joe berti dicembre 2013

 

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giornalino scolastico

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BUONE VACANZE!! SOMMARIO: Anche le bandiere muoiono Debare! Torino a Natale Il teatro un’arte millenaria Il teatro di Siracusa Tra storia e curiosità Un trhiller d’altri tempi Arancini e teatro TeenVision Un 8 dicembre giurassico Abracadabra Prime considerazioni Conosci te stesso Prime impressioni Uno strano turbamento I pensieri di Oliver 2 4 5 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 18 19 20 Salve a tutti compagnetti belli e brutti!! Dai sopportateci ancora una volta prima delle meritate vacanze!! In questo numero il nostro primo pensiero è stato per Nelson Mandela, la cui scomparsa ci impone di fer- marci e riflettere. Accanto alle consuete rubriche vi segnaliamo lo speciale del mese dedicato al teatro greco antico e le occasioni che la città ci offre durante le vacanze. Inoltre, le nostre bravissime primi- ne condivideranno la loro impressione sul loro primo trimestre nella nostra scuola. Buona lettura e... BUONE VACANZE!!! LA REDAZIONE DI DICEMBRE Giovanni Generali Cecilia Parigi Giulia Rainoldi Cecilia Fracchia MariaChiara Bo Alessandra Aicardi Margherita Burdese Francesca Pisino Benedetta Minniti Lorenzo Bazzano Edoardo Ciammariconi Paola Gullone Giorgia Pellegrino Alessia Grillone Marta Della Croce Maddalena Bardarelli

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Pagina 2 N um e r o 3 — D i c e m br e 2 0 1 3 ANHE LE BANDIERE MUOIONO riconciliazione ancora non si è concretizzata del tutto, prevalgono ancora odi, rancori e recriminazioni, l’ombra dell’apartheid ancora segue il senso di colpa degli uomini presenti; Mandela viene accolto da un timido applauso, a cui risponde alzando i pugni al cielo. E’ stato eletto presidente da poco più di un pure pochi anni prima era considerato dallo stesso mondo un terrorista, un ribelle come tanti. Ma la coerenza non fa per noi. La coerenza invece ha fatto sempre per lui. E ce lo ha dimostrato con i fatti, cosa abbastanza rilevante. Ce lo ha dimostrato nel non aver Anche le bandiere muoiono, specie se sono fatte di persone. Ma restano le loro parole, i loro sacrifici, i loro gesti e i loro insegnamenti. Nelson Mandela vive dentro tutto noi, e il suo sorriso è un segno di speranza ancora attuale. Madiba non ha più resi- stito, i suoi polmoni malandati ce lo hanno portato via alla veneranda età di 95 anni, a dimostrare che vive a lungo anche chi se lo merita. Il 24 giugno 1995 è un giorno che ha cambiato la storia. Mandela entra con passo e animo incerto nello stadio dove si sta per giocare la finale del Campionato del mondo di rugby; la anno, ha già vinto, manca poco. Anche il risultato della partita è storico, con i campioni nazionali degli Springboks che sconfiggono gli imbattibili All Blacks. E allora il nome di Madiba risuona in tutto lo stadio, in tutto il Paese, forse in tutto il mondo. Proprio il mondo che da quel giorno lo incoronò a simbolo di pace, uguaglianza, non violenza. Ep- mai consumato quel desiderio di vendetta che accomuna tutti i vincenti. Mandela ha preferito sorridere, e lo ha fatto sempre, anche dalla prigione. 27 anni di prigione devono essere insopportabili, soprattutto quando sei pienamente consapevole di combattere per una causa giusta.

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J o e B e r ti Pagina 3 Madiba ha anche dimostrato che vale sempre la pena lottare per ciò in cui si crede, anche quando le condizioni sembrano non essere dalla tua parte. E alla fine ne è valsa la pena, come è valsa la pena per il popolo sudafricano sostenere quello che sarebbe stato affettuosamente soprannominato il suo grande nonno, come è valsa la pena intonare pubblicamente Free Mandela ed essere pubblicamente censurato dalla polizia. Una palla ovale ha posto fine a tutto questo consacrando Mandela e collocandolo nel posto che merita nella storia. Non senza qualche rimpianto. La corruzione, il clientelismo e l’interesse personale dell’attuale politica sudafricana non gli rendono onore. Mandela era diventato uno strumento elettorale buono per accaparrarsi qualche voto, qualsiasi partito fos- se la fonte di questo scempio. Il video di Madiba nel letto di un ospedale, con una maschera d’ossigeno e il presidente Zuma a fianco non andava mostrato. Mandela non meritava neanche che nella sua famiglia si creassero delle faide interne per accaparrarsi i pochi milioni di eredità. Sono certo che il mondo dimenticherà questi piccoli intoppi, e di Mandela si conserverà il ricordo più autentico, puro, giusto. Il ricordo di un padre, il padre che è stato per tutti noi. Lorenzo Bazzano Ti ricordiamo inoltre i seguenti film ispirati alla vita di Mandela Il colore della libertà di Billy August (2007) Invictus di Clint Eastwood (2009) Madiba ha dimostrato che vale sempre la pena lottare per ciò in cui si crede Se vuoi saperne di più puoi visitare la pagina seguente http://it.wikipedia.org/ wiki/Nelson_Mandela

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Pagina 4 N um e r o 3 — D i c e m br e 2 0 1 3 D E BA T E !! DI GIOVANNI GENERALI "Debate is c o n t e n t i o n in argument; dispute, controversy ; d i s c u s s i o n ; Siamo ancora in pochi, especially t h e mai gli stessi per due discussion of questions of public interest in Parliame n t o r i n any assembly." - Wikipedia. Finalmente al Gioberti una delle discipline più in voga del "mondo" anglosassone. Debate è imparare a pensare, per dibattere, imparare a parlare, per vincere. Divertente esercizio dialettico di tradizione inglese insegna "skills" utili per esprimersi valide per ogni ambito. Tenuto interamente in inglese dalle professoresse Cerulli, McAmis e Studzinsky, ogni settimana, solitamente il martedì pomeriggio, in succursale. incontri di seguito, ma comunque aperti e pronti a accogliere chiunque sia interessato. Basta recarsi nel pomeriggio in succursale il pomeriggio giusto per trovarci. Abbiamo da poco terminato l'esercizio sulle basi, logiche e dialogiche, e siamo pronti a incontrare il Debate Team del liceo Spinelli, più vecchio del nostro e più pratico nell'attività. "Opponents", ma anche compagni, che incontreremo a Gennaio nell'edificio dello Spinelli Incontreremo anche gli studenti dell'International School of Turin di Chieri, per avere un'esperienza completa della disciplina, poi ancora la lezione della professoressa D'Agostino, esperta di teoria dell'argomentazione, dall'Università di Torino. Seguirà "Il piacere della disputa" presso i frati domenicani, e tante altre occasioni di pratica e di scoperta! Per info e prevendite chiedere alla professor e s s a Cerulli, o chiunque partecipi all'attività. Faceboo k : " D eb a t e Team" Twitter:

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J o e B e r ti Pagina 5 TORINO, COSA CI REGALI PER NATALE??? sa, dicembre è un mese duro per gli studenti: i prof hanno bisogno di voti e allora i compiti e le interrogazioni diventano più frequenti e intense. E l’unica cosa che impedisce ai ragazzi di impazzire sono le imminenti e desiderate vacanze di Natale. E proprio per il fatto che tutti, in questo periodo, diventiamo più impegnati e pensiamo (chi più e chi meno) a come organizzarci per i compiti che si accavallano ogni giorno che passa, non facciamo caso a quello che c’è intorno a noi, tra cui i vari manifesti pubblicitari sparsi per tutta la città che promuovono diverse proposte di carattere culturale. Forse alcuni prof di storia dell’arte vi avranno avvertiti, vi avranno consigliato la mostra “Renoir. Dalle collezioni del Musèe d’Orsay e dell’Orangerie” alla GAM dal 23/10/13 al 23/02/14. Essa presenta circa sessanta opere arrivate direttamente da Parigi che costituiscono la collezione più completa al mondo dell’impressionista francese (mica male!!!!!) e comprendono Madame Georges Charpentier, Le bagnanti, Femme au jabot blanc, La liseuse, Si La balançoire, Femme au jabot blanc , Jeunes filles au piano e i celeberrimi nudi, oltre a oggetti come la sua tavolozza, i suoi pennelli e la sua scatola di colori. Alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina dal 19/09/13 al 18/02/14 c’è “Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino – Cartoni e dipinti a confronto” dove è possibile ammirare, insieme ad altre opere, un confronto tra due cartoni (non quelli di Bugs Bunny o di Tom e Jerry, ma disegni di grandi dimensioni da trasferire su una tavola o su una tela) dei due artisti cinquecenteschi entrambi intitolati Il Compianto di Cristo morto allo scopo di riflettere sul tema del passaggio dal cartone all’opera definitiva. Se vi piace la fotografia, al Palazzo Reale dal 20/09/13 al 16/02/14 è possibile visitare “Werner Bischof .Retrospettiva” un’esposizione dedicata al grande fotografo del secolo scorso, collaboratore di riviste come “Life” e “Vogue” che tuttavia pre- ferì la carriera artistica le cui opere sono caratterizzate da una forte empatia e umanità. Alla Reggia di Venaria, invece, ci sono ben due mostre: “La Barca Sublime” dal 21/09/13 al 02/02/14 dove si può ammirare il Bucintoro del re di Sardegna, sontuosa imbarcazione ora finalmente restaurata, e “Carrozze Regali. Cortei di gala di papi, principi e re” dal 28/09/13 al 02/02/14 dove è possibile visitare una vasta e sfarzosa collezione di carrozze del XVIII e XIX secolo appartenenti ai re di Napoli, Sicilia e Sardegna. Tra gli oggetti esposti, interessante è il Berlingotto, la carrozza di Vittorio Emanuele I e la Palombella, l’automobile della regina Margherita proveniente dal Museo dell’Automobile. Inoltre, se possedete la Torino+Piemonte Card, le visite sono gratuite. Passeggiando per le strade, le piazze e i portici di Torino, si rimane affascinati dall’ enorme quantità di decorazioni luminose capaci di infondere serenità e spirito natalizio ai passanti. Dal 1998 “Luci d’artista” illumina la città ogni inverno e, senza le luci intense che danno un po’ di colore al gelo invernale, i torinesi si sentirebbero stranamente vuoti (è possibile guardarli anche salendo sul Torino CitySightseeing, ma personalmente preferisco osservarli a piedi, poi ognuno faccia a modo suo).

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Pagina 6 N um e r o 3 — D i c e m br e 2 0 1 3 Tradizionali sono anche il mercatino di Natale a Borgo Dora e il Presepe di Emanuele Luzzati, in- sieme al Calendario dell’Avvento in Piazza Castello. Indimenticabile anche la pista di pattinaggio in Piazza Carlo Alberto fino al 9 febbraio. Imperdibile anche il “Natale in Giostra” dal 15/11/13 al 12/01/14, adatto a tutte le età e buona occasione per divertirsi con gli amici o con la famiglia. Per quanto riguarda il cinema, non dimentichiamoci la IX edizione del “Sottodiciotto Film Festival” e la XXXI edizione del TFF (Torino Film Festival), terminata il 30 novembre e che ha visto “Club Sandwich” di Fernando Eimbcke vincitore del premio per il Miglior Film e “La mafia uccide solo d’estate” di Pif vincitore del premio del pubblico. Anche il teatro non si risparmia e per la stagione 2013-2014 del Teatro Regio sono in programma classici dell’opera lirica come “Il flauto magico” di Mozart, “Madama Butterfly” e “Turandot” di Puccini e “Guglielmo Tell” di Rossini. Invece, per Capodanno, come tutti gli anni, dalle 22.30 è prevista una lunga notte di musica e balli per festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo, ospiti i Garden of Alibis e Giuliano Palma. Altro evento imperdibile è la stagione invernale di "Hiroshima Mon Amour" con vari concerti e rassegne musicali, tra cui i Mellow Mood, il fenomeno reggae del momento, gli StereoTellers guidati da Luigi (Gigi) Cavallito, icona contemporanea del soul e tanti altri. I film in programmazione per questo Natale, poi, sono tanti, primo fra tutti il secondo capitolo della saga de Lo Hobbit, "La desolazione di Smaug" di Peter Jackson con Martin Freeman e Ian McKellen, "Hunger GamesLa ragazza di fuoco" di Francis Lawrence con Jennifer Lawrence e il nuovo capolavoro di Woody Allen "Blue Jasmine" con Alec Baldwin e Cate Blanchett. Fra le commedie made in italy abbiamo "Un fantastico via vai" del grande Leonardo Pieraccioni con Chiara Mastalli e Maurizio Battista in sala dal 12 dicembre e "Un boss in salotto" di Luca Miniero con Paola Cortellesi, Rocco Papaleo e Luca Argentero, in uscita dal primo gennaio. Non poteva mancare il cinepanettone "Indovina chi viene a Natale?" di Fausto Brizzi con Claudio Bisio, Angela Finocchiaro e Diego Abatantuono dal 19 dicembre Insomma, Torino ci offre per quest’inverno una vasta serie di intrattenimenti culturali e, chissà, se un pomeriggio non avete niente da fare, nessuno disposto a passeggiare con voi in centro e allora pensate qualcosa del tipo “ Ma sì! Andiamo a vedere i nudi di quell’artista francese che non mi ricordo come si chiama…” oppure “ Chissà com’è salire sulla macchina della regina Torino ci offre per quest’inverno una vasta serie di intrattenimenti culturali Marghe!!!” allora non possono essere così barbosi. Tentar non nuoce. Cecilia Parigi

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J o e B e r ti Pagina 7 Il teatro: un’arte millenaria e immutabile Qualche giorno fa nell’aula magna del nostro liceo si è tenuta una conferenza sugli aspetti più significativi dell’architettura del teatro antico. La dott. Elena Bo ha esordito illustrando subito come nel teatro moderno la caratteristica più eclatante sia la “visione prospettica”: lo spettatore, infatti, guarda una cornice e si trova dunque solo (il buio ha funzione di isolamento) e al di fuori della rappresentazione. Per contro, il teatro antico viene definito “della comunità”, differenziandosi dalle caratteristiche evidenziate in precedenza poiché chi guarda non è spettatore, ma partecipante poiché favorito dalla struttura stessa, un semicerchio. Un’altra caratteristica architettonica che collabora in tal senso è il suo essere parte integrante il paesaggio, data la posizione all’aperto e spesso appoggiata a una collina del teatro. Il teatro, ci spiega la dottoressa, nasce in Grecia nel V secolo a.C. (thèa = spettacolo deriva dal verbo greco theàomai = vedere). Esso è collegato in maniera rilevante al rito sacro: le rappresentazioni infatti avevano luogo durante le feste dionisiache, in due diversi momenti dell’anno (feste di Gamelione e Elafobelione). Le opere vengono definite “agonali” (da àgon = gara), poiché erano delle competizioni. Ad ogni tornata di rappresentazioni, infatti, gareggiavano tre poeti tragici e 3/5 poeti comici. Nessun premio era previsto per la vittoria, se non una doxe pari a quella di un condottiero vincitore di una battaglia e svariati vantaggi politici (i coreghi erano infatti politici che finanziavano le opere dei poeti). I principali generi erano la tragedia, la commedia e il mimo, prima forma di spettacolo in cui anche le donne erano ammesse come attrici (le rappresentazioni si concludevano la maggior parte delle volte con lo spogliarello di una di queste). Le caratteristiche architettoniche del teatro ci vengono tramandate grazie all’opera risalente all’Età Augustea di Vitruvio. Egli ci dice che in origine la forma era trapezioidale, trasformata solo in seguito in una teatro di Dioniso. Costruito nel V secolo rappresenta un grande esperimento come prova di lancio per l’architettura del teatro, che qui è ancora all’inizio del suo sviluppo. Esempio di questa crescita ancora non avvenuta è l’acustica pessima. Un altro importante teatro ancora attivo è quello di Epidauro. Questo rappresenta l’esempio di massimo splendore raggiunto, grazie all’armonia delle proporzioni (che permette la visibilità da ogni punto) e soprattutto dall’acustica perfetta ancora oggi conservata in modo magistrale (noto è l’esperimento della moneta). Da notare i sedili creati in modo da favorire anch’essi un’acustica migliore, esempio lampante della perfezione quasi maniacale raggiunta. La struttura si appoggia a una collina (determinando diverse difficoltà pratiche nel mantenimento e nell’urbanizzazione). A differenza del teatro descritto prima, quello romano può collocarsi in qualsiasi punto della città. Presenta molte analogie con il teatro greco, troviamo infatti anche in questo caso la cavea (suddivisa in summa, media e loci senatori per assegnare differenti posti nella platea a seconda del ruolo ricoperto nella società), l’orchestra, e una scena. La funzione è più incentrata sullo sviluppo dell’opera che sulla sacralità e vi è un portico assente nella struttura greca con funzione di riparo da agenti atmosferici. Cecilia Fracchia e Giulia Rainoldi struttura semicircolare e che all’interno vi erano tre organi: la cavea (formata dal thèatron, dall’epithèatron e dai corridoi); l’orchestra (in cui era disposta anche l’ara); la parte scenica (formata dalla skenè, da un palcoscenico rialzato, da entrate e entrate laterali). Nel corso della conferenza vengono presentati i più importanti teatri antichi conservati ancora oggi. Il primo è chiaramente quello che si trova ad Atene, il

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Pagina 8 N um e r o 3 — D i c e m br e 2 0 1 3 I L T E AT R O D I S I R AC U S A numentale di accesso all’area sacra, tre muri di sostegno, due piccoli templi. Tra il 478 e il 466 a.C Siracusa è governata dal tiranno Gerone che incarica Eschilo di portare a un livello superiore il grado culturale della città. Successivamente Timoleonte (uomo politico 411-337 a.C) fonda una lega democratica a capo della quale pone Siracusa (335 a.C). La città, dunque, diviene sempre più prestigiosa e anche il suo teatro per essere degno di nota viene ingrandito ed esaltato dal punto di vista architettonico. TEATRO DI SIRACUSA IN ETA’ ROMANA ( in particolare nel VI) Presenta le seguenti caratteristiche, che si avvicinano al teatro moderno: inclinazione della cavea di 20°-25°, aggiunta dei Tribunalia, aggiunta dello scaene frons. In seguito, però, alla crisi del mondo romano e, molto dopo, a causa dell’incursione spagnola del 1526, il teatro viene fortemente danneggiato. TEATRO DI SIRACUSA OGGI Lo scaene frons è andato perduto ed è stato sostituito da scenografie realizzate da importanti scenografi ( Renculas, Pomodoro) che, con analisi degli elementi di scena, sono riusciti a produrre sceneggiatore innovative ma sempre fedeli a quelle originarie. In particolare, Renculas, ha ideato the raft (copertura per il teatro), the machine ( impianto elettrico per le luci posizionate al posto dello scaene frons.). Essendo il teatro siracusano di oggi diverso da quello antico, si possono evidenziare dei pregi che, però, stravolgono l’idea originaria che stava alla base del concetto di teatro come il fatto che vengano utilizzate luci artificiali e musiche, che i testi, a volte, siano rivisitati in chiave moderna. Bisogna mettere in evidenza come rispetto ad un teatro moderno, questa struttura ponga difficoltà per gli attori di recitare all’aperto con la luce del sole che molto spesso impedisce una chiara visuale, un diverso tipo di movimenti rispetto all’antichità anche a causa dell’eliminazione delle maschere. Come abbiamo, quindi, osservato il teatro, per presentarsi come è oggi, ha subito diversi cambiamenti ma il suo fascino, la sua unicità e il suo indiscutibile splendore rimarranno immutabili per sempre. rispetto ad un teatro moderno, questa struttura ponga difficoltà per gli attori di recitare E’ uno dei più grandi e antichi teatri sopravvissuti in Italia e, inoltre, ha attraversato l’età greca, ellenistica e romana. Venne poi danneggiato da Carlo v ( re di Spagna 1500-1558 d.C). Oggi, i resti di questo teatro, sono conservati nella zona archeologica (Neapolis) di Siracusa luogo che, già nell’antichità, era sacro a Demetra (dea simbolo della Sicilia ). Nella Neapolis inoltre, precedenti alla costruzione del teatro di Siracusa, troviamo le latonìe ( la più famosa tra questa è “ l’orecchio di Dionisio”). La struttura del teatro di Siracusa ingloba: i piloni, l’orchestra, la diàzoma maggiore, la cripta ovest, la fossa scenica, sessanta tre buchi quadrati, la cavea ( divisa a sua volta in 8 scale, 9 cunei e 67 ordini di sedili), un edificio nord-sud, un ninfeo, le tombe cristiane, una strada periferica di accesso, una scala mo-

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Pagina 9 N um e r o 3 — D i c e m br e 2 0 1 3 IL TEATRO GRECO TRA STORIA E CURIOSITA’: tra olive e catarsi di MariaChiara Bo Quando diciamo “teatro” tutti pensiamo automaticamente ad un edificio chiuso, con tendoni rosso acceso e con al centro un palcoscenico di legno, abitualmente frequentato di sera da gente “di classe”. Solo nella mente di pochi invece, si disegna un edificio all’aperto, su di un’altura, perfettamente inserito nel contesto naturale circostante,caratterizzato da un pubblico vario, non solamente élitario, che spazia dall’umile ciabattino al ricco politico. Questo è il teatro greco anzi, per la precisione, il Teatro con tanto di T maiuscola. I Greci non concepivano il teatro solo some una semplice occasione di divertimento e svago bensì come un rito collettivo della polis, che si svolgeva durante un periodo sacro in un luogo sacro. Per questo suo carattere collettivo la rappresentazione teatrale assumeva la funzione di “cassa di risonanza” per le idee, per i problemi politici, in generale quelli della vita civile e culturale della polis e, nello specifico, quelli dell’Atene democratica. Alle rappresentazioni poteva assistere chiunque e, da alcune fonti dell’epoca, abbiamo la testimonianza di un pubblico addirittura più “scatenato” di quello attuale delle curve dello stadio. Le contestazioni erano numerose così come le interruzioni: in segno di disapprovazione, ad esempio si masticavano rumorosamente i cibi e si tiravano proiettili di ogni genere come quando si comincia a guardare il mito con gli occhi del cittadino. Della grande produzione tragica dell’Atene democratica ci sono rimaste tuttavia solamente alcune tragedie dei tre maggiori autori: Eschilo, Sofocle ed Euripide. Sappiamo però che gli Ateniesi organizzavano, in occasioni di feste religiose come le Grandi Dionisie e le Dionisie rurali, grandi manifestazioni culturali in cui gareggiavano tre autori teatrali dell’epoca e che queste feste erano finanziate dai cittadini più abbienti. Alcuni degli “sponsor”, . fichi, olive e sassi. Non bisogna però dimenticare come la rappresentazione della tragedia avesse anche ripercussioni a livello psicologico: gli come sostiene anche Aristotele nella Poetica, la tragedia muoveva componenti irrazionali di piacere e tensione fantastica generando una sorta transfert psicologico,uno psicodramma collettivo, una grande empatia tra pubblico e attori che permetteva di liberare insieme emozioni assumendo i caratteri della catarsi. Il fine della tragedia non era soltanto estetico ma anche psicologico e educativo. Il teatro è l’espressione più caratteristica della cultura per ridurre i costi, si procuravano costumi di seconda mano; altri invece, come Nicia, ricercavano sfarzo e sontuosità senza badare a spese. Tutti i ruoli, anche quelli femminili, erano interpretati da uomini adulti. Nelle tragedie, inoltre, gli attori erano sempre due o tre e ognuno di loro interpretava uno o più ruoli. Poteva addirittura capitare che un personaggio venisse interpretato da più attori a turno. ateniese del V secolo a.C: sebbene infatti la materia della tragedia attinga al lontano passato mitico, il mito diventa una metafora dell’universo cittadino di Atene il cui dramma ne rappresenta le dinamiche culturali e sociali anche quando è ambientato in città come Argo e Tebe. Secondo lo studioso Walter Nestle, la tragedia nasce L'attore principale aveva in genere la maggiore visibilità, ma anche gli altri due attori avevano spesso ruoli di una certa importanza. Gli attori portavano una maschera, generalmente in tessuto o intagliata nel legno, che copriva il viso e gran parte della testa, capelli compresi, le aperture perocchi e la bocca mentre erano libere. Le maschere variavano per l'interpretazione di ruoli diversi e il costume era completato dagli attributi del personaggio come, ad esempio, lo scettro per il re.

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J o e B e r ti Pagina 10 L’architettura del teatro greco può essere suddivisa in tre parti essenziali che sono: la cavea, nella quale sono disposte le gradinate per gli spettatori; la scena, lo spazio in cui si esibiscono gli attori ed infine l’orchestra, lo spazio centrale vicino all’altare, riservato al coro. Ed è proprio da quelle stesse gradinate di pietra su cui tanti abitanti della Magna Grecia si sono seduti che oggi è possibile assistere direttamente dal teatro greco di Siracusa, grazie all’iniziativa dell’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) alla rappresentazione in loco di alcuni dei capolavori della tragedia greca Quest’anno, in particolare, il cartellone prevede la messa in scena dell’Orestea, compo- sta dal tragediografo Eschilo. Alcuni studenti del Gioberti, in primavera, avranno la fortuna di assistere a questi spettacoli e di rivivere l’atmosfera suggestiva e la magia del teatro greco, recuperando così la “tradizione” di quest’opera, rappresentata per la prima volta nel 485 a.C. proprio nel teatro di Siracusa. Per chi ne volesse sapere di più: http://www.indafondazione.org/ L UN THRILLER D’ALTRI TEMPI saga degli Atridi e teatro della vicenda è principalmente la città di Argo. Nel’Agamennone, primo episodio di questa saga, si narra come il re di Argo, tornato vincitore dalla spedizione contro Troia, viene ucciso dalla moglie Clitennestra e dal suo amante, nonché cugino dell’Atride, Egisto, i quali cercano di legittimare la loro azione giustificandola in quanto vendetta per la morte di Ifigenia. La vendetta di Oreste, che torna ad Argo dieci anni dopo la morte del padre Agamennone, per uccidere su ordine di Appollo, la propria madre e il suo amante è invece narrata nelle Coefore. Nelle Eumenidi si racconta invece come la persecuzione delle Erinni nei confronti di Oreste per l’omicidio di Clitemnestra, abbia fine con un processo del tribunale dell’ Areopago dove, grazie agli interventi di Atena ed Apollo, il giovane viene assolto. I temi trattati nella trilogia toccano i meccanismi che stanno alle origini della polis e costituiscono una mediazione complessiva sulla cultura arcaica. Il motivo fondamentale è la vendetta, che nella civiltà tribale è visto come atto obbligatorio per vendicare il sangue versato di un parente. Questo violento meccanismo si inceppa nella tragedia in quanto qualunque atto di riparazione si trasforma in una nuova contaminazione che precipita chi la compie in una rete inestricabile di sangue e colpa. A questo concetto tribale è affiancato quello di Dike, giustizia di cui Zeus è garante. Nel dramma Oreste è la vendetta, che nella diviso tra due diverse concezioni di giustizia e qualsiasi scelta civiltà tribale è visto decida di compiere prevede il violarne le norme. Il dilemma è come atto obbligatorio risolto dall’introduzione di una giustizia “civilizzata” ovvero per vendicare il sangue quella dei tribunali dell’Atene del V secolo, nello specifico l’Areopago, che assolve il giovane. Nella tragedia sono tuttavia ancora gli dei che impongono sugli uomini una legge dura ma giusta da cui si impara attraverso la sofferenza (pathei mathei). La storia della famiglia degli Atridi non è però solo la storia di singoli individui: è una vicenda collettiva in cui ogni membro è collocato in una struttura più ampia quelle della famiglia e dello Stato. Una grave colpa che contamina un’intera famiglia, una catena ininterrotta di orribili delitti, intrighi, vendette e scelte dolorose. … Non è l’ultimo capitolo di una saga thriller anzi, qualcosa apparentemente molto diverso o forse più simile di quanto si possa im- maginare … : è l’Orestea del tragediografo greco Eschilo. Si tratta di una trilogia che fu rappresentata nel 458 a.C. nell’ambito di un concorso drammatico in cui l’opera ottenne la vittoria: essa appartiene alla fase più matura della produzione Eschilea. La vicenda si sviluppa in tre drammi che affrontano ciascuno un momento diverso della

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Pagina 11 N um e r o 3 — D i c e m br e 2 0 1 3 A R A N C I N I E T E AT RO : L A N O ST R A G I TA A S I R AC U S A za della scenografia d o m i n a v a n o la scena e sembrano non lasciare agli spettatori un attimo d respiro. Insomma una botta di vita!!! Al contrario, invece, "Edipo re" che all'inizio n o n c i ispirava si è rivelato appassionante e coinvolgente. Edipo era interpretato da Daniele Pecci, che nel teatro di Dioniso rende molto più che sul set delle soap opera. Grazie alla brillante interpretazione di Pecci lo spettacolo si è rivelato pieno di pathos e per nulla angosciante. Ma a lasciare letteralmente a bocca aperta era la scenografia, specialmente nell'episodio finale dell'accecamento di Edipo grazie mento. Però questa gita non è stata solo teatri e locandine, è stata anche divertimento e tempo trascorso insieme e soprattutto tanta Sicilia. Abbiamo, infatti, avuto modo di visitare non solo Siracusa ma anche Modica, Noto, Taormina e Ragusa. Chi non la aveva ancora visitata si è innamorato di questa fantastica regione piena di storia e di storia e di bellissimi monumenti. Dal primo bagno a Portopalo alla passeggiata a Ragusa Ibla: tutto ci ha fatto dimenticare la confusione, l'inquinamento e le temperature di Torino e il ritorno è stato davvero traumatico. Insomma tra arancini, cannoli, creme solari e serate a teatro abbiamo passato una bel- È risaputo che la vita di uno studente ruoti attorno alla gita. E a n c h e p e r noi finalmente, il 13 maggio, il giorno tanto atteso è arrivato: si p a r t e per Siracusa! Diario di viaggio giorno 1,alla sera si contano: 40 spalle bruciate,20 lo spettacolo si è rivelato bolle sui piedi, 5 caduti sul campo pieno di pathos e per per disidratazione, 2 litri di crema nulla angosciante solare spalmata e qualche dozzina di cannoli in pancia. Così ridotti ci dirigiamo al teatro di Dioniso per assistere alla "Antigone”. Le nostre aspettative erano molto alte: l' Antigone era una delle tragedie che più c'erano piaciute però lo spettacolo non è stato all’altezza. Si trattava di una versione piuttosto rivisit a t a d e l testo sofocleo. Le tinte fosche e la cupez- all'utilizzo del fuoco e di espedienti scenici che hanno reso bene la drammaticità del mo- lissima settimana lontano dalle nost re t ant o "sudate carte". Alaessandra Aicardi Margherita Burdese

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Pa g in a 12 N um e r o 3 — D i c e m br e 2 0 1 3 TEENVISION I .IN questo ambito le autorità potrebbero di certo fare molto di piu' ma invito chiunque a cercare bene poichè ,anche se forse non pubblicizzati a dovere , esistono eventi ,manifestazioni e spettacoli di grande interesse ; in particolare in questa settimana si è svolto il sottodiciotto film festival ,un festival cinematografico organizzato da Aiace e dalla città di torino . Il festival si svolge ogni anno durante la seconda settimana di dicembre ed è arrivato quest'anno alla sua 13esima edizione ha ospitato registi di fama internazionale come monicelli ,alan parker , jaco van dormael e jeunet , e inoltre organizza dibattiti e seminari su vari argomenti , incontri con personaggi di cultura e spettacolo ,retrospettive e ospita un concorso di cortometraggi rivolto a tutti i giovani aspiranti registi di torino che possono cosi avere l'opportunità di mostrare il proprio lavoro .In particolare è molto interessante la parte del festival chiamata "teenvision* si svolge ogni giorno del n tempi difficili come questi si ha sovente l'impressione che siano sempre meno di interesse per il comune le attività o gli eventi rivolti ai giovani Questi incontri si svolgono al cinema massimo e sono aperti a.chiunque festival in una fascia pomeridiana che va dalle 15 alle 17 .Viene proposto ogni giorno qualcosa di diverso ,un argomento di interesse culturale o di storia contemporanea oppure un incontro con un regista ,sempre legato a temi molto vari su cui creare un dibattito con il pubblico della sala. quest'anno si è parlato di Russia e della protesta delle Pussy Riot assieme ad un docente di storia contemporanea e ad un'esperta di cultura slava ,di jazz , del torino jazz festival e dei suoi progetti , di televisione assieme a Carlo Freccero ,"inventore " di rete 4 e direttore per molti anni della rai , e a MIchele Coppola ,creatore di vari format per mtv e del programma *masterpiece* ,di am- biente assieme al regista premio oscar Luc Jacquet ,biologo e poi regista de * la marcia dei pinguini* *la volpe e la bambina" " il était une fore^t" , e infine di "cultural shock" , un nuovo programma televisivo che invita giovani italiani a visitare il paese d'origine di un amico straniero rispettando le regole : niente cellulare ,niente fast food ,niente taxi o altre comodità . t á . Ringrazio inoltre gli studenti Francesca Lendini ,Sabrina Argoub ,Riccardo Dezza e Guglielmo Loliva assieme a cui ho partecipato e Ilaria dell'Aiace che ci ha aiutato e preparato agli incontri Edoardo Ciammariconi Questi incontri si svolgono al cinema massimo e sono aperti a.chiunque .Se si vuole parteciparvi piu attivamente c'é l'opportunitá come abbiamo fatto noi in cinque studenti del gioberti di contattare l'aiace e sotto la guida di una delle organizzatrici del festival di essere i mediatori del dibattito e gestirlo. É una bellissima esperienza che permette di interagire ancora meglio con ospiti molto interessanti e sensibilizza su temi di attualitá . Insegna inoltre a gestire un pubblico e ospiti particolarmente difficili come lo sono stati Carlo Freccero e Michele Coppola ,estremamente sofisti e con un discreto ego per essere gentili . É anche l'occasione per incontrare persone fantastiche come Luc Jacquet e di vivere un'esperienza i m t e r e s s a n t e . Invito chiunque voglia farne parte l'anno prossimo a rivolgersi alla professoressa De Maria che.ringraziamo per averci dato questa opportuni-

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J o e B e r ti Pagina 13 UN 8 DICEMBRE... GIURASSICO Sottodiciotto Film Festival: la 4H sta partecipanto a questo progetto come recensiori di eventi, occupandosi del blog. A 50 anni dall'uscita in Italia del primo episodio dei Flinstones e a 20 da quella di Jurassic Park, gli organizzatori del Festival hanno deciso di dedicare la giornata dell'8 dicembre interamente ai dinosauri. Dopo la proiezione di Gertie il dinosauro (il 1914), i Flinstones, due episodi tratti da Le straordinarie avventure di Jules Verne (il cartone animato che Lux Vide e Musicartoon hanno appena realizzato per la Rai) e il cortometraggio targato pixar Non c'è festa senza Rex (che ha viprimissimo cortometraggio nella storia su questo tema, in bianco e nero, risalente al sto protagonista nientepocodimeno che il simpatico dinosauro di Toy Story), finalmente siamo arrivati al clou della serata. Un grande film, un capolavoro di Steven Spielberg, che vanta ben tre Oscar e incassi stratosferici: Jurassic Park! So che da piccoli avevate paura perfino guardandolo sul divano e protetti dal mini-fortino costruito con le coperte, perciò abbiate compassione di quelli che come me se la son fatta sotto non mancano TRex e Velociraptor, che un po' incarnano i “cattivi” del film. guardandolo in 3D qualche giorno fa!! Il protagonista del film (che assomiglia a Kevin Kostner, ma non è Kevin Kostner, anche se sembra Kevin Kostner) è un paleontologo che si ritrova a dover visitare un parco di attrazioni molto particolare: pensate a come potrebbe sentirsi uno che basa tutto il suo lavoro sui fossili dei dinosauri nel momento in cui se li vede camminare davanti più vivi che mai! Oh, sì, dinosauri in carne ed ossa (o in carne e fossili, come preferite)! E alla collezione di specie presenti sull'isola non mancano T-Rex e Velociraptor, che un po' incarnano i “cattivi” del film. Ma le giornate a tema non sono finite qui! Infatti il 13 sarà un venerdì...goloso, con l'anteprima di Piovono Polpette 2, e sabato ci sarà l'evento più atteso di Sottodiciotto: armatevi di crocifissi e collane d'aglio, i vampiri arrivano al Festival!!

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Pagina 14 N um e r o 3 — D i c e m br e 2 0 1 3 A B R AC A DA B R A : Q UA N D O L A M AG I A D I V E N TA M AT E M AT I C A ! Venerdì 6 dicembre le classi V^ Alpha e II^ M si sono recate presso il circolo dei lettori di Palazzo Graneri per assistere allo spettacolo “La magia dei Numeri” realizzato in occasione dell’evento IncanTo : Torino città di prestigio. Mariano Tomatis, scrittore, art-director e illusionista, ha presentato alle classi una serie di dimostrazioni di come la magia e l’illusionismo siano sempre collegate alla razionalità della matematica. Abbiamo osservato nello specifico la chiaroveggenza, la telecinesi, gli U.F.O., la numerologia e la telepatia attraverso alcuni semplici e divertenti giochi, dimostrando che “il trucco c’è ma non si vede (o meglio, è ben nascosto tra numeri, radici, formule e… un po’ d’astuzia)”. “Ho trovato lo spettacolo molto stimolante e ho potuto vedere la matematica con occhi diversi: lo consiglio a chiunque voglia divertirsi e imparare qualcosa di nuovo” dice Nina Zibetti (V^ Alpha); ma Lorenzo Filipello non è del tutto d’accordo: “Lo spettacolo è stato interessante e intrigante, ma alcune cose erano un po’ scontate e banali. A mio parere, l’esperto avrebbe potuto approfondire di più alcuni argomenti.” Al fine di comprendere al meglio alcuni trucchetti matematici non troppo semplici, Tomatis ha coinvolto tutti gli studenti dimostrando che non esistono attualmente streghe o maghi capaci di piegare cucchiaini col pensiero, prevedere il futuro o leggere nella mente, ma soltanto abili matematici. Inoltre, sono stati presentati alcuni libri molto interessanti che affrontano la matematica non come un “mostro indecifrabile”, bensì come uno strumento per risolvere piccoli dilemmi quotidiani che ci sembrano apparentemente inspiegabili. (Alcune pubblicazioni dell’esperto: Numeri Assassini, Dietro il codice Da Vinci, Te lo leggo nella mente, Mariano Tomatis svela i trucchi dei grandi maghi attraverso la matematica. magia dei numeri). Perciò basta poco per immedesimarsi nei più grandi illusionisti e per poter dire “Non è leviosa, è matematica!” ROL Realtà O Leggenda?, Il trucco c’è, La Benedetta Minniti e Francesca Pisino.

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J o e B e r ti Pa g in a 15 PRIME CONSIDERAZIONI... Il primo trimestre volge al termine. Siamo tutti indaffarati e alquanto confusi, noi quartini. Compiti di qua interrogazioni di là... Il primo trimestre è stato parecchio movimentato: ho iniziato una nuova avventura con nuovi amici, professori, materie. Dopo tutto quest'estate non aspettavo altro che crescere e diventare liceale.. Ora che il sogno è diventato realtà, forse troppo, mi capita ancora di pensare agli anni prima e vedere quante cose siano cambiate io per prima. Ci dicono che dobbiamo crescere, e che magari ci vorrà un po'... Certo quando mi sono iscritta avevo diverse aspettative: conoscevo i rischi e le opportunit à ! Mi aspettavo ovviamente che avrei studiato tanto.. Si dopo tutto: "sono pazza, ho scelto il liceo dove si studia di più!" Citazione di tutti i miei conos c e n t i . Ma sono fiera dei miei cambiamenti e di quanto ció che mi aspettavo e ció in cui speravo mi abbia coinvolto così tanto. Mi aspettavo un nuovo ambiente e l'ho trovato. Mi aspettavo professori esigenti e li ho trovati. Mi aspettavo nuove esperienze e le ho trovate. Mi aspettavo tanta fatica e l'ho trovata. Mi aspettavo di arrivare a scuola con i grandi e il caffè in mano e l'ho trovat o . Diciamo che sono molto felice di quest'inizio e so benissimo che non è niente in confronto a quel che mi aspetta ma dopo tutto il liceo classico è una sfida vera e propria con sé stessi! Maddalena Bardelli sono fiera dei miei cambiamenti

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