2010 2011 2

 

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Lions Elba

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Anno lionistico 2010-2011 Sommario EDITORIALI Giselda Perego Luciano Ricci Conclusione di un anno . Un saluto agli amici lions. N. 2 2 2 3 3 4 4 5 6 7 7 8 9 9 10 11 12 12 14 16 17 17 18 20 21 22 22 23 24 CRONACA Incontro natalizio con gli ospiti della R.S.A. Festa degli Auguri Serata delle carte Enologia all’Elba Visita del Governatore Serata dedicata al MERL L’azalea della ricerca Immigrazione all’Elba Torneo di gol. Gita a Torino Gita in barca col L.C. S. Giovanni Lupatoto di Verona La fotografia LA VOCE DEI LIONS Giuliano Meo Vittorio G. Falanca Umberto Innocenti Il faro di Alessandria Le grandi emozioni dei piccoli Un amico (poesia) RUBRICHE Interventi e elargizioni Spigolature Organigramma del Lions Club Albo del Club Albo della Targa Lions Il Gonfalone del Club Disponibilità dei Lions CHI PARLA DI NOI (rassegna stampa) 20 Copertina: Lion Prof. Giancarlo Castelvecchi, 1975 – tempera. E’ stampato in proprio a cura del Lions Club Isola d’Elba. Viene distribuito ai soci del Club in due edizioni nell’arco dell’anno sociale: il n. 1 a dicembre in occasione della Festa degli Auguri, il n. 2 a giugno per la celebrazione della Charter Night. La redazione ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della pubblicazione. La composizione di questo numero comprende il periodo dal 06.12.10 al 06.06.11. Notizie e commenti stampa successivi saranno inseriti nella prossima edizione.

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2 Giselda Perego ari amici siamo arrivati a grandi passi alla conclusione dell’anno lionistico e con essa alla fine del mio mandato di presidente del club. E’ stato un periodo intenso che mi ha dato l’opportunità di dare uno sguardo più ampio di quello che è dato avere a un normale socio sulla nostra realtà. La ragione è evidente, la lettura quotidiana dei comunicati, il confronto con le realtà che compongono il sodalizio, le iniziative, la presa d’atto delle diversità, aiuta a comprendere a fondo il sistema. Un lavoro indubbiamente gravoso per chi è già oberato di impegni lavorativi, ma ricco di soddisfazioni generate dal desiderio di fare qualcosa che serva alla nostra comunità, oltre che migliorare se stessi. In questo anno ho avuto modo di conoscere la realtà lionistica basata sulla libertà e intelligenza, libertà dei club di esprimersi dimostrando quanto si può realizzare con la forza delle idee. Progetti e desideri che si traducono al di fuori dell’ambito del club come stabiliscono i nostri scopi, partecipando attivamente al bene civico, culturale, sociale della nostra comunità, esprimendo solidarietà, sentimento che è parte della natura umana. Essere lions è far emergere questa disposi-zione naturale nascosta in ognuno di noi. E’ grazie a questo senso di solidarietà e di amore che milioni di persone in ogni parte del mondo operano a favore degli altri più bisognosi. Sforzo prioritario è quello di coinvolgere ogni socio per far si che si impegni nelle iniziative proposte. E’ nella partecipazione che si sviluppa l’amicizia, nel prendere parte ai service si sviluppa gioia di aver potuto operare a favore degli altri ed il desiderio di voler continuare a “servire”. La ricerca di nuovi service, di nuovi obiettivi o nuove forme di organizzazione, sono mezzi attraverso i quali si esprimono i valori umani di solidarietà e amicizia che sono i principi fondanti della nostra associazione. Queste sono state le linee guida del mio anno di presidenza. Luciano Ricci opo varie esperienze fra i vari incarichi del consiglio mi e' stata offerta dagli amici Lions la possibilità di condurre il club per il prossimo anno. Ringrazio tutti quanti per la fiducia che mi è stata concessa e facendomi coraggio per l'impegno che dovrò affrontare, passo a illustrare quale sarà il filo conduttore per i prossimi mesi; prima di tutto il massimo impegno da parte mia e del consiglio, per far sì che al club vengano riconosciuti quei valori morali e di umanità che in tutti questi anni il nostro gruppo ha ampiamente meritato operando sul territorio elbano con attenzione verso quelle problematiche sociali, che sono presenti, purtroppo, anche sulla nostra splendida Isola. Le nostre iniziative, pur essendo modeste nel loro singolo contenuto, si sono sempre ripetute anno dopo anno e possiamo affermare, che, nei nostri 43 anni di vita, il nostro intervento complessivo è stato molto sostanzioso. Con la discrezione che ci contraddistingue e il sorriso sulle labbra verso chi incontriamo, proseguiamo nel nostro percorso virtuoso, cercando di aggiungere nuovi valori alle nostre iniziative, nel modo che vado di seguito a spiegare. Pur restando nell'ambito del nostro statuto, ritengo che il nostro pensiero, possa, a volte, prendere forma di parola pubblica, sulla denuncia di argomenti ritenuti di pubblica utilità, nell'interesse di una comunità che ha difficoltà nell'affrontare con la dovuta competenza. Confermando quanto di buono è stato fatto dai miei predecessori, che negli anni passati hanno sempre tenuto alto il buon nome dei Lions, ritengo che la sfida locale, e non solo locale, della nostra istituzione per il futuro consista nel proporci, come buoni maestri di vita, valori che fanno parte del nostro Dna, ma che abbiamo difficoltà nel far recepire a chi non fa parte della nostra associazione. Quando leggiamo la storia della nostra Isola, ci sono personaggi elbani, che hanno caratterizzato con la propria personalità, gli avvenimenti storici passati e quando li ricordiamo siamo orgogliosi che

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siano esistiti. Guardandomi intorno, tornando indietro anche di qualche decennio, faccio fatica ad individuare qualche personaggio elbano che possa essere ricordato in maniera significativa e positiva nella nostra storia. Purtroppo, il nostro sviluppo economico e di conseguenza anche sociale, è stato portato avanti da personaggi e istituzioni che non sono elbane. Dobbiamo ringraziarli, per quanto hanno fatto per il loro e il nostro interesse, ma dobbiamo riprenderci la guida del nostro destino. La competizione, che esiste a livello mondiale per accaparrarsi le sempre più scarse risorse economiche, fa sì che ognuno debba impegnarsi in prima persona, per fare in modo che il suo territorio non perda posi-zioni nella corsa al mantenimento del pro-prio benessere. Fino ad ora l'Isola d'Elba ha beneficiato, anche grazie alle sue bellezze naturali, di un privilegio competitivo, che nell'ultimo decennio si sta sempre più riducendo. Tutto questo, apparentemente, non ha niente a che vedere con il Lions, ma tutti noi abbiamo figli e nipoti, il cui futuro, gli esperti ci dicono, non sarà agiato come il nostro presente. In un contesto simile non è pensabile che un gruppo di amici come il nostro, le cui singole competenze, rappresentano il meglio della società elbana, non abbia la responsabilità di proporre un progetto di responsabilità sociale, che ci faccia essere orgogliosi di noi stessi. 3 Portoferraio sabato 11.12.2010 stato un pomeriggio sicuramente diverso dal solito quello trascorso Sabato 11 Dicembre dagli ospiti non autosufficienti della R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistita) ubicata nel quartiere S. Giovanni di Portoferraio. Una delegazione del Lions Club Isola d’Elba, nell’intento di procurare in occasione delle imminenti festività un intervallo di spensieratezza ed allegria nella vita di questi amici meno fortunati di noi, ha organizzato, previo accordo con la dirigenza della struttura, una tombolata con distribuzione di piccoli omaggi ai vincitori e dolci bevande per tutti. Ma forse i più soddisfatti della buona riuscita dell’intervento, che si ripete ormai da diversi anni, sono stati proprio gli organizzatori ed il personale della R.S.A. Ed è proprio allo staff della Residenza, nella persona della direttrice Dr.ssa Letizia Di Quirico, che il presidente del sodalizio elbano arch. Giselda Perego, che ha guidato la delegazione, ha voluto indirizzare parole non solo di ringraziamento per aver accordato questa opportunità ma di apprezzamento ed elogio per la professionalità, la dedizione e soprattutto l’amore con cui assolvono il loro compito che manifesta i tratti di una vera e propria missione. Successivamente il club ha fatto donazione alla residenza di un materasso per fisioterapia del valore di Euro 464,00 (v. rubrica “Interventi ed elargizioni”). Due momenti dell’incontro Segue scambio di e-mail con la D.ssa Di Quirico.

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4 Porto Azzurro 17 Dicembre 2011 revi, semplici, ma assai significative sono state le parole con cui il presidente del Club ha introdotto il tradizionale meeting di fine anno, durante il quale i soci del sodalizio elbano si radunano insieme ai loro ospiti per scambiare gli auguri in occasione delle imminenti festività e per fare il punto sull’attività svolta e quella programmata fino alla fine dell’esercizio annuale. ricerca finisce col creare un’inquietudine di fondo. La felicità che dipende da noi è la realizzazione di sé nel contesto in cui viviamo, è la possibilità di esprimerci pienamente nella relazione matura con gli altri. Questo – ha concluso il presidente – è il mio augurio di felicità”. Nel corso dell’evento, tenutosi nella sera di venerdì 17 dicembre al ristorante La Caletta di Porto Azzurro, è stata organizzata anche una lotteria il cui ricavato è destinato a incrementare i fondi per il completamento della casa per disabili che, su iniziativa dei due Lions Club gemellati di Firenze Cosimo de’ Medici e Isola d’Elba, alla quale hanno aderito altri club della Toscana, verrà realizzata nel comune di Porto Azzurro in località Sassi Turchini. Al termine della serata il presidente ha consegnato al lion fondatore geom. Antonio Bracali un distintivo, assegnatogli dalla Sede Centrale, per il suo impegno nell’attività di incremento soci. Il tavolo della presidenza Portoferraio 19 Gennaio 2011 on nasconde la propria soddisfazione l’arch. Giselda Perego, presidente del Lions Club Isola d’Elba, per il buon risultato ottenuto nella serata di gioco alle carte organizzata dal sodalizio a Portoferraio Mercoledì 19 Gennaio. “Felicità, questo è l’augurio che ci scambiamo in questi giorni di festa. Nella società in cui viviamo – ha detto la Perego – pare che felicità sia ottenere tutto ciò che ci dà piacere, ma questa è una possibilità che non dipende da noi, bensì dalla situazione economica, dagli eventi, dal caso e la sua

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Scopo dell’incontro era la raccolta di fondi da destinare, su iniziativa dei club gemellati di Firenze Cosimo de’ Medici e Isola d’Elba, alla realizzazione della casa per disabili che sorgerà a Porto Azzurro in località Sassi Turchini. Alcuni dei partecipanti “Il nostro ringraziamento – ha detto la Perego al termine della serata – va a tutti coloro che hanno partecipato, dimostrando sensibilità per questo nobile intento, alle ditte che hanno offerto i premi per i vincitori e soprattutto al Circolo del Bridge di Portoferraio che ha messo a disposizione locali, attrezzature ed esperienza”. La cifra raccolta ammonta a Euro 410,00 che, sommati a quelli già accantonati con precedenti iniziative, formano un ammontare complessivo di Euro 1.000,00. Intermeeting col Rotary Club I. d’Elba Porto Azzurro Mercoledì 9 Febbraio 2011 avanti ai numerosi soci ed ospiti dei due principali sodalizi di servizio elbani, il Lions Club ed il Rotary Club, convenuti Mercoledì 9 Febbraio a Portoazzurro nei locali del ristorante Il Giardino in intermeeting conviviale, Antonio Arrighi, noto viticoltore della nostra isola dell’economia locale riveste, nonché sulla millenaria storia che ha portato oggi l’isola d’Elba ad occupare una posizione di tutto rispetto fra i produttori di vino su scala nazionale ed internazionale. E’ indubbiamente un campo, quello della viticoltura, che offre ottime prospettive, anche se un investimento in questo ramo dell’agricoltura comincia a rendere economicamente dopo una decina di anni, tant’è vero che negli ultimi tempi non sono pochi gli imprenditori forestieri che hanno impiantato vigneti all’Elba. Si tratta di un fenomeno positivo in quanto abbiamo a che fare con aziende dalle grandi capacità ed esperienza il cui influsso sui colleghi isolani non può essere che benefico. Insieme al progresso che registra la viticoltura elbana, come ha ricordato Arrighi, merita attenzione anche una nuova attività agricola: quella olearia, che sta registrando una notevole espansione. Ma la notizia che il relatore ha dato, non nascondendo il proprio entusiasmo e soddisfazione, all’attenta platea è stata la novità che da quest’anno l’Aleatico elbano può fregiarsi del marchio D.O.C.G. E’ un traguardo che non è stato facile raggiungere vista la severità delle norme nazionali ed internazionali che disciplinano la materia, ma che è motivo di orgoglio per tutti i tecnici che operano in questo campo ed in genere per tutta la nostra comunità. Non va dimenticato infatti che i nostri vini costituiscono anche un importantissimo veicolo di divulgazione e promozione dell’immagine dell’Elba in tutto il mondo. 5 Intervento del presidente Perego Antonio Arrighi e socio lions, ha relazionato sullo stato attuale dei terreni vitati presenti oggi all’Elba, sulla quantità e qualità dei vini prodotti, sulle prospettive che questo importante settore A conclusione della serata i due presidenti, l’arch. Giselda Perego per il Lions Club Isola d’Elba ed il dr. Luca Baldi per il Rotary Club Isola d’Elba, hanno dato ufficiale comunicazione che i due sodalizi si sono accordati per la realizzazione congiunta nei prossimi mesi di Marzo e Maggio di due iniziative tese alla raccolta di fondi da devolvere a favore di altrettante Associazioni che operano nel nostro comprensorio a favore di persone meno fortunate di noi.

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Prima del tradizionale finale scambio di guidoncini Giselda Perego ha fatto omaggio al collega Baldi del Rotary Club dell’ultimo numero del NOTIZIARIO del Lions Club Isola d’Elba. 6 Dr. Roberto Faggi Portoferraio 27 Marzo 2011 nella splendida cornice dell’Hotel Picchiaie di Portoferraio che Domenica 27 Marzo ha avuto luogo uno dei più rilevanti momenti della vita associativa del Lions Club Isola d’Elba. Il sodalizio elbano ha infatti ricevuto per la consueta visita annuale il Governatore del Distretto Lions 108LA (Toscana) dott. Roberto Faggi. tenuta agli studenti liceali, l’incontro natalizio con gli ospiti della Residenza Sanitaria Assistita, una conferenza sull’enologia all’Elba, una conferenza sul Risorgimento organizzata per tutti gli studenti delle superiori in concomitanza col centocinquantenario dell’Unità d’Italia, nonché varie attività per raccolta di fondi destinati alla R.S.A. e alla casa per disabili in corso di edificazione a Porto Azzurro in Loc. Sassi Turchini. Per quanto riguarda il programma dei prossimi tre mesi la Perego, oltre ad altre attività intese all’incremento dei fondi raccolti per la Casa dei Sassi Turchini, ha ricordato la distribuzione delle azalee per la ricerca sul cancro, una conferenza sull’immigrazione con particolare riguardo, come specificamente richiesto dal Governatore, all’integrazione dei giovani stranieri ed infine una conferenza sugli etruschi che vedrà la prestigiosa partecipazione del Prof. Giovanni Cipriani. Un momento del C.D. alla presenza del DG Aldilà delle rituali formalità previste da un rigoroso cerimoniale, si è trattato di un approfondito incontro tecnico e di verifica. Faggi infatti, oltre a contattare personalmente tutti i componenti il consiglio, ha voluto conoscere punto per punto l’attività svolta nel corso dell’anno sociale e quella programmata sino al suo termine. Ammissione del nuovo socio Maicol Barsalini Intervento del DG Dr. Roberto Faggi Lo ha aggiornato, come previsto, il presidente del Club arch. Giselda Perego che ha riassunto il lavoro portato a termine sin ora sul territorio, i cui punti salienti sono stati: la conferenza sulla sicurezza stradale Il Governatore Faggi, a conclusione dell’incontro, si è complimentato con la presidente Perego e con tutti i soci per il volume e l’efficacia del lavoro svolto. Dopo aver quindi riassunto quanto fatto dai lions in campo mondiale dal 1917, anno della fondazione, ad oggi, ed in Italia dopo 60 anni dalla nascita del primo club, ha comunicato che la costruzione della scuola, con relativo pozzo per l’acqua, nel Burkina Faso, organizzata dai lions della Toscana è quasi completamente realizzata. L’incontro, tenutosi in conviviale meridiana, è stato l’occasione per l’ammissione di tre nuovi soci: Maicol Barsalini, Massimo Melani e Antonio Bomboi, ai quali Faggi ha personalmente appuntato il distintivo. Oltre che al presidente Giselda Perego il Governatore ha voluto donare il proprio guidoncino, per la loro attiva partecipazione all’attività distrettuale, ai lions Antonio Bracali, Ennio Cervini e Alessandro Massarelli. L’intensa giornata si è conclusa col tradizionale scambio di guidoncini e l’augurio di avere nuovamente fra noi il Governatore che, essendo questa la terza volta che nel corso di quest’anno lionistico ci

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fa visita, ha manifestato il piacere di incontrarci nuovamente nel prossimo futuro. Relatori 1° VDG Manzari, 2° VDG Murziani Portoferraio, sabato 09.04.2011 e origini del lionismo, la storia, l’attualità ed il futuro che ci aspetta che i lions stessi debbono costruire. Sono questi i temi che hanno costituito il filo conduttore della serata dedicata al MERL dal Lions Club Isola d’Elba sabato 9 Aprile. Tavolo della presidenza, parla Manzari. Le due alte cariche distrettuali che hanno relazionato, il 1° Vice Governatore Michele Manzari ed il 2° Vice Governatore Marcello Murziani, sono stati introdotti ai numerosi soci ed ospiti intervenuti per l’importante incontro tenutosi in conviviale all’Hotel Picchiaie di Portoferraio, dal presidente del Club Arch. Giselda Perego, che ha subito evidenziato l’importanza del MERL in questo particolare momento della nostra vita associativa che, su scala mondiale, sta registrando un calo di adesioni vicino all’1%. Manzari, nel suo intervento a tutto campo, teso ad aggiornare ed informare i lions elbani con particolare riguardo ai tre di recente ammessi al club, ha confermato quanto anticipato dalla Perego sulla diminuzione dei soci, ma ha subito precisato che il nostro distretto ne è esente, in quanto i club hanno ben operato attenendosi ai suggerimenti e disposizioni diramate dalla sede di Oak Brook. Dopo un veloce passaggio sui punti salienti della storia del lionismo, quali il suo rapido mutamento in associazione multifunzionale, il suo approdo in Italia nel 1951, la nascita dei leo club nel 1968, l’attiva partecipazione dal 1970 per la causa dell’Europa unita, l’apertura alle donne nel 1980, l’avvio nel 1990 delle campagne Sight First, la costituzione nel 1995 del MERL, il vice governatore ha richiamato l’attenzione sulla funzionalità del LCIF facendo il recentissimo esempio dell’intervento in Giappone, dove, solo 24 ore dopo il verificarsi dell’immane tragedia, il LCIF aveva messo a disposizione la somma di 2,5 milioni di dollari versandola ai club del luogo per rapidi e mirati interventi. Ed è proprio questa una delle peculiarità del lionismo: il riuscire a far giungere rapidamente allo scopo preposto ben il 98% delle somme raccolte nei vari service. Un altro argomento ritenuto fondamentale da Manzari, sul quale ha voluto richiamare l’attenzione dei presenti, è quello della comunicazione. “Solo l’1% degli italiani sa che esistono i lions- ha detto l’officer – dobbiamo metterci in mostra, più gente sa quello che facciamo più acquisiamo credibilità e fiducia. Il pubblico deve sapere che i lions, oltre ad occuparsi continuamente di problematiche mondiali nazionale e locali, sono presenti in enti come l’ONU, la FAO, l’UNESCO, il Consiglio d’Europa”. Ha preso quindi la parola il 2° V. Governatore Marcello Murziani il quale ha messo in evidenza che con il continuo e veloce cambiamento della società i lions necessitano di nuovi stimoli. A questo proposito l’officer ha raccomandato di parlare sempre nelle nostre riunioni, anche se brevemente e soprattutto ai nuovi soci, di lionismo e dell’amicizia dinamica che ci lega e che rende possibile le nostre attività. La serata si è conclusa con la proiezione di un breve video sugli scopi propedeutici del MERL e, in genere, sulla presenza dei lions nel mondo. 7 Domenica 8 Maggio 2011 mmonta a 6.020,00 Euro la somma raccolta a Portoferraio Domenica 8 Maggio a favore dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro nel corso del consueto incontro con la cittadinanza tenutosi contemporaneamente in centinaia di altre piazze di tutt’Italia in concomitanza con la Festa della Mamma. Postazione di Piazza Cavour La manifestazione, curata nel capoluogo elbano come al solito dal Lions Club Isola d’Elba, è andata ben oltre le aspettative, tant’è che alle ore 13 la postazione

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principale collocata in piazza Cavour e quella ausiliaria alla parrocchia di S. Giuseppe avevano esaurito tutte le 384 piantine di azalea assegnate dal centro regionale AIRC della Toscana. 8 paese, la Garfagnini è passata ad una specifica analisi di questa complessa quanto attuale problematica con particolare riguarda ai suoi effetti nel nostro comprensorio e sul come l’organismo da lei presieduto li affronta e tenta di risolverli nell’intento di favorire al massimo l’integrazione, che sicuramente costituisce la più valida, se non l’unica, soluzione di questa difficile situazione. Postazione di S. Giuseppe L’arch. Giselda Perego, a nome del sodalizio elbano da lei presieduto, rivolge un sentito ringraziamento al Comune di Portoferraio, alla Polizia Municipale, all’E.S.A. e a quanti hanno collaborato alla buona riuscita dell’operazione, e soprattutto alla cittadinanza elbana e agli ospiti in vacanza per essere accorsi numerosi a questo vitale appuntamento con la solidarietà. Non possiamo infine, commentano i soci lions, non sottolineare il ruolo fondamentale avuto dagli organi di stampa, cartacei ed informatici, nel divulgare capillarmente ed in anticipo nelle cronache locali l’informazione fra i lettori. A sin. A. Garfagnini, in piedi G. Perego. Conferenza della D.ssa Anna Garfagnini Capoliveri giovedì 12 maggio 2011 obiettivo è stato, a nostro parere, pienamente centrato! Il riferimento è alla richiesta esplicitamente fatta dal DG Roberto Faggi in occasione della sua visita al Club il 27 marzo u.s. circa l’inserimento in calendario di un service sull’integrazione degli immigrati. Allo scopo il presidente arch. Giselda Perego ha voluto dedicare il 12 maggio a Capoliveri una serata per assistere alla conferenza sull’argomento della D.ssa Anna Garfagnini, responsabile della ASL 6 per i servizi sociali all’isola d’Elba. La Garfagnini, ha introdotto la sua relazione sul fenomeno dell’immigrazione all’Elba con un succinto riassunto della storia dell’emigrazione che fino agli anni 60 ha coinvolto anche molti nostri connazionali. Dopo una disamina sulle varie normative che a partire dal 1986 regolamentano l’ingresso, la permanenza, l’attività e la vita sociale degli stranieri nel nostro Dalla proiezione di grafici statistici, dei quali la relatrice si è avvalsa nella sua esposizione, sono emersi dati importanti quali una sorta di graduatoria delle presenze di stranieri residenti regolarmente all’Elba, stimate, con esclusione dei tedeschi, nel 2010 all’8,2% sull’intera popolazione, che vede al primo posto i rumeni, seguiti da albanesi, marocchini, cinesi e ucraini, mentre per quanto riguarda la loro occupazione al 1° posto si collocano le colf e poi assistenti a domicilio, lavoratori del settore edile, turistico, commerciale. La Garfagnini ha sottolineato come l’immigrazione, che è in continuo aumento, comporti importanti mutamenti fra la nostra popolazione come l’aumento della fascia d’età media, l’incremento della popolazione scolastica e dei matrimoni fra soggetti di diversa nazionalità, nonché problematiche di vario genere quali il reperimento di alloggi, la comprensione linguistico/culturale, l’istruzione, il lavoro, ecc. A tutto questo la nostra ASL, ha fatto notare la relatrice, risponde affidando la gestione del servizio a cooperative specializzate che mettono a disposizione degli stranieri, fra l’altro, uno sportello immigrati aperto 4 giorni alla settimana, un servizio di mediazione linguistico/culturale, sostegno alla genitorialità, consulenze professionali, consultoriali e per la casa, nonché assistenza a tutte la pratiche amministrative. Tutto ciò comporta un costo che, se rapportato con l’intero bilancio dell’Azienda, può essere considerato abbastanza contenuto essendosi quantificato per il 2010 in 28.800,00 Euro. Alla conferenza è seguito un dibattito, a tratti anche piuttosto vivace, con gli

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interventi dei lions Melani, Franca e Carlo Michelini, Mario Bolano, Falanca, durante il quale la Garfagnini ha fornito ulteriori chiarimenti su questa complessa questione e sull’impegno dell’Azienda da lei rappresentata per affrontarla e, per quanto possibile, fornire soluzioni e risposte concrete. L’incontro, tenutosi in conviviale nei locali del Koala di Capoliveri, si è concluso a serata inoltrata con il congedo del presidente del Club, che non ha trascurato di ricordare l’appuntamento per il prossimo sabato al torneo di golf indetto per raccolta fondi da destinare alla residenza per disabili Sassi Turchini di Portoazzurro. sono stati consegnati ai vincitori e ai vari partecipanti al termine della gara. 9 Gruppo dei partecipanti. Al centro G. Perego Raccolta fondi per la Casa dei Sassi Turchini Portoferraio, Acquabona 14 maggio 2011 Coppa Lions Elba razie alla partecipazione di 21 appassionati golfisti ammonta a 378,50 euro la cifra raccolta con la gara di beneficenza COPPA LIONS ELBA. La competizione che si è svolta in una bella giornata ha visto prevalere i golfisti Fabio Chetoni come 1° netto seguito da Massimo Luppoli 2° netto. Il premio 1° lordo è invece andato al golfista Alessandro Iacobini. Il presidente del Lions Club Isola d’Elba arch. Giselda Perego, nel segnalare il merito della segreteria del Golf Club Acquabona e del lion Dr. Fabio Chetoni per la ottima organizzazione, rivolge un sentito ringraziamento agli sponsor per la disponibilità nell’offrire i premi ed a tutti i partecipanti per l’impegno sportivo e la solidarietà umana dimostrata. La Perego conferma inoltre che l’importo raccolto andrà interamente a sommarsi a quelli già versati per il completamento della casa per disabili in corso di avanzata edificazione a Porto Azzurro in loc. Sassi Turchini. 1-2-3 aprile 2011 Diario del lion Dr. Luigi Maroni veglia all’alba per partire con la prima nave e prima sorpresa, piacevole per me: il nostro pullman era già ad attenderci sul porto per cui non dovevamo trasportare il bagaglio nel salone della nave. Viaggio confortevole e rapido fino a Venaria, sobborgo a NordOvest di Torino per la visita alla monumentale reggia Sabauda che fa parte della “corona di delizie” voluta dai Savoia. Una gentilissima e colta guida ci ha illustrato le cose più importanti dal punto di vista architettonico e storico. Spettacolare e grandiosa nella sua eleganza la galleria di Diana, recentemente ristrutturata. Bellissima la chiesa di S. Uberto edificata da Filippo Juvara all’interno del complesso delle reggia. Senza commento i caratteri estetici di tutti i personaggi di Casa Savoia ottimamente ritratti e disposti in una grande galleria. Interessante la spiegazione dello sviluppo della piccola città di Torino che è andata crescendo e distendendosi verso il Po in quattro successivi ampliamenti, dal 1600 ad oggi. E’ in pratica una città nuova, Logo della manifestazione Un plauso particolare va riservato alla Direzione nella persona di Giovanni Inglese e alla segreteria del Golf Club Acquabona che, curando con dedizione e professionalità ogni aspetto della competizione, hanno consentito di coniugare perfettamente la giornata sportiva con la solidarietà. I premi forniti dalle aziende Arrighi, Sapereta, Acqua dell'Elba, oltre ad un dipinto offerto dal pittore livornese Aldo Mazzi,

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con un tracciato urbanistico razionale, con grandi strade alberate che si incrociano ad angolo retto formando isolati rettangolari dove insistono palazzi in uniforme stile barocco, eleganti e severi. L’altezza dei palazzi e l’analogia architettonica furono concordati tra i Duchi di Savoia e i loro numerosi e grandi architetti. 10 Immancabile foto ricordo L’impressione che si ricava girando per la città è quella di una Torino elegante, armoniosa e nello stesso tempo sobria. Cena in ristorante tipico in Piazza V. Veneto per gustare il “bollito alla piemontese”, come suggerito da Michelini. Il mattino del 2 Aprile è improvvisamente cambiata la temperatura, con 26° C all’ombra, come fossimo a Luglio. Abbiamo visitato la reggia di Piazza Castello, la chiesa di S. Lorenzo del Guarini, con la sua splendida cupola, il Duomo, Palazzo Madama. Madama è la francese Maria Cristina, un po’ megalomane che ha costretto il più bravo architetto di quel periodo, Filippo Juvara, a demolire la facciata e il fosso dell’antico castello romano – medievale per sostituirla con una facciata barocca ai fini di armonizzarla con gli altri edifici della piazza. Ma la mia è una impressione soggettiva. Durante il periodo fascista qualcuno ha pensato di innalzare il palazzo antistante la reggia con una specie di grattacielo rosso che altera l’armonia della piazza. Madame e un architetto fascista hanno rovinato, sempre secondo me, una delle piazza più belle che esistono. Il nostro giro è continuato fino al Palazzo Carignano, il cui salone delle feste fu trasformato in Camera dei deputati del regno Sabaudo e successivamente in Parlamento italiano dal 1861 al 1865 quando la capitale provvisoria fu trasferita a Firenze. Mi piace ricordare che un seggio di questo parlamento porta l’etichetta con il nome del bisnonno del nostro Carlo Michelini. Trasferimento in pullman al Parco del Valentino per un aperitivo – sosta sulla terrazza, affacciata sul Po, del circolo canottieri del fratello di Carlo. Nuovo trasferimento al centro Enogastronomico EATALY della zona del Lingotto, enorme contenitore di prodotti alimentari di ogni tipo (dai vini all’olio, dalla pasta alle cioccolate ecc.). Abbiamo mangiato in alcuni dei piccoli ristoranti disseminati nell’enorme struttura. Luigi, Luciano e Piero non si sono fatti influenzare da menu esotici-etnici: hanno mangiato... stoccafisso! Acquisto da parte dei soci di qualche quintale di cioccolata per... i nipoti. Pomeriggio libero da impegni. Noi soci più vecchi abbiamo optato per il riposo in albergo (caldo feroce); i più giovani in giro per la città a fare shopping. Cena in collina, non lontano dalla basilica di Superga per gustare, sempre su consiglio di Michelini, il “fritto misto alla Piemontese. Unico assente alla cena il socio Burchielli, rimasto in città per guardare la partita dell’Inter. Ci telefonava però ad ogni goal subito in modo da farci bloccare la digestione della frittura. Luciano, Maurizio e Luigi, i super-massimi del Club (nel senso dei Kg!) non si sono lasciati prendere dallo sconforto e si sono mangiati tre porzioni di frittura, innaffiata da tre bottiglie di Barbera (ottimo). Il mattino successivo visita al museo Egizio, secondo, per importanza e per numero degli oggetti esposti, soltanto al museo del Cairo. I Savoia furono lungimiranti collezionisti di opere d’arte egiziana. Già nel 1763 Carlo Emanuele III si era procurato moltissimi oggetti egiziani, molto prima che l’Egitto e la sua storia venissero di moda in Europa dopo la campagna napoleonica. La raccolta si è arricchita successivamente con la donazione della collezione Drovetti e le spedizioni di scavo di Schiapparelli. Straordinario il numero dei papiri, delle statue, degli oggetti di uso comune. Bellissima la sala con i monumenti e le statue dei faraoni. Modesta invece l’esposizione che riguarda il periodo neolitico egiziano su cui è fissato Luigi. Subito dopo visita al centro città per gli ultimi regali e partenza. Viaggio scorrevole e tranquillo. Nessuno (per fortuna!) ha cantato, come da copione, del viaggio di ritorno. Carlo non poteva per la sconfitta dell’Inter e Lia Franca per il mal di gola dovuto all’aria condizionata troppo fredda (parlando in riese stretto non si era capita con l’autista sulla temperatura). A questo punto mi sento in dovere di ringraziare Antonella per la perfetta organizzazione del viaggio, Michelini per l’assistenza tecnica e l’autista Silvano che ci ha accompagnato in tutti i nostri spostamenti con bravura e gentilezza. Col L.C. S.Giovanni L. di Verona ccolo pronto alla partenza da Porto Azzurro sabato 21 maggio sulla motobarca AZZURRA il nutrito gruppo del L.C. S. Giovanni Lupatoto di Verona con

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a capo il loro presidente Geom. Vittorio Lo Presti. fatto notare come nonostante i vantaggi che quest’ultimo tipo di camera offre, quali l’opportunità di innumerevoli scatti e la possibilità di rielaborare facilmente le immagini al computer, le macchine analogiche trovano ancora una vasta diffusione, soprattutto fra appassionati e professionisti, per alcune peculiarità che in molti casi le rendono preferibili alle altre. 11 Partenza da Porto Azzurro Ad accompagnarli una delegazione del nostro club condotta dal presidente Arch. Giselda Perego della quale fa parte una guida d’eccezione: la lion Franca Zanichelli direttrice del Parco Nazionale Arcipelago Toscano. La barca è bella, la spaghettata alla marinara assicurata dallo chef di bordo, la giornata splendida, il mare un olio, l’Isola certamente la più bella del mondo, gli ingredienti per passare benissimo alcune ore per stringere amicizia e scambiare idee fra lions di club così lontani ci sono tutti, non resta che mollare gli ormeggi e augurare a passeggeri ed equipaggio buona navigazione! Umberto Innocenti al desk delle macchine Conferenza del lion Umberto Innocenti Portoferraio giovedì 26 maggio 2011 apida analisi storica a partire addirittura da Aristotele che già nel 4° secolo a.C. compì i primi studi su alcuni effetti della luce, per passare a Leonardo che agli inizi del ‘500 cominciò a proiettare immagini capovolte con una camera oscura, a Daguerre al quale nel 1837 si attribuisce la paternità della fotografia (da cui il termine dagherrotipo), al 1930 anno in cui si comincia a divulgare la foto a colori, per giungere infine ai primi anni 80 che videro le prime macchine digitali; è cominciata così la conferenza dal titolo “LA FOTOGRAFIA” tenutasi in conviviale la sera di giovedì 26 maggio nei locali della Bussola di Portoferraio e che aveva come relatore il lion Umberto Innocenti. Dopo una breve introduzione del presidente Giselda Perego, Innocenti è passato a descrivere, con linguaggio familiare ed accessibile anche ai meno esperti, le caratteristiche che distinguono le due principali categorie di macchine oggi in uso: le tradizionali analogiche a pellicola e le digitali a sensore. A questo proposito il relatore ha Alla descrizione tecnica dei vari componenti e del funzionamento delle macchine fotografiche, come obiettivi normali, grandangolo, teleobiettivi, uso del diaframma in relazione al tempo di esposizione, profondità di campo, scelta dell’inquadratura col metodo dei 9 quadranti, Innocenti ha fornito agli intervenuti utili e pratici consigli su come eseguire dei buoni scatti a seconda che si tratti di foto di gruppo, ritratti, panorami, immagini prese all’interno o all’esterno, foto fatte al mattino o di sera, in inverno, in estate o in stagioni intermedie, con o senza uso del flash. Louis Daguerre

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Prima di rispondere alle numerose domande poste dai presenti, ispirate sia a semplice curiosità sia ad approfondimenti tecnici, il relatore ha mostrato e descritto alcune apparecchiature, esposte per l’occasione in un apposito desk, fra le quali, insieme a moderne macchine con ottica intercambiabile, spiccavano vecchi strumenti dell’anteguerra ancor oggi perfettamente funzionanti. La relazione è terminata con alcuni suggerimenti sulla cura e manutenzione delle attrezzature, sull’opportunità di acquisire esperienza tramite l’esecuzione di molti scatti e non dimenticando mai l’importanza della modestia in un settore come questo dove anche i più abili professionisti hanno sempre qualcosa da imparare. Nel corso della serata è stato presentato e distribuito per la prima volta il 12 “LA MIA VITA” L. Burelli libretto, recente opera del lion fondatore Com.te Luigi Burelli accomodato per l’occasione al tavolo della presidenza, intitolato “LA MIA VITA” (v. spigolature). www.lions-isoladelba.it è il sito del nostro club, dove, oltre ad altre informazioni, si possono consultare gli ultimi Notiziari integralmente riprodotti in PDF. Giuliano Meo n recente scritto dello studioso Gabriele Beccaria e l'aggiornamento di notizie sui siti internet mi hanno approfondito la conoscenza sul famoso Faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo insieme con la Piramide di Cheope a Giza, il Mausoleo di Alicarnasso, il Colosso di Rodi,i Giardini Pensili di Babilonia, il Tempio di Artemide a Efeso e la statua di Zeus a Olimpia. Il Faro però a differenza delle altre meraviglie era l'unico ad avere una funzione pratica cioè quella di guidare le navi in porto, e dopo la Piramide di Cheope è stato il monumento più longevo dal momento che la sua distruzione si fa risalire al 1375 a seguito dei colpi inferti da un tremendo terremoto. Si sa che il Faro attraversò diverse epoche storiche senza grandi rivolgimenti, ma dopo il 1000 gli occupanti musulmani distrussero il 3° stadio sostituendolo con una piccola moschea. In tempi successivi il Faro cadde in rovina fino a trasformarsi in una vera e propria” cava di pietre” per la realizzazione del Forte Quait Bay, rovinato ma tuttora esistente. Il Faro – ricostruzione grafica J.Y. Empereur è l'archeologoscienziato che da oltre un decennio è alla guida di una equipe francese nelle acque di fronte al

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Forte Quait Bay e che sta riportando alla luce reperti “reali” e pesantissimi sempre più sensazionali, come un obelisco, un sarcofago utilizzato come fontana, una colonna celebrativa, due colonne con capitello, una vasca in diorite e soprattutto una porta monumentale composta in vari stili dall'egizio-faraonico al greco ellenistico, ma fusi in una logica ed un gusto indistinguibili per riali. Il sistema di illuminazione consisteva nell'accendere fuochi di legno resinoso e grandi torce, oppure nel bruciare oli minerali in vasti recipienti. La potenzialità ed efficacia della luce, proiettata a 50 Km. circa, erano ampliate ad intermittenza da enormi specchi concavi di metallo che Archimede con il suo genio aveva espressamente inventato. 13 Statua 1 la loro armonia. Ed è proprio questa porta alta 12,7 m. che ha cominciato a svelarci come questo Faro fosse molto più di un faro. Infatti oltre alla funzione pratica per la corretta navigazione e manovra delle navi permessa e facilitata dalla sua luce perenne, il Faro costituiva oltre ad acclarare e celebrare l'epopea della dinastia dei Tolomei anche una dimostrazione della scienza alessandrina come in seguito diremo. La costruzione del Faro iniziò probabilmente nel 297 a.C. sotto la direzione dell'architetto greco Sostrato di Cnido ed inaugurata sotto Tolomeo II nell'anno 280 circa come riferisce il cronista Eusebio vescovo di Cesarea. Chiunque entrasse od uscisse dal porto poteva facilmente scorgere l'epigrafe dedicatoria che consacrava il Faro agli dei salvatori a favore dei navigatori Statua 2 nel greco antico: molto probabilmente da riconoscere nei Dioscuri, Castore e Polluce, divinità della luce, splendenti che i naviganti vedevano come una fiamma, una stella isolata ed alta sull'orizzonte, apparizione appunto delle divinità protettrici. Alla guardia e manutenzione della Torre che costò circa 800 talenti, poco meno di 5 miliardi e mezzo delle vecchie lire, all'epoca romana furono preposti liberti impe- Secondo la ricostruzione di Jean Yves Empereur il Faro di Alessandria era un colosso vero e proprio pari ad un fabbricato di 45 piani, costituito da una base quadrata di circa 60 m, di altezza, una fortezza di proporzioni enormi, molto larga (contava circa trecento stanze in cui i soldati svolgevano le loro operazioni per difendersi dalle navi nemiche), sulla quale poggiava un secondo piano con pianta ottagonale alto la metà della base, che a sua volta sosteneva il terzo e ultimo piano a pianta circolare,alto la metà del secondo. Già in questa triplice dimensione degli stadi si rileva una concezione di rapporti dal significato matematico ineccepibile, sempre la metà della misura precedente. Ma di più elevato interesse sono i rapporti che si ritrovano nelle statue recuperate in mare che decoravano la porta del Faro e che erano di quattro misure. Le statue più piccole erano alte 2,1 m, quelle immediatamente più grandi 4,2 m, le seguenti 6,3 m. e le più alte 10,5 m.: fatta uguale ad uno l'altezza delle statue più piccole, l'altezza delle altre si ottiene moltiplicando questa misura base per 2, per 3 e per 5. Ecco la scoperta: non sono numeri a caso, accidentali, perché l'altezza delle statue riproduce l'inizio della “serie di Fibonacci” nella quale ogni numero è la somma dei due precedenti 1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89........... . Per

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tradurre esemplificativamente il concetto consideriamo le due altezze più vicine delle statue, l'una A=10,5 e l'altra B=6,3. Vale sempre questa relazione: ( A+B ) : A= A:B=B : ( A-B ).Traducendo : ( 10,5+6,3 ) : 10,5=10.5: 6,3 =6.3 : ( 10,5-6,3 ). Tale rapporto vale approssimativamente 1,6180.........( le cifre oltre la virgola sono state calcolate fino a più di 10 milioni,per ora! ) e questo valore così definito esprime la sezione aurea o numero aureo come corrispondentemente si riscontra nel rapporto fra due termini successivi della successione del Fibonacci : 3:2,5:3,8:5,13:8 ecc. Questa serie e la sezione aurea hanno trovato applicazione nel mondo dell'arte, della musica, in pittura come in architettura: dallo scultore Fidia 5° sec. a.C., al Partenone , alla Madonna in gloria di Giotto, alla Vergine delle rocce di Leonardo, ma si ritrova anche in molti aspetti della natura: per es. in botanica possiamo ricordare la disposizione dei petali delle rose e delle margherite, la distribuzione dei semi delle mele, i bottoni del fiore di girasole mentre in zoologia il caso più noto di rappresentazione di sezione aurea è la spirale della conchiglia del nautilus. 14 Concetti “ aurei “ che solo nel 1611 il grande Keplero approfondirà e testimonierà al mondo scientifico. Per completare le notizie sul Faro ricorderemo che la lanterna che si sovrapponeva al terzo stadio era sormontata da un'enorme statua in bronzo di Poseidone, dio del mare, e che la lanterna, secondo alcune testimonianze, possedeva una pietra trasparente attraverso la quale si potevano scorgere navi invisibili ad occhio nudo tanto da affermare che gli alessandrini a quel tempo conoscevano già la lente! La lanterna crollò nel 700 d.C., il Faro successivamente, ma i recenti scavi sottomarini, se i finanziamenti continueranno ad essere costanti e concreti, fanno sperare in grandi prospettive e nuove scoperte di conoscenza, utili per la scienza ma anche per la nostra più modesta curiosità. Incontro con la T/N Andrea Doria Gianni Falanca Il triangolo Le scoperte del gruppo Empereur hanno permesso di decifrare questi reperti e rintracciare schemi matematici e geometrici messi in atto dal progettista del faro, che ha profuso la sua passione ed il suo ingegno da vero calcolatore elettronico. Il Centro di Studi Alessandrini non ha dubbi, oltre le statue anche la porta del Faro come detto alta 12,7 m., è stata costruita seguendo precisi canoni matematici, quello del triangolo aureo già descritto nel Timeo di Platone. In geometria i triangoli aurei sono un insieme di triangoli aventi la particolarità di possedere tra i propri lati una proporzionalità aurea, ovvero della medesima ragione del numero aureo= 1,6180. La porta infatti ha raffigurato, inscritto teoricamente, un triangolo isoscele avente i due lati uguali in “ rapporto aureo “ con il terzo lato (la base) del triangolo e della struttura del portale, cioè φ = 1,6180, angoli di 72° alla base e 36° al vertice. pesso i bambini e gli adolescenti, con cui viviamo quotidianamente a contatto, ci trasmettono le loro emozioni delle quali noi adulti talvolta non percepiamo la rilevanza. Dovendoci confrontare continuamente con problematiche ben più gravi ed importanti siamo istintivamente portati a sottovalutare le emozioni dei piccoli, ritenendole passeggere e di poco valore. Sbagliato! Basta infatti andare a scavare un po’ nella memoria per ritrovare nella nostra infanzia ricordi di avvenimenti belli o brutti che ci hanno procurato forti emozioni. I fatti in se stessi, visti oggi con gli occhi dell’adulto, ci fanno quasi sorridere, ma a quel tempo erano importanti e l’intensità dell’emozione provata in quei momenti fu forte, al pari di quella che l’adulto prova in situa-zioni proporzionalmente ben più impegna-tive. Prova ne sia che il ricordo è rimasto ben impresso nonostante il trascorrere del tempo, l’avanzamento dell’età, il mutamen-to della scala dei valori con cui valutiamo gli avvenimenti che ci coinvolgono. Ed è proprio di uno di questi lontani momenti che voglio riferire. Correva l’anno 1953. Il mio babbo, padrone marittimo (titolo professionale subito sotto al Capitano di l.c.), comandava le navi della Società Ilva impegnate per lo più in trasporti fra i vari stabilimenti siderurgici italiani situati a Genova-Sestri, Piombino, Bagnoli (NA), Trieste, ecc. In estate, quando io ero in vacanza, era solito portarmi con sé per un viaggetto di 7–10 giorni con partenza e rientro a Genova, dove risiedeva la mia famiglia.

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La nave su cui era imbarcato a quel tempo si chiamava JASON, una piccola unità da carico di appena 700 tonn. di portata, trasformata nell’immediato dopo guerra da piroscafo, con ingombranti caldaie e macchina a vapore, in più funzionale e moderna motonave. 15 Ricostruzione grafica dell’incontro col “DORIA” Era il mese di Giugno. Partimmo da Genova con destinazione Bagnoli, successivo scalo a Piombino e rientro a Genova. La mattina del secondo giorno di navigazione, dovevano essere le 10 o le 11, avvistammo le isole di Procida ed Ischia. La giornata era splendida, il mare un olio, l’aria stagnante, il sole splendente anche se leggermente velato da una lieve foschia dovuta all’immobilità dell’atmosfera. In lontananza, pochi gradi a sinistra, comparve la sagoma di un grande transatlantico evidentemente partito da Napoli e diretto a Genova. Una breve occhiata col binocolo fu sufficiente per riconoscere l’inconfondibile sagoma dell’ANDREA DORIA, bella, veloce, nuova fiammante, vanto mondiale della nostra marina mercantile, simbolo itinerante dell’Italia rinata dal conflitto mondiale, veicolo del “made in Italy” nei più importanti porti del mondo, salotto viaggiante della nobiltà e dell’élite euro-americana, definita dagli americani “Gran Dame of the Sea”. Le saremmo passati vicino, così proposi a mio babbo di salutarla col segnale acustico. “Figuriamoci, questa barchetta non la vedono nemmeno!” fu più o meno la sua risposta. Insistetti. Cedette. Fece dare pressione alla sirena. Quando fummo alla distanza giusta io stesso mi alzai in punta di piedi per afferrare la maniglia del fischio che pendeva dal soffitto e tirai con tutte le mie forze. I tre fischi prolungati, segnale convenzionale di saluto, uscirono regolarmente. Seguì un surreale silenzio che pareva interminabile. Sopraciglia inarcate, palpebre abbassate, labbra serrate verso un lato, era all’incirca questa l’eloquente espressione stampata sui volti del mio babbo e del marinaio di turno al timone; come dire: “Visto? ... Nessuna risposta”. Ma dopo pochi lunghissimi secondi dalla parte anteriore alta del fumaiolo del DORIA, proprio sotto la fascia verde del tricolore, comparve un pennacchio di vapore bianco. Giusto il tempo di intervallo fra luce e suono e ci giunse possente, pulsante, pluritonale, roboante il suono della sirena del transatlantico. tre precisi fischi di 6 secondi separati ciascuno da 1 secondo. Mi sentii percorrere da un brivido che mi fece accapponare la pelle. Che emozione! Ancora ricordo quel momento come fosse ora!. Il mio babbo ed il marinaio al timone? Come se niente fosse, continuarono a fare ciò che avevano dovuto interrompere a causa dell’incontro col DORIA. Tre anni dopo, all’età di 15 anni, imbarcato su un piroscafo per un periodo di addestramento durante le vacanze estive, mi trovavo a Napoli in un bar dove, da un televisore piazzato in alto su di una parete, appresi dell’affondamento dell’ANDREA DORIA speronata dalla nave svedese STOKHOLM. Altra emozione, stavolta in senso negativo. Ma non è finita. Circa 55 anni dopo, quando ero quasi alla fine della carriera di pilota di Portoferraio, mi capitò di pilotare una nave da crociera battente bandiera italiana denominata “Italia Prima”; era una vecchia costruzione ristrutturata, faceva l’effetto di quelle vecchie signore che si sottopongono con scarsi risultati alla chirurgia estetica. Mi ci volle poco per scoprire che si trattava del vecchio “Stokholm”. Sì proprio quello che entrò in collisione con l’A. Doria. A bordo dell’Italia Prima l’emozione del saluto al Doria provata oltre mezzo ecolo prima da adolescente, vista con sufficienza dagli adulti presenti, si ripropose con lo stesso effetto nonostante l’età già avanzata.

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