Sottosopra 3

 

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numero 3

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SOTTOSOPRA CST Periodico a cura del Centro Sub Treviglio - Numero 3, anno 2013 - pubblicazione non in vendita - vietata la riproduzione

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LEADER NEL SETTORE DA OLTRE QUARANT’ANNI P R O D U C E E I N S TA L L A S E R R A M E N T I • • • • • • Alluminio a taglio termico certificato Alluminio-legno di varie essenze Persiane ed antoni certificati CE Ta p p a r e l l e - Z a n z a r i e r e Saracinesche - Basculanti Cancelli - Inferiate UFFICI E PRODUZIONE Via Puccini, 11/13 Rivolta d’Adda (CR) Tel. 0363/370368 SHOWROOM 55% DETR F I S AZIONI C A L I Via S. Martino, 14 Trescore Cremasco Cell. 333/3422961 Taverna Vecchia Pesa R I S T O R A N T E I N G O R G O N Z O L A Via Matteotti, 4 - Tel. 02/95305846 Chiuso la DOMENICA e il SABATO a PRANZO

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Editoriale SOTTOSOPRA CST Periodico a cura del Centro Sub Treviglio - Numero 3, anno 2013 - pubblicazione non in vendita - vietata la riproduzione In copertina: Pesce pagliaccio (Amphiprion bicinctus) e anemone ospite (Entacmaea quadricolor), Mar Rosso, St. John reef. Fotografia di Corrado Giavara. arissimi Soci del Centro Sub Treviglio, siamo arrivati, come ormai fortunatamente di consuetudine, a farci gli auguri di Natale dalle righe di queste pagine che raccontano un po’ la nostra storia recente e passata. Nonostante Monti, che è un po’ l’opposto del nostro ambiente, riusciamo a fare ciò che ci riesce meglio e cioè nuotare, e immergerci, un modo per riuscire a superare questo mare di crisi da cui sarà dura uscire. Non finirò mai di ringraziare chi presta gratuitamente opera nel Centro, iniettando linfa vitale che ci consente di continuare nella nostra rotta e diffondere il verbo della subacquea. Nonostante tutto viaggiamo ancora in positivo, sia dal lato economico, che da quello mentale, con voglia di fare e di proporre, con il nuovissimo abbigliamento firmato CST scelto dalle nostre stiliste ufficiali Scilla e Laura; con i primi step della creazione di un sub: i Corsi Open ed Advance. Altri si avvieranno alla carriera professionale con il Corso Divemaster ed Instructor coronando un percorso di esperienza, avventure ed esplorazione tipici dell’attività a tutti noi cara. Grazie allo STAFF logistico, che con risottate, bruschettate, porchettate e grigliate varie, funge da vero collante nel Club dandoci momenti di aggregazione che in un gruppo fanno solo del bene. Grazie allo STAFF didattico, che si muove con passione e con grande dispendio di tempo e brevetta i nuovi amici, sperando che entrino a far parte della nostra grande famiglia. E grazie anche a Voi, Soci Sostenitori, che con un piccolo apporto economico, che viaggia sotto il nome di Tessera Sociale, ci date la possibilità di far funzionare tutto questo. Vi saluto rimandandovi sicuramente al prossimo numero ed augurando uno splendido Natale ed un proficuo 2013 a Voi ed alle vostre famiglie. Il Presidente del Centro Sub Treviglio Chicco Cornelli C Sede: via Aldo Moro, 30 24047 Treviglio BG Tel. 3355410416 - 3485143808 Padi Resort S-798706 info@centrosubtreviglio.it www.centrosubtreviglio.it Finito di stampare nel mese di Dicembre 2012 da Inchiostro Arti Grafiche Srl Via del Parco, 29 20064 Gorgonzola (MI) Tel. 02 95302789 r.a. Fax 02 95302873 www.inchiostroag.it Il rosso delle Paramuricee risplende nelle acque delle Bocche di Bonifacio. 1

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Corsi subacquei PADI ricreativi, professionali e tecnici a tutti i livelli. Immersioni all’interno dell’Area Marina Protetta di Portofino. Immersioni sui relitti da Genova a Punta Mesco (Liguria). Noleggio di attrezzatura subacquea. Spiaggia libera a solo 10 metri dal diving (ottimo per i corsi subacquei). Aula disponibile per i corsi. I diving sono aperti tutti i giorni durante tutto l’anno. Due Padi Course Director all’interno dello staff. Possibilità di ricariche Aria, Nitrox, Ossigeno, Trimix. Laboratorio specializzato nelle riparazioni dell’attrezzatura subacquea. Via Pomaro 13, San Michele di Pagana-Rapallo, 16035 Genova Via Jacopo Ruffini 13, Santa Magherita Ligure, 16038 Genova Contatti : +39 0185 291699, +39 3341415908. info@tortugadivingportofino.com

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Sommario 5 6 9 10 12 16 19 20 22 24 Fotografie di Corrado Giavara Trent’anni di passione di Lorenzo Festa La storia, la sede e le attività di un club esclusivo La grotta dei fantasmi di Corrado Giavara Immersione in una delle grotte più spettacolari della Sardegna Otto braccia e cervello fino Appunti di biologia: il polpo di Silvia Ogliari Nuotare con i delfini, si, ma... di Maddalena Fumagalli Non sono giocattoli, ma animali intelligenti e sensibili Lampedusa, l’isola che c’è di Fabrizio Trio Le immersioni più belle nei fondali dell’Arcipelago Pelagico Fascino multicolor di Alfred Cardi Il relitto della SS Clan Ogilvie nelle Bocche di Bonifacio Iperossigenati... di Lorenzo Festa I vantaggi dell’immersione con Nitrox Le foto più belle di Corrado Giavara Lo spazio dedicato ai fotoamatori del CST Side Mount di Paolo Gironi La nuova configurazione che migliora postura e assetto ...La storia continua I racconti dell’allievo di Scilla Spolti 3

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LA FormAzIoNe IStruttorI PADI La Formazione Istruttori PADI ha due scopi: sviluppare e rifinire sia le abilità subacquee personali che le capacità di leadership ad un livello elevato. Nel Sistema PADI, la formazione istruttori inizia col corso PADI Assistant Instructor attraverso l’IDC ed include una varietà di programmi di miglioramento per l’istruttore, che vanno dall’addestramento per Specialty Instructor a corsi IDC Staff Instructor. La base della formazione istruttori è il PADI Instructor Development Course (IDC), che include uno studio autonomo tramite il PADI eLearning® o segmenti presentati dal vivo. L’IDC può anche essere diviso nel corso Assistant Instructor (AI) e nel programma Open Water Scuba Instructor (OWSI). I candidati che completano il corso Assistant Instructor sono autorizzati a condurre indipendentemente alcuni programmi PADI; in seguito, possono anche completare un programma OWSI. I candidati che completano un intero IDC (o gli AI che proseguono completando un programma OWSI) possono iscriversi ad una PADI Instructor Examination (IE) condotta da Staff PADI. L’IE valuta le capacità didattiche del candidato, le sue conoscenze sulla subacquea, il livello delle sue abilità, la sua comprensione del Sistema PADI, l’attitudine e la professionalità usando criteri standardizzati ed obiettivi. Quando i criteri vengono soddisfatti, il candidato riceve il grado PADI Open Water Scuba Instructor. Opzioni di addestramento: • I Divemasters PADI possono partecipare al corso AI. • I Divemasters PADI possono partecipare a tutte le parti dell’IDC ed all’IE. • Gli Assistant Instructors PADI possono partecipare al programma OWSI ed all’IE. • Gli istruttori subacquei o i dive supervisors di altre organizzazioni didattiche possono partecipare all’IDC ed all’IE. • Gli istruttori subacquei di altre organizzazioni didattiche possono partecipare al programma OWSI ed all’IE. Come tutti i programmi PADI, i corsi di formazione istruttori sono basati sulle prestazioni. La durata del corso è variabile, a seconda di fattori quali le considerazioni logistiche, le capacità ed il numero dei candidati del corso e plasmabile a seconda delle soggettive esigenze e possibilità di ogni candidato. Durata Minima (quando i candidati completano lo studio autonomo online): • IDC: 5 giorni • Corso AI: 2 giorni • Programma OWSI: 3 giorni Durata Minima (quando tutte le parti del curriculum del corso sono presentate in aula): • IDC: 7 giorni • Corso AI: 4 giorni • Programma OWSI: 5 giorni Gli esempi di programmazione sopraesposti sono puramente indicativi al fine di dare un riferimento sulla possibile durata del corso. Arnaldo Garcia (PADI Course Director) 4

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Le attività e gli eventi A cura di Lorenzo Festa Trent’anni di passione La storia, la sede e le attività di un club esclusivo l Centro Sub Treviglio nasce il 14 Gennaio del 1980, per volontà di un gruppo di amici esperti subacquei, uniti dalla stessa passione che, col tempo, si è trasformata in qualcosa di più. Si sono create, così, altre attività parallele, come: fotografia e riprese subacquee, attività di volontariato e protezione civile, salvaguardia ambientale e pulizia dei fondali, e ovviamente preparazione di nuovi allievi attraverso corsi ricreativi e professionali. La didattica di riferimento del Centro Sub Treviglio è PADI ed è costituito da Istruttori e Assistenti che hanno seguito corsi di formazione e di aggiornamento presso varie didattiche, PADI, FIPSAS, PSA, HSA, DAN. I corsi proposti sono di diversi livelli e il brevetto che viene rilasciato è riconosciuto a livello internazionale: Il Corso Open Water Diver PADI Corso base: fornisce le conoscenze fondamentali e le tecniche necessarie per immergersi in sicurezza, con un compagno, alla massima profondità di 18 mt. Il Corso Advanced Open Water Diver PADI È il passo successivo al corso Open. Scopo: accrescere la propria preparazione ed esperienza, imparando a gestire immersioni profonde, di navigazione subacquea, notturne, relitto,ricerca e recupero etc. Il Corso Rescue Diver PADI Questo 3° livello insegna a sviluppare il senso di responsabilità, imparando a badare non solo a se stessi, ma anche alla sicurezza e al benessere del proprio compagno di immersione. L’addestramento prepara i subacquei alla prevenzione e alla risoluzione dei problemi in caso di necessità Il Corso Divemaster PADI È il primo livello professionale tra i corsi proposti. Si lavora a strettissimo contatto con il proprio Istruttore PADI, che quali- I ficherà l’allievo a supervisore delle attività d’immersione e suo assistente. Corsi di Specialità Si organizzano anche corsi di immersione profonda, notturna, sui relitti, con aria arricchita, orientamento, primo soccorso, biologia marina, fotografia subacquea, ecc. Il Centro Sub Treviglio svolge la propria attività nella piscina di Cassano d’Adda per le lezioni pratiche e nella propria sede di Treviglio per le lezioni di teoria. Il mercoledì in piscina è una serata dedicata all’addestramento con utilizzo delle bombole e al nuoto per i soci e per coloro che vogliono provare gratuitamente una immersione subacquea di prova accompagnati da un istruttore. Il venerdì è la serata dedicata, oltre ai corsi, ad intrattenimenti legati alla subacquea e momenti di aggregazione per tutti i soci nell’attrezzatissima sede dove spesso si organizzano gite e vacanze subacquee, parte integrante delle attività del Centro Sub. A testimonianza è possibile visitare il nostro sito www.centrosubtreviglio.it ><(((º> Nelle foto: il logo della didattica e la piscina del centro; al lago in occasione del Corso Rescue; gli ambienti del centro con le aule per i corsi; e lo staff. Fotografie Archivio Centro Sub Treviglio 5

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Mediterraneo nostrum lA gROTTA DEI fANTASmI Nel magico teatro del complesso carsico di Punta Giglio, a pochi chilometri da Alghero, l’immersione in una delle grotte più spettacolari della Sardegna Testo e fotografie di Corrado Giavara A Santa Teresa ci arriviamo tardi in una serata di fine aprile, ventosa e nuvolosa, dopo un viaggio in traghetto da Livorno a Golfo Aranci e poi in auto attraverso le buie strade della Gallura. Freddi, titolare e bravissima guida del Blu Dive Center ci aspetta alzato per darci le chiavi della camera del B&B che lui e sua moglie Serenella gestiscono insieme alle attività del diving. Sono ormai nostri cari amici dopo averci guidati negli anni passati in tutte le immersioni che si fanno nelle bocche di Bonifacio e nel Parco Marino di Lavezzi. Sempre cordiali e disponibili, fanno di tutto per farti godere le vacanze e soprattutto per farti divertire sott’acqua; la loro ospitalità e professionalità sono una cosa rara e preziosa. Freddi ci annuncia che il mare urla nelle Bocche e molto difficilmente l’indomani potremo fare l’immersione che avevamo progettato, ma di stare tranquilli perché ha già organizzato un’alternativa. Io e Sergio ci guardiamo e il grosso punto di domanda che ci spunta sulla testa svanisce appena Freddi ci illustra cosa ha progettato. Con il suo accento sardo sentenzia: “La Grotta dei Fantasmi, ad Alghero”. Ha organizzato tutto con Cristian, un nostro amico e ottimo sub tecnico, arrivato il giorno prima di noi. Lì a Punta Giglio il mare avrebbe infranto di meno e l’immersione sarebbe stata più “umana”. Così il mattino dopo, con una leggera pioggerella carichiamo la capiente auto di Cristian con le attrezzature sub e le macchine fotografiche. La compagnia piacevole ci fa passare in fretta le due ore di auto. l’ImmERSIONE Al Diving Capo galera ci aspetta Gaddo Risso titolare e guida subacquea del diving che dopo un breve ma preciso breafing ci fa preparare l’attrezzatura sul potente gommone. Ormai non piove più e il sole fa capolino dietro le nubi accendendo il mare e la costa, scaldando le nostre mute stagne, si vede Capo Caccia in una luce bellissima. Dopo 15 minuti di navigazione arriviamo all’ancoraggio, ultime raccomandazioni della guida e giù all’ancora. Quando raggiungiamo l’entrata della grotta il computer segna 10 metri, e 16 gradi la temperatura dell’acqua, non molto limpida per le mareggiate recenti. Questa immersione è considerata per “subacquei esperti” non tanto per la profondità, ma per la pericolosità della grotta in sé. All’interno non penetra luce per cui non vi è quasi nessuna forma di vita, l’ingresso e l’uscita non sono visibili in quanto la roccia fa angoli retti e la luce naturale non si intravede. Senza una guida esperta è assolutamente da Foto grande: Freddi attraversa la camera più grande, dove fantasmi di roccia bianchi appaiono ai giochi delle nostre lampade. In alto a sinistra: vista aerea della costa e del Diving Capo Galera. Sotto a sinistra: la mappa della grotta. Sotto a destra: Cristian equipaggiato con il sistema Side Mount sembra il più agile negli spazi angusti della complessa grotta. evitare l’avventurarcisi. Si entra in fila indiana attraverso un passaggio stretto e una risalita in verticale nella camera principale, abbastanza grande per muoversi e girarsi per fotografare. Cristian equipaggiato con il nuovo sistema Side mount sembra il più agile tra di noi. Lo scenario è surreale e fantastico, la roccia carsica e bianca crea, alla luce delle torce, immagini fantasmagoriche; da qui il suo più che azzeccato nome. Poi, prendendo un cunicolo il cui passaggio è molto stretto, a fatica riesco a far passare la custodia e i bracci lunghi con i flash senza fare danni. La presenza di limo argilloso se toccato o sollevato dall’agitarsi delle pinne rende la visibilità nulla: una vita difficile per noi fotografi... 6

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Nel corridoio troviamo alcuni sifoni dove si può riemergere avendo cura di mantenere l’erogatore in bocca per respirare aria buona, si può ammirare come la natura ha giocato nei millenni costruendo meravigliose stalattiti. Lo spettacolo scenografico è continuo, sensazionale, suggestivo. I minuti passano inesorabili tra una foto e l’altra, la guida ci fa segno che è ora di tornare. Lo seguiamo in discesa in un angusto tunnel accarezzando la calcite bianca a forma di cesoie che sembrano pronte a chiudersi al nostro passaggio: suggestioni che svaniscono alla visione della flebile ma rassicurante luce dell’uscita. Torniamo all’ancora dopo 45 minuti d’immersione e fatta la tappa di sicurezza risaliamo sul gommone, con ancora negli occhi il fascino di quel luogo celato nelle viscere della terra e con il rimpianto di aver scattato foto troppo frettolosamente per la preoccupazione di bloccare chi mi seguiva e di non perdere il contatto con chi mi precedeva.Mi rimane così il desiderio di ritornarci in un altro momento, magari in compagnia della sola guida. Ci rilassiamo nel piccolo bar del diving con una birra e focaccia calda davanti al paesaggio stupendo che offre quel tratto di costa tra Alghero e Capo Caccia, scambiandoci le emozioni provate in immersione. Non vedo l’ora di vedere le foto al computer e scoprire se c’è tra loro qualche scatto che possa dare l’idea di quella meravigliosa grotta. ><(((º> 7

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24040 Calvenzano (BG) Via A. Blini, 1 e-mail: info@vaeso.it www.vaeso.it Tel. 0363 853044 Fax 0363 854098 DISTRIBUTORE • GPL BAR • PANINOTECA S.P. RiVOlTaNa, 4 26027 RiVOlTa D’aDDa Tel: 346 4126589 • 380 3679284 Email: generalgas@gigapec.it

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Appunti di biologia OTTO BRACCIA E CERvEllO fINO I polpi sono dotati di un sistema nervoso estremamente sviluppato e una vista molto efficiente Testo di Silvia Ogliari - Fotografia di Corrado Giavara onostante il suo aspetto biz- inoltre possiedono ventose sui tentacoli zarro, il polpo è un animale con cui trattenere le prede. straordinario, dotato di grande I polpi sono dotati di un sistema nervointelligenza e di capacità sor- so estremamente sviluppato per essere prendenti. I polpi (e non “polipi”, quelli dei molluschi, hanno una vista molto sono gli organismi che abitano i coralli) efficiente, hanno rituali di accoppiaappartengono alla categoria dei molluschi mento ed un sistema riproduttivo tipidi cui rappresentano il gruppo più evoluto. ci di animali più evoluti. Per la prima Fanno parte dei molluschi tantissimi volta nella scala evolutiva, infatti, si animali anche molto diversi tra loro: assiste ad una sorta di fecondazione alcuni formano una conchiglia in cui si interna in cui il maschio raccoglie dal rifugiano (lumache di mare e bivalvi), suo sacco viscerale lo sperma con un in altri la conchiglia si è ridotta ad un tentacolo la cui estremità è modificata sottile osso interno (seppie e calamari), “a cucchiaio” e lo inserisce nel sacco altri ancora la conchiglia l’hanno perdu- viscerale della femmina dove avviene ta completamente nel corso dell’evolu- la fecondazione. La femmina depone le zione (polpi e nudibranchi). uova fecondate (da 150.000 a 400.000 Tutti i molluschi hanno un corpo musco- per deposizione) in lunghi cordoni geloso rivestito da muco viscido che protegge latinosi che fissa alla volta della tana e l’epidermide e riduce l’attrito con l’acqua. le custodisce gelosamente per 1-2 mesi Come le seppie, loro strette parenti, anche ventilandole continuamente, creando i polpi appartengono alla classe dei cefa- cioè con il movimento dei tentacoli lopodi detti così perché “la testa è sopra il un flusso di acqua che ossigeni le sue piede”. Il piede nel polpo è costiuova. Durante questo perioNella foto: il tuito da otto tentacoli e per quedo di tempo la femmina non Polpo (Octopus sto è anche chiamato Octopus. abbandona mai le uova, non vulgaris) affida In realtà quel grosso sacco glosi nutre nemmeno e spesso la propria boso non contiene solo la testa muore per sfinimento dopo salvezza alla ma tutto il corpo dell’animale, sua eccezionale la schiusa. compreso i visceri, e resta libero I polpi nella cavità palleacapacità di uno spazio detto “cavità pallea- cambiare colore. le hanno anche “il sacco del le” in cui alloggiano le branchie nero”, una sorta di inchiostro che vengono ossigenate con un continuo a base di melanina che viene spruzzato flusso di acqua garantito dalla presenza di dal sifone esalante in caso di pericolo, per un sifone inalante e uno esalante. L’acqua intorbidire l’acqua e fuggire. viene pompata dal sifone inalante all’in- Più sovente però il polpo affida la propria terno della cavità palleale, le branchie salvezza alla sua eccezionale capacità di vengono ossigenate, quindi viene espulsa cambiare colore assumendo la coloradal sifone esalante grazie ad una violenta zione della superficie su cui si appoggia. contrazione muscolare del sacco che con- Questo esempio di mimetismo criptico è ferisce al polpo un nuoto “a propulsione”. reso possibile dalla presenza di cromatoIl polpo è un predatore, la bocca è dotata fori, particolari cellule fotosensibili dalla di un “becco” corneo con cui rompe i forma stellata, contrattili e pigmentate. gusci di altri molluschi più piccoli o di I cromatofori rivestono il corpo dell’anicrostacei di cui si nutre. Polpi e seppie male organizzati in fogli sovrapposti, ogni N strato con un proprio colore. Quando la cellula stellata ha le braccia distese è visibile il pigmento che contiene conferendo all’epidermide dell’animale quel particolare colore, quando è contratta il colore che contiene non sarà visibile ma lo sarà quello dei cromatofori dello strato sottostante. Questo meccanismo di contrazione-rilassamento dei cromatofori conferisce al polpo la capacità di cambiare colore e mimetizzarsi perfettamente in pochissimi secondi. Le specie di polpo più diffuse nel Mediterraneo sono l’Octopus vulgaris (detto comunemente polpo), l’Octopus macropus (detto “polpessa” che, nonostante il nome, non è la femmina del polpo, ma un’altra specie) e l’Eledone moschata (o moscardino) che si distingue dalle prime due specie oltre che per le dimensioni molto più contenute anche per avere sui tentacoli una sola fila di ventose anziché due. Definito il mollusco più intelligente dei sette mari il polpo ha dimostrato di essere in grado di superare prove di manualità come aprire bottiglie e barattoli con tappo a vite per accedere al cibo contenuto o orientarsi in un labirinto, qualcuno addirittura li ritiene capaci di prevedere i risultati degli incontri sportivi… Fosse vero, sarebbe l’animale domestico più diffuso! ><(((º> 9

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Appunti di biologia NuOTARE CON I DElfINI, SI, mA… Non sono giocattoli, ma animali intelligenti e sensibili: a loro la scelta di instaurare un contatto con noi Testo di Maddalena Fumagalli - Fotografie HEPCA in dai tempi degli antichi greci e romani, i delfini sono protagonisti di racconti e aneddoti fatti di amicizia, collaborazione, supporto e aiuto reciproco. In una parola, interazione, tra due mammiferi così diversi eppure così attratti l’uno dall’altro. E’ innegabile che delfini e balene esercitino un certo fascino su tutti noi: è un’attrazione in parte innata, in parte alimentata da miti, leggende e cultura, tale che molti di noi considerano nuotare con i delfini una delle esperienze da provare assolutamente nella vita. Oggi questo è fattibile e si può realizzare in due modi: con animali addestrati in cattività oppure con animali selvatici, liberi nel loro ambiente naturale. Per quanto mi riguarda, la prima opzione non dovrebbe nemmeno essere presa in considerazione; la seconda è una straordinaria opportunità, al momento realizzabile in alcune parti del mondo tra cui il Mar Rosso egiziano. Qui è possibile osservare facilmente la stenella dal lungo rostro (Stenella longirostris), un piccolo delfino dal corpo affusolato che abita le acque subtropicali e tropicali di tutti gli oceani ed è fra le specie interessate dal cosiddetto “dolphin swim-with” (nuo- F tare con i delfini). I maschi, generalmente poco più grandi delle femmine, raggiungono i 2 m di lunghezza, i neonati non arrivano ad 80 cm. Questa specie, diversamente da tutti gli altri delfini, ha l’abitudine di cercare una “casa” dove trascorrere le ore del giorno a riposare, per questo motivo la si incontra solitamente nelle lagune delle scogliere coralline o in baie protette e poco profonde. Una volta a casa, il gruppo (che può includere da pochissimi a più di 150 animali, maschi e femmine di tutte le età) dorme, allenta la tensione e si riposa al sicuro da predatori e pericoli. Esattamente come noi: arrivare a casa significa rilassarsi e lasciare fuori le preoccupazioni. Queste stenelle trascorrono la notte in mare aperto a cacciare pesci e calamari, uno sforzo immenso se consideriamo che immersioni di qualche minuto a 200-300 m di profondità avvengono centinaia di volte, in balia delle onde, al buio, con i piccoli da curare in superficie e il rischio di incontro con predatori (essenzialmente squali, in Mar Rosso). Al sorgere del sole, quando le prede si spostano in acque più profonde, ecco che le stenelle, esauste, si preparano a dormire nuotando In alto: Esemplari di stenelle dal lungo rostro (Stenella longirostris). Sotto: L’immensa emozione di un incontro con i delfini. tutte insieme, risalendo alla superficie periodicamente per respirare. La tranquillità e sicurezza di queste aree offrono anche la possibilità ai piccoli di allontanarsi dalla madre per giocare, a giovani e adulti di aggregarsi in gruppetti per stabilire o rafforzare i loro legami attraverso i contatti fisici. In più di duecento occasioni di osservazione in acqua ho assistito ad una vastissima gamma di comportamenti, dall’allattamento dei neonati ai giochi aggressivi tra giovani maschi, dall’interazione con altri oggetti e organismi marini agli accoppiamenti, fino all’interazione con me, umano in acqua. Osservare questi delfini nel loro ambiente naturale è un’esperienza davvero strepitosa, capisco quindi perché cosi tanti operatori turistici abbiano iniziato ad offrire questa possibilità ai turisti. le stenelle però sono animali selvatici, non una schiera di flipper (il delfino reso famoso dalla serie tv), e come tali si comportano. C’è molta variabilità ed imprevedibilità nella loro presenza e disponibilità all’interazione. Talvolta vengono così vicini che si instaura un contatto visivo, a volte non si avvicinano nemmeno. Forse non si saprà mai con precisione quali fattori determinano i comportamenti di animali intelligenti. Così è anche per noi. Perché il nostro umore cambia? Cosa determina la nostra attitudine giornaliera? Un misto di condizioni emotive, fisiologiche e sociali, difficile definirne le cause precise. Per chi ha a cuore la salute di questi animali però, c’è un elemento fondamentale da considerare: dato che siamo noi gli ospiti in casa loro, la scelta di instaurare un contatto deve essere lasciata ai delfini. Ogni volta che l’esaltazione ci porta ad avvicinarci troppo gli animali, spaventati e stressati, si allontanano in un battito di coda. Oppure succede qualcosa di molto più dannoso: i delfini restano, sopporta- 10

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no, alcuni finiscono anche per prestarsi a queste “aggressioni” ma, stando a recenti studi, il prezzo da pagare potrebbe risultare salatissimo e includere il trasferimento permanente della popolazione in altri siti o, addirittura, la sua scomparsa in seguito ad una dimunuzione della sopravvivenza e riproduzione dei suoi membri. Facilmente immaginabile se torniamo a noi: come ci comporteremmo se aprissero una discoteca rumorosissima di fianco a casa? Magari ogni tanto ci andremmo pure per divertirci, ma la maggior parte del tempo subiremmo la sua presenza con conseguenze sulla nostra efficienza sul lavoro o a scuola, sulla salute, la reattività, la disponibilità a contatti sociali. Cercare una eventuale sistemazione alternativa comporterebbe ulteriore stress e fatica. Lo stesso si applica ai delfini: esposti a disturbo cronico non sono più in grado di cacciare o accudire i piccoli in maniera soddisfacente, il rischio di cadere vittima di predatori aumenta, l’eccessiva e cronica stanchezza spesso si ripercuote negativamente sulla disponibilità ad interazioni sociali e riproduttive che si traducono in un ridotto tasso di natalità. Talvolta, alcuni, se ne vanno per sempre. Le soluzioni, come spesso accade, si basano sul buonsenso. HEPCA, una organizzazione non governativa egiziana che si occupa di protezione dell’ambiente e con cui collaboro da alcuni anni, suggerisce come comportarsi per minimizzare il nostro impatto sui delfini. E’ tutto molto semplice e intuitivo per chi conosce un minimo la biologia di questi animali: ridurre i rumori, approcciare in maniera cauta e graduale, non imporsi, mantenere una distanza di sicurezza, soprattutto se sono presenti i piccoli. La soluzione più efficace per assicurare la protezione dei delfini resta però l’istitu- zione di aree protette in cui sia consentita la visita, ma a condizioni che tutelino la natura. Samadai Reef, nota come “dolphin house” a Marsa Alam, è una di queste: il parco è visitabile da un numero limitato di persone al giorno, alcune zone della laguna sono inaccessibili ed è previsto il pagamento di un biglietto d’ingresso. In una destinazione come l’Egitto che sta dando molto ai suoi visitatori chiedendo in cambio molto poco, questa mi sembra un’ottima e sostenibile iniziativa che merita tutto il nostro supporto. Il mio lavoro in Egitto sulle stenelle continuerà per i prossimi anni, notizie e approfondimenti saranno disponibili online sule pagine di HEPCA (www.hepca.org), il blog del team (http://redseadolphinproject.wordpress.com/) e su facebook (HEPCA Caring for the Red Sea (official) e HEPCA Red Sea Dolphin Project). ><(((º> “Per un giorno unico e speciale è bene affidarsi a mani qualificate per fare in modo che tutto sia perfetto... Per il vostro evento rivolgetevi a Mille Idee, per renderlo unico ed irripetibile! L straordinario mix del suo staff, l’accoglienza e la sua professionalità o riservata ai clienti, gli ampi spazi espositivi, e la possibilità di scelta e personalizzazione, seguendo i propri gusti e le proprie esigenze... Questi e tanti altri, i molteplici motivi che hanno reso Mille Idee un indiscusso punto di riferimento. Un vasto assortimento di articoli per bomboniere e da regalo, arricchiti da meravigliose confezioni personalizzate; ed inoltre partecipazioni, libretti messa, coni lancia riso, menù, tableau e oltre 70 tipi di confetti che completano un progetto d’immagine con il quale stupire e sognare! Vieni a trovarci e lasciati aiutare dal nostro staff per organizzare al meglio il tuo evento speciale!” Via G. Di Vittorio, 5/C - 26027 Rivolta D’Adda (Cr) T 0363.370917 - Fax: 0363.370988 - E-Mail gioelo.milleidee@libero.it el. 11 Articoli Regalo e Bomboniere Mille Idee

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Racconti di viaggi e immersioni lAmPEDuSA, l’ISOlA CHE C’è Le immersioni più belle nei fondali dell’Arcipelago Pelagico Testo e foto di Fabrizio Trio L ampedusa, la più estesa dell’Arcipelago delle Pelagie con i suoi 20 km2 di superficie, situata a circa 112 miglia nautiche dalla costa siciliana e 70 miglia nautiche dalla costa tunisina, è il lembo di terra più a Sud, non solo di Italia, ma anche di tutta l’Europa, e per questo è stata ed è tutt’ora punto di incontro tra popoli e culture. Da circa un anno “mi sono acquistato” a scatola chiusa una vita su quest’isola, in una sorta di migrazione al contrario, un po’ come fanno gli uccelli spinti dalla necessità di raggiungere posti più caldi. Io l’ho fatto per ricongiungermi con l’elemento a me più caro: il mare. Un mare che a Lampedusa, per temperatura, limpidezza e colori, non ha nulla da invidiare ai mari tropicali, sia sopra che in fondo ad esso. In una stagione trascorsa insieme agli amici del Diving Center Blue Dolphins, ho avuto modo di effettuare oltre una cinquantina di immersioni intorno a Lampedusa, allo scoglio di Lampione e nei fondali della meravigliosa isola di Linosa. Ognuno di quei tuffi ha riservato sempre qualche sorpresa e per descriverli tutti non basterebbero fiumi di inchiostro, per questo mi limiterò a raccontare solo delle immersioni che hanno ricavato un posto speciale nel mio cuore. lampione è stata la mia prima immersione, e resta, senza ombra di dubbio, tra le mie preferite. Quel giorno di metà dicembre del 2011, appena trasferito, mi deliziò con un enorme banco di ricciole tra cui si insinuarono quattro tonni di dimensioni ragguardevoli. In quella occasione stimammo che potevano avere un peso di circa 300 kg ciascuno, ma si sa, le stime dei subacquei spesso lasciano il tempo che trovano. E quel giorno concludemmo l’immersione insieme ad una tartaruga “caretta caretta”. E non fu l’unica sorpresa per me, perché nelle immersioni successive, oltre alle grosse cernie, ai dentici, alle aragoste, ai variopinti nudibranchi, alle magnose, ai barracuda e ai carangidi, ho avuto l’occasione di ammirare un gruppo di circa venti squali grigi, ormai di casa in questo fondale, nel periodo tra la fine di luglio e la metà di settembre, grazie alla temperatura di oltre 30° che l’acqua raggiunge in superficie, e che non varia di molto in profondità. Andare ad immergersi a linosa, la se- conda splendida isola dell’arcipelago, significa provare delle forti emozioni già durante la traversata in gommone, perché può capitare, come è successo a me, di essere accompagnati per parte del tragitto da una allegra famigliola di delfini che si diverte a giocare, o di incontrare esemplari di tartaruga “caretta caretta” che fanno la spola fra le due isole. E poi c’è il meraviglioso fondale della “Secchitella”, dove le pareti di roccia vulcanica hanno delle forme perfettamente squadrate che sembrano essere state scolpite dalla mano dell’uomo. Qui mi è capitato di vedere gli esemplari di cernia bruna e di dentici più grossi che abbia mai potuto vedere in quasi dieci anni di attività subacquea. E sul fondo sono ancora presenti anfore di epoca romana e antiche ancore. Punta Cappellone è situata sul versante settentrionale dell’isola di Lampedusa, dove le falesie strapiombano a picco sul mare. L’immersione comincia da un pianoro di circa 10 metri di profondità, da dove si punta verso il mare aperto, qui il pianoro si trasforma in una parete verticale che raggiunge la profondità di 40 metri. Seguendo la parete alla propria sinistra, e frugando tra i massi e gli anfratti è facile incontrare aragoste, magnose e cernie di dimensioni variabili. Procedendo, la parete presenta due insenature e nella seconda, ad una profondità di circa 15 metri, si apre un varco per l’accesso ad un sifone che collega un camino alto circa 7 metri, perfettamente verticale e sufficientemente ampio per risalirlo agevolmente, che riconduce al plateau. A questo punto si ritorna indietro e, se rimane ancora un po d’aria nella bombola, può valere la pena dare un’occhiata all’interno dell’ampia grotta nei pressi del punto di ancoraggio, dove non è raro l’incontro con il padrona di casa, un grosso trigone che riposa disteso sul fondo di sabbia 12

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Pagina precedente: Un banco di ricciole (Seriola Dumerili), A destra: un bellissimo esemplare di nudibranco della famiglia dei Chromodorididae (Hypselodoris valenciennesi). pesante. La madonnina degli Abissi si trova nel versante opposto, quello meridionale dell’isola, a breve distanza dalla famosissima Isola dei Conigli. Questo punto di immersione è costituito da un enorme blocco di roccia, di cui spunta in superficie una piccolissima cuspide, caratterizzato da un ampio arco passante, alla cui base, a circa 14 metri, è stata posata la statua di una Madonna col Bambino in braccio, che appunto da il nome a questo sito. Questa è un’immersione semplice e adatta a tutti, ma che può regalare meravigliose emozioni già solo nell’ammirare la bellissima statua. Esplorando le pareti si possono incontrare murene rintanate, polpi e cerniotti. Intorno è un carosello di grossi saraghi, in particolare all’interno dell’arco dove ne risiede una grossa colonia. Qualche sorpresa la possono riservare le rocce sparse sul fondale di sabbia e posidonia, dove si rifugiano grossi scorfani e ogni tanto si incontra qualche trigone. Oltre a questi quattro punti di immersione appena descritti, ne esistono tanti altri come il Panettone, Tuffo nel blu (o Scoglio Fortuna), Punta Parrino, Punta Jauta, Capo Grecale Sud, Capo Grecale Nord, Taccio Vecchio, Grotta Santa, Grotta delle Grotte, Scoglio Tartaruga, Grotta Soalio, le Corna e Scoglio Pignotta. Sono tutte immersioni adatte a subacquei di qualsiasi livello ed esperienza, e per descriverle ce ne vuole di tempo, ma troverò sicuramente l’occasione. Intanto resta solo una cosa da fare...Venirle a scoprire! ><(((º> 13

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