Dall'Olimpo al Walhalla

 

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Description

Poesia e prosa

Popular Pages


p. 1

Simone Boscali Dall'Olimpo al Walhalla Arcadia – Edizioni autonome 1

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AVVERTENZA AL LETTORE Questo libro non è protetto da alcun diritto d'autore. Esso è stato realizzato senza fine di lucro, al solo scopo di essere diffuso e letto il più possibile perché penso che il suo contenuto abbia importanza e debba essere condiviso. Pertanto la riproduzione parziale o totale di questo scritto non solo non è vietata, al contrario è incoraggiata in ogni sua forma. Non è necessario, sebbene gradito, che se ne ricordi ogni volta l'autore, ciò che conta è che nessuno si appropri della paternità degli scritti sostenendo di averli realizzati. Chi violasse questa norma non incorrerà in alcuna sanzione legale ma sarà ancor più gravemente colpito in un'essenza spirituale che evidentemente non sa di possedere. Simone Boscali 2

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p. 3

Indice Sezione 1: Poesia..................................................................................................................................5 Fiocchi di cristallo...........................................................................................................................6 La Notte...........................................................................................................................................7 Neve sui sentieri del Walhalla.........................................................................................................8 Terra.................................................................................................................................................9 Cuore di Lupo................................................................................................................................10 Il vasto mare...................................................................................................................................11 Sezione 2: Prosa................................................................................................................................12 Ultimo discorso di Re Leonidas agli spartani................................................................................13 L’altra metà del letto è colma........................................................................................................15 3

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Sezione 1: Poesia 5

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FIOCCHI DI CRISTALLO Scenda la neve sulle città sui sentieri boscosi e i fiumi ghiacciati mentre folle di stolti mortali e carni senz'anima guardano senza capire E noi sotto questo gelo ci amiamo con bacio, cuore e abbraccio immortale Campana lucente, eterna custode, il nostro amore è cristallo per sempre 6

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LA NOTTE Mentre un velo di stelle brillava nel cielo e mille emozioni correvano in terra i dolori e le gioie dei giorni passati tornavano in vita nell'oscurità Palpitavano i cuori in riva quel fiume cuori di anime ancor sofferenti avevan bisogno di reciproco ascolto che colmasse il vuoto dei loro pianti Nessuna pace tra quelle stelle tra i sospiri di una notte incantata nessun sorriso sotto quei nembi freddi custodi di animi oscuri Ore trascorse in attesa dell'alba a indovinare la forma di nuvole buie e scovare tra loro la gioia del domani: la speranza aveva il volto dell'Aurora 7

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p. 8

NEVE SUI SENTIERI DEL WALHALLA Neve sui sentieri del Walhalla, orme sul candido cammino, passi di guerrieri caduti e gloriose gesta passate Nel silenzio e nel gelo della pallida aurora cammina verso il tuo ultimo destino Là dove la neve si scioglie e diventa rugiada si libera l’eterna dimora dal peso delle lacrime Neve sui sentieri del Walhalla Luce splendente al di là dei cancelli 8

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p. 9

TERRA Nelle selve come tuoni puoi sentire tronchi cadere a terra e rimbombare alberi robusti, alti e splendenti calvi e in senil mostra sono quasi Squarciato il velo un tempo intorno a te il Sole ti sta ardendo piano piano in ogni angolo del mondo in cui respiro smog veleno e gas dominan soli Le vele sono mosse da un motore la spuma non si scioglie più tra i flutti in spiaggia le conchiglie sono vuote i gamberi procedono ormai dritti L'uomo ora ti tratta in incoscienza ignora i tuoi richiami disperati e se gli occhi presto noi non apriremo quale prezzo un giorno chiederai! 9

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p. 10

CUORE DI LUPO Nel mondo, dove nessuno più ha un cuore, nel tempo del Nulla che ha spodestato Dio, c'è ancora un battito che pulsa, un Cuore di Lupo tra i latrati dei cani E' uno sguardo alla Luna, alla libera notte, nell'era in cui tutti si atteggiano a schiavi, che vile finzione, che pessima recita, pur di nascondere la propria viltà! E' un Cuore di Lupo che batte solitario nascosto tra i boschi e lontano dai cani, che corre nel mondo e grida alla Luna cercando altri lupi per fare il suo branco E prima che sorga l'Ultima Alba, che grande richiamo, che grande euphonia! Alla Luna cadrà l'era dei servi, sorgerà grandioso il Giorno del Lupo! 10

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p. 11

IL VASTO MARE Le ombre del crepuscolo si allungano sulla mia solitudine e il buio nutre la malinconia che è in me Il mio amore è lontano e il vasto mare mi porta i suoi baci Il suo ricordo nel tramonto è immagine che muore nella nebbia ma il mare che ci separa è solo un debole guardiano La sua voce diventa allora un'eco calda nel mattino che risveglia i sensi e da speranza al mio cuore perché le sponde del mare così vaste mai riusciranno a separare il nostro affetto 11

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Sezione 2: Prosa 12

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ULTIMO DISCORSO DI RE LEONIDAS AGLI SPARTANI Estate del 480 a.C.. I Persiani, attaccata la Grecia, sono sul punto di avere la meglio sui difensori ellenici al passo delle Termopili, grazie all'aiuto del traditore Ephialtes. Gli alleati di Sparta sono stati congedati, per non essere uccisi inutilmente, e Re Leonidas resta coi suoi trecento spartiati, cui si aggiungono i settecento opliti thespiesi comandati da Demophilos, a coprirne la ritirata, consapevole di quale sarà la loro sorte. Partiti gli altri Greci, Leonidas si rivolge ai suoi uomini con queste parole: Figli di Sparta, fratelli, iranes! Tutto si avvia all'epilogo, la nostra sorte vi è nota, Thanatos 1 ormai ci ha teso la mano. Non siamo più padroni del nostro destino, non possiamo decidere se vivere o morire, ma solo come morire. E la nostra amata Patria ci ha insegnato per tutta una vita che quando ci fossimo trovati in questa situazione avremmo potuto scegliere di morire in un unico modo: schierati in falange, le lance rivolte a colpire in avanti, protetti da un muro di bronzo. E con un fratello accanto, sia alla destra che alla sinistra. Perché, ricordate, non per noi stessi combattiamo, ma per la nostra Città e la nostra stirpe. Un oplita che si scagli solitario contro il nemico dimostrerà coraggio, ma è destinato a soccombere senza lasciare nulla. Ma quello stesso guerriero calato in una schiera compatta, travolgerà l'avversario come il vento con le foglie d'autunno. Così siamo noi, in pace e in guerra. E così sono i nostri 1 La morte 13

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valori, che nulla possono se in essi crede un singolo individuo, ma che, condivisi da molte persone, modellano un'intera civiltà. Sia dunque questa consapevolezza a guidare le vostre lance nell'ultima battaglia: gli spartani possono cadere. Sparta no. Ne le sue usanze che ci sono tanto care. Il barbaro giunge qui da lontano, dai luoghi dove sorge il Sole, per imporci i suoi costumi, la sua lingua, la sua volontà dispotica. Ma noi abbiamo i nostri costumi, la nostra lingua, la nostra volontà di uomini liberi. Il barbaro ci porta le sue leggi che lo vogliono dio in terra e padrone di ogni cosa. Ma noi abbiamo le nostre leggi che ci vogliono uomini tra gli uomini. Il re di Persia è un tiranno. Il re di Sparta è il primo servitore della sua stessa Patria. Il cibo dei barbari si dice sia vario e gustoso, mille volte preferibile al nostro frugale brodo nero. E sia. Ma se uno spartano mangerà quel cibo barbaro perché vi è costretto dallo straniero, a quale prezzo avrà rinunciato al suo brodo? Siano maledetti i Tessali, i Tebani, gli Argivi! Siano maledetti tutti i Greci che già si prostituiscono al nemico venerandolo come padrone, mentre ancora le loro lance sono lucide e affilate! Siano maledetti coloro che rinnegano se stessi in favore di barbari costumi, in obbedienza alla legge del più forte! Iranes, il barbaro viene qui per insegnarci come si fa a vivere: oggi gli spartani gli insegneranno come si fa a morire! 14

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p. 15

L’ALTRA METÀ DEL LETTO È COLMA Non c’è cosa più triste di un grande letto matrimoniale nel quale dorma una sola persona. E’ un letto che denota una volontà di non essere soli, di voler assolutamente qualcuno accanto, tanto da aver già pronto lo spazio per quella persona. Ma indica anche la mancata realizzazione di questa volontà. Ogni sera chi si corica in un simile letto è costretto a guardare l’altra metà di esso per vederla malinconicamente vuota. Probabilmente, prima di addormentarsi, allungherà il braccio diverse volte a carezzare un cuscino che non si stropiccierà e una coperta che non si disferà. E percepirà ancor più la solitudine che lo circonda. Ma l’altra metà del letto in cui dormo io è colma. E mi ispira sempre la stessa emozione. Tutte le volte che la guardo prendono corpo gli stessi pensieri, e il bello è che ad essi posso dare un seguito. Prima di coricarmi posso darle un bacio lungo quanto il tramonto e poi, quando ogni luce è calata, farci l’amore tutta la notte. E quando, infine, stanca ed appagata, si lascia andare, io veglio ancora qualche minuto su di lei fino a che non si è addormentata… ecco, il suo respiro si è fatto lento, il suo cuore si è calmato, il suo petto si muove piano piano. La copro bene perché non abbia freddo, poi, con delicatezza, le carezzo il viso per toglierle i capelli arruffati dagli occhi… e nel buio quasi totale, sono sicuro di vedere sul suo volto un tenue sorriso in risposta al mio gesto. Non posso resistere e le do un ultimo bacio, una bacio 15

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