Giornalino mese di Dicembre 2013

 

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Giornalino della fraternità OFS della Gancia di Termini Imerese del mese di Dicembre 2013

Popular Pages


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Anno XII - n. 12 - Dicembre 2013 Il volontariato una risorsa da ri-scoprire di Maria Grazia D’Agostino La natura è madre: rispettiamola! pag. 3 pag. 4 pag. 6 pag. 7 IN QUESTO NUMERO Convegno Organismi pastorali regionale In Fraternità … Notizie e Avvenimenti di Ignazio Cusimano Programma attività e celebrazioni Dicembre 2013 Emergenza Sardegna pag.11 pag.12 pag.13 di Enzo Giunta di diac. Pino Grasso Incontro zonale dell’OFS di Arcidiocesi PA News La ricetta del mese pag. 8 pag. 9 pag. 9 pag.10 Lo sfruttamento minorile e la perdita dei … di Mariella Campagna Da parte nostra … Buon Compleanno Incontri di preghiera di Giuseppina Licia Patti pag.14 D a qualche giorno, nella domenica di Cristo Re dell’Universo, si è appena concluso l’Anno della Fede fortemente voluto da Benedetto XVI e durante il quale abbiamo vissuto le sue dimissioni e l’elezione di Papa Francesco. Sin dall’apertura ci è apparsa chiara l’intenzione di fare un cammino per rafforzare o ritrovare la gioia della fede, comprendendo che essa non è qualcosa di estraneo, di staccato dalla vita concreta, ma ne è l’anima. La fede in un Dio che è amore e che si è fatto vicino all’uomo incarnandosi e donando se stesso sulla croce per salvarci e riaprirci le porte del Cielo, indica in modo luminoso che solo nell’amore consiste la pienezza dell’uomo. di Nino Calderone Ora all’inizio del nuovo anno liturgico, ci chiediamo di fare il punto della situazione: quanto splende la nostra fede? Quanto riesce a illuminare? E soprattutto: di quante sfumature è riuscita a caricarsi? Abbiamo messo in atto qualche inizia-

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pag. 2 DICEMBRE 2013 tiva per riscoprire questi sentimenti che rendono la vita del cristiano più bella perché densa di significato, capace di creare qualche nostalgia in chi ancora non si pone il problema della fede? La fede è determinazione, scelta, orientamento, atteggiamento. Fede è luce proprio perché dà luce, la offre, la dona senza riserve. Fede è fiducia, è volontà di mettere al centro della vita qualcuno, è dire sì a Colui che sta chiamando. La fede non è anonima, proprio perché viene da qualcuno: Dio. È atto libero e incondizionato di chi si sta consegnando, si sta offrendo, si sta dando senza pretese… di chi si sta fidando mettendosi in gioco, perdendo! È atto libero di Dio. È luce che illumina. La fede “va” verso qualcuno: l’uomo. È proposta di relazione, di dono, di vita, di fiducia, di accoglienza, di risposta libera e totale. È atto libero dell’uomo che sceglie e dice sì. È luce a cui viene dato spazio. La fede diventa dono: da persona a persona, verso Dio. E in questo la fede, luminosa strada di vita, non può che diventare testimonianza, capacità di attuare scelte coerenti, trasparenza di ciò in cui si crede. La fede dà un colore alla vita, la rende unica, riconoscibile, individuabile. Una vita credente non è incolore, insapore, inodore. La vita credente ha un colore specifico: è luminosa. Ha un sapore forte e inconfondibile. Ha un profumo intenso. È una risposta libera. È luce che si fa luce, per tutti. La fede cristiana nella società attuale è interessante solo per quanti non rinunciano alla propria In Fraternità con Francesco ragione e alla propria libertà; per coloro che, rispettando totalmente l’esigenza della propria ragione, non si accontentano di qualcosa di meno rispetto all’incontro con una risposta totale. Vale a dire, l’incontro con un significato vero della vita capace di stare davanti a qualunque circostanza, e con una pienezza in grado di saziare il cuore dell’uomo. Abbiamo letto la risposta di Papa Francesco a Scalfari su “La Repubblica” in cui afferma la necessità di “suscitare un dialogo sincero e rigoroso”. Questo tipo di dialogo è oggi possibile perché tutti noi uomini desideriamo trovare un significato per vivere, trovare una risposta che ci aiuti a entrare in relazione con la totalità della vita. La fede sembra essere compatibile con la modernità. Sembrava che così non fosse, sembrava che non ci fosse la possibilità di dare credito ai cristiani. Scandali, difficoltà sembravano render la fede sempre più incomprensibile, addirittura anacronistica. Così non è. La consegna di questo anno è dunque un impegno. Come San Francesco fece del Cristo il centro della propria vita così anche noi possiamo “riconoscere e accogliere nella vita la centralità di Gesù Cristo, nei pensieri, nelle parole e nelle opere. E così, i nostri pensieri saranno pensieri cristiani, pensieri di Cristo. Le nostre opere saranno opere cristiane, opere di Cristo. Le nostre parole saranno parole cristiane, parole di Cristo. Invece, quando si perde questo centro, perché lo si sostituisce con qualcosa d’altro, ne derivano soltanto dei danni, per l’ambiente attorno a noi e per l’uomo stesso”. Solo attraverso questa centralità potremo comprendere che la fede è nulla di più lontano dalle parole e nello stesso tempo nulla di più vicino alla vita. Abiteremo nella luce, senza paure, spalancando le porte a Cristo che viene ancora una volta! È il Dio con noi, che assume la nostra umanità. Questo tempo di Avvento liturgico viviamolo al presente accogliendo Cristo nella nostra vita quotidiana, nella nostra famiglia, nelle nostre case, nel lavoro, nell’uomo che incontriamo … e ci apriremo alla missione …

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2013 pag. 3 IL VOLONTARIATO UNA RISORSA DA RI-SCOPRIRE T ra le varie definizioni della parola “volontariato”, l’enciclopedia italiana Treccani definisce il termine come “prestazione volontaria e gratuita della propria opera, e dei mezzi di cui si dispone, a favore di categorie di persone che hanno gravi necessità e assoluto e urgente bisogno di aiuto e di assistenza, esplicata per far fronte a emergenze occasionali oppure come servizio continuo (come attività individuale o di gruppi e associazioni)”. Il senso intimo della parola è stato messo in pratica dai membri del comitato per il Lavoro di Termini Imerese i quali hanno deciso “volontariamente” di ripulire le vie cittadine munendosi di scope, fratini, guanti e tutto il necessario per far vivere i cittadini in una città pulita e quindi più vivibile. Interessante è il fatto che i membri del comitato, patrocinato dalla Fillea-Cgil, sono dei disoccupati edili che da quasi tre anni lottano manifestando il proprio disagio e reclamando pacificamente il proprio diritto al lavoro. Un lavoro che continua a mancare, nonostante i leggeri segnali positivi avuti con l’avvio di alcuni cantieri di lavoro, frutto proprio dei tre anni di lotta. E proprio per questo si cerca e si inventa qualunque attività pur di restare “operativi”. Scatta così lo “sciopero del fare”, come lo hanno definito quello del comitato per il Lavoro, finalizzato ad evidenziare come le criticità presenti a Termini Imerese possono diventare immediata risposta alla sete di lavoro che la città vive. Uno sciopero nuovo, che ha alla base il volontariato e che, se da un lato presuppone la disponibilità a darsi gratuitamente per la comunità, dall’altro rappresenta una valvola di sfogo nell’attesa che i tempi possano cambiare. “Riteniamo di avere il senso civico necessario per adoperarci per il bene di tutti - ha precisato il portavoce del comitato per il Lavoro Antonio Saldì - ed avere così una città più vivibile. L’attività di volontariato nel pulire le strade cittadine continuerà fino a quando avremo la possibilità di farlo. L’iniziativa, avviata a fine ottobre, ha prevalentemente due scopi: tenere pulita la nostra Termini Imerese e tenere impegnate le menti dei disoccupati perché lavorando, anche in maniera gratuita, non si pensa in maniera distorta. Si riesce a non pensare troppo ai problemi e si affrontano le difficoltà con uno spirito migliore”. Il volontariato, quindi, fa bene fisicamente e mentalmente. E non si tratta di frasi fatte, ma di enunciati basati su delle verità realmente sperimentate come le difficoltà portate dalla sempre più dilagante disoccupazione. Se questo tipo di atteggiamento fosse più diffuso

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pag. 4 DICEMBRE 2013 tra la gente (a partire dalle piccole comunità come possono esserlo i comuni) molte cose andrebbero per il verso giusto. Il volontariato dunque come risorsa su cui puntare sia per aumentare il livello di benessere sociale e sia per essere di aiuto gli uni agli altri come negli insegnamenti cristiani. Intanto, grazie al lavoro certosino dei disoccupati edili possiamo godere di una città più pulita per qualche giorno in più, dato che il servizio di raccolta rifiuti finora ha avuto molte pecche. Ma occorrerebbe un maggiore senso civico da parte di tutti i termitani troppo spesso non curanti di buttare per terra qualsiasi cosa si abbia tra le mani e di cui ci si vuol disfare. “Il lavoro è dignità” è scritto sui fratini che indossano mentre raccolgono cartacce e spazzano via erbacce da marciapiedi, angoli, scalinate e cigli delle strade senza risparmiarsi nell’intervenire pure nelle caditoie troppo spesso otturate da fogliame e piccoli rifiuti. Una dozzina di loro, a turno e in base alle proprie disponibilità, hanno già ripulito le vie Bevuto, Luigi Einaudi, Sandro Pertini, M. Teresa Gargotta Salinas, Giorgio La Pira, Ugo La Malfa, Falcone e Borsellino (dall’acquedotto romano alla piazza Sant’Antonio). Ed ancora via Cavallacci (dalla In Fraternità con Francesco rotonda che la collega a via Zara fino alla via Barratina, nota come Porta Baddoma), via Giovanni Salamone, via Vincenzo Errante, via Palazzo Cirillo, parte di via Bevuto e la zona del Santo Padre. Ripulite anche le scalinate che raggiungono via Barratina e quelle di via Guglielmo Marconi (di fronte il comando della polizia municipale). Un’attività che vuole comunque continuare nel tempo. Ma va detto che a Termini Imerese un altro grande esempio di volontariato è offerto dalla presenza della Banca del Tempo Himerense, un progetto nato da Liborio Galbo (suo presidente) e che si regge sull’idea di un “volontariato del dare e dell’avere” ma della risorsa «tempo». L’associazione promuove quindi un volontariato di persone, o gruppi, rivolto ad iniziative sociali, ambientali e di solidarietà civile. L’obiettivo è dare del proprio tempo e riceverne in cambio, sviluppando una forma di solidarietà basata su scambi di servizi reciproci ad ampio raggio e riscoprendo i valori umani di “buon vicinato” che nel tempo si sono persi. Maria Grazia D’Agostino LA NATURA È MADRE: RISPETTIAMOLA! audato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba. Con queste parole, nel “Cantico delle Creature”, Francesco d’Assisi afferma che la terra è “madre”, nutre le sue creature e, ovviamente, al pari di una mamma, va rispettata e difesa. Francesco, nello stesso tempo, sottolinea il carattere divino della creazione, anche nei suoi aspetti materiali. Ma non è tutto, San Francesco ricorda che la natura fornisce spontaneamente tutto quanto l’uomo ha bisogno, negando la tendenza all’esasperato sfruttamento delle risorse a fini economici. Ebbene, se l’esigenza del rispetto e della salvaguardia del creato era avvertita ottocento anni fa, quando era impensabile l’attuale livello di sfruttamento delle risorse minerarie, cosa dovremmo dire oggi? E ciò, senza tenere conto del buco dell’ozono e dell’aumento dei “gas serra” che provocano il surriscaldamento del globo. L E il sempre maggiore rischio idrogeologico, causato dalla indiscriminata cementificazione ed il conseguente abbattimento degli alberi? Come reagisce la natura a tale scomposto agire dell’uomo? È vero che l’imperversare degli uragani, lo scioglimento dei ghiacci perenni, l’aumento della temperatura dei mari è la causa diretta dello sfruttamento indiscriminato delle risorse e del galoppare dell’inquinamento? Le risposte, a riguardo, non sono univoche, anche se il cambiamento del clima appare connesso proprio al lievitare dell’inquinamento. Ma consideriamo, per mera ipotesi, che il riscaldamento del mare e l’inquinamento atmosferico contribuiscano a formare tifoni, uragani, trombe d’aria, cicloni, con le relative devastanti conseguenze. Se fosse così, ce ne staremmo con le mani in mano? Purtroppo le organizzazioni internazionali si scontrano con gli egoismi di quei Paesi che guardano soltanto ad aumentare la produttività e che,

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2013 pag. 5 come la Cina (per fare un esempio eclatante), presembianze di un piccolo insetto per curiosare in feriscono far vivere la popolazione di vaste estencasa di deputati e senatori e di amministratori losioni di territorio fra i miasmi di industrie insalucali per vedere se curano la raccolta differenziata bri e tossiche, pur di incrementare il P.I.L. (Proovvero contribuiscono, con la loro condotta irredotto Interno Lordo). Ma è pur vero che anche sponsabile, ad inquinare l’ambiente. l’Italia ci mette la sua, se Occorre anche che la è vero, come è vero, che legalità divenga sistema, si chiudono gli occhi dicontrastando l’edilizia nanzi all’aumento delle abusiva ed ogni sorta di malattie oncologiche a comportamenti non conTaranto e nella “Terra dei formi a legge. Fuochi”. Altro profilo rilevante In aggiunta, altri Paesi degli sconquassi della (come il Brasile) distrugnatura è la immediata gono annualmente enormi perdita di vite umane e la estensioni di foreste, candistruzione di abitazioni, cellando “polmoni verdi” infrastrutture, coltivazioche dovrebbero contribuini agricole. re al riequilibrio ambienCiò comporta la netale mondiale. cessità di poter contare Quando si scatena la su organizzazioni effifuria della natura – qualcienti del tipo “Protezioche settimane fa nelle Fine Civile” e, nei casi più lippine, più recentemente gravi, sulle strutture dell’Esercito. nell’Illinois (con un nuMa spesso non basta. mero impressionante di Lì dove, come nelle tornado) e nella nostra Filippine, la catastrofe Sardegna – tutti concorassume proporzioni apodano che si deve fare qualcosa. calittiche, è indispensabiMa spesso ci si ferma alle buone intenzioni e, le che si muovano le organizzazioni internazionali nel frattempo, chi potrebbe intervenire ritiene di e, soprattutto, si manifesti la concreta solidarietà mettere la coscienza a posto con qualche aiuto aldelle singole persone. A tal fine, ormai da tempo, la gente colpita. si è sperimentato il sistema di raccolta delle offerOvviamente non basta! te attraverso gli strumenti telefonici, che consenSi deve partire dai comportamenti dei singoli, tono a tutti di contribuire, sia pure con importi dalla collaborazione delle famiglie e delle comuminimi. nità, dal contributo educativo delle scuole e delle Ma noi Cristiani possiamo dare un ulteriore contributo, che è quello della preghiera, in favore organizzazioni di volontariato. Infatti, il mosaico delle vittime e dei sopravvissuti, questi ultimi afè fatto da migliaia di tasselli e ciascuno è responfinché abbiano la forza di ricominciare con fede, sabile del suo. rassegnazione e speranza. Dai cittadini e dalle famiglie alle istituzioni comunali, provinciali e regionali. Per primi i coE a chi meglio indirizzare la nostra preghiera, muni, che hanno il dovere di realizzare, promuospecie in questo periodo, se non alla Madonna vere ed incrementare la raccolta differenziata e Immacolata (a Bedda Matri), il più sicuro ed affinon di “far finta”, per poi inviare tutto a discarica. dabile intermediario con Dio? La plastica, il vetro, l’alluminio, ecc. non recuL’Immacolata che, come recita una iscrizione perati, invece di tramutarsi in ricchezza vanno ad ai piedi della statua nella chiesa di S. Maria di inquinare per secoli l’ambiente e sono causa di Gesù (la “Gancia”) è la “Patrona Principale” della ulteriore inquinamento atmosferico per la necessinostra Città. Enzo Giunta tà di nuove produzioni. Mi piacerebbe talvolta mimetizzarmi con le

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pag. 6 DICEMBRE 2013 In Fraternità con Francesco LO SFRUTTAMENTO MINORILE E LA PERDITA DEI VALORI minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione. Questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità. In tutti gli atti relativi ai minori, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l'interesse superiore del minore deve essere considerato preminente. Il minore ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse”. È quanto recita l’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, ma avviene realmente così nella nostra realtà contemporanea? E’ cronaca dei nostri giorni di continui abusi perpetrati a danno di minori e anche all’interno delle mura domestiche, con alle volte la mamma a fare da aguzzina come nel caso accaduto ai Parioli di Roma dove dopo la scuola due ragazze di 14 e 15 anni, compagne di banco al ginnasio, erano diventate baby squillo per comprare la cocaina. Le “Lolite” si facevano gestire da uomini conosciuti su Facebook che procuravano i clienti e le sponsorizzavano pubblicando foto intime su un social network. Una di loro era sfruttata anche dalla donna che più di tutti al mondo avrebbe dovuto amarla e proteggerla: la mamma, una barista che sapeva tutto, incitava la figlia ad incontrare i clienti e prendeva per sé parte dei guadagni. La donna è stata arrestata dai carabinieri insieme agli altri 3 sfruttatori, un militare, un commercialista e un disoccupato, tutti incensurati di età compresa tra i 33 e i 38 anni. “La spinta motivazionale all’esercizio della prostituzione, costituisce elemento inquietante nella vicenda in quanto chiaro sintomo della devastazione morale delle due minorenni”. Lo scrivono i giudici del Riesame nelle motivazioni del- “I la conferma della custodia cautelare nei confronti di Riccardo Sbarra, Mirko Ieni e della madre di una delle due baby squillo. Spingendosi oltre, comunque, i giudici scrivono che l’esito delle indagini dà contezza di due ragazze, sì minorenni, ma spregiudicate, libere, e determinate nel raggiungimento dei loro scopi, alla ricerca di sensazioni forti, desiderose di beni costosi e disposte a tutto pur di averle”. Nessun’ombra di dubbio può indebolire la robustissima, struttura dell'impianto accusatorio. Nessun dubbio, per il collegio che Ieni sapesse che le ragazze fossero minorenni, anche se faceva finta di non sapere, così come al di là di quanto ha preteso di fare credere, la madre sapeva della frequentazione della figlia nella casa di via dei Parioli, ed era a conoscenza dell’impegno extrascolastico della minore. Come si può ben comprendere in tutta questa vicenda siamo di fronte ad una perdita dei valori che un tempo la famiglia custodiva e tramandava e di quello scadimento morale dei nostri tempi, a tutte le latitudini e in tutti i contesti socio culturali del nostro Paese. E’ un fatto incontrovertibile che la famiglia ha perduto, a mio modesto parere, da almeno due generazioni il suo “proprium” di educatrice delle giovani generazioni, devolvendo tale compito ad altre Agenzie educative quali la Chiesa, la scuola, le associazioni. Ma fino a quando queste Agenzie hanno saputo interpretare un ruolo che è primario della famiglia che si è assunto l’impegno al momento del Battesimo dei propri figli di educarli nella Fede e nei valori, transeat. Invece quando anche in queste Agenzie hanno fallito il problema assume contorni preoccupanti sia per i giovani, sia per le future generazioni che saranno da loro messi al mondo verso una deriva inarrestabile per la nostra società. diac. Pino Grasso

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2013 pag. 7 INCONTRO ZONALE DELL’OFS omenica 10 novembre le fraternità dell’Ordine Francescano Secolare appartenenti alla zona di Cefalù “Venerabile Maria Chiara Magro”, convocate per il consueto ritiro zonale in preparazione del Tempo di Avvento, si sono incontrate presso il convento Santa Maria del Gesù di Termini Imerese. Le sorelle e i fratelli provenienti dalle fraternità di Caccamo, Collesano, Castel di Lucio, Bagheria, San Nicola, Sciara, Castelbuono e le due Fraternità di Termini Imerese, dopo i saluti e l’accoglienza da parte della Fraternità locale “Santa Maria di Gesù”, si sono ritrovati in Chiesa per la celebrazione delle lodi, che ha preceduto l’intervento dei due relatori. Il ritiro ha avuto come tema “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”. Partendo proprio dal tema e dalla lettura del Vangelo di Giovanni (17, 3) fra Venanzio Ferraro ha richiamato l’attenzione dei presenti su due verità: l’universalità della salvezza, essa infatti è aperta a tutti; e la Vita Eterna così come Gesù stesso definisce la salvezza. La salvezza, ha spiegato, è conoscenza di Dio Padre e di Dio Figlio; conoscenza che è relazione, tenero abbraccio, dono e abbandono reciproco tra Dio Padre, Dio Figlio e le sue creature. Da ciò si comprende come la conoscenza di Dio implichi tutta la persona umana; come la relazione con Dio debba coinvolgere tutte le facoltà umane, il cuore, la mente e quindi la persona nella sua integrità. Fra Venanzio, continuando nella sua esposizione, ha spiegato che una conoscenza così intima con Gesù, fa pregustare e anticipa nel tempo la parola profetica contenuta nella 1a lettera di Giovanni; quindi in sintesi Gesù è Vita, come Egli stesso afferma, perché attraverso il suo sacrificio è giunta la salvezza all’umanità, e nello stesso tempo questa Vita è Eterna perché (se noi lo vogliamo) la sua conoscenza, che è comunione con Dio Padre e Dio Figlio, fa pregustare sin da ora il Paradiso. Gesù = Vita Eterna = Paradiso Gli spunti di riflessione offerti dalla relazione di fra Venanzio Ferraro hanno introdotto il tema affrontato, successivamente, dalla sorella della fraternità di Termini Imerese “Madonna della Catena” Claudia Pecoraro, che ha commentato l’art. 17 delle Costituzioni Generali dell’OFS relativo all’impegno dei francescani ad essere “annunciatori di Cristo con la vita e con la parola”. Claudia tramite l’intervento dialogato con i presenti e mediante la citazione di alcuni brani tratti D dalle Fonti francescane e di alcune lettere di San Paolo, ha condotto i presenti ad una riflessione abbastanza seria: l’essere francescani impegna ad una piena “conoscenza” di Dio che ci trasforma in “annunciatori” della lieta “novella” di salvezza giunta nel mondo con Cristo e rivelata agli uomini dallo Spirito Santo. Dopo il pranzo a sacco, consumato negli stessi locali messi a disposizione dai frati, nel pomeriggio è seguita l’Adorazione Eucaristica. L’adorazione è iniziata con la lettura della II lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi, tratta dalla Liturgia della XXXII domenica del T. O. Durante l’adorazione ciascuno ha potuto sperimentare la bellezza dello stare davanti al Signore nel silenzio, nel raccoglimento, lontano dai frastuoni e dalle distrazioni quotidiane, ciascuno ha potuto fare spazio alla Parola che nel silenzio ha saputo parlare al cuore. Emozionante il momento in cui coloro che hanno voluto o potuto farlo, avvicinandosi all’altare, hanno sostato in ginocchio davanti a Gesù Eucarestia. Un gesto, questo, per sentirsi più vicini, anche fisicamente, al Signore e per ringraziarlo per i doni e i benefici ricevuti. La giornata si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica presso il Monastero delle Clarisse, dove tutta la famiglia francescana (primo, secondo e terz’Ordine) si è ritrovata insieme per dare lode al Signore. L’esperienza di quest’incontro ha suscitato un più vivo desiderio a ricercare “la persona vivente e operante di Cristo nei fratelli, nella sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle azioni liturgiche …” Reg.5. Così come suggerito dalla sorella Claudia gli spunti di riflessione raccolti durante il ritiro potranno essere portati da ciascuno nelle proprie fraternità per essere lì condivisi con gli altri fratelli e/o sorelle che per diversi motivi sono stati impediti a partecipare. Il portare in fraternità i messaggi scaturiti durante la giornata (sia dai relatori, sia dall’incontro con i fratelli) mi fa pensare a quella fonte da cui si attinge per dissetarsi e per dissetare chi ha bisogno di un messaggio di gioia e di speranza e a quella pietra che, gettata nel mare, crea dei cerchi concentrici sempre più ampi. Infatti l’impegno di ogni francescano è vivere e farsi annunciatore del Vangelo poiché chi gratuitamente ha ricevuto, gratuitamente deve restituire agli altri. Giuseppina Licia Patti (Fraternità di Castel di Lucio)

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pag. 8 DICEMBRE 2013 In Fraternità con Francesco Convegno Organismi pastorali regionali Le Chiese di Sicilia vogliono guardare al futuro e annunciare insieme la Speranza C’è grande attesa per quella che potrà essere la ricaduta sulle Chiese di Sicilia, del Convegno degli Organismi pastorali regionali che si è svolto all’Hotel Garden beach di Campofelice di Roccella. I convegnisti per quattro giorni, aiutati da competenti e validi conferenzieri, hanno riflettuto su come progettare il futuro pastorale delle comunità ecclesiali. L’assise cefaludese, si è svolta a distanza di 20 anni da quella svolta ad Acireale quando si celebrò il 3° Convegno regionale delle Chiese di Sicilia, ed è servita a fare memoria per ricollegarsi idealmente alla storia, alla tradizione, al cammino pastorale svolto fin qui dalla comunità isolana. Ancora una volta sono stati messi in evidenza gli obiettivi e soprattutto gli ambiti pastorali d’azione quali la cultura e la comunicazione, la famiglia, l’impegno sociale e politico, le parrocchie, ambiti che ancora oggi interpellano la chiesa siciliana. “Ogni Diocesi elabora un proprio progetto pastorale – ha detto il segretario generale della C.E.Si, mons. Carmelo Cuttitta, nella sua riL’epoca in cui viviamo è segnata da una crisi che non è soltanto economica, è una crisi dei valori, del tempo, dell’indifferenza, delle ideologie, della cristianità, della mancanza di futuro, ma è soprattutto un tempo senza ricerca di senso e questo è quello che più preoccupa. fra Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose a cui è stato affidato il compito di aprire il Convegno degli Organismi pastorali regionali che si sono riuniti all’Hotel Garden beach di Campofelice di Roccella per una quattro giorni di riflessione e di programmazione, ha sviluppato il tema affermando che la speranza tiene l’uomo in cammino. Citando Ilario di Poitiers, nel suo Commento ai Salmi ha riportato la domanda di molti che gridano ai cristiani: “Dov’è, cristiani, la vostra speranza?” ha riferito che questa domanda deve essere assunta dai cristiani e dalle chiese di oggi come indirizzata direttamente a loro. Poco importa che in essa possano esservi toni di sufficienza o di scetticismo: il cristiano sa che per lui la speranza è una responsabilità. Secondo Bianchi questa responsabilità oggi è drammatica ed è una delle sfide decisive della chiesa che deve essere in grado di aprire orizzonti di senso. Vivere della speranza del flessione - ma la nostra Isola ha una sua identità storica, culturale, ecclesiale che ci caratterizza, per questo abbiamo avuto il bisogno di incontrarci, per raggiungere mete comuni senza mortificare i particolari progetti pastorali delle singole Chiese. La nostra Conferenza Episcopale, con i suoi organismi, ha il compito di leggere il proprio territorio, di individuare le emergenze e di discernere il vissuto ecclesiale per compiere le scelte che non possono che essere maturate insieme”. I partecipanti al convegno, forze vive della Cesi e delle Diocesi hanno riflettuto e studiato su come accompagnare il cammino delle Chiese, “Radunati insieme”, parola chiave molto significativa, scelta dagli organizzatori nel cammino che si vuole percorrere, per guardare al futuro non rimanendo inerti, piuttosto impegnati nel progettare il futuro pastorale, adottando linee comuni che portino a guardare all’identità di popolo di Dio nella terra di Sicilia. “La crisi non deve spegnere la speranza” Regno dischiusale dal Cristo. E sapere donare speranza a vite concrete, aprire il futuro a esistenze personali, mostrare che vale la pena di vivere e di morire per Cristo. Aprendo i lavori del Convegno, a cui hanno partecipato anche numerosi vescovi dell’Isola, il card. Paolo Romeo ha sottolineato l'impegno di evangelizzazione delle Chiese di Sicilia espresso anche dal martirio di alcune figure di cristiani siciliani: don Francesco Spoto, il giudice Rosario Livatino e don Pino Puglisi che è stato ricordato anche dai seminaristi del primo anno dell’Arcidiocesi di Palermo con una rappresentazione teatrale dal titolo: “Me l’aspettavo” per la regia dell’animatore del propedeutico don Fulvio Iervolino. “Ancora oggi ci sono molti testimoni di Cristo nella nostra terra, ma c'è anche molto degrado, corruzione, sperequazioni sociali e indifferenza, conseguenza del peccato. Manca l'attenzione alla persona umana e la famiglia, in affanno, è assente. Ci ritroviamo – ha proseguito il Cardinale - non per commiserarci, ma per ritrovare slancio nel farci carico dei pesi degli altri. Siamo interpellati dai problemi sociali e, a metà del decennio sull'educazione, dobbiamo verificare il nostro impegno educativo concreto in vista del

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2013 pag. 9 convegno di Firenze. Giovanni Paolo II rivolgenfuturo non rimanendo inerti, piuttosto impegnati dosi ai francesi ebbe a dire ‘Francia, cosa hai fatto nel progettare il cammino pastorale della nostra del tuo battesimo?’. Parafrasando quella espresRegione. “Ci ritroviamo a vivere momenti di sione anche noi dovremmo chiederci: ‘cosa abstanchezza, ad affrontare la tentazione biamo fatto del Concilio Vaticano II? Questo dell’isolamento – ha proseguito – ma vogliamo momento di riflessione in questi giorni è per noi trovare linee comuni che ci portino a guardare alun momento di grazia. Dio ha una storia di salla nostra identità di popolo di Dio nella terra di vezza per la nostra Isola – ha concluso Romeo Sicilia. Il nostro convenire insieme è occasione dobbiamo scoprirlo ascoltando lo Spirito Santo propizia per ascoltare la gente della nostra terra, i che ci parla anche attraverso la testimonianza dei suoi bisogni e le sue aspirazioni insieme fratelli”. Per il segretario generale della Confeall’impegno di evangelizzazione”. renza Episcopale Siciliana mons. Carmelo CuttitArcidiocesi PA News ta l’essere radunati insieme significa guardare al LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Care amiche, un’altra ricetta tipica palermitana, “le sfincette dell’Immacolata”. A Palermo, si preparano il 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata, ed è il giorno nel quale, con queste squisitezze, si apre il periodo natalizio. Si possono gustare soltanto fritte, oppure farcite con “passole” (uva passa), pezzetti di cioccolato fondente, ricotta, pezzetti di caciocavallo fresco ed infine “abbagnate” (impregnate) nello zucchero semolato. Anche questi sono dei dolcini comunissimi nella cucina siciliana, ereditati dai saraceni, che non si può fare a meno di assaporare. Procedimento: Riunire sul piano di lavoro la farina, le patate lessate passate al setaccio e il lievito sciolto con lo zucchero in poca acqua tiepida. Cominciare ad impastare e, quando il composto sarà amalgamato, aggiungere il sale. Continuare a lavorare l’impasto energicamente, battendolo anche sul piano di lavoro fin quando si otterrà una pasta morbida e liscia. Mettere a lievitare in luogo tiepido per due ore. Il volume dovrà raddoppiare. Farcire delle piccole palline, dall’impasto ottenuto, con gli ingredienti prescelti, aiutandovi con un cucchiaio (bagnato con acqua, di volta in volta) e friggerle in abbondante olio caldo. Servire spolverizzandole con lo zucchero. Auguri di buone feste a tutti Sfincette dell’Immacolata Ingredienti: 1 chilo di farina 00, 500 grammi di patate lessate, 25 grammi lievito di birra, 2 cucchiaini di zucchero, 2 cucchiaini di sale (circa 20 grammi), uva passa, cioccolato fondente a pezzetti, ricotta, caciocavallo a pezzetti. ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ I nostri migliori auguri: • ai confratelli Francesca Cipolla e Giuseppe Abbate che il 14 novembre hanno celebrato il 25° anniversario di Professione all’OFS; • alla consorella Elena Grigoli e famiglia per la nascita della nipotina Elena; • ad Angela Franco che si è laureata in Infermieristica; • a Marta Bova che si è laureata in Statistica e Analisi dei Dati; Avvisiamo che, per tutto il periodo di Avvento, ci sarà nel nostro Convento la raccolta di prodotti procarcerati per la pulizia e l’igiene personale, da destinare alla Casa Circondariale di Termini Imerese. I prodotti che raccomandiamo di portare, perché autorizzati ad entrare nel carcere, sono: dentifricio, spazzolino da denti, saponetta (no sapone liquido), spugna, sapone da barba (no schiuma da barba), shampoo, bagno schiuma e doccia schiuma. Vi invitiamo ad essere solidali.

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pag. 10 DICEMBRE 2013 In Fraternità con Francesco Ricordiamo: • tutti i giovedì dalle ore 16.45 Adorazione Eucaristica, alle 17.30 Celebrazione del Vespro, Benedizione Eucaristica, a seguire la Celebrazione Eucaristica; • ogni primo giovedì del mese Adorazione Eucaristica presso la Cappella “S. Elisabetta d’Ungheria” dell’Ospedale. Alle ore 10.00 esposizione del Santissimo Sacramento, alle ore 12.00 Benedizione Eucaristica e riposizione del Santissimo Sacramento; • il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Invitiamo: • a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino; • a visitare dal 25 dicembre al 6 gennaio il nostro Presepe animato, allestito presso la cappella S. Rocco adiacente alla nostra Chiesa. Il Presepe sarà aperto tutti i giorni dalle 17.30 alle 19.30; • a visitare e a partecipare alla Sacra Rappresentazione del Presepe, realizzato dalla comunione e dall’impegno di tutti i gruppi della comunità ecclesiale di Termini Imerese, che si svolgerà nei giorni 22, 26 e 29 dicembre e 5 gennaio nella zona storica nei pressi del Palazzo Comunale; • tutte le famiglie a partecipare alla Celebrazione Eucaristica, delle ore 19.00 di domenica 29 dicembre, festa della Sacra Famiglia di Nazareth, durante la quale gli sposi rinnoveranno le promesse matrimoniali e i Frati impartiranno la benedizione particolare ad ogni famiglia presente. Quale Fede per il nostro tempo …. Un cammino di Luce sulle orme di Francesco d’Assisi Continua in questo mese di dicembre nei giorni 3, 10 e 17 il percorso formativo proposto, dall’Ordine Francescano Secolare per aiutarvi a comprendere meglio la realtà odierna, le fragilità e l’esigenza di una fede consapevole e nel contempo conoscere Francesco, la fraternità dell’OFS per iniziare, eventualmente, un cammino di discernimento. Gli incontri inizieranno alle ore 18.30 e si svolgeranno nel salone del Convento. Vieni e vedi! Dicembre 2013 Pedone Provvidenza Cusimano Giuseppe Rocca Pasquale Catalano Rosa Marsala Daniele Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno 1 5 5 7 11 Battaglia Silvana Morreale Iolanda Lo Coco Antonina Sciortino Anna Maria giorno giorno giorno giorno 13 15 23 24 24 Agostino Chierchiaro Salvatore giorno

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In Fraternità con Francesco ________________ DICEMBRE 2013 pag. 11 IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”(Gv17,3). Questo è il tema proposto dal Consiglio Regionale per l’incontro zonale delle Fraternità dell’OFS, che si è svolto domenica 10 novembre presso il nostro Convento. A pagina 7 abbiamo pubblicato l’articolo sul ritiro scritto dalla consorella Licia Patti, Ministro della Fraternità OFS di Castel di Lucio (ME), che ringraziamo per la collaborazione. Festa di Santa Elisabetta d’Ungheria Patrona dell’Ordine Francescano Secolare. Nella solenne Celebrazione Eucaristica di domenica 17 novembre, presieduta da fra Venanzio Ferraro ofm, tutta la Fraternità ha rinnovato l’impegno assunto con la Professione dei consigli Evangelici. Sabato 16 invece ci siamo ritrovati, con i volontari della “Missione S. Elisabetta”, presso la Cappella S. Elisabetta dell’ospedale, nella Celebrazione Eucaristica, presieduta dal cappellano fra Diego D’Alessandro ofm, i volontari della missione hanno rinnovato il mandato del loro impegno. Nella stessa Celebrazione il nostro Ministro Giusy Fusco ha donato, a nome della Fraternità, un Ostensorio per l’adorazione in Cappella. Il triduo, predicato da fra Venanzio è iniziato giorno 14, giorno in cui i confratelli Francesca Cipolla e Giuseppe Abbate hanno celebrato il 25° anniversario di Professione all’OFS. Nel nostro sito www.ofstermini.webbly.com abbiamo pubblicato le foto di tutti gli eventi. Conclusione dell’Anno della Fede e nuovi ammissioni in Fraternità. Giovedì 21 novembre noi dell’OFS, la Gi.Fra. e i Frati ci siamo ritrovati con le Sorelle Clarisse al Monastero S. Chiara, per concludere l’Anno della Fede indetto dal Papa Benedetto XVI, con un momento di preghiera, presieduto da fra Venanzio. In questa occasione sono stati ammessi nella nostra Fraternità: Giuseppe Balsamo, Carmela Bova, Francesca Giuffrè, Francesca Balsamo, Enza Purpura e Angela Gibilaro, agli ammessi gli auguri di buon cammino formativo. Festa dell’Immacolata. Come ogni anno la Fraternità parteciperà alla processione dell’Immacolata che inizierà alla Maggior Chiesa, dopo la solenne concelebrazione delle ore 11.00, e si concluderà presso la Chiesa parrocchiale del Carmelo. Vita di Fraternità. Lunedì 30 dicembre ci ritroveremo tutti OFS e Gi.Fra. alle ore 21.00 nei locali del Convento per un momento di vita fraterna divertendoci a giocare a tombola e gustare i dolci che ognuno preparerà. In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XII - n. 12 - Dicembre 2013 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Enza Borzelliere, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Antonio Liotta, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Enzo Giunta, diac. Pino Grasso, Giuseppina Licia Patti, Arcidiocesi Pa News, Mariella Campagna.

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pag. 12 DICEMBRE 2013 In Fraternità con Francesco PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI DICEMBRE 2013 Dal 29 Nov. al 7 Novena all’Immacolata ore 17.15 Santo Rosario e coroncina ore 18.00 Celebrazione Eucaristica ore 18.30 Catechesi di Annuncio ore 21.00 Santo Rosario meditato al Monastero, presiede fra Agatino Sicilia ofm IIa di Avvento - Festa dell’Immacolata Concezione ore 11.00 Solenne Concelebrazione Eucaristica alla Maggior Chiesa e processione ore 18.30 Catechesi di Annuncio IIIa di Avvento ore 9.00 Incontro bi-zonale per gli Araldici di Sicilia a Termini Imerese presso il Palazzetto dello Sport ore 18.30 Catechesi di Annuncio Novena al Santo Natale ore 17.15 Santo Rosario e coroncina ore 18.00 Celebrazione Eucaristica Cammino Giovani: Andate, Senza Paura, per Servire ore 21.00 Incontro Giovani del V° Vicariato al Monastero IVa di Avvento Nelle celebrazioni Eucaristiche saranno benedetti i Bambinelli ore 23.00 Veglia del Santo Natale Santo Natale di nostro Signore Gesù Cristo ore 8.30 Celebrazione Eucaristica in Convento ore 10.00 Celebrazione Eucaristica al Monastero ore 19.00 Celebrazione Eucaristica in Convento ore 21.00 Adorazione Eucaristica, preghiera e benedizione delle famiglie e rinnovo delle promesse matrimoniali al Monastero, presiede fra Gaetano Morreale ofm Festa della Sacra Famiglia di Nazareth ore 19.00 Celebrazione Eucaristica e benedizione delle famiglie e rinnovo delle promesse matrimoniali Celebrazione Eucaristica di ringraziamento Adorazione Eucaristica Celebrazione del Vespro e benedizione Eucaristica Celebrazione Eucaristica Santo Rosario Celebrazione Eucaristica a seguire il Vespro Celebrazioni delle Lodi Celebrazione Eucaristica Celebrazione Eucaristica Martedì Venerdì 3 6 Domenica 8 Martedì 10 Domenica 15 Martedì 17 dal 16 al 23 Giovedì 19 Domenica 22 Martedì 24 Mercoledì 25 Sabato 28 Domenica 29 Martedì 31 ore 18.00 Tutti i giovedì: ore 16.45 ore 17.30 ore 18.00 Tutti i giorni feriali: ore 17.30 ore 18.00 Nei giorni festivi: ore 8.00 ore 8.30 ore 19.00

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In Fraternità con Francesco DICEMBRE 2013 pag. 13 L’OFS IN AIUTO DELL’OFS: al servizio dei “nostri” poveri Dalla tragedia “ciclonica” alla ripresa nella quotidianità Terminata l’emergenza post ciclone, che ha causato 16 morti, ingenti danni alle case e alle cose tanto che molte famiglie son state costrette ad abbandonare la propria abitazione, tante attività commerciali andate tristemente danneggiate, aziende agricole distrutte e morti numerosi capi di bestiame, nonostante resti sempre alto lo stato d’allerta per le continue piogge, è già iniziato, in Sardegna, il tempo della “ripresa”. La Protezione Civile, i Vigili del fuoco, l’esercito, ma soprattutto tantissimi volontari hanno fatto sì che i disagi siano stati contenuti e che potessero iniziare i lavori di recupero sia delle case che degli spazi commerciali e produttivi. Anche i centri raccolta, viveri e indumenti, grazie alla solidarietà della gente sarda di tutta l’isola, sono ormai così pieni che potranno garantire, per l’immediato, il sostegno soprattutto agli sfollati. La Comunità Europea, lo Stato, la Regione Sardegna stanno provvedendo a stanziare i fondi necessari per ripristinare le opere urbanistiche danneggiate, in particolar modo dighe, strade, ponti, canali. Dove si può dare una mano C’è ancora e ci sarà bisogno d’aiuto nel sostenere i più poveri, coloro che anche riprendendo ad abitare la casa, non avranno risorse necessarie per comprarsi gli arredi, gli elettrodomestici, tutto ciò che è utile per vivere la propria quotidianità. Coloro che non avendo una attività produttiva “assicurata”, in particolar modo quelli che vivono la propria economia nel mondo agro pastorale, han bisogno di ripartire da zero per aver di che guadagnare. L’intervento dell’OFS Come Ordine Francescano Secolare vogliamo porre l’attenzione proprio su questi poveri, a partire da quelli di “casa nostra”, quelli cioè che fanno parte della nostra famiglia francescana e che sono stati danneggiati nelle cose materiali e feriti nell’animo. Ci sono alcuni centri nell’isola dove operano fraternità dell’OFS e della Gifra da cui arriva questo tipo di richiesta d’aiuto: in particolar modo dalle fraternità di Terralba e San Gavino, nel Medio Campidano, e ad Olbia, nel nord dell’isola, dove grazie alla nuova comunità di frati appena insediatisi si sta facendo annuncio vocazionale e missionario francescano. Crediamo sia importante concentrare la nostra attenzione su queste situazioni per due motivi: avere amorevole cura verso fratelli e sorelle dell’Ordine di cui, altrimenti, in pochi si preoccuperebbero e offrire una caritatevole testimonianza alle loro comunità dove operano. Come agire Tramite il Centro nazionale OFS d’Italia, che si farà promotore di una raccolta fondi, il Consiglio Regionale dell’OFS di Sardegna potrà coordinare e favorire la distribuzione degli aiuti sulla base del monitoraggio che nei centri indicati i responsabili locali di fraternità stanno già effettuando. Le offerte potranno essere versate tramite: - bonifico bancario su conto corrente presso Unicredit con IBAN: IT 20 F 02008 38278 000401447482 COD. BIC: UNCRITM1J12; - con bollettino postale o postagiro sul conto corrente postale n. 21747449 con IBAN: IT 77 U 07601 01600 0000 2174 7449 COD. BIC: BPPIITRRXXX In entrambi casi l’intestazione è la seguente: Associazione Attività OFS d’Italia – ONLUS – C.F. 97311130153 Via della Cannella, 8 06081 CAPODACQUA D’ASSISI (PG) Causale del versamento: Offerte pro Sardegna Chi preferisce, può consegnare la propria offerta: - alla Ministra Giusy Fusco; - all’Economa Enza Borzelliere.

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pag. 14 DICEMBRE 2013 In Fraternità con Francesco Presiede fra Agatino Sicilia ofm Preghiera per le Famiglie. Presiede fra Gaetano Morreale ofm Presiede fra Nino Sciortino ofm Capp VI ASPETTIAMO! BUONE FESTE NATALIZIE Il Signore Vi dia Pace

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