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2 2012 2013

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1 Anno lionistico 2012-2013 Sommario EDITORIALI N. 2 2 2 3 4 4 5 5 6 6 7 8 8 9 10 10 11 11 12 15 16 17 17 18 20 20 21 22 23 24 13 Carlo Burchielli Alberto Spinetti Cari amici lions Presidenza 2013-14 Scuola dell’infanzia di Marina di Campo, inaugurazione post alluvione Festa degli Auguri Gara podistica a favore del comitato Michele Cavaliere Giornata per la prevenzione del glaucoma Progetto Elba Lions 2013, presentazione DVD “ELBA BE ENCHANTED” Il mare, i porti, il forte S. Giacomo. Visita al carcere di Porto Azzurro Alberto Marcomini: i formaggi veneti incontrano i vini elbani Visita del Governatore Progetto Martina Trasporti marittimi Delegazione del club in Corsica L’azalea della ricerca Defibrillatore alla spiaggia della Biodola Seconda Coppa Lions di golf Luciano Gelli Giuliano Meo Luciano Ricci Michele Cocco Vittorio G. Falanca Umberto Innocenti Giorgio Barsotti L’Arca della Santa Alleanza U. Canovaro: Statuta Rivi Robot intelligenti a caccia dei relitti elbani Giacalone Vito, uomo solerte, ma … Poesia: Noi LA GALLERIA DEI RITRATTI LA VOCE DEI LIONS CRONACA Interventi ed elargizioni Spigolature Last minute (Mario Bolano) Organigramma a.l. 2013-2014 Albo della Targa Lions, Gonfalone del Club Albo del Club. Disponibilità dei lions Rassegna stampa CHI PARLA DI NOI RUBRICHE Copertina: Lion Prof. Giancarlo Castelvecchi, 1975 – tempera. E’ stampato in proprio a cura del Lions Club Isola d’Elba. Viene distribuito ai soci del Club in due edizioni nell’arco dell’anno sociale: il n. 1 a dicembre in occasione della Festa degli Auguri, il n. 2 a giugno per la celebrazione della Charter Night. Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della pubblicazione. La composizione di questo numero comprende il periodo dal 23.11.2012 al 03.06.2013.

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2 Carlo Burchielli ari amici lions, il mio mandato presidenziale si avvicina alla sua conclusione; è stato un anno impegnativo, anche perché coinciso con un mio nuovo incarico lavorativo, ma nello stesso tempo é stato un anno ricco di soddisfazioni e di emozioni. Molti gli obbiettivi che mi ero prefisso: il primo, sicuramente, era quello di tentare di riportare e ricreare all’interno del club un ambiente sempre più motivante e cercare di far rinascere nei soci la fierezza di esserne parte; spero di esserci riuscito trasmettendovi tutto il mio entusiasmo ed orgoglio di essere lions. I “services" di questa annata, sicuramente, come suggerito anche dal nostro governatore, sono stati rivolti alle persone più bisognose, e alle famiglie disagiate: si sono concretizzati con il contributo alla Scuola, alla Caritas, all’Associazione Cavaliere, allo studio sui tumori, all’acquisto di un defibrillatore, all’Associazione Unitre…… L' attenzione del club e' stata, inoltre, rivolta alla realizzazione di un service per la promozione turistica della nostra realtà : é stato realizzato il DVD "Progetto Elba" , di cui é stata fatta una capillare distribuzione agli amici lions di tutta Italia e non solo; pensiamo al contributo a "master class" Per la promozione culturale. Altro obiettivo principale era quello di creare iniziative che vedessero al centro gli elbani e l'elbanitá. per questo, abbiamo portato avanti iniziative volte a coinvolgere persone che, per il loro attaccamento alle origini, per la loro indole ed onestà intellettuale avessero rappresentato il vero cittadino elbano: il cittadino dello scoglio! Un progetto iniziato con l’evento legato alla storia culturale e professionale del maestro Regoli e culminato con la serata particolare, intima, semplice, ma intensa ed emozionante, della consegna della targa lions allo scrittore e giornalista Leonida Foresi. Non posso poi scordare gli incontri con Alberto Marcomini, Alberto Brandani ed Achille Onorato; persone che , come ho detto loro, non elbani di nascita ma elbani nel cuore. In conclusione, e spero che da voi sia condiviso, è stato un anno interessante, vivo, addolcito anche dall’entrata di nuovi soci che sicuramente daranno nuova linfa alla vita del club. Dunque , come dicevo all’inizio, un anno impegnativo, pieno di emozioni ed esperienze; esperienze possibili, però , solo se vicino hai degli amici lions che contribuiscano direttamente e con entusiasmo alle tue idee , aiutandoti anche nei momenti di possibile stanchezza. Un affettuoso ringraziamento, oltre a tutti voi , lo rivolgo agli amici del consiglio, che mi hanno sempre sostenuto ed appoggiato, con particolare riferimento a Roberto, Alessandro ed Umberto che mi sono stati sempre vicini e che hanno contribuito insieme a tutti voi a farmi vivere questa esperienza che mi ha fatto crescere sia come lions, ma sicuramente anche come uomo. Alberto Spinetti ari Amici Lions, sono con il L.C. I. d‘Elba da ormai 15 anni, quindici anni in cui ho visto tanti amici svolgere il ruolo di Presidente con successo e dedizione, animati dalla volontà di riuscire a rendere il nostro Club utile per la Comunità Elbana e pronto a rispondere agli obiettivi distrettuali. Adesso che tocca a me svolgere questo difficile ed importante ruolo, spero di essere all'altezza dei miei predecessori, di poter dare il mio contributo al Club e tramite i nostri Service all'Elba stessa. Vorrei che gli amici che mi accompagneranno durante questa annata Lionistica fossero parte integrante ed attiva del Consiglio stesso in quanto sono fermamente convinto che il successo di una buona annata è dato dalla coesione e dal lavoro di squadra che solamente un Consiglio unito ed affiatato può dare.

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3 Il mio intento sarà quello di far passare una buona annata a tutti i Soci, sperando di toccare argomenti di interesse pubblico che possano dar vita a belle serate conviviali animate da discussioni creative, poichè il dibattere un argomento con interlocutori preparati e competenti come Voi, è sicuramente un ottimo modo per cercare di arrivare a delle possibili soluzioni. Sono pronto ad accettare i consigli di tutti gli amici Lions che con la loro esperienza potranno sicuramente aiutarmi a colmare le défaillance a cui andrò incontro ed aiutarmi a prevenire errori nel cerimoniale e nei nostri principi Lionistici. Non sono un soggetto abituato a parlare in pubblico e già sapere che Voi leggerete queste poche righe mi mette in agitazione ma spero di riuscire a superare anche questo inconveniente ed essere un buon Presidente per la prossima annata Lions. Approfitto di queste righe per ringraziare il Socio Fondatore, Elio Niccolai, che mi presentò al Club ed al quale potrete, quindi, dare la colpa se non sarò un valido Socio, amico, Presidente, un altro piccolo ricordo ad un nostro vecchio Socio, ormai defunto, che sicuramente sarebbe stato entusiasta di vedermi ricopripre questa carica così importante e qualificante, ciao zio, ciao Alfredo. inaugurazione post alluvione veva invaso tutto, all’esterno e all’interno, il fango portato dall’alluvione dello scorso anno e coperto ogni cosa”. Con queste parole ha esordito l’insegnate Elena Sardi, coordinatrice della Scuola dell’infanzia Battaglini Ringraziamento e incoraggiamento della coordinatrice Sardi di Marina di Campo, nel suo intervento alla riunione organizzata nei locali della sede scolastica per incontrare i rappresentanti degli enti che hanno contribuito al ripristino e rimessa a norma delle strutture e degli arredi. Nel suo breve intervento, dal quale trapelava commozione, ma anche tanta determinazione e capacità di infondere speranza e incoraggiamento ai collaboratori, la Sardi ha fatto un breve escursus sia sul succedersi degli avvenimenti catastrofici causati dall’inondazione sia sulla rapidità d’intervento di volontari, genitori, cittadini, enti ed associazioni, grazie ai quali già dopo una settimana la scuola era, anche se comprensibilmente entro certi limiti, nuovamente operativa. A tutti i presenti, fra i quali, oltre al personale della scuola, hanno preso parte i genitori rappresentanti di classe, Don Gianni Mariani, da sempre punto di riferimento per l’attività dell’asilo, rappresentanze del Lions Club Isola d’Elba e della Fondazione C. R. di Livorno, i due enti che hanno sostanzial- Un momento della cerimonia mente contribuito all’erogazione di fondi da impegnare per il ripristino della struttura, la coordinatrice ha voluto indirizzare accorate e apprezzate parole di ringraziamento. L’incontro, cui ha fatto da cornice un numeroso gruppo di alunni, ed al quale non poteva mancare un simpatico ed augurale rinfresco conclusosi in allegria con brindisi e “cin cin”, è proseguito con gli interventi dei presenti. “Alla vista di quel disastro – ha raccontato don Gianni – ebbi la tentazione di dire basta! Ma poi pensando ai bambini, ai genitori, ai dipendenti …” ed ancora ha detto Don Gianni: “un’alluvione di bene” il sacerdote “Nella disgrazia abbiamo dimostrato come ci si può aiutare con fratellanza,

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4 per questo possiamo proprio dire che è arrivata un’alluvione di bene!”. Hanno preso quindi la parola per il Lions Club il Dr. Luigi Maroni, che ha fatto notare come il suo sodalizio in questi casi non si limiti fare beneficenza affidando danaro a complessi enti nazionali o mondiali, ma investa per fini mirati controllando che il risultato finale sia quello preventivato all’inizio, Gabriele Magnoni del comitato di indirizzo per la zona Elba della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno ed alcuni genitori facenti parte del Consiglio d’Istituto. Si tratta di un avvincente filmato di circa 8 minuti, promotore dell’immagine dell’isola d’Elba, realizzato su innovativi supporti magnetici con la regia di Angelo del Mastro e la collaborazione del giornalista Senio Bonini, che verrà distribuito attraverso la rete lions in tutta Italia ed oltre confine. L’attuazione del progetto è stata resa possibile grazie alla sponsorizzazione di associazioni ed enti elbani e dallo stesso Lions Club che, sorteggiando nel corso dell’incontro alcuni orologi messi per questo scopo a disposizione da un’importante impresario elbano, ha raccolto la somma di 1.440 Euro. La serata ha anche fatto da cornice all’ammissione di un nuovo socio: il dr. Vincenzo Pennetti, Commissario di polizia penitenziaria. Marciana M. 15 dicembre 2012 i troviamo di fronte a difficoltà quotidiane di ragazzi bisognosi che non hanno neppure i mezzi per comperare un compasso, un libro o per partecipare a una gita scolastica”. 3.000 Euro al fondo per alunni in difficoltà Così si possono sintetizzare le parole di ringraziamento rivolte dalla prof.ssa Paola Berti, Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Portoferraio, al Lions Club Isola d’Elba, del quale era ospite per la tradizionale Festa degli Auguri, per la somma donata dal Club al suo Istituto. Ammissione di Vincenzo Pennetti Al termine del pranzo la serata è continuata fino a notte inoltrata con musica e balli cui non poteva mancare la consueta breve ma apprezzatissima esibizione canora del presidente Burchielli. Intervento del P Carlo Burchielli a favore del Comitato Michele Cavaliere Portoferraio, 22 dicembre 2012 Solidarietà e generosità ancora una volta sono state le vere protagoniste dell’undicesima gara podistica natalizia organizzata dal Lions Club Isola d’Elba in collaborazione con Atletica I. d’Elba e Cicli Brandi Elba Team, che ha visto una trentina di atleti cimentarsi in un percorso cittadino di circa 8 Km fra le vie del centro storico di Portoferraio. Il ricavato della manifestazione, ammontante a 550 Euro, è stato devoluto, come consuetudine, al Comitato Michele Cavaliere che da anni costituisce un punto di riferimento per i leucemici elbani e i loro familiari fornendo loro informazioni, organizzando contatti e assicurando sostegno a chi deve affrontare questa difficile malattia. Per la cronaca riportiamo i nominativi dei a primi arrivati che sono: per le donne: 1 Sua a sanna Orlandini 2 Cristina Raselli, 3 Monica Falchi e per gli uomini 1° Alessandro Ga- L’elargizione, che ammonta a 3.000 Euro e che andrà a costituire un fondo a sostegno di alunni con difficoltà economiche, è stata stanziata dal sodalizio elbano nell’ambito del service distrettuale per il corrente anno sociale e che si intitola appunto “AGIAMO CONTRO LE POVERTÁ: LA VECCHIA E LA NUOVA”. Nel corso dell’evento, tenutosi in conviviale la sera di sabato 15 dicembre nei locali del ristorante Capo Nord di Marciana Marina, il presidente Carlo Burchielli ha anche dato notizia ai numerosi ospiti, Autorità e soci intervenuti della avanzata fase di realizzazione di un’altra iniziativa del Club denominata Progetto Elba Lions 2013, DVD “Elba be enchanted” PROGETTO ELBA, ideata e proposta dal lion Marcello Bargellini, presidente della Confesercenti di Portoferraio.

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5 lizzi, 2° Alessandro Costa, 3°Luca Fiorentino. Il Lions Club ringrazia gli sponsor: Elbana Petroli, Acqua dell’Elba, Azienda Agricola Mazzarri, Azienda Agricola Arrighi, Time Out, Elettrica Paolini e Bar La Gran Guardia Conferenza dibattito, Portoferraio 2 febbraio 2013 “ELBA ISLAND be enchanted” così si intitola il documentario registrato su DVD, prodotto dal Lions Club Isola d’Elba e presentato nel corso di una conferenza pubblica tenutasi il pomeriggio di sabato 2 febbraio a Portoferraio nella sala della Provincia. Di fronte ad una platea gremita dal pubblico e partecipata da rappresentanze di Autorità civili e militari, dopo una breve introduzione del presidente del club Carlo Burchielli che, ricordati succintamente gli interventi eseguiti dal Lions in ambito umanitario, sociale e culturale, ha comunicato che il filmato (visibile su www.lions-isoladelba.it ) verrà “ElbaIsland be enchanted” nella rete Lions Clubs e su lions-isoladelba.it distribuito in tutta la rete lions italiana ed alle web TV nazionali ed europee, la parola è passata a Marcello Bargellini, socio lion, presidente della Confesercenti di Portoferraio ed ispiratore di questo lavoro che, come egli stesso ha voluto evidenziare, è in piena sintonia col motto lionistico “we serve”. In questo caso, come sottolineato da Bargellini, il servizio è dedicato alla nostra comunità nell’intento di conferire impulso e stimolo alla promozione turistica dell’Elba, particolarmente necessaria in questo periodo di negativa congiuntura economica e di agguerrita concorrenza in ambito nazionale ed estero. Concorrenti al via per i contributi offerti per la buona riuscita dell’evento che ha visto anche la presenza dell’agente scelto di P.S. Francesco Costa, campione italiano di Bob a 2. Portoferraio 5 gennaio 2013 ono stati una cinquantina gli screening mirati alla prevenzione del glaucoma eseguiti dalla dott.ssa Margherita Stuart la mattina di sabato 5 gennaio nella sala della Gran Guardia a Portoferraio, con la individuazione di alcuni casi per i quali è stata suggerita l’esecuzione di accertamenti. La copertina del DVD La Dott.ssa Stuart all’opera L’iniziativa, attuata gratuitamente su organizzazione del Lions Club Isola d’Elba, rientra nell’ambito della campagna “Sight First” per la quale il club elbano è sempre stato particolarmente sensibile. Il presidente Carlo Burchielli, a nome del sodalizio, ringrazia la cittadinanza e le Autorità per aver contribuito con disponibilità e partecipazione alla buona riuscita dell’evento. Senio Bonini, giornalista del TG2, successivamente intervenuto, ha descritto la complessità della realizzazione del filmato che non si limita alla solita visitazione di spiagge, sole e mare, ma alla descrizione di questo particolare territorio in tutte le sue diversità e soprattutto a far parlare i personaggi interpreti della vita elbana quali Carlo Gasparri, Franca Zanichelli, Silvestro Ferruzzi, Marco Mantovani, Umberto Segnini, Massimo De Ferrari, Fabio Murzi. È seguita la proiezione della ripresa, della durata di circa 10 minuti, realizzata con il soggetto e le interviste dello stesso Bonini, con le immagini ed il montaggio del regista

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6 Angelo Del Mastro e sponsorizzata, oltre che dal Lions Club, da: Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Associazione Albergatori Elbani, Acqua dell’Elba e Locman. Non sono mancati applausi a scena aperta ed apprezzamenti finali. Poesie, racconti, brani su fatti di vita vissuta e su proposte per il futuro, non solo, ma anche artistiche opere di modellismo navale, ricamo e artigianato in genere, accompagnate dalle descrizioni fornite dagli autori, hanno destato fra gli intervenuti sincere manifestazioni di apprezzamento sottolineate da numerosi e spontanei applausi. La inossidabile Signora Lucia Casalini, presidente dell’UNITRE, ha illustrato gli scopi delle varie attività svolte dalla sua associazione, ponendo in particolare l’accento sul Premio Letterario, giunto ormai alla sua 12 a edizione, e sottolineando come il tutto si basi esclusivamente sul volontariato di insegnanti, tecnici e assistenti, sulla collaborazione del personale in servizio alla Casa di Reclusione e delle Autorità competenti e sul sostegno degli sponsors. Il Lions Club Isola d’Elba, presente all’evento con una propria delegazione, rivolge alla Sig.ra Casalini, a tutto il suo staff, al personale della Polizia Penitenziaria della Casa di Reclusione di Porto Azzurro e soprattutto agli autori delle opere presentate un sincero ringraziamento per aver avuto l’opportunità di offrire il proprio modesto sostegno a questa nobile causa ed esprime tutto il suo apprezzamento per quanto fatto fin ora e l’incoraggiamento per i progetti posti in cantiere per il futuro. Il pubblico in sala Fabrizio Niccolai, già direttore dell’APT, ha rilevato che il maggior pregio del video è la sua completezza, che lo differenzia da molte altre pubblicità frammentarie o settoriali. Sono quindi intervenuti nel seguente ordine: Antonella Giuzio assessore al turismo del Comune di Portoferraio, Marco Mantovani titolare della ditta Locman, Vanno Segnini sindaco di Campo nell’Elba, Franca Zanichelli direttrice del PNAT, Carlo Gasparri esperto sub e, a conclusione, nuovamente il presidente del Lions Club Carlo Burchielli. I formaggi veneti incontrano i vini elbani Porto Azzurro sabato 23 febbraio 2013 i è trattato di una vera e propria lezione quella tenuta da Alberto Marcomini, il celebre giornalista RAI talent scout dei formaggi italiani, in un incontro serale Progetto culturale della UNITRE alla Casa di Reclusione di Porto Azzurro Sabato 16 Febbraio 2013 rano 24 i detenuti presenti nella saletta del carcere di Porto Azzurro dove hanno presentato agli sponsors della semplice ma toccante manifestazione i loro lavori, eseguiti in attinenza al tema Detenuti impegnati su letteratura, artigianato, modellismo proposto per un concorso inserito nell’ambito di un progetto culturale attuato dall’Associazione UNITRE. Da sn. Marcomini, Burchielli, Arrighi organizzato dal Lions Club Isola d’Elba a Porto Azzurro nei locali della Caletta sabato 23 febbraio. Argomento della riunione era: “Alberto Marcomini e i formaggi veneti incontrano i vini dell’Elba”. L’evento ben si inserisce nella prosecuzione dell’ultimo service organizzato dai lions elban,i con la presentazione e divulgazione del CD promozionale intitolato “Elba Island, be enchanted”, che intende richiamare i vari Ingresso al penitenziario

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7 valori della nostra isola, non limitandoli soltanto a sole e mare. Asiago, Piave, Morlacco, Casatella sono stati i formaggi veneti presentati coi quali, come ha dimostrato Marcomini, è possibile comporre un completo menu: dall’antipasto al dessert. Questi ottimi, celebri ed imitatissimi Marcomini: con i formaggi un menu completo prodotti italiani si sposano egregiamente con i vini elbani in accoppiamenti descritti, durante l’incontro, dal nostro lion produttore e sommelier di Porto Azzurro Antonio Arrighi. Dopo gli anni 80, come ha precisato Arrighi, la qualità del vino elbano è migliorata costantemente fino a raggiungere oggi un livello che lo rende competitivo su scala mondiale. Fra i vini prodotti negli oltre 300 ettari i terreno da 18 viticoltori emerge naturalmente il celebre passito Aleatico DOCG Arrighi: competitività dei vini elbani dell’Elba, peculiare e superprotetto prodotto della nostra isola, il cui livello di qualità è ben superiore a quello dei risultati completamente diversi, ottenuti in altri luoghi d’Italia, grazie al “terroir” particolare della nostra isola. Al termine dell’incontro, conclusosi col saluto del presidente del sodalizio Carlo Burchielli, i numerosi operatori del settore presenti in sala hanno espresso il loro apprezzamento e riconoscimento per i vantaggi ottenuti dai consigli, tecniche innovative, nuove esperienze e suggerimenti comunicati nel corso del meeting. in occasione della annuale visita che l’officer compie ai circa novanta clubs toscani. In quest’ottica Murziani, presentato dal ZC Mario Bolano, ha espresso apprezzamento per l’attività svolta in questa prima parte dell’anno sociale dal club elbano e per quella programmata sino al 30 giugno, espostagli dal presidente Carlo Burchielli, che ha visto il sodalizio non limitarsi alle semplici elargizioni, ma intervenire con proprie rappresentanze nelle attività svolte a beneficio del comprensorio, come la visita alla casa di reclusione di Porto Azzurro, la partecipazione al comitato di ricerca sull’incidenza dei tumori all’Elba, le visite oculistiche gratuite effettuate in occasione della giornata per la prevenzione del glaucoma, gli interventi a Il consiglio in riunione col DG ed il suo staff favore dell’associazione Michele Cavaliere per l’assistenza ai bambini leucemici, la produzione del DVD promozionale “Elba be enchanted” già in distribuzione a tutti i lions clubs d’Italia e prossimamente anche all’estero. Porto Azzurro, 9 marzo 2013 n’evoluzione da semplice assistenza a intervento diretto nella vita e nelle necessità della popolazione, con particolare attenzione a quella del proprio territorio, è stata l’essenza dell’intervento al Lions Club Isola d’Elba del Governatore del Distretto 108LA Dr. Marcello Murziani, tenutosi a Porto Azzurro la sera del 9 marzo in conviviale nei locali del ristorante La Caletta, Tavolo della presidenza Il DG, che come di consueto nel corso della Consegna di chevrons e guidoncini del DG

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8 visita ha verificato, con l’aiuto del CS Roberto Cappalli e dell’RC Daniela Becherini che componevano il suo staff, la correttezza amministrativa ed operativa del club, ha fornito consigli e raccomandazioni sulla condotta della vita sociale con particolare riguardo alla opportunità di seguire il percorso ed il risultato delle assistenze fornite. “Il vero potere deriva dal servizio” è la frase di Mazzini che egli ha voluto citare in questo contesto, affermando che se i lions servono bene acquisiscono questo potere, inteso non come dominio, bensì come apprezzamento e conseguente invocazione da parte della cittadinanza e delle autorità del proprio comprensorio. “Siamo un granellino in una grande montagna” ha concluso l’officer “ma se questo granellino non ci fosse sarebbe peggio”. A conclusione della serata, prima del tradizionale scambio di guidoncini col P Burchielli, sono stati consegnati gli chevron di appartenenza al club ai lions La Rosa, Bracali, Menno, Massarelli, Innocenti, Ricci, Cortini, Spinetti, nonché il guidoncino autografato del DG ai due fondatori presenti: La Rosa e Bracali ed al giovane sindaco dei ragazzi di Portoferraio Angelo Bolano. Italy, che prende nome da una giovane donna scomparsa a causa del cancro alla mammella e che ha lasciato un testamento col quale chiede esplicitamente che i giovani siano informati sulla cura della propria salute. Attenzione e interesse degli studenti I due relatori, adottando un linguaggio facilmente comprensibile, sono riusciti ad attrarre l’attenzione dei numerosi studenti intervenuti, spiegando loro l’origine dei tumori, la differenza fra benigni e maligni e fra quelli che interessano i vari organi del corpo, i fattori di rischio, quali: fumo, alcol, alimentazione, stile di vita, ambiente, familiarità ecc., cosa fare per una buona prevenzione e soprattutto per una diagnosi precoce fondamentale per la cura e la guarigione. Come eseguire la palpazione della mammella (anche da parte dei maschi), la palpazione del testicolo, l’osservazione del proprio corpo, l’esecuzione del Paptest sono alcuni dei pratici suggerimenti forniti da Guerreschi e Cerretelli ai giovani presenti e che si possono riassumere nel loro richiamo finale: “DOBBIAMO VOLERCI BENE, DOBBIAMO RISPETTARE LA NOSTRA VITA”. Durante la conferenza non sono mancate domande poste ai relatori dagli studenti ai quali al termine è stato consegnato un opuscolo illustrativo ed un modulo per test statistico da compilare in modo anonimo. Conferenze alle scuole secondarie di 2° grado. Portoferraio 6 aprile 2013 iagnosi tempestiva dei tumori della mammella, prevenzione e diagnosi del tumore della “portio”, diagnosi tempestiva del tumore del testicolo, prevenzione e diagnosi del melanoma, cosa fare prima dei 3540 anni e in assenza di sintomi, cosa fare dopo i 40 anni in assenza di sintomi, condizioni favorenti il contagio, vaccinazioni, HPV-DNA test, sono stati questi i principali capitoli illustrati dalla Dott.ssa Gabriella Guerreschi e dal Dott. Norberto Cerretelli, Alberto Brandani e Achille Onorato relatori alla conferenza-dibattito del 12 aprile 2013 a peculiarità dell’incontro organizzato dal Lions Club Isola d’Elba la sera di venerdì 12 aprile a Portoferraio nei locali dell’Hotel Airone non era solo dovuta L’aula Magna del liceo Foresi appartenenti rispettivamente ai Lions Club di Firenze Stibber e Fiesole, nel corso di due conferenze tenutesi a Portoferraio la mattina di sabato 6 aprile nelle aule magne delle secondarie di 2° grado elbane. Gli incontri odierni fanno seguito agli analoghi avuti nel 2012 e rientrano nel Progetto Martina, promosso dal Multistretto 108- Da sn. Burchielli, Brandani, Onorato alla vitale importanza per la nostra isola dell’argomento trattato ed alla competenza nel settore dei due relatori invitati per l’occasione, ma soprattutto per lo stretto rapporto che, per profondi motivi professionali, familiari e culturali li lega al nostro territorio. Si tratta del Prof. Alberto Brandani,

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9 presidente di Federtrasporto, e del Dr. Achille Onorato, amministratore delegato di Toremar. Dopo la consueta introduzione sull’argomento rivolta dal presidente del Club Carlo Burchielli alle Autorità ed ai numerosi ospiti presenti in sala, la parola è passata al Prof. Brandani che ha presentato una generale analisi della situazione dei vari settori del trasporto in Italia: marittimo, ferroviario, stradale ed aereo, evidenziandone le carenze particolarmente accentuate dal periodo critico che sta vivendo la nostra nazione e l’intero continente europeo. Secondo il relatore, in un primo momento, non occorrono opere faraoniche, ma basterebbe un’efficace Brandani: adeguamento delle strutture esistenti manutenzione ed adeguamento delle infrastrutture esistenti, lo snellimento delle procedura burocratiche, la reale reciprocità nei trasporti con le altre nazioni che attualmente ci vede alquanto penalizzati. Un particolare richiamo è stato fatto da Brandani su quella che egli ha definito la “globalizzazione di ritorno”. Si tratta della potenzialità economica (il 52% del PIL mondiale) di India, Cina e Giappone i cui prodotti, giungendo in Mediterraneo attraverso il canale di Suez, devono trovare il loro naturale approdo in una ricettiva rete portuale e retro-portuale che la fortunata posizione della nostra penisola può e deve offrire. razione, efficiente, funzionale ed accessibile a prezzi competitivi nonostante il peso della crisi che si fa sentire in modo particolare sui consumi di carburanti. Un particolare richiamo è stato rivolto da Onorato sulla necessità di rilancio del turismo, per il quale il Onorato: rilancio del turismo, siamo impegnati con eventi culturali e sportivi suo gruppo si impegna all’Elba con eventi sportivi e culturali, e soprattutto offendo un servizio di collegamento continuativo per tutto l’arco dell’anno a differenza di altri vettori che ottengono di operare solo nei periodi di alta stagione. L’incontro si è concluso con alcune domande rivolte dai presenti ai quali hanno risposto i due relatori. Riallacciati i rapporti col L.C. di Bastia ello scorso mese di Dicembre una delegazione del nostro club, composta dal presidente Carlo Burchielli, il segretario Umberto Innocenti e dal ZC Mario Bolano, si è recata a Bastia per riallacciare col locale L.C. i rapporti di simpatia e collaborazione che in passato avevano dato ottimi risultati. Due momenti conclusivi dell’incontro Ha quindi preso la parola il Dr. Onorato che ha fatto una breve analisi storica sull’acquisizione da parte del suo gruppo di Toremar, la cui proprietà era passata negli anni da Finmare a Tirrenia e alla Regione Toscana. L’armatore ha ricordato come alla gara si siano presentati molti soggetti, ma, a causa delle condizioni contrattuali molto restrittive e particolarmente garantiste nei confronti dell’utenza, delle notevoli sanzioni previste in caso di inadempienze, del degrado in cui versava la flotta, delle molte cause sindacali in atto con i lavoratori marittimi, alla fine solo Moby sia rimasta in corsa conquistando a caro prezzo la compagnia regionale toscana con un sentimento che il relatore ha voluto definire con le parole: “Va bene per chi ci mette il cuore!”. Il relatore ha quindi fatto notare come oggi il naviglio Toremar sia stato reso, grazie ad importanti interventi di rinnovo e ristruttu- Scambio di guidoncini fra i due presidenti L’incontro, nello spirito della rinnovata amicizia e dell’ottimismo per le proposte di impegno comune, si è tenuto prima nella sede del club corso per proseguire in serata in un caratteristico locale di Bastia. È stato concordata l’organizzazione di incontri annuali alternando reciprocamente la sede, dando inizio per quest’anno sociale con un intermeeting all’Elba che, previsto in un primo momento per il 18 maggio, per opportunità di collegamenti marittimi, è stato spostato al mese di luglio; di conseguenza per il prossimo anno i lions elbani saranno ospitati in Corsica. Riportiamo di seguito l’allocuzione che il P. Burchielli per l’occasione ha pronunciato in francese così come registrata da un presente.

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10 Chers amis bon soir. C'est ma première fois en Corse et je doit vous dire que ell'est exactement comme je l'ai toujours imaginée atravers la istoire et, mes amis, elle est tout comme je la regarde toujours de l'ile d'Elbe. Donc je voudrait remercier Mario et Dominique pur nous avoir donné la chance de ce rencontre. Comme tout le monde savent l'objectif du lionisme est celui de "créer et développer un esprit de compréhension entre les peuples du monde" et ce soir nous sommes ici pour connaitre et pour partager des cultures differentes. On regarde votre ile avec admiration. Une ile qui fait rever et qui nous donne des emotion authentiques. Mais on regarde avec admiration sourtout votre peuple qui a reussi d'emporter dans notre siecle son histoire sa culture et ses traditions. notre rencontre je suis sure va ouvrir des nouveaux scénarios pas seulment pour l'amitie que nous avons mais aussi parceque nous vivons tous dans une ile. Et je croi que grậce à cettes affinités nous pourrons donner vie à beaucoup de projets. Mes amis m'ont toujours parlé de votre grande honnệteté e de votre encroyable accueillance et ce soir nous sommes chez nous! donc j'espère de vous pouvoir accueillir au plus tot dans notre ile avec l'espoir de vous faire aussi sentir chez vous. Merci a tous! l’A.I.R.C ammonta a Euro 5.445,00 ed è stata completamente devoluta al benemerito Ente. I lions elbani ringraziano quanti hanno voluto sostenere l’iniziativa e le Autorità che hanno consentito il regolare svolgimento dell’evento. e contributo alla Caritas di S. Giuseppe. Portoferraio, sabato 18 maggio2013 stato dedicato alla memoria di Renato Lambardi, lo storico bagnino della Biodola da poco prematuramente scomparso, il defibrillatore acquistato con il contributi del Lions Club Isola d’Elba, dei dedicato alla memoria del bagnino Renato colleghi di Renato e dei frequentatori della spiaggia. Portoferraio, domenica 12 maggio 2013 a difficoltà che stiamo incontrando in questo cruciale periodo storico è palpabile e riscontrabile in tutti i momenti della quotidianità. Ciò nonostante non c’era dubbio che la cittadinanza di Portoferraio e gli ospiti non mancassero al tradizionale appuntamento con la solidarietà costituito, per la ricorrenza della Festa della Mamma, dalla giornata dell’azalea della ricerca a favore dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Un momento della cerimonia La postazione in Piazza Cavour. La consegna dell’apparecchiatura, che verrà collocata in apposito alloggio al centro dell’arenile per essere pronta all’utilizzo in caso di emergenza medica da parte di personale addestrato, è avvenuta nel corso di una semplice, significativa e a tratti commuovente cerimonia tenutasi a Scaglieri la sera di sabato 18 maggio. Il presidente del Lions Club Carlo Burchielli nel suo iniziale intervento ha voluto ricordare la figura di Renato non esitando a definirlo un mito nel suo ambito lavorativo e sottolineando la dignità e la serenità con cui ha affrontato l’ultima malattia. Sono intervenuti quindi la figlia Valentina Lambardi ed il coordinatore degli assistenti bagnanti Pierini, per dar luogo quindi alla benedizione del dispositivo impartita dal parroco di S. Giuseppe Don Gianni. L’evento si è concluso con una conviviale all’inizio della quale il presidente Burchielli ha ufficialmente consegnato al parroco, service distrettuale sulle povertà nell’ambito del service distrettuale “Agiamo contro le povertà: la vecchia e la nuova”, il contributo del club di euro 2.000 da utilizzarsi per la ristrutturazione dei locali della mensa gestita dalla Caritas. “Dare per il solo gusto di dare fa gioire il cuore” ha detto il sacerdote nelle sue parole E così è stato. Il nostro club, curatore della manifestazione nel capoluogo elbano, ha organizzato due postazioni: in Piazza Cavour, dove non è mancata la consueta preziosa collaborazione di Rosa e Filippo Angilella, e sul sagrato della chiesa di S. Giuseppe. La somma raccolta con la distribuzione di piantine di azalea e le relative iscrizioni al-

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11 di ringraziamento, ricordando anche che sono ben 45 i volontari della Caritas impegnati dra formata da P. Bina , M. Ciolfi, G. Priviero seguita dalla squadra formata da F. Cavicchioli, E. Baldacchino, M. Cardella Malinverno; terzi classificati O. Arnaldi, A. Bolano, F. Fasola. Le squadre vincitrici si sono aggiudicati quadri donati dal Lions Club eseguiti dai pittori livornesi M. Madiai, A. Mazzi, F. Cresci e G. Novelli. Il ringraziamento più sentito va alla dott.ssa I. Vai e ai bambini della scuola G. Pascoli che hanno partecipato alla gara con il giusto spirito competitivo. Ovviamente l'impeccabile direzione di Giovanni Inglese e Daniela Cardella sono stati fondamentali per coniugare alla perfezione una giornata sportiva con la solidarietà e il vero divertimento. Il presidente del Lions club Isola d'Elba Carlo Burchielli augurandosi che la coppa Lions, grazie all'organizzazione attiva del socio Fabio Chetoni, possa diventare un appuntamento fisso negli anni futuri, conferma che la cifra raccolta quest'anno andrà a completare la somma di denaro necessaria per l'acquisto di un defibrillatore per la spiaggia della Biodola. Consegna del contributo al parroco Don Gianni al servizio di mensa della parrocchia di S. Giuseppe alla cui porta sono sempre più numerosi coloro che vanno a bussare. per raccolta fondi per defibrillatore olf Bambini Arte e Solidarietà al Club Acquabona. Grazie alla numerosissima partecipazione di 36 appassionati golfisti ammonta a euro 475 la cifra raccolta con la gara di beneficenza 2ª Coppa Lions edizione 2013 che si è svolta domenica 19 maggio sui campi dell'Acquabona. La competizione ha visto prevalere la squa- A cura di Luciano Gelli GIORGIO BRSOTTI a fronte aggrottata, lo sguardo perso nella sarabanda di pensieri insondabili, una mano che regge la penna e si contrae nervosa battendo insistentemente sul tavolo. L’immagine paradigmatica del docente di grande levatura, del maestro capace di riscuotere il doveroso rispetto meritandosi attenzione e credito. Mi avvicino e provoco una metamorfosi sorprendente: un sorriso storto e bonario, un guizzo di luce che rischiara l’espressione e palesa la grande disponibilità per gli amici che Giorgio Barsotti ha sempre mostrato. Socio fondatore del nostro club e pietra angolare della dottrina lion, vero grillo parlante e appassionato dello studio (basti pensare che ha conseguito quattro laure), il nostro è una miniera inesauribile che conosce per intero storia e regolamenti dell’associazionismo. Un grillo saggio che deve essere ascoltato con la massima attenzione, anche se, di tanto in tanto, indulge in ripetizioni doverose, dipendenti da una carriera con molti anni d’insegnamento. In un impeto di onestà mi confessa di aver nutrito alcune perplessità sulla sua possibile adesione al club e sul ruolo che gli veniva proposto. Un dubbio legittimo che colpisce e colpirà sempre chi si accosta all’associazionismo fine a se stesso. Per il nostro amico comprendere, immergersi profondamente nello spirito che anima un club service, dare un contributo attivo è stata una progressione verificatasi nel tempo e,

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12 in larga misura, per merito di Corrado La Rosa. Il nostro professore, superati gli impacci iniziali, ha aggredito l’impegno con le capacità che lo distinguono, ha saputo dare un’impronta personale e umana alla dottrina che, tutt’oggi, pratica con notevole costrutto. Guidi gli permise di assaporare la filosofia della dedizione, Canu gli instillò amore per l’azione fattiva nei confronti dei meno fortunati. “We serve” non è una breve frase da enunciare con sufficienza, è un modo di vivere da soddisfare con ogni mezzo disponibile. La carriera lionistica di Giorgio è passata attraverso numerose fasi che hanno sottolineato il suo valore: due presidenze elbane, un anno da delegato di zona, un vice governatorato quando ancora il Distretto 108 L annoverava quattro regioni e raggiungere certe cariche significava aver realizzato il top. A questo vanno aggiunti anni di partecipazione al gruppo dei formatori, un’elite che si riuniva in Umbria per frequentare un corso propedeutico e, raggiunta la doverosa professionalità, incontrava soci di fresca nomina per indottrinarli sui valori precipui della nostra associazione. Parla e sorride. La sua voce profonda si anima nel rivivere tante esperienze e nel ricostruire tanti incontri, ruggisce enunciando dottrine irrinunciabili, s’incrina appena nella nostalgia di amici scomparsi. Contrariamente al solito, non chiedo valutazioni sull’amicizia e sul lionismo, non ce n’è bisogno; Giorgio e la sua vita sono una dimostrazione sufficiente. Conversazione fra Barsotti e Gelli Libero di esternare sentimenti e reminescenze, delinea la figura dell’istitutore che lo ha forgiato: l’indimenticato governatore Guidi e, subito dopo, quella di un socio elbano, Alfredo Canu che gli ha trasmesso esperienze di un uomo vissuto a lungo nell’America del sud dove fondò clubs lions e partecipò attivamente all’andamento di altri. Giuliano Meo uasi tutti conoscono il racconto biblico dell'arca di Noè dove poi la fantasia si è sbizzarrita nell'immaginare la costruzione di questa grande imbarcazione e la cui storia è stata variamente arricchita dalle tre religioni monoteiste anche con versioni e ricostruzioni talvolta curiose e interessanti. Solo per esemplificare basti pensare alle congetture sulle dimensioni dell'arca, sulla selezione delle coppie umane ed animali, sul disegno divino dell'invio del diluvio e sugli insegnamenti ammonimenti che lo stesso doveva dettare all'umanità, sulla ricerca dei resti materiali dell'arca che ha costituito una vera fissazione per non pochi cristiani, cui tuttavia si attribuisce la scoperta di alcune reliquie rintracciate sul monte Ararat. In minor numero viceversa ricordano la storia dell' Arca della Santa Alleanza che qui vogliamo brevemente esporre senza la presunzione di voler conferire ad alcune notizie valenza di assoluto rigore. L' Arca fu voluta da Dio per eternare il segno visibile della sua presenza in mezzo al suo popolo. Venne ordinata da Dio a Mosè con la descrizione dettagliata di come doveva essere costruita e dei suoi contenuti. Il Libro dell'Esodo (Uscita degli Israeliti dall' Egitto e loro permanenza nel deserto) al cap. xxv la descrive come una cassa di legno di setim (acacia) lunga due cubiti e mezzo e larga ed alta un cubito e mezzo (circa un metro e dieci per 66 cm.) rivestita d'oro purissimo sia all' interno che esteriormente, con Venne ordinata da Dio a Mosè per custodire, tra l’altro il Decalogo un propiziatorio (coperchio) pure di oro finissimo sormontato da due statue di cherubini anch' esse d' oro (da raffigurarsi probabilmente simili ai geni alati dei monumenti egiziani) che non dovevano misurarsi l' un l' altro ma volgere lo sguardo al propiziatorio in segno d'adorazione; ai quattro angoli dell'arca quattro anelli d'oro con due stanghe passanti di legno d'acacia dorate per facilitarne il trasporto.

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13 All'interno della cassa insieme ad un vaso d'oro contenente la manna ed alla verga di mandorlo fiorita di Aronne erano poste le Tavole della Legge. Queste secondo l' Antico Testamento costituivano il Decalogo, cioè i Dieci Comandamenti che Dio dette a Mosè sul Monte Sinai e che rappresentano nella teologia l'alleanza che Dio ha fatto con il popolo d'Israele: nei primi cinque è rimarcato il rapporto tra Dio e l'umanità, nei secondi cinque sono iscritte le connessioni tra l'uomo ed il suo prossimo, ma tutto sempre sotto l'egida e l'armonia instaurate da Dio nel suo patto di alleanza con l'umanità. Sul destino dell' Arca a conferma del suo straordinario fascino si sono intrecciate tante notizie e formulate diverse ipotesi. Certo che il non poco quantitativo di oro con cui era avvenuta la costruzione con tutti i suoi vari contenuti può aver sollecitato tentativi di furto, ma anche di saccheggio da parte delle truppe, che a varie ondate hanno invaso il tempio di Gerusalemme dove è cosa sicura ed accertata furono in un primo tempo conservate. Alcuni storici fanno risalire la perdita delle sue tracce fin dal sec. VI a.C. senza escludere che un incendio, così molto frequentemente divampati in occasione delle tante scorrerie, abbia potuto distruggere il sacro monumento data la facile deperibilità del legname. Una ipotesi considera l'Arca ancora esistente presso il tempio di Gerusalemme, nascosta in un luogo di segreto accesso che il re Salomone avrebbe fatto costruire in zona ipogea avendo lui stesso profetizzato la distruzione del tempio. Secondo un'altra versione il re Salomone avrebbe donato l'Arca per una più sicura conservazione al figlio Menelik I, avuto dalla regina Saba, cui si fa risalire la fondazione della nazione etiope. Infatti lo stesso imperatore d' Etiopia Hailé Selassié I affermava vantandosene che l'Arca era conservata presso la cappella di Axum facente parte del tesoro nazionale. Da qui si congettura che alcuni dei sacri contenuti abbiano preso la via delle banche svizzere, mentre non mancano sospetti che durante l'occupazione Fra teorie e sospetti anche la possibilità di trafugamento nel 1936 durante l’occupazione italiana in Etiopia italiana dell' Etiopia nel 1936 sia avvenuto il trafugamento sia dell' Arca che dei suoi sacri oggetti. Ma il re Salomone secondo le scritture era anche proprietario delle miniere d'oro in Sud Africa nello attuale Zimbabwe e proprio qui avrebbe fatto trasportare l' Arca da Gerusalemme. Lo studioso inglese Tudor Porfitt ne è perfettamente convinto ed ha suggellato le sue affermazioni in una specifica pubblicazione, che ho avuto l' occasione di leggere, dopo averne fatto anticipazione in facoltà universitaria. Altre ipotesi e congetture si sono succedute nel tempo e variamente commentate con severe critiche di giudizio,ma anche con possibili ammissioni. Una delle più accreditate fa risalire il salvataggio dell'Arca al profeta Geremia, il quale l'avrebbe nascosta sul Monte Nebo e quindi rimasta immune dallo scempio profanato dalle truppe babilonesi che su ordine del re Nabucodonosor II conquistarono Gerusalemme e ne distrussero il tempio (590 circa a. C.). Mi piace concludere questa succinta ricostruzione dell' Arca citando il brano del Libro dei Maccabei, anche se è arduo conferirgli la certezza del verificarsi dell' evento, ove la profezia di Geremia riferiva che il luogo di conservazione dell' Arca e dei suoi sacri depositi “rimarrà segreto fino al tempo in cui Dio riunirà tutto il popolo e farà misericordia“. Questa comunque è la simbologia che vuole rappresentare l' Arca, connessa alla sua funzione escatologica per la salvezza del popolo ebraico e con esso dell' intera umanità. Umberto Canovaro segnalato da Luciano Ricci Il manoscritto conservato a Rio Elba contenente le norme della comunità medioevale ( “STATUTA RIVI” sec.XIII) . Frontespizio originale in b. e n. Presso l’Archivio storico del Comune di Rio Elba è conservato un documento antico di importanza fondamentale per la comprensione della storia del versante minerario riese a partire dal XIII secolo. Si tratta del manoscritto denominato STATUTA RIVI, cioè gli Statuti di Rio: raccolta delle norme che regolavano quella comunità di persone fin dai tempi più remoti. Sarà utile in breve fornire informazioni generali sull’argomento per offrire un inquadramento sulla nascita degli statuti e meglio far comprendere al lettore di che cosa si sta scrivendo. L’avvento dell’epoca comunale dopo l’anno 1100 e il conseguente urbanesimo dalle campagne rurali, comportò un sistema di nuovi mestieri, di nuove relazioni sociali e interpersonali che non trovavano più collocazione e risoluzioni nell’antico diritto romano, codificato nel Corpus Iuris Civilis che nel VI secolo d. C. Giustiniano aveva collazionato. I comuni si rendono conto allora di dover codificare nuove regole e nuovi principi adatti alla realtà che sta loro di fronte, e così cominciano a scrivere un vero e proprio diritto dei tribunali, nato cioè nelle aule - e quindi non dottrinario, come era stato fin allora il diritto romano classico, bensì giurisprudenziale (una sorta di common law simile alla moderna esperienza inglese). Queste nuove norme vanno ad affiancarsi al vecchio sistema di regole ordinatorie; non le scalzano, bensì convivono con esse, piano piano diventando però la prima fonte dell’ordinamento giuridico medievale, stante il ricorso al diritto romano ogni qual volta esistesse un “buco” nella legge. Il testo di cui ci occupiamo qui è la raccolta di norme che la comunità riese intese raccogliere per dare certezza alle controversie e alle liti che si potevano verificare. Esso risente moltissimo dell’influenza degli omologhi statuti piombinesi,

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14 da cui ne deriva l’ossatura giuridica, che a loro volta ricalcavano la struttura del Constituta legis et usus Pisanae Civitatis (1233 circa) e del Breve Pisani C ommunis (1287), retaggio della dominazione pisana fino all’avvento della famiglia Appiani nel territorio piombinese ed isolano. Documento medioevale ben conservato Chi avuto la fortuna di studiare questo bellissimo documento medioevale , sia per la forma estetica (onore al comune di Rio nell’Elba che ce l’ha conservato così bene, provvedendo ad un ottimo restauro alcuni anni fa) potrà notare come sia strutturato in tre parti, due delle quali non rappresentano una peculiare novità, in quanto abbastanza conformi alla quasi totalità degli altri statuti medievali, e congegnati su una prima parte di carattere civilistico, recanti quindi norme che mirano a regolare i rapporti e le relazioni interpersonali: dal diritto di famiglia a quello di natura commerciale e contrattuale; la seconda, che nel nostro caso è collocata per ultima, contenente norme di jus criminale, cioè di repressione e sanzione dei reati e crimini commessi all’interno della comunità. Quello che è veramente importante e di rilevanza scientifica notevole, è invece la seconda parte centrale di rubriche (così il “legislatore” dell’epoca intesta ogni singolo capitolo normativo) , che trattano regole peculiari di diritto minerario – potremmo oggi così definirle - cui ogni cavatore doveva attenersi per non incappare nell’infrazione della norma scritta e quindi nella belligeranza sociale. E fin qui, nulla da dire, visto che la disciplina sulle arti e sui mestieri era cosa consueta all’epoca, se si considera ad esempio a Firenze gli statuti dei lanaioli, o quelli dei beccai (macellai) e a Venezia quelli dei vetrai, e così via discorrendo. Ed allora, in cosa consiste l’importanza degli Statuta Rivi in questa loro seconda parte? Consiste nel fatto che i primi statuti in Europa che trattarono le regole da osservarsi in cava furono gli Statuti di Iglau, una cittadina della attuale Renania, emanati dai sovrani Vinceslao I e Prizimislao I fra il 1248 e il 1253; dopo di questi, gli altri che si ritengono i primi assoluti in Italia, addirittura antecedenti a quelli della comunità di Iglesias dove si lavorava ferro e carbone fin dai tempi più antichi, sono quelli di Massa Marittima, che si fanno risalire all’incirca al 1310, ma che - come si legge nel Catalogo della Raccolta degli Statuti conservati presso la Biblioteca del Senato della Repubblica pubblicato nel 1963 da OlsKi - “…rimonta al secolo precedente (…)”, e la cui ampollosa denominazione suona Ordinamenta facta super Arte Ramerie et Argenterie ciivitatis Massae, . Ora, si ritiene che questi ultimi, per le assonanze culturali e le corrispondenze normative, abbiano fatto da humus fertilizzante agli statuti della terra di Rio. Gli Statuta Rivi, sarebbero cioè, in valori temporali, immediatamente secondi nel novero degli statuti minerari sorti in Italia, e precipuamente coevi ai primi in Europa. Ciò può essere stato possibile grazie al grande fervore lavorativo che in quelle epoche investiva il versante orientale dell’Isola d’Elba, e la riconosciuta influenza che la città di Pisa aveva in tutta Europa per l’estrazione dei metalli, cosa che è storicamente accertato provocò numerose immigrazioni di manovalanza di stirpe germanica nella nostra zona, a partire dalla zona del viareggino sino a coprire tutta la costa tirrenica ove si cavava il resto degli altri minerali più utilizzati all’epoca. Altra prova della loro vetustà è compresa nella prima parte (civilistica) degli Statuti, che si fa risalire alla fine del XIII secolo, poiché al suo interno si fa riferimento ai consoli, magistratura che venne a decadere all’Isola d’Elba nel 1292 è che sta quindi a significare come la loro redazione avvenne sicuramente prima di quella data. Il manoscritto conservato all’archivio di Rio nell’Elba in termini di stesura crittografica, è databile all’incirca al XVI secolo, frutto evidente di revisioni e riscritture, ogni qualvolta l’uso manuale ripetuto nelle aule dei tribunali ne consigliava una nuova stesura. Romualdo Cardarelli, il grande storico maremmano vissuto nello scorso secolo , che ci ha lasciato una incredibile mole di studi storici sulla nostra terra di maremma ed insulare, ritiene che una datazione possibile sia il 1547, quando Iacopo V Appiani ordinò anche a Suvereto la revisione del proprio libro di statuti. E tralascio per brevità tutta la serie di considerazioni che egli fa per giungere a questa datazione, scartando altre possibili ipotesi. In accordo con lui, lo storico Gianfranco Vanagolli, anch’ egli autore di un ottimo testo alcuni anni fa sugli Statuta Rivi. Il sottoscritto però, che ha studiato questa raccolta di norme partendo da un’altra angolazione, quella cioè dell’analisi della norma scritta, utilizzando anche approfondimenti filologici, ravvede invece nell’anno successivo, cioè al 1548 la sua stesura. Non suoni leziosità questa dato, perché può farci capire molte cose: ad esempio, secondo il mio pensiero, dopo l’incursione barbaresca del 1543 nella quale il paese fu bruciato completamente, niente toglie che si sia salvata solo una parte degli Statuti, visto che all’epoca doveva essere diviso in tre libri distinti, e che quello relativo allo jus criminale fosse andato distrutto. Infatti questa terza parte dell’attuale volume è la più pedissequa rispetto agli Statutorum Plumbiniensium, anzi direi di più - mi si passi il termine per far capire meglio: appiccicata frettolosamente (visti i grossolani errori di forma giuridica che sono stati riportati), denotando ciò una premura di fondo di dotarsi anche del diritto penale. A mio giudizio, la motivazione fu quella di dover presentare a nuovi regnanti, come era costume dell’epoca, le leggi della comunità per farsi approvare benefici, servitù, vantaggi . Ed il 1548 guarda caso, fu l’anno in cui per un solo mese – fra giugno e luglio – l’imperatore Carlo V tolse lo staterello agli Appiani per porlo sotto l’egida della famiglia Medici, salvo poi ripensarci immediatamente dopo le vibranti proteste dei Genovesi e soprattutto degli Aragonesi di Napoli, imparentati con gli Appiani di Piombino. Dal problema della datazione, forse si potrebbe anche risalire all’amanuense estensore (cosa che io faccio “avventurosamente” nel testo da me scritto sull’argomento una decina d’anni fa). Lo studio quindi del verbum, della parola e dei termini giuridici utilizzati dall’estensore del testo riese nella traduzione dal latino (visto che l’omologo piombinese è scritto in questa antica lingua italica e i nostri invece in volgare) ci può quindi aiutare a mio giudizio a sciogliere importanti quesiti. La struttura istituzionale della terra di Rio Ma questi Statuti sono importanti anche perché ci danno la reale dimensione della struttura istituzionale della terra di Rio. Grazie a loro, sappiamo che la giustizia civile e penale era amministrata da un Commissario, che la rendeva per conto dei principi Appiani, che a sua volta era assistito da un notaio estensore, e che per le vicende marittime, sicuramente molto frequenti all’epoca, era costituita una magistratura specifica di Consoli del mare. La comunità era retta da un consiglio degli Anziani, cui si affiancava un Consiglio dei

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15 Quaranta ed un Consiglio minore. Ma come già specificato, l’autentica bellezza deriva dalle norme sulla cava, e non sarà inutile offrirne una rapida sommaria illustrazione: Capitano della vena: con altri sei, eletti a gennaio di ogni anno, aveva il compito di mantenere l’ordine pubblico nella caviera, e quindi poteva girare armato; rispondeva direttamente al Commissario del Signore. Arbitri del Monte: con funzioni di dirimere le eventuali controversie che si verificavano sui rispettivi posti di lavoro. Scrivano della vena: con compiti di contabilità e rendicontazione sul materiale scavato da ciascun cavatore. Pesatori della vena e giustatori di pesi e misure: funzioni queste veramente importanti nella comunità lavorativa, in quanto detentori degli strumenti ( e della loro esattezza) sul valore ponderale del materiale. Somarai: col compito di trasportare fino alla “Piaggia” (marina di Rio) il minerale da dove veniva imbarcato per il continente. Altre norme: non si poteva lavorare a meno di diciannove metri da dove un altro lavoratore aveva “sgrottato”; non si poteva tenere più di un dipendente al proprio servizio (detto mezzaiuolo) ; le gite alla Piaggia per il carico del minerale dovevano essere fatte tutti assieme in cordata, con i somari, probabilmente per evitare assalti e furti di materiale. Fino all’avvento di Cesare Borgia, che nel 1501 conquistò Piombino con le sue milizie, i barcaioli per il trasporto del minerali non potevano essere elbani, di fatto legando i coltivatori della cava alla terra in maniera indissolubile. Fu proprio Cesare a concedere questo privilegio ai residenti nell’isola, iniziando una pratica che poi non fu più abbandonata neppure quando gli Appiani tornarono in possesso dello Stato. Si può dire che i cavatori, fino a che non venne stipulato il contratto di vendita obbligatoria del minerale ai Medici denominato l ‘Appalto generale (1543) furono da considerarsi come piccoli imprenditori, nel senso che erano proprietari di ciò che scavavano e – presumibilmente – fautori anche dei prezzi di vendita; ma da quel momento in poi, Cosimo Medici pretese garanzie sulla quantità e qualità dei materiale da estrarre e servendosi della massima autorità in materia dell’epoca, Vannuccio Biringuccio che nel 1540 scrisse il primo trattato di metallurgia e fusione di metalli in epoca moderna che si conosca, il De Pirotechnia, e che trasformò il lavoro in cava in una sorta di catena di montaggio, di fatto legando sempre di più alla terra i lavoratori, e facendo perdere loro quella caratteristica di lavoratore autonomo, con la conseguenza di un loro maggiore sfruttamento ancora più pesante di quanto non lo fosse stato fino a quel momento. Ma per motivi di spazio, ci dobbiamo fermare qui, anche se il lettore avrà sicuramente compreso come di questa materia sarebbe possibile riempire pagine su pagine. Ed allora, per gli opportuni approfondimenti, rimando alla lettura del mio testo “GLI STATUTA RIVI NELL’ORDINAMENTO GIURIDICO DEGLI APPIANI”, rintracciabile nelle biblioteca elbane, e per il cui tramite ho voluto testimoniare il mio amore per la terra che mi ha dato i natali. Umberto Canovaro* * Ispettore Onorario presso la Soprintendenza ai Beni Archivistici per la Toscana e Presidente dell’Accademia per gli Studi Storico – Giuridici per lo Stato di Piombino “Pietro Calefati”. Michele Cocco da ben più di tremila anni che l’uomo naviga sui mari. Un numero incalcolabile di navi a remi, navi onerarie, navi per trasporti speciali, galee, caravelle, brigantini, navi da battaglia, etc. hanno percorso in lungo e largo i nostri mari, e spesso affondando. Cio’ avveniva per errori di navigazione, tempeste, battaglie etc., e storicamente è accaduto con elevata frequenza nell’Arcipelago Toscano, le cui acque si trovavano sulle rotte preferenziali della navigazione costiera sin dai tempi piu’ remoti. Purtroppo, non è un mistero che il patrimonio archeologico dell’Isola d’Elba abbia subito una diaspora continua a partire dal ‘700. Basti pensare che delle circa 10.000 anfore che costituivano il carico delle onerarie affondate al largo di Chiessi e di Punta La Cera appena poco piu’ di 100 risultano acquisite alla funzione pubblica. Prove dell’AUV Le moderne tecnologie della robotica sottomarina permettono l'utilizzo di squadre di robot subacquei autonomi (AUV – Autonomous Underwater Vehicles) per la ricerca sistematica e la mappatura dei fondali di interesse archeologico con strumentazione ottica, acustica e magnetica. La Regione Toscana ed il territorio dell'isola D'Elba si trovano da un anno a questa parte ad essere direttamente coinvolti in questa fase di sviluppo di tali moderne tecnologie. Sono infatti toscani i due consorzi scientifici leader in questo campo. Il primo progetto (THESAURUS - Tecniche per l'esplorazione sottomarina archeologica mediante l'utilizzo di robot autonomi in sciami) partecipato dall'Università di Pisa e di Firenze, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa. Esso ha portato allo sviluppo dei "Tifone", tre veicoli subacquei che saranno in grado, scambiandosi informazioni, di pattugliare i fondali sottomarini alla ricerca di relitti e manufatti. I primi test in acqua dei Tifone sono attualmente in corso nel bacino di Roffia a San Miniato. Il secondo progetto invece è una iniziativa internazionale finanziata direttamente dalla Unione Europea. Si tratta di ARROWS (ARchaeological RObot systems for the World's Seas) un consorzio internazionale con a capo l'Università di Fi-

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