Giornalino dicembre 2013

 

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ACCADEMIA DELL’ INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) Esce in data non prestabilita ed è destinato ai fedeli cristiani praticanti ai sodali del gruppo dei poeti del capoluogo e delle frazioni bonifatesi ai compaesani appartenenti all’associazione “Radici” residenti a Roma DICEMBRE 2013 ____________________________________________________________________________________________________________ Auguri di buon Natale e felice Anno nuovo al nostro amatissimo vescovo mons. Leonardo Bonanno alle autorità ed alle associazioni del territorio alla residente alla comunità residente e a tutti i compaesani che vivono altrove Dal periodico parrocchiale Comunità Viva - edizione natalizia 2013 UN NATALE PER ALIMENTARE LA SPERANZA “Siate forti, riprendete coraggio, o voi tutti che sperate nel Signore” (salmo 30) Ancora una volta è Natale! Dio viene ad abitare in mezzo a noi donandoci il suo Figlio, nostra unica speranza. In questo momento così difficile, in cui beni importanti come il lavoro, la salute e la pace sembrano svanire, solo in Gesù possiamo ritrovare il dono della gioia e della speranza. <>. andiamo a visitarlo; Rechiamoci alla grotta di Betlemme e lasciamoci arde di già la face illu-minare dal “sorriso di Dio” sul volto del Bambino a rischiarar la via, che cambia la luce in tenebre e le tenebre in luce. Da andiamo tutti in pace lui tutto ricomincia. È solo lui la nostra speranza. a salutar Maria; Non lasciamocela rubare questa speranza - ci esorta seguiamo la cometa Papa Francesco. Sia per noi di sprone ad una vera seguiamo la zampogna, rina-scita umana e cristiana. Buon Natale! è vicina la meta don Giovanni Celìa che il cuore nostro agogna. vostro parroco Al nostro stimato parroco i più sentiti ringraziamenti e affettuosi auguri di buone feste. MESSAGGIO NATALIZIO DEL VESCOVO AI FEDELI Pasquale Filippelli Dalle braccia tenere della Santa Vergine __________________________________________________ accogliamo il Figlio Gesù come al suo primo Natale Rallègrati, piena di grazia ed il Vangelo buona novella per il mondo L’8 dicembre abbiamo celebrato la solennità di Mons. Leonardo Bonanno Maria Santissima Immacolata. Essendo il nostro Vescovo di San Marco Argentano – Scalea parroco im-pegnato nella festa patronale a CirimarcoCONTRIBUTO PER L’ORATORIO PARROCCHIALE Timpone-Torrevecchia, la santa messa nella chiesa Siamo lieti d’informare i parrocchiani cittadellesi madre “San Francesco di Paola” di Cittadella è stata che la regione Calabria ha recentemente concesso un officiata dall’ amabile Padre Onorato, che ha tenuto con-tributo di 160.000 euro per la ristrutturazione e un’omelia davve-ro ispirata ed edificante. Il passo messa in sicurezza dell’oratorio, che dallo scorso evangelico proposto dal Lezionario era lo stupendo 1, anno è adi-bito a sede temporanea e gratuita della 26-38 di Luca. scuola primaria di Cittadella del Capo. In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio Nomina conferita dal vescovo al nostro parroco in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a RETTORE DEL SANTUARIO DI SAN FRANCESCO una DI PAOLA IN VERBICARO vergine, promessa sposa di un uomo della casa di DaIl canonico don Giovanni Celìa, vicecancelliere della vide, di nome Giuseppe. diocesi di San Marco Argentano - Scalea, parroco La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, di disse: << Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con Cittadella del Capo e di Cirimarco, è stato recentete >>. A queste parole ella fu molto turbata e si mente nominato dal vescovo “Rettore del Santuario di domandava che senso avesse un saluto come questo. San Francesco di Paola in Verbicaro”. Mi piace ricorL’angelo le disse: <>. pubblicare la poesia che composi nel 1986 in occaAllora Maria disse all’angelo: <>. Le rispose da l’angelo: parte del gruppo Famiglia Via Crucis:

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<>. Allora Maria disse: <>. E l’angelo si allontanò da lei. DALLA SCENEGGIATURA DI “NATIVITA’ 93” Dal 1986, anno della sua fondazione, il gruppo cittadellese “Famiglia Via Crucis” ha rappresentato nume-rose volte sia la natività di Gesù che la passione e mor-te di Nostro Signore. Di tutte le sacre rappresentazioni, la sceneggiatura è stata elaborata da Pasquale Filippel-li. Da Natività 93 stralciamo: DUNQUE È NATO Dunque è nato, nella misera grotta di Betlehem. È sceso dalle stelle al freddo e al gelo. Per redimere il mondo il divin Verbo s’è fatto carne in grembo a un’umile fanciulla. A radicarsi Emanuel venne in una modestissima famiglia. Di cenci Egli volle vestirsi, non di seta ammantarsi. Non corona, né usbergo o scettro volle a segno di potenza. Vincendo spazio e tempo il suo messaggio giunge a scuoter forviate coscienze, ad ammonire chi per l’avere e non per l’essere propende. Nefandezze di singoli, di classi, di governi, oggi fan dura l’esistenza di molti sulla terra. Da per tutto c’è chi soffre di fame, c’è chi muore di sparo o di coltello. Il grido di dolore ferisce l’universo, lacera i petti, agita le menti a concepir vendetta. E pure, sursum corda al cospetto del Bimbo stanotte! In alto i cuori, fin lassù dove splende la Stella, allo zenith di sogni e speranze. In alto i cuori nella magica notte, già che Cristo ha promesso: beati umili, miseri e giusti, da Dio eletti all’Impero celeste Pasquale Filippelli GIUSEPPE SANGREGORIO dirigente scolastico in quiescenza, nostro 66enne com-paesano residente con la famiglia a Varese, ha pubbli-cato il mese scorso, per i tipi di “Tempo Libro” di Mila-no, una sua nuova raccolta di poesie intitolata “Sassi”. Il prof. Sangregorio è giornalista pubblicista: ha colla-borato al quotidiano Il Giornale, al settimanale Fami-glia Cristiana e al mensile Letture; attualmente colla-bora al quotidiano on line L’intraprendente. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Pane amaro” in Bari nel 1976, il romanzo “Senza radici” (ed. Pellegrini ’83), il volume di versi “Parole di vita” (ed. Del Leone ’91) e la raccolta di poesie “Sassi” (Tempo Libro 2013). Nella sottocopertina di quest’ultima opera leggiamo tra l’altro: << Versi come sassi lanciati in uno stagno, che originano cerchi sempre più vasti, quasi a dilatare il nucleo centrale. Giuseppe Sangregorio, in questa sua raccolta poetica, sa condurci da una riflessione focale, interna al testo, verso derivazioni più ampie. (…) >>. Della prima raccolta e dell’ultima riportiamo queste liriche: da “Pane amaro” del 1976 SOLITUDINE Questo tedioso mondo a me sempre ingrato voglio fuggir, che solo tristi memorie e acerbi rancori mi serba, ove tutta la mia gioventù sfiorì e tutto mi deluse. Io, qui, disamorato a tutto, interi giorni passo pieni di noia e solitario mi struggo. Io sono stanco di catene. Ormai ghiaccio il cuore d’antico malore ed ebbro di vita, queste terre voglio lasciare per non morir di pena. Da “Sassi” del 2013 SERA Si screzia in una miriade di giochi d’ombra la sera in quest’angolo di mediterraneo e nel guizzo di luce livida la nave all’orizzonte è un punto su una rotta ignota, confusa tra il visibile e l’invisibile. Il formicolio delle stelle è una voragine che annulla tempo e spazio, spalanca precipizi a domande inquietanti nell’ansia di un senso che sfugge, di una luce che non c’è abisso vertiginoso in un mare di se. __________________________________________________ LE ELEZIONI COMUNALI A BONIFATI DAL 1946 AD OGGI È il titolo del libro di Pasquale Filippelli e Mario Rugiero (cm 21x15, 200 pagine circa) le cui bozze sono state già consegnate allo stampatore. Tutte le copie stampate saranno donate a parenti e amici. Ma attenzione: prima dell’estate ne saranno distribuite non più di una cinquantina poiché il resto della tiratura sarà serbato per la serata della presentazione ufficiale. Que-sta si svolgerà in agosto, come avvedutamente consi-gliato ai coautori dagli amici Mimmo De Brasi, France-sco Galetto e altri, i quali ritengono che l’evento debba assumere particolare rilevanza, ciò che solo la presen-za aggiuntiva di vacanzieri, specialmente compaesani residenti altrove, può assicurare. L’opuscolo (sottotito-lo “Fatti e figure della storia elettorale bonifatese del secondo dopoguerra”) è stato in parte sponsorizzato dall’associazione “Radici” dei nostri compaesani che vivono a Roma, la quale si è accollata la spesa relativa alla stampa di 100 copie destinate alla biblioteca associativa e ai singoli soci. Qui di seguito viene riportata la parte iniziale del capitolo 9: Chi vinse nell’Ottantatre? De Brasi e Gerace nei verbali di scrutinio, poi Sanguedolce per sentenza del giudice. Per le elezioni del 26 e 27 giugno 1983 vennero presentate queste due liste: N.1 “Tromba” (Pci-Psi-Psdi) De Brasi Mario e Gerace Antonino, rispettivamente vicesindaco psi e sindaco pci dal 1973 al ’78, soccombenti alle precedenti elezioni del ’78; Casilli Domenico, Amabile Francesco, Borrelli Domenico, Ferraro Anto-nio, Grosso Battista, Iannella Arturo, Mollo Carmine, Natalini Giuseppe, Oliviero Francesco, Oliviero Giovan-ni, Rizzo Guido, Rugiero Marcello Giuseppe, Tieso An-tonio e Mollo Vincenzo; N.2 = Democrazia Cristiana Sanguedolce Carmela, sindaco uscente; Bastone Luigi, Argirò Domenico, Borrelli Lucio Attilio, Cristofaro Vin-cenzo, De Brasi Egidio, Ferrante Renato, Giglio Nellina Maria, Grosso Rosario, Lonero Francesco, Lospennato

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Francesco, Mercorelli Giuseppe, Oliviero Antonio, Oli-viero Gerardo, Romolo Alfonso e Toto Salvatore. Gerace e De Brasi, coi loro compagni comunisti e socialisti, avevano governato il Comune nel quinquennio 1973-78, Sanguedolce e i suoi amici democristiani nei cinque anni successivi. Entrambe le formazioni si con-tendevano ora il primato, ed anche per questa ragione la campagna elettorale fu alquanto movimentata. Allo scrutinio la spuntò di stretta misura la compagine di sinistra, ma l’esito venne fortemente contestato, tanto da formare oggetto, come vedremo, di ricorso al Tribu-nale Amministrativo Regionale (TAR) della Calabria. Effettuato lo spoglio e riunitasi il giorno dopo l’assemblea dei presidenti di seggio, vennero proclamati eletti De Brasi, Gerace e tutti gli altri 14 candidati della lista “Tromba”, nonché quattro soli candidati della lista “Libertas”: Sanguedolce, Bastone, Argirò e Oliviero Ge-rardo. Avverso l’esito dello scrutinio nelle sezioni elettorali 3 e 5 di Cittadella e 4 di Torrevecchia, infi-ciato da un’asserita errata lettura di circa settanta schede recanti ciascuna un voto “in testa” DC e voti in-dividuali per candidati della medesima lista, i democri-stiani adirono il TAR della Calabria, che dispose la verifica delle schede presso la prefettura di Cosenza. L’apposita commissione nominata dal prefetto accertò che decine di schede votate come sopra descritto risul-tavano “lette” erroneamente, essendo state attribuite le preferenze individuali e non invece il voto “in testa” che sarebbe andato a favore di tutti i 16 candidati della lista. Il caso, riferito al sistema elettorale maggioritario puro, era espressamente indicato nel libretto ministe-riale delle istruzioni in possesso dei membri del seg-gio: “assegnarsi il voto di lista e considerare come non apposte le preferenze” (si badi: il Ministero stabiliva che si andasse al di là di un annullamento delle preferenze, suggeriva di considerare come non apposti i voti individuali ove fosse stato votato al contempo il contrassegno di lista). La notizia dell’indagine effettuata dalla commissione venne così riportata dalla “Gazzetta del Sud” di lunedì 23 gennaio ’84: <>. Il 17 marzo ’84 il Tribunale Amministrativo Regionale calabrese sentenziò la soccombenza di De Brasi, Gerace e compagni, talché la composizione del consiglio comunale venne così modificata: (…). Organizzate dal gruppo Arcobaleno di Cittadella DUE MANIFESTAZIONI DURANTE LE FESTE NATALIZIE Si tratta di: “La grande Tombolata” del 26 dicembre e “Anno nuovo in compagnia” del 4 gennaio. Entrambe si svolgeranno - inizio ore 20,30 nell’accogliente sala polivalente comunale (seminterrato edificio scuola media) di piazzetta “Generale Alberto Dalla Chiesa”. Le eleganti locandine diffuse dal gruppo Arcobaleno pre-sieduto dal signor Antonio Rossano recano, a propo-sito della tombolata “Vi aspettano grandi premi e tanto divertimento”, e a proposito dell’altro evento “Liscio e balli di gruppo, Dance Music anni ’70-’80; Giochi Zum-ba e Latino Americani; per tutta la serata grispelle e dolci natalizi per tutti - ingresso libero”. Auguri e buon divertimento! IRRESPONSABILI ! Lo sono, a giudizio pressoché unanime degli italiani, tutti coloro - governanti e autorità politiche in genere - i quali hanno causato lo scadimento morale e il disse-sto economico di quello che era e resta, ma solo dal punto di vista paesaggistico e culturale, il Bel Paese d’Europa e del mondo. A proposito d’irresponsabilità, riteniamo pertinente trascrivere qui di seguito “L’arti-colo del lunedì” del famoso sociologo Francesco Albe-roni pubblicato in prima pagina il 9 dicembre dal quotidiano “il Giornale”. p.f. LA SOCIETA’ DELL’ IRRESPONSABILITA’ Che cos’è la responsabilità? Sapere che devi raggiungere certi risultati, che è tuo compito farlo e ne hai i mezzi. Un obiettivo che realizzerai solo se vi dedicherai attenzione, impegno, se ti sforzerai di operare nel migliore dei modi e, se fallirai, non attribuirai l’insuccesso ad altri, ignorando le tue mancanze ed i tuoi errori. Quando ti viene dato un incarico come dirigere un’ impresa, fare il commissario tecnico di una squadra sportiva o l’insegnante in una scuola, ti assumi la responsabilità corrispondente. Ma poi potrai scegliere se fare il minimo indispensabile o, invece, cercare di mi-gliorare tutto ciò su cui hai il potere di decidere. Che cosa deve fare un padre o una madre per il proprio figlio? Nutrirlo, vestirlo, dargli una casa confortevole, ma non basta. Occorre anche farlo sentire amato ed educarlo in modo che possa affrontare il futuro, la vita. Noi siamo responsabili anche degli effetti colla-terali o di lungo termine non voluti. Un’impresa può fare ottimi prodotti ma provocare malattie, inquinare. Ci sono persone che si assumono la responsabilità dei ritardi, dei fallimenti, degli errori che avvengono nella loro impresa, nella loro famiglia e dei danni che hanno provocato. Altri invece attribuiscono sempre la colpa a qualcuno diverso da loro. Il settore in cui è più facile scaricare la responsabilità sugli altri è la politica, perché in politica ciascuno cerca di dimostrare che tutto ciò che di buono è stato fatto è merito suo o del suo partito, mentre tutti gli sbagli, le malvagità, e le sciagure sono opera degli avversari politici. La responsabilità va perciò da un minimo, in cui ignori volutamente i tuoi errori e i danni che hai fatto a terzi, fino a un massimo, in cui invece studi con cura tutti gli errori fatti ed i danni provocati e cerchi di porvi rimedio. Dal punto di vista morale noi perciò possiamo considerarci persone responsabili solo quan-do studiamo le conseguenze delle nostre azioni, ce ne prendiamo il merito e il demerito, e facciamo quanto è in nostro potere per aumentare il bene e ridurre il male che abbiamo compiuto. Francesco Alberoni ATTIVITA’ A.N.M.I. Tra le iniziative che il gruppo cittadellese dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, presieduto dal signor Marcello Filaci, è solito proporre durante l’anno, di mese in mese, c’è anche, nel prossimo gennaio, una manifestazione culturale che si articolerà in un mo-mento poetico principale e in uno musicale di supporto. Poeti indigeni ed altri della costa tirrenica cosen-tina si esibiranno in un recital di proprie liriche, parte in lingua e parte in vernacolo. Il programma dettagliato verrà reso noto dal presidente Filaci mediante apposito manifesto. Errata corrige L’amabile nostro ex parroco don Ferdinando Longo mi ha fatto giustamente rilevare che la nascita del coro parrocchiale di Cittadella avvenne per meritoria inizia-tiva di don Vincenzo Greca, quando questi era suo vi-ce. Nell’articolo di prima pagina del Giornalino dello scorso novembre ho affermato che il reverendo Celìa “ha favorito la nascita” del coro, mentre avrei dovuto dire che don Giovanni, subentrato a don Nando nel 2003, “ha favorito la continuità” del complesso corale (è innegabile però che nessuno

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avrebbe potuto impe-dirgli di fare il contrario). Comunque sia, è il caso di ribadire che le maestre del coro Concetta Laino e Silva-na Rovigo, nonché tutte le coriste, dimostrano abne-gazione e bravura esibendosi tutte le domeniche e nel-le altre solennità dell’annuale liturgia. A don Nando, auguri di buon Natale. P. Filippelli FRANCO STELLA È il nostro simpatico compaesano che, vissuto per tanti anni nella capitale e al nord, ha fatto ritorno al paese natio dove ora risiede, benvoluto e stimato dai concittadini. Franco è il collaboratore parrocchiale che negli ultimi anni ha assolto con viva pietas alla funzio-ne di crucifero nei cortei funebri. Provetto guidatore di automezzi, divenne a Roma l’ autista di casa Mussolini-Scicolone. Tra lui e alcuni componenti della famosa famiglia (tra gli altri, il gran-de jazzista Romano Mussolini e sua figlia on. Alessan-dra, la signora Maria Scicolone, sorella della star cine-matografica Sofia Loren) nacque una salda amicizia che dura tuttora. Quando Romano venne da noi nel 2004 e 2005 per i concerti di “Cittadella del jazz”, furono abbracci interminabili e calorosi tra Franco Stel-la e l’inarrivabile artista. A te Franco, i nostri cordiali auguri di buon Natale e felice Capodanno. pieffe ZI’ VINICIU È il titolo di una delle “Paginette elettorali in libertà” pubblicate in fondo al volume “Le elezioni comunali a Bonifati dal 146 ad oggi” (v. pagina 2): bisogna si è intrattenuto presso il buffet coi tanti cittadini colà convenuti. Non sono mancate le tradizionali musiche natalizie, eseguite da Rosario Ferraro con l’organetto, accompagnato da Mario Spinelli col tamburello. A tutti, gli auguri di buone feste da parte del Giornalino. NATAL’ DI ‘NA VOTA ALLU PAISI MIA Ogni vota ca si vota zì Viniciu a Bunifati - ‘u sapìmu, è cosa nota no cci dorma lli nuttati. Alli cincu d’ ‘a matina s’apprisenta cum’ a Màiu: prisidè, mi càcciu ‘a spina, ti salutu e mi ndi vàiu! Zì Vinì, cca su’ dulùri; ziarì, guàrditi ‘nturnu: no ci su’ lli scrutaturi e pur’ ìja m’indìsciu e turnu! “Chistu c’è, chillu no c’è”… signu cca ch’è già ‘na vita, dam’ ‘a scheda, prisidè, e facìmula finita! Pasquale Filippelli Il sacro rito del Lucernario s’è svolto a Cittadella la sera di sabato 21 dicembre in una matrice affollata soprattutto di bambini e genitori. Tra i fanciulli interessati all’evento, i quali si sono in-camminati con gioia verso il primo incontro con Gesù eucaristia luce del mondo, c’era anche Filippo Ruggie-ro, che è uno dei ministranti parrocchiali e quindi stretto collaboratore di don Giovanni. Per i fedeli, so-prattutto giovani, è invero edificante vedere Filippo e gli altri impegnati attentamente la domenica nell’assi-stenza al sacerdote celebrante. PRESEPE NEL RIONE STORICO DI CITTADELLA L’artistico manufatto è stato realizzato con maestria dal signor Alfredo Ruggiero in un caratteristico locale seminterrato dei “Gradini di San Vincenzo”, cuore dell’antico rione di IV Novembre. L’iniziativa è stata del presidente ANMI Marcello Filaci, assecondato dai soci del locale Gruppo “Giuseppe Surace”. Il progetto di Filaci è andato in porto grazie alla disponibilità del signor Franco Barone, proprietario del locale. Al termine della santa messa vespertina di domenica 22 dicembre, su per l’erta mozzafiato dei “Gradini” si è recato al presepe, per benedirlo, il canonico don Gio-vanni Celìa, che dopo aver provveduto alla Natal’ è ‘na festa santa ca piacid’ a piccininn’ e grann’ . Arricòrdid’ ‘u Bomminill’ quann’ è natu povarill’ nda ‘na grutta ccu lla paglia caudiàtu d’ ‘u vùiu e l’asinill’ ; nonn ‘u cummigliàvid’ mancu ‘na maglia, alla nuda s’arrifriddàva, fasc’ e pann’ chini nni dava ? Tann’ aspittàvis’ ‘u Natal’ ppi tti mitta atturn atturn a ‘na tàvula chjina chjina cca tuvàglia nova d’ ‘a festa e mangià chillu ca non si mangiavid’ ppi n’ annu e pu’ tutt’ a ‘na vota a Natal’ e Capudann’ . Vrùccul’, stocc’ e baccalà e la verza e capitùn’ non ci avivn’ mancà . Tridici èrin’ i pietànz’ , avòglia di jìnghia ‘a panz’. A menzanott’ , mentr’ nascìvd’ ‘u Bomminill’ sparàvn’ i bott’ chist’ e chill’ , si facìvd’ ‘nu grann’ fragàsc’ . Tann’ ccu nent’ jès’ cuntent’ e manc ‘na famiglia jìvd’ allu sfasc’ ! Mò non ci pensn’ duji voti e si sepàrin’ tutt’ a ‘na vota . Ci pensàssid’ ‘u Bomminill’ a nni dà tant’ di cirvìll’ e mannà ‘nu poch’ di pac’ a tutt’ ‘u munn’ addùv’ ‘a guerra porta luttu supa ‘ssa terra marturiata . Maria Rosaria Marra La lirica, composta nel dialetto di Diamante, paese di origine dell’autrice, venne presentata alla manifestazione “Natività tra musica e poesia” svoltasi nella chiesa madre di Cittadella la sera di Santo Stefano 2005 alla presenza del ve-scovo mons. Domenico Crusco e del sindaco An-tonio Goffredi. __________________________________________________ LA LUCE All’insegnante Aldina Pascale scomparsa la Domenica delle Palme del 2006 Vedo quella luce ormai spenta… e penso che tu ci illumini da lassù… Era quella la luce che mi teneva compagnia che mi parlava di gioia e di allegria. Era la luce che a sera mi salutava per dire insieme a me: Ave o Maria! Sac. Giovanni Celìa

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Tratta da “Sguardi dentro l’orizzonte” 2009, editoriale progetto 2000 di Cosenza. ____________________________________________

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