Una lettera per noi - capitolo 6. ABA Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e i disordini alimentari.

 

Embed or link this publication

Description

Raccolta di emozioni, pensieri e racconti scritti da noi durante questo viaggio difficile e doloroso. Per informazioni: www.bulimianoressia.it

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2

unaletterapernoi@gmail.com Capitolo 6 “Ci si illude che cambiando il proprio corpo sia possibile cambiare anche la propria vita... il corpo, scarno e denutrito, diviene una tela su cui dipingere l’immagine di un dolore interiore, un disagio che le parole non possono esprimere.” testo tratto dal sito ABA 2

[close]

p. 3

Il tempo che verrà Lettera firmata M. C’è qualche cosa dentro di me. Dove non lo so, ma c’è. Lo sento, lo vivo, lo provo e fa male. Mi sorprendo. Penso e ricordo tutti questi anni vissuti senza un confine, senza una casa, senza un mezzo per potersi adattare a questa vita. Ci provo, lotto tra il silenzio e la solitudine, lotto per sapere la verità. Continuo a dimenticare l’essenza dell’armonia che un tempo faceva parte di me. Vivo alle porte del male, gioco ai bordi di una città disabitata, corro verso una porta sigillata, cado su un prato mai vissuto. Sono un equilibrio vacillante, sono una scatola piena d’illusioni. Ho un male dentro che spegne ogni mio desiderio, ogni mia speranza, ogni carezza ricevuta e ogni momento colto. Dichiaro la mia debolezza e rimugino in ciò che non riesco a comprendere. Vivo al confine di ogni mia illusione. Abito in un presente lontano da me e piango. Ho vissuto in un passato che non ricordo e piango. Mi trasferirò in un futuro creato da me dove sarà tempo di sorridere... M. Rubrica a cura della Redazione dell’ABA Due righe a proposito di Una poesia che descrive un tempo presente difficile da vivere, un passato disabitato e la ricerca di un futuro in cui poter sostare e sorridere. Si apre la possibilità di sperare. 3 Una lettera t e ra p ep 2013 U n a lle tper e r a n.6 enro in o i Un e t Noi |I r

[close]

p. 4

Quante cose sono cambiate! di Giulia Questo mese, l’anno scorso: quante cose sono cambiate! Per parlare di me, incuriosirvi e immergervi in una storia che non è la vostra, per esporre cosa è cambiato, ma anche cosa è rimasto immutato, per raccontare quindi, mi vedo costretta a narrare la mia vita o, per lo meno, l’ultimo anno. La vicenda che state per leggere inizia nell’agosto 2012, ma trova le sue vere radici in un passato senza dubbio più lontano, nonostante l’apparente inesistenza. Bastano ben poche e alquanto modeste riflessioni per comprendere che frequentemente una cosa esiste, e uso appositamente la parola “cosa” per indicare il significato di generalità, tuttavia non la vediamo, non ce ne accorgiamo. 4

[close]

p. 5

di Giulia Quante cose sono cambiate! E perché? Poiché si dà per scontato che determinate sventure, determinati mali, determinati fatti mai faranno parte della nostra vita. Eppure, eccomi che mi trovo costretta a pronunciare il termine “anoressia” per parlare di me. E per meglio approfondire il tema, non scriverò una lunga serie di confronti tra “questo mese” e “l’anno scorso”, come suggerisce il titolo stesso. Ritengo risulti alquanto più scorrevole e, in cuor mio mi auguro, anche, più comprensibile, esporre in sintesi i fatti così come accaddero. L’introduzione del racconto credo sarà più chiara se mi permetto di copiare un piccolo scritto dalla pagina web del centro ABA, specializzato nella cura dell’anoressia e della bulimia. Di solito si comincia con una dieta dimagrante: tutto ciò che si desidera, apparentemente, è migliorare e controllare la propria immagine. La persona anoressica non si sente mai abbastanza magra. Tra i sintomi, la fame viene negata, si cade nel calcolo ossessivo delle calorie e nel controllo spasmodico del peso. Ci si illude che cambiando il proprio corpo sia possibile cambiare anche la propria vita. Questo tipo di disturbo si manifesta in modo molto evidente: il corpo, scarno e denutrito, diviene una tela su cui dipingere l’immagine di un dolore interiore, un disagio che le parole non possono esprimere. L’estate scorsa intrapresi una dieta per perdere peso; l’estate corrente seguo una dieta per recuperare peso. L’estate scorsa cercavo di non trascorrere mai i giorni oziando; l’estate corrente quanti meno sforzi faccio, tanto meglio è. L’estate scorsa ero inconsapevole di ciò che stava accadendo, poiché tutto sembrava aver trovato il suo giusto equilibrio: io con me stessa, il rapporto con la mia famiglia precedentemente burrascoso, le conoscenze di amici e amiche; l’estate corrente so, conosco e mi rendo conto del fatto che non era così. Stavo lentamente stendendo un velo sopra di me, ponendo uno strato di scotch sulla bocca per diventare, involontariamente, impassibile e, come il tempo dimostrò, un fantasma. Dentro di me urlavo, ma io non sentivo. Il cervello chiedeva aiuto, ma io lo zittivo. Il cuore chiedeva amore, e io decisi di non parlare, ma morire, morire di fame. 5 Una lettera t e ra p ep 2013 U n a lle tper e r a n.5 enro in o i Un e t Noi |I r

[close]

p. 6

di Giulia Quante cose sono cambiate! Precisando che tutto ciò non è un atto volontario, ma una qualche cosa, aggiungerei demoniaca, che nasce dal nulla senza rendersene conto, l’anoressia è un turbine che, una volta innescato, trasporta la sua vittima sempre più giù, e giù e giù ancora. Camminai fino a toccare il fondo. Poi vidi un bivio, due strade. A sinistra mi si presentava una discesa, scura e tenebrosa. Era una strada senza cartelli o indicazioni, che voleva invitarmi a intraprenderla con la scusa di provare il brivido dell’incertezza e dell’ignoto. Era la strada della morte. A destra, al contrario, un corridoio in pietra, buio e piccolo, ma, potevo scorgerlo benissimo, in fondo, lontano, mostrava un sottopassaggio di foglie verdi e fiori colorati, tanta luce e un cartello: “G I U L I A”. 6

[close]

p. 7

di Giulia Quante cose sono cambiate! Stanca, affaticata, stressata, spossata, senza più le forze di continuare quell’assoluto controllo, quella figura neutra che mi ero creata, quella comparsa del mondo, decisi di percorrere il sentiero posto alla mia destra: faticoso, lungo, ma vitale! Ora, adesso, oggi, in questo istante, sto combattendo la depressione e, oserei dire, sono in netto vantaggio. È una lotta alla ricerca di me stessa, dell’adolescente felice che ero un tempo e che la malattia ha rapito. Ma sto pagando il riscatto, una somma alquanto ingente purtroppo, che, però, vale la pena spendere, poiché un giorno, io, ragazza di quindici anni alla scoperta della vera gioia, voglio poter rispondere alla domanda “Chi sei?” pronunciando la parola “Giulia” e sapendo, con certezza, che quella, quella figura umana che mi ha posto il quesito, non ha davanti a sé un corpo senz’anima, bensì la vera me stessa, la vera Giulia e che io, dunque, non ribatterò con una bugia, ma presentandomi per colei che sono realmente. Due righe a proposito di Rubrica a cura della Redazione dell’ABA Con questo interessante tenero scritto, ancora una volta, Giulia, una giovane ragazza di 14 anni, ci testimonia la chiarezza, la forza, la possibilitá di dire le emozioni, scrivendole. Giulia si guarda da fuori e attraverso le parole trova una strada per legare il momento buio della malattia che sta vivendo alla sua storia, al suo breve passato facendo emergere, pur nella sofferenza, una sorte di gioia: la gioia di un soggetto che non si è perso nel suo dolore, ma che ogni giorno mira a trasformarlo. Dott.ssa Rossella De Stefani, ABA Venezia 7 U n a lle tper e r a n.6 enro in o i Un e t Noi |I r Una lettera t e ra p ep 2013

[close]

p. 8



[close]

Comments

no comments yet