Giornalino novembre 2013

 

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ACCADEMIA DELL’ INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) – Esce in data non prestabilita ed è destinato ai fedeli cristiani praticanti e ai sodali del gruppo dei poeti del capoluogo e delle frazioni bonifatesi. NOVEMBRE 2013 Con il decreto vescovile n°62 del 16 ottobre 2013 IL CANONICO DON GIOVANNI CELIA È STATO CONFERMATO PARROCO DI CITTADELLA DEL CAPO E DI CIRIMARCO PER ALTRI NOVE ANNI Con viva esultanza i parrocchiani di Cittadella del Capo e quelli di Cirimarco-Torrevecchia-Timpone hanno accolto la notizia secondo cui il loro stimato e benvoluto parroco era stato confermato per altri nove anni alla guida di entrambe le comunità cristiane da lui dirette finora. Il decreto, - appena giunto, giovane 30enne, attivò un raggruppafirmato da S. E. mons. Leonardo Bonanno, pastore mento giovanile; in seguito promosse il Movimento della diocesi di San Marco Argentano - Scalea, e Apostolico e costituì il gruppo di preghiera di padre controfirma-to dal cancelliere vescovile can. Antonio Fasano, avrà efficacia fino al 15 ottobre 2022, pur Pio intitolato a San Francesco di Paola, celeste protetpotendo essere revocato per qualsiasi motivo in ogni tore della gente di mare cittadellese e dallo scorso anmomento. no patrono del nostro antico borgo marinaro; Riportiamo qui di seguito il contenuto del documen- ha istituito la festa annuale degli Anziani, validamento, letto nella matrice di Cittadella dalla segretaria del te coadiuvato in questa manifestazione dalla solerte consiglio pastorale parrocchiale Concetta Laino. suor Rosita Torcasso delle Piccole Operaie dei Sacri Leonardo Bonanno Cuori, madre superiora in Grisolia; per Grazia di Dio e della Sede Apostolica - ha fatto eseguire nel 2004 importanti lavori di Vescovo di San Marco Argentano - Scalea ammo-dernamento dell’ex matrice di San Michele e Prot. N. 62/2013 disposto nel 2006 un imponente restauro dell’attuale Al diletto fratello Presbitero chiesa madre durato circa cinque mesi a partire da Can. Giovanni Celìa gennaio, restauro impreziosito da un grande dipinto Salute e benedizione nel Signore sulla pare-te centrale, opera del famoso maestro Essendo terminato il primo mandato di Parroco calabrese Guido Faita, raffigurante la Madonna in nelle parrocchie “San Francesco di Paola” in atto di porgere il Bambino al genuflesso San Cittadella del Capo e “Immacolata Concezione” in Francesco di Paola (la ria-pertura della chiesa Cirimarco, site nel comune di Bonifati, che il mio avvenne il 29 giugno, e la relativa grandiosa predecessore S. E. Mons. Domenico Crusco Ti aveva cerimonia fu presieduta dall’allora vescovo mons. conferito con proprio De-creto per nove anni, in data Domenico Crusco); 16 ottobre 2004, prot. N. 116/2004; - da uno dei suoi annuali viaggi a Fatima per gli eserConoscendo il Tuo costante e proficuo impegno pacizi spirituali, ha portato nel 2006 una delicata effigie storale e il Tuo zelo sacerdotale nella cura delle anime della Madonnina, che ha donato alla chiesa di San Mia Te affidate; chele; la statua venne benedetta e incoronata dal veA norma dei canoni 523 – 528 – 529 – 530 del Codice scovo mons. Crusco il 19 febbraio di quell’anno nel di Diritto Canonico; dell’art. 14, 23 del Sinodo corso di una solenne celebrazione eucaristica che i feDiocesa-no; della Delibera C.E.I. del 6 ottobre 1984; deli vissero con intensa emozione; l’anno dopo ha dei Decreti conciliari “Christus Dominus” e portato da Fatima e donato alla parrocchia alcune “Presbyterorum Ordinis”; pre-ziosissime reliquie autenticate: scaglie dell’albero Con il presente Decreto son venuto alla determinadelle apparizioni e della bara di uno dei pastorelli zione di confermarTi come di fatto confermo Te veggenti; Can. Giovanni Celìa nato a Praia a Mare il 30 luglio 1973 - nel 2007 organizzò, con vivo slancio di devozione a Parroco delle medesime parrocchie san Francesco di Paola, straordinarie celebrazioni per “San Francesco di Paola” in Cittadella del Capo la ricorrenza del V centenario della nascita in cielo del e “Immacolata Concezione” in Cirimarco, glorioso taumaturgo paolano, santo da lui particolarsite nel comune di Bonifati, mente venerato, del quale ha introdotto nella parroccon tutti i diritti e i doveri annessi al Tuo ufficio. chia di Cittadella la pia consuetudine dei Tredici La presente nomina di conferma diventa esecutiva vener-dì (nel corso degli ultimi anni don Giovanni ha dalla data odierna, “ad novennium”. voluto che al più grande figlio della Calabria fosse Dalla sede Vescovile, il 16 ottobre 2013. dapprima intitolata la chiesa madre cittadellese e poi Can. Antonio Fasano + Leonardo Bonanno conferito il patronato sul nostro paese); tra i solenni Cancelliere Vescovile Vescovo festeggia-menti francescani dell’agosto 2007 mi limito f.to can. Antonio Fasano f.to + L. Bonanno a segnala-re: l’inaugurazione al centro del lungomare __________________________________________________ di un mae-stoso monumento bronzeo in cui il Santo è I 10 ANNI DI MERITORIO SERVIZIO raffigurato nell’atto di attraversare sul proprio PARROCCHIALE mantello lo stretto di Messina; la cerimonia per A CITTADELLA DEL CANONICO DON GIOVANNI l’intitolazione dello stesso lungomare al celeste CELIA patrono; il pellegrinaggio della statua di san Francesco a Bonifati e nelle contrade; la peregrinatio di Pasquale Filippelli Mariae Sancti Rosarii dal capoluogo a Cit-tadella, dal Sono trascorsi 10 anni da quando (estate 2003) don 21 al 27 settembre, a chiusura delle solen-ni onoranze Giovanni Celìa assunse la guida spirituale dei parrocfrancescane; chiani di Cittadella del Capo. In questo decennio di - nel 2009 ha dato inizio alla serie delle visite annuali inappuntabile operoso ministero ha realizzato tante della soave effigie della Madonnina di Fatima, co-se che resteranno ammirevoli e durature negli durante il mese di maggio, alle case di tutti i rioni, a annali della parrocchia cittadellese. Ne ricordo cominciare dalla Marina (l’anno successivo toccò a IV alcune, le più importanti e significative:

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Novembre, nel 2011 alla Stazione, e così via peregrinando); - nel 2011 ha propiziato la venuta a Cittadella della statua pellegrina della Madonna di Fatima, che è rima-sta nella nostra parrocchia dal 21 al 29 maggio; in oc-casione della predetta visita il parroco ha realizzato a proprie spese il piazzale “Madonna di Fatima” attiguo alla matrice, con al centro una statua della Mamma celeste (l’inaugurazione venne presieduta dal nuovo vescovo mons. Leonardo Bonanno). Non si contano gli eventi culturali svoltisi in parrocchia grazie alla disponibilità ed al contributo organizzativo di don Giovanni Celìa, che peraltro è membro del sodalizio “Poeti Nostri”, alle cui manifestazioni non ha mai mancato di partecipare. Tra gli eventi che han-no avuto luogo in chiesa alla presenza del vescovo mons. Crusco e del sindaco Antonio Goffredi, restano memorabili soprattutto “Natività fra musica e poesia” del 2005 e “Natività in musica e Poesia” del 2006. Merita menzione anche la festa della Mamma del mag-gio 2009 celebrata nella matrice (presenti il vescovo, il sindaco e altre varie autorità) nel corso della quale venne presentata dalla coordinatrice del gruppo “Poeti Nostri” Maria Rosaria Marra la prima raccolta di liriche del nostro parroco “Sguardi dentro l’orizzonte”. Don Giovanni ha anche favorito la nascita di un coro parrocchiale, ora diventato complesso di prim’ordine. Ne fanno parte numerose signore e ragazze preparate e dirette da Concetta Laino e Silvana Rovigo. Non posso esimermi infine dal ricordare che nella settimana dal 16 al 22 settembre scorso il reverendo Celìa è stato l’organizzatore e animatore dei solenni e straordinari festeggiamenti per il centenario della par-rocchia di Cirimarco, presieduti l’ultimo giorno da Sua Eminenza il cardinale Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura Apostolica della Santa Sede, venuto ap-posta da Roma. L’eminente porporato ha portato una corona in oro e madreperla donata da Papa Francesco alla statua dell’Immacolata Concezione che si venera nella parrocchia cirimarchese. A proposito dell’attività pastorale del canonico Celìa sia a Cittadella del Capo che a CirimarcoTorrevecchia-Timpone, mi piace esprimere al nostro testé conferma-to parroco un vivo plauso per la pienezza dell’impegno esplicato nonostante il carico di lavoro che da anni si compiace portare sulle spalle a servizio e gloria di Dio e della Chiesa. Quanto alla conferma di don Giovanni da parte di S. E. mons. Leonardo Bonanno, desidero ri-volgere al nostro stimato e beneamato vescovo, a no-me mio e degli altri affezionati parrocchiani, un cordia-le ringraziamento per una decisione che noi tutti crediamo ispirata dal Signore. Pasquale Filippelli Raccomando di non interrompere la pubblicazione del Giornalino, importante veicolo di cul-tura ed efficace strumento di evangelizzazione nella vostra parrocchia. S. E. Rev.ma mons. Domenico Crusco vescovo di San Marco-Scalea (detto in sacrestia il 10 -5-2009 al termine della presentazione del libro di poesie del parroco) ____________________________________________ L’INDIMENTICABILE VESCOVO DOMENICO CRUSCO Mons. Crusco, nostro vescovo fino al 2011, poi emerito della diocesi di San Marco Argentano - Scalea, è scomparso il 25 agosto di quest’anno. Fu molto vicino con il cuore alla nostra parrocchia. Venne a farci visita tante volte, per esempio la sera del 26 dicembre 2005 e la sera del 26 dicembre 2006 per assistere, entrambe le volte nella chiesa madre, alla nostra manifestazione “Natività fra musica e poesia”. Ecco come la presen-tatrice Maria Rosaria Marra, fondatrice nel 2002 e tut-tora coordinatrice del gruppo Poeti Nostri, lo accolse nel 2006 leggendo una sua lirica in versi dialettali: ‘Sta siràta cum’è bella, quanta gioia, ma cchi onùri nd’ à purtàtu a Cittadella ppi Natali Monsignùri ! Allu caru Bambinillu tutti nùa facìmu vuti ca ‘u sarvàssa billu billu ppi cint’ anni ccu salùti ! Tanti gràzii, Voccillenza, d’ ‘a buntàti dimustrata, ppi lla luci d’ ‘a prisènza c’ àti datu a ‘sta siràta Sul Giornalino ormai prossimo al suo decennale IMPORTANTI E BEN GRADITE TESTIMONIANZE Grazie dell’interessante “Giornalino” del Grup-po “Poeti Nostri”, ricco di tante notizie del passa-to e recenti e di pregiate liriche. S. E. Rev.ma mons. Augusto Lauro vescovo emerito della diocesi di San Marco Arg. (missiva del 6-1-2007) Il Giornalino che mi consegnate è oggi “cronaca” di Cittadella del Capo, già domani sa-rà “storia” del vostro paese. Can. don Luigi Gazzaneo latinista e storico curiale (testimonianza orale in sacrestia, 2009) IL IV NOVEMBRE A CITTADELLA DEL CAPO Al termine della S. Messa vespertina di lunedì 4 novembre nella chiesa parrocchiale “San Francesco di Paola” di Cittadella del Capo hanno avuto luogo la com-memorazione dei Caduti nella prima grande guerra e le celebrazioni della Giornata delle Forze Armate e della Giornata dell’Unità Nazionale. All’omelia il parroco can. don Giovanni Celìa ha illustrato con acconce parole il significato della manifestazione e ha letto un’accorata lettera alla madre di un giovane prigioniero calabrese della guerra 1915-18 il quale, uscito indenne dal conflitto, per grazia di Dio diventerà sacerdote e poi vescovo. Il sottoscritto orfano di guerra, rappresentante citta-dellese dell’Associazione Famiglie Caduti, ha svolto l’ intervento qui di seguito riportato. << Esimio canonico e carissimi amici, vi parlo in veste di rappresentante delle famiglie dei caduti in guerra: mio padre morì in Africa sul fronte libico nel 1942. Innanzitutto, in qualità di contiguo all’associazione degli ex combattenti e reduci mi preme ricordare che circa un anno fa moriva il 99enne fiduciario della sezione cittadellese di detto sodalizio, Raffaele Russo. L’amato e stimato vegliardo scomparve dieci giorni pri-ma della commemorazione storico-patriottica del 4 No-vembre, a cui avrebbe di sicuro partecipato con la sua vecchia bandiera - eccola, portata qui stasera dal figlio Gerardo come aveva fatto ininterrottamente per anni e anni nel remoto e nel recente passato, in tal modo te-stimoniando della sua profonda e incrollabile fede in quei supremi valori che i nostri padri sintetizzavano nell’alato binomio “Dio e Patria”. Contiguo altresì all’associazione dei Marinai d’Italia, mi è doveroso ricordare che due anni orsono moriva il socio anziano del Gruppo ANMI cittadellese, Gaetano Quintiero, immancabile animatore e

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finanziatore, fin-ché visse, delle manifestazioni annuali organizzate da quel benemerito gruppo. Il compianto Tanuzzo appar-teneva anche all’associazione delle famiglie dei Caduti, essendo fratello di un marò scomparso durante l’ulti-ma guerra. Carissimi amici, nel 95° anniversario di Vittorio Vene-to, che fu la battaglia conclusiva della guerra 1915-18, commemoriamo oggi gli eroici caduti di quell’immane conflitto. Sbagliando, taluni sostengono in questo pae-se, con parole e manifesti, che il 4 novembre viene celebrata in Italia una lontana vittoria militare costataci 600 mila morti e milioni di feriti. Non è così cari amici, non è affatto così! Il 4 novembre di ogni anno gli Italia-ni non festeggiano la vittoria ottenuta dalle loro armi su quelle imperiali austro-ungariche nel 1918, piangen-do rendono invece gli onori ai Caduti nella Prima Grande Guerra. Noi bonifatesi di Cittadella e Torrevec-chia piangiamo in particolare ed onoriamo i nostri 29 Caduti, i cui nomi, scolpiti sulle pagine marmoree dell’ antico monumento, verranno fra poco scanditi dal pre-sidente del gruppo Anmi Marcello Filaci (a ogni nomi-nativo letto, esclameremo in coro “presente!”). Ai caduti nel conflitto 1915-18 ci piace associare nella commossa memoria e nell’imperitura gratitudine i tanti che perirono in altre guerre per la difesa della Patria e della Libertà. Il 4 Novembre 1918 l’Italia fu salva poiché le armi italiche sopraffecero quelle dell’invasore dopo tre anni e mezzo di sanguinose battaglie combattute nei cieli e sui fronti di mare e di terra. Il 4 Novembre di 95 anni fa, quando finalmente il fuoco cessò alle ore 3 del po-meriggio, il generale Armando Diaz poté diffondere l’ultimo bollettino di guerra annunciando con fierezza al popolo italiano: I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. È chiaro che quell’importante vittoria resta per sempre consegnata ai fulgidi annali storici della nostra Pa-tria, occupandone un posto peculiare e preminente. Perciò la Giornata del 4 Novembre è improntata anche alla perenne riconoscenza e al culto della Nazione per sue valorose Forze Armate, che sono baluardo di difesa, non sono Forze di aggressione bensì apparati militari per l’ordine democratico interno e la collaborazio-ne internazionale tesa alla pacificazione e al soccorso degli aggrediti e offesi nel ribollente scacchiere mon-diale, a servizio delle Nazioni Unite e della Alleanza Atlantica. Reverendo parroco e carissimi amici, da qualche anno a questa parte, per iniziativa dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e conseguente deliberazione del Parlamento, il 4 di novembre si celebra anche la Giornata della nostra unità nazionale. Uni-tà necessaria, oggi più che mai, per risolvere in positi-vo e presto la grave crisi valoriale e quella economica che attanagliano l’Italia. Uniti, dunque, e affratellati per il bene della Nazione e dei singoli! Viva l’Italia con le sue Forze Armate, onori ai Caduti di tutte le guerre! >>. All’intervento del sottoscritto ha fatto seguito uno scrosciante applauso all’indirizzo dei Caduti. Il presidente Filaci ha quindi letto i nominativi elencati in cal-ce a quest’articolo. La toccante Canzone del Piave ha concluso la manife-stazione, onorata dalla presenza di numerosi cittadini, tra cui molti familiari dei Caduti e alcuni soci del grup-po ANMI con le loro insegne (assieme al sunnominato presidente, pure lui orfano di guerra, il portabandiera Gioacchino Lospennato, Roberto Iannella, Roberto Fio-rillo e le patronesse Nadia Simonato, Maria Rosaria Marra, Marisa Di Mauro e Rosaria Addario). Pasquale Filippelli I 29 Caduti di Cittadella e Torrevecchia nella 1^ guerra mondiale Questi i nominativi, nell’ordine in cui sono incisi sulle facciate del monumento: Giannico Maggiorino, Caroprese Santo, De Brasi Batti-sta, Fraticola Salvatore, Grosso Pasquale, Lanzetta Ca-millo, Lospennato Vincenzo, Lucchini Gennaro, Servid-dio Raffaele, Serviddio France-sco, Sangregorio Luigi, Sangregorio Ettore, Barbieri Enrico, Mazzitelli France-sco, Sangregorio Ernesto, Castiglia Carmine, Sansaverio Francesco, Grosso Carmine, Grosso Roberto, Spinelli Adolfo, Spinelli Anselmo, Tricarico Antonio, Castiglia Giovanni, Bonanata Luigi, Favarulo Francesco, Grosso Giovanni, Lospennato Pasquale, Quintiero Ferdinando, Quintiero Ercolino. Caduti nella 2^ guerra mondiale marò Surace Giuseppe, disperso nel golfo della Sirte Libia (Croce di Guerra al Valor Militare, a lui è intitolato il Gruppo cittadellese dell’ANMI); marò Cauteruccio Pasquale, disperso nel Mediterraneo centrale; marò Grosso Annunziato, disperso nel Mediterraneo centrale; marò Mollo Nando, disperso nel Mediterraneo centrale; marò Oliviero Francesco, disperso in Russia; marò Papa Nunziato, morto nel Mediterraneo centrale; fochista Piccolillo Annunziato, disperso nel Mediter-raneo centrale; marò Quintiero Antonio, disperso nel Mediterraneo centrale; cannoniere Quintiero Domeni-co, morto prigioniero in Germania; marò Servidio Francesco, disperso nel Mediterraneo centrale; marò Addario Pasquale, scomparso nel mare di Rodi; sergen-te maggiore dell’Aeronautica Filaci Domenico, scomparso sul fronte russo; caporalmaggiore dell’Esercito Filippelli Salvatore, scomparso in Africa sul fronte libico. MORIRE PER LA PATRIA Morire per la Patria non è una triste sorte, è conquistare l’immortalità con una bella morte. Pierre Corneille Chi per la Patria muor vissuto è assai; la fronda dell’allor non langue mai. Donna Caritea Mi feci ardita, e, presol per la mano, gli chiesi: “Dove vai, bel capitano?” Guardommi e mi rispose: “O mia sorella, vado a morir per la mia patria bella!” Luigi Mercantini Dulce et decorum est pro patria mori. Orazio __________________________________________________ IL GRUPPO CITTADELLESE DELL’ASSOCIAZIONE MARINAI D’ITALIA ha offerto domenica 27 ottobre scorso un’interessante manifestazione sportiva di tiro con l’arco, che ha avuto luogo nell’ampio parterre dell’anfiteatro di palazzo del Capo, concesso per l’occasione in disponibilità gratuita dai cortesi proprietari Goffredi e Santoro. Le dimostrazioni sono state eseguite durante la mat-tinata dagli atleti del CONI appartenenti alla società “Orsa Maggiore” di Cosenza, tra i quali il 3° classificato dell’ultimo campionato italiano. Prove di tiro sono sta-te poi effettuate nel pomeriggio - con l’accorta assistenza degl’istruttori dell’anzidetta società sportiva cosentina - da alcuni ragazzi e

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giovani del posto (i fratelli Giuseppe e Gaia Bianco, Antonietta Filaci, Ales-sandro Grosso, Elisa Papa, le sorelle Giulia e Federica Presta, Nicolas Rossano e altri) attratti dall’appassio-nante novità di una disciplina olimpica non ancora ab-bastanza conosciuta e apprezzata dalle nostre parti. La giornata di svago e divertimento offerta ai cittadellesi dal presidente Marcello Filaci e dai soci ANMI è stata fruita da non pochi compaesani dichiaratisi entu-siasti e compiaciuti, tanto da determinare gli organiz-zatori a una replica in data da stabilirsi. Hanno validamente collaborato all’ottima riuscita della manifestazione l’architetto Antonino Apreda e la di lui fidanzata Carla Papa, nonché le attuali patronesse del gruppo Anmi Nadia Simonato, Marisa Di Mauro e Rosaria Addario e l’ex patronessa Maria Rosaria Marra (annoverata costei tra i soci fondatori del gruppo) le quali hanno fra l’altro offerto un gradito rinfresco. p.f. LUTTO NELLA COMUNITA’ CITTADELLESE È scomparsa il 16 novembre l’86enne nostra compaesana ESTERINA SPINELLI ved. DI PIETRO, donna di ec-celse virtù. Venutole a mancare il marito in giovane età, dovette provvedere con molti sacrifici al sostentamento di sé e di 4 ragazzi, ciò che fece scrupolosamente con grande dignità. Affettuose condoglianze alle figlie Rosetta, Giuseppina e Teresa, al figlio Raffaele, ai generi e alla nuora, ai nipoti e parenti tutti. A Pina e sua figlia Concetta, benemerite collaboratrici della par-rocchia, particolari espressioni di viva solidarietà. HALLOWEEN Momento di festoso raduno per i nostri bambini È diventata ormai tradizionale a Cittadella la manifestazione di Halloween grazie alla disponibilità dei tanti soci del gruppo organizzatore “Arcobaleno” presiedu-to da Antonio Rossano. Guidati dagli adulti, la sera del 31 ottobre numerosi bambini hanno trascorso qualche ora di serena aggregazione e sano divertimento nella sala polivalente comunale dov’era stato allestito anche uno stand per la degustazione gratuita di vivande loca-li. I piccoli hanno tratto vivo godimento dalla cosiddet-ta “festa delle streghe” punteggiando la manifestazione di spontanee e genuine esplosioni di gioia. Semel in anno licet insanire, dicevano i nostri avi latini, ma… poi la domenica, cari adulti e bambini, non esimiamoci dall’andare in chiesa per render gloria al Signore, partecipando con intensità alla S. Messa sì da procurarci la gratificante sensazione di trovarci veramente al settimo cielo. pieffe HO APPRESO CON DOLORE E SGOMENTO la triste notizia della scomparsa a Cosenza del carissimo amico GIACOMO TALARICO, frequentatore assiduo del nostro paese da tempo immemorabile. Giacomo era un galantuomo, un signore nel vero senso del termine. Alla moglie Gabriella e al giovane figlio dottor Cesare le mie affettuose condoglianze. Maria Rosaria Marra Ultima delle Opere di misericordia corporale SEPPELLIRE I MORTI Dal “Messaggero di sant’Antonio”, mensile padovano, trascriviamo la risposta a un lettore da parte del direttore della rivista fra’ Fabio Scarsato. Tutti risorgeremo dalle ceneri << Al punto 1176 il codice di diritto canonico (promulgato nella sua ultima versione da papa Giovanni Paolo II nel 1983) parla di esequie ecclesiastiche e precisa che “La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana”. La cremazione è dunque permessa dalla Chiesa. Ma perché tanta cautela nel riconoscerlo? Come spesso accade, il motivo è legato al passato, e più precisamente al XVIII secolo. Fin dai tempi della Rivoluzione francese la cremazio- ne divenne manifesto di anticlericalismo nelle mani di atei, materialisti e affiliati alle logge massoniche. Un’interpretazione, dunque, viziata e strumentale che accompagnò la pratica funeraria fino al XX secolo inoltrato. Correva infatti l’anno 1917 quando il Codice canonico dell’epoca condannò formalmente la cremazione e stabilì la privazione dei sacramenti e delle esequie ecclesiastiche per chi l’avesse scelta. Si dovette attendere il 1963 per vedere modificata questa norma. Fu papa Paolo VI - attraverso l’ istruzione De cadaverum crematione: piam et constantem redatta dalla Suprema Congregazione del Sant’Uffizio - a stabilire che la punizione sopra citata andasse inflitta solo qualora la cremazione fosse stata scelta come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa. Con questa nuova presa di posizione la Chiesa ammetteva, dunque, che la cremazio-ne non conteneva in sé alcuna negazione dei dogmi cristiani e che - non toccando l’anima - non impediva all’onnipotenza divina di ricostruire il corpo. Ed è proprio questo il fulcro della questione: che siano ridotte a un cumulo di ossa o di cenere, le nostre spoglie sono comunque destinate a risorgere. A fare la differenza non è la scelta di una o dell’altra pratica funeraria. Prima del corpo, pensiamo a preparare lo spirito. Saldi nella fede e forti dell’amore del Padre, saremo degni protagonisti del grande dono che Egli ha in serbo per noi >>. 6-11-2013: a Massimo che compie gli anni RITRATTO Passano gli anni e tu sempre eterno giovane innalzi fiero le tue bandiere al vento, gli ideali li hai scolpiti nel cuore e nella mente, sempre eterno giovane gioioso e festante, vai avanti e lotti, dritto per la tua strada senza fermarti mai e senza arrenderti e, quando si presenta l’ostacolo, sprigioni le tue forze, attivi le tue capacità, uomo poliedrico: sportivo, ambientalista e politico, portatore della cultura del mondo ebraico, ne hai dato saggio invitando ogni anno il rabbino e testimoni della Shoah; e mentre penso alle tante cose fatte assieme un pensiero mi ronza, come mosca, nel dialetto che ami e valorizzi e del quale da tempo io son cultrice: Si cca a Cittadella ni vinèra ‘ncapu di rifa’ a Massim’ cchi succidèra? Nenti, succidèra! Jìll’ fuss’ semp’ ‘u stess’, semp’ jill’, ppicchì, amici mìji, Massim’ Convers’ non po’ jess’ divers’ ! Maria Rosaria Marra N.B. – I dieci versi finali in corsivo sono composti nel dialetto di Diamante, paese d’origine dell’autrice. Cade in questo mese il 2° anniversario della morte di mia madre Fidalma, che si spense dopo una breve agonia il 20/11/2011 - domenica - alle quattro del pomeriggio. Era nata il 16 gennaio 1915. Alla festa del suo 90° genetliaco - 2005 - le avevo letto alla presenza di amici e familiari questi miei versi: Come sei bella, tu sei la stella che scalda il cuore, tu sei l’amore, gioia infinita, tu sei la vita di tutti noi, e sei il poi com’eri il prima, godi la stima e il grande affetto ch’escon dal petto dei figli tuoi.

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Mamma, tu vuoi gradir gli auguri ardenti e puri che ti facciamo or che qui siamo a festeggiarti e coccolarti? Buon compleanno, o mamma santa, giunta quest’anno ai bei NOVANTA. Ricordo, mamma, che dopo aver ascoltato la poesia sorridesti e piangesti di gioia e commozione. Or io mi porto in cuore quelle perle e le gemme che vidi quella sera agli occhi tuoi brillare. Riposa in pace. Pasquale

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