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Lions Elba

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Anno lionistico 2009-2010 Sommario EDITORIALI Luciano Gelli Giselda Perego Conclusione Lionismo N. 2 2 2 3 3 3 4 5 6 7 8 8 10 10 11 12 13 14 14 15 15 17 19 20 22 22 23 24 24 24 25 27 28 29 30 31 32 CRONACA Festa degli Auguri. Gara podistica a favore dei leucemici. Etica lionistica e aspetti organizzativi del club. Incontro col V. Governatore Faggi. Cosmopoli, nascita di una città; 2a conferenza del ciclo mediceo. Visita del Governatore Dott. Vinicio Serino. 1 motorbike, 2 people for aid; intermeeting col Rotary Club. 6a giornata Lions, raccolta occhiali. Gemellaggio col L.C. Firenze Cosimo de’ Medici. L’azalea della ricerca. La marineria medicea; 3a conferenza del ciclo mediceo. Deborah Borrelli, concorso per un tema sulla pena di morte. L’Elba al Congresso Nazionale Conferenza sulla violenza: mobbing, stalking, bullismo. Gemellaggio col L.C. Firenze Cosimo de’ Medici. Lions fiorentini all’Elba. Carla LA VOCE DEI LIONS Luciano Gelli Luigi Maroni Luigi Maroni Luigi Burelli Vittorio G. Falanca Vittorio G. Falanca Marcello Bargellini Umberto Innocenti La sentenza La trottola di Francesco Campeggio a Cavoli Dalle Puglie all’Alto Adige (2a guerra mondiale) Il Presidente “A livella” Consuma elbano Mano tesa (poesia) RUBRICHE Interventi ed elargizioni Spigolature Organigramma del Lions Club Albo del Club Albo della Targa Lions Il Gonfalone del Club Disponibilità dei Lions CHI PARLA DI NOI (rassegna stampa) Copertina: Lion Prof. Giancarlo Castelvecchi, 1975 – tempera. E’ stampato in proprio a cura del Lions Club Isola d’Elba. Viene distribuito ai soci del Club in due edizioni nell’arco dell’anno sociale: il n. 1 a dicembre in occasione della Festa degli Auguri, il n. 2 a giugno per la celebrazione della Charter Night. La redazione ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della pubblicazione. La composizione di questo numero comprende il periodo dal 30.11.09 al 05.06.10. Notizie e commenti stampa successivi saranno inseriti nella prossima edizione.

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2 Dr. Luciano Gelli annata Lionistica 2009-2010 volge al termine anche se restano da espletare alcune attività importanti quali il gemellaggio col Club fiorentino Cosimo il Grande, la conferenza pubblica sulla marineria elbana e lo svolgimento del tema nazionale sulla violenza. Con un po’ di calma e con l’aiuto dei soci porteremo a termine queste ultime fatiche. Se dovessi definire con un solo aggettivo questo mio impegno presidenziale userei il termine “gratificante”. Tornare dopo molti anni a guidare il Club, spostarsi di frequente per ascoltare persone di rilievo quali il Governatore Vinicio Serino, respirare l’aria d’internazionalità che il lionismo ha insita nella propria natura è stata una sensazione davvero gratificante. Forse alcune iniziative non hanno raggiunto gli obiettivi sperati, forse qualche socio ha manifestato dissenso nelle numerose serate che coinvolgevano ospiti e ci alienavano la possibilità di un colloquio intimo tra amici. Se così fosse chiedo scusa e al tempo stesso garantisco che ho profuso il massimo impegno nell’espletamento della mia carica. Il nostro Governatore in un recente gabinetto distrettuale ha detto, scandalizzando qualcuno, che il LIONS CLUB deve fare politica. Non si tratta di politica partitica né di allineamento a questa o a quella fazione. La nostra politica va intesa in un senso più ampio: l’opera compiuta a vantaggio della polis ovverosia della comunità nella accezione più ampia del termine. Credo che durante la mia annata presidenziale questa meta sia stata sufficientemente raggiunta. Un grazie di cuore a chi ha fattivamente collaborato prestandomi un aiuto determinante e a tutti i soci che con la loro presenza hanno dimostrato di gradire il mio impegno. Un grazie particolare a mia moglie Rosanna che mi ha sostenuto, spronato e mi ha dato la carica per portare a termine questa semplice ma impegnativa impresa. Auguro all’amica Giselda Perego di percorrere una strada altrettanto appagante e sono certo che nella sua qualità di presidentessa ( la prima in 42 anni ) darà al club un contributo e un impulso degni della sua persona. Arch. Giselda Perego ionismo termine astratto o concreto ? E’ sicuramente concreto per chi milita da anni con disponibilità ed ha capito di essere un piccolo anello di una grande catena che si allunga e si rafforza fino ad arrivare a portare la sua presenza nei punti più remoti, a dare aiuto ovunque venga richiesto. Lionismo è servizio che si traduce in disponibilità verso problemi lontani che non toccano la nostra vita, ma che ci coinvolgono per la loro tragicità; è attenzione per ogni aspetto del vivere sociale con particolare riguardo verso il territorio in cui opera; è valorizzazione delle risorse umane sociali ed intellettuali presenti nel territorio in cui opera il club. E’ informazione e cultura, partecipazione attiva ai problemi piccoli e grandi che coinvolgono la nostra società. E’ una scatola vuota per chi si affaccia al lionismo, una scatola che piano piano acquista contorni ed identità, che col tempo si consolida e si riempie. L’inclinazione al “servire” acquista libertà e si esprime in partecipazione ad attività scelte e responsabilmente coltivate. Questi concetti fondamentali devono essere calati nella quotidianità, tradotti ed applicati secondo regole che nel tempo cambiano e si evolvono secondo gli usi e le abitudini della società in cui viviamo. Fondamentale l’evoluzione e l’adeguamento dell’approccio, delle tematiche, del modo di porsi, per dare nuova forza e vigore alle iniziative di carattere sociale ed assistenziale del club vicine ai problemi della comunità, attenti alle indicazioni del territorio.

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3 Dobbiamo essere concreti, efficaci attenti ai problemi reali, credibili col nostro operato nel perseguire gli scopi che solennemente recitiamo. Non ultime a supporto e completamento di ogni aspetto della vita, le iniziative culturali che contribuiscono ad elevare il livello della comunità in cui si vive. Indispensabile per la crescita e l’attività del club è il piacere di stare insieme, l’armonia, la condivisione, l’impegno collettivo per un rinnovamento che porti ad un’organizzazione snella con compiti chiari e definiti. Spero in un lavoro di gruppo franco ed amichevole tra chi ha dato la disponibilità ad assumere cariche ma aperto a tutti i soci che avranno idee da proporre; sono certa che la speranza diventerà certezza. Hotel Picchiaie Venerdì 18 Dicembre 2009 a avuto un taglio decisamente diverso dal solito il tradizionale incontro di fine anno che il Lions Club Isola d’Elba organizza per gli scambi di auguri fra soci, amici ed ospiti in vista delle imminenti festività natalizie, che quest’anno si è tenuto Venerdì 18 dicembre all’Hotel Picchiaie di Portoferraio. di calendari appositamente predisposti per questo scopo dal Distretto Lion 108LA . Quindi il lion Ennio Cerivini, Delegato di Zona L, ha chiesto ai responsabili del Club di sponsorizzare un altro progetto a livello nazionale, denominato “ADOTTA UN PAESE”, che vedrà i lions italiani impegnati nella costruzione di scuole e pozzi d’acqua nel Burkina Faso, uno dei paesi più poveri al mondo. Al termine della serata, come d’abitudine, è stato distribuito il n. 1 2009-10 del Notiziario del Club. A favore del Comitato M. Cavaliere per l’aiuto ai leucemici Portoferraio 20 Dicembre 2009 con una temperatura rigida, ma in una splendida giornata di sole, che si è svolta la gara podistica di Natale organizzata a Portoferraio la mattina di Domenica 20 dicembre dal Lions Club Isola d’Elba in collaborazione con l’Atletica Isola d’Elba. Un momento del cerimoniale d’apertura. Il filo conduttore del meeting infatti è stato il pensiero a chi è meno fortunato di noi. E su questa linea, al termine del pranzo, prima del consueto brindisi augurale, il presidente Dott. Luciano Gelli ha comunicato ai numerosi presenti l’adesione del sodalizio elbano all’iniziativa per la raccolta di fondi da devolvere al service per l’aiuto ai dislessici presenti nelle scuole della nostra regione, che si è immediatamente concretizzato con la distribuzione ai numerosi presenti in sala, in cambio di un’offerta, Partenza da Piazza Cavour.

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4 La corsa, divenuta ormai una classica annuale con lo scopo di raccogliere fondi da devolvere al Comitato Michele Cavaliere per l’aiuto ai leucemici, si è snodata in due percorsi cittadini: il primo di circa 1 chilometro riservato ai ragazzi dai 6 ai 17 anni, il secondo di circa 8 chilometri assegnato agli adulti. Quest’anno l’organizzazione, guidata dal lion Umberto Innocenti, è stata affiancata anche da un gruppo di giovani di Marciana Marina impegnati nel sociale e nel volontariato che hanno distribuito, in cambio di un contributo da devolvere al benemerito Comitato M. Cavaliere, calendari da loro stessi realizzati. Al termine è stata stilata una classifica e sono stati assegnati premi ai primi tre arrivati di ciascuna categoria e omaggi ricordo a tutti i concorrenti, ma come sempre in questa gara sportiva non competitiva i veri vincitori sono stati la generosità e la solidarietà dimostrata dagli sportivi, dagli sponsor, dalle Autorità e da tutta la cittadinanza. Per dovere di cronaca informiamo che le iscrizioni dei concorrenti, i contributi del Lions Club, del Comune di Portoferraio e degli sponsor hanno consentito la raccolta della somma di 1.000,00 Euro interamente devoluta al Comitato M. Cavaliere. Avvalendosi dell’apporto di diapositive, l’ospite riassume la storia della nostra Associazione dal 1917, anno della fondazione, ad oggi. Illustra come dall’intuizione di Melvin Jones si sia sviluppato e organizzato il Lions Club come associazione di servizio e di supporto, prima negli Stati Uniti, poi in Europa e infine in tutto il mondo libero. Lo scambio dei guidoncini. Incontro col VDG Roberto Faggi Presid. Comitato Affari Interni – MERL Porto Azzurro, Sabato 13.02.2010 (Lion Prof. Giorgio Barsotti) opo le formalità di rito, prende la parola il Presidente, dott. Luciano Gelli, affermando che la serata è stata organizzata per prendere consapevolezza di dove stiamo andando come lions e in che modo vi si deva andare. Per questo è stato invitato a parlare il lion Roberto Faggi, Vice Gover-natore del Distretto 108 LA e Presidente del Comitato Affari Interni – MERL. Gelli fa anche appello ai soci, in particolar modo a quelli con maggiore esperienza lionistica, affinché aiutino la Vice Presidente del Club Perego a formare il Consiglio per il prossimo anno. Cede poi la parola al Vice Governatore Faggi. Questi dichiara di essere orgoglioso dell’invito ricevuto e dell’opportunità che gli viene offerta per parlare ai soci del Lions Club Isola d’Elba, club prestigioso che svolge da sempre un ottimo lavoro sul territorio, oltre ad aderire con puntualità ai services che annualmente vengono proposti dal nostro Distretto o dal Multidistretto. Attualmente ci sono 45.800 clubs con circa 1 milione e 350.000 soci. Ricorda in particolare le campagne Sight First per la lotta alla cecità, con raccolte di fondi, costruzione di ospedali, fornitura di apparecchiature moderne e formazione di personale specializzato. Ricorda anche la LCIF, fondazione creata nel 1968, per interventi mirati e immediati nel caso di grandi calamità, sottolineando che tutto quanto viene raccolto e inviato alle popolazioni colpite da disastri naturali è gestito direttamente dai Lions e non viene sottratta alcuna somma per spese di personale e trasporti. La nostra è l’unica Associazione no profit presente all’ONU come organo consultivo. L’oratore si sofferma poi sull’importanza di essere lions e di sentirsi orgogliosi di appartenere ad un Lions Club, partecipando attivamente e dando un contributo alla risoluzione dei problemi della comunità in cui si vive e si opera. Prende poi la parola l’Officer Distrettuale Claudio Ciampi (Leadership Affari Interni – MERL. n.d.r.) per una breve relazione sulla situazione attuale del lionismo, sostenendo che si sta vivendo un periodo difficile a cui è necessario porre rimedio con interventi mirati e decisi. In particolare Ciampi pone l’attenzione sul problema dell’affiliazione e del mantenimento dei soci: bisogna puntare sulla qualità, sulla moralità, sulla capacità di essere leader. Strumenti importanti all’interno di ogni club dovrebbero essere il Comitato Soci e il Censore. Il primo non si deve limitare ad esaminare e valutare le proposte a socio che gli vengono presentate, ma deve svolgere un lavoro più importante consistente in uno

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studio sui soci appartenenti al club, identificando le caratteristiche di ciascuno, la professione, gli interessi specifici. Da qui può partire un programma di sviluppo futuro che non trascuri un approccio sempre più diretto e frequente con i soci e un’attenzione puntuale ai soci recentemente ammessi. A questo potrebbe dare un contributo importante la figura del Censore, spesso trascurata all’interno del Consiglio Direttivo. Questi dovrebbe creare armonia fra i soci, prestare attenzione alla frequenza degli stessi, collaborare con gli altri Officers e, in particolare, con il Presidente. Entrambi gli interventi sono stati apprezzati e lungamente applauditi dai presenti. La serata si è conclusa con il consueto scambio di doni e con la promessa di rivederci per continuare un proficuo lavoro di approfondimento delle tematiche trattate. Dopo una breve presentazione del presidente del Club Dr. Luciano Gelli, la parola è passata ad Arnaldo Gaudenzi che, coadiuvato da una sua assistente, ha dato lettura, con voce e tonalità che hanno trasportato il numeroso pubblico presente nell’atmosfera del sedicesimo secolo, dei rapporti epistolari di Cosimo sulla programmazione e realizzazione delle fortificazioni e della città di Cosmopoli, realizzata a tempi di record nel 1548, affidate prima all’arch. Bellucci, sostituito in seguito da Giovanni Camerini. 5 Relatori: D.ssa Anita Norcini Tosi, Arch. Walter Montagna Portoferraio, Chiesa del SS. Sacramento Sabato 27 Febbraio 2010 nche questa volta è stata la Chiesa del SS. Sacramento di Portoferraio la suggestiva ed azzeccata cornice in cui ambientare il secondo dei tre incontri pomeridiani aperti al pubblico previsti per la trattazione del tema “COSIMO IL GRANDE E L’ELBA”. Arch. Walter Montagna. D.ssa Anita Norcini Tosi. “COSMOPOLI, NASCITA DI UNA CITTÀ” era il titolo di quest’ultima conferenza tenutasi sabato 27 Febbraio e che aveva come relatori la dott.ssa Anita Norcini Tosi, relatrice ufficiale della Regione Toscana e del Comune di Firenze sulla “Famiglia De’ Medici”, appartenente al Lions Club Firenze Cosimo dei Medici, e l’arch. Walter Montagna autore di una tesi di laurea su Cosmopoli. La dott.ssa Norcini Tosi, prima relatrice della conferenza, ha tracciato un sunto della vita di Cosimo, ricordando che, scelto a soli diciassette anni per governare la Toscana, grazie al carattere combattivo ereditato dal padre Giovanni delle Bande Nere, ed alla grande disponibilità di denaro, si dimostrò subito l’uomo adatto a tenere il potere imponendosi sugli avversari che lo minacciavano sia all’interno dei confini che al di fuori; istituendo allo scopo una sorta di servizio di spionaggio e costruendo a Firenze una trama di corridoi e gallerie che gli consentivano di recarsi praticamente ovunque evitando pericolosi contatti diretti con il popolo. La relazione della studiosa fiorentina è proseguita con una attenta analisi delle necessità che indussero il gran duca alla rapida fortificazione dell’Elba, concentratasi poi per i noti eventi storici sulla sola città di Cosmopoli, allo scopo di costituire un baluardo contro le frequenti scorrerie dei pirati turchi che questi, in virtù dell’alleanza con la Francia, attuavano sempre più frequentemente anche nel Tirreno settentrionale. La parola è passata quindi all’arch. Walter Montagna che, prendendo spunto dalla propria tesi di laurea del 1996 “I sotterranei della città di Cosmopoli”, ha descritto minuziosamente i particolari della costruzione dell’abitato e delle fortificazioni di Portoferraio che, primo caso in Toscana, erano intese alla difesa non dai sudditi ribelli ma bensì dalle minacce che venivano da

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6 oltre confine. Montagna ha proseguito facendo notare come l’impianto difensivo di Cosmopoli, basato sui due punti focali di Forte Falcone e Forte Stella, su una serie di bastioni ed una rete di camminamenti coperti atti al rapido spostamento di truppe, era in grado di garantire una valida difesa anche in caso di apertura di brecce. Ma indubbiamente il relatore ha destato il maggior interesse con la descrizione dettagliata dei sotterranei di Portoferraio i cui numerosi ipogei, realizzati non trascurando l’aspetto architettonico ed artistico per vari scopi logistici funzionali alle necessità di vita della cittadinanza nonché per fini militari, sono stati da egli stesso ispezionati, ricorrendo spesso ad immersioni subacquee effettuate col patrocinio della Sovrintendenza in collaborazione coi nuclei specializzati dei vigili del fuoco. La serata si è conclusa con una conviviale al ristorante La Caletta di Porto Azzurro, dove il presidente Gelli, dopo aver ringraziato e congedato ospiti e relatori, ha dato appuntamento per il terzo ed ultimo incontro di questa fortunata serie di conferenze, che verterà sulla marineria del Granducato e sull’istituzione dell’ordine dei Cavalieri di S. Stefano voluta dallo stesso Cosimo. Con l’occasione Gelli ha voluto anticipare l’intenzione, ormai condivisa all’unanimità, di gemellare il Lions Club Firenze Cosimo dei Medici col nostro, prevedendo l’evento con tutta probabilità per il prossimo mese di maggio. Club Dott. Luciano Gelli ha incontrato la piena approvazione di Serino soprattutto per le varie conferenze organizzate in pubblico (il 28 novembre sulla dislessia, il 24 ottobre ed il 27 febbraio su Cosimo il Grande all’Elba) e gli interventi attuati sul posto in aiuto di bisognosi ed in altre varie parti del mondo a favore delle popolazioni colpite da calamità. Riunione di Consiglio col DG ed il suo staff. Portoferraio, Domenica 13 Marzo 2010 omunicazione, visibilità all’esterno, maggior attenzione, pur non sottovalutando l’internazionalità del lionismo, agli interventi sul territorio e ai rapporti con la cittadinanza, sono questi i punti salienti sui quali il Dott. Vinicio Serino, Governatore del Distretto Lions 108LA (Toscana), ha focalizzato il suo intervento durante la visita al Lions Club Isola d’Elba, avvenuta la scorsa domenica 13 Marzo in conviviale meridiana all’Hotel Picchiaie di Portoferraio alla presenza di Autorità civili e militari, numerosi ospiti e soci lions. L’incontro, previsto con cadenza annuale dallo statuto dell’associazione, costituisce non solo un momento di guida ed indirizzo per l’attività del sodalizio ma anche di controllo e verifica tecnica, oltre che amministrativa, sull’operato svolto e quello programmato sino alla conclusione dell’anno sociale. L’esposizione del presidente del Il Governatore, il cui intervento è stato preceduto da una breve presentazione a cura del Presidente di Circoscrizione Dott. Marcello Murziani, si è soffermato soprattutto sulla validità della strategia con la quale i lions eseguono le loro missioni. E a questo proposito ha voluto citare il caso dell’Abruzzo per il quale è stata raccolta la somma di circa 1.200.000 Euro, che, anziché essere devoluta ad enti o associazioni locali, verrà direttamente gestita dai lions, che, con l’opera gratuita di propri professionisti, ingegneri, geologi, architetti, ecc., ha già redatto un progetto per la realizzazione di un centro sociosanitario da concretizzarsi in un piccolo comune in provincia dell’Aquila per il quale si sta già individuando il luogo della costruzione. Tavolo presidenza all’esecuzione degli inni. Il Governatore Serino ha altresì ricordato che anche nell’ambito della nostra regione i lions non sono da meno. Il nostro centro studi infatti ha elaborato una pubblicazione,

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7 di prossima divulgazione, per suggerire la tecnica di produzione in proprio di energia in quattro ospedali toscani, verrà presentato fra poco un progetto per il monitoraggio del fiume Serchio utile alla prevenzione di esondazioni come quella di recente verificatasi. E’ stato inoltre filmato un documentario, di imminente pubblicazione, sulle varie realtà ed eccellenze della Toscana. Tutte queste opere hanno avuto costi bassissimi grazie all’armonico, collettivo e gratuito impegno professionale in varie competenze dei soci lions. L’Officer non ha mancato di richiamare l’attenzione sul reclutamento di nuovi soci che deve essere fatto non tanto tenendo presente l’incremento del loro numero, ma piuttosto nell’ottica della scelta di persone che hanno voglia di lavorare, competenze, attitudine al bene e una buona immagine nella comunità. Richiamo questo quanto mai tempestivo, visto che subito dopo si è dato luogo alla sobria ma significativa cerimonia di ammissione di due nuovo soci: il geom. Alessandro Rossi e l’avv. Alessandro Moretti. Ricco di suggestione e di un pizzico di commozione è stato il momento, verso la conclusione del meeting, in cui il Governatore ha voluto personalmente consegnare al lion fondatore Com.te Luigi Burelli il proprio guidoncino. L’evento si è concluso con il tradizionale scambio di doni e con la conferma a proseguire nel non facile compito di impegnarsi per il bene del prossimo, della comunità e del territorio. dono nel comune di Rio Nell’Elba, hanno organizzato ed effettuato un primo lungo viaggio in moto che dalla nostra Isola li ha portati sino in Australia. Ma questa volta non si tratta solo di avventura e relativa ricca documentazione; il nuovo piano, ormai completato anche negli ultimi dettagli, si propone di raccogliere fondi da destinare a due progetti: il primo per realizzare pozzi d’acqua in Tajikstan, dove l’indiscriminato uso in passato di pesticidi e sostanze chimiche varie ha inquinato le falde acquifere superficiali con il risultato di procurare gravi patologie per il solo fatto di bere l’acqua, il secondo per combattere l’AIDS in Zimbabwe, dove il male è estremamente diffuso, attraverso una recentemente sperimentata terapia che evita la trasmissione della malattia da madre a figlio. L’idea di Anna e Fabio, che ormai si sentono indissolubilmente legati all’Elba, è stata accolta dai due maggiori club di servizio presenti sull’Isola : il Lions ed il Rotary, appositamente riunitisi per la loro presentazione la sera di sabato 10 Aprile a Capoliveri, attraverso i quali essi confidano di raccogliere un’importante parte delle donazioni da un pool di benefattori del nostro comprensorio. Per questo motivo il nome dell’Elba sarà presente e ben visibile per tutto il viaggio attraverso un apposito marchio denominato “ELBA AID” sul quale compare l’immancabile banda rossa con le tre api d’oro. La spedizione, che vedrà Stojan e Castelli con la loro moto spingersi nella Federazione Russa sino a Irkutsk, per piegare quindi in Mongolia, attraversare in direzione SW l’Asia, la penisola araba e l’Africa, per concludersi dopo circa 5 mesi a Città del Capo, si propone, per la realizzazione dei due progetti, di raccogliere la somma di 30.000 Euro con lo slogan “1 Euro a chilometro” e per una trasparente attuazione dell’iniziativa questa si appoggia all’Associazione onlus CESVI, alla quale i privati, le aziende o gli enti che intendono contribuire possono direttamente devolvere il loro contributo, che, come ha tenuto a precisare Stojan, servirà a finanziare esclusivamente i due progetti, mentre le spese per l’organizzazione del viaggio e la sua esecuzione saranno a totale carico dei due motociclisti. A conclusione dell’incontro, tenutosi in una amichevole serata conviviale al ristorante Koala di Capoliveri, i presidenti del Lions e Rotary, rispettivamente Dr. Luciano Gelli e Dr. Fabio Anselmi, hanno fatto omaggio ai relatori dei loro augurali guidoncini e si sono resi disponibili a fare da tramite a chi volesse contribuire all’umanitaria iniziativa. Viaggio in moto attraverso tre continenti Intermeeting con il Rotary Club Elba Capoliveri, Sabato 10 Aprile 2010 artirà proprio dall’isola d’Elba alla fine di Maggio il viaggio in moto che vedrà Fabio Stojan e Anna Castelli spingersi in un percorso avventuroso lungo 30.000 chilometri , attraverso tre continenti e diciotto nazioni. Poster del viaggio. I due viaggiatori non sono nuovi a questo tipo di imprese; dopo aver infatti deciso di abbandonare a Milano la loro avviata attività in campo pubblicitario ed essersi definitivamente trasferiti all’Elba, dove risie-

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8 Portoferraio, domenica 18.04.2010 on avevamo dubbi – commentano i responsabili del Lions Club Isola d’Elba – sulla sensibilità e disponibilità della cittadinanza elbana”. La 6a giornata nazionale Lions per la raccolta di occhiali usati, che per il sodalizio elbano si è tenuta domenica 8 aprile in Piazza Cavour a Portoferraio, ha dato ottimi risultati. Allocuzione del presidente D.ssa F. Zolfanelli. Postazione in P.zza Cavour. Il service, che per l’attività svolta l’anno scorso è valso al sodalizio il fregio di socio sostenitore, è stato favorito da una bella giornata di sole e ravvivato dalla visita inaspettata dei soci di due Lions Club: Valle di Savio e Terni S. Valentino, che si trovavano all’Elba per una gita sociale. Dal Lions Club viene espresso a tutti un sentito ringraziamento, mentre si ricorda che la raccolta continua per tutto l’anno; è infatti ancora possibile consegnare gli occhiali negli appositi contenitori gialli a Portoferraio presso la Farmacia Centrale ed il Centro Ufficio Elba e a Marciana Marina presso la Scuola Primaria. Col L.C. FIRENZE COSIMO DE’ MEDICI Firenze, Sabato 25 aprile 2010 Lion Dr. Luciano Gelli spitalità, classe e un sorprendente spirito di amicizia e condivisione: questi gli ingredienti che hanno caratterizzato l’incontro per il gemellaggio fra il club fiorentino Cosimo il Grande e quello dell’Isola d’Elba. L’accoglienza riservataci è stata superiore a qualunque aspettativa e, come se non bastasse, ha trovato nella cornice del Relais S. Croce la giusta ambientazione visto che la sede dell’incontro traspira signorilità e buon gusto in ogni angolo. Hanno presenziato alla serata il secondo vice governatore Michele Manzari, Duccio Angioletti past governatore, Anna Maria Iacobacci Baragli presidente del comitato gemellaggi, Stefania Andreani presidente della I circoscrizione, Marcello Murziani presidente V circoscrizione, Anita Tosi presidente del comitato cultura del club Cosimo il Grande, Ennio Cervini delegato di zona e nostro socio, Charles Mackay officer distrettuale per gli scambi giovanili, Daniele Greco officer distrettuale centro studi lionistici. In sostanza, una porzione non indifferente del lionismo toscano di qualità. La padrona di casa, Dott.ssa Federica Zolfanelli ha gestito la serata e la cerimonia del gemellaggio con lo stile consueto: il tocco delicato di una signora, la decisione di un manager abituato a raggiungere la meta senza tentennamenti, il calore di una donna sensibile e generosa che ha saputo toccare le corde dei nostri cuori facendoci sentire fratelli a tutti gli effetti. Nella splendida sala che ci ha ospitato aleggiava un clima di cordialità e la serenità di chi ha fatto le giuste scelte e ne gode i frutti nella consapevolezza di aver incontrato nuovi amici preparati e stimolanti. Serata indimenticabile! Questa non è e non vuol essere una sviolinata, bensì un dovuto riconoscimento a coloro che ci hanno onorato scegliendoci come partners. Gabriella Ciabattini Cioni cerimoniera del club ospitante ha scandito le tempistiche del gemellaggio con la precisione di un metronomo, Ornella Casazza direttrice del museo degli argenti e restauratrice della Primavera del Botticelli ha introdotto la fase conclusiva che è stata magistralmente condotta da Riccardo Gennaioli ideatore e progettatore della mostra “ Pregio e bellezza - Cammei e intagli dei Medici”. Siamo stati testimoni di uno spettacolo artistico-culturale fuori dell’ordinario, propostoci in anteprima da due personaggi affascinanti.

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9 A questo vanno aggiunte le ore dedicateci dal professor Cipriani che, con la sua capacità affabulatoria, ci ha svelato alcuni misteri della Firenze medicea e ottocentesca, e l’assistenza domenicale della dott.ssa Tosi, una studiosa capace di trasportare chi la ascolta dalle pietre di santa Croce alle nubi di Platone per poi raggiungere l’etereo divino. lions elbani, recatisi a Firenze per la cerimonia, più gradevole ed attraente. Nel pomeriggio di sabato 24 Aprile il Prof. Giovanni Cipriani, già relatore a Portoferraio per la prima conferenza su Cosimo il Grande, ha guidato la nostra delegazione in una visita di circa tre ore alla città. Nessuno di noi, pur essendo passato per quei luoghi chissà quante volte, conosceva fatti storici, politici, particolari architettonici ed artistici e curiosità svelatici da questa eccezionale guida, in un giro che, iniziando da Piazza della Repubblica verso le ore 15, si è snodato in un percorso storico che va dal X° secolo alle vicende dell’ultimo conflitto mondiale, alla ricostruzione, sino all’alluvione. Abbiamo visitato Piazza del Duomo, la Confraternita di San Martino dei Bonomini, la così detta Casa di Dante, Piazza della Signoria, Ponte Vecchio, il Corridoio Vasariano col suo attraversamento della Chiesa di S. Felicita, la Chiesa della S. Trinità, per terminare verso le 18 alla più antica farmacia di Firenze tuttora visitabile nell’Officina di S. Maria Novella. Pergamena di ratifica del gemellaggio. Cosa chiedere di più? Solo l’impegno per tutti i membri del nostro club nel tentativo di ricambiare i nuovi gemelli col meglio della nostre risorse e con l’entusiasmo di chi si sente profondamente in debito. Grazie di cuore a tutti voi, amici del Cosimo il Grande, e arrivederci all’Elba. Accoglienza del L.C. ospite Appendice di V.G. Falanca Il ruolo di addetto stampa mi dà l’occasione ed il piacere per un breve approfondimento di quanto già descritto dal presidente D.ssa Tosi. Chiesa di S. Croce. La mattina successiva, quella di domenica 25, è stata la volta della dott.ssa Anita Norcini Tosi, anch’essa da noi ben conosciuta per la sua relazione alla seconda conferenza su Cosmopoli del 27 Febbraio scorso, che ci ha condotto verso le 10.30, accompagnata dal presidente del Club Dott.ssa Federica Zolfanelli, all’interno della Chiesa di S. Croce per raccontarci le vicende di questo gioiello di architettura e di storia. Nella sua esposizione, che appariva solo come la punta dell’iceberg se confrontata con la profonda cultura che trapelava dalle sue parole, la Tosi ci ha descritto la nascita della chiesa, sorta nella zona più povera di Firenze grazie ai lasciti di facoltosi cittadini ai frati che vivevano in quel luogo, le cappelle in essa presenti, la motivazione delle varie sepolture e di altre opere collocate all’interno di questa famosa cattedrale; ma soprattutto la sua accattivante relazione ha evidenziato l’intreccio fra la storia della Chiesa e quella della città, della sua arte, dei suoi grandi maestri, della natura che la circonda e che ne ha improntato la nascita e lo sviluppo. Il prof. Cipriani illustra gli affreschi della Confraternita di S. Martino de’ Bonomini. Gelli riguardo a ciò che il Club ospite ha organizzato per rendere il soggiorno della delegazione di

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10 Non ci resta che rivolgere al Prof. Cipriani e alla Dott.ssa Tosi un grandissimo, sentito e sincero ringraziamento. sociale dal Lions Club Isola d’Elba, tenutasi a Portoferraio nel pomeriggio di sabato 15 maggio utilizzando, come per le precedenti, la suggestiva cornice della Chiesa del SS. Sacramento. Portoferraio domenica 9 maggio 2010 mmonta a 4.660 Euro la somma raccolta domenica 9 Maggio a Portoferraio con la distribuzione delle azalee della ricerca. La manifestazione, organizzata in molte piazze italiane dall’A.I.R.C. (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, alla cui sede di Firenze è stato interamente devoluto il ricavato) domenica 9 maggio in concomitanza con la Festa della Mamma, nel capoluogo elbano è stata curata come consuetudine dal Lions Club Isola d’Elba che ha allestito allo scopo due postazioni: la principale in Piazza Cavour e una seconda nel sagrato della Chiesa di S. Giuseppe. Gemma Messori. La relazione è stata affidata a Giovanni Cipriani, professore associato di Storia Moderna presso la facoltà di Lettere e Filosofia all’Università degli Studi di Firenze. Con il suo discorrere affascinante, che coinvolgeva e quasi incantava il numeroso pubblico intervenuto, Cipriani ha raccontato della prima intuizione sull’importanza di una valida marineria, per Un momento della manifestazione. I soci del sodalizio elbano, guidati per l’occasione dal lion Dr. Corrado La Rosa, nell’esprimere soddisfazione per il successo dell’evento, rivolgono un sincero ringraziamento ai numerosi cittadini che hanno spontaneamente aderito alla nobile causa, nonché alla Polizia Municipale, agli Uffici Comunali e all’ESA che hanno consentito il regolare e tranquillo svolgimento delle operazioni. Il Prof. Cipriani in conferenza. Relatore Prof. Giovanni Cipriani Portoferraio Chiesa del SS: Sacramento Sabato 15 maggio 2010 L’aspetto tecnico ed economico della consistenza della flotta toscana nelle varie fasi dell’epoca medicea è stato l’argomento con il quale la Sig.ra Gemma Messori ha introdotto la terza ed ultima conferenza del ciclo mediceo, programmato per quest’anno contrastare il pericolo rappresentato dalla pirateria nord africana, avuta da Cosimo I che, allo scopo, creò l’ordine militare marittimo dei Cavalieri di S. Stefano, tutt’ora esistente, le prime strutture del porto di Livorno, Cosmopoli ed una prima squadra di galere mosse per lo più da condannati che, nonostante la modesta consistenza, partecipò nel 1571 alla battaglia di Lepanto. Ma è con il gran duca

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11 Ferdinando I che si verifica il vero decollo della marineria toscana. Fu lui infatti, come ha relazionato Cipriani, che, intuendo l’importanza dei traffici marittimi, sviluppò il porto di Livorno, ne popolò la città giungendo a cancellare per questo scopo il passato equivoco di malfattori e avanzi di galera d’ogni genere, accrebbe la cantieristica navale, ampliò il commercio marittimo giungendo ad un costante collegamento di navi con la Polonia per l’importazione di grano, che veniva quindi rivenduto in tutt’Italia. Intanto i Cavalieri di S. Sefano non si limitavano a difendere coste e navi, ma, incrementando capacità e mezzi, andarono a cercare i nemici ottomani in mare, nei loro porti, fini a giungere alla presa di Bona, la loro più importante base in Algeria. I successori di Cosimo I e Ferdinando I, Cosimo II, Ferdinando II e Cosimo III, non furono da meno: proseguirono sulla traccia dei padri dando ulteriore sviluppo ai traffici marittimi e potenziando, di conseguenza, sia la flotta mercantile sia quella militare; furono compiuti studi e importanti scoperte sulle malattie che colpivano i marinai, in particolare sulla scabbia. Al fine di divulgare il cattolicesimo furono stabiliti contatti con la Cina e con l’India dove, a Goa, esiste tutt’ora la tomba in marmo fatta realizzare da Cosimo III per le spoglie di Francesco Saverio suo messo religioso in quel continente. Di questo affascinante periodo storico esistono molte testimonianze; al prof. Cipriani è piaciuto ricordarne due: il Nettuno di Piazza della Signoria, simbolo del desiderio dei Medici di collegarsi col mare, ed il monumento dei quattro mori di Livorno che rappresenta il dominio di Ferdinando II sulla pirateria nord africana. La conclusione dell’incontro, come l’apertura, è ancora toccata alla Sig.ra Gemma Messori che ha ulteriormente approfondito la nascita, la storia, le rigide regole dell’ordine dei Cavalieri di S. Stefano, le varie vicissitudini che hanno visto più volte nel diciannovesimo secolo la soppressione e la rinascita di questo organismo, che ancora oggi esiste, anche se in maniera formale, con tutti i suoi inflessibili principi. Sono seguite numerose domande da parte dei convenuti, ispirate a fatti strettamente storici ma anche a curiosità sulle normali consuetudini di vita del periodo in esame, alle quali il Prof. Cipriani ha risposto con la competenza, la capacità di coinvolgere e la gentilezza che gli sono proprie. Al termine il presidente del Lions Club Dott. Luciano Gelli, nel congedare gli ospiti, ha espresso parole di ringraziamento al parroco Don Salvatore per aver messo a disposizione i locali e le attrezzature della Chiesa ed ha dato appuntamento per il prossimo incontro, anche questo aperto al pubblico, che si terrà il prossimo 5 giugno a Portoferraio nella sala della Provincia e che tratterà l’argomento della violenza, tema di studio nazionale del distretto Lions 108 Italy per l’anno 2009-2010, con particolare riferimento a mobbing e stalking. Premiata al concorso distrettuale sul tema: “La pena di morte e l’evoluzione del genere umano” ulli, vandali, grafitari, ecc. Sono questi i ragazzi che col loro comportamento fanno notizia. Ma fortunatamente ce ne sono moltissimi, sicuramente di gran lunga la maggior parte, che per educazione, impegno, programmazione del proprio futuro, sapersi divertire, ecc. gettano una luce rassicurante sull’avvenire della nostra comunità e, più in generale, sull’intera collettività. Nel corso di questo anno lionistico il nostro Distretto ha bandito un concorso fra gli alunni delle ultime tre classi degli istituti superiori toscani per un tema dal titolo “LA PENA DI MORTE E L’EVOLUZIONE DEL GENERE UMANO”. Il nostro club, aderendo all’iniziativa, l’ha divulgata alle scuole elbane e fra gli elaborati pervenuti, come da regolamento, un’apposita commissione ne ha scelto uno da trasmettere al distretto: quello appunto di Deborah Borrelli frequentante la 4aA IGEA, Istituto G. Cerboni di Portoferraio, Ins. guida Prof.ssa Maria Gisella Catuogno. Siena, Deborah premiata dal DG Vinicio Serino. Oltre i primi tre classificati, premiati con somme in denaro, altri tre studenti sono stati inseriti ex equo nella graduatoria e, ritenuti degni di citazione, invitati a Siena l’8 maggio nell’affascinante ambiente del Teatro dei Rozzi, dove in concomitanza si teneva un congresso distrettuale, per ricevere anch’essi un ricordo del bel risultato

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12 raggiunto, e fra questi c’era anche la nostra brava Deborah alla quale vanno i complimenti di tutto il Lions Club Isola d’Elba. Brava Deborah, continua così! Riportiamo di seguito il componimento di Deborah: La pena di morte rappresenta una delle grandi tematiche che preoccupano il mondo e che nello stesso tempo dividono l’opinione pubblica in favorevoli e contrari. In Italia questo argomento è plurisecolare, da quando nel 1764 Cesare Beccaria pubblicò “Dei delitti e delle pene”, un libro che dimostrava il danno, l’ingiustizia e la totale inutilità della pena di morte. In quegli anni, quando si stava pienamente affermando la cultura illuministica, il dibattito sollevato da Beccaria sulla legittimità o meno della pena di morte e dell’uso della tortura per estorcere confessioni, portò il Granducato di Toscana, per primo al mondo, ad abolirla. Ancora oggi, che anche il resto d’Italia respinge nei suoi ordinamenti la pena capitale, come sancito dalla nostra Costituzione, è motivo di orgoglio per noi toscani celebrare il 30 Novembre la “festa della Toscana” per ricordare questo gesto di grande significato ed importanza fatto dal Granduca e per ribadire l’impegno della nostra regione sui temi quali i doveri e i diritti umani. A volte però accadono dei delitti talmente brutali che possono far vacillare la nostra coscienza di cittadini e di persone a tal punto da ritenere giusto il ricorso alla massima pena. Una più approfondita riflessione ci deve riportare, invece, a rinsaldare la convinzione che uccidere è sempre sbagliato, specialmente quando ad uccidere è lo Stato, che così facendo non solo si mette sullo stesso piano morale dell’assassino, ma abdica al suo ruolo di riabilitazione del colpevole. La pena di morte inoltre non può essere usata come deterrente per scoraggiare la criminalità perché è provato che nei Paesi in cui vige ancora non ci sono meno delitti che altrove. Bisogna anche sottolineare la sua irrimediabilità e irreversibilità: se per caso si arriva a dimostrare l’innocenza del condannato a posteriori l’esecuzione compiuta avrà ucciso un uomo innocente. Lo stesso tema viene affrontato nel film “Il miglio verde”, in cui il detenuto Jhon Coffeg viene ingiustamente condannato e successivamente giustiziato. Anche se ambientato negli anni ’30, il film rispecchia, purtroppo, quello che a tutt’oggi è l’ordinamento giudiziario americano, basato sull’utilizzo, in alcuni Stati, delle esecuzioni capitali. E’ noto, inoltre, che alcuni docenti universitari hanno incaricato i loro studenti di visionare processi che avessero avuto come risultato la condanna a morte: in molti casi i condannati sono stati scagionati ed, a volte, rilasciati dal braccio della morte. Non ci interessa quantificare il numero di questi errori giudiziari ma negare l’utilità di questo genere di condanne. Attualmente la pena capitale è praticata in 172 Paesi ed analizzando i vari tipi di governo negli stati del mondo si capisce che nella gran parte dei casi essa è legata a regimi dittatoriali oppure connessa a leggi arcaiche o credi religiosi che impediscono l’evoluzione civile di uno Stato; addirittura c’è chi dice che ci sia anche un commercio degli organi di questi condannati. In alcuni Paesi islamici, come l’Iran, non solo esiste la pena di morte ma viene inflitta in modo brutale, come nel caso della lapidazione riservata alle donne accusate di adulterio. Anche negli Stati Uniti d’America, la più grande democrazia del mondo, è presente, come già accennato, la pena capitale in molti Stati tra cui il Texas e la Florida. La mia opinione è che uno Stato, incarnazione della legge, non deve accanirsi contro il cittadino, ma infliggere una pena giusta e certa. Lo Stato, con le sue leggi, deve essere superiore all’individuo e la pene non può essere una vendetta o una faida “all’occhio per occhio dente per dente” del codice di Hammurabi. Infatti, si spera che dopo migliaia di anni, l’uomo abbia fatto dei passi avanti nel campo del diritto. Ci sono molte associazioni, nazionali ed internazionali, come Amnesty Internaional che combattono la pena di morte cercando di creare momenti d’opinione sostenuti da intellettuali e politici per imprimere nelle nostre coscienze la convinzione di quanto sia negativa e immorale. Personalmente sono felice di vivere in un Paese che l’ha abolita ed in una comunità di Stati per i quali il rifiuto alla pena di morte è diventato una conquista irrinunciabile, tanto che per entrare a farne parte è richiesto come requisito indispensabile sancire la sua abrogazione. Luciano Gelli ncora una volta il lions club isola d’Elba ha fatto un’ottima figura! Nella tre giorni del congresso nazionale che ha visto un’affluenza record (circa tremila presenze fra delegati e accompagnatori) abbiamo goduto della migliore postazione in assoluto. Questo grazie alla tempestività con cui avevamo prenotato lo stand. Siamo stati i primi fra tutti i club della toscana. Lo stand del L.C. Isola d’Elba; da Sn. Gelli, Perego, Bargellini.

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Oltre ad avere una posizione privilegiata avevamo di fronte il banco dell’Acqua dell’Elba che con le sue delicate fragranze attirava stuoli di eleganti signore. L’opera preziosa di un grande organizzatore come Marcello Bargellini, la costante presenza di Gisella Perego, l’aiuto offerto da Alessandro Massarelli sono stati gli elementi che hanno consentito di chiudere la manifestazione con un bilancio più che positivo. Un grazie particolare all’Apt, all’Ente parco, all’associazione albergatori, alla signorina Celebrini per la grande quantità di materiale fornitoci. Siamo certi che la nostra isola trarrà ottimi vantaggi dalla manifestazione di Montecatini e che il buon lavoro del nostro club darà i frutti dovuti. Tema di studio per l’anno lionistico 2009-10 Cambiamenti sociali e nuove forme di violenza Relatori: avv. Francesco Alvaro, prof. avv. Claudio Cecchella, dott. Claudio Coscarella. Portoferraio 05.06.10 a avuto un taglio necessariamente tecnico la conferenza dibattito organizzata dal Lions Club Isola d’Elba sulla violenza, ma ciò nonostante i relatori che si sono susseguiti sono riusciti a farsi ben comprendere dalla platea affollata, oltre che da numerosi avvocati che con la partecipazione hanno ottenuto crediti formativi, da un folto pubblico eterogeneo. Da sn. Cecchella, Marchettini, Massarelli, Alvaro, Coscarella. L’incontro, che si è tenuto con la moderazione del lion (DO) avv. Alessandro Massarelli nel pomeriggio di sabato 5 giugno a Portoferraio nella sala della provincia e che rientra nel tema di studio nazionale lions per l’anno sociale in corso, ha avuto come relatori il prof. avv. Francesco Alvaro del L.C. Firenze Michelangelo docente di diritto del lavoro all’Università di Firenze, il prof. avv. Claudio Cecchella del L.C. Lucca Le Mura (DO) docente di diritto processuale civile e fallimentare all’Università di Pisa, il dott. Claudio Coscarella neuropsichiatra infantile dell’ A.U.S.L. 6 Livorno zona Elba, che hanno rispettivamente trattato gli argomenti del mobbing, stalking e bullismo. Dopo l’introduzione affidata a Giannetto Marchettini del L.C. di Chiusi, responsabile per il tema di studio nazionale, è seguito l’intervento dell’avv. Alvaro che, dopo aver ricordato che il verbo inglese mob letteralmente significa aggredire ed è oggi entrato nell’uso comune per definire con un termine nuovo un fenomeno che di fatto è sempre esistito, ha sottolineato la difficoltà di regolamentare la materia con norme di legge. Esistono vari tipi di mobbing, come ha ricordato Alvaro, quali l’orizzontale, il verticale ascendente o discendente, lo strategico, l’emozionale, ecc. che costituiscono comunque il fenomeno forse più grave negli ambienti di lavoro. Il relatore ha ben chiarito con esempi pratici, come organizzare una festa e non invitare un collega, non accettare viceversa i suoi inviti, allontanarsi quando egli si avvicina agli amici per prendere il caffè alla macchinetta ecc. come questo tipo di vessazione non costituisca un atto illegittimo, ponendo quindi il giudice nella difficoltà o impossibilità di perseguirlo. Massarelli ha quindi affidato all’avv. Cecchella l’argomentazione sullo stalking, termine inglese che significa pedinare o inseguire furtivamente la preda. Dopo aver precisato che questo reato, costituito per lo più da minacce, pedinamenti, molestie assillanti, scritte sui muri, telefonate in grado di provocare sulla vittima stati di ansia e paura, si verifica non solo in ambito familiare fra coniugi o conviventi compresi gli omosessuali, ma anche in altri ambienti incluso quello del lavoro dove può assumere i connotati del mobbing, Cecchella ha approfondito la meteria secondo due punti di vista fondamentali: quello civilistico e quello penalistico. Le sanzioni previste, come ha specificato infine il relatore, sono intese soprattutto ad allontanare lo stalker dai luoghi frequentati dalla sua vittima, ma a queste si affiancano interventi dei servizi sociali per cercare di aiutare il soggetto a superare la sua tendenza. Anche per il terzo relatore, il dott. Claudio Coscarella, è stato d’obbligo fornire in prima battuta la traduzione della parola bullying, italianizzata in bullismo, che in inglese indica oppressione psicologica e fisica ripetuta e continuata. Dopo aver precisato che i luoghi dove si verificano atti di bullismo sono in massima parte gli ambienti della scuola secondaria di 1° grado, Coscarella ha illustrato le cause a cui attribuire questo fenomeno che si possono 13

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sintetizzare nella diminuita aggregatività della scuola e nella perdita di parte della sua missione e nei cambiamenti intervenuti in ambito familiare quali la diminuzione del numero di figli, l’aumento dell’indice di vecchiaia, l’incremento di separazioni e divorzi, il prolungamento dell’adolescenza, la perdita di autorevolezza dei genitori. Fondamentale, secondo l’oratore, è l’intercettazione del fenomeno, che ha aspetti diversi a seconda che si tratti di femminile o maschile, la sua segnalazione ai vari Enti preposti, dove si innesca un iter che interessa vari livelli e che non deve fermarsi ma proseguire sino a generare l’intervento programmato. Al termine sono seguiti da parte del pubblico gli interventi di: Gelli, Cervini, Leonardi, Retali, Barghini, Gaudenz, Tognotti, contenenti, soprattutto per quanto riguarda gli avvocati, richieste di chiarimenti a carattere professionale, ai quali i relatori hanno fornito esaurienti risposte. 14 Scambio di doni fra i due presidenti. Col L.C. Firenze Cosimo de’ Medici Atto definitivo Isola d’Elba, sabato 5 giugno 2010 stata una magnifica giornata di sole con l’impareggiabile mare della nostra Isola a fare da cornice sabato 5 giugno alla visita di ritorno del Lions Club di Firenze Cosimo de’ Medici a conclusione delle opera-zioni di gemellaggio col nostro club portato a termine nel corso di quest’anno lionistico. Gli ospiti sono stati accompagnati in una gita in barca con partenza in mattinata da Porto Azzurro, sosta nei pressi dell’isolotto del Remaiolo per una bella nuotata, prosecuzione all’ancoraggio di Fetovaia, dove a bordo è stata organizzata una spaghettata, ed infine ritorno nel tardo pomeriggio a Porto Azzurro. Il gemellaggio ha trovato la sua ufficializzazione definitiva in una serata conviviale fra i due clubs, svoltasi all’Hotel del Golfo di Procchio, al termine della quale, dopo gli interventi dei rispettivi ZD Franco Villi ed Ennio Cervini, i due presidenti Federica Zolfanelli del L.C. Firenze Cosimo de’ Medici e Luciano Gelli del L.C. Isola d’Elba hanno posto le rispettive firme sull’apposita pergamena provvedendo quindi al rituale scambio di doni. Carla Sobria, discreta, riservata, colta, gentile, comprensiva, disponibile, sono questi i primi attributi che mi vengono in mente pensando a Carla Maroni; una Signora la cui vicinanza ti faceva sentire a tuo agio in qualsiasi ambiente. Il dolore dei familiari per la sua scomparsa è sicuramente immenso; è difficile trovare le parole per partecipare loro la nostra vicinanza e posso assicurare che anche tutto il nostro Club ne sentirà a lungo la mancanza. V.G.F.

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15 Dott. Luciano Gelli Il presente brano era stato già pubblicato nel precedente numero del NOTIZIARIO, ma, a causa di un errore commesso nella composizione delle pagine, ne era stata eliminata l’ultima parte. Ci scusiamo con l’autore e con i lettori e lo riproponiamo integralmente. ntonio odiava la scuola. Pur frequentando da soli tre mesi la prima classe delle elementari, provava un’avversione crescente e, al tempo stesso, una sorta di paura incontrollabile nei confronti dell’ambiente chiuso, stantio ed opprimente che lo incarcerava, costringendo il suo corpo ad una immobilità innaturale cui non era mai stato abituato. Senza contare quei ragazzini pieni di boria, sempre pronti a fare i belli con la maestra, un branco di prepotenti che lo sfottevano ad ogni occasione chiamandolo deficiente e che, non contenti, un paio di volte alla settimana, avevano preso l’abitudine di assalirlo in quattro o cinque mentre tornava a casa. Già questo sarebbe stato più che sufficiente a scoraggiare un bambino di sei anni nato e cresciuto in campagna la cui unica amicizia era stata un bastardino dal pelo biondo e ispido che rispondeva al nome di Pippo e che lo seguiva ciecamente in qualunque posto decidesse di andare per scoprire nuove meraviglie. Un caso a parte era la maestra, allampanata , brutta, vecchia, curva in avanti per colpa di una frattura vertebrale subita molti anni prima, con un ridicolo nasone arrossato e le gambe gonfie come i meloni invernini che piacevano tanto alla nonna. Donna antipatica solo a vedersi, l’insegnante si divertiva a provocarlo fino a fargli sentire male allo stomaco e una gran voglia di vomitare, e, come se non bastasse, sembrava godere un piacere sadico nel riprenderlo davanti a tutta la scolaresca imputandogli scarsa attenzione e nessun tipo di impegno. In effetti l’attempata insegnante, già dalle prime battute, si era fatta l’idea che il bimbo fosse molto limitato, mentalmente incapace di stare al passo con gli altri allievi, refrattario agli sforzi da lei sostenuti per trasferirgli un briciolo d’istruzione. Pareva che lettura e scrittura fossero esercizi al di sopra delle facoltà di quello scolaro recalcitrante e ottuso. Nella sua lunga carriera, ormai più che quarantennale, ne aveva visti tanti di bambini negati per lo studio, forzati a frequentare la scuola perché obbligati da una legge che non sapeva vedere oltre il proprio naso. Col tempo si era convinta che cercare di migliorare certe teste era impresa faticosa quanto sterile, meglio limitarsi a fornire una parvenza di infarinatura formativa e poi, dopo cinque anni di inutili sacrifici, avviare quegli esseri sfortunatamente inferiori ad un proficuo lavoro manuale, l’unico appropriato alle loro ridotte capacità. Un buon muratore può valere più di un cattivo architetto! E invece no! Con un pietismo inconcludente ci si ostinava a torturare i poco dotati obbligandoli a compiti mal digeriti, umiliandoli con bocciature e voti scadenti, costringendoli a scaldare il banco di scuola a dispetto di risultati sconfortanti o, per essere esatti, disastrosi. Sì, la signorina Gianna, anziana zitella giunta al termine di una carriera povera di soddisfazioni, aveva pronunziato nel proprio intimo una sentenza inappellabile, un giudizio marchiato dal fuoco della sua enorme esperienza: Antonio era e sarebbe rimasto il classico somaro scansafatiche, un soggetto che non meritava il minimo interesse. I compagni di classe avevano avvertito nell’atteggiamento della maestra una severità di giudizio mista ad una involontaria ostilità e, istintivamente, si erano adeguati e avevano preso a sfottere il coetaneo, bersagliandolo con malignità infantili divenute di volta in volta più crudeli. Antonio era giunto in città nel mese di luglio dopo che il padre era stato assunto in comune come operaio addetto alla manutenzione delle strade. Prima abitava in provincia, assieme ai nonni, in una casetta sgangherata, abbarbicata su una collina arida. I genitori del bimbo si arrabattavano in lavori saltuari e cercavano di strappare al terreno sassoso piccoli lembi di terra da coltivare a frutta e ortaggi. Una vita grama che, comunque, permetteva al loro unico figlio di scorrazzare

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