2011 2012 1

 

Embed or link this publication

Description

Lions Elba

Popular Pages


p. 1

Anno lionistico 2011-2012 Sommario EDITORIALI Luciano Ricci Il nostro Club nella realtà elbana N. 1 2 2 2 3 3 4 5 6 7 7 8 10 10 11 13 14 14 15 15 15 17 18 19 19 20 21 CRONACA 44a Charter Night Festa di mezz’estate Comune unico, 1o incontro Comune unico 2° incontro Malattie oncologiche all’Elba Scambi giovanili, interventi a Campo nell’Elba LA VOCE DEI LIONS Mario Bolano Vittorio G. Falanca Umberto Innocenti Ennio Cervini Giuliano Meo Umberto Innocenti Il Campo Italia ha fatto sosta all’Elba Il bastone fra le ruote Fotografare l’Elba in Autunno 7% (Mahatma Gandhi) Qualche curioso appunto di archivio e di attualità Il sax piange (poesia) RUBRICHE La galleria dei ritratti, a cura di Luciano Gelli Interventi ed elargizioni Libri Spigolature Organigramma del Lions Club Albo del Club Albo della Targa Lions Il Gonfalone del Club Disponibilità dei lions CHI PARLA DI NOI (rassegna stampa) 20 Copertina: Lion Prof. Giancarlo Castelvecchi, 1975 – tempera. E’ stampato in proprio a cura del Lions Club Isola d’Elba. Viene distribuito ai soci del Club in due edizioni nell’arco dell’anno sociale: il n. 1 a dicembre in occasione della Festa degli Auguri, il n. 2 a giugno per la celebrazione della Charter Night. La redazione ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della pubblicazione. La composizione di questo numero comprende il periodo dal 07.06.2011 al 02.12.2011. Notizie e commenti stampa successivi saranno inseriti nella prossima edizione.

[close]

p. 2

2 Luciano Ricci Presidente del L.C. Isola d’Elba Dicembre, tempo di bilanci, valutiamo come il nostro Club si è posizio-nato nella realtà elbana. Possiamo tranquillamente affermare che la nostra associazione ha saputo cogliere con prontezza le problematiche che si sono presentate sul nostro territorio, facendo su ogni argomento affrontato delle analisi approfondite attraverso anche discussioni interne al Club. I temi e le iniziative trattate come: sanità, comune unico, indagine sulle malattie oncologiche, raccolta degli occhiali usati, scambi giovanili, nuovo riassetto della promozione turistica, incontro con le scuole superiori per una conferenza inerente il 150° dell'Unita d'Italia e altri che andremo ad affrontare nei prossimi mesi, evidenziano quella sensibilità verso il prossimo, che caratterizza il nostro modo di essere. I lions hanno sempre fatto del bene, ma con discrezione, senza pubblicizzare le loro iniziative. In passato questa riservatezza è stata scambiata da alcuni per snobismo attribuendoci l’immagine di amici dediti per lo più a incontri conviviali. Nel tempo della comunicazione, e' doveroso da parte nostra pubblicizzare le nostre iniziative, che nel limite delle nostre possibilità, sono sicuramente utili a chi ci vuol ascoltare. Anche le Istituzioni, si sono accorte delle nostre attività e fanno riferimento alla nostra Associazione per presentare le loro iniziative, sicuri, che il palcoscenico che i lions offrono, rende quanto viene presentato autorevole e certo di riscuotere la giusta attenzione da parte della popolazione elbana. Dopotutto altre associazioni simili alla nostra, si evidenziano per il silenzio assoluto su tematiche di pubblica utilità. Questo, deve rafforzare la nostra convinzione di essere nel giusto e di proseguire nel nostro cammino di impegno sociale e di attenzione alle problematiche che attraversano la nostra Elba, soprattutto ora, che le aspettative sul futuro del nostro mondo non promettono niente di buono. incontro che il sodalizio organizza a fine giugno al termine di ogni anno sociale. Procchio, Hotel del Golfo sabato 25.06.2011 La soddisfazione di ciò che si fa per gli altri, per il bene civico, sociale e culturale della nostra società, sia nell’ambito del nostro territorio sia a livello distrettuale, nazionale e mondiale ripaga ampiamente l’impegno, talvolta gravoso, di un anno passato alla guida del club. E’ stato questo in sintesi il filo conduttore dell’allocuzione rivolta a soci lions ed ospiti dal presidente del Lions Club Isola d’Elba arch. Giselda Perego in occasione della 44a Charter Night, il tradizionale Discorso conclusivo di Giselda Perego.

[close]

p. 3

3 E i motivi per provare soddisfazione alla Perego non mancano, visto il notevole volume dell’attività svolta nel corso dell’ultimo esercizio, il primo presieduto da una donna, che vanno dalle conferenze tenute con gli studenti sulla sicurezza stradale e sul Risorgimento, all’incontro con gli ospiti della Residenza Sanitaria Assistita di Portoferraio, alla distribuzione delle azalee della ricerca, ai numerosi services culturali e sportivi organizzati per la raccolta di fondi direttamente devoluti a varie destinazioni quali: la realizzazione della Casa per disabili dei Sassi Turchini, le adozioni a distanza, la R.S.A di Portoferraio, gli scambi giovanili, l’Associazione Amici del Cuore di Capoliveri, l’integrazione degli immigrati, la partecipazione dei ragazzi elbani ai Giochi delle Isole, l’accoglienza dei ragazzi di Chernobyl, l’Associazione Michele Cavaliere. Nel corso dell’evento, tenutosi in conviviale nei locali ai bordi della spiaggia dell’Hotel del Golfo di Procchio, nel suggestivo e surreale sfondo di un magnifico tramonto estivo, Giselda Perego ha “passato la campana” al lion Rag. Luciano Ricci che, come 44° presidente del Club, sarà affiancato dal consiglio per la cui composizione si rimanda a pag. 17. Guidara, portoferraiese DOC, che attualmente a Milano, come giornalista specializzato in economia e finanza, ricopre l’incarico di caporedattore del canale televisivo CLASS CNBC, mentre in passato ha collaborato con Emilio Fede alla conduzione del TG4, nel corso di un breve ma quanto mai attuale intervento sulla attuale crisi economico-finanziaria ha informato i presenti circa un incontro col pubblico, previsto per il prossimo martedì, nel corso del quale presenterà il suo ultimo libro “LA COMUNICAZIONE FINANZIARIA”. Intervento del presidente. Da sinistra: Guidara, Ricci, Maroni. Portoferraio, Hotel Villa Ottone Sabato 6 agosto 2011 Il tradizionale incontro che il Lions Club Isola d’Elba organizza ogni anno nel cuore dell’estate si è tenuto questa volta in conviviale nella serata di sabato 6 agosto all’Hotel Villa Ottone di Portoferraio. Il duplice obiettivo dell’evento, quello di interrompere la lunga pausa estiva e di incontrare i lions di altri club presenti all’Elba per scambiare con essi opinioni e idee sull’attività svolta e su quella in programma per l’immediato futuro, è stato pienamente centrato. Complice della buona riuscita dell’incontro è stata non solo la magia di un sereno tramonto offerto dalla terrazza dell’Hotel che si affaccia sulla baia di Portoferraio, ma anche la nutrita presenza di ospiti fra i quali, oltre alla qualificata partecipazione di rappresentanti delle Autorità locali e del CT Giuseppe Bonafede, erano presenti un gruppo di soci del Lions Club di Firenze Cosimo de’ Medici gemellato col nostro sodalizio. A margine della conduzione dell’evento il presidente Luciano Ricci ha introdotto un personaggio ben noto a livello nazionale nel campo del giornalismo e della finanza: il giovane Dr. Francesco Guidara. Il giornalista, al quale è stato fatto omaggio del Notiziario del club, ha altresì accettato l’invito del presidente Ricci a prendere parte ad una conferenza dibattito aperta al pubblico sulla promozione dell’Isola d’Elba, che costituisce uno dei vari argomenti inseriti nel programma di attività per l’anno sociale 2011-12. L’evento si è concluso con il rituale scambio di guidoncini e l’arrivederci al prossimo appuntamento. Prima conferenza dibattito Organizzata dal Lions Club I. d’Elba. Relatore Gabriele Orsini coordinatore del comitato per il comune unico; Portoazzurro, venerdì 21.10.2011 Come ha tenuto a sottolineare il presidente del Lions Club Isola d’Elba Luciano Ricci, a quest’incontro ne seguirà fra circa due settimane, in rispetto ai principi lionistici e nell’ottica di offrire pari opportunità ai comitati organizzatori ed una equilibrata informazione ai cittadini, un secondo che vedrà come relatore un esponente del comitato che si oppone alla unificazione degli otto comuni elbani. Dopo una breve introduzione del nostro lion Marcello Bargellini, presidente della Confesercenti del comune di Portoferraio, la parola è passata al Dr. Gabriele Orsini, coordinatore del Comitato per il Comune Unico per l’Elba, che ha eseguito

[close]

p. 4

4 una precisa analisi del problema sia sotto l’aspetto giuridico sia per quanto riguarda l’impatto sociale e politico che tale cambiamento, da egli stesso definito epocale, comporterebbe se accettato ed adottato. Orsini ha tenuto a precisare che la proposta, assolutamente esente da ingerenze di partiti politici, nel seguire un iter previsto dalla Costituzione e dalle varie leggi e norme vigenti, ha il suo primo step nella raccolta di cinquemila firme, già iniziata dal 1° ottobre, necessarie all’approvazione di una legge regionale per l’istituzione di un referendum consultivo fra la cittadinanza elbana. Ma anche le menzionate firme, come ha sottolineato il relatore, nonostante la normativa ne consenta la raccolta in tutto il territorio regionale, verranno richieste solo sull’Isola. Per quanto riguarda il successivo step, trattandosi di referendum consultivo che come tale non prevede il raggiungimento di un quorum, secondo Orsini non mancherà di avere comunque un peso rilevante sull’ultima decisione che in ogni caso spetta alla giunta regionale. Al termine dell’incontro, tenutosi in serata conviviale nei locali del ristorante Il Giardino di Porto Azzurro, il presidente del Lions Club Luciano Ricci ha ringraziato gli intervenuti soprattutto per il clima di moderazione e pacatezza in cui si è tenuta la riunione, che coi tempi che corrono davvero non è poco, ed ha dato appuntamento fra circa due settimane per il secondo ed ultimo meeting sull’argomento. Seconda conferenza dibattito Relatore Vanno Segnini: comitato del NO. Porto Azzurro, venerdì 4 novembre 2011 Dopo il primo incontro organizzato due settimane fa dal Lions Club Isola d’Elba sulla unificazione degli otto comuni elbani in un unico ente, nel quale era stata data voce al “comitato del sì”, il richiamo al secondo appuntamento, tenutosi sempre a Porto Azzurro sabato 4 novembre in conviviale nei locali del ristorante Il Giardino per ascoltare le ragioni del “comitato del no”, è stato forte, tant’è che in sala erano presenti, oltre a vari ospiti, rappresentanti della stampa, di enti ed associazioni, ben cinque sindaci: Segnini in qualità di relatore, Peria, Papi, Barbetti e Fratini (in rappresentanza di Alessi impossibilitato a partecipare). Da sinistra: De Simone, Ricci, Orsini, Nannoni. Il coordinatore del comitato ha quindi richiamato l’attenzione della platea sui vari vantaggi che la scelta comporterebbe quali: consistenti risparmi sulla spesa pubblica, maggiore rappresentatività in Regione, nello Stato ed in Europa, snellimento dei servizi comunali, scolastici ed ambientali e riduzione dei loro costi, unificazione degli otto piani regolatori ecc., il tutto col mantenimento delle otto municipalità ed il rispetto di storia, tradizioni e peculiarità delle varie comunità elbane. Ha quindi preso la parola l’ing. Alberto Nannoni, socio del Lions Club di Piombino ma anch’egli elbano, per illustrare il contenuto di un opuscolo esplicativo edito dal comitato ed attualmente in distribuzione fra la cittadinanza. Alla relazione è seguito un dibattito, moderato dallo stesso Nannoni, nel corso del quale non sono mancati pareri in opposizione all’unificazione dei comuni; sono intervenuti: Roberto Marini, responsabile del comitato per il “NO”, Paola Mancuso sindaco di Rio Marina, De Simone, Innocenti, Meo. Da sinistra: Marini, Papi, Ricci, Segnini, Maroni. Dopo l’introduzione del presidente del Lions Club Luciano Ricci, il quale ha tenuto ad evidenziare come l’attuazione di due incontri, su questo argomento così vitale per la popolazione isolana, sia ispirata non solo all’imparzialità dell’associazione da lui guidata ed alla volontà di offrire alle due parti pari opportunità, ma anche e soprattutto per diffondere, per quanto possibile, una corretta informazione in vista delle decisioni che dovranno essere prese a breve, ha preso la parola il relatore Vanno Segnini, sindaco di Campo nell’Elba, presidente della conferenza dei sindaci e vice coordinatore del “comitato del no”. Il relatore ha spiegato come la contrarietà del comitato da lui rappresentato all’unificazione degli otto comuni si possa

[close]

p. 5

5 distinguere in due fasi. La prima riguarda le modalità di consultazione e di decisione messe in atto dalla Regione fra le quali: la raccolta di 5.000 firme, necessarie all’approvazione della legge che dia vita al referendum, che può essere fatta in tutto il territorio toscano e non solo fra la popolazione elbana, un referendum consultivo che, non prevedendo un quorum come invece avviene in molte altre regioni italiane, non consente la valutazione degli astenuti e che darà un risultato sul quale Firenze avrà la discrezionalità di interpretazione per imporre infine la propria decisione. La seconda fase poi, quella che vedrà finalmente l’instaurazione del comune unico, secondo Segnini è viziata dalla mancanza di un progetto che la sostenga con la previsione di dettagli quali l’unificazione delle varie normative che regolano l’edilizia, l’utilizzazione del suolo pubblico, il commercio, i contratti di lavoro, l’informatica, ecc. La critica del relatore si è estesa altresì ai lunghi tempi di attuazione del progetto, alla difficoltà di un unico ente di interpretare la varie peculiarità del territorio e alla rappresentatività in Regione che, seppur accresciuta, sarà sempre limitata al 0,8%. Sempre a favore del “NO”, sono quindi intervenuti Papi che, fra l’altro, ha richiamato l’attenzione sull’estensione del territorio che il comune elbano si troverebbe a gestire che, con i suoi 223 Kmq, è superiore a quella di Milano e doppio di quella di Firenze, sulla esiguità dei risparmi che in pratica si avrebbero dall’unificazione e sulla lontana provenienza del progetto che, secondo il sindaco di Porto Azzurro, ha una notevole connotazione politica; Marini ha lamentato infine come un’iniziativa di così grande impatto dovesse essere concordata fra tutti gli enti in causa anziché calata dall’alto. A favore del “SI” si sono quindi espressi il sindaco di Capoliveri Barbetti, quello di Portoferraio Peria, Fratini in rappresentanza del comune di Rio nell’Elba, Bargellini presidente della Confesercenti di Portoferraio. I loro interventi hanno in sintesi sottolineato i vari aspetti positivi che l’uni-ficazione comporterebbe quali: la possibilità di rappresentare le varie espressioni della cittadinanza isolana col mantenimento delle 8 municipalità, a loro volta eventualmente raccolte in un’unica “Comunità delle Municipalità”, il vantaggio di poter unificare gestioni come quella della raccolta dei rifiuti che sino ad oggi, a causa dei vari campa-nilismi, ha trovato solo soluzioni dannose che gravano negativamente sulle spalle della cittadinanza, l’assoluta apoliticità del comitato nel quale figurano le associazioni di categoria e sindaci di opposte estrazioni partitiche, la dimostrazione che tutta l’operazione si sta svolgendo nel totale rispetto delle leggi e della Costituzione. Ma infine sembra doveroso far notare l’intervento del dottor Tiberio Pangia che, con la frase evidentemente provocatoria “Io non ci ho capito proprio nulla”, ha voluto richiamare l’attenzione di amministratori e rappresentanti di enti e categorie presenti sulla necessità di fornire alla popolazione, prima che venga chiamata alla consultazione su una materia così complessa, una comprensibile e capillare informazione. L’incontro si è concluso col saluto del presidente Ricci che, commiatando gli intervenuti, ha ricordato il prossimo appuntamento del Lions Club che, sabato 19 Novembre alle ore 15, vedrà impegnato il sodalizio con l’Associazione Michele Cavaliere in una conferenza aperta al pubblico a Portoferraio nella sala della Provincia sul tema “Malattie oncologiche all’Isola d’Elba”. Conferenza organizzata dal comitato Michele Cavaliere in collaborazione col Lions Club Isola d’Elba. Portoferraio, sabato 19.11.2011 Da Sn. Coltelli, Maroni, Ricci, Bianchi, Rosselli, Chillemi, Cavaliere, Genghi. Il richiamo originato dall’argomento della conferenza sulle malattie oncologiche all’Elba è stato notevole; lo si poteva percepire dall’affluenza nella sala della Provincia di Portoferaio, nel pomeriggio di sabato 19 novembre, di operatori del settore, medici di base, ma anche comuni cittadini e giovani elbani. Non poteva d’altronde andare diversamente visto il livello dei relatori chiamati a trattare su di un tema così importante. Dopo un breve saluto del presidente del Lions Club I. d’Elba, curatore della logistica dell’evento, Luciano Ricci e l’introduzione del responsabile del comitato organizzatore Elvio Cavaliere l’incontro è entrato nel vivo della questione con i vari interventi moderati dal lion Dr. Luigi Maroni.

[close]

p. 6

6 “Non dobbiamo creare allarmismi ha detto il Dr. Fabrizio Bianchi, dirigente e ricercatore del C.N.R. e primo relatore del meeting, - ma non dobbiamo neppure trascurare eventuali segnali o semplici sensazioni pervenute da medici o da comuni cittadini”. Secondo Bianchi, che ha proseguito illustrando un’analisi svolta su tutto il territorio italiano in relazione ai fattori di inquinamento che potrebbero avere un nesso di casualità con l’insorgenza di tumori, ai nostri giorni si sta meglio perché la vita è allungata, diminuisce la mortalità, ma nel contempo, nonostante la possibilità di valide terapie, aumentano le patologie. nante certo di tumori, nell’acqua degli acquedotti elbani, ha tenuto a rassicurare che percentuali di tale elemento sono entro i limiti di legge e, quando dai controlli routinari emergono rari casi di anomalia, vengono immediatamente emesse ordinanze di non potabilità che, per altro, sinora sono sempre rientrate in breve tempo. Sono seguite numerose domande da parte del pubblico presente in sala, alle quali i relatori hanno risposto ciascuno secondo il proprio campo di competenza. L’incontro si è concluso col ringraziamento del presidente Luciano Ricci a tutti gli intervenuti ed in particolare ai relatori che hanno saputo parlare al pubblico con linguaggio comprensibile ed accessibile a tutti. Conferenzieri, ospiti e lions si sono quindi riuniti in una serata conviviale nei locali del ristorante Il Giardino di Porto Azzurro. FVDG Fiorenzo Smalzi e DO Loriana Fiordi Portoferraio, giovedì 1 dicembre 2011 Il pubblico in sala. Per quanto riguarda l’Elba il ricercatore ha evidenziato l’opportunità di procedere ad una raccolta dei dati registrati in ospedale, alla ASL e dai medici di base per poter eseguire una mappatura su tutta l’Isola tale da consentire l’individuazione di eventuali concentrazioni e, in tal caso, di determinarne la causa. E’ stata quindi la volta del Dr. Santi Chillemi, ricercatore del C.N.R., che ha sottolineato la necessità, nella raccolta dei dati, di un rigoroso procedimento che preveda l’accordo fra i comuni e i vari enti ed amministrazioni interessati, senza il quale l’effetto potrebbe essere controproducente. Il Dr. Filippo Rosselli, dell’Istituto Pasteur, ha aggiunto che, trattandosi di una ricerca su una comunità abbastanza concentrata dai limiti dell’insularità, potrebbe dimostrarsi utile un’indagine intesa a rilevare potenziali problemi di genetica fra la popolazione. Il Dr. Luigi Coltelli, oncologo dell’ospedale elbano, ha quindi richiamato l’attenzione sull’incidenza nel nostro territorio del tumore mammario nell’uomo. Secondo Coltelli non siamo affatto a livelli allarmistici, ma, concordando con i precedenti interventi, ha confermato l’utilità di un approfondimento statistico su queste patologie. Per ultimo ha preso la parola il Dr. Luigi Genghi della ASL 6 che, in seguito ad una domanda rivolta dalla platea sulla presenza di arsenico, ritenuto fattore scate- Sono stati due gli argomenti trattati nell’ultimo incontro operativo organizzato dal nostro Club per l’anno 2011: il service sugli scambi giovanili e l’intervento che il Club intende eseguire in aiuto al comune di Campo nell’Elba colpito dalla recente alluvione. A relazionare sul primo argomento in scaletta è stata la lion Loriana Fiordi, presidente del comitato distrettuale per gli scambi giovanili (YCEC) che, dopo la proiezione di un breve ma coinvolgente filmato che illustra la vita e le attività dei giovani durante la loro permanenza nei campi ed in famiglia in paesi di tutto il mondo, è passata a spiegare in sintesi i requisiti per poter partecipare a quest’opportunità e cosa possono aspettarsi i giovani che vi aderiscono. La relatrice ha precisato che i campi per i giovani sono presenti in tutti i 180 paesi del mondo nei quali opera il Lion; vi possono partecipare i ragazzi di età compresa fra 17 e 21 anni, che abbiano una discreta padronanza della lingua inglese, che siano disposti a compiere viaggi talvolta lunghi ed ad accettare le abitudini ed i costumi di altre popolazioni; anche per le famiglie ospitanti è necessaria la reciproca disponibilità ad ricevere giovani stranieri e a condividerne usanze e cultura. Il ritorno di questa esperienza aggregante si traduce in un vicendevole arricchimento che non si limita ai ragazzi, ma che interessa le famiglie, l’ambiente, il mondo lions. Questo service, come ha proseguito il DO, che quest’anno è arrivato al traguardi di ben 50 anni di esistenza, è in continuo

[close]

p. 7

7 aumento; in Italia abbiamo 18 campi di cui 3 per disabili. Oltre a questo, come ha voluto ricordare il vicegovernatore Smalzi, che per tanti anni ha curato l’organizzazione degli scambi giovanili, si deve aggiungere che il DG Manzari ha introdotto sul programma di attività per il corrente anno lionistico un service inteso ad aderire all’iniziativa fondata dall’attore Paul Newman per l’esercizio di campi per bambini affetti da patologie terminali o gravissime. Non a caso in sala erano presenti i due presidi delle scuole superiori elbane: la Prof.ssa Maria Grazia Battaglini e la Prof.ssa Grazia Ceccherini, che hanno dato la propria disponibilità ad ammettere a scuola esperti informatori che possano trasmettere alle studentesse un’adeguata informazione su questa vitale materia. Ai due presidi è stato altresì comunicato che uno studente meritevole, individuato con modalità da stabilirsi e che risponda ai requisiti per la partecipazione al service sugli scambi giovanili, verrà premiato con la partecipazione gratuita durante la prossima estate ad un campus in paese straniero. Nota: informazioni sugli scambi giovani sono disponibili sul sito: www.scambigiovanili-lions.org Il tavolo della presidenza Smalzi, dopo non aver mancato di indirizzare al nostro lion Mario Bolano, DO per gli scambi giovanili, un sentito ringraziamento ed un elogio per l’organizzazione attuata in accogliere anche quest’anno di un consistente gruppo di ragazzi all’Elba, ha brevemente descritto un altro service che caratterizzerà l’annuale attività distrettuale: il Progetto Martina. Il progetto nasce da una volontà espressa da questa diciassettenne che, prima di morire per tumore alla mammella della cui presenza non si era accorta per tempo non essendo informata sulla sua sintomatologia, ha esternato il desiderio di divulgare fra le giovani una appropriata informazione sull’insorgere di questo male che, come noto, se preso per tempo può essere combattuto e anche vinto. Il presidente del Club Luciano Ricci ha, a questo punto, introdotto il secondo argomento all’ordine del giorno, che riguarda gli aiuti alla cittadinanza del comune di Campo nell’Elba disastrato dalla recente alluvione. A questo riguardo il FVDG ha osservato che purtroppo gli eventi si sono verificati quando già dal fondo a disposizione del Distretto era stato effettuato un ingente prelievo per aiutare le popolazioni dell’alta Toscana colpite da simile calamità. Ciò nonostante Smalzi ha assicurato il suo diretto interessamento per far pervenire al Club da parte del Distretto, per questo fine, la somma di 6.000 Euro. Ricci ha quindi espresso la volontà di utilizzare quest’importo, in aggiunta a quanto raccoglierà il nostro sodalizio, per ripristinare la scuola di Marina di Campo che gli allagamenti hanno reso inagibile. Mario Bolano Secondo una consuetudine oramai consolidata da alcuni anni, il ns Club si distingue nell’ ospitare diversi ragazzi provenienti da ogni parte del mondo che aderiscono agli scambi giovanili. Voglio ricordare che il programma prevede la partecipazione dei ragazzi ai vari campi, 15 per l’esattezza, che vengono organizzati dai vari distretti italiani; prima di arrivare ai campi cui sono destinati vengono ospitati da famiglie lions, generalmente per una settimana e come dicevo il ns club anche quest’anno ne ha ospitati un buon numero. Il distretto Toscana per il secondo anno ha inoltre organizzato il Campo Italia ed il direttore del campo, il ns. amico, 2^ Vice Governatore Distrettuale, Fiorenzo

[close]

p. 8

8 Smalzi , ci ha fatto visita, insieme ai partecipanti, nei giorni 14 e 15 luglio. se asfaltata e ricca di segnali stradali ed indicazioni varie); oltre ai nonni vi abitavano un loro fratello scapolo ed i loro tre figli maschi (i miei zii) con relative mogli e prole. Al piano terreno si trovava un’ampia stanza che serviva da mensa per tutti e che comprendeva altri due piccoli locali per la cucina a legna e per l’acquaio. Sempre al piano terra, oltre ad un altro paio di stanze, c’erano la cantina, la stalla per due o tre vacche, la rimessa per il carro e per le varie attrezzature necessarie alla coltivazione dei campi; al primo piano, con solaio in tavolato di legno, si trovavano le camere da letto e, proprio sopra la stalla, il fienile; il secondo piano, anch’esso con solaio in legno, composto da un unico stanzone sottotetto di altezza ridotta, con finestre più basse di quelle sottostanti, era adibito a granaio per la conservazione del mais prodotto nei campi. Ai piani superiori si accedeva, rigorosamente scalzi, su rampe di scale in legno ai piedi delle quali si lasciavano le calzature; il primo sottoscala era destinato alla conservazione dei salumi, prosciutti, capocolli, salami, ecc. appesi al soffitto. Nell’ampio cortile prospiciente la casa c’era il pozzo romano dal quale, per mezzo di catena con carrucola e secchio, si attingeva l’acqua per gli usi domestici e, proprio vicino al pozzo, l’abbeveratoio per le mucche, costituito da una vasca in muratura il cui foro di scarico era tenuto tappato con un torsolo di pannocchia di granturco. In famiglia ciascuno aveva i propri incarichi ben precisi: nonno Vittorio, che ostentava un bel paio di baffi a manubrio, oltre che della supervisione generale, si interessava della panificazione e della cottura della polenta, suo fratello, il “barba” Angelo, si occupava della cura delle mucche e della mungitura, alla nonna Anna spettava il lavoro di cucina e l’allevamento di galline, oche ed anitre, zio Beniamino era specializzato nel confezionamento di scarpe, scarponi invernali, zoccoli, ecc., zio Isidoro (Doro) invece sapeva ammazzare i maiali e trarne insaccati, prosciutti e quant’altro, faceva il barbiere per i familiari, era abile nel confezionare cesti di giunco e nel manutenzionare tutte le attrezzature, lo zio più giovane, Angelo, infine era l’unico che lavorava fuori casa come conducente di autotreni a lunga percorrenza: costituiva forse il primo sintomo di un cambiamento epocale già inesorabilmente avviato. Ma torniamo al campo fra gli argini del Meduna. Alcuni giorni prima gli zii avevano provveduto a falciare l’erba medica lì coltivata ed a disporla in filari per poterla, una volta essiccata, caricare agevolmente sul carro. La mattina zio Doro ordinò a me ed a mio cugino Piergiorgio di preparare timone e giogo vicino al carro perché, visto la Il gruppo in visita al centro storico di Portoferraio. Sono state due giornate entusiasmanti e piene di soddisfazioni sia per i ragazzi sia per il ns club che ha potuto prendere contatto con una incredibile realtà; 45 ragazzi di 30 nazionalità diverse hanno vissuto insieme ed hanno condiviso un’ esperienza unica ed indimenticabile per quattro settimane!!!! Uno dei momenti più belli è stata sicuramente una serata appositamente organizzata con musica e tanta allegria e che ha visto il coinvolgimento di un totale di quasi 90 persone tra ragazzi, accompagnatori ed ospiti. Più che le parole alcune immagini scattate dal ns. socio e provetto fotografo Umberto (alias Alviero….) rendono sicuramente meglio il senso dell’incontro. Per il prossimo anno saremo sicuramente disponibili a ripetere l’esperienza e il ns. amico Fiorenzo potrà contare ancora sulla ns. collaborazione. Pratica applicazione di un detto popolare Vittorio G. Falanca Il campo, circa un ettaro, si trovava oltre l’argine del Meduna, nel tratto in cui il fiume passa fra Pordenone ed Azzano X° per poi andare a gettare le sue acque limpide e gelide nell’alveo del Livenza. La sua terra era considerata molto più produttiva delle altre in virtù soprattutto della fertilizzazione dovuta alle inondazioni stagionali. Siamo nella pianura friulana in un agosto dei primi anni 50 in un borgo chiamato Corva dove i miei nonni materni, friulani DOC come si evince dai loro cognomi Bellotto e Bortolin, possedevano una casa in aperta campagna situata fra i terreni che coltivavano, nella quale mi ospitavano ogni anno durante le vacanze estive per una quindicina di giorni. La casa, tutt’ora esistente, era grande a due piani situata proprio al bordo di una bianca strada sterrata denominata via Boscat (anch’essa tutt’ora esistente, anche

[close]

p. 9

9 notevole quantità di carico da imbarcare, ma soprattutto un’aspra difficoltà che ci aspettava nel percorso, avrebbe attaccato due vacche anziché una come era solito fare nella maggioranza dei casi. Partimmo. Sul carro, con pianale, ruote, assi ecc. tutto in legno, prendemmo posto zio Doro, addetto alla guida, e noi due bambini, Piergiorgio ed io, come passeggeri, mentre gli altri zii e zie si avviarono in bicicletta. Durante il tragitto passammo per la piazza del paese dove, oltre alla scuola, un’osteria e la latteria, sorgeva la chiesa parrocchiale: un grande edificio realizzato tutto con mattoni rossi e gialli prodotti nella locale fornace, disposti in modo da formare artistiche composizioni bicromatiche a rilievo. Trovandomi al cospetto di questo bel fabbricato (anch’esso ancora esistente ed ottimamente conservato) non potevo non ricordare quando alcuni anni prima, verso la fine della guerra, la domenica vedevo mio fratello Flavio, di sette anni più grande di me, impegnato, in qualità di chierichetto, a suonare le campane. Doveva essere divertentissimo: afferrato alla corda, nel momento del ritorno della campana, volava in alto tanto che dalla porticina del campanile riuscivo a vedere solo le sue scarpe nere con calzini bianchi afflosciati sulle caviglie sgambettare vivacemente nel vuoto. Avrei voluto andare anch’io a tirare le funi campanarie, ma ero trattenuto dalla decisa presa della mano della nostra mamma che me lo impediva cercando di rabbonirmi con la scontata frase “Quando sarai più grande …”. Intanto il carro trainato dalle due vacche procedeva verso la destinazione. Lasciato l’abitato di Corva la strada si faceva, seppur sempre pianeggiante, più impervia: le ruote del carro infilavano i solchi induriti tracciati nel fango dai precedenti passaggi come fossero rotaie, mentre nei tratti più ombreggiati le mucche affondavano passo dopo passo le unghie nella mota non ancora seccata dai raggi solari. Finalmente giungemmo all’argine del Meduna aldilà del quale c’era il nostro campo; si trattava di un lungo terrapieno alto due o tre metri, dalle pareti svasate e ricoperte di erba verde, per scavalcare il quale si doveva montare e scendere su una sorta di tornante ad “U” molto stretto e con rampe ripidissime. Per affrontare l’impegnativo ostacolo zio Doro scese dal carro e, per meglio guidare le bestie, afferrò la cavezza di quella più anziana, incitandole con parole convenzionali e non risparmiando qualche leggera frustatina. Ma il bello venne una volta giunti sul colmo del terrapieno, eseguita la stretta curva del tornante, nell’affrontare l’immediata discesa con un mezzo privo di freni si correva il rischio di travolgere le due mucche vincolate dal giogo. Niente paura, con mossa rapida e con la sicurezza di chi ha acquisito esperienza in quest’operazione, zio Doro corse rapidamente verso il retro del carro, afferrò uno dei quattro bastoni di acacia conficcati agli angoli del pianale allo scopo di trattenere il carico di fieno, e un istante prima che iniziasse la discesa lo infilò fra i raggi della ruota posteriore esterna ed il sostegno del suo asse in modo da bloccarla. L’effetto fu pienamente risolutivo, altro che freni a disco! Carro e vacche scesero dalla rampa lentamente, senza problemi per ritrovarsi finalmente nel campo dove gli altri, che ci avevano preceduti in bici, attendevano pronti con le forche già impugnate. Così funzionava il freno. E’ curioso a questo punto osservare come il detto “mettere i bastoni fra le ruote” abbia più o meno il significato di creare ostacoli o impedimenti a qualcuno, mentre nella realtà si trattava di una comune quanto abile operazione messa in atto allo scopo di ovviare un grave rischio. è un service del Club al pari degli altri attuati di anno in anno. Fra le sue componenti una delle più importanti è la rubrica LA VOCE DEI LIONS. Essa contiene gli elaborati e le foto che i soci fanno pervenire all’addetto stampa. Non mancate di “far sentire la vostra voce”, è un diritto-dovere di ogni lion e contribuisce all’arricchimento della pubblicazione.

[close]

p. 10

10 Umberto Innocenti L’autunno è sicuramente la stagione più bella e particolare per il fotografo. L’intensità e la varietà di colori che la natura ci offre rappresenta infatti possibili spunti per immagini d’effetto. Facendo una passeggiata nei nostri boschi , in questo periodo, la prima cosa che ci colpisce è la varietà di colori delle foglie, degli alberi, del cielo, uno spettacolo che suscita emozioni che raramente possiamo provare in un periodo dell’anno diverso. tieri e la nitidezza del clima con il sole mai troppo alto in cielo, che riesce a dare una buona illuminazione anche nelle ore centrali del giorno. In queste condizioni si moltiplicano le possibilità di fotografare in controluce,unica attenzione all’esposimetro perché può essere indotto a sottoesporre il soggetto. Il problema si risolve facilmente scattando più fotogrammi (in sovra e sottoesposizione), per poi scegliere quello più vicino alle nostre aspettative. Per camminare sui sentieri è importante essere snelli e leggeri quindi dotiamo la nostra macchina fotografica con un solo obiettivo, uno zoom, che copra focali sia grandangolari, sia medio tele (28-70 mm o 28-105mm), il polarizzatore è senza dubbio il filtro più utile per fotografare il paesaggio autunnale perché in questo periodo c’è sempre un tasso di umidità piuttosto elevato e questo filtro può eliminare la luce diffusa dalle particelle d’acqua presenti nell’aria. Può essere utile anche il cavalletto , ma possiamo farne a meno sfruttando sassi tronchi e altre cose dove appoggiare la nostra macchina fotografica. Infine, ma molto importante e priva di peso, portiamo con noi la nostra sensibilità e il nostro spirito d’osservazione, per fortuna la qualità dell’immagine finale dipende soprattutto da noi. Antica macchina fotografica a lastra. Due ulteriori aspetti contribuiscono a rendere ancora più piacevole la fotografia in un bosco autunnale, la tranquillità dei sen- www.lions-isoladelba.it è il sito del nostro Club, dove, oltre ad altre informazioni, si possono consultare gli ultimi notiziari integralmente riprodotti in PDF. Racconto del Mahatma Gandhi riportato dal lion Ennio Cervini Mi fa sorridere il racconto del Mahatma Gandhi, grande Anima di nome e di fatto e grande nemico di inglesi, è stupendo e le conclusioni assolutamente condivisibili! l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato. Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno» Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno. C'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant' uomo sentì Gandhi. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne

[close]

p. 11

11 un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno". Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant'uomo disse a Dio : «Non capisco!» E' semplice, - rispose Dio, - essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire se stessi....ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri! Quelli dell'altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi... Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura...La differenza la portiamo dentro di noi. Mi permetto di aggiungere... "Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i bisogni i tutti ma non per soddisfare l'ingordigia di pochi. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo". Si stima che il 93% elle persone non inoltrerà questo messaggio. Se fai parte del 7% che lo farà, invialo con il titolo: 7%. E. C. nica per la Pasqua dovremo aspettare la domenica successiva 25 aprile. Luna piena. Già nel 5° sec. a.C. l'astronomo ateniese Metone aveva calcolato che nell'intervallo di 19 anni, detto ciclo di Metone, le fasi della luna si ripresentano negli stessi giorni dell'anno. Consultando un calendario del 1992 e confrontandolo con quello dell'anno in corso ne avremo pertanto la conferma. LA PROFEZIA MAYA Miscellanea di cultura a cura di Giuliano Meo CALENDARIO PASQUA Nel Consiglio di Nicea (20.5.325) venne deciso di far cadere la Pasqua nella prima domenica che segue il primo plenilunio dell'equinozio di primavera, per cui la data di Pasqua può cadere tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Immaginiamo infatti che il plenilunio avvenga il 21 marzo in coincidenza dell'equinozio e con il giorno di sabato, la Pasqua sarà pertanto il 22 marzo cioè il primo giorno possibile del periodo indicato; se invece il plenilunio del 21 marzo dovesse cadere di domenica dovremmo aspettare la domenica successiva 28 per celebrare la Pasqua. Se immaginiamo ancora che il plenilunio avvenga il 20 marzo il successivo avverrà il 18 aprile e nel caso che sia dome- Dopo 70 giorni di navigazione ormai in preda al più profondo scoraggiamento e minacciato dall'equipaggio, Cristoforo Colombo con i suoi uomini scorse finalmente una terra. Era la notte tra l'11 ed il 12 ottobre 1492. All'alba le tre caravelle gettarono l'ancora in una baia deserta e Colombo prese possesso di quella terra battezzata San Salvador con tanto di registrazione e autenticazione dell'evento da parte di un notaio per conto della Casa Reale di Castiglia. Iniziò così la scoperta del territorio americano ( si pensava però di aver raggiunto il Cipango e il Catai, cioè il Giappone e la Cina ) e l'incontro con le nuove popolazione. La prima vera presa di contatto con la civiltà Maya è da far risalire al 4 marzo 1517 allorché tre velieri dell'Avana ( Cuba ) andarono ad ormeggiare vicino alle coste settentrionali dello Yucatan. Successivamente una spedizione partita da Santiago de Cuba nel 1518 dopo uno scalo all'Avana portò la flotta spagnola comandata da Hernan Cortés all'isola Cozumel: proseguendo verso sud fiancheggiando la costa orientale dello Yucatan gli spagnoli scoprirono sbalorditi i maestosi edifici in muratura di Tulum, una delle città più notevoli ed interessanti dei Maya. Da lì proseguirono negli anni le scoperte e gli studi su questa antica e progredita civiltà Maya, la cui origine e provenienza è tuttora ignota, ipotizzando comunque l'inizio del suo affermarsi tra il 300 ed il 900,” l'età dell'oro” con la costruzione delle grandi piramidi, palazzi,templi e con la nascita e fioritura della cultura e civiltà classica dei Maya. Poi la decadenza e la scomparsa (prima metà del sec.XVIII ?). Come? Invasione di barbari

[close]

p. 12

12 dal Nord,il progressivo impoverimento della terra, l'assalto sempre più incontrastato ed estenuante della giungla, o una decantazione graduale non violenta, lenta ma inesorabile dovuta a lotte di classe, tra le caste religiosa e aristocratica e le masse contadine? tutto evaporato diviene una massa informe non più visibile. I nostri scienziati non suffragano questa previsione catastrofica del calendario Maya, anche se riconoscono al Codice Dresda precisioni sbalorditive. Il Codice Dresda per es. dà un totale di 11960 giorni per 405 lunazioni considerate in 33 anni di osservazione; orbene gli astronomi attuali stimano tale durata pari a 11959,89 giorni, il che corrisponde ad un errore o meglio ad una differenza di un giorno per 380 anni!.Inoltre gli astronomi Maya ritenevano che l'anno di Venere fosse pari a 584 giorni, oggi si è calcolato che esso equivale a 583,92 giorni,il che corrisponde ad uno scostamento inferiore ad un'ora all'anno! Eppure i Maya non disponevano né di strumenti ottici né di unità di misura del tempo pari all'ora e al minuto, i loro calcoli erano dunque basati esclusivamente su osservazioni oculari, triangolazioni e misure delle ombre servendosi senza dubbio dello gnomone, una specie di mirino costituito da una semplice pertica posta verticalmente che aveva permesso di osservare come l'ombra proiettata sul terreno a mezzogiorno del 21giugno dà la proiezione più corta (solstizio d'estate), mentre quella che si proiettare a mezzogiorno del 22 dicembre (solstizio d'inverno) è la più corta. Bando alle precisioni del Codice Dresda, vogliamo........andare avanti! DITTONGO E IATO Le vocali del nostro alfabeto si distinguono in forti e deboli: del primo gruppo fanno parte a, e, o,del secondo gruppo i e u. L'incontro di due vocali deboli, di una forte e una debole, di una debole e di una forte genera il dittongo, mentre l'incontro di due vocali forti genera lo iato. Per cui la parola eroe dovrà essere divisa : e-ro-e, mentre il plurale eroi: e-roi. ALCUNI TERMINI DELLA CRISI ECONOMICA CRESCITA NEGATIVA: si registra allorché avviene una contrazione del PIL,acronimo di Prodotto Interno Lordo, cioè il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all'interno di un paese in un certo intervallo di tempo, di solito un anno, destinati ad uso finale (consumi,investimenti,esportazione) e non pertanto destinati ad usi intermedi, cioè consumati e trasformati in un processo produttivo per l'ottenimento di nuovi beni e servizi. Per registrare questo arretramento economico non bastano pochi mesi ma un periodo più esteso superando quindi situazioni occasionali o contingenti. In questa fase i prezzi sono stazionari. Si dice lordo perché è al netto degli ammortamenti distribuiti in più esercizi. Il Immagini del Codice di Dresda. Le quattro precedenti ere stimate dai Maya, che nutrivano una vera e propria ossessione per il tempo,avrebbero avuto fine a causa di cataclismi generati da una inversione del campo magnetico terrestre, la quale avverrebbe in media ogni 250.000 anni, anche se l'ultima registrata è di 780.000 anni fa quindi saremmo molto in ritardo. I Maya avevano questa ossessiva preoccupazione per il tempo perché erano convinti della sua ciclicità e che pertanto determinati eventi si ripetessero nella storia periodicamente. Da qui anche la previsione per il 21 dicembre 2012 della fine del mondo, immaginando secondo il Codice Dresda (il più fascinoso e il più completo dei tre codici Maya sopravvissuti) una esondazione apocalittica di acqua che fuoriesce anche dai vulcani distruggendo il mondo. Fra le molte cause della distruzione causata dall'acqua per es. dall'innalzamento degli oceani, si potrebbe annoverare la caduta di un meteorite. Lo studioso astronomo Roberto Bast ha congetturato che una cometa passa vicino alla terra ogni 1025 anni, sempre comunque a distanza di sicurezza perché un impatto, cioè una sua collisione provocherebbe la fine del mondo. Forse i Maya hanno previsto proprio questo evento. Veniamo infatti ai calcoli: il calendario Maya comincia nel 3113 prima della nostra era per cui considerando l'intervallo di 1025 si arriverebbe al 2012 cioè all'apocalisse della quinta era (3113-1025=2088-1025=1063-1025=381025=987+1025=2012). Per la verità la data del 38 a.C. Si sposterebbe al 44 a.C., anno di uccisione di Cesare in cui secondo quanto ci tramanda Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia apparve in cielo ben visibile per sette giorni un corpo molto lucente per poi scomparire definitivamente. La coda luminosa della cometa deriva dallo strato di ghiaccio illuminato dal sole,ma allorché si allontana da esso ed il ghiaccio è

[close]

p. 13

13 reddito pro-capite è il rapporto tra PIL e popolazione. mente il Debito Pubblico sempre rapportato al PIL somma a circa 120,5%,cioè circa 1600 miliardi di euro di PIL contro circa 1900 miliardi di euro di debito. L'AVANZO PRIMARIO del Bilancio dello Stato configura sempre la differenza tra Entrate e Spese Pubbliche, ma nel calcolo in questo caso non vengono presi in considerazione gli interessi che lo Stato deve corrispondere sui titoli emessi. Inversamente si parla di DISAVANZO PRIMARIO. Se consideriamo che in base al PATTO DI STABILITA' per gli Stati membri della Comunità Economica Europea secondo i parametri di Maastricht il Deficit Pubblico non può superare il 3% del PIL mentre il Debito Pubblico deve essere inferiore al 60% del PIL o comunque deve essere monitorato al progressivo rientro, si prende cognizione della realtà economica esistente. STAGNAZIONE: si verifica quando le rilevazioni del PIL mostrano livelli di crescita zero o quasi nulla per un periodo relativamente lungo, senz'altro superiore ad un quadrimestre. I prezzi rimangono invariati. STAGFLAZIONE: termine composto da stagnazione e inflazione che rispecchia un periodo in cui si sommano ristagno dell'economia ma con un rialzo dei prezzi al consumo. RECESSIONE: la situazione economica si fa più precaria e se ne constata un certo aggravamento rapportando due trimestri consecutivi rispetto al trimestre precedente e rilevando un sensibile calo del PIL. DEFLAZIONE: fenomeno inverso all'inflazione perché i prezzi anziché aumentare (inflazione) diminuiscono per la caduta della domanda trovandosi i consumatori in difficoltà economica e di liquidità con conseguente diminuzione della circolazione monetaria e del reddito nazionale. DEPRESSIONE: fenomeno di situazione economica allarmante in quanto vengono a sommarsi vari elementi negativi: produzione in notevole e progressivo ribasso,aumento della disoccupazione, ribasso dei prezzi e crollo della borsa per il diffuso pessimismo tra gli operatori ormai cronicizzato verso l'economia del paese. DEFICIT O DISAVANZO PUBBLICO DELLO STATO: è l'ammontare di tutte le spese che non risultano coperte dalle entrate; quindi si può parlare di disavanzo quale risparmio pubblico negativo. All'attualità rapportato al PIL si dimensiona al 4%. La presenza del deficit nei conti dello Stato impone la sua copertura che avviene con tagli alle spese o con incremento delle entrate o ancora con l'emissione di titoli di Stato come BOT e CCT,emissione che va a coincidere e costituire il DEBITO PUBBLICO DELLO STATO e che sarà fonte tuttavia di ulteriori uscie per il pagamento di interessi. Attual- Umberto Innocenti Il sax piange jazz... la musica si diffonde nella notte dando equilibrio al paesaggio dominato dalla luna. Il sax piange jazz... l'equilibrio si spezza: contro la luna, a favore dell'orizzonte, la tua immagine irrompe nel mondo confuso da mille stelle accese per caso. Il sax piange jazz... Il cielo si confonde col mare, solo la luna decide a modo suo i contorni di un paese amico. Il sax piange jazz... Ridipingo il mondo a modo mio con colori ora decisi, forti, invadenti; ora tenui, confusi, timorosi di imporre un qualsiasi predominio. Mentre il sax piange jazz ridipingo il mondo immerso in un mare di note scollegate, coerenti solo con il futuro. Il sax continua a piangere.

[close]

p. 14

14 A partire da questo numero il NOTIZIARIO si arricchisce di questa nuova rubrica curata di volta in volta dal lion Dr. Luciano Gelli. Capita, facendo parte di una qualunque associazione, che alcuni membri si conoscano superficialmente. Il fenomeno, pur paradossale, è imputabile a un misto di timidezza, prerogativa di nuovi adepti, e di consumata frequentazione che induce i soci più anziani, legati da annosa amicizia, a fare comunella, trascurando pur involontariamente i nuovi arrivati. Ho ritenuto, pertanto giusto e utile, creare un piccolo archivio o, forse ancor meglio, una galleria dove facessero bella mostra di sé quei lions che hanno fornito un contributo fattivo e intelligente al mantenimento e al prestigio del nostro piccolo club. Di solito, ogni anno, escono due numeri del nostro giornale, quindi mi occorrerà un certo tempo per far conoscere coloro che, a mio modo di vedere, rappresentano le pietre angolari del club elbano. Nessuno dovrà sentirsi offeso se verrà citato in un prossimo futuro e, comunque, se così fosse, dovrà prendersela con chi scrive in perfetta buona fede. Il comandante Vittorio Falanca, meglio conosciuto come Gianni, nasce in una famiglia di marinai, gente che ha il salmastro nelle vene e gli ha trasmesso un amore infinito per il mare e per il difficile mestiere della navigazione. Un amore che possiamo scorgere con assoluta facilità leggendo i suoi racconti su vecchie gloriose navi o su avvenimenti che hanno un unico scenario: l’infinita distesa d’acqua che tante volte ha solcato affrontando difficoltà e pericoli. Gianni (preferirei Vittorio, ma non voglio urtare particolari suscettibilità) si è diplomato all’Istituto Nautico di Genova nel 1959, classificandosi terzo assoluto fra i tanti capitani di coperta che la prestigiosa scuola sfornava ogni anno. Già prima di ottenere il diploma si era imbarcato senza retribuzione come allievo nautico, giusto per costruirsi un bagaglio di esperienze, navigando nel mediterraneo, in atlantico e lungo le acque che bagnano l’Africa occidentale. Una volta ottenuta la necessaria qualifica, ha prestato servizio presso la società Tirrenia; un trampolino di lancio per imbarcarsi sul San Felice, nave che l’ha portato in Spagna, Cile e Perù. Gli imbarchi si sono succeduti consentendo al nostro comandante di fare rotta verso l’Europa del nord, l’America settentrionale, il Golfo Persico, il Giappone. Confesso che mentre mi descriveva una vita così piena e gratificante ho provato un pizzico d’invidia! Nel 1971 Gianni trova un porto sicuro e si sposa con Maria Antonietta che gli darà due figlie e inciderà sulle scelte future, da donna intelligente e pragmatica. I viaggi continuano ma seguono itinerari più facili con mete relativamente vicine. Nel 1974 vince il concorso per divenire “pilota di porto” e, sotto la guida di Gigi Burelli, amico e socio insostituibile del nostro club, affronta il tirocinio regolamentare. Cito alcune frasi che meglio di ogni mia descrizione delineano il carattere e le pulsioni di Gianni: “Mio padre e mio fratello erano entrambi naviganti e mi hanno trasmesso la passione e il bisogno di vivere sul mare. Non ho mai avuto incertezze sulle scelte fatte”. “Il mare è una cosa estremamente seria, non consente distrazioni o sottovalutazioni. I veri padroni del mare sono i naviganti di professione, non i diportisti. Sono sempre stato affascinato dalla navigazione astronomica e dai calcoli logaritmici che servono a stabilire una rotta”. “Il mare mi ha tenuto lontano dai familiari (padre e madre) che, comunque, erano abituati a lunghe separazioni. Restare lontano da Maria Antonietta e dalla prima figlia è stato molto più duro ed ha condizionato le scelte successive. Se mi fosse stato dato di prendere una decisione avrei voluto fare il pilota in un porto come Genova, ma, tutto considerato, non ho rimpianti”. Entrato a far parte dei lions sotto la presidenza di Elvio Bolano (1984) che si accingeva a passare il testimone a Filippo Angilella, Gianni ha svolto la mansione di tesoriere per due annate consecutive. In seguito ha coperto il ruolo di cerimoniere e nel 1993-1994 ha raggiunto la carica di presidente. Dal 1990 è stato continuativamente l’addetto stampa del club, mansione che esercita

[close]

p. 15

15 tuttora con risultati encomiabili per serietà e competenza. “Fare l’addetto stampa ha migliorato il mio modo di scrivere e mi ha introdotto in un mondo pressoché sconosciuto. Sono gratificato dal veder pubblicato un articolo sui quotidiani provinciali o sulle riviste lionistiche”. Gianni Falanca, un uomo mite, quasi taciturno, schivo e pieno di buon senso che interpreta al meglio l’etica lionistica usando pochi discorsi e molta concretezza. dolore che talvolta assume forme grottesche o tragicomiche. Così si può sintetizzare la descrizione dell’ultima opera, il quinto libro, del Dott. Luciano Gelli fatta in occasione della sua presentazione a Portoferraio venerdì 3 Settembre dalla Prof.ssa Licia Baldi che, dopo l’introduzione del giornalista Fabrizio Prianti, ha commentato il volume che porta il titolo “VIA DOLOROSA”. La Baldi ha altresì voluto sottolineare altre due caratteristiche del libro che sono la sincerità e la schiettezza del linguaggio adottato dall’autore che, rendendo l’opera ben comprensibile, rivelano in fondo il rispetto dello scrittore verso i lettori e, più in generale, verso gli altri. Luciano Gelli ha quindi raccontato come le varie storie del libro, che parlano di personaggi a volte immaginari a volte realmente esistiti, gli siano state ispirate dall’osservazione delle stazioni della Via Crucis che, non a caso, si sintetizzano nell’immagine di copertina. In un ordito in cui si evidenzia la commistione fra gioia e dolore che si possono provocare a vicenda, traspare infine chiaramente l’amore dell’autore per l’isola d’Elba. Ad una domanda di un osservatore fra il pubblico presente che gli chiedeva il motivo che lo ha indotto a trattare storie di dolore, Gelli ha risposto di sentire l’argomento molto vicino a sé, in quanto il dolore lo ha accompagnato per tutta la vita: vuoi per motivi familiari vuoi per fatto professionale vista la sua lunga carriera di medico. Ma dal dolore, ha fatto notare, si può trarre la forza per risollevarsi, per riaffrontare la vita con rinnovata energia, entusiasmo e, talvolta, persino con gioia. In seguito ai disastrosi eventi verificatisi nel comune di Campo nell’Elba a causa dell’alluvione di novembre, sono stati attuati i seguenti interventi che, come consuetudine affermata nelle operazioni condotte dai lions in tutto il mondo, vengono direttamente indirizzati allo scopo finale evitando intermediazioni:  il Distretto Lions 108LA, su iniziativa del DG Michele Manzari, ha stabilito l’invio di mobilia nuova per 10 camerette per un importo complessivo di Euro 2.660,76 + IVA;  il Lions Club di Firenze Cosimo de’ Medici, gemellato col nostro club, su iniziativa del ZC Federica Zolfanelli socia di quel club, ha organizzato l’invio di uno stock di mobili riconvertiti;  Nel Lions Club Isola d’Elba è in corso una raccolta di fondi per l’acquisto di materiale da destinare, anche in questo caso, ad un fine ben precisamente individuato. VIA DOLOROSA Presentazione del quinto libro del lion Luciano Gelli. Luciana e Giuliano Meo come nonni sono ormai già navigati, ma sicuramente l’arrivo a questo mondo di Niccolò lo scorso 19 settembre, figlio del loro secondogenito Stefano ed Angela, ha rinnovato ancora una volta la già sperimentata felicità.  Il dolore fa parte della vita, non possiamo far finta che non esista. Il dolore, che, rappresentato dai vari personaggi, è il vero protagonista del libro, non è sempre lo stesso; esso infatti si manifesta sotto vari aspetti: dolore senza via d’uscita che porta al suicidio, dolore che redime, che porta al perdono, alla pietà, alla redenzione, alla catarsi, alla morte e alla resurrezione, Incarichi distrettuali: Per l’anno sociale in corso a due nostri lions il Distretto 108La ha affidato i seguenti incarichi: Mario Bolano DO per il Comitato scambi giovanili, Ennio Cervini DO per i services Raccolta occhiali usati e Libro.

[close]

Comments

no comments yet