Mastiti

 

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Description

Itas Alanno

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Elaborato da: Docente supervisore: Chiara Taddeo Alessandro Tiberii

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La mammella bovina è una grossa struttura ghiandolare che produce il latte. Dobbiamo immaginarla come quattro grandi grappoli d’uva messi uno vicino all’altro (i quattro quartieri); il picciolo rappresenta il capezzolo, mentre gli acini rappresentano gli alveoli all’interno dei quali è prodotto il latte. Questi grappoli sono immersi in un tessuto di supporto che li sostiene e sono percorsi da vasi sanguigni che trasportano i nutrienti necessari per la produzione lattea. Sono inoltre presenti delle fasce muscolari che avvolgono gli alveoli e, sotto lo stimolo dell’ossitocina, si contraggono permettendo l’eiezione del latte. Durante i periodi di riposo, le cellule riempiono l’alveolo e la cisterna del quarto di latte, che viene poi espulso con la mungitura. Per permettere il suo corretto svuotamento è obbligatoria l’adeguata preparazione della mammella prima dell’attacco del gruppo di mungitura, in modo da stimolare la produzione dell’ossitocina ed evitare, di conseguenza, di danneggiare il capezzolo.

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La mastite è una patologia infettiva fortemente condizionata da fattori legati in parte all’animale (razza, ordine di parto, stadio di lattazione, livello produttivo, caratteristiche morfologiche) e in parte alle condizioni di allevamento (igiene, presenza di lettiera, condizioni e manutenzione della mungitrice ecc.). Si può quindi dire che la mastite è il risultato dell’interazione fra animale, ambiente e microrganismi.

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DIVERSE FORME DI MASTITI Cliniche Subcliniche Croniche • Iperacute: risentimento generale, vistose alterazioni del quarto e, talvolta, morte dell’animale • Acute: secrezione lattea e quarti colpiti vistosamente alterati • Subacute (spesso asintomatiche): calo produttivo • Distinte da una diminuzione del latte prodotto e da un leggero calo percentuale di grasso, proteine, calcio e fosforo • Frequenti evoluzioni di forme acuta e sub-acuta curate in modo non corretto; riduzione produttiva e conta cellulare elevate

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MICRORGANISMI CAUSA DI MASTITI Batteri contagiosi Batteri ambientali Patogeni opportunisti • Streptococcus agalactiae • Staphylococcus aureus • Coliformi • Streptococchi ambientali • Stafilococchi coagulasi-negativi Microrganismi meno comuni • Pseudomonas aeruginosa • Nocardia • Lieviti

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Staphylococcus aureus (contagioso): di difficile eradicazione, scarsamente individuabile se non con l’esame batteriologico per quarti; tende a dare infezioni croniche che spesso rispondono male agli antibiotici. In presenza di S. aureus, non utilizzare il latte aziendale per le vitelle, in quanto questo germe potrebbe contaminarle. Streptococcus agalactiae (contagioso): determina infezioni particolarmente lesive, con diffusione dal quarto infetto verso altri quarti; normalmente è facilmente individuabile e risponde bene alla terapia se effettuata in tempi brevi, altrimenti l’azione lesiva determina infezioni croniche arrecando seri danni alla mammella. Escherichia coli (ambientale): tipico dei periodi estivi, dà origine ad infezioni che di solito si manifestano su singoli soggetti con una mastite sierosa in modo estremamente virulento, con gravi gonfiori ed intossicazioni degli animali che necessitano di immediate cure veterinarie, pena la morte o la grave compromissione della mammella. Stafilococchi coagulasi-negativi (ambientali): producono di solito modesti rialzi cellulari, con assenza di lesioni permanenti; risultano però a volte di difficile eradicazione.

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La mastite è la più importante malattia delle bovine da latte, sia per la sua incidenza, sia sotto il profilo economico; bisogna infatti tener conto di: 1. COSTO DELLE CURE: in base alla gravità della malattia, la cura della mastite può costare da 80 a 150 € (per animale) per le forme subcliniche e da 200 a 400 € per le forme cliniche; 2. ABBATTIMENTO: la mastite costituisce una delle cause principali per cui si abbattono i bovini e si ritiene che l’abbattimento costi all’incirca 690 € a capo; 3. MALATTIE CORRELATE ALLA MASTITE: gli animali con una mastite persistente e un ridotto appetito sono più soggetti a sviluppare chetosi e ipocalcemia; queste ultime patologie (e la mastite stessa) sono fattori che predispongono l’animale alla dislocazione dell’abomaso; 4. RIPRODUZIONE: le bovine in cui compare la mastite entro 45 gg. dall’inseminazione artificiale hanno una probabilità tre volte maggiore, rispetto alle altre, di andare incontro all’aborto nel primo periodo della gravidanza; 5. PRODUZIONE DI LATTE: la mastite clinica interessa principalmente gli animali ad elevata produzione a partire dalla seconda lattazione (potenziale produttivo più elevato) determinando perdite che arrivano ai 1200 kg di latte.

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Cellule somatiche / ml < 100 000 < 200 000 Da 200 000 a 350 000 Valutazione Situazione ottimale Situazione ottimale Accettabile a fine lattazione, preallarme per vacche giovani soprattutto se primipare Mastite conclamata: la bovina deve essere controllata ad ogni mungitura e vanno ricercate le cause di infezione Da 350 000 a 700 000 > 1 000 000 Valori che non dovrebbero essere raggiunti; è necessaria una terapia intensiva, la mammella è gravemente compromessa

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La tabella sottostante mette in evidenza la relazione che esiste fra la quantità di cellule somatiche presenti nel latte e la perdita produttiva giornaliera (in kg) per capo: Cellule somatiche / ml 200 000 400 000 800 000 Kg latte persi / capo / giorno 1,30 2,00 2,70 1 600 000 3 200 000 3,40 4,00

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Normalmente si considera sana una bovina che abbia una conta cellulare inferiore a 200 000. Per semplificare vengono stabiliti dei punteggi chiamati LS (Linear Score); l’obiettivo è stare al di sotto del LS 3 per ridurre al minimo le perdite di latte. (Raubertas, R.F. e G.E. Shook, 1982) LS Media SCC (cell./ml) 12 500 25 000 50 000 100 000 200 000 400 000 800 000 1 600 000 3 200 000 6 400 000 Intervallo (cell./ml) 0 – 17 000 18 000 – 34 000 35 000 – 70 000 71 000 – 140 000 141 000 – 282 000 283 000 – 565 000 566 000 – 1 130 000 1 131 000 – 2 262 000 2 263 000 – 4 525 000 > 4 526 000 Perdite previste di latte (kg per lattazione) Prima lattazione Seconda e succ. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 0 0 90 180 270 360 450 540 630 0 0 0 180 360 540 720 900 1080 1260

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Il DPR 54/1997 e la legge 169/1989 fissano gli standard qualitativi del latte per ciò che concerne il contenuto di cellule somatiche, la carica batterica, il punto crioscopico ed altri parametri; i limiti legali di cellule somatiche sono stati fissati a 400 000 cellule/ml per il latte alla stalla e a 300 000 cellule/ml per il latte fresco ed il latte fresco di alta qualità.

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