Articolo sui disturbi dell'apprendimento

 

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Intervista ad Annnagiulia De Cagno sui disturbi dell'apprendimento

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corriere del mezzogiorno lunedì 22 novembre 2010 11 na de cagno «i disturbi dell apprendimento vanno diagnosticati in tempo» se imparare è difficile un team multidisciplinare per curare la dislessia infantile rescono i casi di dislessia in italia spesso taciuti a lungo o diagnosticati in ritardo È per questo che secondo anna giulia de cagno vicepresidente della federazione logopedisti italiani e componente della consensus conferece sui dsa «l approvazione di una legge per l introduzione di misure compensative e dispensative in ambito scolastico è di fondamentale importanza nel caso di una difficoltà troppo spesso minimizzata e che può diventare anche molto limitante» il disturbo specifico di apprendimento infatti pur non essendo considerato un disordine evolutivo grave essendo il suo nucleo centrale circoscritto alla sola abilità del leggere e dello scrivere ha un notevole peso in ambito educativo e sociale diversi contributi in letteratura sostengono che il disturbo una volta insorto si porta dietro conseguenze secondarie negative che con un intervento tempestivo si potrebbero evitare gli esiti sociali a distanza dei disturbi di apprendimento sembrano essere molto rilevanti non solo in termini di mancata realizzazione professionale ma anche in termini di conseguenze psicopatologiche in altri termini c il disturbo d apprendimento produce una «relazione a forbice» per cui più l intervento è tardivo meno produce risultati efficaci e maggiori sono i costi e i problemi aggiuntivi da affrontare per questo è importante partire da una definizione comune dei disturbi evolutivi specifici dell apprendimento identificati ormai in modo uniforme con l acronimo dsa ne ha definito anche criteri diagnostici eziologia procedure di indagine segni precoci con evoluzione e prognosi epidemiologia comorbilità e trattamento riguardo all età minima in cui è possibile effettuare la in genere ci si accorge di un disturbo dell apprendimento infantile soltanto nel secondo anno della scuola primaria diagnosi di dsa questa dovrebbe teoricamente coincidere con il completamento del secondo anno della scuola primaria età che coincide con il completamento del ciclo di istruzione formale del codice scritto in ambito clinico può tuttavia capitare di valutare già alla fine della prima elementare bambini con profili funzionali molto compromessi e in presenza di altri specifici indicatori diagnostici quali un pregresso disturbo di linguaggio e/o familiarità accertata per il disturbo di lettura appare possibile e soprattutto utile anticipare i tempi di formulazione diagno stica non appena un bambino con disturbo specifico di apprendimento i più comuni sono la disortografia dislessia discalculia e disgrafia entra nella scuola elementare si trova messo di fronte per la prima volta alla sua diversità È sempre l ultimo ad eseguire i compiti spesso non riesce a completare gli esercizi scritti quando gli si chiede di leggere è più probabile che si rifiuti piuttosto che sentirsi umiliato per la sua lentezza ed i suoi errori le insegnanti iniziano a dubitare della sua intelligenza così come i suoi genitori iniziano quindi i primi fallimenti scolastici e il conseguente senso di inadeguatezza che cresce comportando problematiche di natura emotiva come frustrazione ansia e rabbia a napoli l associazione ipertesto ha allestito da anni una ausilio-teca didattica grazie alla quale si può provare con mano l efficacia dei questi programmi dedicati a queste disabilità una volta individuato il disturbo è importante procedere il prima possibile con un un iter diagnostico che vede schierati più professionisti in una equipe multidisciplinare neuropsichiatra psicologo logopedista fuani marino © riproduzione riservata la paralisi cerebrale infantile è tra le patologie maggiormente invalidanti la doppia efficacia della «crovin» due diversi approcci per un risultato tangibile sin da subito uri anzi durissimi sono gli effetti della paralisi cerebrale infantile disturbo persistente ma non progressivo della postura e del movimento dovuto ad alterazioni della funzione cerebrale prima che il cervello abbia completato il suo sviluppo in stretta sintesi la paralisi cerebrale infantile rappresenta l esito di una lesione del sistema nervoso centrale che comporta una perdita più o meno estesa di tessuto cerebrale e le manifestazioni della lesione sono caratterizzate prevalentemente ma non esclusivamente da un alterazione delle funzioni motorie a fronte di un problema tanto grave esiste oggi una terapia d particolarmente efficace la crovin portata avanti dal dottor gennaro monetta l unico in italia un metodo che si avvale di due diversi approcci integrati tra loro quello legato all utilizzo del crosystem e quello dei vincoli muscolo cutanei andiamo con ordine il crosystem è un apparecchio elettromedicale ideato dal professor guido filippi neurofisiologo all università cattolica di roma uno strumento particolarmente utile per la normalizzazione del tono muscolare e il miglioramento della performance motoria quanto all azione di questo macchinario si tratta di una semplice e leggera stimolazione meccanica di ti po vibratorio che produce un aumento del controllo motorio il principio neurofisiologico sul quale si fonda l apparecchio è quello di potenziare le reti nervose del muscolo a beneficio di un ottimale controllo delle articolazioni in modo particolare il macchinario agisce su specifici recettori che raccolgono questi stimoli vibratori e li inviano al cervello il quale va a normalizzare il tono muscolare a questo come detto si aggiunge la tecnica dei vincoli muscolo cutanei «il presupposto scientifico di questo lavoro spiega il dottor monetta è basato sulle possibilità neurofisiologiche offerte dai recettori cutanei come fonte informativa per il sistema nervoso centrale questo approccio metodologico risulta essere innovativo in quanto precedentemente si era posta l attenzione solo sui recettori articolari e muscolari gli unici ritenuti capaci di dare movimento secondo studi più recenti sono i recettori cutanei che hanno un ruolo facilitatorio per l attivazione dei recettori muscolari e articolari specifici e più esattamente questi ultimi non possono esprimersi completamente senza il supporto dell informazione cutanea invece di usare bende adesive rigide chiarisce ancora monetta si usano bende estensibili ipoallergeniche prive di qualsiasi farmaco applicate sulla cute dei muscoli con deficit di forza lo scopo non è ridurre l ampiezza articolare entro un determinato range angolare come nei bendaggi funzionali bensì quello di stimolare questi specifici recettori cutanei così questi saranno capaci di attivare intensamente anche quelli articolari e muscolari tanto utili per la produzione del movimento la mobilizzazione l applicazione delle bende l esecuzione di esercitazioni e manovre nei vincoli muscolo cutanei impegnano quotidianamente il paziente in terapia da 45 a 90 minuti circa a seconda se gli arti da trattare sono 1 o 2 durante questo tempo il fisioterapista istruisce almeno un familiare ad aiutare il paziente a svolgere attività motorie finalizzate durante le ore successive un altra importante differenziazione rispetto alle altre tecniche è che i vincoli sono statisticamente più applicabili in quanto l applicazione dei cerotti è realizzata solo dal fisioterapista e necessita solo di un minimo di partecipazione del paziente e anzi superato l adattamento iniziale l accettazione della tecnica da parte del paziente con paralisi cerebrale infantile è elevata in quanto egli si sente come protetto e guidato nell esecuzione del movimento» dal rapporto stretto tra cute e muscolo sottostante attraverso la fascia questi bendaggi vengono dunque chiamati «vincoli» i muscoli bersaglio sono quelli paralitici e cioè tutti quelli appartenenti ad una specifica catena cinetica deputata a svolgere una determinata azione «l aspetto straordinario di questa terapia conclude il professor monetta è legato anche ai tempi di reazione in media già dalle prime tre sedute si ottengono risultati verificabili e tangibili» renato nappi © riproduzione riservata supplemento al © carmine festa redattore capo centrale editoriale del mezzogiorno s.r.l ernesto cesàro presidente nicola putignano vicepresidente giorgio fiore amministratore delegato distribuito con il corriere della sera non vendibile separatamente marco demarco direttore responsabile maddalena tulanti vicedirettore francesco durante redattore capo redazione campana sede legale vico ii s nicola alla dogana 9 80133 napoli tel 081.7602001 fax 081.58.02.779 reg trib napoli n 4881 del 17/6/1997 © copyright editoriale del mezzogiorno s.r.l tutti i diritti sono riservati nessu na parte di questo quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici meccanici elettronici o digitali ogni violazione sarà perseguita a norma di legge stampa sedit servizi editoriali srl via delle orchidee 1 70026 z i modugno bari tel 080.585.74.39 rcs produzioni spa via ciamarra 351 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