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Lions Elba

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Anno lionistico 2010 - 2011 N. 1

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Anno lionistico 2010-2011 Sommario EDITORIALE Giselda Perego Ragazzi e TV N. 1 2 2 2 3 3 4 5 6 6 7 8 9 10 11 12 13 13 12 12 13 15 16 17 17 18 19 19/VII CRONACA 43a Charter Night. Festa di Mezz’Estate. Escursione sul massiccio del Monte Capanne. Percorsi subacquei. Conferenza del sub Carlo Gasparri (Targa Lions 1974-75). Sicurezza sulle strade LA VOCE DEI LIONS Giorgio Barsotti Luigi Maroni Vittorio G. Falanca Luciano Gelli Giuliano Meo Luciano Ricci Umberto Innocenti Alexandre Dumas all’Elba Processione del Venerdì Santo I due fari Elbanismi Matematica Vedica Il Lions e le donne L’alba (poesia) RUBRICHE Interventi e elargizioni Spigolature Curiosità Lions qua e là Organigramma del Lions Club Albo del Club Albo della Targa Lions Il Gonfalone del Club Disponibilità dei Lions CHI PARLA DI NOI (rassegna stampa) ULTIMO MINUTO Concorso Rotary Club Genova Copertina: Lion Prof. Giancarlo Castelvecchi, 1975 – tempera. E’ stampato in proprio a cura del Lions Club Isola d’Elba. Viene distribuito ai soci del Club in due edizioni nell’arco dell’anno sociale: il n. 1 a dicembre in occasione della Festa degli Auguri, il n. 2 a giugno per la celebrazione della Charter Night. La redazione ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della pubblicazione. La composizione di questo numero comprende il periodo dal 06.06.10 al 05.12.10. Notizie e commenti stampa successivi saranno inseriti nella prossima edizione.

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2 Un rapporto da rivedere Arch. G. Perego a tv è uno dei principali mezzi educativi a cui hanno accesso le nuove generazioni ed il più diffuso tra i bambini piccoli. Fa parte della quotidianità e per questo è divenuta fonte di apprendimento e di educazione per i giovani, ma la lettura del mondo che offre è distorta e fortemente connotata dalla violenza, insegna ogni giorno ad un gran numero di ragazzi un modello di convivenza basato su una visione consumistica della vita. La programmazione ininterrotta su più canali produce in chi guarda la percezione che quella è la rappresentazione del mondo, con messaggi anche deteriori, che propongono solo una visione del mondo artefatta e mercificata (pubblicità) Tutto è mirato al raggiungimento della più ampia audience possibile, si trattano quasi esclusivamente argomenti e si invitano personaggi che sulla base dei dati di ascolto si ritengono affidabili per lo scopo. La realtà che produce non rappresenta la normalità quotidiana, ma una rappresentazione artificiosa che produce modelli che poi vengono riprodotti nella società, pertanto educare a una visione corretta della TV è assumersi le proprie responsabilità di cittadini. Coloro che producono i programmi dovrebbero esse consapevoli che agiscono come educatori di massa, un tipo di educazione terribilmente potente e importante che si rivolge a persone di ogni età, cultura e ceto sociale. L’educazione alla televisione deve arrivare ai più giovani attraverso la scuola, anche se scuola e famiglia, sono istituzioni che versano in una crisi profonda. Gli insegnanti devono poter avere gli strumenti che li mettano in condizione di spiegare per aiutare a crescere i ragazzi come spettatori consapevoli e più difficilmente manipolabili. Educare a guardare con occhio critico, saper vedere quanto ci viene proposto, conoscere il linguaggio per diventare spettatori consapevoli, presupposto indispensabile per essere soggetti e non oggetti della comunicazione. Acquisire l’abitudine di riflettere su ciò che si vede, sviluppa una capacità critica che difficilmente può svilupparsi in chi sta passivamente davanti allo schermo fin da bambino. La scuola dell’obbligo dovrebbe avere tra i programmi didattici l’insegnamento alla comunicazione audiovisiva, materia fondamentale in un mondo che alla comunicazione ha affidato la costruzione dell’opinione pubblica. Portoferraio, Hotel Airone 19.07.2010 l’architetto Giselda Perego il nuovo presidente del Lions Club isola d’Elba, il 43° dalla fondazione del sodalizio avvenuta nel 1968, per l’anno sociale 2010-2011. Il passaggio della campana fra il presidente uscente Dr. Luciano Gelli ed il nuovo responsabile della guida del club, mandato che per la prima volta è affidato ad una figura femminile, è avvenuto la sera di sabato 19 luglio nei locali dell’Hotel Airone di Portoferraio nel corso della Charter Night, la consueta cerimonia che ogni anno i lions organizzano per la ricorrenza dell’istituzione dell’associazione e che nel contempo segna la fine dell’ultimo esercizio e l’inizio del nuovo. Durante l’incontro, che ha visto una consistente partecipazione di lions ed ospiti, è stato altresì distribuito il secondo numero del Notiziario del club. Il consiglio che collaborerà con la Perego per dar vita alle varie attività in

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programma per il prossimo esercizio è così composto: Presidente Giselda Perego, past presidente Luciano Gelli, vice presidente Luciano Ricci, 2° vice presidente Carlo Burchielli, segretario Mario Bolano, tesoriere Luciano Ricci, cerimoniere Carlo Michelini, censore Piero Paolini, addetto stampa Vittorio G. Falanca, inf. technology Michele Cocco, consiglieri: Giorgio Barsotti, Alessandro Bracali, Fabio Chetoni, Antonella Giuzio, Umberto Innocenti, Luigi Maroni, Alessandro Massarelli, leo advisor Paolo Cortini; il comitato soci è composto dal presidente Paolo Menno e dai membri Rosanna Mele ed Ennio Cervini; i probiviri sono: Corrado La Rosa ed Alessandro Massarelli. Faggi, intervenuto alla tradizionale festa di mezza estate che il Lions Club Isola d’Elba organizza ogni anno allo scopo di interrompere la pausa estiva e di scambiare con l’occasione idee e proposte per l’attività sociale in particolar modo con i lions del distretto presenti sull’Isola per vacanze, ha voluto dare alcuni cenni di anticipo sulla programmazione del prossimo esercizio che avrà fra i punti salienti un service sull’immigrazione. 3 Allocuzione del Presidente. Scambio del distintivo fra i presidenti Gelli e Perego. A conclusione dell’annata, caratterizzata da un’intensa attività sociale con numerosi incontri aperti al pubblico, il presidente Luciano Gelli ha consegnato i “chevrons” di lunga appartenenza al club ai soci: Arnaldo Rossi per i 25 anni, Giancarlo Castelvecchi e Piero Paolini per i 40 anni, Giorgio Barsotti, Antonio Bracali, Luigi Burelli, Corrado La Rosa ed Elio Niccolai per i 40 anni come soci fondatori. Al presidente del sodalizio elbano, incarico che quest’anno per la prima volta da oltre quarant’anni dalla fondazione è rivestito da una Signora: l’arch. Giselda Perego, il Governatore ha raccomandato di tener sempre presenti i service che di anno in anno vengono stabiliti a vari livelli su scala regionale, nazionale e mondiale, ma di puntare molto anche sul proprio territorio dove ogni club ha specifiche competenze e conoscenze. L’incontro, tenutosi in conviviale la sera di venerdì 6 Agosto nella splendida cornice offerta dai locali dell’Hotel Biodola di Portoferraio e suggellata da uno splendido tramonto sull’orizzonte marino, si è concluso con il tradizionale scambio di guidoncini fra il presidente Perego ed il governatore Faggi. Domenica 17 Ottobre 2010 l programma presentato a suo tempo dal presidente Arch. Giselda Perego per l’anno lionistico 2010-2011 è ricco, intenso ed impegnativo soprattutto per i lions cui sono stati affidati incarichi specifici. Forse per questo la Perego ha voluto dare avvio all’attività con una giornata di svago ma che, nel contempo, procurasse coesione nel club ed arricchimento della conoscenza del proprio territorio fra i soci. E ci è riuscita benissimo, complice una giornata di tempo sereno e la esperta guida del lion Dr. Luigi Maroni, che fra i suoi hobby conta anche quello dello studio dell’aspetto geografico, storico e folcloristico Portoferraio, Hotel Biodola Venerdì 6 Agosto 2010 enacia, armonia, entusiasmo. E’ questo il motto che il Dr. Roberto Faggi, governatore del distretto Lions 108LA Toscana, ha scelto per il suo mandato che, per l’anno sociale 2010-2011, lo vedrà alla guida dei quasi novanta lions clubs che operano nella nostra regione.

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4 della nostra isola con particolare riguardo al suo settore occidentale. La mattina di domenica 17 Ottobre un consistente gruppo composto da lions coniugi ed amici si è avventurato, partendo dai dintorni del borgo di S. Ilario, su alcuni antichi sentieri che percorrono i monti granitici del massiccio del Capanne. Fra panorami mozzafiato, resi unici dal loro continuo variare e dalla eccezionale prospettiva offerta dalla notevole altitudine, ed improvvisi avvistamenti di mufloni sono stati visitati resti di antiche cappelle cristiane e caprili in pietra ancora in ottimo stato di conservazione. E appunto nella spianata dei caprili delle Macinelle, proprio sotto il picco del Monte Capanne, da dove si gode un panorama stupendo che spazia dalla costa toscana alle isole del Giglio, Montecristo, Pianosa e Corsica, che Maroni ha finalmente concesso agli improvvisati escursionisti una pausa di riposo durante la quale è stato consumato un frugale pasto al sacco. La comitiva si è quindi incamminata sulla via del ritorno per raggiungere nel pomeriggio le auto lasciate in sosta all’imbocco del primo sentiero. Al termine della bella esperienza tutti, chi più chi meno, erano piuttosto affaticati per le ore di marcia eseguite tutte su terreno abbastanza impervio, ma soddisfatti sia per l’esperienza fatta sia per essere riusciti nell’intento di compattare ancor più un gruppo che, come accennato, nei prossimi mesi dovrà affrontare gli impegni degli importanti services programmati. Alcune immagini dell’escursione. Conferenza del sub elbano Carlo Gasparri Portoazzurro, Giovedì 29 Ottobre 2010 on si trattava della barriera corallina australiana o delle pescosissime acque del Mar Rosso, ma erano più semplicemente le acque, inaspettatamente così ricche di fauna, flora e colori, che circondano l’isola d’Elba quelle che comparivano in alcune proiezioni di filmati eseguiti e commentati dal sub Carlo Gasparri in una serata conviviale organizzata dal Lions Club Isola d’Elba a Portoazzurro Giovedì 29.10. Nel presentare il ben noto ospite e relatore, il presidente del sodalizio elbano Arch. Giselda Perego non ha trascurato di ricordare che Gasparri è per i lions una vecchia conoscenza: fu infatti insignito nelIl relatore Carlo Gasparri.

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5 l’anno sociale 1974-75 della “Targa Lions”, il più alto riconoscimento che il Club conferisce non più di una volta l’anno a norma di uno specifico regolamento a meritevoli cittadini elbani distintisi nei vari settori dell’attività umana, per aver conquistato in quell’anno il titolo di campione mondiale di pesca subacquea. Il relatore ha accettato l’invito del club per dare alcune anticipazioni su di un suo progetto, ormai già in larga parte realizzato, denominato “PERCORSI SUBACQUEI”. L’idea del celebre sub, accettata dall’Unione dei Comuni Elbani e che ha già ottenuto il finanziamento della Regione Toscana, si concretizza nell’attuazione di alcuni percorsi subacquei prestabiliti in zone di particolare interesse attorno alle coste elbane. Tre di questi percorsi, o sentieri come li ha anche definiti Gasparri, Fonza, Fetovaia e lo Scoglietto di Portoferraio, sono già a disposizione degli appassionati che, pren-dendo contatti con uno degli oltre quaranta circoli subacquei presenti sull’Isola possono già percorrerli. Si tratta di discese in mare caratterizzate da itinerari studiati per essere seguiti in assoluta sicurezza in zone che si distinguono per la particolare abbondanza di fauna, flora o reperti archeologici e che, come ha affermato Gasparri, offrono al visitatore, che per l’occasione viene dotato di una sorta di navigatore da polso nel quale viene inserita una scheda elettronica relativa al luogo che intende visitare, spettacoli difficilmente trovabili in tutto il Mediterraneo. Il relatore ha voluto soffermarsi in particolare sulle acque che circondano lo Scoglietto di Portoferraio dove, nonostante la stretta vicinanza della costa e della città, ci si può immergere fra branchi di barracuda, novellame, triglie, cernie, aragoste, dentici, polpi, ecc. che, per niente intimoriti dalla presenza dell’uomo, si lasciano avvicinare ed a volte persino accarezzare. Tutto ciò è frutto della presenza in quest’area di una zona di tutela biologica istituita nei primi anni ’70, grazie anche all’interessamento di Carlo Gasparri e, come egli stesso ha tenuto a precisare, anche alla maturazione ed autoeducazione dei subacquei che hanno imparato a compiacersi dell’osservazione dei fondali e della vita che vi si svolge senza manomettere, catturare o asportare. Va infine fatto rilevare come tutto ciò, oltre a soddisfare le aspettative di sportivi ed appassionati del settore, si tradurrà in un notevole richiamo turistico che potrà essere operativo anche in periodi di intermedia o bassa stagione. A conclusione e a ricordo della serata, alla quale hanno partecipato oltre ai soci lions anche numerosi amici ed ospiti, il presidente Giselda Perego ha fatto omaggio al relatore del guidoncino del Club. Nuove norme del Codice della Strada Incontro con gli studenti dell’ITC Cerboni Portoferraio 27 Novembre 2010 Erano più di cento gli studenti radunatisi nell’aula magna dell’Istituto Cerboni di Portoferraio per assistere all’incontro organizzato dal Lions Club Isola d’Elba sulle nuove norme del Codice della strada, con particolare riguardo a quelle concernenti la conduzione di ciclomotori. Non a caso i ragazzi convocati erano quelli di età compresa fra i 14 e i 15 anni, appartenenti alle classi prime di Ragioneria, Liceo Linguistico e Geometri, e quindi già in possesso, o in procinto di conseguire, il C.I.G.C. certificato di idoneità alla guida di ciclomotori. L’aula magna del Cerboni. Al tavolo da sn. Perego, Massarelli, Niccolai, Contestabili. Il presidente del Lions Club Arch. Giselda Perego, dopo aver fatto una breve esposizione sugli scopi del sodalizio elbano, sull’interesse verso il proprio territorio, ma anche sulla nazionalità ed internazionalità dell’associazione, ha passato la parola ai due membri del Club esperti sulla materia: il Sig. Elio Niccolai, responsabile della delegazione elbana dell’Automobile Club, e l’avv. Alessandro Massarelli titolare dell’omonimo studio legale. Il 15% degli incidenti stradali è dovuto a giovani di età inferiore a 21 anni, il 17% si registra ai semafori e alle precedenze, molti sono dovuti all’inosservanza della distanza di sicurezza, il 76% si verifica su strade urbane ed extraurbane e solo il 7% su autostrade, mentre l’ora più critica è quella del tramonto del sole o dell’alba, l’uso poi del cellulare alla guida aumenta la probabilità di sinistri di ben il 50%; a questo va aggiunto che il

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6 traffico stradale, eccessivamente intenso anche perché gravato da un eccessivo ricorso al trasporto su gomma e da un servizio pubblico spesso carente, si svolge di solito su strutture obsolete. Sono questi alcuni dei dati elencati da Niccolai, che per primo ha preso la parola, e sui quali il relatore ha basato il suo intervento improntato ad un’informazione mirata alla pecluliarità e all’età del pubblico presente. Un altro aspetto che Massarelli ha voluto focalizzare è quello assicurativo: “E’ bene sapere a cosa si va incontro – ha spiegato ai ragazzi l’avvocato – a volte la copertura assicurativa è assai limitata, o, ad esempio, se un ciclomotore è coinvolto in un incidente e dagli accertamenti risulta essere truccato o manomesso in violazione alle regole, l’assicuratore non è tenuto al pagamento del danno. L’intervento di Niccolai. Massarelli al microfono La parola è passata quindi all’avv. Massarelli che ha richiamato l’attenzione dei ragazzi soprattutto sulle sanzioni amministrative e penali previste dalle nuove norme del Codice della Strada. Queste talvolta sono assai gravi, vengono memorizzate con rintracciabilità anche a distanza di molti anni e, oltre a prevedere pene molto più severe che in passato, non distinguono più la condizione di maggiorenne e minorenne, ma individuano tutti gli utenti della strada in un unico vocabolo: “conducente”. L’incontro si è concluso con alcune domande poste dai giovani ai due relatori e con il congedo della Prof.ssa Contestabili che ha presenziato alla riunione. In serata soci lions ed ospiti si sono ritrovati in conviviale al ristorante Koala di Capoliveri, dove dopo la relazione del presidente sull’evento, Massarelli e Niccolai hanno nuovamente trattato l’argomento ma, questa volta, in chiave adatta al nuovo genere di ascoltatori. I brani sono pubblicati nell’ordine cronologico di arrivo all’addeto stampa Prof. Giorgio Barsotti el corso delle ricerche effettuate per la preparazione della mia tesi su “Il Conte di Montecristo” di Alexandre Dumas, mi sono imbattuto in una notizia curiosa che riguarda l’Elba e che propongo alla benevole attenzione dei lions. Nel 1841 Dumas abita a Firenze e frequenta la colonia francese che si riunisce tutti i sabati dal principe Girolamo Bonaparte, fratello di Napoleone. Il principe incarica il romanziere di accompagnare il più giovane dei suoi figli 1), che ha 20 anni, a fare un giro nel Mediterraneo. I due s’imbarcano a Livorno alla fine della primavera del 1842, incappano in una violenta tempesta e sbarcano a Portoferraio dove ricevono una calorosa accoglienza dalla popolazione locale. In occa-

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7 sione di una spedizione di caccia all’isola di Pianosa, passano al largo di un magnifico isolotto: una roccia a forma di cono che s’innalzava a due o trecento metri sul livello del mare”; è Montecristo. I due vorrebbero scendervi, ma la loro guida fa notare che, poiché l’isola è disabitata, chi vi sbarca deve poi sottostare ad un periodo di quarantena. Rinunciano perciò allo sbarco, ma Dumas propone comunque di fare il giro di quest’isola che gli appare affascinante e misteriosa: in futuro potrebbe voler dare il suo nome ad un romanzo. golo di terra che, dimenticato dal cielo e dai principi, si era trovato di colpo, a causa di una catastrofe senza precedenti nella storia, ad avere per sé il primo genio mondiale. Per molti mesi Napoleone applicò la sua intelligenza e il suo cuore a fare agli elbani il maggior bene possibile. Prima di lui gli elbani non conoscevano che Dio: dopo di lui conobbero Dio e Napoleone. Ho visto delle donne che avevano conosciuto personalmente l’imperatore, alle quali aveva parlato, mettersi in ginocchio quando passava il giovane principe e poi rialzarsi facendosi il segno della croce. 1) Si tratta quasi sicuramente di Giuseppe Carlo Bonaparte, nato nel 1822. Partecipò alla guerra di Crimea e si distinse nella Seconda Guerra d’Indipendenza italiana. Sposò Maria Clotilde di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele II. Dott. Luigi Maroni n contemporanea i paesi di S. Piero e di S. Ilario venivano svegliati almeno un’ora prima dell’alba dal frastuono delle REGOLE, azio-nate da ragazzini resi entu-siasti dalla novità di poter fare un fracasso infernale senza essere presi a scapaccioni, almeno in questa felice occasione. La REGOLA è un attrezzo di legno costituito da due parti che, attraverso un dispositivo a ruota dentata, si urtavano tra di loro in rapida successione, originando un rumore a tipo mitraglia piuttosto assordante. L’uso della regola era dovuto al fatto che le campane erano obbligate al silenzio fino alla Pasqua di Resurrezione. I fedeli dei due paesi si radunavano nelle loro chiese addobbate con una profusione di vasi nei quali erano stati fatti germogliare, in assoluta carenza di luce, i semi di grano (ma anche di lupini e cicerchie) così da avere una distesa di steli bianchi e gialli. Dopo aver cantato in chiesa alcune laudi, tra le quali il Piangi, i fedeli si componevano in processione. Alla testa si posizionavano i più giovani con i lampioni, quindi i portatori delle croci (una pesante e grossa croce dipinta di nero, senza il corpo di Cristo e una, altrettanto pesante, addobbata con i simboli della Passione: la lancia, la spugna, una fascia deposta a festone sulle braccia della croce). Tutti questi erano incappucciati: i portatori di lampioni in bianco e i portatori delle croci in nero. Seguiva il coro, cui partecipavano la maggior parte degli uomini dei due paesi, quindi, in coda, il grosso dei fedeli, con tante donne e bambini. Alexandre Dumas. Nelle sue “Causeries”, Dumas scriverà il seguente resoconto della sua visita all’isola d’Elba insieme al giovane principe: “Visitammo l’isola in tutti i suoi particolari in mezzo ad una festa continua. Napoleone è come un dio per gli elbani. Egli ha fatto per loro, durante i nove mesi in cui è stato loro sovrano, più di quanto Dio abbia pensato di fare per far sorgere l’Elba dal fondo del mare. La nostra prima visita fu per il Governatore. Il principe si fece riconoscere e il Governatore, sebbene non avesse ricevuto nessun ordine dal Granduca di Toscana, ebbe il buon gusto di trattare il giovane con tutti i riguardi. Tutti i giorni la banda della guarnigione veniva a suonare sotto le nostre finestre e ci si fece omaggio di una magnifica pesca al tonno. Visitammo la casa che l’imperatore aveva abitato a Portoferraio, chiamata il palazzo imperiale dei Mulini; poi andammo a fare una visita alla sua villa di san Martino. Ci fecero anche bere il vino di una vigna che egli amava particolarmente e che viene chiamato il vino dell’imperatore; ci dettero poi dei cavalli per andare a vedere Portolongone e le miniere di ferro. Insomma, tutto quello che si poté fare per essere cortesi con il principe fu fatto. La memoria dell’imperatore era rimasta come un culto in questo piccolo an-

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8 Spesso mancava il sacerdote, e questo va sottolineato, perché questa processione non è prevista dalla liturgia e viene considerata solo come atto di devozione, anche se autorevole perché risalente all’alto Medio Evo. Vicino ad una cappelletta che si chiama Accolta, circa a metà strada tra i due paesi, le due processioni si incontravano e poteva succedere che una processione dovesse aspettare lì l’arrivo dell’altra. Non era cosa rara che i ragazzi con i lampioni, incappucciati, fidando nel loro anonimato, posassero i lampioni e si prendessero a cazzotti. La pace ritornava immediatamente appena arrivava il grosso dei fedeli, la processione riprendeva il lento cammino, continuando ad intonare canti di ispirazione gregoriana (Miserere, Stabat Mater, Vexilla Regis, lamentazioni, ecc.) che riempivano di suggestione ed emozione chi li ascoltava, in due belle vallate con il sole che cominciava a sorgere. All’arrivo nella chiesa del paese ospitante veniva cantato nuovamente il Piangi. La fine della processione determinaava un frenetico rompete-le-righe, con corsa dei fedeli alla ricerca di un posto dove poter fare colazione. La Canonica metteva a disposizione qualche diecina di tegami di stoccafisso cucinato dalle donne della chiesa, pane, pizza e vino (d’altra parte i fedeli dovevano rifare in senso inverso i quattro Km che separavano i due paesi). Post scriptum Tanti anni fa (troppi) un gruppetto di liceali elbani, dei quali non posso fare i nomi perché in seguito sono diventati o uomini pubblici importanti o stimati professionisti ecc., decise di partecipare alla processione perché di tradizione antichissima, emozionante e coinvolgente con i suoi canti di tipo gregoriano, attraente per la sua regia (il sorgere del sole, la stradina alberata, il canto solenne che rimbomba nelle due vallate). Decisero di passare la notte a S. Piero. Galeotta fu l’attesa, si va a letto o si bisboccia fino all’alba? Due liceali sampieresi si sentirono onorati nell’offrire alla compagnia varie bottiglie di moscato ed aleatico come si facevano in quei tempi lontani. Riuscimmo comunque a seguire la processione, in ultima fila. Il solo inconveniente fu che, nel mezzo di un canto gregoriano, fra i profumi della vallata, l’aria pungente e il sorgere del sole ecc. ecc., uscì fuori dalle nostre bocche il canto studentesco: “Questo è quel lago dov’è affogato Gaspero”. Il coro della processione normale coprì il nostro pietosamente e la nostra partecipazione (movimento a tempo dei passi, teste alte, petto in fuori, vene del collo rigonfie) fu presa come genuina manifestazione di fede. Due dei nostri si addormentarono sul ciglio della strada e furono recuperati sulla via del ritorno. Extremum scriptum Dopo tanti (troppi) anni sono ritornato alla Processione del Venerdì Santo, come uomo maturo, serio e di fede. E mi sono commosso a risentire i vecchi canti, a rivedere l’alba, a rimpiangere il passare rapido del tempo. E nello stesso tempo dovevo chiedere scusa al Signore (non c’era il prete alla processione, ma il Signore sì). Non avrei potuto sopportare che il ricordo della processione ... liceale fosse l’ultimo e definitivo, senza un riscatto. Vittorio G. Falanca Settembre, puntuale come sempre, ci è pervenuto il primo numero di quest’annata della rivista mensile LION. La prima cosa che mi è saltata all’occhio è stato il cambio della testata: non più “THE LION”, come è stato per molti anni, ma più semplicemente ”LION”; le motivazioni di tale cambiamento sono riportate in un trafiletto a pag. 4. Ma quello che ha attratto maggiormente la mia attenzione, forse per deformazione professionale, è l’immagine che compare in copertina alla sinistra della foto che ritrae l’IP Sid L. Scruggs III con la Signora; si tratta di una sorta di marchio, che accompagnerà la presidenza di Scruggs, riproducente un faro d’ausilio per la navigazione costiera che illumina lo stemma Lions affiancato dal motto “ a BEACON of hope”. Non ho potuto trattenermi dall’indagare sulle motivazioni che hanno indotto la massima carica lionistica mondiale a scegliere come life motive del suo programma la lanterna di un faro marittimo. Ma mi è bastato scorrere le prime pagine della rivista per scoprire che l’IP, prima di essere comandante di aerei di linea americani, ha iniziato la carriera come ufficiale della marina militare per passare poi al ruolo di pilota d’aviazione della U.S. Navy. A pag. 15 inoltre compare la foto attuale del faro che sul marchio in copertina è leggermente stilizzato: si tratta del segnalamento luminoso di Capo Hatteras. Scoprirlo è stato per me come se qualcuno avesse calato nel bagaglio delle mie memorie una lenza ed avesse pescato tanti ricordi ahimè ormai così lontani. I naviganti, quelli di lungo corso, anche se pochissimi di loro ne hanno mai avvistato direttamente la torre o i lampi notturni, conoscono molto bene per fama Capo Hatteras. Questo faro infatti è

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collocato in un punto prominente della costa atlantica degli Stati Uniti che separa i porti degli stati del Sud, come Texas, Louisiana, Alabama, Florida, ecc. da quelli del Nord, quali Pennsylvania, Delaware, New York, ecc., nonché quelli dei grandi laghi, come Illinois, Minnesota, ecc. raggiungibili anche da navi di grosso tonnellaggio attraverso il fiume S. Lorenzo con 5 – 6 giorni di navigazione in acque interne. Le navi che lasciavano (ma forse ciò accade tuttora) i porti europei per recarsi negli Stati Uniti o in Canada per caricare soprattutto granaglie 9 Faro di Cape Hatteras, North Carolina U.S.A. Faro di Forte Stella, Portoferraio. alla rinfusa, spesso partivano senza che il contratto di noleggio fosse stipulato o perfezionato, per cui, non conoscendo ancora il porto o i porti di caricazione, veniva loro assegnata come destinazione, da comunicare ufficialmente anche all’Autorità Marittima o Consolare, “Cape Hatteras ordini”; che in pratica significava: “una volta usciti dallo stretto di Gibilterra dirigete su Capo Hatteras, durante la navigazione in Atlantico vi verrà comunicato il porto di arrivo che potrà essere a Nord o a Sud di detto Capo”. Ed infatti così immancabilmente accadeva, dopo alcuni giorni di navigazione il radiotelegrafista riceveva il tanto atteso telegramma contenente le istruzioni per il completamento del viaggio. Questo comportava un inconveniente importante per l’equipaggio, ma di nessuna rilevanza per l’aspetto economico-commerciale della spedizione: i contatti con le famiglie, non esistendo ancora telefoni cellulari e satellitari, erano affidati esclusivamente alla posta aerea; i marittimi prima della partenza scrivevano a casa comunicando l’indirizzo dell’agenzia marittima del prossimo porto presso la quale inviare la corrispondenza, ma in questi casi il porto non era ancora noto per cui spesso all’arrivo mancava il vitale e intimo conforto di stringere fra le mani un foglio scritto da una persona cara e di leggerne le notizie e le frasi d’affetto e d’amore. Ma torniamo al faro. Non potevo mancare di riscontrare alcune analogie fra il simbolo scelto da Scruggs e la condizione insulare del nostro club. Anche per la nostra Isola infatti i segnalamenti marittimi, specialmente in epoche in cui non esisteva il sistema GPS, hanno avuto un’importanza fondamentale per i collegamenti col continente. Ed allora permettiamoci, da un piccolo Lions Club dell’estrema periferia, di affiancare all’immagine scelta dall’IP per il suo anno di presidenza quella del faro di Portoferraio che, anche se non l’unico dell’Elba e non certo importante come quello di Cape Hatteras, è altrettanto rappresentativo per la nostra comunità e stimolante per il ricordo del passato e l’immaginazione del futuro. Dr. Luciano Gelli a pioggia scende a scaglioni, con violenza intercalata da brevi pause che lasciano sperare nel sole. I lastroni di granito della passeggiata a mare e gli scogli antistanti sono lucidi, come appena usciti dalla fabbrica. Onde cupe avvertono i pescatori: oggi non è cosa, restate al calduccio e guardatevi la tv. In contrasto al paesaggio autunnale, il Rendez Vous di Marciana Marina è tiepido e accogliente. Il profumo dei pesci arrostiti sulla vetusta stufa a carbone di legna fa dimenticare la malinconia della giornata e solletica il palato dei pochi avventori. Il titolare del noto ristorante, in considerazione della stagione ormai a termine, s’improvvisa cameriere e serve le

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10 specialità della casa col passo stanco di chi agogna un po’ di riposo. Tra una portata e l’altra gli piace conversare con i clienti e descrivere le prerogative di quanto ha messo in tavola. Parla bene il titolare, con un italiano preciso e forbito colorato, di tanto in tanto, da qualche termine strettamente isolano. Una coppia lombarda, che finalmente è riuscita a trovare posto dopo mesi d’inutili telefonate, lo ascolta con grande attenzione senza dimenticare di mandar giù una zuppa di cozze alla marinara e uno spaghetto alle vongole veraci. A un certo punto viene fuori il termine “arraganarsi” e i due si guardano intorno smarriti nel tentativo di trovare una spiegazione ad una parola per loro incomprensibile. L’uomo incontra il mio sguardo e con un lampo degli occhi propone la domanda. Appena restiamo soli mi presto ad una chiosa che ritengo necessaria e per me gratificante. Visto il languore della giornata sono piuttosto romantico e infiocchetto la spiegazione più di quanto sarebbe necessario: “Arraganarsi, come il senso del discorso lasciava intendere, è un modo di cercare soluzioni estemporanee, di inseguire rimedi, di tirare avanti a dispetto delle circostanze. Sostanzialmente è un arrangiarsi con grande fatica e con un briciolo di rabbia che fa stringere i denti”. Il signore di Milano scuote il capo soddisfatto e dopo un lungo sorso di prosecco mi rivolge una domanda più esplicita: “Avete altri termini particolari per esprimere fatti o sentimenti?”. “Ce n’è uno che si distacca dagli altri e che mi ha sempre affascinato. Noi elbani, quando l’autunno bussa alle porte con violenza inaspettata, siamo soliti dire: “E’ arrivato l’arrembapampane”. E’ questo un vento che proviene dal quadrante nord orientale, un greco o una mezza tramontana, che spoglia le viti dalle ultime foglie, ne fa mulinelli, le raccoglie a forza in un angolo riparato e le accatasta, a testimonianza di un’estate ormai finita. Un’altra parola molto sui generis è il “maspito”, un senso di angoscia e di timore che coglie le persone e grava come un peso insopportabile fra lo stomaco e la regione precordiale”. Davanti ad una crostata di arance amare la nostra conversazione s’interrompe, anche se ci sarebbe molto altro da dire sui paleologismi che la nostra lingua mantiene ancora. Dr. Giuliano Meo el libro di Gerge Gheverghese “C’era una volta un numero” l’autore si propone di andare alla ricerca delle origini della matematica che non sono europee, ma trovano le loro radici nella tradizione indiana. L’importanza dei matematici indiani Dea Kali. e della loro bravura è confermata a livello internazionale e soprattutto negli Stati Uniti ove nelle scuole è diffusa e affermata la matematica vedica. Questa trova ampio riscontro su Google e certamente avrà progressiva diffusione nel mondo dal momento che con alcune formule, i Sutra, si risolvono numerosi problemi algebrici e geometrici. Per matematica vedica si intende appunto la matematica che risale nel tempo molto antico ai “Veda” cioè i testi sacri dell’induismo, fonte della conoscenza, trasmessa oralmente attraverso i Sutra, gli aforismi (massime, definizioni che in poche succinte parole ma dense di significato riassumono osservazioni ed esperienze precedenti tramandate nel tempo) della saggezza indiana. L’India non è soltanto la patria dello zero e delle nostre cifre indo-arabiche, ma una grande fioritura di menti matematiche eccezionali: si ricorda il bambino prodigio Srinivasa A. Ramanujan il quale più di cento anni fa, da autodidatta, destò l’ammirazione ed il riconoscimento di tutto il mondo per i suoi sensazionali risultati sulla teoria dei numeri; recentemente riscontriamo un premio Nobel 2007 per i matematici all’indiano Srinivasa S.R. Varadhan per le sue conquiste sul calcolo delle probabilità, mentre non possiamo non ricordare il premio Nobel della fisica nel 1983 assegnato a Kaprekar, il

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quale ha dato il nome ad una nuova specie numerica. Né va trascurato il dato che molti docenti indiani di prestigioso livello mondiale insegnano nelle più rinomate università statunitensi. Alla Princeton University si distingue per i suoi studi innovativi sulle equazioni e numeri primi il giovane Manjul Bhargava che anche in Italia, a Trieste, ha partecipato ad un convegno riscuotendo grande e meritato successo. I fautori della matematica vedica la definiscono molto più creativa di quella normalmente conosciuta ed in continuo aumento è l’interesse per gli argomenti matematici presentati in alcuni corsi scolastici, tanto che in molti college americani la matematica vedica è stata introdotta nei programmi come insegnamento di avanguardia e gli studenti si dimostrano entusiasti raggiungendo risultati impensabili. Facciamo alcuni esempi di matematica vedica. 1° Sutra che recita “Uno in più del precedente “ Calcoliamo il quadrato di un numero che termina con 5, il cui quadrato sarà sempre 25, per esempio 35. Nel numero 35 il 3 precede il 5 e quindi i numeri da moltiplicare sono 3 (numero che precede) e 3+1 (uno in più del precedente), quindi 3 x 4 = 12 a cui si fa seguire 25 e si ottiene 1225. Altri tre esempi: 752 = 7x(7+1) = 56 Risultato 5625 1052 = 10x(10+1) = 110 “ 11025 2152 = 21x(21+1) = 462 “ 46225 2° Sutra che recita “tutti dal 9 e l’ultimo dal 10” procedimento simile a quello usato nelle nostre scuole. Applichiamolo alla sottrazione. 1000 – 357. Si sottraggono dal 9 le cifre 3 e 5, 9–3 = 6 e 9–5 = 4, l’ultima cifra il 7 si sottrae dal 10, 10–7 = 3; il risultato è 643 1000–491; 9–4 = 5, 9–9 = 0, 10–1 = 9 risultato 509 2500–651; 9–6 = 3, 9–5 = 4, 10–1 = 9, quindi 349 su base 1000, a 349 sommiamo 1500 = 1849 3° Sutra che si struttura su “sposta, inverti e applica”. Applichiamolo al prodotto di due numeri. Per esempio 14 x 12; si moltiplicano tra loro le unità, 4 x 2 = 8 che sarà la prima cifra a destra, poi si moltiplicano tra loro in diagonale le cifre dei due numeri: l’unità del primo numero per le decine del secondo, le decine del primo numero per l’unità del secondo cioè 4x1 = 4 e 1x2 = 2, sommiamo i due risultati 4+2 = 6 e questa sarà la seconda cifra; moltiplichiamo ancora le decine del primo numero per le decine del secondo numero 1x1 e questa sarà la terza cifra del 11 risultato 168. Altro esempio 16x17; 6x7 = 42, 1x7 = 7, 6x1 = 6, 7+6 = 13, 1x1 = 1 avremo nell’ordine in sequenza il numero 11342, scomponendo: 2 (ultima cifra), 3+4 = 7 (penultima cifra), 1+1 = 2 (terza cifra prima in ordine di lettura) = 272. 24x25; 4x5 = 20, 2x5 = 10 e 4x2 = 8, 10+8 = 18, 2x2 = 4 numero ottenuto 41820 che scomposto in 0, 8+2 = 10, 4+1 = 5 da il risultato 600. Infatti l’ultima cifra è 0 la penultima è 0 con riporto di 1 e la terza cifra, prima in ordine di lettura, è 5 + 1 (riporto) = 6. Ancora un es.: 85x98; 5x8 = 40, 8x8 = 64 e 5x9 = 45, 64+45 = 109; 8x9 = 72 otterremo il numero 7210940 che darà il risultato: 0 ultima cifra, 9+4 = 13 quindi 3 penultima cifra con riporto di 1, 10+2+1 (riporto) = 13 quindi 3 è la terzultima cifra con riporto di 1, 7+1 (riporto) = 8 quarta cifra, prima per lettura. Risultato 8330. Altro esempio: 79x87; 7x9 = 63, 7x7 = 49, 8x9 = 72, 49+72 = 121, 7x8 = 56 numero ottenuto 5612163. Risultato: 3, 7 (6+1), 8 (12+6) con riporto di 1, 5+1 (riporto) = 6, cioè 6873. Altro esempio: 96x57; numero ottenuto 459342 cioè 2, 7, 4, 5 che vale 5472. Quanto esposto rappresenta solo alcuni semplici casi di applicazione della matematica vedica, ma questa risolve anche equazioni di primo grado mentre per quelle di secondo grado detta molti utili indicazioni e consigli per pervenire alla loro soluzione. In rete possono essere visionati numerosi problemi di ordine superiore e quindi approfonditi da tutti coloro che risultassero interessati a proseguire specifici studi di matematica più complessi e di maggiore livello. Per i meno interessati queste limitate nozioni potranno suscitare oltre che un’informativa generica una non comune curiosità. Rag. Luciano Ricci l nostro club, nato nel 1968, anno, che iniziava la rivoluzione sociale e culturale, che trasformava il modo di essere della società che proveniva da secoli di comportamenti consolidati sull' egemonia del maschio, considerato come padre padrone della famiglia, dove la donna aveva

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sempre avuto un ruolo subordinato nella gestione della stessa. Il 1968, poteva essere, l'occasione per far nascere il nostro club, come figlio dei suoi tempi. Tutti sappiamo che questo non e' successo, anzi, per decenni, e' andato avanti senza tener conto dei cambiamenti che nel mondo occidentale trasformavano radicalmente la società, mantenendo una disciplina, che aveva la nostalgia dei tempi passati. Solo, nel nuovo millennio, il club, ha avvertito, la necessità di aprire a soci di sesso femminile, tale svolta, ha comportato l'ingresso di 4 nuove socie che si sono integrate perfettamente nel gruppo, fino ad esprimere per il corrente anno lionistico, un 12 presidente donna, che molto bene si sta comportando. Il mio articolo non vuole fare, in breve, la storia del nostro club, ma vuole proporre un nuovo ruolo per le mogli dei nostri soci, che con la costante e affidabile presenza nei meeting che sono i piu importanti della vita del club, hanno evidenziato le capacità e quella sensibilità, che le permetterebbe di partecipare in maniera più attiva all'organizzazione delle manifestazioni. Pertanto, invito i soci ad aprire una discussione sul tema, affinché si possa giungere ad una soluzione che tenga in considerazione un giusto riconoscimento a quelle che al momento, sono da considerarsi come le socie occulte del club. Umberto Innocenti Il buio intorno impedisce di vedere le banalità del quotidiano, Il buio intorno impedisce al falso riconoscimento di colpirti duramente. Il buio intorno definisce e amplifica i colori di un paesaggio ricco di valori trascurati. D'incanto le caratteristiche del tramonto, ingentilite e arricchite da sfumature importanti, danno vita ad un fenomeno irrazionale: Dal breve percorso di una vita vengono cancellati ricordi e proposto un futuro ricco di musica e impreziosito da timidi colori...l'alba.

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13 Riportiamo con piacere a pag. 14 la lettera della Comunità delle Suore Oblate a titolo di ringraziamento per l’elargizione ricevuta dal Club durante l’anno lionistico 2009-10. dal 1916, anno di fondazione, ad oggi. Le immagini qui riprodotte e le relative didascalie sono state scaricate dal sito ufficiale della Lions International Association. A giudicare dal peso alla nascita avvenuta a Siena lo scorso 2 Agosto, ben Kg. 4,150, Giacomo dovrà diventare certamente un “fusto”. Ai genitori Carlotta e Fabrizio Niccolai (ns. ex lion) ed ai nonni, in particolare al nostro socio fondatore Elio le più sincere felicitazioni. Antonio Bracali, per l’anno lionistico in corso, ha ricevuto l’incarico di Officer Distrettuale (DO) per il service “L’immigrazione straniera in Toscana”. Ad Alessandro Massarelli il Distretto ha affidato l’incarico di DO quale membro del “Comitato per il progetto Lions-Quest un poster per la Pace”. A partire dall’anno 2009 il marchio Lions ha subito alcune rettifiche; il NOTIZIARIO si è adeguato inserendo, come primo provvedimento, la nuova icona sullo sfondo della pagina indice e adottandola per tutti i successivi inserimenti. Ma forse vale la pena fare un breve escursus sull’evoluzione del nostro simbolo Quelle che seguono sono alcune foto scattate durante la scorsa estate che testimoniano, ovunque si vada, l’immancabile incontro con la viva presenza del lionismo:

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14 L’hotel Euro di Mostar, dove eravamo alloggiati quest’estate, è palesemente sede del locale L.C. S.Anna di Valdieri (CN), Luglio 2010. Sul banco di un mercatino rionale, fra curiosità e anticaglie varie, fa bella mostra di sé un pregevole piatto realizzato in occasione del congresso distrettuale 1979 del distretto 108 I-A. Nella piazza principale di Spalato, proprio di fronte al palazzo di Diocleziano, i turisti possono consultare una bella pianta della città in bronzo realizzata anche con il contributo del locale L.C. Da Interventi e elargizioni pag. 13:

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