Triologia popolare (formata da Rigoletto, Il Trovatore e La traviata) e altre grandi opere come Aida, Otello e Falstaff. Nel 1861 viene eletto deputato nel primo parlamento italiano. Negli ultimi anni di vita la sua fama è tale da non poter essere paragonata a quella di nessun altro artista in Italia. Muore nel 1901 a Milano, dove è sepolto, insieme alla seconda moglie Giuseppina Strepponi, nella casa di riposo per musicisti da lui fondata e che porta il suo nome.

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Quello che è sicuro è che Verdi partecipò attivamente ai vari processi che portarono alla creazione del Regno d'Italia, soprattutto, contribuì grandemente con la sua musica ricca di sentimenti profondamente umani ad accendere negli animi una volontà alla libertà, sfidando apertamente la censura particolarmente persecutoria nei suoi confronti. Ricorrenti nei suoi drammi i temi patriottici come la lotta contro il potere in nome della libertà e della pace e il tema dell'amore contrastato da avverse circostanze. Le sue opere sembravano fatte apposta per dare una dimensione musicale a questi ideali. In gioventù aderì alle posizioni repubblicane mazziniane mentre, in seguito, si rese conto che l'unico modo per unificare l'Italia era quello di passare attraverso la monarchia sabauda. Il suo nome divenne proprio il simbolo di questa politica e del patriottismo italiano. Basti pensare che, nel corso degli anni, i cori di alcune sue opere fornirono il pretesto per manifestazioni pubbliche antiaustriache, mentre le lettere del suo cognome divennero materia di propaganda politica; per le strade, infatti, si gridava “Viva Verdi” perchè la frase, oltre ad inneggiare al compositore, conteneva un acronimo: Viva V(ittorio) E(manuele) R(e) D'I(talia), implicando la speranza di riunire sotto la monarchia sabauda tutta l'Italia, specialmente dopo il famoso discorso in Parlamento del 10 gennaio 1859 di Vittorio Emanuele, che si dichiarò non insensibile al grido di dolore, che da ogni parte d’Italia si levò al Piemonte. Si aprì così la crisi con L'Austria. Seguì una grande mobilitazione di volontari che giunsero da ogni parte d' Italia e che si disposero lungo i confini. L'Austria a questo punto inviò un ultimatum di disarmo che il Piemonte respinse. Cavour che disegnò tutta la trama aspettò che l'Austria compisse il passo falso che gli consentì di far scattare l' intervento della Francia: gli austriaci passarono il Ticino e l'esercito piemontese con l'aiuto della Francia liberò la Lombardia. Non riuscì ad arrivare nel Veneto perché Napoleone firmò una pace separata con l'Austria ma poco dopo con una serie di plebisciti, al regno d'Italia si unirono Toscana, Emilia e Parma. Nel 1861 l'Italia finalmente si unì dopo secoli di dominazione straniera. Nell'anniversario dei 150 anni del nostro paese la musica e le opere verdiane possono davvero essere considerate il miglior modo per festeggiare e la sua arte il vero mezzo che ancora adesso unifica il popolo. a gazine CMV 5 Va, pensiero dal Nabucco OhSignore, daltettonatìo Oh Signore, dal tetto natìo, ci chiamasti con santa promessa; noi siam corsi all'invito di un pio giubilando per, l'aspro sentier. Ma la fronte avvilita e dimessa hanno i servi già baldi e valenti deh! non far che ludibrio alle genti siano Cristo, i tuoi figli guerrieri Oh fresche aure. volanti sui vaghi ruscelletti dei prati lombardi ! Fonti eterne ! Purissimi laghi! Oh vigneti indorati di sole Dono infausto, crudele è la mente che vi pinge sì veri agli sguardi ed al labbro più dura e cocente fa la sabbia di un arido suol! da I Lombardi alla Prima Crociata Va, pensiero, sull'ali dorate; Va, ti posa sui clivi, sui colli, Ove olezzano tepide e molli L'aure dolci del suolo natal! Del Giordano le rive saluta, Di Sïonne le torri atterrate... Oh mia patria sì bella e perduta! Oh membranza sì cara e fatal! Arpa d'or dei fatidici vati, Perché muta dal salice pendi? Le memorie nel petto riaccendi, Ci favella del tempo che fu! O simile di Solima ai fati Traggi un suono di crudo lamento, O t'ispiri il Signore un concento Che ne infonda al patire virtù!!

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6 125 ANNI DI STORIA la banda di Villasanta a un concorso ad Imbersago. Erano previste due esibizioni, il 12 e il 13 maggio. Nella prima eseguirono “Anima Festosa” di Orsomando e la sinfonia della “Giovanna d'Arco” di Giuseppe Verdi, mentre il giorno dopo, al posto di quest'ultima, venne suonata la sinfonia de “L'Italiana in Algeri” di Rossini. La banda arrivò seconda, dopo la banda di Colnago e prima di quella di Osnago. Altri corpi bandistici in gara erano Airuno, Bernareggio e Merate. Chi prese nota dei concerti svolti in questa occasione sul mitico – e gelosamente custodito - “taccuino dei concerti” segnò anche “meritavamo di vincere!”. Quello fu l'ultimo anno di presenza per il Maestro Invernizzi. L'anno successivo, esattamente nel maggio dell'80, fece il suo primo Concerto d'Apertura il Maestro Pippo Provvidenziale. Era direttore anche dei corpi bandistici di Paina, Carate e Lecco. Pippo Provvidenziale era il tipo di maestro che i villasantesi, dopo Fiorucci, stavano ancora cercando. Si concentrò subito sul repertorio sinfonico, col quale innalzò notevolmente il livello musicale della banda. Basta dire che il programma del suo primo concerto fu: - Fantasia dalla “Traviata” di Giuseppe a gazine CMV Facciamo ritorno alla storia della nostra banda e precisamente al 1973, anno in cui il Maestro Fiorucci, per motivi familiari, decide di trasferirsi a Viterbo, sua terra d'origine. La sua avventura con il nostro sodalizio si conclude il 13 luglio e a settembre è pronto a prenderne il posto Luigi Colombo. Costui era un clarinettista, diplomato in conservatorio, che non solo presenziava tra le file della banda ma anche in numerose formazioni orchestrali e non. Il maestro Fiorucci stesso lo scelse come suo successore con una frase dal gusto un po' leggendario del tipo “Il vostro nuovo maestro è qui in mezzo a voi”. E così fu. L'anno successivo, in aprile, il presidente Erba rassegna le dimissioni e il suo posto viene preso da Giancarlo Locati, destinato a cambiare le sorti del Corpo Musicale. Ci si può fare un'idea dell'attività della banda di quegli anni andando a guardare una sorta di resoconto di fine anno del 1972: - 41 prove (chiamate, in realtà, “lezioni”) - 6 concerti in Villasanta - 2 concerti fuori Villasanta - 12 servizi in Villasanta - 6 servizi fuori Villasanta - 3 funerali - 1 gita - 1 banchetto Il Maestro Luigi Colombo dirigerà il Corpo Musicale di Villasanta fino al luglio del 1975. I suoi due anni sul podio furono un periodo di passaggio, lui stesso non se la senti più di sostenere l'eredità dei “maestroni” che lo precedettero. Venuti a sapere dell'imminente ritiro del M° Colombo, il presidente Locati e l'allora consigliere Vittorio Teruzzi si recarono a Melzo a casa del Maestro Arnaldo Invernizzi, già direttore della banda di Gorgonzola. Il maestro accettò di prendere in mano anche il Corpo Musicale di Villasanta e così fece il suo concerto di debutto il 12 ottobre. O meglio, non lo fece perché il concerto non venne eseguito per pioggia. Maestro bagnato... Nel 1979 successe un fatto di notevole interesse. Il Maestro Invernizzi portò Verdi - Marcia del “Tannhauser” di Richard Wagner - Sinfonia de “La Gazza Ladra” di Gioachino Rossini - il poema sinfonico “Finlandia” di Jean Sibelius - la suite del “Lago dei cigni” di Ciaikovski - una selezione di brani da “Mary Poppins”. È importante segnalare il fatto che negli anni precedenti l'arrivo del nuovo maestro, i componenti della banda si impegnarono tanto per creare un Corso di Orientamento Musicale con un buon numero di allievi. E i frutti si videro. La banda così come la prese in mano il maestro Provvidenziale, era composto da una settantina di elementi. Il 23 e 24 maggio 1981 il maestro Provvidenziale portò ancora la banda al concorsi di Imbersago. Questa volta arrivò prima, portando in gara brani di notevole difficoltà come una marcia sinfonica dal titolo “Terra Frentana”, il 3° e 4° tempo della Sinfonia “dal Nuovo Mondo” di Dvorak, la sinfonia del Nabucco, una fantasia dall'Aida e la marcia del Tannhauser di Wagner. L'attività del nostro corpo bandistico 1973-2010 Il M° Colombo dirige il Concerto per la Festa Patronale in Villa Camperio, 1974.

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a gazine CMV Il M° Invernizzi nel 1976. diventò sempre più frenetica. Pensate che il 27 giugno dello stesso anno vennero eseguiti due concerti, uno a Sesto San Giovanni e uno a Biassono... e con due programmi diversi! Il 4 settembre del 1983 il Corpo Musicale di Villasanta venne invitato per un convegno bandistico nazionale a San Lazzaro di Savena, vicino Bologna. Parteciparono le bande di Fié lo Sciliar (BZ), Civitella Roveto (AQ), Rimini, San Lazzaro e, ovviamente, Villasanta in rappresentanza della Lombardia. Il nostro corpo bandistico si esibì per penultima, prima della banda della città ospitante. Alla fine dell'ultimo brano, il “Guglielmo Tell” di Rossini, dopo il primo tempo della 5° sinfonia di Beethoven, l'ouverture de “La Forza del Destino” di Verdi e “Terra Frentana”, il pubblico entusiasta chiese a gran voce un bis. Il conduttore del convegno non se la sentiva di concederlo, in quanto ancora si doveva esibire una banda, e proprio quella di casa! Ma, sovrastato dagli applausi, non potè fare a meno di autorizzare il maestro ad eseguire un bis. Così Provvidenziale fece un inchino, si girò, e diede l'attacco al rullante. I presenti subito riconobbero l'inizio della “Gazza Ladra” di Rossini. La gente, al termine dell'esecuzione era in delirio e chiese urlando a più non posso un altro bis. Il presentatore era visibilmente imbarazzato, ma anche questa volta non poté esimersi dal concedere il secondo bis che, questa volta, fu la “Gioconda” di Ponchielli. Fu una giornata splendida, che chi c'era non può senz'altro dimenticare. La serie “fortunata” continuava con concerti in posti sempre più belli e gratificanti, come quello in Galleria a Milano, nel luglio 1984. Il 1985 fu l'anno del centenario. In programma una serie di manifestazioni e concerti per celebrare questo importantissimo avvenimento per la storia della nostra banda. A partire dal 7 maggio, con un convegno bandistico in Villa Camperio, a cui partecipò “La Filarmonica” di Abbiategrasso e il Corpo Musicale S. Cecilia di Barlassina. Poi il Concerto d'Apertura, il 12 maggio, durante il quale vennero eseguiti brani come la Sinfonia “Incompiuta” di Schubert, il 4° tempo della Quinta Sinfonia di Ciaikovski e i Preludi di Listz. A giugno, precisamente il 25, si tenne la gita-concerto a Barzio e il 2 luglio un Concerto d'Estate all'insegna del ballo. Ad ottobre invece si tenne il consueto Concerto per la Festa Patronale, in Chiesa Parrocchiale, in collaborazione con la Corale “C.A.Mino”, e infine il 1° dicembre il Corpo Musicale si esibì nel Concerto di Chiusura al Cinema Lux. Fu la prima volta che si fece un Concerto Lirico, ovvero composto principalmente da arie e preludi d'opera. Parteciparono il soprano Adriana Casartelli, il tenore Renato Cazzaniga, il baritono Tino Nava e il basso Carlo Oggioni. Il 1985, però, fu un anno decisivo anche per un altro fatto molto importante, ovvero le dimissioni del presidente Giancarlo Locati e la nomina, al suo posto, di Vittorio Teruzzi. Locati rimase però sempre presente nell'attività del C.M.V. in qualità di presidente onorario. Nel luglio del 1986 il Corpo Musicale di Villasanta sbarcò in piazza Donizzetti a Bergamo per uno straordinario concerto e nello stesso anno, a settembre, dedica un concerto in segno di riconoscenza al parroco mons. Gervasoni, che stava per lasciare Villasanta. A dicembre dello stesso anno, ovviamente, il Concerto di Chiusura viene dedicato all'accoglienza del nuovo Parroco don Ferdinando Mazzoleni. Nel 1989 succede una cosa singolare. Il Concerto per la Festa Patronale viene annullato. Un villasantese preoccupato scrive subito una lettera aperta al Cittadino e la banda così risponde: “Il problema principale è quello dell'organico. Da parecchi anni il Corpo Musicale tiene un corso di orientamento musicale al fine di creare nuovi musicanti; purtroppo le perdite superano a volte l'immissione di nuovi allievi. Quali sono le perdite? Sono elementi che lasciano per ragioni di lavoro, studio, matrimonio... Lasciare è questione di un minuto. Per formare un nuovo elemento ci vogliono due, tre o più anni. […] Pertanto il Corpo Musicale ha deliberatamente deciso di penalizzare alcuni concerti per potenziare il corso di orientamento, cercando di dare agli attuali allievi un'istruzione qualitativamente superiore e di affinare nel minor tempo possibile un maggior numero di elementi.”. Questo non felice resoconto della situazione è indice di due cose: che la banda di Villasanta era ed è molto amata dai villasantesi, tanto da scrivere ad un giornale preoccupati per il “concerto mancato”, e che ciclicamente arrivano momenti in cui l'organico si riduce talmente tanto da dover per forza puntare tutto sulla formazione di nuovi ragazzi. C'è da dire comunque che il Concerto 7 Il M° Pippo Provvidenziale tra il tenore Renato Cazzaniga e il baritono Tino Nava dopo il Concerto Lirico-Vocale del 1985.

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8 Il presidente Teruzzi con il segretario Claudio Fumagalli nel 1997. di Chiusura dello stesso anno si rivelò un successo soprattutto grazie alla presenza di “un nutrito gruppo di debuttanti”, ben sette! Gli anni successivi proseguono un successo dietro l'altro, sia sul territorio villasantese che fuori. Durante il Concerto di Chiusura del 1994, il presidente Teruzzi, il presidente onorario Locati e il maestro Provvidenziale consegnarono una targa di riconoscimento al novantenne Alessandro Locati, bandista e insegnante che già a 15 anni era entrato nel Corpo Musicale. Nel 1996, durante l'ultimo concerto tenuto al Cinema Lux destinato alla chiusura, è il turno di un altro importante riconoscimento al “veterano” Enrico Saini, con una targa d'argento sui cui vi si trovava scritto “Una vita per la banda”. Il Concerto di Chiusura dello stesso anno, tenuto in Chiesa Parrocchiale, fu anche l'ultimo del maestro Pippo Provvidenziale. Il maggio dell'anno successivo, il 1997, era già pronto il nuovo maestro: il ventinovenne villasantese Carlo Zappa, trombettista nel Corpo Musicale dal 1978, direttore del “La Filarmonica” di Abbiategrasso e pronto a diplomarsi in Direzione d'Orchestra. Il suo primo Concerto d'Apertura vide l'esecuzione della sinfonia de “La Forza del Destino”, la “Marcia op.99” di Prokofiev, alcuni originali per banda come “Intrada for winds” o “Tapas de Cocina” e, soprattutto, una sua composizione dal titolo “Prelude for band”. Due anni più tardi, nel '99, è il momento di un nuovo cambio di guardia ai vertici. Il presidente Teruzzi viene sostituito da Giorgio Galli, personaggio noto della scena pubblica villasantese e che ha alle spalle un più che ventennale impegno amministrativo. In una intervista rilasciata l'anno successivo al “Cittadino”, dopo un applauditissimo concerto in uno dei circoli privati più importanti ed esclusivi di Milano, il Circolo Volta, dichiarò la sua intenzione di risolvere il problema della sede di via Verdi, “inadatta sia per motivi legati alla sucurezza dell'ambiente, sia per motivi legati alla carenza di spazi adeguati per le lezioni di musica”. Non potè, poi, che esprimere la sua soddisfazione per la banda in cui ha trovato “un ambiente positivo, caratterizzato da una profonda passione per la musica, da legami forti tra gli strumentisti, da una grande voglia di fare che ha portato e porta molti giovani a far parte anche del consiglio direttivo della società. Anche musicalmente, la banda è a un ottimo livello e il maestro Carlo Zappa si è rivelato straordinario, anche per la bravura con cui gestisce il corso di musica d'assieme.” Il 2000 fu anche l'anno del mitico concerto, organizzato con il CAI, realizzato a 2000 metri, in Valmalenco alla Capanna Porro, un'esperienza senz'altro unica. Nel 2002 venne a mancare il grande presidente onorario Giancarlo Locati e in suo ricordo venne eseguito il tradizionale Concerto d'Apertura in piazza della chiesa. Gli anni del maestro Zappa furono (e lo sono tuttora!) anche gli anni dei grandi concerti d'estate, come i concerti lirici, o quello del 2003, dedicato a “Gershwin e dintorni”, con l'esecuzione anche della “Rapsodia in blue” con il pianista Simone Pioneri, o la più recente esecuzione della fiaba musicale “Pierino e il Lupo”, con l'esibizione anche dei nostri allievi in qualità di attori. Nel 2003, dopo anni di progetti, ricerche, verifiche e... porte bussate, Giorgio Galli con i suoi bandisti riuscirono a coronare il sogno di avere una nuova sede. Incominciarono così i lavori, che durarono quasi due anni, durante i quali la banda andò a provare sotto la Scuola Oggioni. Furono due anni un po' difficili per gli spazi angusti in cui ci trovammo costretti a suonare, ma la soddisfazione di veder crescere la nostra nuova “casa” ne valse la pena. E così, a maggio del 2005, si inaugurò la nuova sede, con la presenza delle autorità villasantesi e delle altre due bande del maestro Zappa, Paina e Abbiategrasso, venute lì a festeggiare con noi questo importantissimo avvenimento. Siamo così arrivati ai giorni nostri. Il nostro racconto finisce qui, ma la storia della banda continua grazie a chi, musicista e non, ha a cuore questa splendida istituzione. Noi abbiamo provato a raccontare una bellissima storia. Chissà che a qualcun un giorno venga l'idea di scrivere un libro... a gazine CMV La prima prova del Corpo Musicale di Villasanta nella nuova sede, 2005.

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La trilogia... della banda! A maggio tre concerti eccezionali a gazine CMV 9 A.M. Il favoloso Corpo Musicale di Villasanta ha affrontato una trilogia di fantastici concerti dapprima al Teatro Manzoni di Monza, poi in Piazza del Comune a Villasanta ed infine all’Arengario di Monza. Tre appuntamenti importantissimi solo a rileggere dove abbiamo avuto l’onore ed il piacere di suonare. Andiamo con ordine. Il primo concerto si è tenuto il 12 maggio al celebre Teatro Manzoni di Monza all'interno della manifestazione “Buon Compleanno Lele Forever” organizzata dalla fondazione LeleForever ONLUS in occasione dei sui primi 10 anni. È stato questo un evento molto importante a cui hanno partecipato ben tre bande: il Nuovo Corpo Bandistico Città di Monza, il Civico Corpo Musicale di Vimercate e il nostro Corpo Musicale di Villasanta. Il presidente Galli, il presidente della Circoscrizione 1 di Monza La scaletta ha visto prima impegnata la banda di Massimiliano Longo e la signora Sallustio. Vimercate, successivamente Monza e poi il nostra mitica Nabucco e il Valzer Brillante. Successivamente vengono superbanda. proposte una delle esecuzioni più belle della Sinfonia n°3 Il Corpo Musicale Città di Vimercate si è presentato con un di Mahler e, per finire, Highland Cathedral con la coro. Dopo essere partiti con l’Inno di Mameli, dovuto partecipazione di una fantastica cornamusa, suonata da omaggio all'anniversario dell'Unità d'Italia, la loro esibizio- Adriano Sangineto, che ha incantato il pubblico. ne è poi continuata con musiche caratteristiche come Il Applausi veramente calorosi e sentiti con i membri delle Coro degli Ebrei dal Nabucco, Nenhir, Suona La Tromba. altre due bande che hanno apprezzato molto venendo a Pezzi belli in cui è stato possibile notare tanta emozione e complimentarsi alla nostra uscita dal palco. Un'esperienza tanto lavoro fatto in preparazione di questo appuntamento e veramente bella, ricca di emozioni e molto sentita da tutti. ben diretti dal Maestro Salvini. Un bel gruppo e bella Secondo concertone il 15 Maggio in Piazza del Comune a musica… Bravi!!! Villasanta per un favoloso Concerto di Apertura. La serata è Successivamente è stato il turno della banda di Monza stata caratterizzata prima di tutto da una fresca temperatura diretta dal Maestro Giani che ha portato un programma e da tanta gente accorsa per ascoltarci, al quale va il nostro decisamente diverso con un genere caratteristico del Blues ringraziamento. Un programma molto nutrito ha potuto con pezzi tipo “Marching The Blues”, un blues tratto da “Un saziare i palati fini partendo con brani tratti, in occasione americano a Parigi” eseguito per clarinetto e banda, del 150° dell'Unità d'Italia, dal più grande repertorio “Dixieland Jamboree”, “Medley Blues”, “Bugler’s Holiday” verdiano: Nabucco, Giovanna D’Arco, Valzer Brillante, ed “American Graphity”. Un repertorio molto americano e Oberto Conte di San Bonifacio, I Lombardi alla Prima molto ben eseguito ma non per tutti i palati. Il pubblico, Crociata, Attila. Ovviamente, come da tradizione, non è anche se non numerossimo, ha comunque apprezzato mancato il bis, ovvero “Daghela avanti un passo”. Il freddo ringraziandoli con applausi generosi. non ha fermato il pubblico che anzi sembrava voler ancora Infine tocca a noi… tocca noi???? Aiutooooooooo!!!!! musica, davvero un pubblico speciale. Tensione a mille… Come una bella donna la nostra cara banda si fa un pochino Terzo concertone il 19 Maggio in Piazza dell’Arengario a attendere dal pubblico causa problemini tecnici di Monza, organizzato dalla Circoscrizione 1 di Monza per preparazione ma la platea conosce questo Corpo Musicale festeggiare i 150 anni dell’Unione dell'Italia. Il programma ed attende senza grossi problemi. che è stato proposto era lo stesso del Concerto di Apertura Tutti pronti e la magia ed il desiderio di suonare dentro un di Villasanta. Molto bello era vedere quanta gente è teatro “vero” si avvera. Per me, che scrivo, era la prima volta intervenuta a questo concerto e soprattutto notare come ed ovviamente è stato molto particolare e bello. Dopo la aumentava brano dopo brano richiedendo addirittura prima presentazione le luci della platea si spengono e noi l’esecuzione di tre bis. La serata era bellissima con una dal palco non riusciamo più a vedere nessuno del pubblico. temperatura fantastica ed un pubblico eccezionale. Siamo noi con il nostro strumento ed il nostro mitico Tre concerti eccezionali, tre esibizioni fantastiche ma soMaestro Carlo Zappa, che con la sua bacchetta magica prattutto… un Corpo Musicale fantastico… IL CORPO inizia a dirigerci verso questo bel viaggio musicale. MUSICALE DI VILLASANTA! Predominante la Musica Verdiana con la sinfonia del

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10 Il 150°?! Con la banda, o niente... Sempre presente, il C.M.V. alle celebrazioni dell'anniversario dell'Unità d'Italia. a gazine CMV F.D.P. e F.R. Il 17 marzo il Corpo Musicale di Villasanta, in accordo e su invito dell’amministrazione comunale, ha partecipato con entusiasmo alle celebrazioni cittadine per il 150° anniversario dell’unità nazionale e lo ha fatto con uno speciale concerto. Complice il tempo inclemente (evento più unico che raro quando si tratta della banda!), la location della cerimonia è stata spostata dalla piazza del comune alla più modesta, ma accogliente, sede di via Verdi. La manifestazione si è aperta con gli interventi del sindaco e delle associazioni presenti, dalla CRI agli scout e con le letture di lettere e pagine di diario dei soldati garibaldini, eroi sconosciuti del nostro Risorgimento, a cui segue l’inizio del concerto, con l’esecuzione dell’Inno di Mameli. Il secondo brano Una bella immagine del concerto del 2 giugno col tricolore è annoverato tra i più risorgimentali del genio di e il M° Zappa. Verdi, la sinfonia del “Nabucco”, in cui il dolore degli Un concerto simile si è tenuto anche il 2 giugno, giorno ebrei oppressi rievoca quello degli italiani sotto il giogo austriaco. E' stato poi il momento di un altro famoso coro, della Festa della Repubblica, in piazza del Comune. Que"O' Signore dal Tetto Natio", tratto da "I Lombardi alla Pri- sta volta il tempo è stato clemente e le celebrazioni si sono ma Crociata". Il concerto è continuato con il preludio svolte come da programma. Dopo un breve saluto e dell'"Attila", sempre del cigno di Busseto, per poi conclu- discorso del sindaco Emilio Merlo, il Corpo Musicale si è dersi con la sinfonia dell'"Oberto, conte di san Bonifacio" e cimentato ancora una volta nel programma verdiano, due brani tipicamente risorgimentali, l'Inno di Garibaldi e portando il livello di esecuzione di queste impareggabili musiche a livelli ancora più alti. Il pubblico, accorso in "Daghela avanti un passo", conosciuta anche con il nome piazza per assistere alla manifestazione, ha seguito il di "La bella gigogìn". concerto con attenzione e trasporto, aiutati anche dal fatto, Grandi applausi hanno accompagnato questi canti popolari questa volta, che le strade intorno alla piazza erano state che hanno chiuso la celebrazione con i quali il pubblico, chiuse al traffico. Una mattinata indimenticabile col quale, nonostante il ritardo, ha espresso tutto il proprio ancora una volta, la banda ha dato il suo importantissimo entusiasmo ed apprezzamento. contributo alle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia. Si sa che la nostra banda gode di un'ottima reputazione nella nostra zona ed in particolar modo nella neonata provincia di Monza e Brianza. Questo è forse il motivo che ha spinto alcune persone importanti della Provincia a chiedere al nostro sodalizio di eseguire un concerto nientemeno che in Villa Reale, all'interno di una manifestazione organizzata in occasione dell'Anno Europeo del Volontariato. La giornata in questione è quella del 16 aprile. Il pomeriggio ha visto succedersi numerosi interventi di persone autorevoli nel campo del volontariato e non solo, ma verso le 18 la parola è passata alla musica. Un momento del concerto in Villa Reale. Il nostro Corpo Musicale, insieme al La splendida residenza di Monza cornice di uno splendido concerto Una banda in Villa Reale Coro Città di Desio, col quale speriamo che si sviluppi una collaborazione futura, ha così iniziato il suo concerto all'insegna di brani verdiani e non solo. La banda ha avuto modo però anche di accompagnare il bravissimo coro preparato dal maestro Enrico Balestrieri, che ha anche eseguito alcuni brani "a cappella", nello splendido coro del "Va' pensiero", dal Nabucco. La reazione del pubblico a questo concerto ed in particolare all'esecuzione di questo suggestivo brano è stata entusiasmante. Ancora una volta il Corpo Musicale ha saputo regalare splendide emozioni in una cornice, questa volta, che ha saputo far risaltare ancora di più la bellezza della musica.

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12 Conosciamo i nostri maestri... Nome cognome data di nascita, numero carta d’identità, numero di telefono, codice fiscale, codice iban, codice carta di credito… chiavi della tua BMW serie 1 nera ,cerchi in lega, fari allo xeno, sedili in pelle, navigatore integrato… insomma full optional! Donato Antonio Labollita, nato il 06/09/1965 a Gioia del Colle (BA). Diplomato in? (strumento, anno, dove… e, soprattutto, ma chi te l’ha fatto fare??) Diplomato in clarinetto nel 1992 presso il conservatorio A. Vivaldi di Novara. Come ti sei avvicinato alla musica? Un incidente frontale?? Tutto è cominciato ascoltando i dischi di mio fratello e il vederlo suonare la chitarra. Mio fratello stesso mi ha spinto ad iscrivermi alla banda del paese e con lui, quando dovevo fare i primi esercizi di solfeggio, facevamo a gara a chi commetteva  meno errori. Inoltre il nonno paterno conosceva la musica perché facendo il sacrestano aveva imparato  a suonare l' organo ed anche il violino e il clarinetto. Ci descrivi il tuo primo concerto... o performance? Che sensazioni hai provato? (le parolacce non si dicono…) La mia prima esperienza risale all'età di 11 anni, e a dire la verità, non è stato un concerto vero e proprio ma  una festa organizzata dall'oratorio. In quell’ occasione, oltre che cantare, ho suonato quello che poi è stato lo strumento in cui mi sono diplomato. Naturalmente essendo la prima volta che cantavo e suonavo in pubblico ero molto emozionato al punto che dimenticai una strofa della canzone, per fortuna con il clarinetto andò tutto bene. Quando hai iniziato a far lezione in banda? (immaginiamo che il compenso economico sia stato l’elemento convincente, vero??) Con questa banda ho cominciato ad insegnare, se la memoria non mi inganna, 7 anni fa quando le lezioni si tenevano nella vecchia sede. Parlaci un po’ del tuo corso… (quanti studenti, età, capacità... ammettilo che i tuoi allievi non ti stanno simpatici…) Gli studenti iscritti al mio corso sono 7 la cui età va dagli 8 G&G ai 40 anni. Tutti con sfumature diverse amano lo strumento che  studiano dando il meglio di se stessi. Mi fa piacere sottolineare che uno degli studenti ha fatto un passo molto importante per  quanto riguarda lo studio del sax, Michele Stucchi che frequenta il conservatorio G. Verdi di Milano. Apprezzo e condivido la scelta fatta in quanto può coltivare e far crescere le sue notevoli capacità. Caratteristiche particolarità e curiosità sul tuo strumento… (fa anche il caffè??) Ciò che attrae in primis del clarinetto è il suo suono dolce, agile e flessibile. Non è un caso che i maggiori compositori a partire da Mozart, Brahms, Stravinshy, Berg e altri abbiano scritto pagine memorabili per questo strumento. Inoltre il clarinetto ha una simpatica caratteristica: la sua famiglia è tra le più numerose e varie sia nelle dimensioni che nelle forme. Basti pensare ad esempio alla diversità che c'è tra il più piccolo della famiglia "il piccolo in Mi bemolle" da me definito il "topolino" e il "contrabbasso" dalla voce di elefante e dal collo di giraffa. Progetti paralleli? (tagliati da una trasversale…) Attualmente sto lavorando ad un progetto di ensemble di clarinetti da dirigere. Prospettive future? (stasera cosa mangi?) Per quanto riguarda le prospettive future al momento non se ne intravedono in quanto le attuali politiche per la cultura in generale, e per la musica in particolare, hanno fortemente tagliato i finanziamenti. Un pensiero sul nostro Maestro Carlo Zappa (ma chi è sto qua??) La banda di Villasanta ha la fortuna di avere un Maestro di grande musicalità, gesto elegante, chiaro e preciso e di forte sensibilità umana e artistica. Un invito o un augurio per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla musica… La musica non ha tempo e nel momento in cui ognuno di noi se ne sente attratto non deve perdere l'occasione per conoscere e approfondire questa arte. Pertanto mi viene da dire: non è mai troppo tardi. Antonio Labollita a gazine CMV

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a gazine CMV Racconto di un viaggio veramente speciale 13 Vienna e un "Flauto" davvero magico 25 gennaio 2011. Lo scrivente parte dalla Stazione Centrale di Milano, destinazione Vienna. 26 gennaio, ore 18.30. Il sottoscritto si trova su di una comoda poltroncina del palco centrale della Wiener Staatsoper. Si spengono le luci, il direttore sale sul podio e i mitici Wiener Philharmoniker attaccano con l'ouverture del mozartiano Flauto Magico, ultima opera del genio salisburghese. Un momento davvero magico, come pochi se ne provano, dove questa meravigliosa musica, attimo dopo attimo, sento agire su di me, dove mente e corpo, testa e cuore si trovano in un raro stato di benessere. Ore 21.30 circa e l'ultimo accordo di Mi bemolle maggiore sigla la fine dell'opera. Una splendida esecuzione e diversamente non poteva essere. Esco dal teatro e passeggio per il centro città in cerca di un buon ristorante (da buon italiano) e mentre mi incammino i pensieri si mescolano fra realtà e fantasticherie; vuoi vedere, penso tra me, che magari in qualche vicolo, se avrò un po' di fortuna, potrò incontrare Mozart, Beethoven, Brahms, Mahler o Shoenberg e scambiare quattro chiacchere con loro? Sì, perché questa città li ha ospitati proprio tutti ed è stata veramente la città più musicale del mondo. 27 gennaio. Mi appresto per il rientro in Italia ma cammin facendo mi dirigo verso il Musikverein, la prestigiosa sala degli stucchi dorati che ospita il tradizionale Concerto di Capodanno, e incontro alcuni musicisti dei Berliner Philharmoniker che hanno appena ultimata la prova di assestamento per il concerto serale. Incredibile, penso, ma quanta musica c'è in questa città? Voto di questa esperienza: 10 con lode. Ma tutto ciò lo devo a coloro che mi hanno offerto la possibilità di viverla. Al Corpo Musicale di Villasanta e a tutti gli amici di questo meraviglioso sodalizio, che mi hanno offerto tutto questo e molto altro ancora, va il mio sincero grazie. Un grazie che non potrà mai ricambiare questo meraviglioso regalo. Carlo Zappa Il teatro dell'Opera di Stato di Vienna e, a destra, il Musikverein e un'immagine giovanile del M° Carlo Zappa.

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14 Anche negli ultimi concerti, una new-entry: Giacomo Passoni a gazine CMV M.G. ce "mah non saprei, vorrei dire che penso (si fa per scherzare... forse!) che sia un totale inetto e scansafatiche ma non posso visto che, almeno per quanto riguarda il suo strumento, è uno dei migliori che io conosca e, controvoglia ma lo faccio, devo aggiungere che è anche simpatico e ci sa fare con i "giovani apprendisti" e infatti ho instaurato con lui un ottimo rapporto maestro-alunno". Del suo ingresso nel corpo musicale è molto entusiasta e ci ha detto che negli effettivi ha trovato persone sempre disponibili e pronte a farti migliorare insegnandoti trucchi e soprattutto no facendoti pesare gli errori. Comunque ci ha anche detto che suonare in una orchestra (seppur senz’archi) come il Corpo Musicale di Villasanta delle sinfonie di opere (Nabucco, Giovanna d’Arco, Attila…) è una bella emozione anche se si è sempre un po’ tesi perché si sa che non si può sbagliare. Insomma una esperienza alquanto positiva. La sua musica preferita comunque si allontana dall’opera per andare a finire nel rock, punk fino a musica anche più “rumorosa”, disprezza invece rap e house che non definisce neanche musica. Insomma queste sono le sue opinioni e caratteristiche ora vedremo come si inseriranno nell’organico del CMV. Buona fortuna Giacomo! Le file del Corpo Musicale si ingrossano Anche in questo numero del giornalino vogliamo presentarvi un volto nuovo della banda di cui avrete già letto qualcosa nel numero precedente, in qualità di scrittore del nostro C.M.V. Magazine. Con il concerto di apertura del 15 maggio in piazza del comune di Villasanta è stato presentato ufficialmente il percussionista Giacomo Passoni. Giacomo ha 18 anni e suona già da 5 anni quando ha scoperto che poteva trasferire il suo ritmo da forchetta e coltello picchiati sul tavolo a degli strumenti musicali: le percussioni. Ha già partecipato ai servizi del CMV ed membro del corpo di musica di insieme. Studia percussioni sotto la guida del M° Simone Fortuna di cui di- Domenica 29 maggio si è tenuto il Saggio di Fine anno del Corso di Orientamento Musicale. In questa fotografia, uno degli ensamble che si sono esibiti nel pomeriggio. Da sinistra, Davide Stucchi, Simone Fortuna, Carlo Zorloni, Gabriele Molteni, Stefano Galli e Francesco Vassena.

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a gazine CMV 15 G&G Questa partita non s'ha da fare... la vendetta! “Buonasera a tutti cari amici appassionati e ben ritrovati per questo magnifico evento sportivo che di sicuro ci regalerà tantissime emozioni… siamo collegati in diretta dallo stadio Meazza di Milano ed è Bruno Pizzul che vi parla. Questa sera assisteremo alla partita dell’anno…si affronteranno gli impavidi calciatori del Corpo Musicale di Villasanta in un derby tutto casalingo e dal sapore antico. Vediamo, prima degli inni, come si compongono i due schieramenti: Partiamo con l’A.C.M.V. schierata con un 4-4-2 con Passoni tra i pali, i quattro di difesa: Saini capitano, Arosio, Vassena, Teruzzi V., centrocampo composto da Penati, Zorloni, Zappa, Ballabio, e come coppia d’attacco la coppia che scoppia: G&G.. In panchina giocatori di altrettanta qualità: Rossi, Fortuna, Molteni, Giannese, Teruzzi F. e Caglio, soprannominato… RULLA!!! Veniamo ora alla CMV INTERNAZIONALE: schieramento speculare, 4-4-2 con Meani estremo difensore a dirigere i compagni di reparto Mammarella, Valaguzza D., Bonalumi capitano, Andreoni R., linea di centrocampo composta da Galimberti, Giordano, Andreoni F., Zappa e in attacco i gemelli del goal: Stucchi D. e Stucchi M.. Panchina invece per Stucchi S., Cardi, Valaguzza S., De Paola, Labuz e Meroni. Dirige l’incontro l’arbitro Santrone della sezione di Canicattì... Vedete in tribuna d’onore il Presidente delle due società Giorgio Galli e l’A.D. Scattolini..ma ascoltiamo ora gli inni… anzi, l’inno nazionale: Saluto a Villasanta. Scroscio d’applausi… grande emozione sugli spalti… avete sentito gli 80000 di San Siro intonare… gli strumenti!...È tutto pronto sul terreno di gioco… squadre schierate… fischio d’inizio..PARTITI! G&G battono subito all’indietro per Zappa che immediatamente perde palla e viene redarguito dal vice maestro Arosio… che vergogna!...palla quindi tra i piedi di Stucchi M. che vede l’inserimento di Zappa (ma in quale squadra gioca?!!??) e cerca la profondità ma lo scatto del maestro lascia a desiderare...palla di nuovo recuperata dalla A.C.M.V., con Teruzzi che inveisce contro i propri compagni colpevoli di non salire velocemente in attacco (Porca*****)… Teruzzi temporeggia e passa poi la palla a Ballabio che vede libero dall’altra parte del campo Penati che triangola con Zorloni che smarca G (quale dei due?? G o G?) il quale vede l’accetramento di Saini… SAini…. SAIni.. SAINi... SAINI SI ACCENTRA… ATTENZIONE… SAINI… è DAVANTI AL PORTIERE… è SOLO… IL TIROOOOOOOOOOOOOO….EEEEEEEEEE… Eeeeccheccavolo!!! NO, NO, NO! Fermi tutti! Qui c’è qualcosa che non va… San Siro…???...Bruno Pizzul…??? …80000 persone???...curve in delirio???...ma soprattutto: MA QUALE PARTITA!!!??? Sembrava troppo bello,vero? Vi ricordate il nostro articolo del numero 3 del CMV Magazine datato luglio 2010??? Quell’articolo era intitolato: ”Questa partita non s’ha da fare”. Beh, siamo ancora a luglio, questa volta 2011…e quella che avete appena letto non è di certo la cronaca della famosa partita in programma ormai da anni, per la precisione dalla primavera del 2008!! Eh no, perché quella partita non è mai stata giocata! Questo nonostante tutte le promesse del carissimo Maestro Carlo Zappa che anche quest’anno non ha mancato di riproporla nei freddi sabato pomeriggio di musica d’insieme. Non vi pare allora che il titolo del nostro articolo sia il degno riassunto della fantomatica partita??? Questa partita non s’ha da fare…la vendetta! Cari lettori, staremo a vedere se l’anno prossimo di questi tempi saremo ancora qui rispettivamente a scrivere e leggere “questa partita non s’ha da fare…il ritorno” oppure se potremo scrivere, sulle orme della famosa esclamazione di Sandro Ciotti del ’61: “Clamoroso al Cibali!!!”…o forse dovremmo dire…“Clamoroso al CMV!!!”.

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