IL PONTE - NOVEMBRE 2013

 

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PONTE - ANNO 29° - n.3 - NOVEMBRE 2013

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TRIMESTRALE DELL’UNITÁ PASTORALE DI CONCORDIA, S.GIOVANNI, S.CATERINA ANNO 29° - n.3 - NOVEMBRE 2013 Il Ponte: periodico di informazione religiosa iscr. al Tribunale di Modena al n. 1328 del 18-06-96. Red. c/o Don Franco Tonini, Parrocchia di Concordia s/S. Stampa Graphic Center. INAUGURAZIONE DELLA NUOVA CHIESA Domenica 24 Novembre 2013 dalle ore 15.30 in Piazza 29 Maggio Concordia - MO “Col segno della chiesa nuova rinnoviamo la fede in Dio e l’amore reciproco, cardini della nostra comunità...” e annessi locali parrocchiali

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Carissimi... utti ricordiamo i giorni tremendi che si sono susseguiti al terremoto: chiesa, canonica, oratorio, tutti crollati o inagibili; il Centro storico chiuso, abbandono degli affetti e delle cose più care. La Parrocchia ha tentato di sopravvivere con una tenda-chiesa che doveva essere provvisoria (qualche settimana, qualche mese?): una provvisorietà che si è dilungata per 18 mesi. Ci siamo resi conto che la soluzione ai problemi non era immediata: ci occorreva una chiesa, seppur provvisoria, occorrevano spazi per il catechismo dei bambini e le attività dei giovani. La parrocchia doveva avere ancora una sua visibilità. Mi sono dato da fare per cercare un terreno privato su cui costruire qualcosa, ma nessuno ha risposto alle mie richieste. Nessuno. Ecco allora l’inedita idea di richiedere alla Regione l’esproprio di un terreno per costruirvi una chiesa. Il Sindaco di Concordia, Carlo Marchini e l’Assessore Sauro Secchi mi hanno aiutato in tutti i modi: alcuni viaggi a Bologna e l’assegnazione del terreno è arrivata. Mentre si parlava di tutto questo il nostro Vescovo mi comunicava che, per suo interessamento, la Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento era disposta a finanziare una chiesa di legno. Poi si parlò di container per le opere parrocchiali e, infine, da Trento arrivarono i primi progetti, redatti dall’Architetto Fabio Andreatta. A novembre 2012 tutto sembrava risolto, ma si sa che la burocrazia è molto lenta e soltanto il 2 agosto di quest’anno abbiamo potuto cominciare i lavori che oggi inauguriamo. Di fronte al municipio, vicina alle scuole, la chiesa diventa il segno di una Concordia che non vuol morire. Tanto meno lo vogliamo noi, comunità cristiana, che oggi celebra la solennità di Cristo Re, “sempre lo stesso ieri, oggi e per sempre”. Con questa inaugurazione nessuno di noi dimentica l’antica chiesa, ricca d’arte e di storia, quella è la chiesa madre che oggi è in agonia e che merita di risorgere dalle sue macerie. Noi là abbiamo lasciato tanti affetti e tanti ricordi. Per me è la chiesa dell’ ordinazione sacerdotale, per molti è la chiesa del battesimo, della prima comunione, del matrimonio. Là abbiamo dato l’ultimo addio ai nostri morti. La chiesa madre rimane il segno della storia cristiana e civile di Concordia. In questa nuova portiamo le nostre speranze nel Signore di sempre, volendo, col segno della chiesa, rinnovare la fede in Dio e l’amore reciproco, cardini della nostra comunità. La preghiera e la benevolenza di voi tutti ci aiutino a realizzare questi propositi. Con affetto. don Franco DATE DA RICORDARE domenica ore 15,30: Inaugurazione della nuova chiesa 24 novembre domenica ore 9,30: Mandato dei Catechisti 1 dicembre Inizio dell’Avvento e inizia la Novena dell’Immacolata domenica ore 11,15: festa dell’impegno per gli iscritti 8 dicembre all’Azione Cattolica ore 17,00: in chiesa Concerto di Natale Filarmonica “Giustino Diazzi” di Concordia lunedì ore 9,00: inizia la Novena di Natale 16 dicembre 24 dicembre Vigilia di Natale, per tutto il giorno: Confessioni ore 24,00: S. Messa della Natività 25 dicembre Natale del Signore ore 8,00 – 9,30 – 11,15: Sante Messe ore 15,30: Vespro 26 - 28 gennaio Ritiro degli Educatori 31 dicembre ore 18,30: S. Messa di ringraziamento 1° gennaio 6 gennaio ore 9,30 – 11.15 – 17,00: Sante Messe Epifania del Signore, è di precetto (orario festivo) ore 14,00: Befana dei bambini periodico dell’Unità Pastorale di Concordia, S.Giovanni, S.Caterina Iscr. al Tribunale di Modena al n. 1328 del 18.06.1996 Redazione c/o don Franco Tonini Parrocchia di Concordia s/S. (MO) Stampa Graphic Center - Mirandola (MO) Hanno collaborato: don Franco Tonini, Francesco Manicardi, Silvia Pignatti, Vanja Paltrinieri, Marcello Testoni. Grafica e impaginazione: Fotostudio Immagini Fotografie: Fotostudio Immagini, Parrocchia di Concordia. Contatti: Telefax: 0535/40531 www.parrocchiadiconcordia.it e-mail: parrocchiadiconcordia@gmail.com per Famiglia.Com: Pignatti Silvia tel. 0535.54781 25 gennaio Solennità di S. Paolo ore 18,30: S. Messa col Vescovo 9 febbraio 5 marzo 6 aprile 27 aprile ore 11,15: S. Cresima inizia la Quaresima: ore 9,00 e 18,30: imposizione delle ceneri ore 15,30: Prima Confessione ore 9,30: Prima Comunione 2

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Papa Francesco LE INNOVAZIONI DI PAPA FRANCESCO tratto da un articolo di Vittorio Messori su Avvenire ochi di noi hanno potuto leggere direttamente dalla Civiltà Cattolica l’intervista a Francesco. Il Papa in quella intervista sembra chiarire ciò che intenda fare come «vescovo di Roma», che presiede nella carità la Chiesa universale. Molti erano perplessi di questo Papa, per il suo stile in cui sembrava di avvertire qualcosa di populista, da sudamericano. Gli scarponi neri; la croce di ferro; l’abito papale e i paramenti liturgici talvolta trascurati; l’andare a piedi o in utilitaria, comunque sul sedile anteriore; il rifiuto dell’alloggio pontificio, della scorta; i bambini baciati in piazza; le telefonate fatte di persona qua e là; il parlare a braccio, a rischio di equivoci; l’esigere subito il tu dall’interlocutore Un Papa che esige sobrietà, rigore, atteggiamenti umili anche di fronte alle autorità che riceve, sempre sicuro che l’andare da lui è un dono, perché ciascun uomo è grande e ciascuno porta in sé, anche se non credente, l’impronta di Dio. Ciò che conta è che sia il Papa, nel ruolo - che gli è attribuito dal Cristo stesso - d’insegnamento e custodia della fede, non sono gli indici di gradimento personale che fanno più o meno buono il Papa. Il credente segue ed ama ogni pontefice, «simpatico» o meno che gli sia, in quanto successore di quel Pietro cui Gesù affidò la cura del Suo popolo. Leggendo l’intervista, si comprende come la strategia del Papa che ha voluto chiamarsi Francesco non sia affatto caratteriale ma sia in realtà nella tradizione migliore dei figli d’Ignazio. La fortuna dei gesuiti, il loro successo in remote missioni e al contempo alla corte di re e imperatori quella fortuna fu il frutto di un carisma che lo stesso Bergoglio indica nel «discernimento la consapevolezza che i grandi princìpi cristiani di Roma: si continui a evangelizzare, ma sempre annunciando la misericordia e la speranza. Il resto seguirà. Non vi è, nelle parole del Papa alcun cedimento sui cosiddetti «princìpi non negoziabili» circa il rispetto della vita, della giustizia, della persona umana. Ma vi è, giustamente, l’insistenza sulla doverosa successione: prima la fede e poi la morale. Prima convochiamo, accogliamo e curiamo i fratelli feriti dalla vita e poi, dopo che avranno conosciuto e sperimentato l’efficacia della misericordia di Cristo, daremo loro lezioni di teologia, di studio della Scrittura, di comportamento. Una sfida, forse un rischio? Papa Francesco fa capire di esserne consapevole ma di essere soprattutto consapevole dell’aiuto, che non potrà mancare, di Chi lo ha scelto, pur lontano com’era dall’attenderlo e dal desiderarlo. vanno incarnati secondo le varie circostanze di luogo, di tempo, di persone». L’evangelizzazione quindi diventa flessibile e tiene conto della debolezza umana, «il confessionale non è una camera di tortura», ma piuttosto un luogo ove trovare ascolto e misericordia. La misericordia, la comprensione, per non escludere nessuno dalla comunione ecclesiale sono mezzi di apostolato ben più efficaci dell’arcigna severità un randello. I rigoristi sono ossessionati dal “o questo o quello” mentre i gesuiti hanno sempre tentato di praticare un “sia questo che quello” - che permetta al maggior numero possibile di persone di raggiungere la salvezza eterna. È da questo desiderio di convertire il mondo intero, usando il miele ben più che l’aceto, che deriva una delle prospettive più convincenti tra quelle confidate dal Papa nell’intervista: il ritrovare, cioè, la giusta scala cristiana dei valori. I decenni del dopo Concilio hanno visto lo scontro fra la fede e la politica, l’incomprensione tra la Chiesa e la società e, soprattutto, il contrasto tra la morale cattolica e il modo di comportarsi della gente. Ben venga, dunque, il richiamo del Vescovo 3 INVITA L’AFFEZIONATA CLIENTELA in via Santi, 15/17 a Concordia PUNTO VENDITA A VISITARE IL

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La Chiesa Nuova INDICA LA PRESENZA DEL SACRO... Intervista al Arch. Andreatta, progettista della nuova chiesa ntervista all’Arch. Fabio Andreatta, della Provincia Autonoma di Trento,che ha progettato la nuova chiesa e gli ambienti parrocchiali Architetto, come mai la Provincia le ha affidato l’incarico per una chiesa? L’allora Presidente Lorenzo Dellai mi chiese di verificare la fattibilità reale di alcuni progetti che erano stati sottoposti alla Provincia Autonoma di Trento al fine di aiutare la ripresa nei luoghi terremotati. Ho visitato, fra gli altri, S. Felice, Cavezzo e Concordia. Qui ho incontrato don Franco che mi ha detto della necessità di una nuova chiesa visto che quella preesistente era completamente crollata e che ora utilizzava una tenda per la comunità. Don Franco aveva le idee chiare, non voleva un luogo qualsiasi ove celebrare, ma un edificio “che fosse una vera chiesa”. L’idea e soprattutto la sensazione di una comunità viva mi hanno coinvolto e, tornato in Trentino, ho cominciato a pensarci. Non è stato semplice convincere il Comitato dei Garanti che gestisce i fondi di solidarietà raccolti in Provincia, ad investire in una chiesa che sembra un’opera non prettamente sociale. Il presidente Dellai, a sua volta contattato dal vostro Vescovo, ha sostenuto l’idea. Chiesi allora a don Franco d’impegnarsi in un progetto più vasto che prevedesse, oltre alla chiesa, un centro comunitario con gli ambienti parrocchiali, il campo sportivo, l’arena per gli spettacoli, così che il progetto avesse anche un valore sociale e fosse accettato dal Comitato. La Provincia di Trento stanziava più di €. 500.000, don Franco avrebbe dovuto trovare l’altra metà attuando così anche un sano principio di trovare in se stessi, prima ancora che all’esterno, la forza di ricominciare. Da dove ha tratto l’ispirazione per la chiesa? Quando mi è stato detto di progettare la nuova chiesa di Concordia, ero reduce da un viaggio nei Carpazi, ove ci sono tante chiese in legno, tutte con una guglia o una cupola centrale. Da qui la prima idea. Là le chiese sono di legno perché il governo ungherese d’allora obbligava gli Ortodossi a fare chiese provvisorie. Voi avevate bisogno di una chiesa provvisoria…e dunque è di legno, anche se là quelle chiese durano da secoli, superando quella provvisorietà che tutti attribuiscono al legno. Vi assicuro che la vostra durerà a lungo, oltre il tempo del- la ricostruzione della vecchia chiesa. La cuspide indica anche da lontano una presenza del sacro e rappresenta un indice rivolto al cielo. La pianta è centrale a croce greca e le proporzioni sia di pianta che di prospetto attingono a quelle classiche (sezione aurea). La luce entra dalle molte finestre alte e strette, così il fedele non perde il contatto con l’esterno nel quale vive quotidianamente e nello stesso tempo si può concentrare nella ricerca dell’infinito, in una soffusa penombra interrotta da tanti raggi di luce. La costruzione non le pare un po’ bassa rispetto al municipio? Dal Comune di Concordia ci sono stati imposti dei limiti d’altezza. Comunque l’effetto “altezza” non si deve cogliere dal di fuori; il che sarebbe un’inutile confronto con quanto è già stato costruito; ma dal di dentro ove l’effetto ascensionale si percepisce nella cupola, nelle finestre e nell’intreccio delle capriate. I transetti che formano le due cappelle laterali contribuiscono a dare unità alla costruzione: da tutti gli angoli della chiesa si coglie la centralità dell’altare, unico elemento in pietra dell’intera costruzione. Lei ha progettato anche la canonica? Si, ho pensato a una costruzione aperta e accogliente, come devono essere gli ambienti parrocchiali. Così l’ho progettata tutta a pian terreno, facilmente accessibile per la gente, con larghe finestre, con molta luce e i servizi essenziali alla parrocchia: l’appartamento dei sacerdoti, la sala centrale, le aule di catechismo, gli spogliatoi e, fra le due ali laterali, un cortile che esprima un abbraccio a chi vi accede. 4

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La Chiesa Nuova DESCRIZIONE DELLA NUOVA CHIESA: la grande croce rossa che accoglie il Crocifisso. Nella croce, l’Architetto ha voluto significare tutta la sacralità della chiesa; il colore rosso è segno dell’amore e del sangue versato con cui Cristo ci ama. Il Crocifisso, regalatoci dal sig. Italo Leonardi di Modena, rappresenta Cristo Re sul trono della croce. La corona di spine è divenuta corona regale e il Cristo si presenta vivo ai fedeli e li accoglie serenamente a braccia aperte. Le vetrate di Simona Siligardi rappresentano il grande sole, che è Cristo, che irradia di sé le tenebre circostanti. L’area presbiterale è delimitata da un coro absidale interrotto dalla sede di presidenza che accoglie l’antico faldistorio recuperato dalla vecchia chiesa e restaurato dalla Sacred Art School di Firenze. L’esterno La costruzione classica «a capanna», ad una sola navata, è interrotta dall’aggetto del transetto che forma la croce greca. La cuspide, che qualcuno interpreta come un campanile, è di fatto una cupola che si alza sulla costruzione, come indice rivolto verso il cielo e come segno della continuità del sacro a Concordia. Le numerose finestre, tutte verticali e strette, illuminano la chiesa conferendole un aspetto solido e austero. Degni d’attenzione sono i grandi portali che immettono nella chiesa. Quello centrale è perfettamente quadrato, ad indicare un’umanità terrena che, attraversandolo, entra nella dimensione spirituale. L’interno Realizzata su pianta greca, la chiesa è accogliente ed esprime tutte le caratteristiche di una costruzione dedicata al culto. Le vetrate di Simona Siligardi, tratte da foto di tramonti della nostra pianura, esprimono la luce ideale per l’atmosfera di preghiera che il Onoranze Funebri fedele ricerca nella chiesa. Il pavimento in porfido, così voluto dai trentini che l’hanno offerto, contrasta con l’agilità delle capriate del soffitto che, nel loro intreccio, esprimono il dipanarsi dei misteri della fede quando si raggiunge la luce splendente della cupola che sovrasta l’altare. L’ambone e soprattutto l’altare sono gli unici pezzi in pietra di tutto l’edificio, ad indicare la forza e la solidità della parola di Dio e di Cristo, pietra angolare della Chiesa. Sull’ambone è riprodotto lo stemma parrocchiale che riporta il libro e la spada come segni della parola di Dio “penetrante come spada a doppio taglio”. L’altare, visibile da ogni punto della chiesa, realizzato con materiale autenticamente trentino (granito e legno) e rappresenta, come si diceva, Cristo pietra angolare. Il granito è segno di Cristo (IHS) su cui poggia la nostra sicurezza di fede e la tavola di legno è la mensa comunitaria, segno d’amore e di unità. Il presbiterio Il fondale del presbiterio presenta La Cappella di sinistra o del SS.mo Sacramento accoglie l’ancona di Francesco Marchese nella quale è inserito il tabernacolo della chiesa madre. Secondo le considerazioni del progettista ed esecutore «L’idea di questo progetto, sostanzialmente, è quella di mettere al centro l’Eucaristia. Infatti, pur non trattandosi del centro fisico dell’edificio chiesa (in conformità con le disposizioni della Costituzione apostolica Sacrosantum Concilium dell’Ordinamento Generale del Messale Romano), l’Eucaristia, cioè Gesù sotto le apparenze del Pane, è il centro della Chiesa Universale. Il tabernacolo è quindi «il cuore vivente di ciascuna chiesa. (Paolo VI)». Gavioli Ivan tel. 0535 40 902 cell. 338 97 53 642 CPL CONCORDIA Soc.Coop.a r.l. Via Grandi, 39 - Concordia s/S (MO) Tel. 0535.616.111 - Fax 0535.616.300 info@cpl.it - www.cpl.it 5

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La Chiesa Nuova Il progetto, forte di queste chiare indicazioni, si pone il compito di offrire una casa sufficientemente degna a Gesù tra noi e, attraverso l’uso di alcuni accorgimenti architettonici e di colori specifici e fortemente significativi, di richiamare l’attenzione del cristiano su Colui che è il centro della fede: Gesù. Il pannello alle spalle del tabernacolo intende rimandare, per somiglianza di forme e colori, alla cappella della vecchia chiesa. In modo particolare il rosso è simbolo della passione di Cristo e simbolo eucaristico e viene usato per comporre il fondale con un mosaico di pietra, chiaro riferimento alla Chiesa che nella sua molteplicità puntualizza la dimensione comunitaria e l’unità mistica con Cristo. Il colore oro vuole invece richiamare la purezza e la perfezione della santità per la quale non c’è altra via se non sotto il segno della croce di Cristo. L’intera opera vuole essere molto leggera alla vista, ma allo stesso tempo attirare l’attenzione dei fedeli, rispettando l’intero contesto architettonico della nuova chiesa. Il tabernacolo in marmo, recuperato dall’antica chiesa, è stato ripreso e restaurato a continuazione simbolica di quella comunità di uomini che si nutrono di quello stesso pane che è Gesù. La Cappella di destra L’ancona che accoglie la statua della Madonna del Rosario, analogamente a quella del Santissimo, si propone di dare un messaggio attraverso i colori. L’azzurro è il colore tradizionale del manto della Santa Vergine e indica il cielo. Qui è realizzato con un mosaico color lapislazzulo. A rompere l’uniformità dell’azzurro sono una linea ascensionale d’oro che porta verso la tradizionale stella a otto punte, che sempre troviamo rappresentata nelle antiche icone della Beata Vergine. La stella indica lo sguardo che Dio ha posato su quella che sarebbe diventata la madre del suo Figlio. La statua, del 1954, è stata recuperata dalla vecchia chiesa e di recente restaurata dalla stessa ditta che l’aveva scolpita (Ferdinand Stuflessers di Ortisei). Raffigura la Madonna del Rosario, protettrice della parrocchia, la cui festa si celebra la prima domenica d’ottobre. di due container dismessi dalla linea ferroviaria TAV. I trentini e il Comune di Concordia hanno ritenuto che accanto alla chiesa e davanti al municipio, vi dovesse essere una costruzione più bella e impegnativa; ecco allora l’attuale edificio, anch’esso progettato dall’architetto Fabio Andreatta. È costituito da tre corpi disposti a U. Nel primo vi è l’ufficio parrocchiale e l’abitazione dei sacerdoti; in quello centrale tre aule catechistiche e il salone, nel terzo altre tre aule catechistiche e gli spogliatoi offerti dalla Ditta Gemelli Costruzioni. Davanti a questo complesso troviamo il terreno destinato al campo sportivo, ancora da realizzare per mancanza di danaro, e la piazza semicircolare per gli spettacoli, in via di allestimento. Sicuramente la Parrocchia di Concordia, la più disastrata dal La Via Crucis, realizzata in terra- sisma, con queste costruzioni è cotta dagli allievi della Sacred Art oggi la più favorita. Di fatto è l’uSchool di Firenze, rappresenta in nica in Diocesi ad avere una vera forma tradizionale, quindi fruibili chiesa costruita a questo scopo. da tutti, le classiche 14 stazioni. Non dimentichiamo tuttavia che la nostra aspirazione è quella di ritornare nel centro storico, nella Nelle sacrestie sono stati recuchiesa madre, pur conservando perati alcuni mobili provenienti questa, per gli ottant’anni di condalla vecchia chiesa. venzione con il Comune di Concordia, come chiesa succursale Le opere parrocchiali La prima progettazione prevedeva alla principale. per i locali parrocchiali l’utilizzo 6

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La Chiesa Nuova STORIA FOTOGRAFICA DELLA COSTRUZIONE DELLA CHIESA 7

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La Chiesa Nuova RESOCONTO FINANZIARIO opera è stata preventivata in un milione di Euro, ma si sforerà questa cifra per almeno € 150.000. Terminati quindi i locali (chiesa, canonica, oratorio), rimarranno da terminare l’arena, i marciapiedi, le strade, le aiuole, la posa delle piante, il campo sportivo. Ecco come sono stati reperiti i soldi finora spesi: - dalla Protezione Civile della Provincia di Trento €. 530.000 - dalla Parrocchia di Concordia (per offerte di parrocchiani e di persone o Enti residenti fuori parrocchia) €. 225.000 - dalla Diocesi di Carpi €. 200.000 - da ditte locali, in contanti o con gestione diretta di parte dei lavori €. 100.000 totale €. 1.055.000 La Fondazione della Cassa di Risparmio di Mirandola ha stanziato €. 50.000 per l’arredo e le attrezzature. di Trento, coordinati dai Sigg. Livio Caset e Marco Caramelle, che sono stati di supporto logistico e operativo alle numerose maestranze venute dalla Provincia di Trento; Marco e Livio si sono prodigati a cercare offerte, riduzione dei prezzi, donazione di arredi; il Sindaco di Concordia, Carlo Marchini e l’Assessore Sauro Secchi, per l’impegno a farci assegnare il terreno dalla Regione; gli impiegati dell’Ufficio Tecnico Comunale per la grande pazienza e per l’aiuto nel risolvere i problemi di burocrazia; la Diocesi di Carpi che ha promesso la somma di €. 200.000 per la canonica; il tecnico della Diocesi di Carpi (Ing. Marco Soglia di Imola) che si è assunto la responsabilità delle pratiche di fronte alla Curia e agli Enti Civili; l’ Architetto Stefano Malaguti che con sapienza ha diretto i lavori; il Geometra Paolo Borghi che si è occupato dei rilievi e degli accatastamenti; la Coop. BATEA per il grande impegno, la sollecitudine e la competenza con cui ha eseguito i lavori; grazie al Presidente Leonardo Luppi, al Geom. Stefano Ascari e al capo cantiere Giancarlo Bruini; la Sacred Art School di Firenze per la progettazione e l’esecuzione gratuita degli altari del SS.mo, della Madonna e della Via Crucis. le Dott.sse Simona Siligardi e Giuliana Ribaldi per i disegni delle vetrate; la Parrocchia di S. Caterina che ha messo a disposizione i locali dell’ex Scuola Materna per ospitare maestranze e volontari addetti ai lavori di costruzione; le Ditte locali: OLMAR and Mirta (€. 40.000) – Cucirini RAMA (€. 37.000) – Martini Luce che ha fornito gratuitamente tutti i dispositivi luminosi della Chiesa – Gemelli Costruzioni che ha finanziato gli spogliatoi per €. 10.000; tutti gli offerenti di Concordia che hanno finora donato la somma di €. 48.480,00 i tanti amici e ospiti che ci hanno visitato portando la loro solidarietà con incoraggiamenti, preghiere e offerte per una somma di €. 97.646,75 - - Ringraziamo: Il Vescovo, Mons. Francesco Cavina, che per primo, ancora nell’estate del 2012, si è preoccupato di provvedere una nuova chiesa alla parrocchia di Concordia, interessando alla costruzione l’allora Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Dr. Lorenzo Dellai; il dipartimento della Protezione Civile della Provincia di Trento, che ha offerto i soldi per la chiesa (€. 530.000); l’Architetto Fabio Andreatta, tecnico della Protezione Civile di Trento, che ha redatto e presentato i progetti della chiesa e delle opere parrocchiali al Comune di Concordia già nel novembre 2012; il Volontariato dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile il Geom. Livio Caset e Marco Caramelle - - - - - LL MOGLIA Viale Copponi, 20 Tel. 0376 598091 LOSI ONORANZE FUNEBRI NOVI Viale Di Vittorio, 20 Tel. 059 677597 CONCORDIA Via Garibaldi, 20 Tel. 0535 54171 GONZAGA Via Chiesa Matildica, 6 Tel. 0376 588240 8

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La Chiesa Nuova I TRENTINI uanti trentini sono venuti a Concordia per fare la nuova Chiesa e gli ambienti parrocchiali? Dal 2 agosto, quando hanno cominciato ad innalzare le mura (di legno), fino ad oggi si sono alternate oltre cento persone, tra volontari della Protezione Civile, Volontari del Nucleo Volontari Alpini, Vigili del Fuoco di Trento, personale specializzato delle ditte addette ai lavori. Dove erano ospitati? Nella ex Scuola Materna di S. Caterina. Lì consumavano i pasti insieme e lì dormivano, accontentandosi di brande e di un containerdoccia installato nel cortile, senza alcuna pretesa, soltanto dediti al lavoro che hanno intrapreso come una sfida al terremoto. Nei primi giorni, con un caldo che rasentava i quaranta gradi, cominciavano a lavorare alle 7 del mattino per finire alle 7 di sera, con appena un’interruzione di un’ora per il pranzo. È stato sorprendente il vedere ergersi la chiesa tanto in fretta che in quindici giorni ha preso la sua forma. Si sa che poi i lavori di completamento interno ed esterno esigono tempi più lunghi. Dobbiamo essere riconoscenti verso i trentini, che avrebbero potuto pretendere alloggio in albergo e che invece si sono accontentati di una sistemazione precaria, che a noi ha fatto risparmiare tanti soldi. Sono stati magnifici e subito si è creato un bel clima di simpatia fra loro e noi. I parrocchiani di Concordia non li hanno mai dimenticati evidenziando la loro gratitudine: molte signore hanno portato dolci casalinghi, altre si sono occupate del ricambio delle lenzuola, e i nostri addetti alla cucina, una volta alla settimana, preparavano gnocco fritto e tigelle. Erano dunque motivati? I trentini hanno un profondo senso della solidarietà. In ogni paese, anche piccolo, ci sono associazioni di volontariato, prima fra tutte quella dei Volontari in aiuto ai Vigili del Fuoco. Poi c’è una forte Protezione Civile che dispone di mezzi straordinari come camion, gru, sollevatori, tutti attrezzi necessari per noi. Infine c’era l’Associazione NUVOLA (Nucleo volontari Alpini) che per tutti i quattro mesi ha gestito la cucina. La motivazione che hanno mostrato è segno di una educazione al “dare” che inizia fin dall’adolescenza. Da chi erano coordinati? A Concordia sono passati tutti dirigenti della Provincia e della Protezione Civile. Con loro avevano fatto una convezione che ci garantiva la loro presenza, l’aiuto economico e il sussidio dei mezzi necessari. Nel mese di agosto li ha coordinati il Sig. Marco Caramelle, che aveva già incaricato le ditte e procurato i volontari, gran parte del danaro e del materiale necessario. Poi Marco si è ammalato ed è stato ricoverato in ospedale. A lui è subentrato il Geom. Livio Caset, che ha preso in mano la conduzione dell’opera, interessandosi alla situazione economica, con consuntivi per quanto era stato fatto e preventivi per quanto rimaneva da fare, così da non sforare il budget dei soldi a disposizione. Marco e Livio si sono talmente immersi nel lavoro da perdere un po’ della loro salute e della loro tranquillità familiare. Tutto è stato fatto? No, rimane da terminare la sistemazione dell’area esterna, per mancanza di fondi. Rimane da fare il Campo sportivo, che è parte integrante dell’impegno assunto dalla Parrocchia nei confronti della Provincia di Trento e la pavimentazione della piazza e delle vie pedonali. In primavera se ne parlerà con la Coop. BATEA e in base a quanto racimolato proseguiremo i lavori. T.d.F. INFISSI IN ALLUMINIO, anodizzati e laccati in vari colori PARETI MOBILI PER UFFICI ZANZARIERE CONTROSOFFITTI INFISSI IN FERRO ZINCATO Via Gelatti, 24b - CONCORDIA (MO) Tel. 0535 40420 9

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Note di... ESTATE RAGAZZI Campo GG dal 17 al 25 agosto in Valdiporro (Monti Lessini) 63 meravigliosi ragazzi/e che sono stati la gioia dei 6 educatori, di Don Franco e tutto l’organico degli inservienti. Il tema voleva aiutare i ragazzi a compiere una introspezione su se stessi per capire come si arriva alla conotro. Infine un accenno sulla ricerca della verità che avviene mediante due libri: quello della creazione (natura) in cui Dio ci parla attraverso l’ordine e le regole del creato e il libro grande della Parola di Dio, ove Dio parla direttamente a chi lo sa ascoltare. I nostri ragazzi sono stati, come sempre entusiasti del campo, sia per i “contenuti”, come per tutto l’aspetto comunitario, ricreativo e ludico, che caratterizza il campo. Quella del campo è un’esperienza “che non sa chi non la prova”. Campo A.C.R. scenza. Abbiamo puntualizzato il valore dei sensi che della conoscenza sono le porte, quello della mente che elabora le idee e delle facoltà spirituali, come la coscienza, le sensazioni, l’immaginazione e la memoria, che completano il conoscere. Poi abbiamo invitati i GG ad aprire il cuore e le sue facoltà (emozioni, sentimenti, amore) verso traguardi più sublimi quali quelli della carità per arrivare a Gesù, che ci dona l’amore vero, quello che non è una conquista, ma un dono di sé all’al- dal 25 agosto al 1° settembre in Valdiporro (Monti Lessini) I ragazzi erano 61, 10 gli educatori, 4 gli sguatteri e 10 gli inservienti. Il tema si ispirava alle avventure di Robin Hood, che con i suoi “liberi e forti” voleva ripristinare il diritto dei poveri e prenderne le difese. Virtù morali di questi eroi della foresta sono state la fortezza, la prudenza, la giustizia e la temperanza. Un itinerario formativo che voleva far capire ai ragazzi quanto siano necessarie le virtù umane per arrivare alla pienezza della realtà umana che si completa in Gesù. Il resto, che sempre affascina i ragazzi, come i giochi diurni e notturni, le gare, la salita al monte Tomba…, ha servito da collante per la buona riuscita del campo. Questi ragazzi, diavoli di notte e angeli di giorno, ci hanno 10

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...Vita Parrocchiale dato tante soddisfazioni sia per come si sono impegnati negli incontri, come per il fatto che mai si sono litigati o offesi. Segno che il campo ha “centrato il bersaglio” del suo progetto educativo. Per i due campi un vivo ringraziamento ai coniugi Canova Gianni e Ricordina, Coa Carlo e Paola, Ferrari Oder e Elisea che si sono occupati della cucina, come a tutte le mamme che si sono alternate nel servizio ai piani. Grazie alla Ditta F.lli Neri autotrasporti per il servizio gratuito dei camion. PADRE NOSTRO Padre santo che dal cielo vedi tutto lo sfacelo che commette l’imperfetto uom dotato d’intelletto, cui hai dato il grande dono d’essere reo oppure buono accogliendo nel suo cuore l’odio insano oppur l’amore, rendi vana la perfidia del demonio che lo insidia e preserva chi lo ascolta da una vita scialba e stolta. O pietoso Padre nostro, al cospetto tuo mi prostro e ti prego con fervore d’aiutarci col tuo amore: che il tuo Spirito divino sempre c’indichi il cammino. Dai la forza ad ogni uomo affinché non sia mai domo nella lotta contro il male fino al giorno suo finale. Che il volere tuo possente s’impossessi d’ogni mente, acciocché su questa terra non trionfi più la guerra; che non vinca il terrorismo né l’invidia o l’egoismo. Dacci oggi l’essenziale per non viver troppo male, accettando con fermezza anche qualche ristrettezza. Tu perdona a noi mortali i peccati anche veniali come noi dovremo fare pur con chi ci fa penare. Non c’indurre in tentazione quando il diavol ci propone ciò che appaga il corpo e i sensi, poiché avrem da te i compensi se sapremo ricacciare le occasioni per peccare. Fa’ che ogni genitore sia buon educatore nel guidare bene i figli con l’esempio ed i consigli; chi è oggi ancor bambino del domani avrà ilo destino del Paese in propria mano, per cui cresca buon cristiano. Che le avverse situazioni che per prova ci proponi sian con fede superate ché saran ricompensate. Monda i nostri cuor dal male finché morte non ci assale, poiché avrem così’ conquiso l’agognato Paradiso. Amen. Giancarlo Carletti Mea Culpa Par tuta la vita ad serc ad fargar al ciel, la tera e al mar cardend d’aver ninsun ad front da duverag rendar cont, ma ad riv a un punt anc sensa voia an du an ghe nisuna scapatoia. Ad ven la tentasion ad guardar indrè anche se nisun at cor a dre. Alora ad pens: cusa faghia, in du vaghia e t’at sent cume un cle saraa in gabia e a n’at resta, con un poc ad pasiensa, ad far l’esam ad cosciensa! Pinsand at ven in ment tanta roba da farat gnir infin la goba. In dla vita t’at se interesà ad tanti robi da gnent, purtrop cuma fa bona part ad la gent; rispet a la lunghesa dla vita, tant tat tse dat da far, ma poc temp te impgna, par NOSTAR SGNOR ringrasiar. Con tuti li robi beli cal ma dat, lè sta propria un cumpurtament da mat. Adesa am dag da far par cambiar cumpurtament, par multiplicar i ringrasiament, ma ang sarà nè manera nè vers par recuperar al temp pers. L’unica l’è par mi e chiatar, minga sol dla Cuncordia, dmandar e utgnir da Nostar Sgnor tanta misericordia. Concordia,24/09/20 13 RAT PERSO (Ghidoni Adolfo) 11

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S. Giovanni SAGRA, UN SUCCESSO ANNUNCIATO... E REALIZZATO nche quest’anno, nonostante il maltempo, la sagra è ben riuscita. L’aspetto religioso ha avuto grande partecipazione nella messa di suffragio per i Defunti; alla processione invece si è dovuto rinunciare per la pioggia. L’aspetto ricreativo è stato di grande soddisfazione per l’alto numero di volontari (oltre 50 persone fra le quali tanti giovani) che hanno voluto dare la loro cordiale e simpatica collaborazione. Cuochi e inservienti, tutti motivati da un forte spirito comunitario e tanta gente riunita attorno ai tavoli della sagra, non tanto e non solo per mangiare, ma per esserci, per ritrovarsi a questo annuale appuntamento.e per dare il loro contributo. La sagra di S. Giovanni è sicuramente una festa per tutto il territorio ed è un esempio del come con poco si possano fare grandi cose, quando c’è comunione d’intenti. È in corso di completamento la pratica per l’installazione di un grande container, omaggiato dalla Diocesi, proveniente dai Cantieri della TAV (alta velocità ferroviaria), che consentirà di celebrare, durante l’inverno, all’interno di un locale più confortevole di quanto possa essere una tenda. Siamo sempre in attesa da parte del Comune del permesso di costruire, sul terreno dell’ex casa Soave in Via Borgo. Quando avremo finito quest’opera, il salone sottostante, lo dedicheremo al giovane Marco Belli, in memoria del quale sono arrivati €. 54.263,36. Questo salone servirà da chiesa provvisoria in attesa del restauro della nostra chiesa che comunque prossimamente sarà messa in sicurezza, assieme al campanile. BILANCIO SAGRA 2013 ristorante ochette + aperitivo lotteria 300,00 buste e altre offerte sponsor pianobar 200,00 SIAE 197,23 Spese varie (carbonella, elettricista, ferramenta, bombole gas, maglie, ecc. 2.300,85 totali 16.650,38 9.568,78 utile per i rifacimento della casa ex Soave €. 7.081,60 entrate 12.789,00 105,38 1.229,00 158,00 2.369,00 uscite 5.838,70 netto 6.950,30 105,38 929,00 158,00 2.369,00 200,00 197,23 2.300,85 7.081,60 via Novella, 1 - Concordia s/S (MO) Tel. 0535 55236 www.fratellisala.it info@fratellisala.it 12

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S. Caterina OTTOBRE MARIANO E MISSIONARIO ome comunità parrocchiale, abbiamo accolto l’invito di Papa Francesco, di fare una settimana di preghiera, con la recita del Santo Rosario per la pace nel mondo. Ottobre è un mese Mariano; cerchiamo di continuare con la recita personale di questa preghiera, affinché la Madonna interceda per noi e accresca la nostra fede. Il Signore ci insegna che la fede produce l’amore verso il prossimo, a noi vicino e lontano, attraverso le opere di carità. Il mercatino missionario, sempre presente nella nostra parrocchia è fonte di un guadagno tutto a favore della carità. Ad usufruirne è stata la missionaria in Benin, Carla Baraldi; abbiamo risposto alla sua richiesta di aiuto a una ragazza (Valeria) che vorrebbe frequentare la scuola di infermiera. Abbiamo inoltre inviato aiuti per la “casa del sorriso” per un totale di €. 1.000,00. Un “grazie” a tutti coloro che hanno contribuito con amore e disponibilità per questi progetti. Abbiamo anche donato €. 300 per le povertà a noi vicine. Anche la nostra chiesa ha ricevuto un gesto di carità: un calice e una pisside nuovi. La comunità è riconoscente a questa persona. Domenica 27 ottobre: SAGRA DI SANTA CATERINA celebrazione S. Messa ore 18,30: ore 20,30: Lunedì 25 novembre: serata con tombola Vi aspettiamo numerosi BILANCIO SAGRA DEL 28 LUGLIO 2013 Offerte Incasso attività Spese Netto utile €. 957,00 €. 1.399,00 €. 651,00 €. 1.705,00 Mission-pesca Dopo la S. Messa, vendita delle ormai tradizionali pesche dolci. Il ricavato è stato utilizzato per le povertà a noi vicine. 13° edizione della I volontari a pranzo presso l’ex asilo di Santa Caterina Cominciati i lavori di messa in sicurezza della chiesa Il venerato Crocifisso di S. Caterina nella sua collocazione attuale. CONCORDIA Via Gobetti, 41 ROVERETO Via Chiesa sud, 86 CARPI Via Catellani, 10/e di Ribaldi Dott. Giuliana s.r.l. unipersonale via Mazzini, 71 - 41033 Concordia s/S (MO) www.2erre-restauri.it info@2erre-restauri.it Tel. 338 2957763 13

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Famiglia.com “MAMMA, NON TORNEREMO PIÙ NELLA CHIESA IN PIAZZA?” amma, non torneremo più nella chiesa in piazza?” I bambini sono sempre diretti. A guardare le foto degli album passati, la nostra vecchia chiesa ricorre spesso: in ogni occasione importante (battesimi, prime comunioni, cresima, matrimoni, anniversari), la chiesa era il luogo per eccellenza. Lungi dall’essere un mero scenario o palcoscenico, la Chiesa era per ciascuno di noi un luogo familiare ed anzi più che un luogo, un sentimento. Per coloro che ogni Domenica, per una preghiera personale quotidiana, per una cerimonia o anche per un funerale, di anno in anno entrano per quelle porte solenni, la chiesa diventa una sorta di luogo della memoria, un luogo in cui ci si rivede nei momenti più significativi della propria esistenza. Per il credente la chiesa è il luogo della presenza di Dio, del tabernacolo, l’altare sul quale mille e mille volte il Signore si è fatto Corpo e Sangue per noi. Ma anche per chi non si proclama credente, la Chiesa del paese è un luogo che ne attesta l’identità, i ricordi di sé e degli altri. In questo senso, pensare alla chiesa di Via Pace distrutta è un dispiacere per tutti: grandi e piccini. In tanti mi hanno detto che quando piove o nevica il primo pensiero è a quelle pietre, alla chiesa ormai fredda e deserta. Come se quel freddo, quella pioggia quella neve cadesse sulla nostra stessa pelle. Qualcuno potrebbe pensare che questa nostalgia sia solo sentimentalismo e che l’affezione alla chiesa fosse solo forza dell’abitudine: così non è. In questi mesi di post terremoto abbiamo provato sulla nostra pelle che la Chiesa non è abitudine, né comodità, ma anzi impegno, invenzione, sofferenza. E così, subito, nell’immediatezza del sisma e sino ad oggi, abbiamo voluto continuare a celebrare e pregare in un luogo nuovo: una tenda, spesso troppo piccola o sfondata per la neve o troppo calda per il sole. Bella la soluzione estiva di celebrare sotto i tigli. L’importante è che ci fosse Gesù, la Messa, la preghiera. Questo ho spiegato a mio figlio: Gesù è terremotato come e più di noi ma è rimasto con noi. E noi l’abbiamo voluto tra noi. È stato complicato: con i bimbi c’era freddo; gli anziani erano scomodi; per tutti si faceva fatica e a volte non si trovava posto. Ma la Messa è la Messa, la Chiesa è dove si ritrova Gesù e la comunità; la tenda non è certo peggio dei luoghi ove i discepoli seguivano Gesù (colline, prati, strade …) e dove primi cristiani, spesso perseguitati, si trovavano per celebrare il giorno del Signore. Ecco questi mesi sono stati come un crogiulo. La nostra fede è stata messa alla prova e abbiamo scoperto di aver superato la prova: abbiamo seguito Gesù, fino sotto la tenda, siamo stati con lui anche quando la tenda è crollata, senza piangere, senza imprecare. Con il caldo e con il freddo, perché Gesù è il Signore della nostra vita e non solo della chiesa di pietre. Ho spiegato a mio figlio che la Chiesa di legno è un regalo bellissimo, che sentiamo dono per noi, per la comunità. Sarà lì che vivremo con Gesù le prossime celebrazioni, le prossime feste. Lì che lui diventerà grande, pregherà e condividerà con gli altri la vita. Il pensiero alla chiesa vecchia, però rimane. Come un arrivederci ed un impegno di futuro. Una mamma Il Montebianco o Montblanc, è un dolce molto comune in Piemonte e Lombardia: è un dolce al cucchiaio che si prepara con marroni passati al setaccio e mischiati a zucchero, cacao e rum (o cognac). INGREDIENTI: marroni gr. 700 Zucchero gr. 120 Latte 1/2 litro Vanillina 1 bustina Cacao amaro in polvere 10 gr Rum 1 bicchierino Sale 1 grosso pizzico INGREDIENTI PER RICOPRIRE via per Mirandola, 8 Concordia sulla Secchia (MO) tel. 0535 412820 14 Panna fresca da montare 500 ml Cacao in polvere 1 cucchiaino per spolverare Cioccolato fondente a scaglie 2 cucchiai Zucchero al velo 2-3 cucchiai Marron glaces a pezzetti q.b. Scegliete, lavate e intaccate i marroni, praticando su ognuno di essi un taglio sulla buccia esterna di circa 3-4 cm, fino ad arrivare alla polpa. Metteteli a lessare in pentola a pressione, ricoprendoli di acqua a filo e facendoli cuocere per circa 10 minuti. Spegnete il fuoco e, lasciando i marroni dentro al loro liquido di cottura, prendetene solo due o tre alla volta e sbucciateli completamente, togliendo loro anche la pellicina interna; lasciando i marroni a bagno nel liquido caldo, sarà molto più agevole pulirli per bene. Terminata questa operazione, metteteli di nuovo nella pentola a pressione con il latte, lo zucchero e il sale, e fateli bollire per 20 minuti. Trascorsi i 20 minuti, scolate bene i marroni, passateli al setaccio ed incorporate alla purea ottenuta la vanillina, il cacao e il rum; mescolate il tempo necessario per amalgamare molto bene gli ingredienti, che devono dare origine ad un impasto piuttosto asciutto e compatto (se non lo fosse mettete il composto sul fuoco e fatelo asciugare dolcemente). Fate raffreddare il composto, e lasciatelo riposare e indurire in frigorifero per almeno un paio di ore,  poi passatelo nello schiacciapatate a fori grossi, che posizionerete sopra a un piatto da portata: fate fuoriuscire gli spaghetti di marroni andando a formare un monticello, aiutandovi a sistemarlo con i rebbi di una forchetta per non compattare troppo gli spaghetti. Montate la panna incorporandovi lo zucchero al velo , riempiteci una sac a poche, e ricoprite il monticello di pasta di marroni con la panna montata. Guarnite il Montebianco sistemando dei pezzetti di marron glacè e delle scaglie di cioccolato fondente sulla panna, poi spolverate con del cacao amaro e il vostro montebianco sarà pronto.

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L PA A INI CE SORRISO ZIA CON UN più grandi quest’anno hanno dato il “benvenuto” ai bimbi di tre anni organizzando una bellissima festa dell’ACCOGLIENZA: tutti in salone ciascun bambino si è presentato, sono stati esposti i cartelloni fatti da loro in sezione e poi una mezz’oretta di balli e canti tutti insieme! Scuola Materna a scuola dell’infanzia è stata definita giustamente un “vivaio di relazioni umane”(K.Read): le relazioni con le insegnanti e fra i bambini diventano un importante fattore protettivo di sviluppo per ciascun bambino. Una delle finalità importanti della scuola dell’infanzia è quella di creare le condizioni affinchè i bambini imparino le regole del vivere e del convivere. In questo momento più che mai il bambino sente il bisogno di vivere e crescere in un ambiente dove regnano la gioia, la pace, la serenità e la speranza. Pertanto noi insegnanti abbiamo pensato di impostare la programmazione annuale sul tema della pace, per aiutare e cogliere quelle realtà valoriali che educano il bambino all’accettazione, alla condivisione, all’amore mediante piccoli gesti di bontà, di generosità, di rispetto e di solidarietà per favorire un percorso di crescita equilibrato ed efficace. La proposta operativa intende quindi accompagnare i bambini ad essere “ costruttori di pace” a casa e nella quotidianità della vita di scuola. L’educazione alla pace rientra nell’ambito dell’educazione morale – uno degli ambiti al quale la scuola di ispirazione cristiana riserva particolare attenzione e che deve tendere a formare “persone umane che vogliono riconciliarsi, che sappiano costruire e non distruggere, e che abbiano i riferimenti necessari per saper convivere”. I bambini impareranno ad amare compiendo, assieme agli adulti, tante piccole azioni concrete a favore degli altri: gesti di scambio, di solidarietà, di servizio, di piccole rinunce. Sempre , in educazione, è più utile dire al bambino ciò che deve fare più che ciò che non deve fare. E’ dunque conveniente fare sperimentare al bambino la gioia che deriva dall’essere “buono e bravo”, la gioia del bene compiuto e della vita vissuta nella pace e nell’armonia. Il primo gesto di pace lo si fa alle persone vicine pertanto i bambini “La cultura dell’incontro, la cultura del dialogo; questa è l’unica strada per la pace. Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti.” Papa Francesco Angelus 01/09/2013 BENVENUTA SUOR ANSELMINA A sette anni dall’arrivo di Suor Domenica, la Congregazione delle Piccole Figlie ha deciso un avvicendamento tra le suore. Accogliamo con gioia Suor Anselmina, proveniente dalla comunità di Novi. Diventa la nuova Superiora della comunità, assieme a Suor Concetta, ormai concordiese adottiva. Un grande “grazie!” a Suor Domenica, che lascia un bellissimo ricordo per la sua simpatia e cordialità che vengono da una profonda fede e spiritualità. Auguri a entrambe di buon cammino assieme alle nuove comunità in cui sono chiamate a operare. ALCUNI RINGRAZIAMENTI Nello scorso numero de “Il Ponte” abbiamo ringraziato i tanti benefattori che hanno sostenuto la nostra Scuola nella complessa fase di riparazione dei danni e di adeguamento della struttura al rischio sismico. Ringraziamo anche due aziende che, da sempre, seguono l’impiantistica idraulica ed elettrica della nostra struttura: Idraulica Tugnolo Angelo e Elettricista Falloni Carlo. Non li avevamo dimenticati, ma volevamo ringraziarli in modo particolare perchè da tanti anni lavorano con dedizione e con un impegno straordinario nel periodo post terremoto, con motivazioni che vanno al di là del mero rapporto di lavoro. 15

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