Rivista della Sezione Ligure

 

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La Rivista della Sezione Ligure del CAI - nr. 1 del 2013

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Rivista della Sezione Ligure del CAI - Quota Zero - Spedizione in abbonamento Postale - iscrizione al R.O.C. 7478 del 29/08/1991 - Autorizzazione Tribunale Genova n.7 del 1969 Rivista della Sezione Ligure del CAI - Quota Zero - Numero 1 del 2013 Club Alpino Italiano RIVISTA SEZIONE LIGURE della

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RIVISTA DELLA SEZIONE LIGURE del Club Alpino Italiano Sommario Marzo 2013 www.cailiguregenova.it DIRETTORE Gianni Carravieri DIRETTORE RESPONSABILE Paolo Gardino CAPOREDATTORE Roberto Schenone REDAZIONE Marina Moranduzzo Stefania Martini Caterina Mordeglia Gian Carlo Nardi Vittorio Pescia Roberto Sitzia PROGETTO GRAFICO Tomaso Boano Luigi Gallerani IMPAGINAZIONE Marta Tosco CTP e STAMPA Arti Grafiche Bi.Ci.Di. Genova Molassana Autorizzazione del Tribunale di Genova numero 7/1969 Abbonamento annuale Cinque Euro Per contattarci: redazione@cailiguregenova.it In copertina: Gancio Pica foto di Alessandro Grillo In questa pagina: Castello della Pietra foto di Riccardo D'Epifanio RELAZIONE PRESIDENTE 3 LA GRANDE MONTAGNA 10 Un mare di ghiaccio e luce Gian Luca Gavotti IL VIAGGIO, LA SCOPERTA 20 Tra Supramontes e scogliere Alessandro Grillo Borghi abbandonati dell'Appennino Ligure Paolo De Lorenzi PORFOLIO FOTOGRAFICO 30 I nostri primi 25 anni Paolo Ceccarelli Sciare in libertà Marina Moranduzzo Tecniche di discesa a tallone libero Sandro Russo SCUOLE, CORSI ED AVVENTURE 38 GROTTE E FORRE 46 SACCO IN SPALLA 48 Anime salve Enrico Di Piazza Non è mai troppo tardi... Claudia Casoni recensione di Caterina Mordeglia IN BIBLIOTECA 52 ELENCO SOCI 54 IN RICORDO DI DAMIANO 66 QUOTAZERO 70 Notiziario della Sezione Ligure 1

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Pascolo al Monte Taccone, sullo sfondo la Madonna della Guardia Foto di Rita Martini LO SCATTO FOTOGRAFICO 2

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Quattro anni di presidenza Gianni Carravieri L'editoriale A l termine di quattro anni di presidenza mi sono posto alcune domande relative ad un paio di articoli del nostro statuto. La prima domanda è questa: i quattro anni (2+2) previsti dal nostro statuto per le cariche elettive del Consiglio Direttivo non sono forse pochi per poter completare un percorso e realizzare più compiutamente il programma della Sezione? Non sarebbe meglio passare a sei anni (3+3) per consentire una maggiore continuità di azione (richiesta di Lorenzo Bonacini all’Assemblea dei soci del 29 marzo 2012)? Questa eventualità non è esclusa dallo Statuto del CAI e potrebbe consentire di affrontare con più calma alcune problematiche sociali particolarmente complesse, onerose o a lunga scadenza e ottenere quei finanziamenti consistenti per alcuni progetti importanti (ad es. l’ampliamento di alcuni rifugi, la ristrutturazione della sede, l’installazione di strutture permanenti, la riorganizzazione di alcune attività didattiche o formative, ecc). La seconda domanda è la seguente: non sono troppi 11 consiglieri? Vengono rinnovati anch’essi, a rotazione, al massimo per quattro anni, impiegano almeno un anno per entrare nel meccanismo della Sezione e forse anche di più, quando sono pronti per dare i contributi di idee e di attività richiesti, si è arrivati al termine del mandato e si ricomincia il breve ciclo. Non è forse meglio un consiglio più compatto, con rotazioni meno frequenti, che consenta al consigliere di esperienza di svolgere il suo ruolo con serenità e competenza per un periodo più lungo? Lascio al Consiglio Direttivo e ad una futura Assemblea dei soci la discussione in merito e la risposta a questi quesiti. Da parte mia vorrei brevemente ricordare quali erano gli obbiettivi del quadriennio e che cosa è stato fatto dal Consiglio Direttivo da me presieduto. Nel 2009 avevo indicato nel mio primo EDITORIALE 3 Il Presidente Carravieri editoriale sulla rivista “Quotazero”, oltre ai vari programmi operativi, la necessità di realizzare durante il mandato quanto segue: sviluppare la comunicazione, incrementare la cultura e prestare una particolare attenzione all’attività giovanile all’interno del nostro sodalizio. Ho cercato di avere sempre presenti questi obbiettivi, insieme con il Consiglio Direttivo, nella elaborazione dei programmi annuali della Sezione Ligure. Esaminiamo più in dettaglio l’attività svolta in questi tre settori. Comunicazione La rivista, brillantemente coordinata prima da Luigi Gallerani e poi da Roberto Schenone, con una veste grafica rinnovata impostata da Marta Tosco, è uscita regolarmente con due numeri all’anno (nel 2012 è stato stampato anche il numero speciale rifugi) inserendo di volta in volta nel notiziario, nella seconda parte della rivista, dopo gli articoli con belle foto di attività in montagna, anche l’attività sociale di routine.

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La Sottosezione di Arenzano ha pubblicato puntualmente un numero all’anno della rivista “Gaigu”, dedicando particolare attenzione all’attività svolta localmente dai soci. Il sito della Sezione www.cailiguregenova.it ha raccolto i programmi e le relazioni delle attività sezionali ed è stato recentemente rinnovato in funzionalità e veste grafica; è alimentato in maniera continuativa dai responsabili di Scuole, gruppi e commissioni per consentire un’informativa puntuale e in tempo reale e per raccogliere tutte le principali notizie su corsi, uscite, manifestazioni, proiezioni, premiazioni. Libro di vetta informatico: vi confermo che esiste ancora ed è perfettamente funzionante, ma è poco utilizzato dai soci. Sito della Sezione su Facebook: per trovare informazioni tempestive e consentire un dialogo tra i soci. Lo Sportello della Montagna, in accordo con la Provincia di Genova, ha rappresentato una fonte continua di informazioni storiche, geografiche, topografiche e di costume sull’entroterra di Genova, tramite depliant e pubblicazioni disponibili gratuitamente per gli escursionisti che frequentano la nostra sede. Ho cercato di avere incontri e un dialogo continuo con i direttivi delle cinque scuole sezionali, tentativi non sempre coronati da successo, per cercare di mettere a fattor comune le esperienze positive maturate in questi ultimi anni, soprattutto nel campo organizzativo e amministrativo, salvaguardando ovviamente la competenza e la totale libertà di organizzare corsi e attività per ogni scuola secondo le direttive ufficiali CAI, purtroppo anch’esse in perenne cambiamento e discussione. Non voglio dimenticare infine le informazioni ‘murali’ affisse in bacheca, le informazioni verbali e telefoniche su corsi ed eventi elargite con pazienza e competenza dalla nostra Segretaria Gabriella e gli inviti praticamente settimanali inviati a tutti i soci, provvisti di indirizzo e-mail, da Marco Decaroli, responsabile comunicazione prima di ogni manifestazione pubblica organizzata dalla Sezione. 4 Cultura Forse la parte più importante che è stata prodotta in Sezione e che si è sviluppata con il contributo di tutti, oltre che con la pubblicazione di articoli sulla rivista, con incontri, proiezioni, dibattiti. L’obbiettivo principale che abbiamo cercato di raggiungere era ed è riposizionare l’alpinismo al posto che gli spetta per tradizione ultracentenaria nella nostra Sezione, cioè al centro di ogni attività pratica e culturale. Abbiamo pertanto ricordato l’alpinismo in ogni sua forma, partendo da quello storico delle origini, attraverso quello eroico o di ricerca del secolo scorso fino a quello di oggi più disincantato e tecnologico, cercando di agevolarne le attività sul campo e la conoscenza o il ricordo delle ascensioni su roccia e ghiaccio dei molti alpinisti sezionali autori di imprese indimenticabili. Partendo come base dai programmi primaverili e autunali del ciclo “La montagna vista dal Mare” e dal recente accordo di collaborazione con la Giovane Montagna, abbiamo via via aggiunto incontri e proiezioni in sede e in sale prestigiose (Berio, Sivori, Quadrivium, Minor Consiglio al Ducale, Salone comunale a Sori, Muvita ad Arenzano) alla presenza di relatori importanti, grandi alpinisti di oggi e di ieri, scialpinisti, accademici, guide e istruttori CAI, scrittori di Montagna, esploratori, cattedratici ecc. Gli argomenti trattati hanno spaziato dalla storia del CAI, alle relazioni su ascensioni e spedizioni, alla descrizione di ambienti di montagna, ma anche meteo, mareggiate, costellazioni, flora, fauna, geologia, nivologia e pericolo valanghe, primo soccorso, rifugi di montagna, presentazione di libri e guide di montagna alla presenza degli autori (Marrone e Unterkircher, Parodi, Montagna, Pastine, Bergese e Ghibaudo, Schiavi, Scotto, Pescia, Roccati, Fasciolo, Nardi, Onorato, Gibello, ecc). Abbiamo ricordato in serate particolari alcune figure mitiche di grandi alpinisti della Sezione non più tra noi: Pippo Abbiati, Lorenzo Pomodoro, Gianni Calcagno, Gianni Ribaldone, Mario Piotti, Enrico Cavalieri. Abbiamo celebrato nel 2010, con incontri e proiezioni di filmati, i 130 anni di vita della Sezione Ligure. Il Premio “STELUTIS, una vita di fedeltà EDITORIALE

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alla montagna”, è stato ripristinato e assegnato nel 2010 ad Alessandro Gogna, nel 2011 a Euro Montagna, nel 2012 alla Cordata della Sezione che ha effettuato la prima salita nel 1963 al Pic du Diable (Mont Blanc du Tacul), ultimo 4000 alpino allora ancora inviolato (Piergiorgio Ravaioni, Enrico Cavalieri, Gianluigi Vaccari, Eugenio Vaccari). Sono stati consegnate le seguenti Targhe al merito: miglior Alpinista 2010 a Damiano Barabino, miglior arrampicatore 2010 a Roberto Benvenuti, miglior scialpinista 2010 a Davide Bozzo; all’esploratrice artica Luisa Sanna nel 2010 per le prime salite femminili sui monti più alti della Groenlandia, miglior alpinista 2011 (Targa Gianni Calcagno) a Edoardo Rixi; miglior arrampicatore 2011 (Targa Lorenzo Pomodoro) a Lorenzo Santinelli, miglior scialpinista 2011 (Targa Pippo Abbiati) a Luca Bozzi; Targa Lorenzo Pomodoro 2012 a Nicola Damonte; Targa Gianni Ribaldone 2012 (miglior speleologo) a Francesco Vallarino; a Pio Codebò per i (primi) quaranta anni ininterrotti di istruttore nella Scuola di Scialpinismo; ad Andrea Pittavino (Aladar) dopo venti anni ininterrotti di gestione al rifugio “Federici- Marchesini” al Pagarì, premio “Fedeltà alla Montagna” per il 2009 a 7 soci (D. Bozzo, L. Ghiggini, E. Rulli e G. Pizzolito, G. Testino, E. Milanesio, S. Morando), a 6 soci (B. Bonfadini, C. Campora, D. Pitto, G. Bruzzo, R. Orsi e S. Parodi) per il 2010, a 5 soci (G.P. De Carli, S. Lanzone, G. Testino, E. Rulli e G. Pizzolito) per il 2011, Targa per 90 anni di bollino a Luigi Ansaldo, Targa per 80 anni di bollino a Alberto Pitto, Targa per 70 anni di bollino a Paolo Giorello, Targa “Siamo stati in Antola” ad Ansaldo Energia, a don Pietro parroco di Propata, a tutti i gestori di rifugi a Case Antola dell’800 e del secolo scorso (targhe consegnate ai titolari o ai discendenti). La biblioteca si è arricchita di nuovi volumi di scrittori di montagna e nuove guide. è in corso la classificazione e il recupero dei moltissimi volumi storici in dotazione: due nuovi soci collaboratori (Terrile e Risso) hanno affiancato Angelo Bricoli per questo enorme lavoro di riordinamento per arrivare a mettere a disposizione di soci, ricercatori e studiosi questo enorme patrimonio di cultura alpinistica, anche su internet. Riusciremo ad arrivare in un futuro a raggiungere EDITORIALE Un Consiglio Direttivo al Monte Antola 5

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In vetta a Los 7 hermanos, Cile EDITORIALE 6 Gianni sul campo di gara dello sci di fondo

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gli obbiettivi che ci siamo posti? I collaboratori della rivista sono aumentati in maniera considerevole: molti sono i testi e le fotografie di montagna che vengono inviati per la publicazione sulla rivista. Compito della redazione e dei grafici è utilizzare nel migliore dei modi il materiale fornito da soci e da non soci, che hanno colto l’opportunità di essere presenti in una rivista, con 3000 copie di tiratura, diffusa non solo fra i soci, fonte di informazione, consultazione, riferimento anche per altre sezioni e istituzioni. Il gruppo dei Senatori sezionali (soci aquile d’oro con più di 25 anni di iscrizione al sodalizio), con circa 500 aderenti, ha organizzato incontri culturali e conviviali, proiezione di film classici di montagna, proposto l’assegnazione del Premio annuale Stelutis. Il responsabile del gruppo (Roberto Nam) ha messo in programma la visita a musei di montagna e a castelli della cerchia alpina e il restauro di alcuni reperti storici della Sezione. Speleologia, Gruppo Martel: a fine 2011 la nostra Sezione si è arricchita di una nuova attività aperta alla frequentazione dei nostri soci. Le proiezioni serali, l’attività di alto livello praticata con continuità sia in estate che in inverno, la collaborazione con la rivista dimostrano la qualità di questa ’new entry’. è stato approvato dal C.D. nel 2012 il nuovo regolamento della Commissione Escursionismo, molto attiva nella gestione e programmazione dell'attività escursionistica durante tutto l‘anno solare). Nuovi gruppi o sottocommissioni (seniores, cicloescursionismo, i camosci) operano con continuità in Sezione, nell’ambito della Commissione escursionismo, proponendo uscite, gite, traversate, ascensioni in montagna. Nell’Assemblea dei soci del 29/3/2012 sono state approvate alcune modifiche al regolamento sezionale, in linea con le modifiche del regolamento centrale e sono state introdotte e nominate tutte le attività di montagna praticate in Sezione da Scuole, gruppi e commissioni. La Sottosezione di Cornigliano ha celebrato a marzo 2012 i 75 anni di fondazione allestendo una piccola mostra sulla storia della Sottosezione, proiezione filmati e conferenze. La Sottosezione di Arenzano ha organizzato ogni anno in luglio, insieme col Comune, alcune interessanti serate con la presenza di grandi alpinisti di oggi o di ieri (Hervè Barmasse, Bubu Bole, Kurt Diemberger). Un gruppo di soci di Sori sta completando l’iter autorizzativo per costituire entro il primo semestre 2013 una nuova Sottosezione. Non possiamo dimenticare inoltre i numerosi corsi di cultura varia organizzati all’interno della Sezione: topografia e orientamento (base e avanzato), corsi sull’uso dell’ARTVA a cura della scuola di Scialpinismo, corso meteo e celebrazione del decennale del gruppo, corsi di primo soccorso ecc. 50 anni della Scuola di Alpinismo nel 2009, 50 anni della Scuola di Scialpinismo nel 2013, 25 anni della scuola di Alpinismo Giovanile nel 2012. Giovani Questo tema fondamentale per il futuro della Sezione è sempre stato presente nelle nostre proposte ed interpretato in maniera più aperta possibile. Si è cercato di agevolare il tesseramento di nuovi soci giovani anche tramite incentivi sul costo del bollino. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla Scuola di Alpinismo Giovanile della Sezione favorendo un rinnovamento della direzione scuola, con il coinvolgimento di ‘vecchi’ e ‘nuovi’ accompagnatori esperti e motivati. è stato sviluppato un rapporto di collaborazione con le scuole di alpinismo giovanile di altre sezioni cittadine e con alcune Scuole medie e superiori della città e della provincia con l’aiuto, non solo organizzativo, del parco dell’Antola, della Provincia di Genova e della Regione Liguria. In particolare sta dando buoni frutti la collaborazione con il Liceo Colombo, per la quale stiamo predisponendo presentazioni e corsi di torrentismo, speleo, arrampicata e fondo escursionismo. è stato organizzato il primo corso sperimentale BCC (base culturale comune), secondo le indicazioni UNICAI e sotto la direzione di Pio Codebò e Marino Bernardinelli, EDITORIALE 7

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coadiuvati da esperti e istruttori sezionali. Il corso dedicato agli aspiranti istruttori e accompagnatori sezionali ha visto la partecipazione di una decina di giovani soci di quattro scuole sezionali, che da qui hanno iniziato il loro iter formativo. C’è stato un ringiovanimento generale dei componenti del Consiglio Direttivo: operazione non semplice e spesso non scevra da rischi, perchè il socio anziano è esperto, è sempre disponibile e con tanto tempo a disposizione, ma spesso ha già dato il meglio di sè in passato e non è normalmente sensibile ai rinnovamenti richiesti dal mondo che ci circonda, mentre il socio giovane è brillante e capace, ma talvolta manca di esperienza, ha poco tempo a disposizione e quasi sempre è sovraccarico di impegni di lavoro e di famiglia. Analoga operazione è stata effettuata dall’interno in molte commissioni e scuole con risultati, in generale, molto positivi. Sede Inoltre non possiamo dimenticare la messa a norma della sede secondo le vigenti normative antincendio e di sicurezza. Alcuni locali fatiscenti della Società Ginnastica Cristoforo Colombo sono stati ristrutturati dai gruppi speleo e torrentismo e utilizzati come magazzini per il materiale di dotazione. è stato risolto, almeno per il momento, un problema di carenza di spazi che affligge tutte le scuole e le commisioni, specialmente per il deposito materiali tecnici per i corsi. Sentieri Il gruppo sentieri, ampiamente rinnovato nei quadri e nella direzione, ha continuato ad operare con efficacia sul territorio e sulle tratte assegnate privilegiando la tempestività, la precisione e l’efficacia dell’azione, con risultati unanimamente molto apprezzati. Rifugi La commissione rifugi e il lavoro che ha svolto in questi quattro anni, meriterebbe una relazione a sè stante. Molti sono stati gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, impostati con lavoro meticoloso da Angelo Testa e dalla sua commissione e discussi a fondo in consiglio direttivo: EDITORIALE 8 Inaugurazione del Rifugio Federici-Marchesini al Pagarì: il Presidente del CAI ULE Campi dona le bandiere per il Rifugio e riceve il gagliardetto della Ligure

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tutti i rifugi di proprietà della Sezione hanno beneficiato di non trascurabili interventi. Per i rifugi MDE (ex demanio militare) in concessione ci siamo limitati agli interventi indispensabili, consapevoli peraltro che anche in questi ultimi la manutenzione ordinaria è necessaria e il rispetto delle norme vigenti un obbligo. Il fiore all’occhiello sicuramente è stato l’ampliamento del “Federici-Marchesini” al Pagarì, inaugurato il 22 luglio 2012, congiuntamente ai festeggiamenti per i cento anni dalla costruzione, ai (primi) 20 anni di gestione ininterrotta di Aladar (Andrea Pittavino) e al rilascio definitivo della certificazione europea Ecolabel. Non possiamo passare sotto silenzio le importanti opere di raccolta acqua di fusione al “Bozano” e al “Questa” (nuovi tubi e serbatoi di raccolta), nuova fossa Imhoff al “Genova” e al Pagarì, il nuovo impianto fotovoltaico al “Bozano”, la sistemazione scala interna, la copertura quadro elettrico, la riparazione intonaco e la ricopertura in legno dei servizi igienici esterni al “Genova”, nuovo servizio igienico al “Questa”. Tutto quanto sopra indicato è stato realizzato e collaudato secondo i programmi: sono stato ottenuti tempestivamente i finanziamenti dalla Commissione Centrale Rifugi, non ci sono stati splafonamenti economici rispetto ai preventivi. Un discorso a parte merita la gestione del Rifugio “Parco Antola” che ha impegnato severamente la presidenza, Paolo Ceccarelli e il Consiglio tutto. Si è partiti dalle dimissioni unilaterali del gestore Garbarino a dicembre 2009, è trascorso un anno di autogestione dei soci (nel 2010), prima con Caforio, poi a turno con la partecipazione di tutti i soci disponibili, fino ad arrivare nel marzo 2011 e per tutto il 2012 alla gestione del veronese Giorgio Baschera. è previsto per la primavera 2013 un ulteriore passaggio di gestione ‘morbido’ da Baschera al suo aiutante Federico Ciprietti (insieme con Silvia) fino a fine 2013 e, auspicabilmente, anche per il triennio successivo. Non possiamo dimenticare la continua e assidua attività di manutenzione svolta dalla Sottosezione di Arenzano per i molti ricoveri situati sull’Appennino Ligure a due passi dal mare. Il nuovo rifugio “Argentea” ricostruito dal Parco del Beigua rientrerà in questo ambito, con una attività di gestione programmata a cura dei soci di Arenzano. Ed infine una notizia curiosa: una recentissimo sondaggio indetto dal Periodico “Meridiani Montagna” ha proposto ai lettori di indicare il rifugio più amato (il rifugio del cuore). Nessuno dei nostri rifugi è rientrato nell’elenco dei “top twelve”, i primi dodici, che saranno inseriti nel calendario 2013 di “Meridiani Montagna”. Ma nei successivi cento troviamo al 6° posto il rifugio “Parco Antola”, al 35° il rifugio “Emilio Questa” e all‘67° il rifugio “Federici-Marchesini” al Pagarì. La conclusione potrebbe essere la seguente: gli alpinisti veri, al contrario dei gitanti occasionali, amano un rifugio in base alle forti emozioni che suscita, indipendentemente dalla comodità di accesso e dai servizi proposti. Soci Sempre nell’editoriale di “Quotazero” dell‘ottobre 2009, mi ripromettevo di incrementare i servizi e le attività per i soci. Non so se quanto fatto sia andato nella direzione auspicata e sia stato apprezzato dai soci. Un dato però è inequivocabile: in una città con un costante decremento di popolazione residente, solo in parte compensata da una continua immigrazione sia comunitaria che extra comunitaria, i soci della Sezione, nonostante la crisi economica che ci attanaglia, sono aumentati in questi quattro anni passando dai 2162 del 2008 ai 2278 del 2012 (incremento del 5,3%). I soci di Galleria Mazzini a fine 2012 sono risultati 1822 e questo è il numero più alto della storia della Sezione dalla fondazione, con un incremento nel quadriennio di circa 120 soci (+7%). Da questi ultimi dati si potrebbe dedurre che Scuole, Commissioni (inclusa la Rivista) e Manifestazioni hanno svolto più che dignitosamente il compito loro affidato. Infine non posso però non ricordare un grande dolore che recentemente ci ha colpito: l‘immatura scomparsa del nostro miglior alpinista degli ultimi anni, Damiano Barabino. Un grazie di cuore a tutti: mi mancherete. Gianni Carravieri EDITORIALE 9

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Un mare di ghiaccio e luce Gian Luca Gavotti Partecipanti: 16 Materiale: 550 kg Ore sul ghiacciaio: 104 Punti GPS raccolti: 40 Cavità esplorate: 9 Chiodi infissi: 99 Corda stesa: 555 metri Sviluppo totale esplorato: 510 metri Dislivello totale disceso: 378 metri Profondità massima: 88 metri quota 2950 m, dal 15 al 19 settembre 2012. Francesca, mia compagna, mi chiede quale sia lo scopo di tanta fatica. Ho poche parole per risponderle: coltivare un sogno ad occhi aperti che regali immagini da imprimere nella memoria; per creare un gruppo sempre più ricco e vivo, e ovviamente per far quietare un po’ il mio io. Dallo scialpinismo alla speleologia Il ghiacciaio del Pers pur essendo facilmente accessibile grazie alla funivia della Diavolezza, risultava quasi sconosciuto per l’aspetto endoglaciale. Durante una battuta scialpinistica in traversata invernale, si sono potute osservare zone quasi pianeggianti, caratterizzate da forme del manto simili a canyon e doline calcaree, che suggeriscono la presenza sottostante dei mulini glaciali. Segue un anno di preparativi tecnici e scientifici: finalmente si parte! Il Vadret Pers, lungo 4 km, largo circa 3 km nella parte superiore, si estende su una superficie di circa 6 kmq. Il ghiacciaio è circondato a sud dal Piz Palü (2900 m) e ad est dal Piz Cambrena (3606 m) e dalla Diavolezza (2973 m), nostro punto di accesso al ghiacciaio, a ovest ed a nord dal Munt Pers (3207 m) e dall'Isla Persa. Il Pers scende con bassa inclinazione, gira a nord ai piedi meridionali del Munt Pers e confluisce nel lato Vadret da Morteratsch, rispetto al quale ncostituisce un bacino di accumulo. Dal diario di campo Circa trenta chili di zaino rendono ogni passo in ripida discesa una prova d’equilibrio… Procediamo con calma, marcando il tracciato fino al campo base, onde poter tornare indietro anche in caso di nebbia. Si batte il terreno per individuare i mulini e collocare il campo in una zona sicura. Giunti sul Pers, scaviamo le piazzole per otto tende e una da campo base, acquisita con l’aiuto della Sezione Ligure. Mai soli, per cinque Massiccio del Bernina S LA GRANDE MONTAGNA 10 to dando i numeri? Si e con piacere! è il riassunto del IV campo di Speleologia glaciale organizzato dal G.S.Martel in collaborazione con amici torrentisti, alpinisti e soccorritori. L’esperienza si è svolta in Svizzera, sul Vadret Pers1, a Un grande mulino glaciale In calata su corda

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LA GRANDE MONTAGNA L'ingresso di una forra glaciale attiva 11

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Dentro al mulino fossile LA GRANDE MONTAGNA 12

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