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Lions Elba

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Anno lionistico 2011-2012 Sommario INTERVISTE N. 2 2 EDITORIALE Intervista al Presidente Luciano Ricci Carlo Burchielli Mandato presidenziale 3 4 4 5 6 7 8 8 8 9 10 10 11 12 13 14 15 16 17 18 18 19 20 21 22 Festa degli Auguri Matrimonio canonico – definizioni e proprietà Visita del Governatore Dr. Michele Manzari Progetto Martina Riflessioni intorno alla crisi finanziaria. Conferenza di F. Guidara L’azalea della ricerca Malattie oncologiche all’Elba Intermeeting con il L.C. Roma Aurelium Lions Day Marcello Bargellini Elio Niccolai Umberto Inocenti Luigi Maroni Giuliano Meo V. Gianni Falanca Giuliano Meo Umberto Innocenti Mama 4 Children per Dynamo Camp Il rally Giovani e lavoro Ronzicone, storie di paese Gli Esseni. Chi Erano? Il nodo, unità di misura della velocità Il Lions in Burkina Faso Poesia Che spettacolo La galleria dei ritratti (Luigi Maroni) Interventi ed elargizioni Spigolature Organigramma a.l. 2012-2013 Albo del Club Albo della Targa Lions. Il Gonfalone Disponibilità dei lions RUBRICHE LA VOCE DEI LIONS CRONACA Luciano Gelli CHI PARLA DI NOI 23 Rassegna stampa Copertina: Lion Prof. Giancarlo Castelvecchi, 1975 – tempera. E’ stampato in proprio a cura del Lions Club Isola d’Elba. Viene distribuito ai soci del Club in due edizioni nell’arco dell’anno sociale: il n. 1 a dicembre in occasione della Festa degli Auguri, il n. 2 a giugno per la celebrazione della Charter Night. La redazione ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della pubblicazione. La composizione di questo numero comprende il periodo dal 03.12.2011 al 03.06.2012. Notizie e commenti stampa successivi saranno inseriti nella prossima edizione.

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2 Intervista del Notiziario al presidente Luciano Ricci D. Presidente, all’editoriale che hai scritto per il precedente numero del NOTIZIARIO hai dato come titolo “Il nostro Club nella realtà elbana”. Ma il nostro Club fa parte di quella meravigliosa rete estesa in ben 160 paesi di tutto il mondo e quindi come tale, a differenza di molte pro-loco, pur nella sua autonomia, è vincolato all’internazionalismo dell’istituzione lionistica nonché alle direttive multidistrettuali e distrettuali. Non ti sembra di essere caduto in contraddizione? presidenziale, cercavi di nasconderti, nonostante la tua notevole stazza, dietro il fatidico dito. Ora che il tuo anno sta per concludersi cosa ti senti di dire ai nostri soci, soprattutto ai giovani, che hanno le carte in regola per ricoprire quest’incarico? R. È vero, ogni volta ci troviamo di fronte a questo problema. E comprendo benissimo la titubanza di tanti di noi perché io stesso l’ho provata. Le motivazioni di questa sorta di reticenza, salvo alcuni evidenti casi, sono sempre le stesse: “Non ho tempo, non me la sento ancora, ecc.” Ma vi assicuro che vale la pena di trovarsi per un anno alla guida di questo splendido sodalizio. Il tempo si può sempre trovare: io stesso ho i miei impegni di lavoro ed oltretutto proprio quest’anno ho dovuto sottopormi ad un intervento di chirurgia ortopedica, mentre un secondo intervento mi aspetta a breve; per quanto riguarda la preparazione credo che il semplice fatto di essere stati ammessi a far parte dell’associazione ed un minimo di periodo di militanza costituiscano il “lasciapassare” per l’incarico di presidente. Voglio approfittare di quest’occasione per dare a chi non ha ancora ricoperto quest’incarico un incoraggiamento a farlo: vi troverete circondati da consiglieri e da lions anziani o fondatori pronti alla collaborazione, all’aiuto, all’esortazione, alla sostituzione, alla disponibilità, alla critica costruttiva; entrerete in contatto diretto con gli staff del Distretto, del Multidistretto e con le Istituzioni, farete irripetibili esperienze che rimarranno per sempre nei vostri più bei ricordi. E’ veramente un’occasione da non perdere! D. “We serve” è la frase che campeggia sotto il marchio del Lions. Spesso, in modo fra l’ironico ed il critico, sentiamo fra di noi trasformare il detto in “we pay”. Cosa mi puoi dire al riguardo? R. Sì, spesso nelle varie campagne indette in vari ambiti, dal territoriale al mondiale, siamo i primi a metterci le mani in tasca. Ma credo che ciò rientri nel vademecum mai scritto del buon lion. Debbo però aggiungere che in occasione delle raccolte di fondi, organizzate dal nostro Club o cui abbiamo aderito, Enti, associazioni, imprenditori e soprattutto la cittadinanza hanno sempre risposto tempestivamente e con grande generosità. Un’ultima valida Un momento dell’intervista. R. Assolutamente no. Nel brano infatti non ho dimenticato di citare, anche se brevemente, alcuni service che il Lion attua su scala planetaria, ai quali aderiamo da sempre, come la Sight First o gli scambi giovanili. Ma è proprio l’internazionalismo dell’Istituzione, il sentirsi cellula vivente di un organismo che opera ovunque e del quale, ovunque andiamo in giro per il mondo, troviamo evidenti tracce, che ci dà prestigio, forza, voglia di fare e di intervenire a tutti i livelli da quello locale a quello mondiale. D. Diciamoci la verità. Nel nostro Club, ogni anno, al momento della formazione del nuovo organigramma ci troviamo in difficoltà per trovare chi si assume l’onere dell’incarico di presidente; a conferma di ciò basta notare che nell’attuale organigramma manca il 2° vice presidente. Anche tu, per alcune volte, quando ci guardavamo intorno l’un l’altro alla ricerca della vittima da immolare sul trono

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3 prova ci è data dalla consistenza di fondi e materiali raccolti in favore della popolazione di Campo nell’Elba colpita dalla recente alluvione, di cui questa edizione del Notiziario e la precedente danno dettagliata documentazione. A questo proposito ricordiamo che nel campo della solidarietà il nostro club ha ottenuto, nel corso della sua esistenza, numerosi riconoscimenti: fra tutti mi piace ricordare la “chiave d’argento”, appuntata fra altri medaglioni sul nostro gonfalone, ottenuta nel 1991 con la presidenza di Vinicio Della Lucia, per l’ottimo risultato (3° posto nel Distretto 108L: Toscana, Lazio, Umbria, Sardegna) per la raccolta fondi a favore della cura del diabete. Quindi la frase “we pay” teniamocela pure, ma solo come simpatica battuta. Grazie Presidente, … pardon Past P. Carlo Burchielli are amiche ed amici Lions è con grande emozione e con senso di responsabilità che mi accingo a ricoprire la carica di 45esimo presidente del Lions club Isola d'Elba. È una grande emozione perché scorrendo tutti i nomi degli amici che mi hanno preceduto in questa pregiatissima carica qualche brivido mi viene ed anche qualche tormento... nella speranza di esserne all'altezza, oltreché un pressante senso di responsabilità. È con sincera umiltà che mi presento per questa missione e con la speranza di riuscire ad essere un buon coordinatore del consiglio e dei soci tutti, evitando così gli eccessi di personalismo e protagonismo: chi è chiamato a guidare un club dovrebbe abbandonare, durante il suo mandato, il concetto di competitività e di gestione personalistica; dovrebbe operare sicuramente secondo i suoi propositi e quelli del proprio consiglio, cercando di dare, allo stesso tempo, un'impronta propria per rendere più efficiente possibile il suo anno di presidenza, ma sempre nel rispetto delle opinioni e dei contributi della pluralità dei soci. Ed è questo quello che mi riprometto di perseguire. Anche il nostro club risente, senza dubbio, della grave crisi socio-economica che sta caratterizzando questo momento storico e, pertanto, dovrà essere mio compito tentare di riportare e ricreare all'interno del club un ambiente sempre più motivante e di far rinascere nei soci la fierezza di farne parte. Ed è proprio l'ENTUSIASMO che provo nell'intraprendere questo percorso che cercherò di trasmettere ai soci, in particolare a quelli meno motivati; entusiasmo inteso soprattutto come senso di appartenenza, ma anche come ORGOGLIO di essere Lions. Con gli amici che mi affiancheranno in questo percorso cercheremo di trasmettere a tutti i soci rinnovata energia, farli sentire tutti partecipi e fare sentire anche quelli più giovani parte integrante della nostra FAMIGLIA LIONS. Si nota sempre più un allontanamento dei soci dalla vita del club; mi sembra di scorgere una scarsa affezione per l'associazione..e sento il dovere di chiederne i motivi; non ho intenzione di accontentami del mero gesto di pagamento della quota. Il Lions è PARTECIPAZIONE, non è sufficiente sentire il senso di appartenenza dentro di sé e dirsi: “Io sono un lions”. Insieme ci chiederemo quali potrebbero essere i motivi della mancata partecipazione dei soci e cercheremo di trovare delle risposte. Partecipare è fondamentale... ogni piccola idea di ciascuno di noi può diventare un grande PROGETTO. Quindi più praticità, più dinamismo, più impegno sul nostro territorio, più collaborazione con le nostre associazioni di volontariato per comuni e condivisi progetti di SOLIDARIETA' da regalare alla nostra COMUNITÀ. Se voi ci starete vicini in questo progetto le nostre idee diventeranno realtà e si trasformeranno in ”SERVICE” per le nostre coscienze e per la nostra comunità.

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4 Portoazzurro, venerdì 16.12.2011 a crisi economico-finanziaria, la moralità negli incarichi pubblici e, soprattutto, la situazione nel comune di Campo nell’Elba a distanza di alcune settimane dall’alluvione che ha colpito i suoi abitanti. Sono questi gli argomenti scorsi dal presidente del Lions Club Isola d’Elba Luciano Ricci in occasione del tradizionale incontro, che il sodalizio organizza ogni anno a ridosso del Natale per lo scambio di auguri fra soci ed ospiti, tenutosi quest’anno a Porto Azzurro in conviviale nei locali del ristorante La Caletta nella sera di venerdì 16 dicembre. Relatore Mons. Carlo Ciattini Vescovo di Massa M. – Piombino Portoferraio, 18.02.2012 sul vero significato del matrimonio come lo viviamo oggi nella socialità e in una Chiesa aggravata da molteplici impegni, iniziative liturgiche, paraliturgiche e attività sociali in molti settori dell’operare umano, che si è incentrata l’esposizione o meglio, come ha voluto egli stesso definirla, una riflessione, di Mons. Carlo Ciattini, Vescovo della nostra Diocesi. L’occasione è stata procurata dal Lions Club Isola d’Elba in serata conviviale sabato 18 Febbraio a Portoferraio. La presenza di intervenuti, desiderosi di fare conoscenza col nuovo Vescovo e di ascoltarne le parole, nella sala dell’Hotel Picchiaie, dove si è tenuto l’incontro, era considerevole e composta, oltre che dai soci lions, da rappresentanze delle Autorità e da vari ospiti. Intervento del presidente Luciano Ricci. Meeting dunque che, più che il carattere di Festa degli Auguri, ha avuto i sobri toni di un incontro operativo: Ricci infatti si è soffermato in particolare su quanto il club sta facendo per gli alluvionati di Campo, annunciando che i fondi raccolti tramite sottoscrizione, contributi di altri club vicini, del Distretto Lions 108LA e di altri soggetti, dei quali al termine del service sarà dettagliatamente relazionato, verranno utilizzati, come costume nelle consuetudini lions, per uno scopo ben preciso individuato in questo caso dalla necessità di ripristino della scuola materna come segnalato dall’ex parroco di Campo don Gianni. Al termine della serata è stato distribuito il n. 1 2011/12 del NOTIZIARIO, che può anche essere scaricato in PDF dal sito del club www.lions-isoladelba.it . Da sn. don Francesco Guarguaglini, Mons. Carlo Cittini, Luciano Ricci, Don Gianni Mariani. Mons. Ciattini, prima di giungere al cuore del tema, ha percorso la storia del matrimonio nel cristianesimo sottolineando fra l’altro come, esistendo il matrimonio già prima della venuta di Cristo, la Chiesa lo abbia soltanto elevato a sacramento, cominciando subito a distinguerlo dai matrimoni pagani con la non imposizione ai figli da parte dei genitori sulla scelta del coniuge.

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5 L’attenzione quindi è stata richiamata dal Vescovo su Sant’Agostino, grazie al quale si definiscono le tre primarie condizioni del matrimonio cristiano: il rapporto aperto alla prole, la fedeltà, l’unione per tutta la vita. Il relatore ha continuato ricordando come il matrimonio faccia parte della vita cristiana: vita sociale, incontro con gli altri, il non essere soli in quanto nemmeno Dio, nelle sue tre Persone, è solo; la solitudine porta all’involuzione, al ritorno alla posizione fetale, all’implosione del tutto in contrapposizione all’immagine aperta del Cristo crocifisso. In questo contesto appare palese che il concetto di matrimonio non è ancora risolto, ma sarà realizzato completamente con la resurrezione e con il definitivo incontro con Dio. L’aspetto legale dell’unione, le possibilità e l’iter per addivenire alla dispensa o all’annullamento, sono gli argomenti trattati infine dal Monsignore che, a tal proposito, ha fatto rilevare come il fattore immaturità, dovuta alla mancanza del momento educativo, sia spesso la principale causa della fine dei matrimoni: chi è indotto alla separazione per immaturità infatti sarà costretto alla maturazione forzata con la tremenda sofferenza che essa comporta. In ultimo il prelato ha voluto ancora ricordare le tre condizioni del matrimonio cristiano: indissolubilità, fedeltà, apertura alla vita, che si possono realizzare solo con l’aiuto di Dio. “Solo questo – ha concluso Ciattini – è il matrimonio cattolico”. Terminata la riflessione del Vescovo, il presidente del Lions Club Luciano Ricci ha passato la parola ai presenti che hanno rivolto al relatore numerose domande ispirate sia all’ aspetto religioso della questione sia a curiosità sui vari risvolti ed interferenze fra diritto canonico e diritto ordinario. riconoscenza della comunità Lions l’opera da lui svolta in quei giorni. per Riunione del consiglio col Governatore Manzari. Come di consueto l’evento è stato preceduto da una riunione di consiglio nel corso della quale il presidente del Club Luciano Ricco ha illustrato al Governatore ed al suo staff, di cui facevano parte il DMC Paolo Tabani, l’RC Piero Fontana e il ZC Elena Nanneli, l’attività svolta nel corso di quest’anno sociale, quella in programma fino alla fine dell’esercizio, nonché la regolarità delle registrazioni e dell’amministrazione del sodalizio. Il tavolo della presidenza. L’evento, al quale partecipavano oltre a numerosi ospiti, una delegazione del Lions Club di Piombino in rappresentanza dei club partecipanti alla raccolta fondi per aiuto agli alluvionati elbani ed una del Lions Club di Pontremoli accumunato all’Elba per aver subito analoga sorte, si è sviluppato con l’introduzione del presidente Ricci che, dopo aver accennato a quanto fatto dal club da lui guidato, dal Distretto 108LA e da altri clubs toscani per portare rapidi e mirati aiuti ai cittadini campesi, ha rivolto un particolare ringraziamento a Don Gianni Mariani ed alla sig.ra Anna Maria Segnini, incaricati rispettivamente delle locali scuola materna ed associazione volontariato, per la determinante azione di indirizzo da essi operata nell’individuare persone e strutture cui destinare gli aiuti reperiti. Dr. Michele Manzari Marina di Campo, 18 marzo 2012 stata l’alluvione che ha colpito il comune di Campo nell’Elba lo scorso mese di novembre il filo conduttore della visita del Governatore distrettuale Dr. Michele Manzari, al Lions Club Isola d’Elba tenutasi in conviviale diurna domenica 18 Marzo. E non a caso il luogo dell’incontro è stato individuato proprio nei locali del ristorante di Marina di Campo “Gianni il Pugliese” il cui titolare, Andrea Ippolito, in quei giorni difficili ha offerto ospitalità e pasti agli alluvionati ed ai soccorritori; prestazione questa che gli è valsa, nel corso dell’incontro, la consegna dalle mani di Manzari di una targa testimoniante la

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6 Prima che la parola passasse al Governatore è intervenuto il sindaco Vanno Segnini che, con parole accorate e commosse, ha brevemente ripercorso i momenti tragici di quel 7 Novembre, l’azione svolta dai cittadini e dai soccorritori che, ad oggi, sono riusciti a riportare il paese quasi alla normalità e, in ogni modo, in grado di affrontare degnamente l’imminente stagione turistica. Portoferraio 13 aprile 2012 dall’eredità testamentaria di Martina, ragazza morta a soli 22 anni per tumore alla mammella, che ha preso spunto il progetto che porta il suo nome e vede tutti i Lions Club italiani, con l’appoggio dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione, impegnati in una campagna rivolta agli studenti dei due ultimi anni delle superiori tesa a diffondere la corretta informazione sull’insorgere dei tumori e su come affrontarne le problematiche con serenità e coraggio. Consegna della targa a Andrea Ippolito. Nel suo intervento conclusivo il Governatore ha richiamato l’attenzione su come riunendo le forze si possano ottenere risultati importanti che, a differenza delle piccole e frantumate attività che rischiano di disperdersi in numerosi quanto inutili rivoli, oltre a recar aiuto e sollievo ai meno fortunati, siano anche in grado di conferire la giusta visibilità alle associazioni lionistiche; prova tangibile di ciò, come ha sottolineato Manzari, è proprio quanto i lions elbani sono riusciti a fare per il comune di Campo coinvolgendo il Distretto, gli altri club della Toscana e le associazioni di volontariato locali. Non ha mancato il Governatore di accennare alla realizzazione dell’ambizioso progetto del Dynamo Camp di Pistoia, appositamente strutturato per bambini affetti da patologie gravi o croniche in terapia e nel periodo di post ospedalizzazione che verrà inaugurato il prossimo 3 Giugno, nonché del Lions Day che il 22 aprile vedrà a Firenze in piazza della Repubblica la presenza di numerosi stand dei club toscani all’interno dei quali verranno mostrate le molteplici attività in cui i sodalizi sono impegnati, il tutto corredato da manifestazioni sportive e folkloristiche. L’incontro è terminato con i tradizionali scambi di guidoncini consegnati personalmente dal Governatore, oltre che ai vari relatori, anche ai due officer distrettuali del nostro club Mario Bolano ed Ennio Cervini. il P L. Ricci consegna il guidoncino al lion Dr. Piero Pannuti A Portoferraio l’evento, su organizzazione del Lions Club Isola d’Elba e preceduto la sera di giovedì da un meeting conviviale, si è tenuto nella mattina di venerdì 13 Aprile prima nell’aula magna dell’I.T.C. Cerboni e quindi, in seconda mattinata, presso il Liceo Foresi a cura di uno staff del Distretto 108LA composto dal dott. Piero Pannuti e dalla dott.ssa Gabriella Smalzi, con la collaborazione della dott.ssa Francesca Moncini del Comitato Ricerca Tumori I. d’Elba. Dopo l’introduzione del presidente del sodalizio Luciano Ricci ha preso la parola il dott Piero Pennuti, ginecologo, che, avvalendosi di una dialettica familiare ed accessibile, è riuscito a suscitare interesse e curiosità fra i numerosi studenti che affollavano l’aula. L’introduzione all’argomento è consistita nella spiegazione della nascita, vita, riproduzione e circolazione delle celle tumorali, su ciò che le distingue dalle altre cellule destinate alla composizione dei tessuti dei vari organi del corpo umano e sulla formazione delle masse tumorali e lo sviluppo delle metastasi. Dopo un’analisi dei fattori scatenanti quali l’ereditarietà e l’esposizione ad agenti

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7 cancerogeni come fumo, radiazioni nucleari e RX, amianto, alcuni coloranti e conservanti per alimenti, esalazioni di catrame durante l’asfaltatura, eccesso di alcool, trasmissione dell’HIV per via sessuale, ecc. Pannuti è passato ai suggerimenti su come affrontare e possibilmente risolvere l’insorgere di questo male. Così ha parlato di prevenzione primaria, cioè il non esporsi ad agenti cancerogeni, e di prevenzione secondaria costituita da esami clinici del sangue, pap test, indagine mammaria (anche nei maschi) e del testicolo, visite mediche fra i 18 e i 20 anni, che d’altronde una volta si facevano in occasione della leva obbligatoria. Conferenza del Dr. Francesco Guidara Portoferraio 12 maggio 2012 con la proiezione di alcune recenti immagini di rivolte ed attentati verificatisi in Europa ed in Italia, nonché delle ultime preoccupanti dichiarazioni del Ministro Passera sulla tenuta sociale del Paese, che Francesco Guidara ha voluto dar inizio alla conferenza, o meglio, come ha voluto egli stesso precisare, ad alcune riflessioni sull’attuale crisi finanziaria paradossalmente ispirate all’ottimismo e alla ricerca di possibili favorevoli occasioni soprattutto per i giovani. Nel corso dell’incontro, organizzato in conviviale dal Lions Club Isola d’Elba la sera di sabato 12 maggio a Portoferraio nei locali dell’Hotel Villa Ottone, Francesco Guidara, giornalista specializzato in economia e finanza, capo redattore del canale televisivo Class CNBC, analizzando il quadro dell’economia italiana, europea e mondiale, ha osservato come questo non sia certamente rassicurante: si prevede l’uscita della Grecia dall’Europa, molte grandi aziende stanno subendo una caduta finanziaria, la spesa per gli interessi sostenuta dallo Stato è a livelli allarmanti mentre il PIL è in discesa. Aula Magna dell’I.T.C. Cerboni, parla Pannuti. La dott.ssa Gabriella Smalzi ha proseguito la conferenza focalizzando l’attenzione sull’importanza che lo stile di vita riveste per l’aumento delle difese contro il cancro; quindi sport, corretta alimentazione con privilegio per frutta e verdure e limitazione di carni, salumi, formaggi e grassi in genere. “La vita è meravigliosa, ma ne abbiamo una sola” ha detto la Smalzi proseguendo quindi con l’incitamento a voler bene al nostro corpo osservandosi allo specchio, controllando il seno (azione raccomandata anche ai maschi), il testicolo, i nei, eseguendo periodicamente un pap test ed osservando igiene e pulizia personale e ambientale. In caso di rapporti sessuali, ha raccomandato la dott.ssa, usare il profilattico visto l’incremento in atto delle malattie veneree. A conclusione la relatrice ha ricordato ai ragazzi l’importanza, per coloro che diventeranno genitori, di donare il cordone ombelicale dal quale si possono ottenere le cellule staminali che ormai rappresentano il futuro della medicina. La sincera partecipazione dei giovani si è resa infine tangibile, al termine del meeting, con uno spontaneo e prolungato applauso. Guidara ( sn.) riceve dal presdiente Ricci il guidoncino del club. “È questa la fine?” si domanda Guidara. La sua risposta è improntata all’ottimismo: a fronte di questo quadro negativo

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8 ci sono imprese di vari settori da quello dell’auto, ai gelati, all’informatica, ecc. che stanno veramente facendo affari. Il relatore ha continuato osservando che mentre sappiamo che in Italia tre giovani su dieci non hanno lavoro, rileviamo anche che tre aziende su dieci non riescono a ricoprire i ruoli per l’evidente mancanza d’incontro fra domanda ed offerta. “La sfida è doppia – afferma Guidara – da parte di chi si affaccia al mondo del lavoro e di chi lo offre”. Secondo il giornalista la crisi costituisce anche una grande opportunità, ma non bisogna aspettare che qualcuno ci chiami o andare all’università tanto per andarci. Piuttosto, in un mondo in così rapida evoluzione, in cui l’informatica e la globalizzazione offrono spunti fino a poco tempo fa inimmaginabili, il consiglio fornito dal conferenziere è quello di valutare attentamente e saper prevedere come sarà il mercato fra cinque anni e di conseguenza fare le proprie scelte a partire dalla posizione scolastica e dalle specializzazioni che non necessariamente debbono mirare ai più alti livelli dell’istruzione. Al termine dell’esposizione, sullo schermo su cui il Dr. Guidara proiettava grafici ed immagini, è comparsa una frase tratta dal famoso romanzo di Primo Levi La Chiave a Stella: “Amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra” con la quale si è conclusa l’esposizione. Sono quindi intervenuti numerosi presenti che, con domande ed osservazioni riguardanti soprattutto la situazione economico-finanziaria della nostra Isola, hanno dato vita ad un interessante dibattito. Sono quindi intervenuti i lions Bargellini, Bartolini, Rossi, Michelini che, con domande ed osservazioni riguardanti soprattutto la situazione economico-finanziaria della nostra Isola, hanno dato vita ad un interessante dibattito. dimostrata, nonostante il critico momento che il nostro Paese sta attraversando, nei confronti della scienza e dei meno fortunati. Come ormai avviene da molti anni, oltre alla postazione principale di piazza Cavour, è stato allestito un secondo punto di distribuzione presso la chiesa di S. Giuseppe. Un momento della manifestazione A dar manforte ai lions incaricati della distribuzione delle piantine e della registrazione delle iscrizioni non poteva mancare, come ormai d’abitudine, la preziosa collaborazione dell’ex lion Filippo Angilella e della sua Sig.ra Rosa. rosegue l’attività della ricerca sull’incidenza delle malattie oncologiche all’Elba. Il 30 Maggio una delegazione del ns. club, guidata dal presidente Luciano Ricci, ha ospitato nei locali di Villa Ottone i partecipanti ad un incontro propedeutico in quest’ambito al quale era presente anche la D.ssa Monica Calamai responsabile provinciale dell’USL 6. LA Calamai ha confermato la disponibilità del suo Ente a favorire concretamente l’attività di indagine e ricerca di cui l’apposito gruppo di studio già costituito si è fatto promotore. Portoferraio 2 Giugno 2012 Portoferraio Domenica 13 Maggio 2012 Ammonta a Euro 5.785,00 la somma raccolta a Portoferraio Domenica 13 Maggio 2012 a fronte delle adesioni all’A.I.R.C. sottoscritte dai cittadini che in cambio hanno ricevuto in omaggio la tradizionale piantina di azalea. Il Lions Club Isola d’Elba, che come di consueto ha curato l’evento ed ha devoluto l’intero importo alla sede regionale della benemerita Associazione, esprime la propria gratitudine alle Autorità Cittadine che hanno consentito il regolare svolgimento della manifestazione, agli operatori dell’ESA che hanno provveduto al sistematico ritiro dei materiali di scarto e soprattutto alla cittadinanza per la generosità e solidarietà Scambi di programmi. come quello gita all’Elba, esperienze e di idee per i futuri E’ questa l’utilità degli intermeeting tenuto col L.C. di Roma Aurelium, in sabato 2 Giugno all’Hotel Desireé. Scambi di guidoncini fra i presidenti Paolo Testi (Roma Aurelium) e Luciano Ricci (I. d’Elba)

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9 Riportiamo le due pagine dedicate al nostro club dal libro pubblicato dal Distretto in occasione del Lions Day tenutosi a Firenze in Piazza della Repubblica il 22 aprile u.s.

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10 Per il Dynamo Camp. Un concerto pieno di energia in favore del campo di ospitalità per piccoli pazienti Marcello Bargellini i è svolto a Firenze sabato 1 4 gennaio 2012 il concerto al Teatro Verdi di Firenze dove l’energia e l’effervescenza della musica degli Abba, con il desiderio di solidarieta', si sono unite per la Dynamo Camp di Pistoia. I Super Trouper, band formata da artisti di grande esperienza da anni presenti sulla scena musicale e teatrale fiorentina e italiana, (Alessia Alessandri e Lucia Sargenti le voci, Lorenzo Bettini alla chitarra, Tommaso Paba alle tastiere, Pierluigi Pozzi per basso e cori, Alessandro Barbi alla batteria e cori) hanno preparato un concerto elettrizzante fonte di divertimento ed energia, di ricordi e passioni. Meridionale e si trova in un Oasi WWF che ha, sui bambini ammalati, un forte impatto positivo. Con il ricavato del concerto si intende provvedere all'acquisto di tende necessarie al laboratorio ragazzi. Alla serata hanno partecipato alcuni soci del nostro club che sono stati salutati sul palco da Fiorenzo Smalzi organizzatore della serata e secondo vice governatore, il quale non ha mancato anche di ringraziare tutto il nostro club per la sensibilità avuta con la presenza. Un bel tratto di storia dell’Elba Elio Niccolai a prima notizia apparve nell'anno 1966 ed il giornale specializzato "Autosprint", riprese la clamorosa idea dell'Avv. Bertet Presidente ACI, che voleva portare corse motoristiche sull'Isola d'Elba, in sostituzione delle 1000 miglia. Nell'anno successivo, nella sede della delegazione elbana dell'Automobile Club Livorno, alla presenza della commissione dell'Automobile Club d'Italia guidata da Giovanni Canestrini, del Presidente dell'EVE Mario Pompei Scelza, del Sindaco di Campo nell'Elba Giovanni Gavassa, del Sindaco di Rio nell'Elba Benedetto Ciummei, Locandina realizzata per la manifestazione. La serata ha avuto lo scopo di raccogliere fondi da destinare al ''Dynamo Camp'' di Limestre (Pistoia), e ai Campi Internazionali per Disabili e Normodotati degli Scambi Giovanili Internazionali Lions e tutto il ricavato è stato devoluto a questo scopo. Il Dynamo Camp (www.dynamocamp.org) e' una struttura che ospita bambini con patologie croniche o in fase terminale e fa parte della serie dei Campi internazionali ''A Hole in the Wall Camp'' voluti da Paul Newman, che ha riservato loro tutti i proventi delle sue attività artistica e commerciale. Il Dynamo Camp di Pistoia e' l'unico Campo di questo tipo in Europa 1969 Strada della Costarella; auto 2: Munari – Bernacchini. del Segretario del Comune di Portoferraio Marino Barsotti, del Direttore dell'A.P.T. di Livorno Luciano Gubetti e del sottoscritto, si iniziò a lavorare più concretamente al progetto. I rappresentanti locali si dichiararono entusiasti della iniziativa, percependo velocemente che oltre a sviluppare l'interesse per lo sport, avrebbe potuto rappresentare un formidabile strumento di

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11 propaganda turistica in Italia ed all'Estero. L'A.C.I., e quello livornese si interessarono presso la cassa per il mezzogiorno affinché fossero stanziati finanziamenti per il completamento degli anelli stradali, ciò avrebbe permesso il miglioramento complessivo della rete stradale, che sarebbe diventato negli anni del fulgore un grande circuito naturale. organizzare. Il secondo rally ebbe il suo svolgimento nel giorni 3-4 Ottobre 1960, vedendo aumentare il numero dei concorrenti e la fama di grande manifestazione; dalla terza edizione avevamo già raggiunto il massimo coefficiente e venimmo inseriti come prova valida per il campionato europeo, mantenendolo fini a quando l'organizzazione fece capo all'Automobile Club Livorno. Dal 1988 si affacciò sulle strade dell'Isola d'Elba anche il rally per auto storiche, un evento che fu "inventato" da tre appassionati di questo sport, Roberto Pellegrini, Massimo Puccini ed il sottoscritto. Anche per questa manifestazione potemmo contare sull'apporto importante dell'ACI Livorno, prodigo come sempre di sostegni economici ed umani. Per questo evento che continua ad esistere e ogni anno si svolge nel mese di Settembre, raggiungemmo in poco tempo la massima validità europea. La gara storica è una manifestazione gradita da tutti ed il numero dei partecipanti sempre crescente ne è la dimostrazione a conferma della sua validità. Le auto che partecipano sono quelle che hanno percorso le "lucertolaie Elbane", come amava definirle Aldo Seregni, e che continuano ad entusiasmare piloti e pubblico. Dal 14-15 Aprile 2012, torna il rally per auto moderne, non deve considerarsi un punto di arrivo ma una nuova partenza per cercare di riportare anche questa gara al ruolo importante avuto in passato e che confidiamo possa ritornate. Tutti gli addetti ai lavori vogliono l'Elba per ciò che sa esprimere per il suo palcoscenico inimitabile,spero non venga commesso l'errore di chi in passato, non fu molto attento, tanto da perdere una manifestazione che dopo tanti anni è ancora nei ricordi di tutti per ciò che seppe esprimere a livello tecnico e promozionale. 1966 – l’avv. Stefanini, presid. ACI Livorno, presenta il rally. In 1° piano l’avv. Bertet presid. ACI Italia. Dalla mappa mancano ancora alcune strade fra le quali il Monumento, ChiessiS.Andrea, anello Costa Gabbiani, ecc. In una successiva riunione dei Sindaci presso la sede dell'E.V.E., venne esaminata la richiesta dell'Automobile Club Livorno, sulla opportunità di fare svolgere sulle strade dell'Isola il primo rally internazionale, che fu iscritto a calendario per i giorni 16-17 Febbraio 1968. La manifestazione si pose subito all'attenzione del più qualificato pubblico e iniziò subito a scrivere pagine di storia tra le più suggestive dell'automobilismo. Si trattava di una gara atipica, sicuramente profondamente differente da quelle fino ad allora conosciute. Facile da provare, da assistere, da vedere, ma difficilissima da vincere. Aldo Seregni, redattore ed inviato di Auto Italiana e Quattro Ruote,scriveva: "un rally cattivo, intendendo che l'Elba era un rally per uomini duri, per macchine dure, una vera sfida da vincere. Nell'anno 1969 fu organizzata una tavola rotonda per orientare su nuove basi le gare motoristiche dal tema: "I rallies in sostituzione della grandi corse su strada": Vi presero parte l'Ing. Sguazzini della Fiat, l'Ing. Fiorio della Lancia, l'Ing. Antonini dell'Alfa Romeo, il Prof. Dini Direttore dell'istituto di macchine della università di Pisa, l'Ing. Moscarini dell'istituto sperimentale auto e motori. Insomma i più importanti esponenti del mondo industriale e della ricerca in ambito motoristico. Il dibattito fu quanto mai interessante e primo del genere, che riuniva, case costruttrici, piloti, tecnici, giornalisti specializzati ed autorità sportive, palesando il generale interessamento verso i rallies, destinati per le molteplici funzioni a sostituire le grandi corse su strada, che per diverse ragioni non era più possibile Umberto Innocenti ggi i giovani, nella nostra Isola d'Elba, come in Toscana e in quasi tutta la società italiana, si trovano davanti ad un cammino assai diverso da quello delle generazioni che li hanno preceduti. In primo luogo stanno diventando una risorsa scarsa, anche se non ce ne accorgiamo, in ragione della straordinaria diminuzione delle nascite (centro statistiche Firenze). Le caratteristiche del lavoro saranno diverse rispetto al passato: meno stabile e sicuro, richiederà flessibilità e mobilità assai maggiori e quindi capacità di adattarsi e di sfruttare prontamente le nuove occasioni. I giovani avranno a che fare con uno stato

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12 sociale meno generoso, dovranno perciò costruirsi la loro previdenza privata, abituarsi all'idea di lavorare più a lungo e, alla fine riceveranno pensioni mediamente meno generose di quelle dei loro genitori. La competizione sarà maggiore e ai posti di lavoro più remunerativi si arriverà battendo una concorrenza maggiore. I nostri giovani anche dall’aspetto fisico del nostro Umberto). Quando l’ho conosciuto doveva avere circa 60 anni, di altezza media, tronco grosso con addome molto sporgente che contrastava con gli arti pressoché normali, pochi capelli ma un paio di baffoni a manubrio di bicicletta da corsa appuntiti e curati, occhietti piccoli, vispi e sempre in movimento, sorriso simpatico e cordiale. Veniva in ospedale per frequenti riacutizzazioni di una broncopneumopatia cronica ostruttiva. Nel vecchio ospedale, giovane medico, avevo l’abitudine, quando ero di guardia durante la notte, di fare un giretto d’ispezione nelle due grandi corsie. Bastava affacciarsi sulla porta per controllare se 20 malati stavano bene. Ronzicone non era quasi mai a letto, lo trovavi seduto al tavolo centrale della corsia che dormiva con la testa appoggiata alle braccia incrociate (posizione tipica di chi non respira bene), ma più spesso era seduto a tavola per ronzicare qualcosa. Nella tenue luce notturna con l’aiuto dell’olfatto lo trovavi che apriva cartocci e tegamini dove conservava acciughe, stoccafisso, pecorini vari, fegatelli, mallegato, aringhe affumicate ecc. Al mattino lo trovavi, in pantaloni di pigiama e canottiera, al telefono con la moglie alla quale dettava la lista della spesa che la donna doveva portargli dopo poche ore in ospedale. “Le olive devono essere di questo tipo, il gorgonzola quello con la goccia, il pecorino comprato da Tizio ecc.” All’ora del passo, puntuale, arrivava la moglie con due o tre sacchetti della spesa per mano. Una mattina prima dell’alba un profumo di totano alla diavola aveva invaso, sempre più intenso, tutto il reparto di medicina. La cucina dell’ospedale non apriva mai prima delle 8. Una rapida ispezione ci permette di trovare Ronzicone nella cucinetta di reparto (dove al massimo potevi riscaldarti una tisana o il tè) che si cuoce un totano sulla piastra nella più completa beatitudine. Di professione faceva il macellaio e sapeva preparare dei prosciutti toscani meravigliosi che potevi mangiare se non avevi problemi con il sale e con il pepe. Quando ci si incontrava fuori dell’ospedale aveva sempre un sorriso contento e felice, ma mi salutava immancabilmente nello stesso modo: “Ciao collega, come stai?”. Sono sicuro che non era un saluto a presa di giro ma un saluto affettuoso. Nonostante l’aspetto talvolta apparentemente burbero era allegro e aveva sempre la battuta spiritosa e pronta. Una volta stava andando in campa- sono preparati a vincere queste sfide? A fare sì che le maggiori occasioni offerte loro da una società più mobile e competitiva siano colte e sfruttate nel momento giusto? Hanno le qualifiche necessarie (di studio, di formazione, ma anche culturali) adatte? Saranno capaci di uscire da un sistema scolastico troppo tollerante e anacronistico, oltre che da un sistema familiare iperprotettivo? Questi interrogativi ci devono far riflettere sulla situazione dei giovani che devono essere messi nella condizione di sapere l'evoluzione che può avere il lavoro in genere e quello che a ciascuno di essi può interessare. Una conoscenza che parte dalle aule scolastiche, coinvolga i mass media e veda le Istituzioni Pubbliche impegnate nella diffusione e nella promozione di iniziative valide. Occorre cioè un vero e proprio investimento nell'informazione sul lavoro possibile, sul lavoro accettabile e sul cambiamento del lavoro. Storia di paese Luigi Maroni i chiamava Umberto in realtà, ma a quei tempi se lo chiamavi con il nome reale dovevi poi specificare il cognome e talvolta l’indirizzo per i frequenti casi di omonimia nei paesi piccoli come Capoliveri. Invece Ronzicone era una sola parola e con quella avevi nome, cognome, indirizzo e caratteristiche fisiche della persona che portava quel soprannome. Lo chiamavano così perché aveva l’abitudine di mangiucchiare, rosicchiare pressoché continuamente, e a Capoliveri rosicchiare si dice ronzicare. In pratica Ronzicone è chi mangia sempre (e si vedeva

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13 gna a dorso del suo asino quando incontrò il prete del paese, maremmano, che lo salutò così: “O dove andate tutt’e due così presto?” E Ronzicone di rimando: “A fa’ l’erba per tutt’e tre!...” Chissà se al tavolo del Paradiso, dopo aver gustato i suoi manicaretti, si può sorbire una tazzina di caffè Lavazza qualità oro come quella della televisione! un altipiano nel deserto della Giudea lungo il Mar Morto, vennero rinvenute delle giare contenenti dei rotoli di pelle avvolti in brandelli di tela; qui era conservata parte della biblioteca degli Esseni resa più voluminosa da successivi ritrovamenti comprendenti ben 900 rotoli, di cui circa 200 riguardanti libri del Vecchio Testamento e l'intero rotolo di Isaia, mentre gli altri erano tutti scritti che riproducevano la vita della Comunità Essenica. Gli Esseni erano già conosciuti attraverso gli scritti in lingua greca di Flavio Giuseppe e Dione Crisostomo e in latino di Plinio il Vecchio, anche di Filone Alessandrino e Ippolito Romano quali abitatori di una prosperosa città nei pressi del Mar Morto, ma la scoperta dei loro scritti ha permesso di capire cosa realmente fossero e non confonderli coi Farisei e Sadducei né con gli Zeloti o con altre sette ebraiche. Gli Esseni, forse dall'ebraico hasidim “ pii “, erano una setta separatista di circa 4000 unità che si riteneva “ il vero Israele “ quello “ che cammina sulla strada della perfezione “, gli eletti, i prescelti da Dio, “ i figli della luce “. A chi si univa a loro gli Esseni annunciavano, ma più propriamente promettevano, il conseguimento della vita eterna, la prosecuzione della vita in paradiso, l'approdo dell'anima al vero Giardino dell'Eden e ciò costituiva un'attrazione quasi ipnotica per molte persone. Per farne parte occorreva un pieno consenso preceduto da un periodo di 2-3 anni all'interno della setta per essere poi accolti come membri a pieno titolo. Gli studiosi cattolici ed alcuni protestanti sostengono che gli Esseni al pari dei Farisei e Sadducei si formarono al tempo di Gionata, fratello di Giuda Maccabeo, intorno al 140 prima dell'era cristiana, rinunciando alle vanità del mondo elevandosi sulle cose materiali, in una visione mistica e di rinuncia ai lussi, i quali costituivano una delle piaghe più esecrabili del mondo antico. Si erano isolati tra le palme di dattero, tenevano la proprietà in comune e non si sposavano giudicando l'attività sessuale intrinsecamente malvagia: si sentivano felici per queste rinunce e per la loro sedicente santità. La proprietà comune dei beni è da ritenersi un fatto unico per quel tempo, originato forse dal fatto che la loro esigenza di purità non doveva coinvolgerli in faccende di denaro nei rapporti reciproci; esisteva sì una cassa, ma era di proprietà della setta, degli uomini santi,ove non esisteva né il ricco né il povero, chiunque aderiva alla Comunità doveva cedere ogni sua proprietà a testimonianza della sua rinuncia “ alla ricchezza degli uomini malvagi “. Erano per un verso molto simili ai gruppi cristiani che si mossero in questa direzione sugli insegnamenti di Cristo, “ erano quindi cristiani cent'anni prima di Cristo “ Giuliano Meo oco tempo fa mi è ritornato tra le mani un libretto che il pittore Italo Bolano mi regalò più di quindici anni orsono. Forse in quel periodo si era accentuata nell'artista la necessità della ricerca di un credo ancora non conquistato ma a cui aspirava e che poi si è realizzato in una serie di prestigiose opere come Annunciazione, Compianto del Cristo morto, Gesù cammina sulle acque, Pietà e molte altre; qui Bolano instaura senz'altro un nuovo corso che si coniuga felicemente in un rapporto denso di spiritualità ove la carica umana è più forte e più significativa la sua raggiunta maturità. Il libro ha per titolo” La setta di Qumran “ e sottotitolo “ Alla scoperta degli Esseni “. Ho voluto rileggere di proposito il libro sia per rinfrescare molte notizie un po' dimenticate sia per misurare le riflessioni rispetto ad un tempo discretamente lontano perché alcuni dubbi lasciati dalla sua lettura non mi risultavano mai chiariti. Chi erano gli Esseni? Nel 1947 all'interno delle grotte nei pressi di Qumran in Palestina a circa 30 Km. da Gerusalemme,

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14 secondo una delle definizioni con cui erano conosciuti e classificati gli Esseni. Consumavano cibo sobrio con una sola portata e pane in profondo silenzio,la loro povertà radicale permetteva comunque di aiutare il prossimo e di servire chi ne avesse bisogno, ma ciò avveniva nella convinzione e nella presunzione che erano solo loro ad essere i prescelti per condurre queste azioni di solidarietà e di conforto, loro che professando un'escatologia di retribuzione per buoni e cattivi si giudicavano sicuri destinatari del paradiso. Nella loro organizzazione emerge anche un altro aspetto : se era loro chiaro che non dovevano immischiarsi in politica e che dovevano mantenere una linea di correttezza reciproca, sentivano d'altro campo l'obbligo di odiare il resto del mondo, ciò che era al di fuori della loro setta “ i figli delle tenebre “, perché loro solamente erano “ i figli della luce”, pratica che andava tuttavia coltivata in segreto senza che fosse rivelata, forse perché altrettanto segreta era l'aspirazione di conquistare Israele per la salvezza delle anime in una prospettiva, senz'altro un po' ambiziosa, di comando e d'imperio. Si può presumere che il fondatore della setta chiamato “ Maestro di Giustizia “ si sia rivolto al Capo dei Farisei nella speranza di persuaderlo circa la verità dei suoi insegnamenti e ne abbia avuto risposta negativa come era prevedibile, anche se meno prevedibile si può giudicare la persecuzione subita non solo da parte dei Sadducei, uomini ricchi e potenti, sacerdoti e condottieri dell'esercito degli Asmonei, oltre che degli stessi Farisei. Questi infatti considerarono gli Esseni un elemento disgregatore dell'unità del popolo tanto sul piano della pratica quotidiana quanto su quello della dottrina e comunque da osteggiare perché non riconoscevano la loro supremazia. Era difficile per gli Ebrei accettare una setta che voleva vivere innalzata su questo mondo, convinta di vivere in compagnia degli angeli, di essere la “ comunità di Dio “, di considerarsi gli eletti di Dio, i predestinati perché tutto è predeterminato da Dio secondo un preparato disegno, i prescelti sin prima della creazione del mondo!i soli che potevano opporsi alle forze del male. Ma pur combattendo il male e quindi i malvagi gli Esseni amavano ogni uomo in modo straordinario anticipando “ Perseguiterò l'uomo con la bontà “ (lettera di Paolo ai Romani), con la differenza che i Cristiani non pensavano come gli Esseni che il malvagio era tale per una condanna precedente alla sua creazione che lo rende incapace di modificare la propria iniquità. Altre cose potrebbero essere citate, ben evidenziate dall'autore del libro David Flusser, come per esempio il fatto che Erode, re certamente malvagio agli occhi degli Esseni e della Nazione, sopportasse la setta convinto che gli Esseni non gli avrebbero nuociuto perché la punizione arriva solo da Dio e non sarebbe stato possibile anticiparla secondo la dottrina essena, e come gli Esseni accettassero la malvagità di Erode considerandola disposta da Dio,aspettando senza posa il Giorno del Giudizio. Compromesso o veritiera convinzione? La scomparsa degli Esseni coincide con la conquista romana di Pompeo, ma la storia di questa setta continua a suscitare interesse e curiosità sia in parallelo alle dottrine coeve sia con l'avvento del Cristianesimo, cui rimane in parte collegata come anticipazione di alcuni insegnamenti evangelici ma differenziata nel concetto di libertà e di scelta quali attributi del genere umano, doni della grazia divina. Molte è vero sono le analogie ed i punti di contatto con la Cristianità, ma molte anche le differenze teologiche e comportamentali per sostenere una derivazione cristiana dall'Essenismo: gli Esseni radunano eletti e giusti, Gesù cerca peccatori, il gruppo di Gesù è una comunità aperta e vi fanno parte tutti quelli che lo vogliono. Potremmo riflettere che gli Esseni per un verso possono essere considerati avvicinabili ad un concetto di cristiani integralisti, asceti, isolazionisti, radicali, per un altro a negazionisti di insegnamenti che sono invece i cardini della dottrina cristiana. Anche papa Ratzinger ha scritto sugli Esseni, lettura personalmente non ancora acquisita, che potrebbe approfondire ulteriormente lo studio sulla setta di Qumran. P.S. Farisei : i saggi, un'aristocrazia fondata sulla cultura e sulla conoscenza delle Scritture, una classe di intellettuali, di persone colte. Scribi : insegnavano la legge, potevano o no essere farisei. Sadducei : venivano reclutati sociologicamente in una aristocrazia di nascita e di denaro. Unità di misura della velocità V. Gianni Falanca risaputo che l’unità di misura per valutare la velocità delle navi, del vento e di molti altri corpi in movimento è il nodo. Un nodo equivale ad un miglio marino all’ora; per cui se ad esempio una nave ha una velocità di 10 nodi (non si deve dire 10 nodi all’ora) vuol dire che in un’ora percorre 10 miglia marine cioè circa 18,52 Km. Vale la pena a questo punto ricordare che il miglio marino è semplicemente la 21.600ma parte del meridiano terrestre, la cui circonferenza (circa 40.000 Km) viene divisa in 360 gradi e, a sua volta, ogni grado in 60 primi; quindi traducendo il tutto nel sistema metrico si ottiene la misura di circa 1.852 metri. Solcometro a barchetta Ma perché usiamo il termine “nodo”, che indica quasi sempre qualcosa di fisso e statico, per indicare l’unità di misura della velocità che invece richiama movimento e dinamismo? La risposta è semplice: bisogna rifarsi ad un tipo rudimentale di solcometro (strumento usato per determinare il cammino percorso dalla nave e quindi la sua velocità) chiamato “solcometro a barchetta” in uso fino ai primi decenni del secolo scorso. Il solcometro a barchetta si componeva della barchetta propriamente detta, formata da un settore di 90° in legno con lato di circa 1015cm., zavorrato con piombo nella parte curva,

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15 in modo tale che, una volta in acqua, rimanesse quasi completamente immerso ed in posizione verticale. La barchetta era collegata ad una sagola tramite tre cordicelle, due delle quali in modo fisso e la terza con uno spinotto estraibile, che veniva arrotolata in un apposito rullo. Completava il semplice corredo del solcometro a barchetta una clessidra da 30 secondi (un centoventesimo di ora). Mentre il bastimento procedeva, da poppa veniva calata a mare la barchetta e filata la sagola il cui primo tratto, per evitare effetti di scia e di obliquità, era privo di segni, mentre il secondo presentava una serie di nodi posti alla distanza l’uno dall’altro di m. 14,62. La misura della distanza fra i nodi era determinata, per un semplice fatto di proporzione matematica, dividendo la lunghezza del miglio per 120. Per l’esattezza il risultato della proporzione sarebbe 15,43, ma l’esperienza aveva insegnato che per ovviare all’errore di trascinamento risultava conveniente ridurre tale valore di 1/19. Il funzionamento è intuitivo: da poppa si filava a mare la barchetta e si lasciava srotolare la sagola dal rullo, quando arrivava il primo nodo si capovolgeva la clessidra e si continuava a filare sagola; appena l’ampolla della clessidra si era svuotata si contavano i nodi passati tranne il primo: il risultato dava, con buona approssimazione, la velocità della nave rispetto alla superficie con possibilità di apprezzare anche il decimo di nodo. Per il ricupero era sufficiente dare uno strattone alla sagola in modo da far sfilare lo spinotto dalla barchetta che, assumendo una posizione orizzontale, non opponeva resistenza al riavvolgimento della sagola nel rullo. Il NOTIZIARIO è un service del Club al pari degli altri attuati di anno in anno. Fra le sue componenti una delle più importanti è la rubrica LA VOCE DEI LIONS. Essa contiene gli elaborati e le foto che i soci fanno pervenire all’addetto stampa. Non mancate di “far sentire la vostra voce”, è un diritto-dovere di ogni lion e contribuisce all’arricchimento della pubblicazione. gennaio dell'anno scorso portando a termine il lavoro iniziato dal Governatore Pierotti e terminato con il Governatore Faggi per il ns/ Distretto 108La, è stata inaugurata una scuola composta di tre aule complete di banchi, lavagne, cancelleria varia, tre bagni attrezzati, una mensa oltre ad un alloggio per gli insegnanti. Un investimento di 45.000 euro ha permesso questa realizzazione costituendo nel contempo le premesse per ulteriori iniziative: grazie all'interessamento del Governatore Manzari da parte di dieci club del ns/ Distretto sono stati raccolti fondi per la messa a dimora di 600 alberi da frutto attorno alla stessa scuola. Agli inizi dell'anno in corso sono stati collaudati e consegnati alle popolazioni del Burkina Faso sei pozzi di acqua potabile dopo una serie di studi e di ricerche geofisiche da parte di qualificati geologi lions ( dr. Mannelli e dr. Amadillo del Club Genova Diamante ). Il Movimento Shalom ha richiesto alle strutture lionistiche operanti su quel territorio una utile collaborazione, peraltro molto gradita, perché in aggiunta all'attuale università privata costituita dal Movimento, sorgesse una nuova facoltà di Scienze Biologiche con specializzazione per la ricerca di acquiferi profondi. Anche la Richard-Ginori in stretta collaborazione con i vertici Lion del Distretto 108 La nel promuovere un'apposita campagna di vendita di pezzi artistici ha destinato il 50% del ricavato alla costruzione di un pozzo in Burkina Faso. Tale intervento ha permesso tra l' altro di realizzare per il Lions un service continuativo in aiuto della popolazione e soprattutto dei bambini, che le malattie provocate dalla carenza di acqua e dal suo inquinamento decimano in continua progressione anche per la persistente siccità. Si apprende da un servizio di Sandro Cappelletto pubblicato su La Stampa di Torino di qualche mese fa la nascita di un nuovo corso inaugurato dai contadini di Kongoussi i quali, dopo esperienze e vicissitudini varie in cui non sono mancate negligenze ed elefantiasi di ritardi da Giuliano Meo ella conferenza tenuta sotto la Presidenza di Umberto Innocenti 20052006 da Mons. Cristiani e dal Vescovo di allora della nostra Diocesi Mons. Giovanni Santucci, si parlò del Movimento Shalom (ONLUS fondata nel 1974 a S. Miniato) evidenziandone le caratteristiche e gli scopi con particolare riferimento all'intervento effettuato in Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo ( nella graduatoria dello sviluppo umano occupa la casella 174 compilata dalle Nazioni Unite; più poveri nel mondo sono soltanto il Mali, La Sierra Leone e il Tiger ) ove il Movimento ha profuso particolare impegno per aiutare quella popolazione e soprattutto i giovani in un'opera di sostegno economico,sociale,culturale e sanitario. Ci fu subito un moto spontaneo di partecipazione materiale da parte di molti soci, grazie anche all'interessamento del socio Elvio Bolano, che contribuirono fattivamente a sostenere questo Movimento, come del resto avviene tuttora. Da allora molte sono state le iniziative promosse a favore di quella sfortunata terra, sia a livello di Distretto che di Multidistretto come pure della Sede Centrale. Ricordiamo la realizzazione di due scuole costruite nell'ambito del service “ Tutti a scuola in Burkina Faso “. Più recentemente i lions nel corso del “ Progetto Italia per i Paesi nel bisogno “ anche in collaborazione con varie ONLUS di espressione lionistica hanno promosso una campagna che il lion Enrico Baitone del Club Chivasso ha personalmente condotta e dettagliatamente illustrata e che si è concretizzata con la distribuzione di circa 4500 paia di occhiali avvenuta dopo attenta visita oculistica; ai bambini non necessitanti di occhiali da vista sono stati donati occhiali da sole per proteggersi dai raggi UVA e dalla polvere che lì perennemente incombe. Nel

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