FN_164_Novembre - Dicembre 2013

 
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Rivista dei religiosi della Sacra famiglia

Popular Pages


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famiglia RI V I STA DEI REL IGIOSI, DELLE R ELIGIO S E E D ELLA GENT E D E L L A « S AC R A FAM I G L I A » Rivista bimestrale anno 2013, Poste Italiane s.p.a. Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2 DCB (filiale di Bergamo) | anno 94 - numero 164 nostra 05 Novembre Dicembre 2013 «Per tutti il convento si apre là nella Grotta degli animali dove trovò rifugio Chi non trovò dimora tra gli uomini» Celebriamo il Natale nell’anno giubilare 1

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“LA GIOIA DEL VANGELO CHE RIEMPIE LA VITA DELLA COMUNITÀ DEI DISCEPOLI È UNA GIOIA MISSIONARIA”. La gioia è quel sentimento che deve animare ogni cristiano. Lo ripete più volte papa Francesco nella sua carta apostolica “Evangelii Gaudium”. Ad un cristiano e tanto meno ad un religioso, non può mancare la gioia di essere incamminato verso la pienezza della maturità di Cristo e di avere trovato in Lui la perla preziosa. Noi, religiosi della piccola Congregazione della Sacra Famiglia, stiamo quasi concludendo l’ anno giubilare dedicato alla riscoperta delle meraviglie che Dio ha compiuto in questi ultimi 150 anni di missione carismatica. Se ci guardiamo indietro non possiamo fare altro che accorgerci del tanto lavoro compiuto, ringraziare delle tante opere realizzate, delle persone incontrate e aiutate, così come di coloro che ci hanno sostenuto e hanno collaborato con noi nel portare ciò che Dio ha affidato alla Fondatrice e ai suoi religiosi e religiose. Il tempo del Natale ci invita ad andare davanti al presepio per pregare e ammirare la semplicità con cui Dio entra nella storia di noi, uomini e donne di oggi. La Cerioli ha sempre pregato davanti al presepio, e proprio da quel luogo è nata in lei l’ispirazione di chiamare l’ Istituto con il nome di ‘Sacra Famiglia’. In questo ultimo numero del 2013, l’accento cade sulle feste del Centocinquantesimo vissute nelle tre regioni della Congregazione: Brasile, Italia e Mozambico. Inoltre, animati dal clima del Natale, diamo inizio alla rubrica a sfondo biblico intitolata ‘Visitando la Santa Famiglia’. Buona lettura. Cappello Fabio 2 Eccoci a Betlem! O felice Betlem! Qui sorelle e fratelli entriamo rispettosamente in quest’umile Grotta soggiorno dell’Uomo Dio. Non temete, qui tutti hanno libero l’accesso. Qual bontà. Prostriamoci in silenzio in un angolo di questo luogo, e ammiriamo con rispetto questi tre Personaggi del Cielo, e con la luce di quell’ abbagliante splendore che per ogni parte illumina la cara Capanna, meditiamo attentamente quant’ Essi qui fanno, qui dicono, qui succede... perché da questi primi esempi devono formare il loro spirito le Suore e i religiosi della Sacra Famiglia. Povertà, ecco quanto da prima colpisce i nostri sguardi. Povertà, di luogo, povertà di Abiti, povertà di personaggi che primi vengono a vedere, a riconoscere, ad adorare il nato Re! Paola Elisabetta Cerioli ˃ In copertina: particolare del presepio che si trova alll’interno della Chiesa dell’ Incoronata di casa Generalizia, Martinengo. Ringraziamo per il vero capolavoro creato dal sig. Pietro con passione e dedizione. famiglianostra | novembre - dicembre 2013

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La regione brasiliana, dopo i festeggiamenti relativi al centocinquantesimo di Congregazione, ha accolto con molto piacere, la prima visita del Superiore generale, p. Gianmarco Paris UNA VISITA CHE RIEMPIE DI GIOIA L e iniziative che hanno caratterizzato la fine dell’anno nella Regione brasiliana sono state molte e tutte molto significative e ricche. Il 3 di novembre si è celebrata una solenne santa Messa di ringraziamento per i 150 anni di vita della Congregazione. Tra gli altri erano presenti i nostri due vescovi di Congregazione, Mons. Ottorino Assolari e Mons. Ettore Dotti, tutti i confratelli della Regione e le nostre suore della Sacra Famiglia. Il giorno seguente, alla presenza di tutti i bambini della scuola, si è tenuta la benedizione della prima pietra del nuovo centro educativo in Jandira. Dal 15 al 17 di novembre, si è tenuto il primo incontro tra le famiglie delle nostre parrocchie. È stata una prima occasione per conoscere il lavoro che si sta facendo a favore delle famiglie nelle nostre azioni pastorali e un opportunità per orientare il lavoro pastorale dei prossimi anni e fare delle famiglie i veri soggetti della nostra attenzione. Dal 18 di novembre al 18 di dicembre, la regione ha accolto con molto piacere, la prima visita del nuovo superiore generale, p. Gianmarco Paris, in Brasile. Il suo ascolto paziente e le sue preziose indicazioni alle varie comunità hanno contribuito a sostenere il cammino delle persone e dell’intera regione. Infine, nei giorni 10-11 di dicembre, si è tenuta in Jandira, alla presenza del Superiore generale e del suo Consiglio, l’assemblea regionale ordinaria. È proprio in questa occasione che p. Gianmarco ha promulgato, ufficialmente, per la regione brasiliana, il Capitolo generale. Il documento finale, da tutti accolto con soddisfazione, soprattutto per la sua praticità, ora richiede di essere “inculturato” nella cultura brasiliana, lì dove viviamo ogni giorno. Questo lavoro richiede lo sforzo costante e mai finito, di far dialogare il Vangelo e il carisma con la cultura, con il cammino di un popolo, con le attese delle persone. p. Roberto Maver Ricco e stimolante si presenta l’annuncio di una familiarità evangelica che, a partire da una testimonianza viva di una fraternità religiosa, si traduce poi in scelte pastorali e educative capaci di avvicinare i bambini e le famiglie, soprattutto le più emarginate, al cuore misericordioso di Dio. La carta apostolica “Evangelii gaudium” di papa Francesco, che il Superiore ha consegnato simbolicamente alla fine della celebrazione eucaristica, apre gli orizzonti di questa sfida e la colora di entusiamo. “La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria”(n.21). La sfida quotidiana di vivere e testimoniare il Vangelo, di essere discepoli-missionari autentici di Cristo e del carisma di Santa Paola Elisabetta, se da un lato fa sperimenatare la durezza della croce, la stanchezza di una missione che si confronta con le sconfitte e le amarezze della vita, dall’altro riempie il cuore della dolce consolazione che la salvezza portata da Cristo è per tutti: “Vi annuncio una grande gioia - dice l’Angelo ai pastori in quella notte buia - che sarà di tutto il popolo”. E’ con questa certezza e gioia nel cuore che i religiosi della Sacra Famiglia che vivono in Brasile intendono rivolgere a tutti i più autentici auguri di buon Natale. 3

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Mons. Ottorino Assolari, Mons. Ettore Dotti e padre Roberto Maver presiedono la Santa messa solenne nella Chiesa parrocchiale di Jandira Con la posa della prima pietra è stato inaugurato l’inizio dei lavori di costruzione della nuova scuola di Jandira. La presenza sorridente dei bambini e dei ragazzi ha dato all’evento un tocco di entusiasmo per l’opera di Dio che viene realizzata grazie alla Provvidenza manifestatasi nella generosità di molte persone che hanno preso a cuore il progetto Jandira. 4 famiglianostra | novembre - dicembre 2013

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RUBRICA ragazzi dell’Istituto di Villacampagna ai primi anni di fondazione 3 novembre 2013 Celebriamo la festa nella Casa generalizia di Martinengo La Congregazione della Sacra Famiglia celebrando l’anniversario di 150 anni della sua fondazione, si sente chiamata ad accogliere e vivere il Vangelo della paternità di Dio per tutti gli uomini, come dono che promuove la vita perché ci fa figli amati, e si sente inviata a portare questo Vangelo a tutti, in particolare alle famiglie che sentono la difficoltà di educare i loro figli e ai bambini che sono soli e rischiano di non vedere un futuro di speranza. Ciò che oggi siamo e viviamo è il frutto di una lunga storia, che nasce con l’esperienza di fede di Santa Paola Elisabetta, presentata a tutta la chiesa come modello di sequela di Gesù nella vita familiare e nella missione di educare. La consegna evangelica che ci ha lasciato questa donna, morta a 49 anni poco dopo aver dato inizio ai suoi Istituti, è stata raccolta dalle prime sorelle e fratelli, guidati dai Vescovi di Bergamo. Le case della Congregazione per quasi cento anni della nostra storia, secondo il pensiero della Fondatrice, erano composte prevalentemente da fratelli consacrati, buoni cristiani e esperti contadini, che accoglievano nelle loro “case” i bambini orfani della campagna e si facevano interamente carico dell’educazione e istruzione “civile e religiosa” dei “figli di San Giuseppe”, perché diventassero da adulti lievito evangelico nella società contadina, formando famiglie fondate sui valori evangelici della semplicità, della laboriosità e della fede. Questa prima grande tappa della nostra storia è stata suggellata dalla beatificazione di Paola Elisabetta Cerioli nel 1950 da parte di Papa Pio XII. La seconda tappa è più breve ma conosce trasformazioni molto più rapide e radicali. Gli anni ’60 segnano per la società europea-italiana e per la Chiesa cattolica nel mondo intero un cambiamento radicale, che interessa in modo diretto e profondo anche il cammino della nostra Congregazione. Da una parte avvengono profonde trasformazione socio-culturali, che interessano anche la “messe” (gli orfani dei contadini) che Santa Paola Elisabetta aveva conosciuto e aveva scelto come campo privilegiato della sua missione evangelica. L’altro grande cambiamento è dato dal rinnovamento della Chiesa, suscitato da molti movimenti di riforma del secolo XX e assunti dal Concilio Vaticano II come la strada maestra per essere fedele al suo Signore e all’umanità che Egli salva per amore. Questi cambiamenti storici hanno sollecitato un profondo cammino di rinnovamento 5

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Religiosi e sorelle della Sacra Famiglia si stringono intorno a Sua eccellenza Mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, dopo la Solenne celebrazione eucaristica. Domenica 3 Novembre, Chiesa Incoronata, Casa Generalizia di Martinengo (Bg) che la Congregazione insieme alla Chiesa ha intrapreso e, attraverso fasi diverse, è in atto ancora oggi. Si sono cercate nuove espressioni di missione educativa ispirate dal Carisma (gli orfanatrofi diventano prima collegi e poi centri educativo-scolastici); si sono aperti nuovi campi di apostolato mediante l’assunzione di parrocchie per collaborare con la pastorale diocesana con la ricchezza spirituale del Carisma Sacra Famiglia. Allo stesso tempo, in comunione con il cammino missionario della Chiesa tutta, la nostra piccola famiglia si è aperta alla missione internazionale, prima in Brasile (negli anni sessanta) e più recentemente in Mozambico, rafforzando la sua natura ecclesiale-cattolica e la destinazione educativa del suo Carisma evangelico. Questa seconda tappa è stata in un certo senso suggellata dalla canonizzazione di Paola Elisabetta nel 2004. Celebrare questo anniversario significa rinnovare la grazia delle origini scoprendo sempre di nuovo il significato e la missione evangelici ed ecclesiali del Carisma della Cerioli. Vogliamo vivere con lucidità nel mondo di oggi, così bello e così fragile, ricco come non mai di potenzialità planetarie, condizionate come sempre dalla fragilità di uomini che per paure tendono a chiudersi in se stessi, dove si fatica a trasmettere i valori alle nuove generazioni, dove l’educazione è sentita come un’impresa quasi impossibile o addirittura inutile, dove il progetto della famiglia fa difficoltà a motivare i giovani a un dono totale e coraggioso. Ci sentiamo custodi del Vangelo vissuto nella casa di Nazaret, il Vangelo della paternità di Dio come regalo per tutti, dell’alleanza sponsale come dono di sé per amore, dell’educazione come la missione di dare una seconda nascita. Desideriamo testimoniare questa notizia buona nel tessuto sociale e nelle Chiese locali dei diversi continenti dove ci troviamo: grandi sono le differenze culturali ed economiche, ma sentiamo che ogni popolo e cultura, in modi diversi, attende la parola del Vangelo, una testimonianza di fiducia nella bontà della vita, un aiuto per educare le giovani generazioni a crescere forti. Il XIX Capitolo generale ci ha invitato ad essere umili, realisti e fiduciosi: nuovi nella fede in Dio, generosi e fedeli nella nostra missione, coraggiosi nel guardare alle famiglie con gli occhi di Gesù e di Santa Paola Elisabetta, per scoprire il bisogno di vita piena, di Dio, di educazione; aperti a collaborare con le istituzioni e con tutte le persone che vogliono fare del mondo una casa dove vivere da figli e da fratelli, entrando a far parte della famiglia di Dio. Padre Gianmarco 6 famiglianostra | novembre - dicembre 2013

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«il bisogno educativo è la missione più delicata» DIARIO DI UN’ESPERIENZA CONGREGAZIONE un rapido sguardo al mondo SF > fino agli anni ‘50 la nostra missione erano gli orfanotrofi > dagli anni ‘50 nascono collegi, scuole e parrocchie > oggi una sessantina di religiosi operano in Italia e nel mondo: dalla Casa generalizia di Martinengo con quasi 900 alunni frequentanti ogni giorno il nido, la scuola dell’infanzia, la primaria e la secondaria di primo grado, alla struttura di Orzinuovi (Brescia) con circa 600 ragazzi. La Congregazione gestisce inoltre alcune parrocchie nelle diocesi di Milano, Lugano e Roma, oltre a curare la missione in Brasile (dagli anni ‘60) e in Mozambico (dagli anni ‘90) Nell’omelia monsignor Beschi ha ringraziato il Signore per il dono dei 150 anni della nostra Congregazione a servizio del Vangelo, «La vostra Congregazione ha una proiezione particolare verso le nuove generazioni desiderose non solo del riscatto da condizioni di povertà materiale, bensì di valori di libertà, declinata nella responsabilità e nella maturità che ne deve conseguire. In altri luoghi del mondo forse prevalgono i bisogni materiali, ma nei nostri territori è il bisogno educativo la missione più delicata. La vostra missione è educare la famiglia e i figli al valore della vita come un dono da accogliere e condividere, missione che vivete in comunione con le sorelle della Sacra Famiglia di Comonte e con molti laici, educatori e collaboratori». Il CarIsma ‘saCra FamIglIa’ famiglia educazione vangelo f igli poveri orfani 7

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centro scolastico È un grande giorno di festa nel nostro Istituto Sacra Famiglia; siamo qui insieme per partecipare a questo gioioso evento e per scambiarci gli auguri... BUON COMPLEANNO 4 novembre 2013 a te, Santa Paola Elisabetta Cerioli, sei stata il punto di origine dell’ intera Congregazione, regalandoci il tuo carisma che ci guida nelle nostre azioni educative quotidiane. a voi religiosi della Sacra Famiglia che ogni giorno manifestate impegno e dedizione per mantenere vivo l’insegnamento di Santa Paola, traducendolo in azioni volte ad accogliere, coinvolgere e sostenere le famiglie. a voi bambini e ragazzi e alle vostre famiglie; in questo momento di crescita avete la grande possibilità di sperimentare il nostro ambiente educativo che pone al centro l’ ascolto, la cura e la formazione di tutti voi. e infine... a tutti noi, docenti, educatori e personale della scuola, che ogni giorno ci incontriamo e condividiamo i valori che rendono unico questo Istituto, guidati dalla presenza costante e dalla passione dei religiosi. Tutti noi qui presenti siamo una piccola parte di una grande storia che dura da 150 anni e quindi TANTI AUGURI A TUTTI!!! 8 La famiglia come naturale luogo degli affetti, della condivisione, della crescita, della cura e dell’educazione è il cardine del progetto che la Congregazione Sacra Famiglia promuove nello spirito e nel pieno rispetto degli insegnamenti della sua Fondatrice, santa Paola Elisabetta Cerioli, nella consapevolezza che proprio attraverso i valori della fede e della cultura cristiana si possa costruire un solido presente, le cui basi diventino la roccia su cui fondare il futuro dei nostri giovani. La Sacra Famiglia è in tal senso simbolo della sacralità stessa della vita, che va difesa e rispettata, immagine di un amore assoluto, incondizionato, che al tempo stesso vivifica e fortifica, (continua a pag 9) famiglianostra | novembre - dicembre 2013

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A Martinengo, religiosi, seminaristi, docenti, educatori e genitori festeggiano il 150° attorniati dall’ espressione danzante e gioiosa dei bambini della scuola primaria e dei ragazzi della secondaria. Quando si è invitati ad una “festa”, una festa speciale, di quelle in cui l’incontro e la condivisione rappresentano l’entusiasmo e la gioia, è d’uopo presentarsi con un dono; la creatività e l’estro potrebbero suggerire una molteplicità di soluzioni, riportandoci a schemi forse troppo consueti. Pensiamo invece che, trattandosi di un “tempo speciale”, occorra un dono semplice, essenziale, un dono di testimonianza di un passato, di un oggi, e di un futuro, segno di comunicazione ed educazione: ti doniamo cara Paola Elisabetta, i nostri figli. Ognuno di loro è per noi amore, speranza, fiducia, esperienza, desiderio, come tu insegni “fatevi piccoli con i piccoli”, riconoscendo i segreti di ognuno di loro. Affidiamo a te, alla tua opera che vive in questo istituto, i bimbi e i ragazzi che sono qui, ora, e quelli che verranno, poichè il grande processo educativo che onora la tua fondazione sia il riconoscimento amoroso della loro crescita verso una fiduciosa dimensione della vita, un consapevole rapporto con il mondo, e la capacità di dare. i genitori (continua da pag 8) rinnovandosi infinitamente, e al cui centro sta la persona, creatura nella quale si rispecchia l’infinita bontà e bellezza del Creatore. La missione che guida questa nuova Famiglia di religiosi è tutta permeata dalla contemplazione di tale visione, dall’abbandono a uno sguardo che cattura totalmente, che dà pienezza e senso all’esistenza. Da qui l’attenzione ai più piccoli e ai giovani, alla loro formazione, con particolare attenzione per i più sofferenti e disagiati, affinchè possano essere loro i cardini di una società migliore, più giusta e rispettosa della dignità dell’uomo. Roberta Volpi 9

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è stato realizzato un convegno sull’educazione e la pedagogia Cerioliana presso l’UNISAF (Università Pedagogica Sacra Famiglia). Venerdì 1 Novembre 2013, il superiore della regione mozambicana, padre Luca Pelis, ha raggiunto i confratelli e le consorelle della comunità mista per parlare ai giovani studenti della pedagogia di Paola Elisabetta Cerioli. La mattinata è stata dedicata all’ascolto degli interventi di padre Luca, padre Ezio, direttore dell’Università, insieme alla sua vice - direttrice dott.sa Crisalita. Nel pomeriggio c’è stata l’apertura dell’esposizione e premiazione delle opere artistiche dei partecipanti al concorso di arte africana “madre di molti figli”. A Maxixe 10 famiglianostra | novembre - dicembre 2013

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CENTOCINQUANTESIMO in concomitanza con il 150° si è celebrata la visita pastorale del Vescovo ausiliare di Maputo, sua Eccellenza Monsignor João Carlos H. Nunes, il quale ha ricordato i 150 anni della nostra Congregazione, apprezzando e lodando la missione educativo - pastorale che i missionari Sacra Famiglia svolgono da 17 anni. A Marracuene Che bello abitare nella tua casa o Signore! Ringraziamo il volontario Piero che, insieme alla moglie Pierina, ha dedicato il mese di Novembre, per dare colore ad alcune chiese delle nostre missioni Mozambicane. Sopra: l’abside della chiesa parrocchiale di Marracuene Nossa Senhora das Candeias che, attraverso un abbraccio luminoso, mette in risalto il tabernacolo accogliendo i fedeli. Sotto: la parete tondeggiante della cappella del seminario di Marracuene è ornata a mo’ di ‘palhotas’; i colori vivaci della chiesa parrocchiale di Maxixe. 11

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album di famiglia apertura in Brasile, 1952 12 famiglianostra | novembre - dicembre 2013

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In alto: la figura di Paola Elisabetta, don Luigi Maria Palazzolo, i due vescovi cofondatori, padre Davide Mosconi, padre Angelo Oriso e le prime case religiose di Vigna Pia (Roma), Orzinuovi e Martinengo. Qui accanto: un articolo sul primo fratello della Sacra Famiglia, Giovanni Capponi. A sinistra: si intravede padre Italo Fani che gioca coi ragazzi in Brasile, padre Mario Arnoldi, e il Superiore generale padre Angelo Ubiali insieme alle consorelle in partenza per il Brasile. 13

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ORATORI rubrica VISITANDO LA SANTA FAMIGLIA a cura di padre Gianmarco Paris Il cammino della famiglia nel Vangelo Come religiosi e religiose della Sacra Famiglia ci sentiamo chiamati a vivere, testimoniare e annunciare il Vangelo di Gesù come “notizia buona” per ogni famiglia del mondo che accoglie la vocazione di collaborare con Dio per donare vita piena a tutti i suoi figli. Santa Paola Elisabetta ci invita a visitare la Santa Famiglia per imitare i sentimenti e i comportamenti dei suoi divini personaggi, diventando loro familiari. Il Papa, con la recente esortazione Evangelii Gaudium e dedicando il prossimo Sinodo dei Vescovi al tema della famiglia, ci esorta ad essere discepoli missionari annunciando il Vangelo sulla famiglia. In questa rubrica invitiamo i lettori a fare insieme a noi l’esercizio spirituale di “visitare la Santa Famiglia”, meditando insieme tante profonde pagine del Vangelo che descrivono il cammino vissuto dalla Santa Famiglia di Nazaret e quello insegnato da Gesù ai suoi discepoli per vivere come cristiani la vocazione familiare. Leggiamo il testo del Vangelo e mentre ascoltiamo le parole che l’Evangelista ci ha trasmesso cerchiamo di immaginare i personaggi, i loro gesti, le scene. Per fede crediamo che il Vangelo racconta una storia realmente accaduta. Ma ce la presenta non in forma di registrazione esatta; medita invece con la fede, a distanza di molti anni, su quello che è accaduto, leggendolo con la luce sprigionata dalla risurrezione di Gesù. In questo modo noi discepoli di oggi non conosciamo solo dei fatti ma anche quello che significano anche per noi oggi: il vangelo non si offre solo al nostro ascolto, ma alla nostra contemplazione, come una casa che ci accoglie, come un cammino per la vita, se vogliamo viverla in comunione con Dio. 14 editando l’annunciazione dell’angelo a Maria possiamo visitare la Santa Famiglia alla sua stessa origine, quando Dio entra nella vita di una giovane coppia... Lo fa inviando il suo messaggero Gabriele (forza di Dio) nella terra promessa e ora abitata dal popolo dell’alleanza. Siamo in Galilea, luogo dove vive molta gente pagana, cioè non appartenente ad Israele, al povero paesino di Nazaret, sconosciuto alle storie della religione e della politica; l’Angelo appare ad una giovane come tante, promessa sposa a Giuseppe: Maria. Accompagnando questa discesa ci vengono le vertigini: da Dio, Creatore e Signore dell’universo, giù fino ad una casa illuminata e rallegrata da una promessa: il matrimonio tra Maria e Giuseppe, l’amore che cresce tra i due, la forza di un sogno che non si ferma davanti a nessun ostacolo. Con l’angelo entriamo… Non nella casa o nel cortile di Maria, ma nella sua stessa interiorità, nel suo cuore. Sì, per ascoltare il dialogo intimo tra Gabriele e Maria (cosa che Luca ci permette di fare) non possiamo stare se non nell’ interiorità di Maria, dove si accorge della venuta di Dio, dove sente le parole dell’Angelo, dove riflette su quello che ascolta, dove decide di accogliere l’annuncio. “Rallegrati, o trasformata dalla grazia: Dio è entrato nella tua storia, ti ha reso una donna nuova con il suo amore”. Maria ascolta la voce e le parole; non capisce subito il significato del saluto, ma si apre per accoglierlo, riflette su quello che ascolta. “Non temere, Dio ti chiama ad essere madre del figlio di Dio, Gesù, che regnerà sul suo popolo per sempre”. Maria prende sul serio questo annuncio, e presenta la sua situazione concreta: come può concepire, se non ha ancora iniziato a vivere con Giuseppe? “Sarai madre per intervento dello Spirito di Dio, come è stato agli inizi, quando Dio ha creato il mondo e la vita in forza del suo amore. Dio può fare ciò che all’uomo è impossibile. Un esempio è tua cugina Elisabetta, anziana e sterile: è incinta perché famiglianostra | novembre - dicembre 2013 M

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In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». particolare della chiesa dell’ Incoronata, presso la Casa generalizia di Martinengo . Dal cielo a Nazaret (Luca 1,26-38) Dio l’ha guardata”. In risposta all’ Angelo Maria, pur senza conoscere tutto quello che comporterà il suo sì a Dio, si dichiara la serva del Signore, disposta ad accogliere quello che Dio vorrà fare in lei e a collaborare con il suo progetto. E l’angelo la lasciò. I primi cristiani hanno meditato a lungo sulla missione di Maria, chiamata ad essere la Madre del Salvatore, e Luca ha raccolto in questo quadro meraviglioso il frutto di queste Allora Maria disse all’angelo: «Come avvermeditazioni. Vi troviamo lo stupore di chi si accorge che rà questo, poiché non conosco uomo?». Le riDio per salvare l’umanità decide di farsi una delle creature spose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su che lui stesso ha creato, tanto se ne era innamorato. E si abdi te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con bassa a chiedere la collaborazione di una ragazza semplice e la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà sconosciuta, mentre avrebbe potuto scegliere ben altri luosanto e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, ghi e personaggi famosi. È straordinario anche il fatto che Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia Dio, per farsi uomo, scelga una giovane coppia nel bel mezha concepito anch’essa un figlio e questo è il zo del suo progetto di famiglia, e a loro chieda di fare spazio sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla a un figlio che non viene da loro; a due innamorati chiede è impossibile a Dio». di fare spazio - tra loro - alla fonte dell’amore. Ci colpisce anche la reazione di Maria, che non fugge dall’angelo, ma Allora Maria disse: «Ecco la serva del Siriflette; non si chiude su se stessa e sul suo progetto, ma cergnore: avvenga per me secondo la tua paroca di capire come si possa realizzare il piano di Dio e quale la». E l’angelo si allontanò da lei. sia la sua parte. E infine si rende disponibile, senza esigere garanzie, cioè fidandosi di quello che l’angelo ha detto. Sì, i primi cristiani hanno capito che Maria non è grande solo perché ha generato Gesù ma perché ha creduto nella potenza del Signore e della sua parola. Per questo è per ogni cristiano una amica preziosa più che una creatura irraggiungibile: la sua missione, essere madre del Figlio di Dio, è unica; ma Dio a lei ha chiesto le stesse condizioni che Gesù chiede a ciascun discepolo: donare la sua vita nella fiducia e per amore. Per questo Santa Paola Elisabetta ha potuto appoggiarsi in Maria nel momento più tragico della sua vita, quando tutto aveva perso significato: ha creduto che il sì di Maria non è stato solo quello gioioso dell’annunciazione, ma quello di ogni giorno, fino alla tragedia del Calvario. E appoggiandosi in Maria si è aperta alla volontà di Dio che la chiamava ad essere nuovamente madre dei piccoli soli e abbandonati. Contemplando Maria e aiutati da Santa Paola, anche noi possiamo stare nella casa dove l’angelo ha parlato a Maria: perché anche a ciascuno di noi Dio rivolge un annuncio, in momenti importanti o nella quotidianità della nostra vita. Ci invita a lasciarlo entrare nei nostri progetti, fidandoci che così la nostra felicità non diminuisce, anzi si compie. Nella casa di Nazaret, dove Dio ha mandato il suo angelo, siamo chiamati a riconoscere la vocazione e la missione che dona a ciascuno di noi, per collaborare con il suo disegno di amore sull’umanità. 15

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