Il corpo e il cuore: un racconto per cominciare

 

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fiaba ragazzi

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Il corpo e il cuore premessa Una catechesi che parte da lontano: durante l’oratorio estivo abbiamo ragionato e pregato con i nostri ragazzi su temi“clamorosi” : il corpo, la creazione, la Chiesa. Siamo partiti da un racconto simpatico, che ci ha portato a riflessioni gigantesche. Abbiamo pensato di proporle anche agli adulti. Vi riproponiamo l’intero racconto, per ridiventare un po’ bambini… Se non vi piace passate al capitolo successivo.

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Mi si avvicina una bambina e mi dice: "Questa notte ho fatto un sogno strano, ma bello, proprio bello. Eravamo in un giardino, sembrava l'oratorio di San Fermo, ma molto, molto più grande, e poi pulito, ordinato senza cartacce per il cortile, con dei cestini per la raccolta differenziata, bellissimi. Anche il prato davanti alla chiesa e il campetto di sabbia erano diventati un giardino. In quel giardino ho visto anche la pianta che avevo costruito io con i miei amici, qualche anno fa, ma adesso era viva. Sparsi qua e là tantissimi libri, con titoli meravigliosi.

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"Il mio gruppo invece - s'intromise un altro parlava di cose difficili, forse della risurrezione, e mi sono distratto. Guardando in giro ho visto due vecchi, entrambi con un bastone in mano. Uno aveva una faccia sorridente e, con sguardo pacato, osservava ogni particolare, divertito, ma serio. "Anch'io li ho visti, intervenne una bambina, l'altro aveva due occhietti furbissimi e guardava il gruppo dei bambini che giocavano e quello dei ballerini, con una voglia matta di entrare anche lui a giocare e ballare.

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"Anch'io li ho visti, uno mi sembrava il cardinal Martini", interruppe un altro ragazzo. "E' vero - intervenne un altro ancora. "Quello che voleva giocare assomigliava proprio a Giovanni Paolo II". Anche noi adulti ci siamo uniti a questo sogno, anzi ne abbiamo approfittato per chiedere a questi due profeti di aiutarci a realizzare questo tema. Il cardinale si affrettò a dire che non intendeva farci prediche, ne aveva già fatte tante nella vita e gli bastavano. L'altro sorrise e annuì.

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Non ricordiamo tutto, anche perché, da "saggi", sembravano estrarre ogni parola dalla bisaccia che era stata la loro esperienza; parole estratte a caso, almeno all'apparenza…

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Il corpo e la creazione Aprì la bisaccia Il Card. Martini: Quando Dio ha creato il mondo, "vide che era cosa bella e buona"; lui, che descriviamo sempre come "spirituale" godeva tantissimo delle cose concrete. S'accorse subito che mancava qualcosa a quella gioia; qualcuno che potesse gustarla con Lui. Creò Adamo con la polvere del suolo, vi mise nel cuore la sua vita (suo spirito) e poterono insieme gioire. Poi, vide sul volto di Adamo la stessa gioia e la stessa incertezza che Lui aveva provato poco prima. Gli offrì in dono Eva. Dio, Adamo, Eva; il loro corpo e i loro spiriti erano pronti a gioire per sempre. C.M Martini)

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Commento di Giovanni Paolo II: Il corpo è ciò che ci consente di gustare le meraviglie di Dio. Amate il vostro corpo godetelo nel gioco, nell'attenzione alle cose belle; nella manualità che rende anche voi un po' creatori con Dio, proprio attraverso il vostro corpo.

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Il corpo e la sessualità Aprì la sua bisaccia, Giovanni Paolo II: Ricordo ancora, all'inizio del pontificato, le facce dei miei cardinali, quando dissi loro che volevo cominciare un corso di catechesi (le udienze del mercoledì) sul tema del corpo e della sessualità. Mi dissero: "Santità, sono temi delicati; un papa di solito, comincia a parlare di Dio, della Trinità, di Gesù". Risposi loro con un sorriso sornione, che forse non capirono: "Proprio questo voglio dire a tutti : il nostro Dio, buono e pietoso, parla, agisce, si manifesta nel concreto della nostra umanità, e il corpo ne è la parte più visibile!

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Commento del Card. Martini La nostra sessualità, è il linguaggio più alto che abbiamo per esprimerci; nel nostro essere uomo e donna c'è la voce stessa di Dio. Custodire la santità del nostro essere uomini e donne è uno dei grandi compiti che voi ragazzi dovete imparare e non dimenticare mai.

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Un corpo fragile Lasciatemi fare una premessa: a lungo nei miei anni di studio ho pensato che la fragilità dell'uomo fosse semplicemente la conseguenza del suo peccato. Spesso, tuttavia, mi provavo a immaginare un uomo senza fragilità e le immagini non erano belle; sempre immagini di uomini che non rispettavano gli altri, che "non dovevano chiedere mai" , che non avevano bisogno di compassione, di relazione, di delicatezze. Fu così che accostai in modo nuovo questa “nudità” di cui parla la Bibbia; Mi dissi: “forse quell'albero della “conoscenza del bene del male” chiedeva all'uomo di vivere la sua fragilità come ricchezza, Era un ulteriore dono dato all’uomo”. Riapre la bisaccia Il Card. Martini:

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Poi riprese: «Un giorno ho percepito un leggero tremolio nella mia mano sinistra; era l'inizio di quella grave malattia, il "morbo di Parkinson" che avrebbe segnato la mia vecchiaia. Di colpo percepii che lo splendore del nostro corpo è una realtà fragile. Fu proprio in questa fragilità che scoprii nuovi doni legati al mio corpo. Ho apprezzato molto di più quanti si occupano della salute dei propri fratelli; mi sono lasciato intenerire da quei ragazzi che aiutano e stanno vicini ai loro nonni e anziani malati; ho scoperto la bellezza che c'è nel "vincere le fatiche del mio corpo" Talvolta, in quei momenti mi divertivo, pensando alle stranezze del nostro corpo: lo vorremmo sempre sano, ma ci accorgiamo di lui quando è malato; ci sembra il contrario dello spirito, ma quando sperimentiamo gioia nel nostro corpo, ci sentiamo "in cielo". E una cosa continua a sorprendermi: il corpo dell'uomo parla, parla e ascolta perché ogni altro corpo gli parla.

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Il mio corpo ha una parola precisa iscritta in sé: questa parola è l'altro, è richiamo dell'altro; il corpo diviene se stesso davanti all'altro, mettendosi in relazione».

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Commento di Giovanni Paolo II: Anche a voi ragazzi, la fragilità del corpo parla; non con la malattia, mi auguro; ma con la necessità di prendervi cura del vostro corpo attraverso lo sport, la sana alimentazione, la vigilanza contro l'imprudenza che si fa pericolo; l'attenzione a mantenere pulita le vostra città, che equivale a mantenerla sana.

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Un corpo fatto per risorgere Continua Il Card. Martini: Un giorno Paolo fu preso in giro dagli ateniesi perché aveva parlato della risurrezione di Gesù. A quegli uomini sembrava ridicolo, forse strani erano loro , che il nostro corpo resistesse oltre la morte. Eppure la risurrezione di Gesù questo ci insegna. Il nostro corpo, parola d'amore; il nostro corpo fatto per amare gli altri e Dio, non può scomparire. Infatti l'uomo, grazie a Gesù, non smette mai di amare!

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