FN_163_Agosto - Ottobre 2013

 

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Rivista dei religiosi, delle religiose e della gente della Sacra Famiglia

Popular Pages


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Rivista bimestrale anno 2013, Poste Italiane s.p.a. Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2 DCB (filiale di Bergamo) | anno 94 - numero 163 RI V I STA DEI REL IGIOSI,DELLE R ELIGIO S E E DELLA GENT E D E L L A « S AC R A FAM I G L I A » Inviati al mondo per educare famiglia nostra 04 agosto ottobre 2013 1

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p. Luca Pelis «NUOVI INIZI PER LA CONGREGAZIONE » Cari lettori, dopo la lunga pausa estiva, ci troviamo nel pieno della vita ordinaria dove ognuno è chiamato a vivere le bellezze e le sfide che il nuovo anno ci offre. Lo spirito missionario cristiano è quello che deve animare le nostre faccende quotidiane, così abbiamo riflettuto durante la giornata missionaria appena celebrata. Dal punto di vista pastorale ed educativo, anche per noi religiosi non mancano le sfide e le novità. Vari confratelli, infatti, dopo il Capitolo sono stati destinati a nuove comunità della nostra famiglia religiosa, spinti dallo spirito di chi obbedisce alla voce del Maestro che chiama a seguirlo ovunque egli vada e ovunque si trovino quei ‘piccoli senza avvenire’, destinatari della missione della Cerioli. Con questo numero invitiamo tutti voi, cari lettori, a gioire insieme a noi per la celebrazione del nostro 150° anniversario di fondazione della Congregazione maschile, il 4 Novembre. È un modo per essere grati a Paola Elisabetta che, animata dallo Spirito ha voluto fondare la nostra famiglia la quale cerca, con l’aiuto del Signore, di mantenere vivo il carisma nelle relazioni che nascono e crescono nel campo di un’ educazione ormai ‘senza frontiere’. Fabio Cappello 2 C aro padre Luca il XIX Capitolo generale ti ha riportato in Mozambico, terra da te tanto amata e che hai già servito, a nome della Congregazione dal 2000 al 2009. Quali sono i tuoi sentimenti alla luce della tua nomina a Superiore regionale? I sentimenti immediati che hanno abitato il mio cuore sono senza dubbio di inadeguatezza, almeno per due ragioni: la prima per le maggiori responsabilità che è stato necessario assumere di fronte alla congregazione, alla Chiesa e alla società, la seconda per lo sforzo e l’impegno di allargare sempre più gli orizzonti del proprio cuore e cercare di avere uno sguardo più complessivo su una regione della congregazione. Cosa hai provato nei giorni del tuo ritorno tra i confratelli, le consorelle, la gente della regione mozambicana? Nei giorni successivi al capitolo generale mi sono reso conto di quello che stava succedendo. Non posso negare il dispiacere di aver dovuto interrompere, dopo solo tre anni, una esperienza di vita comunitaria e di apostolato educativo promettente e entusiasmante, con i miei confratelli e la gente di Peabiru in Brasile. Ma allo stesso tempo ho sempre coltivato nel cuore la speranza di poter tornare tra la gente del Mozambico che mi ha accolto nella mia prima esperienza missionaria, certo non potevo immaginare che questo si sarebbe realizzato in così breve tempo. famiglianostra | agosto - ottobre 2013 Nascita: 27/03/1981 I Professione religiosa: 19/09/1993 Professione perpetua: 08/09/1996 Ordinazione sacerdotale: 31/05/1997 ■ ■ ■ 1996 - 2000: Educatore in Italia (Martinengo) 2000 - 2005: Formatore in Mozambico (Maxixe) 2005 - 2009: Parroco in Mozambico (Maxixe) 2010: Pro-superiore locale e formatore in Brasile (Peabiru) 2011: Superiore, economo e direttore pedagogico in Brasile (Peabiru) 2013: Superiore regionale del Mozambico

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INTERVISTA A PADRE LUCA «RITORNO TRA LA GENTE CHE MI È STATA FAMILIARE» Padre Luca è il nuovo superiore della Regione mozambicana. Ritorna in terra africana dopo quattro anni di apostolato a Peabiru (Brasile). Ora, guiderà i confratelli nel prossimo sessennio per continuare, in comunione con le consorelle là presenti, il Progetto apostolico di Regione Come può crescere, alla luce della ‘familiarità’ il concreto contributo che Essa offre alla Chiesa locale mozambicana? L’azione evangelizzatrice e educativa della nostra Congregazione è sotto gli occhi di tutti. Pur essendo una piccola porzione di congregazione sappiamo di avere un investimento di risorse umane e conomiche notevoli: attualmente la presenza di 9 religiosi distribuiti un due comunità religiose (Marracuene e Maxixe-Mongue) permette di gestire le seguenti opere educative e pastorali: - un’università con circa 3.000 studenti - otto scuole dell’infanzia con circa 700 Bambini - due scuole superiori con 1.500 alunni - un centro di accoglienza per bambini e adolescenti in difficoltà - due case di formazione con 12 seminaristi - tre parrocchie A tuo parere quali sono «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce» dei mozambicani incontrati nelle nostre comunità missionarie? Come il nostro carisma ci chiama ad ascoltarli e soccorrerli? Mentre ci impegniamo nella nostra azione apostolica ci poniamo tutti i giorni questa domanda di fondo: se la nostra fondatrice fosse qui in questo contesto, alla luce del Vangelo cosa farebbe, e come lo farebbe? Questo ci sprona ad essere solidali con la gente mozambicana, a capire le loro aspirazioni più profonde insieme alle angosce che attanagliano la loro vita quotidiana. Anche se ci sembra di soccorrere le gioie e le speranze di molta gente, soprattutto un futuro più certo per le giovani generazioni, tuttavia sappiamo di non avere la ricetta pronta per tutti i problemi. Ma sappiamo che l’atteggiamento fondamentale della nostra presenza è di stima, accoglienza, familiarità e solidarietà. Vorremmo imsomma trasmettere alla nostra gente la sensazione che davvero Dio si prende cura di noi attraverso l’attenzione al prossimo. Quali sono i punti forti e, viceversa i punti deboli della testimonianza della Congregazione in terra africana? Sarebbero tanti i punti di vista a partire dai quali potremmo fare una analisi critica su come stiamo svolgendo la nostra missione in 3 In realtà questo ritorno tra i miei confratelli e la gente in terra africana è stato come un ritorno a casa, tra la gente e i luoghi che sono sempre stati a me familiari. Torni con l’incarico di Superiore ‘maggiore’. Qual è il signif icato spirituale e giuridico di questo impegno che ti è stato aff idato dal Superiore generale dopo essere stato scelto dal Capitolo a far parte del Consiglio generale? I’ultimo capitolo generale, celebrato a maggio di quest’anno è stata un’ esperienza di fraternità e familiaritá molto significativa tra noi confratelli. È in questo contesto che è maturata la mia nomina a consigliere e a regionale, per cui ho accettato in uno spirito di servizio, consapevole dei miei limiti e delle mie fragilità, ma allo stesso tempo desideroso di condividere, attraverso il servizio dell’autorità, il carisma della nostra amata fondatrice, con i miei confratelli, con le mie consorelle e con la gente della Sacra Famiglia. Attraverso l’espletamento delle sue competenze giuridiche un superiore assume la responsabilità della cura di una parte di congregazione in una missione apostolica specifica, inoltre deve favorire relazioni fraterne improntate sullo stile del Vangelo e illuminate e interpretate dal carisma di Santa Paola. Come la nostra Congregazione compie oggi in Mozambico la missione di evangelizzare? Possiamo dire con orgoglio che stiamo collaborando a piene mani nel rispondere ad una sfida raccolta dalla chiesa mozambicana:essere semente dei valori del Vangelo nel contesto sociale e culturale di questo paese che mentre lotta per uscire dalla povertà assoluta e dall’analfabetismo, sembra dimenticare che una società si costruisce non solo sul benessere economico ma anche e soprattutto su solide basi umane, spirituali e culturali.

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Il CarIsma ‘saCra FamIglIa’ vangelo famiglia poveri orfani f igli educazione terra africana, in questo contesto voglio semplicemente fare una considerazione a partire dalla mia breve esperienza missionaria e in particolare quella mozambicana. Sappiamo di essere tutti missionari in virtù della comune vocazione che scaturisce dal nostro Battesimo, ma non dimentichiamo che affinchè si realizzi questa vocazione ogni cristiano è chiamato ad assumere degli atteggiamenti concreti e a fare delle scelte di vita. Per noi religiosi e religiose della Sacra Famiglia vivere secondo il Vangelo della Cerioli, attraverso la consacrazione religiosa, non è una questione facoltativa, ma il senso più profondo della realizzazione della nostra vocazione battesimale. Quindi il punto forte e allo stesso tempo il punto debole della nostra testimonianza in terra africana, così come in qualsiasi parte del mondo, sarà l’intensità della nostro senso di appartenenza a questa vocazione, a questa congregazione, a questo carisma, perchè il Signore ci ha chiamato alla speciale missione di trasmettere la sua cura paterna e materna ad ogni uomo sulla faccia della terra, in particolare a tutte quelle famiglie africane e i loro figli che possono incontrare nella nostra presenza un motivo in più per sentire che la vita è un dono di amore da parte di Dio. ... Sono sicuro che anche Santa Paola si appassionerebbe alla missione mozambicana! 4 ASSEMBLEE DEI CONFRATELLI E CONSORELLE IN MOZAMBICO Durante questo anno 2013 i religiosi e le religiose della Congregazione che vivono in Mozambico si sono riuniti due volte nella bella cornice di Mongue. In Aprile hanno celebrato insieme il giubileo della Congregazione e hanno raccolto il contributo da inviare al Capitolo. In Agosto i confratelli capitolari hanno condiviso con gli altri l’esperienza fatta e hanno illustrato le “azioni” che il Capitolo affida ad ogni area della Congregazione come mezzi per testimoniare la cura di Dio per tutti i suoi figli. Mettere in comune le esperienze, le idee e i progetti non è un lavoro facile, ma l’esperienza ci dice che occorre continuare su questa strada difficile se vogliamo che il nostro lavoro parli di Dio e produca dei frutti di Vangelo, come desiderava Santa Paola Elisabetta. famiglianostra | agosto - ottobre 2013

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GIORNATA MISSIONARIA INVIATI AL MONDO PER EDUCARE Giornata Missionaria di Congregazione gni anno nel mese di Ottobre i cristiani si interrogano sul significato della parola “missione”. Per capirla aprono il Vangelo, dove trovano spesso il verbo “mandare-inviare” (da cui viene la parola “missione”): Gesù si presenta come colui che il Padre ha mandato nel mondo per far conoscere a tutti il suo amore. E quando termina questa sua missione, a sua volta manda nel mondo coloro che sono stati con Lui e l’ hanno conosciuto, perché parlando di Lui continuino a far conoscere a tutti l’amore di Dio e il suo progetto sull’umanità. Continuando una bella tradizione, abbiamo celebrato il 6 ottobre la giornata missionaria di Congregazione. Nella S. Messa abbiamo ringraziato il Signore per il dono della fede e per le tante persone che appoggiano la nostra missione di evangelizzare e educare in Brasile e Mozambico aderendo all’iniziativa dell’adozione a distanza. Abbiamo anche dato il benvenuto a p. Vittorio che, dopo 17 anni di servizio in Mozambico, è stato chiamato a guidare l’Ufficio missionario di Congregazione a Martinengo. Nell’incontro che ha seguito la S. Messa ci siamo collegati con il Brasile, per ringraziare p. Giuseppe del servizio svolto in questi anni nell’Ufficio missionario e per accogliere da p. Roberto l’invito a collaborare al progetto della nuova Scuola in Jandira-Itapevi (San Paolo). P. Luca in collegamento dal Mozambico ci ha parlato del cammino e del lavoro delle due comunità là presenti. Abbiamo anche conosciuto e salutato Luca, un giovane della casa di formazione che vivrà l’anno del Noviziato a Marracuene, insieme a Luisa che è partita per vivere da missionaria laica collaborando al progetto apostolico di quella comunità. Anche Giorgio è partito per dedicare un anno della sua vita ai bambini delle nostre missioni. O Adozioni a distanza: on un contributo annuale di 250 euro ci aiutate ad accompagnare la crescita dei bambini che frequentano gli asili delle nostre comunità, i centri di accoglienza e le scuole gestite dalla Congregazione o in collaborazione con i governi. 10% del valore serve per il coordinamento generale; il 90% è inviato alle nostre regioni del Brasile e del Mozambico: lì, un 10% è usato per il coordinamento locale, un altro 10% è usato per appoggiare la formazione dei religiosi autoctoni. Il 70% del valore totale arriva direttamente nelle comunità che gestiscono gli asili, i centri di accoglienza e le scuole. aiutaci con le C 5

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GIORNATA MISSIONARIA La missione Sacra Famiglia oggi Dall’omelia del Superiore generale Nell’anno della fede e del giubileo dei 150 anni, celebriamo la giornata missionaria di Congregazione, per ringraziare il Signore del dono delle fede e di tutte quelle persone che la vivono aprendosi agli altri e ai più deboli. La Chiesa esiste infatti per portare a tutti il Vangelo di Gesù e ogni battezzato che compone la Chiesa è chiamato a partecipare a questa missione, nel modo adatto alla sua scelta di vita (come laico sposato, come genitore, come professionista, come catechista…). La Congregazione della Sacra Famiglia ha la sua forma di collaborare a questa missione, che riceve dalla vita e dall’esempio di Santa Paola Elisabetta. Ella, dopo aver sofferto la perdita dei figli, ha accolto la missione di essere madre nella fede, dedicando se stessa e i suoi beni per educare alla vita e alla fede i bambini senza famiglia o senza educazione della classe povera della sua terra. In questo modo desidera imitare l’esempio di Gesù, che ha prediletto gli ultimi e i poveri per mostrare che ama tutti. Educare per lei è come dare una seconda creazione ai bambini. Per la sua esperienza di figlia e di mamma sente che non si può separare la missione di educare alla vita e quella di educare alla fede, che sono come due facce della stessa medaglia. Inoltre Santa Paola Elisabetta vede la missione di educare come il mezzo per raggiungere un obiettivo più grande, che è di favorire il rinnovamento della società e del mondo mediante l’esempio di persone interiormente educate sui valori del Vangelo. Infine, con poche ma profetiche parole, esprime la fiducia che il seme di questa testimonianza evangelica si spanderà in altri luoghi anche lontani, come infatti è avvenuto a partire dagli anni ’50 in Brasile e dagli anni ’90 in Mozambico. Oggi, dopo 150 anni, come religiosi e religiose della Sacra Famiglia continuiamo nella Chiesa a esprimere la missione di evangelizzare educando, in Italia, in Brasile e in Africa. Siamo convinti che la missione che nasce dal Carisma di Santa Cerioli non è una proprietà di noi religiosi e religiose. Appartiene anche a tutti i battezzati che ci incontrano e con i quali desideriamo condividere sempre di più il dono della fede e del Carisma. Essi prendono parte a questa missione in modi diversi e veri. Con la preghiera, che mantiene il cuore aperto alla venuta del Signore; con la vita quotidiana ispirata al Vangelo, soprattutto nei rapporti familiari illuminati dalla Santa Famiglia di Nazaret; con il lavoro che esprimono nelle nostre opere educative (come insegnanti, educatori, funzionari in vari campi), svolto non solo come una professione ma anche come una missione; con l’aiuto materiale in favore delle nostre attività, in particolare nelle comunità del Brasile e del Mozambico (una delle forme più importanti per noi è l’adozione a distanza); infine anche con l’offerta di un servizio volontario, di qualche ora, di qualche settimana o anche di qualche anno. Chiediamo al Signore che ci aiuti a fare incontrare sempre di più il Vangelo con le famiglie e i ragazzi che si aprono alla vita, anche e soprattutto chi fa più fatica. E chiediamogli anche di imparare sempre di più a valorizzare la fede e i doni di tutti i battezzati per far fiorire sempre di più la missione Sacra Famiglia a servizio del Vangelo e in favore della vita piena per tutti p. Gianmarco Paris 6 famiglianostra | agosto - ottobre 2013

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GIORNATA MISSIONARIA La missione è cosa di cuore Riflessione di p. Vittorio Carminati Posso paragonare gli ultimi mesi della mia vita a una gara ciclistica con tre premi della montagna. Siamo partiti con la celebrazione del Capitolo Generale a maggio, approfondendo il valore della familiarità, che illumina tutte le dimensioni della nostra vita, compresa l’animazione missionaria. Dopo il Capitolo sono nati pochi cambiamenti di servizio nella nostra famiglia: io, dopo diciassette anni di missione in Mozambico sono stato chiamato a coordinare le attività dell’Ufficio missionario. Il secondo gran premio della montagna è stata la fatica di programmare la visita pastorale del Vescovo di Inhambane, Mons. Adriano, nella parrocchia di Mongue, con la quale ho salutato e ringraziato le persone con cui ho camminato per tanti anni. Subito dopo, ecco un viaggio di 11.000 km per partecipare con gioia alla giornata missionaria del 6 Ottobre a Martinengo e dare la mia testimonianza. Questa è stata l’ultimo gran premio della montagna. L’ Accoglienza. Emozione e allegria si accavallano nel vedere tante persone buone e generose, che sono poi amici grandissimi di tutti noi, che riempiono la meravigliosa chiesa quattrocentesca dell’Incoronata, non senza ammirare le torte che, splendide e sorridenti signore offrono all’ ingresso della Chiesa. La celebrazione eucaristica, al tempo stesso sobria e solenne, ha dato il tono alla giornata: missionario è chi porta con la sua vita il Vangelo di Dio che è Cristo e lo porta a tutti i fratelli. Tutti quindi se siamo credenti, se abbiamo Dio nel cuore abbiamo tutto il suo amore che è Gesù, ma Gesù è un Qualcuno che vive e ci sollecita in continuazione per mezzo dello Spirito Santo che ci conduce per mano alla gioia di amare gli altri fino… ai nemici. Quindi tutti i cristiani sono missionari, compresi quelli che fanno un mucchio di chilometri e vanno in capo al mondo per essere chiamati così! E così eccoci alla volata finale: l’assemblea e il pranzo di saluto. L’incontro è stato davvero speciale. Abbiamo parlato e testimoniato in tanti la bellezza del trovarci insieme, nel nome del Vangelo, ma anche di parlare del nostro piacere di operare a favore degli altri e senza chiedere niente in cambio. Abbiamo ascoltato testimonianze di nostri missionari in Brasile e Mozambico, ringraziando p. Giuseppe per il suo servizio all’Ufficio missionario in questi anni. Abbiamo fatto gli auguri ai prossimi partenti: Luca per il noviziato, Giorgio per un anno di esperienza, Luisa per un cammino di missionaria laica in comunione con la Congregazione. Abbiamo ringraziato i tanti amici che sostengono le circa duemila e duecento adozioni a distanza, grazie alle quali possiamo sostenere le attività educative delle nostre comunità e offrire un appoggio alimentare e sanitario a molti bambini dei paesi dove vivono i nostri missionari. Infine non possiamo concludere senza dire un grazie sincero e grande a tutti i volontari che si sono adoperati per la buona riuscita della festa. Spero di poter contare con la vostra amicizia, la vostra preghiera e il vostro sostengo nel nuovo compito che la Congregazione mi ha affidato. 7

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GIORNATA MISSIONARIA “IL PADRE NON TOGLIE MAI LA GIOIA AI SUOI FIGLI SE NON PER DAR LORO UNA GIOIA PIÙ GRANDE” con queste parole, il seminarista Luca Bergamaschi ha rivolto il suo saluto all’assemblea durante la mattinata di condivisione ed è pronto per iniziare una nuova avventura formativa a Marracuene dove, accompagnato dal padre maestro p. Cezar Fernandes, si preparerà per diventare religioso della Sacra Famiglia. I suoi compagni di seminario, gli amici e i familiari gli augurano un buon Noviziato Internazionale. Giorgio è un giovane che ha chiesto alla Congregazione di fare un’esperienza missionaria in Mozambico. Anche la sua avventura è appena cominciata, infatti ora si trova a Marracuene, dove per un anno, affiancato alla comunità religiosa, darà la sua disponibilità per aiutare i piccoli senza avvenire presenti sul luogo. Abbiamo ascoltato anche la testimonianza di Luisa, una giovane donna che ha fatto la scelta di vivere un esperienza di tre anni come missionaria laica in comunione con la congregazione Sacra Famiglia a Marracuene. L’assemblea ha lodato il coraggio di questi giovani coraggiosi che senza indugio hanno risposto alla chiamata di Gesù che invia alla missione per le strade del mondo. André Kleber, religioso brasiliano, è a Martinengo per l’anno di esperienza apostolica internazionale, rientrerà nella sua terra nel prossimo Gennaio. Fanuel e Bento, sono due giovani mozambicani, ex studenti dell’ Università pedagogica SF di Maxixe, che si stanno specializzando in studi umanistici presso l’ Università degli studi di Bergamo. 8 famiglianostra | agosto - ottobre 2013

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GIORNATA MISSIONARIA DIARIO DI UN’ESPERIENZA Conosci il progetto del nuovo Centro educativo Sacra Famiglia in Jandira (Brasile) La congregazione In Jandira la congregazione è presente dal 1987 e tre anni dopo nasceva una scuola per attendere i bambini più poveri del quartiere. Nel 2005 è stata aperta la scuola superiore. Ora la scuola è frequentata da più di 450 alunni e le richieste sono tantissime. Tra le ragioni del successo: il periodo integrale, la retta bassa, la qualità dell’insegnamento e la presenza dei padri Mattone su mattone un nuovo centro educativo sorgerà Il progetto Costruzione in Jandira di una nuova scuola elementare, media e superiore e una Facoltà umanistica. La scelta dell’università nasce dalla necessità di formare i professori Difficoltà Il sogno è quello di offrire a tutti, soprattutto alle famiglie più povere un’ educazione e un insegnamento di qualità. Abbiamo una richiesta molto alta da parte delle famiglie che vogliono un insegnamento di qualità. La nostra attuale struttura non è più consona ad accogliere alunni, basti pensare che la cucina è di 20 m2 Informazioni tecniche Il terreno è di 12.000 m2 e si trova nel centro di Jandira. FASE 1: costruzione scuola elementare, media e superiore, 950 alunni; ott 2013 / dic 2014 FASE 2: costruzione facoltà, 2000 alunni, periodo serale, gen 2015 / dic 2015 la nostra scuola offre borse di studio per le famiglie più povere 9

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EDUCAZIONE ESTATEDUCANDO Dai centri educativi di Martinengo e Orzinuovi, gli educatori Sara e Manuel ci descrivono l’ entusiasmante esperienza del progetto estate Il 17 Luglio 2013, dopo alcune settimane di preparazione, ha avuto inizio il Progetto Estate della Scuola Secondaria, un’esperienza estiva della durata di sei settimane a cui hanno aderito circa 100 ragazzi per settimana con partecipazione crescente. Ogni settimana i ragazzi,divisi in quattro squadre, hanno avuto modo di dedicare del tempo a diversi tipi di esperienze: momenti di preghiera, di animazione, di studio, di gruppo e tornei sportivi hanno caratterizzato la mattinata, mentre attività laboratoriali e ludiche il pomeriggio. Alcuni appuntamenti fissi sono stati la piscina di Ghisalba il lunedì, quella Andreana di Orzinuovi il mercoledì e il venerdì la tanto attesa gita. Ognuno di questi momenti è stato pensato e organizzato da un’equipe educativa di circa venti elementi tra educatori, animatori, seminaristi e docenti, guidati dalla supervisione di P. Giovanni Costioli, con l’intento di evocare in tutte queste piccole esperienze quotidiane i valori che da sempre caratterizzano il carisma della Congregazione dei Padri della Sacra Famiglia e della sua fondatrice, S.P. Elisabetta Cerioli. Per fare questo è stato utilizzato come filo conduttore dell’intero progetto un sussidio tematico dal titolo “Ma che Storia!”, l’avventura di quattro ragazzi chiamati a confrontarsi con le difficoltà della vita e della crescita, incarnate nel personaggio antagonista: Groviglio. Attraverso l’esempio dei quattro protagonisti, i ragazzi sono stati invitati a mettersi in gioco per riscoprire il significato del rispetto, della responsabilità, del senso Sara Sangaletti, educatrice critico, dell’essere uniti per rendersi conpresso la scuola secondaria del to che solo grazie a questi importanti e centro educativo ‘Sacra Fami- fondamentali valori ognuno di noi è in glia’ di Martinengo (Bergamo). grado di scrivere la storia della propria vita nel migliore dei modi. 10 famiglianostra | agosto - ottobre 2013

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MA CHE STORIA! Il Progetto Estate 2013 è stato sviluppato e predisposto anche con l’ambizioso obiettivo di portare novità e originalità tali da mantenere attivo e vivace l’interesse dei ragazzi che, data la fascia d’età, tendono facilmente a svincolarsi da momenti troppo strutturati o già noti ed esperiti. Per questo motivo si è pensato di introdurre alcune attività mai proposte in passato, quali i TORNEI SPORTIVI di squadra che hanno impegnato ogni settimana i ragazzi in una specialità diversa: calcio, pallavolo, dogeball, hokey, pallamano, baseball. Come non citare poi il laboratorio di “PALLETSTYLE” che prevedeva la creazione di mobili ed elementi d’arredo con l’utilizzo di semplici bancali di legno; il laboratorio di “ATTAPPO D’ARTE” durante il quale i ragazzi con l’utilizzo di tappi di plastica colorati sono stati in grado di creare un bellissimo e grande quadro raffigurante il logo del Progetto estate; infine il laboratorio di “ZUMBA E FITNESS” dove le ragazze (e non solo) si sono cimentate nella ginnastica coreografica. Sono state inoltre introdotte alcune esperienze particolari come la “NOTTATA SOTTO LE STELLE” alla quale hanno aderito in tantissimi: dopo aver partecipato inconsciamente ad un inaspettato e molto realistico gioco da brivido nella adibita “location” dei campi della scuola, i ragazzi hanno concluso la serata addormentandosi durante la visione di un film all’aperto, avvolti nei loro sacchi a pelo. Il mattino successivo, dopo aver fatto colazione tutti insieme, è cominciata una nuova giornata di Progetto Estate. Un’altra esperienza molto gradita è stata la grande CACCIA AL TESORO organizzata in tutto il paese di Martinengo durante la quale i ragazzi sono entrati in diretto contatto con la comunità del paese, con richieste molto particolari per poter superare alcune prove: “Fate stirare ad una signora la maglietta del Progetto Estate” oppure “Fotografate il momento”, “Convincete una parrucchiera a fare un’ acconciatura ad un elemento della vostra squadra”, “Chiedete alla farmacista di regalarvi delle Zigulì ed intonate con lei una canzone”. Con il veloce susseguirsi delle settimane è emerso un forte senso di appartenenza ed coesione tra tutti i partecipanti del Progetto Estate, dai ragazzi alle figure adulte stesse, come fossimo una grande famiglia ed è stato proprio questo spirito a permettere la felice riuscita di questa esperienza che si è conclusa con una grande festa serale e la gita finale al Parco divertimenti di Gardaland. Già cresce da parte di tutti l’attesa per il Progetto Estate 2014. Sara Sangaletti EDUCAZIONE Martinengo 11

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EDUCAZIONE 150, SEI FORTE SANTA! T empo di bilanci!!!!!! Anche l’estate 2013 firmata Andreana ha chiuso i battenti con un successo strepitoso!! Le danze di questa fantastica estate sono state aperte a metà giugno con il Giocoestate (grest); filo conduttore dell’esperienza è stata la figura di santa Paola Elisabetta Cerioli, fondatrice della Congregazione della Sacra Famiglia; titolo e frase “bomba” di ogni giorno è stato “ 150 sei forte Santa”!! Il titolo nasce dal compleanno che quest’anno la Congregazione festeggia; correva infatti l’anno 1863 quando santa Paola Elisabetta diede vita all’Istituto per soccorrere i bambini orfani e poveri. Nel periodo del GiocoEstate i bambini e i ragazzi si sono cimentati alla scoperta dei paesi nei quali opera la Congregazione: Italia, Svizzera, Brasile e Mozambico; aiutati e sollecitati dagli educatori hanno approfondito temi quali reciprocità, relazioni, solidarietà; tutto cominciava il mattino alle 8 con l’accoglienza e si concludeva alle 17. Tra i tornei del mattino, lo studio guidato e assistito, i tuffi nelle nostre piscine e i giochi del pomeriggio circa 200 bambini/ragazzi hanno trascorso sei settimane di divertimento e crescita; un’altra attività estiva è stata l’esperienza al mare a Misano Adriatico: 220 tra bambini e ragazzi suddivisi in tre turni e accompagnati da 22 tra animatori ed educatori hanno vissuto giorni indimenticabili. Ultima attività dell’estate 2013 è stata il city camp d’inglese vissuto all’interno del nostro Centro Educativo: 50 tra bambini e ragazzi accompagnati dai tutors inglesi e dai nostri insegnanti ed educatori hanno approfondito, attraverso il gioco e i laboratori, l’inglese; possiamo affermare che anche questa è stata un’esperienza molto arricchente e coinvolgente. Ringraziamo tutte le famiglie che si sono fidate della scuola e hanno affidato i loro figli per esperienze che resteranno sicuramente nel cuore di chi le ha vissute; il ringraziamento si estende anche a tutti gli assistenti, gli animatori e gli educatori che hanno prestato la loro preziosa opera educativa per la crescita e il divertimento di tutti i bambini e i ragazzi. Non ci resta che augurare a tutti una buona ripresa dell’anno dicendo a tutti: “arrivederci alla prossima estate 2014!!! Manuel Falarti Orzinuovi Manuel Falarti, educatore presso la scuola secondaria del centro educativo ‘Sacra Famiglia’ di Orzinuovi (Brescia) 12 famiglianostra | agosto - ottobre 2013

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ORATORI Nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana* ORATORIO: il laboratorio dei talenti a Conferenza Episcopale Italiana ha reso pubblica, a metà aprile, una Nota pastorale (datata 2 febbraio u.s.), dal titolo: “IL LABORATORIO DEI TALENTI” sul valore e la missione degli oratori nel contesto dell’educazione alla vita buona del Vangelo. Nell’introduzione il documento afferma: “l’oratorio esprime il volto e la passione educativa della comunità, che impegna animatori, catechisti e genitori in un progetto volto a condurre il ragazzo a una sintesi armoniosa tra fede e vita. I suoi strumenti e il suo linguaggio sono quelli dell’esperienza quotidiana dei più giovani: aggregazione, sport, musica, teatro, gioco, studio … Si vuole pertanto incentivare e sostenere l’oratorio quale via privilegiata per educare alla vita buona del Vangelo”. L’oratorio è un luogo in cui, disse Benendetto XVI, ritroviamo “le indicazioni per un’educazione che è realmente apertura dell’io al tu, al noi e al Tu di Dio” e si cita una frase di Giovanni Paolo II (ai giovani di Roma nel 2001): “Rilanciate gli oratori come ponti tra la Chiesa e la strada, con particolare attenzione a chi è emarginato e attraversa momenti di disagio”. Si ribadisce la centralità dell’oratorio come comunità educativa; ai nn. 8, 9 e 10 si afferma: “La comunità educativa dell’oratorio è l’espressione della carità pastorale della Chiesa che provvede all’accoglienza e all’accompagnamento di tutti i ragazzi e i giovani attraverso il progetto educativo. Compito, dunque, di tale comunità è l’elaborazione e l’animazione del progetto educativo dell’oratorio, nell’esercizio della corresponsabilità pastorale ... All’interno della comunità educativa una particolare responsabilità compete alla famiglia che resta la prima e indispensabile comunità educante. È pertanto necessaria una forte e rinnovata alleanza tra le famiglie e l’oratorio … il rapporto tra oratorio e famiglia si configura come laboratorio quanto mai fecondo ed è importante che nell’oratorio si respiri un clima familiare anche per aiutare i tanti ragazzi e giovani alle prese con situazioni familiari problematiche, per i quali spesso l’oratorio diventa una seconda famiglia ... L Oratorio Pio XI presso la parrocchia S. Nazaro e Celso (Mi); sopra: i ragazzi dell’oratorio della parrocchia Ss Trinità in Cerveteri e p. Gregorio all’oratorio della Bozzola. 13

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ORATORI La caratteristica fondamentale dell’educazione cristiana è la dimensione vocazionale, dimensione che scaturisce dalla visione della vita come dono che porta in sé uno stupendo progetto di Dio”. In merito alla summenzionata citazione del rapporto tra oratorio e famiglia come LABORATORIO, il n. 13 del documento afferma: “Per questo l’oratorio si configura come un variegato e permanente laboratorio di interazione tra fede e vita”. Per perseguire gli importanti obiettivi di cui sopra, centrale resta IL PRIMATO DELLA RELAZIONE. Così il documento afferma al n. 15: “Il primato della relazione. L’oratorio educa ed evangelizza, in un contesto ecclesiale di cammino comunitario, soprattutto attraverso relazioni personali autentiche e significative. Esse costituiscono la sua vera forza e si attuano sia attraverso percorsi strutturati sia attraverso espressioni informali. L’attuale emergenza educativa è letta da più parti come esito di un impoverimento delle relazioni educative personali, perciò nessuna attività può sostituire il primato della relazione personale … La qualità delle relazioni incide profondamente sul processo educativo. La creatura umana, in quanto di natura spirituale si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. La caratteristica forse più significativa delle relazioni che un ragazzo vive in oratorio è quella della gratuità che nasce dalla fede ed è totalmente protesa al bene dell’altro. Tale atteggiamento genera stupore e dischiude orizzonti di fiducia, insieme al desiderio di mettersi in gioco e di imitare chi si spende con generosità per gli altri”. Subito dopo viene dedicato, al n. 19, un importante capitoletto al tema dello sport educativo in oratorio: “Di grande rilevanza inoltre è la collaborazione con le associazioni sportive che spesso gravitano attorno all’oratorio. Lo sport, con il suo bagaglio di valori, costituisce una delle più grandi risorse educative e pertanto deve sentirsi a casa propria nell’oratorio. Tra le proposte più consolidate e diffuse c’è l’attività sportiva. Lo sport in oratorio è un dono per tutti a patto che si rispettino alcune caratteristiche proprie della natura educativa di questo ambiente: lo sport come gioco e divertimento che viene prima della competizione; la possibilità di un esercizio dello sport aperto a tutti, senza discriminazioni di alcun tipo … L’accoglienza dei linguaggi giovanili e della loro espressività rende l’oratorio a misura dei più giovani, lo fa sentire familiare e a loro vicino. La musica, il teatro, la danza e le numerose manifestazioni artistiche, così come i vari ambiti della creatività, sono tutti elementi che possono qualificare la proposta educativa dell’oratorio perché favoriscono una presenza attiva dei ragazzi e permettono loro di esprimersi”. “In ogni oratorio si porrà poi la dovuta attenzione affinché la gestione delle attività non diventi mai prevalente rispetto al fine educativo. Vedere un sacerdote attento alla vita dell’oratorio e felice della propria scelta è un segno forte e fecondo, anche in vista di proposte vocazionali concrete”. Ed arriviamo alla conclusione del documento, costituita dal n. 28 il quale reca un titolo molto significativo: “L’oratorio come permanente laboratorio educativo”. L’oratorio, laboratorio educativo, è una scommessa che da molti anni la nostra famiglia religiosa sta affrontando, vedendo in esso un luogo propizio nel quale il dono del carisma di Madre Cerioli si può esprimere nelle sue migliori potenzialità, per formare famiglie capaci di collaborare al rinnovamento non solo della comunità cristiana, ma anche dell’ intera società. La scommessa sull’educativo trova nell’oratorio, per noi della Sacra Famiglia, terreno propizio per declinarsi e concretizzarsi come reale possibilità che le nostre giovani generazioni possano avere la Vita in abbondanza (vangelo di Giovanni: 10,10). p. Gianmario Monza *Il presente articolo doveva uscire sul numero di giugno-luglio, ma non fu possibile per ragioni di spazio 14 famiglianostra | agosto - ottobre 2013

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CONGREGAZIONE Il Vescovo affida a padre Alberto Filippi, religioso della Sacra Famiglia, la parrocchia di S. Giovanni Battista a Ladispoli Sabato 28 settembre, durante la Messa celebrata dal Vescovo alle ore 19.00, è stato presentato ufficialmente il nuovo Parroco della Parrocchia di San Giovanni Battista a Ladispoli. Una Parrocchia nata appena cinque anni fa, e guidata da Don Emanuele Giannone - e che ora è stata affidata da Mons. Reali alla Congregazione della Sacra Famiglia di Bergamo. Il superiore generale, presente alla celebrazione, ha presentato come persona adatta ad assumere l'incarico il Rev. Padre Alberto Filippi. Padre Alberto, classe 1947, nativo di Giànico in provincia di Brescia, è presente in Diocesi da diversi anni, ed ha svolto il servizio in qualità di amministratore parrocchiale prima a Ceri e poi nelle Parrocchie di Fregene, guadagnandosi la simpatia di tutti. Dopo quasi un anno di pausa nella comunità di Cerveteri, ora riprende a lavorare a pieno ritmo in una Parrocchia giovane e dinamica. Nel saluto al termine della Messa, ha detto di voler cominciare dalla famiglia, e in modo particolare dalle tante famiglie giovani presenti a Ladispoli, "per formare la grande famiglia della Parrocchia". Caro padre Alberto, in rappresentanza delle famiglie e di tutta la comunità parrocchiale di San Giovanni Battista le diamo il benvenuto tra noi. Ci fa molto piacere che Dio abbia scelto lei come pastore di questa comunità e non è un caso che lei provenga dalla Congregazione Sacra Famiglia; forse il Signore vuole che questa comunità cresca sempre più come famiglia di famiglie. Le chiediamo di essere particolarmente vicino alle coppie di giovani che si preparano al matrimonio e alle coppie con i figli in giovane età, di essere per loro un sostegno, insieme a tutta la comunità, nel superare i momenti difficili che possono rovinare gli equilibri familiari. Solo educando i genitori, i figli possono crescere spiritualmente e saggiamente, perchè come si sa, i primi catechisti che devono insegnare a conoscere il Signore, siamo proprio noi genitori, ancor di più in questo periodo storico particolarmente difficoltoso a motivo dell’individualismo imperante e della devozione al dio denaro. La preghiamo di guidarci e di pregare per la nostra comunità. Noi pregheremo per lei affinchè possa sentire sua questa parrocchia che, anche se povera di spazi e strutture, ha voglia di accogliere e far crescere i figli del Signore. Il suo volto e i suoi occhi che mostrano saggezza, tranquillità e simpatia, hanno rassicurato lo smarrimento iniziale e ora siamo pronti a proseguire il cammino per continuare a crescere insieme nella fede, nella speranza e nella carità. Che Maria, madre della speranza, la guidi e la custodisca in questo suo nuovo impegno di pastore. Benvenuto nella nostra nuova famiglia padre Alberto. I parrocchiani. 15 ANDATE IN TUTTO IL MONDO

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