2008 2009 2

 

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Lions Elba

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Anno lionistico 2008-2009 N. 2 Sommario EDITORIALI Mauro Antonini Luciano Gelli Un anno alla presidenza Saluto agli amici lions 2 2 3 3 3 4 5 6 6 7 8 10 10 10 10 11 12 13 15 15 16 18 19 20 21 22 23 CRONACA Gara podistica in favore dell’Associazione Michele Cavaliere Festa degli Auguri Idee per il turismo all’Elba, conferenza dibattito Visita del Governatore Cavalieri di S. Stefano, conferenza dibattito Raccolta occhiali usati La gratificazione della beneficenza, conferenza del Vescovo Mons. G. Santucci Tutela del patrimonio archeologico sommerso, conferenza dell’Amm. Isp. Capo Raimondo Pollastrini Com.te Generale del Corpo delle Capitanerie di porto LA VOCE DEI LIONS poesie Umberto Innocenti, Tramonto Luciano Gelli, Rosanna Mario Bolano Scambi giovanili Massimo La Rosa Allarme sentieri Luciano Gelli Un fiore sul cammino Vittorio G. Falanca L’incaglio della Susanna RUBRICHE Interventi ed elargizioni Spigolature Organigramma del Lions Club Albo del Club Albo della Targa Lions Il Gonfalone del Club Disponibilità dei Lions CHI PARLA DI NOI (rassegna stampa) Copertina: Lion Prof. Giancarlo Castelvecchi, 1975 – tempera. E’ stampato in proprio a cura del Lions Club Isola d’Elba. Viene distribuito ai soci del Club in due edizioni nell’arco dell’anno sociale: il n. 1 a Dicembre in occasione della Festa degli Auguri, il n. 2 a Giugno per la celebrazione della Charter Night. La redazione ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della pubblicazione. La composizione del NOTIZIARIO si è conclusa il 31.05.09. Notizie e commenti stampa successivi saranno inseriti nel prossimo numero.

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2 Mauro Antonini Quando due anni fa ho accettato la carica di vice presidente, non avevo certamente cognizione di quello che avrei dovuto fare nei due anni successivi. Trascorso infatti velocemente il mandato di vicepresidenza è venuto naturale il passaggio a Presidente: ecco che la cosa andava ad assumere ben altri connotati! Per fortuna il senso di responsabilità e la grande disponibilità di chi condivideva con me l’associazionismo Lions mi ha permesso, prima di tutto, di formare un ottimo gruppo dirigente. Infatti, già al momento del passaggio della campana mi sono accorto di avere a disposizione grande competenza e professionalità unita ad un vero senso di amicizia di chi mi avrebbe accompagnato per tutto il mio mandato. Già dalla Festa di Mezza Estate, e grazie alla successiva visita del Governatore Pierotti, accompagnato dal segretario Tardelli e relative signore, ho potuto percepire veramente che cosa significhi essere LION. La voglia di lions, che ho cercato di portare dentro di me, durante questi mesi di presidenza, mi ha messo in condizione di lavorare con entusiasmo e dare luogo a incontri che ho reputato interessanti per i nostri soci e per gli ospiti che hanno avuto il piacere di seguirci. Si sono succeduti quindi meetings ordinari e conferenze; gli incontri hanno spaziato su diverse tematiche: ci sono stati incontri che hanno messo in luce i problemi del nostro territorio, altri hanno toccato argomenti di storia o di attualità come il turismo e l’enogastronomia. Per tutti dobbiamo anche ringraziare i vari Conferenzieri che sono intervenuti sempre con grande professionalità e simpatia. A chiusura della mia annata ho un solo rammarico: quello di aver avuto così poco tempo da poter dedicare all’accrescimento della mia conoscenza del mondo LIONS e alle conferenze e agli incontri che gli altri Club hanno organizzato e a cui il nostro Club era invitato. Voglio comunque ringraziare tutti quelli che hanno avuto fiducia in me e la sorte che mi ha dato il grande onore di essere Presidente proprio quando il nostro Club ha festeggiato il 40° anniversario di fondazione. We serve – questo motto mi seguirà anche nei prossimi anni. Luciano Gelli “We serve” Poche sillabe per un grande impegno; un impegno che ci obbliga alla piena disponibilità, alla comprensione, all’altruismo senza secondi fini. Con tale spirito mi accingo ad affrontare la terza presidenza del Lions club Isola d’Elba, onere che assumo con gioia e orgoglio. Far parte dell’associazionismo implica un ruolo dinamico, teso a costruire. Far parte di un organigramma direttivo richiede uno sforzo superiore ma , al tempo stesso, gratifica chi viene coinvolto con una maggiore consapevolezza unitamente alla prospettiva di ampliare orizzonti e incontrare amici di avventura provenienti da ogni angolo della Toscana. Relazionarsi col prossimo, specie se questi parla il nostro medesimo linguaggio, è una esperienza cui non avrei mai saputo rinunziare. Ho ricoperto la carica di presidente, in un passato ormai remoto, quando il nostro distretto era il glorioso 108 L e comprendeva i clubs di Lazio, Sardegna, Toscana e Umbria. Ascoltare le parole di Giuseppe Taranto, Pier Luigi Guidi, Osvaldo De Tullio, Fabiola Galassi e dell’avvocato Pirrongelli, tanto per citare qualche nome, è stato un arricchimento interiore che non ha prezzo. Perdere Oretta e tanti cari amici è stato un dolore che non posso descrivere e

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3 che mi accompagnerà per i giorni che mi restano. Questa è la vita! Nonostante tutto dobbiamo andare avanti e, se sul risvolto della giacca abbiamo appuntato lo stemma dei lions, di certo il cammino sarà reso più agevole dalla certezza di aver servito la comunità. ___________________________________________________________________ Per l’Associazione Michele Cavaliere Portoferraio 14.12.2008 Iannello, Miliani, Pagnini, Lenzi; sono questi i nominativi degli atleti vincitori, rispettivamente nelle categorie bambini, ragazzi, donne e uomini, della gara podistica organizzata dal nostro club nella mattina di domenica 14 Dicembre a Portoferraio. Ma i veri vincitori della manifestazione, giunta ormai alla sua quarta edizione ed affermatasi come una classica annuale fra le varie iniziative del sodalizio elbano, sono stati la generosità e la solidarietà dimostrata ancora una volta dalla cittadinanza elbana grazie alla quale è stato possibile raccogliere una bella somma (v. Interventi ed elargizioni) interamente devoluta, come di consueto, all’associazione Michele Cavaliere che da anni si interessa di sostenere tecnicamente e logisticamente i pazienti colpiti da leucemia ed i loro familiari, con particolare riguardo per coloro che sono costretti a recarsi fuori dall’Elba per ricevere le cure appropriate. terventi di ringraziamento di Elvio Cavaliere, presidente dell’omonima benemerita associazione, e di Mauro Antonini, presidente del Lions Club, il quale ha anche espresso gratitudine ai gestori del bar Kursal per aver ospitato l’organizzazione e la giuria della gara. L’incontro si è concluso con la consegna di coppe ai primi tre classificati di ciascuna categoria e di medaglie ricordo a tutti i concorrenti. Portoferraio, Hotel Picchiaie 20.12.2008 La consapevolezza della fortuna di vivere in quella parte di mondo dove spesso ci possiamo concedere il superfluo, e la solidarietà concreta verso chi invece a volte non riesce neppure a sfamare se stesso e i propri figli sono stati i motivi conduttori che Alcune fasi della gara Al termine della competizione, realizzata e pianificata come tutti gli anni dal lion Umberto Innocenti con l’indispensabile supporto del gruppo sportivo “Atletica Isola d’Elba” e condotta con la guida del noto atleta Tirelli, già appartenente alle Fiamme Gialle, i podisti partecipanti, gli appassionati ed il pubblico presente hanno potuto ascoltare i brevi in- Saluto del Presidente il presidente Mauro Antonini ha voluto dare alla Festa degli Auguri, il tradizionale incon-

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tro che il Lions Club Isola d’Elba organizza ogni anno a ridosso delle Festività Natalizie. Quest’anno l’evento si è tenuto la sera di sabato 20 Dicembre all’Hotel Picchiaie di Portoferraio dove i numerosi convenuti hanno ricevuto la tipica sciarpa gialla a testimonianza della attiva partecipazione alla campagna Telethon del Multidistretto 108 Italy. La serata si è conclusa, mentre su di un grande videoschermo scorrevano immagini da tutto il mondo riproducenti situazioni e uomini meno fortunati di noi, col gioco della tombola il cui ricavato, allo scopo di recare un momento di sollievo ai bisognosi presenti sul nostro territorio, è stato devoluto alle parrocchie della Natività e di S. Giuseppe (v. Interventi e elargizioni). 4 Conferenza dibattito Hotel Picchiaie, Giovedì 29 Gennaio 2009 E’ forse dal vivace dibattito che ha seguito la conferenza sul tema IDEE PER IL TURISMO ALL’ELBA: BENESSERE, AMBIENTE, ENOGASTRONOMIA, andato ben oltre il tema proposto toccando argomenti quali, crociere, cementificazione, collegamenti, ecc., che si è avuta la conferma del successo dell’evento. E non poteva essere altrimenti, visto che all’incontro, organizzato in conviviale dal Club all’Hotel Picchiaie di Portoferraio la sera dello scorso Giovedì 29 Gennaio, hanno preso parte nella veste di relatori il Dr. Fausto Bonsignori assessore al turismo della Provincia di Livorno, la D.ssa Franca Zanichelli direttore del Parco Naz. Arcipelago Toscano, il Dr. Ilicio Disperati direttore dell’A.P.T. Arcipelago Toscano ed il governatore della Slow Food Carlo Eugeni. Intervento del Dr. Bonsignori e consegna del guidoncino alla D.ssa Zanichelli Dopo una breve presentazione del presidente del Club Mauro Antonini, ispirata all’ottimismo ed all’incoraggiamento verso operatori ed Autorità, quanto mai necessari in questo momento di crisi mondiale, ha preso la parola Fausto Bonsignori che ha esordito ricordando che la provincia labronica per il periodo riguardante gli ultimi otto anni si è collocata al decimo posto in Italia nella graduatoria del flusso turistico, preceduta solo dalle grandi mete storiche ed artistiche del nostro Paese. L’assessore, nel proporre la destagionalizzazione del turismo come alternativa allo stallo se non alla recessione paventati per il settore da molti esperti, ha rammentato le opportunità offerte nell’ambito del turismo del benessere dalla talassoterapia. In Francia, ha esemplificato il relatore, questa componente dell’industria turistica è affermata da anni e viene praticata anche in pieno inverno in molte località della costa atlantica che sicuramente per clima e natura non sono certo favorite in questo settore quanto lo è la nostra isola. E’ quindi seguito l’intervento della D.ssa Zanichelli che, quale altro mezzo per il tanto auspicato prolungamento della stagione, ha suggerito quello del camminare. “Questo Mediterraneo”, secondo la Zanichelli, con le sue fioriture precoci e i suoi stimoli sensoriali ha una notevole benefica influenza sulle persone e può piacere ai turisti del Nord che non hanno questo tipo di natura. L’dea di camminare insieme, visitabile anche sul sito internet dell’APT, praticabile sempre e da tutti inclusi i non vedenti, all’Elba ha una vasta gamma di interessi; in realtà, ha rammentato la relatrice, non si tratta di una novità in quanto essa da dieci anni è praticata con lusinghieri successi in Gran Bretagna nell’isola di White. L’iniziativa, che coinvolge i parchi della costa toscana, esordirà all’Elba nella prossima primavera fra Aprile e Maggio. Il direttore dell’APT Disperati ha quindi informato la platea, nel corso del suo intervento, della decisione della RAI di portare all’Elba la prossima edizione della fiction “Gente di Mare”. L‘Ente da lui guidato si è adoperato molto per il raggiungimento di questo risultato che costituirà un eccellente veicolo di pubblicità per l’Isola. Le puntate, ha fatto notare Disperati, verranno realizzate fra la primavera e l’autunno tut-te all’Elba dove verranno stabiliti anche i set di produzione. Per ultimo ha parlato Carlo Eugeni citando le numerose manifestazioni a carattere enogastronomico ideate ed organizzate dalla Slow Food, che tendono alla qualificazione del nostro territorio e ad esaltarne i prodotti quali vino, olio, uva, castagne, ecc. In particolare, per quanto riguarda vini e oli, Eugeni ha notato come oggi nei ristoranti elbani vengano proposti i prodotti autoctoni, che sino a pochi anni fa non erano così apprezzati, quale condizione

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5 per comparire sugli elenchi della Guida Slow Food. Sono intervenuti al termine delle relazioni: Giuzio, Falanca, Niccolai Fabrizio, Mezzatesta, Gentini. A conclusione del meeting il presidente Antonini ha fatto omaggio ai relatori del guidoncino del Lions Club Isola d’Elba. convivranno per una settimana integrandosi a vicenda. Dopo una breve presentazione fatta dal ZC Marcello Murziani, il Governatore Pierotti, a conclusione del meeting, ha voluto esprimere il suo compiacimento per l’operosità del Lions Club Isola d’Elba ed in particolare per il prossimo impegno consistente nella raccolta di occhiali usati da destinare al terzo mondo che avrà luogo a Portoferraio il prossimo 5 Aprile. Egli ha quindi proseguito sviluppando ed approfon- Marina di Campo, 21 Marzo 2009 “Amicizia, solidarietà, sussidiarietà” è il motto che compare insieme al ponte sul fiume Serchio, immagine ricca di significato, sul guidoncino del Dr. Ubaldo Pierotti, Governatore del Distretto Lions 108 LA (Toscana) per l’anno sociale 2008-2009. Ed è proprio su queste tre parole che egli ha focalizzato il suo intervento al Lions Club Isola d’Elba in occasione della visita statutaria annuale che si è tenuta in conviviale la sera di sabato 21 Marzo nei locali del ristorante Kontiki a Marina di Campo. Intervento del Governatore Riunione del consiglio L’incontro, preceduto come di consueto da una riunione plenaria del consiglio presieduto dal presidente del sodalizio elbano Mauro Antonini, nel corso del quale il Governatore ha avuto modo di verificare la regolarità della condotta amministrativa, l’attività svolta nel corso dell’anno sociale, nonché quella programmata sino al termine previsto per il prossimo Giugno, si è sviluppato con vari interventi di alte cariche lionistiche fra i quali quello del lion Dr. Fiorenzo Smalzi, Presidente del comitato esecutivo scambi giovanili. Smalzi, aiutandosi con proiezioni video, ha aggiornato i numerosi intervenuti sulle ultime novità che prevedono, fra l’altro, un campo solidarietà, dove giovani di varie nazioni normodotati e diversamente abili dendo il concetto dell’ultima delle tre parole del suo motto: sussidiarietà. Termine che potrà apportare radicali cambiamenti sulle future attività lionistiche che prevedano il reperimento di fondi da destinare ai vari services. La novità sta nelle grandi possibilità di sviluppo offerte alle associazioni di servizio, come appunto il Lions, con la scelta di destinazione del 5 per mille delle imposte che ciascun cittadino può fare in sede di dichiarazione dei redditi. Pierotti ha precisato che in quest’ambito il distretto da lui guidato per l’anno lionistico in corso non ha mancato di attivarsi creando la ONLUS AMO DELL’AMORE. Lo scopo di questo service distrettuale è quello di realizzare ai Laghi “Isola Bassa” di Lammari (LU), dove, a cura di vari lions clubs della Lucchesia, vengono organizzate manifestazioni e gare di pesca per persone diversamente abili, una nuova struttura, già in fase di costruzione, in grado di ospitare i garisti e gli appassionati in caso di raduni o di maltempo. Il Governatore, nello specificare che per favorire l’iniziativa è sufficiente indicare sulla dichiarazione per la destinazione del 5°/oo il codice 01707550461, ha rammentato come i fondi raccolti dai lions siano da essi stessi direttamente investiti e seguiti, in qualsiasi parte del mondo, dall’inizio alla fine dell’opera progettata senza dispersioni fra svariati enti o rivoli burocratici.

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6 L’incontro, cui hanno partecipato oltre ai lions elbani numerosi ospiti, si è concluso con il tradizionale scambio di guidoncini fra il Presidente Antonini ed il Governatore Pierotti. nianze di quest’epopea sono oggi custodite a Pisa nei locali della sede dove, fra numerosi cimeli figurano una settantina di bandiere, una delle quali lunga ben 8 metri, sottratte alle navi ottomane e magredine catturate o affondate in combattimento. A conclusione della relazione il presidente Ascani ha fatto notare la curiosità del fatto che quella che in origine doveva essere all’Elba la sede dell’Ordine prese proprio nome dall’ultimo dei cavalieri di S. Stefano presente sull’Isola: per l’appunto il De Laugier. Relatore Umberto Ascani Presidente Istituzione Cavalieri di S. Stefano Conferenza all’Hotel Picchiaie 28.02.2009 “Potrebbe l’Elba diventare l’isola dei Cavalieri di S. Stefano?”; è questa la stimolante domanda che il presidente del sodalizio elbano Mauro Antonini ha rivolto al relatore nel corso della sua presentazione ai numerosi convenuti all’ultimo incontro organizzato dal Lions Club la sera di Sabato 28 Febbraio nei locali dell’Hotel Picchiaie di Portoferraio, che aveva come argomento la storia dell’ordine dei Cavalieri di S. Stefano. L’introduzione al meeting è toccata al lion Dr. Luigi Maroni, noto appassionato di storia ed archeologia, che ha tracciato una sintesi del quadro e del contesto storico in cui sorse ed operò l’Ordine in argomento. Il Presidente Mauro Ascani, noto giornalista, operatore nel settore internazionale dell’economia turistica, oggetto di vari riconoscimenti fra i quali quello di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, ha esordito nella sua relazione citando proprio le origini dell’Ordine che fu fondato per volere di Cosimo I° de’ Medici a similitudine di quello già esistente dei Cavalieri di Malta. Esso doveva avere base proprio nella città di Cosmopoli (Portoferraio) in quello che oggi è noto come Centro De Laugier, ma per motivi di contrasto con lo Stato dei Presidi, fu dislocato a Pisa dove tutt’oggi nella centrale piazza dei Cavalieri ha sede nell’omonimo palazzo. Tuttavia nell’arsenale del capoluogo elbano, l’attuale mercato coperto, vennero costruite molte delle grosse galere, dette galeazze, che i Cavalieri usavano per difendere le coste dalle incursioni piratesche degli Ottomani e dei Magredini se non addirittura per andarli a scovare nei loro rifugi. Sono numerosi gli eroici eventi storici e l’evoluzione tecnica, che vide le navi, nate come galere, trasformarsi in galeazze ed infine in galeoni mossi solo dalla forza eolica, riferiti puntualmente da Ascani. Essi segnarono l’intensa attività marittima militare dei Cavalieri di Santo Stefano dal 1561, anno della fondazione, sino alla metà del diciottesimo secolo, quando, disarmata definitivamente la flotta, i santostefaniani divennero un ordine onorifico; le testimo- Consegna del crest dell’Istituzione. Per quanto riguarda la domanda posta da Antonini il relatore, pur nell’esprimere l’impossibilità di trasferire a Portoferraio la sede dei Santostefaniani, elencandone i motivi tecnici e logistici che impedirebbero tale scelta, si è dichiarato disponibile a dar luogo sul posto ad opere di comunicazione e di promozione sull’argomento che sicuramente desterebbero interesse e richiamo fra i residenti e gli ospiti della nostra isola. Sono seguiti numerosi gli interventi dalla platea fra i quali quelli del Dr. Umberto Gentini, storico ex direttore della locale APT, e del prof. Giuseppe Battaglini, profondo conoscitore della storia elbana ed autore di noti testi e saggi sulla materia, nonché dei lions Gelli, Antonini, Maroni. L’incontro si è concluso con il tradizionale scambio di guidoncini e crest fra i presidenti Antonini ed Ascani. Portoferraio, Domenica 5 Aprile 2009 Grazie. E’ questa la vecchia ma sempre nuova e bella parola con cui si possono sintetizzare le espressioni di gratitudine avute dal presidente del Lions Club Isola d’Elba Mauro Antonini nei confronti della cittadinanza elbana, che ha risposto in modo tangibile al richiamo per la raccolta di occhiali usati da destinare agli abitanti del terzo mondo.

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7 A Portoferraio il service si è svolto, in adesione a quanto previsto dal Multidistretto, nella mattina di Domenica 5 Aprile nella centrale Piazza Cavour, dove gli addetti del sodalizio elbano hanno installato un gazebo con gli appositi caratteristici contenitori gialli per il deposito degli occhiali. La manifestazione, che ogni anno si svolge in tutt’Italia per conto dell’A.I.R.C. (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, alla cui sede di Firenze è stato devoluto l’intero importo) in concomitanza con la festa della mamma, si è tenuta Domenica 10 Maggio. Nel capoluogo elbano, come di consueto, l’evento è stato curato dal Lions Club Isola d’Elba i cui soci hanno provveduto ad installare due stands: il principale in via V. Emanuele, essendo la Piazza Cavour impegnata dai banchi del mercatino europeo, ed il secondo sul sagrato della Chiesa di S. Giuseppe. Un momento del service. I pezzi ricevuti nella mattinata di Domenica sono circa 200, ma la raccolta continua per l’intero anno; a tale scopo il Club ha dislocato gli appositi raccoglitori a Portoferraio presso il Centro Ufficio Elba in V.le Teso Tesei e nella Farmacia Centrale in P.zza Cavour, nonché in tutti gli edifici scolastici di Marciana e Marciana Marina. Un momento della distribuzione. Portoferraio, Domenica 10 Maggio 2009 Il ricavato della distribuzione a Portoferraio delle azalee della ricerca ammonta a € 5.580,00. L’operazione, condotta quest’anno dal lion Dr. Corrado La Rosa, si è protratta, a causa del non massiccio afflusso di pubblico, sino alle 20 ora in cui è stata consegnata l’ultima azalea. Tutti i lions impegnati per la circostanza hanno percepito la palpabile assenza dell’amico Dr. Giorgio Danesi, impossibilitato a partecipare per motivi di salute, che da sempre ha provveduto alla preparazione, coordinamento e conclusione di questo grande incontro con la solidarietà. I responsabili del sodalizio elbano rivolgono a quanti hanno contribuito alla buona riuscita della distribuzione delle piantine, fra cui la cittadinanza, gli ospiti, la Polizia Municipale, gli Uffici Comunali, l’ESA, un sentito ringraziamento insieme all’arrivederci all’anno prossimo. Conferenza di Mons. Giovanni Santucci Vescovo di Massa M. e Piombino Portoferraio 14 Maggio 2009 Povertà, castità, obbedienza. Sono tre i termini intorno ai quali Mons. Giovanni Santucci, Vescovo della Diocesi di Massa M. e Piombino, ha costruito la sua conferenza tenutasi sabato 14 Maggio nei locali dell’Hotel Airone di Portoferraio su Il lion Dr. Giorgio Danesi.

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8 organizzazione del Lions Club Isola d’Elba alla presenza di Autorità civili e militari nonché di numerosi ospiti. La presentazione dell’alta autorità religiosa è stata affidata al lion Dr. Luciano Gelli, che ha dato lettura del suo lungo curriculum mettendolo anche in relazione con una lettera di S. Paolo apostolo ai corinzi. Essere cristiani per noi è un fatto normale, come ha ricordato Santucci, siamo nati in famiglie cristiane, siamo stati battezzati, cresimati, addirittura in talune zone d’Italia si usa il termine cristiano per indicare una qualunque persona. Tuttavia, proseguendo nel suo intervento, il Vescovo ci ha invitati a non dimenticare il messaggio lasciatoci 2000 anni fa da Gesù, che pone Dio, suo Padre, non al di sopra dell’uomo ma al suo servizio; messaggio che si concretizza nell’immagine di Cristo che, poco prima di morire sulla croce, si china davanti ai suoi apostoli per lavare loro i piedi. Fu all’epoca una vera rivoluzione che continua anche ai nostri giorni e che ci vede in cammino verso la verità guidati dallo Spirito Santo. L’incontro si è concluso con le domande rivolte dalla platea al religioso e con un’offerta del Club consegnata dal presidente Antonini al relatore quale mode- Fuori programma per il compleanno. sto contributo alle varie attività benefiche svolte dalla Diocesi. Fuori programma infine un sobrio festeggiamento per il sessantesimo genetliaco del Vescovo che, come si era da poco appreso dai dati curricolari, cade proprio il 14 Maggio. Conferenza dibattito, Hotel Airone 30.05.09. Rel. Amm. Isp. Capo Raimondo Pollastrini Comandante Generale de Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera Un momento della conferenza. Indipendenza ed autonomismo sono illusioni che non conducono a nulla se non alla conflittualità fra individui o fra popoli; la religione invece, come ha ricordato il Monsignore, ci insegna a coinvolgere nel nostro agire sempre qualcuno, a porci in relazione col nostro prossimo e quindi con Dio, ad amare ad avvertire pertanto la vera felicità quando riusciamo a rendere felice qualcuno: la stessa sensazione che prova la madre o il padre nel privarsi di qualcosa per rendere felice il proprio figlio. L’esortazione finale del Vescovo è stata quindi quella di donare e di fare beneficenza non delegando, non demandando, ma facendo in prima persona; ne deriverà una gioia che non ci potrà mai essere tolta. Al termine ha preso brevemente la parola il lions Dr. Corrado La Rosa per riferire sull’attività svolta dal Club domenica 10 Maggio con la distribuzione delle azalee della ricerca a favore dell’A.I.R.C. E’ a partire dagli albori della civiltà, per giungere sino agli avvenimenti dell’ultimo conflitto mondiale, che spazia l’ampio arco di tempo nel quale si può collocare la vasta gamma di reperti archeologici sottomarini che rendono i nostri mari fra i più ricchi al mondo di questi tesori. E’ questo il punto focale della conferenza dibattito tenutasi in conviviale la sera di sabato 30 Maggio nei locali dell’Hotel Airone di Portoferraio, su organizzazione del Lions Club Isola d’Elba, dall’ Ammiraglio Ispettore Capo Raimondo Pollastrini Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, accompagnato per l’occasione dal Comandante del Porto di Portoferraio C.F. Nerio Busdraghi e dal Comandante in 2^ C.F. Armando Ruffini. L’alto Ufficiale, per poter giungere al cuore dell’argomento e meglio far comprendere il ruolo e le responsabilità del Corpo delle Capitanerie sulla tutela del nostro patrimonio sottomarino, ha fatto un breve excursus storico di questo organo dalla sua istituzione, avvenuta nel 1865, alla successiva militarizzazione nel 1923, alla denominazione di Guardia Costiera nel 1989, illustrandone i vari uffici che ne costituiscono l’organizzazione, la consistenza dell’organico composto da circa

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9 undicimila uomini (assai ridotta se si pensa, come ha fatto notare l’Ammiraglio, che è uguale a quella del Corpo della Polizia Municipale della sola città di Roma), ai mezzi navali, terrestri ed aerei in dotazione, alle numerose dipendenze da vari ministeri, incluso quello dell’agricoltura cui fa capo il settore della pesca. e collocazione pubblico. in mostre accessibili al L’Amm. Pollastrini in conferenza. Fra le diverse missioni elencate da Pollastrini, nelle quali è impegnata la Guardia Costiera, che comprendono fra l’altro: ricerca e salvataggio, sicurezza della navigazione anche riguardo al terrorismo internazionale, vigilanza pesca la cui filiera si estende anche a terra verso supermercati, mense ospedaliere e scolastiche, si inserisce la tutela dell’ambiente marino. Va detto, come ha ricordato l’Ufficiale di Marina, che l’attenzione all’habitat pelagico nel nostro paese, alla cui grande estensione geografica verso il mare, che ne costituisce una fondamentale componente economica, non corrisponde una proporzionale coscienza marinara, è assai recente. Solo a partire dagli anni 90 sono sorte le aree marine protette e la zona di protezione ecologica nel cui ambito rientra anche il reparto archeologico. In questo settore il Corpo delle Capitanerie di Porto, come il Comandante Generale ha spiegato, oltre ad occuparsi della tutela dei numerosi reperti già noti e localizzati, ha istituito lungo le coste quattro nuclei subacquei composti da personale specializzato, addestrato e certificato che hanno già effettuato importanti ritrovamenti, per alcuni dei quali il pubblico presente alla conferenza ha potuto seguire in contemporanea la proiezione in sala di suggestive immagini fotografiche scattate dagli stessi operatori nel corso delle loro immersioni. Gli oggetti dei ritrovamenti sui fondali, che spesso avvengono su indicazioni di dilettanti, vengono passati, come previsto, alla gestione della competente Sovrintendenza per la successiva classificazione, eventuale recupero, restauro Scambio di omaggi fra il presidente Antonini, l’Amm. Pollastrini ed il C.F. (CP) Busdraghi. Al termine della relazione sono intervenuti: il v. presidente dell’Autorità Portuale di Piombino D.ssa Paola Mancuso ed i lions Antonini, Pangia, Bargellini e Falanca per porre numerosi quesiti sconfinati ben oltre l’argomento del meeting e che hanno impegnato l’Amm. Pollastrini in risposte su diverse materie quali: il congestionamento per l’incolonnamento dei veicoli in attesa d’imbarco per l’Elba nel porto di Piombino, le attività di pesca nel Mediterraneo, la imminente realizzazione della terza edizione della fiction Gente di Mare che verrà girata all’Elba, i rapporti fra Autorità Marittima ed Autorità Portuale. A conclusione dell’importante incontro il presidente del club Mauro Antonini ha fatto omaggio agli Ufficiali di Marina del guidoncino del sodalizio, ricevendo a sua volta, a ricordo della serata, il crest della Guardia Costiera Italiana.

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10 Umberto Innocenti TRAMONTO All’orizzonte un punto inganna lo sguardo, accende fantasia e speranze di chi, timido, osserva blindato nel suo passato. L’incertezza si materializza, un gabbiano sempre più vivo…. irrompe in un paesaggio irreale dove il rosso domina e mille sfumature occupano gli spazzi tutt’intorno. Volteggia nell’aria infuocata descrivendo traiettorie già scritte, forse per gioco….. forse in onore del vecchio bambino, che, sorretto dal bastone dei ricordi, riconosce in lui la vita. Scritta nell’ambito del PREMIO NAZIONALE POESIA E NARRATIVA indetto dal L.C. Milano Duomo a favore dell’Associazione libroparlato onlus. Luciano Gelli ROSANNA Come un guardone spio le tue mosse e cerco di rubare il guizzo di luce che ti brilla negli occhi, le piccole delicate rughe allacciate al sorriso, i biondi capelli ricci cristallizzati nel gel. Di colpo stringi le palpebre e trasmetti una furia di vita, un vigore sofferto e compatto così intenso che arretro, a disagio. Fragile e dura, ridente nel pianto trascini vecchie ferite con superba dignità mentre io continuo a spiarti, cacciatore di emozioni sconfitto dalla preda. ___________________________ I seguenti brani sono riportati secondo l’ordine cronologico di arrivo all’addetto stampa. Mario Bolano Il 21 marzo scorso , in occasione della visita del Governatore, abbiamo avuto il piacere della presenza del Lion Fiorenzo Smalzi, responsabile distrettuale per gli scambi giovanili; Fiorenzo ci ha illustrato nei dettagli l’attività distrettuale di questo importante service e ci ha anticipato che il ns. distretto, con molta probabilità, ospiterà il prossimo anno il Campo Italia, ovvero il più importante momento di incontro, a livello di Multidistretto Italia, di giovani provenienti da ogni parte del mondo. Se questo si dovesse realizzare sarà per noi motivo di grande orgoglio ma allo stesso tempo di grande impegno; anche il ns. club, ne sono sicuro, grazie alla fattiva collaborazione di tutti i soci, avrà modo di contribuire alla migliore riuscita di questo eccezionale evento.

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11 L’eccezionale quantità di pioggia caduta questo inverno ha provocato seri danni al territorio. Vari e ripetuti sono stati gli allagamenti dei centri urbani, lo straripamento di fossi e gli smottamenti di terra che in più di un’occasione hanno pregiudicato la viabilità. Come un potente aratro l’acqua ha eroso la terra più esposta alla sua furia, trasfor-mando in ampie voragini quelle che fino a poco tempo fa erano piccole fenditure. Tutti gravi effetti immediati di un’anomala quantità di precipitazioni che sarà indubbiamente ricordata nel tempo. In questo periodo inoltre, moto e cinghiali assestano il colpo di grazia al terreno che intriso d’acqua viene letteralmente sconquassato dal loro passaggio. Giulia, Silvia, Melissa (Texas), Angelo, Erika (Arizona). Continua intanto, anche per l’anno corrente, la ns. proficua collaborazione con l’amico Fiorenzo che conta sempre su di noi per la sistemazione di alcuni giovani in famiglia, prima del loro arrivo al Campo Toscana; si prevede l’arrivo presso le ns. famiglie di quattro giovani per la seconda settimana di luglio ed abbiamo in partenza dall’Elba, sempre per il mese di luglio, due nostre ragazze che saranno ospitate una in Malesia ed una negli Stati Uniti d’America. Ci aspettiamo a questo proposito una sempre più ampia disponibilità delle famiglie elbane ad ospitare uno o più giovani, nella certezza che sarà vissuta un’esperienza unica ed indimenticabile. Non ho timore di ripetermi nel sottolineare la straordinaria occasione offerta ai nostri ragazzi di uscire dal “guscio” protettivo della famiglia e di “aprirsi” al mondo, magari sacrificando qualche settimana alle spiagge elbane; vi assicuro che poi , al ritorno, saranno ampiamente ripagati dallo straordinario ed irripetibile bagaglio di esperienza che si porteranno dietro per tutta la vita. alcuni scatti durante il trakking. Lo stato di tratti della sentieristica. Massimo La Rosa Quello che segue è un elaborato di Massimo La Rosa, appassionato di trekking e conoscitore dell’ambiente e della natura della nostra isola. Lo pubblichiamo volentieri, corredato da alcune foto che documentano lo stato di alcuni sentieri e suggestive panoramiche da essi godibili, poiché, a nostro modesto giudizio, si distingue sia per l’attualità dell’argomento trattato sia per le semplici e valide proposte in esso contenute, con la speranza che queste, per mezzo del Notiziario, possano essere veicolate alle stanze dei bottoni. Altre foto e relazioni dell’autore sul territorio sono consultabili su: www.elbatrekking.blogspot.com www.elbatrekking.it.gg In quanto appassionato di trekking, ed assiduo frequentatore della sentieristica elbana, sono chiaramente preoccupato dello stato dei nostri sentieri, che certamente non eccelso, ha così ricevuto un ulteriore rilevante danno. Le prospettive a breve termine poi non sono certo incoraggianti. Con l’arrivo della primavera, la vetazione esploderà rigogliosa, e certamente si impadronirà di molti tratti. L’assurda burocrazia, e la scarsa manutenzione troveranno così nella natura un valido alleato, ed allora di “camminare” si potrà solo parlarne, cosa che peraltro a tanti riesce molto bene… Personalmente vorrei proprio poter continuare a frequentare i miei sentieri, a piedi come in mtb; e se fosse consentito a chiunque di mantenerli puliti, sono convinto che tanti appassionati si impegnerebbero volentieri. Per questo rivolgo un appello agli Enti preposti invitandoli a prendere dei provvedimenti, e magari ad organizzare delle giornate appositamente dedicate alla manutenzione dei sentieri in cui a chiunque sia permesso di darsi da fare per salvare questo nostro bene prezioso.

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12 Essere un girasole fra migliaia di altri non era facile! Quattro mesi prima, minuscolo e confuso aveva fatto capolino fra le zolle di un campo sterminato e, con sollievo, si era accorto di non essere solo ma di far parte di una legione infinita. Di giorno in giorno si era irrobustito, era divenuto alto ed aveva sollevato orgoglioso la gialla corona verso il fratello lontano che lo scaldava facendosi strada fra stracci di nuvole. Col trascorrere del tempo si era reso conto di essere diverso, unica eccezione fra tanti uguali. D’un tratto la corolla di Ignazio con i suoi petali indisponenti lo sfiorò facendolo irrigidire. Di fronte all’invadenza del vicino tentò di abbozzare una smorfia che voleva sottintendere solidale cordialità. La cosa, purtroppo, non fu molto convincente perché l’altro lo aggredì con veemenza: “Fra tanti girasoli che vivono nel campo mi dovevi capitare proprio tu, musone e sempre perso dietro pensieri misteriosi, incapace di sostenere una conversazione civile.” “Scusami, cercò di giustificarsi Luigi, non mi ero reso conto del tuo risveglio…” “Non c’è bisogno di altro, con quella espressione ebete stavi sicuramente rincorrendo uno dei tuoi sogni impossibili.” “Guarda che non sono tenuto a rendere conto delle mie azioni né, tanto meno, delle idee che mi passano per la testa.” Entrambi preferirono tacere per non far degenerare la discussione. Alcune formiche arrampicandosi. provocarono un’insopportabile solletico sullo stelo di Luigi che, poco dopo, ricevette la visita di un’ape brontolona, insoddisfatta del magro raccolto. Quando il sole stava per toccare la cima del cielo, due grandi ombre oscurarono la visuale poi una voce infantile disse: “Uno, soltanto uno, mamma. Ti prego. Sono così belli. Ti prometto che me ne occuperò personalmente senza chiederti aiuto. Lo scorso Natale non mi hai voluto regalare né un gatto né un cagnolino; almeno un fiore…mamma, ti prego.” “Se il contadino ci scorge, rischiamo di passare per ladre. No, non è il caso.” “Ne colgo uno e dopo torniamo di corsa in macchina.” “D’accordo, ma non più di uno.” Luigi si sentì afferrare da una manina sudaticcia; avvertì un dolore acuto e si trovò sospeso a mezz’aria. Non ebbe il tempo di capire cosa stava succedendo perché fu avvolto in un Luciano Gelli Luigi sollevò appena la testa, quel tanto sufficiente per vedere che tutti i compagni erano ancora immersi in un sonno profondo. Con fatica spinse lo sguardo verso l’orizzonte e distinse una luminescenza rosata che cominciava ad arrampicarsi sulle colline lontane. Presto un chiarore ben più violento avrebbe invaso il campo provocando l’immediato risveglio della comunità. Il vento, come succedeva di solito sul fare del giorno, si sarebbe intrufolato fra le schiere facendole vibrare quasi con dolcezza e i passeri sarebbero arrivati in gran numero col loro cinguettio insistente. Luigi preferiva i silenzi dell’alba e la breve intimità che riusciva a godere per pochi straordinari istanti. Senza distrazioni, poteva meditare sulla vita e sul suo significato e trovava il coraggio di ammettere che l’esistenza concessagli fino ad allora era del tutto insoddisfacente, dura da sopportare, soltanto un peso inutile. Avrebbe voluto muoversi, sradicare di colpo i vincoli che lo ancoravano al suolo nativo, fuggire dai suoi simili e partire alla scoperta dell’ignoto. Cosa nascondeva l’alto argine reso bruno dall’erba ormai secca? Quale misterioso spettacolo si offriva ai fortunati piccioni che frullavano le ali fino a raggiungere le nuvole? Occorreva aspettare e portare pazienza in attesa dell’occasione giusta, ammesso che ne capitasse una. I vicini finalmente desti, si ergevano ancora incerti, stiracchiandosi e parlottando tra loro; un’interminabile, ripetitivo chiacchiericcio che si esauriva con l’arrivo del tramonto. Erano conversazioni scontate, farcite di luoghi comuni e di piccole domande di circostanza: “ Buongiorno, hai riposato bene?” “ Che bella cera hai stamani.” “Il sole dei giorni scorsi ti ha regalato una splendida abbronzatura, così dorata sei un vero splendore.” Luigi taceva soffocato da fiumi di parole che sopportava a stento, poi, preso da una nausea crescente, faceva sforzi enormi nell’intento di ruotare la testa per non sentirsi allineato con il suo popolo. Pur bruciando fiumi di energia mancava lo scopo e doveva rassegnarsi a seguire la corrente, adattandosi alla comune postura designata dal Creatore.

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13 lembo di stoffa leggera: la gonna della bambina. incagliato sulle secche di Capo Bianco, che all’epoca erano prive di segnalamenti marittimi atti ad indicarne la presenza e la posizione. Non appena ricevuta la comunicazione dall’Autorità Marittima, che informandomi dell’accaduto mi invitava a recarmi urgentemente sul posto per verificare la situazione e suggerire eventuali soluzioni, mi precipitai verso il luogo del sinistro con la pilotina di servizio insieme al suo conduttore: il bravo Giovanni Giulianetti. Mentre ci avvicinavamo alla zona mi fu facile rilevare, dall’evidente sollevamento dello scafo sulla superficie del mare rispetto alla normale linea di galleggiamento, che non si trattava di certo di un incaglio leggero. Appena salito a bordo qualcuno mi accompagnò dal comandante che, lo ricordo benissimo, stava seduto sulla mastra del pozzetto, girato verso l’esterno coi gomiti poggiati sopra le ginocchia, mentre col volto fra le mani, sotto le quali si intravedeva un bel foulard blu a puntini bianchi annodato al collo dentro il bavero della camicia chiara indossata sotto un leggero maglione blu, ripeteva sommessamente come se volesse parlare a se stesso, ma consapevole di essere ascoltato anche dagli altri, “mi sono sbagliato, mi sono sbagliato...credevo fosse il Capo d’Enfola” . Già, Capo Bianco e Capo d’Enfola; due punte a poca distanza l’una dall’altra situate sulla costa Nord dell’Elba immediatamente a Ovest di Portoferraio, dalla prima delle quali si estendono verso il largo alcune secche quasi affioranti pericolosissime per la navigazione, sulle quali, prima che vi fosse posizionata una boa di segnalazione diurna e notturna (per gli esperti trattasi di una cardinale Nord), quasi tutti gli anni imbarcazioni di vario tipo, anche condotte da elbani, si sono incagliate a volte con la conseguente perdita totale dell’unità. Essere girasole fra migliaia di altri.... Molto più tardi lo trapiantarono in un vaso stretto e scomodo sommergendogli le radici con terra scura e maleodorante, troppo diversa da quella in cui era nato. Non c’erano amici per rassicurarlo; il campo era stato sostituito da quattro pareti bianche. Al posto dei passeri un vecchio pappagallo impagliato. E il sole, dov’era fratello sole? Sparito, no, forse sostituito da un mediocre quadretto dove una mano inesperta aveva dipinto una mela, un libro aperto e un bicchiere di vino rosso riempito a metà. Vittorio G. Falanca Succede a volte, a me molto spesso, di trovarsi al cospetto di una persona che sappiamo di conoscere ma non riusciamo a ricordare chi sia e dove l’abbiamo già incontrata; ma quella mattina del 1976 il caso mi sembrava senza soluzione.... “eppure l’ho già vista! – pensavo tra me e me, mentre di tanto in tanto cercavo di osservarla senza farmi notare – già, ma dove, quando?”. Mi trovavo a bordo di un bellissimo yacht a vela denominato Astra; una barca d’epoca in legno della lunghezza di 35 metri costruita a Gosport Hampshire U.K. nel 1928, armata con un unico altissimo albero, anch’esso rigorosamente in legno, curata al massimo in ogni particolare. Un panfilo assai conosciuto negli ambienti VIP del diportismo nautico che in seguito mi è capitato di veder fotografato e descritto su riviste specializzate in articoli dedicati a raduni di imbarcazioni di questo tipo, regate veliche d’altura commemorative, ecc. Ma ahimè non ero lì invitato dall’armatore per motivi lusori, ma vi ero stato inviato di primo mattino dalla Capitaneria di Porto di Portoferraio in quanto l’Astra si era Ricostruzione grafica dell’incaglio dell’Astra. Il comandante era particolarmente affranto anche perché, come egli stesso mi rivelò, si trattava di un ex Ufficiale di Marina e quindi si sentiva colpito direttamente nel suo orgoglio professionale, preoccupato (ingiustamente) pure dalla possibilità che un tale smacco potesse in qualche modo riflet-

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tersi negativamente sulle universalmente riconosciute doti marinaresche del personale della nostra Marina Militare. Facendo ricorso anche alle mie scarsissime capacità psicologiche, mi adoperai per consolarlo, non per eccesso di bontà da parte mia nei suoi confronti, ma perché era indispensabile che riprendesse il controllo della situazione e mi fornisse tutte le informazioni e le notizie utili per valutare la possibilità di disincaglio senza danni e al minor costo possibile, approfittando anche del fatto che per il momento le condizioni meteorologiche erano ottime e l’Astra non correva alcun immediato pericolo. Infatti poco dopo insieme al comandante, ripresosi dallo sconforto grazie al suo riacquistato self-control e senso di responsabilità, eseguimmo una rapida ispezione all’interno dello scafo al fine di verificare la presenza di eventuali vie d’acqua che avrebbero potuto compromettere la galleggiabilità una volta liberato lo yacht dal basso fondo. Non avendo trovato alcuna infiltrazione procedemmo coi tentativi di disincaglio il primo dei quali consistette nell’affondare l’ancora dell’Astra il più lontano possibile verso poppa, operazione eseguita abilmente da Giovanni con la pilotina, che subito dopo agganciò una cima di rimorchio dalla poppa e si mise in posizione di traino. Quindi eseguimmo il primo tentativo azionando contemporaneamente il motore principale a massima forza indietro, il rimorchio della pilotina, la trazione del salpa ancore: niente da fare! Era piantato proprio bene! Mentre erano in corso queste operazioni, accompagnate da concitate comunicazioni radio con la centrale operativa della Capitaneria, salì sul ponte l’armatore: un signore distinto di una certa età, non molto alto, leggermente calvo, mi fu detto che si trattava del conte Matarazzo , un italobrasiliano magnate del caffè. Ma quello che mi faceva lambiccare il cervello in quel momento era la presenza di un’altra persona, una signora, anch’essa salita da poco dagli alloggi sottocoperta, che ero convinto di conoscere senza però proprio sapere dove andare a pescare la sua identità. Era alta, longilinea, non più giovane, dall’aspetto nobile, tranquillo, signorile, vestiva con disinvoltura abiti apparentemente semplici ma ricercati e curati nei dettagli per essere perfettamente intonati all’ambiente che la circondava, sul quale la sua figura sembrava esercitare una sorta di discreto dominio come una semplice ma unica margherita in mezzo ad un prato d’erba verde; pareva, ostentando il fisico non certo da attrice cinematografica, i capelli grigi privi di alcuna tinta, la presenza di numerose rughe sulla pelle del volto, 14 quasi voler dimostrare che, ciò nonostante, la sua bellezza (quella interiore ed esterna con la B maiuscola) era fuori discussione. Osservava le animate operazioni e noi intenti ad eseguirle con interesse, ma nel contempo con una serenità dalla quale mi sentivo incoraggiato: sembrava intendesse comunicarci la sua sensazione di trovarsi in buone mani. Per la cronaca dirò che il disincaglio fu portato a termine felicemente nella tarda mattinata, ma era talmente pesante (l’entità dell’incaglio si misura in unità di peso pari alla massa da sbarcare virtualmente dalla nave per produrre un’emersione dello scafo uguale a quella causata da tale sinistro) che occorsero, oltre alla pilotina del Corpo Piloti, l’aiuto della M/n sabbiaiola “Papà Bonaiuto” di Oreste Colombo e Elvio Giannini, del motopesca “Maria Grazia Innocenti” dei fratelli Pilato, nonché del sommozzatore Cecchini, in seguito scomparso in giovane età. Comunque l’operazione andò a buon fine, tanto che poco prima di mezzogiorno con l’Astra, nuovamente in condizioni di galleggiabilità, ci fu possibile dirigere verso Portoferraio dove, all’ormeggio assegnato al Molo Gallo, la Capitaneria di Porto avrebbe eseguito i controlli e le formalità previste per il sinistro occorso. Mentre navigavamo verso il porto continuavo a sbirciare con la coda dell’occhio quella signora nel tentativo di riconoscerla, e finalmente qualcosa fece scattare nella mia mente la fatidica molla. Si trattava di una sorta di sorriso appena accennato che pareva segnare costantemente l’atteggiamento del suo volto, qualcosa che richiamava l’espressione della leonardiana Monna Lisa. “Ci sono” esclamai finalmente fra me, era proprio lei: Susanna. Susanna Agnelli naturalmente! E chi altri sennò? A Portoferraio nel pomeriggio tutti coloro che avevamo partecipato all’operazione di disincaglio dell’Astra ci riunimmo nella saletta mensa della piccola motonave Papà Bonaiuto ormeggiata nei pressi, insieme naturalmente al conte Matarazzo, per stabilire l’entità del compenso spettanteci a norma del Codice della Navigazione. Assisteva all’incontro il Comandante del Porto Capitano di Fregata Giorgio Libotte (socio fondatore del Lions Club Isola d’Elba). Non è affatto semplice calcolare tale importo; entrano in ballo numerosi fattori difficilmente ponderabili quali: valore dei beni salvati, rischi che essi correvano, rischi corsi dai soccorritori, mezzi da questi utilizzati, tempo impiegato, ecc. Ad ogni modo la soluzione fu rapidamente trovata con una trattativa svoltasi in pieno accordo fissando la cifra, se non ricordo male, su

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tremilioni di lire. Anche rifacendosi ai valori dell’epoca non era gran cosa, soprattutto se si considera che andava divisa fra vari partecipanti i quali a loro volta dovevano suddividere fra i membri dei propri equipaggi. Ma ne fummo tutti soddisfatti, a cominciare dal Comandante Libotte che vide così facilmente risolto un caso che avrebbe anche potuto prendere tutt’altra piega sia dal punto di vista strettamente tecniconautico sia sotto il profilo giuridico. Dal canto mio la più grande soddisfazione, oltre a quella di aver riconosciuto e conosciuto la celebre Susanna, è stata quella di aver sentito dal conte Matarazzo, al termine dell’incontro, parole di elogio per come si erano svolte le operazioni a mare e la bonarietà della trattativa finale. Oggi passo spesso con la mia barca a vela al largo di Capo Bianco, e nell’osservare la boa gialla e nera sormontata dal caratteristico miraglio composto da due triangoli neri sovrapposti che stanno ad indicare l’obbligo di passare a Nord per evitare le pericolose secche, non posso non ricordare con una certa nostalgia l’accenno di giocondiano sorriso della Susanna sul panfilo Astra del buon conte Matarazzo. P.S. Una singolare coincidenza: proprio mentre riporto questo ricordo apprendo che oggi 15 Maggio 2009 la Signora Susanna Agnelli è scomparsa all’età di 87 anni. 15 è un service del Club al pari degli altri attuati di anno in anno. Fra le sue componenti una delle più importanti è la rubrica LA VOCE DEI LIONS. Essa contiene gli elaborati e le foto che i soci fanno pervenire all’addetto stampa. Non mancate di “far sentire la vostra voce”, è un diritto-dovere di ogni lion e contribuisce all’arricchimento della pubblicazione. __________________________________________ Contributo all’associazione Michele Cavaliere La consegna dell’importo di € 500,00 all’associazione Michele Cavaliere, che da anni è impegnata a recare aiuto e supporto ai leucemici elbani ed ai loro familiari, è avvenuta nel corso della conferenza sui Cavalieri di S. Stefano Sabato 28 Febbraio . La somma, arrotondata, è il ricavato della gara podistica del 14 Dicembre (v. pag. 3). Offerta alle Parrocchie di Portoferraio Ammonta a € 560,00 il ricavato della tombolata organizzata dal Club in concomitanza con le Festività Natalizie. La somma è stata devoluta alle Parrocchie portoferraiesi della Natività e di San Giuseppe a ciascuna delle quali sono stati assegnati € 280,00. Adozioni a distanza Prosegue il sostegno al service in argomento al quale il Club aderisce da numerosi anni. Quest’anno sono stati elargiti € 200,00 per un’adozione in Eritrea ed € 200,00 per un’altra nel Burkina Faso per un totale di € 400,00.

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