Sottosopra 2

 

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numero 2

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SOTTOSOPRA CST Periodico a cura del Centro Sub Treviglio - Numero 2, dicembre 2011 - pubblicazione non in vendita - vietata la riproduzione I

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LEADER NEL SETTORE DA OLTRE QUARANT’ANNI P R O D U C E E I N S TA L L A S E R R A M E N T I • • • • • • Alluminio a taglio termico certificato Alluminio-legno di varie essenze Persiane ed antoni certificati CE Ta p p a r e l l e - Z a n z a r i e r e Saracinesche - Basculanti Cancelli - Inferiate UFFICI E PRODUZIONE Via Puccini, 11/13 Rivolta d’Adda (CR) Tel. 0363/370368 SHOWROOM 55% DETR F I S AZIONI C A L I Via S. Martino, 14 Trescore Cremasco Cell. 333/3422961 SPEC in Fot iALizzAti oEPiLA RiChiE zionE Di un P PERSon REvEn ALizzA tivo to • Analisi gratuita - Luce pulsata • Centro abbronzatura • Estetica viso e corpo all’avanguardia • Depilazioni • Manicure • Pedicure curativo • Scuola di make-up • Epilazione definitiva con luce pulsata • Fotoringiovanimento • Cavitazione • Consulenza spose Via Piave, 13/15 - 20064 Gorgonzola (MI) - tel./fax 02 95 300 322 info@bioesteticalarosa.it - www.bioesteticalarosa.it

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Editoriale SOTTOSOPRA CST Periodico a cura del Centro Sub Treviglio - Numero 2, dicembre 2011 - pubblicazione non in vendita - vietata la riproduzione In copertina: In decompressione sulla Haven. Fotografia di Corrado Giavara e sto scrivendo questo articolo, è perché ce l’abbiamo fatta! Siamo arrivati al numero Due del giornale che è un po’ la nostra finestra sul mondo della subacquea e visti gli apprezzamenti per il numero Uno, ricevuti anche all’EUDI di Bologna dove ha esordito, direi che stiamo procedendo nella giusta direzione. Questo ovviamente grazie a tutti coloro che ci sostengono e ci aiutano nella raccolta degli articoli e delle fotografie, ma, soprattutto, agli angeli della tipografia che ci guidano e pazientemente aspettano la consegna di tutto il materiale per stampare a tempo di record! Con questo numero chiudiamo l’anno 2011 che ci ha visto ancora protagonisti nell’insegnamento della subacquea con un discreto numero di allievi, ma anche nelle più gaudenti occasioni in cui si sta “con le gambe sotto al tavolo”, simboli di unione e di voglia di stare insieme. Guardando al futuro, entro marzo ci sarà il Corso Istruttori, e a primavera inoltrata, il Corso Rescue, il primo passo verso la subacquea professionistica. Nuovi innesti nello staff daranno manforte a chi con tanta passione si occupa attivamente del Diving. Non mi resta che augurarvi una buona lettura, e darvi appuntamento al prossimo numero. Un Buon Natale ed un meraviglioso 2012 a tutti Voi, amici del Centro Sub Treviglio e… si, anche a te che stai leggendo ora… Il Presidente del Centro Sub Treviglio Chicco Cornelli S Sede: via Aldo Moro, 30 24047 Treviglio BG Tel. 3355410416 - 3485143808 Padi Resort S-798706 info@centrosubtreviglio.it www.centrosubtreviglio.it Finito di stampare nel mese di Dicembre 2011 da Inchiostro Arti Grafiche Srl Via del Parco, 29 20064 Gorgonzola (MI) Tel. 02 95302789 r.a. Fax 02 95302873 www.inchiostroag.it Il relitto Mohawk Deer nelle acque dell’Area Marina Protetta di Portofino. Fotografia di Corrado Giavara. 1

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Perchè un viaggio alle Maldive? L’atollo Il nome deriva dal maldiviano “atholu” che significa “isola a forma di anello”. È una formazione madreporica circolare che racchiude una laguna interna la cui dimensione può variare da pochi ad alcune decine di chilometri. Tali conformazioni sorgono in prossimità di vulcani sommersi. Il primo uomo che studiò gli atolli fu Darwin, la cui teoria sulla loro formazione è ancora la più attendibile. Milioni di anni fa, nella zona dove oggi sorgono le isole maldiviane, i vulcani affioravano sulla superficie del mare; in questo modo i coralli trovano un fondale duro su cui crescere. Il progressivo sprofondamento dei vulcani ha permesso alle formazioni madreporiche di aumentare la propria altezza, vive in superficie, sopra una cintura di coralli morti in profondità. Questo fenomeno è andato avanti fino al totale inabissamento dei vulcani e la cintura di madrepore si è stabilizzata intorno ad una laguna creando la situazione attuale. I reef degli atolli maldiviani presentano delle aperture di varia larghezza dette “pass oceaniche” che collegano la laguna interna all’Oceano Indiano e che permettono, oltre al ricambio di acqua, anche un passaggio di pesci e di nutrimenti dall’oceano alla laguna. Un esclusivo arcipelago, unico al mondo Vacanza naturalistica, con tutti i comfort Straordinaria sensazione di libertà e benessere Rifugio ideale dallo stress e dall’inquinamento Vero paradiso per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni Possibilità di ammirare la straordinaria ricchezza della flora e della fauna marina, anche per i nuotatori meno esperti Ampia selezione di resort, per tutte le esigenze Ottime “spa” Si può partire anche con il solo bagaglio a mano,con un abbigliamento prettamente marino Ideale per famiglie e coppie Popolazione molto ospitale e disponibile Il mondo sommerso Se siete fra quelli che, oltre a riposo, sole e mare, sognano rilassanti escursioni subacquee tra paesaggi multicolori e specie marine di ogni tipo, le Maldive sono il luogo ideale. Tutti gli atolli sono circoscritti da una lunga barriera corallina interrotta a tratti da canali di interscambio d’acqua fra l’interno dell’atollo e l’oceano, le cosiddette “pass oceaniche”, che rappresentano i punti di immersione preferiti dai sub più esperti proprio per la presenza continua di corrente che, portando nutrimento, attira specie anche di grandi dimensioni. Qui, lasciandosi trasportare dal flusso d’acqua, si può godere della vista di aquile di mare che volteggiano nella corrente, squali che compiono giri di ricognizione, barracuda che vagano con aria distratta, tonni in caccia, grossi trigoni che riposano sul fondo, grandi branchi di carangidi argentati e lunghe murene maculate dall’aria pacifica. Barriere coralline si trovano anche intorno alle isole e sono usualmente chiamate “housereef”; la loro presenza permette di aver sempre un lato riparato dalla corrente, consentendo immersioni anche ai meno esperti in qualsiasi condizione di vento e in compagnia di una grande varietà di pesci di barriera. Qui gli amanti della fotografia subacquea e della video ripresa trovano un ambiente ideale per immortalare in splendide immagini, anche ravvicinate, pesci che, tranquilli e fiduciosi, non sfuggono alle mire fotografiche dei turisti. Alle Maldive la legge proibisce di toccare le creature marine e di fare pesca subacquea: in queste isole i subacquei possono vivere in totale armonia con la natura. Grazie a tutti coloro che amano e rispettano questo paradiso, le Maldive, sono e continuano ad essere... IL PARADISO DEI SUBACQUEI. QUOTA DI PARTECIPAZIONE Partenza 28/04/2012 Rientro 08/05/2012 da catalogo euro 3.590,00 quota di gruppo euro 1.990,00 finito a persona in pensione completa incluso bevande, incluso trasferimento a/r da Treviglio a Malpensa con pullman gran turismo e accompagnatore dall’Italia. Per info e prenotazioni rivolgersi all’agenzia Asperti Ravelli viaggi Treviglio Via Camillo Terni, 26 TELEFONO 0363 304845

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Sommario 5 6 10 13 16 18 21 22 24 30 anni di passione di Lorenzo Festa La storia, la sede e le attività di un club esclusivo Inseguendo un sogno di Christian Rivolta Cronaca di un’immersione sul relitto della Haven ad Arenzano Il Santuario Pelagos di Chiara Gerli La prima riserva internazionale d’alto mare a protezione dei Cetacei del Mediterraneo Muta stagna: conosciamola meglio di Lorenzo Festa Trilaminato o neoprene? Due sistemi per proteggerci dal freddo Crostacei nel Mediterraneo Appunti di biologia di Silvia Ogliari Le foto più belle di Corrado Giavara Lo spazio dedicato ai fotoamatori del CST Un’immersione sulla luna di Fabrizio Trio Racconto di un’immersione a Punta Castagna, isola di Lipari Il giusto equilibrio di Paolo Gironi Qualche suggerimento per orientarsi nella scelta del jacket Le mie prime bolle... un anno dopo I racconti dell’allievo di Scilla Spolti Fotografie di Corrado Giavara 3

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LA ForMAzIoNe IStruttorI PADI La Formazione Istruttori PADI ha due scopi: sviluppare e rifinire sia le abilità subacquee personali che le capacità di leadership ad un livello elevato. Nel Sistema PADI, la formazione istruttori inizia col corso PADI Assistant Instructor attraverso l’IDC ed include una varietà di programmi di miglioramento per l’istruttore, che vanno dall’addestramento per Specialty Instructor a corsi IDC Staff Instructor. La base della formazione istruttori è il PADI Instructor Development Course (IDC), che include uno studio autonomo tramite il PADI eLearning® o segmenti presentati dal vivo. L’IDC può anche essere diviso nel corso Assistant Instructor (AI) e nel programma Open Water Scuba Instructor (OWSI). I candidati che completano il corso Assistant Instructor sono autorizzati a condurre indipendentemente alcuni programmi PADI; in seguito, possono anche completare un programma OWSI. I candidati che completano un intero IDC (o gli AI che proseguono completando un programma OWSI) possono iscriversi ad una PADI Instructor Examination (IE) condotta da Staff PADI. L’IE valuta le capacità didattiche del candidato, le sue conoscenze sulla subacquea, il livello delle sue abilità, la sua comprensione del Sistema PADI, l’attitudine e la professionalità usando criteri standardizzati ed obiettivi. Quando i criteri vengono soddisfatti, il candidato riceve il grado PADI Open Water Scuba Instructor. Opzioni di addestramento: • I Divemasters PADI possono partecipare al corso AI. • I Divemasters PADI possono partecipare a tutte le parti dell’IDC ed all’IE. • Gli Assistant Instructors PADI possono partecipare al programma OWSI ed all’IE. • Gli istruttori subacquei o i dive supervisors di altre organizzazioni didattiche possono partecipare all’IDC ed all’IE. • Gli istruttori subacquei di altre organizzazioni didattiche possono partecipare al programma OWSI ed all’IE. Come tutti i programmi PADI, i corsi di formazione istruttori sono basati sulle prestazioni. La durata del corso è variabile, a seconda di fattori quali le considerazioni logistiche, le capacità ed il numero dei candidati del corso e plasmabile a seconda delle soggettive esigenze e possibilità di ogni candidato. Durata Minima (quando i candidati completano lo studio autonomo online): • IDC: 5 giorni • Corso AI: 2 giorni • Programma OWSI: 3 giorni Durata Minima (quando tutte le parti del curriculum del corso sono presentate in aula): • IDC: 7 giorni • Corso AI: 4 giorni • Programma OWSI: 5 giorni Gli esempi di programmazione sopraesposti sono puramente indicativi al fine di dare un riferimento sulla possibile durata del corso. Arnaldo Garcia (PADI Course Director)

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Le attività e gli eventi A cura di Lorenzo Festa Trent’anni di passione La storia, la sede e le attività di un club esclusivo l Centro Sub Treviglio nasce il 14 Gennaio del 1980, per volontà di un gruppo di amici esperti subacquei, uniti dalla stessa passione che, col tempo, si è trasformata in qualcosa di più. Si sono create, così, altre attività parallele, come: fotografia e riprese subacquee, attività di volontariato e protezione civile, salvaguardia ambientale e pulizia dei fondali, e ovviamente preparazione di nuovi allievi attraverso corsi ricreativi e professionali. La didattica di riferimento del Centro Sub Treviglio è PADI ed è costituito da Istruttori e Assistenti che hanno seguito corsi di formazione e di aggiornamento presso varie didattiche, PADI, FIPSAS, PSA, HSA, DAN. I corsi proposti sono di diversi livelli e il brevetto che viene rilasciato è riconosciuto a livello internazionale: Il Corso Open Water Diver PADI Corso base: fornisce le conoscenze fondamentali e le tecniche necessarie per immergersi in sicurezza, con un compagno, alla massima profondità di 18 mt. Il Corso Advanced Open Water Diver PADI È il passo successivo al corso Open. Scopo: accrescere la propria preparazione ed esperienza, imparando a gestire immersioni profonde, di navigazione subacquea, notturne, relitto,ricerca e recupero etc. Il Corso Rescue Diver PADI Questo 3° livello insegna a sviluppare il senso di responsabilità, imparando a badare non solo a se stessi, ma anche alla sicurezza e al benessere del proprio compagno di immersione. L’addestramento prepara i subacquei alla prevenzione e alla risoluzione dei problemi in caso di necessità I Il Corso Divemaster PADI È il primo livello professionale tra i corsi proposti. Si lavora a strettissimo contatto con il proprio Istruttore PADI, che qualificherà l’allievo a supervisore delle attività d’immersione e suo assistente. Corsi di Specialità Si organizzano anche corsi di immersione profonda, notturna, sui relitti, con aria arricchita, orientamento, primo soccorso, biologia marina, fotografia subacquea, ecc. Il Centro Sub Treviglio svolge la propria attività nella piscina di Cassano d’Adda per le lezioni pratiche e nella propria sede di Treviglio per le lezioni di teoria. Il mercoledì in piscina è una serata dedicata all’addestramento con utilizzo delle bombole e al nuoto per i soci e per coloro che vogliono provare gratuitamente una immersione subacquea di prova accompagnati da un istruttore. Il venerdì è la serata dedicata, oltre ai corsi, ad intrattenimenti legati alla subacquea e momenti di aggregazione per tutti i soci nell’attrezzatissima sede dove spesso si organizzano gite e vacanze subacquee, parte integrante delle attività del Centro Sub. A testimonianza è possibile visitare il nostro sito www.centrosubtreviglio.it ><(((º> Dall’alto: lo staff e gli ambienti del centro con le aule per i corsi; al lago in occasione dell’ultimo corso Rescue; la piscina del centro e il logo della didattica. Fotografie Archivio Centro Sub Treviglio 5

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INSEgUENDO UN SOgNO Il racconto di un’immersione sul relitto della super petroliera Amoco Milford Haven affondata in seguito ad un incendio nel Golfo di Genova nel 1991 S Testo di Christian Rivolta Fotografie di Corrado Giavara ono figlio di un istruttore subacqueo F.I.A.S. che ha insegnato per oltre trent’anni, ho iniziato quindi ad andare sott’acqua molto presto, accumulando varie esperienze e sviluppando un’enorme passione per i relitti e per la loro storia. La Grande Signora, la super petroliera Amoco Milford Haven è per me sicuramente il relitto per eccellenza. Colò a picco, a circa 220 metri di profondità nel golfo di Genova, il 14 aprile 1991 dopo tre giorni di agonia, avvolta da un terribile incendio e le autorità dell’epoca decisero di rimorchiarla vicino alla costa di fronte ad Arenzano a una profondità di 88 metri. Con una portata lorda di 232.166 tonnellate, una lunghezza fuori tutto di 344 mt ed una larghezza di 51 mt è un relitto imponente che esercita un fascino veramente parti- 6

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Relitti del Mediterraneo A sinistra: l’interno della plancia di comando della petroliera dove sono state posate le statue del Gesù Bambino di Praga e di una Madonna. In basso a sinistra: la targa di bronzo, posata sul relitto in occasione dell ventesimo anniversario della tragedia, avvenuta l’11 aprile 1911. Sopra: il disegno dei castelli di poppa e del fumaiolo del relitto della Haven. A destra: circondato da castagnole, il picco di carico era usato per le operazioni di carico e scarico dei vari rifornimenti. colare in chi come me si immerge. Motivo più che valido per passare alla subacquea tecnica, ma una volta scelta questa strada, il secondo passo da fare era capire che tipo di corso avrebbe fatto al caso mio. Esistono ormai diversi tipi di subacquea tecnica, da i corsi NITROX decompressivo e DECO, il cui scopo primario è quello di fornire le principali tecniche di pianificazione e di gestione proprie della immersione con decompressione. Con i primi livelli dei corsi tecnici si apprendono le corrette procedure e si comincia ad abituare il sub a impegnative tappe decompressive, può benissimo essere un training fine a se stesso, o anche un importante passo verso i corsi che prevedono la decompressione in ossigeno puro, tecnici per eccellenza, o l’utilizzo di miscele ternarie per ridurre i rischi dati dalla profondità, la tossicità dell’ossigeno e la narcosi d’azoto. Io ho pensato che la strada giusta per me fosse quella di cominciare dal TEC DECO DIVER che abilita ad immersioni fino a 50m. Poi è stata la volta delle immersioni in Trimix (Elio, Azoto, Ossigeno), TRIMIX 70 per passare poi al TRIMIX 95. Probabilmente la subacquea tecnica oltre che il supporto del mio trainer che ha saputo trasmettermi la competenza e la giusta mentalità per effettuare questi tuffi in sicurezza, mi hanno fatto tornare tutta la voglia e la passione che piano piano si stava affievolendo. Ho infatti deciso di diventare io stesso istruttore Trimix, per poter a mia volta insegnare e condividere con il maggior numero di persone questa disciplina appassionante e coinvolgente nella quale ogni giorno si impara qualcosa di nuovo. La subacquea tecnica è per tutti, 7

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Relitti del Mediterraneo Sopra: il castello del ponte di comando che si incontra scendendo lungo la cima di discesa. Sotto: uno dei grandi camini della petroliera. ma bisogna darsi il tempo di arrivarci per gradi senza fretta, affidandosi a didattiche veramente valide. Il relitto della Haven è sicuramente raggiungibile anche dal subacqueo non tecnico, dato che la sommità del castello del ponte di comando si trova ad una profondità di 33 mt. Ed è così che il 2 ottobre di quest’anno abbiamo deciso di programmare l’immersione con il nostro gruppo di amici. Dopo aver concordato l’uscita con l’Haven Diving di Arenzano, abbiamo prenotato un gommone per il nostro Club. La fase più entusiasmante è stata sicuramente la settimana antecedente, nella quale abbiamo pianificato l’immersione seguendo i consigli dei nostri istruttori e visionando alcuni video. L’avventura ha avuto inizio fin dal mattino presto, all’arrivo al porto di Arenzano, per preparare le nostre attrezzature e fare il briefing con i titolari del diving. Una volta concluse le formalità burocratiche, l’immersione prevede alcuni controlli e regole da rispettare dettate delle autorità militari che sovraintendono il luogo d’immersione. Quindi ci prepariamo e ci imbarchiamo su un gommone adatto a trasportare comodamente il nostro gruppo di 16 sommozzatori, compresi 3 fotografi con relative apparecchiature fotografiche. Il tuffo nel blu ti toglie sempre il fiato, però l’adrenalina sale man mano che... si scende fino a intravedere il castello del ponte di comando, dove ci fermiamo per decidere in quale direzione procedere. Purtroppo oggi la visibilità non è delle migliori e ci accompagna una discreta corrente; decidiamo di proseguire verso la ciminiera seguendo la cima di collegamento, poi scendiamo al castello inferiore e la vista della coperta immensa e così affascinante ci entusiasma: siamo avvolti da una quantità enorme di pesce, dentici di taglia ragguardevole ci attorniano senza timori, nuvole di castagnole e saraghi a non finire. Ahimè, i nostri computer ci segnalano che dobbiamo iniziare la risalita, passiamo attraverso una scala che ci porta all’interno della sala comando. Notiamo il passaggio di altri sub che ci hanno preceduto nei vari anni e la statuetta del Bambino Gesù, tutto sembra un enorme fermo immagine, sospeso nello spazio. Tempo di concludere qualche scatto e ci riportiamo sul tetto del castello. Notiamo la targa posta dal Nucleo Sommozzatori in occasione del 20° anniversario dell’affondamento, giusto il tempo di controllare la deep stop e prepararci a qualche sosta di sicurezza lungo la cima predisposta dal diving e in un attimo (così ci è sembrato) finisce la nostra avventura, ma … neanche il tempo di rientrare al porto che già stiamo programmando la prossima immersione sulla Haven! Già, perché per un gigante del mare, unico nel mediterraneo, non basta certo un solo tuffo. Vi auguro di inseguire i vostri sogni e di continuare a coltivare la passione per il mare come faccio io ogni volta che mi immergo. ><(((º> Sopra: Fase di decompressione, appesi al trapezio attrezzato fornito dall’Haven Diving Arenzano. A lato: il momento della preparazione prima della partenza per l’immersione. 8

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Ecologia marina Il SANTUARIO PElAgOS La prima riserva internazionale d’alto mare a protezione dei Cetacei del Mediterraneo A cura di Chiara Gerli (da Notarbartolo di Sciara et al.,1993b) l Santuario Pelagos(1) per i mammiferi marini del Mediterraneo è un’area marina protetta che si estende per circa 90.000 km2 nel Mediterraneo nord occidentale fra le coste provenzali della Francia, quelle italiane di Liguria e Toscana e il nord della Sardegna (figura a lato). Al fine di preservare questa regione caratterizzata da condizioni particolarmente favorevoli per le diverse specie di Cetacei, l’Istituto Tethys onlus ha proposto nel 1990, insieme alla Fondazione Rotary per l’ambiente, di trasformarla in un’area marina protetta. Dopo circa dieci anni, durante i quali molte altre associazioni non governative hanno appoggiato il progetto, il 25 novembre 1999 i rappresentanti di Italia, Francia e Principato di Monaco firmano a Roma l’accordo per la creazione del Santuario. Si tratta della prima riserva internazionale d’alto mare, il cui valore è stato riconosciuto da istituzioni quali la IUCN e ACCOBAMS(2), che hanno permesso di evidenziarne l’importanza e le esigenze di conservazione. Quest’area però è caratterizzata da ele- I vati livelli di pressione antropica in quanto gran parte delle zone costiere che si affacciano sul Santuario sono densamente popolate, con porti di rilevante importanza e numerose aree industriali. All’inquinamento portuale e urbano, che modificano fortemente l’habitat naturale delle differenti specie presenti, va aggiunto il disturbo causato dall’intenso traffico marittimo, che aumenta il rischio di collisioni con le imbarcazioni, e la presenza di pescherecci, spesso autori delle catture accidentali dei Cetacei nelle reti. La lista delle minacce che interessano i Cetacei include anche l’aumento del whale watching commerciale (ancora senza un codice di condotta appropriato), le esercitazioni militari, le esplorazioni dei fondali e, recentemente, il progetto di costruzione di un rigassificatore a 12 miglia dalla costa tra Pisa e Livorno. Rispetto al resto del Mediterraneo, generalmente oligotrofo, le acque del Santuario sono caratterizzate da un elevato livello di produttività primaria (con concentrazioni di clorofilla fino a 10 mg/m3) dovuto alla reciproca azione di complessi fattori climatici, oceanografici, e geomorfologici. Le acque superficiali atlantiche che arrivano da sud fluiscono lungo la costa ligure e provenzale creando una corrente costiera che si muove verso ovest, spesso rafforzata dalla circolazione ciclonica del vento, che soffia da nord-ovest, inducendo movimenti ascensionali delle acque profonde (upwellings) che portano nella zona eufotica (100-200 m) i nutrienti. Gli elevati livelli di produzione primaria che ne derivano, supportano una cospicua biomassa di zooplancton, fra cui il macrozooplancton gelatinoso, i banchi (1) Nel linguaggio della conservazione, Santuario è una categoria precisa di area protetta, adibita alla tutela di località specifiche o di habitat essenziali alla sopravvivenza o al benessere di singole specie di viventi, o di fauna residente o migratoria, avente interesse nazionale o globale (UNEP, 1980) (2) Agreement on the Conservation of Cetaceans of the Mediterranean Sea, Black Sea and Contiguous Atlantic Areas A sinistra: Stenelle striate 10

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A destra: Due balenottere comuni in compagnia di una stenella striata di eufasiaci (Meganyctiphanes norvegica) e piccoli crostacei che costituiscono il così detto “krill mediterraneo”. Le grandi quantità di zooplancton attirano a loro volta diverse tipologie di predatori terminali quali tonni, pesci spada e Cetacei. All’interno del Santuario Pelagos due sono le principali nicchie ecologiche colonizzate dai Cetacei dai primi giorni di giugno agli ultimi giorni di settembre. Nella zona dove il fondale sprofonda rapidamente dai 200 ai 2.000 metri, la zona della scarpata continentale, vivono alcuni tra i più interessanti odontoceti del Mediterraneo: il capodoglio (Physiter macrocephalus), il grampo (Grampus griseus) e lozifio (Ziphius cavirostris). Il primo è il più grande odontocete vivente. Le altre due specie, pur presentando una vastissimadistribuzione geografica, sono fra i cetacei meno conosciuti. Altrettanto interessanti sono i tursiopi (Tursiope truncatus) e gli ormai rarissimi delfini comuni (Delphinus delphis). L’area pelagica è invece quel tratto di mare dove la profondità del fondale supera i 2.000 metri. Questa è la zona in cui è più facile incontrare la maestosa balenottera comune (Balaenoptera physalus) del Mediterraneo, le acrobatiche stenelle striate (Stenella coeruleoalba) e i misteriosi globicefali (Globicephala melas). Nei nostri mari, infatti, vive una popolazione di balenottera comune, che, sulla base delle analisi genetiche, è risultata essere “residente” nel mediterraneo e isolata da quella dell’Oceano Atlantico. Si tratta di uno degli animali più grandi al mondo, può infatti raggiungere i 20 metri di lunghezza e un peso di 70 tonnellate. Generalmente questa popolazione attraversa il Santuario nel mese di luglio. Molto resta ancora da fare per conoscere a fondo il funzionamento di questo straordinario ambiente, requisito indispensabile per l’attuazione di una politica di conservazione e tutela seria ed efficace. ><(((º> Via A. Blini, 1 - 24040 Calvenzano (BG) Tel. 0363 853043 - Fax 0363 854098 Via Umberto 1°, 84 - 26025 Pandino (CR) Tel. 0373 284228 Direttore Sanitario Dott. Nicola Polito e-mail: info@studiogeradadda.it www.studiogeradadda.it 11

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L’abbigliamento del sub MUTA STAgNA: CONOSCIAMOlA MEglIO La dispersione termica in acqua è da sempre un fattore cardine dell’immersione subacquea, ma di facile risoluzione grazie l’utilizzo delle mute stagne presenti ormai da diversi anni anche sul mercato ricreativo in diverse tipologie Testo di Lorenzo Festa e mute stagne sono principalmente in neoprene o in tessuto (siano esse in gomma, poliuretano o trilaminato). La differenza fondamentale tra questi due sistemi è che le mute in neoprene sono soggette a variazioni di spinta idrostatica dipendenti dal sistema stesso, mentre le mute in tessuto gommato e trilaminato resteranno inalterate nonostante le variazioni della pressione esterna/interna. Altra differenza tra i due sistemi, è che il sistema costituito da muta stagna in neoprene e da un sottomuta leggero garantisce, oltre che la impermeabilità, anche una coibenza termica autonoma dipendente dallo spessore del neoprene espanso; ma ciò è rilevante solamente fino a profondità relativamente basse (diciamo fino a - 20 mt). Per contro la muta in tessuto gommato e/o trilaminato non garantisce, da sola, alcuna coibenza termica, ma solamente la separazione del corpo umano dall’ ambiente esterno. La protezione termica è interamente demandata alla qualità ed alla quantità di sottomuta usato. Tutte le qualità di questo sistema (separazione dall’acqua e coibenza termica) restano però invariate nel corso di tutta l’immersione, indipendentemente dalla profondità di esercizio. Per la costruzione di una muta stagna in neoprene viene solitamente utilizzato del neoprene con spessore da 7 a 9 mm, preferibilmente espanso ad alta densità in modo da offrire buone caratteristiche di coibenza termica, al quale viene applicata, internamente ed esternamente, una fodera in nylon particolarmente robusta per controbilanciare le scarse proprietà di resistenza meccanica del neoprene stesso. L Il trilaminato è un materiale multistrato costituito da fogli di tessuto di nylon alternati a uno strato di gomma butilica. Esistono vari tipi di trilaminato che si distinguono per la loro pesantezza, che viene definita in grammi per metro quadro, questo tessuto consente di realizzare delle mute stagne che hanno un peso contenuto e sono particolarmente comode da indossare. Questo tipo di mute sono idonee a soddisfare le esigenze legate ad un’attività sportiva e ricreativa, mentre risultano non sufficientemente robuste per un’attività professionale. Il crushed neopren, o neoprene precompresso, è un materiale molto resistente ed allo stesso tempo molto flessibile. Viene realizzato utilizzando uno spesso strato di neoprene macrocellulare espanso rubatex, al quale vengono connesse delle fodere in robusto nylon; il materiale così ottenuto viene poi sottoposto a particolari tecniche di lavorazione che consistono nel comprimerlo e decomprimerlo varie volte sino ad ottenere la rottura di tutte le cellule del neopre- ne. Ne risulta un materiale molto simile ad un tessuto, ma dotato di notevole elasticità e grande resistenza meccanica che, come nel crusched può arrivare anche ai 2 mm di spessore. Le mute stagne realizzate in neoprene precompresso si collocano come via di mezzo tra quelle in neoprene espanso, di cui ereditano gli aspetti positivi di robustezza ed elasticità ma anche i negativi di peso e difficoltà di riparazione, e quelle più propriamente in tessuto alle quali assomigliano nelle tecniche di utilizzo e per le caratteristiche di comodità e vestibilità. Dopo questa breve panoramica, è utile ricordare che il freddo non influisce solo sulla motivazione, ma anche sulla velocità di saturazione e desaturazione dell’azoto contenuto nella miscela gassosa respirata. Effettuare un’immersione a temperatura costante, è quindi da considerare come fattore di sicurezza oltre che di comfort. A voi la scelta della muta stagna più adatta. ><(((º> A destra e sotto: Muta stagna in tessuto trilaminato e particolare della valvola di scarico aria A sinistra e sopra: Muta stagna in neoprene Crushed e particolare della valvola d’immissione aria 13

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