N. 73 - Anno 2013

 

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Giornale Italiano de España

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9 maggio, Festa dell’Europa L’imprenditorialità è al centro delle nostre politiche L’Unione europea è il principale operatore globale nel mondo Vice Presidente Commissione Europea e Commissario Europeo per l’Industria e l’Imprenditoria Antonio Tajani 73/2013 | GIORNALE ITALIANO DE ESPAÑA - GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

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ANTONIO TAJANI, VICE PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA E In occasione del 9 maggio, Festa dell’Europa, abbiamo intervistato Antonio Tajani, dal 2009 Commissario Europeo per l’Industria e l’Imprenditoria nella Commissione Barroso II. Ha dichiarato che questa sua carica significa “prendere a cuore l’Europa. La situazione dell’industria in Europa e in Italia è piuttosto difficile attualmente: dall’inizio della crisi a oggi, la produzione industriale nell’UE è scesa del 12% e in Italia la situazione è ancora più critica con un calo del 23,9%. Nei Paesi come l’Irlanda, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, la Romania e la Germania, l’industria rappresenta una quota del PIL superiore al 20%. L’imprenditorialità è al centro delle nostre politiche: vogliamo stimolare lo spirito d’impresa, favorire le start up innovative” dando un sostegno importante. E’ importante affiancare all’austerità misure per crescita, in modo più concreto bisognerebbe complementare il fiscal compact con un industrial compact che punti molto di più sull’economia reale di quanto non si sia fatto fino a oggi. Attualmente qual è la situazione dell’industria italiana ed europea? Il Vice Presidente Tajani all VIII Incontro Cotec Europa di Madrid La situazione dell’industria in Europa e in Italia è piuttosto difficile attualmente: dall’inizio della crisi a oggi, la produzione industriale nell’UE è scesa del 12% e in Italia la situazione è ancora più critica con un calo del 23,9%. Anche sul fronte dell’occupazione non si registrano buone notizie, purtroppo. Sia in Italia che in Europa, il numero degli occupati nel settore manifatturiero è calato del 10% dall’inizio della crisi, il che equivale a 3,8 milioni di posti di lavoro distrutti dall’inizio del 2008 alla fine del 2012. In questo quadro difficile, ci sono tuttavia dei segnali incoraggianti che vengono dalle esportazioni verso i paesi extra-UE, che sono in continua crescita e giocano un ruolo fondamentale nel sostenere l’industria europea in questa fase critica. intervista di Paola Pacifici Vice Presidente della Commissione europea, responsabile per industria e imprenditoria, settori importantissimi, direi vitali, per un Paese. Vorrei che spiegassi, ai nostri lettori, queste tue competenze. Quali sono le nazioni costituite da maggior industrie ed imprenditori? I dati sul peso del settore industriale nell’economia mostrano che in Paesi come l’Irlanda, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, la Romania e la Germania, l’industria rappresenta una quota del PIL superiore al 20%, che è l’obiettivo fissato a livello europeo dalla strategia sulla politica industriale. Per l’Italia siamo invece al 15.5%. Dal punto di vista del Essere Vice Presidenti della Commissione Europea significa prendere a cuore l’Europa in una situazione tanto difficile come quella attuale. Significa proporre soluzioni per uscire dalla crisi che ha colpito così duramente la base economica europea, e significa riuscire ad offrire un futuro prospero ai cittadini Europei, garantendo opportunità di lavoro e un futuro migliore e più sereno. Come Commissario all’industria mi sento di dire che è tempo per un rinascimento industriale. In passato si è addirittura giunti a credere che l’epoca industriale fosse finita. E che fosse arrivata l’epoca in cui l’economia dovesse essere basata esclusivamente sui servizi e la finanza. Ma la crisi ha mostrato che non è così. La crisi ha infatti dimostrato che i paesi Ue che hanno meglio retto sono quelli con una base industriale solida. Senza manifatturiero non si riesce più a innovare, a esportare, a creare lavoro. L’80% dell’innovazione e 2/3 dell’export vengono dall’industria e, per ogni posto nel manifatturiero se ne creano da uno a due nei servizi. Il mio obiettivo principale è rilanciare la crescita sostenibile e l’occupazione in Europa puntando sulla promozione e sul sostegno della nostra base industriale. Dobbiamo mettere in campo tutte le nostre forze per fermare il declino dell’industria e cogliere le opportunità date dalle nuove tecnologie e dalla globalizzazione. Con l’adozione, lo scorso 10 ottobre, della “Nuova strategia sulla politica industriale” abbiamo voluto incarnare questa nuova ambizione definendo un obiettivo specifico: portare al 20% la partecipazione dell’industria al PIL europeo entro il 2020. Una decisione senza precedenti per la politica industriale dell’Europa. Camminiamo a grandi passi verso una politica industriale europea autentica e ambiziosa. Gli Stati membri mi stanno Pag. 2 Antonio Tajani riceve la Legione d’Onore, la più alta onorificenza francese dalle mani del Ministro degli Affari Esteri Laurent Fabius numero di imprenditori esistono molti indicatori, ma vorrei soffermarmi in particolare sulla propensione all’imprenditorialità, dal momento che è proprio lo spirito imprenditoriale uno dei fattori chiave per un’economia più competitiva. In Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia e Lituania si registrano le più alte percentuali di individui che vorrebbero diventare imprenditori. Quanto invece al totale del settore manifatturiero europeo, le cinque maggiori economie (Germania, Italia, Francia, Regno unito e Spagna) contribuiscono per oltre il 70% 73/2013

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COMMISSARIO EUROPEO PER L’INDUSTRIA E L’IMPRENDITORIA Tajani alla Fiera di Hannover con Angela Merkel e Vladimir Putin Fra i due settori che tu rappresenti, quello più in crisi? Ma quando ricomincia la ripresa quale sarà quello che avanzerà prima? Vedere l’industria come un qualcosa di slegato dall’imprenditoria rappresenta a mio avviso una visione artificiale. È assolutamente possibile mettere in atto politiche che stimolino l’industria e, allo stesso tempo, favoriscano l’imprenditorialità e ciò è esattamente quello che stiamo facendo a livello Ue. L’imprenditorialità è al centro delle nostre politiche: vogliamo stimolare lo spirito d’impresa, favorire le start up innovative, aiutare i giovani a mettere in pratica le loro idee imprenditoriali e creare le condizioni per una classe imprenditoriale che sappia cogliere le opportunità che l’innovazione offre. In questo scenario, anche l’industria ricopre un ruolo di primo piano come motore della ripresa e di una crescita economica duratura e sostenibile. La Commissione Europea, nella sua strategia di politica industriale, si è impegnata ad invertire la tendenza al declino del ruolo dell’industria nell’economia: vogliamo infatti che l’industria arrivi a rappresentare il 20% del PIL dell’Unione Europea entro il 2020 (rispetto al 15% circa attualmente). Per concludere, sia l’imprenditoria che l’industria, con le loro forze e il loro potenziale innovativo e di crescita, sono egualmente importanti per la nostra economia e per uscire dalla crisi puntiamo fortemente su entrambe con iniziative concrete. commerciali. Numerosi accordi bilaterali di libero scambio sono già stati firmati con paesi chiave quali il Messico, il Sudafrica e la Corea. Gli altri saranno firmati a breve. Negoziati in corso sono con il Canada, l’India e i paesi del Mercosur. E non è tutto. Nel marzo 2013, l’UE e il Giappone hanno lanciato ufficialmente i negoziati per un accordo di libero scambio, mentre la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri il via libera per l’avviamento della trattativa per il “Transatlantic Trade and Investment Partnership Agreement” con gli Stati Uniti. Quest’ultimo accordo coinvolgerà non soltanto le tariffe tra i due paesi, ma anche e soprattutto questioni quali la regolamentazione, barriere non tariffarie e la burocrazia, compresi il taglio ai costi imposto dalla burocrazia e dalla legislazione, nonché liberalizzazione degli scambi di servizi e appalti pubblici. Con i servizi che ho predisposto ho anche dato un contributo importante in questo settore. Fin dal 2011 ho portato avanti numerose missioni per la crescita in America Latina, Stati Uniti, Egitto e Marocco, per citarne solo alcuni. Continuerò quest’anno con la Russia, la Cina, il Vietnam e Myanmar. Queste missioni apportano un contributo importante per la cooperazione industriale dell’UE in generale, e, più in particolare, per l’internazionalizzazione delle PMI, in quanto direttamente aiutano le piccole e medie imprese ad entrare in contatto con le autorità dei rispettivi mercati e con i potenziali partner commerciali. Durante queste missioni incontriamo autorità di alto livello e firmiamo accordi politici che costituiscono la base per una cooperazione rafforzata in diversi settori quali la cooperazione industriale, la politica delle PMI, il turismo, la cooperazione spaziale e le materie prime. Inoltre, la Commissione europea collabora con i governi dei principali partner commerciali di tutto il mondo per ridurre le barriere al commercio e agli investimenti, per consentire alle imprese europee di ottenere un migliore accesso ai mercati e di migliorare l’ambiente imprenditoriale nelle economie in via di sviluppo. Ad esempio, mediante il dialogo sulle politiche legislative l’UE cerca Quale peso hanno le decisioni prese dalla C.E. in questi due settori verso il resto dei paesi del mondo? Tajani apre lo European Space Expo L’Unione europea è il principale operatore globale nel mondo in ambito del commercio internazionale. Nel 2011, il supplemento delle esportazioni di beni manufatti dei 27 paesi europei rappresentavano circa il 16,4% del totale delle esportazioni mondiali (contro il 15,5% degli Stati Uniti e il 11,9% della Cina, esclusa Hong Kong). Sostenere l’industria e l’imprenditorialità è la chiave per rimanere in prima linea. L’industria resta uno dei principali motori per la ricerca, l’innovazione, la produttività, l’occupazione e le esportazioni. Il settore rappresenta l’80% delle innovazioni e il 75% delle esportazioni dell’UE. Inoltre, la produzione dell’UE ha un ruolo centrale nelle catene di valore globale di differenti industrie, come quelle europee. Pertanto, le decisioni della Commissione europea in materia di impresa e industria hanno un forte impatto sui partner commerciali. I due canali principali sono le relazioni commerciali e i dialoghi con i governi. A livello internazionale, voglio sottolineare che l’UE sostiene il lavoro del WTO sulla regolamentazione multilaterale, la liberalizzazione del commercio e lo sviluppo sostenibile. Tuttavia, l’Unione europea favorisce le relazioni bilaterali con i suoi principali partner 73/2013 di influenzare i governi dei paesi terzi ad adottare standard industriali comuni per la tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente, nonché procedure amministrative armonizzate, e a cercare nuove opportunità di partecipare a gare di appalto all’estero. I maggiori problemi delle nostre aziende italiane e delle altre europee? In un mondo sempre più globalizzato, le nostre aziende devono diventare sempre più competitive se vogliono cogliere appieno tutte le opportunità che si presentano sui mercati. Purtroppo, molte aziende italiane ed europee soffrono di un gap di competitività nei confronti delle aziende del resto del mondo e ciò evidentemente ostacola il loro potenziale, specialmente in un momento difficile come questo. Uno dei fattori alla base di questo problema è sicuramente il cosiddetto “fardello amministrativo”, ossia tutti quegli ostacoli di natura burocratica e giuridica, che spesso rendono le procedure amministrative troppo complicate, lunghe e incerte. Questi problemi minano la competitività delle nostre aziende di Pag. 3

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zione d’impresa e alla crescita. Questi sono, in sintesi: - Un migliore accesso ai finanziamenti; - Fornire agli imprenditori un sostegno nelle fasi cruciali del ciclo d’impresa, soprattutto nella fase iniziale; - Incoraggiare nuove opportunità imprenditoriali nell’era digitale; - Agevolare il trasferimento delle imprese; - Trasformare il fallimento in un successo: dare una seconda possibilità agli imprenditori onesti; - Ridurre la burocrazia e gli oneri amministrativi. Secondo te, il sogno di Cavour “Una Europa Unita” si è realizzato, non come unione di paesi, ma politicamente, finanziariamente ed economicamente? O ci sono ancora tante cose da fare? Il sogno di Cavour, di “Una Europa Unita” è realizzato solo parzialmente. C’è ancora molto da fare. Il mio sogno non si limita all’unificazione, ma va ben oltre. Io sogno gli Stati Uniti d’Europa. A livello politico una vera unione ci permetterebbe di parlare con una voce sola ancora più forte, e il nostro ruolo di potenza mondiale sarebbe riconosciuto più facilmente a livello internazionale. Per fare questo, dobbiamo pensare a come rendere la Banca centrale europea più forte. Oggi la Bce ha come unico obiettivo le azioni che fanno leva sull’inflazione, sulla quantità di moneta immessa nel sistema. Ma dobbiamo iniziare a pensare a un suo ruolo più pervasi- Antonio Tajani al Salone del Mobile di Milano fronte alle loro concorrenti di altri paesi e pongono inoltre degli ostacoli nei confronti dei potenziali investitori stranieri. L’Europa può fare molto per migliorare questa situazione: basti pensare alla direttiva sui ritardi di pagamento che sta dando un impulso decisivo per la risoluzione di uno dei problemi più annosi per le aziende italiane, ossia quello dei ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. Inoltre, le nuove tecnologie e la globalizzazione richiedono sempre di più alle imprese e ai loro dipendenti di avere le giuste competenze per fronteggiare la domanda di un mercato in continua evoluzione. C’è da dire però che in troppi casi la competitività delle nostre imprese è ostacolata dalla difficoltà a trovare manodopera con le giuste competenze e qualifiche. Questo è un problema importante su cui si sta impegnando la Commissione europea con iniziative concrete come il portale EURES che propone offerte di impiego da tutta Europa per fare incontrare efficacemente la domanda e l’offerta di lavoro in tempo reale. Il Vice Presidente Antonio Tajani presenta a Roma la Campagna Europea contro le contraffazioni Quali sono i maggiori problemi per gli imprenditori? Dall’inizio della crisi finanziaria, gli imprenditori sono stati particolarmente colpiti dalla stretta del credito. Secondo un’indagine (ECB and European Commission, SMEs’ Access to Finance, Survey 2011, 7 December 2011), l’accesso al finanziamento è il secondo problema più pressante per le PMI europee dopo la ricerca dei clienti. Un’inchiesta dell’Eurobarometro sull’imprenditorialità pubblicata all’inizio di quest’anno dalla Commissione conferma questi dati. E’ stato chiesto ai cittadini europei quali siano le maggiori difficoltà legate all’avviamento di un’attività imprenditoriale. L’80% circa dei lavoratori autonomi e degli imprenditori ha menzionato la mancanza di fonti di finanziamento, mentre il 70 % ha sottolineato la complessità delle procedure amministrative. Questi dati mostrano che - nonostante i progressi compiuti - abbiamo ancora molta strada da percorrere per rendere più favorevole l’ambiente in cui operano le imprese. Il Piano d’Azione per l’Imprenditorialità adottato dalla Commissione va in questa direzione. Esso si concentra su sei settori chiave in cui è necessario intervenire per rimuovere gli ostacoli esistenti alla creaPag. 4 vo, dobbiamo immaginare una Banca centrale che possa agire anche sul fronte della crescita e che assomigli, quindi, sempre più alla Federal Reserve. Per arrivare ad una vera e propria unione economica e monetaria, sono necessarie l’unione bancaria e l’unione fiscale. Progressi sostanziali devono ancora essere fatti per raggiungere un’unione politica. Quanto influiscono le leggi della C.E nella vita industriale ed impresariale in un paese? Le leggi dell’Unione Europea hanno avuto e continuano ad avere un impatto enorme sull’industria e sul tessuto imprenditoriale degli Stati membri. Basti pensare che molte delle norme introdotte dai singoli Paesi sono frutto di iniziative a livello europeo, oppure si pensi alle norme tecniche e agli standard di qualità per i prodotti promossi a livello europeo. Senza dubbio, l’Unione Europea ha contribuito e contribuisce a rendere più aperti i mercati, a stimolare la competitività e la concorrenza e a mettere a disposizione nuove possibilità di finanziamento, come ad esempio quelle della BEI o del Programma quadro per la ricerca e sviluppo. 73/2013

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IL VICE PRESIDENTE: ATTIVITà E RICONOSCIMENTI Dati personali Nato a Roma il 4 agosto 1953. Sposato con 2 figli. Ha vissuto a Parigi, Bologna e Roma. Istruzione e lingue Maturità classica conseguita presso il Liceo classico «Torquato Tasso», Roma. Laurea in Giurisprudenza, Università «La Sapienza». Lingue straniere: francese inglese e spagnolo. Esperienze lavorative Ufficiale dell’Aeronautica militare italiana. Superato il corso per Allievi Ufficiali alla scuola di Guerra Aerea di Firenze, ha frequentato il corso di specializzazione per controllore della difesa aerea presso il Centro tecnico addestrativo di Borgo Piave. Assegnato alla Base operativa del 33° Centro radar dell’Aeronautica militare, ha operato come controllore della difesa aerea e responsabile della Sala operativa, dove ha seguito il traffico aereo militare e civile italiano ed europeo. Giornalista professionista e giornalista parlamentare nonché redattore del periodico «Il Settimanale». Conduttore del Giornale radio 1 Rai. Responsabile della redazione romana del quotidiano «Il Giornale». Inviato speciale in Libano, Unione Sovietica e Somalia. Con Silvio Berlusconi, è stato uno dei firmatari dell’Atto di fondazione di Forza Italia. Posizioni politiche Vice Presidente della Commissione europea e commissario responsabile di Industria ed imprenditoria da febbraio 2010. Vicepresidente della Commissione europea e commissario ai Trasporti da maggio 2008 a febbraio 2010. Vicepresidente del Partito popolare europeo eletto al congresso di Estoril nel 2002, rieletto al congresso di Roma nel 2006 e poi ancora al congresso di Bonn nel 2009 e ancora a Bucarest nel 2012. Membro dell’Ufficio di Presidenza del gruppo del Partito popolare europeo. Ha partecipato a tutti i vertici del PPE in preparazione dei Consigli europei. Membro della Convenzione sull’avvenire dell’Europa, che ha stilato il testo della Costituzione europea. Eletto deputato al Parlamento europeo nel 1994, 1999 e 2004 con oltre 120.000 voti di preferenza. Nel corso di quindici anni di attività parlamentare, ha partecipato ai lavori di molte Commissioni (Affari esteri, Affari costituzionali, allora presieduta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Trasporti e turismo, Pesca, Sicurezza e difesa). Presidente della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo da giugno 1999 a maggio 2008. Portavoce del Presidente del Consiglio italiano nel primo governo Berlusconi. Riconoscimenti 17 aprile 2013 – Nominato Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore francese, per il suo impegno a favore dell’Unione Europea. La Legione d’Onore gli e’ stata consegnata dal Ministro degli affari esteri Laurent Fabius. 4 febbraio 2013 - Gran Croce dell’Ordine al Merito Civile dalla Spagna. 17 aprile 2012 - Onorificenza per la sua azione per le PMI e l’integrazione UE, dall’Istituto Reale Spagnolo degli Studi europei. 28 Marzo 2012 - Premio istituito dalla Optical Society of America per l’impegno nella promozione delle Tecnologie Abilitanti Fondamentali. Il premio viene assegnato ogni anno a leader pubblici che si sono distinti per le loro attività nel settore. 19 marzo 2012 - Premio Europa 2011 da parte del Gruppo di Iniziativa Italiana di Bruxelles (GII) per il forte impegno in favore del mondo imprenditoriale - in particolare delle PMI - e della diffusione dell’immagine del Sistema-Italia in Europa. 21 novembre 2011 - Premio giornalistico internazionale ”Argil: uomo europeo” Per la sezione ”Comunicare l’Europa”. Premio promosso dal giornalisti uffici stampa (GUS), dall’UGEF (Unione Giornalisti Europei per il Federalismo secondo Altiero Spinelli) e dall’ANGPI (Associazione Nazionale Giornalisti Pubblicisti Italiani), nonche’ dal Sindacato Cronisti Romani e con il patrocinio ed il contributo della Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, di Enti ed Istituzioni pubbliche Tajani presenta “Volar-e”, la più potente macchina elettrica nel Circuit de Catalunya di Barcellona Il Vice Presidente Tajani presenta il Piano di Azione per l’industria automobilistica Tajani all’inaugurazione del MobilityTech a Milano, con Moretti di Trenitalia Partecipazione di Tajani al convegno “Sei Un Giovane Imprenditore? L’Europa scommette su di te!”, organizzato a Milano 73/2013 Pag. 5

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IL VICEPRESIDENTE ANTONIO TAJANI A MADRID Tajani RiCEVE la “GRan CRuz INAUGURAZIONE DEL “CENTRO DE dEl ORdEn dEl MéRiTO CiVil” SERVICIOS GALILEO - LOyOLA DE PALACIO” La Ministra del Fomento Ana Pastor e il Vicepresidente della Commissione Europea Antonio tajani hanno inaugurato a Madrid il Centro de Servicios Galileo “Loyola de Palacio” in omaggio alla Vicepresidenta de la Comision Europea y Comisaria de Trasporte. Pastor ha ricordato che Galileo sarà il primo sistema di navigazione satellitare in versione civile e fornirà all’Europa una dipendenza tecnologica rispetto ai sistemi di navigazione attulae. “I sistemi globali di navigazione satellitare conosciuti GNSS sono strategici per l’economia e la difesa dei Paesi” ha sottolineato la Ministra. Il Centro “Loyola de Palacio” è inserito nell’installazione dell’Istituto Nacional de Técnica Aerospacial, sarà l’unico centro con un servizio aperto, un accesso libero e gratuito per tutti, con prestazioni superiori a quelle del GPS. Il Presidente del Governo, Mariano Rajoy, consegna la Gran Cruz de la Orden del Mérito Civil al vicepresidente della Commissione Europea e commissario dell’Industria e Imprenditoria, Antonio Tajani. Querido Presidente del Gobierno, Mariano Rajoy / (García Margallo/Soria). Queridos Ministros Es para mí un gran honor aceptar la Gran Cruz del Orden del Mérito Civil. Es además particularmente grato que la concesión sea en el Palacio de la Moncloa por parte del Presidente del Gobierno. Me siento muy honrado y agradecido a España. La verdad es que en vuestro país me siento como en mi propia casa. Me gusta mucho vuestra lengua. Recuerdo que he participado el 4 de junio de 2010 en el Encuentro Europeo de medios de comunicación que organizó la presidencia española en la sede principal del Instituto Cervantes en Madrid. Es verdad que cuando fui invitado por el Secretario General de Naciones Unidas, Ban Ki Moon, a hablar en Nueva York el 24 de junio de 2010, elegí el español para dirigirme a las Naciones Unidas. Sé que para vuestro país el turismo es crucial. Por eso, no es casualidad que la primera Comunicación europea sobre el Turismo aprobada después de la entrada en vigor del Tratado de Lisboa, fue presentada en Santiago de Compostela el 30 de junio de 2010. Por cierto, eso me permitió recorrer a pie un tramo del Camino de Santiago en pleno año Jacobeo. Conozco bastante bien España. Durante mi mandato he visitado las Comunidades Autónomas de Galicia, Asturias, Castilla y León, Madrid, Cataluña, Castilla la Mancha, Comunidad Valenciana, Murcia y Andalucía. Estoy haciendo un gran esfuerzo político por estrechar los lazos empresariales, industriales y turísticos entre Europa y América Latina. He visitado, solo o acompañado de empresas europeas, Argentina, Uruguay, Chile, Brasil, Perú, Colombia y México, además de los Estados Unidos. Hoy es para mí además un motivo de alegría por un segundo motivo: acabamos de inaugurar en Torrejón de Ardoz el Centro “Loyola de Palacio” de apoyo al proyecto espacial europeo Galileo. Loyola era una buena amiga mía. Estoy orgulloso de que un centro europeo de satélites lleve su nombre. La Orden del Mérito Civil fue instituida en 1926 por el rey Alfonso XIII, el abuelo de Su Majestad Juan Carlos. Me doy cuenta por tanto de la solera y el prestigio que tiene esta condecoración. Añado también, Presidente, que es pública mi estima por la Casa Real española. He participado junto a Su Majestad el Rey en todas las ediciones del proyecto COTEC y junto a los Príncipes de Asturias varias veces en FITUR. Deseo concluir agradeciendo a mis amigos y a mi familia (en italiano) su presencia hoy conmigo. “Es de bien nacido ser agradecido” dice un conocido refrán español. Hoy Presidente me siento muy agradecido a España. Sabéis que en Bruselas contáis con un buen amigo, leal y que hoy se siente orgulloso del honor que le concedéis. Gracias. CON I DISEGNATORI SPAGNOLI E I MEMBRI DELLA MESA DE LA MODA NEL MUSEO DEL TRAJE La Asociación Creadores de Moda de España ha organizzato un incontro con Antonio Tajani a Madrid. Il Vicepresidente della Commissione Europea e Commissario di Industria e Imprenditoria è in Spagna per presentare un programma ai principali rappresentati del settore, in vista della conferenza che si terrà a fine anno a Londra dove si esporrà il lavoro organizzato dalla Commissione Europea con i Disegnatori e i rappresentanti d’alta moda. Antonio Tajani si è incontrato con Agatha Ruiz de la Prada, Modesto Lomba, David Delfin, Juan Duyos e Helena Rohner in una visita al Museo del Traje. Inoltre, ad una cena, con il Ministro de Industria Comercio y Turismo José Manuél Soria. Dopo Madrid visiterà Milano e Parigi per incontrarsi con i rappresentanti del settore. Il Vice Presidente Tajani con il Presidente della asociacion decreadores de moda de España, Modesto Lomba, e la diseñadora Agatha Ruiz de la Prada Pag. 6 73/2013

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LA STORIA DELL'UNIONE EUROPEA I PADRI foNDAtoRI DELL'UE I seguenti leader visionari hanno ispirato la creazione dell'Unione europea in cui viviamo oggi. Senza il loro impegno e la loro motivazione non potremmo vivere nella zona di pace e stabilità che oggi diamo per scontata. Combattenti della resistenza o avvocati, i padri fondatori erano un gruppo eterogeneo di persone mosse dagli stessi ideali: la pace, l'unità e la prosperità in Europa. Oltre ai padri fondatori presentati di seguito, molti altri hanno ispirato il progetto europeo e hanno lavorato instancabilmente per realizzarlo. Questa sezione relativa ai padri fondatori è pertanto un lavoro in evoluzione. Konrad Adenauer, Joseph Bech, Johan Beyen, Winston Churchill, Alcide De Gasperi, Walter Hallstei, Sicco Mansholt, Jean Monnet, Robert Schuman, Paul-Henri Spaak, Altiero Spinelli abbattuto il muro di Berlino e, per la prima volta dopo 28 anni, si aprono le frontiere tra Germania Est e Germania Ovest, che saranno presto riunificate in un solo paese. 1990 - 1999 UN’EURoPA SENzA fRoNtIERE Il crollo del comunismo nell’Europa centrale ed orientale ha determinato un avvicinamento dei cittadini europei. Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle ‘quattro libertà’ di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti trattati: il trattato di Maastricht sull’Unione europea (1993) e il trattato di Amsterdam (1999). I cittadini europei si preoccupano di come proteggere l’ambiente e di come i paesi europei possano collaborare in materia di difesa e sicurezza. Nel 1995 aderiscono all’UE tre nuovi Stati membri: Austria, Finlandia e Svezia. Una piccola località del Lussemburgo dà il nome agli accordi di ‘Schengen’ che, gradualmente, consentono ai cittadini di viaggiare liberamente senza controllo dei passaporti alle frontiere. Milioni di giovani studiano all’estero con il sostegno finanziario dell’UE. Viene semplificata anche la comunicazione, in quanto sempre più cittadini utilizzano il telefono cellulare ed Internet. 2000 – 2009 ULtERIoRE ESPANSIoNE L'euro è la nuova moneta per molti cittadini europei. L'11 settembre 2001 diventa sinonimo di "guerra al terrorismo" dopo che alcuni aerei di linea vengono dirottati e fatti schiantare contro edifici di New York e Washington. I paesi dell'UE iniziano a collaborare molto più strettamente per combattere la criminalità. Con l’adesione all’UE di ben 10 nuovi paesi nel 2004 e di altri due paesi nel 2007 si ritengono definitivamente sanate le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale. Nel settembre del 2008 una crisi finanziaria investe l’economia globale, portando a una più stretta collaborazione in campo economico tra i paesi dell'UE. Il trattato di Lisbona entra in vigore il 1° dicembre 2009, dopo essere stato ratificato da tutti i paesi dell’UE, apportando in seno all’UE istituzioni moderne e metodi di lavoro più efficienti. 2010 – gIoRNI NoStRI - UN DECENNIo DI oPPoRtUNItà E SfIDE Il nuovo decennio si apre con una profonda crisi economica, ma anche con la speranza che gli investimenti in nuove tecnologie verdi e rispettose del clima e una più stretta collaborazione europea possano portare a una crescita e a un benessere duraturi. 1945 - 1959 UN’EURoPA DI PACE – gLI ALboRI DELLA CooPERAzIoNE L’Unione europea viene posta in essere allo scopo di mettere fine alle guerre frequenti e sanguinose tra paesi vicini, culminate nella seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta la Comunità europea del carbone e dell’acciaio comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Gli anni Cinquanta sono caratterizzati dalla guerra fredda tra Est ed Ovest. Le proteste in Ungheria contro il regime comunista sono represse dai carri armati sovietici nel 1956; l’anno successivo (1957), invece, l’Unione Sovietica diventa leader nella conquista dello spazio lanciando in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1. Sempre nel 1957, il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE), o ‘Mercato comune’. 1960 - 1969 I bRILLANtI ANNI SESSANtA – UN DECENNIo DI CRESCItA ECoNoMICA Negli anni Sessanta si assiste alla nascita di una vera e propria ‘cultura giovanile’, con gruppi musicali quali i Beatles che attirano orde di adolescenti ovunque si esibiscano, contribuendo ad alimentare una rivoluzione culturale che aumenta ulteriormente il divario generazionale. Sono begli anni per l’economia, grazie anche al fatto che i paesi dell’UE non applicano più dazi doganali nell’ambito dei reciproci scambi. Essi convengono inoltre il controllo comune della produzione alimentare, garantendo così a tutti il sufficiente approvvigionamento di tutta la popolazione – ben presto si registrerà anzi una produzione agricola eccedentaria. Il maggio 1968 è famoso in tutto il mondo per i moti studenteschi di Parigi – molti cambiamenti nella società e nel costume sono associati alla cosiddetta ‘generazione del ‘68’. 1970 - 1979 UNA CoMUNItà IN CRESCItA – IL PRIMo ALLARgAMENto Con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito il 1° gennaio 1973, il numero degli Stati membri dell’Unione europea sale a nove. Il breve ma cruento conflitto arabo-israeliano dell’ottobre 1973 scatena una crisi energetica e problemi economici in Europa. La caduta del regime di Salazar in Portogallo nel 1974 e la morte del generale Franco in Spagna nel 1975 decretano la fine delle ultime dittature di destra al potere in Europa. La politica regionale comunitaria comincia a destinare ingenti somme al finanziamento di nuovi posti di lavoro e di infrastrutture nelle aree più povere. Il Parlamento europeo accresce la propria influenza nelle attività dell’UE e, nel 1979, viene eletto per la prima volta a suffragio universale. 1980 - 1989 L’EURoPA CAMbIA voLto – LA CADUtA DEL MURo DI bERLINo In seguito agli scioperi dei cantieri navali di Danzica, nell’estate del 1980, il sindacato polacco Solidarność ed il leader Lech Walesa diventano famosi in Europa e nel mondo. Nel 1981 la Grecia diventa il decimo Stato membro dell’UE, mentre il Portogallo e la Spagna aderiscono all’UE nel 1986. Sempre nel 1986 viene firmato l’Atto unico europeo, che pone le basi per un ampio programma di sei anni finalizzato a risolvere i problemi che ancora ostacolano la fluidità degli scambi tra gli Stati membri dell’UE e crea così il ‘Mercato unico’. Si produce un grande sconvolgimento politico quando, il 9 novembre 1989, viene LA FESTA DELL’EUROPA Il giorno europeo o festa dell’Europa si celebra il 9 maggio di ogni anno. Questa data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet (cosiddetta Dichiarazione Schuman), che segna l’inizio del processo d’integrazione europea con l’obiettivo di una futura unione federale. La data coincide anche con il giorno che segna, de facto, la fine della Seconda guerra mondiale: il 9 maggio è infatti il giorno successivo alla firma della capitolazione nazista, quando furono catturati Hermann Göring e Vidkun Quisling. Il Consiglio d’Europa ha celebrato il 5 maggio come “Giorno dell’Europa” fino dal 1964, ricordando la propria fondazione avvenuta il 5 maggio 1949. La Comunità Economica Europea adottò invece come “Giorno dell’Europa” il 9 maggio in occasione del summit tenutosi a Milano nel 1985, in ricordo della proposta che Robert Schuman presentò il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, a partire dalla messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo verso una futura Europa federale indispensabile al mantenimento della pace. MEMBRI ITALIANI DEL PARLAMENTO EUROPEO DELLA VII LEGISLATURA L'Italia aveva inizialmente diritto a 72 membri nel Parlamento europeo, eletti a suffragio universale in seguito alle elezioni europee del 2009. In seguito alla ratifica del trattato di Lisbona, un seggio supplementare come deputato osservatore è stato attribuito all'Italia, non considerando il presidente del Parlamento come parte dei 750 deputati. Questo è l'elenco dei membri italiani che occupano i seggi del Parlamento europeo durante la Settima Legislatura (2009-2014), suddivisi per gruppo parlamentare di appartenenza e con indicazione della lista di elezione. Europeo (S&D): Vicepresidente: Patrizia Toia (PD). Membri: Pino Arlacchi (PD), Francesca Balzani (PD), Francesca Barracciu (PD), Luigi Berlinguer (PD), Rita Borsellino, Salvatore Caronna (PD), Sergio Cofferati (PD), Silvia Costa (PD), Andrea Cozzolino (PD), Francesco De Angelis (PD), Paolo De Castro (PD), Leonardo Domenici (PD), Roberto Gualtieri (PD), Vincenzo Iovine (CD), Guido Milana (PD), Antonio Panzeri (PD), Mario Pirillo (PD), Giovanni Pittella (PD), Vittorio Prodi (PD), David Maria Sassoli (PD), Debora Serracchiani (PD) gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratici Cristiani) (PPE): Vicepresidente: Vito Bonsignore (PdL). Membri dell’ufficio di presidenza: Roberta Angelilli (PdL), Antonello Antinoro (PID), Carlo Casini (UdC), Herbert Dorfmann (SVP), Carlo Fidanza (FdI-CN), Erminia Mazzoni (PdL), Licia Ronzulli (PdL), Lia Sartori (PdL), Marco Scurria (FdI-CN). Membri: Alfredo Antoniozzi (PdL), Raffaele Baldassarre (PdL), Paolo Bartolozzi (PdL), Sergio Berlato (PdL), Fabrizio Bertot (PdL), Antonio Cancian (PdL), Lara Comi (PdL), Ciriaco De Mita (UdC), Elisabetta Gardini (PdL), Giuseppe Gargani (UdC), Salvatore Iacolino (Grande Sud), Giovanni La Via (PdL), Clemente Mastella (UDEUR), Barbara Matera (PdL), Tiziano Motti (UdC), Alfredo Pallone (PdL), Aldo Patriciello (PdL), Enzo Rivellini (PdL), Potito Salatto, Sergio Silvestris (PdL), Salvatore Tatarella (FLI), Gino Trematerra (UdC), Iva Zanicchi (PdL) gruppo Alleanza progressista di Socialisti e di Democratici al Parlamento gruppo Europa della Libertà e della Democrazia (EfD): Copresidente: Francesco Speroni (LN). Membri: Magdi Cristiano Allam (Io amo l’Italia), Mara Bizzotto (LN), Mario Borghezio (LN), Lorenzo Fontana (LN), Claudio Morganti, Fiorello Provera (LN), Oreste Rossi, Matteo Salvini (LN), Giancarlo Scottà (LN) Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE): Vicepresidente: Niccolò Rinaldi (IdV). Membri: Sonia Alfano, Giommaria Uggias (IdV), Gianni Vattimo (IdV), Andrea Zanoni (IdV) gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR): Membri: Cristiana Muscardini (Conservatori e Social Riformatori), Susy De Martini (La Destra) Non Iscritti: Franco Bonanini 73/2013 Pag. 7

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Q U E S TA L A S T O R I A D E L L A B A N D I E R A E U R O P E A amburghese dell'organizzazione Europa Union, autore tra gli altri di due bozzetti depositati nel 1952 al Consiglio d'Europa e perfettamente analoghi alla bandiera poi scelta, salvo avere in un caso 11 e nell'altro 15 stelle d'oro su campo blu. Medesimo motivo stilistico era prevalente nei molti bozzetti (almeno 21 sono documentati) presentati da Arsène Heitz, bozzettista che lavorava presso l'ufficio postale del Consiglio d'Europa, tra i quali meritano menzione varie versioni di bandiera con campo blu e cerchio di stelle (d'oro o bianco-rosse) in numero variabile (ma di solito 14) più una singola stella di medesimo colore posta al centro del cerchio di stelle. E vi fu anche la proposta di Carl Weidl-Raymon di una singola larga stella d'oro su drappo blu, gradita anche dal Paul M. G. Lévy, belga ed allora direttore dell'ufficio per l'informazione e la stampa del Consiglio d'Europa, che fu scartata perché troppo simile alla bandiera del Congo. Il 25 settembre 1953 il comitato consultivo adottò quale proposta di bandiera da proporre ai rappresentanti dei governi il vessillo con 15 stelle dorate disposte in cerchio su campo blu, con la seguente testuale risoluzione: (in francese) "L'Assemblée décide de prendre pour emblème le drapeau d'azur à quinze étoiles d'or disposées en cercle (d'azur à cercle composé d'étoiles d'or à cinq raies dont les pointes ne se touchent pas)". Résolution 41(1) relative au choix d'un emblème de l'Assemblée consultative du Conseil de l'Europe (25 septembre 1953). Cette résolution a été adoptée par l'Assemblée au cours de sa 23e séance, le 25 septembre 1953 (voir Doc. 198, rapport de la commission du Règlement et des Prérogatives). La bandiera fu formalmente presentata alla stampa a Strasburgo il 26 settembre da François de Menthon, presidente del comitato consultivo del Consiglio d'Europa. La scelta del numero non soddisfaceva però la Germania in quanto uno dei 15 membri dell'organizzazione nel 1953 era il territorio della Saar (membro associato), non ancora reso dai francesi alla Germania ed il cui status era ancora sotto discussione. L'ipotesi di 14 stelle fu bocciata per analoghi motivi avanzati da parte francese ed il numero di tredici fu scartato anche per ragioni di superstizione, visto che è inteso negativamente in vari paesi europei. I rappresentanti dei governi decisero pertanto di istituire un comitato congiunto con l'assemblea parlamentare e chiesero all'Assemblea di sospendere l'uso di un vessillo fino ad una formale adozione della bandiera. Il comitato congiunto creò il 19 maggio 1954 una minicommissione di tre propri membri (compreso Bichet) e tre esperti di araldica (compreso l'araldo irlandese Slevin) per studiare e dirimere la questione. La commissione propose una bandiera azzurra con otto anelli d'argento intrecciati in cerchio, che fu scartata per una certa similitudine con la plancia girevole del telefono in uso in quegli anni e con il vessillo olimpico.Nel gennaio 1955 il Segretariato Generale del Consiglio d'Europa organizzò allora per i rappresentanti dei governi una rassegna dei numerosi progetti presentati, al termine della quale il campo si ridusse a sole due proposte, ossia a quella del diplomatico, storico e pacifista spagnolo Salvador de Madariaga, cofondatore in Belgio del Collegio d'Europa, il quale propose una costellazione di stelle su un fondo blu e a quella del francese Arsène Heitz, che sottopose una ventina di disegni, tra cui anche la corona di quattordici stelle d'oro su drappo blu con una stella d'oro al centro, che venne posta a giudizio in quel contesto. Il 25 ottobre del 1955 l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, considerate opinioni e riserve espresse, avallò la scelta di apporre dodici, anziché quindici, stelle sul drappo blu e raccomandò che i rappresentanti dei governi l'adottassero, cosa che gli Stati allora membri (Belgio, Danimarca, Francia, Germania fed., Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Turchia) fecero l'8 dicembre 1955. PRotoCoLLo D’USo La bandiera viene esposta sempre in occasione di interventi pubblici del Presidente in carica del Consiglio Europeo e solitamente si affianca alla bandiera nazionale quando le più alte cariche degli Stati membri La scelta della bandiera è il risultato di una lunga ed elaborata discussione che ebbe luogo presso il Consiglio d'Europa nella prima metà degli anni cinquanta ed il numero di stelle non è correlato al numero di stati membri, infatti le 12 stelle sono state interpretate come un simbolo antico di armonia e solidarietà a indicare, appunto, l'armonia e la solidarietà che dovrebbero caratterizzare i rapporti tra i Paesi europei. La cronistoria della scelta della bandiera europea ha inizio con la fondazione stessa del Consiglio d'Europa, istituito nel 1949 e che già nel 1950 attivò un proprio comitato per valutare il processo di selezione di una bandiera europea. Vennero presentate molte proposte, tra cui anche quella del politico austriaco e fondatore nel 1922 dell'Unione Paneuropea, il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, contenente una croce rossa dentro un cerchio giallo su drappo blu, ma che non fu accolta per il riferimento cristiano non coerente con la partecipazione al Consiglio d'Europa di un paese membro di predominante fede musulmana, quale la Turchia. Il francese Robert Bichet propose una bandiera bianca con quindici stelle verdi, quanti erano i membri dell'organizzazione in quel momento. Un'altra proposta fu quella del Movimento Federalista Europeo che propose la propria bandiera consistente in un'ampia E verde che copriva l'intero rettangolo del vessillo, lasciando in bianco la parte tra le aste orizzontali. Parecchie furono comunque le bozze con predominanza del blu e con simbologia circolare, comprese alcune proposte di Hanno F. Konopath, membro dell’Unione Europea hanno incontri politici ufficiali con leader di Stati non membri dell’Unione Europea. Durante il semestre di presidenza dell’Unione i palazzi del governo che detiene la presidenza espongono solitamente anche la bandiera dell’Unione, sebbene nel 2009 durante il turno di presidenza ceca, Václav Klaus, presidente della Repubblica ceca e noto euroscettico (e oppositore delle politiche per la riduzione del riscaldamento globale), si è opposto alla presenza della bandiera europea sulla sua residenza, la quale il 7 gennaio 2009 è stato oggetto di un’ironica azione da parte degli attivisti di Greenpeace i quali vi hanno videoproiettato la bandiera europea. Durante la presidenza francese dell’UE nel 2008 la torre Eiffel è stata illuminata con i colori della bandiera europea. Alcuni Stati membri hanno inoltre proprie regole in merito all’esposizione delle bandiere, ad esempio in Italia le bandiere italiana ed europea sono esposte all’ingresso dei palazzi governativi e delle scuole. Secondo i protocolli nazionali più diffusi, quando affiancate, la bandiera europea è esposta a destra della bandiera nazionale dal punto di vista dell’osservatore. Quando la bandiera europea è esposta unitamente a tutte le bandiere degli Stati membri (per esempio alle riunioni del Consiglio Europeo), le bandiere nazionali sono poste in ordine alfabetico (in base al nome espresso nella lingua ufficiale dello Stato ospitante) e la bandiera europea è esposta in testa o all’estrema destra delle bandiere. L’uso della bandiera europea è lecito anche da parte di privati, purché per obiettivi o attività non incompatibili con i principi e gli scopi dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa. Le bandiere europee vengono esposte nell’Unione Europea anche per le celebrazioni del 9 maggio, festa dell’Unione. Sono stati illuminati coi colori della bandiera europea la torre Eiffel di Parigi durante la presidenza francese dell’Unione e la ruota panoramica di Londra il 9 maggio 2007; il 9 maggio 2008 la bandiera europea è stata issata anche sul Reichstag di Berlino. L’INNO UFFICIALE DELLA UNIONE EUROPEA L'inno ufficiale dell'Unione europea è il movimento finale della Nona sinfonia composta nel 1823 da Ludwig van Beethoven, anche chiamato "Inno alla Gioia". Si tratta in realtà dell'inno non solo dell'Unione europea ma anche dell'Europa in generale. L'inno fu adottato nel 1972 dal Consiglio d'Europa (lo stesso organismo che concepì la bandiera europea), in quanto "senza parole, con il linguaggio universale della musica, questo inno esprime gli ideali di libertà, pace e solidarietà perseguiti dall'Europa". Questa motivazione sottintendeva che in origine l'inno sarebbe stato privo di testo, in quanto parecchie nazioni europee dopo la seconda guerra mondiale non gradivano un inno con il testo scritto in tedesco. Ancora oggi questo pregiudizio - e quindi il fatto di cantare l'inno non è del tutto superato. Si sta tuttavia diffondendo l'uso di una versione cantata in lingua latina, neutra rispetto ai Paesi membri, che tuttavia mantiene un carattere ufficioso: "EST EUROPA NUNC UNITA / ET UNITA MANEAT; / UNA IN DIVERSITATE / PACEM MUNDI AUGEAT. SEMPER REGANT IN EUROPA / FIDES ET IUSTITIA / ET LIBERTAS POPULORUM / IN MAIORE PATRIA. CIVES, FLOREAT EUROPA, / OPUS MAGNUM VOCAT VOS / STELLÆ SIGNA SUNT IN CÆLO / AUREÆ, QUÆ IUNGANT NOS. Per il movimento finale della sinfonia, Beethoven musicò l'"Inno alla gioia" composto nel 1785 da Friedrich von Schiller. Il poema esprime la visione idealistica di Schiller sullo sviluppo di un legame di fratellanza fra gli uomini, visione condivisa da Beethoven. Il compositore pensava idealmente a tutti gli uomini, perciò questa musica sarebbe stata più idonea ad essere l'inno mondiale, e non solo l'inno europeo. Nel 1985 venne adotta- to dai capi di Stato e di governo dell'UE come inno ufficiale dell'Unione europea. Non vuole sostituire gli inni nazionali degli Stati membri ma celebrare i valori che essi condividono e la loro "unità nella diversità", come recita il motto europeo. Ormai è divenuta consuetudine nelle cerimonie ufficiali eseguire prima l'inno della nazione interessata, e subito di seguito l'inno europeo. Ne furono approntate, ad opera di Herbert von Karajan, tre versioni: per piano solo, per fiati, cioè per banda e per orchestra sinfonica. Questa vicenda nasconde una storia ambigua. In origine, nell'anno 1971, venne bandito un concorso per l'inno europeo. Il numero di compositori partecipanti non è mai stato reso noto, ma si parlò di più di 2.000 (molti di questi hanno in seguito rilasciato testimonianze generalmente solo orali sulla loro partecipazione). Ad un certo punto nella vicenda si inserì Karajan, proponendo la musica di Beethoven, il che sottintendeva che con il suo complesso dell'Orchestra filarmonica di Berlino si sarebbe potuto realizzare incisioni discografiche. Il Consiglio d'Europa, venuto a conoscenza della proposta, considerando anche l'oggettiva difficoltà di giudicare più di 2.000 partiture e visti i nomi celebri di Beethoven, Karajan e dell'Orchestra berlinese, annullò il concorso ed aderì alla proposta. Diritto di iniziativa dei Cittadini Europei Si è costituito un comitato che ha presentato la proposta alla Commissione europea per la raccolta del milione di firme necessarie per proporre un atto legislativo di iniziativa popolare che adotti un testo ufficiale per l’inno dell’Unione Europea. Il testo è in lingua esperanto per essere neutro nei confronti delle 23 lingue ufficiali dell’unione. È stato scritto da Umberto Broccatelli. Dopo che la Commissione europea confermerà, entro giugno 2012, che la proposta è accettabile inizierà la raccolta delle firme. 73/2013 Pag. 9

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JAIME REVILLA, PRESIDENTE DE IVECO ESPAÑA giovani si devono dedicare maggiormente ad una formazione più completa possibile per ottenere il meglio, senza dimenticare le lingue, conseguire qualcosa “in più” che lo differenzi nella dura competizione per il primo lavoro o al momento di convertirsi in imprenditore. In questo momento dobbiamo tener presente più che mai la massima “el saber no ocupa lugar”. È importante essere flessibili, perseveranti, agili, innovatori e molto lavoratori per affrontare e adattarsi alle realtà del mercato del lavoro che cambiano continuamente. MADRID Dalla ultima intervista che mi hai rilasciato, presidente, è passato circa un anno. Facciamo un riassunto delle attività di questo periodo? La Juventus festeggia per il secondo anno consecutivo con Iveco Irisbus punto di vista economico, aziendale e sociale la Spagna? intervista di Paola Pacifici Presidente, la visita dell’Istituto di Sassari allo stabilimento IVECO suscita sempre molto interesse. Da un punto di vista aziendale cosa trasmette ai giovani la azienda IVECO? Per noi è stato un piacere ricevere gli alunni dell’Istituto presso il nostro stabilimento IVECO di Madrid che da quest’anno è al centro dell’importante produzione di veicoli pesanti nel mondo, oltre che essere l’unica fabbrica di camion pesanti esistenti in Spagna. La IVECO ha impostato tutto sulla Spagna. Per questo investiamo 500milioni di Euro nei prossimi anni creando 1200 nuovi posti di lavoro. Questo è stato possibile perché siamo un’azienda preparata e per arrivarci sono state necessarie basi solide che poi hanno giocato a nostro favore. Come una manodopera competitiva ed altamente qualificata, una flessibilità massima ed una buona sintonia con i sindacati che sapevano vedere, addirittura prima dei suoi colleghi di altri Paesi europei, qual era la chiave per assicurare il futuro con la creazione di nuovi posti di lavoro. È questo che speriamo aver trasmesso agli studenti italiani che ci hanno visitato. Naturalmente oltre allo sforzo, all’entusiasmo e al lavoro ben fatto alla ricerca dell’eccellenza. È stato un anno molto intenso in tutti i settori dell’impresa con uno scenario macroeconomico molto difficile. Però nonostante questo l’IVECO ha incrementato la sua quota di mercato e in Spagna è leader in quello industriale. Un difficilissimo lavoro nel quale abbiamo conseguito il successo. Abbiamo chiuso la fusioni di IVECO con CNH, così che adesso siamo un’azienda più forte, solida e globale. Oltre al lancio del nuovo Stralis Hi-Way, il camion pesante su strada, e la “joya” dell’IVECO, che è Truck of the Year 2013, all’inizio di quest’anno abbiamo presentato il nuovo Trakker. Per la Spagna questi due modelli hanno un’importanza capitale perché entrambi si producono in esclusiva nello stabilimento di Madrid. In campo sportivo l’anno è iniziato con Dakar 2013, il rally più duro del mondo, nel quale l’IVECO ha tentato di ripetere il trionfo dell’anno precedente. Questa volta non è stato possibile, ma ci proveremo di nuovo. Abbiamo anche rinnovato la sponsorizzazione del Moto GP squadra Yamaha, dove corre il campione del mondo in carica Jorge Lorenzo e dove è ritornato Valentino Rossi. Quali sono i mercati che in questo momento sono più interessanti per la IVECO? Quali sono per i giovani di oggi, che si affacciano al mondo del lavoro, sia come lavoratori e sia come imprenditori i punti più importanti che debbono tener presente? I giovani europei stanno affrontando uno dei momenti più complicati che hanno vissuto le ultime generazioni come conseguenza della difficile situazione economica, la diminuzione dei posti di lavoro e il profondo cambio che si sta verificando. L’entrata al mondo del lavoro è per loro molto più complicato che per le generazioni anteriore. Hai meno offerta e, per tanto, una maggiore selezione. Gli inizi nel mondo lavorativo sono più difficili che cinque anni fa, quando scoppiò la crisi. In questo momento, quindi, più che mai i Per quanto riguarda le aziende leader nel settore automobilistico, i mercati principali sono America Latina e Asia, soprattutto Cina, dove IVECO ha due joint venture, Naveco e SIH (SAIC Iveco Hongyan). I tre punti chiave della strategia aziendale IVECO in Cina sono l’introduzione nel mercato locale dei veicoli europei di fascia alta per soddisfare la crescente domanda del mercato cinese per i modelli premium, l’espansione delle attività delle due joint venture ed esportazione di veicoli prodotti dalla joint venture con altri mercati esteri attraverso la rete di vendita globale di IVECO. L’Africa sta cominciando a diventare un mercato importante per i nostri veicoli. Per gli stabilimenti spagnoli i principali mercati sono europei, però, soprattutto quello di Madrid, esporta in Russia, Sud Africa, Medio Oriente, Oceania e Sud America. I Paesi periferici della Comunità Europea, tra i quali la Spagna, sono stati duramente colpiti dalla crisi economica internazionale dal 2008. La nuova situazione sorprese la Spagna e altri Paesi vicini senza essere preparati per una recessione economica mondiale senza aver fatto le riforme strutturali e finanziarie e con una spesa pubblica eccessiva per la nuova situazione. Per questo ci fu una rapida perdita di fiducia internazionale con le gravi conseguenze che tutti conosciamo e stiamo vivendo. In questo complicato contesto l’industria spagnola, e nel concreto del trasporto, si trasformata nel settore chiave per il recupero anche se una posizione periferica potrebbe pregiudicare, perché suppone un importante aumento di costi logistici, esistono però altri fattori che aiutano ad equilibrare questo svantaggio. Così lo hanno dimostrato gli ultimi investimenti, uno di 3.000 milioni di Euro, che realizzeremo nei prossimi mesi o anni. Tra questi c’è il Plan Industrial che la IVECO ha fatto partire per i suoi stabilimenti per Madrid e Valladolid. La Spagna è, ancora una volta, un paese attraente per il settore industriale, ancora più attraente di altri per l’ambiente, e penso che dovremmo sostenere questo cambiamento, perché solo una struttura industriale forte e competitiva permetterà al paese di uscire dalla crisi attuale. Adeguare l’andamento di una azienda al difficile momento economico del Paese è essenziale, quindi quali sono i programmi futuri della IVECO? Certamente manteniamo gli obbiettivi fissati nel Plan Industrial de Iveco España, con un investimento di 500 milioni di Euro fino al 2016 e 1200 nuovi posti di lavoro. L’anno scorso abbiamo assunto 430 persone e il primo gruppo ad entrare questo anno è in via di formazione. Lo stabilimento di Madrid sta lavorando a pieno regime, però abbiamo bisogno di aumentare la produzione. Lo stabilimento di Valladolid che divide la produzione del Daily con quello del Suzzara è in grande difficoltà per la forte caduta del mercato ma per il prossimo anno si prevede la produzione del nuovo Daily. Nel 2014 entra in vigore la nuova normativa di emissioni Euro 6. La IVECO è pronta con la innovativa tecnologia HIGH-EfficiencySCR (HI-eSCR), su brevetto di FPT Industrial. Questo nuovo ed esclusivo sistema di riduzione catalitica ha permesso a IVECO di rispettare la normativa Euro 6, semplificando il sistema post trattamento dei gas permettendo di utilizzare la stessa struttura della cabina perché al motore non serve un sistema di raffreddamento addizionale. Il sistema HI-eSCR offre ai clienti IVECO numerosi vantaggi come la riduzione di peso, un minor consumo di carburante e una maggiore durata grazie ad una tecnologia più semplice ed efficente. Dove, secondo te, sta andando, da un Iveco Irisbus ha presentato in Piazza Venezia a Roma il nuovo autobus Citelis. Consegnati 330 automezzi all’Atac che entreranno in servizio dal mese di giugno. Il Citelis è un autobus con ridotto impatto ambientale e a basso consumo. Con Motore diésel Cursor 8, de FPT Industrial, con una potenza de 290 cavalli la versione da 12 metri e 380 cavalli quella da 18 metri. È disponibile da 10,5, 12 e 18 metri, con propulsione diesel, gas naturale o Ibrida. Ha l’omologazione EEV, una potenza tra i 245 e 380 cavalli in quelli diesel e tra 245 e 380 cavalli nei GNC, l’ibrido ha 300 cavalli. Pag. 10 73/2013

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IVECO, Società del Grupo Fiat Industrial, progetta, fabbrica e commercializza un’ampia gamma di veicoli industriali leggeri, medi e pesanti, da lavoro, autobus, autocarri e veicoli speciali per diverse applicazioni, contro incendi, fuoristrada, difesa e protezione civile. Con più di 25.000 persone, IVECO produce in 11 Paesi nel mondo con tecnologie di eccellenza. La IVECo è presente in Europa, in Cina, in Russia, Australia e America Latina. Circa 5.000 punti vendita e assistenza in più di 160 Paesi che assicurano un servizio tecnico in qualsiasi area geografica dove lavora un veicolo IVECO. MADRID di Paola Lungarini L A I. P.I. A . D I S A S S A RI IN VIS I TA A L L A I V EC O L’Associazione Italiani in Spagna ha organizzato per l’Istituto Professionale per l'industria e l'Artigianato di Sassari la visita all’IVECO di Madrid. 50 i ragazzi che hanno potuto visitare gli stabilimenti della nuova IVECO e vedere in opera le nuove tecnologie per la progettazione e la fabbricazione dei futuri mezzi da lavoro. 73/2013 Pag. 11

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GLI EVENTI NELL’AMBASCIATA ITALIANA Barcellona), Padre Angel Garcia Rodriguez (Presidente della Fondazione Mensajeros de Ia Paz) e la nipote della scienziata, Piera Levi-Montalcini. Di Rita Levi-Montalcini molto si e detto e ancora di più scritto, i suoi studi e la sua personalità sono noti in tutto il mondo. Ma la sua figura continua a destare ammirazione ed interesse, non solo per il lavoro realizzato, ma anche per il messaggio cui tutta la sua vita si è ispirata che può fungere da stimolo ed esempio per le nuove generazioni: la curiosità intellettuale, il suo straordinario umanesimo, l'attitudine allo sforzo per superare ogni impedimento, l’altruismo che l’ha portata non solo a preoccuparsi per il prossimo, ma anche a mobilitarsi personalmente e la sua determinazione ed impegno sino agli ultimi giomi. Dalle parole contenute nel libro “La lezione di Rita Levi - Montalcini”, ad opera di Giuseppina Tripodi, per oltre quarantanni sua diretta collaboratrice, l'illustre scienziata descrive “quanto più mi ha appassionato” nella vita, con parole che sintetizzano la complessità dei MADRID di Paola Lungarini LA STRAORDINARIA FIGURA DI RITA LEVI-MONTALCINI L’Ambasciatore d’ltalia, Pietro Sebastiani ha inaugurato un evento commemorativo della straordinaria figura di Rita Levi-Montalcini, alla vigilia di quello che sarebbe stato il compimento del suo centoquattresimo anno di eta. L’iniziativa e realizzata in collaborazione con l’Associazione “Mensajeros de la Paz”, insignita con il prestigioso Premio “Principe delle Asturie” e dedita alle attività sociali a favore dei meno abbienti, di cui Rita Levi-Montalcini è stata membro ed attiva sostenitrice. L’evento verrà realizzato con il contributo del Gruppo italiano Chiesi Farmaceutici S.p.A. All’evento, ospitato dall’Ambasciata d’ltalia, sono intervenuti Giuseppina Tripodi (responsabile della Fondazione Levi-Montalcini Onlus), Caterina Biscari (scienziata italo-spagnola Direttrice del Sincrotrone ALBA di suoi interessi: “Realtà ed esperienze tanto differenti tra loro, ma che hanno obiettivi comuni: la centralità della persona e il fine ultimo del concetto della ragion d’essere, dimostrando che e possibile coniugare scienza, economia e solidarietà per costruire un futuro migliore volto al benessere dell'intera umanità”. TEChNOGyM: ThE WELLNESS COMpANy - UNO STILE DI VITA prodotti, servizi e soluzioni per il fitness e il Wellness. L’azienda oggi impiega circa 2200 dipendenti, di cui la metà nella sede centrale di Cesena, presso le 14 filiali in Europa, Stati Uniti, Asia, Medio Oriente, Australia e Sud America, esporta il 90% della propria produzione in oltre 100 paesi, ed ha attrezzato 65.000 centri Wellness e oltre 100.000 abitazioni nel mondo. Nel 2012 l’azienda ha inaugurato il technogym village, la nuova sede dell’azienda che rappresenta il primo esempio di Wellness Campus al mondo. Il progetto si estende su un’area di 150.000 mq e comprende: centro di ricerca ed innovazione, gli stabilimenti produttivi e un grande wellness center dedicato all’attività fisica, all’interior design ed alla cultura del wellness. La ricerca e l’innovazione rappresentano da sempre il motore della crescita di Technogym attraverso lo sviluppo di prodotti e servizi. Qualità ed affidabilità ed il design è il segno distintivo di Technogym che ha permesso all’azienda di ottenere importanti premi a livello internazionale, come il Red Dot Design Award, uno dei più prestigiosi riconoscimenti per l’alta qualità del design e la capacità di coniugare estetica e funzionalità. L’offerta dell’azienda è rappresentata dalla technogym total Solution, una soluzione su misura per ogni singolo cliente, composta da attrezzature innovative, software per la gestione dell’allenamento e servizi a valore aggiunto come l’Interior Design, la consulenza e formazione, l’assistenza post vendita e il supporto marketing. Tale soluzione è disponibile per ogni segmento di mercato: dalle abitazioni private agli hotel e beauty farm, dai centri di riabilitazione ai fitness club, dalle palestre aziendali alle strutture sportive di università, scuole e strutture militari. I piloti di Formual1, come Michael Schumacher, si sono allenati per anni con Technogym. I campioni di prestigiosi clubs calcistici come Juventus, Inter, Milan, Ajax, Real Madrid e Liverpool, così come Alinghi e Luna Rossa nella grande vela dell’America’s Cup utilizzano macchine e soluzioni per l’allenamento cardiovascolare, della forza e riabilitazione. Ma Technogym non è solo al fianco di numerose squadre internazionali, l’azienda è stata fornitore ufficiale delle ultime cinque edizioni dei Giochi Olimpici: Sydney 2000, Atene 2004, torino 2006, Pechino 2008 e Londra 2012. Le ultime creazioni Technogym Da oltre 20 anni Technogym è impegnata nella promozione del Wellness, lo stile di vita basato su una regolare attività fisica, un’alimentazione equilibrata ed un approccio mentale positivo. Una vision innovativa che coniuga business e responsabilità sociale. Fondatore e Presidente, Nerio Alessandri ha progettato e realizzato le prime attrezzature per la palestra direttamente nel proprio garage di casa nel 1983 all’età di 22 anni. In qualità di più giovane “Cavaliere del Lavoro” italiano nominato nella storia della Repubblica, Alessandri e Technogym hanno ricevuto numerosi premi a riconoscimento dell’eccellenza del lavoro svolto. Nel 2003 Ernst & Young premia Alessandri come “Imprenditore dell’anno”. Per tre anni consecutivi, la compagnia ha ricevuto il riconoscimento come Great Place to Work, aggiudicandosi il primo posto nel 2003, venendo così identificata come il miglior luogo di lavoro in Italia ed in Europa. Technogym è un’azienda leader mondiale nella fornitura di L’Ambasciatore Pietro Sebastiani e Signora con l’ex calciatore della Sampdoria, Roma e Valencia, Amedeo Carboni e Signora. Il Presidente di Technogym Nerio Alessandra e Signora, gli ex tennisti Carlos Moyá e Roberto Carretero, l’Ambasciatore Pietro Sebastiani e la Signora Cristina Finucci. Pag. 12 73/2013

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ALLA SCUOLA STATALE ITALIANA DON ÁLVARO DE MARIChALAR y SÁENZ DE TEJADA Il giorno 24 aprile la Scuola Italiana di Madrid ha ricevuto la visita di Don Álvaro de Marichalar y Sáenz de Tejada. Il navigante ha tenuto una conferenza sulla “motivazione personale”, raccontando nei dettagli le sue 38 spedizioni effettuate e gli 11 record mondiali ottenuti. “Hay que realizar el sueño, conseguir el objetivo, sin trampas”, con queste parole ha aperto la sua conferenza ed ha proseguito promuovendo il rispetto verso la natura, la vita sana e lo spirito di superamento personale. “Nella vita qualsiasi sogno si può realizzare, qualsiasi sfida si può vincere. La fede e lo spirito di sacrificio ci devono accompagnare nelle situazioni difficili in cui le nostre forze fisiche e mentali sono poste al limite; solo così possiamo raggiungere il nostro obiettivo e realizzare il nostro sogno. Non importa le volte in cui falliremo, per me era la terza volta che provavo a completare questa spedizione (la traversata Roma - NewYork), ma alla fine ce l’ho fatta, alla fine ho visto e ho toccato terra, ed oggi sono qui con voi a raccontarvelo”. Con questo spirito Don Álvaro de Marichalar ha portato gli studenti con sé, sulla sua moto ad acqua “Numancia”, e con lui hanno visitato isole, hanno conosciuto porti, hanno visto volti di persone sconosciute il cui abbraccio arrivava caldo e forte verso questo navigante dallo spirito giovane e stravagante, che non perde il sorriso, né la speranza di sognare. La luce di una candela è rimasta accesa sul palco durante tutta la conferenza. Quel faro shakespeariano per sempre fisso, che guarda alle tempeste e mai ne è scosso, quella stella polare per ogni nave errante, che nelle freddi, oscure e solitarie notti ha illuminato la rotta di un uomo che è caduto e si è rialzato, che ha sentito la disperazione addosso e non ha perso la speranza, che si è perduto a volte e si è ritrovato, che ha avvertito il brivido ghiacciante della morte, ma ha continuato a seguire quella luce, scegliendo la vita. MADRID di Paola Lungarini Alvaro con el Alcalde de San Agustín FLORIDA Sr Joe Boles al que entrega el Tajamar de la Armada Española frente al Monumento a Ponce de León que se encuentra en San Agustín 73/2013 Pag. 13

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LETTA E RA JOy, TANTI PROBLEMI IN COMUNE MADRID di Paola Lungarini l consiglio europeo di giugno deve "costituire un momento di decisioni importanti, di passi avanti concreti sull'unione bancaria" e, in particolare, "su una strategia rivolta alla lotta alla disoccupazione giovanile". Lo ha detto il premier Enrico Letta nella conferenza stampa congiunta a Madrid con il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. Il vertice di giugno è un "incontro di grandissima importanza per noi perché la strategia europea è il pilastro principale del nostro governo", ha aggiunto Letta. L'Ue non deve essere più vista come "una matrigna ma come portatrice di notizie positive, di calore, di risposte". "Ecco perché il tema di cui abbiamo parlato oggi" con Rajoy è stato appunto l'idea di "fare del consiglio europeo di giugno un momento centrale per la lotta la dramma della disoccupazione giovanile. Sarà il nostro sforzo principale", ha concluso Letta. Letta mette quindi in guardia dalla ''crescita dei movimenti antieuropei'', che ''riguarda quasi tutti i paesi''. Ed è una crescita, ammonisce il presidente del Consiglio, ''dovuta la fatto che i nostri cittadini non vedono un'Europa utile per la loro vita quotidiana. Se il consiglio europeo di giugno, di fronte a una situazione così complicata, se ne uscisse con una conclusione burocratica, routinaria, formale, in cui si mette in campo un grande piano astratto che ci vogliono 2 anni per applicarlo, facilmente si creerebbero le condizioni'' per un sentimento antieuropeo. E in vista dell'elezione per il Parlamento europeo del 2014, ''rischiamo di creare un clima in Europa in cui i partiti vincenti saranno i partiti antieruopei, rischiamo di avere un parlamento europeo il più antieuropeo di sempre'', avverte Letta. E aggiunge: "Io spero non si apra un fronte di ordine pubblico e non si aprirà se l'Europa darà risposte. Le parole di Draghi confermano la necessità che l'Europa agisca e che lo faccia rapidamente". Per questo, sottolinea Letta, "non si può perdere l'occasione del consiglio europeo di giugno. Non si può scavallare a dicembre. Sarebbe un errore imperdonabile" anche perché verrebbero assunte decisioni fuori tempo massimo. Al contrario, insiste il premier, "già in autunno dobbiamo poter mettere in pratica le decisioni" prese. "Proposte immeditamente cantierabili" con un'Europa che "discute e decide e i cittadini che vedono subito le conseguenze sulle loro vite". Riguardo i conti italiani, Letta è chiaro: "Contiamo di arrivare al vertice europeo con il risultato dell'uscita dalla procedura di deficit eccessivo''. Italia e Spagna ''vogliono onorare i loro impegni'', affinché ''nessuno possa dirci che siamo scolari discoli: facciamo il nostro dovere e crediamo in un Europa più forte di quella attuale'', insiste il presidente del Consiglio. Dal canto suo, Rajoy ribadisce come l'obiettivo della Ue debba essere la "crescita sostenibile e stabile". La Spagna e l'Italia, ha detto ancora Rajoy, sono " fermamente impegnate e decise a fare tutto il necessario per arrivare a una unione economica e monetaria che permetta all'Unione europea di crescere". Rajoy ha anche auspicato che nel prossimo Consiglio europeo di giugno "si compia un passo deciso verso l'unione bancaria" e che uno dei temi principali del vertice sia anche "l'occupazione giovanile". Una crescita economica in Italia a partire già da quest'anno, spiega poi il premier spagnolo, sarebbe una "ottima notizia". Dalla crescita "tutti trarrebbero vantaggi". Infine si rivolge alla Germania: l'Europa "non viene costruita da maggioranze, ma p un processo che richiede molto tempo. Non si tratta di litigare o fare scaramucce - ha aggiunto Rajoy - ma di formulare proposte, convincere, fare cose utili per gli europei". Una giovane coppia di Escalaplano, Carla Lampis e Samuele Usala, ha avuto il compito di sorprendere e di coinvolgere i numerosi spettatori presenti nell’Aula Magna della Scuola Italiana di Madrid, invitandoli poi ad apprendere i differenti passi dei vari “passu torrau” o il ”ballu tundu”, accompagnati dai virtuosismi delle launeddas suonate dal bravo Jonathan della Marianna. L’occasione è stata creata grazie alla collaborazione tra l’AITEF (Associazione Italiana Tutela Emigrati e Famiglie), rappresentata dal suo presidente, Tonino Casu, ed il Circolo Sardo Ichnusa della capitale spagnola, sotto il titolo di “Un sogno chiamato Ichnusa, viaggio piacevole, tra lo spettacolo, la poesia, la musica, conoscendo la natura e il ballo secolari...per sapere di più sulla Sardegna”. Una brava e spigliata Rita Atzeri ha elegantemente cucito i vari momenti dell’incontro, recitando poesie di vari autori sardi, e che aveva come línea comune, il raccontare LA PRIMA VOLTA DEL “BALLO SARDO” A MADRID la Sardegna per gli occhi e le menti di chi non la conosce o chi vorrebbe saperne di più, e questo grazie anche all’apporto di Milena Meloni che ha saputo delineare con brevi ma efficaci tratti, le differenti particolarità che la Sardegna offre, dalla storia antica a quella moderna, dalla natura tanto invidiata alla fauna, única al mondo. La giornata ha visto il gruppo sardo svolgendo la manifestazione nell’Aula Magna della Scuola Italia- na, la mattina per gli studenti e la sera per il pubblico spagnolo e non. Ma le launeddas sono state apprezzate anche il giorno dopo nell’incontro-scontro (si fà per dire) con un altro strumento a fiato, le “Gaite galiziane”(le cornamuse). Ancora una volta, ma in una veste ancora più eclettica, il nostro Jonathan della Marianna ha “sfidato” Miguel, giovane e bravo maestro gaitero che con i suoi allievi (suonano nel Gruppo del Centro gallego di Madrid), hanno creato una vera e propia band, multi culturale, una colorita sintesi di suoni, una perfetta alleanza tra due culture antiche che ha accalorato i tanti presenti alla serata, che ha fatto si, che, ancora una volta, la cultura della nostra terra sarda, portata fuori dell’Isola, è un grande e importante biglietto da visita, e conferma le tante capacità che abbiamo, e creare oggi e domani, straordinarie occasioni di confronto. Luciano Cadeddu Pag. 14 73/2013

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La Associacion de Abogados Urbanistas informa attraverso la Secretaria General Maria de los Reyes Rueda Serrano che molte case si salveranno dall’essere demolite con la nuova “Ley de Costas”. Ha presentato la giornata che celebrerà l’associazione nella feria dell’Urbanismo e de la Aministracion Local che si tiene a Madrid il 14 di giugno, e ha dichiarato che c’e’ una grande incertezza e preoccupazione di molti proprietari di case che sono ubicate nel litorale anteriormente alla legge del 1988 e che temono possono essere demolite. La “Ley de Costas” espropiava i beni di privati compensando la perdita con una concessione di trenta anni, adesso la normativa si amplia a settantacinque. MADRID di Paola Lungarini TORnA LA PASSIOnE ITALIAnA, cOn LA "SETTIMAnA ITALIAnA A MADRID" ISTITUTO ITALIANO CULTURA MACERAtA oPERA fEStIvAL giovedì 23 maggio 2013 PIAttAfoRMA DI CINEMA ItALIANo CoNtEMPoRANEo Martedì 28 maggio 2013 L’Ambasciatore italiano, Leonardo Visconti di Modorone, sul palco insieme al Presidente della CCIS, Marco Pizzi, durante l’Open Day del 2 giugno 2012 Come ogni anno, l'Istituto Italiano presenta aI pubblico di affezionati spagnoli un festival di musica, coniugando il meglio dell'opera italiana e le bellezze artistiche e architettoniche della Penisola. Dopo Pesaro e Martina Franca, quest'anno ci proponiamo di scoprire più da vicino il "Festival dello Sferisferio"di Macerata, uno dei più antichi in Italia. Nel 1921, lo splendido spazio del Sferisterio (un’arena neoclassica costruita nel 1820 per organizzare il gioco del "Pallone al bracciale", una sorta di palla vasca) accolse la prima rappresentazione dell’Aida, davanti a un pubblico di 9.000 spettatori. Anche il concerto di Beniamino Gigli del 1929 è stato un evento di grande importanza, ma durante l’epoca successiva alla Seconda Guerra Mondiale, il festival venne sospeso a causa della crisi economica e venne ripreso nel 1967. Tra i direttori artistici della kermesse, spiccano i nomi di artisti del livello di Giancarlo del Monaco e, negli ultimi anni, Pier Luigi Pizzi. Nel 2012 è stato nominato direttore artistico Francecso Micheli. Il prossimo 23 maggio, il Sindaco di Macerata, Romano Carancini, presenterà la nuova stagione 2013 al pubblico di affezionati spagnoli, introducendo la proiezione del primo dei tre titoli scelti: Macbeth, per la regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi e registrato durante le ultime edizioni del festival. Altri appuntamenti: 11 e 26 giugno. Nell’ambito della Piattaforma del cinema italiano contemporaneo, verrà proiettato in versione originale sottotitolata il documentario: La nave dolce di Daniele Vicari. Il 7 agosto 1991 la nave, di ritorno da Cuba, arriva al porto di Durazzo (Albania) carica di tonnellate di zucchero. Sono in corso le operazioni di scarico quando una folla di migliaia di persone assale improvvisamente il mercantile: si tratta di cittadini albanesi che sfuggono dal proprio paese dopo il crollo del regime di Enver Hoxha. Alcuni sono armati, e costringono il capitano Halim Malaqi a fare rotta verso l'Italia, attratti dalla speranza di un futuro migliore. L’8 agosto la nave giunge nel porto di Bari: a chi la guarda avvicinarsi, la nave appare come un formicaio brulicante, un groviglio indistinto di corpi aggrappati gli uni agli altri. Dopo lunghissime operazioni di sgombero del porto da parte delle autorità locali, gli albanesi vengono rinchiusi nello Stadio della Vittoria per essere rimpatriati, circa duemila riescono a fuggire. Questa tradizionale kermesse si svolgerà dal 6 al 14 giugno 2013 in alcuni luoghi emblematici della capitale spagnola. Tra le iniziative previste, l'Aperitivo Italiano con il quale, il 6 giugno, verrà inaugurato l'evento, presso il locale "Taste Gallery" (plaza San Miguel, 8). Anche per quest’anno verranno organizzati gli Open Days per la promozione dei prodotti enogastronomici italiani, che si svolgeranno nei giardini della Scuola Italiana di Madrid durante i giorni 8 e 9 giugno 2013: una grande iniziativa nella quale si potranno degustare tipicità agroalimentari di alcune regioni italiane, ascoltare musica dal vivo e partecipare a laboratori ed eventi organizzati dalle istituzioni coinvolte. A chiusura delle due giornate, il 9 giugno sarà allestita un'esclusiva Area Italia all'interno dello Stadio Santiago Bernabeu, durante lo svolgimento della partita di commemorazione tra le Vecchie Glorie del Real Madrid e della Juventus, che si svolgerà nel tardo pomeriggio. Il programma prevede inoltre l’organizzazione, il giorno 11 giugno, di una giornata d’incontri B2B tra imprese italiane del settore turistico ed enogastronomico e operatori spagnoli convocati dalla Camera. In questa edizione verrà inoltre allestita nella famosa Plaza del Callao, dal 10 al 14 giugno, l'esposizione "ITALIA IN PIAZZA: PASSIONE ITALIA & FASHION INDUSTRY": un vero e proprio percorso espositivo attraverso alcuni dei prodotti più emblematici dell'innovazione e della creatività dell'industria italiana, grazie alla partecipazione di alcune tra le principali imprese italiane dell'industria, del design e della moda; un'occasione unica per conoscere da vicino le marche che hanno fatto la storia del "Made in Italy". La chiusura della Settimana Italiana, prevista per il 14 giugno 2013, sarà all’insegna della musica italiana, con un gran concerto che si terrà nel Teatro Cine Callao. Per qualsiasi informazione: Tel: +34 915900900 ATTuALIzzATE LE “SchEDE PAESE” nEL SITO DELLA ccIS Sono state attualizzate le schede relative ai marcati spagnolo e italiano all’interno del sito web della Camera di Commercio Italiana per la Spagna (http://www.italcamara-es.com). Nella sezione "I mercati", è possibile scaricare le versioni con i dati aggiornati al 2012 della Scheda Paese Italia (disponibile in spagnolo) e della Scheda Paese Spagna (disponibile in italiano), importanti strumenti informativi utili per gli imprenditori e le diverse figure professionali interessate ai due mercati. In particolare, sarà possibile consultare informazioni sulle caratteristiche dei due paesi e sulla loro struttura economica, i principali settori produttivi, i dati relativi al commercio estero, i flussi d’ investimento da/verso i due Paesi. Le due schede contengono inoltre dati utili sui principali aspetti normativi e legislativi, il sistema fiscale vigente ed indirizzi utili di istituzioni ed enti di riferimento per l’imprenditore. Pag. 15 73/2013

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